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Vaccini, Di Rosa (Siti): “Raggiungere pazienti fragili nel percorso di cura”

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(Adnkronos) – “L’offerta vaccinale in Italia è tra le più antiche e le più complete del mondo, soprattutto quella nei confronti dei pazienti fragili è ampia e assolutamente di altissimo livello.Purtroppo raggiungiamo ancora solo una minima parte” dei pazienti in cui è raccomandata, “quindi è di fondamentale importanza raggiungere i pazienti cronici là dove hanno i loro percorsi di cura.

Bisogna mettere al centro delle attività per il recupero delle vaccinazioni, oltre i soliti percorsi della medicina generale, anche l’ospedale dove generalmente il fragile è assistito e preso in cura”.Sono le parole di Enrico Di Rosa, vicepresidente della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), in occasione del ‘Forum risk management’ in corso ad Arezzo.  Tra i temi affrontati durante l’evento anche la recente circolare del ministero della Salute per le campagne vaccinali autunnali, in cui si richiede di “implementare l’offerta attiva delle vaccinazioni ai soggetti con condizioni di rischio per patologia o stato immunitario direttamente presso il servizio che ha in carico il paziente”.

Come osserva Di Rosa “Se l’ospedale diventa anche un posto dove poter fare la vaccinazione si semplificano i percorsi e certamente diventerà più raggiungibile”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bancari, contratto firmato: 435 euro di aumento e riduzione orario di lavoro

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(Adnkronos) –
Un aumento medio mensile di 435 euro della retribuzione da dicembre e arretrati per il periodo luglio-novembre di quest’anno con una media di 1.250 euro.E’ quanto prevede il nuovo contratto dei bancari nell’ipotesi di accordo, firmato oggi dai sindacati di settore, Abi e il gruppo Intesa Sanpaolo.

Il rinnovo interessa circa 270mila lavoratrici e lavoratori delle banche, operanti in Italia e aderenti ad Abi (altri 30mila bancari sono dipendenti delle Bcc, che hanno un altro contratto collettivo).Previsto, inoltre, il ripristino pieno della base di calcolo del trattamento di fine rapporto a partire dall’1 luglio 2023.  L’aumento contrattuale verrà pagato in quattro quote a partire dalla busta paga di dicembre che conterrà anche la una tantum per gli arretrati.

Gli incrementi sono così suddivisi: 250 euro, pari al 57,5% del totale dei 435 euro, a dicembre; 100 euro (23%) a settembre 2024; 50 euro (11,5%) a giugno 2025 e 35 euro (8%) a marzo 2026.Nell’arco di soli nove mesi viene, dunque, riconosciuto a tutte le lavoratrici e i lavoratori delle banche oltre l’80% dell’incremento retributivo, definito con l’accordo per il rinnovo del contratto.

L’aumento concordato, inoltre, produce effetti positivi anche sulla tredicesima mensilità. Nel dettaglio del rinnovo, viene inoltre ridotto l’orario di lavoro settimanale, a partire dal 1 settembre 2024, da 37 ore e mezza a 37 ore, con una diminuzione di 30 minuti complessivi.Sale da 8 a 13 il numero delle ore per la formazione retribuita.

Ampliate poi le possibilità di ricorso al Fondo per l’occupazione, da parte delle banche, con l’obiettivo di favorire ancora di più la staffetta generazionale nel settore e far crescere l’occupazione al Sud.La cabina di regia nazionale, creata nel 2019, estende il suo raggio d’azione alla banca digitale.

Più garanzie e più tutele per i bancari in relazione alle indebite pressioni commerciali esercitate dai vertici delle banche per ‘spingere’ la vendita di prodotti finanziari e assicurativi.Viene inoltre riconosciuto il pieno trattamento economico alle lavoratrici in stato di gravidanza ‘a rischio’.

Concordata inoltre la piena fungibilità nell’ambito della categoria dei quadri direttivi.Via libera ad attività lavorative extra: cancellata l’autorizzazione che la banca doveva concedere ai dipendenti.

Più giorni di malattia per chi è affetto da disabilità grave.Giro di vite contro le molestie e le violenze di genere.  
Retribuzione, arretrati e tfr ‘pieno’.

Per quanto riguarda, spiega ancora più nel dettaglio la Fabi, la retribuzione, l’incremento concordato ingloba sia il recupero dell’inflazione sia il riconoscimento della produttività delle banche che, a partire dallo scorso anno, hanno raggiunto importanti risultati con gli utili in costante crescita.Il primo aumento mensile verrà riconosciuto con la “busta paga” di dicembre, ma decorre da luglio scorso: ne consegue che verranno riconosciuti arretrati per cinque mesi, fino a novembre: in media 1.250 euro per ciascun lavoratore.

Quanto, poi, al Tfr, viene ripristinata, con decorrenza 1 luglio 2023, la base di calcolo e vengono cancellate, così, le “agevolazioni”, concesse nel 2012 alle banche, poi parzialmente ridotte già in occasione del rinnovo del Ccnl nel 2019.Per le lavoratrici e i lavoratori, si tratta di un aumento significativo della cosiddetta retribuzione differita che porta a incrementare la “liquidazione” o i versamenti per la previdenza complementare.  Ecco i dettagli: il quadro direttivo di quarto livello passerà dagli attuali 4.575,56 euro ai 5.160,06 euro a regime (marzo 2026); il terzo andrà da 3.899,01 euro a 4.396,88 euro; il secondo da 3.483,38 a 3.965,48 euro a euro; il primo da 3.283,73 euro a 3.743,21 euro.

Nella terza area professionale: al quarto livello si passerà da 2.906,90 euro a 3.341,90 euro; al terzo livello da 2.684,20 euro a 3.059,49 euro; al secondo livello da 2.535,88 euro a 2.890,41 euro; al primo livello da 2.405,97 euro a 2.742,34 euro.Chi, infine, inquadrato nell’area unificata (ex 1a e 2a area professionale) salirà da 2.175,31 euro a 2.479,45 euro. 
Arretrati: in media 1.250 euro.

L’accordo sottoscritto oggi stabilisce anche il pagamento degli arretrati per il periodo che va luglio a novembre 2023.In totale, si tratta di riconoscere aumenti per cinque mesi.

Il livello medio di arretrati è pari a 1.250 euro (250 euro per cinque mesi) corrispondente alla 3a area professionale 4° livello retributivo.  
Più assunzioni di giovani e spinta all’occupazione al Sud.Le novità mirano a migliorare la sinergia tra il Fondo per l’occupazione e il Fondo di solidarietà in chiave di ricambio generazionale.

Ampliate, anzitutto, le possibilità di ricorso al Foc, da parte delle banche, con l’obiettivo di favorire ancora di più nuovo lavoro nel settore e di far crescere l’occupazione al Sud.In generale, passa da 2.500 euro a 3.500 euro annui l’importo che il Foc riconosce alle banche che assumono: giovani fino a 36 anni (il limite era 32 anni), persone con disabilità, disoccupati di lungo periodo, lavoratori in mobilità, cassaintegrati.

Inoltre, ai lavoratori in servizio che accettano la riduzione dell’orario di lavoro, compensata con assunzioni, verrà pagato, per un massimo di 36 mesi, un importo pari al 25% della differenza di retribuzione.Il Foc, inoltre, agevolerà ulteriormente le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno grazie a un aumento dell’importo annuo, erogato in favore delle banche, che sale da 3.500 euro a 4.500 euro più ulteriori 1.000 euro se la sede di lavoro coincide con la provincia di residenza.

A partire dal 2012, il Foc ha garantito l’assunzione di 40.000 persone, compensando i 90.000 prepensionamenti, su base volontaria, definiti con accordi aziendali per gestire le crisi bancarie, le fusioni tra gruppi e le riorganizzazioni.Si tratta degli “esodi” realizzati attraverso il Fondo di solidarietà in relazione al quale il nuovo contratto, sempre per favorire il ricambio generazionale nel settore, stabilisce l’aumento degli assegni d’accompagnamento alla pensione.

L’attuale dotazione del Foc, alimentato con versamenti di tutti i dipendenti bancari, è di 145 milioni di euro.  
Cabina di regia sulla banca digitale.Il nuovo contratto si adegua ai cambiamenti del settore bancario, in particolare per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche: la cabina di regia nazionale, creata nel 2019, estende il suo raggio d’azione alla banca digitale e diventa il luogo di confronto permanente fra Abi e sindacati riguardo l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione, le nuove mansioni e le figure professionali.

Pressioni commerciali, garanzie per i lavoratori.Più garanzie e più tutele per i bancari in relazione alle indebite pressioni commerciali esercitate dai vertici delle banche per “spingere” la vendita di prodotti finanziari e assicurativi: l’accordo sulle politiche commerciali del 2017 diventa parte integrante del contratto collettivo. 
Maternità più tutelata.

Viene riconosciuto il pieno trattamento economico alle lavoratrici in stato di gravidanza “a rischio” (finora era “pagato” per soli cinque mesi).Orario di lavoro, 30 minuti in meno.

Il settore bancario fa da apripista alla riduzione dell’orario di lavoro: le attuali 37 ore e mezza settimanali scendono, infatti, a 37 ore, con un calo di 30 minuti complessivi.Formazione.

Sale da 8 a 13 il numero delle ore per la formazione retribuita.Obiettivo è arricchire e promuovere l’evoluzione delle competenze dei lavoratori affinché siano un elemento fondamentale per la tutela dell’occupazione in banca.

Sono state inoltre migliorare e integrate le procedure che consentono alle banche di accedere ai finanziamenti di fondi, enti bilaterali e Unione europea per la formazione del personale.Fungibilità e flessibilità.

Nell’ottica di assicurare l’evoluzione professionale dei quadri direttivi, anche alla luce dei veloci cambiamenti organizzativi delle banche, è stata concordata la piena fungibilità nell’ambito della categoria dei quadri direttivi.Non sono state accolte, invece, le richieste delle banche sui trasferimenti: restano a 52 anni e a 50 chilometri i limiti oltre i quali l’azienda deve ottenere il consenso del dipendente.

Per i quadri direttivi vengono mantenute tutte le tutele in vigore. 
Attività lavorative extra.Il nuovo contratto, nel recepire recenti interventi normativi, cancella l’autorizzazione che la banca doveva concedere ai dipendenti che svolgevano altre attività lavorative.

D’ora in poi sarà sufficiente una semplice comunicazione al datore di lavoro.Malattia e disabilità.

I giorni di assenza per malattia riconosciuti a coloro che sono affetti da disabilità grave (legge 104/92, articolo 3, comma 3) sono aumentati del 50% rispetto alla precedenti norme contrattuali.Molestie e violenze di genere.

La dichiarazione congiunta in materia di molestie e violenze di genere sui luoghi di lavoro del 12 febbraio 2019 viene inserita nel contratto nazionale.La dichiarazione è nata per rafforzare e diffondere la consapevolezza nelle aziende, nelle lavoratrici e nei lavoratori oltre che nei loro rappresentanti sull’importanza di prevenire, contrastare e non tollerare ogni forma di comportamento che abbia come risultato un’intimidazione, un danno o una sofferenza fisica, sessuale, psicologica. 
Stress da lavoro-correlato e indagini di clima.

Vengono estesi i compiti della Commissione nazionale per la sicurezza istituita nel 2019, che promuoverà iniziative informative e formative per la prevenzione e la gestione dei rischi con particolare attenzione a quelli da stress lavoro-correlato.Obiettivo è garantire il benessere sui luoghi di lavoro, anche attraverso specifiche indagini di clima.

Partecipazione.Sindacati e Abi condividono che la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla vita delle aziende contribuisce a: produttività del lavoro, miglioramento dell’ambiente lavorativo, sviluppo sociale delle persone.

Ciascuna banca o gruppo, pertanto, potrà valutare iniziative per adottare forme di partecipazione dei propri dipendenti anche per governare la gestione dei cambiamenti.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, effetti payback su aziende dispositivi medici: ‘30% ha licenziato’

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(Adnkronos) – La norma sul payback dei dispositivi medici si sta abbattendo sulle imprese del settore.Secondo l’indagine del Centro studi di Confindustria dispositivi medici sull’impatto del payback sulle aziende, presentata oggi al Forum Risk Management di Arezzo, l’incertezza generata dalla norma ha causato una situazione di stallo per un’industria innovativa: “Il 61% delle aziende ha bloccato le assunzioni, mentre il 31% ha ricorso a licenziamenti.

Sono inoltre 4 aziende su 10 ad aver ridotto gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, mentre il 27% ha avviato procedure di cassa integrazione”, evidenzia il report.  “Chiediamo da tempo nuove regole di governance del settore – ha dichiarato il presidente di Confindustria dispositivi medici, Massimiliano Boggetti – che si basino sulle reali esigenze della popolazione e siano tarate sull’analisi dei fabbisogni per un migliore investimento delle risorse pubbliche nell’interesse dell’intero sistema Paese.Ci auguriamo che il Tar si esprima quanto prima sul payback e che metta in luce l’incostituzionalità di questa norma, aprendo la strada al superamento della stessa”. Secondo l’indagine, “la situazione di incertezza legata alla possibilità di pagare lo sforamento del tetto di spesa delle Regioni ha un impatto diretto sulla sanità pubblica e sulla qualità tecnologica dei dispositivi medici disponibili destinati alla cura del cittadino: è infatti più della metà delle aziende (61%) ad astenersi dalla partecipazione alle gare pubbliche, limitando al mercato privato le soluzioni più avanzate (54%), privando, di fatto, la stragrande maggioranza degli italiani delle migliori tecnologie disponibili e limitando gli investimenti nella formazione della classe medica (54%).

E nel futuro la situazione non migliorerà: di qui al 2028, 8 aziende su 10 limiteranno l’uso di tecnologie avanzate nelle gare italiane, 7 aziende su 10 dichiarano di prevedere di rivolgersi prevalentemente ai mercati esteri e la riduzione delle assunzioni riguarderà il 72% delle imprese”. “Il comparto dei dispositivi medici – ha continuato il presidente Boggetti – rappresenta uno dei settori con maggiori potenzialità di crescita e capacità di attrarre investimenti esteri.In quanto tale, dovrebbe essere considerato settore di importante rilevanza strategica.

Oggi più che mai si rende necessario un cambio di paradigma del sistema salute, tenendo conto delle peculiarità del settore, nonché delle evoluzioni attese nel prossimo futuro, attraverso la concretizzazione di una nuova governance fondata su pilastri identitari chiari e ben definiti”. In particolare, si basano su tre pilastri le proposte di Confindustria dispositivi medici per una governance del settore che superi il payback pur guardando alla sostenibilità economica del Servizio sanitario nazionale. “Nello specifico, è fondamentale un cambio di approccio nella programmazione dell’offerta sanitaria non più incentrata sulle singole prestazioni, ma per patologia.In secondo luogo, la programmazione sanitaria dovrebbe allocare le corrette risorse sulla base dei fabbisogni di salute e non sui tetti di spesa – evidenzia in una nota l’associazione di settore – Ancora, l’innovazione tecnologica andrebbe valutata attraverso l’Health Technology Assesment (Hta), garantendo percorsi accelerati di introduzione dell’innovazione.

Infine, il public procurement non dovrebbe essere più basato su gare centralizzate al prezzo, ma su una rivalorizzazione del ciclo di acquisto misurando i reali impatti sulla salute e sui processi di salute dei beni e dei servizi acquisti”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni in Senato: “Fiera di dati su occupazione femminile. Reddito famiglie nostra priorità”

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(Adnkronos) –  Si apre con il ricordo di Giulia Cecchettin la seduta dell’Aula del Senato, riunita per il question time della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.A ricordare la giovane barbaramente uccisa dal suo ex, il questore Antonio De Poli con un’interrogazione sull’occupazione femminile.

In piedi l’intera Aula, che tributa alla giovane un applauso.In piedi anche Meloni e i ministri presenti sugli scranni del governo a Palazzo Madama. Proprio i dati sull’aumento dell’occupazione femminile sono “forse il risultato che mi rende più fiera di questo primo anno di governo”, esordisce la premier al question time.

Sul lavoro in generale, “dal 2012 ci sono stati trend di crescita molto lenti, ora è cambiata l’impostazione” con il governo impegnato “ad incentivare l’occupazione, a mettere più soldi in busta, con un’attenzione sui rinnovi contrattuali”.E’ “record di occupazione, con mezzo mln di lavoratori in più”, ma anche “record di occupazione femminile.

Per quel che attiene il lavoro femminile, credo che questo aumento sia frutto anche delle misure volte a incentivare l’occupazione favorendo tempi di vita e di lavoro, non costringendo le donne a scegliere tra il lavoro” e una vita famigliare. “Abbiamo lavorato su questo, abbiamo lavorato per favorire il lavoro delle mamme – dice ancora Meloni -: questi strumenti li potenzieremo e ne affiancheremo di nuovi.C’è molto da fare perché continui” questo trend “e spero che avvenga col contributo del Parlamento”. ”E’ sotto l’occhio di tutti come in questi mesi sia cresciuta la fiducia, per esempio, degli investitori e dei mercati.

Penso alla promozione di 4 agenzie di rating che di solito non sono buone su queste materie.Penso al fatto che le famiglie comprino volentieri i titoli dio Stato, allo spread che è ai minimi, alla borsa italiana che cresca più delle altre borse.

Sono dati che dicono qualcosa in più rispetto alle valutazioni legittime dell’opposizione”, dice quindi la premier, replicando a Matteo Renzi. Il Parlamento, spiega rispondendo al senatore di Fdi Lucio Malan che la ringrazia per la sua ‘insolita’ presenza al question time, “mi manca molto, ho avuto una lunga carriera parlamentare – e si vede anche dalla passione che metto nei miei interventi – mi manca questo luogo e vengo sempre volentieri”.  ”Anche stavolta, a prova di telecamera, non c’è una Meloni privata e una pubblica…C’è una Meloni che dice sempre quello che pensa, con chiarezza e per questo consente all’Italia oggi di essere rispettata e ascoltata quando governavate voi…”, le parole per rispondere a una interrogazione sul caso della telefonate fake dei comici russi.  “Sull’attenzione messa per i rinnovi contrattuali, devo dire che questo ha portato un cambio di atteggiamento da parte di alcune organizzazioni sindacali.

Prima avevano una mobilitazione contenuta – ho registrato dal 2012 al 2022 circa 6 scioperi generali – ora se ne fanno due ogni anno, ma anche questa è una buona notizia”, ha detto Meloni. Quello fatto finora sul fisco, aggiunge la premier, “è un lavoro che chiaramente racconta una visione” un lavoro “che va fatto immaginando una legislatura che è quella che abbiamo a disposizione, per cercare di fare sempre dei passi avanti.Il prossimo passo immediato è l’attuazionedella delega fiscale, dopo un attesa durata decenni si consentirà finalmente di riformare profondamente il fisco italiano, rendendolo più giusto, rendendolo più efficiente e rendendolo capace di fare la sua parte nel ricostruire il rapporto che serve tra lo Stato e gli italiani che noi non consideriamo sudditi ma vogliamo considerare cittadini”, spiega rispondendo sul tema delle iniziative a sostegno di lavoratori e famiglie. “Sostenere il reddito delle famiglie e ridurre la pressione fiscale per famiglie e imprese sono stati dall’inizio una priorità di questo governo” si tratta di “una visione che noi avevamo già intrapreso con la legge di bilancio 2023 e che confermiamo con la legge di bilancio 2024”, dice Meloni. “A differenza di quanto fatto finora noi sappiamo che questa nazione ha bisogno, sul tema delle pensioni, di un intervento strutturale, non di misure estemporanee, tra i nostri obiettivi c’è anche quello di procedere nell’arco della legislatura a una riforma adeguata, strutturale, per dare ai cittadini le certezze dovute sul diritto d’accesso alla pensione secondo il principio di equità”, ha detto sul tema delle norme pensionistiche. Sul tema delle pensioni “a differenza di quanto fatto finora, noi non intendiamo proseguire nella prassi un po’ cinica di aggravare oltre ogni limite di decenza la futura pensione di chi oggi è giovane, perché penso che un cittadino sia un cittadino indipendentemente dall’età che ha e che come sempre le tutele debbano essere più alte possibili ma debbano essere uguali per tutti”, ha aggiunto. “Per quello che riguarda l’articolo 33 della manovra, che coinvolge anche alcuni medici, come è stato chiarito in più sedi si tratta di una misura che interviene su un particolare regime pensionistico di una parte di dipendenti pubblici, rispetto alla quale era stata evidenziata da più parti l’esistenza di un trattamento che era disomogeneo tra dipendenti e anche disomogeneo tra gli stessi medici, su questa linea del resto ci sono espresse anche economisti non sospettabili di essere dei sostenitori del governo, ma in ogni caso rivedremo la norma sulle pensioni dei medici”, ha continuato.  Sulle richieste delle regioni a statuto speciale “siamo aperti e voglio dire anche di più, abbiamo il vantaggio di poter contare sulla specifica sensibilità e specifica attenzione maturata dal nostro ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, che nella scorsa legislatura c’è stato presidente della commissione paritetica per Bolzano e componente della commissione paritetica per il Trentino Alto Adige quindi mi pare che siamo in ottime mani”.  “Ne approfitto per annunciare che nell’ambito della revisione del Pnrr, il governo ha proposto un intervento per le zone alluvionate di Emilia Romagna, Marche e Toscana pari a un ulteriore miliardo e duecento milioni” oltre alle risorse già messe in campo, per un “totale di 6,5 miliardi”, dice la premier. Sull’alluvione in Emilia Romagna, “da parte del governo non c’è stata nessuna promessa mancata o distrazione.

Segnalo sommessamente che la piattaforma Sfinge, per presentare le domande di risarcimento e di competenza della Regione Emilia Romagna, è operativa solo dal 15 novembre scorso, due mesi dopo l’ordinanza del commissario Figliuolo.Senza operatività” della piattaforma “è impossibile quantificare il fabbisogno finanziario.

Il governo sta ancora aspettando, inoltre, la ricognizione dei danni dell’Emilia Romagna.Il governo ha agito con il massimo sforzo, senza polemica, guardando ai bisogno di cittadini e non al colore politico dell’interlocutore istituzionale, ma mi rendo conto che non è costume diffuso”.

Punge così la premier Giorgia Meloni durante il question time.  ”Non torno sulle ragioni e gli errori che purtroppo hanno consentito a due comici russi di spacciarsi per il presidente dell’Unione africana.Utilizzo il mio tempo per rispondere molto volentieri sui contenuti della telefonata, banalmente perchè sono fiera di aver dimostrato ancora una volta la coerenza delle posizioni mie e del governo italiano in tema di politica estera.

E sono fiera di essere lontana anni luce dal modello di chi prima di me si mostrava accondiscendente in privato salvo poi mostrare i denti a favore di telecamera o votava il sostegno militare a Kiev finchè si trattava di mantenere il proprio posto al governo per poi decidere di sostenere che l’Ucraina non andasse più aiutata quando è passato all’opposizione per guadagnare il consenso facile.In questo caso, però, il consenso facile si guadagna sulla pelle e sulla libertà di una nazione sovra”, ha detto Giorgia Melonial. Nella telefonata” ai comici russi ”ho detto quello che ripetuto tante volte in questo Parlamento.

Primo, ho detto che noi siamo al fianco dell’Ucraina.Ho detto che cerchiamo una pace giusta, in linea con il diritto internazionale e che siamo pronti a fare le nostre proposte: proposte che confronteremo anche con Parlamento quando ci dovessere essere i margini per quella pace giusta”.  “Per arrivare a una opzione di questo tipo, ovvero alla pace giusta, è mantenere l’equilibrio tra le forze in campo, ovvero sostenere l’Ucraina.

Perchè se noi avessimo fatto quello qualcuno ci chiedeva in questa Aula, ovvero smettere si sostenere Kiev, noi purtroppo non avremmo avuto la pace come qualcuno va dicendo in giro ma un’invasione…E io non sono così cinica di scambiare le due cose.

L’unico modo possibile per arrivare eventualmente anche una soluzione diplomatica del conflitto è sostenere l’Ucraina.Questo è quello che ho sempre detto in Aula, è quello che faccio e ho detto nella telefonata” ai comici russi. ”Questo non vuol dire che non mi renda conto della difficoltà anche nella nostra opinione pubblica: anche questo ho detto in Aula.Sono perfettamente consapevole della stanchezza dell’opinione pubblica, perchè ascolto la gente perchè sono capace di farlo.

Quello che fa la differenza tra la mia scelta e quella degli altri è questa: penso che la responsabilità della politica sia guidare la società e non rincorrerla…”.  ”Continuo e continuerò ad essere convinta che aiutando Kiev e sostenendo gli ucraini che combattono stiamo difendendo il nostro interesse nazionale…”., ha aggiunto.  L’ultimo provvedimento sulla sicurezza varato dal governo “non è una scatola chiusa, ma un ddl a disposizione del Parlamento.Io sono convinta che, con il contributo del Parlamento, possa essere rafforzato e diventare ancora più organico di come uscito dal Cdm”, dice la premier Giorgia Meloni. Sulla sicurezza il governo ha adottato “diversi provvedimenti, un lavoro puntuale e che portiamo avanti con determinazione.

Bisogna garantire la sicurezza, che non ci consente solo di difendere i cittadini”, a partire dai “più fragili e i più deboli”, ma anche di “garantire in Italia un ambiente favorevole alla crescita economica.La sicurezza – rimarca Meloni – è anche un tema di crescita economica”.

La premier snocciola alcuni esempi. “Le norme antiborseggio, contenute nell’ultimo provvedimento sulla sicurezza, è una norma di buon senso che non solo è tesa a difendere i cittadini che prendono i mezzi pubblici, ma” serve da incentivo “anche al turismo, che è un asset economico.La nostra reputazione”, con mezzi di trasporto più sicuri, “è migliore, i flussi turistici aumentano, il che si traduce in ricchezza e posti di lavoro”. Altro esempio “le norme sulle case abusive: dire che la proprietà privata è sacra, che le case non si possono occupare e se lo fai la polizia interviene immediatamente anziché restare per anni ad attendere, significa dare certezza non solo a chi vive ma anche chi considera la un investimento.

Anche questo diventa una misura economica”, si liberano “più immobili, con ripercussioni anche sui prezzi.Puntare sulla sicurezza vuol dire tornare a fare di questa nazione una nazione seria, poiché le regole vengono rispettate” e creando un ambiente favorevole “per l’economia”. “Togliere alla criminalità le sue zone franche, le Caivano di turno, vuol dire rimettere interi territori nelle condizioni di tornare a lavorare nel rispetto delle regole.

Vuol dire rafforzare l’economia contrastando la mafia, la camorra, la ‘ndragneta e chi ha continuato a vivacchiare su uno Stato debole”, aggiunge. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaccini, Bonanni (Careggi): “Numeri ancora bassi per anti Zoster e pneumococco”

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(Adnkronos) – “Le coperture vaccinali contro pneumococco e Herpes Zoster nella popolazione fragile, non sono particolarmente buone.Si tratta di vaccinazioni che sono state introdotte recentemente e soprattutto in molte regioni non vengono ancora promosse in maniera sufficiente con campagne di comunicazione”.

Lo ha dichiarato Paolo Bonanni, direttore di Igiene e Medicina Preventiva presso l’Azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze in occasione del ‘Forum risk management’, la rassegna sulla sanità pubblica in corso ad Arezzo.Anche per altre vaccinazioni stagionali Bonanni è critico. “Per l’antinfluenzale – osserva – le coperture a livello nazionale sono intorno al 60% e sappiamo che dovremmo arrivare al 75%, sto parlando della popolazione anziana di ultra65enni.

Per quanto riguarda i soggetti fragili, anche più giovani, le coperture sono molto più basse: quando va bene raggiungono il 30% per l’antinfluenzale.Per la vaccinazione pneumococcica o Zoster sono ancora più basse”. Per invertire la tendenza “dovremmo abbassare l’età per l’offerta per queste vaccinazioni gratuite – afferma Bonanni – come per l’antinfluenzale, che negli ultimi 2 anni viene offerta gratuitamente agli ultra60enni e non più solo agli over 65.

Questo è uno dei modi attraverso i quali si può arrivare ad una più elevata copertura, perché sappiamo che nella popolazione fra i 50 e 65 anni già circa un quarto, un quinto della popolazione ha una malattia cronica per la quale c’è un’indicazione alla vaccinazione antipneumococcica e anche contro lo Zoster”. Sulla possibilità offrire la vaccinazione di anziani e fragili negli ospedali, come previsto dalla recente circolare del ministero della salute Bonanni osserva che “può essere una chiave per aumentare i numeri.Dopo un ricovero viene proposta la vaccinazione direttamente dal reparto e questo è uno dei modi attraverso cui si può rendere più prossima la prevenzione vaccinale perché spesso, queste persone, vengono viste dagli specialisti e magari meno dal proprio medico di medicina generale.

Questa è un’opportunità ma non è la sola.Dobbiamo attrezzarci – suggerisce l’esperto – per fare le chiamate attive attraverso gli sms, fare presente alla popolazione che ci sono disponibili dei vaccini estremamente efficaci, sicuri che possono aumentare il livello di salute di tutta la popolazione dei fragili e degli anziani.

Abbiamo però un problema – evidenzia Bonanni – quello della legge sulla privacy che in Italia è particolarmente stringente e impedisce di fare proposte attive di vaccinazione per patologia.Ecco questo è un qualcosa su cui dovremmo discutere perché nessun altro paese in Europa ha una legislazione così severa per la quale il diritto alla privacy vince sul diritto alla salute.

Questo – conclude – è un qualcosa che va cambiato”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Irlanda, attacco con coltello a Dublino: ferite 5 persone tra cui 3 bambini

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(Adnkronos) – Cinque persone, tra cui tre bambini, secondo le ultime notizie di oggi 23 novembre sono state portate in ospedale dopo un sospetto accoltellamento nel centro di Dublino.Lo ha riferito l’emittente irlandese Rte, precisando che l’attacco con coltello è successo poco dopo le 13.40 ora locale in Parnell Square East, non lontano da una delle strade più trafficate della città, O’Connell Street.  Le vittime sono un uomo, una donna e tre bambini piccoli.

Uno dei bambini e la donna sono ricoverati per ferite gravi.L’area è stata isolata e dichiarata scena del crimine. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidenti stradali, smartphone alla guida è la prima causa – Video

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(Adnkronos) – “La distrazione e il comportamento errato rappresentano il 90% degli incidenti.Di questi, il 90% è dovuto prevalentemente all’uso dello smartphone”.

Così Toni Purcaro, executive vice president di Dekra Group e presidente di Dekra Italia che, presso la Sala della Regina di Montecitorio, ha presentato oggi il ‘Rapporto Dekra sulla sicurezza stradale 2023 – Tecnologia e persone’.  “C’è una leggera diminuzione degli incidenti nei primi 6 mesi del 2023 rispetto all’anno precedente ma i numeri rimangono comunque altri.La maggior parte degli incidenti si concentra nei centri urbani e i soggetti maggiormente coinvolti sono i giovani e gli utenti deboli, le persone di età superiore ai 60 anni”, aggiunge.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Polmonite misteriosa bimbi Cina, presidente virologi: “Preoccupa, forse è nuovo patogeno”

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(Adnkronos) – Il boom di infezioni respiratorie tra i bambini in Cina “è preoccupante” agli occhi di Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana virologia (Siv-Isv).Avere “tanti bambini ricoverati con focolai di polmonite certo non è una cosa normale – spiega all’Adnkronos Salute – e anche senza restrizioni per Covid, un fatto analogo non si era mai visto prima.

Polmoniti da Mycoplasma, o da altri agenti batterici o virali noti, non causano simili epidemie selettive nel bambino.Stiamo a vedere come evolve la situazione, ma probabilmente dovremo iniziare a pensare che qualcosa di nuovo bolle in pentola”.

Un nuovo microrganismo? “Probabilmente sì”, risponde l’esperto: “Un patogeno emergente – ipotizza – o riemergente, con maggiore aggressività rispetto al ceppo originario”. “Fortunatamente al momento non sembra che queste polmoniti si associno ad elevata mortalità”, evidenzia il numero uno dei virologi italiani, ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all’università di Brescia, direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Asst Spedali Civili. “Ma – aggiunge – ancora è troppo presto per dirlo”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bonus psicologo, firmato il decreto: 5 milioni per 2023 e 8 a partire dal 2024

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(Adnkronos) –
Cinque milioni di euro per l’anno 2023 e 8 milioni a decorrere dal 2024 da ripartire tra le Regioni.E’ quanto prevede il decreto ministeriale firmato dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, per l’erogazione del bonus psicologo. “Oggi, acquisita l’intesa con il Mef e con la Conferenza Stato Regioni, ho firmato il decreto ministeriale per l’erogazione del bonus psicologo per l’anno 2023.

Dopo la sperimentazione del bonus durante la pandemia, questo governo ha voluto rendere strutturale questa misura ed ha aumentato l’importo massimo del contributo che i cittadini potranno richiedere all’Inps”, ha dichiarato Schillaci, aggiungendo che “la salute mentale è una priorità di sanità pubblica”.
 
“Il bonus psicologo è parte di un intervento più complessivo, che stiamo portando avanti anche attraverso il tavolo per la salute mentale, che punta a rafforzare le strutture e i servizi di presa in carico sul territorio e a diffondere la cultura della salute mentale anche per superare lo stigma e la discriminazione che continuano ad essere una barriera all’inclusione sociale”.   I cittadini – come dettaglia una nota del ministero della Salute – potranno richiedere il contributo all’Inps e per l’anno 2023 il bonus dovrà essere utilizzato entro 270 giorni dalla concessione, pena la decadenza.  L’importo, riconosciuto una sola volta, è fissato dal decreto in un massimo di 1.500 euro per redditi con Isee inferiore a 15mila euro (fino a 50 euro per ogni seduta); 1.000 euro per redditi con Isee compreso tra 15mila e 30mila euro (fino a 50 euro per ogni seduta); 500 euro per redditi con Isee superiore a 30mila, ma inferiore a 50mila (fino a 50 euro per ogni seduta). —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni in Senato, microfono in tilt e botta e risposta con Renzi

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(Adnkronos) – Prima l’inconveniente tecnico, poi un duro botta e risposta nelle repliche per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, oggi in Senato per il question time. Alla prima interrogazione, il microfono della premier inizia a lampeggiare.Meloni crede che sia già finito il tempo a disposizione, poi capisce che è un problema di trasmissione e sorride: “Mi è preso un colpo”, scherza. “Vogliamo cambiare il microfono?Ne prendiamo un altro”, cerca di rimediare il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Meloni ritenta ma il microfono “va a singhiozzo”, spiega.Poi si sposta di un posto, prende quello in uso allo scranno alla sua destra, dove siede il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, e riprende a rispondere.  “Sentendola, l’impressione è che viviamo in un Paese in straordinaria crescita.

Ma provo a mettermi nei panni del cittadino che la sente da casa e il punto è che questo disegno paradisiaco espresso da lei non corrisponde alla realtà del Paese”.Dopo il discorso di Meloni, è così che Matteo Renzi si rivolge alla premier nell’Aula di Palazzo Madama. “Oggi – continua il leader di Italia Viva – non c’è nessun argomento su cui sta dimostrando coerenza.

Il punto politico è che la sua coerenza si è fermata al momento in cui era all’opposizione”, ha detto ancora chiedendo alla premier: “Sa indicare tre punti su cui da qui al 2024 è in grado di cambiare la logica economica di questo Paese, atteso che ha detto va tutto bene e il ceto medio paga molto caramente il prezzo, sarà un caso?”.  E ancora: “Se vuole raccontarci che lei ha la squadra migliore del mondo e che tutto va bene, vada avanti così e avrà un risveglio terribile.Se lo faccia dire da uno che se ne intende…

Quando si sta seduti lì – continua Renzi -, ci si abitua ad avere intorno un coro di adulatori ma se viene in Parlamento e uno le chiede un’indicazione per darle una mano, come ho sempre fatto e centinaia di sms sono lì a dimostrarlo” si risponde da premier e non come “uno che sta all’opposizione.Lei prova a fare un racconto di se stessa come fosse Cenerentola, ma lei non è Cenerentola, né la Bella Addormentata, né Biancaneve, è la presidente del Consiglio e lei si trova a guidare un Paese con il fatto che non sta governando la situazione economica delle famiglie”.  E diretta a Renzi, che accusava il governo di aver tradito la promessa di ridurre il costo dei carburanti, arriva la replica con stoccata di Meloni: ”Io non ricordo di aver detto di voler uscire dall’euro…Ricordo di aver detto di volere stare in Europa a testa alta ed è esattamente quello che facciamo.

Poi non abbiamo la bacchetta magica per fare i miracoli…Il costo della benzina, ad esempio, come lei sa, non dipende da me ma da quei Paesi che detengono il petrolio.

Se ci vuole dare una mano con il suo amico bin Salman, forse ci aiuta ad abbassare il prezzo della benzina…Visto che ha buoni rapporti con lui, faccia da ponte per aiutare gli italiani”, la replica della premier.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni in Olanda, vince la destra di Wilders. A Bruxelles incubo ‘Nexit’

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(Adnkronos) – Con l’ampia vittoria alle elezioni politiche nei Paesi Bassi di Geert Wilders, il leader e fondatore del Partito per le Libertà, a Bruxelles arriva l’incubo ‘Nexit’, la possibile uscita dell’Olanda da l’Unione europea.L’Ue, tuttavia, non vuole credere a questa possibilità nonostante il partito di estrema destra Partij voor de Vrijheid abbia nel suo programma quello di sottoporre a un referendum l’idea di una ‘Nexit’ e oggi lo stesso Wilders non lo ha escluso anche se non lo ha annunciato tra le priorità.  “Non commentiamo mai i risultati elettorali nazionali.

I Paesi Bassi – ha spiegato il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer, commentando i risultati delle elezioni legislative di ieri in Olanda – sono un membro fondatore dell’Ue, un membro molto forte dell’Unione.Le elezioni hanno luogo a intervalli regolari negli Stati membri, questo di per sé non mette in dubbio in alcun modo la permanenza di alcun Paese nell’Ue.

Continuiamo a contare sulla forte partecipazione dei Paesi Bassi all’Unione Europea, ovviamente”.  Nonostante i 37 seggi ottenuti da Wilders, il leader del partito di estrema destra dovrà stringere delle alleanze se vorrà governare il Paese e i negoziati si annunciano lunghi. “Molto dipenderà da quello che vogliono fare il terzo e il quarto partito in ordine di risultati ottenuti, rispettivamente i liberali del Partito per le Libertà, guidati da Yeşilgöz-Zegerius (25 seggi, 10 in meno rispetto alle elezioni del 2021, ndr.) e Nuovo Contratto sociale di Pieter Omtzigt (fondato ad agosto si è aggiudicato 20 seggi, ndr): se Wilders vorrà governare dovrà cercare di convincere loro, dovrà capire cosa vogliono fare”, perché per raggiungere la maggioranza dei 76 seggi ha bisogno del loro appoggio, ha spiegato all’Adnkronos Maarten Van Aaldaren, corrispondente in Italia del quotidiano olandese ‘De Telegraaf. Il partito dei laburisti-verdi GroenLinks-Pvda dell’ex Commissario Ue, Frans Timmermans che si è aggiudicato il secondo posto con 25 seggi intanto ha completamente escluso la possibilità di una coalizione con il leader del Pvv: “Governare con un partito che esclude per noi è fuori questione”.  Ma per trovare una accordo con Wilders gli altri partiti olandesi dovranno scendere a patti con un programma particolarmente estremo.Ieri commentando la sua vittoria il leader di estrema destra ha sottolineato la necessità di “riprendere il controllo del paese” : “Lo tsunami dell’asilo politico deve essere fermato, le persone devono avere più soldi nel loro portafoglio”.  Una cosa è certa, un Wilders premier potrebbe avere delle ripercussioni anche a livello europeo: oltre alla sua politica anti – immigrazione si oppone alla consegna di armi all’Ucraina e nel programma del suo partito è ostile alla politica climatica e continua a parlare di un possibile referendum per un ‘Nexit’. “Sono stufo di come sono andate le cose negli ultimi anni.

Vogliamo una politica d’asilo più severa”, ha spiegato oggi parlando con i giornalisti.Il leader dell’estrema destra non esclude di proporre appunto un referendum per capire se i Paesi Bassi dovranno lasciare l’Ue o meno “ma la prima cosa è una restrizione significativa all’asilo e all’immigrazione”, ha detto Wilders. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘X Factor’, Morgan: “Gli Astromare ad Ambra? Così qualcuno le insegna il do maggiore”

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(Adnkronos) – L’ex giudice, ‘quanto successo a ‘X Factor’ sintomo di un Paese culturalmente allo sbando’ “Hanno affidato gli Astromare ad Ambra?Così qualcuno le insegna il do maggiore”. È l’ironico commento di Morgan alla vigilia della puntata di ‘X Factor’ di stasera, che si svolgerà senza di lui dopo il suo licenziamento e in cui la band degli Astromare, l’unica dell’ex Bluvertigo rimasta in gara, sarà affidata ad Ambra. “Quello che è successo a ‘X Factor’ è il sintomo di un paese completamente allo sbando dal punto di vista culturale -tuona poi Morgan su una chat che condivide con alcuni giornalisti- Potete riguardare tutte le puntate sin dalle audizioni e vedrete che l’unico elemento che ha portato una conoscenza e una preparazione professionale ed artistica è stato trattato male.

Così viene trattata la cultura in questo Paese”.  “È un grande dolore per me e per tutti coloro i quali si impegnano, studiano, hanno talento e merito ma sono costretti a subire la prepotenza di uno squallido sistema di poteri economici che umiliano e vilipendono la qualità a favore di una ignoranza che si chiama esattamente analfabetismo funzionale”, aggiunge l’ex giudice di X Factor.Che scandisce: “Che non si scrivano stupidaggini sul copione della furia di Morgan e della prevedibilità di quel che è successo, ma si chiamino le cose con il loro nome: io non litigo, io combatto quel degrado, ed è cosa molto diversa”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ostaggi Hamas, ecco perché Israele ha cambiato idea

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(Adnkronos) – Negli ultimi giorni c’è stata una netta “inversione di rotta” nella posizione dei vertici della Difesa di Israele – dal ministro Yoav Gallant al capo di Stato maggiore Herzi Halevy e, in misura minore, il capo dello Shin Bet Ronen Bar – riguardo l’accordo per la liberazione degli ostaggi nelle mani di hamas.Questione in un primo tempo che consideravano “all’ultimo posto” nelle priorità della guerra, sottolinea il quotidiano Haaretz in un editoriale, ma che poi ha scalato la classifica sulla spinta delle proteste dei familiari e delle pressioni dell’Amministrazione Usa. Una settimana fa, ricorda il giornale, i ministri Gadi Eizenkot e Benny Gantz erano in minoranza nel gabinetto di guerra nel sostenere la necessità di accettare l’intesa.

Tra gli alti funzionari della Difesa, solo il coordinatore per i prigionieri e le persone scomparse, Nitzan Alon, e il capo del Mossad, David Barnea, erano d’accordo con loro.I termini dell’intesa non sono cambiati nell’ultima settimana.

Ciò che è cambiata è la posizione israeliana, evidenzia Haaretz. Nella prima fase della guerra, Gallant e Halevy erano determinati a colpire Hamas, spinti dal “terribile senso di colpa” per la loro responsabilità per la strage del 7 ottobre.L’impressione era che alcuni alti funzionari credessero che le continue incursioni di terra avrebbero portato a un miglioramento delle condizioni per gli ostaggi, senza essere in grado di spiegare come ciò sarebbe accaduto. La settimana scorsa è successo qualcosa, fa notare il giornale israeliano, secondo cui la ‘battaglia’ delle famiglie dei rapiti si è intensificata e ha ottenuto un crescente sostegno pubblico grazie alla marcia da Tel Aviv a Gerusalemme e ad altri grandi manifestazioni.

Il ministero della Difesa e i vertici dell’esercito si sono resi conto che insistere con le operazioni di terra senza concedere una pausa ai combattimenti per liberare gli ostaggi avrebbe esacerbato la spaccatura interna.
 Qui è entrato in gioco il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, tramite la Cia.Biden ha contribuito a chiudere l’accordo – la cui entrata in vigore è stata rinviata a domani – con l’aiuto del Qatar.

Secondo Politico, l’obiettivo della Casa Bianca è approfittare della tregua per riportare a casa più ostaggi. Haaretz indica in domenica scorsa la giornata chiave in cui è maturata la svolta dei vertici della Difesa, che “mercoledì erano già in prima fila per prendersi il merito della mediazione riuscita”.Anche il partito Sionismo Religioso ha ribaltato la sua posizione, mentre Itamar Ben-Gvir e Otzma Yehudit sono rimasti contrari all’accordo.

In questo caso la questione non è solo ideologica, ma politica.Ben-Gvir ha notato il grande spazio che si è aperto a destra del premier Benjamin Netanyahu e intende approfittarne per distinguersi dai suoi rivali. Il contesto è il futuro della Cisgiordania dopo la guerra.

La destra teme che, se Hamas verrà sconfitto a Gaza, gli Stati Uniti faranno pagare a Israele un prezzo in Cisgiordania sotto forma di un nuovo accordo con l’Autorità nazionale palestinese.Un simile accordo potrebbe includere il ripristino di una missione dell’Anp nella Striscia di Gaza, a cui Netanyahu finora si è sempre detto contrario. Secondo Haaretz, i coloni sono nel panico per il possibile rafforzamento dell’Anp.

Hanno paura di perdere il controllo della sicurezza in Cisgiordania, il che potrebbe portare ad un attacco palestinese di massa contro gli insediamenti isolati nella regione.Per questo la destra sta ora cercando di lanciare un nuovo slogan: Isis uguale Hamas uguale Anp. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corteo per Giulia Cecchettin sotto ‘Libero’, Sechi: “Intimidazione a stampa, ci hanno detto fascisti”

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(Adnkronos) – ”Ieri sera c’è stata una manifestazione sotto al giornale, sono arrivati proprio qui sotto e hanno cominciato a urlare di tutto.La cosa più ‘carina’ che ci hanno detto è che saremmo fascisti”.

Lo racconta all’Adnkronos Mario Sechi, direttore responsabile di ‘Libero’.Il riferimento è al corteo per Giulia Cecchettin e contro violenza di genere che ieri ha sfilato per le vie di Milano e che ha raggiunto la sede di ‘Libero’ in via Luigi Majno.

I manifestanti si sono fermati sotto al palazzo del quotidiano, gridando, tra l’altro, “fascisti, razzisti, sessisti, omofobi”. ”Noi siamo per il free speech, abbiamo fatto tanti pezzi per difendere la libertà di espressione di tutti, anche quella più estrema – sottolinea Sechi – Il problema nasce quando si viene a manifestare sotto alla sede di un quotidiano, dove i giornalisti stanno lavorando: ci siamo ritrovati una manifestazione di cui non eravamo stati avvisati.Mi chiedo: ma le forze dell’ordine?

Se i manifestanti fossero stati male intenzionati e non si fossero fermati alle accuse verbali?E’ un po’ intimidatoria come cosa.

Non è un bel clima…Dopodiché noi andiamo avanti”. ”Peraltro sostenevano posizioni talmente faziose e disinformate…

perché non leggono i giornali, non sanno di cosa stanno parlando – aggiunge – Come fanno a dire a noi che siamo espressione del patriarcato?Io ieri ho pubblicato un pezzo dove una collega, Lucia Esposito, diceva ‘il patriarcato esiste’ ma attenzione alla strumentalizzazione che se ne fa. È la posizione che ho sempre tenuto fin dal primo giorno della vicenda di Giulia.

Una posizione ferma, ma aperta al dialogo e alla discussione.Loro non sono aperti al dialogo e alla discussione, tanto che un giornale che mantiene una posizione diversa e nettamente contraria a qualsiasi estremizzazione viene fatto oggetto di una manifestazione estremista.

Siamo in un clima totalitario”. ”E’ bene che non si ripetano cose del genere, va bene il free speech ma sotto a un giornale non si va a manifestare perché, lo ripeto, è intimidatorio”, conclude Sechi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ostaggi Israele, nuove richieste di Hamas: ruolo centrale per Egitto

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(Adnkronos) – Le autorità del Cairo hanno ricevuto la lista con i nomi dei primi 10 ostaggi che dovrebbero essere liberati da Hamas, mentre proseguono le trattative per attuare l’intesa.Lo ha riferito il Wall Street Journal citando un funzionario egiziano.

Secondo la Bbc, Hamas ha fatto ulteriori richieste nell’ambito dell’accordo in cambio di una tregua temporanea e la scarcerazione di detenuti palestinesi.  Tra le “questioni amministrative” che ha fatto slittare l’entrata in vigore dell’intesa, il fatto che Hamas avrebbe chiesto che gli ostaggi liberati vengano presi in consegna dall’Egitto e non, come si ritiene fosse stato concordato, dalla Croce Rossa.Come hanno riferito al Wsj fonti vicine ai negoziati, “Israele avrebbe voluto che gli ostaggi fossero consegnati alla Croce Rossa prima del loro trasferimento in Israele, mentre Hamas ora chiede che siano consegnati direttamente all’Egitto”.

Secondo le fonti, inoltre, “Israele ha chiesto che la Croce Rossa possa avere accesso agli ostaggi rimasti a Gaza dopo il primo scambio, cosa che Hamas non ha accettato”.  Intanto, riferisce Haaretz, l’esercito israeliano si sta preparando alla realizzazione dell’accordo mantenendo particolare enfasi sulla separazione fra il nord e il sud della Striscia di Gaza, anche per evitare che operativi di Hamas tornino nella parte settentrionale.Le Idf si sono munite di “equipaggiamento per il controllo della folla” per impedire il ritorno a nord di civili sfollati a sud.

Non è ancora stato deciso se l’esercito continuerà o meno le attività all’interno di ospedali o altri luoghi sensibili   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

X Factor, stasera quinto live senza Morgan. Ma sui social scoppia la protesta

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(Adnkronos) –  
Quinto live stasera per X Factor 2023, il primo ‘orfano’ di Morgan dopo la cacciata per comportamenti ritenuti “incompatibili e inappropriati” nel corso dell’ultima puntata.Due le manche per gli 8 concorrenti rimasti nel talent (con gli Astromare passati nella squadra di Ambra), una sola eliminazione prevista in serata.

I cantanti si esibiranno con un’assegnazione libera, quindi sarà il momento della cover dedicata al super ospite della serata, cioè Max Pezzali.  Ma mentre l’account social della trasmissione annuncia le anticipazioni di stasera su X, i post del talent diventano il bersaglio per decine di affezionatissimi dell’ex giudice Morgan.Tanti i critici con la produzione, ma anche con gli altri giudici e la conduttrice, a puntare il dito.

Tantissimi a chiedere il ritorno del cantautore o ad annunciare l’addio al programma “che ho guardato dalla prima edizione” per protesta. “Senza Morgan addio”, il mantra, mentre si scagliano contro un format che “ormai è logoro.Il programma va ripensato.

Escludere poi Morgan perché fa Morgan…mah!”, scrivono.E ancora: “Non vedo l’ora di ascoltare l’immensa conoscenza musicale della presentatrice e i giudici…”, affermano ironici mentre sfottono Michielin – “Ivan Graziani ospite quando?”, “Informate bene chi di dovere che Max Pezzali, invece, è vivo” – e scandiscono: “No Morgan no party”. “È importante capire quando è il momento di smettere ragazzi.

Fermatevi per 5 anni almeno”, il consiglio pacato. “Senza Morgan vale zero X Factor!!”, attaccano. “Ridateci Morgan…” quindi, declinato in tutte le salse, perchè – spiegano – “era l’unico che ci capiva qualcosa di musica”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve e processi sportivi, Ferrero: “Il prossimo anno torniamo in Europa”

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(Adnkronos) –
La Juventus ha calato le braghe davanti alla Uefa?Nell’assemblea, i vertici della società bianconera si trovano a rispondere alle domande dei piccoli azionisti che chiedono conto della posizione assunta dal club nei processi sportivi.

La Juve lo scorso anno è stata penalizzata dalla giustizia sportiva italiana e retrocessa in classifica.La Uefa, poi, ha escluso la Vecchia Signora dalla Conference League chiudendo il caso. “Non potevamo permetterci stare fuori 2 o 3 anni fuori da queste competizioni.

Con la sorta di patteggiamento, ci siamo adeguati a quanto deciso dalla Uefa, rinunciando alla Conference League”, dice il presidente della Juventus, Gianluca Ferrero. “Questo è quello che io ho inteso difendermi nelle sedi competenti, rispettando gli organi di giustizia e lo abbiamo fatto con serietà.Il risultato è che oggi la squadra c’è, gioca, è seconda, si gioca una prossima partita straordinaria.

Il prossimo anno torneremo a giocare le coppe e torneremo a scrivere la straordinaria storia di questa squadra.Se ho sbagliato lo vedremo poi”. “Nella stagione 2022-23 abbiamo avuto procedimenti sportivi che ci hanno visti impegnati sulle così dette plusvalenze incrociate e manovra stipendi.

Il primo si è concluso il 23 maggio 2023, con una penalizzazione di 10 punti in classifica alla squadra già scontati nello scorso campionato.Il secondo procedimento è stato chiuso con una sanzione da 700mila euro con una sorta di patteggiamento.

Terminano qui i procedimenti intentati dalla Procura federale alla Juventus”, aggiunge. Quindi, i processi si sono spostati in Europa: “I motivi sono le plusvalenze incrociate, la manovra stipendi, con il procedimento chiuso a luglio 2023 con la Juve esclusa dalla coppa a cui doveva partecipare a livello Uefa.C’è da pagare inoltre un contributo economico di 10 milioni pagabili in tre tranches.

Questo chiude il procedimento Uefa.Con questi due italiani prima, e questo europeo, i procedimenti nei confronti della Juventus sono stati chiusi”.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Violenza su donne modifica Dna vittime, studiare ‘cicatrici’ per prevenzione

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(Adnkronos) –
Le modifiche al Dna causate dalla violenza sulle donne potrebbero essere ancora più estese di quanto emerso finora dagli studi scientifici.E scoprire fino a che punto si estendono e per quanto tempo perdurano queste ‘cicatrici’ potrebbe essere la chiave per fare una prevenzione ‘di precisione’, che limiti al massimo l’insorgenza di patologie che potrebbero avere origine da un trauma o da una violenza subita.

A questo scopo è iniziata la fase multicentrica del progetto ‘EpiWe’, presentata oggi durante il convegno del ‘Progetto multicentrico EpiWe, epigenetica della violenza sulle donne: verso una prevenzione di precisione’, che si è tenuto a Roma, nella sede dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Lo studio pilota EpiWe (Epigenetics for Women), condotto dall’Iss in collaborazione con l’Università di Milano – ricorda una nota – ha già messo in evidenza che la violenza è in grado di modificare, mediante modificazioni epigenetiche, la funzionalità del Dna delle donne che l’hanno subita, in particolare alterando tre geni.La ricerca prevede ora il coinvolgimento di altri centri per aumentare la numerosità campionaria e per valutare nel tempo, la possibile variazione dell’intero epigenoma delle pazienti, anche attraverso la raccolta di campioni biologici attraverso una biobanca dedicata.

Al momento del prelievo, e nei richiami del follow-up, i campioni biologici saranno corredati con una serie di dati sul benessere psicofisico, con particolare riguardo alle patologie stress correlate. 
“Studiare l’intero epigenoma potrebbe essere predittivo per gli effetti a lungo termine della violenza – spiegano Simona Gaudi e Loredana Falzano, ricercatrici del Dipartimento Ambiente e Salute e del Centro nazionale di salute globale – mettendo in luce l’origine delle patologie non trasmissibili, consentendo la messa in atto di strategie innovative e di prevenzione di precisione.Le potenzialità dello studio epigenetico multicentrico, realizzabile grazie anche alla costituzione della biobanca, potrà, insieme alle cure standard, perfezionare la gestione di ogni singolo caso con una valutazione più ampia e obiettiva delle cicatrici lasciate dall’evento violento.

A lungo termine, questo approccio consentirebbe di ottimizzare il trattamento, migliorare la qualità della vita delle vittime e non ultimo, fornendo una più obiettiva caratterizzazione del danno, consentirebbe di dare prospettive medico-legali migliori”. Nel corso della giornata verranno illustrati anche i passi in avanti che si stanno facendo per riuscire ad acquisire dati comparabili, regolarmente aggiornati e interconnessi.Nel 2019, infatti – evidenzia la nota – è stata istituita la Banca dati sulla violenza di genere che prevede la collaborazione tra Istat e ministero della Salute, al fine di monitorare questa ‘pandemia silente’ e offrire gli strumenti adeguati per un’analisi puntuale delle cause e delle conseguenze del fenomeno.

Si vorrebbe arrivare al risultato di avere una chiave di linkage individuale che permetta di seguire la stessa donna all’interno di diverse basi-dati per consentire l’identificazione di profili di salute riconducibili all’evento traumatico e di violenza. —salute/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Modica, l’allenatore del Messina avversario della Juve Stabia

Modica, allenatore del Messina prossimo avversario della Juve Stabia: la sua carriera e le sue attitudini tecnico-tattiche.

Giacomo Modica, allenatore del Messina, affronterà la Juve Stabia sabato prossimo alle 16:15 al “Franco Scoglio” in una gara che può dire molto per il prosieguo della stagione per entrambe le squadre.

Modica, è stato allievo e vice di Zeman anche alla Roma in Serie A, ed è un fautore convinto quindi del 4-3-3 che è il modulo che ha adottato più volte anche in questo campionato.

E’ un allenatore che offre con le proprie squadre sempre un calcio propositivo e lo sta facendo anche col Messina, nonostante la squadra sia impelagata in piena zona playout dopo 14 gare di campionato e la posizione dello stesso Modica non sia saldissima.

La carriera di Modica, allenatore del Messina.

Cresciuto nella Primavera del Palermo, dopo una carriera da calciatore effettuata tra diverse squadre di Serie B e Serie C1, soprattutto Messina e Palermo, ha lavorato come allenatore in seconda di Zdeněk Zeman per sei anni (seguendolo anche al Fenerbahçe) prima di allenare in prima persona.

Nel 2004 ha allenato il Cosenza, per poi allenare il Melfi nel 2006 e il Celano dal 2007, che ha portato a un posto nei play-off promozione.

Nel gennaio 2012 va al Lecco, in Seconda Divisione, subentrando a Maurizio Pellegrino. A fine stagione la squadra retrocede perdendo ai play-out contro il Mantova.

Per la stagione 2012-2013 torna a far parte dello staff tecnico di Zeman alla Roma, in qualità di collaboratore tecnico. Lascia la squadra giallorossa il 2 febbraio 2013, in seguito all’esonero del tecnico avvenuta dopo la sconfitta all’Olimpico contro il Cagliari. Seguirà poi ancora Zeman quando il boemo diventerà proprio allenatore del Cagliari.

Nell’aprile del 2016 lo ritroviamo alla al L’Aquila, al posto dell’esonerato Carlo Perrone. Viene esonerato dopo un mese con la squadra in lotta per i play out.

Dopo aver allenato brevemente il Mazara in Eccellenza siciliana, il 13 ottobre 2017 diventa il nuovo allenatore del Messina in Serie D.

Il 9 luglio 2018, viene chiamato come nuovo allenatore della Cavese in Serie C col quale raggiunge una tranquilla salvezza, poi, il successivo 28 maggio 2019 rescinde il contratto con gli aquilotti e in estate si accorda con la Vibonese. Dopo una stagione fa ritorno alla Cavese ma l’11 novembre 2020 rassegna le dimissioni.

Subentrato al Casale nel dicembre 2021, abbandona la conduzione della squadra piemontese in Serie D il 27 febbraio 2022 dopo il pareggio contro il Saluzzo.

Nel luglio successivo ritorna alla Vibonese, club retrocesso in Serie D, e si piazza all’ottavo posto

L’8 luglio 2023 viene nominato nuovo allenatore dell’Acr Messina, in Serie C, per la stagione 2023-2024.

Lo score del Messina con la guida tecnica di mister Giacomo Modica.

Il Messina attualmente è al 18° in classifica con 11 punti dopo 14 gare frutto di 2 vittorie, 5 pareggi e
7 sconfitte, con 12 gol fatti e 21 subiti
In Casa: 2 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte con 6 gol fatti e 9 subiti
Fuori Casa : 0 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte con 6 gol fatti e 12 subiti.

Giornata vittime strada, Valdiserri: “Su sicurezza lavorare sempre”

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(Adnkronos) – La Giornata in memoria delle vittime della strada “non può esaurirsi in un solo giorno, ma deve esserci un lavoro continuo”.Così all’Adnkronos il giornalista Luca Valdiserri, papà di Francesco, travolto e ucciso la notte tra il 19 e il 20 ottobre 2022 su un marciapiede della via Cristoforo Colombo, intervenendo all’incontro agli Studios di Cinecittà a Roma in occasione della giornata in Memoria della vittime della strada. “Oggi è il momento di seminare, bisogna far si che non sia un giorno ma un lavoro continuo.

Abbiamo la giornata contro la violenza sulle donne, la Giornata in memoria delle vittime della strada, ma non può esaurirsi in un solo giorno, devono esserci una memoria e un lavoro continui.L’importante è dare continuità a ciò che i ragazzi vedono oggi, possibilmente con l’aiuto di scuole e famiglie”. “Oggi qui ci sono tanti ragazzi, sono convinto che qualcosa resterà dentro di loro alla fine di questa giornata, l’importante è poi continuare il lavoro iniziato oggi”, conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)