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Milano, auguri natalizi di Baci Perugina illuminano Piazza dei Mercanti

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(Adnkronos) – Un cielo luminoso, costellato di frasi e biglietti, sovrasta gli archi di Piazza dei Mercanti a Milano, che quest’anno fa da cornice all’installazione di Baci Perugina
“È giunto il tempo di riaccendere le stelle”, che porta un caloroso augurio alla città di Milano e a chi la visita in occasione delle festività.  
L’installazione di 100 metri quadrati, ideata e progettata da Dentsu Creative, è composta da un grande albero centrale, di oltre 6 metri, sopra cui si staglia un cielo costellato di luci e di frasi di augurio tratte dai cartigli natalizi di Baci.  All’accensione dell’albero, hanno preso parte Florence Audoyer-Missakian, Managing Director Confectionery di Nestlé, Chiara Paratico, responsabile Corporate Partnership di Fondazione L’Albero della Vita Onlus, e Martina Riva, assessora allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Milano.  “Per Baci Perugina è un grande orgoglio e una grande felicità aver realizzato uno dei 22 alberi, parte della bellissima iniziativa del Comune di Milano, che questo Natale illuminano la città – ha affermato Florence Audoyer-Missakian a margine dell’evento – Il titolo dell’installazione non è solo un nome, racchiude infatti il nostro sincero augurio, a tutti milanese e a tutti gli italiani, di buone feste con Baci Perugina”.  Il progetto creativo fa parte dell’iniziativa del Comune di Milano “Il Natale degli Alberi”, come spiega Martina Riva, assessora allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili: “Si tratta di un progetto che ha riscosso grandissimo interesse da parte delle aziende, che quest’anno, per gli oltre venti alberi di Natale realizzati e le luminarie, hanno investito più di sei milioni di euro”.  “L’albero di Baci Perugina è un’installazione emozionale – ha continuato l’assessora – Sono due le frasi che mi sono rimaste impresse: ‘Ti auguro di fare ciò che ti rende felice’ e ‘Ti auguro di essere a casa anche quando non lo sei’.Queste frasi rappresentano ciò che Milano vuole essere, una città che le persone scelgono, per vivere o per visitarla.

La città dell’inclusione, dove tutti possono sentirsi a casa.Baci Perugina oggi ci aiuta ad urlarlo al mondo”.  Quest’anno, Baci Perugina ha voluto sostenere la Fondazione L’Albero della Vita, che ha lanciato la raccolta fondi “Sotto una buona stella.

Accendiamo un futuro di emozioni”, per contrastare la povertà educativa dei bambini in condizioni di disagio e difficoltà e che hanno bisogno di una “buona stella” che li guidi.  Grazie a questa raccolta fondi, infatti, la Fondazione sarà in grado di assicurare percorsi educativi di potenziamento didattico, alfabetizzazione digitale, educazione STEM e corsi di lingua a tutti i bambini in condizione di povertà assoluta in Italia, dando loro accesso a possibilità di apprendimento da cui solitamente vengono esclusi.  “Vogliamo dare un messaggio di speranza e impegno per un Natale speciale, soprattutto per i bambini, che sono il cuore pulsante del nostro futuro – ha dichiarato Florence Audoyer-Missakian, Managing Director Confectionery di Nestlé – In questo periodo magico dell’anno, Baci Perugina ha deciso di andare oltre il semplice scambio di auguri, di regali e creare un impatto significativo nella vita dei più piccoli, offrendo il meglio per il loro percorso futuro”. “È molto importante per noi essere qui stasera con Baci Perugina – ha affermato Chiara Paratico, responsabile Corporate Partnership di Fondazione L’Albero della Vita, a margine dell’accensione dell’installazione – Sotto un albero così bello, che porta luce, è altrettanto importante puntare i riflettori sulla difficoltà che vivono alcune famiglie, nella nostra città e in tante altre città d’Italia.Tutti i bambini devono avere la possibilità di avere opportunità educative significative.

Con la campagna “Sotto una buona stella.Accendiamo un futuro di emozioni” chiediamo a tutti quanti di non dimenticarci di dare futuro, sogni e possibilità ai bambini e alle famiglie che non li hanno”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Prevedere cancro ovaio con anni d’anticipo, speranza da studio italiano

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(Adnkronos) – Prevedere il cancro dell’ovaio con anni di anticipo, anche una decina, grazie a un’analisi genetica condotta sui campioni prelevati per il Pap test.Dalla ricerca italiana targata Humanitas arriva una “scoperta che potrebbe cambiare l’approccio alla malattia: il sogno di una diagnosi precoce per il tumore ovarico è oggi un passo più vicino alla realtà”, annunciano dall’Irccs milanese che riporta i risultati di uno studio pubblicato su ‘Science Translational Medicine’.

Il lavoro apre a un esame del Dna in grado di “identificare la presenza di alterazioni molecolari specifiche del cancro all’ovaio” molto prima che la patologia si manifesti, sfruttando i tamponi usati per il comune test di screening dei tumori del collo dell’utero.  In Italia – spiegano gli esperti Humanitas – ogni anno vengono diagnosticati più di 5mila nuovi casi di tumore all’ovaio, pazienti che si aggiungono alle circa 30mila donne già in cura per la malattia.La forma più frequente è il carcinoma ovarico sieroso ad alto grado (Hgsoc), che costituisce il 70% di tutte le diagnosi e rappresenta la tipologia più aggressiva e letale, spesso resistente ai farmaci chemioterapici anche perché individuata in fase avanzata.

I sintomi del cancro all’ovaio sono infatti difficili da riconoscere, ma la diagnosi precoce fa la differenza tra la vita e la morte: la sopravvivenza a 5 anni passa dal 30% per i tumori scoperti al terzo stadio a oltre il 90% per quelli identificati al primo stadio. “Cambiare la nostra capacità di fare diagnosi precoce significa cambiare le possibilità di cura – affermano Maurizio D’Incalci, professore di Farmacologia dell’Humanitas University e responsabile del Laboratorio di Farmacologia antitumorale dell’Istituto clinico Humanitas, e Sergio Marchini, a capo dell’Unità di Genomica traslazionale Humanitas, che hanno ideato e coordinato lo studio – ed è quello che crediamo sia possibile fare grazie a un approccio innovativo, implementabile su larga scala e non invasivo”.Cioè “utilizzando i tamponi dei Pap test e applicando tecniche di analisi genomica in grado di identificare un’importante firma molecolare di questo tumore: la sua instabilità genomica”.  Negli ultimi decenni diversi gruppi di ricerca nel mondo hanno provato a mettere a punto una tecnica di diagnosi precoce per il tumore ovarico, ma senza successo.

Una di queste metodiche, così come quella proposta ora dagli scienziati Humanitas – ricordano dall’Irccs di Rozzano – si basava sull’analisi dei tamponi per il Pap test, ma in quel caso si cercava una mutazione genetica che si è poi rivelata non sufficientemente specifica. “A fare la differenza, questa volta – sottolinea Marchini – è l’idea di guardare a un’altra caratteristica molecolare delle cellule tumorali: la loro instabilità genomica.Oggi sappiamo che già nelle prime fasi del processo di trasformazione tumorale il Dna delle future cellule neoplastiche è caratterizzato da profonde anomalie nella sua struttura e organizzazione.

L’instabilità genomica è quindi una caratteristica primitiva e non condivisa con le cellule sane, e quindi un’ottima base di partenza per sviluppare un test di diagnosi precoce”. Il nuovo studio è stato condotto retrospettivamente a partire dai tamponi di Pap test effettuati anni prima della diagnosi da 113 donne con cancro all’ovaio, raccolti e analizzati in collaborazione con numerosi centri su tutto il territorio italiano: Irccs Ospedale San Gerardo di Monza, Irccs Policlinico Gemelli di Roma, Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, Centro di riferimento oncologico – Cro di Aviano, Azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, Istituto Mario Negri di Milano e Università degli Studi di Padova.I ricercatori hanno impiegato una tecnica di sequenziamento del Dna che permette di rilevare anche piccole tracce di Dna tumorale e di misurare la loro instabilità genomica.

I risultati così ottenuti sono stati quindi confrontati con quelli relativi a Pap test di 77 donne che negli anni successivi non hanno ricevuto alcuna diagnosi di tumore. “Per la prima volta nella ricerca sulla diagnosi del tumore ovarico, i dati sono davvero promettenti”, riferiscono Lara Paracchini e Laura Mannarino, prime autrici dello studio, di cui hanno curato rispettivamente gli esperimenti in laboratorio e l’analisi bioinformatica dei dati: “Dimostrano che la tecnica usata è in grado di riconoscere nei tamponi la presenza di Dna tumorale con anni di anticipo rispetto alla manifestazione della malattia, in un caso addirittura 9 anni prima.Il numero di falsi positivi nel gruppo di controllo è molto basso – evidenziano – così come il numero di falsi negativi tra i tamponi delle pazienti con tumore”. Quello compiuto dagli studiosi Humanitas rappresenta per adesso un “primo fondamentale passo verso la dimostrazione di fattibilità ed efficacia di una tecnica di diagnosi precoce per questa malattia”, puntualizzano dall’Istituto.  “I test diagnostici sono particolarmente complessi da testare – rimarca D’Incalci – perché vanno valutati nel mondo reale, su grandi numeri di pazienti e in modo prospettico.

Solo così sarà possibile dimostrare che rilevando queste tracce di Dna altamente instabile siamo davvero in grado di predire la malattia e di implementare un percorso di monitoraggio che può salvare delle vite.I dati appena pubblicati aprono una strada: ora – auspica lo scienziato – serve il sostegno di tutti per avviare un ampio e robusto studio prospettico, volto a confermare i dati e trasformare il sogno di una diagnosi precoce del tumore ovarico in una realtà concreta”. La ricerca – si legge in una nota – è stata possibile grazie al sostegno di Fondazione Alessandra Bono, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e Alleanza contro il cancro.

Gli studi proseguiranno anche grazie al contributo di Rinascente attraverso Fondazione Humanitas per la ricerca. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, raccoglie petardo da terra e gli scoppia tra le mani

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(Adnkronos) – Con le festività che si avvicinano, arriva il primo ferito per i botti inesplosi. È accaduto a Quarto, in provincia di Napoli.Alle 17 circa i carabinieri sono intervenuti all’ospedale Pellegrini perché poco prima era arrivato, accompagnato da sua madre, un 18enne ferito.

Da una prima ricostruzione ancora da verificare pare che il ragazzo, verso le 16, mentre si trovava a Quarto in via Gramsci, avrebbe raccolto un petardo inesploso da terra e nel tentativo di riaccenderlo gli sarebbe esploso tra le mani.Per il giovane, ricoverato e non in pericolo di vita, il referto dei medici parla di una ferita alla mano sinistra con distacco della prima falange del dito mignolo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Gaza, Guterres invoca per la prima volta articolo 99 Carta Onu: cos’è

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(Adnkronos) – Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha invocato l’art. 99 della Carta delle Nazioni Unite allertando così il Consiglio di Sicurezza sulla situazione umanitaria a Gaza e sollecitando l’organismo a promuovere un cessate il fuoco.  Citando l’articolo 99 in una lettera al Consiglio di Sicurezza, il capo delle Nazioni Unite utilizza quello che è considerato lo strumento diplomatico più potente che ha a disposizione per portare all’attenzione qualsiasi questione che, a suo avviso, possa minacciare il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.  “Il segretario generale – si legge nell’articolo 99 – può portare all’attenzione del Consiglio di Sicurezza qualsiasi questione che, a suo avviso, possa minacciare il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale”, recita l’articolo. “Ho appena invocato l’articolo 99 della Carta delle Nazioni Unite, per la prima volta nel mio mandato di segretario generale – afferma Guterres in un post su ‘X’ – Di fronte al grave rischio di collasso del sistema umanitario a Gaza, esorto il Consiglio a contribuire a evitare una catastrofe umanitaria e faccio appello affinché venga dichiarato un cessate il fuoco umanitario”.  Il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un post su X ha ribadito: “Finche rimarrò capo del governo, l’Autorità Palestinese non sarà a capo della Striscia di Gaza”.Netanyahu ha replicato così a un servizio di Sky News, in cui il presidente Mahmoud Abbas si diceva disposto ad accettare il controllo della Striscia di Gaza e della Cisgiordania. “Finché sarò il primo ministro di Israele, questo non accadrà.

Coloro che educano i loro figli al terrorismo, finanziano il terrorismo e sostengono famiglie di terroristi non potranno governare Gaza dopo aver eliminato Hamas”, ha scritto il premier.Netanyahu ha insistito negli ultimi giorni sul fatto che impedirà qualsiasi influenza dell’Autorità Palestinese sulla Striscia di Gaza dopo la fine dell’operazione militare contro Hamas, ritenendo che le due entità siano unite nell’impegno di distruggere lo Stato di Israele. Secondo quanto riferisce ‘Channel 12′, Netanyahu ha detto che l’Idf “sta circondando la casa di Yajya Sinwar”, il leader di Hamas nella Striscia di Gaza. “E’ solo questione di tempo prima di prenderlo”. “Ieri sera – ha sottolineato – ho detto che le nostre forze possono raggiungere qualsiasi parte della Striscia di Gaza.

Ora stanno circondando la casa di Sinwar.La sua casa non è la sua fortezza, e può fuggire, ma è solo questione di tempo prima che lo prendiamo”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’Aquila, tragica fine per coppia di anziani: lui stroncato da malore, lei costretta a letto muore di stenti

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(Adnkronos) – Lui morto a seguito di malore, lei, malata e allettata e non più accudita, è morta di stenti.Questa la fine tragica di due coniugi ultraottantenni di Roccacasale, in provincia di L’Aquila.  A trovare senza vita Angela Giuliani, 84 anni, e Salvatore Marino, di 86, sono stati i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Sulmona allertati da un conoscente che si recava da loro una volta a settimana.

Non avendo ricevuto risposta ha chiamato le forze dell’ordine.Gli anziani erano nella loro camera da letto.

Nessun mistero o giallo sulla loro fine, come accertato dai militari e da esami sui corpi.La Procura di Sulmona ha in ogni caso aperto un fascicolo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni, Conte e lo scontro su… Rambo

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(Adnkronos) – C’è Rambo tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte.Tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il leader del M5S, in questi giorni su fronti opposti in particolare sul tema del salario minimo, il botta a risposta a distanza finisce per coinvolgere il personaggio reso celebre dalla serie di film di Sylvester Stallone. “Un anno tosto?

Sì, è la parola più facile forse per raccontare un anno in cui obiettivamente è accaduto più o meno tutto quello che poteva accadere, ma secondo me il segreto è un po’ viverla giorno per giorno, come direbbe Rambo”, le parole della premier ai microfoni di Rtl 102.5. “Giorgia Meloni ha detto oggi che vive questa sua esperienza di governo alla giornata, giorno per giorno, e ha citato Rambo”, dice Conte in una diretta su Facebook. “Giorgia Meloni ma tu non sei Rambo, Rambo sono i tantissimi lavoratori e lavoratrici che vivono alla giornata e che tu con i tuoi soci hai condannato a un destino di precarietà senza fine.E poi smettiamola con questi vittimismi, smettiamola di assumere questa posa da Calimero”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zauli, l’allenatore del Crotone avversario della Juve Stabia

Zauli, grande carriera da calciatore in Serie A: scopriamo la carriera e le caratteristiche da tecnico.

Lamberto Zauli ha avuto un’ottima carriera da calciatore molto tecnico e dotato di grandi colpi in Serie A. Non a caso è stato soprannominato lo “Zidane del Triveneto” sin dai tempi del Vicenza.

La carriera da calciatore di Zauli.

Uno dei giorni più importanti e sicuramente il punto più alto della sua carriera da calciatore è il 2 aprile 1998. Zauli, alla sua prima stagione con la maglia del Vicenza di Guidolin, squadra che l’anno prima aveva vinto la Coppa Italia battendo in finale proprio il Napoli di Caccia e Aglietti, affronta il Chelsea di Gianfranco Zola e di Gianluca Vialli in semifinale di Coppa delle Coppe al Romeo Menti di Vicenza.

E Zauli, trequartista che veniva da un’ottima stagione in Serie B con il Ravenna, la decide da par suo con un gesto tecnico di pregevole fattura: al 16′ lancio di Viviani per Zauli che aggancia al volo e conclude con il mancino. Un gol che passerà alla storia e che l’attuale tecnico del Crotone ricorderà per sempre nella sua vita. E’ proprio quel gol che gli fa guadagnare il soprannome di “Zidane del Triveneto”.

La carriera di Zauli da allenatore prima dell’approdo al Crotone.

Zauli da allenatore non è un integralista: basti pensare che anche quest’anno col Crotone ha iniziato col 4-2-3-1 per poi virare, dopo un brutto avvio di campionato e con l’esonero pronto da parte della società pitagorica dal quale è stato salvato solo dall’intervento della squadra che si è schierata apertamente a favore del tecnico, al 3-4-1-2.

La carriera da allenatore di Zauli inizia nel 2009 nella Seconda Divisione della Lega Pro. La squadra è il Bellaria Igea Marina, la stessa con la quale ha terminato la sua avventura da calciatore. Dopo il suo esonero, arrivato nell’aprile 2010, Zauli passa da Reggiana e Pordenone, prima di trovare continuità con il Santarcangelo nella stagione 2015/16.

Nonostante una penalizzazione di 6 punti, Lamberto Zauli riuscirà a guidare la squadra romagnola alla salvezza. Dopo una esperienza sfortunata con il Teramo, Zauli fa un passo indietro e entra nello staff della primavera dell’Empoli. Nei due anni trascorsi in Toscana, sono stati diversi i talenti passati da lui: primi fra tutti Traorè, Asllani e Ricci.

Gli ottimi risultati nei primi anni da allenatore fanno sì che venga chiamato dalla Juventus. Nell’estate del 2019 Lamberto diventa il nuovo allenatore della primavera juventina. Nell’estate del 2020 Pirlo, che era stato scelto per guidare la Next Gen, diventa allenatore della prima squadra, con Zauli che lo sostituisce sulla panchina dell’Under 23.

Saranno due stagioni molto importanti per lo sviluppo della carriera di Zauli che ha la possibilità di lavorare con grandissimi talenti. Da Filippo Ranocchia a Miretti, da Fagioli a Iling Junior: calciatori che ora giocano stabilmente nella massima serie.

In quel periodo alle sue dipendenze c’è anche un certo Giuseppe Leone che è l’attuale regista della Juve Stabia, prelevato in estate dal Siena, che Zauli quindi conosce molto bene.

Nell’estate del 2022, poi, l’approdo al SudTirol appena promosso dal Girone A di Serie C. L’esordio in Serie B, però, non è mai arrivato. A cinque giorni dall’esordio in Serie B del Sudtirol, Zauli viene infatti esonerato per divergenze insanabili con la società.

L’anno scorso l’approdo al Crotone, subentrando a Lerda nel corso del campionato, e il secondo posto finale in classifica con l’eliminazione al secondo turno dei playoff promozione.

Quest’anno lo score  di Zauli al secondo anno di guida tecnica del Crotone finora è il seguente:

5° Posto con 28 Punti in classifica (a 7 punti dalla Juve Stabia capolista)
8 vittorie 4 pareggi 4 sconfitte 25 gol fatti e 21 gol subiti.
In Casa : 6 vittorie , 2 pareggi e 1 sconfitta 15 gol fatti e 11 subiti.
Fuori Casa : 2 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte 10 gol fatti e 10 gol subiti.

Farmaceutica, esperti: “Parità di genere in azienda lavorando su più piani”

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(Adnkronos) – Come si raggiunge la parità di genere?Ci sono varie dimensioni su cui lavorare, da quella culturale a quella del work-life balance con lavoro flessibile part-time e da remoto che consente di ottenere questi obiettivi.

Merck è un’azienda particolarmente interessante sotto parecchie dimensioni, ma quella che ha attratto maggiormente la mia attenzione è la parità di genere e tutte le politiche messe in atto perché non si faccia solo del pinkwashing”.Lo ha detto Barbara Martini, docente di Politica Economica presso l’Università Tor Vergata di Roma e delegata del rettore alle Pari opportunità e inclusione a margine della conferenza stampa organizzata da Merck Italia ieri a Roma per la presentazione del report realizzato da The European House Ambrosetti su ‘Il valore di Merck in Italia’.  “Le donne entrano nel job market perché trovano delle condizioni che consentono loro di bilanciare la vita con il lavoro.

Poi – continua Martini – ci sono i role models: in questa azienda esistono donne con posizioni apicali che possono comprendere le esigenze delle altre donne e individuare best practice che agevolino la loro vita nell’azienda, oltre a un’occupazione femminile qualificata.Questo è importante sul territorio in particolare nel Sud così come nella sede di Ivrea.

Un’impresa nuova si va ad innestare su un humus culturale e territoriale favorevole perché impregnato da una cultura precedente”.  A proposito di contesto, nel suo intervento, Veronica De Romanis, economista e docente di European Economica della Luiss di Roma e della Stanford University di Firenze osserva che “il Paese si trova in una situazione di crescita stagnante a causa della produttività che non cresce da anni.Questo scenario – ricorda De Romanis – si inverte grazie alle riforme.

Bisogna riformare il contesto economico per trovare e attirare aziende come Merck, che investe nel nostro Paese.Abbiamo un capitale umano sprecato dato che le eccellenze vanno all’estero e spesso non c’è, a causa del calo demografico, oltre che nascosto, date tutte quelle donne che non lavorano.

Investendo in questo capitale umano – conclude – possiamo far ripartire la crescita e competere con altri paesi europei.” —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sala, La Russa e Liliana Segre nel palco reale per la Prima della Scala

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(Adnkronos) – Per la prima volta nel palco reale del Teatro alla Scala ci sarà anche la senatrice a vita Liliana Segre. È questa, a quanto apprende l’Adnkronos, la soluzione che è stata trovata in queste ore per la Prima del ‘Don Carlo’ di Giuseppe Verdi, dopo che il sindaco di Milano, Beppe Sala, che è anche presidente del Piermarini, ha manifestato il desiderio di stare seduto accanto alla senatrice Segre proprio nel giorno della Prima per dare “un messaggio politico chiaro”.  Come prevede il cerimoniale, saranno presenti in prima fila il presidente del Senato, Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, con le rispettive consorti.  “Non è nel mio interesse fare polemica nel giorno di Sant’Ambrogio, ma per me la cosa importante è che ci sia la senatrice Liliana Segre di fianco a me, perché credo che in questo momento più che mai simbolicamente sia una cosa importante”, ha detto il sindaco di Milano. Quanto al presidente del Senato, Ignazio La Russa, “lui sa che io non voglio fare polemica – ha chiarito Sala – ma voglio che in un momento importante dal punto di vista culturale per la storia di Milano, come la Prima della Scala, ci sia anche un messaggio politico.Per me in questo momento il messaggio politico è la vicinanza con la senatrice Segre, che vuol dire tante cose.

Vuol dire quello che lei ha dato a Milano e vuol dire anche riflettere sulla tragedia che sta avvenendo in Medio Oriente”. A differenza degli anni scorsi non sarà presente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.Tra le presenze istituzionali attese, oltre alla seconda carica dello Stato, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vice presidente del Consiglio, Matteo Salvini, e il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaceutica, De Molli (Ambrosetti): “Imprese a capitale estero traino del settore”

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(Adnkronos) – “Le imprese a capitale estero sono il traino di crescita di questo stesso ecosistema.Nel 2022 il mondo delle aziende farmaceutiche nel loro insieme ha investito 240 miliardi di dollari che per il 2030 arriverà a 300 miliardi.

L’Italia coglie solo l’1% di questo grande valore nel mondo.Merck è protagonista nel panorama mondiale di ricerca e sviluppo fatte per consentire prospettive di salute e vita più alte per i cittadini.

Il nostro Paese deve fare di più per trattenere e attirare le aziende a capitale estero”.Così Valerio De Molli, Ceo e Managing partner di The European House – Ambrosetti, a margine della conferenza stampa organizzata ieri a Roma dalla farmaceutica per la presentazione del report su ‘Il valore di Merck in Italia’ realizzato proprio da The European House – Ambrosetti. “Mi fa molto piacere come Amministratore delegato di The European House – Ambrosetti, partner di Merck per tanti anni – aggiunge De Molli – nell’incontro di oggi presentare il rapporto strategico che abbiamo realizzato per posizionare il ruolo e l’importanza di Merck nell’ecosistema imprenditoriale italiano.

Dall’indagine emerge una realtà industriale farmaceutica che è la nona in Italia in un contesto dove il settore farmaceutico si pone come faro del sistema Paese”.  Per Merck, come osserva Emiliano Briante, Associate partner di The European House – Ambrosetti e responsabile Area Business & Policy Impact e Area European Affairs, “abbiamo applicato il nostro modello di misurazione d’impatto dei quattro capitali: crescita del capitale economico, sviluppo capitale sociale, creazione di valore cognitivo e il tema dell’impatto ambientale.Sugli aspetti economici – spiega Briante – parliamo di crescita degli investimenti e grande capacità di esportazioni e capacità moltiplicativa del valore generato.

Per ogni mille euro in Italia altri mille euro si ripercuotono sulla filiera.Dal punto di vista del capitale sociale parliamo di occupazione crescente, anche sui numeri dell’occupazione femminile.

Parliamo di impatto cognitivo dove inseriamo tema innovazione, formazione, ricerca e sviluppo.Merck investe molto in ricerca pre-clinica e clinica che porta valore al sistema sanitario e ai pazienti.

Infine – conclude – sul tema ambientale e sulla sostenibilità l’azienda ha obiettivi a livello global declinati con investimenti che vogliono migliorare sistema dei rifiuti e ridurre in consumi”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ogni anno 30mila interventi per obesità, Sicob: “Sicuri ed efficaci”

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(Adnkronos) – Ogni anno in Italia circa 30mila persone si sottopongono ad intervento di chirurgia bariatrica che, per gli esperti, si conferma l’arma più potente e duratura nella lotta contro l’obesità. “Di questi 30mila interventi, 23.500 sono quelli censiti nel 2022 dal registro della Società italiana di chirurgia dell’obesità.Si tratta di interventi sempre più sicuri, efficaci e mininvasivi”.

Così all’Adnkronos Salute Giuseppe Navarra, presidente della Società italiana di chirurgia dell’obesità (Sicob), oggi in occasione della seconda Giornata nazionale della chirurgia bariatrica, fa il punto sulle tecniche utilizzate per combattere l’obesità all’interno di una sala operatoria.  “Gli interventi di chirurgia bariatrica possono essere distinti in due categorie – spiega Navarra che è anche responsabile del reparto di Chirurgia generale ad indirizzo oncologico del Policlinico di Messina – : interventi restrittivi, in cui si riduce il volume dello stomaco: mangio meno perché mi sento sazio prima e quindi ovviamente introduco meno calorie e dimagrisco; e interventi malassorbitivi o misti”, procedure che comportano si una”riduzione delle dimensioni dello stomaco ma soprattutto fanno ‘saltare’ al cibo un tratto di intestino che non viene quindi percorso e non può assorbire i nutrienti” in modo tale da ridurre la quantità di cibo assorbito e di conseguenza le calorie assunte in un solo pasto. “Circa il 50% degli interventi eseguiti in Italia e nel mondo – sottolinea l’esperto – sono di tipo restrittivo come le sleeve gastrectomy, una gastrectomia verticale.Con questa tecnica noi riduciamo il volume dello stomaco, da un contenitore con la capacità di circa un litro e mezzo in un tubo di 120-130 ml”.  Un altro intervento restrittivo è il “bendaggio”, il famoso anello, la cui popolarità negli anni è diminuita e con essa il numero di interventi ridottisi a circa il 10-11% di tutti gli interventi di chirurgia bariatrica in Italia.

Quindi, le tecniche miste, tra cui la famiglia dei bypass gastrici, procedura di chirurgia bariatrica che crea una piccola tasca di 40 ml a livello dello stomaco”, separata dal resto dell’organo e collegata direttamente all’intestino tenue, di cui ‘salta’ solo una piccola porzione.Infine le tecniche malassorbitive pure come la diversione bilio-pancreatica, la Ds, la Sadi che conducono a maggiore perdita di peso che però si paga con una maggior incidenza di sindromi carenziali. Sulla possibilità che si verifichi un evento avverso, come la morte, a seguito di queste operazioni, Navarra non ha dubbi: “Ovviamente ci sono pazienti che non superano l’intervento.

Per tale motivo, al fine di garantire la qualità massima possibile bisogna seguire delle linee guida.La Sicob ha pubblicato sul sito dell’Istituto superiore di sanità delle linee guida con la costituzione di percorsi diagnostico-terapeutici che vengono validati dalle singole aziende, anche a livello regionale.

In Italia sono presenti due reti assistenziali per l’obesità, in Veneto e in Sicilia, e sistemi di accreditamento per il chirurgo e la struttura.In questo la Sicob si è fatta carico di estendere tutta una serie di requisiti che caratterizzano un centro di eccellenza e altri centri di riferimento accreditati e verificare gli stessi requisiti in modo da cercare per quanto possibile di garantire la massima sicurezza ai pazienti” conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra 2024, approdo in Senato slitta al 18 dicembre: da governo quattro emendamenti

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(Adnkronos) – Slitta a lunedì 18 dicembre l’approdo in Aula al Senato della Manovra 2024.Lo ha deciso oggi 6 dicembre la riunione dei capigruppo.

Inizialmente la discussione era prevista tra il 12 e il 15 dicembre. Una data, quella del 18 dicembre sulla quale però il presidente del Senato Ignazio La Russa ha qualche riserva. “Spero, immagino non troppo ottimisticamente, di iniziare la sessione in Aula lunedì 18 dicembre – afferma – come avevamo ipotizzato già la settimana scorsa.Poi vediamo, dipende anche dalla responsabilità di tutti, a partire dagli uffici governativi per passare ai nostri”.

La Russa sottolinea poi che “c’è questa tendenza non nuova.Cambiano i governi, ma le lentezze di certe pratiche ci sono sempre”. Sulla prosecuzione dell’iter della legge di bilancio alla Camera, il presidente La Russa specifica che “a parte il giorno di Natale, tutti gli altri giorni non sono vietati”. “Io penso anche prima, ma gli altri giorni non sono vietati, si è sempre fatto”, ribadisce.  “Un leggero spostamento”, ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, perché “il governo ha condiviso l’ipotesi delle necessità di depositare alcuni emendamenti su alcune questioni molto importanti”. Tra questi, spiega Ciriani: “La revisione dei criteri di calcolo delle pensioni del personale sanitario” che è una “norma molto attesa.

C’è poi la copertura dell’accordo sindacale con le forze armate e di polizia”.  In più, “il governo stanzierà un fondo aggiuntivo per le Regioni speciali che hanno avuto una penalizzazione con il rinnovo delle trattenute Irpef.Poi ci sarà un fondo per quelle ordinarie per ristorare in tema di aumenti di costo dell’energia.

Quindi un intervento sugli investimenti, con una rideterminazione dei costi del Ponte sullo Stretto, e poi in tema di strade e autostrade”, ha concluso Ciriani. A confermare i quattro emendamenti “uno sul pacchetto sicurezza, uno sulla previdenza, anche in riferimento al settore della sanità, uno sugli enti territoriali, e infine uno sul tema degli investimenti, in materia di Ponte sullo Stretto e infrastrutture”, è anche il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri. “Non ho idea di cosa faranno i relatori, ma il governo depositerà i suoi emendamenti nelle prossime ore, tra domani o dopodomani – dice Gasparri – in modo che la Commissione Bilancio possa fare la discussione avendo le proposte che anche le opposizioni avevano sollecitato, su temi che erano di pubblico dominio”. “Per la terza volta la maggioranza, che doveva essere coesa, sposta la legge di bilancio.Dovrebbe approdare lunedì 18 sera, ma sono pronto a scommettere che andrà nei giorni successivi”.

Afferma Francesco Boccia, capogruppo del Partito democratico al Senato, al termine della capigruppo. “La cosa molto grave – prosegue – è che sono divisi su tutto, hanno annunciato emendamenti alla legge di bilancio che riguardano solo gli operatori sanitari e questo ci preoccupa perché non sono le richieste fatte dai medici nello sciopero riuscito di ieri e non toccano tutti gli altri operatori.I loro interventi continueranno a penalizzare gli insegnati e tutti gli altri dipendenti pubblici”, ha indicato Boccia che ribadisce: “Siamo molto preoccupati, perché evidente che nonostante la maggioranza non abbia presentato emendamenti alla legge di bilancio, il governo corregge la stessa legge di bilancio.

Siamo davvero senza parole.Siamo qui, cercheremo di mandarli sotto sui temi rilevanti, a partire dalla previdenza perché siamo molto preoccupati.

Prima hanno fatto tagli alle pensioni, ora cercano di aggiustarne alcuni ma il numero di medici, infermieri e insegnanti che stanno chiedendo di andare in pensione prima stanno aumentando”, conclude Boccia. Di “caos totale” da cui emerge “una maggioranza confusa senza un progetto di lungo periodo per il paese generando incertezza” parla all’Adnkronos il senatore Pd Daniele Manca, membro della commissione Bilancio a Palazzo Madama. “Ancora non c’è il parere sul testo del dl Anticipi – rileva il senatore dem – e sulla manovra non sono ancora stati presentati gli emendamenti del governo e dei relatori dopo che il governo ha impedito alla maggioranza di presentare le sue proposte di modifica: è il caos totale”.Correttivi quelli annunciati dall’esecutivo necessari per trovare una soluzione al contestato taglio delle pensioni di alcune categorie di dipendenti pubblici e dei medici. “Per aggiustare il pilastro delle pensioni, prima venduto alle agenzie di rating e adesso da modificare, vanno cambiati i saldi e quindi poi servirà la bollinatura della Ragioneria, ci vorrà tempo e noi stiamo qui bloccati in commissione nell’attesa che vengano depositati questi emendamenti”, attacca Manca.  Il tutto “è frutto di una manovra confusa, senza un disegno per la crescita e senza una politica industriale”, sottolinea Manca puntando il dito contro un ddl che, tra le altre criticità, “aumenta la precarità, penalizza le donne, smonta l’Ace per le imprese, non interviene sul costo del denaro, attacca la sanità, non fa nulla per la transizione ambientale e per la scuola e la formazione”. “Noi abbiamo un’altra idea di paese e di società ma qui mancano le correzioni che il governo si è impegnato a fare e – conclude il senatore Pd – dopo oltre un mese di propaganda il re è quasi nudo” —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crotone-Juve Stabia, trasferta vietata ai tifosi stabiesi

Crotone-Juve Stabia, trasferta vietata e impedita la vendita dei biglietti ai tifosi stabiesi.

Crotone-Juve Stabia, ancora una volta una decisione che penalizza ingiustamente i tifosi stabiesi alla vigilia di un match importante per il cammino delle Vespe in campionato come quella in programma allo stadio “Ezio Scida” di Crotone sabato 9 dicembre alle ore 18:30 e valevole per la diciassettesima giornata del campionato di Lega Pro Girone C.

Penalizzata ingiustamente la tifoseria stabiese che ha sempre dimostrato in ogni stadio d’Italia la massima correttezza.

Una decisione, quella del Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive, che risente sicuramente di quanto accaduto allo stadio “Pinto” di Caserta con gli incidenti verificatisi tra tifosi, o sarebbe meglio dire teppisti della Casertana e del Foggia, tra il primo e secondo tempo del match tra Casertana e Foggia andato in scena lunedì scorso alle 20:45 che ha determinato diversi feriti e contusi anche tra le forze dell’ordine.

Scene quelle di Caserta che niente hanno a che vedere con il calcio giocato e che provocano solo disgusto a chi va allo stadio solo per assistere ad una bella partita di calcio e si trova di fronte a delle scene davvero indecorose come quelle accadute tra il primo e secondo tempo di Casertana e Foggia con la gara che è stata sospesa per 40 minuti.

Così come assolutamente irrisorie sono state le sanzioni del giudice sportivo in merito agli incidenti di Caserta: una giornata di squalifica per entrambe le società con una ammenda di 5.000 euro.

Il comunicato della Juve Stabia sul proprio sito ufficiale circa la trasferta vietata a Crotone ai tifosi stabiesi.

“Il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive, in occasione della sfida che si giocherà sabato 9 dicembre alle ore 18:30 allo stadio Ezio Scida di Crotone, tra Crotone e Juve Stabia, valevole per la 17a giornata della Serie C Now, ha vietato la vendita dei tagliandi per il settore ospiti ai tifosi della S.S. Juve Stabia.

Briatore riapre El Camineto a Cortina: “Sarà un successo”

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(Adnkronos) – El Camineto è pronto a riaprire i battenti, proprio questa sera.Lo storico locale di Cortina d’Ampezzo – un’istituzione sia in fatto di cucina che per la splendida location incastonata tra le Dolomiti, ai piedi delle Tofane – è ora in gestione del gruppo Majestas di Flavio Briatore.

Il ristorante, da sempre tappa obbligata per habitué e vip, da Giovanni Malagò a Ilary Blasi, da Marina Ripa di Meana a Claudio Panatta, è stato gestito per quasi vent’anni da Romeo e Orietta Melon. “Hanno fatto un lavoro super”, commenta Briatore all’Adnkronos, “e noi cercheremo senz’altro di rispettare la tradizione di El Camineto, a partire dal menù”.  Ci saranno però anche molte novità. “Abbiamo deciso di bilanciare i piatti, tenendo conto di quelli più tradizionali puntando però su una parte molto più internazionale”, spiega ancora Briatore. “Siamo soddisfatti, abbiamo messo una bandierina anche a Cortina, che in Italia è una delle icone del turismo, è un posto fantastico”.E che ospiterà le Olimpiadi Invernali nel 2026. “Certamente, ma non è stata quella la molla che ci ha spinto a rilevare il ristorante, l’avremmo preso lo stesso, anche senza le Olimpiadi”, aggiunge l’imprenditore. “Pensiamo di poter fare molto bene e di poter dare qualcosa di più anche a Cortina, qualcosa di più internazionale: sarà un upgrade per tutti quanti”, conclude.  Gli ex proprietari, raggiunti telefonicamente dall’Adnkronos, avevano commentato così la chiusura del locale: “Per noi sono stati vent’anni meravigliosi, abbiamo condiviso un’avventura bellissima con tutti i nostri clienti: che fossero vip o che no per noi sono stati tutti importanti.

Possiamo solo dire, io Romeo e mia sorella Orietta, un grazie infinito per aver condiviso questo viaggio con noi”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, Simit: “Fragili non protetti da vaccino a rischio ricoveri e decessi”

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(Adnkronos) – “Quasi 9mila morti da inizio anno: la vaccinazione e i trattamenti precoci sono fondamentali per ridurre ospedalizzazioni e decessi dovuti al Sars-CoV-2”.Lo affermano gli specialisti della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), riuniti a Firenze per il XXII Congresso nazionale che si chiude oggi.  “Per evitare l’infezione innanzitutto i soggetti fragili dovrebbero vaccinarsi.

Questo è il messaggio più importante – raccomanda Claudio Mastroianni, past president Simit – Se poi anche loro si infettano, perché purtroppo i vaccini in alcuni soggetti possono essere inefficaci, è necessario intervenire precocemente con dei trattamenti che noi abbiamo a disposizione.Abbiamo un farmaco antivirale a disposizione dei medici di medicina generale che può essere prescritto tranquillamente e ritirato nelle farmacie territoriali.

Oltre a questa possibilità, c’è anche quella di effettuare delle terapie all’interno di ambulatori dedicati degli ospedali, sempre con antivirali o anche con anticorpi monoclonali, perché l’obiettivo più importante nel prevenire l’aggravamento della malattia è intervenire il più precocemente possibile”.  Se l’efficacia neutralizzante in vitro della maggior parte degli anticorpi monoclonali di fronte al proliferare delle nuove sottovarianti Omicron è diminuita riducendone drasticamente l’efficacia – è stato sottolineato durante il congresso – resta l’eccezione di sotrovimab, che grazie al suo profilo è in grado di prevenire gli effetti più gravi della malattia.Sotrovimab, infatti, ha solo una modesta riduzione di efficacia neutralizzante verso le nuove sottovarianti di Omicron Eg.5.1 (Eris) e Xbb (Kraken).

In secondo luogo, ha anche un’azione immunomodulante, per cui potenzia la risposta immunitaria anche nei pazienti immunocompromessi, a differenza degli altri monoclonali che hanno solo un effetto neutralizzante.Oltre ai dati virologici e al meccanismo d’azione, ci sono anche aspetti farmacocinetici che compensano la modesta riduzione di efficacia in vitro, in virtù dei quali recenti studi di real world evidence internazionali hanno dimostrato l’efficacia del farmaco anche nelle più recenti varianti Omicron, tanto che alcune linee guida europee come quelle inglesi lo raccomandano come alternativa all’antivirale orale laddove questo non possa essere utilizzato.  “Gli anticorpi monoclonali nella gestione dell’infezione da Sars-CoV-2 – conclude Mastroianni – sono stati una grande innovazione.

Purtroppo l’attività di questi anticorpi è specifica per la proteina e quindi la variante che sta circolando in quel momento, e quindi parecchi anticorpi monoclonali che abbiamo utilizzato attualmente non sono efficaci.Abbiamo a disposizione, soprattutto per i dati di real life su grosse casistiche, un anticorpo monoclonale che è in grado comunque di mantenere una certa efficacia e di proteggere contro la malattia severa, l’ospedalizzazione e i decessi”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il Messaggero si illumina, pagine storiche proiettate sulla sede di via del Tritone – Video

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(Adnkronos) – Una spettacolare installazione visiva, proiettata sulla sede storica del quotidiano romano in via del Tritone.Così Il Messaggero chiude le celebrazioni legate ai 145 anni di vita del quotidiano che il 16 dicembre del 1878 muoveva i suoi primi passi nel mondo dell’informazione dell’Italia unita.  Oggi, 6 dicembre alle 17,01 l’amministratore delegato del giornale, Azzurra Caltagirone insieme a quello di Enel X, Francesca Gostinelli, accenderanno l’animazione, progettata da Enel X, che proietterà sulla facciata del palazzo di via del Tritone le pagine storiche del quotidiano che hanno raccontato i momenti più importanti dell’Italia e del mondo dell’ultimo secolo e mezzo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corinaldo, 5 anni fa la strage in discoteca. Il vedovo di Eleonora: “Mi aspetto giustizia, niente sconti”

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(Adnkronos) – Per tanti è la prima volta in discoteca, per tutti l’emozione di assistere all’esibizione del loro idolo, il rapper Sfera Ebbasta: le ore passano, il cantante non arriva e non arriverà mai mentre nella ‘Lanterna Azzurra’ di Corinaldo (Ancona) si scatena il panico e la nottata si trasforma in incubo.Sono passati quasi cinque anni dalla tragedia della discoteca, dove la notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, sono morte sei persone, una mamma Eleonora Girolimini e cinque giovanissimi, Emma Fabini, studentessa di 14 anni, Asia Nasoni, 14enne promessa della ginnastica, Benedetta Vitali, 15 anni di Fano, Mattia Orlandi, 15 anni, Daniele Pongetti, 16enne di Senigallia. “Mi aspetto giustizia.

E che non ci siano sconti per nessuno”, afferma all’Adnkronos Paolo Curi, vedovo di Eleonora con la quale quella notte aveva accompagnato una delle figlie alla serata.  Dopo la condanna, confermata in Cassazione, per la ‘banda dello spray’ accusata di aver provocato la fuga di massa dal locale, è alle battute finali il processo di primo grado per l’inchiesta relativa alla sicurezza del locale. “Questo processo per noi è stato molto logorante in tutti i sensi – sottolinea Curi all’Adnkronos – Ho partecipato a molte udienze e ho sentito uno scaricabarile, ognuno prova a togliersi le colpe.Ma io quella sera ero lì, ho visto come era quel posto”.

In una notte la sua vita e quella dei loro quattro figli cambia per sempre: “Il più piccolo aveva solo 23 mesi, Eleonora ancora lo allattava.I ragazzi sono rimasti segnati, sono molto responsabili, ciò che è accaduto li ha fatti crescere velocemente – spiega – Ma vivono dentro di loro tutto quello che è accaduto come una profonda ingiustizia”.

E poi si sono tutte le difficoltà legate alla quotidianità: “Solo con quattro figli, anche la parte economica è stata impegnativa.Ho dovuto chiudere la mia ditta, abbiamo cambiato casa”, continua Paolo Curi.  Cinque anni dopo, la tragedia di Corinaldo ha insegnato qualcosa? “Sì e no – risponde il vedovo di Eleonora – L’anno dopo ho visto tanti controlli e multe nei locali, ora invece sono tornati ad essere affollati.

Ci sono stati miglioramenti, ma vedo molta differenza tra l’immediato e ciò che accade adesso”. “Vorrei che non si dimenticasse quello che è accaduto, i poveri ragazzi che sono morti, una mamma che ha lasciato i suoi quattro figli – prosegue – Ciò che è successo possa aiutare a fare le cose diversamente”. “E’ stato messo il business davanti a tutto e nell’era moderna questo è un problema: certe volte si tende a mettere i soldi davanti alla vita delle persone, dei ragazzi e del nostro futuro”, conclude. LA STRAGE NELLA DISCOTECA – E’ all’incirca l’una di notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 quando a ‘Lanterna Azzurra’ di Corinaldo si scatena il fuggi fuggi.Nel night club, ex balera del liscio trasformata in locale di tendenza per serate disco, ci sono centinaia di ragazzi e ragazze.

In tanti, troppi, escono dall’uscita sul retro: la balaustra crolla.I giovani cadono uno sull’altro in una trappola infernale.

Parte la macchina dei soccorsi, i vigili del fuoco lavorano per ore.Alla fine si contano sei vittime: Emma Fabini, studentessa di 14 anni, Asia Nasoni, 14enne promessa della ginnastica, Benedetta Vitali, 15 anni di Fano, Mattia Orlandi, 15 anni, Daniele Pongetti, 16enne di Senigallia, ed Eleonora Girolimini, la mamma 39enne di quattro figli che quella notte accompagnava insieme al marito una delle figlie al concerto.

Decine i feriti, molti dei quali gravi: sette vengono ricoverati in prognosi riservata. La tragedia dei giovanissimi ferisce profondamente l’Italia.L’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini e il presidente del consiglio Giuseppe Conte si recano subito nelle Marche per portare la vicinanza delle istituzioni.

Con il passare delle ore, alla disperazione delle famiglie delle vittime, all’angoscia dei parenti dei feriti, si aggiunge la rabbia.Il locale era pieno, c’era più gente del consentito?

Quanti biglietti sono stati venduti e staccati?Perché i giovani si sono indirizzati in massa dall’uscita in corrispondenza della balaustra poi crollata?

Perché a notte fonda, nonostante la serata fosse destinata a un pubblico di adolescenti, l’esibizione di Sfera Ebbasta non era ancora iniziata?E davvero il rapper sarebbe venuto?

Intanto carabinieri e polizia ascoltano centinaia di testimoni, passano al vaglio i filmati girati dai sopravvissuti con i telefonini. La versione di tanti ragazzi ascoltati coincide: tutto è iniziato con un bruciore alla gola e agli occhi, la sensazione di sentirsi male, il panico e la calca.Forse, raccontano alcuni, si è trattato di spray al peperoncino magari usato per un tentativo di rapina.

Una bomboletta viene effettivamente trovata nel locale nel corso delle indagini.Secondo gli inquirenti potrebbe trattarsi di una “concausa”, non l’unica, della strage.

Le indagini vanno avanti e col tempo vengono aperte due inchieste, una sulla banda dello spray, accusata di aver spruzzato sostanza urticante nella discoteca scatenando il panico per poter derubare i presenti, l’altra sulla sicurezza del locale e i permessi rilasciati. A poco più di tre mesi dalla strage, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra i familiari delle vittime ad Ancona e chiede giustizia: “Quello che è avvenuto era inimmaginabile e ingiustificabile, è impossibile farsene una ragione – sottolinea il Capo dello Stato – Più passa il tempo più è impossibile farsene una ragione, perché più passa il tempo più ci si rende conto del vuoto, di che cosa è venuto meno, di chi manca e della incomprensibilità delle condizioni che hanno provocato quello che è avvenuto.Non ci sono parole né per dare conforto né per poter trovare rimedi che non esistono.

C’è soltanto bisogno che si appuri con rigore la verità e che si faccia con rigore giustizia”. A dicembre dello scorso anno arriva in Cassazione la conferma delle condanne, tra i 12 anni e mezzo e i 10 anni e 9 mesi, per i sei giovani della Bassa Modenese accusati di essere i componenti della ‘banda dello spray’ che provocò la fuga di massa dalla ‘Lanterna Azzurra’.Per i componenti del gruppo, le accuse sono di omicidio preterintenzionale, associazione per delinquere finalizzata a furti e rapine, lesioni personali anche gravi.

E’ ancora in corso, invece, il processo di primo grado per l’inchiesta relativa alla sicurezza del locale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Obesity surgery day, Sicob lancia servizio di pubblica utilità

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(Adnkronos) – “La chirurgia bariatrica è in assoluto l’arma più potente a nostra disposizione nella lotta contro l’obesità; ma sarebbe più giusto parlare di percorso della chirurgia bariatrica, perché l’intervento chirurgico è un momento che deve essere completato dall’adozione di misure comportamentali, modifiche dello stile di vita, regimi nutrizionali specifici e talora anche trattamenti farmacologici sia nel periodo pre-operatorio che post- operatorio, se si vogliono ottenere i risultati migliori.Oggi, con la seconda Giornata nazionale della chirurgia bariatrica e attraverso il servizio di pubblica utilità attivato dalla Sicob, s’intende offrire le più qualificate informazioni in materia di chirurgia bariatrica rendendo un servizio importante alla popolazione”.

Così all’Adnkronos Salute Diego Foschi, presidente della Fondazione della Società italiana di chirurgia dell’obesità che oggi, presso la Camera dei deputati, ha lanciato l’Infopoint Sicob (info@fondazionesicob.it) “per consentire ai pazienti di ricevere direttamente dai nostri esperti tutte le informazioni sulla chirurgia bariatrica”.  Con l’Italy obesity surgery day, spiega Foschi, “vogliamo aiutare le persone che soffrono a causa dell’obesità.La chirurgia bariatrica è praticata in modo molto diverso da regione a regione, addirittura ci sono delle situazioni di negazione della cura, per cui i pazienti si spostano dalla loro regione o vanno all’estero.

Ciò implica una disparità di trattamento tra le persone molto pesante.Per questo motivo abbiamo voluto prendere un impegno verso i pazienti attraverso un Manifesto che abbiamo sottoscritto oggi alla Camera dei deputati, una sede istituzionale che dà maggiore valore a quello che noi affermiamo insieme alle associazioni dei malati, alle istituzioni, ai media, perché deve essere chiaro che le persone sono tutte uguali e hanno tutti gli stessi diritti”.  Il Manifesto “prevede di superare la differenza nelle modalità di cura nelle regioni.

Ci deve essere un minimo comune denominatore che garantisca i pazienti – rimarca Foschi – Tutti hanno diritto a un livello di sicurezza adeguato sia in termini di contenimento delle complicanze, sia in termini di recupero di una condizione di salute, e ci deve essere un incoraggiamento al ricorso alla chirurgia che farà anche paura, ma è l’unica vera soluzione definitiva attualmente a questo problema”.Per raggiungere pienamente “il nostro scopo – conclude – abbiamo voluto lanciare l’Infopoint della Sicob: chiunque potrà scriverci, porci un problema e avere risposte precise.

Per i problemi molto complessi abbiamo una rete di oltre 100 centri in tutta Italia dove i pazienti potranno ottenere risposte, visite, insomma una prospettiva per il futuro.Un team di chirurghi, psicologi, psichiatri si metterà a disposizione attraverso un consulto telematico”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaccini, Andreoni: “Anti Zoster arma straordinaria, sensibilizzare popolazione”

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(Adnkronos) – “L’Herpes Zoster è una malattia molto dolorosa, può durare mesi, alcune volte anni, veramente con una perdita di qualità di vita incredibile.Quindi il ruolo di noi tutti, degli specialisti, degli infettivologi, è sensibilizzare la popolazione, sensibilizzare gli specialisti che hanno in cura questi pazienti: gli ematologi, gli oncologi, i dermatologi, i gastroenterologi.

Il vaccino contro l’Herpes Zoster è prioritario perché questa infezione è presente in oltre il 90% della popolazione: la riattivazione del virus è legata proprio all’immunodeficienza legata all’età o alla malattia di base”.Così Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), in occasione del XXII Congresso nazionale che si chiude oggi a Firenze.  “L’Herpes Zoster – spiega – comporta una fastidiosa fase acuta e delle sequele tra cui la più nota è la nevralgia post-erpetica, un dolore che colpisce la zona dove si è manifestata l’infezione e che può persistere anche per mesi.

La letteratura scientifica più recente ha evidenziato anche complicanze cardio e cerebro-vascolari.La varietà e la gravità di queste conseguenze ci inducono a raccomandare fortemente la vaccinazione.

Il vaccino ricombinante adiuvato, da poco disponibile, ha dimostrato un rapporto rischio-beneficio nettamente favorevole, oltre che una persistenza d’effetto di 10 anni.Tale vaccino, inoltre, può essere somministrato anche nei pazienti immunocompromessi, che sono i più esposti all’infezione e rappresentano pertanto i destinatari più indicati per la somministrazione della vaccinazione”.  Questo, ricorda Andreoni, “è un virus che entra dentro di noi di solito durante l’epoca della giovinezza, si calcola che il 95% delle persone sopra i 60 anni di età è stato infettato da questo virus.

Poi, una volta entrato dentro di noi, si addormenta e ogni tanto si risveglia quando la nostra immunità non riesce più a tenerlo a bada.E ovviamente il soggetto fragile, con malattie che determinano immunodepressione, il soggetto anziano che va incontro a immunosenescenza, va più frequentemente incontro a questa malattia.

Si calcola che un terzo delle persone sopra i 50 anni avrà un almeno un episodio di Herpes Zoster, quindi più di una patologia che interessa il 30% della popolazione nel corso della propria vita.Parliamo di numeri enormi, di una patologia grave che evidentemente dobbiamo contrattare con tutte le misure che possiamo mettere in atto.

I soggetti più a rischio sono “persone con problemi cardiaci, insufficienza renale, diabetici, epatopatia cronica, pazienti che normalmente con l’invecchiamento, inevitabilmente, vanno incontro ad alcune problematiche mediche che sono molto frequenti.Stiamo parlando decine di milioni di pazienti in Italia”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaccini, Simit: “Fondamentali per fragili e over 65”

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(Adnkronos) –
I soggetti fragili sono in aumento: tra questi, non solo gli anziani, ma anche i pazienti oncologici, immunocompromessi o con gravi malattie respiratorie e cardiovascolari.Per proteggere queste popolazioni dalle complicanze delle infezioni sono disponibili coperture vaccinali sicure ed efficaci contro influenza, Covid, pneumococco, Herpes zoster, virus respiratorio sinciziale (Rsv).

A ricordarlo sono gli esperti della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), riuniti a Firenze per il XXII Congresso nazionale che si chiude oggi.  “Da un po’ di tempo si sta parlando di virus respiratorio sinciziale negli anziani e nei soggetti fragili – osserva Roberto Parrella, neo presidente Simit – Il virus respiratorio sinciziale è ben noto soprattutto per le problematiche collegate alle bronchioliti dei bambini, ma è evidente che nella popolazione anziana è in grado di determinare situazioni a rischio, fino anche a provocare il decesso.Ci sono dati americani che indicano fino a 120mila ricoveri con alcune migliaia di decessi collegati al virus.

Nei Paesi industrializzati, negli adulti, provoca oltre 420mila ricoveri ogni anno e 29mila decessi.Finora non sono state disponibili terapie e vaccinazioni, ma è da poco disponibile in Italia il primo vaccino per gli adulti, con straordinaria efficacia nei soggetti con patologie concomitanti: nello studio cardine ha mostrato una riduzione del 94,1% della malattia grave da Rsv e un’efficacia complessiva del vaccino dell’82,6%”.  Il virus respiratorio sinciziale si manifesta in maniera differente, che varia da persona a persona, con sintomi che possono essere curati generalmente dai 7 ai 15 giorni.

Nell’adulto e nell’anziano sfocia in forme che assomigliano all’influenza, con sintomatologia respiratoria come febbre elevata, dolori muscolari, sintomi respiratori e con relative complicanze, ad esempio, le polmoniti. “Il vaccino – evidenzia l’esperto – è fondamentale per la prevenzione e la profilassi”. “I soggetti fragili che contraggono il virus respiratorio sinciziale – continua Parrella – sono ad alto rischio di malattie gravi a causa del declino dell’immunità correlato all’età e delle condizioni sottostanti.Se infatti la maggior parte delle persone guarisce entro una o due settimane, il virus può assumere una forma grave nelle persone vulnerabili, come gli anziani e coloro che hanno malattie polmonari o cardiache e diabete.

L’Rsv può esacerbare condizioni come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), l’asma e l’insufficienza cardiaca cronica e può portare a esiti gravi come polmonite, ospedalizzazione e morte”.  In generale, prosegue il vertice Simit, “chi ha patologie pregresse rischia un aggravamento delle proprie condizioni e va incontro a tassi di ospedalizzazione più elevati.Recenti studi americani rilevano come ogni anno ci siano da 60mila a 120mila ricoveri dovuti all’Rsv, di cui circa 6-8mila decessi.

Altri mostrano che 20-25% di anziani ricoverati con problematiche di infezioni respiratorie acute del tratto inferiore risultano positive al virus respiratorio sinciziale.Da questi dati si evince l’importanza che può rivestire uno strumento preventivo come il vaccino”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)