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Processo a Saviano slitta a luglio, Salvini assente

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(Adnkronos) –
Slitta al 10 luglio l’udienza davanti al Tribunale monocratico di Roma del processo che vede imputato Roberto Saviano per diffamazione per alcuni post sui social riferiti a Matteo Salvini.Oggi era prevista l’audizione in aula del ministro, parte offesa nel procedimento, che però ha presentato una dichiarazione di impedimento a comparire e il giudice ha rinviato il processo alla prossima estate per ascoltare Salvini e altri testi.

I post, oggetto del capo di imputazione in cui si contesta di aver offeso la reputazione del leader leghista, risalgono al giugno 2018 e in uno Salvini era definito ‘ministro della ‘mala vita’. “E’ evidente che Salvini stia scappando – ha detto Saviano uscendo dall’aula al termine dell’udienza – Mi sta portando a processo da 5 anni.Le sue sono querele fatte per intimidire, mandare messaggi: un’azione preventiva contro chi reputa suoi nemici.

Oggi ha mandato una dichiarazione in cui spiega che doveva presenziare una riunione in videocollegamento, dimenticando che lo poteva fare da Roma, e per un pranzo di beneficenza a Milano’”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, contagi e morti in aumento nell’ultima settimana: i dati

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(Adnkronos) – Ancora in crescita tutti i dati Covid-19 in Italia.Nella settimana 30 novembre-6 dicembre si registrano 59.498 nuovi casi positivi, con una variazione di +14% rispetto alla settimana precedente (52.177), e 307 morti, il 5,5% in più rispetto alla settimana precedente (291).

E’ quanto emerge da bollettino settimanale del ministero della Salute.  Sono stati effettuati 284.806 tamponi, in aumento del 2,5% rispetto alla settimana precedente (277.938).Il tasso di positività sale al 20,9%, con un +2,1%.  In Italia “gli indicatori” Covid “sono in lieve crescita, sia per quanto riguarda il numero di nuovi positivi che per l’impatto sulle strutture ospedaliere, che resta tuttavia sotto controllo e non determina condizioni di criticità”, sottolinea il direttore generale Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, Francesco Vaia, commentando il bollettino.  “Le Regioni, che ringrazio per la loro pronta disponibilità, stanno organizzando in tutta Italia Open day e altre misure organizzative per facilitare l’accesso dei cittadini alla vaccinazione” anti-Covid, “senza alcuna prenotazione.

Questa sinergia ministero-Regioni è la strada virtuosa per proteggere i fragili, che in questa fase sono le persone che maggiormente rischiano di sviluppare forme gravi della malattia”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Prima alla Scala e ‘placement politico’, ex capo cerimoniale Chigi: “Scelta posti un po’ confusa ma accettabile”

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(Adnkronos) – ”Alla fine è stata trovata una soluzione accettabile per un evento culturale che non è strettamente istituzionale…”.Massimo Sgrelli, storico capo del cerimoniale di palazzo Chigi dalla metà degli anni Ottanta fino al 2008, promuove il compromesso trovato sulla disposizione delle sedie e poltrone rosse alla ‘Scala’ di Milano, che ha infiammato la vigilia della ‘prima’ al teatro scaligero.

Mai come questa volta, infatti, per l’assenza del capo dello Stato Sergio Mattarella, è stato così complicato il cosiddetto placement politico, ovvero la scelta dei posti giusti dove far sedere gli invitati istituzionali.Dopo frenetiche trattative il Comune ha trovato la ‘quadra’, riuscendo a esprimere la massima vicinanza alla senatrice a vita Liliana Segre per la causa di Israele, come auspicava il presidente del Senato Ignazio La Russa.  La prima fila del palco reale sarà composta, da sinistra verso destra, da Chiara Bazoli e il marito, nonché sindaco di Milano, Beppe Sala, Segre, la figlia della senatrice a vita Federica Belli Paci, il presidente La Russa e sua moglie Laura De Cicco.

Mentre in seconda fila, sempre da sinistra verso destra, si accomoderanno, accompagnati, i ministri Elisabetta Alberti Casellati, Gennaro Sangiuliano e Matteo Salvini.In terza fila, dietro il vicepremier, ci sarà il governatore della Lombardia Attilio Fontana con la consorte.

Il senatore a vita Mario Monti (per sua scelta, raccontano) sarà presente in platea.  ”Vedo un po’ di confusione, non mi sembra che il protocollo del cerimoniale trovi grande applicazione”, dice all’Adnkronos Sgrelli, che ha visto sfilare diciotto governi, dal Craxi II al Berlusconi quater, e ha lavorato con 14 presidenti del Consiglio. ”Assente il presidente della Repubblica Mattarella -spiega l’ex capo del cerimoniale della presidenza del Consiglio- è assolutamente corretto che in prima fila sul palco reale ci siano La Russa e la moglie, visto che il presidente del Senato è l’autorità più importante dopo il capo dello Stato.E’ giusto poi che in prima fila ci sia Sala perchè è il padrone di casa.

Sorprende un po’ che la Segre sieda nel palco mentre Monti trovi posti in platea: si tratta di una diversità di trattamento tra due cariche omologhe.Mettere tutto il governo subito dietro per dare un segnale di equivalenza tra i componenti dell’esecutivo ci può anche stare.

Comunque, alla fine, lo ripeto -conclude Sgrelli- hanno trovato una soluzione accettabile”.  Il risiko delle poltrone per la ‘prima’ del Don Carlo alla Scala, raccontano, è stato risolto sistemando la Segre al centro del palco reale.Una soluzione che ha accontentato e soddisfatto tutti, a cominciare da La Russa che aveva chiesto di assegnare alla senatrice a vita un posto importante, come segno di vicinanza a Israele in questo delicato momento.

Nello stesso tempo, riferiscono, è stato sciolto anche un altro nodo sul tavolo del cerimoniale del Comune di Milano, quello di ‘genere’, perché senza Segre la prima fila rischiava di d essere composta da figure istituzionali di soli uomini (anche se accompagnati). —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bbc, tg comincia con dito medio: bufera su giornalista – Video

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(Adnkronos) –
Un dito medio in tv ed è bufera alla Bbc.Sotto i riflettori finisce il gesto Maryam Moshiri, volto delle news dell’emittente britannica.

La chief presenter è incappata in un incidente che ha scatenato polemiche.Dopo la sigla, si è esibita in un plateale dito medio a favore di telecamera: gelo in studio e, con ogni probabilità, anche davanti ai teleschermi.

Moshiri ha provato a rimediare con un post su X. “Salve a tutti, ieri stavo scherzando un po’ con lo staff.Stavo imitendo scherzosamente il conto alla rovescia mentre il direttore contava da 10 a 0 mostrando i numeri con le dita…

Quando siamo arrivati a 1, ho mostrato il dito medio per scherzo e non mi sono resa conto che sarebbe stato ripreso dalla telecamera.Era uno scherzo privato con lo staff, mi spiace sia andato in onda.

Non era mia intenzione che tutto questo accadesse, mi dispiace se qualcuno si è sentito offeso.Non stavo mostrando il dito medio ai telespettatori o ad una persona.

E’ stato uno scherzo sciocco, doveva riguardare un numero ristretto di colleghi”, conclude. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Osteopatia diventa corso di laurea fra le polemiche: “E’ pseudoscienza”

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(Adnkronos) –
L’osteopatia diventa corso di laurea.E’ infatti stato pubblicato il decreto (numero 1563 del primo dicembre 2023) del ministro dell’Università e della Ricerca, di concerto con il ministro della Salute, che aggiorna gli obiettivi formativi qualificanti della classe delle lauree in professioni sanitarie della prevenzione.

Il percorso che porta a questo traguardo inizia nel 2018 quando l’osteopatia in Italia è riconosciuta come professione sanitaria autonoma, l’iter si completa a fine 2021.Per il Registro degli osteopati d’Italia (Roi), l’associazione che rappresenta i professionisti del settore, “è una giornata storica, questa notizia appare come il coronamento di un impegno che ha coinvolti tutti, osteopati e pazienti e che oggi ci proietta con forza verso il futuro per il quale abbiamo lottato”, così l’associazione ha commentato sul proprio sito.

Ma non tutti hanno gioito.Sui social molti medici e divulgatori scientifici hanno rilanciato la questione “l’osteopatia è una pseudoscienza”.

In Italia sono circa 12mila gli osteopati.Ora all’iter previsto dalla legge manca l’istituzione dell’Albo e della definizione delle equipollenze. “Da ora in poi in Italia l’osteopatia, pseudoscienza senza base scientifica né efficacia, sarà una laurea e una materia scientifica.

Ricordiamo gli autori di questo sfacelo: l’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il ministro Bernini, il ministro Orazio Schillaci.A perpetua memoria”, scrive su ‘X’ Salvo Di Grazia, medico e divulgatore scientifico da sempre in prima linea con il sito Medbunker.it contro bufale e fake news.

Il suo post ha avuto oltre 76mila visualizzazioni. “L’osteopatia è una pseudomedicina – scrive nella presentazione di un video proprio dedicato all’osteopatia – Una pratica basata su teorie campate in aria, senza nessuna efficacia dimostrata e pure con qualche rischio.Questo succedeva prima dell’emergenza Coronavirus e quindi è passato un po’ di tempo ma è interessante parlarne, anche ora”.  “Alla fine gli osteopati non sono (necessariamente) medici.

Anzi, visto com’è oggi il percorso per diventare osteopata, ci sono tantissimi osteopati che con la medicina, la salute e la mentalità scientifica, non hanno nulla a che fare: il mio ex meccanico oggi fa l’osteopata – rimarca Di Grazia – Quindi se l’omeopata (è obbligatorio sia un medico) magari ha le sue basi di medicina, l’agopuntore (deve essere un medico) anche, l’antivaccinista a volte è un biologo o un fisico, insomma hanno almeno un’infarinatura di scienza, l’osteopata no, quasi sempre non ce l’ha.Fare il ‘medico’ quando non lo sei è pericoloso.

Non hai idea di ciò che stai facendo.Finché lo fai in privato, tra quattro mura, con chi si fida di te, tutto si può fare, non ci sarà nessuno a controllarti o ascoltarti ma quando ti affacci al mondo o ti confronti, ecco che tutto può crollare”.

Di Grazia ha pubblicato anche i commenti, negativi, al video e le mail di protesta degli osteopati.  La nuova norma specifica che “nell’ambito della professione sanitaria dell’osteopata, il laureato è quel professionista sanitario che svolge interventi di prevenzione e mantenimento della salute attraverso il trattamento osteopatico di disfunzioni somatiche non riconducibili a patologie nell’ambito dell’apparato muscolo scheletrico”.Nel dettaglio, chi conseguirà il titolo accademico in osteopatia potrà pianificare “il trattamento selezionando approcci e tecniche esclusivamente manuali, non invasive, ed esterne, adeguate al paziente”, eseguendole “in sicurezza e nel rispetto della dignità e della sensibilità del paziente”, valutandone poi “gli esiti”. 
Diverse le novità nelle attività formative della classe di laurea.

Quelle di base sono state integrate con Storia della medicina, Bioingegneria, Medicina fisica e riabilitativa.Tra le caratterizzanti: Scienze tecniche mediche e applicate, Malattie dell’apparato locomotore e Scienze infermieristiche e tecniche neuro-psichiatriche e riabilitative.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Codacons contro Rai e Amadeus: “Escludere La Sad”

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(Adnkronos) – Il Codacons e l’Associazione Utenti dei servizi Radiotelevisivi scendono in campo con una denuncia contro la Rai e Amadeus dopo la notizia della partecipazione dei ‘La Sad’ al Festival di Sanremo 2024.L’Associazione interviene contro quella che definisce un’assoluta ipocrisia: “Un Paese che si commuove per Giulia Cecchettin non può applaudire brani (‘Ma tu sei peggio della coca, sei una tr**’, e ‘ti sco**** solo per strapparti il cuore’, per citarne due tra tanti) offensivi nei confronti delle donne e caratterizzati da una esaltazione costante di violenza e misoginia.

Non si capisce allora la ragione che ha spinto la Rai e Amadeus a scegliere proprio questo trio, visti i testi decisamente inappropriati, in un momento in cui tutte le energie dovrebbero essere unite nella battaglia contro la violenza di genere: una scelta sbagliata cui, in assenza di una retromarcia immediata, farà seguito la denuncia delle due Associazioni”. Il Codacons già nei giorni scorsi era intervenuto contro la violenza sulle donne, in primis attraverso lo Sportello anti-stalking (nato proprio per offrire supporto alle vittime di violenza), poi rivolgendo “un appello a tutte le radio italiane e a Youtube affinché boicottino i brani di rapper e trapper che contengono frasi violente o aggressive verso le donne”, infine “ottenendo l’annullamento del concerto di Capodanno di Emis Killa a Ladispoli”.L’Associazione, sempre in questo senso, si è rivolta alla Siae “affinché rifiuti la registrazione di brani contenenti frasi violente contro le donne, in modo da impedire a rapper e trapper di guadagnare grazie ai diritti d’autore”.

L’Associazione ricorda infine che è attivo lo Sportello anti-stalking dell’associazione, con il numero verde 800199641 a disposizione delle donne che necessitano di assistenza e supporto giuridico. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente in A21, scontro tra camion pullman e auto: 10 persone in ospedale

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(Adnkronos) – Uno scontro tra più veicoli coinvolti (2 camion, 1 pullman, 1 auto) sulla A21 nel tratto Brescia Sud-Brescia Centro ha causato 10 feriti su 12 persone rimaste coinvolte.Di queste 2 sono state ospedalizzati in codice rosso e 8 ospedalizzati in codice Verde/Giallo.  Per trasportare i feriti negli ospedali sono intervenuti l’elisoccorso di Bergamo, quello di Verona, 3 mezzi di soccorso avanzato, e 5 ambulanze.

I pazienti ospedalizzati in codice rosso sono una donna di 45 anni, passeggera del pullman che ha riportato traumi alla testa, al bacino e all’arto inferiore, e un uomo, di età non nota.Per lui trauma al torace, bacino e arto inferiore. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage 7 ottobre 2023, ecco come Hamas ha ingannato Israele

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(Adnkronos) – Una strategia chiara basata sulla dissimulazione delle proprie reali intenzioni.Le migliaia di miliziani di Hamas che lo scorso 7 ottobre hanno fatto strage in Israele, uccidendo circa 1.200 persone, hanno seguito un piano ben preciso e basato sul far credere che dalla Striscia di Gaza non sarebbero più arrivati pericoli su larga scala per lo Stato ebraico. “Hamas ha cullato Israele in un falso senso di calma”, scrive il Washington Post, spiegando, a due mesi dal massacro, come sia stato possibile che i vertici degli apparati di intelligence e militari israeliani siano rimasti completamente spiazzati dall’azione del gruppo palestinese. Ufficiali dell’intelligence israeliana, citati dal quotidiano Usa di area conservatrice, hanno sostenuto in un briefing che Hamas abbia trascorso anni a pianificare il suo assalto a Israele, elaborando piani di battaglia basati su materiali open source e intelligence di alto livello.

Secondo il giornale, infatti, la sofisticatezza dell’attacco e l’evidenza di una pianificazione strategica a lungo termine hanno messo in evidenza da una parte la capacità dell’apparato di intelligence di Hamas e, dall’altra, l’autocompiacimento della tanto decantata sicurezza dello Stato israeliano. Anche il luogo dove si è tenuto il briefing a cui il Washington Post ha partecipato è significativo: il quartier generale di Amshat, un’unità dell’intelligence precedentemente incaricata di raccogliere documenti e altro materiale tecnico rilevante per la guerra, poi smantellata cinque anni fa e infine riattivata in tutta fretta dopo i fatti del 7 ottobre. “Israele, in sostanza, aveva deciso che la guerra era finita”, ha detto una persona che ha familiarità con l’unità, parlando a condizione di anonimato. 
Per anni Hamas aveva fatto credere a Israele di essere più interessata a una crescita economica della Striscia che a una ripresa del conflitto.Nel 2021, ad esempio, si era astenuta dal lanciare razzi contro Israele, rimanendo in disparte mentre la Jihad islamica palestinese scatenava un conflitto di breve durata con Tel Aviv.

Funzionari di Hamas avevano persino fornito a Israele informazioni sulla Jihad Islamica per rafforzare l’impressione che fossero interessati a collaborare. E invece, come è stato dimostrato, molti dei 3mila combattenti che hanno preso d’assalto Israele avevano con loro mappe dettagliate delle basi militari, piani di battaglia con istruzioni specifiche, alcuni dei quali prevedevano di colpire basi militari a nord fino a Rehovot e a est fino a Beersheva, così come due punti – nome in codice punti 103 e 106 – nelle acque del Mar Mediterraneo.Non è chiaro se l’obiettivo fossero gli impianti per la produzione di gas naturale offshore. Tuttavia nell’esercito israeliano ci sono stati analisti che da tempo avvertivano che Hamas stava lavorando a un’infiltrazione senza precedenti via terra, aria e mare.

Alcuni di loro avevano messo in guardia da mesi, in alcuni casi da più di un anno, che i militanti islamisti non stavano semplicemente effettuando esercitazioni oltre il confine di Gaza, come avevano affermato molti leader delle Idf, ma stavano preparando attivamente la loro più grande operazione militare mai vista. Un documento delle Idf – nome in codice ‘Muro di Gerico’, composto da più di 30 pagine – venne presentato nel maggio 2022 ad Aharon Haliva, il capo dell’intelligence delle Idf, e a Eliezer Toledano, il capo del comando meridionale delle forze israeliane, secondo quanto riferito dal Nyt.Il dossier non specificava una data per l’attacco, ma metteva in guardia da un possibile assalto di sabato o in occasione di una festività ebraica, quando meno soldati sarebbero stati a guardia del confine.

Ad aprile poi alcune unità dell’esercito aveva emesso un allarme interno sul rischio infiltrazione di Hamas con centinaia di militanti nei kibbutz vicino alla Striscia di Gaza.Ad agosto, settimane prima dell’attacco, nuove informazioni di intelligence indicavano un attacco imminente. Sempre negli ultimi mesi, poi, erano state organizzate grandi manifestazioni presso la barriera di Gaza per abituare i militari israeliani alla vista di folle al confine e, più in generale, “per cullare Israele nell’autocompiacimento”, ha detto Miri Eisin, ex dirigente dell’intelligence delle Idf.  Secondo Eisin, “c’erano piani presi molto sul serio: ma erano al nord, con Hezbollah”.

Gli avvertimenti erano stati tutti ignorati e le comunità sul lato israeliano del confine non sono mai state informate. “Pensare che ci fossero informazioni e che non ci sono state comunicate è più di una svista, è un tradimento – ha detto Rami Samuel, uno degli organizzatori del Nova Music Festival – Una svista non può costare la vita a 1.200 persone”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve-Napoli, il nuovo Mazzarri: “Non parlo di arbitri”

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(Adnkronos) – “Cosa rappresenta Juve-Napoli?Sapete cosa rappresenta, la squadra che ha vinto lo Scudetto contro una delle più forti italiane, è una gara di rilievo, importantissima e dobbiamo farla bene anche per capire certi progressi”.

Lo ha detto alla vigilia del match contro la Juventus, l’allenatore del Napoli Walter Mazzarri. Gli azzurri sono reduci dalla sconfitta casalinga contro l’Inter in un match caratterizzato da un paio di discutibili decisioni dell’arbitro Massa. “E’ un Mazzarri nuovo, sono stato fermo per ripulirmi del passato, non voglio più essere quello che parla di arbitri.Anche le prossime volte non parlerò degli arbitri, il Mazzarri vecchio è in pensione.

Preferisco fare come domenica e non venire perché immaginavo si sarebbe parlato di quello.Vorrei parlare solo della squadra”, dice. L’obiettivo di Mazzarri, che ha sostituito l’esonerato Rudi Garcia, è soprattutto ridare solidità difensiva. “Il calcio è cambiato da quando c’ero io qui, l’anno scorso al di là di giocare bene, la fase difensiva era stare corti e non far ripartire gli avversari.

Sto lavorando in questo aspetto.Qualcosina s’è già visto, il primo tempo con l’Inter la squadra ha fatto molto bene, la squadra non ha concesso una ripartenza tranne che sul gol.

Meritavamo noi per quanto creato ed a fine primo tempo dovevamo stare noi in vantaggio”. In attacco si punta su Osimhen che, dopo lo stop per infortunio, non può essere al top. “Osimhen come sta fisicamente?Per lui è normale un po’ di tempo per la sua stazza dopo un periodo fermo, non sarà al 100% ma credo mi darà più garanzie rispetto alle ultime partite”, dice. “Bisogna essere più compatti, fare meno errori sotto porta, non prendere ripartenze come prima del mio arrivo ed essere concreti sotto porta.

Ed un pizzico di fortuna, credetemi, a volte ti gira tutto male, un episodio ti fa svoltare.Quest’anno siamo in ritardo, è così, parla la classifica ma quel primo tempo con l’Inter contro la migliore…

non ha dimostrato di essere inferiore anzi il Napoli meritava di chiudere avanti il primo tempo”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corinaldo, lo sdegno del papà di Emma: “Eventi per l’8 dicembre, si vuole dimenticare la strage in discoteca”

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(Adnkronos) – “Convivono il dolore per aver perso una figlia di 14 anni”, che voleva solo passare una serata divertente insieme alle amiche, “e la rabbia per quello che non avrebbe mai dovuto succedere e per ciò che sta succedendo sul fronte giudiziario”.Fazio Fabini vivrà così un altro 8 dicembre, un altro anniversario dalla strage di Corinaldo (Ancona) nella quale, la notte di 5 anni fa, la sua Emma è morta nella calca che si scatenò alla ‘Lanterna Azzurra’, stracolma di giovani in attesa del rapper Sfera Ebbasta.

Con lei hanno perso la vita anche Asia Nasoni, 14enne promessa della ginnastica, Benedetta Vitali, 15 anni di Fano, Mattia Orlandi, 15 anni, Daniele Pongetti, 16enne di Senigallia, ed Eleonora Girolimini, la mamma 39enne di quattro figli che quella notte accompagnava una delle figlie al concerto insieme al marito.Sono passati cinque anni da quella notte, ma Corinaldo, secondo Fabini, vuole solo dimenticare: “Con una serie di eventi si fa festa per il ponte lungo dell’Immacolata – accusa in un’intervista all’Adnkronos – Si cerca di nascondere sotto il tappeto, come si fa con la polvere, la tragedia dell’8 dicembre”. Emma frequentava il liceo classico, studiava il greco e il latino, amava lo studio, la musica e la danza.

E proprio per ballare e divertirsi quella sera era andata per la prima volta alla discoteca di Corinaldo insieme alle sue amiche.Lei è la più giovane delle sei vittime che da quella notte, diventata un incubo, non hanno fatto ritorno a casa.

Due i processi aperti nella aule giudiziarie.Il primo ha visto sul banco degli imputati la banda dello spray, accusata di aver scatenato il panico e la fuga di massa dal locale: a dicembre dello scorso anno è arrivata in Cassazione la conferma delle condanne, tra i 12 anni e mezzo e i 10 anni e 9 mesi, per sei giovani della Bassa Modenese con le accuse di omicidio preterintenzionale, associazione per delinquere finalizzata a furti e rapine, lesioni personali anche gravi.

Il secondo processo, invece, è ancora in corso in primo grado e riguarda l’inchiesta sulla sicurezza della discoteca.  “I componenti della banda del peperoncino hanno sostenuto tre gradi di giudizio, sono stati condannati in modo definitivo e con una pena che può anche essere valutata in modo giusto, considerato il rito abbreviato.Quel filone si può considerare chiuso in modo corretto”, sottolinea Fabini che a stento invece trattiene la “rabbia” per l’altro procedimento: “Nel filone cosiddetto dei ‘colletti bianchi’, a 5 anni dalla strage, mancano ancora almeno due-tre mesi dalla sentenza di primo grado.

E siamo a due anni e mezzo dalla prescrizione in cui tutto si chiuderà”.  Fabini vorrebbe una giustizia più veloce: “Per me 5 anni per il processo di primo grado sono al di fuori di ogni ragionevolezza”. “Io non ho sentimenti di vendetta però mi piacerebbe che gli imputati avessero qualche forma pentimento e presa coscienza delle responsabilità – continua – E vorrei che venissero condannati da un tribunale che rappresenta lo Stato per fargli capire che il comportamento è stato scorretto”. Perché se è vero che la verità giudiziaria la scriveranno i giudici, “l’unica verità che conosco io è che ho accompagnato mia figlia in una discoteca e non è più tornata – osserva Fabini – Ed era una discoteca aperta al pubblico, per la quale erano state rilasciate autorizzazioni, non mi aveva chiesto di andare a fare parapendio ma di andare a una serata per divertirsi con le sue amiche”.E poi il papà di Emma si toglie un sassolino dalla scarpa: “Sulla sbarra degli imputati manca un componente importante che è lo Stato.

Tutte le persone che hanno certificato la sicurezza di quel posto sono, in qualche modo, dipendenti dello Stato e io vorrei che uno Stato serio si accertasse di come lavorano i propri dipendenti.Sarà il giudice a decidere, ma quel locale aveva criticità enormi dal punto di vista della sicurezza”.  Fabini è un fiume in piena, gli servirebbero ore per raccontare questi cinque anni, quello che ha visto e provato nelle aule dei tribunali.

Vuole tenere viva la memoria di Emma, una 14enne “che si stava affacciando alla vita e che si definiva nei suoi testi, ‘timida, euforica e colorata’”.Aveva tante passioni Emma, una fantasia e una capacità di scrittura fuori dal comune: per questo la sua famiglia ha ricavato dai suoi scritti il libro ‘I ricordi non salvano le lacrime’.  “Da quell’8 dicembre l’unica cosa che possiamo fare è ricordarla.

Abbiamo provato a immaginarla come scrittrice perché probabilmente quella dote l’avrebbe sviluppata.Vivremo questo 8 dicembre con il pensiero, come sempre e in questa giornata ancora di più, rivolto a lei, al ricordo suo e delle altre vittime”, sottolinea il papà della 14enne.  Proprio per questo Fazio Fabini incontra i giovani, anche nelle scuole: “Emma potrebbe diventare un esempio positivo: una ragazza che amava lo studio e amava avere amici che la circondavano di affetto.

Vorrei far crescere nei ragazzi una maggiore consapevolezza” farli riflettere su “cosa significa divertirsi facendosi rispettare e senza farsi trattare da bancomat”.  Mentre gli anni passano e il clamore di quella notte si è spento, non è facile tenere accesi i riflettori: “Leggevo che, per questo ponte lungo dell’Immacolata, a Corinaldo si organizzano una serie di eventi”.Invece “si cerca di nascondere sotto il tappeto, come si fa con la polvere, la tragedia dell’8 dicembre – osserva Fazio Fabini – Cerco disperatamente di mantenere in vita l’unica cosa che resta di Emma, il suo ricordo, ma bisogna lottare contro l’altra parte, uno Stato ed enti pubblici che cercano di far dimenticare il più velocemente possibile questa tragedia”. “L’importante – conclude – è fare impresa e guadagnare perché quella discoteca, accatastata ancora come magazzino agricolo, era per Corinaldo un’operazione di prestigio”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, Spalletti cittadino onorario. E lo scudetto diventa una serie tv

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(Adnkronos) –
Luciano Spalletti diventa cittadino onorario di Napoli dopo lo scudetto vinto lo scorso anno.Aurelio De Laurentiis, presidente del club campione d’Italia, annuncia l’arrivo imminente di una serie per celebrare il trionfo. “Non ho ancora preso casa a Napoli, però è una cosa che può succedere e da questo momento sono un official scugnizzo”, dice Spalletti, protagonista oggi della cerimonia al Maschio Angioino. “La cittadinanza è una cosa veramente mi riempie di soddisfazione, di gioia, di felicità, perché poi oltre quello che sono i risultati va ad essere determinato quello che è il legame tra me e i napoletani che è una cosa magnifica”, aggiunge il ct della Nazionale. “Devo ringraziare i calciatori, poi lo farò ufficialmente, per quello che mi hanno messo a disposizione, perché se io sono qui e vengo premiato con questa cittadinanza, il merito è soprattutto loro, per quello che mi hanno messo a disposizione e per la fatica che hanno fatto.

Io poi lo dirò un’altra volta, ho lavorato con una squadra fortissima e con degli uomini veri l’anno precedente, per cui sono convinto che questa squadra abbia altrettanto potenzialità per andare avanti”, afferma.  “La cittadinanza la ebbe Maradona?Non facciamo paragoni di questo livello, questi non li reggo.

Io ho avuto calciatori che hanno fatto vedere di poter lavorare tutti insieme con la città di Napoli compresa, essere al livello del numero uno, al livello mondiale.Napoli è un altro luogo dove sono a casa mia.

Non lo so se riuscirò ad essere forte come i napoletani, però poi io mi impegnerò al massimo per quello che è qualsiasi presa di posizione per questa città”, aggiunge Spalletti. “Luciano Spalletti è stato bravissimo.Stiamo lavorando da 7 mesi per regalare alla città di Napoli una serie di quattro ore sullo scorso campionato, ci stanno lavorando i più bravi tra l’Inghilterra, l’Italia, la Francia, gli Stati Uniti, quindi speriamo sia pronto verso il mese di febbraio perché sono delle lavorazioni molto complesse, non sono delle cose facili, anche lui per fare un’intervista di cinque minuti ha avuto bisogno di tempo e materiali”, le parole di De Laurentiis.  “Spalletti è un esemplare motivatore.

Dopo la partita quando veniva intervistato metteva un po’ alla berlina sapientemente i vari interlocutori, che sono sempre lì a fare le stesse domande, come se le partite fossero tutte le stesse, come se gli interrogati fossero tutti della stessa personalità.Lui è stato esemplare nel creare educatamente quel disagio spettacolare”, dice il patron. “I complimenti a Luciano sono strameritati, quindi gli auguro adesso con la Nazionale di avere un limpido cammino e di portarla un’altra volta sugli allori che già per quattro volte abbiamo avuto, siamo tra le poche nazionali che hanno vinto i mondiali per quattro volte.

L’unica cosa è che ti sei fregato con le tue stesse mani, perché accettando questa cittadinanza ed essendosi legato alla città di Napoli e al Napoli, ogni volta che avremo bisogno di una consulenza, di cosa fare e come fare, non potrà sottrarsi, quindi diventerà un permanent consultant e aiuto indelebile e assoluto per tutti quanti noi”, conclude il presidente del Napoli.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo Giovani, gli Omini tra i 12 finalisti: “Faremo ballare la gente sotto il palco”

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(Adnkronos) – Tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani ci sono anche loro: gli Omini, con ‘Mare forza 9oi’.Una band giovanissima, tre ragazzi cresciuti nella provincia di Torino che nel 2015 hanno iniziato a suonare come The Minis aprendo i concerti di artisti come Caparezza, Subsonica, Africa Unite e Baustelle, e poi hanno cambiato il loro sound avvicinandosi a sonorità rock britannico-controcultura anni ’60. “Questo brano nasce con la collaborazione con tre autori -spiegano all’Adnkronos, presentandosi in vista della finale del 19 dicembre in diretta su Rai1 dal Teatro Ariston di Sanremo- e parla di una storia d’amore che potrebbe essere finita oppure no, lasciamo un po’ di suspense.

Un pezzo allegro come sonorità, non come testo.Cattivo nel ritornello, con tante chitarre, un pezzo per far ballare”. “Se ci aspettiamo la vittoria?

Noi non ci aspettiamo mai niente per non restare delusi, ma siamo felicissimi di essere qua -dicono, parlando dell’ipotesi di conquistare uno dei tre ambiti posti per il festival di febbraio- Il palco dell’Ariston sicuramente ci emoziona, ma non siamo tanto spaventati quanto gasati, vogliamo godercela.Se vinciamo, andiamo a festeggiare”.

Come? “Con gin tonic e patatine”, scherzano. Perché l’obiettivo è “dare l’idea che siamo una band che spacca quando suona dal vivo, e vogliamo far ballare la gente sotto il palco.Il live è il nostro pianeta”.

Potremmo vedere fioriere distrutte? “A ‘sto giro no”, assicurano ridendo gli Omini.Il clima dietro le quinte “è bello, alcuni artisti li conosciamo già, altri stiamo imparando a conoscerli.

Nell’aria c’è gioia”.La vostra arte in tre parole? “Muro Del Suono”, dicono in coro. (di Ilaria Floris) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Clara Soccini, dalla Crazy J di ‘Mare Fuori’ a Sanremo Giovani: “Vivo un sogno”

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(Adnkronos) – “‘Boulevard’ è una canzone che ho dedicato a mia mamma, che è da sempre e per sempre un punto di riferimento per me.Descrive il fatto che abbiamo molto bisogno l’uno dell’altro, nessuno è un animale solitario, e nessuno si salva da solo”.

A parlare con l’Adnkronos è Clara Soccini, una delle attrici protagoniste più amate della fiction Rai evento ‘Mare Fuori’ ed ora tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani, dove è arrivata con il brano ‘Boulevard’. “Mia madre è una donna che stimo molto, ha tirato su me e mio fratello nel nostro paesino, Travedona Monate (provincia di Varese, ndr) – spiega Clara, colbacco in testa ed una maglia con scritto ‘Basic’ che contrasta con la sua prorompente fisicità – è una donna molto forte e determinata anche se naturalmente ha le sue fragilità”.  “In ‘Boulevard’ rappresento il sogno di viaggiare con lei e di portarla ovunque”, dice Clara che, anche nel personaggio di Giulia in ‘Mare Fuori’, meglio nota come Crazy-J, porta alla luce il suo talento innato per il canto. “Il pezzo che porto a Sanremo è una ballad – racconta – molto nostalgica e molto personale”.La paura del palco dell’Ariston “non c’è, perché devo dire che c’è un bellissimo clima, ho conosciuto i miei colleghi e abbiamo tutti una grande energia, siamo tutti un po’ pazzi e abbiamo voglia di andare, andare, andare”, sorride.  Per l’artista veneta “la musica è sempre stata terapeutica, quindi spero che con la mia musica io possa aiutare le persone, farle sentire meno sole, più comprese, senza paura di affrontare i propri pensieri e la propria vita”.

Clara non ama propagandarsi troppo, ma ci tiene a sottolineare una cosa: “Sarei molto felice se le persone si identificassero in quello che ho scritto”.E su Sanremo, dice: “E’ vero che ormai la musica passa anche da altri canali, ma Sanremo si è rinnovato tantissimo, e si è modernizzato.

C’è più ‘freshness’ – ride – Questo per me è un sogno”. (di Ilaria Floris) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Cuore in scatola’ ridona la vita: a Roma prima volta al Centro-Sud – Video

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(Adnkronos) – Un ‘cuore in scatola’ che viaggia da Lecce a Roma per ridare la vita a un malato. “Per la prima volta nel Lazio e nel Centro-Sud” Italia, all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma “è stato eseguito con successo un trapianto di cuore utilizzando un sistema di trasporto associato a perfusione noto come Ocs”, Organ care system, che permette di conservare l’organo espiantato in una scatola sterile e di farlo battere grazie alla stimolazione elettrica, così da consentirgli di percorrere tragitti lunghi anche più di 6 ore.Oggi l’annuncio dell’intervento, eseguito il mese scorso.

Il paziente ha superato l’operazione, la fase di stabilizzazione successiva e la prima tranche di controlli, informa una nota. Autori del trapianto i medici dell’équipe di Cardiochirurgia del San Camillo guidata da Federico Ranocchi, supportati dai tecnici perfusionisti del gruppo di Carlo Contento e dal cardioanestesista Emilio D’Avino.Il tutto sotto il coordinamento del Centro trapianti regionale diretto da Mariano Feccia, con sede proprio al San Camillo.

L’ospedale festeggia “un importante risultato” messo a segno dai professionisti della Cardiochirurgia formati grazie alla scuola di Francesco Musumeci, “tra i più noti e pionieristici cardiochirurghi italiani, che a fine estate ha lasciato il San Camillo per sopraggiunto pensionamento e ha affidato ‘in buone mani’ il programma trapianti di cuore da lui avviato e consolidato negli anni”. “Il San Camillo ha una importante tradizione nell’ambito della Cardiochirurgia – dichiara il direttore generale dell’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini, Narciso Mostarda – e anche in questo la professionalità e la competenza dei nostri medici e di tutto il personale sanitario ha permesso di raggiungere un risultato straordinario, sperimentando una tecnica articolata e difficile.Dall’inizio del 2023 – sottolinea il Dg – l’équipe di Cardiochirurgia San Camillo ha eseguito 12 trapianti di cuore, confermando un trend in costante crescita”. L’obiettivo della tecnica Ocs – spiega la nota – è aumentare del 20-30% circa il numero di trapianti all’anno, avendo a disposizione una platea più ampia di possibili donatori.

La metodica, nata negli Stati Uniti, permette all’organo destinato al trapianto di poter sopportare, senza deperimento, tempi di trasporto più lunghi.Il sistema Ocs è composto da una piccola scatola sterile a temperatura controllata, al cui interno viene posizionato il cuore espiantato e successivamente collegato a un sistema di perfusione e ossigenazione e ad alcuni elettrodi: il ‘cuore in scatola’ può così tornare a battere.

Il cuore battente all’interno dell’Ocs può inoltre essere valutato dal punto di vista strumentale e biochimico, attraverso esami come ecocardiogramma e coronarografia.  Grazie a questa tecnica non solo si rende possibile il prelievo di organi in luoghi lontani e poco collegati dalla rete di trasporto, ma la riperfusione permette una vera e propria rigenerazione dell’organo e una valutazione della sua efficienza, compresa la sua contrattività meccanica, prima del trapianto, ampliando quindi anche la quantità di organi idonei all’impianto.Infine il sistema Ocs, in linea con le nuove direttive del Centro nazionale trapianti, permette di tracciare l’organo in ogni momento del suo lungo viaggio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid e influenza, picco di contagi a Natale. I medici: “Evitare baci e abbracci”

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(Adnkronos) – Le feste di Natale sono anche un momento di incontro e di socialità, quest’anno però, “vista l’aumentata circolazione del Covid e dell’influenza serve tornare alla prudenza.Per evitare i contagi, meglio evitare gli auguri con baci e abbracci, abitudine diffusa tra gli italiani soprattutto al Sud.

Mantenere un po’ di distanza fisica, in questi casi, non è segnale di un minore affetto ma un gesto di attenzione verso sé stessi e agli altri”.Il consiglio arriva da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo) che, in base ai dati in crescita dei contagi da Sars- Cov-2 e dell’influenza, invita a “tornare ad atteggiamenti prudenti perché durante le feste di Natale avremo un picco di contagi, sia per le malattie influenzali sia per il coronavirus”.  “Dobbiamo sottolineare ovviamente – continua Anelli – che il Covid oggi non è quello che abbiamo conosciuto nel 2020-/21, fa meno paura.

Ma resta ancora una malattia temibile.I dati sulla mortalità, purtroppo sono in ascesa, ogni settimana muoiono 200 persone con una tendenza all’aumento.

Non abbiamo più un sistema di sorveglianza puntuale sulla circolazione virale ma i dati dei ricoveri, delle rianimazioni e dei decessi evidenziano con chiarezza il forte aumento.Per questo, con l’avvicinarsi delle feste, con la maggiore frequenza di incontri in luoghi chiusi, serve avere molta prudenza.

Ricordiamo le cose che abbiamo imparato in pandemia: la trasmissione di questi virus passa attraverso le goccioline di saliva.Per questo non va bene baciarsi per scambiarsi gli auguri.

E, in generale, applichiamo le misure igieniche che conosciamo”.  Per esempio, “nei locali molto affollati, l’uso della mascherina non è una cattiva idea”, conclude il presidente della Fnomceo, ricordando che soprattutto “occorre vaccinarsi contro il Covid e contro l’influenza.Il vaccino è l’unica vera arma che abbiamo e dobbiamo usarla”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giorgia Meloni: “Via della Seta non ha dato risultati sperati”. Ma la Cina non ci sta

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(Adnkronos) – “Io penso che lo strumento della Via della Seta non abbia dato i risultati che erano attesi, penso anche però che si debbano mantenere e migliorare rapporti di cooperazione commerciale ed economica con la Cina”.Così la premier Giorgia Meloni, a margine della firma dell’accordo per lo sviluppo e la coesione tra il Governo e la Regione Lombardia, presentato al polo fieristico di Milano.

A chi poi le chiede che cosa pensi di Giuseppe Conte, che ha definito il ritiro dell’Italia dall’accordo un fallimento clamoroso, risponde: “Conte ci dovrebbe spiegare la ragione per la quale noi siamo l’unica nazione che ha aderito alla Via della Seta ma non siamo la nazione che ha gli interscambi maggiori con la Cina, anche tre economie europee’.  
A rispondere alle dichiarazioni di Meloni, anche la Cina.Il progetto cinese – ha sottolineato oggi a Pechino Wang Wenbin, portavoce del ministero degli Esteri – coinvolge investimenti infrastrutturali su larga scala in progetti di infrastrutture in mare e sulla terraferma: rappresentanti di 151 paesi e 41 organizzazioni – ivi compresa l’Italia – si erano recati in Cina ad ottobre per il Silk Road Forum.

L’iniziativa, ha aggiunto, è stata ampiamente supportata dalla comunità internazionale e ha dimostrato l’influenza globale esercitata dalla Cina. “La Cina respinge fermamente il tentativo di screditare ed indebolire la Nuova Via della Seta”, ha concluso.  Parlando poi del Pnrr, Meloni ha ricordato che “abbiamo lavorato duramente, penso che rispetto alle valutazioni che venivano fatte da molti sui rischi di perdere risorse, sui rischi del folle intento di rinegoziare…ecco, mi pare che i risultati raccontino una realtà diversa, di una politica che se presenta seriamente” i suoi obiettivi “trova qualcuno in grado di ascoltare”.

I “dodici mld dei fondi che abbiamo liberato” con la revisione del Pnrr “vanno a sostenere le imprese di questa nazione.Presidente Bonomi, quando noi abbiamo approvato al manovra qualcuno giustamente ha detto che c’era attenzione al lavoro e ai redditi ma non la necessaria attenzione alle imprese, e non c’era perché noi stavamo facendo un lavoro col Pnrr che avrebbe generato queste risorse”, ha affermato la presidente del Consiglio che più volte, nel corso del suo intervento, ha ringraziato il ministro Raffaele Fitto -l”onnipotente”, per il lavoro portato avanti. Quanto ala sanità è “un tema a cui ci stiamo dedicando molto; quest’anno sul Fondo sanitario siamo arrivati a una cifra mai raggiunta prima, ma le risorse non bastano mai”. “Noi ci siamo concentrati proprio sul tema del personale sanitario, quindi del rinnovo dei contratti dei medici e del comparto sanitario e sull’abbattimento delle liste d’attesa – ha spiegato – anche immaginando una detassazione dei premi di risultato”.

Su questi temi, ha assicurato, “da parte del Governo c’è la massima attenzione”.Anche perché “è sicuramente una delle priorità più stringenti per i cittadini”. Infine una riflessione sul centrodestra che dovrebbe stare in Europa “con il perimetro che già conosciamo in Italia, un perimetro di centrodestra”. “Certo -osserva la premier- mi fa un po’ sorridere che si veda come un problema il fatto che i partiti di centrodestra siano in famiglie politiche diverse in Europa. È sempre stato così, non è che quando c’era la maggioranza giallorossa al governo stessero nella stessa famiglia europea”.  Anche perché “la dinamica delle elezioni europee è molto più complessa: si può far parte di famiglie politiche europee differenti e governare molto bene in Italia e, dico di più, provare a governare insieme con un’Europa diversa dopo le prossime elezioni europee.

Il nostro obiettivo deve essere far crescere il ruolo dell’Italia in Europa e ragionare di costruire al Parlamento europeo una maggioranza che possa avere una visione compatibile rispetto a quanto abbiamo visto in passato”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Basilica di San Marco, l’attacco di Ultima Generazione – Video

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(Adnkronos) –
Attivisti di Ultima Generazione contro la Basilica di San Marco a Venezia.Gli attivisti hanno compiuto un’azione stamattina spruzzando Nesquik sulla facciata laterale destra della Basilica di San Marco, e versando fango sulle colonne.

Hanno poi srotolato lo striscione con scritto Fondo Riparazione, per chiedere lo stanziamento di 20 miliardi per interventi a favore dei territori e delle popolazioni. “Venezia a breve sarà sott’acqua, non ci sarà più niente di tutto questo.Saremo ricoperti dal fango, moriremo”, hanno scandito i giovani durante il blitz. “Questa è una protesta non violenta: questa chiesa è già stata condannata dai governi che non stanno agendo contro la crisi climatica”, hanno detto, domandando “di quanti secchi avremo bisogno quando arriverà il mare?” agli addetti che immediatamente hanno iniziato le operazioni di pulizia. “Venezia sarà sommersa, è una certezza scientifica.

Il fango è stato rimosso da persone che tengono a questa chiesa.Ma non basteranno 3 secchi per rimuovere l’acqua del mare: se vogliamo fare qualcosa, dobbiamo farlo ora.

Se teniamo a San Marco, dobbiamo agire ora”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italiana scomparsa a Malaga, la sorella in partenza per la Spagna

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(Adnkronos) – Sono passati dodici giorni da quando Roberta Cortesi, 36 anni, bergamasca da due residente a Malaga, parla al telefono con sua madre per l’ultima volta.Sono le 12.15, la conversazione è tranquilla, le dice che sta per entrare al lavoro e che l’avrebbe richiamata a fine turno.

Da lì se ne perdono le tracce e nessuno l’ha più vista.L’avvocato Luca Gambirasio, legale della famiglia, all’Adnkronos annuncia la partenza oggi per la Spagna della sorella di Roberta. “L’allontanamento volontario, così come il gesto suicida li escludiamo – spiega -.

La famiglia vuole vederci chiaro, da qui la decisione di salire su un volo per Malaga.L’affittacamere dove Roberta viveva, dice di essere stata chiamata da lei da un altro telefono, ma non sa dire con certezza se fosse effettivamente lei”. 
Il mistero è lontano dal risolversi e ad oggi non si sa nulla, nemmeno se in qualche modo si stia indagando con i tabulati telefonici o se siano state visionate le immagini delle telecamere di videosorveglianza in strada. “Ma c’è di più – interviene l’avvocato – la proprietaria di casa, che viveva nello stesso appartamento di Roberta alla quale aveva affittato una camera, dice di averla sentita entrare in casa e uscire dopo due minuti dicendo ‘ho perso il telefono, ciao’.

In stanza, dice sempre lei, non ci sono più i suoi effetti personali, niente.Ma come può aver portato via tutto in così poco tempo?

E perché?”. “Roberta era assolutamente tranquilla, spensierata – continua il legale della famiglia -.A settembre era tornata a Osio Sotto per una decina di giorni.

Attualmente non era fidanzata, ha frequentato un ragazzo per un certo periodo di tempo, lo abbiamo contattato ma sostiene di non averla vista nelle due settimane prima della sua effettiva scomparsa.Gli amici coi quali siamo riusciti a parlare, non riferiscono circostanze strane o preoccupazioni da Roberta.

Secondo me non è scomparsa volontariamente, c’è dell’altro.Anche nei momenti di difficoltà non ha mai mentito alla madre, anche da ragazza.

Se avesse avuto un problema di qualunque tipo, sua madre lo avrebbe saputo.Ci metto la mano sul fuoco”.  (di Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scarnecchia, l’infarto e l’appello per ritrovare chi ha lanciato Sos: “Si faccia avanti”

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(Adnkronos) – “Un appello pubblico per ritrovare il primo medico che l’ha salvato”.Perché Roberto Scarnecchia, vecchia gloria del calcio, seconda vita da chef, protagonista del “miracolo di Natale” a Milano, lo ringrazierebbe. “Anche perché, dice, ‘oggi non ci si avvicina più a una persona che non sta bene'”.

A tirare le somme della vicenda dell’ex calciatore, colpito da infarto miocardico domenica 3 dicembre, mentre si trovava in piazza Duomo, è Pierangelo Garzia, responsabile ufficio stampa dell’Istituto Auxologico Italiano, a cui fa capo l’ospedale San Luca dove il 65enne è stato operato d’urgenza al cuore da un cardiologo interventista di 32 anni, Giuseppe Verolino, che con una procedura durata 30 minuti gli ha liberato l’arteria occlusa che aveva provocato il malore.  “Piazza Duomo a Milano è già addobbata per le prossime feste natalizie. È domenica.C’è l’alberone.

Ci sono le bancarelle con tanti prodotti artigianali da ogni dove.Ci sono tanti turisti.

C’è quella tipica atmosfera romantica che si respira in questi giorni nella città meneghina.Del resto manca una manciata di giorni anche a Sant’Ambroeus, come chiamano la loro amata festa patronale i milanesi.

Ma un uomo si sente male.Si accascia proprio sul sagrato del Duomo – ripercorre Garzia in un post su Facebook – Sente che la sua ora è arrivata.

La gente passa.Allegra.

Sorridente.Non si accorge, non fa caso a quanto sta capitando a quell’uomo accasciato davanti al Duomo”.

E “l’uomo sofferente pensa: finirò nelle foto della gente, di ogni parte del mondo, che fotografa il Duomo.L’uomo è stato un calciatore famoso, un allenatore e ora uno chef stellato.

Un omone di un metro e ottantasei”.  “Nella sua mente – si immagina nel post – scorrono le immagini della sua vita.Ma il film che scorre rapido nella sua mente prende un’altra piega.

Entrano in scena altri due protagonisti.Una coppia di fidanzati.

Forse due angeli dei nostri tempi.Lui è un medico.

Fa alcune domande veloci all’omone accasciato e rapidamente decide che è il caso di chiamare un’ambulanza.L’omone viene trasportato all’ospedale Auxologico San Luca”.

E qui arriva l’altro “angelo”, “che gli riparerà il cuore danneggiato da un infarto”. “Giuseppe Verolino, ‘Peppe’ per gli amici.Mentre i due angeli provvidenzialmente atterrati sul sagrato del Duomo, di cui lui medico, rimangono sconosciuti.

E Roberto Scarnecchia – è la chiosa del post – lancia un appello pubblico per ritrovare il primo medico che l’ha salvato.Vuole ringraziarlo”.

Per il lieto fine di quella che sembra una favola di Natale. —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Venezia, blitz degli attivisti del clima contro la Basilica di San Marco

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(Adnkronos) – Attivisti per il clima hanno imbrattato con del liquido misto a fango l’esterno della Basilica di San Marco, a Venezia.L’azione, avvenuta intorno alle 11.30, è stata compiuta da sei cittadini aderenti alla campagna ‘Fondo Riparazione’, promossa da Ultima Generazione, che hanno spruzzato Nesquik sulla facciata laterale destra della Basilica e versato fango sulle colonne.  Gli attivisti hanno poi srotolato lo striscione con scritto “Fondo Riparazione” e un cartello con le foto dei dodici attivisti che sono rimasti in carcere per tre giorni, dopo un blocco stradale a Fiumicino, prima di ricevere oggi la misura cautelare di obbligo di dimora.

Alle 11.40, informa l’associazione, sono arrivate le forze dell’ordine, che hanno poi portato via i manifestanti alle 12.15. “Sempre più persone stanno iniziando a compiere azioni di disobbedienza civile non violenta.Non saranno o provvedimenti repressivi del governo a fermare una lotta giusta”, scrive sui social Ultima Generazione, condividendo il video dell’azione dimostrativa. “Esprimo la più ferma condanna per l’azione intrapresa contro uno dei simboli della cultura, dell’architettura, della fede nel mondo.

Quando la protesta, anche la più condivisibile, come la preoccupazione per i cambiamenti climatici, trascende in azioni come queste, che deturpano e danneggiano, anche solo temporaneamente, un’opera d’arte dal valore immenso per la comunità veneziana e non solo, non può che essere fermamente biasimata”, ha scritto il presidente del Veneto Luca Zaia. “Rispetto al massimo le proteste democratiche di tutti, soprattutto se riguardano temi così significativi come quelli ambientali – ha aggiunto il Governatore – Abbiamo appena concluso la Cop28 e mi sembra che grandi segnali non siano emersi, ma questo non giustifica azioni con cui si imbrattano edifici come la Basilica di San Marco.L’imbrattamento comporta, tra l’altro, una serie di conseguenze per il ripristino dei monumenti che contribuiscono ad aumentare le emissioni di Co2: per gli operai che dovranno spostarsi per ripulire, per l’energia elettrica impiegata, per i macchinari che verranno azionati. È davvero un controsenso: le proteste vanno fatte in maniera rispettosa, non solo della proprietà altrui ma anche del clima”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)