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Frosinone-Torino 0-0, tante occasioni e nessun gol

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(Adnkronos) –
Frosinone e Torino pareggiano 0-0 nel match in calendario oggi per la 15esima giornata della Serie A 2023-2024.Le due squadre rimangono a metà classifica: il Torino sale a 20 punti e rimane davanti ai ciociari, che arrivano a quota 19.  Il Toro parte con aggressività e crea subito di situazioni nell’area dei padroni di casa.

I granata protestano per un paio di episodi che l’arbitro Massimi non considera sanzionabili.Il direttore di gara ammonisce Oyono che, al 12′, rischia di beccare il secondo giallo: il Torino protesta, l’arbitro non estrae il secondo cartellino.

La giornata laboriosa per Massimi prosegue.Buongiorno stende Kaio Jorge nell’area del Torino, sarebbe rigore ma il Var riavvolge il nastro fino ad un contatto giudicato falloso tra Ricci e Gelli: punizione per i piemontesi, niente penalty. Il ritmo rimane altissimo e i laziali sfiorano il gol con un indemoniato Kaio Jorge.

L’attaccante trova il tempo per il colpo di testa al 23′, Milinkovic Savic salva.Al 30′, la punta intercetta un folle retropassaggio di Tameze e non riesce a concludere dopo aver evitato Milinkovic Savic.

Il portiere granata viene graziato al 43′ quando Monterisi, da 2 passi, avrebbe la chance di depositare in rete con un comodo colpo di testa: palla mancata, il Toro respira.Gli ospiti rialzano la testa prima dell’intervallo e sfiorano il vantaggio: botta di Ilic, palo. Il match rimane vivace anche in avvio di ripresa.

Sanabria al 48′ non trova il tempo per battere a rete da ottima posizione, dall’altra parte ancora Milinkivic Savic protagonista sull’ennesimo tentativo di Kaio Jorge.Il Frosinone prova ad aumentare la pressione ma non sfonda, nonostante Soulé salga in cattedra distribuendo palloni su palloni.

Il Torino soffre ma riesce a mettere la testa fuori dal guscio al 73′.Zapata si mette in mostra per la prima volta, Turati è attento e para.

Il Frosinone finisce la benzina e l’ultima porzione di match è a tinte granata.Al 90′, gli ospiti trovano anche il gol su azione da calcio piazzato.

Buongiorno risolve la mischia, ma il fuorigioco cancella tutto: finisce 0-0. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, fuga di gas in palazzo: evacuati 70 condomini

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(Adnkronos) – Uno stabile di cinque piani a Milano, in via Falconi 8, è stato evacuato dai Vigili del fuoco a causa di una fuga di gas che ha interessato in maniera particolare gli scantinati del palazzo.Settanta le persone che hanno dovuto lasciare i propri appartamenti per permettere alle squadre di soccorso di mettere in sicurezza l’area.

Non si registrano feriti o intossicati.La prima chiamata di soccorso è giunta al centralino di via Messina intorno alle 10.

Attivato il sistema di protezione civile per i condomini evacuati.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crotone – Juve Stabia (1-1): Il podio e il contropodio gialloblè

Per la nostra rubrica il Podio e il Contropodio vi parliamo del pareggio della Juve Stabia con il Crotone, con le Vespe che chiudono la gara sull’1-1.

L’analisi espressa nel nostro podio e contropodio su Crotone – Juve Stabia evidenzia le ottime prestazioni di Candellone, Buglio e Bachini.

La Juve Stabia conquista un punto pesante a Crotone, dove la squadra di Zauli annulla subito il vantaggio di Candellone, tentando poi invano di trovare il sorpasso sugli stabiesi, arcigni nel portare a casa un pareggio che dà continuità alla striscia positiva.

PODIO di Juve Stabia – Benevento (1-0)

Medaglia d’oro:

A Leonardo Candellone, bravo a fare da riferimento offensivo anche senza la solita assistenza. Privato del “socio” Piscopo, il 27 gialloblu non lesina energie, garantendo profondità e sostanza all’attacco della Juve Stabia. Implacabile dagli undici metri, nel secondo tempo guadagna falli importanti per spezzare il ritmo del Crotone e dare fiato alla Juve Stabia.

Medaglia d’argento:

Davide Buglio, che mostra i muscoli in una gara “sporca”. Notevole l’apporto del centrocampista ex Siena, tra i tre della mediana quello che si adatta al meglio al tipo di gara che si innesca a Crotone. Buglio corre tanto e bene, salvando anche Thiam quando, in chiusura di primo tempo, il sorpasso dei calabresi sembra cosa fatta.

Medaglia di bronzo:

A Matteo Bachini, che mette la sua esperienza al servizio della squadra. Il 21 si dedica alla marcatura su Gomez depotenziando l’ex proprio delle Vespe, senza poi dimenticare di guidare la difesa con la consueta attenzione. Prova di carattere in un match tutt’altro che facile.

CONTROPODIO

Ogni settimana abbiamo difficoltà a mettere qualcuno sul contropodio. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, certamente, anche e soprattutto per meriti del Crotone, non è stata la gara più brillante della Juve Stabia, brava comunque a non perdere anche in giornate non facili, vedasi assenze per infortuni e squalifiche. Prestazione comunque di quantità, privilegiata rispetto alla qualità. Peccato per l’espulsione non inevitabile di Meli, il mancato supporto costante a Candellone e qualche brivido di troppo soprattutto sulle corsie esterne nel finale di gara.

Chiedere però di più a questi ragazzi sarebbe troppo perchè il campionato finora è stato esaltante e si spera che continui così.

Mes, il leghista Molinari: “Il 14 dicembre non lo discuteremo”

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(Adnkronos) – Nuovo rinvio all’orizzonte per il Mes, che non sarà discusso il 14 dicembre alla Camera.A dirlo è il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari che, ospite del Caffè della Domenica di Maria Latella a Radio 24, ricorda come la posizione del Carroccio sia “nota, pensiamo sia uno strumento superato ma aspetteremo di capire le indicazioni della Meloni in merito”.  Malgrado l’Italia sia l’unico Paese in area euro a non averlo ancora ratificato e nonostante i Paesi Ue spingano perché ciò avvenga, Molinari è sicuro: “Il patto di stabilità – dice – è lontano da essere concluso, e anzi vi do una notizia: penso proprio che il 14 dicembre non discuteremo di Mes.

Le spiego perché: il ministro Giorgetti ha fatto giustamente presente che è in calendario ma esistono provvedimenti che vengono prima”, ha detto.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Codacons ad Amadeus: “Su La Sad nessun pregiudizio, i suoi brani sono noti”

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(Adnkronos) – Dura replica del Codacons ad Amadeus che ieri, in un video pubblicato sui social, ha parlato di “pregiudizi” riguardanti i cantanti in gara a Sanremo, invitando ad ascoltare prima i brani “e poi ad esprimere un parere o un’opinione”.L’intervento del direttore artistico del festival è in riferimento alle critiche piovute sulla presenza tra i cantanti in gara dei La Sad, il trio rap milanese dai testi controversi nei confronti della quale il Codacons ha chiesto esplicitamente l’esclusione dalla gara.  “Così come Amadeus, legittimamente, non ama le persone con pregiudizi, noi non amiamo le persone ipocrite, con il dizionario della lingua italiana che definisce l’ipocrisia come ‘simulazione di virtù, di devozione religiosa, e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole’”, attacca in una nota il presidente Carlo Rienzi.

Che scandisce: “Non può non definirsi ipocrisia l’atteggiamento di chi a parole si schiera contro la violenza sulle donne, ma poi coi fatti premia invitandoli a Sanremo artisti i cui brani contengono frasi umilianti e offensive verso le donne, e testi che possono rappresentare una incitazione alla violenza”.  “Se da un lato è vero che non si giudica una canzone prima di averla ascoltata -prosegue Rienzi- dall’altro è altrettanto vero che si può e si deve giudicare prima un cantante se già se ne conoscono i brani e le violenze verbali verso le donne.Altrimenti, seguendo l’assurdo ragionamento di Amadeus, anche un mafioso che ha ordinato stragi potrebbe partecipare a Sanremo, purché presenti una bella canzone a attiri visibilità sulla kermesse”.

Il presidente del Codacons si rivolge poi direttamente ad Amadeus: “Invece di arrampicarsi sugli specchi con giustificazioni oggettivamente ridicole, farebbe bene a scusarsi con le donne italiane per le sue scelte, e invitare a Sanremo il padre di Giulia Cecchettin affinché possa lanciare un messaggio ai giovani sul dramma della violenza e contro artisti come La Sad, Fedez, Emis Killa e altri che infarciscono le proprie canzoni con testi vergognosi contro le donne e pericolosi per i più giovani”, conclude.  E all’Adnkronos, Rienzi scandisce: “Siamo sicuri che Amadeus comprenderà la gravità della presenza dei La Sad e tornerà indietro, ma se non torna sui suoi passi e non ritira questo gruppo dalla gara, andremo avanti e saremo costretti a presentare esposto all’Agcom e alla Rai”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Blitz a Venezia di Extinction Rebellion, foglio di via e Daspo per gli attivisti

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(Adnkronos) – Dopo l’azione di ieri di Extinction Rebellion, in cui sono state tinte di verde le acque del Canal Grande e di altri fiumi e canali italiani, 28 persone sono state portate in Questura, a Venezia, e rilasciate dopo 6 ore.Sono state tutte denunciate per manifestazione non preavvisata, interruzione di pubblico servizio, sversamento di sostanze pericolose in concorso.

A cinque di loro è stato rilasciato un foglio di via obbligatorio di 4 anni e a 3 persone un Daspo urbano di 48 ore.Sequestrati tutti i materiali, comprese anche alcune macchine fotografiche. “Denunce completamente pretestuose, che non hanno nessun legame con i fatti realmente commessi.

Denunce notificate indiscriminatamente a tutte le persone identificate”, afferma Extinction Rebellion. “Tra le persone portate in questura vi era infatti anche un turista, che si trovava a Venezia per due giorni, e quattro persone dell’ufficio stampa, compresi i fotografi e videomaker.Ad eccezione del turista (graziato nonostante le 6 ore di fermo in questura), tutte le altre persone sono state denunciate per tutti e quattro i capi d’accusa.

Anche chi dava volantini o, appunto, faceva foto e video.Il fatto più grave, tuttavia, è che cinque persone siano state espulse da Venezia per 4 anni, nonostante alcune di loro siano studentesse alla Ca’ Foscari di Venezia.

Si tratta infatti di una applicazione illegittima di un provvedimento pensato per reati di mafia e che, secondo la legge stessa, non può essere notificata a chi ha un legame con la città” spiega l’organizzazione.  “Il Questore di Venezia – in linea con il sindaco Brugnaro e il ministro delle Infrastrutture Salvini – ha quindi deciso arbitrariamente che alcune persone che hanno semplicemente partecipato ad una manifestazione siano colpevoli di reati gravissimi, che le renderebbe “persone pericolose” e per questo debbano essere allontanate dalla città per quattro anni, il massimo possibile, violando il loro diritto costituzionale alla manifestazione del pensiero” commenta ancora Extinction Rebellion.  “Negli ultimi mesi, in Italia, le persone che scendono in strada per denunciare l’incapacità dei governi mondiali e del governo italiano nell’affrontare la crisi climatica vengono definite, dalle questure delle città, ‘un pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico’”, e per questo “vengono sistematicamente espulsi dalle città senza ormai aspettare più nemmeno i processi”. “Giorno dopo giorno, le Questure di tutta Italia notificano denunce pretestuose per reati non commessi, costruendo una narrazione che definisce chi aderisce ai movimenti climatici come ecoterrorista, ecovandalo e criminale” denuncia Margherita, una delle persone espulse da Venezia.Denunce che vengono puntualmente non perseguite dai magistrati o per le quali viene chiesta l’archiviazione, “ma che sono un chiaro tentativo di spaventare, intimidire e isolare che esprime dissenso”, concludono gli attivisti.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Concerto di Natale in Senato, standing ovation per Mattarella

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(Adnkronos) – Si apre con l’Inno di Mameli la 26esima edizione del concerto natalizio al Senato alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della premier Giorgia Meloni, seduta in platea accanto al nunzio apostolico in Italia, Emil Paul Tscherrig.Standing ovation per Mattarella, accompagnato dal Presidente del Senato Ignazio La Russa al suo ingresso nell’Aula.

Un gruppo di persone ha atteso il Capo dello Stato fuori da Palazzo Madama, tributandogli un applauso al suo arrivo.Ad assistere al concerto, tra le altre autorità, anche il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Voglio ricordare coloro che vivono questi giorni in guerra, le tante vittime innocenti della guerra che ancora insanguina una parte dell’Europa e il Medio Oriente, con la speranza di una pace giusta che dovrà arrivare il più presto possibile”, ha detto Ignazio La Russa nel suo saluto prima del tradizionale concerto.

La seconda carica dello Stato, dopo aver ringraziato le autorità presenti, ha rivolto un “doveroso pensiero” a chi soffre e a coloro che “anche a Natale saranno in ospedale”, rendendo omaggio anche ai ragazzi e alle ragazze in divisa che lavorano nei giorni di festa. “Per noi, la nostra lingua rappresenta un fattore importante di unità e coesione nazionale, fa parte della nostra identità, dell’identità italiana”, ha detto ancora la seconda carica dello Stato, che ha ricordato la figura di Alessandro Manzoni, a cui è dedicato il concerto a 150 anni dalla scomparsa: “Uno dei padri della lingua italiana”, ha detto La Russa. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il cospirazionista Alex Jones torna su X, l’annuncio di Elon Musk

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(Adnkronos) –
X ripristinerà l’account del cospirazionista americano Alex Jones dopo che un sondaggio condotto fra gli utenti, a cui hanno risposto due milioni di persone, ha sostenuto, con una larga maggioranza la sua riammissione, ha reso noto il proprietario della piattaforma, Elon Musk. “Le persone si sono espresse e così sarà”, ha affermato.Il 70 per cento delle risposte sono state favorevoli a Jones, autore del sito web Infowars.  In precedenza, sotto la direzione di Musk era stato ripristinato, fra gli altri account sospesi riammessi, anche quello di Donald Trump.

Anche Apple, Youtube e Facebook avevano cancellato post di Jones, denunciando la violazione delle norme interne.Lo scorso anno, un tribunale gli aveva imposto il risarcimento di 1,1 miliardi di dollari per i danni arrecati alle vittime della sparatoria della Sandy Hook, dopo che aveva sostenuto che i morti erano attori ingaggiati dal governo americano nel quadro di un piano per sequestrare le armi alla gente.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incendio ospedale Tivoli, il sindaco: “Segnalazioni sulla struttura? Mai ricevute”

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(Adnkronos) – Dopo l’incendio all’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli e la morte di tre pazienti ricoverati nella struttura, “la parte non direttamente danneggiata dalle fiamme sarà liberata dal provvedimento di sequestro della Procura e sarà quindi immediatamente resa disponibile per l’erogazione dei servizi essenziali.Lo sarà già dai prossimi giorni”.

A dirlo è il sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti, dialogando con i giornalisti. “Purtroppo questo non potrà riguardare il Pronto Soccorso, che è stato seriamente danneggiato dalle fiamme”, ha aggiunto Proietti. “Il Pronto soccorso – continua il sindaco – eroga un servizio essenziale, ma quello avrà bisogno di un po’ più di tempo per essere ripristinato.Nel frattempo, sono in corso i lavori per l’allestimento di un punto di primo intervento all’interno della palestra.

Le ambulanze faranno riferimento a quel punto”. “E’ un punto di primo intervento che potrà essere utilizzato anche per erogare le prestazioni più semplici”, ha chiarito Proietti.  “Se c’erano state segnalazioni, da parte dei sindacati, sullo stato di questo ospedale?Veramente a noi non era pervenuto nulla.

L’ospedale non dipende dal Comune, ma dalla Regione”, la risposta del sindaco, che aggiunge: “L’Agenas lo aveva inserito tra gli 8 peggiori ospedali italiani?Sinceramente non ho mai ricevuto segnalazioni, anche perché le segnalazioni non erano dovute al Comune”. “Ieri il presidente della Regione Rocca ha anticipato che nella prossima riunione di Giunta regionale verrà reso operativo tutto l’avvio della procedura per la realizzazione del nuovo Policlinico Tiburtino, che non sarà qui in centro ma sarà sempre nel territorio comunale ma quasi al confine della Città di Roma.

Il nuovo policlinico avrà un finanziamento di oltre 200 milioni di euro”, ha poi detto il sindaco, aggiungendo: “Questa struttura, nel centro della città, rimarrà per erogare alcuni servizi che sono urgenti ed essenziali, ma non sarà più un ospedale”.  Il sindaco Proietti ha poi annunciato che domani o dopodomani sarà istituito il lutto cittadino in memoria delle tre persone che hanno perso la vita durante l’incendio. “Cosa posso dire alla comunità tiburtina?Di stringersi intorno al lutto.

E poi di fare attenzione a tutti i provvedimenti che saranno messi in atto dalle singole istituzioni competenti”, ha spiegato.Alla domanda dell’Adnkronos su quale sarà la formula dei funerali e se alle celebrazioni saranno presenti anche cariche dello Stato, Proietti ha risposto: “Non so se le esequie saranno celebrate a Tivoli perché non so se le persone che hanno perso la vita erano residenti a Tivoli”.  Proseguono intanto i lavori per l’allestimento, all’interno della palestra Maramotti di Tivoli, del punto di primo intervento per le emergenze sanitarie.

Alle 15, inoltre, inizierà l’installazione, da parte dei volontari della Protezione civile, di una tensostruttura esterna, che farà da supporto allo stesso presidio di primo intervento.Lo confermano all’Adnkronos fonti del Comune.

La palestra Maramotti, che si trova nelle vicinanze dell’ospedale, aveva ospitato i pazienti in attesa di essere trasportati nelle altre strutture sanitarie nelle primissime ore successive all’incendio. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente a Orbetello, scontro tra due auto: 8 feriti nel Grossetano

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(Adnkronos) – Uno scontro tra due autovetture ha provocato otto feriti: l’incidente stradale si è verificato intorno alle ore 19,50 di sabato 9 dicembre nei pressi di Orbetello (Grosseto) sulla strada provinciale 160.Un uomo di 82 anni e una donna di 72 anni sono stati trasportati al pronto soccorso di Orbetello in codice due (media gravità).  Al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto, sempre in codice due, sono stati trasportati sia due coniugi ambedue di 51 anni con i due figli maschi minorenni e sia un uomo di 70 anni con una donna di 61 anni.

Sul posto le forze dell’ordine e le ambulanze della Croce Rossa di Orbetello e Magliano e la Misericordia di Albinia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Editoriale Crotone-Juve Stabia: non è un sogno, chiamatelo Juve Stabia

Juve Stabia, settimo risultato utile consecutivo, più 3 su Picerno con il punto dello Scida che permette di mantenere inalterate le distanze: il nostro editoriale.

La Juve Stabia pareggia contro il Crotone e mantiene inalterato il distacco di tre punti dal Picerno. Restano indietro Casertana, a 31 punti, Benevento e Crotone a 29 punti aspettando il big match Benevento-Avellino di stasera.

Nel nostro editoriale su Crotone-Juve Stabia esprimiamo il nostro pensiero sulla diciassettesima di campionato: le Vespe conquistano un punto importante contro il Crotone.

Nell’ottica del bicchiere mezzo pieno, bisogna essere contenti del pareggio allo stadio Scida. La Juve Stabia ha dei punti di forza certi. Delle piccole lacune come ogni squadra calcistica. E dei punti di debolezza.

Una analisi che non può essere contestata, vista soprattutto la costruzione di una rosa con calciatori più o meno di esperienza che non lasciavano presagire di arrivare e restare in vetta.

L’importanza del punto conquistato dalla Juve Stabia allo Scida di Crotone nel nostro editoriale.

A differenza di molte squadre, le “big” o presunte tali, che hanno investito su giocatori di grande storia calcistica, vestendo anche maglie di categorie superiori, la Juve Stabia resta la vera sorpresa di questo campionato.

Seppure faccia strano, nei sei pareggi che hanno caratterizzato il percorso delle Vespe nel girone di andata, che qualcuno abbia “ bloccato” o “ arrestato” la capolista, non sta di certo a noi ricordare che il risultato pari non è una sconfitta, soprattutto se ottenuto contro squadre attrezzate e costruite per vincere come il Crotone di ieri sera.

Il lavoro sporco di Candellone, ieri autore del goal al 10’ di gara, quello di Piscopo, mancato ieri per squalifica, il recupero palla di Bellich, di Buglio, che oltre a chiudere, sono inarrestabili nel correre verso le porte avversarie, le prestazioni ammirevoli di Thiam, la roccia di Mignanelli, Bachini, Andreoni, insomma il lavoro di squadra capace di essere realizzato dalla Juve Stabia fa invidia. E l’invidia fa parlare senza giusta ragione!

La gara allo Scida resta equilibrata, ma è davvero poi equilibrato il peso delle due rose in termine di budget e di esperienza? Ecco, datevi una risposta onesta. Prima in classifica, marcia incredibile, morso da vendere ed umiltà da donare. Non è un sogno: è semplicemente la Juve Stabia!

Juve Stabia: tra dimostrazioni e conferme.

La differenza sostanziale del match tra le vespe e gli squali si può sintetizzare con la Juve Stabia che doveva confermare, ed il Crotone, invece, che deve dimostrare ancora!

Il Crotone, reduce dagli otto risultati utili consecutivi, è sceso in campo con la speranza di respirare in classifica e con lo “sfizio” di segnare contro la Juve Stabia, prima fase difensiva in Italia e in Europa in quanto a gol subiti. Dalla propria sponda, la capolista doveva solo consolidare e blindare i suoi punti, meritati, e messi bene in cascina, al tal punto che potrebbe già essere Campione di un girone d’andata molto combattivo, formato da grandi squadre.

Una cosa è certa: non si deve pensare alla Juve Stabia come qualcosa di infallibile, sono bravi se… sono cattivi se…, altrimenti sarà un disastro, avere a che fare con l’ idea di perfezione non porta a nulla di buono. La piazza deve fare i conti con ciò che questa squadra è, con momenti di delusione che potrebbero arrivare rispetto a ciò che si auspicano. Potrebbero arrivare momenti di sconfitta, ma usare le parole giuste, forse, è già qualcosa.

E allora, senza andare oltre e voler per forza analizzare i meriti ed i demeriti di questa Juve Stabia, anche perché non sono tutti professori di calcio, tuttologi del web o chiacchieroni a vanvera, non resta altro che viverla senza paura, proprio come recita Laura Pausini:

“Non ho bisogno più di niente
Adesso che
Mi illumini d’amore immenso fuori e dentro
Credimi se puoi
Credimi se vuoi
Credimi e vedrai non finirà mai”. 

Credeteci e vedrete, che non finirà mai!

Ex Ilva, mercoledì incontro governo-sindacati

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(Adnkronos) – Una delegazione del governo incontrerà a Palazzo Chigi, mercoledì 20 dicembre alle 11.00, le organizzazioni sindacali per un esame della situazione dell’ex Ilva.Sono stati convocati all’incontro Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Ugl e Usb.

Lo rende noto la Presidenza del Consiglio dei ministri. Sul caso il governo aveva annunciato alla fine di ottobre il “pieno coinvolgimento” nel percorso con cui assicurare il rilancio del polo strategico siderurgico italiano e la tutela dell’occupazione.Il 9 novembre scorso, quindi, il vertice a Palazzo Chigi tra governo e sindacati.

Nel corso del confronto, aveva fatto sapere l’esecutivo in una nota, i sindacati “sono stati aggiornati sul tema relativo alla sicurezza sul lavoro, questione ritenuta essenziale dall’Esecutivo e sulla quale è stato comunicato che l’azienda Arcelor Mittal è stata diffidata dal mettere in cassa integrazione i lavoratori che si occupano di manutenzione”. Per i sindacati tuttavia si era trattato di una “trattativa disastrosa”, “un incontro andato male anche rispetto alle minime aspettative” con “risposte preoccupanti che lasciano l’amaro in bocca”, spiegavano i leader di Fiom Fim e Uilm, Michele De Palma, Roberto Benaglia e Rocco Palombella commentandone l’esito e annunciando uno sciopero a dicembre. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid e influenza, Natale a rischio? L’appello degli esperti per ‘salvare’ le feste

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(Adnkronos) –
A due settimane dal Natale, crescono i dati Covid in Italia e aumenta anche la circolazione dell’influenza con entrambi i virus pronti a segnare un nuovo picco di casi proprio verso la fine di dicembre.Un quadro che, in un momento di incontro e di socialità come quello delle feste, preoccupa non poco gli esperti.

Che ormai da giorni lanciano appelli invitando i cittadini al ritorno alla prudenza, a un po’ di distanza fisica e, soprattutto, alla vaccinazione per ‘salvare’ le festività in arrivo. Sul fronte covid, nella settimana 30 novembre-6 dicembre in Italia si sono registrati 59.498 nuovi casi positivi, con una variazione di +14% rispetto alla settimana precedente (52.177), e 307 morti, il 5,5% in più rispetto alla settimana precedente (291).E’ quanto emerge da bollettino settimanale del ministero della Salute.

Sono stati effettuati 284.806 tamponi, in aumento del 2,5% rispetto alla settimana precedente (277.938).Il tasso di positività sale al 20,9%, con un +2,1%. In Italia, “a livello nazionale, i posti letto Covid occupati crescono in modo significativo, ma su valori più bassi dello scorso anno.

Negli ultimi 30 giorni siamo passati da circa 3.600 posti letto ordinari occupati a 6.668; mentre per le terapie intensive da 113 a 219.C’è una risalita dei dati ma con tempi di raddoppio e sempre su numeri bassi, una sorta di ‘spallata’ del virus ma i numeri ci dicono che il sistema tiene.

Natale?Il picco di ospedalizzazioni del dicembre 2022, registrato il 12 dicembre, fu di 9.764 posti letto ordinari occupati; quest’anno dovremmo restare sotto 9.000, comunque sotto il picco di dicembre 2022″.

Così all’Adnkronos Salute Antonello Maruotti, ordinario di Statistica dell’Università Lumsa e co-fondatore dello StatGroup19, gruppo interaccademico di studi statistici sulla pandemia di Covid 19, ieri ha fatto il punto della situazione. “Allo stesso modo, per le terapie intensive, il picco, sempre raggiunto il 12 dicembre 2022, fu di 347; quest’anno dovremmo vederlo intorno a 300, spero più intorno a 250 – aggiunge – Infine, sempre per fare un confronto con cosa successe lo scorso anno, al 10 novembre 2022 c’erano 203 terapie intensive occupate (fine della discesa che si osservò in quel periodo), un mese dopo furono 347 (picco raggiunto in 4 settimane dall’inizio della crescita).Idem, per i ricoveri ordinari, si passò da 6.347 a 9.764 (sempre picco in 4 settimane dall’inizio della crescita)”. L’analisi di Maruotti si sposta poi sulle regioni. “C’è molta eterogeneità.

Lombardia bene, con contagi in discesa, vicini al picco di ospedalizzazioni su livelli che sono la metà dello scorso anno; terapie intensive cresciute velocemente, su numeri simili allo scorso anno – precisa – Lazio, invece, casi in nuova crescita, dopo un breve e contenuto rallentamento della velocità di salita; posti letto ordinari e in terapia intensiva in crescita, difficile dire quando e di quanto sarà il picco, al momento”. E corre veloce anche l’influenza 2023 in Italia: 630mila contagi nell’ultima settimana (27 novembre – 3 dicembre), quasi 3 milioni gli italiani colpiti dall’inizio della sorveglianza epidemica. “Continua ad aumentare il numero di casi di sindromi simil-influenzali (Ili) in Italia.Nella 48esima settimana (27 novembre-3 dicembre), l’incidenza è pari a 10,7 casi per mille assistiti (9,3 nella settimana precedente).

Si sottolinea che a tale aumento concorrono diversi virus respiratori e non solo quelli dell’influenza”, evidenzia l’ultimo rapporto epidemiologico RespiVirNet pubblicato dall’Iss.Nella settimana monitorata dal report, “i casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all’intera popolazione italiana, sono circa 630.000, per un totale di circa 2.946.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza”. “Aumenta l’incidenza in tutte le fasce di età, ma risultano maggiormente colpiti i bambini al di sotto dei cinque anni in cui l’incidenza è pari a 24,7 casi per mille assistiti (18,5 nella settimana precedente).

La scorsa stagione in questa stessa settimana l’incidenza nei bambini sotto i cinque anni era pari a 49,2 casi mille assistiti”, registra il report.Nelle altre fasce d’età, l’incidenza arriva a 11,41 (15-64 anni) e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 6,33 casi per mille assistiti”, conclude il report. “Vista l’aumentata circolazione del Covid e dell’influenza serve tornare alla prudenza.

Per evitare i contagi, meglio evitare gli auguri con baci e abbracci, abitudine diffusa tra gli italiani soprattutto al Sud.Mantenere un po’ di distanza fisica, in questi casi, non è segnale di un minore affetto ma un gesto di attenzione verso sé stessi e agli altri”.

Il consiglio arriva da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo) che, in base ai dati in crescita dei contagi da Sars- Cov-2 e dell’influenza, invita a “tornare ad atteggiamenti prudenti perché durante le feste di Natale avremo un picco di contagi, sia per le malattie influenzali sia per il coronavirus”. “Dobbiamo sottolineare ovviamente – continua Anelli – che il Covid oggi non è quello che abbiamo conosciuto nel 2020-/21, fa meno paura.Ma resta ancora una malattia temibile.

I dati sulla mortalità, purtroppo sono in ascesa, ogni settimana muoiono 200 persone con una tendenza all’aumento.Non abbiamo più un sistema di sorveglianza puntuale sulla circolazione virale ma i dati dei ricoveri, delle rianimazioni e dei decessi evidenziano con chiarezza il forte aumento.

Per questo, con l’avvicinarsi delle feste, con la maggiore frequenza di incontri in luoghi chiusi, serve avere molta prudenza.Ricordiamo le cose che abbiamo imparato in pandemia: la trasmissione di questi virus passa attraverso le goccioline di saliva.

Per questo non va bene baciarsi per scambiarsi gli auguri.E, in generale, applichiamo le misure igieniche che conosciamo”. Per esempio, “nei locali molto affollati, l’uso della mascherina non è una cattiva idea”, conclude il presidente della Fnomceo, ricordando che soprattutto “occorre vaccinarsi contro il Covid e contro l’influenza.

Il vaccino è l’unica vera arma che abbiamo e dobbiamo usarla”. “I casi Covid sono in aumento anche a Roma.Occorre vaccinarsi, vaccinarsi e vaccinarsi e farlo prima di Natale, anche contro l’influenza”, dice quindi all’Adnkronos Salute il presidente dell’Ordine dei medici, chirurghi e odontoiatri (Omceo) di Roma e provincia, Antonio Magi, che lancia un appello agli over 60, ai fragili e agli immunodepressi affinché si immunizzino in queste due settimane che mancano al Natale. “I vaccini ci sono e presto ci saranno anche gli open day per fare l’anti-Covid, non perdiamo tempo”, conclude. “Per Natale ci sarà una circolazione contemporanea dell’influenza, che arriverà al picco, e del Covid che continuerà a circolare parecchio.

Ma non dobbiamo neanche pensare ad un ritorno delle restrizioni come nel 2020.Oggi l’identikit del paziente che arriva in ospedale purtroppo è l’80-90enne che non ha mai fatto la dose di richiamo nel 2022 e nel 2023 – dice all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova – .

Sono molto indietro.Ha ragione il senatore Malan, non esistono tifosi e non si può pensare ad un ritorno di lockdown, obblighi e mascherina.

E’ una circolazione virale tipica dove si incrociano Covid e influenza, credo che la cosa più importante non è parlare di Ffp2 o chiusure ma di convincere le persone anziane a vaccinarsi.Oggi abbiamo fatto il vaccino anti-Covid ad un over 80 su 6 mentre dovremmo arrivare al 50%”. Il Covid “rovinerà le vacanze natalizie a molti italiani”, è la sentenza di Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all’Università del Salento. “La circolazione del virus – dice all’Adnkronos Salute – è destinata ad aumentare in queste settimane.

Non abbiamo motivo di pensare il contrario anche per l’occupazione dei posti letto, visto che la vaccinazione non è mai veramente partita.Il malessere provocato dal Covid dura da 5 giorni fini a due settimane, infettarsi non è una bella esperienza, in particolare nel periodo natalizio”, dice l’epidemiologo. Per Lopalco per migliorare l’adesione vaccinale contro il Covid, oggi scarsissima, “una strategia serviva, eccome.

Adesso si sta solo cercando di mettere le pezze ad una situazione incontrollabile.L’idea di risolvere il problema con un po’ di informazione e con gli Open day è come dire che vogliamo risolvere il problema della povertà con un giorno di raccolta fondi”. “Nella settimana di Natale potremmo arrivare a 800mila casi tra influenza vera e propria, virus respiratorio sinciziale (Rsv), metapneumovirus e anche un po’ di Covid”, sul quale “è difficile fare stime perché i dati sono sempre sottostimati”.

E’ lo scenario prospettato dal virologo dell’università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco, che per “la settimana clou” prevede un buon numero di italiani messi a letto da “sindromi con febbre sopra i 38 gradi”, spiega all’Adnkronos Salute, e almeno “un sintomo respiratorio più un sintomo generale”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nashville colpita da serie di tornado, sei morti e decine di feriti

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(Adnkronos) – Sei persone sono morte e altre decine sono rimaste ferite dopo che una serie di tornado, almeno 15, hanno colpito la zona intorno alla città americana di Nashville mentre in tutto il Tennessee più di 75mila persone sono rimaste senza elettricità.Un fronte anomalo di aria fredda si è abbattuto dal Michigan fino al Tennessee e al Texas provocando gravi temporali dopo lo scontro con l’aria eccezionalmente calda e umida in risalita verso il nord.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Primarie, Follini: “Scomparse da orizzonte, imbarazzato tramonto”

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(Adnkronos) – “Le primarie dei partiti per designare leader e candidati sono silenziosamente scomparse dal nostro orizzonte.Il loro battesimo era stato celebrato a suo tempo tra squilli di trombe e rulli di tamburo.

Il loro funerale sembra piuttosto avvenire nella forma di un mesto, silenzioso, quasi imbarazzato tramonto. 
Si dirà che il mito dei gazebo era quasi solo una prerogativa del Pd.Che infatti aveva incoronato così, a suo tempo, il suo primo segretario Veltroni.

E che di lì in poi s’era ripromesso di celebrare sempre e solo attraverso il voto degli iscritti (e anche dei simpatizzanti, talvolta) le proprie più strategiche scelte politiche.A destra Berlusconi s’era invece tenacemente guardato dall’idea di mettere in palio la sua leadership.

E i grillini a loro volta avevano pensato bene di affidare la definizione delle loro gerarchie e dei loro equilibri a modalità volutamente impolitiche. Così, mentre negli Stati Uniti il circo delle primarie è un evento codificato da anni e anni, e si ripete ad ogni elezione con canonica puntualità, da noi è apparsa invece come una procedura strampalata, adottata un po’ si e un po’ no e destinata a lasciar posto a metodi più sbrigativi e forse a leadership più assertive.Inoltre anche il Pd, che pure di quel sistema amava farsi paladino, si trova ora a fare i conti con la difficoltà di comporre un ragionevole quadro di alleanze.

E così finisce per affidarsi a una diplomazia politica più accorta, anche se non sempre più virtuosa. Contraddizione stridente, si dirà.Tanto più che la investitura di Elly Schlein era sortita proprio dal voto dei gazebo, circostanza che fa apparire piuttosto paradossale il fatto che sia proprio lei, da Firenze alla Sardegna, ad ammainare ora quella bandiera.

Ma tant’è.Lo spirito del tempo sembra aver bisogno a questo punto di un minore affollamento.

E la domanda di semplificazione che viene da parte dei cittadini tende a verticalizzare ancora di più le leadership.Come a dire che di leader a questo punto ne basta uno solo, senza che intorno a lui/lei si snodi l’affollato corteo dei candidati, delle cordate, delle correnti, delle tendenze.

E delle loro contese, soprattutto. Così però noi rischiamo di costruire un sistema di partiti dove conta ed esiste solo il numero uno.E tutto quel contorno, a volte un po’ fastidioso, a volte invece promettente, fatto di numeri due, tre, quattro, che ne accompagnava e un po’ contrastava il cammino sembra chiuso a chiave in un armadio di ricordi polverosi che nessuno ha più così tanta voglia di riaprire.

Circostanza che può apparire alla moda, ma che rivela invece un baco nella nostra democrazia. E’ probabile che in questi anni si sia passati da un eccesso all’altro.Dal tempo di una collegialità faticosa, protesa a condizionare e rallentare le gesta del leader fin quasi a paralizzarlo chiudendolo dentro un reticolo di complicità troppo strette.

A un tempo opposto, in cui le grandi forze politiche e i loro dirigenti e militanti sembrano ormai tutti destinati a un ruolo gregario.Quegli stessi dirigenti e militanti da cui una volta discendeva la fortuna, oppure la rovina, della propria casa politica. Ed è ovvio che anni e anni spesi a combattere e a denigrare la “partitocrazia” abbiano contribuito a mettere all’angolo le forze politiche per come erano.

Operazione discutibile, ma condivisa da molti a suo tempo, e a tutt’oggi destinata a non poter venire capovolta.Il passato dei partiti d’antan infatti non tornerà, per quanti rimpianti e quante nostalgie vi si possano profondere. Resta il fatto però che siamo arrivati, letteralmente, all’altro capo del mondo.

E che le forze che ora sono in campo non sembrano avere nessuna intenzione di rivitalizzare quei meccanismi di partecipazione che sono stati a lungo la frontiera cruciale della nostra democrazia.Al loro posto ci sono leader di tutto punto, dotati di una straordinaria capacità di comando e sottratti quasi tutti e quassi sempre a quella oscura fatica che una volta si chiamava collegialità.

Se a lungo andare questo possa rivelarsi un bene oppure un male, lo dirà il futuro.Intanto il presente ci segnala che sempre meno persone vanno a votare, sempre meno corrono a iscriversi, e sempre meno si dichiarano soddisfatte di quel che passa loro il convento della politica”. (di Marco Follini) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattarella: “Tutela diritti umani esigenza irrinunciabile per la Repubblica”

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(Adnkronos) – “Ricorre oggi il 75° anniversario dell’approvazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.Oggi come allora l’importanza di quel documento consiste nell’anteporre all’esercizio del potere l’inalienabile dignità inerente alla persona.

Ciò ha consentito di costruire un’architettura internazionale improntata al rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali di ogni essere umano”.Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani. “L’Italia”, prosegue il Capo dello Stato, “aderisce con sentita partecipazione alla campagna di celebrazione promossa dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, nella consapevolezza che tale importante anniversario si inserisce in una congiuntura caratterizzata da violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario che offendono la coscienza delle donne e degli uomini del Pianeta”. “Il riconoscimento e la tutela dei valori supremi della dignità umana, iscritti nella Costituzione, costituiscono per la Repubblica un’esigenza irrinunciabile, ovunque e in ogni circostanza.

Senza diritti umani – universali e interdipendenti – non esistono né libertà né giustizia, né pace duratura né sviluppo sostenibile”, sottolinea Mattarella, che conclude: “Alla luce delle sfide che caratterizzano il nostro tempo, abbiamo il dovere di ribadire con rinnovata determinazione principi che – indipendentemente dai contesti politici, economici o culturali – rappresentano per tutti un obbligo morale e un presidio di civiltà”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Usa, Biden vs Trump: è ancora botta e risposta tra presidente e tycoon

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(Adnkronos) – Ancora un duro botta e risposta a distanza tra il presidente americano uscente Joe Biden e Donald Trump in vista del voto per le elezioni presidenziali 2024 negli Usa. “Voglio essere chiaro.Donald Trump pone molte minacce per il Paese, dal diritto di scegliere ai diritti civili, dal diritto di voto alla posizione dell’America nel mondo.

Ma la più grande minaccia rappresentata da Trump è per la nostra democrazia, perché se la perdiamo, perdiamo tutto”, le parole di Biden durante un evento elettorale venerdì corso in California. “Ricordate il 6 gennaio – ha proseguito secondo le dichiarazioni diffuse nelle ultime ore -, Trump è diventato il primo candidato alla presidenza sconfitto a rifiutarsi di accettare la volontà del popolo”. E dopo che Trump ha affermato che “da presidente non sarò un dittatore… salvo il primo giorno”, Biden non ha mancato di fare riferimento a quelle parole. “Grazie a Dio, un giorno solo”, ha commentato. Una “bufala”. “Disinformazione democratica”.Donald Trump ha risposto così a Joe Biden.

Trump gli ha replicato, riporta la Cnn, durante un evento ospitato dal New York Young Republican Club, e non ha esitato a ribattere: è Biden, ha affermato, “la vera minaccia alla democrazia”. “Ci risiamo – ha accusato ancora il tycoon -: ‘Russia, Russia, Russia’, ‘Mueller, Mueller, Mueller’, ‘Ucraina, Ucraina, Ucraina’.Una bufala dopo l’altra”. “Ma no, io non sono una minaccia.

Io salverò la democrazia”, ha rivendicato, parlando di “tentativi disperati e vergognosi di distrarre dagli abusi di potere mostruosi che la sinistra sta commettendo sotto i vostri occhi”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Egitto al voto tra guerra a Gaza e crisi economica, al-Sisi verso terzo mandato

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(Adnkronos) –
Egitto alle urne per le elezioni presidenziali.Le operazioni di voto andranno avanti per tre giorni, fino a martedì prossimo.

La vittoria del presidente Abdel Fattah al-Sisi, per un terzo mandato, è data per scontata alle elezioni su cui pesano il conflitto tra Israele e Hamas, con migliaia di palestinesi della Striscia di Gaza accalcati al valico di Rafah, e gravi problemi interni, con il Paese in crisi economica. A ‘sfidare’ al-Sisi ci sono Farid Zahran, del Partito Socialdemocratico di sinistra e all’opposizione, Abdel-Sanad Yamama, che rappresenta il Partito Wafd, e Hazem Omar, candidato del Partito Repubblicano Popolare.  I seggi, più di 9.300 in tutto l’Egitto, sono aperti dalle 9 (le 8 in Italia) alle 21 ora locale.Gli aventi diritto, secondo i media locali, sono circa 67 milioni.

I risultati ufficiali dovrebbero essere annunciato il 18 dicembre. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Domenica In, Renato Zero tra gli ospiti di Mara Venier

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(Adnkronos) – Anche Renato Zero tra gli ospiti di oggi a ‘Domenica In’, con Mara Venier dalle 14.00 su Rai 1 per la maratona Telethon che continua dagli Studi ‘Fabrizio Frizzi’ di Roma.La puntata si aprirà quindi con l’arrivo in studio dell’artista che presenterà il suo ultimo e attesissimo album ‘Autoritratto’, uscito l’8 dicembre e contenente tredici brani, dei quali 7 inediti.  Ancora musica in studio con Massimo Ranieri, che oltre a ripercorrere le tappe più significative della sua lunga carriera, si esibirà con il suo nuovo singolo dal titolo “Sorridi è Natale”. 
Vincenzo Mollica, ex giornalista del Tg1, sarà in studio per presentare il suo spettacolo dal titolo “L’arte di non vedere”, un racconto con tanti aneddoti e ricordi che porterà in scena a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, l’11 gennaio 2024, e a Milano, al Teatro Arcimboldi, il 15 gennaio.

Per il cinema, arriveranno in studio Ficarra e Picone per presentare il film “Santocielo”, in uscita al cinema il 14 dicembre per la regia di Francesco Amato.L’attore Toni Servillo interverrà per presentare il film “Adagio”, regia di Stefano Sollima, ambientato nella Roma di oggi.

La puntata si concluderà con l’esibizione di Andrea Sannino e del cast del musical “Mare Fuori”, che debutterà al Teatro Augusteo di Napoli il 14 dicembre, per la regia di Alessandro Siani. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Che Tempo Che Fa, Gino Cecchettin ospite oggi di Fabio Fazio

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(Adnkronos) –
Gino Cecchettin, papà della 22enne Giulia uccisa a coltellate dall’ex Filippo Turetta, oggi ospite di Fabio Fazio a ‘Che Tempo Che Fa’.Ad annunciarlo ieri, i profili social della trasmissione sul Nove “dopo l’importante discorso pronunciato per ricordare sua figlia”. “Mia figlia Giulia era una giovane donna straordinaria.

Allegra, vivace, mai sazia di imparare.Oltre alla laurea che si è meritata” era “una combattente, un oplita, come gli antichi soldati greci, tenace nei momenti di difficoltà”: uno spirito indomito la cui morte “deve essere il punto di svolta per porre fine alla terribile piaga della violenza sulle donne”, le parole di papà Gino al funerale della figlia il 5 dicembre scorso.

Un femminicidio, aveva spiegato sull’altare della basilica di Santa Giustina a Padova circondato da migliaia di persone, che deve segnare un cambio di passo per tutti – famiglie, scuola, società civile, mondo dell’informazione – ma in primis per gli uomini: “Parliamo agli altri maschi che conosciamo, sfidando la cultura che tende a minimizzare la violenza da parte di uomini apparentemente normali.Non giriamo la testa di fronte ai segnali di violenza anche i più lievi.

A chi è genitore come me, parlo con il cuore: insegniamo ai nostri figli il valore del sacrificio e dell’impegno e aiutiamoli anche ad accettare le sconfitte”.Un’educazione che è “sessualità libera da ogni possesso e all’amore vero che cerca solo il bene dell’altro”. Poi un passo della poesia di Gibran – ‘La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia…’ – a dare la forza a Gino Cecchettin per l’addio. “Io non so pregare, ma so sperare: ecco voglio sperare insieme a te e alla mamma, voglio sperare insieme a Elena e Davide e voglio sperare insieme a tutti voi qui presenti: voglio sperare che tutta questa pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite e voglio sperare che un giorno possa germogliare.

E voglio sperare che produca il suo frutto d’amore, di perdono e di pace”, il saluto a Giulia. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)