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Lazio-Roma, il derby continua sul web con sfottò e meme – Foto

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(Adnkronos) – Lazio-Roma, lo sfottò corre sul web.E’ una delle leggi del derby, a ogni stracittadina i tifosi della squadra vincitrice si scatenano con meme e vignette sarcastiche sulle ‘sventure’ dei rivali (Foto).

E così stavolta a godere sono i sostenitori biancocelesti, che non si sono di certo risparmiati.E questo prima ancora della fine della partita che ha decretato il passaggio della Lazio in semifinale di Coppa Italia ai danni dei giallorossi.

Oltre ai due striscioni contrapposti mostrati a tutta curva all’ingresso delle due squadre in campo (‘Figli unici di Roma’ per la Nord e ‘As Roma la scelta di un popolo’ in Sud), nel settore più caldo del tifo laziale è comparso, infatti, anche un altro striscione che ironizzava sulle difficoltà incontrate dai supporters giallorossi nello spiegare la scenografia in occasione del derby del 12 novembre scorso.Ed ecco quindi una replica della coreografia incompiuta con sotto la scritta: ‘questo è quello che ci costringete a guardare ad ogni derby’. Nel post-partita è un diluvio di commenti ironici.

Replica fulminea via meme all’allenatore della Roma José Mourinho, che aveva espresso perplessità sulla massima punizione assegnata alla Lazio che ha deciso il match parlando di ‘un rigore del calcio moderno’.Il tecnico giallorosso viene ritratto in bianco e nero in versione Ernesto Calindri con lo slogan ‘contro i rigori del calcio moderno’ che fa il verso alla storica reclame del Cynar.

Particolarmente preso di mira il giovane Huijsen, autore del fallo da rigore su Castellanos: per una sfortunata combinazione, il giovane difensore olandese indossa la maglia numero 3, la stessa che aveva il rimpianto (soprattutto dai Laziali) Ibanez, autore di alcune leggerezze difensive che costarono care alla Roma nei derby degli scorsi anni.E così in diverse vignette via web l’associazione è conseguente, spesso condita dalla scritta ‘Di Padre in Figlio’.  E se c’è chi, ironizzando sulle mai sopite rivendicazioni romaniste per un gol annullato a Turone nel 1981 contro la Juve, sottolinea che ‘la rovesciata di Lukaku era bona’ (in realtà uscita di poco alta sulla traversa all’ultimo respiro della partita, per il sollievo dei tifosi biancocelesti), c’è anche chi ripropone una smodata esultanza del centrocampista Matteo Guendouzi rispolverando ‘L’Urlo’ di Munch.

In tempi di influenza e di ripresa del covid, spunta anche il meme ‘vaccinale’: ‘V’avemo fatto er richiamo del 26 maggio’, è lo sfottò che richiama il derby del 2013 che vide la Lazio battere la Roma in finale di Coppa Italia grazie allo storico gol di Senad Lulic.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Acca Larenzia, procura apre inchiesta: 10 indagati. Il caso finisce al Parlamento Ue

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(Adnkronos) – Sul caso Acca Larenzia la procura di Roma ha avviato, dopo le informative arrivate dalle forze dell’ordine, un’inchiesta in relazione ai saluti romani di domenica scorsa davanti all’ex sede dell’Msi nel corso della commemorazione dei tre giovani uccisi 46 anni fa.Nel fascicolo, che vede oltre dieci indagati, si procede per l’ipotesi di apologia del fascismo.

Gli investigatori, che hanno esaminato i filmati, hanno identificato un centinaio di partecipanti alla commemorazione. La commemorazione della strage di via Acca Larenzia, a Roma, dove il 7 gennaio 1978 vennero uccisi due giovanissimi militanti del Fronte della Gioventù ad opera di attivisti di estrema sinistra, con la morte di un altro attivista di estrema destra seguita poche ore dopo, durante una manifestazione di protesta e scontri con le forze dell’ordine, approda ufficialmente alla plenaria del Parlamento Europeo.Martedì prossimo nel pomeriggio, si legge nel programma della seduta della settimana prossima a Strasburgo, si discuterà del “risorgere del neofascismo in Europa, anche sulla base della parata avvenuta a Roma il 7 gennaio”, per ricordare uno dei fatti di sangue degli Anni di piombo rimasti impuniti.  Sono previste dichiarazioni sul tema da parte della Commissione e della presidenza di turno del Consiglio Ue.

Non è prevista alcuna risoluzione.Il dibattito è stato chiesto dal gruppo dei Socialisti e Democratici.  Il progetto di ordine del giorno della plenaria viene preparato dai segretariati generali dei gruppi politici, spiegano fonti parlamentari, che discutono e che, con l’aiuto del segretariato generale del Parlamento, preparano una bozza, che viene poi sottoposta ai capigruppo.

Il dibattito sulla “rinascita del neofascismo” era già presente nella bozza presentata alla conferenza dei presidenti dei gruppi, per cui non c’è stato un voto a favore dell’inserimento nell’ordine del giorno.  L’Ecr, gruppo copresieduto da Fratelli d’Italia, ha chiesto di rimuovere il dibattito dall’ordine del giorno, richiesta che però non sarebbe stata sostenuta da nessun altro gruppo politico, probabilmente perché c’era già una maggioranza favorevole a mantenere il dibattito nell’ordine del giorno della prima plenaria del 2024.  
Neanche il gruppo Id, presieduto dalla Lega, ha appoggiato la richiesta dell’Ecr, senza prendere la parola alla conferenza dei presidenti (ma potrebbe averlo fatto durante la riunione dei segretari generali).Solo il Ppe ha parlato, per appoggiare il progetto di ordine del giorno.

Non è stato necessario votare, perché si è constatata l’assenza di una maggioranza a favore della richiesta dell’Ecr.  
E’ la prima volta, confermano fonti parlamentari, che la commemorazione della strage di via Acca Larenzia viene menzionata esplicitamente nel titolo di un dibattito al Parlamento Europeo, quando mancano solo cinque mesi dalle elezioni del 6-9 giugno.La commemorazione da parte dei militanti di estrema destra si tiene regolarmente a Roma fin dal gennaio 1979, quando venne ucciso da un poliziotto in borghese un diciassettenne, Alberto Giaquinto, nel quartiere di Centocelle.  I saluti romani durante la commemorazione di Acca Larenzia a Roma sono ”un’offesa che si fa a quelle vittime, che meriterebbero un diverso approccio a distanza di più di 40 anni”, ha detto intanto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi all”Aria che tira’ su La7 sottolineando che si tratta ”di una strumentalizzazione che svilisce e offende quelle vittime”.  ”La storia della Meloni è quella di una premier che ha fondato un grande partito politico di massa conservatore e ci è riuscita, è la storia di una premier che si è presentata alle Camere quando c’è stato il voto di fiducia e ha detto delle cose ben precise rispetto alla postura antifascista, esprimendo il rigetto di ogni tipo di estremismo e di ogni forma di negazione della democrazia compresa quella fascista”, ha continuato. Quindi, ha precisato Piantedosi, vedo ”il giochino di qualcuno di immaginare di poter portare il presidente del Consiglio, tirandolo per la giacchetta, in una sorta di permanente audit rispetto a quella che è l’ortodossia antifascista ma il presidente Meloni parla con i fatti”.  Il servizio della tv russa sul caso? ”Credo che sia uno dei tanti elementi della propaganda russa nei confronti della cultura occidentale.

Quindi la propensione strumentale di media russi che così possono attaccare, nella fattispecie l’Italia, ma anche tutti i Paesi dell’occidente che hanno preso posizione nel conflitto in Ucraina.E’ molto significativo quello che viene detto nel servizio ‘questo sta accadendo in Europa’ vale a dire chi si contrappone a noi nel conflitto sono coloro i quali stanno avendo questo tipo di deriva”, ha detto il ministro commentando il servizio della tv russa sulla commemorazione in cui vengono riproposte le immagini del saluto romano.  Nel servizio la giornalista commenta: ”L’Europa sta tornando alle radici e alle sue origini, tutta la presunta educazione post bellica che in teoria avrebbe dovuto separare definitivamente dall’eredità del nazismo è andata in fumo”.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Australian Open 2024, sorteggio tabellone maschile: Sinner ok, Berrettini e Sonego sfortunati

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(Adnkronos) – Il sorteggio dell’Australian Open 2024 regala un tabellone favorevole a Jannik Sinner, numero 4 del ranking Atp.Strada in salita invece per Matteo Berrettini, che nel torneo al via domenica 14 gennaio rientra nel circuito dopo un lungo stop per problemi fisici e si trova subito il greco Stefanos Tsitsipas al primo turno.

E’ andata male a Lorenzo Sonego, meglio sulla carta a Lorenzo Musetti e Matteo Arnaldi. Sinner, dopo la strepitosa chiusura della stagione 2023, va a caccia del primo titolo del Grande Slam.L’altoatesino 22enne, alla quinta partecipazione all’Australian Open, al primo turno sfiderà l’olandese Botic Van de Zandschulp, numero 59 Atp.

Il tabellone potrebbe poi prevedere un terzo turno contro l’argentino Sebastian Baez, un ottavo contro Karen Khachanov e un quarto di finale contro Andrey Rublev.In semifinale è lecito aspettarsi lo scontro contro Novak Djokovic, numero 1 del mondo, che nel suo cammino dovrà superare – sulla carta – Tsitsipas e lo statunitense Ben Shelton. Sorteggio poco fortunato per Berrettini.

Il romano trova in sorte il greco Tsitsipas, numero 7 e contro cui ha sempre perso nei confronti diretti.Berrettini è precipitato al numero 125 del ranking e fuori dalla Top 100 dopo oltre cinque anni, a causa dei tanti infortuni che lo hanno tenuto fermo.

In Australia, ha assaggiato i campi di Melbourne proprio con un allenamento con Tsitsipas. Berrettini è nella porzione di tabellone, nella metà alta, che rientra nell’ottavi di finale ‘dominato’ da Sinner.Nello stesso settore, con un affollamento azzurro, sono inseriti anche Musetti – che sfiderà al primo turno il francese Benjamin Bonzi, n.110 del mondo – e Arnaldi, che al debutto nel main draw se la vedrà con il 24enne australiano Adam Walton, numero 176 Atp.  Infine, non fortunato neanche Lorenzo Sonego, che sfiderà il britannico Daniel Evans, numero 40, e in caso di vittoria potrebbe trovare Carlos Alcaraz al secondo turno.

Poteva andare decisamente meglio. . —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Re Carlo e la 4×4 giocattolo costruita in casa, la sua reazione

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(Adnkronos) – La Land Rover, orgoglio britannico a quattro ruote motrici, conquista il cuore di re Carlo anche se si tratta di un fuoristrada giocattolo.E’ accaduto domenica scorsa a Sandringham, quando due fratellini di tre e di sei anni hanno impressionato il sovrano inglese alla guida della loro piccola 4×4 verde costruita in casa.

King Charles III si è fermato a parlare con Simon e Georgina Ward e i loro figli William e Oliver all’arrivo alla funzione religiosa nella chiesa di Santa Maria Maddalena del piccolo villaggio nel Norfolk, chiedendo informazioni ‘tecniche’ sulla loro vettura.  “È stata un’esperienza davvero surreale”, ha detto, citata dal Telegraph, la signora Ward, un’infermiera che vive con la sua famiglia a East Winch, nel Norfolk, e che, insieme al marito e ai figli, era andata a vedere l’arrivo del re nella chiesa di Sandringham. “Siamo andati a vedere Carlo entrare.Poi è tornato indietro e mi ha chiesto se la Landy fosse fatta a mano e se funzionasse, se utilizzasse un pedale e se ci fossimo schiantati contro qualche albero.

I ragazzi erano leggermente scioccati nell’incontrare il re, ma è stato un momento molto speciale per loro.Usciamo quasi tutte le domeniche con il ‘fuoristrada’, quindi aveva senso prenderla oggi e mostrarla al re”. Charles è sembrato essere molto incuriosito dal mezzo di trasporto dei ragazzi, che è stato costruito dal suocero della signora Ward, Chris Ward, e porta una targa con la scritta ‘William’.

Ma ancora più impressionati devono essere stati i ragazzi a bordo del mezzo giocattolo, quando un agente ha comminato loro una finta multa per divieto di sosta.  La Land Rover, casa automobilistica britannica specializzata nella produzione di fuoristrada, fa oggi parte del gruppo Jaguar Land Rover di proprietà del costruttore indiano Tata Motors.La famiglia reale è stata ufficiosamente affiliata al marchio automobilistico sin dai tempi del re Giorgio VI e della regina Elisabetta che ha guidato la sua Range Rover fino ai 90 anni.

Re Carlo ha posseduto diverse Land Rover negli ultimi decenni e il suo defunto padre, il principe Filippo, era particolarmente appassionato dei 4×4.L’allora duca di Edimburgo aveva trascorso 16 anni lavorando sul suo telaio cabinato Land Rover Defender TD5 130 su misura, successivamente utilizzato per trasportare la sua bara al suo funerale, nell’aprile 2021. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Giulia Schiff pronta a tornare in prima linea: “Nuovo training da pilota di droni”

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(Adnkronos) –
Giulia Schiff, l’ex sergente allieva ufficiale dell’Aeronautica militare che dopo l’aggressione russa volò a Kiev per arruolarsi e in seguito smise di combattere per stare vicino al compagno ferito e dedicarsi insieme a lui ad una organizzazione per gli aiuti umanitari, è pronta a tornare in prima linea come pilota di droni. “Sto facendo formazione per pilotare droni più importanti- spiega all’Adnkronos la stessa Schiff che si è trasferita in Ucraina – Il nuovo team è quasi operativo”. 
L’ex sergente allieva ufficiale ha conosciuto Victor nella Legione, con cui ha creato il team Masada nella 46esima Brigata dell’esercito di Kiev.Dopo aver dato vita e lavorato insieme ad una organizzazione per aiuti umanitari, Victor è diventato poi suo marito. È partito per Israele per arruolarsi di nuovo come volontario e veterano di Israele e Ucraina.  “Lì non esiste una Legione Internazionale.

Victor è impegnato sul fronte e io voglio continuare a rendermi utile per la libertà – osserva Schiff – Ho quindi iniziato dei corsi per elevare la mia formazione, tornare combat ready e riprendere a servire in Ucraina”.  Nel frattempo Schiff pensa a un “nuovo progetto umanitario, una nuova organizzazione di beneficenza che abbia più ampi margini di azione per non limitare gli aiuti umanitari solo a Ucraina e non solo per i conflitti ma in tutti i casi in cui diritti e dignità delle persone lo richiedano”. È in corso di realizzazione anche un nuovo progetto per “i droni anti-mine ossia droni umanitari perché lo sminamento, vicino e lontano dal fronte, è indispensabile adesso e continuerà anche dopo la guerra”.Intanto a pochi giorni dalla richiesta della procura di Genova di archiviazione nei confronti di Kevin Chiappalone, il giovane italiano che fu indagato per essersi arruolato nella Legione Internazionale ucraina, Schiff commenta: “E’ sicuramente una vittoria, non solo per Kevin, ma anche per tutti gli altri italiani legionari nell’esercito ucraino e per coloro che avrebbero voluto aiutare l’Ucraina in prima persona ma non si sono sentiti liberi di farlo a causa del grigio normativo che aleggia intorno a queste circostanze”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dante, esce prima antologia delle scrittrici dell’Ottocento innamorate del Poeta

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(Adnkronos) – Esce la prima antologia mai pubblicata che raccoglie più di 30 testi in poesia e in prosa che scrittrici e letterate italiane hanno dedicato a Dante Alighieri nel corso del XIX secolo.Il volume ‘Leggere Dante: donne dell’Ottocento’ di Elisabetta Benucci (funzionaria archivista dell’Accademia della Crusca) è pubblicato nella prestigiosa collana ‘Ellisse’ dell’Archivio per la memoria e la scrittura delle donne ‘Alessandra Contini Bonacossi’ per le Edizioni Effigi. Vi appaiono testi di Teresa Bandettini, Angelica Palli, Giannina Milli, Erminia Fuà Fusinato, Emma Boghen, Carolina Invernizio, Ada Negri; ma anche di scrittrici sconosciute fra le quali Ifigenia Gervasi Zauli Sajani, Carolina Gatteschi Fabbrichesi, Elisa Tagliapietra Cambon.  Di fatto, la silloge si pone come una innovativa e inedita antologia di scritti di critica o di ispirazione dantesca, da parte di donne letterate più o meno conosciute, più o meno dimenticate.

Per ciascuna scrittrice è fornita una esaustiva biografia con documentazione perlopiù inedita, anche di scrittori famosi come Leopardi, Manzoni, Gioberti, Tommaseo, Del Lungo, De Amicis, Gozzano.Corredano il corposo volume di circa 500 pagine una ricchissima bibliografia e le immagini, spesso molto rare e frutto di un’accurata ricerca iconografica, con i volti delle 25 scrittrici protagoniste del libro. Il volume di Elisabetta Benucci è, dunque, una storia letteraria lunga un secolo; una storia declinata al femminile che ricostruisce come e quanto venticinque scrittrici si siano affaticate, nel corso dell’Ottocento, su Dante e le sue opere.

Venticinque commosse lettrici e studiose appassionate che compongono versi e scrivono prose nel nome di Dante.  Il Sommo Poeta è il filo rosso che accomuna queste scrittrici, appartenenti a generazioni e a ceti sociali differenti. “È un filo sottile – spiega Elisabetta Benucci – ma resistente che si dipana per quasi cento anni, senza mai lacerarsi né spezzarsi, perché sostenuto e alimentato da un viscerale amore per il sommo poeta.Le studiose radiografano Dante, la sua vita, la Commedia con i suoi personaggi, in particolare il rapporto del poeta con Beatrice, ma non solo.

Peccato che le opere e i contributi di queste raffinate interpreti, così attente alle multiformi verità dell’opera maggiore dantesca, abbiano goduto di una fama effimera, limitata al momento, per poi scomparire nell’oblio. È giusto e opportuno allora tentare di restituire loro una qualche visibilità, proponendo questa singolare antologia che raccoglie scritti danteschi di buona qualità e fattura”.  I testi raccolti offrono un ampio spaccato della fortuna del Poeta nell’ambito della scrittura femminile.Offrono, inoltre, la possibilità di conoscere approfonditamente queste letterate e di saperne di più sulla loro biografia e formazione culturale, sulle loro letture, sulle loro relazioni intellettuali.

Si delinea così un vasto panorama femminile, costituito da donne provenienti dal nord al sud della penisola, a documentare, in un vasto arco di tempo, il lento ma inesorabile cambiamento del loro ruolo nella società e di conseguenza l’evoluzione della loro scrittura: da attività quasi segreta da esercitare nel chiuso di una stanza lontano da occhi indiscreti alle nuove opportunità di vedere i loro scritti stampati, seppur in raccolte specifiche, fino al completo riconoscimento dei ruoli di poetessa, romanziera, critica della letteratura. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ecuador, 139 persone in ostaggio e 329 terroristi arrestati: ultime news

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(Adnkronos) – Sono 139 le persone tenute ancora in ostaggio all’interno di cinque carceri in Ecuador, tra cui 125 guardie penitenziarie e 14 dipendenti amministrativi, dopo che nel Paese sono scoppiati disordini armati.Lo riferisce il Servizio penitenziario (Snai) di Quito riferendosi alle carceri di Azuay, Canar, Napo, Tungurahua e Cotopaxi.

Al momento lo Snai non ha confermato la veridicità dei video che circolano sui social in cui si vedono esecuzioni sommarie di ostaggi in carcere. L’esercito e la polizia dell’Ecuador hanno nel frattempo arrestato 329 membri di bande criminali e ne hanno uccisi altri cinque , ha riferito Jaime Vela Eraso, capo del comando congiunto delle forze armate. “Abbiamo confiscato 61 armi di diverso calibro, 418 munizioni, 24 ordigni esplosivi e abbiamo arrestato 329 terroristi.Quarantuno persone sono state liberate dalla prigionia.

Abbiamo eliminato cinque terroristi”, ha detto alla conferenza trasmessa dalla televisione Ecuavisa.Il funzionario militare ha sottolineato che dopo gli scontri con tre bande criminali armate, le forze di sicurezza hanno riportato in prigione 28 prigionieri fuggiti.

Vela Eraso ha aggiunto che nelle carceri dove sono avvenuti gli scontri non sono stati uccisi ostaggi. Un giudice ecuadoregno ha inoltre disposto la custodia cautelare per reati di terrorismo per undici dei 13 sospetti arrestati per l’irruzione nella sede dell’emittente TC Television, presa d’assalto da un gruppo armato.Gli altri due detenuti, minori, sono stati inviati in un centro minorile, sempre con l’accusa di terrorismo.

I tredici fermati hanno tra i 16 ed i 26 anni di età, secondo quanto reso noto dal generale della polizia nazionale Cesar Zapata, citato da ‘Metroecuador’.Per il reato di terrorismo sono previste pene fino a 26 anni di reclusione, fino a 8 per i minori. Il 9 gennaio scorso il presidente ecuadoriano Daniel Noboa ha firmato un decreto che riconosce il “conflitto armato interno” del Paese e ha ordinato la neutralizzazione di 22 bande criminali.

L’annuncio ha fatto seguito alla presa di ostaggi dei dipendenti di TC Television che trasmettevano in diretta da uno studio a Guayaquil.  La situazione della sicurezza in Ecuador è peggiorata il 7 gennaio dopo che il leader della banda criminale Los Choneros, soprannominato Fito, è evaso dal carcere.Alla fuga sono seguite rivolte in diverse carceri.

L’8 gennaio Noboa ha dichiarato lo stato di emergenza nel Paese e imposto il coprifuoco. Il sostegno unanime del Parlamento di Quito alla legge di emergenza messa in atto dal governo per combattere la violenza in corso in Ecuador dimostra che ”il Paese è unito”.Ed è per questo che ”usciremo vincitori da questo conflitto”, ha sostenuto il presidente dell’Ecuador Daniel Noboa in un videomessaggio di un minuto diffuso dopo che il Parlamento ha appoggiato all’unanimità il Decreto esecutivo 111 che riconosce un conflitto armato interno nel Paese e prevede l’intervento delle Forze armate per neutralizzare 22 gruppi terroristici. ”Siamo convinti che usciremo vittoriosi da questo conflitto.

Il sostegno dei cittadini e dei partiti politici è fondamentale per uscire dall’oscurità e avere giorni migliori per tutti.Cedere al male, mai; combattere instancabilmente, sempre.

Viva l’Ecuador”, ha detto il presidente in un breve messaggio trasmesso sui social network. Dal canto suo la Colombia ha dispiegato 180 militari alla frontiera con l’Ecuador come misura di sicurezza preventiva a fronte della situazione nel Paese vicino. “I militari assisteranno le operazioni di sicurezza, pronti a reagire a qualunque situazione”, ha annunciato l’esercito colombiano sul suo account X.Le autorità peruviane hanno dichiarato il giorno precedente lo stato di emergenza per 60 giorni nella zona di frontiera con Ecuador e Colombia, rafforzando la presenza delle forze di polizia a seguito degli eventi in Ecuador. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Venticinque anni senza De Andrè, il progetto per ricordarlo

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(Adnkronos) – Fabrizio De Andrè moriva l’11 gennaio 1999.E 25 anni di distanza la fondazione Fabrizio De André Onlus e Sony Music Italia ricordano l’amato cantautore genovese con il progetto ‘Way point.

Da dove venite…dove andate?’, attraverso le sue parole, il suo pensiero, la sua visione e i suoi viaggi presenti e attuali ancora oggi.

Il progetto si svilupperà lungo tutto il 2024 con varie iniziative, volte a celebrare e a consegnare alle nuove generazioni l’eredità artistica e culturale di uno degli artisti italiani più seguiti e influenti, sottolineando come la genialità e la profondità delle sue parole e la sua visione unica continuino a ispirare. Tra le principali iniziative, la navigazione completa nella sua discografia che prevede la riedizione durante l’anno di tutti i suoi dischi in studio in ordine cronologico.Gli album saranno ristampati in versione Lp nero 180 gr e Cd, arricchiti da annotazioni autografe di Fabrizio De André, pensieri, riflessioni, commenti, estratti di interviste inerenti alle canzoni e agli album e alcuni documenti inediti conservati al Centro studi De André dell’Università degli Studi di Siena. Queste le ristampe in arrivo nel 2024: Volume 1; Tutti morimmo a stento; Volume 3; La buona novella; Non al denaro non all’amore né al cielo; Storia di un impiegato; Canzoni; Volume 8; Rimini; Fabrizio De André / L’Indiano; Crêuza de mä; Nuvole; Anime Salve; Singoli.

I primi 4 dischi saranno disponibili dal 16 febbraio.   E da oggi le Teche Rai pubblicano su RaiPlay l’antologia “De André, il poeta che canta”: un viaggio nella vita e nell’arte del cantautore attraverso preziosi materiali d’archivio.La raccolta include alcune tra le sue più significative partecipazioni televisive degli anni ‘70, ‘80 e ‘90 del secolo scorso: interviste, performance dal vivo e documenti rari per esplorare l’immaginario poetico, musicale e biografico dell’artista.

Le riflessioni sulla canzone d’autore e gli aneddoti personali si intrecciano con le esecuzioni di capolavori quali ‘La guerra di Piero’ e ‘Crêuza de mä’, scoprendo gli aspetti più intimi e profondi della personalità artistica di De André.  Riproposto anche lo storico collegamento del 1978 con il programma ‘L’altra domenica’: la troupe Rai incontrò il cantautore nel suo casale di campagna vicino Tempio Pausania, in Sardegna.Fu intervistato con la figlia Luvi in braccio e, dopo un pranzo domenicale tra amici e canzoni sarde, regalò al pubblico in diretta le toccanti interpretazioni in versione acustica di ‘Andrea’ e ‘Rimini’, accompagnato alla chitarra dal figlio Cristiano, allora 15enne, e con il controcanto della moglie Dori Ghezzi.

A coronare questo spaccato di vita familiare si aggiunse un brindisi a Renzo Arbore.  Altro documento raro e poco visto è la sua partecipazione a ‘Mister Fantasy’ (1981): nella rubrica di Mario Luzzatto Fegiz, De André racconta le esperienze di vita vissuta che hanno dato origine ad alcuni tra i suoi brani più amati, dall’incontro con la ‘graziosa’ di Via del Campo al rapimento dell’estate 1979 da cui ebbe origine ‘Hotel Supramonte’.All’album ‘Crêuza de mä’, con i suoi suoni mediterranei di strumenti antichi e lingue lontane, sono dedicati sia la partecipazione con Mauro Pagani a ‘Blitz’ (1984) che uno Speciale Mixer Musica, pubblicato nella versione integrale comprendente anche le riprese delle interviste: tra ‘pittime’ e marinai, l’autore racconta la genesi dei brani del disco e offre riflessioni sempre attuali sul passato, sulla poesia, sulla vita.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Produzione industriale Italia in calo, Istat: a novembre giù dell’1,5%

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(Adnkronos) – Cala la produzione industriale in Italia.A novembre 2023 si stima che l’indice destagionalizzato diminuisca dell’1,5% rispetto a ottobre.

Nella media del trimestre settembre-novembre si registra una flessione del livello della produzione dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti.Lo rileva l’Istat. 
L’indice destagionalizzato mensile, secondo l’Istat, segna riduzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative caratterizzano, infatti, i beni strumentali (-0,2%), i beni intermedi e i beni di consumo (-1,8% in entrambi i raggruppamenti) e, in misura più marcata, l’energia (-4,0%). Al netto degli effetti di calendario, a novembre 2023 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 3,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 come a novembre 2022).

Si registrano incrementi tendenziali per l’energia (+1,0%) e i beni strumentali (+0,6%); evidenziano un calo, invece, i beni di consumo e i beni intermedi (-5,7% in entrambi i raggruppamenti).Tra i settori di attività economica la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati presenta un’ampia crescita tendenziale (+13,1%), seguono la fabbricazione di mezzi di trasporto (+2,1%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature (+0,8%).

Le flessioni maggiori si registrano nell’industria del legno, della carta e della stampa (-12,7%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-9,3%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (-8,5%).  “A novembre si rileva, per il secondo mese consecutivo, una diminuzione congiunturale dell’indice destagionalizzato della produzione industriale.Risulta in flessione anche l’andamento congiunturale complessivo nella media degli ultimi tre mesi.

L’intonazione negativa di novembre è diffusa a tutti i principali comparti.In termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, si osserva un calo dell’indice generale.

Sempre su base tendenziale, si registrano variazioni positive per l’energia e i beni strumentali, a fronte di flessioni per i beni di consumo e i beni intermedi”, commenta l’Istat. “A novembre, l’indice della produzione industriale in Italia ha registrato un’ulteriore flessione congiunturale più accentuata rispetto a quella del mese precedente.Il calo è stato diffuso a tutti i raggruppamenti principali di industrie”, rileva l’Istat nella Nota mensile. “Il potere d’acquisto delle famiglie, dopo la caduta del quarto trimestre 2022, si è collocato su un sentiero di risalita.

La stessa dinamica si è osservata per la propensione al risparmio che, tuttavia, continua a rimanere inferiore ai livelli pre-Covid”, aggiunge. “A dicembre, i risultati delle inchieste segnalano un miglioramento della fiducia di famiglie e imprese che si riporta in entrambi i casi verso i livelli di luglio 2023”. A dicembre, le inchieste sulla fiducia hanno registrato segnali di miglioramento, scrive l’Istat, spiegando che il clima di fiducia delle imprese è tornato ad aumentare dopo quattro mesi consecutivi di riduzione e ha raggiunto il livello più elevato dallo scorso luglio.L’indice è stato trainato dal settore dei servizi di mercato e in maniera più contenuta da quello delle costruzioni (per cui è stimato un miglioramento di tutte le componenti) e del commercio al dettaglio.

Nella manifattura, invece, la fiducia è diminuita a seguito di giudizi sugli ordini e sulle scorte di prodotti finiti sostanzialmente stabili rispetto a novembre e di attese di produzione in deciso peggioramento.La fiducia dei consumatori è aumentata per il secondo mese consecutivo e si è riportata, anch’essa, sul livello di luglio 2023.

Si segnala un generale miglioramento di tutte le componenti dell’indice ad eccezione dei giudizi sull’opportunità di risparmiare nella fase attuale, che rimangono sostanzialmente stabili rispetto al mese scorso. L’indice composito di fiducia economica Esi a dicembre è cresciuto in Italia (+2,6 punti), Spagna (+2,4) e Germania (+2,4), mentre è diminuito in Francia (-0,5).  “Le condizioni del mercato del lavoro restano solide.A novembre, rispetto al mese precedente, sono aumentati gli occupati e gli inattivi, mentre sono diminuiti i disoccupati”, spiega Istat. “Nel 2023, in media, l’inflazione misurata con l’indice dei prezzi al consumo armonizzato (Ipca) è scesa a 5,9% da 8,7% del 2022, riducendosi progressivamente in corso d’anno e toccando lo 0,5% a dicembre.

Da ottobre, la crescita dei prezzi in Italia è stata inferiore a quella media dell’area dell’euro”, rileva ancora l’Istat. “La fase di aumento dei tassi di interesse ufficiali da parte della Federal Reserve e della Bce dovrebbe essere sostanzialmente conclusa”.Lo afferma l’Istat nella Nota mensile, osservando che “l’incertezza che caratterizza lo scenario internazionale, tuttavia, resta elevata e non possono escludersi nuovi incrementi dei prezzi qualora il costo dell’energia torni a essere un fattore di rischio, risentendo anche delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente”.  Nell’area euro, aggiunge, l’inflazione a dicembre ha registrato un aumento e tale tendenza potrebbe protrarsi alla prima parte di quest’anno.

Gli ultimi dati sembrano confermare la previsione della Banca Centrale Europea secondo cui l’indice dei prezzi al consumo dopo avere raggiunto un minimo a novembre dovrebbe stabilizzarsi nel corso del 2024 ancora al di sopra del target del 2% per poi decelerare nuovamente l’anno successivo. A fine anno, le prospettive economiche internazionali restano molto incerte, dominate dalle tensioni geopolitiche, per le quali non si prospetta una imminente risoluzione, e da condizioni finanziarie ancora restrittive per famiglie e imprese, si legge nella nota mensile. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conte: “Renzi campione di contaminazione politica-affari”

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(Adnkronos) – “Non mi piace parlare di casi singoli, ma il senatore Renzi è persona particolarmente astuta, un perfetto campione della contaminazione tra politica e affari.E’ il più abile nel far tesoro di questo stato di cose che getta discredito sulle istituzioni e nell’integrare le casse del suo bilancio personale e familiare”.

Così Giuseppe Conte nel corso di una conferenza stampa presso la sede del M5S, dove il leader pentastellato ha illustrato le proposte del Movimento in materia di lobby e conflitto di interessi. “Solo qualche allocco ha creduto che fosse tutto frutto di qualche conferenza…Mi ha sorpreso il fatto che già da presidente del Consiglio tramite il suo sodale Carrai svolgesse questo tipo di attività”, prosegue l’ex premier facendo riferimento all’inchiesta del Fatto quotidiano sul leader di Italia Viva. “Renzi mi sfida a un confronto in tv?

Ma io vorrei fare un confronto in Parlamento sulle norme da fare per impedire questo malaffare…Di cosa devo parlare io con Renzi, di affari?”, rimarca Conte, che insiste: “Renzi mi attacca sulla missione russa” durante il Covid “quando scopriamo che ha fatto affari con oligarchi russi”. Quanto alla questione dell’abuso d’ufficio “sta creando spaccature nel Pd”, osserva il leader del M5S parlando in conferenza stampa.

La maggioranza “sta abolendo per esempio i casi in cui c’è stato un concorso universitario truccato…Con il concorso di una parte di finta opposizione, sta mandando in fumo 3.600 sentenze con condanna passata in giudicato”, denuncia l’ex premier. “Non giochiamo su queste cose, l’obiettivo non può essere la restaurazione.

I politici – insiste Conte – non devono avere la debolezza di ritagliarsi norme di privilegio, perché queste cose le paghi.La classe politica pagherà un grave prezzo.

Vogliamo prevenire le immagini dei politici presi a monetine”.  Conte ribadisce poi la sua indisponibilità a una candidatura alle europee e invita gli altri leader politici a non scendere in campo. “Non ci sarò in quelle liste e mi auguro che in quelle liste non ci siano neanche gli altri leader”, afferma il leader M5S. “Non possiamo continuare a ingannare i cittadini.Non puoi dire ai cittadini: datemi il voto, trovate Conte su tutte le liste quando già sai che al Parlamento europeo non ci andrai.

Sono deputato, presidente del Movimento 5 Stelle, quello di parlamentare europeo è un compito che non posso assolvere.Gli altri leader – insiste l’ex premier – dovrebbero avere l’accortezza di fare altrettanto, la politica dovrebbe imparare una volte per tutte a non prendere in giro i cittadini”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, Milan-Atalanta vince prime time mercoledì 10 gennaio

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(Adnkronos) – Canale 5 con la partita di Coppa Italia Milan-Atalanta ha vinto il prime time con 4.433.000 telespettatori e uno share del 21,44%.Secondo gradino del podio per Rai1 con il film ‘Gifted – Il dono del talento’ che ha ottenuto 3.233.000 telespettatori pari al 17% di share.

Terzo posto per Italia1 con il film ‘Mamma, ho perso l’aereo’ che ha realizzato 1.512.000 telespettatori e uno share del 7,61%. Su Retequattro il programma ‘Fuori dal coro’ ha invece totalizzato 1.120.000 telespettatori e uno share del 7,62% mentre su La7 ‘Una giornata particolare – L’omicidio di Giulio Cesare’ ha interessato 957.000 telespettatori (share del 4,80%).A seguire, su Rai3 il doc ‘Frecce tricolori’ è stato visto da 873.000 telespettatori (share del 4,3%) mentre su Rai 2 la serie ‘The Swarm- Il quinto giorno’ è stata seguita da 740.000 telespettatori registrando uno share del 3,8%.

Chiudono gli ascolti del prime time Tv8 con il film ‘Autumn in New York’ che ha ottenuto 371.000 telespettatori e uno share del 2% e Nove con il film ‘The Legend of Zorro’ che è stato da 356.000 telespettatori (share del 2%).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bce: “Tassi restrittivi finché serve, dati ci guidano”

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(Adnkronos) – “Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché sarà necessario”.Così la Bce nel Bollettino economico aggiungendo di essere determinati “ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine” e e pronto “ad adeguare tutti gli strumenti di cui dispone nell’ambito del proprio mandato per assicurare che ritorni sul suo obiettivo di medio termine e per preservare l’ordinata trasmissione della politica monetaria”.  . “Sulla base della valutazione corrente, il Consiglio direttivo ritiene che i tassi di interesse di riferimento della Bce si collochino su livelli che, se mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo”, si osserva. “Il Consiglio direttivo – si sottolinea nel documento – continuerà a seguire un approccio guidato dai dati nel determinare livello e durata adeguati dell’orientamento restrittivo.

In particolare, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione alla luce dei dati economici e finanziari più recenti, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria”.I tassi di interesse di riferimento della Bce “rappresentano lo strumento principale per definire l’orientamento di politica monetaria”, si aggiunge. L’inflazione, pur essendo diminuita negli ultimi mesi, tornerà probabilmente a registrare un temporaneo incremento nel breve periodo per poi continuare il suo graduale calo, si rileva.

Secondo le proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate a dicembre 2023 dagli esperti dell’Eurosistema, l’inflazione si ridurrebbe gradualmente nel corso del 2024, per poi avvicinarsi nel 2025 all’obiettivo del 2 per cento perseguito dal Consiglio direttivo.Nell’insieme gli esperti dell’Eurosistema si attendono che l’inflazione complessiva si collochi, in media, al 5,4 per cento nel 2023, al 2,7 nel 2024, al 2,1 nel 2025 e all’1,9 nel 2026.

Rispetto a settembre scorso le proiezioni per l’area dell’euro sono state riviste al ribasso per il 2023 e soprattutto per il 2024. L’inflazione di fondo ha segnato un’ulteriore flessione.Secondo la Bce, le pressioni interne sui prezzi, tuttavia, rimangono elevate, principalmente per effetto della forte crescita del costo del lavoro per unità di prodotto.

Gli esperti dell’Eurosistema si attendono che l’inflazione al netto delle componenti energetica e alimentare sia pari, in media, al 5 per cento nel 2023, al 2,7 nel 2024, al 2,3 nel 2025 e al 2,1 nel 2026. 
Tensioni geopolitiche e calamità potrebbero però portare a un rialzo dell’inflazione.E’ quanto emerge dal Bollettino economico della Bce.”Tra i rischi al rialzo per l’inflazione figurano le accresciute tensioni geopolitiche, che potrebbero determinare un aumento dei prezzi dell’energia nel breve periodo, ed eventi meteorologici estremi, che potrebbero sospingere al rialzo i prezzi dei beni alimentari”, si legge. “Inoltre l’inflazione potrebbe collocarsi su livelli più elevati del previsto se le aspettative dovessero portarsi al di sopra dell’obiettivo del Consiglio direttivo oppure se retribuzioni o margini di profitto aumentassero più di quanto atteso”, si aggiunge. Al contrario, l’inflazione potrebbe sorprendere al ribasso se la politica monetaria frenasse la domanda in misura maggiore rispetto al previsto o nel caso di un deterioramento inaspettato del contesto economico nel resto del mondo, per l’eventuale effetto, tra l’altro, del recente aumento dei rischi geopolitici. “Con il venir meno della crisi energetica i governi dovrebbero continuare a revocare le misure di sostegno adottate.

Ciò è essenziale per evitare di sospingere al rialzo le pressioni inflazionistiche di medio termine, che renderebbero altrimenti necessaria una politica monetaria ancora più restrittiva”, è stato poi il monito della Bce ai governi. “Le politiche di bilancio dovrebbero essere formulate con l’obiettivo di accrescere la produttività dell’economia dell’area dell’euro e ridurre gradualmente l’elevato debito pubblico”, fa presente ancora la Bce aggiungendo: “Le riforme strutturali e gli investimenti volti a migliorare la capacità di offerta dell’area, che beneficerebbero della piena attuazione del programma Next Generation Eu, possono contribuire a ridurre le spinte sui prezzi nel medio periodo, sostenendo al tempo stesso le transizioni ecologica e digitale.A tal fine, è importante raggiungere in tempi rapidi un accordo sulla riforma del quadro di governance economica dell’Ue. È inoltre indispensabile accelerare i progressi verso la realizzazione dell’unione dei mercati dei capitali e il completamento dell’unione bancaria”, si aggiunge. La Bce segnala anche i rischi per la crescita della zona euro a causa di un effetto superiore alle attese della stretta monetaria e dell’impatto della guerra in Ucraina e della crisi in Medio Oriente.  “I rischi per la crescita economica restano orientati al ribasso.

L’espansione economica potrebbe risultare inferiore se gli effetti della politica monetaria si rivelassero più forti delle attese.Un indebolimento dell’economia mondiale o un ulteriore rallentamento del commercio internazionale graverebbero inoltre sulla crescita dell’area dell’euro.

La guerra ingiustificata della Russia contro l’Ucraina e il tragico conflitto in Medio Oriente sono significative fonti di rischio geopolitico”, si legge. Ciò potrebbe indurre, si aggiunge, “nelle imprese e nelle famiglie, una perdita di fiducia riguardo al futuro.L’espansione economica potrebbe rivelarsi più elevata se, grazie all’incremento dei redditi reali, la spesa aumentasse in misura superiore al previsto, oppure se l’economia mondiale crescesse più di quanto atteso”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il Covid lascia il posto letto all’influenza: -22% ricoveri

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(Adnkronos) – “Il Covid lascia il posto letto all’influenza”.E’ quanto emerge dall’ultimo report sui ricoveri negli ospedali sentinella della Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, che registra la “quarta settimana di ricoveri Covid in calo negli ospedali”.

La rilevazione relativa alla prima settimana del 2024 indica “un calo del 22% dei pazienti ricoverati”. “Il calo più significativo, -27% – precisa la Fiaso – arriva per i ricoverati ‘con Covid’, ovvero coloro che sono in ospedale per altre cause, ma sono risultati positivi al coronavirus, segno di una riduzione anche della circolazione virale del Covid-19.Calo in misura minore anche nei ricoveri ‘per Covid’: -10% tra coloro che occupano posti letto nelle Malattie infettive o nelle Medicine con sindromi respiratorie e polmonari da riferire all’infezione da Sars-CoV-2.

L’età media dei pazienti è di 77 anni e quasi nella totalità dei casi si tratta di soggetti che presentano anche altre patologie che aggravano il quadro clinico.In calo del 27% – prosegue il rapporto – anche i pazienti Covid ricoverati nelle terapie intensive.

La loro incidenza sul totale passa dal 6% al 5,5%: si tratta in termini assoluti di pochi casi per ospedale e anche qui il profilo è quello di pazienti con età media di 70 anni con altre patologie”. Quanto ai bambini, “negli ospedali pediatrici o nei reparti pediatrici degli ospedali sentinella i ricoveri Covid sono in calo del 15%, non ci sono bambini in terapia intensiva e i ricoveri continuano a concentrarsi nella fascia di età tra 0-4 anni”. “Si conferma ormai la discesa dei ricoveri Covid, ma la pressione sugli ospedali non accenna a diminuire per via dell’influenza.Stiamo purtroppo vedendo polmoniti gravi non dovute all’infezione da Covid, ma alle conseguenze dell’influenza anche nelle terapie intensive”, sottolinea Giovanni Migliore, presidente della Fiaso. “Dobbiamo essere ancora prudenti – raccomanda – perché nelle prossime settimane vedremo anche sugli ospedali gli effetti della riapertura delle scuole”.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza 2023, Lopalco: “Picco? E’ già passato, ora seconda metà dell’epidemia”

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(Adnkronos) – “Il picco di incidenza” dell’influenza 2023-2024 “si è registrato nell’ultima settimana dell’anno” appena passato. “Chi oggi dice ‘il peggio deve ancora venire’ sbaglia.Quello che ci aspetta è la fase calante della curva.

Il che significa che registreremo più o meno la seconda metà dei casi dell’intera epidemia (che non è poco, ma non è ‘il peggio’).Ovviamente potrò essere smentito dall’imprevedibile, ma le previsioni basate sull’andamento degli scorsi anni suggeriscono quanto ho detto”.

Lo sottolinea in un post su Facebook Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all’università del Salento.  “Per colore giornalistico si sta parlando di influenza ‘suina’.Non lo è.

La maggior parte dei casi sono causati dal ceppo A H1N1: umanissimo”, aggiunge quindi Lopalco. L’H1N1 “è ceppo emerso nel 2009, anno dell’ultima pandemia influenzale che ai tempi fu battezzata ‘suina’ perché con buona probabilità partì dagli allevamenti di maiale fra Messico e stati del Sud degli Usa.Il virus contiene nel suo genoma porzioni di virus di origine suina, porzioni di origine aviaria e porzioni di origine umana.

Come sempre avviene per i virus influenzali è il frutto di un rimescolamento di diversi ceppi.Ma il ceppo risultante dal rimescolamento è umano”. “Già lo scorso anno avevamo registrato una modesta adesione alla campagna vaccinale contro l’influenza.

Ministero della Salute e Regioni sono entrambi colpevoli per aver sottovalutato questo aspetto e non aver messo in atto alcuna azione correttiva”, afferma quindi all’Adnkronos, sottolineando che “stagioni influenzali intense non sono una novità.E questa, in particolare, era attesa, vista la bassa intensità di circolazione dei virus influenzali durante gli anni della pandemia Covid 19”.  “Si sarebbe dovuta avviare con buon anticipo una campagna vaccinale degna di questo nome.

Le ‘pezze’ tardive come gli Open day vaccinali non sono stati sufficienti”, conclude.   —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ex Ilva, Urso: “Urge intervento drastico”

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(Adnkronos) –
Urge un intervento drastico.Ne è convinto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, che – nel corso della sua informativa al Parlamento sulla grave crisi dell’ex gruppo Ilva – ha detto: “Noi vogliamo invertire rotta cambiando equipaggio e delineando in piano siderurgico nazionale sulla base di 4 poli per una progressiva modernizzazione degli impianti esistenti”.  “Noi ci crediamo e ci impegniamo a ricostruirla competitiva sulla tecnologia green.

L’impianto è in una situazione di grave crisi: nel 2023 la produzione si attesterà a meno di 3 mln di tonnellate, come nel 2022, ben sotto l’obiettivo minimo che avrebbe dovuto essere di 4 mln, per poi risalire nel 2024 a 5 mlilioni di tonnellate.Nulla di quanto programmato e concordato è stato realizzato; nessuno degli impegni presi è stato mantenuto né su occupazione né sul rilancio industriale.

In questi anni la produzione è stata progressivamente ridotta in spregio ad accordi sottoscritti.E perfino in quegli anni in cui la produzione era profittevole in Europa la produzione è stata mantenuta bassa lasciando campo libero ad altri attori stranieri”, accusa ancora. “Sono ore decisive per garantire, nell’immediato, in assenza di impegno del socio privato, la continuità della produzione e la salvaguardia dell’occupazione, nel periodo necessario a trovare altri investitori di natura industriale”, prosegue Urso rivolto al Parlamento ribadendo “l’urgenza di un intervento drastico che segni una svolta netta rispetto alle vicende per nulla esaltanti degli ultimi 10 anni”. D’altra parte, prosegue ricordando l’intervento del 2029 del governo Conte, “nessuno che avesse a cura l’interesse nazionale avrebbe mai sottoscritto quel tipo di accordo.

Nessuno che abbia conoscenze delle dinamiche industriali avrebbe accettato mai quelle condizioni”, accusa ribadendo come la nascita di Acciaierie d’Italia con l’ingresso di Invitalia al 38% avvenne “con la sigla di patti parasociali fortemente sbilanciati a favore del soggetto privato.Patti che definire leonini è un eufemismo”.

La governance infatti, sintetizza, “era rimasta di fatto rimasta nelle mani del socio privato che nel frattempo però deconsolidava l’asset, a dimostrazione del proprio disimpegno, richiamando anche i propri tecnici e non immettendo più alcuna risorsa nell’azienda”, sottolinea. La richiesta di A.Mittal per un controllo condiviso sulla governance anche in una posizione di minoranza “non è accettabile né percorribile soprattutto alla luce delle regole sugli aiuti di Stato”, ha detto ancora Urso chiudendo alle aperture profilate dalla multinazionale franco indiana per proseguire la joint venture in Acciaierie d’Italia nel corso del dibattito parlamentare. “Il socio privato davanti alla richiesta di un impegno finanziario pro-quota ha detto chiaramente che non aveva nessuna intenzione di immettere alcuna risorsa persino se la sua quota dovesse scendere al 34 %.AMittal condivide dunque l’eventualità di diluire la sua quota ma non quella di contribuire finanziariamente in ragione della propria quota rivendicando in ogni caso un controllo paritario sulla governance, cosi da condizionare ogni decisione”, ha concluso  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

F1, clamoroso: Steiner lascia la Haas! La decisione del team

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Terremoto in casa Haas: dopo l’addio di Simone Resta, anche Guenther Steiner lascia la squadra in vista dell’inizio della stagione 2024.A comunicarlo è la stessa scuderia tramite un annuncio ufficiale sui propri canali social.

Steiner, abbastanza a sorpresa, lascia la Haas da ruolo di team principal a seguito di un 2023 ricco di tante incertezze: l’ultimo posto nel mondiale costruttori non è di certo andato giù a Gene Haas che ha preferito optare per il cambio.Al suo posto ci sarà Ayao Komatsu, ormai ex coordinatore degli ingegneri di pista del team.

Steiner lascia la Haas: insieme a lui anche Resta

Non è di certo un caso che la scelta da parte della Haas di licenziare Steiner sia arrivata proprio nella giornata che ha visto anche la partenza di Resta.

Per il team americano è in atto una rivoluzione molto pesante e non si esclude che tutto ciò possa avere delle ripercussioni anche in vista della prossima stagione.Entrati ormai nel 2024, manca sempre meno prima della presentazione delle vetture, per poi vederle in pista in vista dei test in programma in Bahrain.

Subito dopo, ci sarà il primo spegnimento dei semafori dell’anno in programma per il 2 marzo sempre in Bahrain.

Hulkenebrg e Magnussen Haas
FONTE FOTO: Haas F1 Team Twitter

Non si esclude che l’addio di Steiner sia legato a una forte discussione nata con Gene Haas.La volontà del presidente del team americano era quella di voler proseguire sugli sviluppi dell’ultima VF23 (quella vista in pista dal GP degli USA).

Di parere diverso invece Simone Resta – che ha abbandonato il team da ruolo di direttore tecnico – e Steiner che, con il contratto in scadenza, è stato allontanato in anticipo dalla sua scuderia.Sarà senza dubbio interessante capire quali sfide ci saranno sia per Resta che per Steiner: non si esclude, infatti, che il loro futuro possa ancora – soprattutto per l’ingegnere Ferrari – esser targato Formula 1.

Bimba di 5 anni cade dal secondo piano a Caivano, è grave

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(Adnkronos) – Bimba di 5 anni cade dal secondo piano: è grave. È accaduto in mattinata a Caivano, in provincia di Napoli.Dalle prime informazioni, pochi minuti fa i carabinieri sono intervenuti in via Volta per una bambina precipitata dal secondo piano di un palazzo.

La caduta sarebbe stata in parte attutita da fili per stendere la biancheria.La piccola, che ha 5 anni, è stata trasportata all’ospedale Santobono di Napoli, in prognosi riservata.

Indagini in corso per chiarire la dinamica e eventuali responsabilità. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurovision 2024, artisti finlandesi chiedono messa al bando di Israele da kermesse

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(Adnkronos) – Più di 1.400 professionisti dell’industria musicale finlandese hanno firmato una petizione che chiede la messa al bando di Israele dall’Eurovision per presunti “crimini di guerra” a Gaza.Lo riferisce la Bbc sottolineando che se Israele non sarà escluso, i firmatari chiedono che l’emittente pubblica Yle ritiri la partecipazione della Finlandia dalla competizione.

Yle afferma che sta monitorando la posizione dell’Ebu (Unione europea di radiodiffusione), organizzatore del concorso.Il mese scorso, i musicisti islandesi hanno avanzato richieste simili all’emittente televisiva Rúv. Tra i firmatari figurano gli artisti finlandesi Olavi Uusivirta, Paleface e Axel Ehnström, che hanno rappresentato il Paese nel concorso del 2011.

Gli artisti accusano Yle di doppiopesismo, affermando che l’emittente è stata tra le prime a chiedere l’esclusione della Russia dal concorso del 2022, “e quindi ci aspettiamo la stessa attiva difesa dei valori anche adesso”.Il giorno dopo che la Russia aveva lanciato la sua invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022, il rappresentante di Yle, Ville Vilén, aveva affermato che l’attacco di Mosca è “contrario a tutti i valori che Yle e altre emittenti europee rappresentano”.

L’Ebu subito dopo ha vietato alla Russia di partecipare all’Eurovision.Vilén ha però specificato che la situazione in Israele e Gaza “non è proprio la stessa”. “Per quanto raccapricciante sia, non è una guerra di aggressione di uno Stato nei confronti di un altro, come quella tra Russia e Ucraina”, ha detto il mese scorso al tabloid finlandese Ilta-Sanomat. Il capo delle comunicazioni di Yle, Jere Nurminen, ha detto al quotidiano Hufvudstadsbladet che l’emittente sta seguendo la situazione e sta discutendo con l’Ebu e altre emittenti pubbliche.

Yle prevede anche di incontrare gli autori della petizione.L’Eurovision di quest’anno si svolgerà nella città svedese di Malmö. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Sardegna, Solinas: “Mia rinuncia? Nulla di stabilito, decide il partito”

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(Adnkronos) – “Una mia rinuncia alla candidatura in Sardegna” per le elezioni regionali 2024?Al momento “non c’è ancora nulla di stabilito, ci saranno alcuni passaggi del partito sardo d’Azione-Salvini premier, quella sarà la sede dove verrà detta l’ultima parola, vedremo il da farsi in una valutazione complessiva…”.

Interpellato dall’Adnkronos, Christian Solinas, attuale governatore della Sardegna, risponde così ai rumors delle ultime ore su un suo passo indietro sulla candidatura bis alla guida della Regione, dopo le frizioni con Fdi, che ha deciso di puntare sul sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu.  Alla Camera, durante l’incontro tra Salvini e i parlamentari della Lega, il leader ha ricordato lo stallo in Sardegna, sottolineando come “la partita si chiude a breve”, non senza ribadire che “non ricandidare gli uscenti è una mossa sbagliata” perché “perdi credibilità se come coalizione disconosci chi hai sostenuto fino a ieri”.  Nelle ultime ore è continuato intanto il muro contro muro tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni sul tema.La Lega, infatti, insiste per la conferma di Solinas mentre Fratelli d’Italia punta su un altro cavallo, Paolo Truzzu, la cui candidatura sarà ufficializzata nel week end. ”Solinas?

Per noi Truzzu è il candidato migliore”, tagliava corto in Transatlantico, a Montecitorio, il deputato sardo e presidente della commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda, che annunciava: ”Sabato a Quartu Sant’Elena, si terrà un convegno di Fdi, dove verrà presentata la candidatura di Truzzu come governatore e sono stati invitati anche gli alleati Fi e Lega”. ”Per me i governatori della Lega che, secondo i dati, sono i più amati d’Italia sono un valore aggiunto, così come i sindaci della Lega.Ho incontrato Solinas per parlare di porti e aeroporti sardi.

Gli italiani un anno e rotto fa hanno scelto il centrodestra unito per governare l’Italia e lo stanno apprezzando e sostenendo.Per me è sempre l’unità del centrodestra il valore più importante.

E per me se un sindaco e un governatore hanno lavorato bene al primo mandato è giusto e naturale ricandidarli.Detto questo, non scelgo da solo, scegliamo tutti insieme.

La cosa più semplice sarebbe ricandidare gli uscenti in tutte le Regioni dove ora si andrà a votare, visto che tutti hanno ben lavorato.Se qualcuno dice che non vuole candidare Tizio o Caio, mi deve spiegare perché e dove ha sbagliato”, le parole di Matteo Salvini, ieri sera, a ‘Cinque minuti’ di Bruno Vespa. “Non mi interessano le compensazioni…” ha poi precisato alla domanda di Vespa su un piano B in caso di mancata candidatura di Solinas. Allo stato, dunque, la Sardegna sembra diventata una partita a due, tra Lega e Fdi.

Antonio Tajani, segretario nazionale di Fi, professa ottimismo: ”Sulle candidature alle regionali troveremo una soluzione, come sempre.E’ dal 1994 che andiamo uniti, non c’è problema”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lega, Salvini vede i parlamentari: “Pronti a cambiare Ue, no Palamara in lista”

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(Adnkronos) – E’ terminata alla Camera la riunione tra i parlamentari della Lega e il segretario Matteo Salvini.Sul tavolo gli scenari politici, a partire dal voto per le prossime regionali e le europee.

Il vicepremier, a quanto si apprende, avrebbe assicurato ai suoi che in Ue per la prima volta dopo il voto di giugno “ci potrebbe essere una maggioranza europarlamentare di centrodestra” senza i socialisti. “Siamo determinati a sostenere il centrodestra unito anche in Europa, senza i socialisti -ha sottolineato- .Significa che su alcuni temi come eliminazione totale dei motori tradizionali, immigrazione o cibo sintetico ci sarebbe una maggioranza compatta e alternativa.

Abbiamo un’idea d’Europa molto chiara”. Sulle liste europee ha poi detto che a breve ci saranno i nomi dei candidati, nomi su cui nelle scorse ore aveva sottolineato che “non saranno quelli di personaggi famosi, il cantante o il calciatore, ma di persone che hanno una idea chiara, alternativa all’Europa a guida socialista, tutto sbarchi e follie, sono nomi interessanti”.Oggi ai suoi ha poi chiarito che i rumors sulla candidatura di Luca Palamara “sono infondati”.  Toccato anche il tema caldo delle regionali, a partire dal rebus Sardegna al voto il prossimo 25 febbraio, dove è muro contro muro con Fdi, che ha detto no alla ricandidatura di Solinas e punta sul sindaco di Cagliari Paolo Truzzu: “La partita si chiude a breve”, ha assicurato Salvini, ribadendo che “non ricandidare gli uscenti è una mossa sbagliata” perché “perdi credibilità se come coalizione disconosci chi hai sostenuto fino a ieri”. Salvini ha ricordato che domani sarà a Palermo dove prenderà parola in udienza in occasione del processo OpenArms programmato nell’aula bunker dell’Ucciardone, un passaggio che gli ha consentito di parlare della “gogna mediatica a cui stiamo assistendo e che in passato aveva travolto altre persone a me vicine poi uscite totalmente pulite.

Ma nel frattempo sono stati infangati”.Per questo, Salvini ha evidenziato: “La riforma della Giustizia è fondamentale”.  
Applausi per Federico Freni, non indagato ma vittima di gravi insinuazioni mediatiche, e per Roberto Calderoli quando Salvini ha citato la riforma dell’Autonomia.

Il leader ha ricordato di aver convocato un consiglio federale per lunedì, a Milano, anche per discutere dei prossimi appuntamenti elettorali.L’incontro è ancora in corso.

Lo rende noto la Lega.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)