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Kate Middleton in ospedale, la moglie del principe William operata

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(Adnkronos) – Kate Middleton operata a Londra: la principessa del Galles si è sottoposta a un intervento di chirurgia addominale a Londra.Lo ha riferito Kensington Palace.

Secondo quanto riportano i media britannici, Kate resterà in ospedale per un paio di settimane.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europee, Ricci: “Schlein si candidi, polarizzare tra lei e Meloni rafforza il Pd”

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(Adnkronos) – “Elly Schlein?Io credo che sia un bene che si candidi”.

Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, è in controtendenza rispetto a diversi dirigenti Pd. “Prima di tutti i discorsi fatti in queste settimane, occorre fare un’analisi politica: se tutti pensiamo che la polarizzazione tra Meloni e Schlein, e quindi tra Fdi e noi, sia una strategia utile per il Pd, è evidente che la candidatura della segretaria rafforza questo ragionamento”, spiega Ricci interpellato dall’Adnkronos.  Però in tanti, a partire da Romano Prodi fino a Stefano Bonaccini, frenano sulla candidatura di Schlein… “Sono tutti ragionamenti legittimi, per carità.Ma qui la domanda è: quale è l’assetto migliore perchè il Pd prenda più voti possibile alle europee?

A me interessa il Pd e ritengo che maggiore sarà la polarizzazione tra Meloni e Schlein, maggiore sarà il vantaggio per il Pd.E se serve che Schlein si candidi per far crescere i consensi del Pd, tutti gli altri ragionamenti vengono dopo.

Poi deciderà lei cosa fare”.  Conte farebbe una campagna elettorale tutta contro chi, come Schlein, si candida ma poi non va in Europa.Questo non offuscherebbe la candidatura della segretaria? “La nostra competizione non è con Conte ma con Giorgia Meloni.

Il campo da gioco deve essere questo altrimenti se ci mettiamo a fare la corsa su Conte, un potenziale alleato, le europee per noi andranno male…Noi in questa campagna elettorale dobbiamo marcare le visioni fortemente alternative tra noi e Fdi.

Sia sulla politica europea che nazionale”. Ricci, anche il confronto Tv Meloni-Schlein rafforzerebbe il Pd? “E’ positivo che si faccia il confronto televisivo.Schlein ha lanciato per prima la sfida e Meloni l’ha raccolta.

Il fatto che Meloni abbia identificato in Schlein l’avversaria, accettando il confronto, per noi non può che essere positivo.Dobbiamo continuare in questa direzione fino alle elezioni”.  Sindaco, lei conferma la disponibilità a correre alle europee? “Sì, ho dato la mia disponibilità già da mesi e poi vedremo quando sarà il tempo di comporre le liste”.

Molti chiedono a Schlein di decidere presto, bisognerebbe stringere i tempi? “Anche io sto contribuendo, ahimè, ad alimentare un dibattito che prima lo chiudiamo e meglio è.Noi dobbiamo ragionare su quale è l’assetto migliore in questa campagna elettorale per vincere le elezioni.

Io, ripeto, sono convinto che più ci sarà polarizzazione Pd-Fdi, maggiore sarà per noi il vantaggio.Tutti gli altri ragionamenti sulla composizione delle liste sono legittimi, ma secondari”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trento, donna di 32 anni trovata morta in casa

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(Adnkronos) – Una donna di 32 anni è stata trovata morta a letto nella sua casa a Trento.Sul posto i carabinieri, il pm e il medico legale che stanno svolgendo i rilievi per stabilire le cause della morte.

Ancora da chiarire se si tratti di un malore o se la donna sia stata uccisa.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Davos, esperti riuniti per la ‘malattia X’: allarme per il virus che non esiste

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(Adnkronos) –
La misteriosa ‘malattia X’ entra nell’agenda del Word Economic Forum di Davos.Già nel 2018, prima dell’emergenza Covid, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva ipotizzato l’arrivo di una pandemia causata da una patologia ancora sconosciuta, chiamata genericamente ‘Disease X’ ovvero malattia X. Una patologia che non esiste, ma il cui studio potrebbe facilitare la prevenzione in modo da preparare azioni flessibili e trasversali per arginare la diffusione di malattie tra cui appunto anche un ipotetico morbo a oggi ancora sconosciuto.

Ora la malattia X interessa i vari esperti riuniti a Davos perché nell’agenda del Wef c’è un incontro, coordinato dal direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, proprio dedicato a come affrontare una nuova pandemia da malattia X. “Abbiamo conosciuto il virus Zika, Ebola e sappiamo cosa può accadere.Ma dobbiamo avere un piano per una futura e sconosciuta ‘malattia X’, di cui parliamo da tanti anni.

Il Covid è stata la prima malattia X, ma può riaccadere e dobbiamo essere in grado di anticipare e preparaci a questo.Avere un sistema di allerta precoce, saper espandere velocemente i sistemi sanitari e investire di più nelle cure primarie”, dice il dg dell’Organizzazione mondiale della sanità. Gli esperti – oltre 300 scienziati sono stati radunati dall’Oms già nel novembre 2022 – ipotizzano che questa futura patologia potrebbe causare 20 volte più decessi del Covid.

Il meeting terrà accesi ii riflettori sui “nuovi sforzi necessari per preparare i sistemi sanitari alle molteplici sfide future”.
 Inevitabilmente, il tema non è passato inosservato sui social.Abbondano, in particolare negli Stati Uniti, commenti e posizioni che stigmatizzano l’approccio e individuano nella ‘malattia X’ un pretesto per adottare misure simili a quelle implementate durante la pandemia di covid.

Su X, il social di Elon Musk, un disclaimer chiarisce che la malattia X non è “non è una reale patologia” ma un morbo ipotetico che “potrebbe causare una grave pandemia a livello internazionale in futuro”. Il direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell’Oms, Michael Ryan, ha evidenziato che accendere i riflettori su virus e agenti patogeni per ricercare e sviluppare contromisure è “essenziale per una risposta rapida ed efficace alle epidemie e alle pandemie”.Parlare di ‘malattia X’, in sostanza, serve ad identificare “lacune di conoscenza e priorità di ricerca” per un elenco di virus e agenti patogeni identificati come prioritari: il Covid-19, la febbre emorragica Crimea-Congo, il virus Ebola, la febbre di Lassa, la Sindrome respiratoria orientale (MERS), il virus Zika.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, femminicidio Ornella Pinto: confermato ergastolo per l’ex compagno

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(Adnkronos) –
Confermata la condanna all’ergastolo per Pinotto Iacomino, l’uomo che il 13 marzo 2021 uccise la sua ex Ornella Pinto davanti al figlio di 3 anni.La Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha confermato la sentenza di primo grado del maggio 2022, stabilendo una provvisionale in favore della sorella Stefania, tutrice del bimbo, e confermando i risarcimenti nei confronti dei familiari – costituiti parte civile – e della Fondazione Polis.  Il femminicidio della 39enne avvenne in zona San Carlo Arena, centro di Napoli.

Lo scorso novembre, la Procura generale di Napoli aveva chiesto la conferma della condanna all’ergastolo anche in Appello per Iacomino, accusato di aver accoltellato a morte la docente, sua ex convivente, al culmine di una lite.Secondo la ricostruzione degli investigatori – indagini condotte dalla polizia – furono almeno 13 le coltellate sferrate da Iacomino con un coltello da cucina recuperato in una struttura ricettiva di famiglia.  “Dopo questa sentenza, potrò adottare mio nipote”. È scoppiata in lacrime, in aula, Stefania Pinto, la sorella di Ornella.

La sorella, in qualità di tutrice del bimbo, ora potrà chiedere l’adozione, poiché per la prima volta in Italia il papà ha perso la potestà genitoriale già in primo grado.  Assistita dagli avvocati Mino Capasso e Valeria Pessetti, Stefania Pinto si è costituita parte civile al processo nei confronti di Iacomino e sta seguendo tutto l’iter in sede civile anche per l’adozione del bambino, che oggi ha 6 anni e che fu svegliato quella tragica notte dalle urla strazianti di sua madre Ornella, accoltellata a morte dall’assassino.A Stefania è stata riconosciuta una provvisionale in qualità di tutrice del bambino.

A processo, accanto alla famiglia Pinto, si è costituita parte civile anche la Fondazione Polis con gli avvocati Celeste Giliberti e Gianmario Siani.  “Alla fine la vera condanna è per noi e per il bambino che sto crescendo a tutti gli effetti come mio figlio”, aggiunge Stefania Pinto.L’iter dell’adozione potrebbe essere accelerato, caso unico in Italia, visto che Iacomino ha perso la potestà genitoriale già in primo grado.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Djokovic al terzo turno dell’Australian Open, Popyrin battuto in 4 set

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(Adnkronos) – Novak Djokovic al terzo turno dell’Australian Open 2024.Il 36enne serbo, numero 1 del mondo e detentore del titolo, nel secondo turno soffre ma batte il 24enne australiano Alexey Popyrin, numero 43 del ranking Atp,per 6-3, 4-6, 7-6 (7-4), 6-3 in 3h11’’ e affronterà l’argentino Tomas Etcheverry, numero 30 del seeding, nei sedicesimi di finale. Djokovic, reduce dal complicato rodaggio al primo turno contro il baby croato Dino Prizmic, carbura nel corso del primo set.

Il numero 1 del mondo gestisce senza problemi i propri turni di servizio (3 punti concessi in tutta la frazione) e nell’ottavo gioco mette a segno il break che spezza l’equilibrio: 6-3.Popyrin incassa il colpo e ha il merito di rimanere pienamente in partita in avvio del secondo parziale.

Il beniamino del pubblico di casa non balbetta al servizio e nel quarto game approfitta della peggior versione di Djokovic: il serbo sbaglia 4 dritti, uno dopo l’altro, e consegna all’avversario il game del 3-1.Sotto 5-3, il numero 1 del mondo alza il ritmo e recupera il break tornando pienamente in carreggiata.

Tutti si aspettano l’aggancio e invece Djokovic: il dritto si inceppa ancora, Popyrin ringrazia e porta a casa il 6-4 che pareggia i conti.Il terzo set fila via senza sussulti, con il servizio a dominare la scena: nessuna palla break fino al decimo game, con Popyrin avanti 5-4.

L’australiano tiene gli scambi e il numero 1 del mondo continua a commettere errori, precipitando 0-40: Popyrin ha 3 set point di fila, ne avrà anche un quarto nell’interminabile game che Djokovic riacciuffa per i capelli (5-5).Il set si risolve al tie-break, che Djokovic si aggiudica 7-4.

Il serbo scappa fino al 5-2, resiste al tentativo di rimonta del rivale e si prende il terzo set.Popyrin prova a resistere, ma a metà del quarto set cede: il sesto game è la svolta decisiva, con il break che Djokovic mette a segno a zero (4-2).

Il numero 1 del mondo spreca 3 match point sul 5-2 ma chiude i conti nel game successivo: 6-3 e sipario. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, parte la prevendita dei biglietti per il Giugliano

Juve Stabia, partita la vendita dei biglietti per il derby col Giugliano valevole per la 22esima giornata di campionato.

Juve Stabia, parte la prevendita dei biglietti per il match col Giugliano, valevole per la 22esima giornata del Girone C di Lega Pro e in programma domenica 21 gennaio alle ore 20:45 allo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Il comunicato ufficiale della Juve Stabia pubblicato sul proprio sito ufficiale con l’indicazione di prezzi e modalità di acquisto dei biglietti per il derby col Giugliano.

“La S.S.Juve Stabia comunica che sono a disposizione i tagliandi per il match Juve Stabia-Giugliano, gara valida per la ventiduesima giornata Serie C Now, che si giocherà domenica 21 gennaio alle ore 20:45 allo stadio Romeo Menti.

Tutti i tifosi potranno acquistare il proprio titolo d’accesso allo stadio Romeo Menti anche attraverso il portale www.etes.it oltre che allo store ufficiale S.S.

Juve Stabia sito in Corso Giuseppe Garibaldi, 24, Castellammare di Stabia.

Si rende noto, quindi, che saranno disponibili:

Curva San Marco € 10 + 2 prevendita – ridotti 6/16 anni, donne € 6 + 2;

Tribuna Varano € 14 + 2 prevendita – ridotti 6/16 anni, donne € 9 + 2;

Tribuna Quisisana € 16 + 2 € prevendita – ridotti 6/16 anni, donne 10 + 2 €;

Tribuna Monte Faito € 20 + 2 € prevendita – ridotti 6/16 anni, donne € 15 + 2 €.

 

I tagliandi potranno essere acquistati nei seguenti punti vendita:

Bar Dolci Momenti, Via G.Cosenza 192;

Bar Gialloblu, Viale Europa 101;

Agenzia Intralot, Viale Europa 31;

Tabaccheria del Corso, Corso Vittorio Emanuele 11;

Planet Davidos, C.so Alcide De Gasperi 114/116;

Goldbet, Piazza Giovanni XXIII, 33;

Anca Caffè, Strada Panoramica 1b/1c;

Movida Caffè, Via Napoli 297;

Bar degli Amici, via Pioppaino, 39/41;

Il Bar del Porto, via Bonito, 123;

Napodos Caffè, via Regina Margherita, 196;

Punto Vincente Sala Slot, via Madonna delle Grazie, 196, Santa Maria la Carità;

Tabaccheria Muratori, via Napoli, 229.

La prevendita al botteghino dello stadio Romeo Menti sarà attiva sabato dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00 e i tagliandi acquistati saranno privi dei costi di prevendita.

Si invitano i tifosi ad anticipare l’ingresso all’impianto per evitare assembramenti.

S.S.

Juve Stabia”. 

Attacchi Houthi nel Mar Rosso minaccia per economia mondiale: ecco cosa si rischia

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(Adnkronos) –
Gli attacchi degli Houthi dello Yemen alle portacontainer e alle petroliere che transitano attraverso il Mar Rosso iniziano a rimodellare i flussi di navigazione a livello globale.E questo succede proprio quando le catene di approvvigionamento a livello globale stavano finalmente tornando alla normalità.

I continui attacchi degli Houthi sostenuti dall’Iran fanno crescere i costi del trasporto a livello globale e costringono le compagnie marittime e i loro clienti a scegliere rotte alternative più lunghe dall’Asia all’Europa e agli Stati Uniti.L’aumento dei costi di spedizione, rileva il ‘Washington Post’, probabilmente si rifletterà in un aumento dei prezzi, soprattutto in Europa più che negli Stati Uniti. Secondo Moody’s, quasi un quinto delle merci statunitensi arriva nei porti della costa orientale dopo essere transitato dal Mar Rosso e dal Canale di Suez.

Pannelli solari, batterie di veicoli elettrici, giocattoli e aspirapolvere sono tra le merci che fanno questo viaggio.Ma per il momento gli economisti non prevedono un impatto significativo sui prezzi pagati dai consumatori Usa, a meno che la violenza non si aggravi.

Tuttavia produttori e rivenditori stanno già sentendo le ripercussioni economiche dell”incertezza sulla durata degli attacchi.  Nei giorni scorsi, le case automobilistiche Tesla e Volvo hanno dichiarato che avrebbero chiuso gli impianti in Germania a causa di una carenza dei pezzi di ricambio causata dalle interruzioni negli approvvigionamenti.La compagnia petrolifera britannica Shell ha interrotto tutte le sue spedizioni attraverso il Mar Rosso, come ha riferito ieri il Wall Street Journal. “Questo è un segno che la situazione sta peggiorando, non migliorando”, commenta Lars Jensen, amministratore delegato della Vespucci Maritime di Copenhagen. “Dimostra che l’intervento militare non ha fatto nulla per alleviare la situazione”. Negli ultimi 4 anni, le catene di approvvigionamento globali hanno dovuto far fronte alla pandemia di coronavirus, al cambiamento dei modelli di acquisto dei consumatori, all’inflazione da record e a una guerra inaspettata in Europa con l’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio del 2022 da parte della Russia.

Negli ultimi mesi, poi, rileva il ‘Washington Post’, una grave siccità ha limitato l’accesso al Canale di Panama, costringendo alcune merci ad attraversare l’istmo su rotaia anziché su nave.Ora, l’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente minaccia ancora un po’ di più il commercio e gli attacchi militari statunitensi contro i ribelli Houthi hanno fatto finora poco per placare la minaccia al commercio globale. Ieri la nave di proprietà greca e battente bandiera maltese ‘Zografia’ è stata colpita da un missile nel Mar Rosso dopo che il giorno prima una nave di proprietà statunitense, la Gibraltar Eagle, era stata colpita in un attacco simile.

In un incidente separato, avvenuto martedì, quattro piccole imbarcazioni si sono avvicinate a 400 metri da una nave nel Mar Rosso, a nord dell’Eritrea, ma sono state allontanate da colpi di armi leggere, secondo un rapporto dell’United Kingdom Maritime Trade Operations.Nessuno ha rivendicato la responsabilità degli ultimi raid, che hanno fatto seguito al terzo raid militare Usa contro obiettivi Houthi in Yemen.  Gli attacchi, osserva il ‘Washington Post’, stanno iniziando a diffondersi oltre il Mar Rosso fino al Golfo di Aden, che conduce al Mar Arabico e all’Oceano Indiano.

Questo minaccia l’accesso al mare di Gibuti, porta commerciale per i 120 milioni di abitanti dell’Etiopia, e complica il compito degli strateghi militari statunitensi e dei loro alleati.Tre mesi dopo l’inizio della guerra nella Striscia di Gaza, la zona di rischio marittimo si estende ora per centinaia di miglia dalla sua posizione originaria nel Mar Rosso, ha sottolineato Ami Daniel, il Ceo di Windward, una società di intelligence marittima con sede a Londra.  Le forze navali che proteggono il commercio globale sono ora pericolosamente ridotte.

Daniel prevede che il Canale di Suez, che gestisce il 10-15% del commercio petrolifero mondiale, sarà di fatto chiuso al traffico internazionale.Far transitare una nave attraverso il Canale di Suez costerà dai 3 ai 5 milioni di dollari, compresi i maggiori costi assicurativi, la sicurezza e l’indennità di rischio per l’equipaggio.

Il dirottamento intorno al Capo di Buona Speranza dell’Africa meridionale – che aggiunge sette o nove giorni di viaggio dall’Asia – potrebbe costare fino a 2 milioni di dollari in più per lo stesso tipo di nave, ha spiegato. Se gli attacchi nel Mar Rosso continueranno, alcuni spedizionieri della costa orientale degli Stati Uniti potrebbero scegliere di far arrivare le loro merci attraverso i porti della costa occidentale prima di caricarle a bordo di treni merci per il viaggio verso est, hanno detto gli analisti.Dallo scoppio dei combattimenti in Medio Oriente, il costo della spedizione di un container standard dalla Cina all’Europa è salito da meno di 1.000 dollari a più di 4.700 dollari, secondo l’indice Freightos.

Si tratta di un aumento notevole, ma è inferiore al picco dell’era pandemica di circa 15.000 dollari di due anni fa.I costi di spedizione non sono aumentati ulteriormente perché il settore dispone di un’ampia capacità inutilizzata.

In risposta alla crisi della catena di approvvigionamento durante la pandemia, le compagnie marittime come Maersk e Hapag-Lloyd hanno ordinato decine di nuove navi portacontainer.Questa capacità aggiuntiva, rileva il quotidiano Usa, “sta consentendo al settore di assorbire l’attuale interruzione riassegnando le navi alle rotte marittime più lunghe intorno al Capo di Buona Speranza”. “È costoso e richiede più tempo.

Ma fisicamente si può fare”, ha detto Jensen. Se l’impennata dei costi di trasporto è una cattiva notizia per le aziende che spostano le merci dall’Asia all’Europa o agli Stati Uniti, è invece una buona notizia per le compagnie di trasporto merci che hanno sentito il peso finanziario di ingenti investimenti a fronte di una domanda fiacca.I profitti di Maersk nell’ultimo trimestre sono crollati a 521 milioni di dollari dagli 8,9 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente.

I ricavi trimestrali sono diminuiti di quasi la metà.A novembre, Maersk ha dichiarato di aver ridotto la propria forza lavoro di 7.000 unità lo scorso anno e di aver pianificato ulteriori 3.500 tagli di posti di lavoro quest’anno.

Quando Maersk e altre compagnie di navigazione container comunicheranno i loro prossimi risultati finanziari tra un paio di settimane, i numeri dovrebbero essere migliori, ha detto Jensen.Grazie alla forte domanda, sono state in grado di aumentare le tariffe al di sopra di qualsiasi aumento dei propri costi di assicurazione e carburante. Per il momento, sottolinea il ‘Washington Post’, si ritiene improbabile che gli scontri nel Mar Rosso abbiano un impatto immediato sull’economia statunitense: l’aumento dei costi di spedizione probabilmente si rifletterà in un aumento dei prezzi, soprattutto in Europa.

Ma Gregory Daco, capo economista di Ey Parthenon, ha affermato che è improbabile che la situazione attuale aumenti il tasso d’inflazione annuale del 3,4% degli Stati Uniti di più di 0,1 punti percentuali. “Ci vorrebbe una situazione prolungata o un’escalation di eventi perché le ripercussioni si ripercuotano in modo visibile sull’inflazione”, ha affermato. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Camilla e il soprannome ‘Lorraine’ che non piacque a Carlo

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(Adnkronos) – Poco prima di diventare regina, Camilla fu chiamata affettuosamente da familiari e amici “Lorraine”, un soprannome che è un gioco di parole con quelle francesi ‘la reine’ e che l’imminente sovrana trovò certamente divertente.Lo rivela Robert Hardman nel sua biografia su re Carlo in uscita domani ‘The Making of a King: King Charles III and the Modern Monarchy’, nella quale tuttavia menziona il disappunto del sovrano per questo nomignolo dato alla consorte.

Quando la duchessa di Cornovaglia stava per diventare regina, la sua famiglia le diede il soprannome di “Lorraine”. “Lei ha sempre visto il lato divertente della cosa, anche se il principe Carlo no”, scrive nel suo libro l’esperto reale citando un amico della regina. Il passaggio da duchessa a regina, secondo Hardman, fu piuttosto difficoltoso per Camilla, che impiegò un po’ di tempo prima di abituarsi al suo nuovo status.Quando la chiamavano “Sua Maestà”, si rendeva conto soltanto all’ultimo momento che si riferivano a lei.

Ma la regina ha un gran senso dell’umorismo ed è divertente stare con lei, è “una persona intrinsecamente felice” che solleva l’umore attorno a sé “e, cosa più importante, attorno al re”.Non stupisce, dunque, che alla futura regina il nomignolo di Lorraine sia piaciuto.

D’altronde era già abituata a quello di “Gaga”, come i nipotini chiamano Camilla. “Ma non come la cantante.Forse, come… ‘matta’”, raccontò al Daily Mail la regina stessa.

Ma, se per i piccoli principi del Galles, George, Charlotte e Louis, re Carlo è “Grampa Wales”, “per loro io sono ‘Gaga’ – ha confessato la sovrana – Niente a che vedere con la cantante, naturalmente.Ma non so se mi chiamano così perché pensano davvero che io sia un po’ matta.

Tuttavia, lo trovo divertente e soprattutto dolce”.  I nickname a corte non sono mai mancati: “Lilibet”, per esempio, era quello – poi diventato iconico – della piccola Elisabetta, nato perché, da bambina, la regina non sapeva pronunciare il proprio nome.Ma aveva anche il soprannome di “cabbage” (cavolo) e di “sausage” (salsiccia): sembra che così, infatti, la chiamasse spesso il marito Filippo.

A proposito di Lilibet, rivela Hardman nel suo libro, sembra che prima di chiamare con questo nome la figlia, Harry chiese il permesso di farlo in suo onore alla nonna, la quale però non la prese molto bene, anche se il duca di Sussex raccontò che la regina avesse acconsentito.Secondo l’esperto reale, invece, Elisabetta II era addirittura sconvolta, tanto da commentare con i suoi assistenti: “Non possiedo i palazzi, non possiedo i dipinti, l’unica cosa che possiedo è il mio nome.

E ora l’hanno preso”. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alviero Martini commissariata, affidava appalti a opifici cinesi che sfruttavano i lavoratori

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(Adnkronos) – Commissariata oggi, 17 gennaio, l’azienda Alviero Martini perché ritenuta “incapace di prevenire e arginare fenomeni di sfruttamento lavorativo”.Il brand di alta moda si affidava a laboratori cinesi ma non ha “mai effettuato ispezioni o audit sulla filiera produttiva per appurare le reali condizioni lavorative ovvero le capacità tecniche delle aziende appaltatrici tanto da agevolare (colposamente) soggetti raggiunti da corposi elementi probatori in ordine al delitto di caporalato”.

Per questo i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Milano hanno dato esecuzione al decreto di amministrazione giudiziaria emesso dal tribunale di Milano – sezione Misure di prevenzione – su richiesta della procura. In tale contesto, si legge nella nota dei militari, “si è potuto accertare che la casa di moda affidi, mediante contratto di appalto con divieto di sub-appalto senza preventiva autorizzazione, l’intera produzione a società terze, con completa esternalizzazione dei processi produttivi”, in questo caso a opifici cinesi, i quali riescono ad abbattere a loro volta i costi con l’impiego “di manodopera irregolare e clandestina in condizioni di sfruttamento” facendo ricorso a manovalanza ‘in nero’, “non osservando le norme relative alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro nonché non rispettando i contratti collettivi nazionali lavoro di settore riguardo retribuzioni della manodopera, orari di lavoro, pause e ferie”.  In questo specifico caso, il Nucleo ispettorato del lavoro di Milano – a partire da settembre del 2023 – ha effettuato accertamenti sulle modalità di produzione, confezionamento e commercializzazione dei capi di alta moda procedendo al controllo dei soggetti affidatari degli appalti nonché dei sub affidatari non autorizzati costituiti da opifici gestiti da cittadini cinesi nelle province di Milano, Monza e Brianza e Pavia.Negli otto opifici controllati, tutti risultati irregolari, “sono stati identificati 197 lavoratori di cui 37 occupati in nero e clandestini sul territorio nazionale”.  Negli stabilimenti di produzione non autorizzata è stato riscontrato che la lavorazione avveniva in condizione di sfruttamento (pagamento sotto soglia, orario di lavoro non conforme, ambienti di lavoro insalubri), in presenza di gravi violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (omessa sorveglianza sanitaria, omessa formazione e informazione) nonché ospitando la manodopera in dormitori realizzati abusivamente ed in condizioni igienico sanitarie sotto minimo etico.

Sono stati denunciati per caporalato dieci titolari di aziende di diritto o di fatto di origine cinese nonché 37 persone non in regola con la permanenza e il soggiorno sul territorio nazionale.Infine sono state comminate ammende pari a oltre 153.000 euro e sanzioni amministrative pari a 150.000 euro e per sei aziende è stata disposta la sospensione dell’attività per gravi violazioni in materia di sicurezza e per utilizzo di lavoro nero. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bambino di 10 anni precipita da finestra b&b in centro a Roma, è grave

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(Adnkronos) – Un bambino americano di 10 anni è precipitato dal terzo piano di un b&b in via dei Banchi Nuovi a Roma la notte scorsa intorno alle 4.30.Il piccolo è stato trasportato in codice rosso al Bambino Gesù ed è in terapia intensiva.  Sul posto erano presenti i carabinieri che hanno sentito urla e hanno visto il piccolo a terra con i genitori vicino ancora in pigiama.

Da una prima ricostruzione sembra che si sia trattato di un incidente.La famiglia stava dormendo con le finestre aperte per il caldo.

Il bimbo si sarebbe svegliato e sarebbe caduto dalla finestra.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, ‘Top Gun: Maverick’ vince prime time martedì 16 gennaio

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(Adnkronos) – La prima tv di ‘Top Gun: Maverick’ su Canale 5, è stata la trasmissione più seguita del prime time di martedì 16 gennaio 2024, con 2.875.000 spettatori e il 18.2% di share.Al secondo posto, ‘I fratelli De Filippo’ su Rai1, con 1.881.000 spettatori e l’11.5% di share.

Al terzo posto, testa a testa tra ‘Le Iene’ su Italia 1, con 1.306.000 spettatori e il 9.5% di share, e ‘DiMartedì’ su La7, con 1.326.000 spettatori e il 7.7% di share.  A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: ‘The Floor – Ne Rimarrà Solo Uno’ su Rai2 (1.033.000 spettatori, share 6.2%), ‘È Sempre Cartabianca’ su Rete4 (828.000 spettatori, share 5.7%), ‘Avanti Popolo’ su Rai3 (473.000 spettatori, share 2.9%), ‘Un Natale principesco’ su Tv8 (433.000 spettatori, share 2.3%), ‘Maschi contro femmine’ sul Nove (377.000 spettatori, share 2.2%).  Nell’access prime hanno dominato ‘Cinque Minuti’ (4.578.000 spettatori, share 21.6%) e ‘Affari Tuoi’ (5.357.000 spettatori, share 24.7%) su Rai1, mentre su Canale 5 ‘Striscia la Notizia’ ha ottenuto 3.592.000 spettatori con il 16.6% di share. Vittoria di Rai1 anche nel preserale con ‘L’Eredità – La Sfida dei 7’, vista da 3.407.000 spettatori (share 22.6%), e ‘L’Eredità’, vista da 4.913.000 spettatori (share 27.1%).Mentre su Canale 5 ‘Avanti il Primo!’ ha ottenuto 2.553.000 spettatori (share 18.2%) e ‘Avanti un Altro!’ 3.760.000 spettatori (share 21.7%). Da segnalare nel mattino di Rai2, l’ascolto sopra al 20% dello show di Fiorello: ‘Viva Rai2!’ ha infatti ottenuto 1.039.000 spettatori con il 20.3% di share.  Complessivamente le reti generaliste della Rai + RaiNews24 hanno prevalso nelle 24 ore sulle reti generaliste Mediaset + TgCom24, con il 30.1% di share contro il 28.8%.

In prime time, lo stesso confronto ha visto invece una leggera prevalenza delle generaliste Mediaset + TgCom24 con il 29% contro il 28,2% delle generaliste Rai + RaiNews24.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cane ‘più longevo di sempre’? Giallo sui 31 anni suonati di Bobi

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(Adnkronos) –
Bobi il cane più longevo di sempre forse non lo era.L’animale, vissuto in Portogallo per 31 anni e 165 giorni (secondo l’età dichiarata formalmente all’anagrafe canina del Portogallo), fino alla sua morte avvenuta nell’ottobre del 2023, era diventato una ‘star’ tanto da entrare nel Guinness dei primati.

Ma ora il ‘titolo’ conquistato da Bobi (strappato a un Bluey morto a 29 anni e cinque mesi nel 1939) viene messo in dubbio.E’ al riesame, riporta la stampa portoghese rilanciando notizie dei media britannici, il caso di questo cagnone vissuto da sempre in famiglia nella località di Conqueiros, arrivato a un’età che per un umano sarebbe l’equivalente di più o meno 200 anni. Tanti i veterinari scettici sull’età di questo cane di una razza, Rafeiro do Alentejo, che in genere vive tra i 12 e i 14 anni.

Si parla anche di dubbi sorti per vecchie foto del cagnone con ‘macchie’ diverse sul pelo.Danny Chambers del Royal College of Veterinary Surgeons ha detto senza mezzi termini al Guardian che “non c’è neanche uno dei suoi colleghi veterinari che crede che Bobi avesse davvero 31 anni”, che fosse nato l’11 maggio del 1992.

Il sito Guinness World Records riporta che è in quell’anno che Bobi è stato registrato al Servizio medico-veterinario del municipio di Leiria, “che ha confermato la sua data di nascita”, anche “verificata dal Siac”, un’anagrafe autorizzata dal governo portoghese e gestita dal Sindacato nazionale dei medici veterinari”. Quando era diventato il cane vivente più anziano al mondo (conquistando un titolo che apparteneva a Spike, un Chihuahua) la famiglia parlava di “vita in campagna, in un ambiente tranquillo e circondato dalla natura”.Il padrone, Leonel Costa, raccontava di un cane “unico” e di un “guerriero”, che mangiava per lo più cibo per umani.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ il Pizza day, verità e falsi miti su uno dei cibi preferiti dagli italiani

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(Adnkronos) –
Oggi, mercoledì 17 gennaio 2024, è il Pizza day.Tra i cibi preferiti dagli italiani, ecco pro e contro, verità e falsi miti su uno dei simboli del ‘food tricolore’ dagli esperti di ‘Dottore, ma è vero che…?’, il sito anti-bufale della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo).

E’ vero che la pizza gonfia e appesantisce?Si può essere intolleranti al lievito usato per l’impasto?

La si può mangiare senza ingrassare?Sono alcune delle domande che ricorrono sulla pizza, tanto amata ma anche demonizzata.

Una bandiera del Made in Italy nel mondo, che ogni Paese ha declinato assecondando i gusti locali: dalla ‘pepperoni pizza’ degli americani, l’equivalente della nostra al salamino piccante, alla pizza all’ananas aborrita dai puristi, che pure ha preso piede a diverse latitudini.  Quasi 2 italiani su tre (65%) mangiano la pizza almeno una volta alla settimana, ma c’è anche un 13% che la mette nel piatto da 2 a 4 volte a settimana in pausa pranzo o come cena, a casa ma anche fuori grazie a una rete di 121mila locali da Nord a Sud dell’Italia.E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ipsos.  In Italia si sfornano 2,7 miliardi di pizze all’anno che in termini di ingredienti significano durante tutto l’anno 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio di oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro.  “Qualcuno pensa che il lievito possa fare all’addome quel che fa all’impasto di acqua e farina, gonfiandolo prima che sia disteso nella teglia, condito e infornato”, spiegano i medici. “Durante la lievitazione, infatti, il fungo Saccharomyces cerevisiae – che da solo costituisce il lievito di birra, mentre si trova insieme ad altre specie nel lievito madre – comincia il processo di digestione dei carboidrati contenuti nella farina, da cui si libera anidride carbonica che fa ‘crescere’ l’impasto.

Questo tuttavia non può accadere nel nostro stomaco – assicurano i dottori anti fake news – perché il lievito non può sopravvivere alla temperatura presente nel forno durante la cottura, ed è quindi del tutto inattivo quando arriva a tavola.Se anche ne restasse a causa di una lievitazione troppo breve o di una cottura insufficiente, non farebbe alcun male”, anzi: “La fermentazione da parte di lieviti o batteri ‘buoni’ è una componente importante dei benefici apportati da un sano microbiota, e gli enzimi presenti nella saliva o prodotti dal pancreas per digerire l’amido (amilasi) agiscono comunque nello stesso modo”.  “Per spiegare la pesantezza che si avverte dopo aver mangiato la pizza, qualcuno ritiene invece di avere una intolleranza individuale al lievito.

Anche questa non esiste – rispondono i camici bianchi – come altre false intolleranze a centinaia di alimenti che sostengono un mercato di visite ed esami senza fondamento scientifico, come hanno recentemente ribadito le più importanti società scientifiche italiane che si occupano di questo tema, ma anche la Fnomceo e il ministero della Salute.Mentre l’intolleranza al glutine o al lattosio si basa sulla difficoltà di digerire queste sostanze, il lievito aiuta caso mai la digestione e il benessere dell’intestino.

Saccharomyces cerevisiae è un’importante componente del nostro microbiota intestinale e viene dato come probiotico per rinforzarlo.E’ vero che esiste una rara forma di allergia al lievito, che tuttavia – precisano i medici – si manifesta per inalazione della sostanza, come può accadere a chi lavora nella panificazione, non per averla introdotta per bocca”. “La pizza di per sé è un piatto sano ed equilibrato nelle sue componenti di carboidrati (la farina), proteine (la mozzarella) e grassi (l’olio di oliva)”, premettono i dottori anti-bufale. “Per completare il pasto mancherebbe solo un piatto di verdura e un frutto, dal momento che la salsa non contiene una quantità di fibre significative.

Il pomodoro cotto, però, contiene licopene, una sostanza a cui sono attribuite proprietà benefiche, addirittura nei confronti di alcuni tumori.Tutto questo si applica alla classica pizza margherita, ma sappiamo quanto spesso alla ricetta base si aggiungano le più ricche e svariate farciture di formaggi, carni lavorate, addirittura patatine fritte.

A questo punto la digestione non è appesantita tanto dal disco di pasta di pane, ma dalla grande quantità di grassi e proteine che devono essere demolite e assorbite lungo il tratto digerente”.Inoltre, “l’impressione di gonfiore può essere data anche dalla quantità di acqua che il sale richiama nell’intestino, insieme ai gas prodotti dalla fermentazione degli amidi”. Chiarito che “a determinare il senso di pieno, pesantezza o gonfiore è soprattutto la quantità, più che la qualità, dei nutrienti contenuti nella pizza”, i medici ricordano che il suo “apporto calorico dipende certamente dalla eventuale farcitura supplementare, ma anche dalle dimensioni, dal peso, dalla quantità di olio o di mozzarella che il singolo pizzaiolo aggiunge al disco di pasta.

Anche una semplice pizza margherita, comunque, contiene in media circa 900 Kcal con almeno 30 grammi di grassi, quasi la metà del fabbisogno giornaliero di un adulto, e il massimo di sale (5 g) consentito dalle Linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità.E’ per questo che, dopo aver mangiato la pizza, spesso ci si sveglia durante la notte per la sete”.  Per gli esperti il suo potere calorico “non significa che si debba rinunciare a questo piatto della nostra tradizione, che spesso rappresenta anche un appuntamento sociale importante con la famiglia o gli amici.

Per inserire con maggiore facilità il piacere della pizza nella nostra alimentazione, anche con frequenza settimanale, non occorre cercare chi la fa con grani antichi o mozzarella light, ma semplicemente evitare le versioni più guarnite e ridurne le dimensioni.Si può scegliere la pizza per bambini, proposta in molti locali – suggeriscono i dottori – o dividerla con qualcuno, tenendo conto dell’apporto calorico che comporta negli altri pasti della giornata e anche di che cosa si beve per accompagnarla: birra o bibite gassate possono infatti aumentare la sensazione di gonfiore, oltre all’apporto calorico”.

E poi “un consiglio sempre valido: masticare, bene e lentamente, bocconi piccoli, permetterà di migliorare la digeribilità della pizza e insieme permetterci di gustarla anche in minori quantità”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Putin prepara escalation in Paesi baltici”, l’allarme

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(Adnkronos) – Il presidente russo Vladimir Putin sta ponendo le condizioni per una futura destabilizzazione dei Paesi baltici con l’obiettivo di indebolire la Nato.A mettere in guardia dal rischio di una nuova escalation è l’Institute for the Study of War (Isw), che nei giorni scorsi aveva già parlato di una nuova offensiva russa in Ucraina nelle prossime settimane.  ”L’escalation contro i Paesi baltici”, nella strategia di Putin, è iniziato con ”un aumento significativo degli sforzi in corso da tempo da parte del Cremlino per indebolire l’Alleanza Atlantica”, scrive l’Isw nel suo ultimo rapporto. ”La Russia sta continuando a dimostrare di non essere interessata a negoziare in buona fede per l’Ucraina”, prosegue l’analisi. Secondo l’Isw ”la Russia si sta preparando a lanciare una nuova offensiva nelle prossime settimane una volta che il terreno nell’Ucraina meridionale e orientale congelerà”.

In particolare la Russia starebbe preparando unità d’assalto aviotrasportate per lo sbarco nelle retrovie ucraine. “Gli eventi attuali nei Paesi baltici, inclusa l’espulsione di russi dalla Lettonia, incidono sulla sicurezza del nostro Paese”, ha detto dal canto suo Putin in un incontro con i rappresentanti dei comuni russi. Le autorità lettoni hanno inviato più volte lettere minacciando di espellere 985 russi che non avevano soddisfatto i requisiti per ottenere il permesso di soggiorno nel paese, ha riferito il canale televisivo LTV con citando il capo dell’Ufficio per la cittadinanza e gli affari migratori della Lettonia Maira Roze. Antony Blinken non vede da parte russa una disponibilità alla trattativa, sottolineando “noi siamo sempre pronti, perché più di nessun altro la vuole il popolo ucraino, ma ci deve essere la disponibilità dalla parte della Russia di negoziare in buona fede, sulla base dei principi sfidati dalla sua aggressione, integrità territoriale, sovranità, indipendenza”.Così il segretario di Stato Usa, intervenendo a Davos, e sottolineando che “se i russi sono pronti a negoziare su queste basi, troveranno la disponibilità dell’Ucraina, degli Usa e di molti altri Paesi”. Il segretario di Stato ha ricordato che “nessuno voleva” questa guerra e come gli Stati Uniti abbiano cercato di evitarla negoziando con Mosca per “vedere se ci fossero delle genuine preoccupazioni di sicurezza”. “Ma la questione non era questa, ma la visione di ristabilire la grande Russia”, ha aggiunto, ricordando che Vladimir Putin “ha fallito” in questo obiettivo perché l’Ucraina “non solo si è difesa dall’aggressione, ha ripreso il territorio, respinto i russi dal Mar Nero”. E che, nonostante “l’ultima parte dell’anno scorso è stata difficile” e la guerra continua ad essere “uno scontro feroce in cui la Russia mette enormi risorse”, la guerra è stata “un profondo fallimento strategico per Putin e la Russia” che ora “è più debole militarmente, economicamente, diplomaticamente, con l’Europa che ha tagliato la sua dipendenza energetica, gli ucraini sono più uniti che mai, la Nato è più forte e più ampia”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità: avvicinare giovani e startup all’healthcare, al via il ‘Paideia Project’

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(Adnkronos) – “L’Italia non è un Paese per giovani imprese.Lo dicono i dati.

E non è certo una novità, visto che quello del declino dell’imprenditorialità giovanile è un trend che va avanti ormai da oltre un decennio.Ma questo non significa che non ci siano talenti emergenti, startup interessanti e giovani imprenditori con molte cose da dire.

Anzi.E se il nostro Paese vuole davvero tenere il passo, di loro non può farne a meno”.

Non ha dubbi su questo Alberto De Angelis, direttore commerciale e Innovation manager delle strutture sanitarie private romane Paideia International Hospital e Mater Dei General Hospital.  “Se si vuole fare impresa in modo innovativo – sostiene De Angelis – con una visione a lungo termine non si può fare a meno dell’apporto che viene dalle menti più giovani, dalle idee delle startup, dalle sfide anche un po’ visionarie tipiche delle nuove generazioni.Ma bisogna dar modo a loro di conoscere e di esprimersi.

E bisogna avere voglia di ascoltarli.Per questo nel 2024 il gruppo Paideia International Hospital e Mater Dei General Hospital ha deciso di dare vita a ‘Paideia Project – The lab of young ideas’, una serie di iniziative tese proprio a favorire la presenza dei giovani e delle startup nell’ambito dell’imprenditoria nel settore dell’healthcare”. “Come primo atto del Paideia Project – prosegue De Angelis – abbiamo deciso di sostenere con un premio da 10mila euro, una competizione tra 30 startup in early stage identificate da Ventive, società di investimenti per startup, che saranno giudicate da una giuria di esperti in materia di startup, healthcare e venture capital.

E’ un modo concreto per avvicinare il settore dell’open innovation a quello dell’healthcare.Ma non è che una delle iniziative che stiamo mettendo in campo e che guardano proprio ai più giovani”.

Nei prossimi mesi “daremo vita anche ad una giornata di avvicinamento al mondo dell’imprenditoria sanitaria.Un ‘Open day’ grazie al quale giovani laureati gratuitamente potranno conoscere da vicino il dietro le quinte di una realtà come la nostra, confrontarsi con professionisti del settore, interagire attivamente.

Ci sono ancora troppi pochi giovani nel mondo dell’healthcare e vorrei poterli aiutare a conoscere un settore che offre molto spazio a diverse competenze e che permette di acquisire diverse skills su diversi fronti, dal marketing al legal”.  “Non escludo che l’evento possa essere anche l’occasione per un ‘career day’, per questi giovani talenti nel nostro gruppo.Il futuro della sanità è nella tecnologia – conclude De Angelis – nell’innovazione e nella digitalizzazione sempre all’insegna della sostenibilità.

Sia per quanto riguarda diagnosi e cura, ma anche e soprattutto per il percorso del paziente, che sarà sempre più personalizzato e sempre più automatizzato.Una rivoluzione nell’approccio alla sanità e non si può fare a meno delle idee, dell’entusiasmo, della visione dei più giovani che hanno scritto nel loro Dna generazionale l’uso delle tecnologie e il valore dell’innovazione”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Intercettazioni, Nordio: “Non saranno toccate per reati gravi ma razionalizzare spesa”

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(Adnkronos) – “Per quanto riguarda le spese per le intercettazioni so di camminare su un ghiaccio molto sottile.Non saranno mai toccate quelle che riguardano la criminalità organizzata, il terrorismo e i reati di allarme sociale.

Ma è necessaria una razionalizzazione della spesa”.Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nella sua relazione in Aula alla Camera.  “La nostra prima preoccupazione è rendere la giustizia rapida ed efficiente.

La giustizia rapida può essere iniqua, ma la giustizia lenta è sempre una non giustizia, una giustizia denegata”, ha aggiunto Nordio, sottolineando che “i valori al 30 giugno 2023, confrontati con quelli del 2019, anno di riferimento fissato nel Pnrr, segnalano una decisa accelerazione nella riduzione della durata dei processi calcolata in base al disposition time, l’indicatore di durata che misura il rapporto tra i processi pendenti e quelli definiti, con una diminuzione del 19,2% nel settore civile e del 29% in quello penale”.  “La lunghezza media del processo penale è scesa sotto i 1.000 giorni, che sono tanti ma al di sotto della lentezza biblica che connotava la nostra giustizia in passato”, ha detto.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trani, soldi da pazienti per saltare liste attesa: arrestati un medico e un’infermiera

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(Adnkronos) – Un dirigente medico e una infermiera in servizio nell’unità operativa di Radiologia del Presidio territoriale di assistenza di Trani (ex ospedale ‘San Nicola Pellegrino’) avrebbero ideato e messo in atto un sistema parallelo rispetto al meccanismo di prenotazione e di attesa relativo alle prestazioni erogate dalla struttura ospedaliera.Un metodo, secondo gli inquirenti consolidato, che gli avrebbe permesso di ottenere dai pazienti compensi illegali e ingenti.

Avrebbero quindi gestito in un modo privatistico il servizio di pubblica utilità della Asl Bat (Barletta-Andria-Trani) in spregio ai ruoli ed alle rispettive figure di pubblico ufficiale e di incaricato di pubblico servizio.  Entrambi sono stati arrestati e sottoposti ai domiciliari in esecuzione di una misura cautelare chiesta dalla Procura della Repubblica ed emessa dal gip del Tribunale di Trani.Le indagini sono state svolte, anche grazie a riprese video, dagli agenti della Squadra investigativa del Commissariato della città adriatica.

Le accuse sono di concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato.L’indagine è relativa al periodo compreso fra febbraio e marzo 2023, a seguito di un’iniziale attività investigativa.

Agli inquirenti erano state segnalate delle irregolarità all’interno della struttura ospedaliera.  L’inchiesta si è basata soprattutto sulle intercettazioni ambientali e telefoniche, oltre che su numerosi servizi di osservazione e indagini tradizionali.Ciò ha permesso in un mese e mezzo di indagine di individuare le persone coinvolte, di accertare il loro modo di agire ed il contesto in cui è maturata la vicenda.

E’ stato così possibile delineare un grave quadro indiziario a carico degli indagati che è finito nella copiosa informativa consegnata all’ufficio del pubblico ministero di Trani che ha coordinato le indagini e che è alla base della richiesta di misura cautelare formulata al gip.  
Il modus operandi
 Riguardo al modus operandi dei due indagati, è emerso che erano soliti incontrarsi all’interno dell’ufficio del dirigente medico, con alcuni dei pazienti dell’ospedale, spesso affetti da patologie gravi, che necessitavano di cure con una certa solerzia, per esempio esami diagnostici come tac, radiografie e risonanze magnetiche.Le intercettazioni ambientali (audio e video), dimostrerebbero che i due indagati, approfittando dello stato di “soggezione psicologica” e dello stato di difficoltà emotiva in cui si trovavano i pazienti, li avrebbero costretti e indotti a consegnare delle somme di denaro, che variavano dai 100 ai 150 euro, al fine di fornire le prestazioni, ‘saltando’ la lista di attesa ospedaliera.

Avvenuta la prestazione, i due indagati intascavano dai pazienti il denaro e se lo spartivano. Questo meccanismo, come dimostrerebbero i rapporti consolidati fra i pazienti e i due indagati, nel corso del tempo sarebbe divenuto ben oleato e collaudato.Sono stati documentati dalla Polizia almeno 30 casi che hanno permesso ai due (medico e infermiera) di intascare lauti compensi. In questo modo si sarebbe determinato un doppio danno per la pubblica amministrazione: l’irregolare ed improprio utilizzo dei macchinari e delle apparecchiature pubbliche per usi privatistici e il mancato introito delle somme, visto che alla prestazione ospedaliera non seguiva alcun pagamento del ticket, riflettendosi negativamente su tutte quelle persone che, per fruire di una prestazione sanitaria, erano costrette a seguire le liste di prenotazione.

Queste ultime, anche a causa di questo sistema, sarebbero diventate assai più gravose e lunghe. 
I pazienti privilegiati
 C’erano poi dei pazienti privilegiati ai quali veniva riservata una corsia preferenziale.Si trattava in questi casi di parenti ed amici, che quando avevano bisogno si rivolgevano direttamente al medico che si metteva subito a disposizione per fornire loro prestazioni mediche – tac, esami diagnostici ecc – senza che alla prestazione seguisse alcuna controprestazione.

Il tutto ovviamente avrebbe permesso ai fruitori dei servizi di non osservare le liste di attesa e non pagare alcun ticket. Infine, è emerso che in alcuni casi il dirigente medico, eludendo le assenze dal servizio, tramite la presunta complice, avrebbe attestato falsamente la presenza in ospedale, procurandosi così un illecito arricchimento oltre che provocare un danno erariale.Successivi accertamenti hanno dato riscontro, attraverso l’acquisizione di una documentazione copiosa nella struttura ospedaliera, al quadro indiziario ottenuto dalle attività di intercettazione. Dopo l’acquisizione del carteggio documentale, e dopo che il medico aveva intuito di essere sotto i riflettori degli inquirenti, l’uomo avrebbe tentato di inquinare il quadro probatorio, contattando direttamente alcuni dei pazienti dai quali aveva intascato indebitamente il denaro e liberandosi di documentazione rilevante gettandola fra i rifiuti.

Un episodio che è stato documentato mediante una intercettazione audio video.Un tentativo vano che ha consentito di dare ulteriore riscontro alla ipotesi investigativa.

Indatti gli investigatori sono riusciti a recuperare la documentazione stessa.I due indagati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Licenziamenti Google, lo sfogo di un dipendente: “Un colpo al cuore quell’e-mail”

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(Adnkronos) – “Dopo 11 anni come Googler, sono tra i pochi sfortunati le cui posizioni sono state eliminate”.Così Nick Miceli in un lungo post sui social si sfoga dopo aver appreso che sarà tra le figure in esubero che verranno licenziate da Google. “È strano scrivere queste parole in un forum pubblico”, afferma, spiegando che “è successo proprio quando ho iniziato a prendere un congedo per sostenere l’improvvisa e inaspettata battaglia di mia moglie contro il cancro, quindi potete immaginare il colpo di frusta che ho sentito quando ho ricevuto l’e-mail”. “All’inizio, non riuscivo nemmeno a guardare la parte considerevole del mio guardaroba dominata dal logo di Google.

Ma mentre sono deluso, mentre le emozioni si calmano, sto anche riconoscendo quanto sia stato incredibilmente fortunato ad avere più di un decennio di lavoro al fianco di alcune delle persone più meravigliose e su alcuni problemi affascinanti.E sto cercando di affrontare la delusione con gratitudine”. Nick, in una sorta di elenco di competenze, spiega quindi di aver avuto “modo di interpretare un ruolo nel guidare Jamboard da un piccolo prototipo a un prodotto internazionale.

Ho dato un’occhiata all’infrastruttura alla base di BeyondCorp e della gestione dei dispositivi zero-trust di Google.Mi è stato affidato il compito di guidare una serie di team destinati a scalare la cultura di Google.

Ho avuto modo di assumere dozzine di ingegneri meravigliosi, lanciare nuovi prodotti interni e funzionalità incentrate sull’inclusività e persino contribuire agli amati Memegen.Ho avuto modo di fare da mentore a dozzine di manager e ingegneri e di facilitare corsi sulla gestione con equità per molte centinaia di colleghi leader.

Ho ospitato tre eventi Talks at Google – con due musicisti incredibili e con U.N.Women – nell’ufficio di New York, che sono registrati su YouTube.

E ho contribuito a rendere i prodotti Google più sicuri per i bambini di tutto il mondo”.  Il futuro per Nick “rimane più incerto che mai e non so dove atterrerò.Ma se conosci qualcuno alla ricerca di un Eng Manager che è appassionato di costruire team straordinari che costruiscono cose incredibili, per favore mandamelo.

Mi piacerebbe chattare.(E…Ho davvero bisogno dell’assicurazione sanitaria in questo momento)”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa: “Il piacere sessuale è un dono di Dio ma è minacciato dalla pornografia”

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(Adnkronos) – “Il piacere sessuale, dono di Dio, è minato dalla pornografia”.Lo ha evidenziato il Papa all’udienza generale dedicando la catechesi al “demone”, vale a dire al vizio della lussuria e delle sue trappole.

Come il “soddisfacimento senza relazione che può generare forme di dipendenza”.Da qui il monito: “Dobbiamo difendere l’amore della mente, del cuore, del corpo di donarsi l’uno all’altro.

Vincere la battaglia contro la lussuria, contro la “cosificazione” dell’altro, può essere un’impresa che dura tutta una vita”. “Però – ha sottolineato Bergoglio – il premio di questa battaglia è il più importante in assoluto, perché si tratta di preservare quella bellezza che Dio ha scritto nella sua creazione quando ha immaginato l’amore tra l’uomo e la donna.Che non è per usarsi ma per amarsi”.  Parlando del vizio della lussuria, Bergoglio ha osservato: “Si badi bene: nel cristianesimo non c’è una condanna dell’istinto sessuale.

Un libro della Bibbia, il Cantico dei Cantici, è uno stupendo poema d’amore tra due fidanzati.Tuttavia, questa dimensione così bella della nostra umanità non è esente da pericoli, tanto che già San Paolo deve affrontare la questione nella prima Lettera ai Corinzi.

Scrive così: «Si sente da per tutto parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani” .Il rimprovero dell’Apostolo riguarda proprio una gestione malsana della sessualità da parte di alcuni cristiani”. Il Pontefice poi mette in guardia: “Amare è rispettare l’altro, cercare la sua felicità.

Attenzione alle relazioni tossiche”.Guardando all’esperienza umana, all’esperienza dell’innamoramento, Bergoglio ha osservato: “Perché sia un’esperienza così sconvolgente nella vita delle persone, nessuno di noi lo sa: è una delle realtà più sorprendenti dell’esistenza.

Buona parte delle canzoni che si ascoltano alla radio riguardano questo: amori che si illuminano, amori sempre ricercati e mai raggiunti, amori carichi di gioia, o che tormentano fino alle lacrime.Se non viene inquinato dal vizio, l’innamoramento è uno dei sentimenti più puri.

Una persona innamorata diventa generosa, gode nel fare regali, scrive lettere e poesie.Smette di pensare a sé stessa per essere completamente proiettata verso l’altro.

E se chiedete a un innamorato per quale motivo ami, non troverà una risposta: per tanti versi il suo è un amore incondizionato, senza nessuna ragione”.   “Questo “giardino” dove si moltiplicano meraviglie non è però al riparo del male.Esso viene deturpato dal demone della lussuria, e questo vizio è particolarmente odioso.

Anzitutto perché devasta le relazioni tra le persone.Per documentare una realtà del genere è sufficiente purtroppo la cronaca di tutti giorni.

Quante relazioni iniziate nel migliore dei modi si sono poi mutate in relazioni tossiche, di possesso dell’altro, prive di rispetto e del senso del limite?Sono amori in cui è mancata la castità: virtù che non va confusa con l’astinenza sessuale, bensì con la volontà di non possedere mai l’altro.

Amare è rispettare l’altro, ricercare la sua felicità, coltivare empatia per i suoi sentimenti, disporsi nella conoscenza di un corpo, di una psicologia e di un’anima che non sono i nostri, e che devono essere contemplati per la bellezza di cui sono portatori”.  “ La lussuria, invece, – ha osservato il Pontefice – si fa beffe di tutto questo: depreda, rapina, consuma in tutta fretta, non vuole ascoltare l’altro ma solo il proprio bisogno e il proprio piacere; la lussuria giudica una noia ogni corteggiamento, non cerca quella sintesi tra ragione, pulsione e sentimento che ci aiuterebbe a condurre l’esistenza con saggezza.Il lussurioso cerca solo scorciatoie: non capisce che la strada dell’amore va percorsa con lentezza, e questa pazienza, lungi dall’essere sinonimo di noia, permette di rendere felici i nostri rapporti amorosi”.

Ma c’è una seconda ragione, ha detto Francesco, “ per cui la lussuria è un vizio pericoloso.Tra tutti i piaceri dell’uomo, la sessualità ha una voce potente.

Coinvolge tutti i sensi; dimora sia nel corpo che nella psiche; se non disciplinata con pazienza, se non iscritta in una relazione e in una storia dove due individui la trasformano in una danza amorosa, essa si muta in una catena che priva l’uomo di libertà”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)