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Covid, la nuova pillola per la guarigione più veloce

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(Adnkronos) –
Un farmaco per una guarigione ‘lampo’ dal covid.Si chiama simnotrelvir ed è una nuova pillola anti-Covid che ha dimostrato di accelerare di circa 1,5 giorni il recupero dalla malattia nei casi lievi-moderati, secondo quanto certifica uno studio pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’.

Il farmaco accorcia la durata dei sintomi ed è venduto in Cina, dove ha l’autorizzazione per l’uso di emergenza da inizio 2023, a un prezzo più basso rispetto al suo principale competitor.Tanto da essere l’antivirale anti-Covid più popolare nel gigante asiatico (costa circa un quarto del Paxlovid, dice uno degli autori dello studio).

I nuovi dati, riflettono gli esperti, potrebbero spingere le autorità di altri Paesi ad approvare il farmaco, verosimilmente dopo aver eseguito i propri studi clinici. Il trial clinico pubblicato su Nejm ha permesso di rilevare che simnotrelvir, che viene somministrato in un ciclo di pillole, fa effetto quasi immediatamente dopo l’assunzione, alleviando febbre, tosse e naso che cola, si legge anche su ‘Nature’ online.E’ “chiaramente un farmaco potente.

Il risultato è chiaramente positivo.Ed è il benvenuto”, dice Saye Khoo, farmacologo esperto in malattie infettive dell’Università di Liverpool, Regno Unito.

All’inizio della pandemia, i farmaci antivirali sono stati testati in gran parte su persone ad alto rischio di Covid grave.Anche attualmente l’Organizzazione mondiale della sanità, si spiega su Nature, raccomanda che solo le persone appartenenti a gruppi ad alto rischio assumano antivirali come Paxlovid, la pillola anti-Covid utilizzata in Italia, negli Usa e in molti altri Paesi.  Ora, però, il coronavirus Sars-CoV-2 è “già diventato un virus respiratorio di routine nella popolazione generale”, afferma il coautore dello studio Bin Cao, pneumologo del China-Japan Friendship Hospital di Pechino.

Ecco perché con i colleghi ha deciso di testare simnotrelvir soprattutto su giovani con livelli di rischio standard.I ricercatori hanno combinato simnotrelvir con un componente di Paxlovid, ritonavir, che limita la degradazione di simnotrelvir.

E hanno testato questa combinazione su più di 600 persone con età media 35 anni, circa metà delle quali avevano almeno un fattore di rischio (come l’obesità).Nessuno dei partecipanti allo studio ha avuto una forma grave di Covid.

Entro il quinto giorno dal trattamento, i livelli di Sars-CoV-2 nelle persone che avevano preso la pillola erano diminuiti di circa 30 volte in più rispetto ai partecipanti che avevano assunto un placebo.  La capacità di simnotrelvir di accelerare il recupero nelle persone a rischio standard ricorda l’antivirale ensitrelvir, che aveva ricevuto l’approvazione condizionata in Giappone nel novembre 2022.Gli svantaggi?

Sono simili a quelli del Paxlovid, compreso il sapore cattivo e l’incompatibilità con una serie di farmaci comuni.Inoltre, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti allo studio di iniziare il trattamento entro 3 giorni dallo sviluppo dei sintomi: una “finestra temporale impegnativa per test e interventi”, fa notare Khoo. Quanto a un allargamento del suo utilizzo, gli esperti precisano che molti medici sono ancora al momento più preoccupati di prevenire il ricovero in ospedale e la morte nelle persone ad alto rischio.

Quindi potrebbero volere maggiori informazioni prima di cambiare le loro abitudini di prescrizione, dice lo specialista in malattie infettive William Schaffner del Vanderbilt University Medical Center di Nashville, Usa.  “La conclusione – interviene Khoo – è che diamo il benvenuto a ogni nuovo farmaco, ma nessuno di questi dice l’ultima parola in termini di antivirali Covid”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sondaggi politici, Fratelli d’Italia e Pd in calo

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(Adnkronos) – Fratelli d’Italia e il Pd calano, come la Lega.Il Movimento 5 Stelle rimane fermo e solo Forza Italia cresce tra i primi partiti.

E’ il quadro che delinea il sondaggio Swg per il Tg La7 con le intenzioni di voto se le elezioni si tenessero oggi, 22 febbraio 2024.Fratelli d’Italia rimane ampiamente al top: il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni cede lo 0,2% e si attesta al 28,8%.

Il Pd di Elly Schlein perde lo 0,3% e ora vale il 19,1%.Il M5S guidato da Giuseppe Conte rimane stabile al 16,1%.

Passo indietro anche per la Lega di Matteo Salvini, che lascia sul campo lo 0,3% e scivola all’8,5%. Passo avanti di Forza Italia, che sale dal 7,2 al 7,4%.In ascesa anche Azione, il partito di Carlo Calenda, che passa dal 4% al 4,3%.

Verdi e Sinistra guadagnano lo 0,2% e arrivano al 3,6%.Seguono Italia Viva (3,4%), +Europa (2,4%), Italexit per l’Italia (1,6%), Unione Popolare (1,5%) e Noi Moderati (1%). —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ostaggi Hamas, “Israele ha proposto tregua di 2 mesi per il loro rilascio”

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(Adnkronos) – Israele ha messo sul tavolo una propria proposta per arrivare al rilascio degli ostaggi.Lo ha indicato il primo ministro, Benjamin Netanyahu, durante un incontro con una delegazione di familiari di persone rapite da Hamas, secondo quanto riferito da Channel 12.

L’emittente ha chiarito che Netanyahu non ha fornito dettagli sulla proposta. Israele ha presentato ad Hamas, attraverso la mediazione del Qatar e dell’Egitto, una proposta in più fasi che prevede una tregua dei combattimenti fino a due mesi in cambio del rilascio di tutti gli oltre 130 ostaggi rimasti a Gaza.Lo hanno rivelato due funzionari israeliani citati da Axios, sottolineando che si tratta del periodo di cessate il fuoco più lungo che Israele ha offerto dall’inizio della guerra.  Le fonti hanno spiegato che lo Stato ebraico si aspetta una risposta da Hamas, sottolineando di essere cautamente ottimiste sulla capacità di compiere progressi nei prossimi giorni. Nel dettaglio la proposta di accordo prevederebbe il rilascio di tutti gli ostaggi vivi e la restituzione dei corpi degli ostaggi morti in più fasi.

La prima fase prevede il rilascio di donne, uomini di età superiore ai 60 anni e ostaggi in condizioni mediche critiche.Le fasi successive includerebbero il rilascio delle donne soldato, degli uomini di età inferiore ai 60 anni non militari, poi dei soldati e infine dei corpi degli ostaggi. Israele e Hamas dovranno poi accordarsi su quanti prigionieri palestinesi dovranno essere rilasciati per ciascun ostaggio israeliano, a seconda della categoria, e poi si dovrebbero svolgere negoziati separati sui nomi dei prigionieri.

Secondo i funzionari, inoltre, Israele ridistribuirebbe le forze di difesa in modo che alcune vengano spostate dai principali centri abitati dell’enclave, consentendo un graduale ritorno dei civili palestinesi nella città di Gaza e nel nord della Striscia. I funzionari israeliani hanno evidenziato che la proposta chiarisce che Israele non accetterà di mettere fine alla guerra e non accetterà di rilasciare tutti i circa seimila prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli-Inter, Inzaghi: “Non ero positivo, ma sono felicissimo. Complimenti anche al Napoli “

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Simone Inzaghi vince la Supercoppa Italiana.L’Inter batte infatti il Napoli per 1-0 grazie alla rete di Lautaro Martinez nei minuti di recupero.

Una sfida, quella tra Inter-Napoli, che ha regalato diverse emozioni: a commentarla, all’interno dell’intervista post partita, è stato Simone Inzaghi intervenuto in esclusiva ai microfoni di Mediaset.Di seguito le sue dichiarazioni.

Napoli-Inter, Inzaghi nell’intervista post partita: “

Inzaghi, come commenta questa partita?

“Vanno fatti i complimenti al Napoli perché ha fatto una grande partita.

La squadra ha lottato come dei leoni fino alla fine e so che a loro perdere una finale al 90’ fa male.Devo, però, fare anche i complimenti ai miei che hanno giocato 3 giorni una semifinale.

Abbiamo avuto tantissima concentrazione.Abbiamo difeso molto bene e potevamo già passare in vantaggio nel primo tempo.

Di fronte avevamo una squadra molto organizzata che sapeva cosa dovevamo fare in campo”.

È il re di questa Coppa, qual è la sua soddisfazione?

“Sono soddisfatto soprattutto per i miei ragazzi e per la società che in questi 3 anni non ci ha fatto mai mancare nulla.Un merito particolare va soprattutto ai nostri tifosi che sono venuti qua ad affrontare un viaggio non facile”.

Come si preparano queste partite?

“Segreti ce ne sono pochi.

Bisogna avere una grande squadra come ho io con l’Inter e avevo ai tempi della Lazio.Ero ottimista ma fino a un certo punto in quanto avevamo da poco disputato la finale: avevo una squadra stanca e qualche affaticato.

Sull’ultimo gol farei un plauso anche ai subentrati: Sanchez al velo di Frattesi.Ci hanno dato una grande mano e deve essere così dall’inizio fino alla fine.

Il merito è tutto dei ragazzi”.

Barella è stato ammonito per nervosismo: come si reagisce a questi atteggiamenti?

“Stasera ha sbagliato, ma lui è il primo a capirlo che lo sa molto bene.Sta lavorando molto su sé stesso.

In quel fallo vede la palla andar via però c’è un arbitro prendere le decisioni e in quel momento ci ha penalizzato sia per la partita che per la prossima che salterà per infortunio”.

 

Gigi Riva, il ricordo di Falcao: “Il salto nel gol di Italia Brasile ‘70, indimenticabile”

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(Adnkronos) – “Non ho conosciuto Gigi Riva personalmente, ma ricordo molto bene la sua incredibile capacità da giocatore.Ricordo il gol che l’Italia fece al Brasile nel 1970 (nella storica finale dei Mondiali in cui il Brasile vinse sull’Italia 4-1, ndr).

Non ricordo chi fece il gol (Boninsegna, ndr), ma ho invece impresso nella mente molto bene che lui saltò per permettere al compagno di fare gol, fu una cosa incredibile”.E’ l’esclusivo ricordo che dal Brasile Paulo Roberto Falcao regala all’Adnkronos, commentando la morte di Gigi Riva.  “È stato un grande del calcio italiano di tutti i tempi -dice il campione brasiliano- Mi hanno sempre parlato tutti della sua serietà, anche come persona”.

Calcisticamente “era un attaccante che aveva molta capacità di fare dei gol, un centravanti che si spostava parecchio sulla parte sinistra del campo”, aggiunge Falcao.Che dedica infine un pensiero ai familiari di ‘Rombo di Tuono’: “Voglio fare un saluto speciale alla famiglia, che sta sicuramente attraversando un momento molto doloroso”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Gigi Riva, fischi durante minuto di silenzio in Supercoppa

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(Adnkronos) – Il minuto di silenzio in omaggio a Gigi Riva, morto oggi a 79 anni, macchiato dai fischi incomprensibili allo stadio Al-Awwal di Riad, in Arabia Saudita, tra il primo e il secondo tempo della Supercoppa italiana.Con Inter e Napoli pronte a riprendere il gioco per cominciare la ripresa, sui maxischermi dello stadio è stata proiettata l’immagine di Riva in maglia azzurra.

Dagli spalti dello stadio, quasi del tutto gremito, si sono alzate bordate di fischi senza alcun senso.I giocatori in campo hanno cercato di bilanciare il comportamento di parte del pubblico e hanno applaudito prima dello scadere del minuto. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli-Inter, De Laurentiis: “L’Arabia mi ha stupito. La Lega in Italia non funzione”

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La Supercoppa Italiana è dell’Inter.La squadra di Inzaghi batte il Napoli per 1-0 grazie alla rete di Lautaro Martinez nei minuti di recupero.

Una sconfitta, quella maturata nella sfida contro l’Inter, che fa tanto male al presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis che, al termine del match, ha analizzato la finale di Supercoppa all’interno dell’intervista ai microfoni di Mediaset.Di seguito le sue parole.

Napoli-Inter, De Laurentiis nell’intervista post: “Rocchi sta vivendo un incubo”

De Laurentiis, come valuta la partita di questa sera?

“Siamo in pieno mercato e abbiamo già fatto 3 acquisti: uno sta giocando e 2 sono arrivati qui negli ultimi giorni.

Gli altri 2 sono in entrata.Questa sera, però, ho visto un Napoli in crescita.

Nonostante l’inferiorità numerica e tutte le assenze ho visto una squadra che ha dato filo da torcere a un’Inter che è stata abbastanza imprecisa.La cosa meravigliosa di questa Supercoppa che ho anche contrastato all’inizio è la tempistica.

Quando si gioca troppo non si possono esaltare altre competizioni, per di più fuori dall’Italia.Credo che dall’anno prossimo con l’aumento delle partite che la Uefa ha già imposto penso che questa Supercoppa non abbia bisogno di esistere.

Mi ha stupito scoprire un Paese come l’Arabia che ha una crescita potentissima che vedremo nei prossimi mesi”.

Come valuta la prestazione dell’arbitro?

“A me dispiace per Rocchi che sta vivendo una specie di incubo.Non mi va di documentare come farebbe un tifoso.

La debolezza quest’anno degli arbitri parla da sola.Mi dispiaceva per Rocchi in quanto mi chiedevo chissà quale ulteriore imbarazzo avrebbe provato questa sera.

Per quanto la competizione deve rimanere tale, deve essere anche una festa.Noi dovevamo proporre noi stessi anche all’insegna del calcio spettacolare: se mi lasci indietro non ho da questa possibilità.

Ma il problema in Italia è che la Lega non funziona: le espulsioni le paghiamo anche in campionato, quindi, questa Supercoppa rischia di sanzionare anche la Serie A”.  

Gigi Riva, il cardiologo: “Ho provato a salvarlo, ho perso il mio mito”

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(Adnkronos) – I tentativi del primario di Cardiologia del Brotzu di Cagliari sono stati vani, nessuno è riuscito a salvare Gigi Riva.Lui ha fatto il suo dovere, ma ha provato sensazioni particolari nel cercare di salvare il suo mito. “Quando si perde un paziente è sempre difficile, non ci si abitua mai neanche facendo il lavoro di cardiologo in una struttura come questa – spiega all’Adnkronos Marco Corda-.

Non vorresti mai che succedesse, sai benissimo però che succede e succederà: è inevitabile”.  I tentativi sono gli stessi per tutti, ma il paziente che si è trovato davanti oggi era una delle figure più importanti della storia recente in Sardegna. “È chiaro che quando hai davanti a te il Mito col quale tu sei cresciuto – rivela Corda all’Adnkronos con emozione -….Sono nato proprio nel 1970 e quando ero piccolo mi regalavano i pupazzi di Gigi Riva.

Così dispiace ancora di più”.Ha provato a convincerlo a farsi operare, ma è stato irremovibile.

Hombre vertical anche durante le sue ultime ore di vita.  “Avrei voluto salvarlo – aggiunge -.Prima o poi la morte arriva sempre, ma tu vuoi sempre cercare di ritardarla.

In reparto cercavo di convincerlo e mi diceva ‘ma non si possono usare farmaci?’, gli ho spiegato che in questo caso non erano sufficienti”.Gigi Riva non era un suo paziente perché soffriva di altre patologie, ma non cardiache. “Quando è arrivato aveva un infarto in corso, poi abbiamo scoperto che non ne aveva mai avuto altri, ma la situazione delle coronarie era molto complicata – conclude Marco Corda -.

Ho provato a convincerlo a fare l’angioplastica, ma spiegando che comunque sarebbe potuto succedere il peggio anche durante l’intervento.Domani avremmo dovuto parlarci di nuovo, ma la situazione è precipitata”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli-Inter 0-1! Azzurri sconfitti in finale a Riyadh!

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Napoli-Inter termina 0-1, gli azzurri; in dieci; crollano al novantunesimo a 4 minuti dai supplementari.Per l’Inter è la terza Supercoppa italiana consecutiva, e si aggiudica il primo trofeo dell’anno.

Dopo aver raggiunto la finale contro la Fiorentina, il Napoli si ferma al titolo di vicecampione.

Napoli-Inter primo tempo

Quindicesimo, Dimarco riceve una sponda fuori area e calcia rasoterra al volo, palla di poco a lato con un minimo di deviazione.Trentottesimo, Thuram si invola verso la porta, arriva in area e appoggia per Lautaro che fa 1-0 facile facile, ma il gol viene annullato per il fuorigioco di partenza del francese.

Quarantesimo, Kvara entra in area e punta i due centrali, per un attimo li salta mettendosi sul sinistro ma perde l’attimo e non calcia, tutto respinto dalla difesa neroazzurra.

Secondo tempo

Cinquantesimo, Lobotka in contropiede da la palla a Kvara che si allarga e calcia impegnando Sommer che devia in angolo.Sessantesimo, cambia la partita.

Simeone interviene in ritardo su Acerbi, secondo giallo e rosso, Napoli in dieci.Settantaduesimo, da angolo Pavard devia di testa, la palla passa sui piedi di Thuram che non è reattivo e non devia il pallone in porta.

Novantesimo, Martinez si ritrova a tu per tu con Gollini che respinge via.Novantunesimo, Pavard crossa rasoterra e teso in area, Frattesi va al velo e Lautaro Martinez tutto solo fa 1-0 Inter.

 

 

Morte Gigi Riva, il dolore del calcio italiano: da Capello a Zoff, l’addio a Rombo di Tuono

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(Adnkronos) – Il calcio piange Rombo di Tuono.A rendere omaggio a Gigi Riva, morto oggi a 79 anni, è un intero movimento.

Calciatori e allenatori, compagni e avversari, dirigenti di ieri e di oggi.Tutti uniti nel dolore e nel ricordo di una leggende del pallone.  “Adesso, trema anche il cielo.

Ci ha lasciati Rombo di Tuono, il miglior marcatore nella storia della nazionale italiana maschile.Un campione senza tempo.

Era un uomo duro, eppure molto buono.I suoi valori inattaccabili sono stati un esempio per generazioni di calciatori, in particolare per quelli che hanno vinto la Coppa del Mondo nel 2006, che ha accompagnato nel ruolo di dirigente.

Da oggi la storia del calcio è un puzzle senza uno dei suoi pezzi migliori.Buon viaggio, amatissimo Gigi Riva”, dice il presidente della Fifa Gianni Infantino. “Sono scosso e profondamente addolorato, il calcio italiano è in lutto perché ci ha lasciati un vero e proprio monumento nazionale.

Gigi Riva ha incarnato il mito dell’uomo libero e del calciatore straordinario: il suo orgoglio, la sua classe e il suo senso di giustizia hanno unito generazioni e appassionato milioni di persone. ‘Rombo di tuono’ ha legato all’Azzurro la sua straordinaria carriera da atleta e da dirigente, grazie a lui abbiamo vinto l’Europeo del 1968 e il Mondiale del 2006.Chi ha avuto, come me, la fortuna di conoscerlo oggi perde un amico e un punto di riferimento importante”, le parole del presidente della Figc Gabriele Gravina.
 “Siamo profondamente addolorati per la scomparsa di un uomo straordinario, incredibile campione in campo e fuoriclasse di eccezionale carisma nelle vesti di dirigente, un esempio di classe e capacità che ha dato voce al senso di appartenenza per il suo Paese.

Gigi Riva è stato il simbolo del Cagliari, di una Regione, della Nazionale e di tutto il calcio azzurro”, dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò. “Ricordo con emozione il momento della consegna del Collare d’oro, la massima onorificenza del nostro movimento, in campo, tra gli applausi infiniti della sua gente, di quel popolo che ha sempre onorato.Rimaniamo orfani di un Mito che ci ha reso orgogliosi di essere italiani”, aggiunge Malagò. “Perdo un grandissimo amico, abbiamo fatto una lungo percorso di vita insieme.

Dal militare a tanti ricordi in nazionale.Una tristezza infinita, sono profondamente addolorato, non riesco a parlare”, dice all’Adnkronos Dino Zoff.
 “Da giocatore è stato il più grande attaccante italiano della storia e uno dei migliori al mondo.

Io ero un suo grande tifoso, poi ho lavorato con lui in nazionale, io ct e lui capo-delegazione e ho conosciuto un uomo ancora più grande del calciatore, una persona straordinaria.Se n’è andato via troppo presto, è un grandissimo dispiacere.

Ha dato la vita per il calcio, dobbiamo essere tutti grati”, l’omaggio, all’Adnkronos, dell’ex ct della Nazionale Arrigo Sacchi. Per Fabio Capello “è una giornata davvero triste, perdiamo uno dei simboli del calcio italiano, un giocatore fantastico e soprattutto un uomo vero, di una rettitudine unica, con la Sardegna nel cuore.E’ stata una fortuna averlo conosciuto”, dice all’Adnkronos il compagno di squadra di Gigi Riva in Nazionale. “Oggi è un giorno molto triste.

Ho avuto il privilegio di conoscere e frequentare Gigi Riva, di poterlo vivere ai Mondiale del ’94: un uomo straordinario.Una storia incredibile la sua, un punto di riferimento per il calcio italiano, per la Nazionale, per il Cagliari, per la Sardegna”, afferma Franco Baresi, leggendario capitano del Milan e attuale vicepresidente onorario del club. “Per chi ha avuto il privilegio di giocarci assieme – aggiunge – ma anche per noi della generazione successiva era considerato un mito, un esempio.

Sarà sempre ricordato e sarà sempre con noi”. “Ricordo – racconta Baresi – che al Mondiale del ’94 mi feci male, mi operarono al ginocchio, e passammo molti pomeriggi insieme a vedere l’allenamento.Lui aveva sempre una parola buona per chi ne aveva bisogno, lo faceva con la sua pacatezza, la sua signorilità.

Insomma, un uomo straordinario”. “Una notizia tremenda, forse una delle peggiori che avrei voluto ascoltare.E’ un campione non facilmente imitabile”, dice Giancarlo De Sisti, ex centrocampista della Nazionale. “Era forte, atletico, faceva le rovesciate -aggiunge De Sisti al Tg2-.

Tecnicamente, con la sua potenza, era a suo modo un funambolo.Quando gli passavi la palla eri certo che usciva qualcosa.

La sua dote più bella era il sorriso, era uno che ti rispondeva con gli occhi, non parlava molto, non gli piaceva perdere tempo in chiacchiere”.  “Sei stato tra i più grandi calciatori della nostra Italia e un gigante lontano dai campi da gioco.Mi hai offerto una guida e un punto di riferimento in azzurro e abbiamo condiviso i momenti difficili, le sconfitte, come la vittoria più bella.

Continua a regalarmi i tuoi consigli anche da lassù.Ciao Rombo di Tuono!”.

Il capo delegazione della Nazionale italiana Gigi Buffon ricorda così sui social Gigi Riva, scomparso oggi all’età di 79 anni.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Supercoppa italiana all’Inter, Napoli ko 1-0

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(Adnkronos) – L’Inter vince la Supercoppa italiana.Nella finale disputata all’Al-Awwal di Riad i nerazzurri sconfiggono per 1-0 il Napoli grazie a un gol di Lautaro Martinez al 91′.

Gli azzurri giocano dal 60′ in dieci uomini per l’espulsione di Giovanni Simeone.Per l’Inter è la terza vittoria di fila, l’ottava in totale.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corea del Nord, ex 007 Usa: “Kim ha preso la decisione di entrare in guerra”

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(Adnkronos) – “La situazione nella penisola coreana è più pericolosa di quanto non lo sia mai stata dall’inizio di giugno del 1950.Può sembrare eccessivamente drammatico, ma crediamo che, come suo nonno nel 1950, Kim Jong Un abbia preso la decisione strategica di entrare in guerra”.

E’ quanto scrivono l’ex Cia Robert L.Carlin e l’esperto di nucleare Siegfried S.

Hecker, entrambi all’Università di Stanford e entrambi protagonisti di missioni in Corea del Nord, in un articolo pubblicato sulla rivista di analisi sulla Corea del Nord ’38 North’ intitolato ‘Kim Jong Un si sta preparando alla guerra?’. “Non sappiamo quando o come Kim intenda premere il grilletto, ma il pericolo – scrivono i due in un articolo dell’11 gennaio – è già ben oltre i livelli di avvertimenti di routine a Washington, Seoul e Tokyo sulle ‘provocazioni’ di Pyongyang.In altre parole, non vediamo i temi della preparazione alla guerra nei media nordcoreani apparire dall’inizio dello scorso anno come una tipica spacconata della Corea del Nord”. “Evocare lo spettro della decisione di Pyongyang di andare verso una soluzione militare – in effetti, di dare l’avvertimento della guerra – in assenza di prove ‘concrete’ è complicato.

Tipicamente, ci si scontrerà con l’argomento ormai di routine che Kim Jong Un non oserebbe fare un passo del genere perché ‘sa’ che Washington e Seoul distruggerebbero il suo regime se lo facesse.Se questo è ciò che i politici stanno pensando, è il risultato di una fondamentale interpretazione errata della visione della storia di Kim e di un grave fallimento dell’immaginazione che potrebbe portare (sia da parte di Kim che di Washington) a un disastro”. Per Carlin, ex capo della Divisione Asia nord-orientale presso il Bureau of Intelligence and Research del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, dove ha preso parte ai negoziati tra Stati Uniti e Corea del Nord, e Hecker, ex direttore del Los Alamos National Laboratory e professore emerito della Stanford University, “l’incapacità di comprendere la storia della politica nordcoreana negli ultimi 33 anni non è semplicemente un problema accademico.

Sbagliare la storia ha implicazioni pericolose per cogliere l’importanza di ciò che abbiamo di fronte ora”. Washington e Seoul, rilevano, “si aggrappano alla convinzione che la loro alleanza, sostenuta da una deterrenza ‘ferrea’, manterrà Kim sulla traiettoria dello status quo, forse con qualche piccola provocazione.C’è la convinzione, del tutto comprensibile, che i simboli sempre più frequenti della nostra intenzione di rappresaglia terranno a bada il Nord, così come la nostra convinzione, spesso dichiarata, che se il Nord attacca, il contrattacco distruggerà totalmente il regime nordcoreano.

Tuttavia, nella situazione attuale, aggrapparsi a queste convinzioni può essere fatale”. La Corea del Nord, sottolineano, “ha un grande arsenale nucleare, secondo le nostre stime di 50 o 60 testate lanciabili su missili che possono raggiungere tutta la Corea del Sud, praticamente tutto il Giappone (compresa Okinawa) e Guam.Se, come sospettiamo, Kim si è convinto che, dopo decenni di tentativi, non c’è modo di coinvolgere gli Stati Uniti, le sue recenti parole e azioni puntano verso la prospettiva di una soluzione militare utilizzando quell’arsenale”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Gigi Riva, i medici: “Ha rifiutato operazione rischiosa”

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(Adnkronos) – Gigi Riva è morto alle 19.10 del 22 gennaio 2024 all’ospedale Brotzu di Cagliari.I vertici dell’ospedale e del reparto di cardiologia hanno rivelato che in mattinata l’ex calciatore, 79 anni, aveva rifiutato un intervento di angioplastica.

Riva “è stato ricoverato alle 3 del mattino, era affetto da tempo da una vasculopatia pluridistrettuale.E’ stato ricoverato nel reparto di cardiologia per una sindrome coronarica acuta.

E’ stato sottoposto alle 10.30 di oggi a una coronarografia che ha evidenziato una gravissima malattia coronarica.Gli è stato proposto un intervento di angioplastica coronarica che ha rifiutato. È stato informato dei rischi che comportava e ha rifiutato per potersi consultare coi familiari”, spiegano i vertici dell’ospedale. Nel tardo pomeriggio la situazione era tranquilla e ha scherzato coi medici, poi la situazione è precipitata all’improvviso.

Alle 17.50 è arrivato un arresto cardiaco e sono stati inutili i tentativi di salvarlo con manovre rianimatorie.E’ stato portato in sala operatoria per un tentativo di angioplastica coronarica che non è riuscito: il suo cuore ha smesso di battere alle 19.10. “Quando mi ha chiesto di non eseguire l’angioplastica, l’abbiamo riportato giù in reparto – ricorda il direttore di Cardiologia Marco Corda -.

Ho convocato anche il figlio per cercare di ragionare insieme sul da farsi e gli ho spiegato le motivazioni per cui l’angioplastica andava fatta.Lui ha ascoltato tutto e mi ha ringraziato e io gli ho detto ‘Non si preoccupi, saremo sempre noi in debito con lei'”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gigi Riva, medici: “Situazione era tranquilla, ha scherzato con noi, poi l’arresto cardiaco”

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(Adnkronos) – Gigi Riva è morto alle 19:10 di oggi 22 gennaio all’ospedale Brotzu di Cagliari.I vertici dell’ospedale e del reparto di cardiologia hanno rivelato che in mattinata aveva rifiutato un intervento di angioplastica. “È stato informato dei rischi che comportava e ha rifiutato per potersi consultare coi familiari”.

Nel tardo pomeriggio la situazione era tranquilla e ha scherzato coi medici, poi la situazione è precipitata all’improvviso.Alle 17:50 è arrivato un arresto cardiaco e sono stati inutili i tentativi di salvarlo: il suo cuore ha smesso di battere alle 19:10. Il primario di Cardiologia del Brotzu ha provato a convincere Gigi Riva a sottoporsi a un intervento chirurgico, comunque rischioso. “Quando mi ha chiesto di non eseguire l’angioplastica, l’abbiamo riportato giù in reparto – ricorda il direttore di Cardiologia Marco Corda -.

Ho convocato anche il figlio per cercare di ragionare insieme sul da farsi e gli ho spiegato le motivazioni per cui l’angioplastica andava fatta.Lui ha ascoltato tutto e mi ha ringraziato e io gli ho detto ‘Non si preoccupi, saremo sempre noi in debito con lei'”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio a Gigi Riva, il calcio italiano piange Rombo di tuono

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(Adnkronos) – Addio a Gigi Riva.Rombo di tuono, leggenda del calcio italiano, è morto a 79 anni.

Con Riva, se ne va uno dei migliori attaccanti nella storia del calcio tricolore.Miglior goleador della Nazionale, artefice del meraviglioso scudetto del Cagliari, talento epocale capace di segnare un’epoca senza tradire la squadra con cui ha vissuto l’intera carriera lontano dalle metropoli e dai club più blasonati. Riva era nato a Leggiuno il 7 novembre 1944, da una famiglia dalle origini modeste.

Subito si era fatto notare per le sue spiccate doti da goleador, segnando 66 gol in 2 anni di permanenza con il Laveno Mombello, squadra locale.Era un tipo di attaccante feroce, che appena vedeva la porta avversaria non lasciavano scampo.

A notarlo, i dirigenti del Legnano, squadra militante in Serie C.I 5 gol in 22 partite complessive sembrano passare sotto traccia, ma c’è poi il controverso passaggio al Cagliari dove fa la storia del club sardo e del calcio italiano.

La carriera di Riva è un elogio alla meritocrazia e alla perseveranza e il suo soprannome Rombo di Tuono lo acquisisce soltanto nel tempo grazie a Gianni Brera dopo due reti realizzate a Milano contro l’Inter. E’ giudicato uno dei migliori calciatori italiani di tutti i tempi e con la maglia del Cagliari, dal 1963 al 1977, gioca 14 stagioni e detiene tuttora il record assoluto di marcature, contribuendo nella stagione 1969-70 alla vittoria del primo e unico scudetto nella storia rossoblù, peraltro laureandosi nell’occasione anche capocannoniere del torneo. Il 1970 rappresenta l’anno d’oro che consacra definitivamente Rombo di Tuono protagonista poi anche al Mondiale di Messico ’70.Le successive stagioni allo scudetto storico, Riva sembra un po’ accusare il colpo dovuto ad un grave infortunio che lo tiene fuori per tanto tempo.  Ritrova il gol, contribuendo al quarto posto cagliaritano nella stagione 1971/72 grazie ai suoi 21 gol in 30 partite.

La parabola discendente del Cagliari è iniziata, ma nonostante la corte serrata di altre squadre, Riva decide di chiudere la carriera al Cagliari e di giurare amore eterno a quell’isola che lo aveva accolto. Al Cagliari rimane legato anche dopo il ritiro, assumendone brevemente la massima carica nella stagione 1986-87 e dal 2019 ne ha ricoperto il ruolo di presidente onorario.Con la nazionale italiana, di cui è tuttora il miglior marcatore di tutti i tempi in virtù dei 35 gol segnati in 42 presenze totali, si laurea campione d’Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970.

Dal 1990 al 2013 è team manager e capo delegazione, con la perla del trionfo ai Mondiali 2006. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giovanna Pedretti, oggi il giorno dei funerali. Il parroco: “Le parole fanno male, servono regole”

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(Adnkronos) – Folla silenziosa ai funerali di Giovanna Pedretti, la ristoratrice morta, dopo essere finita al centro della cronaca per il caso della recensione omofoba e contro i disabili. “Sant’Angelo non ha bisogno che Giovanna venga riabilitata – puntualizza all’Adnkronos don Enzo Raimondi che ha officiato le esequie -.Chi la conosceva non è stato assolutamente scalfito dai giudizi che si è permesso di dare chi non l’aveva mai vista.

Forse è per loro che dev’essere riabilitata, ma questo a noi non interessa più di tanto”.  Una “celebrazione molto partecipata come mi aspettavo, ma anche molto composta.Nella basilica c’erano tante persone in piedi, eppure è stata silenziosa e raccolta.

E questa partecipazione è stata l’ennesima attestazione di stima e di amicizia, di riconoscenza, che gli abitanti di Sant’Angelo hanno maturato nel tempo nei confronti di Giovanna”, dice don Enzo, che ha celebrato i funerali di Pedretti insieme ad altri sei sacerdoti.Accanto a lui i parroci “che sono stati qui in passato, e anche questo è un segno che dice la nostra vicinanza alla famiglia.

Alcuni dei sacerdoti avevano un rapporto di amicizia con Giovanna con cui hanno avuto occasione di collaborare per sostenere alcune iniziative”. “Forse ci siamo dimenticati del proverbio che uccide più la lingua della spada.Le parole possono essere anche distruttive, quando offendono possono davvero far male” dice all’Adnkronos don Enzo Raimondi.

Un caso che ha acceso ancora una volta il dibattito sull’odio in rete. “Ci accorgiamo solo adesso di quello che certe persone si permettono di dire, nascondendosi dietro ai media?Danno giudizi sommari, senza nemmeno conoscere le persone di cui parlano.

Questo purtroppo è il mondo in cui viviamo e si deve fare qualcosa per regolamentarlo”, si sfoga il parroco.Alcuni le parole d’odio sui social “riescono a farsele scorrere addosso.

Ad altre persone più sensibili, che magari stanno attraversando un momento difficile, invece, possono fare veramente male”, osserva don Enzo, certo che “non ci sia la volontà precisa di fare chissà che, ma siamo adulti e prima di dire certe cose dovremmo contare fino a dieci.Bisogna collegare la bocca al cervello e invece tutti si permettono di dire di chiunque quello che vogliono e dopo succedono cose spiacevoli”. Il parroco è poco convinto che dopo il caso di Giovanna Pedretti le cose possano cambiare. “Sono un po’ pessimista, ma ne dubito.

Di questo problema ci rendiamo conto da tempo ma non c’è la volontà di metterci mano, perché c’è sempre l’impressione che regolando, si limiti la libertà di espressione”.C’è anche un altro aspetto su cui si interroga don Enzo: “Se in tanti sentono il bisogno di accanirsi sugli altri e vomitargli addosso tutta la cattiveria di cui sono capaci, allora probabilmente c’è tanta gente triste, perché quando le persone sono serene e contente desiderano che anche gli altri lo siano.

Questa acredine, questa voglia di scagliarsi contro qualcuno senza avere gli elementi per farlo, rivela una frustrazione e una incapacità di sfogare in altre maniere più consone le tensioni che si accumulano.Non ci si può illudere che facendo stare male gli altri si stia meglio”. La ristoratrice era nota in paese per le sue iniziative solidali, in particolare nei confronti dei disabili, ma non solo.

Aveva promosso la ‘pizza sospesa’.Un progetto che di anno in anno veniva sostenuto dagli abitanti di Sant’Angelo Lodigiano, perché qui – evidenzia il sacerdote – “la gente si fidava di lei”.  Per questo i dubbi sull’autenticità della recensione omofoba e contro i disabili denunciata da Giovanna Pedretti non hanno toccato il paese in cui la ristoratrice 59enne viveva. “Sicuramente non aveva bisogno di farsi pubblicità per lavorare.

Il locale era piccolo, non aveva alcun problema a riempirlo.Anzi una delle prime cose che mi ha detto è che era tirata con il lavoro perché faceva fatica a trovare un addetto di sala e doveva correte dalla cucina a servire ai tavoli”, racconta don Enzo, parroco a Sant’Angelo da pochi mesi, ma cliente frequente della pizzeria ‘Le Vignole’. “E’ stata una persona veramente carina nei miei confronti, mi ha manifestato simpatia e disponibilità fin dall’inizio e ha avuto per me parole di incoraggiamento.

Probabilmente – osserva – le persone sono sensibili e attente agli altri quando loro per prime hanno attraversato momenti di fatica.Io di Giovanna posso dire solo bene, anche se la conoscevo da pochi mesi.

La conferma la ho da altri che l’hanno conosciuta per anni e quando in tanti condividono la stima per qualcuno, significa che è ben riposta, perché la gente sa riconoscere il valore delle persone.Io mi fido del loro fiuto”. Ora l’augurio è che, passato “il funerale, si possano avere la tranquillità e la serenità necessarie per riprendere piano piano la vita.

Soprattutto i familiari, che hanno vissuto male questi giorni di clamore mediatico, adesso nell’intimità dovranno vivere l’assenza di Giovanna”.Possono contare su “una città che è rimasta compatta e vicina a Giovanna e alla sua famiglia”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve, ufficiale acquisto di Djalo: le news di calciomercato

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(Adnkronos) – La Juventus ufficializza l’acquisto di Tiago Djalo, difensore portoghese classe 2000.Il giocatore arriva in bianconero dal Lille e ha firmato un contratto fino al 2026. “Juventus Football Club S.p.A.

comunica di aver raggiunto l’accordo con la società Lille Olympique Sporting Club per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Tiago Emanuel Embaló Djalo a fronte di un corrispettivo di 3,6 milioni, pagabili in tre rate nel corso dell’esercizio 2024/2025, oltre ad oneri accessori pari a 1,5 milioni.Sono inoltre previsti premi fino ad un massimo di 2,6 milioni, al verificarsi di determinati obiettivi sportivi e/o condizioni.

Juventus ha sottoscritto con lo stesso calciatore un contratto di prestazione sportiva fino al 30 giugno 2026″, rende noto la società.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, l’idea proposta all’Ue: un’isola artificiale davanti a Gaza

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(Adnkronos) – Israele propone di costruire un’isola artificiale al largo di Gaza.E’ l’idea che il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ha illustrato nel corso del suo intervento al Consiglio Ue. Una proposta questa, secondo fonti al ‘Guardian’, che ha suscitato sgomento e sconcerto, da parte dei ministri degli Esteri dell’Ue. “I ministri hanno ignorato l’idea e sono andati avanti con la riunione.

Nessuno si è impegnato”, sottolinea una fonte al quotidiano britannico.Katz, nel 2017, aveva presentato per la prima volta un piano per un’isola al largo di Gaza quando era ministro dei Trasporti. Katz “ci ha mostrato due video che non avevano nulla a che vedere con quello di cui stavamo discutendo.

Abbiamo avuto il piacere di vedere due video, molto interessanti: uno su un progetto di isola artificiale, che dovrebbe servire come porto, mi è parso di capire.L’altro su alcuni progetti di costruzione di una linea ferroviaria che collegherà il Medio Oriente con l’India”, dice l’Alto Rappresentante dell’Ue Josep Borrell, in conferenza stampa a Bruxelles. “Anche questo – continua – ci è sembrato molto interessante, ma credo che il ministro avrebbe potuto sfruttare meglio il suo tempo, preoccupandosi della sicurezza del suo Paese e dell’elevato numero di morti a Gaza”, conclude. Non è chiaro se Katz abbia effettivamente suggerito ai ministri che l’isola artificiale potrebbe anche ospitare civili palestinesi.

Una fonte diplomatica europea spiega che il ministro “ha mostrato un video, ma non ha suggerito che servisse ad ospitare palestinesi”, bensì che avrebbe funzionato come “porto” e per ospitare un “impianto di desalinizzazione” dell’acqua marina.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Insulti razzisti a Maignan, c’è un primo identificato e denunciato

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(Adnkronos) – E’ stato identificato dalla polizia uno degli autori degli insulti razzisti contro il portiere del Milan Mike Maignan durante la partita con l’Udinese.Grazie al supporto del sofisticato impianto di video-sorveglianza presente nello stadio Bluenergy è stata individuata una prima persona che avrebbe insultato il portiere ripetendo per 12 volte “negro di m….”.  L’uomo, quarantaseienne della provincia di Udine, già conosciuto alle forze dell’ordine, è stato denunciato in stato di libertà alla procura della Repubblica di Udine che sta coordinando le attività di indagine.

Contestualmente il questore della provincia di Udine ha emesso nei suoi confronti un daspo per la durata di cinque anni.Proseguono le indagini per identificare eventuali ulteriori responsabili. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grillo: “Libertà e democrazia parole che non significano più nulla”

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(Adnkronos) – Libertà e democrazia, parole che non significano più nulla.Sostenibilità, un bluff.

Parola di Beppe Grillo, in un video pubblicato sui suoi canali social. “La più grande scoperta dell’umanità è la scoperta dell’ignoranza e più mi circondo di libri per far vedere che sono una sottospecie di intellettuale più capisco di non sapere niente.Ma qualche idea la percepisco: libertà, democrazia…

queste parole non vogliono più dire nulla.Ci nascondiamo dietro parole a cui attribuiamo un significato che non hanno più.

Libertà cosa vuol dire?Libertà non è fare quello che vuoi, è capire quello che stai facendo.

Sennò siamo tutti liberi come degli schiavi in ferie”, dice il Garante del M5S. “A nessuno conviene né interessa essere liberi – afferma il fondatore del Movimento 5 Stelle – interessa di più essere seguiti come consumatori, che non essere liberi come cittadini.Il pensiero è paralizzato.

Infatti Amnesty International ha 3 milioni di iscritti, la Croce Rossa 100 milioni: significa – continua Grillo – che abbiamo più interesse alla sicurezza che non ai diritti e alla libertà”.  “Sviluppo sostenibile, consumo sostenibile: è una valigia in cui viene buttato tutto dentro, una diga, un bilancio, un impianto, una foresta, energia… è tutto sostenibile.E’ un bluff, è un totem, queste parole non significano più niente.

Dal punto di vista sociale – aggiunge Grillo – stiamo andando indietro e anche l’economia: l’economia del futuro ce la siamo già mangiata con l’economia del passato, con le idee vecchie del passato.Parliamo ancora della pensione e dell’Inps, quando i contributi non ci saranno più, quando invecchiamo tutti”. E guardando all’Europa si interroga: “Ci sarà qualche idea da portare in questa Europa che manca proprio di un concetto politico…

Abbiamo ceduto una sovranità a una situazione che non capiamo più cosa sia.Cosa significa essere europei?

Bisognerebbe avere un Erasmus per il lavoro, una lingua in comune…” e “dove vanno la finanza e il capitale?Il capitale prossimo futuro sarà quello ereditato.

Se non c’è la distribuzione, ci saranno sempre gli stessi miliardari ed erediteranno i loro figli”.  “Ci mangiamo il futuro con il passato.Abbiamo bisogno di idee nuove, di una riforma fiscale europea, di finanziare un reddito di base incondizionato magari con una tassa sui consumi.

Sono follie?Follia è continuare a far finta di avere di idee su concetti vecchi e finiti”, conclude il garante del M5S. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)