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Sinner in finale agli Australian Open: “Contro Djokovic è stata durissima”

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(Adnkronos) – “E’ stata una partita durissima”.Jannik Sinner esulta dopo la vittoria in 4 set su Novak Djokovic nella semifinale degli Australian Open 2024.

Il successo contro il serbo, numero 1 del mondo, spalanca all’azzurro le porte per la prima finale in un torneo del Grande Slam. “Ho iniziato benissimo nei primi due set, Nole ha sbagliato tanto.Ho sbagliato un match point nel 3°, ma volevo essere pronto per il set successivo.

Ho iniziato alla grande e non vedevo l’ora di giocare questa partita”, dice Sinner. “Avevo perso con Nole a Wimbledon, ho imparato da quella partita.Fa parte del mio processo di crescita -prosegue il numero 4 del mondo-.

Giochiamo in modo simile, la risposta è il nostro punto forte.Cercavo di far partire lo scambio, non dico le tattiche perché ho la sensazione che faremo qualche altra partita contro.

Mi ero allenato con Djokovic quando avevo 17 anni, cercavo di imparare dai migliori.Mi aveva consigliato di essere imprevedibile, di migliorare il servizio e ho la sensazione di poter migliorare ancora.

Volevo essere preparato, dallo scorso anno la fiducia è altissima ed ero sicuro di poter giocare contro i migliori del mondo.Scenderò in campo con il sorriso e darò il massimo nella mia prima finale Slam”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner batte Djokovic, vola in finale agli Australian Open 2024

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(Adnkronos) – Jannik Sinner batte Novak Djokovic in semifinale agli Australian Open 2024 e vola in finale.L’azzurro, numero 4 del mondo, batte il serbo, numero 1 del ranking, per 6-1, 6-2, 6-7 (6-8), 6-3 in 3h21′ e per la prima volta in carriera giocherà una finale in un torneo dello Slam.

Il 22enne altoatesino si aggiudica la sfida sul campo della Rod Laver Arena con una prova quasi perfetta.Domenica affronterà il vincente della seconda semifinale, in programma tra il russo Daniil Medvedev e il tedesco Alex Zverev.  Sinner apre il match tenendo il servizio iniziale e sfruttando i 4 errori di Djokovic, evidentemente ancora freddo.

Il serbo non ingrana e concede subito una palla break all’avversario: l’azzurro chiude il game con un rovescio vincente, 2-0.Il numero 1 del mondo continua a sbagliare da fondo, senza trovare la misura negli scambi che viaggiano già ad un ritmo forsennato (3-0). Djokovic resta a galla nel primo set annullando una palla break che avrebbe chiuso di fatto il set e conquista il primo game (3-1).

Sinner non trova la prima palla con continuità (sotto il 60%) ma non paga dazio e non stecca (4-1).Djokovic non c’è, continua a sbagliare (15 errori non forzati) e subisce un altro break che consente a Sinner di volare verso un agevole 6-1.
 Il copione non cambia in avvio di secondo set.

Sinner è un martello, mentre il rovescio di Djokovic va fuori misura a ripetizione.Nel terzo game, il numero 4 del mondo si procura 2 palle break: Nole sbaglia ancora e si ritrova sotto (1-2). L’azzurro va come un treno (4-2) e ha a disposizione il colpo del k.o.

nel secondo set quando Djokovic concede un’altra palla break, con l’ennesimo errore di rovescio (14 errori gratuiti nel secondo set), sul 2-4.Sinner non sfrutta l’opportunità ma è bravissimo a costruirsi la seconda chance e a concretizzarla: 2-5.

L’azzurro non trema, l’ottavo game è forse il più complicato tra quelli giocati al servizio: Djokovic lotta ma è impreciso, non arriva alla palla break e cede 6-2.Sinner è avanti 2-0 dopo 1h12′ di monologo.
 L’azzurro prova ad azzannare subito il terzo set e si procura una palla break nel primo game, con la possibilità di spaccare la partita definitivamente.

Djokovic, spalle al muro, si salva.Nel quarto game, sotto 1-2, Sinner vive il primo momento critico dell’incontro.

Sotto 0-30, l’azzurro rialza la testa con un provvidenziale ace e poi capitalizza gli errori dell’avversario (2-2). 
Djokovic inizia a trovare gli angoli e i colpi vincenti aumentano: per il serbo, dopo un’ora e mezza alle corde, diventa più semplice tenere il servizio (3-2).Si procede senza strappi, con i giocatori al servizio in controllo.

E’ sorprendente, almeno in parte, se si considera che Sinner nel terzo set deve ricorrere alla seconda palla una volta su due.Non ci sono opportunità per il break, Djokovic evita guai nell’undicesimo game, che richiede 10 punti.

Si va al tie-break. 
Sinner parte male (0-2), recupera il mini-break e torna in carreggiata (2-2) prima del nuovo strappo di Djokovic (2-4).L’azzurro riesce a chiudere nuovamente il gap (4-4) e con 3 punti di fila passa a condurre (5-4) e si procura un match-point (6-5) che Djokovic annulla (6-6) in uno scambio che lascia più di un rimpianto all’italiano.

Il serbo si salva, mette la freccia e chiude 8-6: il terzo set è suo, match riaperto. Il quarto set inizia all’insegna delle chance non sfruttate dall’azzurro.Sinner nel secondo game ha a disposizione 3 palle break non consecutive per dare una spallata all’incontro.

Il numero 1 del mondo rimane aggrappato alla partita e si salva ancora (1-1).Nel quarto game, la svolta.

Djokovic, avanti 40-0, si infila in un tunnel.Tre errori gratuiti, un doppio fallo, un altro errore: Sinner ringrazia e mette a segno il break che gli permette di spezzare l’equilibrio (3-1) e allungare (4-1).

Il numero 4 del mondo sceglie il momento giusto per un game a zero e si porta sul 5-2.Sinner non trema, chiude 6-3: Djokovic va ko, Jannik è in finale all’Australian Open. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, da De Andrè agli Eiffel 65: Amadeus svela le cover, ecco titoli e ospiti

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(Adnkronos) – Dopo tante indiscrezioni, Amadeus ha ufficializzato da Fiorello brani e ospiti della serata cover di Sanremo 2024, che andrà in scena al Teatro Ariston venerdì 10 febbraio.  Alessandra Amoroso si esibirà con Boomdabash in un medley; Alfa con Roberto Vecchioni canterà ‘Sogna ragazzo sogna’ dello stesso Vecchioni; Angelina Mango con il quartetto d’archi dell’orchestra di Roma canterà ‘La Rondine’ del padre Pino Mango; Annalisa con La Rappresentante di Lista e il coro Artemia canteranno ‘Sweet dreams’ degli Eurythmics; BigMama con Gaia, la Nina e Sissi canteranno ‘Lady Marmelade’ (il brano dei Labelle del 1974 conosciuto ovunque per il suo ritornello ‘Voulez-vous coucher avec moi, ce soir?’); Bnkr44 con Pino D’Angiò canteranno il brano pubblicato nel 1981 da quest’ultimo ‘Ma quale idea’. E ancora: Clara con Ivana Spagna e il coro delle voci bianche del Teatro regio di Torino canteranno ‘Il cerchio della vita’ della stessa Ivana Spagna; Dargen D’Amico con BabelNova Orchestra farà un grande omaggio a Ennio Morricone con “Modigliani” sulle note di The Crisis; Diodato con Jack Savoretti porteranno sul palco ‘Amore che vieni amore che vai’ di Fabrizio De Andrè; Emma con Bresh farà un medley di Tiziano Ferro; Fiorella Mannoia con Francesco Gabbani proporrà un omaggio ‘a specchio’ delle rispettive canzoni ‘Che sia benedetta’ e ‘Occidentali’s Karma’; Fred De Palma con gli Eiffel 65 proporrà un medley dei successi di questi ultimi; Gazzelle con Fulminacci canterà ‘Notte prima degli esami’ di Antonello Venditti; Geolier con Gigi D’Alessio, Guè e Luchè faranno un medley di brani tra rap e neomelodici intitolato ‘Strade’; Ghali accompagnato dal noto producer tunisino Ratchopper proporrà un medley dal titolo ‘Italiano vero’ di cui farà parte anche ‘L’Italiano’ di Toto Cutugno. Seguono Il Tre con Fabrizio Moro che proporrà un medley dei più grandi successi di Fabrizio Moro; Il Volo con il chitarrista di Vasco Rossi Stef Burns interpreteranno ‘Who Wants to Live Forever’ dei Queen; Irama interpreterà con Riccardo Cocciante ‘Quando finisce un amore’ dello stesso Cocciante; La Sad con Donatella Rettore canterà ‘Lamette’; Loredana Bertè con Venerus canterà “Ragazzo mio” di Luigi Tenco; Mahmood con I Tenores di Bitti canterà il brano di Lucio Dalla “Come è profondo il mare”; Maninni con Ermal Meta porterà sul palco “Non mi avete fatto niente”, il brano con cui Meta vinse in coppia con Fabrizio Moro il festival 2018; Mr.Rain con i Gemelli DiVersi canterà ‘Mary’, uno dei brani più significativi del gruppo; i Negramaro con Malika Ayane canteranno ‘La canzone del sole’ di Lucio Battisti (citata nel brano in gara dei Negramaro ‘Ricominciamo tutto’); Renga & Nek porteranno sul palco un medley delle loro hit; i Ricchi e Poveri con Paola & Chiara proporranno un medley di ‘Sarà perché ti amo’ e ‘Mamma Maria’; Rose Villain con Gianna Nannini proporranno un medley della Nannini; Sangiovanni con la cantante spagnola Aitana proporrà un medley di “Farfalle” e “Mariposas” (la versione spagnola di ‘Farfalle’); i Santi Francesi con Skin canteranno ‘Hallelujah’ di Leonard Cohen; i The Kolors con Umberto Tozzi proporranno un medley dei più grandi successi di Umberto Tozzi. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ostaggi Hamas, incognita negoziati: Biden manda in missione capo Cia

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(Adnkronos) – Incognita sui negoziati per il rilascio degli ostaggi israeliani. “E’ ormai dal primo dicembre, giorno della fine della tregua, che non emergono soluzioni” per un nuovo accordo sulla liberazione dei prigionieri in cambio della sospensione dei combattimenti, mentre “la leadership in Qatar mostra un continuo, forte impegno per la soluzione del conflitto e la fatica di un negoziato che si è fatto sempre più difficile”.Fonti a Doha raccontano all’Adnkronos il clima di frustrazione che si respira nell’emirato, mentre Joe Biden riprende l’iniziativa, decidendo di mandare
a Gaza e in Europa il capo della Cia William Burns, per incontrare il capo del Mossad, David Barnea, il premier del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e il capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel per riuscire ad arrivare a una intesa. Alla frustrazione per uno stallo del negoziato nel quale “sono emotivamente coinvolti” in ragione della vicinanza alla causa palestinese, si aggiunge la rabbia per le presunte parole di Benjamin Netanyahu, che avrebbe definito Doha un mediatore “problematico” paragonandolo a Nazioni Unite e Croce Rossa. “Il fuorionda paradossale del premier israeliano ha dato ai qatarini lo spunto per intervenire pubblicamente, passo molto raro per la diplomazia del Paese del Golfo”, le parole del portavoce del ministero degli Esteri, che ha definito “irresponsabili” le dichiarazioni riportate dai media del premier israeliano, accusandolo di “ostacolare la mediazione per ragioni che sembrano servire alla sua carriera politica”. Lo scontro con il Qatar è l’ultimo atto dell”accerchiamento’ intorno a Netanyahu, assediato dai familiari degli ostaggi e da Biden, dai leader europei e da quelli dei Paesi arabi, ma sempre intenzionato a non cedere sulla guerra a Gaza e sull’obiettivo di distruggere Hamas.

Allo stesso tempo a Doha, di fronte all’indebolimento di Hamas, avanzano gli interrogativi su chi saranno i palestinesi che potranno governare Gaza una volta finita la guerra; incluso chi riesca eventualmente a “redimersi” nelle file di Hamas.Una discussione che si intreccia al negoziato sugli ostaggi che, pur essendo in stallo, “Doha non molla, perché non ha alternative; rinunciare a essere parte della trattativa sarebbe un grosso danno per un Paese che ha fatto della capacità di mediazione l’asset centrale della sua politica”. Il Qatar è stato un “partner regionale fondamentale e insostituibile” per gli Stati Uniti da quando è scoppiato il conflitto tra Israele e Hamas il 7 ottobre, ha affermato intanto il vice portavoce del Dipartimento di Stato americano Vedant Patel dopo le affermazioni del primo ministro israeliano. Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha detto che Doha è rimasta “sconvolta” dalle presunte osservazioni, che sono state ascoltate in una registrazione trapelata e che sono state attribuite a Netanyahu. Nelle intenzioni Usa, l’intesa comprenderebbe il rilascio degli ostaggi ancora a Gaza in cambio della pausa dalle ostilità più lunga, registrata dall’inizio della guerra.

Lo rivela il Washington Post, citando fonti informate. Le discussioni che Burns avrà in Europa – continua il Post che non specifica in quale Paese europeo avverranno gli incontri, che lo scorso dicembre sono avvenuti a Varsavia – continueranno il lavoro che il diplomatico diventato capo dell’intelligence Usa ha condotto in conversazioni telefoniche con le sue controparti.Egitto e Qatar sono i mediatori chiave tra Israele e Hamas, ed hanno permesso che arrivasse al primo accordo di tregua e rilascio ostaggi lo scorso novembre.

A oggi, però, le tensioni tra Qatar e Benjamin Netanyahu sono ora alle stelle, dopo la diffusione di audio in cui si sente il premier screditare Doha, durante un incontro con i familiari degli ostaggi. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ipossia d’azoto, come è morto il condannato Kenneth Smith

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(Adnkronos) – Inalazione di gas azoto fino alla totale scomparsa di ossigeno, con compromissione letale degli organi vitali e, quindi, il decesso.E’ morto così Kenneth Eugene Smith, rinchiuso dal 1996 nel braccio della morte di un carcere in Alabama e giustiziato oggi con un’esecuzione per ipossia da azoto.

Primo condannato negli Usa e al mondo a subire questo tipo di punizione letale. L’ipossia da azoto è una forma di esecuzione in cui un detenuto viene privato dell’ossigeno e messo in condizione di respirare solo azoto, causandone la morte.L’azoto, gas incolore, inodore, ininfiammabile, chimicamente stabile, non tossico, diventa asfissiante in caso di eccessiva concentrazione nell’aria e quindi di mancanza dell’ossigeno.

E’ presente per il 78,1 per cento nell’aria che respiriamo. Il protocollo dell’esecuzione, descritto in un documento depositato in tribunale dalle autorità dello stato e citato da AbcNews, prevede che dopo essere stato legato alla barella, al detenuto venga applicato sul viso un “respiratore ad aria compressa, un tipo di maschera tipicamente utilizzata in ambienti industriali per fornire ossigeno salvavita”.Letta la motivazione della sentenza e chiesto se ha qualcosa da dire prima che venga attivato “il sistema di ipossia da azoto” da un’altra stanza, l’azoto gassoso viene somministrato per almeno 15 minuti o “cinque minuti dopo la comparsa del tracciato piatto sull’Ecg”. Secondo quanto riporta la Cnn, Smith è apparso cosciente per “diversi minuti dall’inizio dell’esecuzione”.

Nei 2 minuti successivi all’inalazione dell’azoto “tremava e si contorceva su una barella”.Quindi, ha respirato profondamente per alcuni minuti prima che il movimento iniziasse a rallentare “fino a quando il respiro è diventato non più percepibile”. John Hamm, responsabile del Dipartimento carcerario dell’Alabama, riferisce che il detenuto ha eseguito “alcuni movimenti involontari” e il suo respiro è diventato “affannoso”: “Era tutto previsto secondo gli effetti collaterali che abbiamo visto e studiato sull’ipossia da azoto.

Quindi nulla fuori dall’ordinario rispetto a ciò che ci aspettavamo”. Si tratta di un metodo assolutamente sperimentale di esecuzione, approvato dalla Corte suprema dell’Alabama, che – per paradosso – è vietato sugli animali, denunciava Amnesty.L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha parlato di pratica potenzialmente equivalente a tortura o altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti, chiesdendo invano di fermare l’esecuzione. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Assegno di Inclusione 2024, da oggi Carta con pagamenti per oltre 287mila famiglie

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(Adnkronos) – Arriva, erogato da oggi 26 gennaio, l’Assegno di inclusione per oltre 287mila famiglie.I nuclei che hanno presentato la richieste al 7 gennaio scorso, sottoscritto il Patto di Attivazione digitale (Pad) e la cui domanda ha superato i controlli preventivi relativi ai requisiti previsti dalla normativa, potranno infatti ritirare la Carta di Inclusione con un importo medio di 645,84 euro. Gli interessati, spiega l’Inps in una nota, riceveranno nelle prossime ore un sms con l’invito a recarsi presso un ufficio postale per ritirare la Carta di Inclusione sulla quale è accreditato l’importo dell’assegno: “E’ stato disposto il pagamento della domanda Adi.

Dal 26.01 sarà accreditato sulla Carta ritirabile presso qualsiasi ufficio postale con doc identità e codice fiscale”, recita l’sms. Le domande lavorate, pervenute entro i primi giorni di gennaio, sono state 446.256 di cui 418.527 con Pad sottoscritto.Ma dai controlli preventivi effettuati, è emerso che 12.222 domande necessitano di un supplemento di istruttoria per l’acquisizione della certificazione attestante il requisito richiesto ai fini del riconoscimento della misura.

Una volta che l’Inps abbia acquisita la certificazione procederà al pagamento dal prossimo 15 febbraio o comunque entro 60 giorni qualora non pervenga la certificazione da parte degli enti preposti.  A questi vanno da aggiungersi le 1.140 domande che sono in istruttoria per controlli interni dell’Istituto (accertamenti antifrode) e le 117.461 domande che sono state respinte per mancanza di requisiti.Tra le principali cause di diniego all’accesso al beneficio risultano: il sopra soglia su Dsu, il superamento delle soglie di reddito o l’omessa dichiarazione dell’attività lavorativa.

Le prime 287.704 domande che hanno superato positivamente la fase istruttoria , dunque, conclude la nota Inps, andranno in pagamento il 26 gennaio con un importo medio di 645,84 euro. In totale le domande pervenute dal 18 dicembre ad oggi sono 651.665 e c’è tempo fino al 31 gennaio per inoltrare le richieste di Adi che, superati i controlli preventivi e sottoscritto il Pad, saranno messe in pagamento già il 15 febbraio.I richiedenti che procederanno alla sottoscrizione del Pad entro il 31 gennaio avranno diritto al pagamento anche della mensilità del mese corrente.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pena di morte, Smith giustiziato con azoto in Alabama

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(Adnkronos) – Kenneth Eugene Smith, 58 anni, è stato giustiziato con un’esecuzione per ipossia da azoto avvenuta in un carcere dell’Alabama.Per la prima volta, nell’applicazione della pena di morte, viene utilizzato l’azoto.

La Corte Suprema degli Stati Uniti, dopo la Corte d’appello, aveva respinto l’ultimo ricorso e il tentativo di bloccare quella che i legali del detenuto hanno definito una punizione “inusuale e crudele”.  Il decesso di Smith è avvenuto alle 20.25 del 25 gennaio.Secondo le informazioni diffuse dalle autorità, la morte è sopraggiunta a 15 minuti dall’inalazione dell’azoto.

Il detenuto, come riferisce la Cnn, ha rilasciato una dichiarazione prima di morire: “Stasera l’Alabama ha costretto l’umanità a fare un passo indietro.Me ne vado provando amore, nella pace e nella luce.

Grazie per avermi sostenuto, vi amo tutti”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner-Djokovic, diretta semifinale Australian Open 2024

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(Adnkronos) – Jannik Sinner contro Novak Djokovic in semifinale agli Australian Open 2024.L’azzurro, numero 4 del mondo, sfida il serbo, numero 1 del ranking.

Sul campo della Rod Laver Arena di Melbourne, il 22enne altoatesino va a caccia della finale nel primo torneo stagionale dello Slam.Per centrare l’obiettivo, deve battere il 36enne di Belgrado, che cerca il 25esimo titolo della carriera in un major. Sinner arriva all’appuntamento senza aver perso nemmeno un set nel corso del torneo.

L’azzurro insegue la terza vittoria contro Djokovic, che conduce 4-2 nei confronti diretti.I due tennisti si sono affrontati 3 volte nella fase finale della stagione 2023.

Sinner si è imposto nella fase a gironi delle Atp Finals di Torino e nel match di semifinale di Coppa Davis.Djokovic ha avuto la meglio nella finale per il titolo delle Atp Finals.  
Sinner-Djokovic 3-0Sinner padrone della situazione, terzo game in scioltezza con un solo punto lasciato all’avversario. 
Sinner-Djokovic 2-0Subito palla break a disposizione di Sinner che sfrutta l’opportunità e allunga. 
Sinner-Djokovic 1-0L’azzurro apre il match tenendo il servizio nel primo game grazie a 4 errori di Djokovic.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Nasti e Mattia Zaccagni svelano il sesso del bebè in arrivo: “It’s a girl”

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(Adnkronos) – Fiocco rosa per Chiara Nasti e Mattia Zaccagni.Sarà una femmina la secondogenita della coppia che ha già un bimbo, Thiago, di appena un anno.

Tra le storie su Instagram dell’influencer il video dove insieme al marito, calciatore della Lazio, scopre il sesso del bambino in un gender reveal party.  L’influencer 26enne che non ha mai fatto mistero di desiderare una bambina, in una precedente storia sui social, rispondendo alle domande dei fans, ha condiviso anche una preferenza sui nomi: “Vorrei chiamarla Barbie, ma non me lo approva nessuno.Comunque se è femmina sono indecisa tra Jennifer e Kimberly”.  L’annuncio della seconda gravidanza è arrivato subito dopo la rete di Mattia Zaccagni, durante il derby di Coppa Italia Lazio-Roma, quando il calciatore ha festeggiato il gol con il pollice in bocca per mimare il ciuccio e un pallone sotto la maglia come un ‘pancione’. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pd, Schlein insiste su sanità e sfida Meloni su Medio Oriente: “Voti nostra mozione”

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(Adnkronos) – Chi sono quelli del Pd?Quelli del salario minimo e della sanità.

Sintetizzata all’estremo è questa la direzione di marcia che Elly Schlein intende imprimere alla campagna elettorale per l’election day dell’8 e 9 giugno.Due assi portanti – salari e sanità – come battaglie identitarie del Pd.

Dopo l’Abruzzo, oggi ci sarà una seconda tappa del ‘viaggio’ della segretaria.E il focus è sul settore forse più stressato, e insieme più prossimo ai cittadini, dell’intero sistema sanitario nazionale: il pronto soccorso.

Schlein sarà a Genova con il direttore del pronto soccorso dell’Ospedale Galliera.  Il premier time di mercoledì, con il duello in aula con Giorgia Meloni, è stato solo un primo appuntamento insomma di una battaglia su cui Schlein batterà per l’intera campagna elettorale.E quel primo passaggio non è andato male.

Non solo per il confronto dialettico tra le due.Ma anche per il merito.

Persino Vincenzo De Luca lo ha riconosciuto: “Ieri (mercoledì, ndr) per la prima volta in occasione del question time, dai banchi dell’opposizione è stato sollevato un problema concreto sulla questione sanità, ho avuto i brividi”, ha detto il presidente della regione Campania lanciando una mobilitazione contro l’autonomia differenziata, riforma strettamente connessa alla questione sanità.Ieri se ne è parlato nella segreteria dem con Schlein. “Siamo pronti alla mobilitazione e non escludiamo nessuno strumento”, ha detto la segretaria.  Nella riunione di mercoledì al Nazareno si è anche discussa, e limata, la mozione dem sul Medio Oriente.

Poteva essere una nuova mina.Come lo è stato il voto sull’Ucraina con la fronda di alcuni parlamentari tra Camera e Senato.

E allora stavolta, a differenza di quella occasione, Schlein ha convocato una riunione congiunta dei gruppi per parlarne.E il Pd ne è uscito compatto.

Compreso il via libera di chi sull’Ucraina si era distinto. “Un bel lavoro”, commenta Lorenzo Guerini. “Così com’è la voterò”, mette agli atti Lia Quartapelle.  La discussione generale sulla mozione è calendarizzata per lunedì 29 gennaio.Ma il voto potrebbe slittare fino a metà febbraio.

Ci sarà tempo dunque per verificare la reazione delle altre forze politiche. “Il vero problema non sarà la nostra, ma come voteremo sulle altre che verranno presentate…”, osserva un senatore.Intanto la capogruppo Chiara Braga si rivolge agli altri gruppi: “Abbiamo condiviso nell’assemblea dei gruppi una mozione che ha visto la massima compattezza.

La depositeremo oggi con l’impegno anche a costruire una condivisione il più ampia possibile dentro il Parlamento con le altre forze politiche”.  Schlein non guarda solo alle opposizioni ma soprattutto alla maggioranza.E sfida Meloni a votare la mozione del Pd se realmente a favore della soluzione ‘due popoli, due Stati’ come ha detto ieri la presidente del Consiglio al premier time. “E’ d’accordo?

Allora voti la nostra mozione”.  “Noi -dice Schlein ai cronisti al termine della riunione congiunta dei gruppi- con questa iniziativa vogliamo costringere il governo a un’azione diplomatica e politica che non tradisca la tradizione diplomatica del nostro Paese, da sempre attento alla soluzione ‘due popoli, due Stati’.L’Italia deve avere un ruolo nell’Ue”.

E nel merito del testo argomenta: “La nostra mozione torna a chiedere un cessate il fuoco immediato per consentire l’arrivo di aiuti umanitari alla popolazione stremata di Gaza, per la liberazione degli ostaggi e per consentire la riapertura di un processo di pace in cui è necessario il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’Ue.Uno Stato esiste già, Israele ed ha il diritto di vivere in pace e in sicurezza.

L’altro, la Palestina, invece non è stato ancora riconosciuto”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele sotto accusa all’Aja per genocidio, oggi la sentenza

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(Adnkronos) – La Corte internazionale di giustizia deciderà oggi, venerdì 26 gennaio, sulle eventuali misure cautelari da adottare nei confronti di Israele nell’ambito del ricorso presentato dal Sudafrica contro lo Stato ebraico per il crimine di genocidio.Secondo gli osservatori la Corte potrebbe stabilire una serie di misure tra cui anche chiedere lo stop dell’operazione militare nella Striscia di Gaza. In una dichiarazione, diffusa su Telegram, Hamas si dice pronto a rispettare qualsiasi decisione della Corte Internazionale di Giustizia che richieda il cessate il fuoco a Gaza se lo farà anche Israele.

La notizia, rilanciata dal sito di Al Jazeera, in vista dell’udienza con cui la Corte oggi dovrà annunciare se concederà misure di emergenza, Hamas afferma che rilascerà tutti gli ostaggi israeliani se Israele scarcererà tutti i prigionieri palestinesi. “Il nemico sionista deve mettere fine al suo assedio di 18 anni a Gaza e far entrare tutto l’aiuto necessario alla popolazione e alla ricostruzione”, conclude la dichiarazione.  La decisione dell’Aja è vincolante e non appellabile, ma non è detto che Israele decida di rispettarla dato che la Corte non ha gli strumenti per far rispettare le sue sentenze. Nel ricorso presentato dal Sudafrica si chiede alla Corte di determinare se i comportamenti di Israele rappresentino violazioni della convenzione contro il genocidio di cui fanno parte sia Tel Aviv che Pretoria.Lo Stato sudafricano, nello specifico, accusa Israele non solo di commettere atti di genocidio, ma anche di una mancata prevenzione e repressione di atti di genocidio imputabili alle truppe.

La Convenzione, infatti, vieta agli Stati gli atti di genocidio, ma prevede anche il loro obbligo di prevenire e reprimere i corrispondenti atti individuali. Chiedere il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza significherebbe “incoraggiare Hamas” e altri gruppi terroristici, negando a Israele il diritto di difendersi, ha spiegato il team legale d’Israele, davanti alla Corte, respingendo le accuse.Accuse, veniva argomentato, che vengono smentite dagli sforzi per gli aiuti umanitari e si basano su quadro “distorto” delle dichiarazioni del governo israeliano.

Tanto più che è Hamas a volere il genocidio degli israeliani.  La richiesta di cessate il fuoco punterebbe, quindi, a proteggere Hamas dalla risposta d’Israele alle atrocità del 7 ottobre.Accoglierla, ha affermato il giurista Gilad Nolan nelle dichiarazioni finali, “sarebbe un segnale ai gruppi terroristi che possono commettere crimini di guerra e contro l’umanità e poi chiedere la protezione della stessa Corte”.

In questo modo “s’indebiliscono” gli sforzi della Corte per punire i genocidi, trasformandola “in un’arma nelle mani di terroristi che non hanno nessun rispetto per l’umanità e il diritto internazionale”. “Ogni azione intrapresa da Israele è giustificata al fine di mantenere la sicurezza dei civili dopo gli attacchi del 7 ottobre”, aveva affermato Tal Becker, il consulente legale del ministero degli Esteri israeliano all’apertura del secondo giorno di udienze presso la Corte internazionale, sottolineando che i firmatari della denuncia “hanno presentato un quadro manipolativo degli eventi e hanno erroneamente utilizzato il termine ‘genocidio’, svuotandolo di contenuto”.  Quanto alle accuse di volere il genocidio della popolazione palestinese, il team legale ha sottolineato che ciò viene smentito dalle diverse azioni adottate da Israele per ridurre le vittime civili e permettere la distribuzione di aiuti umanitari.Se il genocidio fosse stato lo scopo, “Israele avrebbe forse rinviato le operazioni di terra per settimane”, ha chiesto Galit Raguan, alto funzionario del ministero israeliano della Giustizia. Gli abitanti della Striscia di Gaza sono tornati in piazza, ieri a Khan Younis nel sud dell’enclave palestinese, per chiedere a Hamas e a Israele di mettere fine al conflitto in corso.

La Dpa parla di decine di paesone scese in strada a protestare, mentre secondo il quotidiano israeliano Haaretz hanno manifestato in centinaia.I presenti hanno chiesto un cessate il fuoco sia al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sia al leader di Hamas a Gaza Yehya al-Sinwar.

Come si vede dal video condiviso dal sito di Haaretz, alla marcia hanno partecipato soprattutto ragazzi e uomini.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Padova, 13enne picchiata da coetanee che postano il video sui social: denunciate

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(Adnkronos) – Pestata in strada a Padova.Tutto filmato con il cellulare e pubblicato sui social.

Protagoniste tre minorenni: la vittima di solo 13 anni è stata prima insultata e poi schiaffeggiata da due ragazzine di un anno più grandi di lei.Una volta finita a terra, la 13enne è stata colpita anche con un calcio e un pugno.

La polizia ha ricevuto un alert sull’app Youpol che permette di segnalare episodi di bullismo e spaccio, e ha subito individuato le due responsabili dell’aggressione compiuta, secondo il racconto, per futili motivi.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Instagram ha problemi e non funziona, cosa succede

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(Adnkronos) – Problemi per Instagram nella serata di oggi 25 gennaio 2024 decolla l’hashtag #instagramdown su X.Il social della galassia Meta che fa capo a Mark Zuckerberg ha smesso di funzionare correttamente dopo le 22, con disagi per circa un’ora.

Il sito downdetector, che monitora le anomalie sulla rete e raccoglie le segnalazioni di problemi, ha evidenziato un picco di ‘allarmi’ non solo in Italia ma praticamente ovunque: dagli Usa alla Germania, dalla Nuova Zelanda alla Svezia. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

SuperEnalotto, numeri combinazione vincente oggi 25 gennaio 2024

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(Adnkronos) – Nessun ‘6’ né ‘5+1’ nell’estrazione del Superenalotto di oggi.Centrati invece otto ‘5’ che vincono 23.847,85 euro ciascuno.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 51,1 milioni di euro.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.L’entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.

In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E’ possibile verificare eventuali vincite attraverso l’App del SuperEnalotto.Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).

La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto ad una quota dell’eventuale vincita.In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.

L’opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 27, 29, 30, 53, 54, 86.

Jolly: 34.SuperStar: 57. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Forza Italia compie 30 anni e celebra la discesa in campo di Berlusconi

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(Adnkronos) – Si tinge di azzurro la facciata del Salone delle Fontane all’Eur dove domani pomeriggio Forza Italia celebrerà i 30 anni della discesa in campo di Silvio Berlusconi con una convention dal titolo ‘Le radici del futuro’.Davanti l’ingresso principale, campeggiano foto con il voto del Cavaliere, a cominciare da quella che lo ritrae nello studio a Macherio durante il video messaggio del ‘nuovo miracolo italiano’ (l”Italia è il Paese che amo…’ l’iconico incipit).  In primo piano anche una foto con il leader azzurro e Antonio Tajani, diventato segretario nazionale del partito dopo la scomparsa del fondatore del movimento forzista il 12 giugno scorso.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Maignan, Gravina: “Contro razzismo riconoscimento facciale” – Video

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(Adnkronos) – Proposta contro il razzismo del presidente della Figc, Gabriele Gravina, dopo il caso Maignan. “L’incontro è stato, sottolineo, molto positivo perché abbiamo delineato alcune idee, alcune riflessioni e progetti che possono comunque migliorare la qualità infrastrutturale.Mi riferisco in modo particolare all’ipotesi dell’inserimento del riconoscimento facciale” ha detto al termine dell’incontro sul razzismo al Viminale. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fine vita, Pd revoca incarico a Bigon: la consigliera decisiva per l’affossamento della ‘legge Zaia’

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(Adnkronos) – Le decisione è maturata a livello locale.Senza il coinvolgimento del Nazareno. “Me ne assumo l’intera responsabilità”, dice Franco Bonfante, segretario provinciale del Pd di Verona, interpellato dall’Adnkronos. “La scelta è mia.

Non si poteva far finta di nulla”.Ovvero rispetto al voto in dissenso della consigliera regionale Anna Maria Bigon, determinante per l’affossamento della ‘legge Zaia’ sul fine vita.

Bonfante ha revocato l’incarico di sua vice, nella segreteria provinciale dei dem veronesi, alla consigliera Bigon.  Non una sospensione, né un provvedimento disciplinare, argomenta, ma una “scelta politica” alla luce di “un rapporto di fiducia venuto meno” e che raccoglie l’umore degli iscritti “in grandissima maggioranza sconcertati e delusi” dal comportamento di Bigon e “favorevoli a regolamentare il fine vita a seguito della sentenza della Consulta”.Ma la vicenda resta delicata per i dem.

Con i cattolici in subbuglio e che, a quanto si riferisce, avrebbero chiesto un intervento del Nazareno.  E in effetti nel tardo pomeriggio arriva una nota del segretario regionale veneto, Andrea Martella e del responsabile Organizzazione della segreteria Schlein, Igor Taruffi, a mettere agli atti che il partito nazionale e regionale non c’entrano: la scelta su Bigon “non è frutto di decisioni nazionali e regionali, ma compiuta da Bonfante in totale autonomia”.Il segretario provinciale, da parte sua, si dice pronto a “rispondere della decisione nelle sedi ed organi competenti”.

E c’è anche un Direzione ad hoc sul caso già convocata per il 5 febbraio dal Pd veronese che fa discutere.I cattolici Stefano Lepri e Silvia Costa parlano di Direzione ‘processo’: “Assicuriamo il pieno sostegno politico ad Anna Maria Bigon”.  Schlein, nei giorni scorsi, aveva usato parole nette sulla vicenda. “Una ferita”, l’aveva definita. “Se il gruppo del Pd vota a favore e ti chiede di uscire dall’aula, è giusto uscire dall’aula, perché l’esito di quella scelta ricade su tutti”.

Parole che avevano allarmato l’area cattolica. “Se il Pd punisce Bigon mi autosospendo”, aveva annunciato il senatore Graziano Delrio ad Avvenire raccogliendo la solidarietà di molti nella chat dei parlamentari dem.Sui temi etici la libertà di coscienza è fondamentale ed ha rappresentato un tratto identitario del Pd fin dalla sua fondazione, l’argomentazione.  Poi la questione era stata chiusa dal segretario regionale veneto Martella: “Nessuno ha mai parlato di sanzioni per Bigon”.

Oggi però la decisione di Bonfante ha riaperto il caso.Per i cattolici Lepri e Costa si tratta di una scelta “irragionevole” e che “segnala una grave incapacità di tener conto” che “la libertà di coscienza è garantita espressamente dallo Statuto del Pd”.  Argomenta Bonfante: “Nella mia esperienza decennale di consigliere regionale e di vicepresidente del consiglio regionale del Veneto mi sono trovato in alcuni casi in dissenso rispetto al mio gruppo, ma ho sempre votato quello che il gruppo a maggioranza decideva, pur su temi che potevano essere considerati sensibili, perché è così che ci si comporta quando rappresenti un’intera comunità: il senso di responsabilità nei confronti degli altri e della comunità che si rappresenta, non è meno importante del rispondere alla propria coscienza, che riguarda se stessi”.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

C’è un ‘Fleximan’ anche in Piemonte, denunciato 50enne per due autovelox sradicati – Video

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(Adnkronos) – E’ ritenuto responsabile del danneggiamento di due colonnine per il rilevamento della velocità un 50enne cittadino ossolano che è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Santa Maria Maggiore per danneggiamento aggravato.  Le indagini erano partite nel novembre scorso, quando i carabinieri erano intervenuti nel Comune di Druogno a seguito del danneggiamento di due colonnine per il rilevamento della velocità lungo la statale 337.La svolta nelle indagini dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, presenti nella zona e che hanno ripreso una persona a piedi percorrere i tratti di strada vicini.

Una inquadratura in particolare riprendeva i momenti in cui la struttura veniva divelta e buttata a terra.Il valore del danno è stimato a oltre 2mila euro.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, è fatta per Perez dall’Udinese: trovato l’accordo

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Il Napoli chiude anche il suo ultimo colpo di calciomercato: è fatta per Nehuen Perez dell’Udinese.In base a quanto raccontato da Sky Sport, infatti, è stato trovato l’accordo tra il club azzurro e l’Udinese sulla base di 18 milioni di euro divisi in 16 più 2 di bonus.

Da ricordare, però, che l’Atletico Madrid sul giocatore vanta anche il 50% sulla rivendita.Con l’arrivo di Perez, dunque, il Napoli si assicura anche il difensore che ha cercato dall’inizio della sessione di calciomercato invernale.

Pilastro totale della difesa di Cioffi, l’argentino non ha saltato una partita da inizio stagione in quanto vanta 21 presenze su 21 partite disputate dai bianconeri in Serie A.

Il Napoli prende Perez: operazione da 18 milioni di euro

Sono ben 5 gli acquisti che gli azzurri hanno messo a segno in questo mercato.Il primo è stato quello di Mazzocchi, che sta permettendo anche a Mazzarri di poter attuare un cambio modulo passando alla difesa a 3.

L’ex Salernitana, anche per tempistiche, al momento è l’unico giocatore che ha anche debuttato con la maglia del Napoli.Discorso diverso, invece, per Ngonge e per Traorè, già ufficializzati dal club azzurro e pronti per il loro debutto magari già nel fine settimana per la sfida contro la Lazio di Maurizio Sarri domenica sera alle ore 18:00 all’Olimpico.

Oltre a loro, si attende in queste ore anche l’ufficialità di Dendoncker che ha già svolto le visite mediche con i partenopei.

Mazocchi è un nuovo giocatore del Napoli
FONTE FOTO: Ssc Napoli su X

Ora parola al campo

Con questi acquisti, il Napoli torna alla carica del campionato.Dopo un girone d’andata non da ricordare, gli azzurri hanno iniziato il 2024 con la pesante sconfitta contro il Torino.

Da lì è arrivata la vittoria contro la Salernitana in campionato (grazie al gol di Rrahmani all’ultimo minuto) e quella contro la Fiorentina nella Supercoppa persa lunedì contro l’Inter al 92’ per via della rete di Lautaro Martinez.Dopo il mercato, per il Napoli è dunque tempo di tornare in campo nella speranza di raggiungere la tanto ambita – e a oggi lontana – zona Champions League.

Ostaggi Hamas, Biden invia capo Cia a Gaza per lavorare ad accordo su liberazione

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(Adnkronos) – Per aiutare a mediare un ambizioso accordo tra Hamas ed Israele, che porti alla liberazione degli ostaggi, il presidente Biden intende inviare nei prossimi giorni a Gaza il direttore della Cia, William J.Burns.

L’intesa comprenderebbe il rilascio degli ostaggi ancora a Gaza in cambio della pausa dalle ostilità più lunga, registrata dall’inizio della guerra.Lo rivela il Washington Post, citando fonti informate secondo le quali Burns sarà anche in Europa per colloqui e a incontrare i capi dell’intelligence israeliana e egiziana, David Barnea e Abbas Kamel, e il premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani.  Le discussioni che Burns avrà in Europa – continua il Post che non specifica in quale Paese europeo avverranno gli incontri, che lo scorso dicembre sono avvenuti a Varsavia – continueranno il lavoro che il diplomatico diventato capo dell’intelligence Usa ha condotto in conversazioni telefoniche con le sue controparti.

Egitto e Qatar sono i mediatori chiave tra Israele e Hamas, ed hanno permesso che arrivasse al primo accordo di tregua e rilascio ostaggi lo scorso novembre.A oggi, però, le tensioni tra Qatar e Benjamin Netanyahu sono ora alle stelle, dopo la diffusione di audio in cui si sente il premier screditare Doha, durante un incontro con i familiari degli ostaggi. L’ultima proposta israeliana prevede 60 giorni di pausa del conflitto in cambio di un rilascio graduale degli oltre 100 ostaggi, cominciando da donne e bambini, per passare poi a uomini civili, e poi i militari, prima donne e poi uomini, insieme ai corpi degli ostaggi che sono morti durante la loro detenzione.

La pausa non impedirebbe ad Israele di riprendere a combattere dopo i due mesi di tregua, in linea con l’obiettivo dichiarato da Netanyahu della “totale distruzione” di Hamas. Israele ha anche proposto che i principali leader di Hamas accettino di lasciare Gaza, ma una fonte informata dei negoziati ha spiegato al Post che questa non viene neanche presa in considerazione dal gruppo e dalla sua leadership militare.Inoltre Hamas rifiuta la proposta dei 60 giorni di tregua, affermando che il prossimo rilascio di ostaggi avverrà solo in cambio di un cessate il fuoco permanente.  Diverse fonti informate spiegano che ci sono parecchie questioni da sciogliere per i negoziati.

Secondo Samir Farag, generale egiziano a riposo, sia Hamas che Israele avrebbero mostrato la disponibilità a tornare al tavolo negoziale: “Tutti vogliono la pace, i palestinesi, Hamas, gli israeliani, ma tutti vogliono vincere nei negoziati, stiamo cercando di trovare un punto d’incontro”.Farag sottolinea che il fatto di avere in mano gli ostaggi mette Hamas “in una posizione di forza: credo che Netanyahu sia sotto pressione, perché la gente in Israele vuole il rilascio degli ostaggi.

Così deve fare qualcosa, altrimenti, per lui è un grande problema, soprattutto perché ha perso molti militari nella guerra”. Nonostante la situazione sul campo sia sempre più calda, con le forze israeliane che ora circondano Khan Younis dove avrebbero bombardato un compound dell’Onu con 30mila sfollati, e le scintille tra Doha e Netanyahu, Farag ritiene che le parti siano vicine ad un accordo.Ma Hamas “ha chiesto una garanzia perché a volte hanno consegnato ostaggi ma Israele li ha di nuovo attaccati”. E gli Stati Uniti sono l’unico attore in grado di dare questa garanzia, continua l’ex ufficiale della Difesa egiziano, sottolineando che il Cairo crede che Washington possa fare pressioni su Tel Aviv sul tema dell’assistenza militare. “Chi sostiene Israele?

gli Stati Uniti, chi gli dà tutte le munizioni?se gli americani dicono no, allora si deve fermare”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)