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Roma, rissa al Pigneto: due feriti, grave 15enne accoltellato

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(Adnkronos) – Un 15enne è rimasto ferito in modo grave, ma non versa in pericolo di vita, dopo essere stato accoltellato in una rissa avvenuta vicino alla fermata della metro al Pigneto a Roma.Sul posto sono intervenute diverse pattuglie della polizia.

Il ragazzino, tunisino, è stato portato in codice rosso all’ospedale Bambino Gesù.  Gli agenti hanno poi rintracciato un altro ragazzo, italiano di origine sudamericana, che sarebbe il presunto aggressore, anche lui ferito e trasportato in codice giallo in ospedale.Da una prima ricostruzione erano una decina i partecipanti alla rissa e sono ora in corso gli accertamenti per rintracciarli. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ilaria Salis, Ungheria: “Per lei misure adeguate a gravi reati commessi”

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(Adnkronos) – Ilaria Salis è accusata di ”reati gravi” ed è per questo che ”le misure adottate nei suoi confronti sono adeguate”.Lo ha scritto in un tweet il portavoce del premier ungherese Viktor Orban, Zoltan Kovacs, aggiungendo che riguardo a Salis ”i reati in questione sono gravi, sia in Ungheria sia a livello internazionale.

Le misure adottate nel procedimento sono previste dalla legge e adeguate alla gravità dell’accusa e del reato commesso”.Il modo in cui la cittadina italiana è stata portata in tribunale a Budapest ”non è disumano, proprio no.

E’ stata presa sul serio a causa della gravità del crimine di cui è accusata”. Inoltre, ha aggiunto Kovacs, ”le condizioni di detenzione della sospettata rispettano tutti gli standard della Ue”.Il portavoce del premier ungherese ha parlato di un ”attacco orchestrato e di sinistra volto a distruggere le buone relazioni politiche tra Ungheria e Italia” quello che è stato lanciato con Ilaria Salis. ”La credibilità di Ilaria Salis è altamente discutibile, come dimostrano, tra l’altro, le false dichiarazioni da lei rilasciate circa la sua istruzione, la sua situazione familiare e le sue relazioni personali, rivelatesi poi false”, ha aggiunto. ”Non sono vere le accuse mosse dai media italiani, e poi ungheresi” sullo stato di detenzione di Ilaria Salis. ”Sono semplicemente bugie e sono fortemente respinte dal servizio penitenziario ungherese”, ha scritto Zoltan Kovacs su ‘X’, affermando che ”nelle carceri ungheresi ai detenuti vengono forniti tre pasti al giorno, che soddisfano i requisiti di una dieta sana”.

Inoltre, ha aggiunto, ”negli istituti carcerari vengono effettuati controlli igienici continui e i detenuti ricevono cure mediche adeguate”. Citando uno scritto di Salis, Kovacs ha detto che ”è una menzogna l’affermazione secondo cui sono presenti ratti” nelle carceri che ”soddisfano elevati standard igienici”.A dimostrazione della sua tesi viene quindi citato il fatto che ”durante la pandemia di Covid non si è sviluppato alcun focolaio della malattia nelle carceri ungheresi”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il trionfo di Sinner diventa un tatuaggio, l’omaggio del tifoso

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(Adnkronos) – Il trionfo di Jannik Sinner agli Australian Open 2024 diventa un tatuaggio.La vittoria del 22enne tennista azzurro a Melbourne, con il successo in finale in 5 set contro il russo Daniil Medvedev, è già impresso sulla pelle di un tifoso.

Francesco, 33 anni, ha chiesto al tatuatore Alberto Mazari – noto per avere tra i suoi clienti José Mourinho, Daniele De Rossi e diversi calciatori dell’Inter – di celebrare l’impresa di Sinner con l’immagine simbolo: Jannik a terra esausto sul campo della Rod Laver Arena dopo aver messo a segno il dritto che ha chiuso il match. “Dopo essermi ripreso dall’emozione non ci ho pensato due volte ed ho scritto subito ad Alberto Marzari.Jannik rappresenta per me la passione trasmessa da mio padre per il tennis e per lo sport in generale”, spiega il tifoso, che esibisce già un altro tatuaggio celebrativo a tema sportivo, stavolta con il rosso Ferrari in evidenza: “Alberto ha realizzato per me anche Charles Leclerc che taglia il traguardo nel Gp del Bahrain: la Ferrari e la passione per la Formula 1 sono un altro legame indelebile con mio padre”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fed tiene tassi fermi, tagli solo con solido calo inflazione

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(Adnkronos) – Con un voto (previsto) all’unanimità, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve (Fomc) ha deciso di tenere ancora fermi i tassi di riferimento fra il 5,25 e il 5,50% dal momento che “l’inflazione resta a livelli elevati sebbene sia scesa nell’ultimo anno”.Nella dichiarazione conclusiva del meeting si sottolinea tuttavia come l’economia Usa sia “cresciuta a un livello sostenuto, e il tasso di disoccupazione è rimasto basso”. Il Fomc “ritiene che i rischi legati al raggiungimento degli obiettivi in materia di occupazione e inflazione stiano raggiungendo un migliore equilibrio” ma “le prospettive economiche sono incerte e il Comitato resta molto attento ai rischi di inflazione”. “Nel considerare eventuali aggiustamenti” – si spiega – “il Comitato valuterà attentamente i dati in arrivo, l’evoluzione delle prospettive e l’equilibrio dei rischi”.

Ma il Fomc “ritiene che non sarà opportuno ridurre l’intervallo obiettivo finché non avrà acquisito maggiore fiducia che l’inflazione si sta muovendo in modo sostenibile verso il 2%”.Confermato inoltre il processo di riduzione del bilancio della banca centrale Usa. In conferenza stampa il presidente della Fed Jerome Powell ha sottolineato che l’economia Usa “ha sorpreso” per resilienze anche davanti agli aumenti dei tassi ma la Fed – pur consapevole dei rischi di tassi troppo alti a lungo o tagliati troppo presto – prende tempo davanti all’ipotesi di una inversione di marcia perché “vogliamo maggiore fiducia e vedere più dati positivi” sul calo dell’inflazione, “non dati migliori, ma dati duraturi.

Sei mesi di buoni dati sull’inflazione ci stanno inviando un segnale reale” ma “il nodo è se possiamo avere fiducia sul fatto che stiamo arrivando in modo sostenibile all’obiettivo del 2%”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, gli aiuti in bilico sul tavolo del vertice Ue: Ungheria blocca l’accordo a 27

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(Adnkronos) – Un accordo a 27 sulla revisione di medio termine del Quadro finanziario pluriennale 2021-27 dell’Ue (Qfp o Mff) “non c’è ancora”.La decisione di domani, con al centro gli aiuti all’Ucraina attaccata dalla Russia, è un “defining moment”, un vero crocevia, in cui si vedrà che tipo di soggetto internazionale vuole essere l’Unione.

L’Ungheria di Viktor Orban continua a bloccare l’intesa tra i leader Ue sulla revisione, il cui ‘piatto forte’ sono 50 miliardi di euro di aiuti all’Ucraina (33 miliari di prestiti e 17 di sovvenzioni a fondo perduto) a lungo termine, la macroassistenza finanziaria necessaria ad assicurare il funzionamento dello Stato, impegnato in una logorante guerra difensiva contro Mosca.Uno stallo che provoca irritazione e frustrazione tra gli altri partner Ue. Il Consiglio Europeo straordinario è convocato per domattina a Bruxelles, per cercare di trovare un’intesa, dopo che nel summit di dicembre il premier ungherese, lasciando la stanza, aveva consentito ai colleghi di dare via libera, a 26, ai negoziati di adesione con Ucraina e Moldavia.

I contatti sono in corso, “specie tra la Commissione e l’Ungheria”, dice una fonte diplomatica, ma Orban ha deciso di venire al Consiglio Europeo “senza chiudere nulla prima”, per affrontare i nodi direttamente nel vertice.Una soluzione, dunque, almeno “fino a domani”, non si troverà.

Questa volta però, spiega un’altra fonte diplomatica europea, non basterà che Orban, che è il membro più anziano del Consiglio Europeo (è premier dal maggio 2010: batte l’olandese Mark Rutte di qualche mese), lasci la sala per un caffè: a dicembre si trattava di “una decisione politica”, mentre in questo caso si tratta di una questione “giuridica e serve l’unanimità a 27”.  Lo schema di negoziato approvato a dicembre prevede una dotazione finanziaria aggiuntiva di 64,6 miliardi di euro, che dovrebbe essere spesa per nuove priorità: oltre ai 50 miliardi di euro per lo strumento per l’Ucraina (17 miliardi di euro in sovvenzioni e 33 miliardi di euro in prestiti), 2 miliardi per la migrazione e la gestione delle frontiere, 7,6 miliardi di euro per il vicinato e il mondo, 1,5 miliardi di euro al Fondo europeo per la difesa nell’ambito del nuovo strumento Step, 2 miliardi di euro per lo strumento di flessibilità, 1,5 miliardi di euro per la riserva di solidarietà e aiuti.  Per essere adottata, la revisione del Qfp richiede l’unanimità del Consiglio e l’approvazione del Parlamento.C’è anche un problema di tempo, perché Kiev rischia di andare in default, senza sostegni finanziari, tanto più che il Congresso Usa non ha ancora dato via libera agli aiuti al Paese di Volodymyr Zelensky (che domani si videocollegherà con i 27): “L’aiuto all’Ucraina non può attendere”, dice una fonte, perché se non arrivasse “da marzo inizieranno a trovarsi in difficoltà”.  Gli ungheresi, dice un’altra fonte diplomatica, dicono di volere anche loro “un accordo a 27”, ma chiedono una decisione all’unanimità sugli aiuti all’Ucraina, ogni anno, e non solo sull’Mff; vogliono inoltre non partecipare alla copertura degli interessi aggiuntivi di Next Generation Eu, poiché non hanno ancora incassato un euro dal Pnrr (accettano future decurtazioni sulle rate, a copertura degli interessi, una volta incassate), e hanno chiesto di posticipare di due anni la scadenza del loro Pnrr, per poterlo attuare (il termine scade nel 2026).

Quest’ultima richiesta non può essere accolta, perché il termine è stato fissato all’unanimità e ratificato dai Parlamenti: occorrerebbe riaprire tutto e gli altri 26 escludono di imbarcarsi in un iter simile.A fronte di queste richieste, la posizione degli altri Paesi è la stessa di dicembre: è sicuramente fattibile una discussione annuale sulla facility per l’Ucraina, ma nessuno vuole concedere all’Ungheria un diritto di veto sul bilancio a cadenza regolare. Un alto funzionario Ue spiega che “naturalmente” c’è “un piano”, per notare poi che Orban ha già bloccato in passato altri dossier, come le sanzioni contro la Russia: “Dice no, no, no, poi si sposta”.

La priorità è cercare un accordo a 27, perché trovarlo a 26, fuori dall’Mff, sarebbe “complicato”, anche se non impossibile.Il fatto è che, se si trovasse un accordo a 26, non si tratterebbe più del Consiglio Europeo, ma solo di una conferenza intergovernativa a 26.

Una soluzione a 26 è possibile, ma sarebbe più complicata e, soprattutto, “costerebbe di più”, perché non peserebbe sul bilancio Ue, ma sui singoli bilanci statali (con i rispettivi debiti). L’Ungheria ha chiesto di poter approvare anche il bilancio annuale, non solo l’Mff, all’unanimità (quello annuale richiede la maggioranza qualificata, mentre l’Mff, che fissa il tetto di spesa, necessita di un voto unanime), in modo da poterlo bloccare ogni anno.Gli altri Paesi hanno detto di no, perché “serve certezza” per programmare le spese.

Una possibile soluzione, spiega una fonte diplomatica europea, potrebbe essere quella di impegnarsi a dibattere del bilancio annuale dell’Ue ogni anno in Consiglio Europeo: sarebbe una clausola simile al ‘freno di emergenza’ che era stato previsto nel 2020 in un considerando del regolamento sulla Rrf (Next Generation Eu), su richiesta dell’Olanda, che dava il diritto di chiedere di discutere “in modo esaustivo” nel Consiglio Europeo di situazioni specifiche.  I negoziati con Budapest “si intensificano – spiega un alto funzionario Ue – ma non ci siamo ancora.Non so se ci riusciremo”.

Anche per un diplomatico europeo “un risultato a 27 non è garantito”, quindi non è sicuro che il summit non fallisca, come era successo nel febbraio 2020, quando un Consiglio Europeo convocato per concordare l’Mff 2021-27 fallì, proprio mentre nel Lodigiano veniva individuato il presunto ‘paziente zero’ da Covid-19.Per un’altra fonte, un fallimento del summit sarebbe “politicamente molto grave”, perché evidenzierebbe il “plastico isolamento” di Budapest rispetto agli altri 26.

E un isolamento così forte potrebbe creare per la prima volta una situazione per cui si potrebbe “coagulare” una maggioranza per portare avanti la procedura ex articolo 7, in piedi dal 2018.  In questo caso, i Paesi che hanno molto da perdere per una mancata revisione di medio termine dell’Mff non sono pochi: di certo l’Italia (nel pacchetto ci sono anche fondi per le migrazioni), ma anche Spagna, Romania, Slovacchia e Lettonia, per ragioni diverse.Tutti Paesi che potrebbero anche decidere di votare a favore della sospensione dei diritti di voto di un membro che si è di fatto autoisolato.

E che ormai non può neanche più contare sull’aiuto sicuro della Polonia, dove il Pis, anch’esso ai ferri corti con la Commissione sul rispetto dello Stato di diritto, è all’opposizione.  Oltre all’Ucraina, c’è il problema dei maggiori costi per interessi di Ngeu: se sono coperti nel 2024 dal bilancio annuale, non lo saranno più dal 2025, cosa che potrebbe creare problemi sui mercati finanziari.Per una fonte diplomatica, tra i 26 c’è “grande irritazione e frustrazione” nei confronti dell’Ungheria.

E’ vero che, di qui alla fine della legislatura, questo è “l’ultimo momento” in cui Orban può usare l’arma del veto come leva, ma “se tira troppo la corda, rischia di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano e in una situazione peggiore rispetto a quella di partenza”.La pubblicazione sul Financial Times di un documento del segretariato del Consiglio che preconizzava guai per l’economia ungherese in caso di mancato accordo non sembra aver aiutato. “Non è stata un’ottima idea”, secondo un diplomatico europeo, perché avrebbe consentito a Orban di avvalorare la sua tesi circa un “ricatto” di Bruxelles nei confronti dell’Ungheria. Di certo “non ha aiutato”, conferma un altro diplomatico.

Non è neppure detto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che viene spesso vista come un ‘ponte’ verso Orban, decida di fare da mediatrice, visto che non è escluso che la mediazione fallisca.Oltre alla revisione di medio termine dell’Mff, che è il ‘piatto forte’ del Consiglio di domani, sono previste altre due discussioni, una sugli aiuti militari all’Ucraina e l’altra sul Medio Oriente.

Nell’ambito di quest’ultima rientra anche la missione navale Aspides tra il canale di Suez e lo stretto di Hormuz, che era oggi sul tavolo dei ministri della Difesa nel Consiglio informale al Palais d’Egmont: “Mi aspetto che il tema sia affrontato”, dice un alto funzionario Ue.Non sono però previste conclusioni sul Medio Oriente, perché richiederebbero una lunga trattativa, e non è questa l’occasione.  Si discuterà degli aiuti militari all’Ucraina e, inoltre, dell’uso dei proventi eccezionali legati al congelamento degli asset della Banca centrale russa nei conti delle società di clearing.

La Commissione preme per passare all’azione, ma diversi Paesi chiedono di procedere con prudenza (tra questi l’Italia, la Francia e il Belgio), visto che la Bce ha espresso più volte dubbi sui rischi dell’operazione, anche per la reputazione dell’euro come valuta di riserva internazionale.E’ probabile che si proceda a chiedere alle società di clearing di separare contabilmente quei proventi, in modo da poterli sequestrare, eventualmente, in seguito.

Il Consiglio Europeo straordinario viene preceduto, questa sera, da una cena informale tra i leader nella sede del Consiglio, in cui i capi di Stato e di governo (quelli presenti, non moltissimi) avranno modo di parlarsi in bilaterale.Pare escluso, infine, che si parli del rinnovo dei vertici Ue: il ritiro di Charles Michel dalla candidatura alle europee “ha abbassato tutto”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Pagliuca ad Aperi C: il nostro è uno splendido gruppo

Pagliuca, l’allenatore della Juve Stabia parla ad Aperi C, trasmissione della Serie C Now.

Juve Stabia, il tecnico Guido Pagliuca è intervenuto nel corso della trasmissione YouTube della Serie C Now per parlare del momento delle Vespe.

Di seguito la nota ufficiale del sito della Lega Pro con le principali dichiarazioni di Pagliuca rilasciate nel corso della trasmissione Aperi C della Serie C Now sulla Juve Stabia.

“È mercoledì ed è Aperi C.Ritorna la trasmissione YouTube delle 19, completamente dedicata alla Serie C NOW, condotta da Sarah Castellana.

Ospite della quarta puntata è stato Guido Pagliuca, allenatore della Juve Stabia capolista nel girone C della Serie C NOW.

Sollecitato dalle domande di Sarah Castellana, ha parlato così delle caratteristiche della squadra campana e dell’atmosfera che si respira all’interno dello spogliatoio: “Abbiamo uno splendido gruppo costituito da ragazzi con grandi qualità morali.

Si sta bene insieme e si condivide tutto sia dentro che fuori dal campo.Questo ci permette ogni giorno di allenarci divertendoci e ciò facilita il nostro processo di crescita.

Siamo una squadra giovane, piena di motivazioni, che può pensare ad obiettivi più importanti rispetto a quelli prefissati all’inizio, ma l’importante è rimanere umili”.

Sul progetto Juve Stabia: ”Noi riteniamo che il calcio sia sì un gioco, ma deve esserci una gestione organizzata e responsabile, soprattutto nei confronti dei tifosi e di chi mostra attaccamento alla maglia. È bello condividere tutto con la nostra gente”.

Sulla difesa della Juve Stabia, che a lungo è stata quella con il migliore rendimento in Europa: “Merito della disponibilità dei ragazzi e del lavoro svolto quotidianamente con uno staff serio e preparato.Alla base di tutto c’è grande serietà, ma anche molta spensieratezza, grazie alla società che ci mette a disposizione il meglio senza pressione”.

In conclusione, un aneddoto: “Ci sarebbero molti aneddoti da raccontare, ma l’ultimo risale a domenica, il giorno dopo la partita contro il Potenza.

Avrebbero dovuto presentarsi all’allenamento solo coloro i quali avevano bisogno di minutaggio, ma si sono presentati tutti, anche quelli che avevano giocato per 90 minuti il giorno prima.La nostra forza è passare tanto tempo insieme, con giocatori innamorati del calcio e che arrivano prima al campo per migliorarsi”.

Juve Stabia, vicino l’ingaggio del difensore centrale Zoia

Juve Sabia, vicino l’ingaggio di Riccardo Zoia, difensore centrale classe 2001 della Vis Pesaro.

Juve Stabia, mentre da più parti molti davano più o meno per certo l’arrivo di Allegretto dal Picerno, la società stabiese sarebbe vicina a concludere l’ingaggio di Riccardo Zoia, difensore centrale della Vis Pesaro, classe 2001, su cui era forte l’interesse anche del Venezia.La formula prevista per il suo ingaggio potrebbe essere molto simile a quella già utilizzata per Mosti e Adorante: prestito con obbligo di riscatto che scatterebbe in automatico in caso di promozione in Serie B.

La carriera di Riccardo Zoia, difensore centrale della Vis Pesaro, che potrebbe passare alla Juve Stabia.

Riccardo Zoia, nato a Carate Brianza il 12 novembre 2001, alto 1,88 m.

difensore centrale di piede sinistro eventualmente adattabile anche da terzino a sinistra ma principalmente difensore centrale, inizia la sua carriera tra le fila dell’Olginatese in Serie D con cui colleziona 30 presenze e un gol nella stagione 2018-2019.L’anno dopo lo ritroviamo a Seregno dove resta tre anni: i primi due anni in Serie D con 49 presenze e una rete mentre nella stagione 2021-2022 dopo la promozione in Serie C sono 26 le presenze.

L’anno dopo nella stagione 2022-2023 viene acquistato dalla Vis Pesaro con cui colleziona nel primo anno 30 presenze e un gol in Serie C.Infine in questa stagione sempre con la Vis Pesaro sono 25 le presenze, in pratica sempre presente tra campionato e Coppa Italia.

 

Sanremo 2024, rivolta social per il testo di Geolier: “Napoletano non merita questo strazio”

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(Adnkronos) – A ogni passo verso Sanremo 2024 la sua polemica.A tenere banco ormai da ore sui social c’è quella sulla scrittura del testo in napoletano della canzone presentata al Festival da Geolier ‘I p’ me, tu p’ te’ che ha fatto insorgere i puristi del dialetto – pardon, della lingua – partenopea per quelli che vengono additati come veri e propri errori grammaticali (tia spuglia invece di t’ha spuglià, solo per fare un esempio).  Capofila della ‘rivolta’, lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni che in un post su Facebook rivendica come il napoletano “non merita questo strazio”. “È una lingua antica e bellissima, con la quale sono stati scritti capolavori immensi. È un patrimonio comune – sottolinea l’ideatore del Commissario Ricciardi -, ha un suono meraviglioso, unisce il maschile e il femminile come fa l’amore”.

Nessun “giudizio sull’artista, il suo valore musicale o il suo successo che peraltro – precisa De Giovanni – gli auguro con tutto il cuore da conterraneo e tifoso di ogni espressione positiva del territorio” ma “il napoletano – insiste – è una lingua, ha una sua scrittura e questa ha diritto al rispetto”.E, a chi gli fa notare che ogni lingua evolve e che il napoletano non può rimanere a quello dei capolavori di Salvatore di Giacomo o Eduardo De Filippo, ribatte: “Qui non si tratta di scomodare Di Giacomo, Viviani o De Filippo.

Andate a vedere la scrittura dei testi di Pino Daniele.Sono tutti disponibili in rete.

Guardate come sono scritti.Basta chiamare qualcuno e farsi aiutare.

Un po’ di umiltà”, conclude. Mentre proprio Di Giacomo viene ‘scomodato’ dallo scrittore e divulgatore scientifico Angelo Forgione che in un altro post sui social ammette di non essere riuscito a leggere il testo fino in fondo perché “mi è improvvisamente calata la vista e poi mi è apparso Salvatore Di Giacomo sanguinante in croce”.  Forgione, precisando che “il post non attacca Geolier né la sua canzone (inedita) ma analizza una questione linguistica”, evidenzia gli ‘errori’: “Vocali sparite, totale assenza di raddoppio fonosintattico delle consonanti, segni di elisione inesistenti, o inventati dove non ci vogliono (vedi il titolo).Una lingua perfetta per il rap e non solo, ma il Napoletano, non questo scempio – attacca – .

E chi non prova imbarazzo è complice dell’offesa dell’alta dignità dell’unico sistema linguistico locale d’Italia di respiro internazionale, proiettato sull’orizzonte artistico globale proprio attraverso la Canzone. È la deturpazione dei costumi.Altro che ananas sulla pizza”. A intervenire annunciando di aver “inviato il testo corretto in lingua napoletana alla casa discografica milanese di Geolier” è anche il Movimento Neoborbonico che giudica quello pubblicato “a tratti indecifrabile”.

Per il movimento che si definisce “difensore della storia napoletana e meridionale”, il rapper è “un giovane che sta portando la nostra cultura in giro per il mondo e non è colpa sua se nelle scuole non si insegna il napoletano, a differenza di quanto accade in altre regioni e come da tanti anni richiedono i neoborbonici.La nostra, però, è una lingua con le sue regole e la sua grande tradizione, da Basile (il seicentesco inventore di Cenerentola) a Di Giacomo, da Eduardo a Pino Daniele e per questo non potevamo tirarci indietro. È comunque significativo e importante – sottolineano – ritornare a cantare in lingua napoletana a Sanremo e diffondere la nostra lingua tra i giovani”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Gaza, media: Usa studiano opzioni su possibile riconoscimento stato palestinese

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(Adnkronos) – Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha chiesto al Dipartimento di Stato la presentazione di opzioni politiche sul possibile riconoscimento da parte degli Stati Uniti e a livello internazionale di uno stato palestinese dopo la fine del conflitto a Gaza.Lo rivela Axios, che cita due funzionari Usa, uno dei quali parla di come il lavoro per trovare una “via d’uscita diplomatica” per il conflitto a Gaza abbia “aperto – si legge – la strada a un ripensamento di molti vecchi paradigmi e politiche Usa”. Secondo la fonte di Axios, nell’Amministrazione Biden c’è chi pensa che il riconoscimento di uno stato palestinese dovrebbe essere il primo passo, non l’ultimo, nei negoziati per risolvere il conflitto israelo-palestinese.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Altroconsumo, attenti a shrinkflation: prezzi fermi ma quantità ridotta

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(Adnkronos) – L’inflazione ‘pura’ sta rallentando ma i consumatori dovrebbero fare attenzione anche ad altri fenomeni che possono incidere sul loro potere d’acquisto reale.E’ il caso della shrinkflation, ovvero la tendenza a ridurre la quantità effettiva di prodotto all’interno delle confezioni, mantenendo invariato il prezzo.

In mesi di monitoraggio Altroconsumo ha riscontrato variazioni importanti nel quantitativo di prodotto all’interno delle confezioni: una strategia che fa lievitare i costi al chilo o al litro fino al 200%, complice anche l’inflazione.Succede quindi che le confezioni mutano qualche particolare estetico, aggiungono magari un ingrediente e, contemporaneamente, il peso del contenuto si fa più leggero.

Il prezzo, però, non segue sempre la stessa logica. Tra i casi più evidenti emergono il detersivo per piatti Nelsen, con la relativa confezione passata da un litro a 850 ml e il prezzo al litro che ha raggiunto un rincaro del 53% e Pringles Originals, con le relative confezioni passate da 200 a 175 grammi e il prezzo al chilo cresciuto del 22%.Anche tutta la linea di prodotti della Nocciolata Rigoni di Asiago ha subito una riduzione delle confezioni: se prima i vasetti erano disponibili nei formati da 270, 350 e 700 grammi, ora sono passati a 250, 325 e 650 grammi.

Anche in questo caso, il prezzo al chilo è lievitato tra l’11% del formato grande al 38% per il più piccolo.Gli yogurt greci della linea Delta (Yomo) e di Fage sono passati da vasetti da 170 a 150 grammi.

Il prezzo al chilo è cresciuto del 30% per Delta e del 65% per Fage.  Durante il monitoraggio Altroconsumo ha rilevato anche altri casi di pratiche messe in atto dai produttori.Non possono essere classificati come esempi di vera e propria shrinkflation, ma sono la dimostrazione di come possa essere sempre più difficile fare scelte consapevoli quando si va a fare la spesa.

Rientrano tra questi le strategie commerciali delle marche che immettono sul mercato formulazioni speciali o ricette premium, riducendone il contenuto rispetto alla versione classica.  Con questa strategia – spiega Altroconsumo – il produttore riesce a mantenere il prezzo della confezione in linea con quello standard, garantendosi così una platea di acquirenti potenzialmente più vasta, pur commercializzando confezioni con quantità di prodotto inferiori.Un altro caso riguarda gli stessi prodotti venduti in formati diversi, a seconda del punto vendita.

Questa modalità non permette al consumatore di fare valutazioni univoche e di comparare in maniera efficace i prezzi di uno stesso articolo.Per alcuni prodotti come bibite, ma anche detersivi, ammorbidenti e prodotti per l’igiene personale (per esempio gli assorbenti), possono essere presenti in assortimento formati differenti a seconda delle insegne dei supermercati. Sul tema della shrinkflation era intervenuta anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che aveva avviato un’istruttoria per verificare che le strategie adottate dai produttori non potessero costituire una pratica commerciale scorretta e violare così il Codice del Consumo.

L’Antitrust ha poi deciso di archiviare il provvedimento, considerata “l’ormai diffusa consapevolezza sul fenomeno” e non riconoscendo così una mancanza di trasparenza da parte dei produttori.Altroconsumo continuerà a monitorare e a segnalare queste pratiche commerciali. L’unica soluzione possibile a disposizione dei consumatori – consiglia l’associazione – è nel prestare più attenzione nei punti vendita, valutando la reale convenienza degli articoli sugli scaffali, controllando il formato del prodotto, il peso o il volume, e verificare il prezzo al chilo o al litro. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Canone Rai, ‘salvo’ solo 2,2% over 75

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(Adnkronos) – Tanto rumore per nulla.Gli over 75 che sono ‘salvi’ dal pagamento del canone Rai sono solo il 2,2% del totale: 164.000 su 7,3 milioni.

Il mancato gettito ammonta a circa 11,5 milioni di euro su un totale di 1,85 miliardi.E’ quanto emerge da un’elaborazione dell’Adnkronos su dati Istat e Mef.

Il pacchetto di requisiti necessari per evitare di pagare quella che è stata classificata come ‘la tassa più odiata dagli italiani’ lascia solo una manciata di beneficiari: oltre ad aver superato il traguardo dei tre quarti di secolo occorre, infatti, avere un reddito annuo proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 8.000 euro (e senza conviventi titolari di un reddito proprio).Il totale degli abbonamenti pagati è di 22,8 milioni, quindi l’esenzione interessa circa lo 0,7%. Da quest’anno l’abbonamento scende a 70 euro all’anno, dai 90 euro pagati nel 2023.

In base all’ultimo consuntivo della Rai disponibile il gettito è stato di 1,85 miliardi circa ma con il taglio dell’abbonamento si stimano minori entrate per 430 milioni, che però sarà compensata sotto forma di contributo.Ma nei progetti del governo si tratta solo ”dell’inizio di un percorso virtuoso” che, secondo quanto dichiarato in passato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, dovrebbe concludersi con la sua cancellazione prevista per il 2027.  Il tributo è stato introdotto nel febbraio del 1938, in concomitanza con le prime programmazioni radiofoniche.

Dopo 90 anni di vita l’esecutivo ha annunciato un processo graduale di cancellazione dell’abbonamento obbligatorio, con una riduzione del 20% ogni anno, fino a sparire completamente nell’arco di 5 anni.In un documento aveva definito la gabella “anacronistica e ingiusta, in quanto è dovuta per la semplice detenzione di apparecchi atti o adattabili a ricevere un segnale”.

L’ultimo che aveva messo mano al canone, rivoluzionando il metodo di pagamento, era stato Matteo Renzi, con l’introduzione della tassa nella bolletta elettrica.Prima il tributo era arrivato alla cifra record di 113 euro, anche a causa dell’alto livello di evasione.

Nel 2016, con il prelievo inserito automaticamente nelle voci delle spese per la luce, era sceso a 100 euro e successivamente a 90 euro, grazie al passaggio da 16 milioni di abbonamenti a 22 milioni.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre, evento Anvcg per dire ‘stop alle bombe sui civili’

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(Adnkronos) – Nella Casa madre dei mutilati ed invalidi di guerra si è tenuto l’evento di lancio della Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo del 1° febbraio 2024, istituita con la legge 25 gennaio 2017 numero 9, per conservare la memoria dei conflitti del passato e per attirare l’attenzione sul dramma che vivono oggi i civili di tutto il mondo nei teatri di guerra.L’evento, presentato dalla giornalista e attivista Metis di Meo, è stato organizzato dall’Associazione nazionale vittime civili di guerra (Anvcg), che rappresenta e tutela in Italia le vittime civili di guerra e le loro famiglie, per lanciare la campagna ‘Stop alle bombe sui civili’ per chiedere che trattati, convenzioni e dichiarazioni internazionali in difesa dei civili vengano, rispettati, attuati ed ampliati.  Alla campagna hanno aderito oltre 200 comuni, grazie alla collaborazione con Anci, numerose Regioni e le principali istituzioni (Palazzo Chigi, Camera, Senato e numerosi Ministeri) che nella serata di domani illumineranno le facciate dei palazzi, o dei monumenti simbolo, con una luce blu.

Nella mattinata sono inoltre stati premiati gli studenti vincitori del concorso scolastico nazionale organizzato in collaborazione con il ministero dell’Istruzione e del Merito ed è stata presentata la dodicesima edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo.  Sono state ascoltate, con grande emozione, le parole di Papa Francesco che, a conclusione dell’udienza generale di oggi, ha ricordato la Giornata nazionale augurandosi che “il grido di dolore” di chi vive l’orrore della guerra “possa toccare i cuori dei responsabili delle nazioni e suscitare progetti di pace”.Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera, in rappresentanza del presidente della Camera dei deputati, ha sottolineato l’impegno dell’Italia “al fianco dei civili oppressi dai combattimenti o dai regimi totalitari, continuiamo per questo a chiedere il rispetto delle convenzioni che limitano o proibiscono l’uso di munizionamenti speciali lesivi di quei diritti inalienabili della persona che in quanto universali non cambiano a seconda delle latitudini o dei contesti politici, continueremo a difendere i perseguitati nei paesi non democratici e i profughi di guerra.

Questa Giornata non è retorica, è storia ma soprattutto la presente e viva stagione del nostro impegno globale”.  Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, ha invitato a riflettere sulle sofferenze delle vittime civili “dal 7 ottobre in poi io vedo solo barbarie: barbarie dell’attacco di Hamas, barbarie della risposta di Israele, è l’unica lettura che riesco a dare.Ormai i civili sono diventati tattica militare: l’assedio, tagliare l’acqua, impedire l’ingresso degli aiuti umanitari o dire vi diamo una tregua di due giorni per poi riprendere ad ammazzarvi.

Dietro a queste informazioni ci sono persone, famiglie e storie: non ci sono colpe e ragioni quando si guarda alle vittime civili.Lavoriamo affinché sia finalmente dato seguito ai trattati di Roma sulla Corte penale internazionale perché cosa è una legge o una convenzione se poi non c’è sanzione davanti alla sua violazione?

Assistiamo inermi davanti al dolore, a soffrire maggiormente sono sempre i più fragili: i bambini, gli anziani, le donne vittime di stupro.Abbiamo perso il rispetto anche per l’ultimo luogo laicamente sacro: l’ospedale è diventato obiettivo militare e così gli operatori umanitari”. Michele Vigne, presidente nazionale Associazione nazionale vittime civili di guerra ha ricordato come “nel tragico destino che noi vittime civili abbiamo subito risiede non solo la sofferenza ma anche la potenzialità, quasi il dovere civico, di diventare i più credibili tra i promotori di pace, perché l’esperienza vissuta ci ha fatto capire una volta per sempre che la protezione dei civili deve essere un valore assoluto, al di sopra di qualsiasi schieramento di parte.

Per questo motivo, e ancor più oggi nell’attuale tragico contesto internazionale, il nostro impegno è per tutte le vittime civili del mondo, attraverso la campagna ‘Stop alle bombe sui civili’ chiediamo con forza che convenzioni, trattati e dichiarazioni internazionali, che già esistono per la protezione dei civili, non rimangano lettera morta ma che vengano attuati ed estesi”.  “Chiediamo – ha continuato – il rispetto dei principi del diritto internazionale umanitario sull’illegittimità giuridica e morale di ogni attacco che abbia come obiettivo la popolazione e le strutture civili.Quello che noi vittime civili di guerra vogliamo ribadire, e in questa Giornata più che mai, è che quando ricordiamo i fatti del passato, le nostre storie, stiamo esprimendo la forte esigenza che simili esperienze non debbano più essere vissute da nessuno, in nessuna parte del mondo”. Claudio Betti, presidente dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi di Guerra e presidente della Confederazione fra le associazioni combattentistiche e partigiane ha ospitato l’evento: “Siamo qui in un tempio laico che rappresenta la memoria della guerra con i suoi drammi, la prima pietra fu posata nel ’25 e dopo poco si ripiombò in un nuovo conflitto mondiale.

Celebrazioni come questa Giornata sono necessarie per tramandare ai giovani l’orrore delle guerre opponendovi il bene primario della pace.Noi figli di soldati costretti a fare la guerra, oggi più che in altri momenti sentiamo il bisogno di ricordare il passato affinché i drammi che si ripetono invece finiscano.

Pace non è solo mancanza di guerra, pace è pienezza, che la pace non sia un sogno ma una concreta speranza che contraddistingue gli uomini liberi”. Antonio Ragonesi, responsabile Area sicurezza e legalità di Anci si è detto “molto soddisfatto circa le adesioni dei Comuni che crescono di anno in anno e l’aumento del coinvolgimento delle Regioni per questa Giornata e per la sua azione simbolica dell’illuminazione di blu di palazzi e monumenti. È un atto importante di sensibilizzazione dei cittadini su valori cardine come il rispetto della vita, l’educazione, la cittadinanza globale e la pace.Le comunità locali dopo la Seconda guerra mondiale e in uno spirito di pace hanno avviato numerosi gemellaggi con città francesi e tedesche, è estremamente significativa questa diplomazia delle città, il cui spirito riconosciamo anche nell’iniziativa del 1° febbraio, sono le comunità che, dal basso, influiscono rispetto ad interessi di vertice degli Stati nazione, è un contro bilanciamento che riesce a costruire percorsi di pace utili ed efficaci”. Paola Frassinetti, sottosegretario del ministero dell’Istruzione e del Merito è intervenuta attraverso un videomessaggio sottolineando l’importanza del concorso scolastico in collaborazione con il ministero: “le oltre 500 opere sono uno splendido risultato che dimostra la grande sensibilità degli studenti, questa iniziativa pone l’accento sui drammi odierni della guerra, accadono oggi come ieri, come è avvenuto a Gorla nella strage che ha ucciso 184 bambini della scuola Francesco Crispi.

L’educazione ha un ruolo fondamentale nella costruzione di un futuro di pace, queste opere trasmettono il desiderio sincero di promuoverla e di far sì che dalla lezione dei drammi del passato si possa costruire un futuro migliore”.  La presentazione della dodicesima edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo ha visto sul palco il direttore responsabile Raffaele Crocco che, insieme a Nicolas Marzolino, consigliere nazionale Anvcg, hanno risposto ad alcune domande da parte degli studenti.Raffaele Crocco, giornalista direttore responsabile dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, ha raccontato come “da giornalista ho seguito molte guerre ma è stato davanti al cadavere di un bambino di 10 anni in Iugoslavia che è cambiato qualcosa, quando sono tornato nel luogo dove si riuniva la stampa internazionale sentivo con stupore come la notizia fosse il proiettile che aveva colpito il bambino, perché teoricamente in dotazione alla Nato e non ai serbi, e non il bambino.

Allora ho deciso di declinare il mio mestiere nello spiegare che la guerra è l’effetto non la causa”.  “Quando parlo di conflitti non intendo solo il litigio per la conquista di un territorio, di un confine o di una miniera, intendo la mancanza di diritti.Viviamo in un mondo in cui mentre parliamo 828 milioni di individui rischiano di morire di fame, 2 miliardi di individui vivono con meno di 1,90 dollari al giorno mentre i miliardari al mondo sono 2.500, 10 mila persone ogni giorno muoiono non avendo accesso alle cure mediche, 2 miliardi di persone non hanno una fonte di acqua vicina – ha sottolineato – La guerra può finire in un attimo se decidiamo di non combatterla, se rimuoviamo le ragioni per cui riteniamo tollerabile l’idea di uccidere e farsi uccidere. È utopia?

Sì ma dare alle persone gli strumenti adatti a capire, con l’informazione, è possibile e in questo la pace è concretezza”. Nicolas Marzolino, consigliere nazionale Anvcg, ha raccontato la sua storia “avevo 16 anni, dieci anni fa, e con due amici stavamo coltivando un campo a Novalesa quando abbiamo trovato quello che sembrava un lumino rosso argentato.Io l’ho preso in mano per capire cosa fosse poi di colpo flash luminosi, fischi e un completo stordimento.

Era un ordigno: ho perso la mano destra e la vista”.Uno degli studenti ha chiesto cosa può fare un singolo davanti al dramma delle vittime civili oltre a provare una totale impotenza.  Nicolas ha risposto: “Io più che l’impotenza temo l’indifferenza.

Dobbiamo informarci, comprendere la storia e le cause della guerra ma più di tutto dobbiamo cercare di immedesimarci.Pensiamo a un nostro coetaneo a cui viene distrutta la casa da un missile, che perde una gamba, gli viene ammazzata la sorella.

Se chiudendo gli occhi ti immagini una scena del genere ti vengono i brividi.Ognuno nel suo piccolo può operare per un mondo di pace ed è importante farlo nei Paesi che vivono in pace perché poi quando sei sotto le bombe pensi solo a scappare.

Dobbiamo tutti essere meno indifferenti”. Nel corso dell’evento sono inoltre stati letti i messaggi di adesione da parte del presidente del Senato Ignazio La Russa, del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, del ministero della Difesa e del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori dei bambini, l’allarme: “In Italia troppa disparità nei centri di oncologia pediatrica”

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(Adnkronos) – In Italia “c’è ancora troppa disomogeneità nell’offerta sanitaria per bambini e ragazzi affetti da patologie oncologiche”.E’ quanto evidenzia la Fiagop, Federazione italiana associazioni genitori e guariti oncoematologia pediatrica, in vista della 23esima Giornata mondiale contro il cancro pediatrico del 15 febbraio, istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei tumori infantili.

E proprio per il 15 febbraio, la Fiagop ha organizzato alla Camera dei Deputati, il convegno sul tema ‘Rete nazionale tumori rari: criticità e prospettive per l’oncoematologia pediatrica’, a cui interverranno esponenti politici, medici ed esperti, oltre a rappresentanti delle 35 associazioni in tutta Italia federate con la stessa Fiagop. “L’obiettivo di questo convegno è di portare all’attenzione delle istituzioni le disparità presenti sul territorio nazionale nella presa in carico dei bambini e dei ragazzi affetti da patologie oncologiche, mettendo pure in luce le problematiche per pazienti e famiglie dovute alla migrazione sanitaria, i cosiddetti ‘viaggi della speranza’, dalle regioni del sud verso le strutture ospedaliere del centro-nord d’Italia”, dichiara Paolo Viti, presidente Fiagop. “Intendiamo inoltre approfondire con medici ed esperti le prospettive del nuovo sistema della Rete Nazionale Tumori Rari, che ha recentemente ottenuto il via libera anche dalla Conferenza Stato-Regioni, mantenendo come prioritario il focus sugli interessi dei giovani pazienti.Il nostro auspicio, in qualità di genitori e di ex pazienti, è infatti che questa Rete possa essere uno strumento efficace per curare il maggior numero possibile di bambini e giovani adulti affetti da malattie oncologiche”. Parallelamente al convegno romano, nella settimana dal 12 al 18 febbraio le associazioni federate alla Fiagop organizzeranno in tutta Italia alcune attività di sensibilizzazione: in particolare, torneranno le iniziative ‘Diamo radici alla speranza, piantiamo melograni’, che vedrà la messa a dimora in parchi e giardini di centinaia di piccole piante di questo arbusto come simbolo della vita e della solidarietà, e ‘Ti voglio una sacca di bene’ per promuovere la donazione di sangue che può essere indispensabile nelle terapie oncologiche pediatriche. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turismo, recensioni anonime online ‘killer’: Fdi pensa a stretta

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(Adnkronos) – Dopo la stretta su influencer e testimonial di grido per i prodotti di cui parte del ricavato viene devoluto in beneficenza, Fdi ragiona su un nuovo giro di vite.Stavolta nel mirino finiscono le recensioni anonime online, quelle che, prendendo in prestito le parole della ministra del Turismo Daniela Santanchè, “possono decretare la vita o la morte di imprese, alberghi e ristoranti” con un semplice click, stroncando un piatto, affondando il colpo su un letto scomodo o una colazione non all’altezza, affilando la lama, o meglio la tastiera, sulla presunta scortesia di un ristoratore o di un titolare di b&b.  A quanto apprende l’Adnkronos, la titolare del Turismo avrebbe condiviso le sue osservazioni con gli addetti ai lavori, raccogliendo malumori e malcontento negli ambienti più colpiti da commenti e post che viaggiano in Rete nell’anonimato e che potrebbero essere scritti anche da odiatori di tastiera che mai hanno messo piede negli esercizi che attaccano sul web con recensioni al vetriolo. In un passaggio successivo, Santanchè avrebbe sondato ambienti di Fdi portando all’attenzione “un tema su cui si sta cominciando a lavorare”.

Obiettivo arrivare a un provvedimento che non passi per una norma bavaglio, ma che tuteli chi offre servizi e fa impresa da recensioni potenzialmente ‘killer’, seppur protette dall’anonimato.Il percorso parlamentare, viene spiegato dai beninformati, potrebbe partire dalla Camera, perché è a Montecitorio che siede Gianluca Caramanna, responsabile Turismo di Fdi e uomo di grande fiducia di Santanchè. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, ufficiale l’ingaggio del centrocampista Pierobon

Juve Stabia, ufficiale: Christian Pierobon è un nuovo centrocampista delle vespe di mister Pagliuca.

Juve Stabia, ufficiale l’acquisto a titolo definitivo dal Verona del centrocampista Christian Pierobon fino al 30 giugno 2024.Il calciatore che in questa stagione era in prestito alla Triestina ma di proprietà del Verona era a Castellammare già da qualche giorno e oggi c’è stata l’ufficializzazione del suo acquisto.

Pierobon, essendo classe 2002, è utilizzabile come under per il minutaggio.

Il comunicato della Juve Stabia.

“La S.S.Juve Stabia comunica di aver raggiunto l’accordo per l’acquisizione delle prestazioni sportive, a titolo definitivo, dall’Hellas Verona, del centrocampista Christian Pierobon, classe ’02, fino al 30 giugno 2024.

Il calciatore, nativo di Feltre, è cresciuto calcisticamente nell’Hellas Verona e ha vestito, tra le altre, le maglie del Mantova e della Triestina.

S.S.

Juve Stabia”. 

La carriera e le caratteristiche tecniche di Pierobon, nuovo centrocampista della Juve Stabia.

Christian Pierobon, mezzala dalle spiccate caratteristiche offensive che può giocare anche da trequartista o da esterno offensivo su entrambe le corsie e classe 2002 quindi utilizzabile come under, è stato ceduto dal Verona alla Triestina nella scorsa estate con la formula del prestito annuale con diritto di riscatto a favore della Triestina e di controriscatto a favore degli scaligeri.

 

Giovane, destro di piede, 180 cm per 73 kg di peso, Christian Pierobon, dopo gli esordi con le giovanili del Feltre, squadra della sua città natale, viene acquistato a 15 anni dal Verona, che lo fa crescere nel proprio settore giovanile.Dopo la trafila con le giovanili del Verona, Pierobon debutta tra i professionisti nella scorsa stagione, passando al Mantova.

Nonostante la stagione non particolarmente semplice dei virgiliani, culminata con la retrocessione in Serie D dopo 54 anni dopo i playout contro l’Albinoleffe (il Mantova viene poi ripescato per la rinuncia del Pordenone), Pierobon si mette in luce come uno dei migliori in rosa, andando in gol 5 volte e fornendo 4 assist e scendendo regolarmente in campo, quasi sempre da titolare e fornendo un ottimo rendimento lungo tutto l’arco del campionato collezionando 35 presenze.Nell’attuale stagione Pierobon con la Triestina colleziona 15 presenze.

Insulti razzisti a Maignan, accolto in parte reclamo Udinese: 2 gare Curva Nord chiusa

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(Adnkronos) – Per l’Udinese due gare con la Curva Nord senza spettatori dopo gli insulti razzisti al portiere del Milan Mike Maignan.La Prima Sezione della Corte Sportiva d’Appello Nazionale, presieduta da Carmine Volpe, ha accolto in parte il reclamo dell’Udinese Calcio “avverso la sanzione dell’obbligo di disputare una gara a porte chiuse e, in parziale riforma della decisione impugnata, ha rideterminato la sanzione nell’obbligo di disputare due gare con il settore Curva Nord privo di spettatori”. Il club friulano era stato sanzionato in relazione alla gara con il Milan dello scorso 20 gennaio – valida per la seconda giornata di ritorno del campionato di Serie A – in ordine alle manifestazioni di discriminazione razziale da parte di alcuni suoi sostenitori nei confronti del portiere rossonero Mike Maignan. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ilaria Salis, il legale: “Valutiamo ricorso a Corte europea dei diritti dell’uomo”

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(Adnkronos) – ”Oggi ho incontrato Ilaria, l’ho trovata meglio di lunedì, era più rilassata, non aveva il carico di emozioni che gli dava dopo 12 mesi rivedere i suoi amici, genitori e avvocati tutti in aula per lei: è stato emotivamente molto impegnativo, oggi invece era più rilassata e stava meglio.Siamo moderatamente ottimisti”.

Lo afferma all’Adnkronos Roberto Salis, padre di Ilaria, la 39enne milanese da quasi un anno detenuta a Budapest. “Il nostro legale ha presentato più volte in passato la richiesta per i domiciliari ma è stata sempre rigettata – aggiunge – Per ripresentarla è necessario che ci sia uno scenario diverso”. ”Stiamo valutando di presentare un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione del divieto di ‘trattamenti inumani e degradanti'”, riferisce all’Adnkronos l’avvocato Eugenio Losco, uno dei legali che assiste Ilaria Salis.  In riferimento al gazebo della Lega assaltato nel 2017 a Monza, il legale spiega: “E’ stata assolta per non aver commesso il fatto, come aveva chiesto anche il pm.Ilaria aveva partecipato al corteo ma quell’azione fu compiuta da altre persone’”.

Dopo l’esposizione mediatica del caso della connazionale detenuta in Ungheria, “ora ci sono contatti e speriamo che vadano avanti”, conclude il legale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cdp, da cda via libera a nuove operazioni per 2,3 mld

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(Adnkronos) – Il consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti, presieduto da Giovanni Gorno Tempini, su proposta dell’amministratore delegato e direttore generale, Dario Scannapieco, ha deliberato nuove operazioni per un valore complessivo di 2,3 miliardi di euro a favore di imprese e infrastrutture con particolare attenzione alla mobilità sostenibile e alla riduzione dell’impatto ambientale.Lo comunica una nota. Il cda ha inoltre approvato la costituzione di un plafond da 700 milioni per la ricostruzione dei territori di Emilia-Romagna, Marche e Toscana colpiti dall’alluvione di maggio dello scorso anno, misura prevista dalla legge di Bilancio 20241.

Questa delibera rientra nell’ambito del processo avviato per l’attivazione di finanziamenti a favore di famiglie e imprese nelle aree danneggiate. Sono stati, inoltre, approvati interventi ad alto impatto socio-economico per la realizzazione di opere destinate al miglioramento e all’ammodernamento di trasporti e viabilità.Infine, sono stati deliberati interventi dedicati all’efficientamento energetico, alla digitalizzazione del sistema infrastrutturale del Paese e a favore di grandi, medie e piccole imprese. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Amelia Earhart, trovato nel Pacifico il relitto di un aereo: “E’ quello della leggendaria aviatrice”

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(Adnkronos) – Una squadra di ricercatori afferma di aver individuato in fondo all’Oceano Pacifico, ad una profondità di oltre 4500 metri, il relitto dell’aereo a bordo del quale Amelia Earhart il 2 luglio 1937 effettuò il suo ultimo volo mentre cercava di diventare la prima donna a sorvolare il Pacifico.Durante quel volo infatti la leggendaria aviatrice americana scomparve e sono 85 anni che si sta cercando il relitto del suo aereo per risolvere il mistero di quell’ultimo volo.  Ora la Deep Sea Vision, società specializzata nelle ricerche sottomarine, afferma di aver catturato con il sonar l’immagine di un aereo che coinciderebbe con le dimensioni del Lockheed Electra pilotato da Earhart. “Dovete impegnarvi molto per convincermi che non sia il suo aereo”, ha dichiarato il fondatore della società, Tony Romeo, ex ufficiale dell’intelligence dell’Air Force, annunciando che l’immagine è stata catturata durante una missione di 90 giorni condotta alla fine dello scorso anno da una squadra di 16 persone partite alla ricerca dell’aereo dell’aviatrice che fu la prima donna a sorvolare da sola l’Atlantico.  
Non è la prima volta che viene annunciato il ritrovamento del relitto dell’aereo scomparso nei pressi della Howland Island, a metà strada tra le Hawaii e l’Australia.

L’annuncio di Romeo è infatti stato preso con tutta la cautela del caso da Dorothy Cochrane, curatrice del National Air and Space Museum che ricorda che bisogna fare ancora molto lavoro per stabilire che si tratti veramente dell’aereo di Earhart. “E’ difficile dire di che cosa si tratti, devono tornare”, ha affermato, spiegando che il museo probabilmente sarà coinvolto nell’analisi dell’oggetto individuato. Romeo ha detto che il team della Deep Sea Vision è pronto a ritornare, mantenendo segreta l’esatta posizione in cui è stata registrata l’immagine con il sonar.Ma ha ammesso che il processo di identificazione, e possibilmente recupero, potrebbe durare anni.

Per questa missione, il team è salpato dall’isola di Kiribati, a circa 1200 miglia a sud delle Hawaii, lo scorso settembre, e nel corso di tre mesi ha effettuato ricerche in un’area pari a 5mila miglia quadrate del fondo dell’Oceano Pacifico, usando un veicolo autonomo sottomarino chiamato Hugin 6000, che può spingersi fino a 6mila metri di profondità.  Anche Mindi Love Pendergraft, direttrice esecutiva dell’Amelia Earhart Hangar Museum, ha commentato l’annuncio sottolineando che quello della scomparsa dell’aereo dell’aviatrice, che volava insieme al navigatore Fred Noonan, rimane “uno dei più grandi misteri del nostro tempo”. “Spero che possano essere ritrovati e che il mondo possa avere una comprensione più chiara di quello che è avvenuto in quel giorno fatale”, ha concluso.  Earhart e Noonan erano decollati da Lae, in Nuova Guinea, diretti verso l’isola di Howland Island, una piccola isola del Pacifico dove avrebbero dovuto incontrare la Guardia Costiera Usa per fare rifornimento.Dopo aver inviato un forte messaggio radio, che mostrava che l’aereo era vicino all’isola, Earhart e Noonan non arrivarono mai a Howland e dopo un mese di ricerche furono dichiarati morti dalle autorità Usa.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scontro sul mojito alla Camera, Mulè stoppa deputato M5S

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(Adnkronos) – Scontro alla Camera sul mojito, il cocktail salito alla ribalta della cronaca nell’estate 2019 durante le vacanze dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che poche settimane dopo decise di mettere in crisi il Governo Conte 1.Ad evocarlo il deputato M5S Filippo Scerra, durante l’esame della relazione sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, con successivo richiamo del vicepresidente della Camera e presidente di turno dell’Assemblea, Giorgio Mulè, che giudica “offensivo” il riferimento. Scerra parla dell’annosa vicenda dei balneari, sottolineando che “le coste italiane non appartengono a nessuna lobby, non appartengono a questo Governo ma appartengono agli italiani, che meritano di avere servizi più efficienti e prezzi più bassi.

L’ultima notizia, per la verità, è che il ministro Salvini, forse in preda ai suoi mojito, ha abbassato i prezzi, ma i prezzi li ha abbassati delle concessioni, non sono stati abbassati i prezzi dei cittadini italiani e questa è una vergogna”.  “Evitiamo di fare inutili richiami a cosa beve e a cosa non beve uno, può essere offensivo”, lo interrompe Mulè e da lì nasce un serrato botta e risposta: “non è offensivo assolutamente”, replica l’esponente Cinquestelle. “Se è offensivo -riprende il presidente dell’Assemblea- lo decido io, per me è offensivo”. “Io non l’ho ritenuto offensivo”, insiste Scerra per nulla intenzionato a demordere. “Siccome lo decido io cos’è offensivo, è offensivo.Andiamo avanti”, chiude la polemica Mulè.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)