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Bologna a 30 km all’ora, dopo due settimane -21% incidenti e calano anche i feriti

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(Adnkronos) – Incidenti e feriti in calo con Bologna a 30 km all’ora.Nelle prime due settimane di Città 30 (lunedì 15-domenica 28 gennaio 2024), sulle strade urbane di Bologna si sono verificati in totale 94 incidenti, di cui 63 con feriti e 31 senza feriti, e nessun incidente mortale.

Nello stesso periodo del 2023 (lunedì 16-domenica 29 gennaio) gli incidenti erano stati 119, di cui 77 con feriti, 41 senza e un mortale.In termini percentuali si tratta quindi di: -21% di incidenti totali, -18,2% di incidenti con feriti, -24,4% di incidenti senza feriti, e un incidente mortale in meno (0 nel 2024 mentre era 1 nel 2023).

Sono i dati pubblicati dal Comune di Bologna che da lunedì 15 gennaio ha introdotto il limite dei 30 km orari in città.Da sottolineare inoltre il dato del calo di pedoni coinvolti in incidenti, che è del 27,3% (22 erano quelli coinvolti nel 2023, 16 nel 2024).  A parte i valori assoluti e percentuali, è significativo il trend di diminuzione di incidenti e feriti, fa notare il Comune, che va in controtendenza rispetto agli anni passati: in attesa dei dati complessivi del 2023, va ricordato infatti che nel 2022 la città di Bologna aveva registrato il picco di incidenti totali e di feriti dell’ultimo decennio, tornando di fatto ai livelli del 2011. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aereo russo abbattuto da missile Patriot? La versione di Putin

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(Adnkronos) – “L’Ucraina ha abbattuto l’aereo russo nella regione di Belgorod con un missile Patriot”.E’ la sentenza con cui Vladimir Putin prova a chiudere, almeno in Russia, il caso relativo all’abbattimento dell’aereo Il-76, precipitato lo scorso 24 gennaio nella regione di Belgorod, non lontano dal confine con l’Ucraina. Mosca da subito ha puntato il dito contro Kiev, ritenuta responsabile dell’abbattimento del velivolo e della morte di 65 prigionieri ucraini a bordo dell’aereo.

La presenza dei militari ucraini, destinati ad uno scambio programmato, non è mai stata confermata da fonti indipendenti: i video e le foto diffusi su Telegram dal luogo del disastro hanno mostrato rottami, ma non cadaveri di decine di soldati ucraini.  Già in passato la Russia ha accusato Kiev di aver ucciso propri soldati.In particolare, secondo le autorità russe sarebbero stati missili ucraini a centrare 18 mesi fa un campo di prigionia a Olenivka, nel Donetsk.

Le analisi compiute sull’episodio, sulla base soprattutto di immagini, hanno messo in dubbio la versione russa. Dopo l’abbattimento dell’Il-76, Kiev inizialmente ha rivendicato l’azione affermando che sull’aereo venivano trasportati missili S-300.Le informazioni diffuse dal quotidiano Ukrainska Pravda e attribuite a anonime fonti dell’esercito, però, sono state rimosse dall’articolo.

Successivamente, nel giro di poche ore, l’Ucraina ha adottato una posizione più prudente, limitandosi a fare riferimento ad uno scambio di prigionieri programmato. L’intelligence del ministero della Difesa ha reso noto che il 24 gennaio “doveva esserci uno scambio di prigionieri, cosa che non è avvenuta.Al momento non abbiamo informazioni su chi fosse a bordo dell’aereo e quali fossero i numeri.

Secondo gli accordi, la sicurezza dei nostri difensori doveva essere garantita dalla parte russa”.I vertici militari hanno ribadito che i velivoli nella regione di Belgorod vanno considerati obiettivi legittimi: nessuna ammissione esplicita, però, in relazione all’Il-76. L’episodio ha da subito offerto a Mosca una nuova occasione per chiamare in causa i partner occidentali dell’Ucraina.

Andrey Kartapolov, presidente della Commissione Difesa della Duma, già il 24 gennaio ha affermato che l’abbattimento è riconducibile all’uso di missili Patriot statunitensi o ai sistemi IRIS-T tedeschi: nessuna prova, però, è stata fornita.Oggi Putin ha fatto riferimento agli esiti di un’inchiesta coordinata da Mosca.

Kiev avrebbe usato un missile Patriot.Secondo analisi e esperti, però, non risultano Patriot presenti nelle zone di confine con la Russia.

Da escludere con maggiore convinzione l’impiego di un IRIS-T, visto il raggio d’azione limitato. Quindi, è impossibile che l’Ucraina abbia effettivamente abbattuto un aereo russo con prigionieri a bordo?I militari di Kiev tornati a casa in questi mesi, dopo periodi di prigionia, hanno fatto riferimento soprattutto a trasferimenti in treno e pullman.

L’impiego di un aereo in una zona sensibile appare azzardato.Non si può escludere, però, che l’Il-76 facesse parte dell’operazione concordata.

Un aereo di tali dimensioni, privo di difese, in qualsiasi momento sarebbe destinato a diventare un obiettivo in una regione come quella di Belgorod già interessata da azioni di Kiev. L’assenza di comunicazioni tra le due parti, in sostanza, avrebbe potuto spingere le forze armate ucraine a colpire il bersaglio grosso, mai abbattuto in 2 anni di guerra.L’attacco sarebbe compatibile con il copione a cui si assiste da settimane.

All’inizio dell’anno, Kiev ha rivendicato l’abbattimento di un A-50 – uno dei più moderni velivoli russi per controllo e ricognizione – sul Mare di Azov.In assenza di ammissioni da parte di Mosca, gli analisti ipotizzano che nella circostanza siano stati utilizzati missili Patriot. Nell’analisi della si, trovano spazio anche le considerazioni relative al personale russo che sarebbe stato presente – secondo Mosca – sull’aereo con i prigionieri.

I 65 militari ucraini sarebbero stati accompagnati da 3 uomini incaricati di gestire l’operazione.Il rapporto di 1 a 22 non appare coerente con la prassi seguita generalmente negli scambi di prigionieri.

Fonti militari ucraine evidenziano che, come appurato sinora, la Russia destina un uomo di ‘scorta’ ogni 2-3 prigionieri in base al numero dei militari ucraini coinvolti nell’operazione. I media russi hanno diffuso una lista di nomi che corrisponderebbero ai prigionieri morti.Secondo i media ucraini, l’elenco conterrebbe evidenti anomalie: alcuni nomi sarebbero relativi a militari che sono stati riconsegnati all’Ucraina in uno scambio completato il 3 gennaio.

La lista delle vittime del 24 gennaio, quindi, sarebbe quantomeno poco accurata. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare Fuori 4, ci siamo: quando esce, episodi, dove vederlo

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(Adnkronos) – Attesa finita per ‘Mare Fuori 4’.Da domani giovedì 1 febbraio 2024 fan e appassionati della serie Rai potranno vedere i primi 6 episodi della quarta stagione disponibili in anteprima su Raiplay.  Da mercoledì 14 febbraio poi la serie approda in prima serata su Rai 2.

In tutto 12 episodi, suddivisi in 6 settimane di programmazione.La serie, che racconta le vicende di ragazzi detenuti in penitenziario a Napoli, ha avuto un successo straordinario raggiungendo milioni di spettatori. ‘Mare Fuori 4’, una coproduzione Rai Fiction – Picomedia, prodotto da Roberto Sessa, regia di Ivan Silvestrini, si riapre su Rosa, Carmine, Mimmo, Kubra, Dobermann, Cucciolo e Micciarella.

Quale sarà il loro percorso?Quali le scelte anche di Pino, Edoardo, Cardiotrap, Giulia e Silvia?

A sottolineare le emozioni dei personaggi della quarta stagione di ‘Mare Fuori’ le musiche composte dal maestro Stefano Lentini. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaiolo delle scimmie, ecco come conoscerlo: sintomi, contagio, cure e vaccino

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(Adnkronos) –
“Nessun allarme ma è bene conoscerlo”.Dopo i casi registrati a Firenze, si torna a parlare del virus del vaiolo delle scimmie e gli esperti del sito ‘dottore, ma è vero che…?’, promosso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), rassicurano facendo anche chiarezza su diversi aspetti del Mpox (monkeypox) e rispondendo ad alcune domande.   “Il periodo di incubazione (l’intervallo tra l’infezione e l’insorgenza dei sintomi) del vaiolo delle scimmie è generalmente compreso tra 6 e 13 giorni, ma può variare da 5 a 21 giorni – ricordano -.

L’infezione può essere suddivisa in due periodi: inizialmente (dall’inizio a 5 giorni) si manifestano febbre, forte mal di testa, gonfiore dei linfonodi (linfoadenopatia), mal di schiena, dolore muscolare e un’intensa mancanza di energia (astenia).La linfoadenopatia è una caratteristica distintiva del vaiolo delle scimmie rispetto ad altre malattie che inizialmente possono apparire simili (varicella, morbillo, vaiolo)”.  “L’eruzione cutanea di solito inizia entro tre giorni dalla comparsa della febbre e tende a essere più concentrata sul viso e sulle estremità piuttosto che sul tronco.

Colpisce il viso (nel 95% dei casi), i palmi delle mani e la pianta dei piedi (nel 75% dei casi).Possono essere colpite anche le mucose orali (nel 70% dei casi), i genitali (30%) e le congiuntive (20%), oltre alla cornea.

L’eruzione cutanea – avvertono – evolve in sequenza da macule (lesioni con una base piatta) a papule (lesioni solide leggermente rialzate), vescicole (lesioni piene di liquido trasparente), pustole (lesioni piene di liquido giallastro) e croste che si seccano e cadono.Il numero delle lesioni varia da poche a diverse migliaia”.   Come si cura la malattia provocata dal cosiddetto vaiolo delle scimmie? “Solitamente si risolve da sola, con sintomi che durano da due a quattro settimane – rispondono gli esperti .- I casi gravi si verificano più comunemente tra i bambini e sono correlati all’entità dell’esposizione al virus, allo stato di salute del paziente e alla natura delle complicanze.

Le complicanze del vaiolo delle scimmie possono includere infezioni secondarie, broncopolmonite, sepsi, encefalite e infezione della cornea con conseguente perdita della vista”.  Chi era stato vaccinato da piccolo con l’antivaiolosa è protetto dal vaiolo delle scimmie? “È ragionevole pensare che le persone a suo tempo sottoposte a vaccinazione abbiano un certo grado di protezione contro il vaiolo delle scimmie.Una revisione sistematica della letteratura pubblicata nel 2020 – chiariscono i medici – ha trovato che nell’80-96% dei casi le persone contagiate dal virus del vaiolo delle scimmie non erano vaccinate: è un dato interessante ma che non permette di trarre conclusioni sicure perché la malattia è diffusa prevalentemente in Africa dove, anche a causa della durata media della vita più breve, la percentuale di popolazione vaccinata contro il vaiolo è ormai molto piccola”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vittime di guerra, Osnato: “Momento toccante, significativo e utile”

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(Adnkronos) – “Oggi siamo qui all’Associazione nazionale vittime civili di guerra, ospiti del presidente Vigne ed è stato un momento molto toccante, molto significativo, ma anche molto utile per chi oggi deve amministrare la cosa pubblica, deve sapere che le guerre non sono finite: le vittime delle guerre ci sono e sono molte, spesso addirittura 9 vittime di guerra su 10 sono civili”.Così, Marco Osnato, presidente della VI Commissione Finanze della Camera dei deputati, a margine dell’evento che anticipa la giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, dove l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, che rappresenta e tutela in Italia le vittime civili di guerra e le loro famiglie, ha deciso di rilanciare insieme all’Anci la campagna “Stop alle bombe sui civili” per chiedere con forza che le Convenzioni, i Trattati e le Dichiarazioni internazionali che già esistono per la protezione dei civili vengano estesi, attuati e rispettati.  Per celebrare la Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, la sera del 1° febbraio, centinaia di Comuni italiani (sono già oggi oltre 120) illumineranno di blu le facciate di Municipi, palazzi o monumenti simbolo esponendo lo striscione “Stop alle bombe sui civili”.

La stessa sera, ad illuminarsi di blu, saranno anche Palazzo Chigi, la Farnesina, il Viminale, i principali Ministeri, insieme a Palazzo Madama e Montecitorio e molte Regioni. “Questo è il dramma di questo periodo, di questo secolo, di queste guerre diffuse che ci sono nel mondo e che molto spesso noi dimentichiamo”, conclude Osnato. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vittime di guerra, Rocca: “Questa giornata ricorda orrori e conseguenze conflitti sui civili”

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(Adnkronos) – “È una giornata importante, che ci ricorda gli orrori e le conseguenze che tutti i conflitti hanno sui civili, sulle vittime innocenti.Non si può pensare per fazioni o per bande quando si guarda ai civili”.

Sono le parole di Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, in occasione dell’evento che anticipa la giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, dove l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, che rappresenta e tutela in Italia le vittime civili di guerra e le loro famiglie, ha deciso di rilanciare insieme all’Anci la campagna “Stop alle bombe sui civili” per chiedere con forza che le Convenzioni, i Trattati e le Dichiarazioni internazionali che già esistono per la protezione dei civili vengano estesi, attuati e rispettati.  “È ovvio che, con un Atlante delle Guerre, presentato in questa sala, così diffuso, purtroppo, probabilmente mai come in questo momento, sono tanti i conflitti nel mondo, inclusi quelli asimmetrici – sottolinea Rocca – che sono poi quelli più pericolosi perché non c’è uno Stato responsabile, ma più Stati che finanziano gruppi armati e questa è una cosa che vediamo molto spesso nei Paesi africani e, quindi, è un dovere creare maggiore consapevolezza per fermare l’orrore dei conflitti e fare in modo che vi sia continenza e proporzionalità, se proprio non si possono fermare i conflitti”.  Durante l’evento, infatti, è stata presentata la dodicesima edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, diretto da Raffaele Crocco, di cui l’Anvcg è partner attraverso “L’Osservatorio”, il proprio centro di ricerca internazionale sulle vittime civili dei conflitti.La dodicesima edizione dell’Atlante è ricca di dati, approfondimenti sulle 31 guerre attualmente in corso nel mondo e descrive i nuovi equilibri mondiali nel pieno delle crisi in Ucraina e in Medioriente e nel mezzo di un cambiamento forte nell’Africa sub sahariana. “Tuttavia, cos’è proporzionale davanti alla vita di un essere umano?

Questa è una riflessione.Sono contento che ci fossero tanti giovani per poter affidare a loro un’ elaborazione e fare in modo che da tutto ne esca una società migliore”, conclude Rocca.

Per celebrare la Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, la sera del 1° febbraio, centinaia di Comuni italiani (sono già oggi oltre 120) illumineranno di blu le facciate di Municipi, palazzi o monumenti simbolo esponendo lo striscione “Stop alle bombe sui civili”.La stessa sera, ad illuminarsi di blu, saranno anche Palazzo Chigi, la Farnesina, il Viminale, i principali Ministeri, insieme a Palazzo Madama e Montecitorio e molte Regioni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vittime di guerra, Crocco: “La guerra va raccontata partendo dai civili, i protagonisti”

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(Adnkronos) – “Principalmente si cerca di mettere i civili al centro del racconto delle 31 guerre che ci sono nel mondo in questo momento, più 20 situazioni di crisi.Questo è il terreno comune di lavoro che abbiamo trovato con “L’Osservatorio” e con l’Associazione nazionale vittime civili di guerra, con cui stiamo collaborando da qualche anno in modo assolutamente proficuo, in quanto questo è il tentativo che entrambi abbiamo trovato per far capire che la guerra va raccontata partendo dai civili, cioè da quelli che sono i protagonisti”.

Con queste dichiarazioni, Raffaele Crocco, giornalista direttore dell’Atlante delle Guerre e dei conflitti del mondo, a margine dell’evento che anticipa la giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, dove l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, che rappresenta e tutela in Italia le vittime civili di guerra e le loro famiglie, ha deciso di rilanciare insieme all’Anci la campagna “Stop alle bombe sui civili” per chiedere con forza che le Convenzioni, i Trattati e le Dichiarazioni internazionali che già esistono per la protezione dei civili vengano estesi, attuati e rispettati.  “Oggi su dieci morti in guerra, nove sono civili e uno solo è un militare.Questo significa che anche il racconto che noi dobbiamo fare, deve modificarsi in qualche modo.

Dobbiamo mettere al centro quello che davvero è il cuore della guerra.Basta vedere quello che sta succedendo in questo momento nel mondo, dall’Ucraina a Gaza.

Quindi, questo è il racconto di ciò che sta accadendo ai civili.Inoltre, vengono anche illustrate tutte le ragioni che portano alla guerra, in quanto la guerra è un effetto, non una causa.

La guerra – spiega Crocco – arriva laddove una serie di conflitti non vengono risolti e per conflitti si intendono ad esempio l’assenza di diritti umani, laddove la ricchezza viene distribuita male, laddove non c’è la possibilità di curarsi, di avere una vita libera e democratica, di avere un mondo migliore, sicuramente arriva la guerra”.  Durante l’evento sarà presentata la dodicesima edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, diretto da Raffaele Crocco, di cui l’Anvcg è partner attraverso “L’Osservatorio”, il proprio centro di ricerca internazionale sulle vittime civili dei conflitti.La dodicesima edizione dell’Atlante è ricca di dati, approfondimenti sulle 31 guerre attualmente in corso nel mondo e descrive i nuovi equilibri mondiali nel pieno delle crisi in Ucraina e in Medioriente e nel mezzo di un cambiamento forte nell’Africa sub sahariana.  “Quindi, il lavoro che dobbiamo fare è quello di considerare la guerra prima e dopo, paradossalmente e non solo durante – sottolinea Crocco – Prima, per mettere in campo tutti gli strumenti possibili, e qui l’informazione è fondamentale per prevenire la guerra.

Considerare la guerra dopo, perché la guerra, purtroppo rimane nelle terre che colpisce per lunghissimi anni e continua a fare vittime.Il lavoro dell’Associazione dimostra proprio questo, come la guerra non abbia un termine.

Non sempre, quando le armi tacciono, inizia la pace”.  “Naturalmente, poi, a livello di informazione – continua il direttore – c’è l’esigenza anche di creare degli strumenti concreti e che si possano facilmente reperire i dati che servono per capire cosa significa la guerra oltre il cessate il fuoco e cosa significa quello che accade in guerra per effetto, ad esempio, degli ordigni esplosivi”.Per celebrare la Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, la sera del 1° febbraio centinaia Comuni italiani (sono già oggi oltre 120) illumineranno di blu le facciate di Municipi, palazzi o monumenti simbolo esponendo lo striscione “Stop alle bombe sui civili”.

La stessa sera, ad illuminarsi di blu, saranno anche Palazzo Chigi, la Farnesina, il Viminale, i principali Ministeri, insieme a Palazzo Madama e Montecitorio e molte Regioni. “In tale contesto concentriamo il lavoro con “L’Osservatorio” e con l’Associazione per cercare di dare dati, ad esempio, per svelare che in un anno nel mondo ci possano essere circa 30-31 mila vittime civili per effetto degli ordigni esplosivi ed è un numero incredibilmente alto.Ciò trova dal punto di vista pratico, nella dodicesima edizione dell’Atlante, la realizzazione di un’infografica che abbiamo creato che rendere tutti questi dati assolutamente fruibili.

Non solo i dati delle vittime, dove sono e quante sono, ma anche i dati dei trattati che sono in atto a livello internazionale per cercare di limitare questo problema degli ordigni esplosivi incontrollati, che rimangono anche sul terreno e che continuano a creare vittime”, conclude Crocco.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vittime di guerra, Marzolino (Anvcg): “Io vittima dell’’eredità della guerra”

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(Adnkronos) – “Nel 2013, all’età di 15 anni, per un ordigno bellico della seconda guerra mondiale, una bomba a mano, ho perso completamente la vista e la mano destra.Insieme a me anche Lorenzo, anche lui diventato completamente cieco, mentre il terzo ragazzo, per fortuna, è stato coperto dall’esplosione, quindi ha riportato danni minori.

Tutto ciò viene chiamato “L’eredità della guerra”, quando alla fine dei conflitti per decenni, se non secoli, come oggi in Italia, continuano ad esserci ordigni sul territorio che mietono vittime”.Lo ha detto Nicolas Marzolino, consigliere nazionale Anvcg, a margine dell’evento che anticipa la giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, dove l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, che rappresenta e tutela in Italia le vittime civili di guerra e le loro famiglie, ha deciso di rilanciare insieme all’Anci la campagna “Stop alle bombe sui civili” per chiedere con forza che le Convenzioni, i Trattati e le Dichiarazioni internazionali che già esistono per la protezione dei civili vengano estesi, attuati e rispettati.  “Nel 2023 si sono registrati 5 morti e 8 feriti in Italia ed è inaccettabile che a 80 anni dalla fine di un conflitto possano ancora accadere queste cose.

Il mio pensiero – sottolinea Marzolino – va alle zone di guerra, in primis alla Striscia di Gaza, dove c’è un massacro in corso e a tutti gli altri teatri di guerra, dall’Ucraina, all’Afghanistan, alla Siria, dove per secoli continueranno ad esserci munizioni a grappolo che continueranno a uccidere, a mutilare le persone, soprattutto i bambini”. Per celebrare la Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, la sera del 1° febbraio, centinaia di Comuni italiani (sono già oggi oltre 120) illumineranno di blu le facciate di Municipi, palazzi o monumenti simbolo esponendo lo striscione “Stop alle bombe sui civili”.La stessa sera, ad illuminarsi di blu, saranno anche Palazzo Chigi, la Farnesina, il Viminale, i principali Ministeri, insieme a Palazzo Madama e Montecitorio e molte Regioni. “Non nego che la guerra non si ferma, ma ad oggi possiamo fare tanto per aiutare le persone che soffrono e per far sensibilizzare e promuovere ai governi e alle istituzioni la vera importanza dell’impegno della pace e la vera importanza della tutela dei civili, perché è inammissibile che oggi il 90% delle vittime nelle guerre siano civili”, conclude Marzolino.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vittime guerra, Vigne (Angvg): “Giornata voluta per dire stop bombe sui civili”

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(Adnkronos) – “Questa è una giornata voluta dall’Associazione nazionale vittime civili di guerra (Anvcg), che lo Stato italiano ha fatto propria per essere presenti sistematicamente e ricordare la situazione nella quale ci troviamo nei confronti di queste continue vessazioni nei confronti dei civili. “Stop alle bombe sui civili” è lo slogan che abbiamo ripreso, riportato in più occasioni e ribadito per dire basta.Attualmente sono 31 le guerre nel mondo che si conoscono e molte di queste sono anche non sentite perché non sono di attualità e, purtroppo, su questo quelli che vengono colpiti e che pagano la realtà di queste situazioni sono i civili.

Ad oggi, purtroppo, ci troviamo in una situazione in cui dopo il 1945 siamo arrivati a 40 milioni di civili che hanno perso la vita”.Così, Michele Vigne, presidente nazionale dell’Anvcg, è intervenuto in occasione dell’evento che anticipa la giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, dove l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, che rappresenta e tutela in Italia le vittime civili di guerra e le loro famiglie, ha deciso di rilanciare insieme all’Anci la campagna “Stop alle bombe sui civili” per chiedere con forza che le Convenzioni, i Trattati e le Dichiarazioni internazionali che già esistono per la protezione dei civili vengano estesi, attuati e rispettati.  “In un contesto come quello attuale, dove molto vicino a noi assistiamo a situazioni di morti e uccisioni di civili, con l’aiuto dell’Anci, abbiamo chiesto ad enti pubblici e ai Comuni di aderire alla nostra iniziativa.

Oltre 200 comuni, gli edifici principali di rappresentanza, Palazzo Chigi, i ministeri e anche le Regioni hanno aderito e domani saranno illuminati in blu nei loro edifici simbolo, a dimostrazione che la nostra associazione è riuscita ad arrivare nel cuore di responsabili dei Comuni, delle Province e delle Regioni.E questo – sottolinea Vigne – ci rende anche orgogliosi di questo ruolo che stiamo portando avanti per la difesa e per tenere alta l’attenzione su questo tema”.  Per celebrare la Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, la sera del 1° febbraio centinaia Comuni italiani (sono già oggi oltre 120) illumineranno di blu le facciate di Municipi, palazzi o monumenti simbolo esponendo lo striscione “Stop alle bombe sui civili”.

La stessa sera, ad illuminarsi di blu, saranno anche Palazzo Chigi, la Farnesina, il Viminale, i principali Ministeri, insieme a Palazzo Madama e Montecitorio e molte Regioni. “Sono stati creati dei trattati che vengono sistematicamente disconosciuti.Perché si deve continuare nei centri abitati a colpire ancora le vittime?

Perché le vittime civili di guerra non hanno voce.E noi, al contrario, cerchiamo di darla a loro.

Se noi vediamo anche nella stampa, oggi come oggi, si sentono solo i conflitti, non si parla mai e non si vuole mai sentire l’opinione dei civili.Noi che siamo stati colpiti nei nostri affetti o anche nel nostro fisico, dagli ordigni bellici, in questa situazione abbiamo il dovere morale di continuare a battere affinché questi civili possano avere una loro voce”, conclude.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

TikTok, Universal pronta a ritirare i brani musicali: “Non paga il giusto valore”

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(Adnkronos) – E’ rottura sui pagamenti tra la Universal Music e TikTok.In una ‘lettera aperta alla comunità di artisti e cantautori’ la Universal accusa la piattaforma social “di costruire un business basato sulla musica, senza pagare un giusto valore per la musica” ed è pronta a ritirare i suoi milioni di brani a scadenza di contratto, ovvero oggi.

In buona sostanza, senza un’intesa, da domani TikTok non avrebbe più accesso alle canzoni di artisti tra cui Taylor Swift, The Weeknd e Drake. Il nocciolo della questione sembrerebbe essere il pagamento dei diritti e la proposta di TikTok “di pagare i nostri artisti e cantautori a una tariffa che è una frazione della tariffa pagata dalle principali piattaforme social” scrive la Universal sottolineando che la piattaforma social “rappresenta solo circa l’1% delle nostre entrate totali”.Oltre a spingere per un adeguato compenso, la Universal intende anche “proteggere gli artisti dagli effetti dannosi dell’intelligenza artificiale e della sicurezza online per gli utenti di TikTok”. La risposta di TikTok non si è lasciata attendere: “È triste e deludente che Universal Music Group abbia anteposto la propria avidità agli interessi dei propri artisti e cantautori.

Nonostante la falsa narrativa e la retorica della Universal, il fatto è che hanno scelto di abbandonare il potente supporto di una piattaforma con oltre un miliardo di utenti che funge da veicolo promozionale e di scoperta gratuito per il loro talento”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Juve, il pronostico di Moggi: “Vittoria di corto muso…”

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(Adnkronos) – Inter-Juventus, big match di domenica 4 febbraio, non sarà una partita spettacolare.E’ la previsione di Luciano Moggi a pochi giorni dalla gara tra la prima e la seconda in classifica. “Io mi aspetto un derby d’Italia bruttino perché la posta in palio è alta e tutte e due non possono permettersi di perdere.

Se la Juve perde è quasi fuori dalla corsa scudetto, i nerazzurri se dovessero perdere si vedrebbero scavalcati e con i tanti impegni che avranno nei prossimi mesi quando ripartirà la Champions League non sarebbe una bella prospettiva.Una partita da 0-0 o da vittoria di corto muso”, dice all’Adnkronos usando un’espressione utilizzata in particolare dall’allenatore bianconero Massimiliano Allegri per descrivere le vittorie di misura. “L’Inter è più forte della Juventus, ha una squadra più completa e Lautaro che è un campione e dobbiamo dare merito alla squadra di Allegri di essere riuscita finora a tenere vivo il campionato con una squadra più giovane e quindi meno esperta di quella nerazzurra e io penso che daranno fastidio ancora a lungo”, aggiunge Moggi.   Sarà Fabio Maresca ad arbitrare Inter-Juventus in programma domenica 4 febbraio alle 20.45 allo stadio ‘Meazza’ di Milano. Gli arbitri della 23/a giornata di Serie A, in programma domenica 4 febbraio: Lecce-Fiorentina (02/02, ore 20.45): Giua; Empoli-Genoa (03/02, ore 15): Feliciani; Udinese-Monza (03/02, ore 15): Prontera; Frosinone-Milan (03/02, ore 18): Pairetto; Bologna-Sassuolo (03/02, ore 20.45): Sacchi; Torino-Salernitana (ore 12.30): Chiffi; Napoli-Verona (ore 15): Piccinini; Atalanta-Lazio (ore 18): Guida; Inter-Juventus (ore 20.45): Maresca; Roma-Cagliari (05/02, ore 20.45): Marcenaro.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ilaria Salis, Ungheria a Italia su estradizione Gabriele Marchesi: “Non violiamo diritti umani”

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(Adnkronos) – In caso di estradizione in Ungheria per Gabriele Marchesi, accusato come Ilaria Salis (già detenuta in un carcere di massima sicurezza ungherese) di aver aggredito dei neonazisti a Budapest durante una contromanifestazione l’11 febbraio 2023 non ci sarebbe nessuna violazione dei diritti umani.E’ quanto sostiene l’amministrazione penitenziaria ungherese nell’integrazione in 9 punti inviata al ministero della Giustizia e alla corte d’Appello di Milano che aveva chiesto rassicurazioni sulle condizioni del carcere dove verrebbe inserito il 23enne, attualmente ai domiciliari a Milano, in caso di consegna.  “Se la persona viene consegnata e presa in carico il suo collocamento si svolgerà in condizioni coerenti con quanto previsto dalla Convezione europea sui diritti dell’uomo, dalla raccomandazione delle Nazioni Unite sulle linee guida minime per il trattamento umano delle persone arrestate nonché – assicura l’amministrazione penitenziaria ungherese – dalla raccomandazione numero R (2006)2 del Consiglio d’Europa sulle regole penitenziarie europee”.  “Al detenuto – si sottolinea nel documento – vengono costantemente garantite le condizioni previste dalla normativa europea e nazionale in materia sia in termine di spazio abitativo, servizi igienici, accesso all’aria fresca e altri requisiti”.  Durante la procedura di consegna “non è possibile prevedere con chiarezza” in quale istituto penitenziario ungherese verrà inserito per la prima volta il detenuto tuttavia, “non ha nemmeno rilevanza” perché il detenuto “verrà collocato secondo la disponibilità dei posti e rispettando la Convenzione europea dei diritti dell’uomo” e non solo.

A ogni detenuto “è garantito, per legge,” uno spazio ‘personale’: almeno 6 metri cubi nel caso di sistemazione individuale e almeno 4 metri quadrati di superficie abitabile per persona se invece si condivide una cella, si spiega.  Nel documento, che entra a far parte del fascicolo milanese, si parla di celle attrezzate, di strutture moderne e personale qualificato, carceri in cui è garantita l’assistenza sanitaria, e dove oltre ai colloqui il detenuto può ‘spendere’ “il tempo libero” in modo “produttivo con l’istruzione e lo sport, oltre a tutto ciò il ruolo delle cerimonie religiose e della cura spirituale può essere significativo nel raggiungimento degli obiettivi di reinserimento”. “Ai rappresentanti consolari e diplomatici del rispettivo Stato – sottolinea poi l’amministrazione penitenziaria ungherese – in Ungheria viene data la possibilità, previa consultazione, di entrare nel relativo istituto penitenziario e ispezionare le condizioni di detenzione, nonché il personale del consolato del rispettivo Stato può visitare il detenuto”, si legge ancora nel testo. E ai giudici della corte d’appello di Milano che chiedevano quali iniziative fossero state assunte da Budapest per garantire il giusto processo e l’indipendenza della magistratura, il ministero della Giustizia ungherese ricorda che “nel corso dei 5 anni e mezzo trascorsi dall’avvio della procedura in base alla risoluzione del Parlamento europeo approvata il 12 settembre 2018 il Consiglio non ha adottato una decisione, vale a dire non ha stabilito la sussistenza degli evidenti rischi di una grave violazione dei principi fondamentali dell’Ue da parte dell’Ungheria”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pier Silvio Berlusconi: “Io in politica? Tajani è la persona giusta”

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(Adnkronos) – “Mi tirano continuamente in ballo, ma ad oggi penso e spero che Forza Italia possa fare un buon lavoro”.Lo ha detto l’ad di Mfe Pier Silvio Berlusconi durante un incontro a Cologno Monzese, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se fosse dell’idea di scendere in campo in politica, alla guida di Forza Italia. “Antonio Tajani -ha detto il secondogenito del cav- è la persona giusta, ha una leadership basata su una qualità che io considero importantissima che è la serietà”.

Il punto, piuttosto, “non è di sostituire la leadership di mio padre, che è impossibile, ma di avere una squadra di persone capaci di portare avanti il suo progetto.Ecco -ha aggiunto- questa squadra va arricchita anche con delle presenze giovani, che possano portare a una crescita”.  Parlando del Governo, Pier Silvio Berlusconi spiega di avere “oggettivamente una visione positiva dell’operato, banalmente perché tutti gli indicatori macroeconomici sono positivi”. “La mia opinione -spiega- è positiva su ciò che è stato fatto e i dati ci fanno essere positivi sull’anno che ci apprestiamo ad affrontare, da imprenditore; ci sono piccoli segnali che ci fanno essere ottimismi.

Certamente -osserva- la situazione è complicata, ci sono due guerre in atto, può succedere di tutto, però siamo ottimisti”.  Cosa si potrebbe fare di più? “Su questo -sottolinea- non posso che esprimere un’opinione che viene dal nostro punto di vista, e cioè una maggiore attenzione alla creazione e alla tutela dei campioni nazionali ed europei, che vuol dire stabilire delle regole più precise per tutto ciò che riguarda il business dei giganti del web.Mi sembra un passo indispensabile, verso cui l’Europa deve andare”.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Orchestraccia: “Noi al Festival? Saremmo felici di cantare contro violenza su donne” – Video

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(Adnkronos) – Un inno contro ogni forma di violenza sulle donne che vuole essere “un abbraccio”, un sostegno ma anche delle scuse e un invito a reagire: “Se anche solo una persona trovasse il coraggio di denunciare le molestie che sta subendo per me varrebbe più di 10 dischi di platino”.Così Marco Conidi, frontman e ideatore dell’Orchestraccia, in un’intervista all’Adnkronos racconta del nuovo singolo ‘Quello non era amore’.

Una canzone che “tocca le corde emotive” con un messaggio molto forte che sarà protagonista anche della 74esima edizione del Festival Sanremo, dove Amadeus ha annunciato che dedicherà uno spazio al tema della lotta alla violenza sulle donne e ai femminicidi: “Sarei molto felice di poter portare questo brano e il suo messaggio in un palco così grande come quello dell’Ariston, ma l’importante è che se ne parli”.  Ogni anno, afferma Conidi, i dati sui femminicidi sono “un bollettino di guerra ed è una cosa inaccettabile”.Da qui l’impegno della band folk-rock romana che portano avanti da diverso tempo: “Da 11 anni chiudiamo tutti i nostri concerti con la nostra versione di ‘Lella’”, il brano scritto e pubblicato nel 1971 da Edoardo De Angelis e Stelio Gicca Palli, “proprio per lanciare un messaggio contro la violenza sulle donne”.  E nel brano ‘Quello non era amore’ si aggiunge anche un altro tassello, quello dell’indifferenza: “vorrei tanto che le persone si mettessero in mezzo.

Mi piacerebbe anche far capire che non dobbiamo girare la testa dall’altra parte.Viviamo in un mondo sempre connesso, ci sentiamo tutti collegati, eppure non ci accorgiamo di quello che succede sul pianerottolo di casa”.

E sulla mancata partecipazione al Festival Conidi afferma: “preferisco glissare ma voglio dire che, oltre a Mara Venier con ‘Domenica In’, sono molte le trasmissioni che ci stanno invitando perché è una canzone molto sincera” che tratta un tema delicato.Quindi, Conidi afferma: “chiunque pensi che questa canzone possa essere d’aiuto noi siamo pronti ad andare”, Festival compreso: “Sono certo che Amadeus farà un festival meraviglioso e penso abbia già i suoi programmi ma se ci volesse sul palco per lanciare questo messaggio noi siamo disponibili.

Parto adesso”. (di Loredana Errico)  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner: “Non vado a Sanremo, faccio il tifo da casa”

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner non andrà al Festival di Sanremo 2024, caso chiuso.Il 22enne azzurro, vincitore degli Australian Open domenica scorsa, declina l’invito di Amadeus. “Faccio il tifo da casa.

E’ un evento bello ma sto due giorni.Guardo in avanti, quando dovrei andare a Sanremo sarò già a lavorare, non ci andrò”, dice Sinner nel suo incontro con la stampa a Roma. Sui media, oltre alla celebrazione per l’impresa sportiva con la conquista del primo Slam in carriera, è tornata sotto i riflettori la decisione del tennista di risiedere a Montecarlo, con conseguente ‘dibattito’ sul fatto che l’altoatesino non paghi le tasse in Italia.

Sinner spiega la decisione di scegliere il Principato come base: “Quando ho fatto 18 anni mi sono allenato a Bordighera con il mio ex allenatore che aveva la residenza a Monaco: la cosa più bella di Monaco è che ci sono tanti giocatori con cui ti puoi allenare, strutture perfette, diverse palestre, campi buoni, mi sento a casa, sto bene lì, ho una vita normale, posso andare al supermercato senza problemi”, dice. Il trionfo a Melbourne segna una svolta nella carriera e nelle ambizioni? “Sono contento di condividere tante emozioni con tutti voi ma non c’è solo un torneo, ce ne sono tanti.Abbiamo tante possibilità di fare bene, ma anche di fare male.

Dobbiamo essere pronti ma contenti di questa situazione, questo traguardo è importante per me e il mio team”, dice Sinner. “Si sente il calore della gente, mi piace ma come ragazzo sono come due settimane fa, semplice e normale”, aggiunge prima di concentrarsi sul futuro. “Sarà molto importante la programmazione, abbiamo fatto molto bene lo scorso anno, il fisico ora è abbastanza buono ma so che devo migliorare quella parte lì, la forza ma anche la resistenza.Tanto lavoro in palestra.

Posso servire un po’ meglio, fare un po’ tutto meglio ma ho lavorato bene sullo step mentale che abbiamo fatto su come affrontare certe partite e certi momenti ma c’è ancora lavoro da fare”, aggiunge.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diritti umani, Associazione vittime civili guerre con Comuni italiani per ‘stop bombe’

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(Adnkronos) – Si celebra il 1° febbraio di ogni anno la Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, istituita con la legge 25 gennaio 2017 per conservare la memoria dei conflitti del passato e per attirare l’attenzione sul dramma che vivono i civili di tutto il mondo coinvolti in guerre e conflitti armati.La celebrazione di quest’anno avviene in uno scenario di profonda crisi internazionale: nei 31 teatri di guerra attualmente in corso nel mondo, le vittime civili nel 2023 sono state oltre 33.000, è il dato più alto dal 2010.

Per questo l’Associazione n azionale Vittime Civili di Guerra (Anvcg), che rappresenta e tutela in Italia le vittime civili di guerra e le loro famiglie, ha deciso quest’anno di rilanciare, insieme all’Anci, la campagna “Stop alle bombe sui civili”, per chiedere con forza che le Convenzioni, i Trattati e le Dichiarazioni internazionali che già esistono per la protezione dei civili vengano estesi, attuati e rispettati.La Convenzione di Ginevra e i protocolli aggiuntivi, il Trattato di Ottawa sulla messa al bando delle mine antiuomo, la Convenzione Onu sulle bombe a grappolo, la Convenzione delle Nazioni Unite sulle armi convenzionali, la Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità, solo per citare le principali.  “Convenzioni e Trattati internazionali a tutela dei civili appaiano oggi completamente dimenticati e sovrastati dalle armi.

Per questo motivo la Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo di quest’anno vuole essere un monito affinché gli strumenti del diritto internazionale e umanitario non rimangano lettera morta, ma vengano attuati, rispettati ed ulteriormente estesi”, ha dichiarato il presidente Nazionale Anvcg Michele Vigne.Alle 10 presso l’auditorium della Casa Madre dei Mutilati in Piazza Adriana 3 a Roma verrà lanciata la campagna “Stop alle bombe sui civili” e l’iniziativa ad essa collegata: l’illuminazione di blu, nella serata del 1° febbraio, di centinaia di Municipi e monumenti simbolo nei Comuni di tutta Italia.

E non solo, si tingeranno di blu anche Palazzo Chigi, la Farnesina, il Viminale, i principali Ministeri, insieme a Palazzo Madama, Montecitorio e molte Regioni, coinvolte quest’anno per la prima volta.  Dopo i saluti istituzionali, tra i quali è atteso quello del presidente della Regione Francesco Rocca, verranno premiati gli studenti vincitori del concorso nazionale per le scuole indetto dall’Associazione e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, alla presenza della Sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti e sarà presentata la dodicesima edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, diretto da Raffaele Crocco, di cui l’Anvcg è partner attraverso “L’Osservatorio”, il proprio centro di ricerca internazionale sulle vittime civili dei conflitti.La dodicesima edizione dell’Atlante è ricca di dati, approfondimenti sulle 31 guerre in corso nel mondo e descrive i nuovi equilibri mondiali nel pieno delle crisi in Ucraina e in Medioriente e nel mezzo di un cambiamento forte nell’Africa sub sahariana.

L’evento è condotto dalla giornalista e attivista Metis di Meo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Motomondiale, cancellato il Gp d’Argentina 2024: non sarà sostituito

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(Adnkronos) – E’ stato annullato ufficialmente il Gp d’Argentina della MotoGp, previsto sul circuito di Termas de Rio Hondo il prossimo 7 aprile.Per le circostanze politico-economiche il promoter locale non riesce a garantire lo svolgimento.

Non verrà sostituito in calendario, la stagione 2024 comincerà il 10 marzo in Qatar e si chiuderà il 17 novembre a Valencia.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo e Kate in convalescenza, gli impegni pubblici passano alle donne di casa Windsor

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(Adnkronos) – Con re Carlo e la principessa Kate Middleton fuori gioco, in convalescenza dopo i rispettivi interventi chirurgici, entrano in campo le mogli reali per far fronte agli impegni di Buckingham Palace.Le donne di Windsor, in primis la regina Camilla e, a seguire, la principessa reale e la duchessa di Edimburgo dovranno farsi carico degli appuntamenti pubblici programmati per la prossima settimana.

Camilla – scrive il Telegraph – sarà in giro tutti i giorni per visite, i cui dettagli saranno tenuti nascosti fino all’ultimo momento per motivi di sicurezza.La principessa Anna, la cui reputazione come membro più laborioso della famiglia reale la precede, ha due o tre impegni quasi tutti i giorni, viaggiando da Londra a Moray, in Scozia, a Cardiff, in Galles, e poi nel Wiltshire, a Nottingham.

Infine, la duchessa Sophie avrà un impegno nel Surrey. 
L’inaspettato matriarcato reale finirà solo il 7 febbraio, secondo quanto previsto, quando entrerà in gioco anche il 79enne duca di Gloucester Richard, seguito il giorno dopo dal duca di Edimburgo Edoardo, che si sta prendendo una breve pausa dopo i suoi viaggi all’estero a gennaio, in Sud Africa e Sant’Elena.Il re, che è in lizza con la sorella per il maggior numero di impegni in un anno, dovrebbe restare lontano dagli occhi del pubblico per circa un mese, in linea con i consigli medici dopo il trattamento a cui si è sottoposto per l’ingrossamento della prostata.

Dopo essere uscito dall’ospedale lunedì a seguito di un ricovero di tre notti, il re potrà lavorare da casa svolgendo alcune attività quotidiane.Anche la principessa di Galles è stata dimessa lunedì e ora è a casa a Windsor e si è riunita con i suoi tre figli.

Non la si vedrà in pubblico fino a Pasqua, dopo un lungo periodo di recupero dopo l’intervento chirurgico addominale. Il principe di Galles William tornerà ai suoi impegni pubblici dopo essersi preso una pausa per stare vicino alla moglie, ma solo quando Kate si sarà sistemata a casa al meglio.Il duca di Sussex e il duca di York, che anni fa avrebbero svolto anche compiti reali e sarebbero intervenuti per sostituire il re e la principessa, non sono più membri attivi della famiglia reale.

In ogni caso, ieri sera Carlo in qualche modo ha presenziato al lancio del Big Help Out, dove un discorso da lui scritto è stato letto da Tobyn Andreae, il suo segretario alle comunicazioni, presso la Royal Geographical Society.Nel suo messaggio, il re ha invitato la nazione a restare unita nei momenti di difficoltà, descrivendo il volontariato come un’opportunità per costruire “comunità più gentili e più vicine”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Masterchef Italia, cuochi in piedi tutta la notte: lievito protagonista della puntata di giovedì 1 febbraio

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(Adnkronos) – Per la prima volta a MasterChef Italia, i cuochi amatoriali affronteranno una prova che li terrà svegli per tutta la notte: negli episodi di domani giovedì 1° febbraio, su Sky e in streaming su NOW e sempre disponibili on demand, i cuochi amatoriali avranno infatti a che fare con i lievitati, motivo per il quale tutto il lavoro fatto in serata rimarrà un affascinante e misterioso segreto per ore e ore, fino al mattino, quando potranno finalmente lavorare l’impasto.Obiettivo della prova, l’Invention Test di questa settimana, sarà realizzare delle perfette pizze alla pala – da farcire con creatività – e per questo sarà ospite dei giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli un Maestro il cui cognome è, in tutta Roma, sinonimo stesso di pizza e panificazione di grandissima qualità: Pierluigi Roscioli, Maestro della lievitazione dell’Antico Forno Roscioli a Roma, con alle spalle quattro generazioni di fornai e cinque decenni di tradizione nella panificazione. Lavorare i lievitati è indiscutibilmente una forma di arte, e si parlerà di arte anche nella Mystery Box: così come gli artisti mescolano i colori sulla tela, gli chef prima amalgamano gli ingredienti sui fornelli e poi dispongono le pietanze sul piatto, e proprio per questo i giudici andranno alla ricerca di piatti estrosi, colorati e scintillanti, capaci di spiccare in originalità e impressionarli con fantasia.

In palio, per il vincitore della prova, l’ultima preziosissima Golden Pin in palio quest’anno. Per i nove cuochi amatoriali ancora in gara nello show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy, raggiunto l’obiettivo minimo di entrare nella Top 10 di quest’anno, la competizione ora non può che far emergere il carattere di ciascuno.Negli episodi di giovedì 1° febbraio alle 21.15 su Sky Uno e in streaming su NOW, sempre disponibili on demand e visibili su Sky Go, questo succederà anche nella prova in esterna, quando la Masterclass sarà letteralmente sui carboni ardenti e si cimenterà con la cucina alla brace: a Foiano della Chiana (Arezzo), troveranno ospite lo chef Errico Recanati, 1 stella Michelin al ristorante Andreina a Loreto (Ancona), tra i massimi esperti di questo tipo di cucina. La brigata sconfitta, poi, affronterà un Pressure Test “da disinnescare” con l’obiettivo di non presentare un piatto da recensione negativa.

Chi non riuscirà a disegnare con gusto sulla tela della propria cucina? Prosegue inoltre l’appuntamento con MasterChef Magazine, tutti i giorni alle 19:35, sempre su Sky Uno e in streaming su NOW.Negli episodi in onda questa settimana, oltre agli aspiranti chef in gara quest’anno, Edoardo Franco e Sara Messaoudi, rispettivamente vincitore e concorrente della dodicesima edizione, divideranno la cucina del Magazine.

Tra i fornelli tornerà anche il loro ex compagno Antonio Gargiulo, soprannominato “Bubu”, per cucinare assieme alla chef cinese Xin Ge Liu, che nel suo ristorante “Il Gusto di Xinge” a Firenze unisce magistralmente l’estetica e i sapori fusion.Infine, Bruno Barbieri vestirà i panni del professore per interrogare Francesco Rozza e Francesco Saragò, in gara rispettivamente nella settima e nella dodicesima edizione di MasterChef Italia. Si rinnova l’impegno di tutto il mondo MasterChef Italia in tematiche di sostenibilità ambientale e sociale, promuovendo il consumo consapevole ed ecosostenibile, rispettando l’ambiente e non sprecando risorse alimentari.

Da anni, ormai, la produzione adotta in tutti i luoghi di lavoro un approccio plastic free ed eco-friendly, tutti i prodotti di consumo legati al cibo (piatti, bicchieri, posate, vassoi, tovaglioli) sono di natura compostabile ed ecosostenibile, e collabora con Last Minute Market per recuperare le eccedenze rimaste inutilizzate durante la registrazione delle puntate a favore della Onlus “Opera Cardinal Ferrari” che gestisce una mensa per persone in difficoltà a Milano. Sin dallo scorso anno, inoltre, perfezionando i processi di acquisto, di smaltimento e di recupero dei prodotti e implementando un sistema di gestione per gli sprechi alimentari, MasterChef Italia ha ottenuto, prima realtà al mondo, la certificazione “Food Waste Management System” da Bureau Veritas, presente a livello globale e accreditata da oltre 60 organismi internazionali, leader di livello mondiale nell’offrire servizi di verifica, certificazione e audit in ambito Qualità, Salute e Sicurezza, Ambiente e Responsabilità Sociale.Bureau Veritas, inoltre, ha certificato anche la corretta applicazione del protocollo “Green Audiovisual” che attesta la capacità nella gestione della sostenibilità ambientale, diminuendo i consumi e l’impatto ambientale, riducendo i trasporti, adottando un corretto smaltimento dei rifiuti e degli scarti generati. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tisci, l’allenatore del Cerignola avversario della Juve Stabia

Tisci, allenatore del Cerignola che affronterà la Juve Stabia venerdì 2 febbraio al “Romeo Menti” alle 20:45.

Ivan Tisci l’allenatore del Cerignola, prossimo avversario della Juve Stabia, che in estate è subentrato a Michele Pazienza alla guida tecnica degli ofantini.Con Tisci l’atteggiamento tattico del Cerignola è cambiato profondamente passando dal 3-5-2 di Pazienza al 4-3-2-1 attuale della squadra pugliese.

LA CARRIERA DI IVAN TISCI, ALLENATORE DEL CERIGNOLA PROSSIMO AVVERSARIO DELLA JUVE STABIA, DA CALCIATORE.

Centrocampista classe 1974, Fa il suo esordio in Serie A il 12 dicembre 1993 con la maglia del Genoa in Genoa-Foggia (1-4).

In seguito milita nel Pescara in Serie B, prima di tornare a giocare in Serie A nel Vicenza nel 1999 (6 presenze).Successivamente ha giocato in cadetteria nel Savoia, ancora col Pescara e poi con Modena, Crotone, Foggia, Paganese e Lanciano.

Nell’agosto 2009 ha firmato un contratto con l’Avellino per poi passare alla Sambonifacese con cui firma un contratto fino al 30 giugno 2010 con opzione per la stagione successiva.Il 1 giugno 2011 viene coinvolto in una brutta storia di calcio-scommesse e viene inserito nel registro degli indagati.

Nel luglio di quell’anno patteggia un anno di squalifica.Il 28 maggio 2012, a un anno di distanza dall’altro scandalo che lo aveva coinvolto, viene arrestato nell’ambito dell’operazione condotta dalla procura di Cremona, denominata Last Bet, sempre relativa al calcio-scommesse.

A Tisci vengono contestate dagli inquirenti intercettazioni telefoniche che dimostrerebbero i contatti del calciatore con la cosiddetta banda degli ungheresi, gruppo che gestiva illegalmente le scommesse.Nel 2012, dopo i problemi dovuti all’inchiesta sul calcioscommesse, è tornato a giocare firmando con il Cervia, militante nel locale campionato di Promozione.

Nel dicembre 2013 si è trasferito al Fosso Ghiaia, militante nel campionato di Promozione e nella stagione 2015-2016 è tornato al Cervia, dove ha chiuso definitivamente la carriera da calciatore.

LA CARRIERA DI IVAN TISCI DA ALLENATORE.

Tisci muove i primi passi nel mondo della guida tecnica nella stagione 2018-2019, quando lavora come collaboratore tecnico del Benevento.Nella stessa annata svolgerà la stessa mansione anche nello staff dell’Empoli.

Terminato il corso da tecnico a Coverciano, la sua carriera inizia ufficialmente nel 2022 alla guida il Bisceglie in Serie D, subentrando all’esonerato Danilo Rufini senza riuscire ad evitare la retrocessione in Eccellenza.Nella stagione 2022-2023 guida il Fasano in Serie D.

Da questa stagione fa il suo esordio da allenatore tra i professionisti alla guida dell’Audace Cerignola con il seguente score.

9° posto con 35 punti dopo 23 giornate frutto di:
8 vittorie, 11 pareggi e 4 sconfitte con 35 gol fatti e 26 subiti
In casa: 5 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte con 17 gol fatti e 12 subiti
Fuori casa: 3 vittorie, 8 pareggi e 1 sconfitte con 18 gol fatti e 14 subiti.