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Sanremo 2024, Fiorello: “Festival storico, per Amadeus momento perfetto per lasciare”

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(Adnkronos) – Il bilancio di Sanremo 2024 “è un bilancio storico”.E’ un Fiorello provato dagli orari sanremesi ma molto felice quello che parla con l’Adnkronos prima di cambiarsi per salire sul palco del Festival come co conduttore della serata finale.

Ha sempre detto che sarebbe andato a riprendersi l’amico Amadeus, alla fine di cinque anni alla guida del festival, per impedirgli di fare la sesta edizione consecutiva: “Non c’è bisogno della mia insistenza.Non è così stupido.

A maggior ragione con questi risultati.Chiudere in alto è la cosa migliore che si possa fare.

Perché aspettare di scendere per chiudere? È il momento perfetto.Il destino gli ha detto: Ama guarda che ti faccio fa’!

Un 67%, stasera farà il 70% con la finale quindi…”. (Video) Fiorello parla anche delle proteste alla vittoria di Geolier nella serata delle cover: “È stata la cosa più brutta di questo festival, il neo di questo festival.Ancora ancora, qualche fischio ci sta.

Li fanno alla Scala i fischi, figuriamoci se non li possono fare a Sanremo.Ma alzarsi e andarsene quello no.

Quello è una brutta pagina del festival di Sanremo.Non so se in altri anni sia mai successo.

Mi ricordo di spartiti lanciati e cose simili.Ma alzarsi e andarsene davanti ad un ragazzo di 20 anni è veramente ver-go-gno-so”, scandisce Fiorello che proseguirà la stagione tv a ritmo frenetico e domattina correrà a Roma per essere in onda con il mattin show ‘Viva Rai2’ lunedì alle 7 dal Foro Italico.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Loredana Bertè vince il Premio della Critica Mia Martini

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(Adnkronos) – Loredana Bertè ha vinto il Premio della Critica Mia Martini del Festival di Sanremo 2024.La cantante, in gara con il brano ‘Pazza’, ha ottenuto 54 voti.

Dietro di lei, Fiorella Mannoia con ‘Mariposa’ ha ottenuto 16 voti e Diodato con ‘Ti Muovi’ ha ottenuto 15 voti.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma-Inter 2-4, poker nerazzurro e Inzaghi allunga in vetta

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(Adnkronos) –
L’Inter vince 4-2 sul campo della Roma nel match della 24esima giornata della Serie A 2023-2024 e prosegue la corsa solitaria in testa alla classifica.I nerazzurri allenati da Inzaghi salgono a 60 punti e portano il vantaggio sulla Juventus a 7 lunghezze, con una fuga scudetto sempre più lanciata.

La Roma, dopo 3 vittorie consecutive, incassano la prima sconfitta nella gestione di De Rossi e rimangono a 38 punti, perdendo la chance di conquistare il quarto posto almeno per qualche ora.  La Roma si fa viva subito.Lukaku innesca El Shaarawy, tiro a giro e Sommer devia.

Il match decolla immediatamente, entrambe le squadre spingono per prendere il possesso del gioco.L’equilibrio salta al 17′.

Su corner, Lukaku in versione difensore prolunga la traiettoria.Acerbi trova il colpo di testa vincente, gol convalidato nonostante la posizione più che sospetta di Thuram. 
La Roma incassa il colpo e riparte, trovando il pareggio al 28′.

Anche in questo caso, tutto parte da una palla inattiva.Punizione di Pellegrini, colpo di testa di Mancini e 1-1.

Dopo mezz’ora in apnea, il ritmo cala e il match si placa.La sfida a scacchi, animata solo da una punizione che Rui Patricio disinnesca con un’uscita rivedibile, si riaccende prima del riposo.

Pellegrini guida la ripartenza giallorossa e fa correre El Shaarawy: controllo e conclusione, doppio palo e gol del 2-1 al 43′. L’intervallo permette all’Inter di riordinare le idee e i risultati si vedono in avvio di ripresa.Nel giro di 7 minuti, i nerazzurri ribaltano il match.

Al 49′ Thuram sfugge alla guardia di Mancini e gira alla perfezione il cross basso di Darmian, 2-2.Al 56′ l’attaccante francese è determinante per il tris.

Mkhitaryan mette in mezzo un pallone invitante, Angelino cerca di anticipare Thuram sul primo palo ma finisce per insaccare nella propria porta: 2-3.La Roma accusa il terribile uno-due e rischia di affondare definitivamente al 59′, quando Pavard sfiora il bersaglio grosso con una conclusione potente e precisa. Per rivedere la Roma in avanti bisogna aspettare il 70′ e la chance colossale per Lukaku.

Il belga, davanti a Sommer, non tira e prova a dribblare il portiere che vince il confronto diretto.L’estremo difensore osserva all’80’ la conclusione imprecisa del neoentrato Baldanzi e all’84’ risponde al tentativo di Spinazzola, in un’azione comunque neutralizzata dal fuorigioco di Lukaku.

Il forcing finale giallorosso non produce risultati e l’Inter, al 93′, chiude i conti.Bastoni sfrutta il suggerimento di Arnautovic e firma il poker, 4-2 e Inzaghi compie un altro passo verso lo scudetto. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, il bilancio di Fiorello all’Adnkronos: “Festival storico, Amadeus lascia al top”

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(Adnkronos) –
“Un bilancio storico”.Fiorello si appresta ad archiviare il Festival di Sanremo 2024.

Nell’ultima serata, sarà coconduttore accanto ad Amadeus.Prima di salire sul palco dell’Ariston, c’è tempo per un bilancio rispondendo alle domande dell’Adnkronos.  
Amadeus si fermerà a 5 Festival? “Non è così stupido da fare la sesta edizione, a maggior ragione con questi risultati.

Chiudere in alto è la cosa migliore che si possa fare”, dice.Il tema del giorno sono i fischi con cui l’Ariston ha accolto ieri la classifica, con il primato di Geolier dopo la quarta serata dedicata a cover e duetti. “Qualche fischio ci sta, li fanno alla Scala…

Alzarsi, però, no: è una brutta pagina per il Festival di Sanremo, non so se mia successo.Alzarsi e andarsene davanti a un ragazzo di 20 anni è vergognoso”. (di Antonella Nesi) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Minacce Houthi all’Italia, Difesa: “Parte di guerra ibrida”

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(Adnkronos) – “Le minacce degli Houti nei nostri confronti sono parte della loro guerra ibrida.Attaccare navi commerciali di nazioni estranee a ciò che accade a Gaza, disseminare false informazioni, lasciar passare liberamente nel Mar Rosso le navi della Federazione Russa e della Cina ma non le altre, minacciare l’Italia per l’assunzione del comando tattico dell’Operazione ‘Aspides’, che ha come unico scopo la difesa della nostre navi e della libera navigazione, sono tentativi di minare la coesione nostra e dell’Unione Europea”.

Così, in una nota, il Ministero della Difesa. “Gli Houti vogliono convincerci che accettare in silenzio i ricatti del terrorismo e girarsi dall’altra parte in luogo di difendere la sicurezza e la libera navigazione, che è ciò che farà ‘Aspides’, sia la cosa giusta da fare, la più conveniente.L’Italia ha promosso e sostiene l’operazione dell’Unione Europea ‘Aspides’ al fine di proteggere dagli attacchi degli Houti le Navi mercantili, equipaggi civili, altrimenti costrette a rotte più lunghe, con inevitabili pesanti conseguenze sull’economia globale e sulle nostre economie.

Il tentativo degli Houti di dimostrare che la migliore strategia sarebbe non schierarsi o accettare, senza reagire, la loro violenza – si legge – è parte della disinformazione tipica di questa organizzazione terroristica”.  “L’Unione Europea e, con essa, l’Italia, reclamano invece il diritto-dovere di intervenire a difesa della sicurezza, della libera circolazione delle merci, delle proprie economia e del diritto internazionale.Se fossero veramente interessati al popolo palestinese – conclude la nota – avrebbero apprezzato l’intervento umanitario italiano, che è stato uno di quelli più rilevanti ed immediati a sostegno del popolo palestinese”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Pozzolo, Delmastro denuncia Renzi: “Io le querele le faccio, non le annuncio”

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(Adnkronos) – Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove ha querelato il leader di Italia Viva Matteo Renzi.A far scattare la denuncia del meloniano le parole dell’ex premier che a Biella, tornando sulla vicenda dello sparo di Capodanno, ha sfidato alla prova del dna lo stesso Delmastro, per escludere di essere lui il terzo uomo ad aver usato a la pistola di Pozzolo. “Io le querele non le annuncio, io le faccio”, dice interpellato dall’AdnKronos, spiegando di aver depositato “più di una settimana fa la denuncia”.  “Riconosco che Renzi abbia titolo di parlare di quaquaraqua, anzi che abbia la laurea honoris causa – dice ancora-.

Io ho fornito il giorno dopo la mia versione ai giornali precisando che non ero presente, la medesima versione ho fornito alla Procura della Repubblica”.  “Chi non è quaquaraqua va in Procura, chi è quaquaraqua malmosta nel campo delle illazioni – conclude -.Se ha qualcosa da dire, oltre le illazioni, vada in Procura come ho fatto io nei suoi confronti”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Genchi rivela: “La Barbera e quelle armi manipolate del pentito”

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(Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova) – La rivelazione arriva a inizio udienza quando, per la prima volta, Gioacchino Genchi, ex vicequestore aggiunto della Questura di Palermo, per un periodo stretto collaboratore di Arnaldo La Barbera, e oggi avvocato penalista, ricorda un retroscena inedito, mai raccontato fino ad oggi.Un episodio che sarebbe avvenuto nel 1989, dopo l’arresto del pentito di mafia Totuccio Contorno, che era tornato a sparare e fu accusato, da una lettera anonima inviata all’epoca all’Alto Commissariato antimafia, di essere un ‘killer di Stato’. “Mi ricordo che La Barbera mi parlò di armi portate a Ostia, riempite di sabbia – racconta oggi Genchi – fecero sparare le pistole con la sabbia per alterare le macro e micro striature della canna dell’arma affinché poi non vi fosse possibile corrispondenza con gli esiti balistici delle ogive che erano state rinvenute sui cadavere dei diversi omicidi che erano stati consumati prima della cattura di Contorno”.

Insomma, una vera propria operazione di manipolazione per far sì che le armi trovate a Contorno venissero modificate.Dichiarazioni mai fatte prima di ora. “Le armi sarebbero state portate a Roma per fare le perizie balistiche”, dice Genchi rispondendo poi, dopo il controesame, al giudice a latere che si mostra interessato all’episodio inedito, e gli chiede perché proprio a Ostia. “Per scongiurare ogni ipotesi, mi disse La Barbera”, spiega ancora l’ex poliziotto.

Un modo per coprire un ‘killer di Stato’?Un giallo che si infittisce. Poi, Gioacchino Genchi nel corso della deposizione fiume, parla anche della sua collaborazione con La Barbera e del cambio di atteggiamento dell’allora dirigente della Squadra mobile.

A cambiare tutto, all’improvviso, era stato l’arresto, nel Natale del 1992, dell’ex 007 Bruno Contrada.Da quel momento in poi sarebbe cambiato radicalmente l’atteggiamento di La Barbera, impegnato nelle indagini sulle stragi mafiose del 1992. “La sua strategia era quella di ‘vestire il pupo’ e di chiudere le indagini al più presto, perché a Roma volevano che facesse così.

La Barbera ha eseguito direttive e non ha mai agito da solo.Ora è facile processare i morti…”. “Mi diceva ‘Noi dobbiamo vestire il pupo così come è – dice Genchi – dobbiamo chiudere al più presto e andarcene”.  E’ un fiume in piena, l’avvocato Gioacchino Genchi, ex vicequestore aggiunto della Questura di Palermo, nella lunga deposizione al processo d’appello sul depistaggio sulle indagini sulla strage di via D’Amelio che vede alla sbarra tre poliziotti: Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, accusati di calunnia in concorso aggravata dall’avere agevolato Cosa nostra.

Secondo l’accusa i poliziotti, guidati da La Barbera, avrebbero imbeccato il falso pentito Vincenzo Scarantino, che poi ha fatto condannare all’ergastolo degli innocenti.In primo grado per Bo e Mattei è subentrata la prescrizione mentre Ribaudo è stato assolto dall’accusa.

Genchi, in oltre sei ore di deposizione, ha risposto a tutte le domande di accusa e difesa, ripercorrendo il periodo che va dal 1988 al 1993, quando collaborò con l’allora dirigente Arnaldo La Barbera, deceduto nel 2002.  Gioacchino Genchi, rispondendo alle domande del pm Maurizio Bonaccorso, applicato alla Procura generale, e al sostituto Pg Antonino Patti, ribadisce più volte che Arnaldo La Barbera “era portatore di direttive precise.Non faceva nulla, se non sotto il controllo del Capo della Polizia Parisi e del Prefetto Luigi Rossi.

La Barbera ha eseguito direttive e non ha mai agito autonomamente”.Ma più volte sottolinea che la traiettoria di La Barbera, a un certo punto, avrebbe preso una piega diversa. “Arnaldo La Barbera aveva preso una deriva e non stava lavorando per i miei fini che erano i fini istituzionali.

Io non accettavo minimamente di trasgredire a quelli che erano i miei doveri istituzionali”, sottolinea l’avvocato ed ex poliziotto Gioacchino. “La Barbera era stato istruito dall’allora Procuratore di Caltanissetta Tinebra sui contenuti della sentenza del maxi processo che portava in modo automatico ad attribuire a Cosa nostra qualsiasi evento fosse avvenuto a Palermo, quindi La Barbera eseguiva direttive, sempre.Tutto ciò che c’è nelle dichiarazioni di Mutolo, che portava a un ruolo equivoco di Contrada e altri appartenenti allo Stato, doveva essere sottaciuto perché si doveva chiudere così per poi avere la promozione e andare via da Palermo.

Perché si doveva confezionare il pacco.Ricordo una frase di La Barbera ‘L’ultima cosa che farò, quando andrò via, sarà fare un giro in elicottero per fare la pipì sulla questura di Palermo’.

Siamo tra la fine del ’91 e l’inizio del ’92 – precisa Genchi – La Barbera cercava di andare via da Palermo e non lo svincolavano perché non trovavano un successore”.  Nel corso dell’udienza fiume occhi puntati anche sull’agenda rossa del giudice Paolo Borsellino, scomparsa dopo la strage di via D’Amelio. “L’unica interlocuzione è stata con il pm di Caltanissetta Fausto Cardella che mi prese una borsa dall’armadio e mi fece vedere all’interno una batteria affumicata e un costume in nylon con i lacci.E mi chiese un’opinione e io dissi che, secondo me, quella batteria non era nella borsa ed era stata solo lambita”.

Genchi è convinto che l’agenda non si trovasse nella borsa del magistrato. “Se l’agenda fosse stata dentro la borsa il costume avrebbe dovuto incendiarsi prima della carta.Quindi, secondo me, l’agenda non era dentro la borsa se si è bruciata.

Il costume era sicuramente dentro la borsa ma l’agenda no”.  Poi, continuando a parlare dell’agenda rossa ricorda quella volta che Arnaldo La Barbera “era fortemente rattristato, anzi era più che altro incazzato, per il fatto che venisse adombrata la possibilità che lui avesse sottratto l’agenda rossa del giudice Paolo Borsellino.E a lui avevano riferito che la signora Agnese avesse delle riserve sul suo conto per il fatto che lo ritenesse o, meglio, fosse stata convinta -e lui riteneva che lei fosse pilotata dai carabinieri- a convincersi che l’agenda rossa l’aveva sottratta lui”.

Genchi ricorda “un particolare significativo”. “Una sera andammo a cena a Palermo in una pizzeria e c’erano il pm Fausto Cardella, Arnaldo La Barbera e Ilda Boccassini, andammo da ‘Peppino’.Eravamo seduti al tavolo quando entrò la signora Agnese, la figlia Lucia e altre persone.

Siamo andati a salutarla, si sono baciate con la Boccassini, la signora Agnese però si rifiutò di salutare La Barbera.Di questa cosa se ne fece un cruccio, era mortificato”.  Poi, tornando a parlare dell’arresto dell’ex 007 Bruno Contrada, per concorso esterno in associazione mafiosa, il 24 dicembre del 1992, Genchi ribadisce che La Barbera e i suoi superiori “erano preoccupati” perché l’ex funzionario dei servizi segreti “era stato sempre un uomo delle istituzioni e c’era la paura di quello che poteva tirare fuori.

Contrada era stato mollato, era stato espulso dal sistema, che a quel punto si doveva ricompattare”. “Contrada, volendo, dopo l’arresto, avrebbe potuto palesare argomenti che potevano non essere graditi.C’era una forma di complicità o un tentativo di aiutarlo.

C’era paura di Contrada e questo me lo disse La Barbera perché avrebbe potuto parlare anche di una serie di vicende come quella di Contorno”.Qui scatta la “marcia indietro” di La Barbera. “E’ da quel momento che iniziano le certezze di La Barbera di avere la promozione, inizia il tentativo di chiudere e di semplificare le cose, di ‘vestire il pupo’ come disse lui stesso”. Gioacchino parla anche dell’arresto del Capo dei capi Totò Riina, avvenuto il 15 gennaio del 1993. “Seppi in anticipo che nel gennaio sarebbe stato arrestato e che lo avrebbero arrestato i carabinieri.

Perché la Polizia doveva essere ‘commissariata’, la Polizia dopo l’arresto di Bruno Contrada, nel gennaio del 1993, doveva chiudere, insomma”.E sulle stragi si dice convinto che “non si volevano individuare i veri responsabili delle stragi, su Capaci c’era il movente politico”.

E racconta un aneddoto: “Nel ’92 La Barbera voleva andare via da Palermo e lasciare la Squadra mobile.Ricordo che mi disse una frase particolare: ‘Prima di andarmene devo fare un giro in elicottero su Palermo e arrivato sopra la questura fare la pipì’.

Me lo disse alla fine del ’91 e prima dell’omicidio Lima”. Gioacchino Genchi ricorda anche la vicenda del falso pentito Salvatore Candura, che fu creduto dai pm di Caltanissetta. “Io percepii subito che si trattava di un soggetto che presentava dei grossi problemi di ordine psichico.La seconda percezione fu che in tutte le risposte di Salvatore Candura dimostrava di essere istruito.

Uscendo pensai che bisognava verificare molto i contenuti delle dichiarazioni”.Salvatore Candura è l’ex pentito che si autoaccusò del furto della 126 utilizzata come autobomba per la strage di via d’Amelio.

Dichiarazioni che poi si rivelarono false.Solo successivamente Candura raccontò che l’allora dirigente della Squadra Mobile di Palermo, Arnaldo La Barbera e l’allora funzionario di Polizia, Vincenzo Ricciardi, gli avrebbero prospettato che avrebbe rischiato l’ergastolo se avesse ritrattato.

I tre imputati, i poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo sono accusati di calunnia aggravata dall’aver favorito la mafia perché secondo la Procura generale avrebbero imbeccato il falso pentito Vincenzo Scarantino sulla strage di via D’Amelio.L’ex funzionario di Polizia Genchi oggi ha detto che nel 1992 ha assistito a Mantova all’interrogatorio tra il pm Carmelo Petralia e il falso pentito Candura.

Ma per Genchi “erano evidenti le assurdità riferite” da Candura.Lo stesso ex pentito fu poi condannato per calunnia.  Tornando alla collaborazione con Arnaldo La Barbera, Genchi ribadisce che con il suo arrivo “l’attività di intelligence venne trasferita a me”.

Nell’estate del 1988 “riuscimmo a intercettare una cabina telefonica a San Nicola L’Arena da cui telefonavano spesso Giuseppe Grado e il collaboratore di giustizia Totuccio Contorno.Chiamavano anche a Gianni De Gennaro.

Quella cabina telefonica era una miniera d’oro.Contorno informava di tutto quello che faceva.

Parlava di ‘lumache’ e di ‘rugiada’, ma è chiaro che parlava di persone che uscivano ‘le corna’ come i babbaluci (le lumache ndr).Io non me la sentivo i restare a Palermo.

Avevo studiato diritto penale e avevo letto che non impedire un evento equivale a cagionarlo.E me ne andai a Roma con la mia famiglia”.

E qui fa la rivelazione sulle armi con la sabbia: “Seppi da La Barbera che vi erano state delle operazioni di manipolazione per far sì che venissero modificate.Arnaldo La Barbera mi parlò di armi portate ad Ostia, riempite di sabbia affinché poi non vi fosse corrispondenza con gli esiti balistici delle ogive che erano state rinvenute sui cadaveri degli omicidi avvenuti prima della cattura di Contorno”.  Il rapporto fra La Barbera e Genchi divenne sempre più stretto fino a quando scoppiò il ‘caso’ de pentito Totuccio Contorno tornato in armi in Sicilia facendo base proprio a San Nicola l’Arena.

Genchi fa anche un’altra rivelazione: “Ricordo che un giorno ebbi uno scontro furibondo con la pm Ilda Boccassini sul controllo delle carte di credito di Giovanni Falcone.Mi accusava di volere indagare sulla vita privata di Falcone, dopo che lei stessa mi aveva fatto indagare su tutta la vita di Falcone, ma per me era l’unico moro per capire se il giudice era stato negli Stati Uniti”.

La deposizione è proseguita fino al tardo pomeriggio.Il processo riprenderà il prossimo 20 febbraio quando il Presidente della Corte Giovambattista Tona scioglierà delle riserve. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Foibe, CasaPound in corteo a Roma: “Ricordare è un dovere”

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(Adnkronos) – Un lungo corteo di cittadini e militanti di CasaPound ha sfilato per via Laurentina fino al quartiere Giuliano-Dalmata, a Roma, per ricordare i martiri di Foibe ed Esodo. “Contro il negazionismo di esponenti della politica e del mondo accademico, ricordare il sacrificio di migliaia di nostri connazionali è un dovere. È anche un dovere ricordare a chiare lettere la matrice di stupri, sevizie e assassini sommari contro uomini, donne e bambini, colpevoli solo di essere italiani: furono i partigiani titini, con l’aiuto e il sostegno dei partigiani italiani, a infoibare la nostra gente.Oggi, ancora più di ieri, ribadiamo che noi non scordiamo gli oltre 10.000 infoibati e 300.000 esuli di Istria, Fiume e Dalmazia”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Messina Denaro, l’ultimo interrogatorio del boss: “I documenti me li procuravo da me, a Roma”

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(Adnkronos) – “I documenti me li sono sempre procurati da me.A Roma c’è una strada in cui vanno tutti perché sono quelli che forniscono a tutti.

Mi spiego?Quando mi hanno interrogato loro, uno non è che può pensare tutto, però io dicevo…

e ho detto cosa c’era in questo appartamento.Nel mentre, loro li avevano già trovati, tranne i soldi, c’erano 5 mila euro?

Tranne i soldi, ma poi il resto, hanno trovato tutto.Però dimenticai a dire loro che c’erano anche delle tessere, delle tessere, carte di identità, vuote; “vuote” significa senza neanche il numero…Sì, sì… è giusto?

Credo che fossero 20, 15, non lo so quante, io le ho sempre avute a quantità”.E’ il 7 luglio del 2023 e il boss mafioso Matteo Messina Denaro viene interrogato per l’ultima volta, prima della sua morte, dal Procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido. E’ lui a rivelare ai magistrati che le carte di identità usate per nascondere la sua vera identità non sono state realizzate, a suo dire, al Comune di Campobello di Mazara, come emerse dal verbale di perquisizione dopo il suo arresto. “Un documento romano lei non lo ha mai usato?”, gli chiede il magistrato.

E Messina Denaro: “Romano in che senso, scusi?”. “Di uno di Roma”. “Sono molti i documenti, però c’è una cosa: c’è da vedere com’erano, perché se hanno il numero di matricola è un conto, non servono a niente…i documenti, la carta di identità.

Certo, certo…se c’è numero di matricola, che ne deve fare?

I documenti devono essere senza il numero di matricola, cioè quando partono da là; il momento in cui arrivano in Prefettura, dove deve andare col numero di matricola?Questo volevo dire.

Quindi, magari…”, dice il boss. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto in provincia di Salerno, scossa 3.9 a Ricigliano

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(Adnkronos) – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 è stata registrata oggi intorno alle 15.46 a Ricigliano, in provincia di Salerno, in base alle rilevazioni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, trovato cadavere in laghetto artificiale

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(Adnkronos) – Vigili del fuoco in azione in via Buccinasco 45, a Milano, impegnati nel recupero di un corpo nelle acque di un laghetto artificiale.Si tratterebbe di un uomo anche se l’identificazione è apparsa sin dai primi momenti molto difficile per l’avanzato stato di decomposizione in cui versava. L’allarme è stato lanciato dal gestore di questo laghetto dopo aver visto galleggiare il corpo.

Sul posto due squadre del comando di Milano e il nucleo soccorso acquatico che sta provvedendo al recupero, 118 e polizia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cagliari-Lazio 1-3, biancazzurri calano il tris e tornano alla vittoria

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(Adnkronos) – La Lazio batte 3-1 il Cagliari in un match della 24/a giornata di Serie A, disputato alla Unipol Domus della città sarda.Apre le marcature per i biancocelesti un autogol di Deiola al 26′, raddoppio di Immobile al 49′, accorcia le distanze Gaetano al 51′ e Felipe Anderson al 65′ fissa il punteggio sul 3-1 finale.

In classifica la Lazio sale al 6° posto con 37 punti, 2 in meno dell’Atalanta quarta e uno in meno della Roma.Il Cagliari, al 4° ko di fila, resta al 18° posto insieme al Verona, a quota 18. Dopo il pari con il Napoli e il ko con l’Atalanta la Lazio torna a fare i tre punti, vincendo per 3-1 sul campo del Cagliari, sconfitto grazie all’autorete di Deiola, al 26′ e alle reti di Immobile (gol numero 200 in Serie A) al 49′ e Felipe Anderson al 65′ che permettono ai capitolini di salire al 6° posto con 37 punti, 2 in meno dell’Atalanta quarta e uno in meno della Roma.

Ai sardi, al quarto ko di fila, non basta il bel gol di Gaetano al 51′.In classifica i rossoblù sono fermi a 18° posto insieme al Verona con 18 punti.  Ospiti pericolosi dopo sei minuti.

Corner tagliato di Luis Alberto, a rientrare, e un rimpallo porta Gaetano a toccare per ultimo, verso la propria porta.Scuffet si tuffa alla sua destra e salva con una mano.

Un minuto dopo ancora il portiere rossoblù protagonista su Immobile.Classica palla profonda e improvvisa della Lazio a cercare la sua punta, il 33enne napoletano si muove con i tempi giusti e va al tiro: Scuffet alza sopra alla traversa.

Al 21′ Isaksen fa tutto da solo, riparte in velocità dalla sua metacampo e arriva alla porta di Scuffet con un coast to coast che chiude con un diagonale di sinistro troppo debole.Al 26′ ospiti in vantaggio grazie a un autogol: sul cross teso dalla sinistra di Isaksen, non c’è nessuno della Lazio davanti alla porta e i giocatori del Cagliari fanno tutto da soli.

Scuffet non ci arriva, Azzi liscia il pallone e alle sue spalle Deiola tocca per ultimo pasticciando davanti alla linea.  Poco dopo la mezz’ora Luis Alberto lancia in profondità Immobile con una gran palla, il capitano biancoceleste arriva davanti a Scuffet e apre il piatto destro per indirizzarla all’angolino, ma il portiere del Cagliari si distende e salva.Poi, al termine dell’azione, viene segnalato il fuorigioco di partenza di Immobile che probabilmente avrebbe portato all’annullamento del gol.

Al 44′ palla in area per Luis Alberto, che controlla quasi spalle alla porta, si gira e conclude di poco fuori.In pieno recupero brutto fallo di Immobile che scalcia da dietro Mina e si becca il cartellino giallo.

Prima del riposo si fa vedere il Cagliari.Sulla punizione procurata da Immobile, sulla trequarti centrale, Viola scodella al centro, la palla finisce sulla testa di Lapadula che sfiora da pochi passi, chiamando Provedel alla risposta col piede, con un riflesso che salva la sua porta.  (segue) In avvio di ripresa pericolosi i padroni di casa al 2′: Luvumbo da sinistra rimette in mezzo la palla, Nandez arriva da destra e conclude in maniera imprecisa da ottima posizione.

Al 4′ arriva il raddoppio: Isaksen calcia da posizione centrale e costringe Scuffet alla grandeparata, la palla resta nei pressi di Immobile che da posizione defilata la mette in porta per il 2-0 che coincide con il 200° gol del capitano della Lazio in Serie A.Al 6′ i sardi accorciano le distanze con Gaetano.

L’ex Napoli trova un gol bellissimo con un interno destro a giro che va a finire nel ‘sette’, imparabile per Provedel.  Al quarto d’ora capitolini vicini al tris con Luis Alberto che tira di un soffio a lato.Poco dopo risponde Gaetano con un gran tiro di controbalzo sul quale è pronto Provedel.

Al 18′ finisce la partita di Immobile e Luis Alberto, al loro posto Castellanos e Vecino.Al 20′ la Lazio cala il tris con Felipe Anderson.

Il brasiliano rientra sul destro dalla sinistra e calcia in porta, una leggera deviazione di Zappa lo aiuta a battere Scuffet.Al 28′ Luvumbo ci prova con un tiro da fuori area sul quale è pronto Provedel.

Subito dopo Ranieri inserisce Pavoletti e Wieteska per Lapadula e Mina.  Al 40′ Kamada, da poco entrato al posto di Cataldi, sfiora il poker.Il giapponese parte da sinistra, si accentra, fa tutto bene preparandosi il destro e poi conclude scheggiando il palo.

Nel recupero giallo al diffidato Vecino che, così come Romagnoli, salterà il match con il Bologna.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, rapina in casa: con mazza di ferro minacciano donna e fuggono con soldi e gioielli

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(Adnkronos) – Sono entrati in un appartamento in via Raimondo Scintu, a Cinecittà, poco prima delle 18 di ieri, probabilmente da una porta finestra scardinata in cucina.  Quando si sono trovati davanti la proprietaria di casa, una donna di 60 anni, i rapinatori l’hanno minacciata con una mazza di ferro facendosi aprire la cassaforte e prendendo 10mila euro in contanti e oggetti in oro il cui valore resta da quantificare.Sul posto i poliziotti del commissariato Tuscolano, impegnati nei rilievi a caccia dei banditi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro alle ovaie, studio apre a test delle urine per scoprirlo

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(Adnkronos) – Un test delle urine per scoprire il cancro ovarico quando la malattia è agli inizi.Uno studio americano apre allo sviluppo di un esame semplice che, in combinazione con le informazioni raccolte attraverso il classico dosaggio di marcatori come il Ca-125 nel sangue, l’ecografia transvaginale e l’anamnesi familiare, potrebbe aiutare la diagnosi precoce di un tumore oggi difficile da individuare nelle primissime fasi.

La ricerca è stata condotta da Joseph Reiner e colleghi della Virginia Commonwealth University, e sarà presentata negli Usa durante il 68esimo meeting annuale della Biophysical Society (Philadelphia, 10-14 febbraio).  Studi precedenti avevano dimostrato che nelle urine delle donne colpite da un cancro alle ovaie viaggiano migliaia di piccole molecole proteiche o peptidi.Sebbene sia possibile rilevarle utilizzando tecniche già esistenti e consolidate, queste metodiche sono complesse e dispendiose.

Reiner ha cercato un nuovo approccio per captare e riconoscere i peptidi spia, concentrandosi su una tecnologia potenzialmente in grado di rilevarne diversi simultaneamente.La metodica si basa sulla misurazione dei cambiamenti di corrente elettrica o di altre proprietà, determinati dal passaggio di molecole attraverso pori minuscoli o nanopori.

Il team statunitense ha usato nanoparticelle d’oro che possono bloccare parzialmente questi nanopori.I peptidi, al loro passaggio, si attaccano alle nanoparticelle e ‘danzandovi’ attorno produrranno una firma molecolare unica.  Con questa tecnica il gruppo di Reiner è riuscito a identificare e analizzare 13 peptidi, compresi quelli derivati dal biomarcatore Lrg-1 trovato nelle urine di pazienti con cancro ovarico. “Di questi 13 peptidi ora conosciamo le firme – afferma il ricercatore – sappiamo come queste firme appaiono e come potrebbero essere utilizzate in questo schema di rilevamento.

E’ come avere un”impronta digitale’ che ci dice cos’è il peptide.I dati clinici – sottolinea Reiner – mostrano un miglioramento del 50-75% nella sopravvivenza a 5 anni quando i tumori vengono rilevati nelle fasi iniziali.

Questo è vero per numerosi tipi di cancro”, incluso probabilmente quello dell’ovaio. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Geolier a Sanremo: Risposta Calma ed Educata alla giornalista irrispettosa petulante

Scopri come Geolier ha gestito le provocazioni a Sanremo, affrontando accuse e fischi con calma e determinazione.Dal duello con Angelina Mango alle prospettive per il dopo Amadeus, l’artista napoletano rivela la sua autenticità e il messaggio di speranza per i giovani.

Sanremo: Duello Geolier-Angelina Mango tra i favoriti dei bookie, mentre Cattelan spunta per il dopo Amadeus

La conferenza stampa post-Sanremo del cantante napoletano è diventata virale grazie alla sua risposta calma e schietta a una domanda scomoda di una giornalista.

La provocazione sulla presunta “rubata vittoria” ha suscitato applausi unanimi.

**Il Momento Clou: Geolier affronta la provocazione con eleganza e determinazione**

La giornalista ha insinuato che Geolier avrebbe “rubato” la vittoria di Sanremo, ma l’artista ha risposto con sicurezza, sottolineando il sostegno della sua fan base e rifiutando l’accusa di furto.

**La Seconda Provocazione: Geolier e le Voci su Instagram**

La giornalista ha insistito sulle voci riguardanti presunti tutorial su Instagram riguardo al televoto.Geolier ha respinto le accuse con fermezza, richiedendo prove e ribadendo la lealtà della sua fan base.

**Geolier Sulla Questiona dei Fischi e il Presunto Riscatto Sociale**

Affrontando il tema dei fischi, Geolier ha sfatato l’idea del razzismo nord-sud, sottolineando che Sanremo gli ha offerto l’opportunità di mostrare la sua autenticità.

Riguardo al presunto “riscatto sociale storico,” l’artista ha espresso felicità e modestia, sottolineando la sua passione per la musica.

**Geolier: Napoli, Futuro e Realtà**

Geolier rappresenta la Napoli ambivalente, distinguendo tra la bellezza e la durezza della città.L’artista invita i giovani napoletani a perseguire il futuro che meritano, sottolineando il suo percorso da Secondigliano a Sanremo, senza concessioni.

**Mantenere il Contatto con la Vita Reale: La Filosofia di Geolier**

Geolier condivide la sua filosofia sulla vita reale, rivelando l’importanza di rimanere umile nonostante il successo.

L’artista sottolinea l’importanza del contatto con la gente comune e il valore delle conversazioni sincere con i suoi giovani fan.

Geolier, fischi a Sanremo diventano ‘caso’ politico

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(Adnkronos) – “Noi gente del Sud non fischiamo mai né un artista né uno sportivo del Nord, né di un altro paese.Forza Geolier, sei tutti noi!”.

Lo scrive sui social Stefano Graziano, deputato del Pd nato ad Aversa, capogruppo dem in commissione di Vigilanza Rai, intervenendo sul caso del giorno a Sanremo: il rapper napoletano Geolier, dopo la quarta serata del Festival, ha visto il suo primo posto in classifica accolto dai fischi del teatro Ariston. “Leggo sui social e sui giornali che qualcuno insinua che dietro il successo di Geolier ci siano giri strani, per alcuni addirittura la camorra. È uno stigma che accompagna tutte e tutti noi che siamo figli del Sud e della Campania, un pregiudizio frutto dell’ignoranza e della semplificazione”, scrive sui social Pina Picierno, originaria di Santa Maria Capua a Vetere, del Pd, vice presidente del Parlamento europeo.  La Picierno elenca i successi dell’artista napoletano (“dietro Geolier c’è un popolo di ascoltatori e ascoltatrici enorme: 85mila copie di dischi venduti nel 2023, 6 milioni di ascoltatori mensili su Spotify”) e conclude: “Mi dispiace deludere tanti, ma il Sud è anche questo: è talento, innovazione linguistica, musicale alle volte talmente fiero e complesso che non riuscite a capirlo.Un abbraccio a Geolier, fiero rappresentante del Sud e della nuova canzone napoletana”.

Un altro esponente dem, il capo delegazione all’Europarlamento Brando Benifei, spezzino, non cita mai Geolier ma in un post dedicato a Sanremo scrive: “Caro popolo di @X: stasera, per salvare la baracca in un contesto elettoralmente complicato, quale strategia di voto utile bisogna portare avanti?”. “Geolier vince la serata e il pubblico dell’Ariston fischia?Non credo sia stato contestato per il fatto di essere napoletano, ci sono sempre tifoserie contrapposte, anche nella musica, come in altri campi…”, dice il senatore sorrentino della Lega Gianluca Cantalamessa. “Da Ranieri allo stesso Gigi D’Alessio, sono statti tanti i napoletani applauditi su quel palco”, aggiunge il politico tifosissimo del Napoli calcio. “Napoli -sottolinea all’Adnkronos- è una città tanto creativa, anzi è la città più creativa per la musica” visto che “la scuola napoletana tra le più importanti al mondo”. “Ma quando c’è una sfida, quando c’è qualcuno che vince e qualcuno che perde, c’è sempre qualcuno che ci resta male…”, conclude il senatore membro della Commissione antimafia.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Monopoli, Anaclerio: con la Juve Stabia con rabbia per vincere

Anaclerio, le sue dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con la Juve Stabia.

Gigi Anaclerio, vice allenatore del Monopoli che domani andrà in panchina per la squalifica di Roberto Taurino, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con la Juve Stabia in programma domani alle 14 allo stadio Veneziani di Monopoli e valevole per la 25esima giornata del campionato di Lega Pro Girone C.

Le dichiarazioni di Anaclerio sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Al momento siamo tutti disponibili, forse solo Fazio ha avuto problemi in settimana ed è da valutare nelle ultime ore.Sappiamo di trovare una squadra molto forte come la Juve Stabia che merita di essere al primo posto che durante il match è capace di giocare sporco o cambiare atteggiamento.

Di fronte abbiamo una squadra forte che è ben messa in campo con idee e merita di essere al primo posto. 

Le ultime due gare c’è molta rabbia perchè abbiamo preso solo un punto e ci deve essere la cattiveria delle ultime gare cercando però di vincere la gara.Nelle ultime due gare il Monopoli meritava entrambe le volte di vincere. 

Al momento il mister valuta il 3-4-2-1 o il 3-5-2 ma c’è da valutare anche l’avversario che abbiamo di fronte.

Ci sono giocatori che possono fare entrambi i moduli e siamo preparati. 

Agileri, Cristallo e Berman possono giocare.Non hanno problemi fisici e può giocare chiunque dei tre.

De Risio a centrocampo ha recuperato e può giocare senza problemi. 

Il minutaggio non è un problema, finora ci mancano dieci minuti nella striscia delle sette gare. 

Loro dovrebbero giocare 4-3-1-2, conosciamo il loro modo di giocare.E’ una squadra aggressiva che sa cambiare atteggiamento nel corso della gara.

Hanno una bella mentalità dove cercano di fare gol tutti.E’ una squadra forte e lo sappiamo.

Ma noi se vogliamo salvarci dobbiamo vincere”. 

 

Torna a crescere popolo delle partite Iva, ma in calo artigiani e agricoltori

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(Adnkronos) – Dopo il 2020, annus horribilis in cui è scoppiata la pandemia, il popolo delle partite Iva è tornato ad aumentare e oggi la platea è stabilmente sopra i 5 milioni di effettivi.Al 31 dicembre scorso, infatti, contavamo 5.045.000 lavoratori indipendenti e sebbene il numero sia in leggero aumento rispetto a quattro anni fa, va segnalato che rimane ben lontano dai 6,2 milioni che registravamo agli inizi del 2004.

A comunicarlo è l’Ufficio studi della Cgia. E’ utile segnalare, si legge nell’analisi, che non tutte le categorie appartenenti al mondo del lavoro autonomo godono di buona salute.Anzi.

Molte professioni sono in grosse difficoltà e il loro numero sta diminuendo: ci riferiamo, in particolare, ai lavoratori autonomi ‘classici’, come gli artigiani, i piccoli commercianti e gli agricoltori.Diversamente, sono in espansione le partite Iva senza albo od ordine professionale.

Alcuni esempi di professioni non regolamentate?I web designer, i social media manager, i formatori, i consulenti agli investimenti, i pubblicitari, i consulenti aziendali, i consulenti informatici, gli utility manager, i sociologi, gli amministratori di condominio. Il popolo delle partite Iva, delle micro imprese e i loro dipendenti rappresentano un blocco sociale di oltre 6 milioni di persone che, prima del Covid, produceva quasi 200 miliardi di Pil e negli ultimi 40 anni è diventato centrale in molte regioni del Paese, una componente strutturale del nostro sistema economico, soprattutto a Nordest.

I valori associati a questo mondo, contare sulle proprie forze, accettare di misurarsi con il mercato senza alcun paracadute sociale, puntare al miglioramento delle proprie condizioni di vita attraverso l’autorealizzazione personale, hanno caratterizzato almeno due generazioni di lavoratori indipendenti. Il trend positivo registrato dallo stock di lavoratori autonomi in questi ultimi tre anni è sicuramente ascrivibile alla ripresa economica maturata dopo l’avvento del Covid.Con un Pil che nel biennio 2021 e 2022 ha toccato livelli di crescita molto elevati è aumentata l’occupazione e conseguentemente anche quella indipendente.

Sicuramente ad allargare la platea degli autonomi ha concorso anche il fisco.L’introduzione del regime forfettario per le attività autonome con ricavi e compensi inferiori a 85 mila euro ha reso meno gravoso di un tempo gestire fiscalmente un’attività in proprio.

Infine, non è nemmeno da escludere che la crescita numerica di questo settore sia riconducibile anche all’incremento delle ‘false’ partite Iva.Grazie al boom dello smart working avvenuto in questi ultimi anni, è probabile che le ‘finte’ partite Iva siano aumentate, anche se, attualmente, il numero complessivo di queste ultime è stimato attorno alle 500 mila unità.

Una soglia che avevamo già raggiunto una ventina d’anni fa.  Ancorché gli ultimi dati disponibili a livello territoriale siano aggiornati ai primi 9 mesi del 2023, il trend relativo all’andamento dei lavoratori indipendenti è in crescita, anche se l’incremento dell’intera platea non ha interessato tutte le regioni.Se nell’ultimo anno il Molise (+8,4 per cento), la Liguria (+8,2 per cento), la Calabria e l’Emilia Romagna (entrambe con il +5,6 per cento) hanno registrato gli aumenti più importanti, per contro l’Abruzzo (-4,9 per cento), l’Umbria (-5,6 per cento), il Trentino Alto Adige (-8,4 per cento) e le Marche (-10,1 per cento) hanno subito le contrazioni più significative.  Se la platea dei lavoratori indipendenti negli ultimi anni è tornata a crescere, le attività che costituiscono il cosiddetto lavoro autonomo ‘classico’ (che rappresentano quasi il 75 per cento circa del totale dei lavoratori indipendenti presenti nel Paese) sono in costante diminuzione.

Ci riferiamo, scrive la Cgia, alle categorie degli artigiani, dei piccoli commercianti e degli agricoltori.Se il confronto lo facciamo tra il 2014 e il 2022 (il più esteso arco temporale che i dati Inps ci consentono di monitorare), il numero complessivo di queste tre categorie è sceso di 495 mila unità.

Gli agricoltori sono diminuiti di 33.500 unità (-7,5 per cento), i commercianti di 203.000 (-9,7 per cento) e gli artigiani addirittura di quasi 258.500 (-15,2 per cento).In tutte e tre le categorie i dati includono le posizioni Inps dei titolari dell’azienda, dei soci e dei collaboratori familiari.  Il crollo del numero degli artigiani, dei commercianti e degli agricoltori ha interessato tutte le regioni, ma in particolare le Marche (-17,2 per cento), il Piemonte (-15,5 per cento), l’Emilia Romagna e il Molise (entrambe -15,1 per cento), l’Umbria (-14,9 per cento) e il Veneto (-14,8 per cento).

A livello di ripartizione geografica la contrazione più pesante si è registrata nel Nordest (-14,1 per cento).Seguono il Nordovest (-14 per cento), il Centro (-12,5 per cento) e, infine, il Mezzogiorno (-6,9 per cento).

A livello provinciale, invece, le realtà più ‘colpite’ sono state Vercelli (-21,6 per cento), Massa-Carrara (-20,1 per cento), Biella (-19,4 per cento), Alessandria (-19,3 per cento) e Rovigo (-18,3 per cento).Tra le 103 province d’Italia monitorate, solo Napoli (+0,6 per cento) ha registrato una variazione positiva. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vittorio Emanuele di Savoia, funerali in Duomo a Torino: il feretro accompagnato dal figlio

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(Adnkronos) – Funerali di Vittorio Emanuele di Savoia oggi, 10 febbraio, in Duomo a Torino.La bara, con la bandiera del Regno d’Italia e ricoperto dallo stendardo con lo stemma reale è stato accompagnato da il Principe Emanuele Filiberto e seguito da Johannes Niederhauser, Segretario Generale dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, che ha portato su di un cuscino, il Collare dell’Ordine.

Subito dopo l’ingresso il coro ha intonato l’Inno Sardo.  Poco prima del feretro avevano fatto il loro ingresso in cattedrale Marina Doria, seguita dalla moglie di Emanuele Filiberto, Clotilde, e dalle due figlie, le principesse Vittoria e Luisa.In prima fila sul lato sinistro dell’altare corrispondenza della Cappella che custodisce la Sacra Sindone siede la famiglia reale, oltre a Marina Doria, al figlio Emanuele Filiberto e alla sua famiglia, la sorella di Vittorio Emanuele Maria Pia, e la figlia di Maria Gabriella, Elisabetta.

Né Maria Gabriella né Maria Beatrice sono presenti, trattenute in Svizzera e Messico da problemi di salute.In seconda fila siedono Aimone d’Aosta con la moglie Olga.  Ad accompagnare la funzione il Coro Francesco Veniero della chiesa Santuario Madonna del Pilone di Torino. “Eseguiremo l’Inno Sardo suonato per organo all’entrata del feretro e anche cantato all’uscita, il Sanctus agnus dei di Perosi, l’Ave verum di Mozart, ma anche i canti gregoriani”, ha spiegato il maestro del coro Franco Gabriele Turicchi, sottolineando “esistiamo da 42 anni, siamo il coro dei Savoia”.  Il coro Francesco Veniero è nato nel 1982 per iniziativa dell’allora parroco della Madonna del Pilone, è composto da una trentina di elementi ed è diretto da Luigi Canestro, l’organista è Francesco Cavaliere.

Nel 1998 in occasione dell’Ostensione della Sindone il coro ha eseguito la ‘Via Crucis’ di Liszt e nello stesso anno e’ stato invitato a cantare alla presentazione della famiglia reale dei Savoia all’Abbazia di S Maurice d’Agaune in Svizzera per il Capitolo degli ordini dinastici di casa Savoia dei Ss Maurizio e Lazzaro.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Geolier e gli spaghetti di notte con Guè, Luché e Gigi D’Alessio

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(Adnkronos) – Una spaghettata notturna per festeggiare il primo posto nella classifica della quarta serata di Sanremo 2024.Geolier festeggia il successo con una spaghettata nel cuore della notte insieme agli artisti con cui ha condiviso il palco dell’Ariston nella serata delle cover e dei duetti.

Il rapper napoletano si accomoda a tavola con Guè, Luché e Gigi D’Alessio, che incrociano le forchette per dividere il premio culinario: “Dobbiamo mangiare tutti dallo stesso piatto”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)