Home Blog Pagina 1870

De Lucia: “Arresto latitante Auteri merito Carabinieri”

0

(Adnkronos) – “Un grande merito dell’arresto del latitante Giuseppe Auteri va ai Carabinieri che hanno lavorato benissimo”.Lo ha detto all’Adnkronos il Procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia commentando a cattura del boss mafioso latitante Giuseppe Auteri avvenuta oggi pomeriggio a Palermo.

Il Procuratore esprime “soddisfazione per la continuità del lavoro” che la Dda di Palermo sta svolgendo in questi giorni.Ieri la Polizia di Stato ha eseguito 9 arresti a Brancaccio, e oggi i Carabinieri hanno arrestato altre 19 persone in una’altra operazione antimafia. “E oggi il latitante”, conclude.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morta Barbara Balzerani, l’ex Br del sequestro Moro aveva 75 anni

0

(Adnkronos) – E’ morta, dopo una lunga malattia, l’ex Br Barbara Balzerani.Aveva 75 anni.

Entrata nella frangia estrema del terrorismo di sinistra appena ventiseienne, partecipò di lì a poco al sequestro di Aldo Moro occupando insieme al compagno di allora, Mario Moretti, la base operativa di via Gradoli.  “Primula rossa” delle Brigate rosse, Barbara Balzerani venne arrestata nel 1985, a distanza di quattro anni dal tentativo fallito di gestire la scissione dell’organizzazione, guidando la fazione delle “Brigate Rosse – Partito Comunista Combattente”.  Dal carcere rivendicò l’omicidio dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti, compiuto dalle Br, e venne condannata all’ergastolo.Non si è mai tecnicamente pentita né dissociata, ma nel 1993 dichiarò di provare “un profondo rammarico per quanti sono stati colpiti nei loro affetti a causa di quegli avvenimenti e che continuano a sentirsi offesi ad ogni apparizione pubblica di chi, come me, se ne è reso e dichiarato responsabile”. Il 12 dicembre 2006 le venne stata concessa la libertà condizionale per tornare definitivamente in libertà nel 2011.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, Putin: “Nel mondo più amici che nemici”. Medvedev: “Guerra nucleare mai così vicina”

0

(Adnkronos) –
La Russia ha più amici e alleati nel mondo che non nemici.E’ la sintesi del presidente russo Vladimir Putin, in un incontro con il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin.

I risultati raggiunti dalla capitale nel 2023 “sono i migliori in tutta la storia contemporanea”, ha affermato Sobyanin, sottolineando che questo è avvenuto “malgrado i nostri nemici”.Putin ha risposto che “è altrettanto onorevole avere amici che nemici, anche se noi abbiamo più amici”.  Da Mosca, fanno rumore soprattutto le ennesime dichiarazioni sopra le righe rilasciate da Dmitry Medvedev.

La minaccia di una guerra nucleare non è mai stata così alta, secondo il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo.L’ex presidente continua ad alzare la tensione con la consueta dose di affermazioni che fanno da sottofondo al conflitto tra Ucraina e Russia. Medvedev da giorni punta il dito contro I afferma che la minaccia di un conflitto nucleare è ora più alta che ai tempi della crisi dei missili a Cuba. “La minaccia principale ora è la minaccia di un conflitto nucleare…..

E questa minaccia è cento volte peggiore, come ho detto nel mio discorso, rispetto a quella del 1962 durante la crisi dei missili cubani”, dice Medvedev, rispondendo alle domande dei partecipanti ad un Forum del Festival della Gioventù, secondo quanto riferisce Ria Novosti.  Nel quadro internazionale, il tema sotto i riflettori è legato alle intercettazioni tra alti ufficiali delle forze armate della Germania: nei discorsi captati da Mosca e diffusi da Russia Today, si fa riferimento all’ipotesi di fornitura di missili Taurus a Kiev.E’ “sicuramente un tentativo, come abbiamo visto molto spesso, di dividere la società in Germania o addirittura in Europa”, dice il viceportavoce del governo tedesco Wolfgang Büchner, citato da n-tv.  “Tutto ciò che possiamo dire è che nessuno dovrebbe fare il gioco di Putin, e dovremmo anche pensare molto attentamente a ciò che diciamo in questo contesto”, aggiunge.

Secondo Büchner, l’affermazione dell’ex presidente russo Dmitry Medvedev, secondo cui “la Germania si sta preparando alla guerra con la Russia” è “assurda, infame propaganda russa”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stupro su campionessa scherma a Chianciano, pm: “Indagini partite subito”

0

(Adnkronos) – Sono iniziate immediatamente le indagini sulla presunta violenza sessuale di gruppo avvenuta a Chianciano Terme (Siena), nella notte tra il 4 ed il 5 agosto 2023, ai danni di una 17enne schermitrice della Federazione uzbeka, nel corso di un ritiro di giovanissimi atleti.Attualmente sono indagati due componenti della squadra juniores italiana di scherma, mentre un terzo è sotto indagine della Procura dei minori.

La vittima è stata ascoltata nei tempi previsti dalla procedura del ‘Codice rosso’ per le vittime di violenza.Da allora le indagini non si sono mai fermate e la settimana scorsa il pubblico ministero titolare del procedimento ha richiesto l’incidente probatorio al giudice delle indagini preliminari.  E’ quanto precisa la Procura della Repubblica di Siena, con un lungo comunicato firmato dal procuratore capo Andrea Boni, con cui “respinge fermamente le accuse di inerzia pubblicamente mosse ed in particolare di inosservanza delle norme in maniera di cosiddetto Codice rosso”.

Una presa di posizione in replica alle dichiarazioni del legale della schermitrice dell’Uzbekistan, l’avvocato Luciano Guidarelli, che aveva denunciato “un’inerzia da parte della Procura, che neanche ha attivato il Codice rosso, e della Federscherma che non ha preso nessun provvedimento nei confronti degli atleti indagati”. Nel tardo pomeriggio del 5 agosto, ricostruisce il comunicato della Procura di Siena, i carabinieri della stazione di Chianciano Terme hanno avvisato dell’accaduto il pubblico ministero di turno della Procura di Siena e “analoga comunicazione, attinente allo stesso fatto, veniva inoltrata dalla Squadra Mobile di Roma che provvedeva tempestivamente, in coordinamento con il magistrato, ad ascoltare a sommarie informazioni la vittima e ad acquisire la documentazione medica presso la struttura sanitaria dove si era recata la minore”. Il magistrato di turno nella stessa serata del 5 agosto ha disposto il sequestro dei due telefoni cellulari in uso agli indagati e ascoltato “6 persone di nazionalità italiana e 2 di nazionalità tedesca, con l’ausilio di un interprete; la polizia giudiziaria provvedeva a verificare l’eventuale esistenza di telecamere di videosorveglianza ed estrapolava immagini utili alle indagini provenienti dal sistema di sicurezza pubblico”. Le notizie di reato provenienti dagli organi di polizia giudiziaria, spiega sempre il procuratore Boni, “venivano depositate il 7 agosto e con provvedimento dello stesso giorno il magistrato titolare del procedimento provvedeva alla tempestiva iscrizione del fascicolo” ipotizzando, a carico dei due maggiorenni il reato di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una minore.  Sempre il 7 agosto il magistrato, in osservanza delle disposizione del ‘Codice rosso’, ha delegato alla Squadra mobile di Roma di sentire la minorenne abusata entro 3 giorni, così come previsto dalla legge.La 17enne è stata sentita il 9 agosto con l’ausilio di un interprete e di una psicologa (“L’atto veniva integralmente videoregistrato”).

Il 10 agosto la Squadra mobile di Roma ha sequestrato il cellulare della vittima.Il 14 agosto il pubblico ministero ha quindi emanato con urgenza una delega di indagine alla sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica “al fine di ricostruire la vicenda che sin dall’inizio presentava indubbi profili di complessità come spesso accade per fatti analoghi in cui, al fine di accertare il reale accadimento dei fatti, devono compiersi plurimi ed esaustivi accertamenti”.  Il 14 settembre il magistrato titolare del procedimento, spiega sempre il comunicato della Procura di Siena, ha disposto ulteriori indagini, delegando per l’esecuzione la Squadra mobile di Roma al fine di ascoltare li personale medico che aveva prestato le prime cure alla minorenne.

Il 30 novembre la Squadra mobile di Roma ha depositato l’esito delle indagini.Il 1 dicembre il consulente tecnico nominato dalla Procura ha depositato la copia forense dei cellulari sequestrati, il 4 dicembre la sezione di polizia giudiziaria ha depositato l’esito delle indagini nel corso delle quali erano state ascoltate 13 persone informate sui fatti, di cui 2 di nazionalità straniera che, “al fine di prontamente riferire al magistrato delegante, venivano escusse a Bologna, al momento in cui rientravano in Italia per uno stage di allenamento; nella stessa missiva veniva rappresentato che le indagini non ancora del tutto concluse stante l’impossibilità di escutere a sommarie informazioni un teste che si trovava negli Stati Uniti per la frequenza di un corso di studi universitari e che avrebbe fatto rientro in Italia per le vacanze natalizie; si precisava inoltre che occorreva completare l’analisi della copia forense dei cellulari”.  La persona da ascoltare “a sommarie informazioni” faceva rientro in Italia “solo in data 15 dicembre 2023 e veniva escussa in data 19 dicembre 2023”.

Il 20 febbraio scorso è stata depositata l’annotazione conclusiva dell’indagine da parte della sezione di polizia giudiziaria e il 27 febbraio il pubblico ministero ha presentato richiesta di incidente probatorio “diretta all’assunzione delle testimonianza della persona offesa ed all’espletamento di doverosa perizia volta ad accertare la capacità a testimoniare, con successiva notifica agli indagati ed ai loro difensori e deposito di tutti gli atti”.La richiesta è ora al vaglio del Gip del Tribunale di Siena.  Nel corso delle indagini preliminari il pubblico ministero “ha avuto plurimi contati con al Federazione Italiana Scherma alla quale è stata rappresentata più volte l’impossibilità di comunicazioni formali in pendenza di indagini preliminari.

Analoga impossibilità di comunicazione, ni considerazione dell’esistenza del segreto istruttorio, è stata rappresentata per iscritto alla Procura Generale dello Sport del Coni.Merita precisare come, ovviamente, spetta al predetto organo federale ogni e qualsiasi competenza ni ordine all’eventuale sospensione di attività sportiva di atleti e tesserati”.  La Procura della Repubblica, nel corso di tutte le indagini sino ad ora effettuate, spiega il procuratore Andrea Boni, “ha valutato di non procedere con richiesta di applicazione di misura cautelare nei confronti degli indagati non ravvisandone i presupposti, decisione della quale se ne assume ogni responsabilità e in relazione ala quale è pronta a dare ogni e qualsiasi spiegazione nelle opportune sedi.

Merita precisare che nel caso di specie, per li particolare titolo di reato iscritto, li termine di durata per le indagini preliminari è di 18 mesi con decorrenza dal 7.08.2023″.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Primarie Usa 2024, Corte Suprema: Trump eleggibile in Colorado

0

(Adnkronos) – Primarie Usa 2024, novità per Donald Trump dalla Corte Suprema.Come era previsto, la Corte ha bocciato la sentenza del Colorado che escludeva Trump dalla scheda elettorale delle primarie nello stato per il suo ruolo nell’assalto al Congresso. “Il giudizio della Corte Suprema del Colorado non può essere confermato, tutti i nove membri della Corte condividono” questa opinione, si legge nella sentenza, che sottolinea quindi che la decisione di confermare l’eleggibilità dell’ex presidente è stata presa all’unanimità.

Le primarie in Colorado si svolgono domani, nell’ambito del Super Tuesday. “Grande vittoria per l’America!!!”, ha scritto a caratteri cubitali Trump sul social Truth. “L’ex presidente Trump ha contestato la decisione del Colorado con diversi argomenti”, è scritto nella sentenza, evidenziando che il motivo principale che ha spinto i giudici a bocciarla è che “la Costituzione affida al Congresso, piuttosto che agli Stati, la responsabilità di applicare la sezione 3 contro i funzionari federali e candidati”.  Il riferimento è al fatto che l’ineleggibilità di Trump era stata sancita sulla base dell’interpretazione della sezione 3 del 14esimo emendamento, varata dopo la Guerra Civile per impedire agli ex leader della Confederazione, colpevoli di insurrezione, di tornare a candidarsi.Con questa decisione della Corte sono destinate ad essere annullate le decisioni analoghe a quelle del Colorado prese dalle autorità elettorali del Maine e da un giudice dell’Illinois, che avevano accolto le istanze presentate da un movimento nato nei mesi scorsi per fermare la candidatura di Trump per il suo ruolo nell’insurrezione contro il Congresso.  “Noi concludiamo che gli Stati possono squalificare persone candidate e cariche statali, ma gli Stati non hanno potere, sulla base della Costituzione, di applicare la sezione 3 per quanto riguarda gli incarichi federali, in modo particolare la presidenza”, argomentano i sommi giudici, evitando di entrare nella questione della partecipazione o meno di Trump a un’insurrezione.  Casa Bianca e campagna per la rielezione di Joe Biden non hanno voluto rilasciare commenti sulla decisione presa all’unanimità dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Il ‘no comment’ – sottolinea la Cnn – riflette la strategia assunta di non commentare i casi legali in cui è coinvolto l’ex presidente.Comunque nei mesi scorsi Biden aveva detto che per lui andava “bene” che Trump rimanesse in corsa, sottolineando che la decisione spettava alla Corte.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp, Bagnaia rinnova con Ducati fino al 2026

0

(Adnkronos) – Il due volte campione del mondo della MotoGp Francesco ‘Pecco’ Bagnaia rinnova il suo contratto con la Ducati fino alla fine del 2026.Lo annuncia la scuderia di Borgo Panigale in una nota ufficiale. “A pochi giorni dall’apertura della stagione MotoGP 2024, Ducati Corse e Francesco Bagnaia mettono nero su bianco un futuro insieme, annunciando la firma dell’accordo che lega il due volte Campione del Mondo MotoGP alla Casa motociclistica di Borgo Panigale anche per le stagioni 2025 e 2026.

Il rinnovo del contratto dà continuità a un binomio vincente tutto italiano: una combinazione perfetta tra la tecnologia e le prestazioni della Desmosedici GP e il talento, la passione e la determinazione di Francesco ‘Pecco’ Bagnaia”.  “Nato a Torino nel 1997 e residente a Pesaro, Bagnaia è approdato in Ducati con il team Pramac Racing nel 2019 e, con l’estensione del suo attuale contratto, entrerà in maniera ancora più decisa nella storia della Casa di Borgo Panigale, diventando il secondo pilota a legarsi a Ducati per ben otto anni -si legge nel comunicato- Pecco si è messo in luce nel 2020 ottenendo il suo primo podio in MotoGP nella gara di casa a Misano Adriatico e nel 2021 ottiene la promozione nel team ufficiale.Nel suo primo anno in sella alla rossa del Ducati Lenovo Team sfiora la vittoria del titolo mondiale, chiudendo secondo in classifica generale dopo un finale di stagione strepitoso.  Il 2022 è l’anno della consacrazione di Bagnaia, che conquista il suo primo titolo piloti in MotoGP, diventando anche il primo italiano a riuscirci con una moto italiana: la Desmosedici GP.

Si tratta anche del secondo titolo mondiale piloti per Ducati, dopo quello conquistato da Casey Stoner nel 2007, 15 anni prima.Con il numero 1 sul cupolino Pecco si riconferma Campione del Mondo anche nel 2023 grazie a un’altra stagione esaltante, caratterizzata da 15 podi, 7 vittorie e 7 pole position”. “Sono contentissimo di poter continuare a correre con la squadra dei miei sogni!

Vestire questi colori è un onore per me. È fantastico ed è un orgoglio.Insieme a Ducati, alla mia squadra e a tutti i ragazzi di Ducati Corse siamo riusciti a fare delle cose incredibili e in questi altri tre anni (2024 compreso) che ci aspettano assieme, continueremo a dare il massimo per cercare di ottenere altrettanti successi.

Sono felicissimo e pronto a scendere in pista tra qualche giorno in Qatar per la prima gara dell’anno”, le parole di Bagnaia dopo il rinnovo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Alessia Pifferi, ‘rete criminale’ si allarga: sospetti su altre due psicologhe

0

(Adnkronos) – I giudici della Corte d’Assise di Milano hanno concesso alla difesa di Alessia Pifferi, imputata per l’omicidio della figlia Diana, di rinviare il controesame dello psichiatra Elvezio Pirfo, che ha firmato la relazione richiesta dai giudici della Corte d’Assise di Milano.L’udienza è stata rinviata al prossimo 15 marzo, la sentenza arriverà prima dell’estate.  La difesa, entrata in possesso degli allegati della perizia solo giovedì 26 febbraio, ha chiesto tempo per visionarli, una richiesta che la Corte ha accolto, non concedendo spazio al pm di poter svolgere oggi il suo esame allo psichiatra.

Si torna dunque in aula il prossimo 15 marzo, mentre la discussione delle parti è prevista per il 13 maggio e la sentenza potrebbe arrivare nell’ultima udienza fissata in calendario ossia il 10 giugno del 2024.  Il processo che vede alla sbarra Alessia Pifferi, accusata dell’omicidio aggravato della figlia Diana di soli 18 mesi lasciata morire di stenti, è tornato in aula dopo la perizia psichiatrica che ha stabilito che “al momento dei fatti era capace di intendere e di volere” e dopo che il pm di Milano Francesco De Tommasi ha indagato le due psicologhe del carcere per falso e favoreggiamento per alcuni colloqui a San Vittore.Gelo, in aula, tra il pubblico ministero (unico rappresentante dell’accusa dopo la ‘frattura’ con la collega Rosaria Stagnaro) e l’avvocatessa Alessia Pontenani, che tutela gli interessi dell’imputata, anche lei indagata per falso.  “L’intervento delle due psicologhe a mio avviso non era appropriato” e anche il test di Wais “va letto in questa prospettiva”, ha spiegato lo psichiatra Elvezio Pirfo che ha firmato la relazione richiesta dai giudici della Corte d’Assise.

Per l’esperto non è possibile stabilire se Pifferi sia stata “influenzata” da un intervento, non consueto, delle due psicologhe: i colloqui non sono stati video registrati, “quindi non è possibile ricostruire il clima”, né le risposte sarebbero state riportate in modo completo.  “Non sono in grado di dire se c’è stato condizionamento, ma sì di apprendimento: certe risposte della Pifferi restituiscono la capacità di comprendere e riutilizzare le parole delle psicologhe”.Il ritratto che lo psichiatra restituisce è quello di una persona che si sente “perennemente inadeguata” che restituisce “una confusione identitaria, una persona incompiuta” dove la dimensione di madre “è una dimensione secondaria nella costruzione identitaria della Pifferi.

Mi è parso che la sua dimensione sia quello di una maternità vissuta come obbligo o fatica, non che gratifica o rende compiuta una persona”.  “Se la finalità del rinvio è quella di introdurre nel processo ulteriori argomenti per sezionare la mente dell’imputata, vi prego di rigettare: è stato fatto tutto.Se la finalità del rinvio è di insistere sulla nota relazione, vi preannuncio che posso fornirvi nero su bianco la prova che l’imputata ha reso, nei colloqui con il perito, dichiarazioni precostituite che sono state ‘imbeccate’ da altre persone; posso fornirvi la prova, nero su bianco, che il presunto abuso subito da minorenne è assolutamente falso ed è frutto di un suggerimento ben preciso dato all’imputata”, ha affermato in aula il pm Francesco De Tommasi che ha definito assolutamente “pretestuosa” la richiesta della difesa di Alessia Pifferi di chiedere un rinvio per il controesame dello psichiatra che ha firmato la relazione chiesta dai giudici della Corte d’Assise di Milano. “Se qualcuno ha imbeccato la Pifferi non sono stata io: penso che il pm stia parlando di un’indagine parallela che nulla ha a che fare con questo procedimento, lui insiste ma quello non c’entra nulla con la Pifferi”, ha detto Alessia Pontenani, il legale che difende Pifferi.  La difesa ha annunciato che la sua assistita “oggi avrebbe voluto dire ‘voglio che tutta Italia sappia che non volevo uccidere mia figlia’.

Lo dirà quando farà dichiarazioni spontanee prima della sentenza, quindi a giugno.La sentenza non è scontata, qui non c’è nulla di scontato”.  Ed ha aggiunto: “Ha pianto quando ha saputo dell’esito della perizia” che l’ha definita capace di intendere e di volere al momento dei fatti. “Ha avuto una vita dura, difficile, travagliata, è una persona dipendente affettivamente, è una persona priva di empatia, ma ha pianto perché non vuole che la gente la descriva come un mostro: lei dice che ha abbandonato la bambina, ma non voleva ucciderla quindi che l’ha fatto inconsapevolmente”, ha concluso l’avvocatessa.  L’ombra di una “rete criminale” che vedrebbe protagoniste le due psicologhe indagate per falso ideologico e favoreggiamento è destinata ad allargarsi.

Lo ha detto, neanche tra le righe, il pm De Tommasi nel suo intervento in aula.Da quanto emerge, oltre alle due psicologhe del carcere di San Vittore già oggetto di perquisizione, c’è una terza collega che avrebbe partecipato al test di Wais senza tuttavia lasciare traccia in alcuna relazione.  Soprattutto ci sarebbe una quarta psicologa che, senza aver varcato l’ingresso della casa circondariale, avrebbe visionato la relazione al centro dell’acceso scontro tra accusa e difesa.

Per ora, da quanto si apprende, si parla di sospetti (seppur documentati) per le altre due psicologhe che non risultano indagate.  L’attività della procura si sta concentrando non solo sui documenti acquisiti negli uffici delle due psicologhe indagate, ma anche per ricostruire quale movente avrebbe mosso le specialiste e quali e quante pazienti possano essere state interessate da relazioni su cui la procura pone dei dubbi.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tomasi: “Tunnel utile a ricostruire rapporto con territorio”

0

(Adnkronos) – “Per noi questa è una giornata importantissima.Grazie ai lavori che oggi iniziano, si darà vita non solo ad una grande opera infrastrutturale ma anche ad un’opera di ricostruzione del rapporto con il territorio, dopo quanto accaduto nell’agosto del 2018”.

Con queste parole Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia (Aspi), è intervenuto nel corso dell’inaugurazione dei lavori per la realizzazione del tunnel subportuale di Genova, che modificherà sensibilmente la viabilità della città.Presenti all’inaugurazione dei lavori il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il sindaco di Genova Marco Bucci e il governatore della Liguria Giovanni Toti.  “Per quanto riguarda la grande opera del tunnel subportuale, prevederà due gallerie naturali di 3,4 chilometri, otto bypass, due cameroni, due rampe, sei piccoli viadotti e due gallerie artificiali – spiega Tomasi – È la più grande opera subportuale italiana, ma si configura come tunnel subportuale cittadino più grande in Europa e quarto per dimensione di diametro”. “Voglio sottolineare il grande supporto da parte del Consiglio superiore dei Lavori pubblici e del Mit, in quanto questo sì sarà uno dei progetti più tecnologicamente avanzati a livello europeo.

Lo abbiamo suddiviso in due lotti, così da poter dare continuità alle attività quotidiane.Attualmente è attivo il lotto 0 – precisa l’ad di Aspi – Con la giornata di oggi vengono attivati i lavori del Lotto A, per poter poi fare lo scalo in galleria, che verrà ultimato alla fine del 2026 e il lotto B, che coincide con la realizzazione dell’opera, ad agosto 2029″.  “Dopo che nel maggio del 2022 era avvenuta la definizione del nuovo piano economico e finanziario della società e questo protocollo era diventato operativo – spiega Tomasi – sono stati sviluppati i progetti e a giugno 2023 sono iniziate le attività del lotto 0, per poi arrivare a dicembre 2023 con tutti gli iter autorizzativi e la valutazione d’impatto ambientale – sottolinea Tomasi – Credo che sia per complessità dell’opera che per velocità dell’iter autorizzativo, non abbia eguali.

Siamo riusciti a fare questo grazie al contributo di tutti: grazie al contributo del ministero delle Infrastrutture, il contributo del ministero dell’Ambiente e il contributo di tutte le istituzioni territoriali che hanno supportato questo iter autorizzativo”.  “Mentre si discuteva dell’iter autorizzativo, il progetto esecutivo del Lotto B veniva realizzato e oggi il progetto del lotto A definitivo è già completamente realizzato – continua – Questo ci consentirà in meno di un anno di poter aprire i cantieri e di poter quindi rispettare la tempistica prefissata”.  “Un’opera di questo tipo ha un vantaggio incommensurabile, che va al di là della velocità di realizzazione: 800 milioni di euro per quanto riguarda gli aspetti trasportistici – illustra l’ad di Aspi – oltre 600 milioni di euro di rivalorizzazione del territorio genovese, più di un milione di ore di viaggio risparmiato, circa 800 milioni di euro di impatto positivo per il settore produttivo e il rapporto costi-benefici è assolutamente favorevole, in quanto investiamo 1 per poterne portare 3 di vantaggio”. “I posti di lavoro che apporta un’opera come questa sono, tra diretti e indiretti, circa 5000 per tutto il periodo di esecuzione delle opere.Se poi vogliamo guardare alla sostenibilità ambientale, non c’è un solo elemento a sfavore.

Sia per la qualità dell’aria sia per il rumore, sono tutti a vantaggio della cittadinanza.Importante anche la tutela delle acque, che si interseca quindi con la protezione idrica di questa città, che dovrebbe essere uno dei temi più delicati”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo e Camilla in Australia entro l’anno? A Canberra scattano i preparativi

0

(Adnkronos) – L’Australia si sta preparando a una possibile visita di re Carlo e della regina Camilla nella seconda metà del 2024.Il viaggio era già previsto, ma molti si chiedevano se fosse rimasto in agenda dopo l’annuncio che il sovrano è malato di cancro.

Il premier australiano Anthony Albanese ha ora confermato che i preparativi per l’arrivo del re sono iniziati.Anche se non vi è ancora una conferma definitiva e le date non sono state fissate, le sue parole sembrano volte a rassicurare il pubblico sulla salute di Carlo III. “L’Australia si sta preparando a una possibile visita di Sua Maestà il re più avanti nell’anno.

Il re ha mostrato compassione per gli australiani colpiti dai recenti disastri naturali, così come gli australiani hanno mostrato compassione e sostegno per il Re dopo che gli è stato diagnosticato un tumore.Il re, la regina e la famiglia reale sono sempre benvenuti in Australia”, ha detto Albanese, spiegando che il suo governo sta contattando gli Stati e i territori australiani per decidere le tappe della “possibile visita reale”. Come è noto, Carlo III è sovrano anche dell’Australia.

E’ già venuto in visita ufficiale 15 volte nel Paese, l’ultima nel 2018 per i Giochi del Commonwealth.Ma allora era solo erede al trono.

Se confermato, il suo viaggio nel 2024 sarebbe il primo da re.Sua madre Elisabetta è stata 16 volte in Australia, l’ultima nel 2011.  All’inizio dell’anno, Albanese aveva confermato che Carlo sarebbe venuto in Australia nel 2024.

Allora si pensava che la visita avrebbe potuto coincidere con il summit dei capi di governo del Commonwealth il prossimo ottobre alle isole Samoa.Dopo che lo scorso 5 febbraio Buckingham palace ha annunciato che il re ha un tumore e per un certo tempo dovrà cancellare i suoi impegni pubblici, il viaggio sembrava decisamente in forse.  Ora viene annunciato che i preparativi sono già iniziati, anche se la conferma della visita ancora non c’è.

E’ un modo di rassicurare il pubblico, di fronte alle incertezze provocate dalla malattia del re.Buckingham palace non ha specificato né il tipo, né la gravità del tumore che ha colpito il sovrano.

Carlo continua a svolgere molti dei suoi doveri, fra cui l’incontro settimanale con il primo ministro.E si è fatto vedere mentre andava a piedi a messa nella tenuta di Sandringham.

Non è chiaro per quanto tempo il re dovrà sottoporsi alle cure prescritte, le quali per ora non hanno richiesto un ricovero ma solo interventi ambulatoriali. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Oscar 2024, tutte le nomination: quando vederli in tv, previsioni

0

(Adnkronos) – Gli Oscar si avvicinano a grandi passi e l’appassionante gioco del ‘toto vincitori’ comincia ad essere sempre più incandescente.La cerimonia di assegnazione della 96esima edizione degli Academy Awards si svolgerà domenica prossima, 10 marzo, al Dolby Theatre di Hollywood, Los Angeles.

In Italia sarà possibile vederli in diretta su Rai1, nella notte tra domenica 10 e lunedì 11 marzo. Nominations e previsioni ‘Oppenheimer’, uno dei grandi successi dell’anno (oltre 950 milioni al box office globale), continua a essere in pole per la vittoria e, dopo ben cinque nomination andate ‘in bianco’, potrebbe regalare la prima statuetta a Christopher Nolan.Il biopic sul fisico J.

Robert Oppenheimer, che con una squadra di scienziati durante il Progetto Manhattan arriverà allo sviluppo della bomba atomica, si caratterizza per una regia densa e intensa, e per le interpretazioni di Cillian Murphy, Robert Downey Jr.e Emily Blunt, tutti nelle cinquine dei premi come Miglior attore.

Ottime carte ha anche ‘Maestro’ di Bradley Cooper, che rilegge vita e opere di Leonard Bernstein in un biopic complesso in cui l’attore offre anche una delle sue migliori performance. In un campo largo di ipotesi è difficile non fare cenno a quanto potrebbero correre veloci le gambe lunghe di ‘Barbie’, il primo film diretto da una regista in solitaria a superare il miliardo di dollari al botteghino, anche considerando i temi femministi della storia che rispecchiano lo spirito del tempo. ‘Killers of the Flower Moon’ di Martin Scorsese è grande affresco su come i nativi americani siano stati uccisi dai bianchi allo scopo di impossessarsi dei loro diritti petroliferi: dopo la delusione per ‘Irishman’, sarebbe una svolta per il regista americano, che ha vinto un solo Oscar in mezzo secolo. ‘Povere creature!’, vincitore del Leone d’Oro a Venezia, è il film che potrebbe sparigliare le carte: scivolando sul filo dei temi cari al momento storico (l’autodeterminazione femminile e il ‘delirio di onnipotenza’ maschile), Yorgos Lanthimos strizza l’occhio al fantasy horror scegliendo un grande cast, da Emma Stone a Mark Ruffalo. Gli outsider?Sicuramente il delicato e romantico ‘Past lives’, opera prima di Celine Song, sudcoreana naturalizzata canadese che segue le vite di due amici nel corso di 24 anni, e ‘The Holdovers’, che segna il ritorno di Alexander Payne e racconta un surreale Natale del 1970 in cui si ritrovano, controvoglia, un ragazzo problematico, un professore burbero e una cuoca con il figlio disperso in Vietnam (rispettivamente Dominic Sessa, Paul Giamatti e Da’Vine Joy Randolph, con questi ultimi due puntano all’Oscar).

Una sorpresa potrebbe regalarla anche ‘Anatomia di una caduta’, pellicola diretta da Justine Triet, vincitrice della Palma d’oro al Festival di Cannes. Sul fronte dei premi agli attori, le cinquine quest’anno vedono dieci attori su venti alla prima nomination, mentre sette sono stati già candidati alla ricerca della prima statuetta e tre già vincitori.Sul fronte del Miglior attore non protagonista, i pronostici stendono tappeti rossi a Robert Downey Jr.

e il suo ammiraglio Strauss di ‘Oppenheimer’: per lui è la terza nomination, dopo l’ascesa nell’universo Marvel dell’ultimo decennio sarebbe una bella consacrazione.Ma la lotta è ardua: il bel Downey Jr. è marcato stretto da un altro attore alla terza nomination, Ryan Gosling, che con il suo Ken deliziosamente tracciato in ‘Barbie’ dopo ‘Half Nelson’ (2006) e ‘La La Land’ (2016) farebbe strike.

Ma non sarà facile. In campo femminile, c’è una fuoriclasse cui prestare attenzione.Dopo Golden Globe, Critics’ Choice, Sag e Bafta, si sussurra che l’afroamericana Da’Vine Joy Randolph, straordinaria e vivida cuoca in ‘The Holdovers’, potrebbe stringere nelle sue mani l’Oscar alla prima nomination.

Le rivali però non sono da meno: alla prima candidatura è anche la britannica Emily Blunt, i cui sguardi intensi in ‘Oppenheimer’ potrebbero valerle l’ambita statuetta.Da citare anche Jodie Foster in ‘Nyad – Oltre l’oceano’, assente dagli Oscar da ben ventinove anni, quando fu candidata per ‘Nell’ (1994). E veniamo ai premi per gli attori e le attrici protagonisti.

Per gli uomini, il favorito della vigilia -alla sua prima nomination- è Cillian Murphy per il ruolo omonimo in ‘Oppenheimer’, con il quale ha già vinto Golden Globe, Bafta e Sag.Ma il vero outsider potrebbe essere il caratterista Paul Giamatti, il burbero e scontroso professore in ‘The Holdovers’: è alla sua seconda candidatura dopo diciott’anni da quella per ‘Cinderella Man’ (2005).

L’unico ad avere già confidenza con gli Oscar è Bradley Cooper, che dirige se stesso in ‘Maestro’.Per le attrici, la sfida è all’ultimo frame.

Se infatti Emma Stone, Bella Baxter in ‘Povere creature!’, è una delle favorite per vincere il suo secondo Oscar a sette anni da La La Land (2016) (è alla sua quarta candidatura), ottime chance si segnalano anche per Lily Gladstone.L’attrice di ‘Killers of the Flower Moon’ è la prima nativa americana mai candidata.

Dopo lo storico Golden Globe come “Miglior attrice drammatica”, potrebbe entrare nella storia.Stay tuned. (di Ilaria Floris) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tlc, concluso a Palermo l’OpNet Wholesale Castle Tour

0

(Adnkronos) – Si è concluso in Sicilia l’OpNet Wholesale Castle Tour, l’evento itinerante dedicato alle Tlc e al loro ecosistema, che ha riscosso un grande successo tra gli operatori locali e di settore.Lo dimostrano gli oltre centocinquanta ISP e WISP del territorio, che hanno partecipato all’ultima tappa, ambientata nella suggestiva cornice di Villa Igiea, iconico palazzo in stile neogotico della città di Palermo.

Il tour – ospitato in alcune delle dimore storiche più affascinanti del Bel Paese – ha toccato sei diverse regioni (oltre alla Sicilia anche il Piemonte, il Veneto, l’Emilia-Romagna, l’Umbria e la Puglia) registrando in totale oltre 700 partecipanti, che si sono confrontati sulle ultime novità settoriali legate all’innovazione tecnologica e al 5G.L’iniziativa, infatti, ha promosso e favorito molteplici incontri bilaterali tra big nazionali e internazionali con Internet Service Provider locali, esperti, enti e fornitori.  Il roadshow Wholesale Castle Tour, di cui OpNet è stato sponsor principale, affiancato da altri prestigiosi Partner, ha permesso di approfondite i temi relativi alle tecnologie 5G, Wi-Fi 6, XGS-PON, IoT, Cloud Computing, Cybersecurity, Unified Communication e Edge Data Centers.

Sono tutte aree che rappresentano l’avanguardia dell’innovazione, offrono enormi opportunità agli operatori ed evidenziano il potere di trasformazione della tecnologia nel mondo interconnesso di oggi. Nel corso di cinque mesi, il Tour ha permesso a OpNet, primo operatore in Europa ad avere sviluppato una Rete nazionale 5G Stand Alone, di portare avanti con maggiore forza ed efficacia la sua mission, ovvero quella di offrire, in modo semplice e neutrale, accesso wholesale alla connettività più evoluta a tutti gli stakeholder del mercato per i loro progetti di business, incoraggiando la creazione di un ecosistema tecnologico in cui espandere le potenzialità del Wireless e del 5G. Host Sponsor dell’evento palermitano è stato DE-CIX affiancato da Sparkle.Gli altri sponsor dell’iniziativa sono stati Fastweb, Eolo Wholesale, FT Telecom, All-Net Italia, FlashStart, Visiotech, Avm, Avastystem, Naquadria, Ruckus, Ruijie e Mimosa.

L’evento è stato ideato da 3vent, che ne ha curato tutti i dettagli organizzativi. 
Stefano Zacutti, General Manager Market and Finance di OpNet, ha commentato: “Siamo orgogliosi del successo riscosso quest’anno dall’OpNet Wholesale Castle Tour.Per noi è stato importante incontrare così tanti professionisti e rappresentanti di aziende del territorio: tutti questi incontri, le richieste e anche i suggerimenti ricevuti confermano la validità del modello wholesale e abilitativo del nostro approccio “ecosistemico” ai verticali 5G.

Anche in un contesto di mercato complesso e mutevole, questi eventi hanno permesso di affermarci come HUB tecnologico, capace di mettere in relazione tutti gli attori in gioco, armonizzando tecnologie, competenze e obiettivi eterogenei.Il successo dell’OpNet Wholesale Castle Tour testimonia che stiamo andando nella giusta direzione.” —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chico Forti, Manuela Moreno: “Vuole uscire da innocente, lo aspettiamo in Italia”

0

(Adnkronos) – Con Chico Forti “sono sempre stata in contatto e in tutti questi anni ho sempre sentito un uomo molto forte, motivato e consapevole del fatto di essere innocente e di voler uscire da innocente”.Così all’Adnkronos, Manuela Moreno, la giornalista Rai che da sempre ha seguito la storia dell’imprenditore trentino accusato di omicidio e condannato all’ergastolo che adesso, dopo 24 anni di detenzione negli Stati Uniti, viene trasferito in Italia: “Lo aspettiamo a braccia aperte”.  Moreno, che è stata anche corrispondente dagli Stati Uniti, ha incontrato più volte Forti documentando negli anni gli sviluppi del caso e questa sera condurrà uno speciale, in onda alle 21, subito dopo il Tg2.

In studio, oltre a Gianni Forti, zio dell’imprenditore, all’amico Tito Giovannini, a Sabina Castelfranco della Cbs e a Marcello Masi, anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che “ci illustrerà tutti i passaggi diplomatici per riportarlo in Italia”. “Mi sono occupata del caso fin dall’inizio e all’epoca eravamo gli unici a parlarne.Ho studiato bene tutte le carte ed è un caso complicatissimo in cui intervengono molti elementi tenendo conto anche che all’epoca dei fatti non c’erano tutta una serie di strumenti che poi la criminologia ha acquisito nel tempo.

E’ tutto molto indiziario: non esistono prove concrete che fanno di Chico Forti un colpevole”.  L’azione diplomatica per il trasferimento di Forti in Italia “è stata fortissima”, commenta la giornalista, “ma è chiaro che questo provvedimento, che ha annunciato la premier Meloni da Washington, non è che lo libera ma lo trasferisce in Italia, che è una cosa ben diversa.Bisogna quindi capire meglio cosa succede adesso, quali saranno i prossimi passaggi burocratici e anche dove andrà a stare”. “L’ultima volta che ho visto Forti di persona è stato prima della pandemia ma sono sempre rimasta in contatto”, racconta Moreno che aggiunge: “Lui ha una grandissima forza, una grandissima voglia di riscatto, soprattutto per i figli.

Per questo ha sempre rifiutato altre soluzioni che non fossero il riconoscimento della sua innocenza.Mi diceva sempre che non era possibile che finisse così questa storia e che prima o poi la verità sarebbe venuta a galla”. Ma Forti ha anche un altro desiderio: “Riabbracciare la mamma di 96 anni e quando ho appreso la notizia del trasferimento in Italia mi sono emozionata per loro.

Riabbracciare la mamma e riscattarsi agli occhi dei figli sono stati i due grandi obiettivi che l’hanno tenuto in vita”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

EDITORIALE: Il Napoli stende la Juventus nel catino del Maradona: finisce 2-1 per gli azzurri (in ripresa di gioco e identità)

Nel nostro editoriale post Napoli – Juventus (2-1) esprimiamo il nostro pensiero sull’andamento della gara tra i partenopei e i bianconeri.Il Napoli batte la Juventus per 2-1 tra le mura amiche dello stadio Maradona, che ribolle di passione enorme come fosse una partita decisiva per lo Scudetto.

E invece guardi la classifica – prima della partita – e ti accorgi che il Napoli di punti ne ha racimolati appena 40 in 26 partite ed è nono a pari merito con la Lazio, a ben 11 lunghezze dal Bologna quarto.E allora, a cosa ascrivere la calorosa accoglienza del pubblico partenopeo, che assale in massa le gradinate da ogni dove?

Le risposte ottenute al termine della gara

La risposta è nel vento nuovo che da qualche settimana si respira attorno alla squadra, un’aria di cambiamento, di contro-rivoluzione, di rifiorita speranza dopo una stagione che definire al di sotto delle aspettative significherebbe trattarla con i guanti.

La risposta è nelle conseguenze del lavoro di Francesco – per tutti Ciccio – Calzona, che da quando si è seduto sulla panchina del Napoli, rimpiazzando l’esonerato Walter Mazzarri, si è messo in testa di voler ripristinare quei principi di calcio moderno che avevano fatto grande il Napoli di Luciano Spalletti e che quella squadra aveva assorbito a memoria, prima del tracollo della stagione in corso.

Non si è nascosto, Ciccio.

Le sue intenzioni le ha dichiarate davanti alla stampa senza anacronistiche pretattiche.Parole coraggiose e semplici che – stando alle voci di chi vive il quotidiano al centro di Castelvolturno – hanno saputo far breccia nei cuori affranti dei Campioni d’Italia in carica.

Del resto, già dall’esordio contro il Barcellona, quelle parole avevano trovato riscontro sul terreno di gioco, prima del brutto pareggio di Cagliari, a cui però è seguita la nettissima vittoria infrasettimanale contro il Sassuolo.Insomma, i tifosi azzurri, stasera aspettavano una risposta.

Volevano sapere se il nuovo “vecchio” Napoli di Ciccio Calzona fosse l’ennesima illusione stagionale o una realtà concreta in cui poter credere.E’ il campo, come sempre succede, a fornire il suo verdetto e non ci mette tanto ad esprimersi; il Napoli ruggisce con veemenza e idee nel suo arciere, fedele al suo vecchio e ritrovato DNA.

Ritorna l’atteggiamento del Napoli versione scudetto

Ritorna la costruzione dal basso, fatta con personalità, convinzione e sincronismi perfetti.

Torna il dominio del campo, non più con un giro palla prevedibile ma con un possesso fatto di scambi nello stretto e giocate sempre propositive.Ritorna la riaggressione alta, eseguita con un pressing organizzato e le giuste distanze tra i reparti.

Insomma, sembra essere proprio ritornato il Napoli, se non del tutto quello nella sua veste migliore, quantomeno una squadra degna della sua storia recente.Il che comunque è già di per sé un complimentone e un upgrade notevole dopo il duo Garcia/Mazzarri.

Anche la Juventus torna ad essere propositiva

La notizia, però, non è solo che il Napoli sembra essere tornato a fare il Napoli, ma pure che la Juventus – di contro – non resta certo a guardare.

Chiariamo subito un aspetto fondamentale: una Juve così propositiva, contro il Napoli, io nell’ultimo decennio e passa non me la ricordo.Pur in una serata dove i bianconeri torneranno a mani vuote in terra sabauda, quella di stasera per loro resta una prestazione ottima; di certo – per qualità e proposta – a mio avviso la migliore partita della storia da allenatore di Max Allegri contro il Napoli.

Il calcio, alle volte, sa essere proprio bizzarro: l’unica volta in cui – all’inventore del “corto muso” – capita di creare un numero di palle goal elevato contro il Napoli, è proprio quella in cui torna a casa perdendo ( a fronte di svariate volte in cui, semmai con una singola palla sporca, gli era capitato di fare bottino pieno).Napoli ritrovato, dicevamo, ma Juve – d’altro canto – che quando difende è un blocco unico difficile da superare ma che, anziché badare quasi esclusivamente alla fase difensiva come spesso gli succede, è cattiva nel recupero alto del pallone, esibisce un pressing coraggioso e soprattutto – udite udite – porta tanti uomini nell’area del Napoli quando riesce a ribaltare il fronte.

Editoriale: Il racconto di Napoli – Juventus

E così, nel primo tempo, si contano almeno 5 situazioni pericolose create dalla Vecchia Signora a pochi passi da Meret, di cui 3 hanno come sventurato protagonista Dusan Vlahovic: una prima volta sfiora il goal, una seconda trova il palo da un angolo cieco e nell’ultima se lo divora.

Il Napoli?E’ bello, convince, viene ricoperto da applausi ma di occasioni da rete nitide fatica un po’ a trovarne ( per merito – come dicevamo – di una Juve ugualmente in grande spolvero, ad una delle sue migliori prestazioni stagionali).

Ma il Napoli, però, ha Kvara.Un Genio.

Che trasforma una palla vagante nell’area juventina in un arcobaleno a cui imprimere la forza e la precisione necessarie per piegare le mani di Szczęsny e scrivere l’1-0 per gli azzurri, al tramonto della prima frazione.

Il secondo tempo

La Juve torna a caricare a testa bassa già dall’inizio della ripresa, tenendo in costante apprensione un Napoli che però non indietreggia e non vacilla, neppure nella testa, continuando a proporre il proprio calcio col piglio autoritario di chi confida nei propri mezzi e non è disposto a snaturarsi nelle difficoltà.Cambiaso spreca una ghiotta chance intorno all’ora di gioco, palla goal a cui fa seguito una ventina di minuti di calcio narcotizzato: il Napoli si difende attaccando, soprattutto tenendo costantemente il possesso del pallone con l’intento, preciso, di far correre a vuoto la Juve e di toglierle fiducia col passare dei minuti.

Poi, dal nulla, Chiesa trova la gran rasoiata vincente all’82esimo, appena prima che – soltanto 3 minuti più tardi – il neoentrato Nonge non commetta l’ingenuità decisiva: pedata su Osihmen in piena area, Mariani richiamato all’On Field Review e inevitabile calcio di rigore per il Napoli.Victor lo calcia (male) e Szczęsny respinge con guizzo, ma quando tutto sembra finito sopraggiunge come un leone Jack Raspadori, che con quanta rabbia ha in corpo scrive il 2-1 finale di prepotenza.

Ciò che resta di questo Napoli-Juve è un’apnea che sembra interminabile, con mischioni finali terrificanti da cui il Napoli riesce ad uscire vivo con orgoglio e cazzimma.Mariani fischia 3 volte, la Juventus è al tappeto sul tappeto del Maradona.

Le considerazioni finali del nostro editoriale su Napoli – Juventus

L’ha vinta il Napoli, che forse è ritornato a fare il Napoli.

Meglio lasciare il beneficio del dubbio e lasciare che siano i prossimi riscontri di campo a fornire, della vicenda, un quadro più chiaro e completo.Per ora, più della vittoria, più di una rincorsa Champion’s che sembra ancora quasi proibitiva ma non più irrealizzabile, la più bella notizia è che il Napoli sta ritornando a giocare bene a pallone e a stare bene in campo.

In vista della programmazione della prossima stagione – e di quello che dovrà ridisegnarsi come il Napoli del prossimo futuro – nessun conforto migliore poteva esserci di questo.Per la Champion’s, poi, si vedrà.

L’obbligo del Napoli, nel frattempo, deve essere saldare il debito con sé stesso e con la propria gente, che equivale a dire: smetterla di sperperare la propria bellezza, che è patrimonio inseparabile della sua stessa essenza di squadra.

Tumori, una proteina alterata li fa crescere: sarà bersaglio per nuove cure

0

(Adnkronos) – Nuove speranze contro il cancro da uno studio Italia-Usa firmato dai ricercatori dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine della Temple University di Philadelphia, guidato da Antonio Giordano, e dell’Istituto nazionale tumori di Napoli Fondazione Pascale.Il lavoro, pubblicato sulla rivista ‘Oncogene’ (gruppo Nature) e coordinato da Luigi Alfano del Pascale, ha descritto un ruolo finora sconosciuto della proteina Cdk9 che il gruppo di Giordano ha scoperto nel 1994.  Nei malati di cancro l’espressione di Cdk9 è fortemente alterata e una sua particolare ‘versione’ (l’isoforma 55) favorisce la crescita del tumore.

Eliminandola attraverso le forbici molecolari Crispr/Cas9, gli autori hanno dimostrato che l’assenza di Cdk9-55 impatta negativamente su un meccanismo, detto di ricombinazione omologa, che riparando i danni al Dna permette alle cellule del cancro di sopravvivere e proliferare.In altre parole l’assenza di Cdk9, mutata nei tumori, aumenta la sensibilità delle cellule cancerose ai trattamenti chemioterapici. “Abbiamo già generato una nuova generazione di inibitori” di Cdk9 “che andranno a potenziare quelli già esistenti e che stanno dando grandi risultati in clinica”, dichiara Giordano all’Adnkronos Salute.  Lo studio ha quindi evidenziato un nuovo ruolo di Cdk9 nella regolazione del riparo del Dna. “E’ come se la proteina Cdk9”, quando è ‘sana’, “sorvegli il genoma della cellula per evitare la comparsa di errori nella sequenza genica – spiega Alfano, autore corrispondente dell’articolo – Di conseguenza, la sua alterazione all’interno dei tumori può essere importante per aumentare il carico mutazionale che è alla base della trasformazione e progressione tumorale”. “Questa scoperta – commenta Giordano, responsabile del progetto di ricerca – ci permette di aggiungere un nuovo importante tassello alla comprensione di come le cellule scelgono i meccanismi di riparo favorendo la conservazione dell’informazione genetica e riducendo l’insorgenza di mutazioni predisponenti al cancro.

Questo è un ottimo risultato, perché la descrizione del ruolo di Cdk9, gene scoperto da noi nel 1994, apre la strada alla generazione di nuovi inibitori farmacologici che potranno essere utilizzati sia in monoterapia che in combinazione con altri farmaci, già attualmente in uso, per potenziarne l’effetto antitumorale.Inoltre, questa scoperta apre la strada ad ulteriori studi per la valutazione di Cdk9 come possibile nuovo fattore predittivo della risposta a trattamenti farmacologici che agiscono sul riparo del Dna”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Ferragni, Klaus Davi: “Come Berlusconi, ha vinto da vittima cambiando la narrazione”

0

(Adnkronos) – Una prova superata a pieni voti.Chiara Ferragni, intervistata ieri sera da Fabio Fazio nel programma ‘Che Tempo che Fa’, ha vinto la sfida cambiando “la narrazione” e giocando il ruolo “della vittima”.

La pensa così il massmediologo Klaus Davi il quale, conversando con l’AdnKronos, evidenzia che come l’influencer sia andata da Fazio “a fare la vittima, e ha funzionato.Ciò vuol dire che ha la forza per rispondere alla narrazione giudiziaria, un po’ come Berlusconi.

Il Cavaliere – ricorda Davi – veniva intervistato sulle vicende giudiziarie, andava in televisione, faceva il suo show e cambiava la narrazione.In questo modo è campato 30 anni”. “Ferragni – prosegue l’esperto di comunicazione – continua ad avere un seguito enorme.

Questo conferma la mia tesi ovvero che la questione morale nel web non esiste”.Il successo dell’intervista, che ha consegnato alla trasmissione di Fazio in onda sul Nove ascolti in crescita rispetto a una settimana fa, registrando 2.979.000 telespettatori pari al 14% di share, “la danno i numeri.

E i numeri dicono che la Ferragni è stata efficace.Ciò che conta nel nostro mestiere – spiega – è la permanenza che, in questo caso, è stata altissima.

Chi ha guardato Chiara Ferragni in televisione l’ha fatto dall’inizio alla fine.Questo non è un dato scontato nell’epoca sincopata del web.

In un’epoca in cui tutto è frammentato, quella dell’influencer è stata una permanenza che fa paura”.Entrando nel dettaglio del confronto tra Fabio Fazio e Chiara Ferragni, Davi ricorda che “lei ha stabilito le regole dell’intervista, non si è entrati nella vicenda giudiziaria più di tanto”.  Secondo il massmediologo, l’influencer “ha dimostrato di avere uno zoccolo forte di audience che addirittura è riuscita a portare nella televisione generalista.

Lei vive di followers che l’hanno seguita nel piccolo schermo.Sono pochi coloro che, in Italia, hanno questo seguito.

E’ lei che stravince.E’ una truffatrice?

Questo lo dimostreranno i processi ma prima che si arrivi alla Cassazione, potrebbero passare cinque anni”.Infine, a detta di Kalus Davi, Ferragni ha fatto anche una scelta ben precisa andando da Fazio: “Ha scelto un interlocutore di sinistra, che parla alla sinistra e conferma che il suo mondo di riferimento è la sinistra”, conclude. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Toti: ‘Inizio lavori tunnel è sogno che si avvera’

0

(Adnkronos) – Con l’inaugurazione dei lavori per la realizzazione del tunnel subportuale di Genova, si toccano due capitoli importanti della storia della città: “il primo è proprio questo tunnel, un sogno che questa città coltiva da almeno quattro decenni e che oggi finalmente comincia a diventare realtà.Il secondo, più doloroso, è quello che riguarda la tragedia del Ponte Morandi.

Io credo che se questo tunnel avrà un nome, sarà dedicato alle 43 vittime del crollo del ponte”.Lo ha detto Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, nel corso dell’inaugurazione dei lavori per la realizzazione del tunnel subportuale, che modificherà sensibilmente la viabilità di Genova. Presenti all’inaugurazione dei lavori il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sindaco di Genova Marco Bucci.

L’avvio dei lavori per il nuovo tunnel “credo sia la dimostrazione che tutti noi abbiamo imparato qualcosa da quella tragedia – aggiunge Toti – bisogna infatti prendersi cura delle infrastrutture, le quali vanno anche costruite in modo tale che siano sempre più moderne ed efficienti.Il fatto di aver imparato qualcosa dalla tragedia non la rende meno dolorosa, ma quantomeno spinge tutti a fare un passo avanti”. “Sono contento anche della presenza di due ministri del governo, perché non solo iniziamo un’opera, ma le iniziamo dicendo a tutti che in questo Paese si può costruire e cambiare la nostra realtà senza per questo mettere a rischio la legalità e senza che ci sia sempre quella diffusa opinione in Italia, ormai coltivata anche dalle cronache di queste in queste ore – sottolinea il presidente di Regione Liguria – che dietro ogni cantiere e ogni opera, vi sia qualcosa di opaco e di maleodorante da contestare.

Io non credo.Qui abbiamo costruito il Ponte Morandi in pochi mesi e lo abbiamo fatto nel più completo rispetto della legalità e delle norme sul lavoro.  “A Genova, e più in generale in Liguria, si può toccare con mano ‘l’Italia che cambia’ molto più che altrove.

Lo sa bene il ministro Salvini, eravamo qui insieme a mettere la prima pietra della diga, con tutti gli amici che hanno contribuito ad arrivare fino qua.Se fossimo la punta di un compasso e intorno a noi allargassimo il raggio di un chilometro e mezzo vedremo non solo il tunnel che comincia oggi, ma anche la diga, il quadruplicamento dei binari, l’arrivo del Terzo Valico e molto altro ancora – spiega Toti – È davvero un’Italia che cambia nel segno della legalità e lo fa per il futuro, senza pensare alle prossime elezioni, ma pensando alle prossime generazioni”. “Contestiamo la mentalità di chi pensa che ‘no’ sia la parola giusta per preservare e coltivare in questo Paese: no ai rigassificatori, no ai nuovi binari, no al tunnel. È un’opinione sbagliata e credo che il futuro lo dimostrerà.

Continueremo a rispondere a tutti i comitati del ‘no’, che non vorrebbero cambiare questo Paese, aggiungendo un nuovo mattone all’Italia che vogliamo costruire e spero che essa abbia in Genova e nella Liguria l’esempio più importante di tutti.Da quello che facciamo oggi non dipende solo il benessere di questa città o di questa regione, ma anche una parte importante della competitività futura del nostro Paese, e quindi il benessere dei nostri figli e dei nostri nipoti”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Infermiera 118 aggredita nel Casertano: “Presa per la gola e scagliata contro saracinesca”

0

(Adnkronos) – Nuova aggressione nei confronti di una operatrice sanitaria. “Ieri sera, intorno alle 20.10, siamo stati allertati per andare su un incidente stradale, dove vi erano più coinvolti e un ragazzo incosciente a terra.Arriviamo dopo pochi minuti ed inizio a scendere per soccorrere il ragazzo a terra.

Era cosciente ma agitato e gli chiedo il nome.A questo punto si alza e con una forza inaudita mi prende per la gola stringendo, mi alza da terra scaraventandomi nella saracinesca facendomi cadere, non contento si è avventato su di me e solo a quel punto degli uomini mi hanno portata via in ambulanza”.

E’ la testimonianza di un’infermiera della postazione 118 di Maddaloni, in provincia di Caserta, che ha ricostruito i momenti concitati di un’aggressione – l’ultima di una lista di episodi ai danni di operatori sanitari, soprattutto donne – avvenuta in strada durante un intervento sul posto per un incidente.  “Io e il mio autista ci chiudiamo in ambulanza e allertiamo i carabinieri – prosegue la testimonianza dell’infermiera – Mentre aspettavamo, l’aggressore voleva avvicinarsi ancora e mentre lo tenevano a bada venivo chiamata con epiteti particolari, ‘z…a, cretina’, esortandomi a scendere nuovamente.Io sono andata in ospedale riportando per fortuna solo una contusione cervicale ed ecchimosi al collo”.  “L’ennesima donna aggredita – commenta Nessuno tocchi Ippocrate – l’ennesimo tentato omicidio”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piantedosi: “A Genova giornata di presidio della legalità”

0

(Adnkronos) – “Per me è molto importante essere qui oggi.Come ha ricordato anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, facendo riferimento ‘all’Italia del fare’, contrapponendola ‘all’Italia dei no’, questa giornata vuole rappresentare un’Italia che sa presidiare i circuiti di legalità, e questo è molto importante per me”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a margine dell’inaugurazione dei lavori per la realizzazione del tunnel subportuale di Genova.Presenti all’inaugurazione dei lavori il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il sindaco di Genova Marco Bucci e il governatore della Liguria Giovanni Toti.  La rappresentazione dell’Italia come presidio di legalità “succede qui a Genova – afferma il ministro – dove molti di noi hanno visto quello che è successo dopo la tragedia del Ponte Morandi.

Per la grande tragedia con la quale si è misurata, voglio fare i miei complimenti alla città di Genova, perché ha saputo trasformarla in un’occasione per nuove opportunità.Gli amministratori territoriali sono stati in grado di fare di una tragedia un’occasione di rilancio, non solo attraverso la realizzazione di progetti che prendono il via oggi ma anche dimostrando che si possono realizzare infrastrutture e opere pubbliche importanti, rilanciare lavori pubblici e creare occasioni per l’occupazione e molto altro ancora, senza deflettere rispetto a quelli che sono i presidi di legalità”. “Abbiamo un sistema di presidio della legalità nei confronti di tradizioni di criminalità organizzata, che negli ultimi decenni pratica la sommersione e quindi tende ad inquinare i circuiti amministrativi e i circuiti economici legali.

Da questo punto di vista, però – continua – abbiamo la migliore legislazione al mondo e abbiamo dimostrato proprio qui a Genova che sono presenti buone pratiche di competenza sotto questo aspetto”.  Dopo l’inaugurazione dei lavori del tunnel subportuale, il ministro Piantedosi si recherà alla firma del Protocollo di legalità presso la Prefettura di Genova: “Si tratta di un importante protocollo di legalità, che rilancerà anche le grandi esperienze che abbiamo acquisito in materia.Un protocollo che si nutrirà non solo di monitoraggio accurato, grazie al contributo dell’appaltatore, delle banche dati e dell’anagrafe dei fornitori, ma andrà anche oltre – precisa il ministro – affermando i valori della trasparenza e delle pratiche per l’anticorruzione.

Lo faremo qui a Genova, che si candida ad essere il capofila di questo progetto”. “Come avvenuto per il Ponte Morandi, vogliamo dimostrare che si possono fare le grandi opere infrastrutturali in tempi celeri, nonostante si presidi accuratamente la legalità”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bucci: “Soddisfatto per inizio lavori tunnel subportuale Genova”

0

(Adnkronos) – “La ‘Genova del futuro’, quella dei prossimi venti o trent’anni, ha bisogno di questo tunnel subportuale.Quella di oggi è dunque una giornata importante.

Nutro molta soddisfazione nel vedere che finalmente i lavori hanno inizio.Bisognerà poi vederlo ultimato, ma per il momento siamo soddisfatti del lavoro svolto per concretizzare il progetto” Così il sindaco di Genova, Marco Bucci, a margine dell’inaugurazione dei lavori per la realizzazione del tunnel subportuale di Genova, che migliorerà sensibilmente la viabilità della città.

Presenti all’inaugurazione dei lavori anche il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il governatore della Liguria Giovanni Toti. “Il tunnel subportuale non è importante solo in quanto tale – spiega il primo cittadino genovese – ma anche perché è parte del disegno strutturale che comincia a Levante, con il Waterfront di Levante, e finisce a Ponente con la passeggiata di Voltri.Sono tutti progetti che hanno bisogno di essere sistemati.

Nel mezzo di tutto questo c’è la città, Genova, con altrettanti grandi progetti – sottolinea Bucci – dalle metropolitane allo scalimetro, dalla funivia al Waterfront di Levante fino alla rigenerazione urbana del centro storico e della parte di Sampierdarena, oltre a quella di Sestri che sta per arrivare.Il lavoro da fare è tanto, ma c’è una grande squadra presente per lavorare e sono contento di vedere che l’amministrazione e i ministeri siano al nostro fianco”. “Devo ringraziare molte persone.

Vorrei ricordare anche che i finanziamenti di questa di quest’opera nascono dal ristoro che la città di Genova ha ottenuto per il crollo del ponte Morandi – sottolinea il sindaco – Pertanto, vorrei volgere un pensiero alle 43 vittime del Monte Morandi e lo farò anche pubblicamente – precisa Bucci – Il mondo, però, va avanti, ed è giusto che la città di Genova usufruisca di questi finanziamenti per creare un servizio alla città, creando infrastrutture utili a Genova e al futuro delle nuove generazioni”.L’orizzonte temporale prefissato di cinque anni e mezzo per ultimare il tunnel subportuale è verosimile, spiega il sindaco: “Io sono anche commissario di quest’opera e ritengo che i tempi siano più che sufficienti per poter ultimare il lavoro”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salvini: “Al lavoro entro 2024 per revisione sistema concessioni”

0

(Adnkronos) – “Sto lavorando personalmente con i tecnici del Mit a un’intera revisione del sistema delle concessioni autostradali in tutta Italia entro il 2024, l’obiettivo è garantire le manutenzioni necessarie senza gravare sulle tasche dei cittadini con un aumento dei pedaggi”.Ad affermarlo è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini,in occasione del via ufficiale i lavori del Tunnel subportuale di Genova. “Le concessionarie autostradali – sottolinea Salvini – legittimamente hanno utili miliardari, ridiscuteremo al tavolo questi utili miliardari e come reinvestirli a vantaggio dei cittadini, un po’ come gli utili miliardari delle banche per le quali qualcuno a sinistra si era stracciato le vesti.

Se una parte degli utili miliardari dei concessionari autostradali fossero reinvestiti in attività utili ai cittadini, penso che non sarebbe uno scandalo.Stiamo lavorando sul tema del rinnovo delle concessioni autostradali e su una limitazione dell’aumento dei pedaggi”, aggiunge il ministro.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)