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Franco Di Mare ha sposato Giulia Berdini prima di morire. Ruotolo: “Hai coronato il tuo sogno”

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(Adnkronos) – Franco Di Mare ha sposato la sua compagna Giulia Berdini poco prima di morire. “Hai coronato il tuo sogno” del matrimonio ha scritto su X Sandro Ruotolo, dicendosi “strafelice”. “Hai tenuto ferma la tua denuncia contro il cinismo della Rai – scrive oggi nel suo post d’addio all’amico -.Hai sofferto troppo, che la terra ti sia lieve”.  Con una foto delle rose bianche, usate per la cerimonia e la scritta ‘post muto’, sempre sui social, aveva accennato al matrimonio anche il fratello Gino Di Mare che oggi ha scritto su Fb: “”Ciao Frà, con te va via un pezzo di me”.

Il giornalista e storico inviato Rai di 68 anni si è spento oggi, accanto a lui la moglie e la figlia adottata, Stella, incontrata nel 1992 a Sarajevo.  Tra Serbia e Bosnia, Di Mare ha documentato la guerra nei Balcani da inviato.La carriera del giornalista è cominciata negli anni ’80, con una serie di collaborazioni prima dell’assunzione a L’Unità, presso cui è diventato inviato e caporedattore.

Nel 1991 Di Mare è approdato in Rai e dal 1995 è diventato inviato Speciale per il Tg2.Nel 2002 il passaggio al Tg1. Nel 2003 ha assunto il ruolo di conduttore televisivo con Unomattina Estate prima di Uno Mattina week end.

Dal 2004 è diventato il volto di Uno Mattina.Il curriculum comprende programmi di informazione e attualità nella fascia mattutina e una serie di serate su Rai1.

Nel 2019 è stato nominato vicedirettore di Raiuno, con delega ad approfondimenti ed inchieste, e l’anno successivo è stato nominato direttore generale dei programmi del giorno della Rai prima di assumere la direzione di Raitre il 15 maggio 2020.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allegri, l’esonero e il comunicato: Juve chiude con 10 righe di ghiaccio

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(Adnkronos) –
Dieci righe durissime.La Juventus ufficializza l’esonero di Massimiliano Allegri con un comunicato pesante: toni gelidi, nessuna menzione per la vittoria della Coppa Italia, conquistata solo 2 giorni fa, e per i 12 trofei complessivi nei due cicli bianconeri.

Al contrario, la nota fa riferimento esplicito ai comportamenti tenuti dall’allenatore durante e dopo la finale con l’Atalanta.Una sentenza, con tanto di motivazioni extracampo. “La Juventus comunica di avere sollevato Massimiliano Allegri dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile.

L’esonero fa seguito a taluni comportamenti tenuti durante e dopo la finale di Coppa Italia che la società ha ritenuto non compatibili con i valori della Juventus e con il comportamento che deve tenere chi la rappresenta”, si legge nel comunicato.Le proteste plateali e ‘cinematografiche’ nel finale della sfida con l’Atalanta, con espulsione e scenata, non sono passate inosservate. 
Le telecamere hanno evidenziato la freddezza nei confronti dei dirigenti, in primis Cristiano Giuntoli, ‘ospiti’ poco graditi nei festeggiamenti con la squadra.

Quindi, le scintille con il direttore di Tuttosport, Guido Vaciago, nel dopopartita.Una serie di tasselli che hanno portato la Juve a chiudere il discorso oggi, con una freddezza sorprendente considerando il ruolo che Allegri ha avuto nell’ultimo decennio del club.

Nessun riferimento ai 5 scudetti del 2014-2019 o ai 12 titoli complessivi.Nulla. “Si conclude un periodo di collaborazione, iniziato nel 2014, ripartito nel 2021 e terminato dopo le ultime 3 stagioni insieme con la Finale di Coppa Italia.

La società augura a Massimiliano Allegri buona fortuna per i suoi progetti futuri”, il congedo glaciale, sintomi di una rottura ben più profonda rispetto a banali motivi calcistici. Ora la Juve volta pagina.Per le ultime 2 partite del campionato, in panchina andrà Paolo Montero, tecnico della Next Gen.

Poi, toccherà a Thiago Motta.Non ci sono più dubbi sull’arrivo dell’allenatore che ha portato il Bologna dei miracoli in Champions League e che lunedì, in un incrocio a dir poco curioso, ospiterà proprio la prima Juve del post-Allegri.

All’ex centrocampista italo-brasiliano toccherà il compito di rigenerare una squadra e un ambiente che non sono riusciti nemmeno a godersi in pieno la prima vittoria dopo 3 anni di digiuno. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Amici’ macchina per talenti anche se non si vince: chi sono le star senza scettro

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(Adnkronos) –
Il talent show ‘Amici di Maria De Filippi’ è una vera e propria fucina di talenti.Antonino, Marco Carta, Alessandra Amoroso, Emma Marrone, Virginio Simonelli, Sergio Sylvestre, i The Kolors, Irama, Gaia Gozzi, Giulia Stabile, Luigi Strangis e Mattia Zenzola: sono solo alcuni degli artisti che hanno raggiunto il successo grazie alla scuola più famosa della tv.

Ma ad ‘Amici’ non sempre è necessario vincere: molti artisti hanno raggiunto il successo anche senza vincere il titolo.Ad esempio, Angelina Mango, nella stagione 2022-2023, si è classificata seconda dopo il ballerino Mattia Zenzola.

La giovane cantautrice lucana ha dimostrato che il talento e la passione possono portare a risultati straordinari come la vittoria della 74esima edizione del Festival di Sanremo.E il brano ‘La noia’ ha fatto ballare anche il pubblico dell’Eurovision, presente a Malmo in Svezia, dove Angelina si è piazzata al settimo posto.

E la cantante sarà anche il superospite della finale di domani, in prima serata su Canale 5.  Ma prima di Angelina Mango anche altri artisti hanno avviato carriere di successo, andando ben oltre il talent, senza però aver conquistato lo scettro.Tra questi c’è anche Annalisa che ha debuttato ad Amici nel 2011, dove ha conquistato il pubblico e la critica.

Solo nell’ultimo anno, i brani ‘Bellissima’, ‘Mon Amour’ e ‘Sinceramente’ l’hanno incoronata regina delle hit ed è stata la prima italiana a entrare nella Top 100 Billboard Global, la classifica dell’autorevole rivista musicale.E proprio in questi giorni la cantante ha coronato il suo sogno: quello di esibirsi all’Arena di Verona.

Punteggiata di successi anche la carriera di Elodie.La cantante romana partecipa al talent nel 2015 e arriva seconda dietro Sergio Sylvestre.

Da allora Elodie ha consolidato la sua carriera nel pop italiano e ha partecipato più volte a Sanremo dove nel 2021 ha anche ricoperto il ruolo di co-conduttrice. 
Sangiovanni, invece, ha partecipato all’edizione del 2020 ed è arrivato secondo dietro Giulia Stabile.I suoi brani pubblicati durante il talent sono diventati subito delle hit. ‘Lady’, ‘Tutta la notte’ e ‘Hype’ hanno scalato la classifica italiana e ‘Malibu’, nel 2021, è stato il brano più ascoltato in Italia.

Nel 2022 ha partecipato a Sanremo dove è tornato anche quest’anno con il brano ‘Finiscimi’.Al termine del Festival, il cantautore ha annunciato la volontà di prendersi una pausa.

Insomma, vincitori o meno, ‘Amici’ continua a lanciare talenti nel mondo della musica e dello spettacolo. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Franco Di Mare e il mesotelioma, 2mila casi all’anno in Italia

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(Adnkronos) –
Duemila italiani l’anno si ammalano di mesotelioma, ricevendo la stessa diagnosi che è toccata al giornalista Franco Di Mare, 68 anni, morto oggi.Si tratta di un tumore raro, molto cattivo, come lo stesso Di Mare l’ha definito rivelando il suo male in un’intervista con Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ domenica 28 aprile.  Il nostro è uno dei Paesi al mondo maggiormente colpiti dalle malattie legate all’amianto, in particolare il mesotelioma.

Secondo il VII Rapporto del Registro nazionale dei mesoteliomi (Renam), a cura dell’Inail, dal 1993 al 2018 sono stati diagnosticati in Italia 31.572 casi di mesotelioma.Oltre il 50% si registra fra i residenti in Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna (56,7%).

Nel dettaglio il 72% dei casi censiti nel Rapporto Renam riguarda gli uomini.La percentuale delle donne passa dal 27,2% se si è vittima di mesoteliomi pleurici a 33,3% e 41% rispettivamente per il mesotelioma del pericardio e del peritoneo.

In generale, i casi di mesotelioma alla pleura rappresentano il 93,2%, quello al peritoneo il 6,3%, mentre per gli altri due tipi di mesotelioma i dati sono irrisori.Il numero di vittime per questa patologia varia a seconda dell’età.

Fino a 45 anni la malattia è rarissima (solo 1,4% del totale dei casi registrati), l’età media alla diagnosi è di 70 anni.  
I dati ribadiscono come il 69,1% dei casi di mesotelioma è dovuto a una esposizione professionale.Solo il 5,1% è di origine familiare, il 4,3% ambientale e l’1,5% per un’attività di svago o hobby.

Per il 20% dei casi l’esposizione è improbabile o ignota.I settori più colpiti sono l’edilizia (16,2% del totale della casistica), la metalmeccanica (8,8%), il tessile (6,3%) e le attività dei cantieri navali sia di costruzione che di riparazione e manutenzione (7,4%).

Le attività più a rischio sono, infatti, la produzione di manufatti in cemento-amianto, la cantieristica navale, la produzione di freni e frizioni, la tessitura di amianto e la produzione di materiali isolanti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tragedia a Scafati: Operaio 22enne Schiacciato da una Lastra d’Acciaio

Tragedia a Scafati: giovane operaio schiacciato da una lastra d’acciaio durante lavori di ristrutturazione.Indagini in corso.

Tragedia a Scafati: Muore Operaio 22enne Schiacciato da una Lastra d’Acciaio durante Lavori di Ristrutturazione

Nel cuore di Scafati, in provincia di Salerno, un incidente sul lavoro ha tragicamente segnato la perdita di Alessandro Panariello, un giovane operaio di soli 22 anni proveniente da Poggiomarino.

L’evento drammatico è avvenuto mentre Panariello lavorava attivamente alla ristrutturazione di un edificio in via Melchiade.Una lastra d’acciaio, crollata dalla carrucola che stava sollevando, lo ha colpito mortalmente sul posto, nonostante l’arrivo tempestivo dei soccorsi, che purtroppo non hanno potuto fare nulla per salvargli la vita.

L’operaio si trovava su un’impalcatura del palazzo in fase di restauro al momento dell’incidente, un dettaglio che aggiunge ulteriore contestualizzazione al tragico evento.La responsabilità di indagare su quanto accaduto è stata affidata ai Carabinieri, mentre la comunità locale è stata scossa profondamente dalla tragedia.

Il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, ha espresso il suo cordoglio attraverso un post su Facebook, sottolineando il dolore e la perdita che questo incidente ha provocato nella città.Questo incidente tragico riporta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sottolineando l’importanza di procedure e misure preventive per evitare tragedie simili in futuro.

La vita di Alessandro Panariello è stata spezzata prematuramente mentre svolgeva il suo lavoro, un ricordo doloroso che rimarrà nella memoria della sua famiglia, dei suoi amici e della comunità di Scafati per sempre.La sua morte rappresenta un monito che richiama alla responsabilità di tutelare la sicurezza dei lavoratori in ogni contesto lavorativo.

Filippo Mosca, confermata in appello condanna a 8 mesi di carcere in Romania

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(Adnkronos) – E’ stata confermata in appello la condanna a oltre otto mesi di reclusione nei confronti di Filippo Mosca, il giovane originario di Caltanissetta, detenuto da circa un anno nel carcere di Porta Alba, a Costanza in Romania, con l’accusa di traffico internazionale di droga.Il giovane si è sempre detto innocente.

Confermata la condanna anche per l’amico Luca Cammalleri.  
Lo scorso marzo era stata respinta la richiesta di concessione dei domiciliari avanzata dalla difesa del ragazzo.La sentenza pronunciata oggi era attesa lo scorso 19 aprile, ma era poi stata rinviata a oggi.  Proprio nelle scorse settimane Ornella Matraxia, mamma di Filippo, era tornata a chiedere un “intervento forte” del ministero degli Esteri. “Chiedo ancora, a gran voce, un intervento della Farnesina, un supporto forte – aveva detto all’Adnkronos -.

In questa battaglia siamo soli.Sì, è vero che tante persone ci stanno aiutando e ci sono vicine, però è altrettanto vero che solo un intervento diplomatico forte può cambiare qualcosa.

Questa sofferenza deve avere fine.Filippo è innocente.

Ci sono una serie di incongruenze in questa storia, però pare che nessuno riesca a risolvere la situazione”. “Ho sentito i familiari di Filippo e Luca, la fidanzata di Filippo era in lacrime.Sono disperati, un po’ tutti ci volevamo illudere che finisse in un altro modo.

Speravamo che la condanna non fosse confermata, anche perché in questo caso le prove della loro innocenza sono evidenti.Continueremo a essere vicini alle famiglie e a breve cercheremo di organizzare un viaggio in Romania per incontrare Filippo e Luca e la terza ragazza coinvolta”, dice all’Adnkronos è Katia Anedda, presidente dell’associazione ‘Prigionieri del silenzio’ che si occupa della tutela dei diritti umani degli italiani detenuti all’estero, dopo la conferma in appello della condanna a oltre 8 anni di carcere per Filippo Mosca e Luca Cammalleri.

Confermata anche la condanna per la terza ragazza italiana che sin dal primo momento si è dichiarata colpevole.  “E’ un’ingiustizia, le prove parlano chiaro – aggiunge -: la ragazza sin dall’inizio ha confermato che Luca e Filippo erano all’oscuro di tutto.Comminare loro una pena così dura è veramente assurdo, speravamo che i giudici ritornassero sui propri passi”.

Di “errore giudiziario” parla anche Francesca Carnicelli, legale dell’associazione ‘Prigionieri del silenzio’. “E’ stato un po’ un fulmine a ciel sereno, gli avvocati rumeni erano convinti si potesse dimostrare l’estraneità di Filippo e Luca ai fatti contestati – dice all’Adnkronos -.Confidavamo, se non nell’assoluzione piena, in una riduzione della pena.

Invece, non è stato.Per Filippo e Luca è un esito inaccettabile.

Come associazione continueremo ad aiutare sia le loro famiglie che i ragazzi come abbiamo fatto sinora”.Per la presidente di ‘Prigionieri nel silenzio’ la vicenda di Mosca e Cammalleri conferma la necessità di “un magistrato di collegamento” per gli italiani detenuti all’estero, perché “spesso sono abbandonati a loro stessi”. “Abbiamo tanti connazionali che si trovano in carceri di altri Paesi che non sanno neppure quali siano i loro diritti”, spiega.

Il prossimo 23 maggio l’associazione sarà audita in commissione Diritti umani al Senato. “Porteremo all’attenzione della commissione anche questa vicenda”, assicura Katia Anedda.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giro d’Italia, Milan vince tredicesima tappa e Pogacar sempre maglia rosa

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(Adnkronos) – Jonathan Milan ha vinto oggi in volata la tredicesima tappa del Giro d’Italia, la Riccione-Cento di 179 km, centrando il terzo successo nella corsa e consolidando il primato nella classifica per la maglia ciclamino.L’azzurro, aiutato nel tratto finale dal suo gruppo, ha superato Fernando Gaviria della Movistar che aveva anticipato, forse troppo presto, la partenza dello sprint.

Alle spalle di Milan Stanisław Aniołkowski (Cofidis), terzo Phil Bauhaus (Bahrain Victorious).La maglia rosa resta ancora sulle spalle di Tadej Pogacar.   1) Jonathan Milan (Lidl Trek) in 4h02’03” 2) Stanisław Aniołkowski (Cofidis) s.t. 3) Phil Bauhaus (Bahrain Victorious) s.t. 4) Tim Van Dijke (Team Visma | Lease a Bike) s.t. 5) Hugo Hofstetter (Israel-PremierTech) s.t. 6) Fernando Gaviria (Movistar) s.t. 7) Juan Sebastian Molano (UAE Team Emirates) s.t. 8) Laurence Pithie (Groupama-FDJ) s.t. 9) Giovanni Lonardi (Team Polti Kometa) s.t. 10) Alberto Dainese (Tudor) s.t.  “E’ fantastico ottenere il terzo successo di tappa nonostante abbia temuto quando sono rimasto indietro a causa dei ventagli”, dice Milan, subito dopo l’arrivo. “I miei compagni di squadra mi hanno guidato alla perfezione, aiutandomi a rientrare in gruppo e successivamente a posizionarmi per lanciare la volata.

Simone Consonni è stato fondamentale, tirando dai -400 metri.E’ impressionante vedere come tutti mi abbiano supportato al meglio per la volata, sono orgoglioso del mio team”. “Finora, in ogni tappa del Giro è successo qualcosa.

Il percorso era pianeggiante, però c’era vento e ha favorito i ventagli.La Ineos Grenadiers ha attaccato, ma sono sempre rimasto davanti.

Nelle loro condizioni avrei provato a fare la stessa cosa.Domani e dopodomani ci saranno due appuntamenti molto importanti.

Spero di fare bene”, chiosa Pogacar.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europee, Mannheimer: “Mancato duello tv Meloni-Schlein avvantaggia altri partiti”

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(Adnkronos) –
Il mancato confronto tv Meloni-Schlein “in qualche modo giova gli altri partiti…”.Ne è convinto il sondaggista Renato Mannheimer, che spiega all’Adnkronos: ”Si avvantaggiano sicuramente gli altri.

Non è che il confronto televisivo avrebbe spostato voti dalla destra alla sinistra e viceversa, ma sicuramente avrebbe attirato voti sui partiti principali, da parte dei sostenitori di quei partiti”, Fratelli d’Italia e Pd.  Il ‘duello’ tra la segretaria dem e la presidente di Fdi, sottolinea il sociologo, “serviva a mobilitare all’interno della destra e della sinistra.Mi spiego: se uno di sinistra vede la Schlein in tv, si entusiasma e la vota.

Stesso discorso vale per la Meloni”.Mannheimer non ha dubbi e insiste: con l’annullamento del faccia a faccia Meloni-Schlein ”si avvantaggiano gli altri, ma voglio vedere che confronti ci saranno”, fallito questo.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Franco Di Mare, Fabio Fazio commosso: “E’ un grande dolore”

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(Adnkronos) – “Ci ha lasciato Franco Di Mare.Sapevo come tutti che sarebbe dovuto succedere a breve ma poi ogni volta che una cosa così accade ci si sorprende e non si è mai pronti”.

Inizia così il ricordo commosso di Fabio Fazio che, in un video postato sui suoi profili social, commenta la notizia della scomparsa del giornalista Franco Di Mare, morto oggi all’età di 68 anni per un mesotelioma.Meno di un mese fa, il 28 aprile, il giornalista aveva parlato della sua malattia in una puntata di Che tempo che fa. Franco di Mare, aggiunge Fazio, “ci ha lasciato una grande lezione in quella intervista a ‘Che tempo che fa’ per presentare il suo libro.

E’ stato molto importante quello che ha detto e, per quel che mi riguarda, è stato molto importante quello che ci siamo detti soprattutto io e lui prima, le settimane precedenti, nei giorni precedenti e anche quello che ci siamo scritti nei giorni successivi”, dice il conduttore che, visibilmente commosso, aggiunge: “Sono cose che rimarranno dentro di me a lungo.E’ un grande dolore”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mandelli (Fofi): ‘permettere somministrazione vaccini a farmacie è atto di civiltà”

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(Adnkronos) – “L’importanza di permettere anche alle farmacie di somministrare le vaccinazioni è legata a un tema semplice: in questo momento abbiamo uno straordinario mezzo per fare prevenzione, sappiamo quanto la prevenzione sia indispensabile anche per mantenere in equilibrio i conti del Servizio sanitario nazionale e dunque che le farmacie possano, come i medici di medicina generale e come pediatri di libera scelta, fare una vaccinazione è un fatto di civiltà, in linea con quella frammentazione necessaria per poter dare al cittadino una più ampia possibilità di vaccinarsi, così da preservare se stesso e i conti della sanità e dello Stato”.A dirlo è Andrea Mandelli, presidente della Federazione Ordini farmacisti italiani – Fofi, a Milano a margine dell’evento ‘Verso una piena attuazione della farmacia dei servizi.

Quale contributo al miglioramento della qualità di vita dei cittadini’, realizzato da Federfarma Lombardia e The European House-Ambrosetti, con il contributo non condizionante di Gsk, Msd, Pfizer e Teva. “Per quanto riguarda l’esperienza della Regione Marche, direi che è un’esperienza molto importante – spiega Mandelli – Il governatore Acquaroli ha colto l’opportunità di utilizzare i farmacisti per poter aumentare le coperture vaccinali e direi che l’esperimento ha avuto un successo molto importante.Quello che è importante sottolineare è il fatto che il cittadino apprezza questa capacità di poter scegliere lui il momento della vaccinazione.

E’ evidente che avere la farmacia che adotta orari dilatati e i farmacisti sempre presenti sul territorio, anche il sabato o la domenica, offre una straordinaria possibilità anche per alzare le coperture vaccinali del nostro Paese, che non sono proprio a buoni livelli”, conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Rosa (Gsk Italia): “Hanno ruolo chiave in percorso di cura paziente cronico”

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(Adnkronos) – “È importante mettere il focus sul paziente fragile, e in particolare sul paziente affetto da patologie croniche, come la Bpco, l’asma e il diabete, ed è necessario che ci sia un approccio di sistema sull’intero percorso di cura di questo paziente, in cui la vaccinazione ha un ruolo chiave.Questo vale sia dal punto di vista del paziente fragile, ma anche dal punto di vista del sistema.

Dal punto di vista del paziente la farmacia ricopre un ruolo assolutamente critico, sia per un tema di prossimità, ma anche per un tema di tempistiche con cui il paziente si affaccia in farmacia”.A dirlo è Silvia La Rosa, vice president e business unit head vaccines di Gsk Italia, a margine del panel ‘Prossimità e telemedicina per il rafforzamento dell’assistenza territoriale e una gestione più efficace delle cronicità’, tenutosi nel corso dell’evento “Verso una piena attuazione della farmacia dei servizi.

Quale contributo al miglioramento della qualità di vita dei cittadini”, promosso da Federfarma Lombardia e The European House-Ambrosetti, con il contributo non condizionante di Gsk, Msd, Pfizer e Teva. “I dati dimostrano che solo in Regione Lombardia ci sono circa 800mila pazienti che entrano in farmacia tutti i giorni e il 74% dei pazienti lombardi va in farmacia una volta al mese – spiega La Rosa – Ne consegue che il ruolo della farmacia è importante come leva anche per una programmazione e un’organizzazione della vaccinazione sull’intero arco dell’anno.Non penso solo al bisogno della vaccinazione a ridosso della stagione influenzale, con il vaccino antinfluenzale e anti Covid, ma anche alla nuova vaccinazione che come azienda stiamo portando contro il virus respiratorio sinciziale e a vaccini per l’adulto, che possono e devono essere destagionalizzati, come il vaccino contro il virus herpes zoster”. Il coinvolgimento sempre maggiore delle farmacie nella gestione della cronicità e nel monitoraggio dell’aderenza terapeutica, ma anche a sostegno alle campagne di screening e prevenzione – è emerso dall’incontro – fa sì che esse forniscano un contributo importante al mantenimento della buona salute e quindi alla sostenibilità del sistema sanitario e, più in generale, di quello socio-economico. “Da un punto di vista di sistema, la vaccinazione è un investimento in salute, in modo particolare per quel che riguarda le vaccinazioni dell’adulto.

La prospettiva non deve essere quella del ritorno di un investimento in vaccinazione – continua La Rosa – quanto piuttosto il costo che si paga per quella popolazione che si ammala e per quella percentuale di pazienti fragili che acutizza con il sopraggiungere di un’infezione che si sarebbe potuta evitare attraverso la disponibilità di un vaccino”. Per “fronteggiare tale situazione è importante parlarne tutti insieme come stakeholders coinvolti ed è necessaria anche la presenza di una cabina di regia rispetto una governance molto ampia, in cui sono coinvolti i centri di igiene pubblica, gli ospedali come punto di riferimento per i pazienti immunocompromessi, il medico di medicina generale e le farmacie”, conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, Tribunale San Pietroburgo sequestra 463 milioni di beni russi a Unicredit Russia

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(Adnkronos) – Il tribunale arbitrale di San Pietroburgo ha posto sotto sequestro conti e beni immobili russi di Unicredit Bank Jsc e Unicredit Bank Ag (Monaco di Baviera) per 463 milioni di euro su un’istanza della RusKhimAlliance.E’ quanto riferisce il quotidiano economico russo ‘Kommersant’.

Nell’agosto 2023 RusKhimAlliance aveva intentato una causa contro UniCredit Bank Ag.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, fiamme e un’alta colonna di fumo: paura in via Nazionale – Video

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(Adnkronos) – Paura nel pomeriggio di oggi, 17 maggio, in via Nazionale a Roma dove un’alta colonna di fumo si è levata tra i palazzi della via del centro.A causare la nube, visibile anche a centinaia di metri di distanza, le fiamme divampate presumibilmente da uno scooter parcheggiato in una traversa laterale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Racca (Federfarma Lombardia): “Regione ha sempre creduto in farmacia dei servizi”

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(Adnkronos) – “La Lombardia ha sempre creduto nella farmacia del territorio e nella farmacia dei servizi, perché in tutte le norme regionali ha dato sempre grande spazio alla farmacia dei servizi che noi facciamo, dal Cup agli screening, dalla telemedicina alle vaccinazioni.Adesso stiamo lavorando ad un grande progetto: la telemedicina convenzionata con il Sistema Sanitario Regionale.

Questo progetto fa parte della farmacia dei servizi ma anche dello stanziamento che è arrivato dal governo nazionale”.Lo ha detto Annarosa Racca, presidente Federfarma Lombardia, a margine del panel ‘Verso la piena attuazione della farmacia dei servizi’ durante l’evento “Verso una piena attuazione della farmacia dei servizi.

Quale contributo al miglioramento della qualità di vita dei cittadini”, realizzato da Federfarma Lombardia e The European House-Ambrosetti, con il contributo non condizionante di Gsk, Msd, Pfizer e Teva. “Penso che vaccinare in farmacia, in accordo con la Regione Lombardia, sia molto importante – aggiunge Racca – In Italia, le vaccinazioni in farmacia sono partite molto più tardi di tante altre nazioni europee.Lo abbiamo iniziato a fare durante il periodo del Covid, ma adesso possiamo vaccinare anche le persone contro l’influenza.

Tuttavia, sarebbe importante vaccinare in farmaci anche contro l’Herpes zoster, l’Hpv, il pneumococco o il tetano.Penso che se vogliamo fare prevenzione nel nostro Paese e nella farmacia dobbiamo aumentare la possibilità dei farmacisti di vaccinare” conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Federfarma Lombardia, ‘82% cittadini premia professionalità croce verdi’

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(Adnkronos) – La farmacia dei servizi e le prospettive future dell’evoluzione in atto della sanità in Lombardia sono stati al centro dell’evento “Verso una piena attuazione della farmacia dei servizi.Quale contributo al miglioramento della qualità di vita dei cittadini”, realizzato da Federfarma Lombardia e The European House-Ambrosetti, con il contributo non condizionante di Gsk, Msd, Pfizer e Teva.

In una sanità sempre più connessa e vicina alle persone – riporta una nota – la rete regionale delle farmacie, con 14.000 addetti e più di 3.000 strutture – di cui 928 rurali, in aumento rispetto al 2022, è diventata sempre di più un punto di riferimento capillare per i cittadini lombardi.Già oggi, infatti, le farmacie lombarde registrano 800.000 ingressi giornalieri, grazie anche a un continuo aumento del numero di servizi e della tipologia di prestazioni. “La prossimità e la facilità di accesso alle prestazioni sono elementi che permettono di rispondere al crescente bisogno di salute – commenta Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio di Regione Lombardia – La farmacia, quale presidio sanitario territoriale, integrata nell’ecosistema sanitario, è in grado di generare salute e accompagnare pazienti e caregiver nel processo di digitalizzazione, partendo dalla valorizzazione della professione e dal consolidamento della farmacia dei servizi”. Il coinvolgimento sempre maggiore delle farmacie nella gestione della cronicità e nel monitoraggio dell’aderenza terapeutica, ma anche a sostegno alle campagne di screening e prevenzione, fa sì che esse forniscano un contributo importante al mantenimento della buona salute e quindi alla sostenibilità del sistema sanitario e, più in generale, di quello socio-economico. “Il ruolo delle farmacie del territorio è centrale in una strategia di salute che possa coinvolgere attivamente i principali stakeholder, dai Comuni alle Asst e Ats; questo soprattutto sui temi relativi alla prevenzione”, sottolinea Emanuele Monti, presidente della Commissione Sostenibilità Sociale, Casa e Famiglia del Consiglio Regionale della Lombardia.  Secondo la survey “Il rapporto dei cittadini lombardi con la farmacia e i farmacisti”realizzata da The European House – Ambrosetti con Swg su un campione di oltre 1.000 cittadini lombardi di età maggiore di 18 anni, in Lombardia 8 cittadini su 10 hanno una farmacia di riferimento.

La vicinanza alla propria abitazione e la professionalità del farmacista sono, insieme alla flessibilità di orario, i fattori che contano di più nella scelta della farmacia.Non è tutto: i cittadini riconoscono il farmacista come punto di riferimento: l’82% dichiara di avere fiducia o molta fiducia nei suoi confronti, valore che raggiunge l’86% e l’87% tra la Gen Z (anni ’90 – inizio 2000) e i Boomers (anni ‘50-’60), ed è in crescita per 1 cittadino su 4 dopo la pandemia.

Con un punteggio di 7,5 su 10 (8,2 nelle periferie e nelle aree rurali), i cittadini lombardi valutano molto positivamente il ruolo della farmacia e del farmacista all’interno del Ssn. “La gestione della pandemia ha fatto emergere in modo inequivocabile quanto capillarità, professionalità, disponibilità fossero valori aggiunti e diffusi di un servizio ancora codificato dalle Istituzioni come prettamente dedicato alla distribuzione del farmaco – sottolinea il segretario della Commissione Affari Sociali della Camera, Carlo Maccari – La farmacia dei servizi è la valorizzazione dell’esplosione delle competenze verso la telemedicina e non solo, che le permetteranno di essere un punto di riferimento cardine del Ssn”. Con la progressiva implementazione della farmacia dei servizi – riferisce la nota – le attività realizzate dalle farmacie sono, in effetti, in continuo aumento: a fine aprile 2024, le ‘croci verdi’ lombarde, oltre all’attività tradizionale di dispensazione dei farmaci, hanno consentito di prenotare più di 1,7 milioni di visite specialistiche, realizzato più di 964.888 operazioni di scelta e revoca del Medico di medicina generale e raccolto più di 2,2 milioni di campioni per lo screening del colon-retto.Nell’ambito del contrasto alle malattie infettive, 822 farmacie hanno somministrato quasi 1,4 milioni di vaccini anti-Covid mentre, solo nella stagione appena conclusa, le farmacie autorizzate hanno somministrato quasi 200.000 dosi di vaccino antinfluenzale; 1.188sono invece i presidi farmaceutici che effettuano il test dello streptococco.  Esiste però una certa eterogeneità nella conoscenza dei servizi offerti dalle farmacie lombarde e nel livello di utilizzo da parte dei cittadini (i cittadini della Città metropolitana di Milano e della provincia di Monza e Brianza sono quelli che più utilizzano i “nuovi” servizi in farmacia).

Negli ultimi 12 mesi, 71.503 utenti – tra cui 2.441 stranieri – hanno consultato “Farmacia Aperta”, l’applicazione mobile e web che permette di trovare la farmacia aperta più vicina e di prenotare le diverse prestazioni; 123.587 sono state le visualizzazioni della pagina web.Il giudizio espresso sul servizio, da parte di chi ne è a conoscenza, è molto positivo (punteggio 7,41 su una scala da 1 a 10). Tra i servizi più conosciuti offerti in farmacia – dettaglia la nota – figurano il tampone anti-Covid e il monitoraggio della pressione arteriosa mentre quelli più utilizzati, da parte di chi è a conoscenza del servizio, risultano tampone e vaccino anti-Covid e lo screening del colon-retto.

Meno del 30% dei cittadini lombardi è a conoscenza della possibilità di effettuare delle prestazioni di telemedicina in farmacia.Eppure, ad oggi sono 2.000 le farmacie lombarde che offrono questo servizio, con più di 110.000 prestazioni erogate nel 2023 (oltre 24.000 holter pressori, più di 34.000 holter cardiaci e più di 52.000 elettrocardiogrammi), in crescita del 227% rispetto al 2020; il primo trimestre 2024 conferma il trend, con prestazioni in aumento del 31,6% rispetto al primo trimestre 2023. “La richiesta di telemedicina fra i cittadini lombardi è in deciso aumento, segno di un’esigenza realmente sentita dalla popolazione, che ci impegneremo a soddisfare con una proposta ancora più ampia e una comunicazione più puntuale, volta a fare conoscere i servizi disponibili – dichiara Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia – All’interno della farmacia dei servizi, che Regione Lombardia ha sempre promosso, inoltre, queste prestazioni saranno presto convenzionate con il Ssr: ciò costituirà un’opportunità concreta per contribuire a ridurre le liste d’attesa, grazie alla capillarità della nostra rete”. “Continueremo a impegnarci affinché si possa fare prevenzione tramite le farmacie – prosegue Racca – lo dimostrano le alte percentuali di adesione agli screening e alle vaccinazioni eseguite in farmacia.

Auspichiamo che si possano ampliare le vaccinazioni eseguibili con l’introduzione di anti-Hpv, anti-Herpes zoster e anti-pneumococco.Inoltre, è pronto un progetto per favorire l’aderenza alla terapia, soprattutto nei pazienti cronici.

Le farmacie continueranno così a rispondere alla domanda di salute dei cittadini, grazie alla disponibilità di nuove cure e servizi, fermo restando il ruolo fondamentale della dispensazione dei farmaci”. Sul fronte delle attività di prevenzione, 8 cittadini lombardi su 10 vedono con favore la vaccinazione in farmacia e il 33% dichiara di essersi sopposto almeno una volta in questi presìdi negli ultimi 3 anni al vaccino antinfluenzale o anti-Covid.Inoltre, quasi un cittadino su 2 (soprattutto i Millennials e i soggetti in possesso di una laurea) apprezza l’estensione dell’offerta vaccinale in farmacia agli over-12 prevista dall’ultimo DdL Semplificazioni.

Anche se la fiducia nei vaccini è aumentata dopo la pandemia, permane sullo sfondo il fenomeno dell’esitazione vaccinale, benché meno intenso rispetto ad altre aree del Paese. “La comunicazione gioca un ruolo chiave per aumentare la fiducia dei cittadini nei confronti delle vaccinazioni – spiega Daniela Bianco, Partner e Responsabile Area Healthcare di The European House-Ambrosetti – Sul territorio regionale, la percentuale di soggetti indecisi o non propensi alle vaccinazioni anti-HPV, anti-Herpes Zoster e anti-pneumococco è superiore al 50%.Di questa fetta della popolazione, il 30% dichiara di poter rivalutare la propria scelta dopo aver avuto maggiori informazioni: se si escludono i soggetti che si sono già sottoposti a questi 3 vaccini, il 50% della popolazione potrebbe quindi decidere di vaccinarsi.

Il farmacista, insieme agli altri professionisti della salute può giocare un ruolo chiave nel far comprendere ai cittadini il valore di questo strumento di sanità pubblica”. In definitiva, “i farmacisti sono sempre più centrali per il rafforzamento della sanità territoriale, che mette al centro il cittadino e i suoi bisogni di salute – rimarca il presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi) Andrea Mandelli – Regione Lombardia è stata pioniera nel riconoscere ai farmacisti di comunità il ruolo di presidio essenziale del Servizio sanitario regionale per migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria e farmaceutica”.I “nuovi servizi che saranno erogati dai farmacisti e rimborsati dal Ssr, consentiranno un ulteriore passo in avanti verso la costruzione di un’assistenza di prossimità che punta sulla prevenzione e sulla precocità di intervento per ridurre il peso delle malattie croniche sulla salute dei cittadini e sui costi sanitari, anche grazie all’importante contributo all’abbattimento delle liste d’attesa.

I numeri sulle vaccinazioni e sulle prestazioni di telemedicina eseguite dai colleghi del territorio confermano che sempre più cittadini lombardi scelgono di rivolgersi al farmacista, per ricevere risposte immediate e concrete alle loro esigenze di cura e assistenza”, conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Franco Di Mare, aveva 68 anni

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(Adnkronos) – E’ morto a Roma il giornalista e inviato della Rai Franco Di Mare, colpito da un mesotelioma.Aveva 68 anni.

A dare l’annuncio è il fratello Gino Di Mare che su Facebook scrive: “Ciao Frà, con te va via un pezzo di me”. Lo scorso 28 aprile, il giornalista era stato ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa.Di Mare Aveva spiegato di essere ammalato di un tumore molto cattivo legato “alla presenza di amianto nell’aria che si prende tramite la respirazione di particelle di amianto, senza rendersene conto”. “Ho un mesotelioma, un tumore molto cattivo” aveva detto il giornalista.

Di Mare era un nome e un volto notissimo per i telespettatori italiani.La sua carriera era cominciata negli anni ’80 con una serie di collaborazioni prima dell’assunzione a L’Unità, presso cui diventa inviato e caporedattore.

Nel 1991 Di Mare era approdato in Rai e dal 1995 era diventato inviato Speciale per il Tg2.Nel 2002 il passaggio al Tg1. Nel 2003 era diventato conduttore televisivo con Unomattina Estate prima di Uno Mattina week end.

Il curriculum comprende programmi di informazione e attualità nella fascia mattutina e una serie di serate su Rai1.Nel 2019 aveva assunto la carica di vicedirettore di Raiuno con delega ad approfondimenti ed inchieste, e l’anno successivo viene nominato direttore generale dei programmi del giorno della Rai prima di assumere la direzione di Raitre il 15 maggio 2020. Durante l’intervista da Fabio Fazio, Di Mare aveva lamentato l’atteggiamento, tenuto dalla Rai di fronte alla sua malattia: si sono dileguati “tutti i gruppi dirigenti, non quello attuale, ma quello precedente, quello precedente ancora – aveva affermato – .

Posso capire che esistano delle ragioni di ordine legale, sindacale, ma io chiedevo alla Rai lo stato di servizio che è un mio diritto, i posti in cui sono stato, così potevo provare a chiedere alle associazioni di categoria cosa fare… sono spariti tutti.Se io posso arrivare a capire, e non è che lo debba fare per forza, che possono esistere ragioni legali o sindacali, quello che capisco meno è l’assenza sul piano umano.

Persone a cui parlavo dando del tu, perché ero un dirigente Rai, sono sparite, si sono negate al telefono, a me.Come se fossi un questuante.

Io davanti a un atteggiamento del genere trovo un solo aggettivo: ripugnante”. All’indomani dell’intervista, l’ad Rai Roberto Sergio si era impegnato a inviare al giornalista tutta la documentazione richiesta all’azienda negli anni precedenti.Durante l’audizione in Vigilanza della scorsa settimana, Sergio ha annunciato che a Di Mare “è stata inviata, via Pec, la documentazione che aveva richiesto”. “Sono commosso e conservo nel mio cuore il dolce, faticoso colloquio telefonico avvenuto il giorno successivo alla sua denuncia” dichiara l’amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio. “Purtroppo non potrò incontrarlo, come ci eravamo ripromessi, ma sarò vicino alla famiglia e in questo doloroso momento prego con loro”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allegri, esonero e addio alla Juve dopo la Coppa Italia

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(Adnkronos) –
Massimiliano Allegri e la Juventus, è addio dopo 3 anni con l’esonero annunciato oggi dalla società bianconera.L’allenatore di Livorno chiude la sua seconda avventura con la Vecchia Signora, iniziata nel 2021. 
Dopo la vittoria nella finale di Coppa Italia e le scintille nel post-partita, arriva l’annuncio: Allegri lascia Torino, con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del ricchissimo contratto quadriennale da 7 milioni a stagione.

La società, dopo 24 ore di riflessione, fa calare il sipario e annuncia l’esonero per “taluni comportamenti tenuti durante e dopo la finale di Coppa Italia che la società ha ritenuto non compatibili con i valori della Juventus e con il comportamento che deve tenere chi la rappresenta”.Il riferimento è all’atteggiamento tenuto nei confronti della dirigenza, ‘invitata’ a non partecipare ai festeggiamenti, ai momenti di tensione con Guido Vaciago, direttore di Tuttosport.  L’Allegri Bis va in archivio con un trofeo che rende meno amaro un triennio complicato per la Vecchia Signora che ripartirà, con ogni probabilità, da Thiago Motta.

Allegri, vincitore di 5 scudetti nella sua prima esperienza torinese tra il 2014 e il 2019, è tornato a Torino 3 anni fa per un vecchio-nuovo progetto voluto da Andrea Agnelli.Il ritorno al passato, al calcio del cortomuso, dopo i tentativi affidati a Maurizio Sarri e Andrea Pirlo: due tecnici bocciati dopo una sola stagione ma capaci di conquistare rispettivamente lo scudetto e l’accoppiata Coppa Italia-Supercoppa. 
Allegri è tornato a Torino pensando di riprendere il discorso interrotto nel 2021.

Lui è rimasto il profeta del calcio basato sulla fase difensiva e affidato al talento offensivo per arrivare al successo.Attorno al ‘Mago Max’, però, è cambiato tutto.

A cominciare dalla Juve, che si è impoverita tecnicamente – e non solo – fino a diventare una squadra normale, se non mediocre.Via Cristiano Ronaldo, fine (più o meno) delle spese folli.

La qualificazione alla Champions League e alla finale di Coppa Italia nel 2021-2022 avrebbero dovuto rappresentare il punto di partenza del nuovo ciclo.Invece sono state una tappa di un triennio con pochi sorrisi prima dell’acuto finale. 
Il 2022-2023 è stato un annus horribilis in campo e soprattutto fuori.

Le inchieste sul bilancio del club, la decapitazione dei vertici con l’addio di Andrea Agnelli, la penalizzazione e la conseguente esclusione dalle Coppe europee, con la cancellazione della Champions League conquistata sul campo.Allegri si è distinto nel ruolo di gestore-tuttofare: ha avuto il merito di tenere unito un ambiente in tilt e di reggere il timone di una barca alla deriva.

Si è guadagnato la terza chance, per il 2023-2024.Niente impegni infrasettimanali, una Juve da plasmare per provare a competere in campionato. Missione fallita, dopo un’iniziale illusione.

Il girone d’andata da 46 punti ha fatto pensare che la squadra potesse essere competitiva al pari dell’Inter.Il girone di ritorno è stato un calvario: 2 vittorie nelle ultime 15 giornate, un ruolino da retrocessione, prestazioni tra l’inguardabile e l’osceno, una rosa depressa e giocatori involuti. 
La Coppa Italia, vinta con merito, non ha sanato una frattura che dopo la partita è apparsa plateale: sì ai festeggiamenti con i giocatori, no all’esultanza con i dirigenti, a cui Allegri – secondo l’analisi della ‘moviola’ nel post-partita – ha rivolto anche un gesto eloquente.

Divorzio inevitabile, in una quadro caratterizzato da una mancanza di sintonia con la nuova direzione tecnica.A dettare legge è Cristiano Giuntoli, deus ex machina dell’area sportiva: sarà lui a decidere come sarà la Juve che verrà affidata a Motta. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Poste, da luglio servizio passaporti in tutti gli uffici postali d’Italia

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(Adnkronos) – A partire dal mese di luglio il servizio di richiesta e rinnovo passaporti sarà disponibile in tutti gli uffici postali d’Italia.Lo ha annunciato il Direttore Generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco al termine di un incontro con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sull’avanzamento del progetto Polis di Poste Italiane.  “La grande novità è che da luglio, conclusi i necessari passaggi normativi – ha dichiarato il Direttore Generale – questo servizio interesserà progressivamente gli Uffici Postali di tutta Italia, senza distinzioni tra piccoli e grandi centri”.

Polis, ha aggiunto Lasco, “procede spedito, ad oggi abbiamo già avviato 2.400 interventi e completato oltre 1.500 Uffici Postali in tutt’Italia.Su indicazione del Ministero dell’Interno ci siamo fatti parte attiva per l’estensione del servizio di richiesta dei passaporti a supporto delle Questure e dei Commissariati, dallo scorso marzo abbiamo registrato più di 350 richieste sui 31 uffici postali in cui il servizio è attivo ed entro fine mese saranno già operativi oltre 130 uffici postali.

Mi piace ricordare che oltre l’80% dei cittadini ha richiesto la consegna a casa del passaporto tramite Poste Italiane, con un risparmio di tempo e spostamenti importanti anche e soprattutto per l’ambiente”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

B7, Hannappel (Philip Morris): “G7 sia faro della crescita globale, al centro Ia e ambiente”

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(Adnkronos) – “Oggi la presidente Emma Marcegaglia presenterà il comunicato finale alla presidente Meloni.All’interno due temi molto importanti.

Il primo è la transizione digitale, e in particolare l’intelligenza artificiale, che è fondamentale sia gestita non solo in ambito regolatorio ma anche sotto il profilo delle competenze che vanno create dalla scuola alle università, dall’ingresso in azienda e anche durante la tutta la vita professionale delle persone.Il secondo tema è la sostenibilità delle catene globali del valore, che sono fortemente integrate, specialmente in Italia che è un Paese fortemente esportatore di catene locali di valore, fondamentali per ambiti comunitari ma anche extra G7″ .

Così Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato Philip Morris Italia a margine dell’evento B7 Italy 2024, ‘Leading the Transitions Together’, l’Engagement Group del G7 presieduto da Confindustria a Roma.  “Le attività che raccomandiamo di perseguire – ha proseguito Hannappel – ci sono senz’altro gli accordi bilaterali e multilaterali, accordi di reciprocità sia nell’ambito di materie prime e semilavorati sia di prodotti finiti, per avere una certezza di approvvigionamento, anche energetico, ma soprattutto per avere una possibilità di commercio internazionale sostenibile.Negli ultimi dieci anni l’economia mondiale è cresciuta molto bene, nonostante i tanti scossoni geopolitici.

Per continuare a farlo c’è bisogno di essere molto uniti e il G7 deve essere il faro anche per altre aree geografiche”.  E sul tema della sostenibilità l’ad di Philip Morris Italia ribadisce l’impegno dell’azienda nel nostro Paese: “Stiamo trasformando i nostri impianti produttivi.Il nostro impianto faro, quello di Bologna, è tra i parchi industriali solari più grandi d’Europa ed è la fabbrica più grande costruita in Italia in questo secolo: quindi è estremamente nuova e innovativa.

Negli ultimi trent’anni abbiamo ottimizzato l’utilizzo di acqua: -200.000 metri cubi d’acqua da quando la fabbrica è stata inaugurata sette anni fa ad oggi”.Un impegno che si riverbera anche nel campo della produzione agricola: “I nostri accordi di filiera con il ministero dell’Agricoltura hanno portato negli ultimi dieci anni a ridurre del 40% l’utilizzo dell’acqua nei campi, che – in termini di risorsa non utilizzata – significa risparmiare una quantità di acqua pari a quella del Lago Maggiore.

Siamo intervenuti anche sul fronte dell’utilizzo di fitofarmaci e nella gestione efficiente della parte di riscaldamento dei forni di essiccazione e in tante altre attività che sono censite nel nostro bilancio sostenibilità, davvero ricco per una multinazionale delle nostre dimensioni”, ha concluso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fiammetta Borsellino: “I Graviano piccoli uomini”

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(Adnkronos) – Definisce i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, boss sanguinari di Brancaccio condannati all’ergastolo per le stragi mafiose e altri delitti, “uomini di una pochezza e una piccolezza unica”, persone “non vive nonostante la loro presenza fisica”.Ma anche persone che non devono “restare dei fantasmi” perché “non sono mostri” ma uomini “che negano principalmente a loro stessi la possibilità di vivere e morire con dignità”.

Scandisce lentamente ma con fermezza queste parole Fiammetta Borsellino, figlia minore del giudice Paolo Borsellino, a margine del convegno ‘Mafie e antimafie oggi’ a Palazzo Steri di Palermo.Fiammetta Borsellino incontrò, a sorpresa, nel dicembre del 2017, i boss Giuseppe e Filippo Graviano in carcere.

In quella occasione lanciò un appello ai killer che uccisero suo padre invitandoli “a chiedere perdono” e a raccontare tutta la “verità”.Filippo e Giuseppe Graviano, condannati a diversi ergastoli per le stragi e altri fatti di sangue, sono detenuti al 41 bis.

L’incontro avvenne dopo che Borsellino ottenne il permesso dall’allora ministro della Giustizia Andrea Orlando.  Oggi, nel suo intervento, alla presenza dell’ex Procuratore capo di Trapani Alfredo Morvillo, fratello di Francesca Morvillo, la donna ha dato alcuni elementi su quell’incontro con i boss di sette anni fa. “L’incontro con i fratelli Graviano in carcere mi ha aiutato a verificarne la pochezza e la piccolezza, il loro essere persone ‘non vive’ nonostante la loro presenza fisica.Non posso entrare nei particolari, perché diverse sono le persone e diversi sono i fratelli con i loro percorsi interiori fatti.

Non bisogna farli restare dei fantasmi.Non sono più ‘mostri del male’ – ha spiegato – Io mi sono sentita molto più viva e ho sentito più vivo mio padre rispetto queste persone che continuano a recitare una parte”.  “Per me è stata una cosa naturale incontrare in carcere i Graviano, fa parte di un mio percorso di elaborazione del lutto.

Mio padre mi ha educata non a stare lontana dalle persone, che siano mafiose o no – ha poi aggiunto Fiammetta Borsellino – Ma mi ha insegnato di andare sempre oltre e cercare di vedere l’uomo che c’è dietro le persone.Questo, da un lato, vuol dire crescere e dall’altro vuol dire evitare che questi soggetti rimangano solo dei fantasmi, soprattutto se sono persone che hanno inciso così profondamente sulla tua vita, seppur in maniera negativa”. “Ma io per come sono stata educata non poteva restare nella inconsapevolezza di chi fossero queste persone”.  Fiammetta Borsellini ha poi sottolineato di avere “sentito urgenza emotiva di incontrare i fratelli Graviano”. “Fa parte di un percorso personale per me molto importante.

Non voglio addentrarmi nei contenuti.Dico solo che l’incontro, al di là degli effetti e dei risultati, ha una valenza in se.

Sicuramente ha prodotto in me un cambiamento, anche una illuminazione rispetto al fatto che queste persone non sono dei mostri del male, non devono restare nel rango di fantasmi”. “Sono convinta della validità dell’incontro in se con i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano in carcere.Produce degli effetti in chi lo promuove e in chi li chi accetta.

Non sono mai stata animata da sentimento di vendetta o di rabbia certa del fatto che questi sentimenti poi inducono i mafiosi a uccidere e generano solo distruzione e morte”, ha poi detto la figlia minore del giudice Paolo Borsellino.  “Dal giorno in cui incontrai i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano in carcere, seppure non ci sia stata una continuità del percorso che è stato completamente ignorato dalle istituzioni e per il quale non sono stata completamente sostenuta, tuttavia da questa esperienza, che per me è stata molto importante, è scaturito l’impegno nelle carceri, soprattutto carceri di massima sicurezza in tutta Italia”. Poi ha spiegato di avere iniziato a incontrare studenti, società civile e detenuti, al termine del quarto processo per la strage di via D’Amelio.Il giudice Antoni Balsamo definì la strage Borsellino “Il più grave depistaggio della storia giudiziaria italiana”.  “Ho cominciato questo impegno più pubblico solo a conclusione del processo Borsellino quater, anno in cui si è sancita l’esistenza, di cui oggi non si vuole completamente parlare della parola depistaggio.

A conclusione del processo siamo stati messi di fronte a questa amarissima verità, che ha ucciso mio padre per la seconda volta, questo percorso deviato di allontanamento della verità caratterizzato da gravissime anomalie, sia dal punto di vista investigativo che processuale”, ha spiegato Fiammetta Borsellino. “Siccome nessuno ne ha voluto parlare, non si è mai data la giusta rilevanza anche sulla stampa, ho sentito questa urgenza, questa esigenza di denunciare la mancata verità – ha detto ancora – che ho sempre definito una offesa alla intelligenza del popolo italiano, soprattutto perché oggi la mancata verità sulla strage è connessa alle ragioni della disonestà di chi questa verità la doveva cercare”. Al convegno è intervenuto anche il fratello di Francesca Morvillo, moglie di Falcone, l’ex Procuratore Alfredo Morvillo, oggi in pensione.Che ha attaccato quella parte di società civile che ancora va a braccetto con la ‘zona grigia’.

Ma anche “chi governa la città”.Perché “fino a quando non ci saranno uomini in grado di essere credibili agli occhi della gente, di guidare questa gente verso la meta di essere liberi e di esprimere le proprie idee, non cambierà nulla”. “Io ho ricevuto solidarietà di nascosto da gente che paura di dire come la pensa.

Mi auguro, da cittadino comune, che un giorno ci guidino persone di alto spessore morale, che credono veramente nella lotta alla mafia, non a parole, andandosi a sedere in prima fila il 23 maggio, ma che facciano ciò che faceva ad esempio Padre Puglisi, che era un modello per i cittadini”, ha denunciato Morvillo.  “Spero per Palermo che nascano prima o poi uomini forti che credano in qualcosa e non soltanto nella bella poltrona”, ha detto. “Dobbiamo chiederci se la massa della gente, degli indifferenti, che difficilmente potrà rinunciare al tipo di vita condotta fino ad ora, alle raccomandazioni e ai favori, che certi ambienti politico mafiosi sono in grado di fare, dalle piccole cose- ha aggiunto Morvillo -La gente da sola è difficile che possa trovare la forza di rinunciare a questo sistema nel quale vive da tempo.Avrebbe bisogno di modelli, di essere guidata, di una guida credibile.

Di forti personalità che guidino le persone”.  “E’ inevitabile che in una città questo ruolo non possiamo che riconoscerlo ai nostri governanti.La gente guarda a loro, non ai magistrati, ai professori o alla Polizia.

Sono loro che hanno un grande ascendente – aggiunge- Quindi, il governante che fa questo mestiere in una città come Palermo, deve sapere che fare il governante a Palermo, non basta occuparsi della raccolta della spazzatura, del traffico, ma serve una guida per i cittadini che avvii i cittadini che li allontani dalle logiche mafiose”. “Conosciamo tutti la storia di questa città.Cosa ha lasciato nell’animo e nella mente di tutti noi la storia di Palermo e quello che è successo 32 anni fa” con le stragi mafiose? “Palermo per la sua storia dovrebbe essere la capitale dell’antimafia.

Questa città dovrebbe essere un luogo in cui dovrebbero esserci continuamente iniziative non solo di questo genere, in cui si discute e in cui ciascuno può avanzare delle proposte.Ma dovrebbe essere un laboratorio di iniziative.

Cosa si può fare per superare questo momento, finalmente?Siamo nel 2024 i nostri cari sono morti 32 anni e siamo ancora qua a discutere di antimafia sociale” ha poi detto Morvillo. “Ma la gente cosa ha mantenuto?

C’è un certo rigore, una certa intransigenza quando si parla di questi temi?La gente sente questi temi?

No.C’è una fetta di indifferenza quasi mortificante.

Palermo non è una città che mostra di avere memoria, di sentire che una delle motivazioni che devono spingere tutti noi a stare lontani anni luce dall’odor di mafia è che c’è gente che ci ha lasciato la vita per perseguire quegli ideali.Non è che quelle persone non se lo aspettavano”. “Il massimo che poteva avvenire è successo con il dottor Paolo Borsellino.

Una cosa disumana.Lui sapeva che era arrivato l’esplosivo per lui, fu messo a conoscenza.

Un padre di famiglia, se avesse detto ‘Visto che non mi posso fidare di voi, dal momento che mi avete mandato all’Asinara per una questione di sicurezza.Ho moglie e tre figli, mi allontano per qualche mese da Palermo e vado da una’ltra parte.

Invece è rimasto fermo nei suoi ideali e nei suoi principi di vita e di fare qualcosa per il prossimo.Ma la gente non ha capito nulla, si parla di Falcone e Borsellino come di un tema qualunque”. “Questo è un tema che ancora mi emoziona- ha concluso visibilmente commosso- Penso anche a Ninni Cassarà, ucciso con una moglie e figli piccoli.

E’ stato tradito da qualcuno, tanti di questi omicidi nascondono connivenze e collusioni”. (di Elvira Terranova) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)