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Crosetto: “Israele rispetti le basi Unifil, rischio conflitto aperto è reale”

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(Adnkronos) – Dopo il nuovo attacco israeliano alle postazioni Unifili in Libano, il ministro della Difesa Guido Crosetto fa il punto nell'informativa al Senato sui recenti spari contro le sedi della missione. "L'Italia lo ha ribadito più volte: riconosciamo il diritto di Israele a difendersi ma con la stessa forza chiediamo che si attenga alle regole del diritto internazionale e che rispetti le basi Unifil. È in atto una crisi gravissima caratterizzata dal superamento progressivo di diverse linee rosse nonostante i ripetuti appelli della comunità internazionale", le parole di Crosetto.  "Oggi purtroppo – ha continuato il ministro – assistiamo al sistematico ricorso alle armi a Gaza e in Libano e le vittime sono soprattutto civili inermi, già duramente provati dalla pioggia di missili, droni, bombe utilizzati da ambo le parti".   In Senato Guido Crosetto manda un appello a Netanyahu: "A Israele diciamo con la schiettezza come si fa tra amici 'aiutateci a rafforzare gli Unifil e le forze armate libanesi per poter svolgere il loro mandato e poter fare in modo pacifico ciò che voi avete iniziato a fare adesso con le armi'.La missione Unifil in Libano non solo va rafforzata ma supportata e allo stesso tempo vanno rafforzate e rese credibili le forze armate libanesi". "Israele deve comprendere che questi soldati non lavorano per una delle parti, ma sono lì per aiutare a mantenere la pace e promuovere la stabilità regionale.

L’imparzialità dei caschi blu è e deve rimanere uno dei pilastri di Unifil.Ecco perché le Nazioni Unite non possono accettare di prendere ordini da una delle parti", ha ribadito Crosetto, sottolineando che "la priorità, mia e di tutto il Governo, rimane la sicurezza e tutela dei nostri militari, del contingente italiano Unifil". "Ad oggi, – ha detto il ministro – la nostra presenza nell’area è significativa, dal momento che contribuiamo con oltre 1.000 militari a Unifil e con circa venti unità impegnate a Beirut nella missione bilaterale italiana in Libano, conosciuta come Mibil.

Il contingente della missione bilaterale è stato recentemente ridotto per motivi di sicurezza, ma ci aspettiamo che possa tornare a operare a pieno regime non appena le condizioni lo permetteranno.Nel frattempo, sono state adottate tutte le misure necessarie per gestire i rapidi cambiamenti di situazione, rafforzando le misure di protezione attiva e passiva.

Inoltre, i piani di evacuazione sono stati aggiornati, testati e sono pronti per essere attuati, se necessario". "Non è messa in discussione la nostra partecipazione a Unifil, che proseguirà fino a quando ve ne sarà la necessità e le Nazioni Unite, insieme ai 50 Stati contributori, non decideranno diversamente.Andare via ora non porterebbe alcun beneficio e minerebbe, forse definitivamente, la credibilità stessa delle Nazioni Unite.

La presenza dei soldati di Unifil può, invece, ancora costituire un elemento fondamentale per prevenire nuovi e peggiori scontri diretti, nuovi e peggiori conflitti.I caschi blu – ha ribadito – possono fungere da fattore di pacificazione, necessario in questo momento.

Inoltre, la loro presenza tornerà ad essere determinante nella fase di stabilizzazione, quando, speriamo tutti presto, si abbasserà il livello di scontro". Crosetto ha continuato: "Come Difesa, siamo ovviamente pronti a fare la nostra parte e, qualora necessario, siamo in grado di condurre operazioni di estrazione del contingente nazionale e dei nostri connazionali in Libano, anche in modo autonomo.In tal senso sono stati già preallertati assetti aerei e navali per tale scopo, e il loro livello di prontezza è stato recentemente innalzato e adeguato alla situazione sul campo.

Ritengo che il Libano sia un tassello chiave per la stabilità di tutto il Medio Oriente.Dobbiamo continuare a garantire la nostra piena e costruttiva collaborazione a tutte le iniziative volte a favorire una de-escalation della situazione, ma Israele deve comprendere l’importanza di rispettare pienamente il Diritto Internazionale.

In definitiva, l’obiettivo della nostra azione deve essere quello di stabilire un orizzonte condiviso e delineare un percorso comune per evitare che possa scatenarsi un conflitto su larga scala in Medio Oriente, con gravi ripercussioni sulla sicurezza e la stabilità di tutti". ''Un ulteriore aggravamento degli eventi sarebbe foriero di conseguenze drammatiche per tutti e genererebbe uno scenario che non avrebbe né vincitori né vinti con incalcolabili conseguenze per il Medio Oriente e per gli equilibri mondiali.Per questo – ha spiegato Crosetto – il governo continua a lavorare per una soluzione diplomatica che, per quanto difficile, resta l'unica possibile.

Lo fa con il viaggio oggi della presidente del Consiglio in Libano, con le iniziative del ministro degli Esteri Tajani, con una serie di viaggi e chiamate, contatti continui, quotidiani che io sto facendo''. "Tra attacchi e contrattacchi, i due attori principali, Israele e Hezbollah, di cui il legame con l’Iran è evidente e palese, si muovono su un filo sottilissimo e, mai come ora, il rischio di un conflitto aperto, che coinvolgerebbe l’intero Libano, è diventato reale", ha detto il ministro nell'informativa per lui prioritaria, nonostante un impegno al vertice Nato a Bruxelles, eppure accolta in Senato da una partecipazione molto bassa.  "Le azioni israeliane contro le basi delle Nazioni Unite sono state rilevanti, e gravissime violazioni del Diritto Internazionale e non semplici errori o incidenti.Israele – ha continuato Crosetto – ha dichiarato di avere ripetutamente invitato Unifil a lasciare temporaneamente la zona prossima alla Blue Line e che ha chiesto all’Onu spostarsi più a nord, di circa 5 km, per evitare che la missione potesse divenire scudo involontario delle milizie di Hezbollah, che usano le loro posizioni avanzate per proteggersi.

Unifil è una missione assai complessa, con un mandato di difficile implementazione, regole d’ingaggio inadeguate e forze non equipaggiate per l’attuale situazione del conflitto in essere, ma che lo erano già da tempo, come avevo più volte detto all’Onu.Questi presupposti hanno reso l’attuazione di quella risoluzione poco aderente alla situazione sul campo, diventata di fatto un conflitto tradizionale e aperto.

Lo scollamento pratico tra la missione assegnata e la capacità d’implementarla rende, ora più che mai necessario ripensare e rinforzare Unifil, rendendola credibile ed efficace". "Non è messa in discussione la nostra partecipazione a Unifil – ha ribaditoCrosetto – che proseguirà fino a quando ve ne sarà la necessità e le Nazioni Unite, insieme ai 50 Stati contributori, non decideranno diversamente.Andare via ora non porterebbe alcun beneficio e minerebbe, forse definitivamente, la credibilità stessa delle Nazioni Unite.

La presenza dei soldati di Unifil può, invece, ancora costituire un elemento fondamentale per prevenire nuovi e peggiori scontri diretti, nuovi e peggiori conflitti.I caschi blu possono fungere da fattore di pacificazione, necessario in questo momento.

Inoltre, la loro presenza tornerà ad essere determinante nella fase di stabilizzazione, quando, speriamo tutti presto, si abbasserà il livello di scontro".  "Dobbiamo convincere Israele, – ha concluso Crosetto – un paese amico nonostante le sue condotte censurabili, affinché riprenda a essere un nostro interlocutore con il quale dialogare, anche in modo duro, ma con un spirito costruttivo, nell’interesse della pace e della stabilità.Solo così potremo rendere credibili ed efficaci gli sforzi della Comunità Internazionale nel Medio Oriente, isolare gli estremismi, contrastare le spinte alla disgregazione regionale e sostenere il percorso di normalizzazione nelle relazioni tra i Paesi della regione". "La mia, la nostra, l’idea del Governo, da cui non recediamo, è quella di promuovere spazi di pace, rifiutando l’idea che quel territorio sia destinato a un conflitto permanente.

Purtroppo, l’esperienza ci insegna che, quando una guerra si protrae senza soluzione, diventa poi difficile porvi fine.Un destino tragico cui né io, né voi, possiamo rassegnarci – ha detto anora il ministro – Per dirla con le parole dello scrittore Italo Calvino 'L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.

Due modi ci sono per non soffrirne.Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.

Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio'".   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nordcorea contro Seul, Corea del Sud diventa ‘Stato ostile’ per Costituzione

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(Adnkronos) – La Corea del Nord ha definito ufficialmente la Corea del Sud come ''uno stato ostile''.La definizione è contenuta nella Costituzione dopo la revisione approvata dal Parlamento di Pyongyang, come spiega l'agenzia di stampa Kcna. Alla fine del 2023 il leader nordcoreano Kim Jong Un aveva proposto per la prima volta che la Corea del Sud venisse definita come i nemico principale del Paese nella costituzione.

Formalmente, le due nazioni restano in stato di guerra dato che nel 1953 fu firmato un armistizio, e non un trattato di pace, tra Seul e Pyongyang. Intanto arriva un nuovo esercito per Kim Jong Un.Le tensioni con la Corea del Sud provocano un effetto immediato in Corea del Nord e, nel giro di poche ore, oltre 1,4 milioni di giovani nordcoreani hanno chiesto di arruolarsi o di rientrare nell'esercito, motivati a reagire alle "provocazioni" di Seul, accusata di aver lanciato droni con messaggi propagandistici su Pyongyang negli scorsi giorni.  "La Repubblica Popolare di Corea (Rpdc) è piena di volontà di annientare la feccia della Repubblica di Corea che ha violato la sua sacra sovranità e sicurezza", si legge nell'articolo. "Se scoppia una guerra, la Repubblica di Corea sarà cancellata dalla carta geografica -afferma la Korean Central News Agency, (Kcna), agenzia ufficiale del Paese- Poiché vuole una guerra, siamo disposti a porre fine alla sua esistenza.

I giovani dal sangue caldo sono determinati a partecipare alla guerra sacra per distruggere il nemico con le armi della rivoluzione".  Più di 1,4 milioni di funzionari delle leghe giovanili e di giovani e studenti in tutto il Paese si sono offerti volontari per unirsi o arruolarsi nell'esercito il 14 e 15 ottobre, ha informato la KCNA, a seguito del presunto sorvolo di droni propagandistici sudcoreani sui cieli di Pyongyang. La Corea del Nord ha definito l'incidente del drone "una grave provocazione che viola la sua sovranità", additando Seul come diretta responsabile.Sebbene dalla 'Casa Blu' abbiano negato qualsiasi coinvolgimento, Pyongyang ha scelto di inviare subito un segnale molto forte, facendo saltare in aria frazioni del versante nord delle linee di Gyeongui e Donghae, le strade che attraversano il confine.  L'attività militare della Corea del Nord è sotto i riflettori anche per la collaborazione con la Russia, dopo l'accordo siglato a giugno tra Kim e Vladimir Putin.

La Nato, attraverso le parole del segretario generale Mark Rutte, ha chiarito che non dispone di prove inconfutabili relative all'impiego di soldati nordcoreani nella guerra in Ucraina.Kiev, d'altra parte, si è esposta da tempo facendo riferimento ad un contributo di Pyongyang ben al di là della fornitura di armi.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, minaccia Pasdaran: “Colpiremo dolorosamente se attacca Iran”

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(Adnkronos) – L'Iran colpirà ''in modo doloroso'' Israele se lo Stato ebraico dovesse attaccare obiettivi in territorio iraniano.Lo ha dichiarato il capo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, il generale Hossein Salami. Ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha intanto approvato una serie di obiettivi di teheran da colpire per rappresaglia all'attacco missilistico del primo ottobre scorso, ha detto una fonte israeliana ad Abc News, senza fornire ulteriori dettagli sugli obiettivi specifici e se si tratti di target militari.

Nessuna informazione neanche sui tempi della rappresaglia. Una raffica di oltre trenta razzi sono stati lanciati in mattinata dal Libano verso il nord di Israele, diretti ad Haifa.Lo riferisce l'Idf spiegando che alcuni di questi razzi sono stati abbattuti.

L'emittente Kan aggiunge che altri razzi sono caduti in aree aperte senza causare danni. La resistenza islamica in Iraq, gruppo filo iraniano, ha rivendicato di aver lanciato un drone verso Eilat, nel sud di Israele.La rivendicazione arriva dopo che erano suonate le sirene di allarme nella zona di Eilat. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è oggi al Cairo per colloqui con il presidente egiziano Abdel Fatah al Sisi e il capo della diplomazia Badr Abdelatty.

Si tratta della prima visita di un ministro iraniano di alto rango in Egitto in oltre un decennio.Lo scrive il quotidiano qatariota Al Araby Al Jadeed.

Tra gli obiettivi della missione anche i preparativi per una visita del presidente iraniano Masoud Pezeshkian nella capitale egiziana. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ciclone sull’Italia, ecco il maltempo estremo: le previsioni meteo

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(Adnkronos) – Ondata di maltempo estremo sull'Italia, in particolare al Nord ma non solo, a causa di un fronte caldo nordafricano e di un ciclone atlantico.Nubifragi, alluvioni, acquazzoni e criticità previste ovunque nel quadro delineato dagli esperti nelle previsioni meteo di oggi, 17 ottobre, e per i giorni a venire. Andrea Garbinato, responsabile redazione del sito www.iLMeteo.it, conferma il risultato della somma delle due perturbazioni: entro martedì 22 ottobre avremo accumuli eccezionali concentrati in 3-4 giorni, anche oltre i 400 litri per metro quadrato, in pratica quasi la metà di quanto piove in un anno. Nelle ultime ore, intanto, il fronte caldo nordafricano ha spinto tanta sabbia del deserto nei cieli italiani ma soprattutto ha già favorito nubifragi e alluvioni sul Nord-Ovest, soprattutto lungo la linea di convergenza tra Scirocco e Tramontana.

Questo fronte sarà ancora attivo giovedì, con piogge abbondanti su Nord-Ovest e Toscana costiera nella prima parte della giornata, poi tra pomeriggio e sera anche verso le restanti regioni centrali tirreniche.Anche sul Nord-Est ci saranno acquazzoni intensi nella seconda parte del giovedì con l’ingresso del ciclone atlantico e di un fronte freddo molto attivo. Venerdì ritroveremo infatti maltempo su quasi tutta l’Italia e un graduale calo delle temperature: le massime più elevate sono previste sul versante centro-meridionale adriatico ma non andremo oltre i 25°C.

Dopo numerose giornate tipiche dell’Ottobrata, con punte di 33-34°C sulle Isole Maggiori, possiamo dire che l’Autunno è arrivato ovunque. Ma attenzione, durante il weekend la probabile formazione di un ciclone simil-tropicale con tanto vapore all’interno e un cuore caldo (temperatura dell’occhio del ciclone maggiore delle spire nuvolose esterne) potrebbe portare alluvioni al Sud: al momento, si prevedono quantitativi di pioggia ‘surreali’, incredibili.Purtroppo la temperatura del mare ancora calda e la potenza prevista del ciclone simil-tropicale potrebbero scaricare più di 400 litri di pioggia su ogni metro quadrato, in pratica il contenuto di due vasche da bagno. Al momento la zona prevista per questo impatto estremo è la Calabria ionica, ma non è possibile dare indicazioni precise con tre-quattro giorni di anticipo: il ciclone simil-tropicale seguirà una traiettoria che al momento non può essere prevista con certezza al 100%. Di certo nel weekend pioverà su quasi tutta l’Italia, sabato più forte al Nord-Est e al Sud, domenica soprattutto al Sud; e sulle regioni meridionali il ciclone potrebbe colpire ancora fino a lunedì e localmente martedì. In sintesi, il doppio attacco dal Nord Africa e poi dall’Atlantico, insieme alla temperatura del Mar Mediterraneo ancora calda, genererà potenziali situazioni alluvionali da Nord a Sud: non possiamo escludere criticità ovunque, al massimo stimiamo un minor quantitativo di pioggia in Sardegna e sul medio Adriatico, due zone che sembrano meno impattate dal previsto violento diluvio autunnale. Giovedì 17.

Al Nord: piogge via via più intense dal Nord Ovest verso il Nord Est.Al Centro: maltempo specie dal pomeriggio su Toscana e poi Umbria e Lazio.

Al Sud: ultime ore di sole e caldo. Venerdì 18.Al Nord: fortemente instabile.

Al Centro: maltempo.Al Sud: rovesci forti dalla sera. Sabato 19.

Al Nord: maltempo diffuso.Al Centro: brutto tempo ovunque.

Al Sud: maltempo. Tendenza: domenica ancora con piogge sparse, forti al Sud almeno fino a martedì. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Quattro migranti riportati in Italia dall’Albania, l’arrivo a Brindisi

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(Adnkronos) –
Quattro dei 16 migranti trasportati in Albania a bordo della nave Libra della Marina Militare stanno facendo rientro in Italia.Si tratta di due minori e di due vulnerabili che non sono risultati idonei nel corso dei controlli all'hotspot di Schengjin.

Nei centri in Albania possono essere trasferiti infatti solo maschi adulti non vulnerabili provenienti da paesi considerati sicuri.I quattro, che rientrano sul pattugliatore della Marina Militare, sbarcheranno a breve a Brindisi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto l’ex One Direction Liam Payne, media: “Droga e distruzione nella stanza d’hotel”

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(Adnkronos) – "Droga e distruzione, una scena dantesca".Così i media argentini descrivono la stanza d'albergo dell'ex One Direction Liam Payne , morto nelle scorse ore dopo essere caduto dal terzo piano dell'hotel dove alloggiava a Buenos Aires. Il quotidiano Clarín, che ha avuto accesso alle fotografie della stanza nella Casa Sur, la Deluxe Suite, pubblica le immagini di una televisione con lo schermo distrutto, mostrando inoltre la scrivania della stanza: c'è un contenitore di sapone, fiammiferi, resti di candele, fogli di alluminio e una polvere sparsa che si presume sia cocaina.

C'è anche un accendino e la parte superiore di una lattina con metallo bruciato.Altri resti di candele e fogli di alluminio sono stati trovati nella vasca da bagno della suite occupata da Payne , il cui fondo era macchiato e con alcune bruciature", scrive il quotidiano argentino. Prima della morte dell'ex One Direction, ricorda Clarin, "c'è stata una chiamata ai servizi di emergenza sanitaria che allertava della presenza di 'un uomo aggressivo che potrebbe essere sotto l'effetto di droghe o alcol'". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, uomo trovato morto in strada: colpito da più coltellate

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(Adnkronos) – Un uomo è stato trovato morto in strada a Milano questa mattina intorno alle 5.La vittima era riversa a terra in viale Giovanni da Cermenate.

Sul posto le volanti della polizia e il 118 che ne ha constatato il decesso.Sul corpo dell'uomo sono state rilevate diverse ferite di arma da taglio al torace.

Sono in corso le indagini della polizia per ricostruire quanto accaduto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavorare in piedi? Non è più una moda e non aiuta, ecco perché

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(Adnkronos) – Qualche anno fa era esplosa la moda, sdoganata da diversi studi che ne suggerivano i potenziali benefici: riunioni in piedi alleate della creatività, scrivanie da usare in posizione eretta, postazioni di lavoro pensate ad hoc per rimanere attivi.Oggi da un nuovo studio – pubblicato sull''International Journal of Epidemiology' – potrebbe arrivare un contrordine: stare di più in piedi non riduce il rischio di malattie cardiovascolari, anzi aumenta il rischio di malattie circolatorie, segnalano gli autori della ricerca, scienziati dell'University of Sidney in Australia.  Il lavoro in piedi ha guadagnato popolarità tra le persone che cercano di compensare i danni di uno stile di vita sedentario spesso causato dal trascorrere lunghe giornate davanti al computer, alla televisione o al volante.

Alcune aziende danno la possibilità ai loro impiegati di scegliere se avere una 'scrivania da lavoro in piedi' e in altri settori come la vendita al dettaglio, i lavoratori hanno due opzioni: stare in piedi o seduti.Tuttavia, questi sforzi potrebbero non produrre il risultato sperato.

La nuova ricerca ha dimostrato che, a lungo termine, stare in piedi più che seduti non migliora la salute cardiovascolare in termini di malattia coronarica, ictus e insufficienza cardiaca.Mentre potrebbe aumentare il rischio di problemi circolatori correlati allo stare in piedi, come vene varicose e trombosi venosa profonda. Lo studio ha però anche scoperto che stare seduti per più di 10 ore al giorno aumenta sia il rischio di malattie cardiovascolari che di incidenza ortostatica, rafforzando la necessità di una maggiore attività fisica durante il giorno.

Gli autori puntualizzano infine che stare in piedi di più non è stato associato a un rischio aumentato di malattie cardiovascolari (ma neanche diminuito). "La conclusione fondamentale è che stare in piedi troppo a lungo non compensa uno stile di vita altrimenti sedentario e potrebbe essere rischioso per alcune persone in termini di salute circolatoria", riepiloga l'autore principale Matthew Ahmadi.  "Per le persone che stanno sedute per lunghi periodi regolarmente, includere molti movimenti occasionali durante il giorno ed esercizi strutturati può essere un modo migliore per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari", aggiunge Emmanuel Stamatakis, direttore del Mackenzie Wearables Research Hub.I consigli? "Fate delle pause regolari, camminate, andate a una riunione a piedi, usate le scale, fate pause regolari quando guidate per lunghe distanze o usate quell'ora di pranzo per allontanarvi dalla scrivania e fare un po' di movimento", elenca l'esperto. Una precedente ricerca di Stamatakis e Ahmadi, pubblicata all'inizio di quest'anno, ha anche calcolato che circa 6 minuti di esercizio intenso o 30 minuti di esercizio da moderato a intenso al giorno potrebbero aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache anche nelle persone super sedentarie (per più di 11 ore al giorno).

Lo studio è stato condotto utilizzando dati sulle patologie cardiache e circolatorie rilevati in un periodo di 7-8 anni su 83.013 adulti del Regno Unito che all'inizio non presentavano problemi di cuore.I dati sono stati misurati utilizzando dispositivi indossabili da polso sperimentali, simili a 'smartwatch'. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Razzismo, aggressioni e simboli nazifascisti: perquisizioni in tutta Italia

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(Adnkronos) – Razzismo, aggressioni e simboli nazifascisti.La Polizia di Milano ha eseguito una serie di perquisizioni delegate dalla Procura dei minorenni e dalla Procura di Milano nell’ambito di un’indagine contro l’incitamento alla violenza per motivi razziali.

Le persone sottoposte a perquisizione, dieci minorenni e due maggiorenni, tutte indagate per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, sono risultate residenti in diverse città italiane e l’attività è stata portata a termine con l’ausilio delle Digos delle questure di Torino, Roma, Firenze, Venezia, Novara, Ravenna, Biella e di operatori della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.  Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria sono state sequestrate diverse repliche di armi lunghe e pistole anche prive del tappo rosso, manganelli telescopici, mazze, tirapugni, coltelli, un machete, diverse bandiere e simboli riferibili al nazi-fascismo e al suprematismo nonché materiale cartaceo, cellulari e personal computer.  L’attività di indagine, svolta dalla Digos di Milano, trae origine dall’esecuzione di una misura cautelare eseguita il 19 marzo scorso a carico di un minore di origini ucraine arrestato per aver compiuto, in orario notturno, diverse aggressioni sulla linea M2 verde nei confronti di cittadini extracomunitari e tentati furti a bordo di alcune auto in sosta.Il minore, di ideologia nazifascista, in più occasioni, prima di compiere le azioni criminose mostrava la svastica tatuata sul petto ed esaltava il regime fascista esclamando 'i fascisti sono tornati'.  A seguito di ciò, gli agenti della Digos di Milano, delegati dalle due procure con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, hanno ricostruito una rete in ambito nazionale, composta per lo più da minorenni, che tramite chat di messaggistica istantanea trattavano argomentazioni aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, batteri trasformati in vaccini personalizzati anticancro: lo studio

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(Adnkronos) – Batteri modificati geneticamente per trasformarsi in vaccini personalizzati contro il cancro.E' l'impresa di un team di ricercatori della Columbia University di New York e, secondo i risultati pubblicati su 'Nature', sembra essere una promettente forma di immunoterapia.

Gli scienziati hanno progettato dei batteri probiotici che istruiscono il sistema immunitario a distruggere le cellule tumorali, aprendo la porta a una nuova classe di vaccini anticancro che sfruttano le proprietà naturali di questi germi, la loro capacità di colpire i tumori.Questi vaccini microbici, illustrano gli esperti, possono essere personalizzati per attaccare il tumore primario e le metastasi di ciascun paziente e potrebbero anche essere usati per prevenire future recidive. Gli studi condotti finora hanno utilizzato modelli murini di cancro al colon retto avanzato e melanoma e hanno dimostrato che il vaccino batterico ha potenziato il sistema immunitario per sopprimere la crescita di tumori primari e metastatici e in molti casi eliminarli.

Il tutto lasciando intatte le parti sane del corpo.Questo vaccino, si legge in un report sullo studio, si è dimostrato più efficace dei vaccini terapeutici a base di peptidi, utilizzati in numerosi precedenti studi clinici sul cancro. "L'importante vantaggio del nostro sistema – afferma Andrew Redenti, Vagelos College of Physicians and Surgeons della Columbia University, che ha contribuito a guidare lo studio – è la sua capacità unica di ristrutturare e attivare in modo coordinato tutti i rami del sistema immunitario per indurre una risposta antitumorale produttiva.

Crediamo che sia questo il motivo per cui funziona così bene nei modelli avanzati di tumori solidi che sono stati particolarmente difficili da trattare con altre immunoterapie".  Il vaccino batterico è risultato "in grado di controllare o eliminare la crescita di tumori primari o metastatici avanzati e di prolungare la sopravvivenza nei modelli murini", afferma Jongwon Im, Columbia University, che ha contribuito a guidare gli aspetti di ingegneria batterica dello studio.Un'arma, questa, che si prospetta personalizzabile: "Ogni cancro è unico", evidenzia Nicholas Arpaia, professore associato di microbiologia e immunologia al Vagelos College of Physicians and Surgeons della Columbia University, che ha diretto la ricerca con Tal Danino, professore associato di ingegneria biomedica alla School of Engineering della Columbia. "Le cellule tumorali – prosegue – ospitano mutazioni genetiche che le distinguono dalle normali cellule sane.

Programmando batteri che indirizzano il sistema immunitario a colpire queste mutazioni specifiche del cancro, possiamo progettare terapie più efficaci che stimolano il sistema immunitario del paziente a rilevare e uccidere le sue cellule tumorali.Mentre continuiamo a integrare ulteriori ottimizzazioni della sicurezza, ci stiamo avvicinando al punto di testare la terapia sui pazienti". I batteri sono stati utilizzati nel trattamento del cancro sin dalla fine del XIX secolo, quando William Coley, chirurgo al New York Hospital, osservò una regressione tumorale in un sottogruppo di pazienti con neoplasie inoperabili.

Sono ancora impiegati oggi come terapia in pazienti con cancro alla vescica in fase iniziale.E i ricercatori ora sanno che alcuni di questi germi possono migrare naturalmente e colonizzare i tumori, dove possono prosperare in un ambiente spesso privo di ossigeno e provocare localmente una risposta immunitaria. "Queste qualità da sole in genere non danno ai batteri abbastanza potere per stimolare risposte immunitarie capaci di distruggere un tumore, ma sono un buon punto di partenza per costruire un nuovo dominio di terapie anticancro", dice Arpaia. Il nuovo sistema parte da un ceppo probiotico di batteri E.

coli ai quali i ricercatori hanno apportato molteplici modifiche genetiche per controllare con precisione il modo in cui interagiscono col sistema immunitario e lo istruiscono per indurre l'uccisione del tumore.I batteri ingegnerizzati codificano bersagli proteici chiamati neoantigeni, che addestrano il sistema immunitario a colpire e attaccare le cellule tumorali che esprimono le stesse proteine.

Quando sono stati testati sui topi, i ricercatori hanno osservato che questi vaccini batterici contro il cancro, programmati in modo complesso, sono in grado di reclutare un'ampia gamma di cellule immunitarie che attaccano le cellule tumorali, impedendo al contempo risposte che normalmente sopprimerebbero gli attacchi immunitari diretti al tumore.Sempre in questi test il vaccino batterico ha anche ridotto la crescita del cancro quando somministrato ai topi prima che sviluppassero tumori e ha impedito la ricrescita degli stessi tumori nei topi che erano stati curati, il che suggerisce che potrebbe avere capacità di impedire recidive nei pazienti in remissione. Come funzionerebbe nelle persone?

Il primo passo per creare questi vaccini microbici sarebbe sequenziare il cancro di un paziente e identificare i suoi neoantigeni unici usando la bioinformatica.Poi, i batteri verrebbero ingegnerizzati per produrre grandi quantità di questi neoantigeni identificati, così come altri fattori immunomodulatori.

Infusi nel paziente, i batteri si dirigerebbero verso i tumori e produrrebbero e consegnerebbero costantemente il loro carico di 'medicinali'.Una volta attivato dal vaccino batterico, il sistema immunitario sarebbe spinto a eliminare le cellule tumorali diffuse in tutto il corpo e a prevenire ulteriori sviluppi metastatici.

Il processo per preparare il vaccino batterico personalizzato "può essere piuttosto rapido.I batteri possono essere più semplici da produrre rispetto ad altre piattaforme di vaccini", afferma Danino.

Con questa strategia, aggiunge Arpaia, "possiamo somministrare una concentrazione di farmaci più elevata, limitando la somministrazione direttamente al tumore e modulare localmente il modo in cui stimoliamo il sistema immunitario". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nato, oggi il vertice dei ministri della Difesa: focus su Ucraina e armi

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(Adnkronos) – A Bruxelles, da oggi e per i prossimi due giorni, il vertice dei ministri della Difesa Nato.Sul tavolo, tra i punti chiave, la produzione di armi per l'Alleanza e il focus sull'Ucraina.  "Nei prossimi due giorni, i ministri della Difesa Nato s'incontreranno per la prima volta dal summit di Washington dello scorso luglio e puntiamo a implementare alcune decisioni chiave prese allora: rafforzare la nostra deterrenza e difesa, supportare l'Ucraina approfondendo la nostra partnership", ha dichiarato ieri il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa d'apertura del vertice.

Rutte, che si è insediato il primo ottobre, ha esortato gli Stati membri "a produrre più armi e munizioni, a costi più bassi e rapidamente", affermando che l'Alleanza è sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo di spesa di 40 miliardi di euro per l'Ucraina quest'anno. Per i prossimi due giorni la capitale belga ospiterà i ministri della Difesa dei paesi membri dell'organizzazione, oltre ai Paesi partner dell'Indo-Pacifico – Australia, Giappone, Corea del Sud e Nuova Zelanda – che per la prima volta prenderanno parte al vertice ministeriale.Presenti anche l'Unione Europea ("testimonianza della nostra partnership unica") e il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov.  Il sostegno a Kiev sarà il tema centrale, con Volodymyr Zelensky, che ieri ha presentato in Parlamento a Kiev i cinque punti del suo piano per la vittoria, che nutre ancora grandi aspettative dopo essere rimasto 'deluso' dal rinvio del summit di Ramstein di sabato scorso, saltato perché Joe Biden era rimasto negli Stati Uniti per l'uragano Milton.

Il presidente ucraino, a Bruxelles per partecipare al vertice Ue, sarà anche al quartier generale della Nato per un incontro con il segretario generale Rutte.Alle 18.20, secondo quanto si legge nel comunicato con il programma aggiornato dell'incontro, è prevista una conferenza stampa congiunta di Rutte e Zelensky. Intanto Rutte si è detto ottimista circa l'ingresso dell'Ucraina nella Nato, un percorso "irreversibile" che avverrà "al momento giusto". Il numero uno dell'Alleanza ha annunciato che i ministri della Difesa "rivedranno lo status delle operazioni in corso nei Balcani", uno scenario che rimane "preoccupante" soprattutto a causa delle crescenti "minacce secessioniste" in Bosnia Erzogovina e la "fragile situazione di sicurezza" del Kosovo.

Preso atto dei "pochi progressi ottenuti dai negoziati Belgrado-Pristina voluti dall'Ue", bisogna anche fare attenzione alla "minaccia alla democrazia rappresentata dalla Russia" attraverso "cyber-attacchi e disinformazione".C'è inoltre il timore, ha ammesso Rutte, che "la Corea del Nord stia sostenendo gli sforzi bellici di Russia e Iran, anche se le notizie non sono confermate". "La Corea del Sud sostiene gli alleati della Nato, la partnership tra Nato e Seul si approfondirà", la promessa del segretario generale. Un altro argomento caldo, secondo Politico, potrebbe essere il ripensamento della politica decennale dell'alleanza sulle relazioni con la Russia, essendo Mosca diventata ormai la “minaccia più significativa e diretta alla sicurezza degli alleati”.

Nonostante dal 2022 sia mutato il tono verso Mosca, la Nato continua ad attenersi al “Founding Act”, documento firmato nel 1997, sei anni dopo il crollo dell'Unione Sovietica, che stabilisce l'obiettivo comune di “costruire un'Europa stabile, pacifica e indivisa”.  Ma ora l'obiettivo è quello di definire una strategia definitiva pronta per essere approvata al prossimo vertice della Nato, previsto per il giugno 2025 all'Aja.Sebbene vi sia un consenso generale sulla necessità di una nuova strategia, esistono alcune differenze di approccio tra i membri.

Ad esempio, Ungheria e Slovacchia continuano a mantenere contatti stretti con il Cremlino, vedendo un valore strategico nell'impegno con la Russia. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, da Meloni “imbroglio” su banche e sanità: l’attacco delle opposizioni

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(Adnkronos) – Opposizioni all'attacco sulla Manovra 2024 con il governo accusato di trattare "da stupidi gli italiani" annunciando provvedimenti su sanità e banche che non sono altro che "un imbroglio".Il primo per l'entità dei fondi: non 3,7 miliardi come annunciato dal governo, ma 900 milioni per il 2025, sostiene l'altra metà di campo.

Il secondo sul meccanismo: nessuna nuova tassa, la denuncia del campo progressista, ma un "anticipo di tasse già dovute dalle banche e assicurazioni che saranno loro puntualmente restituite tra il 2027 e il 2029", spiega Elly Schlein in un video sui social.Sintetizza Giuseppe Conte: "Un imbroglio".

Per Carlo Calenda, "una cavolata".E quindi Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli: "Una truffa". Sul capitolo sanità l'accusa al governo è quella aver 'gonfiato' le cifre. "Anche oggi il governo ci da una buona dose di propaganda quotidiana: annunciano 3,7 miliardi in più sulla sanità ma la verità è che per il 2025 mettono soltanto 900 milioni che si aggiungono al miliardo già stanziato.

Quindi, meno della metà di quello che hanno annunciato", rimarca Schlein.E Conte incalza: "Siete mai entrati, cari ministri, cara Giorgia Meloni, in un pronto soccorso?

Avete visto le prenotazioni di un esame diagnostico per cui servono due o tre anni?Guardate – spiega – che tutti i medici e gli infermieri sono sul piede di guerra e noi con loro".

Il leader M5S si rivolge al ministro Schillaci: "Sei un tecnico, se non ti danno i finanziamenti devi battere i pugni, devi farti valere.E se, nel caso" non li ottenessi, "metti sul tavolo le dimissioni". Per Raffaella Paita di Iv "sulle risorse per la sanità nella legge di bilancio, il governo fa il gioco delle tre carte.

Ancora non è chiaro per quali anni saranno stanziati i 2,3 miliardi sbandierati dal ministero dell'Economia.Se per il 2025 fossero solo 900 milioni, saremmo di fronte all'ennesima presa in giro.

I medici giustamente sono già sul piede di guerra, e noi saremo dalla loro parte". Ma è sui 'sacrifici', come ribadito anche oggi da Giancarlo Giorgetti, che il governo avrebbe chiesto alle banche che si concentrano gli attacchi delle opposizioni.Per Schlein "siamo al solito gioco delle tre carte come se gli italiani fossero stupidi ma non ci faremo prendere in giro".

Conte è netto: "La tassa sulle banche non esiste, è un imbroglio.Il governo sta chiedendo un prestito alle banche che noi contribuenti restituiremo nel 2027, per altro quando questo governo non sarà più in carica". Per Fratoianni e Bonelli quella del governo è "una truffa" e attaccano: "Giorgia Meloni in aula, rispondendo ai nostri interventi, ha detto 'vi stupirò, vi sorprenderò.

Sulle banche, vedrete che sarò più coraggiosa della sinistra' e in effetti ci ha sorpreso e ci ha scandalizzato: la tassa sulle banche è una truffa.In realtà non c'è nessuna tassa sulle banche o sugli extraprofitti.

Sono solo anticipazioni di imposte che lo stato dovrà restituire tra il 2027 e 2029”.  Stessa lettura da parte di Calenda: "I 3,5 miliardi dalla banche sono una cavolata perché solo sono un anticipo di un'imposta e non soldi dalle banche".Una sintonia tra le opposizioni che potrebbe tradursi in emendamenti comuni alla manovra.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, Usa ancora in pressing su Israele: “Vogliamo risposta costruttiva”

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(Adnkronos) – Stati Uniti in pressing su Israele dopo l'ultimatum sul rischio embargo alle armi lanciato in una lettera a firma dei dipartimenti Usa di Stato e Difesa.Nella missiva al governo israeliano, gli Stati Uniti chiedono cambiamenti della politica a Gaza entro un tempo fissato a 30 giorni per permettere l'aumento del livello, ora bassissimo, di ingresso di aiuti.

Pena lo stop degli aiuti militari americani destinati Tel Aviv.  "Lo abbiamo fatto in passato, ha funzionato e quindi stiamo facendo questo per avere una risposta costruttiva da Israele".E' quanto ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, rispondendo ad una domanda durante il briefing con la stampa.

La portavoce ha ricordato che l'amministrazione ha infatti inviato una lettera simile lo scorso aprile, ed in quell'occasione ottenne appunto una risposta costruttiva dal governo israeliano. "Abbiamo visto una diminuzione degli aiuti e vogliamo essere sicuri che la cosa venga affrontata e per questo è partita la lettera", ha aggiunto Jean-Pierre.  Nella serata di ieri, quindi, l'aggiornamento del portavoce del dipartimento di Stato americano Matthew Miller. "Negli ultimi giorni – ha spiegato – abbiamo visto qualche miglioramento, abbiamo visto che Israele ha riaperto la strada dalla Giordania attraverso cui i militari giordani consegnano l'assistenza umanitaria direttamente al nord di Gaza, 50 camion sono passati attraverso quella strada", ha riconosciuto il portavoce. Miller ha quindi ricordato che "in base alla legge americana sull'assistenza umanitaria ci sono delle implicazioni per Israele, che sta facendo di tutto per assicurare che non sia ostacolata". Secondo il portavoce, il governo israeliano "ha anche preso misure per migliorare i magazzini e le strutture per le Nazioni Unite e le altre organizzazioni umanitarie, per alleggerire i loro oneri logistici nello stoccaggio e nella consegna degli aiuti". "Questi sono passi iniziali", ha sottolineato Miller, ma "vogliamo che arrivino più camion, cibo e acqua e che i civili abbiano i beni di base per la loro vita quotidiana”. Se entro un mese, quindi dopo le elezioni presidenziali in America, Israele non faciliterà l'assistenza umanitaria a Gaza, potrebbe scattare l'embargo sui trasferimenti di armi per la violazione delle norme Usa sull'assistenza militare ai Paesi stranieri, scrivono il segretario di Stato, Antony Blinken, e il segretario della Difesa, Lloyd Austin, nella lettera indirizzata domenica scorsa ai ministri israeliani Yoav Gallant e Ron Dermer. "La mancata attuazione di queste misure potrebbe avere conseguenze sulla politica degli Stati Uniti", hanno scritto Blinken e Austin, esprimendo profonda preoccupazione per il "deterioramento della situazione umanitaria a Gaza nelle ultime settimane".Dopo le promesse fatte a marzo dal governo Netanyahu, a settembre è stato invece registrato l'ingresso nella Striscia di meno aiuti. Il portavoce del dipartimento di Stato Miller ha poi confermato martedì scorso l'invio della lettera al governo di Tel Aviv: "Stiamo chiarendo al governo israeliano che questi sono cambiamenti che devono essere fatti e diamo loro un periodo appropriato di tempo per farlo", ha detto Miller, sottolineando che si tratta di "cambiamenti che devono fare per vedere il numero degli aiuti che entrano a Gaz tornare su dai livelli bassissimi che vediamo ora". Miller ha poi respinto l'idea che Washington "mandi una lettera e chieda che questo debba succedere dal giorno alla notte", difendendo il fatto che alle autorità israeliane viene dato il tempo "appropriato" per fare i cambiamenti necessari perché si abbia "un aumento drastico dell'assistenza umanitaria". Infine, il portavoce ha ricordato che la legge per gli aiuti militari all'estero impone che l'amministrazione garantisca che i Paesi che li ricevono non stiano conducendo azioni per impedire arbitrariamente l'accesso ad aiuti umanitari statunitensi. Nella lettera si chiede l'accesso a Gaza di 350 camion al giorno da tutti e quattro i valichi e l'apertura di un quinto, l'attuazione di pause umanitarie in tutta la Striscia per consentire l'azione umanitarie, almeno per i prossimo quattro mesi, consentire ai civili della zona umanitari di al-Mawasi di spostarsi verso l'interno prima dell'inverno. "Per invertire la tendenza negativa, Israele deve, in conformità con le sue promesse, adottare misure concrete entro 30 giorni", hanno puntualizzato Blinken e Austin. Il Dipartimento di stato e quello della difesa, per legge, "devono valutare continuamente" il rispetto, da parte di Israele, delle garanzie fatte all'inizio dell'anno che non limiterà il flusso di aiuti.

Per il momento tuttavia gli Stati Uniti continuano a fornire armi a Israele, incluso il prezioso sistema di difesa antimissile Thaad. Gli Usa chiedono anche a Israele di aprire un nuovo canale di comunicazione per discutere degli incidenti contro i civili, con un primo appuntamento da tenersi alla fine del mese.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nordcorea, Kim crea un esercito in 24 ore: da Seul a Kiev, è allarme

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(Adnkronos) –
Un nuovo esercito per Kim Jong Un.Le tensioni con la Corea del Sud provocano un effetto immediato in Corea del Nord.

Nel giro di poche ore, oltre 1,4 milioni di giovani nordcoreani hanno chiesto di arruolarsi o di rientrare nell'esercito, motivati a reagire alle "provocazioni" di Seul, accusata di aver lanciato droni con messaggi propagandistici su Pyongyang negli scorsi giorni.  "La Repubblica Popolare di Corea (Rpdc) è piena di volontà di annientare la feccia della Repubblica di Corea che ha violato la sua sacra sovranità e sicurezza", si legge nell'articolo. "Se scoppia una guerra, la Repubblica di Corea sarà cancellata dalla carta geografica -afferma la Korean Central News Agency, (Kcna), agenzia ufficiale del Paese- Poiché vuole una guerra, siamo disposti a porre fine alla sua esistenza.I giovani dal sangue caldo sono determinati a partecipare alla guerra sacra per distruggere il nemico con le armi della rivoluzione".  
Più di 1,4 milioni di funzionari delle leghe giovanili e di giovani e studenti in tutto il Paese si sono offerti volontari per unirsi o arruolarsi nell'esercito il 14 e 15 ottobre, ha informato la KCNA, a seguito del presunto sorvolo di droni propagandistici sudcoreani sui cieli di Pyongyang. La Corea del Nord ha definito l'incidente del drone "una grave provocazione che viola la sua sovranità", additando Seul come diretta responsabile.

Sebbene dalla 'Casa Blu' abbiano negato qualsiasi coinvolgimento, Pyongyang ha scelto di inviare subito un segnale molto forte, facendo saltare in aria frazioni del versante nord delle linee di Gyeongui e Donghae, le strade che attraversano il confine.  
L'attività militare della Corea del Nord è sotto i riflettori anche per la collaborazione con la Russia, dopo l'accordo siglato a giugno tra Kim e Vladimir Putin.La Nato, attraverso le parole del segretario generale Mark Rutte, ha chiarito che non dispone di prove inconfutabili relative all'impiego di soldati nordcoreani nella guerra in Ucraina.

Kiev, d'altra parte, si è esposta da tempo facendo riferimento ad un contributo di Pyongyang ben al di là della fornitura di armi.  In questo quadro, la Corea del Sud ha annunciato che sta esaminando "da vicino" la possibilità che la Corea del Nord fornisca alla Russia truppe per rafforzare la sua offensiva militare in Ucraina. La notizia è stata inizialmente riportata dai media ucraini e Seul teme che, visti gli impegni firmati all'inizio di quest'anno da Putin e da Kim, sia concretamente possibile che le truppe nordcoreane si uniscano all'esercito russo. "Stiamo esaminando attentamente la questione", ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa sudcoreano, mentre un'altra fonte del ministero degli Esteri ha ammesso alla Dpa la 'profonda preoccupazione' che già esiste all'interno della 'Casa Blu' sulla questione. Seul sottolinea che una cooperazione di questo livello violerebbe le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.Anche Washington aveva riconosciuto una certa "preoccupazione" sul tema, poiché "se fosse vero" l'invio di truppe "significherebbe un aumento significativo delle relazioni tra questi due Paesi, che si sono sviluppate negli ultimi mesi", secondo il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller.  Intanto, undici paesi – tra cui Corea del Sud, Stati Uniti e Italia – stanno per lanciare un nuovo meccanismo congiunto per monitorare le violazioni alle sanzioni da parte della Corea del Nord, come ha annunciato ministero degli Esteri di Seul, con una mossa che fa seguito alla decisione della Russia, lo scorso marzo, di porre il veto al rinnovo del gruppo di esperti Onu che monitorava le sanzioni internazionali ai danni di Pyongyang, ponendo di fatto fine alla supervisione ufficiale delle sanzioni imposte per i programmi nucleari e di armamento vietati del Nord. Il veto della Russia era stato accolto da grandi critiche, e fu definito da Washington uno "sforzo egoistico per insabbiare al rapporto del gruppo di esperti la propria collusione" con la Corea del Nord.

Da allora, Seul e altri Paesi hanno cercato metodi diversi per continuare il monitoraggio delle sanzioni, e ne è nato il gruppo di monitoraggio multilaterale della sanzioni (Msmt), composto oggi da Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti, Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Paesi Bassi, Canada, Australia e Nuova Zelanda. L'Msmt è "allineato al nostro impegno di sostenere la pace e la sicurezza internazionale e di salvaguardare il regime globale di non proliferazione e affrontare la minaccia derivante dalle armi di distruzione di massa e dai programmi di missili balistici della Corea del Nord", hanno dichiarato i Paesi membri in un comunicato congiunto.Il Msmt "monitorerà e segnalerà le violazioni e le elusioni delle misure sanzionatorie" delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. "La nostra preferenza sarebbe stata quella di continuare il regime precedente – ha dichiarato il vicesegretario di Stato americano Kurt Campbell in una conferenza stampa congiunta a Seul – Questa strada è stata impedita dall'intransigenza russa, quindi questo è l'approccio che abbiamo adottato". "Questo raggruppamento di nazioni animate da uno scopo comune ha il potenziale per superare alcuni dei lavori e dei rapporti svolti in precedenza", ha concluso Campbell.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Zelensky porta il ‘Piano per la vittoria’ al Consiglio Ue

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(Adnkronos) –
Mettere fine alla guerra tra Russia e Ucraina entro il 2025.E' questo l'obiettivo del 'Piano per la vittoria' che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky presenterà oggi, 17 ottobre, al Consiglio europeo a Bruxelles, su invito del presidente Charles Michel.  Ieri Zelensky ha presentato il suo Piano anche in Parlamento a Kiev dopo averne parlato con alcuni partner.

Nei giorni scorsi infatti il leader lo ha illustrato durante un mini tour europeo che lo ha portato a Roma, Parigi, Londra e Berlino.  Zelensky sarà anche al quartier generale della Nato, dove si tiene la ministeriale della Difesa, per un incontro con il segretario generale Mark Rutte.Alle 18.20 è prevista una conferenza stampa congiunta. Il Piano "ha molti aspetti: dobbiamo vedere che cosa si può fare e cosa no", anticipa Rutte, esprimendo la "ferma convinzione che l'Ucraina un giorno sarà un membro della Nato" ma aggiungendo anche che "non è possibile delineare ora" con precisione quando Kiev si unirà all'Alleanza.  Il Piano di Zelensky è una proposta di pace basata su cinque punti principali e tre annessi classificati.

Un "piano che serve per rafforzare il nostro Stato e la nostra posizione.Per essere abbastanza forti per porre fine alla guerra.

Se iniziamo a portarlo avanti ora, possiamo riuscire a porre fine alla guerra non più tardi del prossimo anno", ha dichiarato Zelensky.  Il piano si basa sulle garanzie di sicurezza solide da parte degli alleati e nuove armi per evitare che la Russia lanci pause nei combattimenti per riarmarsi e poi riattaccare. "Il piano può essere attuato.Dipende dai nostri partner, certamente non dalla Russia", ha affermato. Kiev chiede quindi un invito ad aderire alla Nato che "invierebbe un forte segnale al leader russo Vladimir Putin", "la fornitura di più armi più velocemente e senza limiti al loro uso", di dispiegare sul territorio del Paese una deterrenza strategica non nucleare "in grado di proteggere l'Ucraina da qualsiasi minaccia dalla Russia", un accordo speciale sull'uso congiunto delle risorse critiche, come il litio, il gas, il titanio e altre materie prime, con i partner dell'Ue e Usa, e infine prospettive post belliche, fra cui la sostituzione di forze americane in Europa con unità ucraine. Un paletto resta fermo nell'idea di accordo di pace di Zelensky: è esclusa la possibilità di cedere territori alla Russia perché "la Russia deve perdere la guerra contro l'Ucraina" e "non può esserci uno scambio sul territorio dell'Ucraina o la sua sovranità".

Per il presidente Kiev e i suoi alleati devono "costringere la Russia a partecipare al summit di pace e a mettere fine alla guerra". E per far questo Zelensky, come fa da mesi, ha ribadito la richiesta ai Paesi occidentali di "eliminare le restrizioni all'uso di armi a lungo raggio su tutto il territorio dell'Ucraina occupato dalla Russia, sul territorio russo e sulle infrastrutture militari nemiche" e di aiutare "ad equipaggiare le nostre brigate di riserva". Inevitabile la reazione del Cremlino che bolla il piano firmato Zelensky come un diktat degli Stati Uniti.Il piano, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, rivela la volontà di Washington che Kiev combatta contro la Russia "fino all'ultimo ucraino".

Secondo le agenzie russe, Peskov ha precisato di non aver seguito l'intervento di Zelensky al Parlamento ucraino e che la fine del conflitto è possibile solo se l'Ucraina riconoscerà quella che per il portavoce del Cremlino è mancanza di prospettiva. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, i 5 punti del ‘Piano per la vittoria’ di Zelensky: cosa prevede

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(Adnkronos) – Invito ad entrare nella Nato, invio di armi senza restrizioni all'uso, deterrenza, potenziale economico strategico e prospettive post-guerra.Sono questi i 5 punti del 'Piano per la vittoria' del presidente ucraino Volodymyr Zelensky che dovrebbe portare alla risoluzione del conflitto "non più tardi del prossimo anno" e che contiene anche tre allegati segreti.

Il progetto sarà anche un tema nel summit dei ministri della Difesa Nato che si terrà a Bruxelles nei prossimi due giorni, con il segretario generale Mark Rutte che ha definito l'ingresso di Kiev nell'organizzazione "irreversibile". Il primo punto essenziale al completamento del piano prevede un invito da parte dell'Alleanza.Sebbene l'adesione effettiva sia ancora lontana nel tempo, un invito ad aderire invierebbe un segnale forte alla Russia e a Vladimir Putin. “Un invito è una decisione forte che richiede solo determinazione", ha detto il presidente ucraino.  Zelensky ha stilato un elenco di armi necessarie a proteggersi e per portare "la guerra vicino a casa per il Cremlino".

Richiesto anche l'addestramento e capacità di difesa aerea per scoraggiare gli attacchi russi, dati satellitari in tempo reale da parte degli alleati, la fine di tutte le restrizioni sull'uso di armi donate per colpire all'interno della Russia e l'aiuto degli alleati per abbattere missili e droni sul territorio ucraino.Molti di questi passi sono stati bloccati dai timori occidentali di oltrepassare le 'linee rosse' di un coinvolgimento diretto nella guerra. Il piano prevede poi di dispiegare sul proprio territorio un pacchetto completo di deterrenza strategica non nucleare, sufficiente a proteggere l'Ucraina da qualsiasi minaccia militare proveniente dalla Russia.

Di fronte a ciò, Mosca dovrebbe accettare di prender parte ad un "onesto" processo diplomatico per una giusta fine della guerra, o si troverà a non poter più continuare a combattere grazie agli aiuti forniti all'Ucraina.Le armi specifiche non sono state rivelate da Zelensky nel suo discorso al Parlamento, ma ha detto che i leader di Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito conoscono le richieste di Kiev. L'Ucraina propone ai partner dell'Unione Europea e degli Stati Uniti di firmare un accordo speciale sull'uso comune delle risorse critiche possedute dall'Ucraina, come litio, gas e titanio, e di produrre energia insieme in futuro.  Infine, Zelensky sostiene che con la fine della guerra sarà in grado di poter partecipare al miglioramento della sicurezza europea, grazie al contributo delle sue forze armate particolarmente abili e abituate al combattimento. "Se i partner sono d'accordo, prevediamo di sostituire alcuni contingenti militari delle forze armate statunitensi di stanza in Europa con unità ucraine dopo la guerra – ha detto il presidente – Gli ucraini hanno dimostrato di poter essere una forza che il male russo non può superare". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, da Giorgetti ‘operazione Robin Hood’: “Contenti gli operai, meno le banche”

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(Adnkronos) – Il taglio delle tasse per i redditi medio-bassi, gli incentivi nelle aree svantaggiate, gli sconti per le famiglie numerose, il bonus bebè e il bonus indigenti, accanto al contributo da 3,5 miliardi di euro da banche e assicurazioni, il tetto agli stipendi dei manager delle partecipate, la stretta su Bitcoin e web tax.La manovra Robin Hood approvata dal governo guarda soprattutto a lavoratori e famiglie e chiede un sacrificio ai settori che hanno maggiormente beneficiato della congiuntura economica.  La voce più grande delle risorse arriva però dai compiti fatti a casa: lo spazio fiscale da 18 miliardi di euro emerso grazie ad una gestione prudente dei conti e tagli ai ministeri pari al 5%, Sanità esclusa.

Se poi l'adesione al concordato preventivo biennale rispondesse alle più rosee aspettative si potrebbe mettere mano all'alleggerimento fiscale per il cosiddetto ceto medio che non ha beneficiato né del taglio del cuneo fiscale né dell'accorpamento delle prime due aliquote Irpef.  "Non ci saranno nuove tasse, mi dispiace deludere le attese.I sacrifici?

Li fanno le banche, le assicurazioni e le strutture dei ministeri“, sottolinea il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa congiunta con il viceministro Maurizio Leo. "I pescatori e gli operai saranno contenti dopo questa legge di Bilancio – dice – un po' meno le banche".E aggiunge: "C’è chi lo chiama extraprofitto o contributo, io lo chiamo sacrificio.

Ora penso sia chiaro quello cosa intendevo quando ho usato questo termine, di cui si è abusato in queste settimane da parte dell’opposizione.Mi spiace per loro, ma ora diventa intellegibile a tutto il popolo italiano”.  La tagliola interessa poi le operazioni in criptovalute e le multinazionali del web che al momento hanno portato nelle casse dell'Erario (dato 2022) un mini gettito da 390 milioni l'anno rispetto alla valanga di utili macinati. “Prevediamo un aumento della ritenuta dal 26% al 42%” sulle plusvalenze da bitcoin, ha detto il viceministro Leo.

Sui colossi tech invece il governo elimina il tetto dei ricavi a 750 milioni di euro e la soglia di fatturato prodotto in Italia, estendendo a tutti l'imposta sui ricavi dai servizi digitali.  Giorgetti tiene a chiarire che l'intervento sulle accise è pressoché irrilevante, circa 1 centesimo in più a litro. "Sulle accise avevamo detto che è un allineamento, quindi ci sarà, presumo, una riduzione della benzina e un aumento del gasolio.Facciamo un test in sala: chi ha la macchina a benzina, chi a gasolio?

Io ce l’ho a gasolio, pagherò un centesimo in più a litro, sono disperato è una stangata…”, dice con la consueta punta di ironia.  Sul catasto nessuna novità ma si applicano le regole esistenti per fare luce sulle case fantasma.Non si tratta di un "aggiornamento delle rendite catastali ma banalmente quello che già normalmente è previsto per tutti noi, chi ha usufruito del Superbonus deve fare l'aggiornamento delle mappe catastali, per chi non ha mai dichiarato" la casa "andremo con gli strumenti a disposizioni a vedere se esiste e non esiste", spiega il ministro.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Liam Payne, ex One Direction caduto da balcone hotel in Argentina

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(Adnkronos) – Liam Payne, 31enne ex componente della boyband degli One Direction, è morto dopo essere caduto dal terzo piano di un albergo di Buenos Aires.Lo ha reso noto la polizia argentina.

L'artista ha fatto parte della band che tra il 2000 e il 2016 ha ottenuto un successo planetario con Louis Tomlinson, Zayn Malik, Niall Horan e Harry Styles. Il quotidiano argentino Clarin riferisce che Payne alloggiava nell'hotel Casa Sur Palermo.La polizia, prima della morte del cantante, era stata chiamata per intervenire perché era stato segnalato "un uomo aggressivo, forse sotto l'effetto di droga o alcol".

Payne è precipitato da un balcone e il suo corpo è stato ritrovato in un cortile interno dell'albergo.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, risposta a attacco Iran: Netanyahu ha approvato obiettivi

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(Adnkronos) –
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha approvato una serie di obiettivi da colpire in Iran per rappresaglia all'attacco missilistico del primo ottobre scorso.Lo ha detto una fonte israeliana ad Abc News, senza fornire ulteriori dettagli sugli obiettivi specifici e se si tratti di target militari.

Nessuna informazione neanche sui tempi della rappresaglia. Netanyahu, intanto, ha denunciato che nelle basi di Hezbollah nel sud del Libano, le Forze di difesa israeliane hanno rinvenuto armi russe "all'avanguardia".A sud del fiume Litani, dove secondo la risoluzione 1701 solo all'Esercito libanese sarebbe stato consentito di avere armi, "Hezbollah ha scavato centinaia di tunnel e nascondigli, dove abbiamo appena trovato una quantità di armi russe all'avanguardia". 
Dopo il nuovo incidente che ha coinvolto l'Unifil, Israele ribadisce che i caschi blu dell'Onu nel sud del Libano "non sono un obiettivo".

Le forze israeliane stanno "conducendo operazioni contro Hezbollah – ha ribadito l'esercito israeliano in una dichiarazione inviata all'Afp – Le infrastrutture e le forze dell'Unifil (Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano, ndr) non sono un obiettivo, e ogni incidente che contravviene alle regole sarà esaminato in dettaglio". La forza dell'Onu nel sud del Libano ha denunciato nella serata del 16 ottobre che un carro armato israeliano ha aperto il fuoco contro una torre di sorveglianza, con "spari diretti ed evidentemente deliberati".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Teatro Karol: Platealmente, dal libro alla scena. Veltroni a Castellammare presenta il suo ultimo romanzo

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Una serata all’insegna della cultura al Teatro Karol di Castellammare di Stabia, dove ieri sera per la rassegna “Platealmente – dal libro alla scena” si è svolto l’incontro con un autore d’eccezione, Walter Veltroni, che ha presentato il suo ultimo romanzo giallo, “Buonvino e il circo insanguinato”.Noto politico, giornalista, scrittore e regista italiano,  nonché ex vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le attività culturali, ed ex sindaco di Roma, Veltroni oggi è editorialista per il Corriere della Sera e collaboratore della Gazzetta dello Sport.

Ad accogliere sul palco lo scrittore dalla prolifica vena narrativa il giornalista Pierluigi Fiorenza con la talentuosa attrice stabiese Federica Citarella, che ha letto alcuni passi dell’ultimo romanzo, il quinto di una serie ormai iconica, ambientata a Roma.Tra il pubblico, con le altre autorità intervenute all’evento, il Sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza con l’ex sindaco Salvatore Vozza, e il centrocampista della Juve Stabia Giuseppe Leone.

Molti gli esponenti del mondo dell’associazionismo e della cultura.Parlando delle motivazioni di alcune scelte, delle caratteristiche del protagonista e di altri personaggi o dell’ambientazione, l’autore ha fatto alcune osservazioni su scottanti temi sociali.

Gli spunti di riflessione partono dall’uso smodato dei Social, con conseguente isolamento tra le mura domestiche, alla deriva educativa, dalla diffusione della violenza tra i giovani alla banalizzazione del linguaggio, dallo sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale ai rischi ad essa correlati.

“Il punto di passaggio è il 2007 quando arriva lo smartphone, perché diventa il regista della nostra vita.Sui Social la vita ha un codice binario: pollice su – pollice giù”. – rileva Veltroni.

“Stiamo andando verso un mondo in cui sostanzialmente non dovremo nemmeno più uscire di casa, e tutte le reti di relazioni vengono tranciate”.

Per il nostro autore, i Social trasmettono l’idea che nella vita non serve altro che mostrarsi, che non serve più studiare, impegnarsi nell’imparare un mestiere.  Veltroni rileva giustamente che nella nostra società c’è la negazione delle competenze.Tornando al romanzo, in questo ultimo episodio della serie, Buonvino e la sua squadra devono indagare nel mondo del circo, un luogo nato per dare gioia ma che genera anche ansia, un microcosmo che riflette il malessere che attraversa la nostra società.

“Una società carica di disagi, inquietudini, violenza – basti guardare quello che è successo negli ultimi giorni “– sottolinea Veltroni.

Nel colorato tendone di un circo a Parco dei Daini a Villa Borghese, una giovane acrobata cade e muore, apparentemente per una tragica fatalità, ma Buonvino intuisce che qualcosa non va e iniziano le indagini.Il protagonista, il Commissario Buonvino, è un personaggio che si differenzia dalla pletora di commissari che animano in genere i romanzi polizieschi.

“Ha delle caratteristiche personali abbastanza peculiari – ha affermato Veltroni – non è un investigatore con le pistole in mano, non è uno che sfonda le porte. È un personaggio malinconico e insieme divertente. È un uomo gentile e – in questi tempi di scortesia, odio, rancore – la gentilezza è trasgressiva.”

“Altro elemento che lo caratterizza sono i suoi agenti, una specie di “Magnifici 7” al contrario: chi è narcolettico, chi ci vede poco, chi è troppo robusto.

Buonvino ha fiducia nel genere umano, anche verso chi sembra avere meno risorse degli altri.”

“Volevo raccontare l’inesistenza della normalità – ha commentato Veltroni – in un momento in cui si pensa che ci sia bisogno di un prototipo con cui misurare le differenze delle persone.”

“Volevo dire che non esiste né la normalità né l’anormalità, ma ognuno ha la sua specialità”: un chiaro invito alla gentilezza e all’inclusione.Buonvino e il circo insanguinato di Walter Veltroni, edito da Marsilio, è un romanzo dalla trama avvincente e complessa che cattura l’interesse dei giallisti più esigenti.

La lucida analisi della nostra società, ci invita, inoltre, a riflettere su ciò che sta prendendo il sopravvento sulle nostre vite, per porvi rimedio, prima che si arrivi ad un punto di non ritorno.