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Ucraina, Scholz: “Responsabilità della Germania evitare guerra Russia-Nato”

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(Adnkronos) – E' responsabilità della Germania evitare che la guerra fra la Russia e l'Ucraina diventi una guerra fra la Russia e la Nato.Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz prima di riunirsi più tardi oggi con Joe Biden, Emmanuel Macron e Keir Starmer per il vertice sull'Ucraina, e anche sul Medio Oriente, slittato dalla scorsa settimana.  Scholz ha ribadito il suo 'no' all'invio di armi a lungo raggio a Kiev, come i missili Taurus. "Non considero questa una fornitura appropriata, e così rimarranno le cose", ha affermato, respingendo uno dei punti del Piano per la vittoria presentato da Volodymir Zelensky per porre fine alla guerra entro il prossimo anno.  Scholz ha confermato l'opposizione del suo Paese – coincidente con quella degli Usa – anche a un invito veloce all'Ucraina ad aderire alla Nato, un altro dei punti del Piano di Kiev.

Il presidente americano oggi a Berlino incontrerà in bilaterale Scholz e il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier.Con loro discuterà in particolare del sostegno all'Ucraina.

Macron e Starmer si uniranno poi ai colloqui per parlare oltre che di Ucraina anche di Medio Oriente.  Scholz domani sarà in Turchia per incontrare a Istanbul il presidente Recep Tayyip Erdogan e parlare dell'escalation della crisi in Medio Oriente e di migranti.L'ultima visita in Turchia di Scholz risale al 2022, poco dopo il suo insediamento. "Il primo, secondo e terzo punto dell'agenda di Scholz sarà probabilmente la cooperazione sui rifugiati nel momento in cui cresce l'ostilità ai migranti in Europa", ha commentato Ozgur Unluhisarcikli del German Marshall Fund.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Leader Hamas Sinwar ucciso da Israele. Iran: “La resistenza si rafforzerà”

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(Adnkronos) – Le circostanze della morte del leader di Hamas Yahya Sinwar rafforzeranno "lo spirito di resistenza".Lo scrive la missione iraniana alle Nazioni Unite sottolineando che l'ideatore degli attacchi del 7 ottobre contro Israele è stato ucciso a Rafah combattendo, e non nascosto in un bunker, come Israele aveva spesso denunciato.  "Quando le forze Usa hanno trascinato fuori uno scomposto Saddam Hussein da una buca, questi ha implorato i militari di non ucciderlo anche se era armato.

Coloro che guardavano a Saddam come al loro modello di resistenza sono infine crollati.Quando i musulmani guardano al Martire Sinwar sul campo di battaglia, in divisa, che a viso aperto, non nascosto, affronta il nemico, lo spirito di resistenza non potrà che rafforzarsi.

Diventerà un modello per i giovani e i bambini che seguiranno il suo percorso fino alla liberazione della Palestina, fino a che ci sarà occupazione e aggressione, ci sarà resistenza e il martire rimarrà vivo e fonte di ispirazione", recita la dichiarazione.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Sinwar, secondo 007 Usa possibile apertura per tregua: da cosa dipende

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(Adnkronos) – Le agenzie di intelligence Usa si stanno affrettando ad aggiornare le loro valutazioni sul possibile successore del leader di Hamas, Yahya Sinwar, ucciso in un raid nella Striscia di Gaza.Lo scrive la Cnn, ricordando che gli Usa da tempo sperano che l'uccisione di Sinwar avrebbe potuto dare a Israele l'apertura politica necessaria per accettare un cessate il fuoco.

Ma, sottolineano fonti del'emittente, la scelta del successore potrebbe avere un impatto profondo sulla possibilità che Hamas voglia o meno riavviare negoziati significativi con Israele per mettere fine ai combattimenti e il rilascio degli ostaggi.   Attuali ed ex funzionari dell'intelligence americana sottolineano che ci sono diversi possibili successori di Sinwar, che per oltre un anno è stata la sola voce autorevole nell'organizzazione.Se assume il comando Mohammed Sinwar, il fratello di Yahya, "i negoziati sono completamente fottuti", spiega una delle fonti secondo il quale Mohammed è un falco come il fratello, che era disposto secondo gli Usa a sacrificare la vita dei palestinesi per ottenere la sua visione.

Mohammed è stato il responsabile della rete dei tunnel di Hamas, precisa un'altra fonte.  "Ma con gran parte del gruppo ormai esaurita, la preferenza potrebbe andare ad un outsider che potrebbe essere probabilmente più disposto a negoziare", continua.La Cnn ricorda come a luglio aveva riportato che Sinwar era stato messo sotto pressione da parte dei suoi esausti comandanti per mettere fine alla carneficina.  Un'altra possibilità sarebbe Khalil Al Hayya, che è stato uno dei principali negoziatori di Hamas durante i negoziati per il cessate il fuoco a Doha, che sarebbe "probabilmente la persona voluta dagli Usa".

Al Hayya è diventato il principale negoziatore dopo l'assassinio a luglioIsmael Haniyeh a Tehran.Una terza opzione sarebbe Khaled Meshaal, scelta ovvia per Hamas ma poco probabile visto il suo passato sostegno alla rivolta sunnita contro il presidente Bashar al Assad, cosa che creò una frattura con il principale sponsor di Hamas, l'Iran sciita, danneggiando le ambizioni da leader di Meshaal, ricordano le fonti Usa.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo Italia, oggi allerta arancione in 5 regioni: scuole chiuse e rischio nubifragi

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(Adnkronos) –
Ancora maltempo sull'Italia oggi, con nubifragi in agguato e allerta meteo.La pioggia non concede tregua alla Liguria, alla Toscana e al Lazio.

Il maltempo si sposterà anche sull'Emilia Romagna e verso il Nordest, con precipitazioni su gran parte di Veneto e Friuli Venezia Giulia.Con il passare delle ore, il maltempo coinvolgerà anche le regioni del Centro-Sud con rovesci violenti in serata. Per la giornata di oggi venerdì 18 ottobre, quindi, allerta arancione in Liguria e su alcuni settori di Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto. Scatta l'allerta gialla su restanti settori di Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, su alcune aree di Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia, sull’intero territorio di Trentino-Alto Adige, Umbria, Lazio e Molise, su parte di Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.  A causa del maltempo, diverse scuole della provincia di La Spezia resteranno chiuse.

Ad Ameglia tutte le scuole saranno chiuse, così come ad Arcola, Bolano, Borghetto, Brugnato, Calice al Cornoviglio e Follo.A Lerici, il Comune ha ordinato di posticipare l'orario di ingresso nelle scuole di ogni ordine e grado, compresi il nido e la scuola dell'infanzia, fino al termine delle condizioni di allerta, non prima delle 8.

A Rocchetta chiuderanno la scuola primaria e quella dell'infanzia, mentre a Santo Stefano Magra e Sesta Godano tutte le scuole rimarranno chiuse.A Sarzana sarà sospesa l'attività didattica in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado.

A Varese Ligure le scuole saranno chiuse, così come a Vezzano Ligure, dove verranno sospese le attività didattiche in presenza e sarà chiuso anche l’asilo nido "Le Marmotte Biricchine".Infine, a Levanto, sarà sospesa l’attività didattica nelle seguenti scuole: scuola dell’infanzia di Via N.Stazione FF.SS./Corso Roma, scuola primaria di Corso Roma, Istituto scolastico Francesco Petrarca, sede distaccata del Liceo Pacinotti e nel Servizio domiciliare “Primo Volo” – Associazione Creativamente. Anche la sindaca di Siena Nicoletta Fabio ha deciso di chiudere le scuole di ogni ordine e grado per la giornata oggi.

Il Comune raccomanda ai cittadini di utilizzare gli automezzi privati con attenzione e solo per effettive necessità, in modo da non intralciare la viabilità cittadina e permettere agli addetti e a eventuali mezzi di soccorso di intervenire prontamente.E’ già attiva la sala operativa della Protezione civile 'Giancarlo Rossetti' in zona Cerchiaia.

Per segnalare disagi e criticità i cittadini possono chiamare i numeri di telefono 0577/292535 e 0577/292536.  In 18 ore, stando ai dati della Protezione civile, sulla Liguria sono caduti 200 mm di piogge.Ieri scuole e università sono rimaste chiuse a Genova, Savona e La Spezia.

Sulla linea Genova – La Spezia, la circolazione ferroviaria è tornata a utilizzare entrambi i binari tra Recco e Genova Nervi solo in serata dopo accertamenti sulla linea da parte dei tecnici di Rfi e della Protezione civile a causa dei danni sulla linea provocati dalle avverse condizioni meteorologiche che hanno interessato la zona.Proseguirà per tutta la notte il monitoraggio della rete da parte dei tecnici di Rfi.

I treni coinvolti hanno registrato rallentamenti fino a due ore, limitazioni di percorso e cancellazioni.Lo scrive in una nota Rfi. A Venezia è stato attivato ieri mattina il Mose Non smette di piovere su Milano.

Per questo il centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha emesso un avviso di criticità arancione (moderata) per rischio idrogeologico e idrico a partire dalle 21 di ieri.Il problema – ha spiegato il Comune di Milano nella nota con cui ha diramato l'allerta meteo – è che la pioggia in arrivo "va a insistere su aree già sature di acqua".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, Unione europea vira a destra: l’Aja li vuole deportare in Uganda

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(Adnkronos) – Il Consiglio europeo di ottobre, un summit “di transizione” con la Commissione von der Leyen bis non ancora in carica e le elezioni presidenziali Usa alle porte, sancisce lo spostamento a destra del ‘consensus’ Ue in materia di migrazioni.Il vertice, depennato l’Eurosummit, è stato concentrato in una sola giornata e si è chiuso con l’adozione delle conclusioni su almeno due dei temi che più hanno impegnato i leader (guerra in Ucraina e migrazioni), mentre quelle sul Medio Oriente sono al momento ancora in lavorazione.

Il via libera alle conclusioni sulle migrazioni era in forse, per via delle divisioni che esistono tra i 27 su una materia che sin dalla crisi del 2015 è diventata politicamente esplosiva.   La ricerca di “soluzioni innovative” sui rimpatri di coloro che non hanno diritto di restare sul suolo Ue, che l’Olanda, un Paese fondatore, sta pensando di deportare in Uganda, conferma che il pendolo è andato decisamente a destra, su una materia che non molti anni fa veniva regolarmente evitata nei Consigli europei perché considerata troppo divisiva.Oggi le divisioni restano, ma il ‘consensus’ tra i leader è slittato a destra e difficilmente tornerà indietro, sicuramente non a breve: è l’effetto dell’avanzamento elettorale delle destre nazionaliste e della conseguente volontà del Ppe di non lasciare loro il monopolio di queste tematiche.  Come ha spiegato la presidente del Parlamento Roberta Metsola, “senza una politica di rimpatri non ci può essere una politica migratoria coerente.

E allora le forze estremiste diranno che non abbiamo fatto nulla, per avanzare ancora a livello elettorale.Per me, che sono di centro, è essenziale avere tutti i pilastri” della politica migratoria.   Proprio sulle migrazioni si è svolta, prima del vertice, una riunione di 11 Paesi membri, organizzata da Italia, Danimarca e Olanda, cui ha partecipato anche la presidente Ursula von der Leyen.

Nell’incontro, con un gruppo di Paesi ampio (la formula verrà ripetuta nel Consiglio di dicembre), si è parlato del bisogno di trovare “soluzioni innovative”, in particolare per quanto riguarda i rimpatri, da tempo tallone d’Achille delle politiche migratorie europee.Tra le soluzioni “innovative” c’è l’idea cui sta seriamente lavorando l’Olanda, quella di allestire in Uganda degli ‘hub’ per i richiedenti asilo, provenienti dalla regione, la cui domanda sia stata già respinta nell’Ue, in attesa di poterli rimpatriare.

Il premier olandese Dick Schoof ha definito l’idea “seria”; Kampala non avrebbe chiuso la porta, secondo fonti diplomatiche europee. All’Aja il Pvv di Geert Wilders, dei Patrioti, è in maggioranza, ma in materia di migrazioni lo slittamento a destra in Europa è bipartisan.La prima ministra danese, Mette Frederiksen, che è socialdemocratica ma sulle migrazioni tiene non da oggi una linea assai dura e guarda al Kosovo come destinazione per i suoi detenuti di nazionalità straniera, si è rallegrata del fatto che “finalmente” i Paesi Ue discutono seriamente di cambiare la politica di asilo.

Dal punto di vista danese, ha osservato, è uno sviluppo “molto positivo”.Anche se “nessuno pensa che le persone scappino per diletto” dai propri Paesi di origine, “non possiamo continuare ad accogliere così tante persone” in Europa, ha detto.   Nell’incontro che ha preceduto il Consiglio si è parlato anche dell’accordo tra Italia e Albania sulle migrazioni, che stamani ha ricevuto l’appoggio del Ppe, come ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Se il premier portoghese Luis Montenegro, del Ppe, riconosce che occorre “disincentivare” chi migra in modo illegale, il collega belga Alexander De Croo è scettico: la storia insegna che queste soluzioni, ha detto, sono “costose” e difficilmente raggiungono numeri significativi.Quello che “funziona”, per De Croo, sono gli accordi con i Paesi terzi, come quelli siglati con Egitto, Mauritania e Tunisia.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha escluso che gli hub esterni per i rimpatri possano essere una soluzione praticabile per un Paese grande come la Germania.Nella sala dei leader c’era “ampio sostegno” per le conclusioni su migration, ha spiegato una fonte Ue, ma il premier polacco Donald Tusk ha puntato i piedi, per inserire una frase che riconoscesse la situazione particolare in cui si trova la Polonia, che ha sospeso la concessione del diritto d’asilo per via degli arrivi dalla Bielorussia.

L'ha ottenuta: nel testo si esprime "solidarietà alla Polonia e agli Stati membri" che devono affrontare queste sfide e si riconosce che "situazioni eccezionali" richiedono "misure appropriate".Alcuni Stati spingevano per anticipare l'attuazione di talune parti del patto Ue sulle migrazioni e l'asilo, ma "i Paesi che hanno votato contro" quel patto, come ad esempio l'Ungheria, "difficilmente" sarebbero a favore di anticiparne parzialmente l'attuazione.  Resta inoltre molto “controversa” la richiesta dei Paesi nordici a Italia e Grecia di riprendersi i cosiddetti ‘Dublinanti’, i richiedenti asilo che si sono spostati verso nord, tema che non a caso “non è mai entrato” nelle conclusioni del Consiglio Europeo.

Sulle migrazioni c’è stata una discussione “lunga e approfondita” tra i leader, che “raccomandano una “cooperazione maggiore” con i Paesi di origine e di transito, attraverso “partnership mutualmente benefiche”.Nelle conclusioni si esorta ad agire in modo “determinato” a “tutti i livelli” per “aumentare e velocizzare i rimpatri”, materia alla quale serve un “nuovo approccio”.

Il Consiglio europeo, nelle conclusioni, ribadisce anche l’impegno ad “assicurare il controllo efficace dei confini esterni dell’Ue con tutti i mezzi disponibili” e suggerisce di “valutare nuovi modi per contrastare l’immigrazione irregolare, in linea con il diritto internazionale”.  Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha spiegato che il suo Paese vive una situazione particolare, dato che dalla Bielorussia arrivano migranti spediti appositamente da Minsk.Vilnius ha chiesto alla Commissione di adeguare il quadro giuridico, per avere gli strumenti per contrastare queste aggressioni ‘ibride’.

In ogni caso, ha riconosciuto Nauseda, “ci vorrà tempo” per avere nuove soluzioni.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinwar morto a Rafah, leader Hamas ucciso “per caso”. Netanyahu: “Israele non ha finito”

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(Adnkronos) – Israele non sapeva che Yahya Sinwar fosse lì.Il raid in cui è stato ucciso il leader di Hamas risale a mercoledì.

I combattimenti per entrare in quell'edificio di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, sono stati diversi e per questo è stato ordinato un bombardamento che ha fatto crollare la struttura.E' stato solo dopo che i soldati israeliani sono andati a ispezionare tra le macerie, si sono accorti che "uno dei terroristi uccisi assomigliava molto a Sinwar".

Poi i test sul corpo, il Dna, e sull'identità della vittima nella serata di giovedì non ci sono stati più dubbi. L'establishment di sicurezza israeliana sapeva in realtà da mesi che Yahya Sinwar si nascondeva nel sobborgo Tel Sultan di Rafah, hanno riferito media ebraici citati dal Times of Israel, secondo cui si riteneva che il leader di Hamas si nascondesse in un tunnel sotterraneo e che per gran parte del tempo fosse con i sei ostaggi, i cui corpi l'Idf ha recuperato a fine agosto dopo la loro esecuzione.Sulla base di tutte queste informazioni, l'Idf aveva annunciato allora un'operazione a Tel Sultan che, secondo i media ebraici, mirava a eliminare la brigata di Hamas, mentre il vero scopo era quello di eliminare Sinwar.

Durante quell'operazione, le Forze di difesa avevano preso di mira una riunione di operativi di Hamas, credendo che il leader del gruppo fosse tra loro.Tuttavia, dopo aver identificato i corpi dei 26 terroristi uccisi nell'attacco, si era capito che tra loro non c'era Sinwar. Dal 6 maggio scorso a Rafah è iniziata un'offensiva israeliana dopo l'esortazione dei militari israeliani alla popolazione di civile a spostarsi verso la 'zona umanitaria'.

Un servizio di fine settembre della Nbc la descrive come una città ormai non più abitabile, con scene di "distruzione assoluta".Per i militari israeliani tutta Rafah era piena di tunnel.

A sud di Rafah c'è il 'corridoio Philadelphi', la striscia di terra che corre lungo il confine con l'Egitto, diventata nei mesi scorsi uno dei 'nodi' nei difficili negoziati per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.  Dopo la conferma da parte di Israele dell'uccisione del leader di Hamas, il gruppo è rimasto in silenzio.Non sono circolati messaggi ufficiali del gruppo che in precedenza, aveva riferito l'agenzia Shehab, aveva parlato della morte del leader.

L'agenzia sosteneva che Sinwar "è morto in battaglia, senza fuggire", raggiunto da proiettili alla testa e al petto. "La sua ultima immagine è una dichiarazione, non è stato trascinato via dai tunnel o catturato in disgrazia", aveva affermato l'agenzia vicina ad Hamas.   "Il male ha subito un duro colpo oggi", ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyanu, sottolineando che "la guerra non è finita". "Hamas non resterà al potere", ha incalzato Netanyahu sottolineando: "Noi non volevamo insistere con la guerra", ma "la guerra non è finita" e "ci sta costando moltissimo". "Hamas non resterà al potere", ha incalzato il premier israeliano aggiungendo che "il conto è stato regolato" da parte degli "eroici soldati di Israele". "Questo è l'inizio del dopo Hamas, e questa è un'opportunità per voi, residenti di Gaza, di liberarvi finalmente dalla tirannia di Hamas”, ha affermato. "Ai terroristi di Hamas dico: i vostri leader stanno scappando e saranno eliminati.Mi rivolgo a tutti coloro che tengono i nostri ostaggi: chiunque deponga le armi e restituisca i nostri ostaggi, gli permetteremo di andarsene e di vivere.

Chiunque faccia del male ai nostri ostaggi, avrà la testa sporca di sangue e ne risponderà", ha dichiarato quindi il premier israeliano. "La restituzione degli ostaggi è un'opportunità per raggiungere tutti i nostri obiettivi e avvicina la fine della guerra”, ha detto ancora Netanyahu parlando di "guerra di resurrezione" per Israele.Si tratta delle stesse parole che, secondo indiscrezioni dei giorni scorsi dei media israeliani, il premier israeliano aveva proposto durante una riunione di governo il 7 ottobre scorso, suggerendo di cambiare il nome dell'operazione da 'Spade di Ferro' a 'Guerra di resurrezione'.   "Ai miei amici israeliani, non c'è dubbio che questo sia un giorno di sollievo e ricordi, come le scene viste negli Usa dopo che il presidente Barack Obama ordinò il raid per uccidere Osama bin Laden nel 2011", ha affermato il presidente americano, Joe Biden, nella dichiarazione sull'uccisione di Sinwar.

La giornata di oggi "dimostra ancora una volta che nessun terrorista, in nessuna parte del mondo, può sfuggire alla giustizia, non importa quanto tempo ci voglia", ha quindi sottolineato Biden ricordando che "con l'aiuto della nostra intelligence, l'Idf ha perseguito senza sosta i leader di Hamas, stanandoli dai loro nascondigli e costringendoli alla fuga". "Raramente – ha affermato il presidente americano – si è assistito a una campagna militare di questo tipo, con i leader di Hamas che vivevano e si muovevano in centinaia di chilometri di tunnel, organizzati in più piani sotterranei, determinati a proteggersi senza curarsi dei civili che soffrivano in superficie". "C'è ora l'occasione per un 'day after' a Gaza senza Hamas al potere e per un accordo politico che assicuri un futuro migliore per israeliani e palestinesi", ha detto quindi Biden. "Sinwar era un ostacolo insormontabile per raggiungere tutti quegli obiettivi.Questo ostacolo non esiste più.

Ma resta molto lavoro da fare"", si legge ancora nella nota di Biden ribadendo "Israele ha tutto il diritto di eliminare la leadership e la struttura militare di Hamas.Hamas non è più in grado di sferrare un altro 7 ottobre". "Con la morte di Yahya Sinwar viene meno il principale responsabile del massacro del 7 ottobre 2023.

La mia convinzione è che ora si debba iniziare una nuova fase: è tempo che tutti gli ostaggi siano rilasciati, che si proclami un immediato cessate il fuoco e che si avvii la ricostruzione a Gaza".Così la premier Giorgia Meloni, in viaggio verso la Giordania. "Continueremo a sostenere con determinazione ogni sforzo in questa direzione e per la ripresa di un processo politico serio e credibile, che conduca alla soluzione dei due Stati", ha concluso. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dai trasporti alla scuola, è venerdì nero degli scioperi: lo stop nelle principali città

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(Adnkronos) – E' il giorno dello sciopero nazionale.Dai trasporti alla scuola, e dopo il weekend difficile dei treni, questo venerdì 18 ottobre si preannuncia complicato per chi si muove con i mezzi pubblici, alla luce delle 24 ore di stop proclamate dai sindacati Al-Cobas e Si-Cobas da mezzanotte alle 23.59.  Ma le agitazioni non finiscono qui: lo sciopero riguarda anche i lavoratori pubblici e privati che aderiscono al sindacato.

E nella stessa giornata scenderanno in piazza, infatti, anche i metalmeccanici dell'automotive per una agitazione proclamata da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm. 
Milano.Secondo quanto comunicato da Atm sul suo sito ufficiale lo sciopero potrebbe “avere conseguenze sulle nostre linee dalle 8.45 alle 15 e dopo le 18, fino al termine del servizio".

Sempre in Lombardia, continua At, per quanto riguarda la funicolare Como-Brunate, lo sciopero potrebbe creare disagi a chi viaggia “dalle 8.30 alle 16.30 e dopo le 19.30, fino al termine del servizio”. 
Roma.La capitale sembra esclusa dai disservizi sui trasporti visto che l'Atac e gli operatori privati che gestiscono le linee periferiche comunicano di non aver ricevuto proclamazioni di agitazioni da parte di sigle sindacali.

Ma i problemi, per chi si muoverà in centro, non mancheranno per la concomitante agitazione dei sindacati dell'automotive che dalle ore 9.00 alle ore 14.00 terranno una manifestazione, che partendo da piazza Barberini giungerà a piazza del Popolo dopo aver percorso via Sistina e piazza Trinità dei Monti.Previste deviazioni e rallentamenti per numerose linee bus. 
Trento.

Allo sciopero ha aderito il personale di Trentino Trasporti e sono possibili problemi sulla linea Trento – Bassano del Grappa. 
Torino.Attese modifiche nel servizio urbano, suburbano e della metropolitana del capoluogo piemontese.

Previste comunque due fasce di garanzia: dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15.Coperte anche le autolinee extraurbane da inizio servizio fino alle 8, e poi dalle 14.30 alle 17.30.

La Sfm1 Pont-Rivarolo-Chieri e Sfma Torni-Aeroporto-Ceres saranno attive da inizio servizio fino alle 8 e poi dalle 14.30 alle 17.30. 
Catania.In città Amts Catania vedrà un'astensione dal servizio di 4 ore, dalle 10 alle 14, con possibili disagi e disservizi. Scuola.

L'agitazione di 24 ore potrebbe interessare istituti di qualsiasi ordine e grado.Anche qui molto dipenderà dal livello di adesione. Inps.

L'istituto ha segnalato la possibilità di interruzioni e limitazioni nelle attività: il rischio quindi è di difficoltà nell’accesso ai servizi, con potenziali ritardi e lunghe attese. Vigili del fuoco.Lo sciopero in questo caso sarà di durata limitata e le eventuali astensioni avverranno nella fascia dalle 8 alle 14. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni prima leader in Libano dopo raid Israele: “Sicurezza Unifil priorità”

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(Adnkronos) – La premier Giorgia Meloni ha lasciato Bruxelles in serata, per volare in Giordania e raggiungere il Libano subito dopo.Anche se i lavori del Consiglio europeo dovrebbero protrarsi, come al momento da agenda (il summit era fissato per il 17 e 18 ottobre, ndr), lei ha deciso per il fronte caldo del Medio Oriente.

Non vedrà i soldati impegnati nella missione Unifil – probabilmente per questioni di sicurezza – ma la sua presenza in Libano è un chiaro segnale di vicinanza nonché di ulteriore condanna degli attacchi subiti dalle postazioni dei caschi blu, con blitz delle forze di difesa israeliane bollati dalla presidente del Consiglio come 'inaccettabili', al centro della 'ruvida' telefonata con il primo ministro Benjamin Netanyahu di domenica scorsa.  Con la visita in Giordania, in particolare, l'Italia intende ribadire il suo sostegno a una nazione che costituisce un elemento fondamentale per la stabilità della regione.La leadership giordana, hanno spiegato fonti italiane a poche ore dalla missione della premier in Medio Oriente, è un interlocutore prezioso e sta svolgendo un ruolo cruciale sia per ridurre la tensione sia per scongiurare un ulteriore peggioramento del quadro.  In Giordania, Meloni avrà ad Aqaba un bilaterale con Re Abdullah II e si confronterà con lui sulla crisi in Medio Oriente.

Al centro dei colloqui ci sarà, in particolare, la situazione umanitaria a Gaza, nella quale la Giordania svolge un ruolo decisivo per la consegna degli aiuti alla popolazione civile.I due leader si confronteranno sulla proposta giordana di 'Gaza humanitarian Gateway' per far fronte alla crisi crescente nella Striscia, su cui hanno già avuto un primo confronto a Cipro durante il Vertice Med9.  La premier si recherà dunque a Beirut per incontrare il primo ministro Najib Mikati e il presidente del Parlamento Nabih Berri.

Il capo del governo italiano sarà il primo leader a visitare il Libano dall’inizio delle operazioni di terra delle forze israeliane.Meloni ribadirà la volontà italiana di contribuire alla stabilizzazione del confine israelo-libanese e chiederà l’impegno di tutte le forze libanesi a garantire in ogni momento la sicurezza del personale di Unifil.

La stessa richiesta avanzata al primo ministro israeliano Netanyahu domenica scorsa. La presidente del Consiglio si confronterà con i suoi interlocutori libanesi sugli elementi necessari per una piena applicazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, spiegano le stesse fonti.In particolare, ribadirà l’impegno per sostenere le forze armate libanesi (Laf) nell’assunzione delle loro responsabilità su tutto il territorio libanese, un tema su cui l’Italia svolge da tempo un ruolo guida, sia con una specifica missione bilaterale (Mibil) sia presiedendo il Comitato Tecnico Militare per il Libano che coordina il sostegno internazionale alle Laf.

Inoltre, il ministro della Difesa Guido Crosetto lo stesso giorno discuterà a Napoli del dossier coi suoi omologhi G7, nell'ambito della riunione ministeriale Difesa sotto presidenza italiana del gruppo dei Sette.  Gli incontri saranno anche l’occasione per approfondire il confronto con gli interlocutori regionali sulla crisi dei rifugiati siriani, rimarcano le stesse fonti, resa ancora più drammatica dagli ultimi sviluppi che hanno visto un milione di sfollati in Libano (il 20% dell’intera popolazione) e almeno 300.000 persone cercare rifugio in Siria.La presidente Meloni ha già promosso su questo tema un incontro a quattro a Cipro cui hanno partecipato anche il Re di Giordania Abdullah II, il presidente di Cipro Nikos Christodoulides e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. La posizione italiana, ma anche di altri Stati Ue, è che occorra rivedere la Strategia dell'Unione europea per la Siria e lavorare con tutti gli attori per creare le condizioni affinché i rifugiati siriani possano fare ritorno in Patria in modo volontario, sicuro e sostenibile.

In questo senso, si legge il sostegno dell'Italia all'impegno che sta portando avanti l'Unhcr, e la decisione di rafforzare la presenza diplomatica a Damasco.Gli incontri di Meloni, così come la visita del ministro agli Esteri e vicepremier Antonio Tajani all'inizio della prossima settimana in Israele e Palestina -viene rimarcato dalle stesse fonti – si inseriscono "negli sforzi quotidiani del governo italiano per promuovere la fine delle ostilità a Gaza come in Libano, sostenendo gli sforzi di mediazione in essere, in primo luogo da parte degli Stati Uniti, e intendono anche porre le basi per la necessaria riflessione – che è tempo parta anche all’interno dell’Unione Europea – sugli scenari post-conflitto e su come l’Italia, e l’Europa, potranno contribuirvi". ‎ —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, ingressi legali legati al lavoro: Ddl Pd in risposta all’Albania di Meloni

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(Adnkronos) – "Permettere ingressi legali" in cui "il lavoro diventa centrale" facendo incontrare domanda e offerta, "semplificare e allargare il permesso di soggiorno, spostare il concetto dell'immigrazione da tema di ordine pubblico a fatto di crescita e dinamismo della società che va gestito e controllato nell'interesse nazionale".Graziano Delrio, primo firmatario del ddl Pd per il superamento della Bossi-Fini, sintetizza così la proposta presentata oggi ad una iniziativa al Nazareno.

Un ddl in 7 articoli e una risposta ai centri di Giorgia Meloni in Albania.Seguendo tutta un'altra strada nella gestione dei flussi migratori.

Sul modello del Canada, l'immigrazione da tema di ordine pubblico in capo al ministero dell'Interno diventa materia da ministero del Lavoro. "Una sfida alla destra", dice Delrio.Nella consapevolezza, ammette, che "la posizione di Meloni sta purtroppo riscuotendo successo in Ue, anche tra i Paesi guidati dal centrosinistra".

Di qui la controproposta dem: "Il primo tema che noi ci poniamo è quello di governare l'immigrazione ma – argomenta il senatore Pd – con una diagnosi differente.Al momento non si può entrare legalmente in Italia: i permessi di soggiorno reali sono pochissimi.

E questo è un grandissimo problema.La non conoscenza alimenta la paura.

L'unico modo per accendere la luce è quello di dare un nome e un cognome alle persone, nomi contenuti in una lista verificata di persone in cerca di lavoro.Questo è il modo in cui Paesi avanzati, come il Canada, governano e non subiscono i flussi migratori".  "L'interesse nazionale oggi, qualsiasi impresa lo dice, non è quello di bloccare i flussi.

Le forze sociali possono allearsi con noi per rendere possibile l'ingresso in Italia attraverso canali legali.Con uno spostamento di competenze dal ministro dell'Interno al ministero del Lavoro.

Le liste vengono organizzate e stabiliti criteri di priorità per coloro che hanno frequentato nel loro paese corsi di formazione lavoro e di lingua.Se il lavoratore entra, iscritto in una lista attraverso un sistema pulito e legale, a questo punto il permesso di soggiorno può essere rilasciato dal Comune sgravando le forze dell'ordine che ora sono caricate di un lavoro burocratico enorme mentre potrebbero dedicarsi ad altro.

E sempre in questa ottica si può allungare la durata del permesso.Tutta una serie di semplificazione per arrivare a una immigrazione più legale, più semplice e più sicura".  Nella proposta Delrio si sottolinea che, con la Bossi-Fini, "si è passati a una disciplina volta a contrastare l'ingresso e il soggiorno irregolare, puntando sull'aspetto 'clandestino' degli ingressi e spostando l'attenzione sulla sicurezza e sul contrasto alla criminalità".

Si è arrivati così a "una sostanziale assenza" di canali "di ingresso regolari": l'impossibilità di regolarizzare il soggiorno ha prodotto una conseguente crescita esponenziale della immigrazione clandestina e dei rischi di sfruttamento dei migranti irregolari.Il ddl Pd sposta la gestione delle politiche migratorie dal ministero dell'Interno al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali "passando da una visione esclusivamente securitaria a una visione inclusiva e responsabilizzante".  E quindi come si entra in Italia?

Nel testo si spiega che "i criteri generali per la definizione dei flussi d'ingresso" devono tener conto "dei dati relativi alla richiesta di lavoro elaborati dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali" e "delle indicazioni provenienti dai consigli territoriali per l'immigrazione istituiti presso le Prefetture in rapporto alle capacità di assorbimento del tessuto sociale e produttivo". Il ddl, si legge nelle slide Pd sulla proposta Delrio, introduce "liste alle quali possano iscriversi i lavoratori stranieri che intendano fare ingresso in Italia per lavoro, organizzate in base alle singole nazionalità con criterio cronologico" ma anche secondo il grado di conoscenza della lingua e i titoli e la qualifica professionale. Quindi, "l'ingresso nel territorio dello Stato per l'inserimento nel mercato del lavoro del cittadino straniero iscritto nelle liste avviene a seguito di richiesta, nominativa o numerica, proveniente da Regioni, Provincie autonome, enti locali, associazioni imprenditoriali, professionali e sindacali, nonché istituti di patronato, con la costituzione di forme di garanzia patrimoniale a carico dell'ente o dell'associazione richiedente".La legge stabilisce chi è autorizzato "all'attività 'intermediazione tra datori di lavoro italiani e cittadini stranieri" ovvero "le organizzazioni nazionali degli imprenditori e datori di lavoro e dei lavoratori, organismi internazionali finalizzati al trasferimento dei lavoratori stranieri in Italia ed al loro inserimento nei settori produttivi, enti e associazioni operanti nel settore dell'immigrazione, università, fondazioni universitarie, enti pubblici nazionali di ricerca, centri per l'impiego, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura".  Il permesso di soggiorno deve essere richiesto al Comune in cui lo straniero si trova, entro ventiquattro ore dal suo ingresso nel territorio dello Stato.

La durata del permesso di soggiorno è quella indicata nel contratto di lavoro e non può comunque superare: 1 anno per lavoro stagionale; 2 anni per ricerca di lavoro; 3 anni per lavoro subordinato a tempo determinato; 4 anni per lavoro a tempo indeterminato. Si prevede anche la possibilità di permesso per istanza e per radicamento sociale.In questo caso, allo straniero presente da almeno tre anni nel territorio dello Stato che dimostri di essere radicato nel territorio nazionale e integrato nel tessuto civile e sociale del Paese, in assenza di sentenze di condanna passate in giudicato, è rilasciato dal Questore il permesso di soggiorno per radicamento sociale, della durata di due anni, rinnovabile e convertibile in permesso di lavoro. Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno, lo straniero deve essere in possesso dei seguenti requisiti: la sussistenza di legami familiari o affettivi nel territorio italiano; l’inserimento sociale e lavorativo; la durata della permanenza sul territorio; la conoscenza della lingua italiana; altre circostanze di fatto o comportamenti idonei a dimostrare un legame stabile con il territorio nel quale vive.

Con le nuove regole di ingresso, secondo il ddl, non c’è più motivo di mantenere il contratto di soggiorno.Inoltre, l'introduzione dell’ingresso per ricerca di lavoro e le nuove tipologie di permessi di soggiorno rendono superabili i reati di ingresso e soggiorno illegali.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Usa e la ‘variabile’ Netanyahu su ultima fase della campagna e i timori Dem

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(Adnkronos) – La 'variabile' Netanyahu sulla campagna elettorale per le elezioni Usa 2024 preoccupa i Dem.L'offensiva scatenata da Israele contro Hezbollah in Libano e l'attesa rappresaglia contro l'Iran per l'attacco missilistico del primo ottobre promettono di dominare la fase finale della campagna è uno scenario che i democratici speravano di scongiurare e con il quale oggi invece devono fare i conti.  Il presidente, Joe Biden, e la vice presidente e candidata alla Casa Bianca, Kamala Harris, auspicavano infatti una de-escalation in Medio Oriente o almeno che nelle ultime settimane della corsa alla presidenza le violenze potessero scendere sotto il livello di guardia, ma le nuove offensive militari israeliane – affermano funzionari statunitensi e collaboratori della campagna democratica – rendono questa speranza praticamente impossibile. Il primo ministro israeliano, infatti, ha di nuovo incendiato la Striscia di Gaza con un'ondata di raid e ha lanciato un'operazione di terra in Libano associata ad attacchi aerei su Beirut volti ad annientare la leadership di Hezbollah.

E ora gli occhi di tutti sono concentrati sull'annunciato attacco all'Iran.Secondo la stampa americana, Tel Aviv avrebbe rassicurato che saranno risparmiati obiettivi nucleari e petroliferi, ma funzionari americani non nascondono una certa diffidenza nei confronti delle promesse dello Stato ebraico.

Anche la Russia, evidenzia il sito israeliano Ynet, spinge per una risposta limitata di Israele per evitare che la crisi con l'Iran degeneri in una guerra aperta. Questa rapida escalation ha messo in difficoltà l'Amministrazione Biden, con il risultato che gli Stati Uniti hanno prima chiesto un cessate il fuoco immediato in Libano per poi cambiare linea politica nove giorni dopo e sostenere apertamente l'offensiva di terra di Israele.Questo ripensamento ha causato confusione e sgomento tra gli alleati europei e arabi di Washington che chiedono agli Stati Uniti di frenare il loro più stretto alleato in Medio Oriente.

Ma l'Amministrazione sembra restia ad arrivare allo scontro con Tel Aviv in un momento politico così delicato. "Vogliono chiaramente evitare qualsiasi scontro pubblico con Netanyahu sul Libano o su Gaza che potrebbe causare una reazione negativa da parte dei sostenitori di Israele prima delle elezioni", ha affermato Frank Lowenstein, alleato di Biden ed ex negoziatore per il Medio Oriente nell'Amministrazione Obama. "Allo stesso tempo, sono sensibili alla perdita di voti in Stati chiave degli arabo-americani", ha aggiunto. 
La linea 'soft' dell'Amministrazione nei confronti di Netanyahu è emersa nelle recenti dichiarazioni in risposta agli ultimi episodi che hanno suscitato unanime condanna a livello internazionale come gli attacchi di Israele alle forze di peacekeeping delle Nazioni Unite in Libano, il bombardamento dell'ospedale al-Aqsa a Gaza e il rapporto Onu che denuncia come nelle ultime settimane non sia entrato cibo nella parte settentrionale di Gaza.Ogni comunicato di condanna è stato calibrato con attenzione per evitare che suonasse come una brusca rottura con Netanyahu.  L'ultimo caso è avvenuto martedì, quando i media israeliani hanno rivelato il contenuto di una lettera riservata del segretario di Stato, Antony Blinken, e del segretario alla Difesa, Lloyd Austin, che esortavano Israele a consentire l'ingresso di più aiuti umanitari a Gaza, minacciando potenziali restrizioni all'assistenza militare statunitense.

Nel giro di poche ore dalla sua divulgazione, i portavoce della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato hanno chiarito che la lettera "non doveva essere considerata come una minaccia", rimandando in ogni caso qualsiasi potenziale azione punitiva a dopo le elezioni. La crescente violenza in Medio Oriente durante le ultime settimane ha messo in particolare allarme la campagna di Harris, che vede nelle continue immagini di civili uccisi una possibile complicazione sulla strada verso la vittoria in Stati chiave in bilico dove vivono consistenti comunità arabo-americane e musulmane. "È una preoccupazione enorme", ha dichiarato un consigliere della campagna.Tra i Democratici, le preoccupazioni sono particolarmente gravi nel Michigan, dove vivono circa 300mila persone che dichiarano di avere origini nordafricane o mediorientali.

I sondaggi mostrano che Harris e l'ex presidente Trump qui sono in parità.  Il percorso più chiaro per la vittoria di Harris è negli Stati del 'Blue Wall' del Michigan, della Pennsylvania e del Wisconsin, e la candidata dem ha poche possibilità di arrivare alla presidenza senza vincere lo Stato dei 'wolverines', dove questa settimana terrà cinque eventi in tre giorni.  Eppure con l'ingresso in corsa di Harris, i Dem speravano che, sottolineando la sofferenza palestinese, sarebbe riuscita a conquistare una considerevole fetta di elettori arabo-americani e musulmani delusi per l'appoggio dell'Amministrazione a Israele.Ma ottenere il loro sostegno è diventato più difficile man mano che la campagna militare di Israele si è intensificata con il sostegno degli Stati Uniti.

L'Amministrazione Biden, dal canto suo, sostiene che si sottovalutino l'impatto che ha avuto nel ridurre la portata dell'invasione di Israele in Libano, nell'aumento del flusso di aiuti umanitari a Gaza e nell'impedire una guerra su vasta scala con l'Iran.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Che tempo che fa, il premio Oscar Al Pacino domenica ospite da Fazio

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(Adnkronos) – Il premio Oscar Al Pacino sarà ospite in esclusiva di Fabio Fazio a 'Che Tempo Che Fa', domenica 20 ottobre, in diretta sul NOVE e in streaming su discovery+.  La leggenda di Hollywood, considerato uno dei più grandi attori di tutti i tempi, ripercorrerà oltre mezzo secolo di straordinaria carriera in occasione dell'uscita del libro 'Sonny Boy.Un'autobiografia' (edito in Italia da La nave di Teseo), pubblicato il 15 ottobre in contemporanea mondiale, dove racconta per la prima volta il suo percorso creativo.

In questa prima autobiografia, Al Pacino ripercorre la sua vita e la carriera, che lo ha visto anche nelle vesti di regista e produttore, dall'infanzia nel Bronx, dove ha condotto un'esistenza bohémienne fatta di lavoretti saltuari, fino ai suoi grandi ruoli, le collaborazioni decisive, i legami più importanti, in equilibrio tra creatività e business, tra amore e determinazione. Dal suo primo ruolo da protagonista per 'Panico a Needle Park' nel 1971 a 'Modi – Tre giorni sulle ali della follia', film su Modigliani per la regia di Johnny Depp che sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma, Al Pacino ha interpretato ruoli che sono entrati nell'immaginario collettivo come Michael Corleone nella trilogia de 'Il Padrino', Frank 'Paco' Serpico in 'Serpico', Tony Montana in 'Scarface', e tanti altri lavorando con registi del calibro di Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, Brian De Palma, Sidney Lumet, Oliver Stone, Sydney Pollack, Mike Newell, Martin Brest, Michael Mann, Quentin Tarantino, Taylor Hackford, Jerry Schatzberg, Christopher Nolan, Ridley Scott.  Fra i tantissimi riconoscimenti ottenuti, l'Oscar nel 1993 come Miglior attore protagonista in 'Scent of a Woman – Profumo di donna' a fronte di 9 candidature complessive, 5 Golden Globe, di cui uno alla carriera, due Emmy Awards, due Tony Awards, un premio Bafta, il Leone d'Oro alla carriera, due David di Donatello, un Obie Award, il Kennedy Center Honor, il premio alla carriera dell'American Film Institute, e il National Medal of Arts, entrambi ricevuti dal presidente Obama. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Liam Payne, i messaggi degli One Direction: “E’ morto un fratello”

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(Adnkronos) –
"Siamo completamente devastati dalla morte di Liam Payne".Niall Horan, Harry Styles, Louis Tomlinson e Zayn Malik – tutti componenti della band One Direction – rompono il silenzio per rendere omaggio all'amico Liam Payne, morto ieri a Buenos Aires dopo essere caduto dal terzo piano di un hotel.

I cinque artisti hanno condiviso l'avventura nella band per oltre 15 anni, fino allo scioglimento nel 2016. "Siamo completamente devastati dalla notizia della morte di Liam.Quando sarà il momento e quando ognuno sarà in grado, ci sarà altro da dire.

Per ora, ci prenderemo il tempo per piangere e processare la morte del nostro fratello che abbiamo amato profondamente", si legge sul profilo Instagram della band. "Ora i nostri pensieri sono con la sua famiglia, i suoi amici e i fans che lo hanno amato.Ci mancherà terribilmente.

Liam, ti amiamo", dicono i 4 artisti.  A stretto giro, arrivano anche messaggi singoli. "Sono distrutto mentre scrivo, ma ieri ho perso un fratello.Liam era qualcuno che ammiravo ogni giorno, un'anima così positiva, divertente e gentile.

Ho incontrato Liam per la prima volta quando lui aveva 16 anni e io 18, sono rimasto subito stupito dalla sua voce ma, cosa più importante, con il passare del tempo ho avuto la possibilità di vedere il fratello gentile che avevo desiderato per tutta la vita", le parole di Louis Tomlinson.   "Liam era un incredibile autore di canzoni con un grande senso della melodia, parlavamo spesso di tornare in studio insieme per cercare di ricreare la chimica nella scrittura che avevamo costruito nella band.E per la cronaca, Liam era secondo me la parte più vitale degli One Direction.

La sua esperienza maturata sin da giovane, il suo orecchio assoluto, la sua presenza scenica, il suo dono per la scrittura.La lista è lunga Grazie per averci plasmato, Liam", dice, prima di proseguire con "un messaggio per te Liam se stai ascoltando.

Mi sento assolutamente fortunato ad averti avuto nella mia vita, ma sto davvero combattendo con l'idea di dirti addio.Sono così grato per averti avuto ancor più vicino dopo la band: parlare al telefono per ore, riportare a galla tutte le migliaia di ricordi fantastici che abbiamo avuto insieme è un lusso che pensavo di avere con te per tutta la vita.

Mi sarebbe piaciuto condividere di nuovo il palco con te, ma non è stato così", aggiunge. "Voglio che tu sappia che se Bear avesse mai bisogno di me, sarò lo zio di cui ha bisogno nella sua vita e gli racconterò storie di quanto fosse straordinario suo padre", dice con un pensiero al figlia che Payne lascia. "Vorrei avere la possibilità di salutarti e dirti ancora una volta quanto ti ho voluto bene.Payno, ragazzo mio, uno dei miei migliori amici, fratello mio, ti amo amico.

Dormi bene X", conclude. Scrive su Instagram anche Zayn Malik. "Non ti ho mai ringraziato per avermi sostenuto nei momenti più difficili della mia vita.Quando a 17 anni sentivo nostalgia di casa, tu eri lì con il tuo ottimismo e il tuo sorriso a rassicurarmi, mi facevi sapere che eri mio amico e che ero amato.

Eri più giovane di me ma eri più sensibile, cocciuto, con idee chiare e non te ne fregava niente quando si trattava di dire alle persone che avevano torto.Ci siamo anche scontrati per questo, ma ho sempre avuto il massimo rispetto.

Quando si parlava di musica, eri il più dotato in ogni senso: io in confronto non sapevo nulla", dice Malik. "Ho perso un fratello, non ci sono parole per esprimere quello che provo.Spero che, ovunque tu sia, abbia trovato la pace e sappia quanto sei amato". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinwar, gli ultimi momenti prima della morte: il video del drone

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(Adnkronos) – Gli ultimi momenti di Yahya Sinwar, ucciso a Rafah in un raid di Israele, documentati da un drone che entra nell'ultimo rifugio del leader di Hamas.Il video diffuso dalle forze di difesa israeliane (Idf) mostra Sinwar seduto su una poltrona.  Il leader di Hamas, in una casa che appare sventrata dal raid, brandisce un bastone e lo lancia contro il drone con l'ultimo gesto prima dell'attacco finale che lo ucciderà. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Trump contro Zelensky: “La guerra è persa”

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(Adnkronos) –
La guerra tra Ucraina e Russia, alla fine, è 'colpa' di Volodymyr Zelensky.Donald Trump, alla fine, punta il dito contro il presidente ucraino per il conflitto in corso da oltre 960 giorni. "Non avrebbe mai dovuto permettere che questa guerra cominciasse.

La guerra è persa", le parole del candidato repubblicano alle elezioni del 5 novembre. Trump si esprime senza freni nel podcast con il commentatore conservatore Patrick Bet-David.Nella chiacchierata, l'ex presidente si scaglia anche contro Joe Biden: "Ha provocato questa guerra.

Non ci sarebbe mai stata se fossi stato io il presidente", aggiunge. 
Il 'siluro' di Trump arriva a meno di 20 giorni dalle elezioni negli Stati Uniti e a poche settimane dall'incontro con Zelensky andato in scena recentemente a New York.In quell'occasione, il presidente ucraino ha cercato di ricucire il rapporto con il candidato repubblicano, che frequentemente ha usato parole d'elogio per Vladimir Putin.

Anche nelle ultime ore, a Bruxelles, Zelensky fa riferimento al dialogo in corso con Trump.A New York, il leader di Kiev ha spiegato all'ex presidente degli Usa che l'Ucraina vuole entrare nella Nato, perché la considera l'unica garanzia di sicurezza credibile, fatto salvo il ritorno alla bomba atomica, cui rinunciò con l'indipendenza su pressione dell'Occidente, in cambio di garanzie di sicurezza che si sono rivelate inconsistenti davanti all'attacco sferrato dalla Russia. Nel 1991, ha ricordato Zelensky, l'Ucraina negoziò con una serie di Paesi garanzie di sicurezza in cambio della rinuncia all'arsenale nucleare ex Urss presente sul suo territorio, ma la Russia, che era uno dei "garanti", ha "violato" il Memorandum di Budapest. Il fatto è che con Mosca questi accordi "non funzionano", ha aggiunto.

Tra tutti gli Stati che disponevano dell'atomica, ha detto ancora Zelensky, "quale Paese ha sacrificato le armi nucleari?Solo l'Ucraina.

E chi sta combattendo oggi?Solo l'Ucraina.

Nella mia conversazione con Donald Trump ho detto che questi sono i fatti.E qual è la via d'uscita?

O riprendiamo ad avere armi nucleari, e sarebbero una certa protezione per noi, oppure dovremmo avere una certa alleanza.Oltre alla Nato non conosciamo alleanze più efficienti.

I Paesi della Nato non sono impegnati in nessuna guerra.Le persone dei Paesi della Nato sono tutte vive, grazie a Dio.

E' per questo che scegliamo la Nato.Non scegliamo le armi nucleari, scegliamo la Nato e penso che Donald Trump mi abbia ascoltato.

Mi ha detto che ho dei buoni argomenti", conclude Zelensky.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Settebello e la protesta a Parigi 2024, squalifica di 6 mesi e multa di 50.000 dollari

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(Adnkronos) – L'Aquatics Integrity Unit della World Aquatics ha comminato 6 mesi di squalifica al Settebello, con un ammenda di 50.000 dollari da pagare entro il 15 gennaio 2025 (e altri 50.000 dollari condizionati a future infrazioni commesse entro il 17 ottobre 2026) per la protesta avvenuta alle Olimpiadi di Parigi 2024 in seguito al grave errore tecnico di arbitri e VAR che ha compromesso il percorso della nazionale di pallanuoto eliminata nei quarti di finale contro l'Ungheria.La squalifica inizia il 17 ottobre, oggi.

Lo scrive la Federnuoto.   Come è noto i ricorsi avanzati dalla Federnuoto nelle 36 ore successive alla partita, seppur respinti, avevano portato all'ammissione da parte degli organi preposti della World Aquatics della mancanza di violenza e intenzionalità nell'azione di Francesco Condemi, che dunque era regolare.Infatti il giocatore non è stato squalificato per le partite successive, ovvero le semifinali e finali per il quinto/settimo posto.

Pertanto il 3-3 segnato dall'attaccante del Settebello contro l'Ungheria era valido; l'attaccante non sarebbe dovuto essere espulso, l'Italia non avrebbe dovuto giocare 4 minuti in meno, i magiari non avrebbero dovuto beneficiare del rigore del 4-2.  Ciò premesso, ed acquisiti gli atti, la Federnuoto non farà ricorso.Nel contempo ribadisce la necessità che la giuria abbia a disposizione strumenti tecnici di alto livello professionale, onde evitare la possibilità che si ripetano errori tanto clamorosi quanto lesivi per l'immagine della pallanuoto. La Federnuoto, consapevole delle potenzialità della squadra nazionale e condividendone le ambizioni, coglie l'occasione per ringraziare dirigenti, tecnici, atleti e staff per il percorso del triennio 2021-2024 durante il quale sono stati conquistati due argenti mondiali (con finali perse ai rigori a Budapest 2022 e Doha 2024), un bronzo europeo (Zagabria 2024) ed è stata vinta per la prima volta la World League. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner batte Djokovic, va in finale al Six Kings Slam

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner in finale al Six Kings Slam, il ricchissimo torneo in corso a Riad, in Arabia Saudita.L'azzurro, numero 1 del mondo, in semifinale batte il serbo Novak Djokovic, numero 4 del ranking Atp, per 6-2, 6-7, (0-7), 6-4.

In finale, Sinner attende il vincente del derby spagnolo tra Carlos Alcaraz e Rafa Nadal.Il titolo nel Six Kings Slam vale 6 milioni di dollari: solo la partecipazione al torneo garantisce a ogni giocatore un gettone da 1,5 milioni.  Sinner accede alla finale dopo l'ennesima prova di forza di una stagione strepitosa.

Il 23enne altoatesino, al quinto successo in 9 match contro Djokovic, replica lo show fornito contro il serbo nella finale del Masters 1000 di Shanghai vinta domenica. L'azzurro parte sparato nel primo set con un break immediato che gli permette di gestire la situazione senza problemi: Djokovic cede il servizio un'altra volta e Sinner chiude il parziale per 6-2.Il copione cambia in avvio di secondo set: il serbo strappa la battuta all'avversario e prova a scappare sul 2-0.

Sinner ricuce immediatamente lo strappo (2-2) e la frazione scivola via all'insegna dell'equilibrio fino all'epilogo al tie-break.Sinner commette una serie di errori insoliti, Djokovic gioca sul velluto e chiude con un pesantissimo 7-0.
 Si va al terzo set e Sinner esce meglio dai blocchi: subito break, che però l'azzurro non riesce a difendere (1-1).

Djokovic risponde come nei giorni migliori e sul 3-2 ha a disposizione 2 pesantissime palle break.Il numero 1 del mondo si salva (3-3) e nel game successivo alza il ritmo: Djokovic sbaglia a ripetizione e cede la battuta.

Avanti 4-3, Sinner potrebbe prendere il largo ma spreca le chance.Due smash rivedibili regalano a Djokovic la chance per il controbreak, il serbo non si fa pregare e si torna in equilibrio (4-4).

L'azzurro ha il merito di accelerare subito, per l'ennesima volta: una pesantissima palla break viene trasformata dal numero 1 del mondo dopo uno scambio durissimo.Sinner può chiudere il match e completa l'opera: ace, sipario, Jannik in finale. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinwar è morto, Netanyahu: “Inizia il dopo Hamas, guerra non è finita”

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(Adnkronos) – "Noi non volevamo insistere con la guerra", ma "la guerra non è finita" e "ci sta costando moltissimo".Così il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo la notizia dell'uccisione del leader di Hamas, Yahya Sinwar, nel sud della Striscia di Gaza.

Netanyahu ha espresso apprezzamento per il "lavoro eccezionale" delle forze di sicurezza israeliane. "Ancora una volta abbiamo dimostrato al mondo come il bene vince sul male", ha affermato sottolineando come "il male ha subito un duro colpo oggi". "Hamas non resterà al potere", ha incalzato Netanyahu.  "Il conto è stato regolato" da parte degli "eroici soldati di Israele", ha quindi affermato Netanyahu aggiungendo: "Questo è l'inizio del dopo Hamas, e questa è un'opportunità per voi, residenti di Gaza, di liberarvi finalmente dalla tirannia di Hamas”.  "Ai terroristi di Hamas dico: i vostri leader stanno scappando e saranno eliminati.Mi rivolgo a tutti coloro che tengono i nostri ostaggi: chiunque deponga le armi e restituisca i nostri ostaggi, gli permetteremo di andarsene e di vivere.

Chiunque faccia del male ai nostri ostaggi, avrà la testa sporca di sangue e ne risponderà", ha dichiarato quindi il premier israeliano.  "La restituzione degli ostaggi è un'opportunità per raggiungere tutti i nostri obiettivi e avvicina la fine della guerra”, ha detto ancora Netanyahu parlando di "guerra di resurrezione" per Israele.Si tratta delle stesse parole che, secondo indiscrezioni dei giorni scorsi dei media israeliani, il premier israeliano aveva proposto durante una riunione di governo il 7 ottobre scorso, suggerendo di cambiare il nome dell'operazione da 'Spade di Ferro' a 'Guerra di resurrezione'. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Baby Gang, 3 anni e 4 mesi al trapper: “Oggetti lanciati contro polizia”

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(Adnkronos) – Zaccaria Mouhib, in arte Baby Gang, è stato condannato a Milano – al termine del processo con rito abbreviato – a 3 anni e 4 mesi per resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata per l'assembramento – organizzato per realizzare un video musicale – del 10 aprile del 2021 in zona a San Siro, poi sfociato in un lancio di oggetti contro la polizia.Secondo le indagini, il giovane trapper – che a breve inizierà un tour in giro per l'Europa – avrebbe partecipato alla realizzazione di un videoclip musicale di Amine Ez Zaaraoui, noto come Neima Ezza, oggi 'punito' con un anno e sei mesi di messa alla prova.  L'appello via social era stato raccolto, nonostante fosse un periodo di piena pandemia, da circa 300 giovani e giovanissimi, poi scappati in gran parte all'arrivo della polizia.

A 'incastrare' Baby Gang sarebbe un video social in cui si vedrebbe il giovane trapper inneggiare alla fuga.Una tesi che il difensore Niccolò Vecchioni, che preannuncia ricorso contro la sentenza del giudice Tommaso Perna, respinge sostenendo che il suo assistito non era presente quando sono intervenuti gli agenti.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ia, Barachini: “Rischio disinformazione percepito da 46% italiani e da 64% imprese”

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(Adnkronos) – Il rischio deepfake e disinformazione "è percepito dal 46% degli italiani.Di questi, il 46% non ha mai sentito parlare di deepfake, il 24% poco e il 30% conosce genericamente il termine.

Ci sono alcuni cittadini che non hanno mai sentito parlare di intelligenza artificiale".Lo ha detto oggi Alberto Barachini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria, durante il suo intervento al convegno ComoLake 2024. La situazione si ribalta se le stesse domande vengono poste alle aziende. "3 delle 4 aziende più importanti a livello globale – ha aggiunto Barachini – sono d’accordo sul fatto che le fake news siano un reale rischio per il proprio business.

il 64% delle imprese conosce i rischi che i deepfake possono portare alla propria reputazione".  Nel settore dell'intelligenza artificiale è necessario affrontare anche la tematica energetica. "I data center – ha sottolineato – hanno consumi di energia altissimi e dobbiamo lavorare per sostenere questi investimenti in termini energetici.Non è possibile non pensare alla frontiera dello sviluppo dei consumi energetici che accompagnano questo sviluppo tecnologico". "È arrivato il momento che a livello europeo si arrivi a un equilibrio di tassazioni per far sì che si produca benessere nei Paesi dove vengono portati gli investimenti.

Gli investimenti in tecnologia in Italia sono fondamentali e necessari, ma bisogna riflettere anche sul potere che questi investimenti hanno sul nostro Paese e sui ricavi e le tassazioni che possono produrre".Ha concluso   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inchiesta ultrà, Calhanoglu: “Mai pressioni dalla Curva, l’Inter ci vietò ogni contatto”

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(Adnkronos) – "Nessuna pressione".Il calciatore nerazzurro Hakan Calhanoglu è stato sentito dal personale della squadra Mobile di Milano come testimone nell'inchiesta 'Doppia curva', che ha permesso di azzerare i direttivi delle curve milanesi per sospette infiltrazioni criminali.

Il nome del giocatore turco viene tirato in ballo, si legge nelle carte dell'inchiesta coordinata dai pm della Dda Sara Ombra e Paolo Storari, da Marco Ferdico, tra i 19 arrestati.  Calhanoglu ha ammesso di aver conosciuto alcuni vertici della curva nerazzurra, da cui aveva ricevuto solidarietà nell'occasione del terremoto in Turchia, e di aver avuto rapporti sporadici "solo a titolo personale", sebbene "la società ci aveva detto di non avere contatti con gli ultrà".In particolare il giocatore avrebbe conosciuto oltre Ferdico anche Antonio Bellocco, ucciso lo scorso settembre a Cernusco sul Naviglio, ma di aver scoperto realmente chi fosse il rampollo del clan di Rosarno "solo dopo aver visto la fotografia in seguito alle notizie sul suo omicidio". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)