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“Sinwar ucciso in raid su Gaza”, le news da Israele sul leader di Hamas

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(Adnkronos) – Yahya Sinwa, leader di Hamas, ucciso da Israele in un raid su Gaza?L'esame del Dna e test condotti sui denti del cadavere di uno dei terroristi ucciso in un raid indicano che Sinwar sarebbe morto, come riferisce la tv israeliana Channel 12.

Le possibilità che Sinwar sia stato ucciso in un raid a Gaza sono "sempre più alte", secondo funzionari delle forze di sicurezza citati dai media israeliani. "Durante operazioni delle Idf a Gaza sono stati eliminati tre terroristi.Le Idf e lo Shin Bet stanno verificando la possibilità che uno dei terroristi sia Yahya Sinwar", si legge in un post delle Idf, che precisano come "in questo momento non possa essere confermata l'identità dei terroristi". "Negli edifici in cui sono stati eliminati i terroristi non c'erano tracce della presenza di ostaggi nell'area", affermano le Idf nelle comunicazioni ufficiali. "Le forze che stanno operando nell'area continuano le attività con la necessaria cautela", aggiunge il post dopo che in passato sono circolate notizie secondo cui Sinwar potrebbe nascondersi circondato da ostaggi catturati durante l'attacco in Israele del 7 ottobre dello scorso anno e ancora trattenuti nella Striscia di Gaza.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaceutica: Lilly Italia, francobollo dal Mimit ne celebra eccellenza

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(Adnkronos) – Celebra l'"eccellenza del sistema produttivo ed economico" nazionale di Lilly Italia, in virtù della rilevanza storica e produttiva dell'azienda nel Paese, in linea con la programmazione del ministero stesso, il francobollo in tiratura limitata del ministero delle Imprese e del Made in Italy che è stato presentato oggi nel corso di un evento presso il Mimit, a Roma, e assegnato, nella stessa cornice, anche ad altre 10 aziende, tra cui Lilly è l'unica realtà del settore farmaceutico. Il francobollo approvato e concesso dal Mimit rientra nelle carte-valori postali ordinarie appartenenti alla serie tematica 'Le eccellenze del sistema produttivo ed economico', dedicata all'imprenditoria italiana.Nella grafica del valore bollato – si legge in una nota – dominata dal caratteristico 'rosso Lilly' e impreziosita dallo storico logo dell'azienda, è presente anche il profilo dell'Italia per simboleggiare lo storico legame dell'azienda con il Paese e una goccia di sangue, simbolo della misurazione della glicemia e dello storico impegno di Lilly nell'area del diabete e dell'obesità, sottolineando il suo costante impegno nella ricerca scientifica in questa area terapeutica e in generale nell'area delle cronicità.

Lilly, infatti, fondata nel 1876 a Indianapolis, è stata la prima azienda al mondo a commercializzare l'insulina, ben oltre 100 anni fa. L'emissione di un francobollo dedicato a Lilly rientra nell'ambito di un impegno storico in Italia, dove l'azienda è presente da 65 anni con uno stabilimento a Sesto Fiorentino (Firenze) e oltre 1.500 dipendenti.Il polo di Sesto Fiorentino garantisce farmaci innovativi a più di 7 milioni di pazienti ogni anno in oltre 60 Paesi del mondo.

L'azienda lo scorso anno ha annunciato un nuovo impegno in Italia di oltre 750 milioni entro il 2025 per il potenziamento della produzione di farmaci innovativi nel Paese, con un focus specifico su farmaci per il trattamento di diabete e obesità, contribuendo allo sviluppo industriale dell'Italia con circa 1 miliardo e mezzo di investimenti negli ultimi 20 anni.Secondo un recente studio di The European House Ambrosetti, Lilly contribuirà al Pil italiano con 1,5 miliardi di euro entro il 2025.  Il francobollo dedicato a Lilly sarà pubblicato nella raccolta filatelica 'Il Libro dei Francobolli 2024', insieme alle altre carte-valori postali emesse dal Mimit che raccontano i successi dell'Italia.  "Siamo orgogliosi di questo importante riconoscimento, che attesta il grande impegno di Lilly in Italia – afferma Elias Khalil, presidente e amministratore delegato Lilly Italy Hub – Nei prossimi anni vogliamo rafforzare ulteriormente la nostra partnership con il Paese, che è al centro della nostra strategia di crescita globale.

Qui si trovano le competenze e le professionalità di alto livello per continuare a sviluppare nuovi farmaci e aiutare sempre più pazienti nel mondo.Dopo 65 anni di storia in Italia, Lilly è pronta a scrivere un nuovo importante capitolo della sua sempre più solida cooperazione con l'Italia, rendendo disponibili ai pazienti le più recenti innovazioni frutto della nostra ricerca scientifica, per fornire risposte ai bisogni terapeutici ancora insoddisfatti e contribuire attivamente alla promozione di un servizio sanitario più efficiente, resiliente e sostenibile, per consentire un più rapido accesso alle nostre cure a tutti coloro che ne hanno bisogno, migliorando – conclude – la qualità di vita di molte persone". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A Milano Human&Green Retail Forum, Mamo (Plef): “Momento unico per distribuzione”

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(Adnkronos) – La sostenibilità nel largo consumo è a un punto di svolta, grazie da un lato a una nuova sensibilità del mercato rispetto al greenwashing, dall'altra dalle nuove normative europee.Se ne è discusso oggi, al Palazzo Reale di Milano, dove si è svolta l'edizione 2024 dello Human&Green Retail Forum.

Un "momento unico per la distribuzione italiana, un confronto veramente aperto, franco, sincero e molto competente su tutte le tematiche di questo passaggio del cammino verso la sostenibilità.La seconda fase oggi a livello teorico è stata affrontata molto bene.

Infatti sono estremamente soddisfatto", racconta a fine giornata Paolo Mamo, presidente di Planet Life Economy Foundation Ets. Lo Human&Green Retail Forum è giunto alla quattordicesima edizione.In questi anni l'approccio dei consumatori al tema della sostenibilità "è cambiato in maniera molto importante, anche perché 14 anni fa c'era una sensibilità inferiore.

La sostenibilità non era vista come esplicitamente green, ma piuttosto come sostenibilità sociale.Allora esistevano molte meno normative e meno consapevolezza ed era molto più facile confondere le acque", spiega Mamo.

In realtà il fenomeno del cosiddetto 'greenwashing' esiste ancora, "soprattutto in Italia".  Il problema è che a fronte delle dichiarazioni delle aziende su prodotti green e riciclabili, a cui "viene data molta enfasi", spesso manca "una terza parte che possa veramente garantire che un certo processo sia stato fatto in maniera sostenibile".Prova ne sia – racconta il presidente di Planet Life Economy Foundation Ets – che "in tutti questi anni siano aumentate enormemente le aziende che si dichiarano carbon neutral, ma sia aumentata anche la CO2 nell'aria".

Quindi – esorta Mamo – nel futuro "si deve essere molto più attenti e rigorosi". La speranza è riposta nel mondo produttivo. "Io confido moltissimo nella capacità degli imprenditori e dei grandi manager italiani, che hanno saputo inventarsi delle cose straordinarie a livello di proposte industriali e di prodotti, di saper guardare in maniera visionaria al futuro, più di quello che stia facendo la politica, e riconvertirsi.E credo che questo sarà possibile", dice il presidente di Planet Life Economy Foundation Ets.  Fare affidamento solo alla sensibilità del consumatore, d'altra parte, non è possibile, considerando "la situazione economica molto sfavorevole per le famiglie italiane, per la quali il problema a volte è alimentare i propri figli, più che avere una corretta alimentazione".

A frenare il percorso verso la sostenibilità "è anche la tendenza a fare una battaglia dei prezzi".Per cui l'invito ai distributori del presidente di Planet Life Economy Foundation Ets è di "alzare la testa, avere un approccio più largo ai prezzi e cercare di non fare margine, strozzando i produttori". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dagli One Direction alle accuse della ex, luci e ombre nella vita di Liam Payne

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(Adnkronos) – La morte di Liam Payne, ex membro degli One Direction, deceduto a soli 31 anni, ha scosso il mondo della musica.Il cantante è precipitato dal terzo piano di un hotel a Buenos Aires, in circostanze ancora da chiarire.

La tragedia getta un'ombra su una vita segnata da successi musicali, amori turbolenti e, nell'ultimo periodo, da una crescente controversia sui social media.  Payne inizia la sua carriera nel 2008, partecipando alle audizioni di X Factor UK con una performance di 'Fly Me to the Moon'.Nonostante il rifiuto iniziale, torna nel 2010.

Anche se non supera la fase successiva, i giudici lo uniscono ad altri quattro ragazzi, Niall Horan, Louis Tomlinson, Harry Styles e Zayn Malik, formando gli One Direction.La band raggiunge un successo planetario, pubblicando cinque album, intraprendendo quattro tour mondiali e vincendo numerosi premi, tra cui sette Brit Award e quattro Mtv Video Music Awards.

Vendono oltre 50 milioni di dischi tra album e singoli, prima dello scioglimento nel 2016.  Inizia quindi la carriera solista di Payne, che firma con Capitol Records.Pubblica il singolo di debutto 'Strip That Down' nel 2017, seguito da collaborazioni con Zedd ('Get Low') e Rita Ora ('For You').

Nonostante l'annuncio di un album nel 2018, pubblica solo l'Ep 'First Time' e una serie di singoli, culminando nell'album 'LP1' nel 2019.  La vita privata di Payne è altrettanto intensa.La relazione con la cantante
Cheryl, giudice di X Factor, dal 2015 al 2018, gli regala un figlio nel 2017.

Segue una relazione tumultuosa con la modella Maya Henry, tra fidanzamenti e separazioni, fino alla rottura definitiva nel 2022.Successivamente, frequenta brevemente Aliana Mawla prima di iniziare una relazione con Kate Cassidy, con la quale, secondo alcuni media inglesi, era insieme fino a qualche giorno prima del tragico evento. Negli ultimi tempi, Payne era al centro di polemiche online.

Dalle critiche per il suo comportamento al concerto in Argentina di Niall Horan, ex collega della band, dove è stato accusato di cercare l'attenzione dei fan, alle accuse, non esplicite ma pesanti, dell'ex fidanzata Maya Henry.La modella ha, infatti, pubblicato un romanzo che sembra ispirarsi alla loro relazione, in cui descrive una relazione tossica e violenta.

A peggiorare ulteriormente la situazione, un video su TikTok in cui lo accusava di molestarla con messaggi e chiamate.E adesso sui social, molti utenti hanno espresso solidarietà alla modella: "Maya, mi dispiace che ti incolpino per aver parlato di quello che hai passato.

Non farti abbattere, hai tutto il diritto di parlarne", ha scritto un fan, mentre un altro ha aggiunto: "Non è colpa tua".Al momento, Maya Henry, così come l'attuale fidanzata Kate Cassidy e gli altri ex membri degli One Direction, non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla morte di Payne. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torre Annunziata: azienda operante nel settore dell’abbigliamento, assume

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Nota azienda operante nel settore dell’abbigliamento, assume a Torre Annunziata.

Nota informativa

Si comunica che il Centro per l’Impiego di Pompei – per conto di una nota azienda di abbigliamento con sede a Torre Annunziata – ricerca la seguente figura:

Commessi di vendita = Requisiti: età compresa tra i 18 e i 50 anni; possesso di diploma istruzione secondaria superiore; pregressa esperienza nella mansione; buona conoscenza della lingua inglese; buone competenze informatiche, in particolare nell’uso del pacchetto office.

Le persone interessate, in possesso dei requisiti richiesti, possono inviare il proprio curriculum vitae entro il 3 novembre 2024 all’indirizzo e-mail:

cpipompeilavoro@regione.campania.it

indicando in oggetto COMMESSI ABBIGLIAMENTO.
Con l’adesione, si fornisce consenso al trattamento dei dati personali, da svolgersi in conformità a quanto indicato e nel rispetto delle disposizioni del GDPR e del D.lgs. n. 196/03.

Inoltre, per candidarsi, è possibile collegarsi al portale Cliclavoro Campania sezione incrocio domanda offerta (https://cliclavoro.lavorocampania.it/Pagine/Ricerca.aspx) cercando il codice ID 0500024211000000000183238 

Per ulteriori offerte di lavoro a Napoli e provincia, consulta la pagina ufficiale Facebook dei centri per l’impiego.

Cancro seno, la prevenzione passa anche dall’ambiente

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(Adnkronos) – Sarà presentato nel pomeriggio di oggi alla Camera dei deputati 'One Health for Breast Cancer', il progetto di Europa Donna Italia che riprende i principi sugli stili di vita sostenibili di One Health, approccio alla salute globale promosso dall'Organizzazione mondiale della sanità, e li declina in modo specifico e divulgativo per la prevenzione del tumore al seno.L'incontro, che si svolge per iniziativa del deputato Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera e co-presidente dell'Intergruppo parlamentare One Health, prevede una presenza traversale delle istituzioni con esponenti di Camera, Senato, Istituto superiore di sanità e ministero della Salute. "Oggi una persona giovane ha più probabilità di ammalarsi di tumore rispetto ai propri genitori – dichiara Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia – Come associazione che fa della prevenzione senologica un pilastro della propria missione, questo fenomeno desta tutta la nostra attenzione e richiama tutto il nostro impegno.

Sappiamo che tra i principali indiziati c'è quello che mangiamo, fumiamo, beviamo e respiriamo, siamo però anche convinti che non si può pensare a una vita sana in un pianeta malato.Per questo, in risonanza con One Heath, abbiamo dato vita al progetto 'One Health for Breast Cancer' e chiamato all'appello un advisory board di specialisti di eccellenza nelle discipline sanitarie e ambientali, che ci aiutasse a rivedere le regole della prevenzione per il tumore del seno, allargandone il perimetro dalla persona all'ambiente".  "La salute umana, animale e ambientale rappresentano tre elementi strettamente interconnessi all'interno del concetto di One Health.

E' giunto il momento – afferma Ciocchetti – di congiungere le forze e sviluppare una strategia integrata a livello nazionale, considerando i sempre più evidenti sconvolgimenti causati dal cambiamento climatico.L'Italia ha dimostrato grande lungimiranza in questo campo.

A tal fine, negli ultimi mesi, il Parlamento ha agito tempestivamente attraverso la costituzione di un Intergruppo parlamentare, promosso da me e dalla deputata Ylenja Lucaselli, composto da oltre 25 senatori e deputati di tutte le forze politiche.Questo dimostra che la salute è un obiettivo comune e condiviso che trascende le divisioni politiche".  Inoltre, aggiunge Ciocchetti, il "ministero della Salute ha riconosciuto l'importanza di questo tema e ha istituito il Dipartimento One Health nell'ambito della sua recente riorganizzazione.

Il dipartimento svolge un ruolo cruciale, poiché è ora fondamentale comprendere che la salute non può più essere considerata in maniera isolata.Un ulteriore segnale dell'attenzione del nostro Paese su questo tema è stato l'inserimento dell'approccio One Health – con particolare attenzione alla resistenza antimicrobica – tra i nuclei tematici del G7 Salute che si è tenuto recentemente ad Ancona.

Ritengo, inoltre, che sia importante che tutti gli attori del sistema salute, comprese le associazioni dei pazienti, contribuiscano a diffondere l'importanza di affrontare adeguatamente questi temi che incidono sulla prevenzione.In tale ottica, desidero elogiare l'iniziativa di Europa Donna Italia, che contribuirà a dare la giusta rilevanza alla prevenzione primaria del tumore al seno nelle politiche One Health".  Le regole d'oro per una prevenzione del tumore al seno messe a punto dall'advisory board di 'One Health for Breast Cancer' – riporta una nota – sono in tutto 23 e offrono indicazioni pratiche di comportamenti e stili di vita che tengono in considerazione non solo della salute della persona, ma anche degli animali e del pianeta.

Europa Donna Italia si impegna a diffonderle alla popolazione italiana, a partire dalle imprese che oggi si mostrano sempre più attente alla sostenibilità e al benessere dei propri dipendenti.Il 40% dei tumori è infatti evitabile con un corretto stile di vita. "I dati indicano tuttavia che solo il 40% degli italiani è sensibile al tema della prevenzione – sottolinea Alessandra Ghisleri, partner di Euromedia Research e membro dell'advisory board di 'One Health for Breast Cancer' – Nonostante dopo il Covid gli italiani tendano ad essere più attenti, 2 su 10 continuano a mangiare tutto ciò che capita e solo 1 su 4 dichiara di stare attento all'alimentazione.

Inoltre 9 su 10, durante la spesa, dicono di guardare le calorie dei prodotti che acquistano perché attenti a non ingrassare e mantenere un bel fisico.Manca purtroppo una cultura della prevenzione a tutto tondo, ma sono portata a pensare che, se correttamente informati e sensibilizzati, molti connazionali siano disposti a cambiare i propri comportamenti, nella consapevolezza di agire per la propria salute e quella dell'ambiente.

Per questo è preziosa l'attività informativa ed educativa di 'One Health for Breast Cancer'". Oltre a Rosanna D'Antona e Alessandra Ghisleri, gli altri membri dell'advisory board di 'One Health for Breast Cancer' sono: Umberto Agrimi, direttore Dipartimento sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell'Istituto superiore di sanità; Filippo De Braud, professore ordinario di Oncologia medica dell'Università degli Studi di Milano e direttore Dipartimento e Divisione di Oncologia medica dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano; Daniela Lucini, professore ordinario di Scienze dell'esercizio fisico e dello sport presso l'Università degli Studi di Milano; Prisco Piscitelli, epidemiologo e vicepresidente Sima, Società italiana di medicina ambientale. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bce taglia i tassi di 25 punti base

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(Adnkronos) – Nuovo taglio dei tassi dalla Bce di 25 punti base oggi, giovedì 17 ottobre.L'intervento era previsto anche alla luce della conferma, arrivata da Eurostat sull'inflazione, scesa a settembre all'1,7%.  Ciò significa che i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno ridotti rispettivamente al 3,25%, al 3,40% e al 3,65%, con effetto dal prossimo 23 ottobre.

L'Eurotower sottolinea in particolare, che "la decisione di ridurre il tasso sui depositi presso la banca centrale, tasso mediante il quale il Consiglio direttivo orienta la politica monetaria, scaturisce dalla valutazione aggiornata delle prospettive di inflazione, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria.Le ultime informazioni sull’inflazione indicano che il processo disinflazionistico è ben avviato.

Le prospettive di inflazione sono, inoltre, influenzate dalle recenti sorprese al ribasso degli indicatori dell’attività economia.Nel contempo, le condizioni di finanziamento rimangono restrittive". La Bce, come già anticipato, "si attende che l’inflazione aumenti nei prossimi mesi, per poi diminuire e raggiungere l’obiettivo nel corso del prossimo anno.

L’inflazione interna resta elevata, in quanto i salari continuano a crescere a un ritmo sostenuto.Al tempo stesso, le pressioni sul costo del lavoro dovrebbero seguitare ad attenuarsi gradualmente, in un contesto in cui i profitti ne mitigano parzialmente l’impatto sull’inflazione".

Confermato per le prossime mosse l'approccio "guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione", il tutto "senza vincolarsi a un particolare percorso". Il taglio dei tassi d'interessa da parte della Bce farà risparmiare 18 euro al mese, che corrisponde a 216 euro l'anno.Il calcolo è dell'Unc, che ha considerato l'ultimo Taeg comunicato da Bankitalia, 4,1%, e l'importo e la durata media di un mutuo. "Bene!

Un'ottima notizia per chi ha un mutuo a tasso variabile o per chi sta per acquistare casa, oltre che per le finanze pubbliche, grazie all'abbassamento degli oneri sul debito pubblico'', dichiara Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, in una nota. ''L'importante, però, è che l'inflazione continui a scendere, come attestano i dati di oggi di Eurostat, con l'inflazione che a settembre nell'Eurozona scende all'1,7% al 2,2% di agosto.Altrimenti la Bce dovrà tornare a una politica monetaria restrittiva, dovendo restare la frenata dei prezzi il loro faro guida", conclude Dona. Secondo il Codacons il taglio dei tassi dello 0,25% da parte della Bce deciso oggi determinerà un risparmio per le famiglie che hanno il variabile, sulle tipologie di mutuo più diffuse in Italia, compreso tra i 13 e i 30 euro al mese.

Per un mutuo a 20 anni di importo compreso tra i 100mila e i 200mila euro, il risparmio sulla rata mensile varia tra i 13 e i 27 euro, pari ad una minore spesa annua tra -156 e -324 euro, analizza il Codacons. Se il finanziamento ha una durata di 30 anni, il taglio dei tassi dello 0,25% produrrà un risparmio medio tra i 15 e i 30 euro sulla rata mensile, tra -180 e -360 euro annui.Per un mutuo da 125mila euro a 25 anni, invece, un analogo taglio si traduce in un risparmio di circa 17 euro al mese, con un impatto da 204 euro su base annua. “Il terzo taglio dei tassi è senza dubbio un segnale positivo, ma la strada per colmare i rialzi imposti dalla Bce negli ultimi due anni è ancora molto lunga – avvisa il presidente Carlo Rienzi – Basti pensare che per alcune tipologie di mutuo a tasso variabile la maggiore spesa ha raggiunto nel 2024 i 5mila euro l’anno rispetto ai tassi medi di fine 2021”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Assobirra: “Ridurre in manovra le accise di 2 centesimi e sconti per birrifici artigianali”

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(Adnkronos) – "In vista dell’approvazione della Legge di Bilancio 2025, AssoBirra chiede al Governo di ridurre le accise sulla birra di 2 centesimi e ripristinare gli sconti per i birrifici artigianali fino 60 mila ettolitri.Con questa misura, le accise scenderebbero a 2,97 euro per ettolitro grado Plato, cioè il livello precedente all’ultimo aumento, considerando che il mercato birrario è entrato in contrazione e ha perso oltre il 5%.

Oggi più che mai, crediamo necessario dare certezze agli imprenditori che vogliono investire e quindi porre fine all’adozione di misure provvisorie", dichiara il presidente di AssoBirra, Alfredo Pratolongo. Prima della pandemia, il settore birrario aveva intrapreso un trend di crescita positivo, caratterizzato dallo sviluppo di nuove realtà artigianali, grandi investimenti industriali, il lancio di nuove birre e la spinta commerciale dei marchi storici italiani.Questi fattori avevano favorito un crescente impiego di materie prime agricole italiane e quindi l’adozione di ricette legate al territorio.

Dopo la pandemia, esaurito il rimbalzo del 2022, le spinte inflattive e l’erosione del potere di acquisto hanno invertito bruscamente la tendenza: nel 2023 la produzione si è ridotta a 17,4 milioni di ettolitri, segnando un -5,02% rispetto al 2022, i consumi nazionali si sono fermati a 21,2 milioni di ettolitri, rispetto ai 22,5 milioni dei dodici mesi precedenti, con una contrazione del 5,85%.  Il primo semestre 2024 conferma questo campanello d’allarme: la produzione nazionale e il mercato interno continuano, infatti, ad essere in sofferenza.I consumi, pressoché piatti, sono in realtà alimentati prevalentemente dall’aumento delle birre prodotte fuori dall’Italia (con l’import che segna quota +10,2%).

L’accisa colpisce l’intera filiera: grava sui produttori, già alle prese con costi la cui crescita è ormai divenuta strutturale, riduce i margini degli esercenti e, infine, si ripercuote anche sul consumatore.Poiché l’accisa è anche gravata d’Iva contribuisce alla costruzione del prezzo lungo tutta la catena del valore, aumentando progressivamente verso valle.

Nel concreto, su una birra alla spina circa 80 centesimi sono imputabili all’accisa, mentre su una bottiglia da 0,66 cl in offerta, ovvero il formato più venduto nei supermercati italiani, l’accisa incide per circa il 40% sul prezzo di vendita.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Charlie Puth ai Backstreet Boys, il cordoglio per la morte di Liam Payne

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(Adnkronos) – Sono tantissimi i ricordi e i messaggi d'amore condivisi per Liam Payne, 31enne ex componente della boyband degli One Direction, morto dopo essere caduto dal terzo piano di un albergo di Buenos Aires: dai migliaia di fan che raccontano sui social quale impatto Payne (insieme agli altri componenti della band, Louis Tomlinson, Zayn Malik, Niall Horan e Harry Styles) abbia avuto sulle loro vite ai colleghi e gli amici che hanno conosciuto e amato il cantante. Autore di hit come 'We Don't Talk Anymore' e 'Attention', Charlie Puth ha solo un paio d'anni più di Liam Payne e nel 2017 aveva collaborato con lui al brano 'Bedroom floor'.  "Sono sotto shock al momento.Liam è stato sempre così gentile con me. È stato uno dei primi grandi artisti con cui ho lavorato.

Non posso credere che non ci sia più", ha scritto il cantautore statunitense su Instagram, condividendo foto e video che lo ritraggono insieme all'ex One Direction. "Questa notizia è devastante e sono senza parole", ha scritto Olly Murs, cantautore britannico che partecipò a X Factor l'anno prima di Payne. "Ogni volta che ci vedevamo ci facevamo una bella risata.A volte gli incontri erano corti e dolci, ma quando accadevano parlavamo soprattutto di quanto fastidiosamente belli fossero i suoi capelli, del nostro amore per Becks, dei giorni a X Factor e del tour che abbiamo condiviso".  "Liam – ha continuato Olly Murs – condivideva le mie stesse passioni e i miei stessi sogni quindi vedere la sua vita finire così prematuramente è dura.

Sono veramente devastato per la sua famiglia e ovviamente per suo figlio Bear che perde il papà".  "Mi ricordo di lui quando a 14 anni ci lasciò a bocca aperta cantando Sinatra alle audizioni di 'X Factor'.Era sempre gioioso, aveva tempo per tutti ed era gentile, grato e sempre umile".

Con queste parole il presentatore Dermot O'Leary ricorda Liam Payne, dal momento che condusse 'X Factor' nell'anno in cui il cantante si presentò per la prima volta come solista al talent show, esibendosi in 'Fly Me to the Moon'.  Era il 2008, Payne venne scartato e ci riprovò due anni dopo: proprio sul palco di X-Factor nel 2010 nacquero gli One Direction.  "Ti ho parlato solo due giorni fa, amico mio.Mi mancherai tantissimo", sono le parole del cantante statunitense Ty Dolla $ign.

Il disk jokey Zedd ha condiviso su Instagram molti scatti insieme a Payne, mentre su X ha scritto: "Riposa in pace Liam, non posso credere che sia vero, mi si spezza il cuore".Poi qualche ora dopo una riflessione: "Non sappiamo mai cosa le persone stanno passando.

viviamo in tempi dove essere maleducato, cattivo e divisivo è normale, talvolta persino applaudito.Non deve essere così.

Dovremmo fare del nostro meglio per essere gentili, attenti e di supporto".  A unirsi al cordoglio anche E.L.James, l'autrice della saga letteraria 'Cinquanta sfumature di grigio' che conobbe Liam Payne perché il cantante collaborò con Rita Ora alla colonna sonora del terzo e ultimo film del franchise cinematografico ispirato ai libri di James.

E ancora i Backstreet Boys, che sulla loro pagina Instagram ufficiale hanno scritto: "Le parole non possono esprimere le emozioni che noi tutti sentiamo in questo momento e ci sembra che il resto del mondo si trovi sulla stessa barca.Il nostro cuore è vicino a quello della famiglia di Liam, dei suoi amici e dei fan degli One Direction in tutto il mondo.

Riposa in pace, fratello". Nessun messaggio da parte degli altri membri della band che stanno vivendo il lutto lontano dai social.A 'postare' però è stata la mamma di Harry Styles: Anne Twist ha condiviso sui social un cuore spezzato, scrivendo: "Solo un ragazzo".   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, Egualia: “Equivalenti essenziali per patologie croniche complesse”

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(Adnkronos) – In tema di acceso alle cure, i farmaci equivalenti non solo hanno abbassato i costi, ma hanno anche aumentato la produzione di terapie per malattie croniche e gravi.Gli equivalenti sono sempre più essenziali per la cura delle patologie croniche complesse: nel 2023 il 70% dei volumi dei farmaci oncologici e antidiabetici commercializzati in Europa sono medicinali equivalenti.

E' quanto emerge dal report di Osservatorio Nomisma per Egualia 'Il sistema dei farmaci equivalenti in Italia 2024', presentato oggi a Roma.  Relativamente alle carenze, negli ultimi 5 anni la mancanza di farmaci è diventata un problema crescente, con l'Italia particolarmente colpita.Quasi il 10% dei farmaci mancanti – evidenzia il report – non ha alternative terapeutiche disponibili, evidenziando la necessità di soluzioni strutturali.

I farmaci equivalenti giocano un ruolo cruciale nel mitigare tale criticità, garantendo la disponibilità di alternative per l'80% dei farmaci a rischio. Le 45 imprese produttrici di farmaci equivalenti in Italia godono di buona salute: i loro ricavi medi sono saliti da 49 milioni di euro nel 2018 a 63 milioni di euro nel 2022, segnando una crescita del 29%.Parallelamente, l'occupazione media è aumentata, passando da 92 a 104 dipendenti.

D'altro canto, le aziende produttrici di farmaci non equivalenti, pur vantando ricavi medi significativamente superiori rispetto alle prime, hanno sperimentato una crescita meno accentuata negli ultimi 5 anni.I loro ricavi medi, circa il doppio rispetto a quelli delle imprese di farmaci equivalenti, hanno registrato un incremento del 18%, inferiore di oltre 10 punti percentuali rispetto al tasso di crescita delle imprese produttrici di farmaci equivalenti.

E' quanto emerge dal report di Osservatorio Nomisma per Egualia 'Il sistema dei farmaci equivalenti in Italia 2024', presentato oggi a Roma.  L'analisi dell'andamento del numero medio di dipendenti nelle aziende farmaceutiche che non producono farmaci equivalenti – si legge – non evidenzia alcun segnale di crescita.Al contrario, si osserva una lieve contrazione negli ultimi 2 anni: il numero medio di dipendenti per azienda è infatti diminuito, passando da 161 nel 2020 a 158 sia nel 2021 che nel 2022, segnando una tendenza lievemente negativa nel periodo considerato.  Dal 2009 al 2023, le vendite di farmaci equivalenti hanno registrato un aumento del 130% in termini di volumi e del 182% in termini di valore.

Parallelamente, i farmaci ancora sotto brevetto hanno subito un drastico calo, con una riduzione delle vendite del 70% in termini di confezioni e del 69% a valore, determinando una perdita complessiva pari a 6,2 miliardi di euro.Queste dinamiche – si legge – hanno determinato una significativa ridefinizione delle quote di mercato: i farmaci coperti da brevetto, che nel 2009 rappresentavano il 49% delle confezioni vendute e il 70% delle vendite a valore, nel 2023 incidono solo per il 15% sui volumi complessivi e per il 28% sul valore totale delle vendite.Di conseguenza, i farmaci 'branded off patent' e gli equivalenti hanno visto un significativo aumento delle loro quote di mercato: i primi sono passati dal 38% al 53% in termini di volumi e dal 23% al 48% in valore; i secondi hanno incrementato il proprio peso dal 14% al 32% in volumi e dal 7% al 24% in valore. Non è tutto: in relazione al solo segmento dei farmaci off patent – evidenzia il documento – si è osservata una progressiva erosione delle quote di mercato detenute dai farmaci di marca a favore dei farmaci equivalenti.

Rispetto al 2009, la presenza degli equivalenti è cresciuta di 11 punti percentuali nei consumi a volumi e di 12 punti percentuali in valore.Tale fenomeno deriva, da una parte, dalle progressive scadenze brevettuali nel tempo e, dall'altra, dal fatto che i cittadini stiano mano mano riconoscendo i farmaci equivalenti come valida alternativa ai farmaci di marca non più coperti da brevetto. Nonostante la diffusione dei farmaci equivalenti in Europa, in Italia il mercato degli equivalenti stenta ancora a ritagliarsi una significativa quota.

La penetrazione degli equivalenti è spesso limitata sia da regolamentazioni meno favorevoli che da fattori culturali, come la percezione di qualità da parte dei pazienti e la preferenza per i farmaci di marca.Paradossalmente – si legge – il ricorso alle cure equivalenti risulta meno diffuso nelle aree con un reddito pro-capite mediamente più basso, continuando ad essere privilegiato al Nord (39,8%), rispetto al Centro (29%) e al Sud (23,7%).

Per acquistare farmaci 'brand off patent' – più costosi – invece che equivalenti, nel 2023 i cittadini italiani hanno versato di tasca propria oltre 1 miliardo di euro di differenziale di prezzo.E se i farmaci equivalenti scomparissero del tutto?Relativamente ai soli farmaci di classe A, ipotizzando che tutte le confezioni di farmaci equivalenti vendute nel 2023 lo fossero state ai prezzi dei brand off patent la spesa farmaceutica sarebbe aumentata di 460 milioni di euro.

Dal 2012 ad oggi la cifra avrebbe raggiunto quota 6,250 miliardi di euro. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, Gemmato: “Su payback interventi Governo nel medio periodo”

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(Adnkronos) – "La spesa farmaceutica cuba il 15% del Fondo sanitario nazionale e auspicherei che questa percentuale fosse alzata perché abbiamo un'innovazione farmaceutica che offre straordinarie possibilità di cura e dobbiamo avere la possibilità di offrile a tutti coloro che ne hanno bisogno.Non è un caso che tutte le Regioni sforano il tetto di spesa legato alla farmaceutica: questo significa che evidentemente quel tetto è basso".

Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, intervendo alla presentazione dell'edizione 2024 dell'Osservatorio Nomisma 'Il Sistema dei farmaci equivalenti in Italia', oggi a Roma presso l'Ara Pacis.  Oltre ad aumentare la percentuale del Fsn destinata alla spesa farmaceutica, Gemmato ha evidenziato l'intenzione del Governo di intervenire, nel medio periodo, sul payback farmaceutico, il meccanismo di ripiano in base al quale, in caso di superamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera a livello nazionale, le aziende farmaceutiche debbano ripianare il 50% dell'eccedenza.  "Bisogna mitigare una distorsione, tutta italiana, come il payback – ha sottolineato – Una misura che risale a governi precedenti, che non abbiamo introdotto noi, ma a cui una risposta va data.Sono convinto che questo Governo, con la stabilità che sta dando al Paese, potrà da una soluzione nel medio periodo al payback farmaceutico andando incontro alle richieste delle imprese".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, contro gli Houthi schierati i bombardieri B-2: prima volta in Yemen

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(Adnkronos) – Le forze armate americane hanno utilizzato bombardieri B-2 dell'aeronautica militare per colpire i siti di stoccaggio di armi usate dai miliziani sciiti Houthi nelle zone dello Yemen sotto il loro controllo.Lo ha spiegato il capo del Pentagono Lloyd Austin.

E' la prima volta che gli Stati Uniti utilizzano il bombardiere strategico B-2 per attaccare gli Houthi in Yemen, ha riferito la Cnn.Il B-2 è molto più grande dei jet da combattimento che sono stati utilizzati finora per colpire le strutture e le armi degli Houthi, e sono in grado di trasportare un carico di bombe molto più pesante. "Questa è stata una dimostrazione della capacità degli Stati Uniti di colpire strutture che i nostri avversari cercano di tenere fuori dalla portata, non importa quanto siano profondamente interrate, rinforzate o fortificate", ha affermato Austin in una nota. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue, i casi in Italia salgono a 650: 194 sono autoctoni

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(Adnkronos) – Salgono a quota 650 i casi confermati di Dengue in Italia nel 2024, dall'1 gennaio al 15 ottobre.La scorsa settimana erano 625.

Sul totale, le infezioni autoctone sono 194 (rispetto alle 173 della settimana scorsa) e il focolaio di maggiori dimensioni è localizzato nelle Marche, dove si concentrano oltre 130 casi a trasmissione locale.  E' il quadro tracciato dall'ultimo bollettino dell'Istituto superiore di sanità.I casi importati (associati a viaggi all'estero) sono 456, 4 in più della scorsa settimana.

Il 51% del totale infettati è di sesso maschile, l'età media dei contagiati è 45 anni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elon Musk in Pennsylvania per Trump: 47 dollari a ogni elettore che ne convince un altro

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(Adnkronos) –
Elon Musk oggi, 17 ottobre, sbarca in Pennsylvania, dove rimarrà fino alla prossima settimana per mobilitare a favore di Donald Trump gli elettori dello stato considerato il più cruciale tra tutti gli stati chiave. "Domani sera e fino a lunedì parteciperò a una serie di talk in tutta la Pennsylvania – ha scritto il miliardario tech in un post sul 'suo' X – se volete partecipare a uno dei miei talk, l'ingresso è libero.Dovete solo aver firmato la nostra petizione che sostiene la libertà di espressione, il diritto di avere armi e aver votato a questa elezione".  Musk si riferisce alla petizione lanciata da America Pac, il super Pac da lui fondato, con l'obiettivo di raccogliere un milione di firme negli Stati chiave.

Il gruppo, a cui Musk ha versato negli ultimi mesi 75 milioni di dollari, offre anche a chi firma 47 dollari per ogni altro elettore di Stati chiave disposto a sottoscrivere la petizione.  Di fatto, vengono offerti soldi per scovare elettori pro Trump e la cosa, sottolineava nei giorni scorsi New York Times, non è illegale, perché la legge federale considerava un crimine pagare qualcuno per votare o per registrarsi al voto, ma non per firmare una petizione o convincere altre persone a farlo.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iacono (Engie): “Rinnovabili, sicurezza fondamentale per il settore”

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(Adnkronos) – "Il settore delle energie rinnovabili sta diventando sempre più importante per questo è fondamentale che il tema della sicurezza sul lavoro venga preso in considerazione.Per Engie la sicurezza è parte integrante per poter agire, da diversi anni portiamo avanti un programma estremamente dettagliato di formazione, sensibilizzazione e cultura della sicurezza”.

Così Monica Iacono, ceo di Engie Italia a margine dell’iniziativa “'ogether for safety' che ha voluto mettere al centro il tema della sicurezza sul lavoro nel settore delle energie rinnovabili.Un settore che sta vivendo una crescita esponenziale e rappresenta una leva determinante per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e garantire un futuro sostenibile.  Al rapido sviluppo del comparto corrisponde un aumento significativo dei lavoratori coinvolti nella realizzazione degli impianti.

Tutti motivi che spingono a tenere alta l'attenzione quando si parla di sicurezza. “Negli ultimi anni abbiamo dimezzato il tasso degli infortuni anche grazie all’opera di sensibilizzazione che stiamo portando avanti – conclude Iacono – Per noi è fondamentale che manager, persone sul campo e partner siano formati e in grado di affrontare la tematica della sicurezza nel modo più rigoroso e serio possibile”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Renard (Engie): “Le rinnovabili sono l’unica strada per la decarbonizzazione”

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(Adnkronos) – “La strada delle energie rinnovabili è l’unica possibile per decarbonizzare il nostro mondo e far crescere l'elettrificazione sostenibile per i nostri consumi.Noi di Engie ci stiamo lavorando parecchio e oggi le rinnovabili sono in prima linea nella strategia del Gruppo.

Negli ultimi anni abbiamo installato impianti di energie rinnovabili in tutto il mondo, lavoriamo su una trentina di paesi e alla fine del 2025 vogliamo raggiungere un primo numero magico: 50 gigawatt di impianti rinnovabili installati dall’Australia al Brasile passando ovviamente per l’Europa. È un piano ambizioso ma non ci fermiamo qua, abbiamo deciso di installare altri 30 gigawatt da oggi al 2030”.Queste le parole di Samuel Renard, managing director renewables di Engie Italia in occasione dell’iniziativa “Together for Safety” organizzata a Figino Serenza in provincia di Como e che ha visto la partecipazione del ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone e del top management di Engie, oltre ad aziende e associazioni di riferimento del settore energetico.  Un importante momento di confronto con istituzioni e operatori del mercato energetico, volta a sensibilizzare gli attori coinvolti sul fondamentale tema della sicurezza sul lavoro. “L’Italia è un paese di rilevanza per il Gruppo – ha aggiunto Renard – Oggi abbiamo circa 600 megawatt di impianti installati in Italia.

Nei prossimi 5 anni abbiamo previsto di installare 1 gigawatt.Vogliamo contribuire allo sviluppo di questo mercato e spesso siamo stati all’avanguardia.

Siamo stati la prima società ad avviare un grande parco agrofotovoltaico in Sicilia, siamo stati i primi a crederci e ora tutto il mercato va in questa direzione.Vogliamo essere best in class su tutti i fronti, soprattutto sul tema della sicurezza sul lavoro”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Togni (Anev): “Puntiamo a contratto collettivo per sicurezza su lavoro”

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(Adnkronos) – “Il tema della sicurezza è centrale da quando l’Associazione nazionale energia del vento è stata costituita.Questo ha portato, soprattutto negli ultimi 10 anni, a importanti sviluppi.

Abbiamo un gruppo di lavoro dedicato alla sicurezza estremamente attivo, abbiamo fatto proposte di miglioramenti e aggiustamenti collaborando col ministero e le autorità preposte.Un obiettivo è quello di arrivare a un contratto collettivo specifico che possa consentire la gestione in maniera più strutturata di questi elementi”.

Sono le parole di Simone Togni, presidente di Anev, l’associazione nazionale energia del vento, intervenuto durante il dibattito dal titolo 'Together for safety'.Un’iniziativa organizzata da Engie Italia che ha voluto proporre un confronto con istituzioni e operatori del mercato energetico, volta a sensibilizzare gli attori coinvolti sul fondamentale tema della sicurezza sul lavoro. È stata anche l’occasione per parlare di innovazioni e nuove tecnologie. “Tecnologie innovative come l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata potranno essere molto utili nel settore eolico, ad esempio per visionare le turbine direttamente dalla sala controllo – ha aggiunto Togni – Sicuramente, però, l’elemento centrale rimarrà l’esperienza maturata sul campo da chi fa questo lavoro”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Together for safety’, Engie accende i riflettori sulla sicurezza sul lavoro

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(Adnkronos) – Il settore delle energie rinnovabili sta vivendo una crescita esponenziale e rappresenta una leva determinante per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e garantire un futuro sostenibile.Al rapido sviluppo del comparto corrisponde un aumento significativo dei lavoratori coinvolti nella realizzazione degli impianti.

Secondo l’ultimo rapporto diffuso da Irena (Agenzia internazionale per le energie rinnovabili), dal 2022 al 2023 il numero dei lavoratori coinvolti nello sviluppo di impianti eolici e fotovoltaici è aumentato di circa il 20%, passando da oltre 13 milioni a oltre 16 milioni.E’ in questo contesto che Engie, player di riferimento nella decarbonizzazione e nell’efficienza energetica, ha organizzato 'Together for safety', una giornata di confronto con associazioni e operatori del mercato energetico, volta a sensibilizzare gli attori coinvolti sul fondamentale tema della sicurezza sul lavoro.

All’evento hanno preso parte aziende quali Terna, Vestas, Comal, Saet, Impresa Manca, Tresun e Anev.  “In Engie siamo impegnati ogni giorno a migliorare le nostre practice e a diffondere la cultura della sicurezza tra tutti i nostri lavoratori e collaboratori: per noi è una priorità assoluta – spiega Monica Iacono, Ceo di Engie Italia – Tutte le nostre strategie di sviluppo si fondano sull’obiettivo di avere zero incidenti gravi o mortali.E’ un processo di miglioramento continuo: negli ultimi sette anni il Gruppo ha dimezzato il tasso di frequenza degli infortuni, un trend positivo a cui assistiamo anche in Italia”.  Il gruppo Engie conta, a livello mondiale, una capacità installata di oltre 42 GW e mira a raggiungere 50 GW nel 2025 e 80 GW nel 2030.

In Italia, con un portafoglio di 560 MW composto da 397 MW di parchi eolici, 121 MW di parchi fotovoltaici e circa 43 MW di impianti storage, Engie punta a rafforzare ulteriormente la sua presenza sul territorio nazionale, con obiettivi ambiziosi.  “In Italia, il Pniec (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) prevede 65 GW di nuova capacità rinnovabile al 2030 e, ipotizzando una taglia media di impianto di energia rinnovabile (eolico o fotovoltaico) di 30 MW, occorreranno oltre 2.160 cantieri e circa 65mila ore per lavoratore per ogni cantiere.Sono quindi stimate 140 milioni di ore-uomo, con un tasso di frequenza di incidenti destinato a salire – afferma Samuel Renard, Managing Director Renewables di Engie Italia – Engie sta portando avanti un programma di promozione della cultura della sicurezza, che coinvolge tutti, partendo dai manager fino ad arrivare alle persone operative sul campo.

Soltanto lo scorso anno, in Italia, sono state dedicate 8mila ore di formazione a 300 manager”.  Engie ha ideato Eosc (Engie One Safety Culture), progetto globale volto a trasformare l’approccio culturale alla sicurezza all’interno dell’azienda attraverso investimenti in formazione e coaching.Eosc vede coinvolte tutte le figure manageriali di Engie (oltre 800 manager, di cui 300 in Italia) e ha l’obiettivo di rafforzare il controllo dei rischi sui posti di lavoro attraverso una serie di azioni di gestione della sicurezza finalizzate a ridurre al minimo i rischi.

Il Gruppo, attraverso Eosc, intende rafforzare la cultura della sicurezza, la tutela dell’operatività attuale e futura e della capacità di costruire asset energetici sostenibili. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, Egualia: “Oltre 18 mld nel 2022 giro d’affari generici in Europa”

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(Adnkronos) – "Il mercato dei farmaci equivalenti in Europa evidenzia un notevole dinamismo: i dati di fatturato delle principali aziende europee forniscono una panoramica, seppur parziale, delle dimensioni e delle caratteristiche strutturali del settore nei vari Paesi.L'analisi di 156 aziende distribuite in 18 nazioni sottolinea il ruolo cruciale dell'Europa nell'industria farmaceutica, con un giro d'affari che ha superato i 18 miliardi di euro nel 2022, segnando un incremento del 13% rispetto all'anno precedente".

E' quanto emerge dal report di Osservatorio Nomisma per Egualia 'Il sistema dei farmaci equivalenti in Italia 2024', presentato oggi a Roma.  Germania e Italia – evidenzia il rapporto – si posizionano ai vertici della classifica in termini di ricavi delle vendite, evidenziando performance particolarmente virtuose delle 45 imprese italiane analizzate, che vedono aumentare il proprio fatturato dal 2021 al 2022 del 16%, confermando la vitalità del comparto nel Paese. Rapportando i dati di fatturato al numero di aziende analizzate, si evidenziano significative differenze nella struttura delle imprese italiane e tedesche: mentre in Germania predominano imprese di grandi dimensioni, l'Italia è caratterizzata da aziende più piccole e flessibili, che contribuiscono comunque in maniera rilevante al settore. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, Osservatorio Nomisma: “Misure urgenti per sopravvivenza equivalenti”

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(Adnkronos) – Eliminare il payback sui farmaci rimborsati o acquistati in gara dal Servizio sanitario nazionale, regolare il livello dei prezzi introducendo parametri di adeguamento all'incremento esponenziale dei costi di produzione, rivedere i criteri delle gare ospedaliere, concentrati prevalentemente sul meccanismo del massimo ribasso, prevedere un meccanismo di adeguamento dei prezzi ex factory dei farmaci a più basso costo e incentivare le imprese che adottano processi produttivi innovativi e tecnologie sostenibili, attraverso modelli multi aggiudicatario.E ancora: supportare la messa a terra della riforma farmaceutica europea e delle indicazioni contenute nel rapporto Draghi per la Commissione Ue, che pongono in primo piano, a pari merito, sia il rafforzamento dell'attività di R&S sia il rafforzamento delle catene di fornitura farmaceutica, a partire dai prodotti fuori brevetto. "Senza l'adozione di queste misure, la funzione di bene pubblico dei medicinali equivalenti rischia di andare persa per sempre".

A sostenerlo e ad accendere i riflettori sul rischio del "take for granted" sul comparto è l'edizione 2024 dell'Osservatorio Nomisma sul 'Sistema dei farmaci equivalenti in Italia', presentata oggi a Roma, presso l'Ara Pacis, con la partecipazione di rappresentanti del mondo istituzionale, del panorama industriale e degli operatori del mondo sanitario.  I dati – illustrati da Lucio Poma, chief economist di Nomisma e coordinatore scientifico dell'Osservatorio sull'industria dei farmaci equivalenti nel nostro Paese – disegnano un sistema produttivo dei farmaci equivalenti in grandissima sofferenza tra pressione dei costi di produzione, oneri regolatori, prezzi ex factory bloccati e gare al massimo ribasso.Fattori che hanno determinato, specie negli ultimi anni, una pesante erosione di margini di profitto già esigui.

Il tutto in un quadro di progressiva regressione della concorrenza nel settore farmaceutico.  Questi i principali trend fotografati dall'Osservatorio. 1.Prezzi energia e materie prime: l'analisi dei bilanci economici delle aziende del 2023 denuncia un aumento medio del 19% del costo delle materie prime rispetto al 2022.

Nel quinquennio l'aumento è stato dell'86%; 2.Prezzi dei materiali di confezionamento: tra il 2019 e il 2023 l'alluminio è aumentato del 27%, il vetro del 24%, carta e plastica, rispettivamente, del 19% e del 3%.

Voci che complessivamente pesano per il 20% sui costi di produzione aziendali; 3.Oneri regolatori: le spese sostenute per registrazione e autorizzazione alla vendita tra il 2016 e il 2023 sono aumentate del 26%; 4.

Payback: per i farmaci fuori brevetto i tributi di ripiano nei prossimi anni impatteranno tra i 15% e il 18% del fatturato. E ancora: 5.Diminuzione della concorrenza: secondo Unioncamere negli ultimi 3 anni il numero di produttori farmaceutici nel nostro Paese è diminuito del 10%, con circa 70 aziende coinvolte in processi di chiusura o fusione; 6.

Carenza di farmaci: secondo Aifa nel periodo 2018-2024 il numero di farmaci a rischio carenza è passato da poco più di 1.600 a oltre 3.700.Per quasi 8 farmaci a rischio su 10 esiste un corrispettivo equivalente, un dato che conferma l'impensabilità di un sistema farmaceutico privo dei medicinali equivalenti; 7.

Mercato Ue e cronicità: gli originator spesso non trovano economicamente vantaggioso produrre farmaci per trattare malattie meno redditizie, anche per questo equivalenti e biosimilari sono sempre più essenziali per la cura delle patologie croniche complesse; 8.L'effetto sulla spesa Ssn: relativamente ai soli farmaci di classe A, ipotizzando che tutte le confezioni di farmaci equivalenti dispensate nel 2023 fossero state vendute ai prezzi dei brand off patent, la spesa farmaceutica sarebbe aumentata di 460 milioni di euro.

Dal 2012 ad oggi la cifra avrebbe raggiunto quota 6,250 miliardi di euro. "Tutte le problematiche preesistenti del comparto si sono ulteriormente esacerbate, rendendo il quadro complessivo decisamente più allarmante – afferma Poma – Ci siamo chiesti cosa accadrebbe se i farmaci equivalenti scomparissero del tutto.Un indebolimento del sistema si tradurrebbe nell'aumento esponenziale del fenomeno delle carenze di farmaci, nella mancata accessibilità ai medicinali da parte delle classi meno abbienti, nell'impossibilità di sostenere le cure di talune malattie croniche, nella riduzione della concorrenza, della biodiversità della produzione e dei principi attivi utilizzati.

Il nostro tranquillo e rassicurante 'take for granted' non sarebbe più garantito".  "Per le nostre aziende la prima vera sfida da vincere è quella della sostenibilità industriale: in quest'ottica è indispensabile che venga ripreso il confronto sulla governance farmaceutica, che è prioritaria e chiediamo che in questo ragionamento sia considerata centrale la sostenibilità di tutti i farmaci a basso costo di uso consolidato – commenta il presidente di Egualia, Stefano Collatina – Stiamo toccando con mano ogni giorno nelle farmacie e negli ospedali cosa significa non trovare farmaci che diamo per scontati: dobbiamo invertire la rotta, già in questa legge di Bilancio.Ci sono misure di sistema che possono essere introdotte senza impatto di spesa pubblica, come stabilire che le procedure di gara si svolgano per accordo quadro, e misure che opportunamente programmate posso essere gestibili in termini di impatto economico".

Conclude Collatina: "Torniamo a chiedere che il Governo si impegni nel sostegno alle imprese con solide politiche industriali che agevolino investimenti produttivi locali e che garantiscano maggiore indipendenza strategica nell'approvvigionamento di farmaci e principi attivi per l'Italia, puntando al coordinamento di tutte le misure da mettere in campo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)