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Il punto, Se tutto va bene siamo rovinati
Editoriali Politica

Il Punto: se tutto va bene siamo rovinati? No; Forse no. Si; Sicuramente sì. NI!

Il Punto: ieri è stata una giornata convulsa ma oggi è partita forse anche peggio per cui, mai come in questo momento: mala tempora currunt sed peiora parantur

Ieri il premier incaricato, Cottarelli, è salito al Quirinale ma, contrariamente al quanto tutti si attendevano, non c’è stato il VIA – comunque fosse – al Governo (anche se icchio). L’unico “VIA” che c’è stato è quello della “fuga” di Cottarelli da diversa uscita senza nulla dire.

A seguire, tra lo sconcerto generale,, è uscito il portavoce del Presidente Mattarella (vedi video) per dire, unicamente, quanto ormai già si sapeva e che, per stemperare, traduciamo così: Scherzetto! Cottarelli è andato via. Domani sarà altro giorno con altro appuntamento. Questo il succo. Sul perché, per come, quando, cosa era accaduto ecc ecc nemmeno una sillaba: domani! E a domani ora siamo ma restiamo ancora nel caos di ieri con le chiacchiere che corrono a mille, e a 360°, con repentini cambiamenti di obiettivi e dichiarazioni, anche qui il tutto di 180 e poi 360°.

Un gran casino, insomma e forse nemmeno una nuova Merlin riuscirà a chiuderlo.

Ripercorriamone le fasi dal nostro archivio per rinfrescare la memoria su un qualcosa che si tende a far dimenticare, forse perché assurdo più che ridicolo:  12 

Chi “prima” sembrava NON voler nemmeno sentir parlare di elezioni, il PD tanto per non far nomi, ora sembra decisissimo a tornarci e non a Settembre o Ottobre, ma SUBITO: ieri possibilmente.
In più, e da qui l’incremento delle fiamme in questo nuovo “Casino” aperto tra Quirinale e Montecitorio, il PD comincia ad aprire gli occhi e, questa volta, non intende stare al gioco di Salvini (e del centro destra, magari anche Di Maio) dando fiducia a Cottarelli per essere poi accusato di essere tornato (voluto tornare) al Governo pur avendo perso, dando così altra benzina per il motore del “destro” carroccio. No A Cottarelli quindi e Voto subito, entro Luglio. E questo scompiglia tutti i calcoli del DUO e del destro carroccio ponendoli di fronte, ancora una volta, alla possibilità di realizzare quanto, a chiacchiere, gridano di volere da sempre: o Governo (cosa che hanno bruciato per una impuntatura sul nome di Savona), o Ri-Votare, e Votare subito.

Sia Salvini che Di Maio, infatti, a questo punto, invece di ringraziare e correre a raccogliere quello che potrebbe essere annoverato come un loro successo, hanno immediatamente (ri)cominciato i loro esercizi da circo equestre con salti mortali in avanti e indietro: il tutto per NON andare al voto.

Ma va? E tutte le chiacchiere sul VOLERE nuove elezioni che fossero, secondo loro, il ballottaggio mancato nella prima tornata, dove sono finite? Buttate nel cestino del realismo per restare nella piazza delle loro iperbole e del chiacchiericcio utile a farli sentire, e sembrare, forti e grandi?

Oggi non solo sembra ancor più fortemente accantonata – per loro e secondo loro desiata (convenienza del momento) – ma, addirittura, sono tornati a richiedere – e ad attendersi – una nuova convocazione per (ri)ricevere incarico a formare il Governo.

Intanto e nell’attesa si continua a dire tutto ed il contrario di tutto e veramente non si sa più se ridere o piangere; se mandarli tutti al ben noto indirizzo e, soprattutto, se mandarceli con i loro piedi o sulle punte delle nostre scarpe (meglio scarponi chiodati).

Unica certezza: il caos e il “facite ammuina”, presunto comando contenuto su un inesistente “Regolamento della Real Marina del Regno delle Due Sicilie” del1841, che ora – invece – è divenuto imperativo più che reale e concreto.

Ed in questo caos si va avanti alla cieca in un buio fitto senza nulla sapere salvo, altra barzelletta?: la richiesta/aspettativa, come su detto, di Salvini, centro destra, Di Maio, di essere riconvocati per (ri)ottenere il mandato a formare un governo. Incarico a chi? Ancora non chiaro. Unica cosa già confermata sarebbe la presenza di Savona all’economia.
E così si torna a tre per cui, come sempre, a noi italioti non resta che attaccare con il nostro mantra: io speriamo che me la cavo e magari ora aggiungerci anche un non meno famoso: calma, pazienza, sopportate le persone moleste e pregate Iddio che muoiano presto , visto e considerato che l’unica rottura certa è la nostra, quella degli italiani (o italioti che siamo), di volta in volta calpestati e trattati da cretini, traditi ma indotti a tale non sentirci, ecc ecc

Stanislao Barretta

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