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Conte costretto al 'Parlare a nuora affinchè suocera intenda'
Conte costretto al 'Parlare a nuora affinchè suocera intenda'
Attualità Editoriali Politica

Conte costretto al “Parlare a nuora affinché suocera intenda” VIDEO

Dover “Parlare a nuora affinché suocera intenda”. A questo è stato “costretto” il Presidente del Consiglio Conte per parlare ai suoi due vice e, da questi, farsi intendere.

Tra i nostri, antichi, modi di dire ce n’è uno che molto si adatta a quanto è accaduto oggi: “Parlare a nuora affinché suocera intenda” ed il vederlo in diretta TV, il vedere che un Presidente del Consiglio, il nostro Presidente del Consiglio, per riuscire a “parlare” e a farsi intendere da due suoi ministri, nonché vici Presidenti del Consiglio, è stata cosa triste ed avvilente che, di sicuro, avrà aggiunto altre mani di “ridicolo” all’era del salviscismo imperante con il quale si sta portando avanti l’odierna Italia trattata, ogni giorno, come se fosse il palcoscenico per un personale spettacolo di avanspettacolo

Venendo al tema del tanto atteso “discorso al Paese”, (ve lo riproponiamo nella registrazione video allegata alla fine), il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiesto ai due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, di chiarire se intendono proseguire con l’esperienza di governo o mantenere i toni visti in campagna elettorale, magari auspicando il voto anticipato. In questo caso, Conte rimetterà il mandato.

“Non mi presterò in nessun modo a vivacchiare a galleggiare. Se non vi fosse una chiara presa di responsabilità” delle forze politiche e “se i comportamenti non saranno trasparenti rimetterò il mandato nelle mani del presidente della Repubblica”

ed ha aggiunto:

“Con freddure social e veline alla stampa non possiamo lavorare”
“Leale collaborazione significa che ciascun ministro si concentra sul proprio senza prevaricare. Leale collaborazione significa che se si hanno questioni politiche da sollevare non si lanciano segnali ambigui sui giornali, ma se ne parla innanzitutto con il presidente del Consiglio”,

ed ancora:

“chiedo dunque a entrambe le forze politiche, di operare una chiara scelta e di dirmi, dirci se hanno intenzione di osservare ancora il contratto di governo ovvero se preferiscono riconsiderare questa decisione”.

“Il Paese non può attendere”

“Non la interpreto come una diffida: non è questo il senso”, chiarisce Conte rispondendo alle domande dei cronisti, “la chiarezza di intenti si vedrà nei prossimi giorni. È anche giusto che si sedimenti questo clima conflittuale, possiamo attendere qualche giorno, non mi faccia dire una data ma vi ho fatto un elenco di misure: il Paese non può attendere“.

A stretto giro sono giunte immediate risposte, anzitutto da Salvini che è stato il più veloce e gli ha subito risposto, via FB, mentre Conte stava ancora parlando, e lo ha fatto con la sua solita arroganza affermando:

Noi non abbiamo mai smesso di lavorare, evitando di rispondere a polemiche e anche insulti, e gli Italiani ce lo hanno riconosciuto con 9 milioni di voti domenica.
Proprio oggi ad esempio ho inaugurato col governatore Zaia il primo tratto della Pedemontana Veneta, opera fondamentale attesa da quasi trent’anni.
L’Italia dei Sì è la strada giusta.
Flat Tax e taglio delle tasse, riforma della giustizia, Decreto Sicurezza Bis, autonomia regionale, rilancio degli investimenti, revisione dei vincoli europei e superamento dell’austerità e della precarietà, apertura di tutti i cantieri fermi: noi siamo pronti, vogliamo andare avanti e non abbiamo tempo da perdere, la Lega c’è.

E questo è. Ed intanto noi paghiamo, paghiamo, paghiamo, e non solo per i suoi viaggi e per le scorte che servono per consentirgli di fare le sue plurime, quotidiane, compassate in perfetto stile Fileni.

Ne ricorderete, credo, la recente pubblicità dove viene mostrata la scelta aziendale di allevare i suoi polli in campo libero ed il contadino che distribuisce, a piene mani, il becchime che essi vogliono. Ecco, altrettanto fa Caporal Salvini, anche lui sempre in campo libero (grazie alla solerzia della Digos) a spargere a larghe mani il “mangime” ai suoi.

Paghiamo anche, ed ancor più, per lo spread che vola sempre più: al momento della pubblicazione di questo articolo, è a quota: 277,40 e che domani, dopo quanto accaduto oggi, c’è da scommettere che riprenderà a salire, ed anche in velocità …. e noi paghiamo, pagheremo, come sempre mentre lui ….. lui continuerà a pasteggiare come sempre, e a percepire anche il suo lauto stipendio (che aghiamo sempre noi)

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