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Il SUD nella morsa della Sindrome di Stoccolma
Editoriali Politica

Il SUD nella morsa della Sindrome di Stoccolma Emergenza psichiatrica?

La storia leghista è una lunga sequenza di insulti, allusioni, volgarità gratuite e vecchi pregiudizi immutata nel tempo. Cambia solo, di volta in volta e a seconda della convenienza, l’obiettivo messo nel mirino.

Il SUD nella morsa della Sindrome di Stoccolma. È emergenza psichiatrica?

Un tempo, non tanto tempo fa in verità, nel mirino c’erano i meridionali, e ci sono rimasti per ben 25 anni finchè non hanno trovato altri che, come disse Giancarlo Gentilini, ex sindaco di Treviso, alla Festa della Lega nel 2008, Bisognerebbe vestire da leprotti per fare pim pim pim col fucil”.

Questi “altri” oggi sono i “neger” ma anche l’Europa e le ONG, soprattutto le donne.

Il tutto con il plauso di tanti “esseri respiranti” tra i i quali si annoverano anche altre “donne”, chiaramente usurpatrici di tale titolo o quantomeno “frustrate e con certe fantasie represse”, ed anche “uomini” tra i quali, e questo sì che è abominevole ed inconcepibile, tanti, troppi, usurpatori della cittadinanza meridionale che, emuli dei traditori che nel 1861 vendettero il Regno di Napoli e delle Due Sicilie al “Generale” Garibaldi, al soldo dei “savoiardi”, oggi stanno svendendo l’Italia non già ad un cosiddetto generale ma, degradandosi ancor più, addirittura ad un autonomitasi Capitano che, di fatto, è solamente #CAPORALE sin dalla nascita (ma Caporale così come tratteggiato da Totò, non certo quelli con le stellette):

Con il tradimento del 1861 il sud ottenne, sin da subito, la razzia di tutte le sue ricchezze che tanta gola faceva ai nordici che erano, in pratica, con le pezze al culo (finanziariamente parlando) e, a seguire, solo calci in faccia che portarono al germogliare del “brigantaggio” degenerato poi, nel tempo, in Mafia, ‘Ndrangheta e Camorra.

Questi sono gli unici veri “regali” (con ovviamente la Povertà di un intero, vasto, territorio, e dei suoi nativi, depredati di tutto) che abbiamo ottenuto dalla cosiddetta “Unità d’Italia” visto che ad oggi, 2019, non solo è ancora valido il pensiero di Massimo D’azeglio che, sempre nel funesto 1861, ebbe a dire, sin da subito Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani ma, cosa ancora peggiore, risulta sempre più evidente che è proprio l’Italia stessa che non è ancora stata realmente fatta.

Una cosiddetta Italia che, in tutta evidenza, di esserlo proprio non ne ha voglia visto che, grazie all’imperativo in voga oggi del: “PRIMA ….” si è del tutto perso il senso e la volontà dell’uguaglianza tra le persone e quindi dei comuni, delle province, delle regioni, delle nazioni.

Ed oggi è un fiorire di “PRIMA …”.

Ne ritroviamo tutta una sequela senza fine che va dal “PRIMA gli italiani” al quale però subito si contrappone il “Prima i lumbard” “Prima i Veneti” “Prima i Piemontesi (stranamente terzi)” ai quali seguiranno (e già seguono perché sempre esistiti) Prima i milanesi”, “Prima i bergamaschi”, “Prima i trevisani (per alcuni trevigiani)” e via di questo passo in uno “splendido” ritorno al medioevo e all’età dei Comuni dalla quale, a ben vedere, mai i cosiddetti italiani si sono staccati.

Massimo D’azeglio, come su già evidenziato, subito dopo il funesto febbraio 1861 seppe riconoscere, con sagacia, che per quanto l’Italia geograficamente e politicamente fosse stata artificiosamente unificata sotto un potere unico (sabaudo), in essa sarebbero regnate sempre culture, tradizioni e lingue (dialetti) diversi tra loro, ed il quanto accade oggi ne è una funesta conferma.

La realtà odierna ci presenta, infatti, una realtà nuovamente funesta, nella quale si corre, convintamente (sembra) e bestialmente (di sicuro), verso quel passato che inizia ora con le Regioni, poi si tornerà, appunto, ai Comuni e poi …. poi ben si sa che si è già pronti al passo successivo del PIMA IO”, il tutto in un continuo, incosciente, arretrare nel quale ciascuno si sente superiore all’altro e, comunque, legittimo titolare di ogni priorità (e supremazia) immemori (semmai l’avessero letto) del pensiero di un grande dei tempi passati, Totò, che, nella sua impareggiabile ‘A Livella, tutto chiarisce e ben tratteggia (ascoltatela per capire)

Ciò premesso, che altro dire se non prendere atto, finanche sperandolo (visto che l’alternativa sarebbe un cretinismo galoppante), che gli itaiani, ed i meridionali per primi, sono sotto l’effetto devastante della “Sindrome di Stoccolma”, quella che fa sì che il soggetto che ne è affetto, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all’amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice ben descritta anche da Étienne de La Boétie nel suo “Discorso sulla servitù volontaria” (Discours de la servitude volontaire o Contr’un), ed anche in questo caso i chiarimenti ci vengono dal passato (siamo intorno al 1549), semmai al passato fossimo disposti a guardare e ad imparare qualcosa, cosa fin’ora mai successa.

Se così fosse si sarebbero evitate tante guerre, e tante barbarie si eviterebbero oggi. Si avrebbe anche che, ad esempio, il SUD non dimenticasse non dico la storia da prima di Garibaldi, lui incluso, ma quanto, negli ultimi 25 anni, ci ha vomitato addosso La Lega ed il #CaporaleSalvini.

A seguire ve ne riporto un minimo promemoria tratto da articolo di Mauro Orrico, pubblicato nel 2016 da “facemagazine”, nel quale però fece un errore nell’incipit visto che lo titolò:25 anni di insulti leghisti. Che il Sud non dimentica” sottotitolo: Da Salvini a Borghezio e Bossi. La svolta nazionalista della Lega non cancella 25 anni di offese contro i meridionali.

Purtroppo, nell’A.D. 2019, gli eventi lo contraddicono perchè sembra proprio che i meridionali hanno dimenticato e mi riferisco sia a quelli che straparlano ma anche, alla Petrolini, gli ancor più tanti che, per quieto vivere o ignavia, li lasciano straparlare senza prenderli a calci.

Comunque sia, tutto quanto è stato detto resta, e del quanto detto vi ripropongo i pensieri più elavti, per loro, più beceri per l’inera umanità:

2009. Festa di Pontida. Matteo Salvini intona il coro:
“Senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani”

In seguito ha precisato:
“Sono troppo distanti dalla nostra impostazione culturale, dallo stile di vita e dalla mentalità del Nord. Non abbiamo nessuna cosa in comune. Siamo lontani anni luce”.

2011. In merito al terremoto a L’Aquila, l’europarlamentare Mario Borghezio dichiara:
“Questa parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud. Il comportamento di molte zone terremotate dell’Abruzzo è stato singolare, abbiamo assistito per mesi a lamentele e sceneggiate”.

Agosto 2012. Matteo Salvini su Facebook:
“Una sciura siciliana grida e dice “vogliamo l’indipendenza, stiamo stanchi degli attacchi del Nord”. Evvaiiiiiiii”

Settembre 2012. Vito Comencini, segretario di sezione e vice coordinatore provinciale dei Giovani padani, su Radio Padania, dice:
«Carta igienica al Sud, che devono ancora capire a cosa serve».

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Novembre 2012. Donatella Galli, consigliera leghista della provincia di Monza e Brianza, invoca l’aiuto dei vulcani per pulire il sud:
“Forza Etna, Forza Vesuvio, Forza Marsili!!!”

La seguente dichiarazione, inizialmente attribuita a Matteo Salvini, è invece di Luca Salvetti, dei Giovani Padani di Mantova ed è stata pronunciata nel corso del Congresso dei Giovani Padani del 2013, presente anche l’esimio Maroni, sempre sorridente:
“Ho letto sul Sole 24 Ore che, ancora una volta, verranno aiutati i giovani del Mezzogiorno. Ci siamo rotti i coglioni dei giovani del Mezzogiorno, che vadano a fanculo i giovani del Mezzogiorno! Al Sud non fanno un emerito cazzo dalla mattina alla sera. Al di là di tutto, sono bellissimi paesaggi al Sud, il problema è la gente che ci abita. Sono così, loro ce l’hanno proprio dentro il culto di non fare un cazzo dalla mattina alla sera, mentre noi siamo abituati a lavorare dalla mattina alla sera e ci tira un po’ il culo”. (qui l’audio integrale)

Ed ancora. Se oggi Salvini si dichiara acerrimo nemico dell’euro, poco tempo fa non la pensava nello stesso modo. E il Sud, a suo dire, l’euro non lo meritava.

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2014. Riguardo ad una possibile riforma della Scuola (tanto di moda oggi), il solito Matteo Salvini dichiara:
“Bloccare l’esodo degli insegnanti precari meridionali al Nord”.

Dicembre 2014. Il leader del Carroccio scrive su facebook:
“Chi scappa non merita di stare qui, lo co,nsidero un fannullone. E non è un caso che siano AFRICANI o MERIDIONALI ad andarsene, gente senza cultura del lavoro”.
Questo post è tuttavia stato segnalato dal sito Bufale.net come un fake ma i 99 Posse, che hanno condiviso il post, affermano il contrario.

Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso:
“E’ proprio per questo che invito ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe”.

E, ancora, un’altra storica “perla” salviniana:
“Carrozze metro solo per milanesi”.E ON SOLO SUD: LE PEGGIORI SPARATE LEGHISTE

Al centro di anni di insulti leghisti, non ci sono solo i meridionali. Anche i migranti, le ex ministre, gli omosessuali, i disabili e tutte le minoranze. E perfino i terremotati dell’Emilia.

Ecco alcuni dei più raccapriccianti.

Terremoto nel nord italia… Ci scusiamo per i disagi ma la Padania si sta staccando (la prossima volta faremo più piano)…”
(Stefano Venturi, segretario della Lega di Rovato, Brescia, sul terremoto in Emilia nel 2012)

Ma mai nessuno che se la stupri, così tanto per capire cosa può provare la vittima di questo efferato reato? Vergogna”.
(Dolores Valandro, consigliere leghista di quartiere a Padova)

Bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucil”.
(Giancarlo Gentilini, ex sindaco di Treviso, alla Festa della Lega nel 2008)

Agli immigrati bisognerebbe prendere le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù”.
(Mario Borghezio su Radio24, nel 2012)

Crediamo sia giunto il momento di prevedere sul treno degli appositi vagoni per extracomunitari, e delle carrozze riservate ai poveri italiani”.
(Erminio Boso e Sergio Divina, consiglieri provinciali di Trento)

La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni”. 
(Roberto Calderoli, novembre 2010)

Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga”.
(Renzo Bossi, ex consigliere regionale della Lombardia)

I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati”.
(Pietro Fontanini, presidente della provincia di Udine)

Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni”.
(Umberto Bossi, ex ministro delle Riforme per il Federalismo).

E QUESTO È

  • Mentre l’Italia si trova a rivivere l’emergenza camorra a Napoli e nelle periferie di Roma vanno in scena gli scontri tra i neofascisti e i legittimi assegnatari di case popolari,
  • mentre nel fiorente nord c’è chi accumula armi e finanche missili, mentre tante persone muoiono per strada di fame o d’aggressioni,
  • mentre in tanti muoiono per mare nel tentativo di arrivare in questa parte del mondo che, per quanto ormai schifoso e penoso, resta comunque migliore di quello dal quale scappano,
  • mentre …..

il #Caporale Matteo Salvini gira lo Stivale in una perenne campagna elettorale, tra selfie e feste, e tanto, ma tanto, ci costa visto che, a seguirlo, ci sono un fiume di agenti e che fa intenso uso di una SUA macchina di comunicazione social costosissima, pagata ora con i soldi degli italiani (come racconta questa inchiesta de L’Espresso).

Ora, come se non bastasse, punta addirittura a “sbattere” in Europa il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta per appropiarsi di un altro ministero che gli consenta di fare, impunemente, il bulletto di quartiere senza per altro avere alcun impegno operativo che possa incidere con le tasche degli italiani e quindi, evitarne qualsiasi appunto: solo applausi da fanatici, frustrati, razzisti.

Che dire, il solo pensiero che #CaporalSalvini, già Ministro degli interni (cosa già ridicola), prenda su di se anche il Ministero della Difesa è cosa che non può far ridere affatto visto che: sarebbe un nuovo ’22 e, a ben vedere, ci sarebbe anche una inquietante coincidenza di tempi visto che Ottobre è dietro l’angolo.

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Stanislao Barretta

Stanislao Barretta

2 di commenti

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  • Come al solito sei bravissimo e azzeccatissimo Stanislao. Ti ringrazio. Continua così. Ci servono persone come te, al Sud e al Nord.

    • Ringrazio per l’apprezzamento come ringrazio Nicola Stellatelli che, sulla ns pagina FB così ha commentato il post per questo articolo:

      Parole sante Sig.Barretta, Meridionali,continuate a votare il Salvini cosi’ fra non molto ci ritroveremo tutti con le pezze al cu…. e ad elemosinare i pochi euro che i ricconi del nord ci daranno. Svegliamoci prima che sia troppo tardi.

      A lui, ed ora qui a lei, ho risposto con quanto segue:

      Spero che il riporto di note del genere ridiano anche memoria, o magari invoglino a crearsene cultura, di quello che eravamo, e non sembri un’eresia o un’esagerazione se ribadisco ancora che, prima della scorreria razziante di Garibaldi, eroe nazionale ma non ho mai capito per cosa, noi eravamo ben altra cosa. E noi napoletani, ed ancor più stabiesi, ben dovremo sapere (semmai memoria scolastica ne avessimo) che eravamo uno degli “Stati” più ricchi d’europa, che il Banco di Napoli scoppiava di valuta (rapinata dai sabaudi piemontesi dopo la scorreria di Garibaldi) e che, – tornando a Napoli -, è qui che c’è stata la prima linea ferroviaria sull’italico territorio (inaugurata il 3 ottobre 1839) e, venendo a Stabia, è qui che venne fondato, nel 1783, la prima – “moderna” – fabbrica di navi.
      E questo per dire solo due di almeno 10 primati che, noi del Sud, più precisamente del Regno di Napoli, avevamo.
      Come sarebbe andata continuando con “il Regno” non è dato, chiaramente, sapere. Meglio? Peggio? Arduo ed impossibile dirlo visto che non se ne avrebbe riprova.
      Riprova che però abbiamo su quello che è ORA il nostro OGGI ed il futuro che si può presagire se si da nuovamente corda per impiccarci agli ingordi nordici.
      A fronte dei primati di cui sopra possiamo solo dire che OGGI abbiamo certezza e contezza che, ad esempio, peniamo per avere almeno che ci sia una qualche corsa di treni e, per quanto riguarda i Canieri navali, meglio stendere un velo pietoso come sulle Terme e tant’altro ancora.
      Ed ora che si fà? Si vota nuovamente per “politiche” nordiste RIvendendoci, questa volta, non più ad un Generale ma addirittura ad un Caporale che si definisce Capitano. Che pena, quanto sconcerto e che vergogna.

      Cordialità ed ancora grazie per l’interlocuzione.
      Stanislao Barretta

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