Perdere un’amichevole ad agosto non è mai un dramma, soprattutto quando la stagione ufficiale deve ancora cominciare. Ma la sconfitta contro il Campobasso, arrivata nell’ultimo test del precampionato al Romeo Menti, deve necessariamente rappresentare uno spartiacque per la Juve Stabia. Non tanto per il risultato in sé, quanto per ciò che la prestazione ha raccontato.
Il primo tempo ha evidenziato tutte le difficoltà di una squadra ancora alle prese con un mercato aperto e con una rosa che, inevitabilmente, non ha ancora raggiunto il proprio assetto definitivo. Poca intensità, troppi duelli persi e una squadra apparsa per lunghi tratti deconcentrata e poco incisiva. Un atteggiamento che ha fatto scattare l’allarme e che ha provocato anche la dura presa di posizione di Pietro De Giorgio nel post-partita.
Ma nella ripresa, almeno, qualcosa è cambiato.
La reazione c’è stata, ora bisogna trasformarla in continuità
La Juve Stabia ha alzato i ritmi, ha provato a mettere maggiore pressione al Campobasso e ha costruito alcune occasioni che avrebbero potuto cambiare il volto dell’amichevole. Il rigore fallito da Caccavo e il palo colpito da Sandrucci raccontano una squadra capace di creare pericoli quando riesce a giocare con maggiore spensieratezza e intensità.
Quegli episodi, però, non devono diventare alibi.
Un calcio di rigore può essere sbagliato, un pallone può stamparsi sul palo e una partita può essere persa. Quello che non può mancare, soprattutto in una stagione lunga e competitiva, è l’atteggiamento. Ed è proprio questo che la Juve Stabia dovrà portare con sé dall’ultima amichevole.
Se il primo tempo contro il Campobasso deve essere considerato un campanello d’allarme, la ripresa può invece rappresentare una base dalla quale ripartire. Perché l’orgoglio c’è e, quando le Vespe aumentano ritmo e aggressività, riescono comunque a creare i presupposti per mettere in difficoltà l’avversario.
Adesso, però, serve farlo per novanta minuti.
Il mercato resta un sottofondo ingombrante
A complicare la situazione c’è una sessione di calciomercato ancora aperta. Entrate, uscite, indiscrezioni e trattative inevitabilmente tengono banco e possono incidere sulla serenità di un gruppo che deve ancora essere completato.
La sensazione è che la Juve Stabia sia ancora un cantiere aperto. La società è chiamata a intervenire per puntellare la rosa con innesti di spessore, soprattutto nei reparti dove il tecnico ha evidenziato la necessità di avere maggiori alternative.
Ma nelle ultime battute della sessione estiva bisognerà prestare attenzione anche al fronte delle uscite. Non sono da escludere movimenti importanti e, soprattutto, qualche addio che potrebbe modificare ulteriormente gli equilibri della squadra.
Il mercato, però, non può diventare una giustificazione permanente. Chi è a disposizione deve pensare esclusivamente al campo. Chi arriverà dovrà inserirsi rapidamente e chi resterà dovrà dimostrare di essere pienamente dentro il progetto.
Frosinone, adesso si fa sul serio
Il calendario non concede tempo per piangersi addosso. Archiviato il Campobasso, la Juve Stabia deve immediatamente voltare pagina perché all’orizzonte c’è il primo appuntamento ufficiale della stagione.
Domenica 16 agosto le Vespe saranno di scena al Benito Stirpe contro il Frosinone per il primo turno di Coppa Italia. Una sfida secca, un vero dentro o fuori e soprattutto un banco di prova completamente diverso rispetto alle amichevoli disputate durante la preparazione estiva.
Nello stadio ciociaro servirà una Juve Stabia diversa. Una squadra capace di giocare con personalità, di vincere i duelli, di restare concentrata e di affrontare ogni pallone con la determinazione richiesta da una gara ufficiale.
Sarà anche l’occasione per dimostrare che la squadra vista a tratti contro il Campobasso non rappresenta la vera Juve Stabia.
Il Frosinone non concederà regali e non ci sarà spazio per i cali di tensione. Una gara da dentro o fuori obbligherà le Vespe a trovare immediatamente quelle motivazioni che in un’amichevole possono inevitabilmente venire meno.
Ora la parola passa al campo
Non è ancora il momento dei processi e nemmeno delle sentenze. Il precampionato serve proprio a evidenziare problemi e lacune prima che arrivino i punti in palio.
La sconfitta con il Campobasso, quindi, può diventare utile soltanto se verrà trasformata in una lezione. De Giorgio ha lanciato un messaggio chiaro alla squadra: servono più fame, più cattiveria e soprattutto maggiore consapevolezza di ciò che significa indossare la maglia della Juve Stabia.
Il mercato dovrà completare la rosa, gli infortunati dovranno essere recuperati e il gruppo dovrà trovare la propria fisionomia definitiva. Ma una cosa non può essere acquistata sul mercato: la voglia di lottare.
Adesso si riparte da zero. Le amichevoli sono finite, gli esperimenti anche. Al Benito Stirpe comincia un’altra storia.
E stavolta il verdetto non arriverà dalle sensazioni o dalle occasioni create: parlerà soltanto il campo.
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