Non è mai semplice uscire a testa alta da una serata complicata, soprattutto quando il tabellino recita un pesante 4-1. Eppure, nella sconfitta rimediata dalla Juve Stabia sul campo del Frosinone nei trentaduesimi di Coppa Italia, la prestazione di Nicola Patanè rappresenta un raggio di sole e, soprattutto, un’indicazione preziosa per il futuro della formazione gialloblù.
Un primo tempo difficile
L’avvio di gara al Benito Stirpe non è stato dei più semplici per il classe 2004. In una prima frazione di gioco opaca per tutta la squadra di mister De Giorgio, chiusa con tre reti di svantaggio, l’esterno offensivo veneto ha faticato a trovare le coordinate giuste sul terreno di gioco.
Il Frosinone ha preso il controllo delle corsie esterne e ha saputo limitare le fonti di gioco della Juve Stabia. Patanè è rimasto spesso ai margini della manovra, incapace di trovare spazi per incidere negli ultimi metri e finendo per essere ingabbiato dalla retroguardia ciociara.
Una situazione nella quale un calciatore alla prima vera uscita ufficiale avrebbe potuto smarrirsi definitivamente.
Patanè, invece, ha avuto il merito più importante: non è mai uscito dalla partita.
La svolta nella ripresa
La vera forza mostrata dall’ex Hellas Verona è stata proprio la tenuta mentale. Invece di lasciarsi condizionare da un primo tempo complicato, Patanè ha saputo aspettare, raccogliere le indicazioni dello staff tecnico e tornare in campo con un atteggiamento completamente diverso.
Nella ripresa il cambio di passo è stato evidente fin dai primi minuti. Maggiore confidenza con la posizione sul centro-destra, più coraggio nel puntare l’uomo e soprattutto una presenza decisamente più incisiva nella fase offensiva.
Al 47′ è arrivata la giocata che ha riacceso la serata gialloblù: Patanè ha preso palla, ha attaccato lo spazio palla al piede e ha confezionato un traversone perfetto per Leonardo Candellone, bravo a farsi trovare pronto e a firmare il gol del momentaneo 3-1.
Un assist di qualità, ma soprattutto un’azione che racconta le caratteristiche del giovane esterno: velocità, personalità e capacità di creare superiorità.
Un segnale importante per De Giorgio
Al di là del passaggio decisivo per Candellone, nella seconda parte della gara Patanè ha mostrato maggiore personalità, provando a spingere la squadra nel momento in cui la Juve Stabia ha cercato di riaprire una partita che sembrava ormai compromessa.
Il risultato finale non cambia e il 4-1 dello Stirpe elimina le Vespe dalla Coppa Italia. La gara, però, lascia anche qualche indicazione positiva da cui ripartire.
Tra queste c’è sicuramente la prestazione di Patanè, capace di trasformare un primo tempo anonimo in una ripresa da protagonista. Una crescita che assume ancora più valore considerando il contesto di una squadra ancora in costruzione e con un mercato che deve necessariamente completare la rosa.
Patanè prenota un posto da protagonista
La sconfitta del Benito Stirpe mette inevitabilmente in evidenza la necessità di intervenire soprattutto nella fase difensiva e di aumentare la qualità complessiva dell’organico. Ma se c’è una nota positiva da portare a Castellammare, questa porta il nome di Nicola Patanè.
Il classe 2004 ha dimostrato di avere la capacità di reagire alle difficoltà, una qualità fondamentale per affrontare una stagione lunga e impegnativa.
Dal grigio del primo tempo alla luce della ripresa: Patanè ha saputo cambiare marcia quando serviva, trasformando una serata difficile in un piccolo segnale di fiducia per il futuro.
E per Pietro De Giorgio, in attesa che il mercato completi la rosa, quella del giovane esterno può essere una carta importante da giocare nel nuovo campionato.