Mancano ormai pochissimi giorni al debutto in campionato e l’avvicinamento della Juve Stabia alla sfida di domenica contro il Palermo porta inevitabilmente con sé sensazioni contrastanti. C’è l’attesa, c’è la curiosità, c’è anche un pizzico di preoccupazione dopo il pesante 4-1 incassato a Frosinone in Coppa Italia. Ma soprattutto c’è un aspetto che, in questo momento, non dovrebbe mai essere dimenticato: siamo soltanto all’inizio di un percorso e la Juve Stabia che si presenterà domenica al Barbera non è ancora la Juve Stabia definitiva.
È questo il punto dal quale bisogna partire per analizzare con equilibrio la situazione. Le Vespe sono ancora un cantiere aperto, una squadra che sta completando la propria fisionomia attraverso le ultime operazioni di mercato e che, inevitabilmente, ha bisogno di tempo per integrare i nuovi calciatori e trovare i giusti automatismi.
Il Palermo fa paura, ma il Frosinone non era un test qualunque
Domenica l’ostacolo si chiama Palermo. La squadra di Pippo Inzaghi si presenta all’appuntamento con grandi ambizioni e con la convinzione di poter recitare un ruolo da assoluta protagonista nel campionato di Serie B. Il recente successo per 2-0 sul Lecce in Coppa Italia, firmato da Dominic Vavassori e Joel Pohjanpalo, ha rappresentato un messaggio importante: i rosanero sono pronti e hanno intenzione di confermare sul campo le aspettative che li indicano tra le principali candidate alla promozione.
La Juve Stabia, però, non deve arrivare in Sicilia con la paura di chi si sente già sconfitto. Il calcio, soprattutto alla prima giornata, può riservare scenari imprevedibili e le Vespe hanno il diritto e il dovere di giocarsi la propria partita.
Anche il 4-1 di Frosinone va analizzato nel suo contesto. Il risultato è pesante e alcune disattenzioni difensive sono emerse in maniera evidente, ma limitarsi al punteggio sarebbe un errore. La Juve Stabia ha effettuato 17 tiri contro i 22 del Frosinone, mantenendo un possesso palla del 46% contro il 54% dei ciociari. Dati che raccontano una partita nella quale le Vespe non sono rimaste completamente schiacciate dall’avversario.
Di fronte, inoltre, c’era una formazione già estremamente collaudata. Ben nove undicesimi del Frosinone avevano fatto parte della squadra che nella passata stagione aveva chiuso il campionato al secondo posto, conquistando la promozione diretta. Una squadra che conosceva già i propri meccanismi e che, nei precedenti incroci della scorsa annata, aveva dimostrato tutta la propria forza contro le Vespe vincendo all’andata e al ritorno.
Una Juve Stabia ancora incompleta
Il confronto con il Frosinone ha evidenziato soprattutto quanto la Juve Stabia sia ancora in fase di costruzione. Non si tratta di cercare alibi, ma di leggere la situazione per quella che è.
A Frosinone non hanno preso parte alla gara Alessandro Confente e Omar Correia, entrambi al centro di trattative di mercato con il Pisa. Due assenze pesanti, soprattutto considerando il valore e il ruolo avuto dai calciatori nella scorsa stagione.
Allo stesso tempo, alcuni dei nuovi acquisti non erano ancora nelle condizioni di poter essere utilizzati, avendo bisogno di completare il proprio percorso di inserimento all’interno del gruppo e del sistema di gioco. Una situazione che ha costretto Pietro De Giorgio a lavorare con una rosa ancora in evoluzione, lontana da quella che sarà la squadra chiamata ad affrontare il lungo percorso del campionato.
Ecco perché una partita di Coppa Italia, giocata ad agosto e contro una formazione già pronta e rodata, non può diventare una sentenza sull’intera stagione.
Il mercato non è finito: arriveranno altri rinforzi
C’è poi un elemento fondamentale che deve contribuire a rasserenare l’ambiente. La Juve Stabia non considera concluso il proprio mercato.
Il presidente Alfredo Guerri è stato chiaro: a fronte delle partenze di calciatori importanti, la volontà della società è quella di intervenire per sostituirli con profili di qualità almeno pari, se non superiore. Non un semplice ridimensionamento, dunque, ma la ricerca di soluzioni capaci di mantenere competitivo l’organico.
Le prossime settimane dovranno portare ulteriori movimenti. Con la probabile partenza di Confente, arriverà un nuovo portiere. Per sostituire Correia è previsto un ulteriore innesto a centrocampo. Ma non è tutto: la Juve Stabia è al lavoro anche per completare l’attacco con due nuovi calciatori, un centravanti e un esterno offensivo.
La rosa, quindi, non è ancora completa. Ed è proprio questo uno dei motivi per cui sarebbe prematuro lasciarsi prendere dallo sconforto o esprimere giudizi definitivi dopo appena novanta minuti ufficiali.
A Palermo con l’elmetto, ma senza paura
Il Barbera sarà certamente un banco di prova durissimo. Il Palermo parte con i favori del pronostico e la Juve Stabia dovrà presentarsi in Sicilia con grande umiltà, attenzione e spirito di sacrificio. Con l’elmetto, sì, ma non con la bandiera bianca.
Le partite di calcio non si vincono sulla carta e l’inizio del campionato può regalare sorprese proprio perché molte squadre devono ancora trovare la loro dimensione definitiva. Per le Vespe, Palermo dovrà essere soprattutto il primo passo di un percorso lungo 38 giornate, non un processo senza appello.
I tifosi stabiesi hanno dimostrato negli ultimi anni di saper accompagnare la squadra anche nei momenti più complicati. Hanno vissuto la cavalcata della promozione, hanno sostenuto le Vespe in Serie B e hanno assistito a un percorso capace di regalare soddisfazioni che fino a poco tempo fa sembravano difficili persino da immaginare.
La fiducia, dunque, può e deve restare intatta. Non significa ignorare le difficoltà o nascondere i problemi emersi contro il Frosinone. Significa semplicemente ricordare che la squadra è ancora in costruzione, che il mercato deve completare il proprio lavoro e che Pietro De Giorgio ha bisogno del tempo necessario per assemblare un gruppo profondamente rinnovato.
Domenica a Palermo sarà dura, forse durissima. Ma una partita non può decidere il destino di una stagione. La Juve Stabia è chiamata a stringere i denti, a giocare con coraggio e a dimostrare che, anche contro una delle grandi favorite del campionato, può dire la sua.
A Castellammare, oggi più che mai, serve equilibrio. Il cantiere è aperto, ma le fondamenta ci sono e la società è pronta a completare il lavoro. Le ultime operazioni di mercato daranno a De Giorgio nuove soluzioni e, solo allora, il quadro della nuova Juve Stabia potrà essere osservato nella sua interezza.
Nel frattempo, nessun allarme e nessuna resa anticipata. C’è un campionato intero da giocare, una squadra da completare e una piazza che ha già dimostrato di sapere quanto lontano possano arrivare le Vespe quando gruppo, società e tifosi remano tutti nella stessa direzione.