Ripartire, con la consapevolezza che una battuta d’arresto non può cancellare quanto di buono costruito nelle prime giornate. La Juve Stabia si prepara alla trasferta di Vicenza, valida per la quarta giornata del campionato di Serie BKT 2026-2027, con Pietro De Giorgio che chiede ai suoi ragazzi una risposta sul campo dopo il pesante 0-3 incassato al Romeo Menti contro il Pisa.
Per il tecnico gialloblù, quella di Vicenza sarà però anche una partita dal significato personale particolare. Proprio in biancorosso De Giorgio ha infatti chiuso la sua carriera da calciatore, iniziando successivamente il proprio percorso da allenatore. Un ritorno al passato che non distoglie, però, l’attenzione dall’obiettivo principale: conquistare punti e proseguire il percorso di crescita della sua Juve Stabia.
«Sicuramente è una partita entusiasmante – ha spiegato De Giorgio –. Quando si sta bene in un posto non lo dimentichi. È bello, emozionante, ma dobbiamo affrontare innanzitutto una partita. È quella la cosa sulla quale voglio essere concentrato».
Il tecnico non nasconde il fastidio per la sconfitta contro il Pisa, ma invita l’ambiente a non perdere di vista la prospettiva generale. La Juve Stabia ha conquistato tre punti nelle prime tre giornate, affrontando Sampdoria, Palermo e Pisa, tre avversarie di assoluto livello.
«Veniamo da uno 0-3 in casa che ci ha fatto vivere una settimana particolarmente nervosa. È stata una partita stranissima sotto tanti punti di vista. Dobbiamo continuare il nostro percorso e farlo nel migliore dei modi, ripartendo dalle prestazioni di Genova e Palermo».
De Giorgio individua con chiarezza ciò che non ha funzionato contro il Pisa. Gli errori, soprattutto nei momenti decisivi, sono costati carissimi alla squadra gialloblù.
«Abbiamo commesso tre-quattro errori dietro che abbiamo pagato caro e davanti abbiamo sciupato veramente tanto. Fino all’episodio del malore di Bozhinov non avevamo praticamente subito nulla dal Pisa. In cinque minuti abbiamo preso gol e rigore. Nel secondo tempo, per i primi venti minuti, credo si sia vista un’ottima Juve Stabia, che aveva schiacciato il Pisa nella propria metà campo. Dovevamo creare tre-quattro palle utili per pareggiare. Poi, con un altro nostro errore, è arrivato il 2-0 che ci ha tagliato le gambe».
Una lettura che si traduce nel lavoro svolto durante la settimana. Il focus è stato soprattutto sull’aspetto decisionale e sulla cattiveria agonistica negli ultimi metri del campo.
«Abbiamo lavorato soprattutto sull’aspetto decisionale. In questo momento dobbiamo alzare la cattiveria nei due estremi del campo. Dietro abbiamo avuto cali di attenzione incredibili ed errori tecnici troppo banali, mentre davanti siamo arrivati bene alla conclusione ma l’abbiamo sbagliata. I primi giorni della settimana sono stati più di rabbia, poi, da squadra forte, abbiamo archiviato e guardato avanti».
Boer confermato: «Voglio premiare l’uomo e il professionista»
Uno dei passaggi più significativi della conferenza riguarda la porta. De Giorgio scioglie infatti uno dei dubbi della vigilia e conferma la fiducia in Pietro Boer, nonostante la prestazione negativa contro il Pisa.
«In porta giocherà sicuramente Boer. Domenica non ha fatto una buona partita, credo che abbia fatto una prestazione non buona e abbia subito la partita dopo il primo errore che ha commesso. Ma il titolare per ora è lui e lo sarà anche a Vicenza».
Una scelta che il tecnico motiva anche sul piano umano.
«Voglio premiare il professionista, voglio premiare l’uomo e voglio dargli continuità. Io ho giocato a calcio e sono incappato in queste giornate. Non deve essere una bocciatura forte per il ragazzo. Vismara è arrivato da poco e deve ancora lavorare per mettersi in condizione».
E proprio da Boer De Giorgio lancia un messaggio a tutta la squadra: l’errore deve diventare uno strumento di crescita, non una condanna.
«Chi gioca a volte può giocare male, perché solo chi gioca può anche sbagliare. Non deve essere un motivo di abbattimento o di bocciatura, ma di maturazione. I nostri errori dobbiamo valutarli, rivederli, lavorarci sopra e farli diventare un punto di partenza».
Possibili novità in formazione
Dopo tre gare ufficiali affrontate con una formazione sostanzialmente invariata, De Giorgio apre alla possibilità di qualche cambiamento.
«Ci sta che possa cambiare qualcosa, come è giusto che sia. In queste tre partite ho fatto quello che non avevo mai fatto: mi piace dare meritocrazia alla settimana. Quando vedo un ragazzo che in settimana ha dato veramente tanto, lo faccio giocare».
Il tecnico spiega che inizialmente la priorità era stata quella di tutelare la condizione fisica dei calciatori arrivati più tardi, ma adesso il quadro è diverso.
«Qualcuno è ormai con noi da un mese e inizia a stare bene. Da sabato ci sta che cambi anche qualcosa».
In avanti, invece, sono diverse le soluzioni allo studio. Sibilli e Maistro non sono ancora al massimo della condizione, mentre Di Nardo, arrivato da poco ma già parzialmente allenato, appare più avanti.
«Sibilli e Maistro sono in ritardo di condizione. Anche contro il Pisa ho cercato di dare loro minutaggio per velocizzare il percorso. Di Nardo è quello che sta un po’ meglio dei nuovi arrivi, perché era fermo solo da venti giorni. Ha avuto qualche linea di febbre a inizio settimana, ma ieri si è allenato».
Non è esclusa nemmeno la soluzione con Candellone accanto a Di Nardo e Patanè sull’altra corsia.
«Candellone non è un esterno puro. Noi dobbiamo andare alla ricerca dell’uno contro uno, che in questo momento ci manca per caratteristiche. Sibilli e Maistro hanno maggiormente queste caratteristiche. Ma un’altra alternativa con Candellone vicino a Di Nardo e Patanè dall’altra parte può essere sicuramente una soluzione sulla quale sto lavorando».
Vicenza, una squadra già collaudata
De Giorgio presenta poi il Vicenza come una delle formazioni più solide e organizzate della categoria. Un gruppo che lavora insieme da tempo e che può contare su automatismi già consolidati.
«Affrontiamo una squadra che gioca da due-tre anni insieme, che ha un’ossatura ben delineata. C’è una conoscenza tra i giocatori già avanzata, un modello prestativo e tattico consolidato perché è lo stesso allenatore dell’anno scorso».
Una squadra, quella allenata da Fabio Gallo, che secondo De Giorgio può mettere in difficoltà le Vespe soprattutto attraverso il gioco sulle fasce e la presenza fisica in area.
«È una squadra di categoria, tosta, che ti mette in difficoltà con i cross e le seconde palle. È aggressiva. Sicuramente ci aspetta una partita difficile, ma credo che sia difficile tanto quanto tutte le altre che andremo ad affrontare».
Proprio per questo, non è escluso qualche ritocco anche in difesa, soprattutto per aumentare centimetri e struttura fisica.
«Potrei cambiare qualcosa dietro, qualcuno sicuramente, più che altro per la squadra che andremo ad affrontare. Il Vicenza crossa molto e occupa bene l’area con tanti uomini. Ci potrebbe stare aumentare la struttura fisica dietro, i centimetri, ed essere ancora più forti sulle palle aeree».
De Giorgio e la gestione dei giovani: «La responsabilità ai più grandi»
Tra i temi affrontati anche la crescita dei giovani. De Giorgio parla in particolare di Artioli e Saná Fernandes, due calciatori sui quali il tecnico ripone grande fiducia.
Su Artioli: «È arrivato che non era in condizioni, perché aveva fatto il ritiro ma fuori dal progetto. Sta crescendo giorno dopo giorno e cerchiamo di dargli minutaggio. È un giocatore che ci piace tanto, ha buona qualità e deve migliorare la fase di non possesso».
Su Saná Fernandes, invece, il tecnico sottolinea le qualità nell’uno contro uno, ma invita a non caricare il giovane di eccessive responsabilità.
«È un giocatore che mi piace tanto, il classico esterno di cui parlavamo prima. È molto forte nell’uno contro uno. È un ragazzo molto giovane che ha fatto l’esordio in Serie B. Preferisco non accollare tanta responsabilità ai giovani: voglio che si inseriscano nel gruppo con leggerezza. Il peso della responsabilità è giusto lasciarlo ai più grandi».
«Non dobbiamo accontentarci: testa bassa e pedalare»
Il tecnico gialloblù guarda infine al campionato senza lasciarsi condizionare dalla classifica dopo appena tre giornate.
«È presto per tirare le somme. Il mercato si è chiuso da pochi giorni e tante squadre hanno qualche punto in più o in meno anche per gli episodi. Io non mi sono posto obiettivi né un numero di punti».
L’unico obiettivo iniziale, ammette De Giorgio, era cancellare quel -2 con cui la Juve Stabia aveva iniziato il campionato.
«Ci tenevo tanto a togliere quel meno due, non lo nego, perché era una cosa fastidiosa da vedere in classifica».
Adesso, però, la parola d’ordine è soltanto una: lavoro.
«Le somme si iniziano a tirare verso dicembre. Ora c’è solo da lavorare, abbassare la testa e andare dritti come un treno, al di là dei complimenti quando arrivano e delle critiche quando arrivano. È il nostro mestiere».
E sul percorso della sua Juve Stabia, il tecnico non nasconde la soddisfazione.
«La partenza è stata addirittura più entusiasmante di quello che pensavo, perché i ragazzi stanno assimilando quello che chiedo in maniera molto veloce. Sono molto contento della crescita. Siccome ho una squadra sulla quale posso spingere anche a livello cognitivo, non dobbiamo mai accontentarci. Dobbiamo continuare ad andare sempre più forti».
A Vicenza, dunque, le Vespe sono chiamate a trasformare la rabbia accumulata dopo il Pisa in energia positiva. Il passo falso del Menti va lasciato alle spalle, ma senza dimenticare la lezione: maggiore attenzione dietro, più cattiveria davanti e la stessa identità mostrata nelle prime uscite. Il campionato è appena iniziato e la Juve Stabia vuole continuare a crescere, un passo alla volta.