Non è da tutti andare al “Romeo Menti” di Vicenza, andare sotto a inizio ripresa e riuscire a ribaltare completamente l’inerzia della partita fino a dare la sensazione, nel finale, che l’1-1 possa persino stare stretto alla squadra che lo ha inseguito. La Juve Stabia torna dal Veneto con un punto prezioso, ma soprattutto con una consapevolezza ancora più forte: questa squadra ha personalità, idee e carattere per giocarsela alla pari anche sui campi più difficili della Serie B.
Il pareggio contro il Vicenza non è soltanto un risultato utile per muovere la classifica. È una risposta concreta dopo il passo falso interno contro il Pisa e, soprattutto, un segnale indirizzato all’intero campionato. Le Vespe di Pietro De Giorgio hanno mostrato una maturità importante, riuscendo a rimanere dentro la partita anche nei momenti più complicati e trovando la forza di reagire quando tutto sembrava essersi messo dalla parte dei padroni di casa.
Karic, un gigante in mezzo al campo
Se bisogna scegliere un simbolo della prestazione gialloblù al Menti, il nome è quello di Karic. Una prova di grande spessore, fatta di corsa, personalità, recuperi e qualità. Il centrocampista ha interpretato la gara con un’intensità impressionante, vincendo duelli, strappando palloni e accompagnando con continuità l’azione offensiva.
Una presenza costante, quasi dominante, nel cuore del campo. Karic ha sfiorato anche la gioia personale, confermandosi uno degli uomini capaci di dare equilibrio e sostanza a una squadra che sta progressivamente trovando le proprie gerarchie.
Ma la solidità della Juve Stabia non è stata soltanto una questione individuale. Al centro della difesa, all’esordio, Pietrangeli ha offerto una prestazione convincente, mostrando personalità e attenzione. Al suo fianco la solita garanzia rappresentata da Bellich, mentre Boer ha confermato la crescita evidenziata nelle ultime uscite, risultando incolpevole in occasione del gol di Corazza.
La Juve Stabia non si scompone
Eppure, nel primo tempo, le occasioni per indirizzare diversamente la partita non sono mancate. Su tutte quella capitata sui piedi di Patanè, che avrebbe potuto regalare alle Vespe il vantaggio.
Il calcio, però, è anche capacità di resistere agli episodi. E proprio qui si è vista la maturità della squadra di De Giorgio. Dopo aver incassato il gol di Corazza a inizio ripresa, la Juve Stabia non ha perso lucidità, non si è allungata e soprattutto non ha smarrito la propria identità.
Ha continuato a giocare.
Ed è questa, probabilmente, la fotografia più importante della trasferta veneta.
De Giorgio cambia la partita
La svolta è arrivata anche dalla panchina. Pietro De Giorgio ha letto il momento e ha deciso di aumentare il peso qualitativo della propria squadra inserendo Sibilli e Maistro.
Proprio Maistro si è rivelato decisivo. La sua iniziativa ha messo in difficoltà la difesa vicentina e ha portato al calcio di rigore che ha permesso alla Juve Stabia di rimettere la partita sui binari dell’equilibrio.
Un penalty arrivato dopo quello precedentemente assegnato e poi cancellato dall’intervento del VAR. Un episodio che avrebbe potuto aumentare nervosismo e frustrazione. Le Vespe, invece, hanno continuato a crederci.
Di Nardo, una sentenza dagli undici metri
Dal dischetto, ormai, c’è una certezza: Antonio Di Nardo.
Freddo, lucido, spietato. L’attaccante non ha tremato e ha trasformato il penalty firmando il suo secondo gol con la maglia gialloblù in appena tre partite.
Un altro gol pesante, un’altra conferma dell’impatto avuto dal nuovo attaccante. Di Nardo non si è limitato a segnare: si sta rapidamente trasformando in uno degli uomini simbolo di questa prima parte di stagione.
E la sua freddezza dagli undici metri rappresenta perfettamente la mentalità che la Juve Stabia sta costruendo.
Un punto che racconta una squadra
L’1-1 del Menti, dunque, non è un semplice pareggio da mettere in archivio. È un risultato che racconta una squadra capace di soffrire, reagire e credere nella propria idea di calcio.
Dopo il ko con il Pisa serviva una risposta. È arrivata lontano da casa, su un campo difficile e contro un avversario di qualità.
La Juve Stabia torna a Castellammare con un punto, ma soprattutto con una certezza: il percorso di crescita è reale.
Le Vespe stanno imparando a gestire le difficoltà senza smarrire sé stesse, a sfruttare i cambi dalla panchina, a trasformare gli episodi negativi in nuove occasioni e, soprattutto, a giocare ogni partita con la convinzione di poter ottenere qualcosa.
È ancora presto per parlare di traguardi, ma una cosa è già evidente: questa Juve Stabia può guardare negli occhi qualsiasi avversario. E se la crescita continuerà con questa intensità, il campionato potrà regalare alle Vespe molto più di qualche semplice punto di classifica.