arrestati 3 pusher
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Tre pusher arrestati a Sonico: spacciavano a ospiti della comunità Exodus

Sonico (Bs) – Spacciavano cocaina agli ospiti della comunità di recupero Exodus, individuati dai Carabinieri tre pusher: Arrestati.

3 pusher arrestati a Sonico: spacciavano a ospiti della comunità Exodus

Nella mattinata del 10 settembre i Carabinieri della Stazione di Edolo, con la collaborazione di personale del Nucleo Cinofili di Orio al Serio (Bg), hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare, emesso dal Tribunale di Brescia, per il reato di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività d’indagine ha consentito di identificare ed indagare tre spacciatori stranieri, responsabili di svariate cessioni di cocaina a favore di alcuni ospiti della comunità terapeutica Exodus di Sonico, oltre ad altri tossicodipendenti residenti in alta valle.

Gli accertamenti sono stati avviati a seguito delle segnalazioni inoltrate dal responsabile della struttura di recupero che, anche in un’intervista ad una locale emittente televisiva, aveva rappresentato i propri sospetti su un giro di spaccio di cocaina che interessava alcuni dei ventotto ospiti del centro.

Gli approfondimenti investigativi avviati dai militari hanno consentito di risalire all’identità dei tre pusher di origine marocchina, tutti pregiudicati, rispettivamente di 43, 35 e 31 anni, i primi due vivono a Berzo Demo (Bs) e l’ultimo in provincia di Modena.

I Carabinieri sono riusciti a ricostruire i contatti tra gli spacciatori e i clienti che acquistavano singole dosi da mezzo grammo di coca in cambio di 80 Euro l’una.

Gli stessi militari, accertate le modalità con le quali avvenivano gli incontri, individuati i luoghi ove venivano effettuate le consegne di stupefacente e dopo aver assunto testimonianze da alcuni ospiti inseriti nel programma di recupero, hanno depositato l’esito delle indagini alla Procura della Repubblica di Brescia.

Il GIP ha applicato nei confronti del 43enne, attualmente detenuto in carcere, il divieto di dimora nella provincia di Brescia, mentre gli altri due indagati sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione giornaliero alla PG.

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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