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martedì, Luglio 5, 2022

Brescia e Napoli – Arrestati i sodali di un’associazione criminale

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Brescia e Napoli – Arrestati due siciliani residenti a Brescia, sodali di un’associazione criminale dedita a contraffare assegni bancari

Brescia e Napoli – Arrestati i sodali di un’associazione criminale

Sono stati sorpresi nel pomeriggio di ieri alla fermata dell’autobus, a Brescia, dai Carabinieri della Stazione di Gussago (BS), dopo che nel corso della mattinata i militari avevano già attuato le ricerche. E per i due uomini poco più che quarantenni ma con un ricco curriculum criminale, entrambi Siciliani e residenti da anni nel bresciano, sono scattate le manette. L’odierno arresto scaturisce da una complessa attività di indagine condotta dai Carabinieri di Gussago dal mese di ottobre 2017 al mese di maggio 2018 che ha permesso di disarticolare una stabile associazione per delinquere operante in varie regioni di Italia e finalizzata alla commissione di truffe mediante falsificazione e spendita di assegni bancari. Questi ultimi venivano poi depositati presso gli Istituti di Credito da soggetti reclutati dai sodali tra persone in difficoltà economica dietro il corrispettivo di una provvigione ammontante al dieci per cento della somma versata. In poco più di sei mesi il gruppo ha commesso diciotto truffe per un controvalore dei titoli di circa novantamila euro e le modalità operative messe in atto hanno palesato una totale spregiudicatezza degli uomini che, sicuri della loro elevata pianificazione e disponendo di abili clonatori di assegni, non hanno esitato a reiterare le condotte delittuose a distanza di un breve lasso di tempo tra l’una e l’altra. Nell’ambito della medesima attività, con l’ausilio dei militari della Compagnia Carabinieri di Napoli Stella, è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari anche un cittadino partenopeo, incensurato e commerciante d’auto. Destinatari della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria anche una donna cinquantenne e un trentenne, entrambi facenti parte dell’associazione ma con un ruolo – secondo l’accusa –  più marginale rispetto ai “colleghi”.

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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