Referendum costituzionale del 20 e 21 settembre 2020

Quanto segue, sollecitato da un contatto, è solo una opinione per la quale da cittadino voterò al referendum del 20 e 21 settembre. Una persona mi chiede se e cosa voterò all’imminente referendum. Rispondo che, indipendentemente dal colore politico che lo sponsorizza, RITENGO che noi cittadini dobbiamo dare un fermo segnale a tutta la Politica, […]

Quanto segue, sollecitato da un contatto, è solo una opinione per la quale da cittadino voterò al referendum del 20 e 21 settembre.

Una persona mi chiede se e cosa voterò all’imminente referendum. Rispondo che, indipendentemente dal colore politico che lo sponsorizza, RITENGO che noi cittadini dobbiamo dare un fermo segnale a tutta la Politica, quindi allo Stato, Regioni, Enti e Comuni.

Ovverosia che NON SI PUÒ CONTINUARE con queste pletore, confusione, trasformismo (mercimonio costituzionale) e di tutto di più, di trasversali mantenuti (aggiungo dappertutto: politica, istituzioni, burocrazia, consulenti, esperti, ecc. ecc.) che, pur alternandosi, di fatto da decenni non hanno cambiato nella sostanza pressoché niente, anzi risaputamente (e visibilmente) il contrario: peggiorando la condizione generale socio-economico dell’Italia e specialmente in Sicilia; e facendo parallelamente accumulare un notevole debito pubblico alla Nazione e Regioni, a fronte del quale siamo gravati da estorsione fiscale, assenza di sviluppo, carenza di infrastrutture, lavoro e tanto altro.

Personalmente per questo motivo andrò a votare “SI”.

Anche per non, si spera, ritrovarsi come accadde nel precedente referendum del 4 dicembre 2016 (pure in quell’occasione personalizzato da una parte della politica), in cui era previsto anche un taglio dei parlamentari e il cui “No”, già dal giorno dopo, produsse un rappresentativo deputato che, con un sorriso di tutta evidenza ironico, disse alla televisione “grazie italiani …”.

I cittadini siamo da troppo tempo trattati, salvo per chi non può o non vuole vedere, come “buoi” per dare civilmente e forzosamente (le leggi e la giurisprudenza delle caste e corporazioni) latte, carni e pelli.

Pertanto se i cittadini non diamo qualche salda indicazione, almeno con questo referendum, poi non recitiamo anche lamentandoci, che ormai non siamo credibili neppure tra di noi.

Si ritiene dunque che sia l’ora e forse anche l’ultima forzosa possibilità per i cittadini, di dare una civile spallata a questo sparso sistema parlamentare: ipocrita, teatrante, retorico, misantropo, tronfio, ingordo, omertoso e pure corrotto e in diversi casi mafioso, endemico sistema italiano e siciliano, dagli scranni più alti fino all’ultimo sgabello.

Il referendum del 20 e 21 settembre:

Testo del quesito del referendum: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?».

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