Napoli, altra meraviglia cittadina restaurata nel “Progetto Unesco”: la Chiesa di San Pietro Martire torna agli antichi fasti

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Nell’ambito del “Progetto Unesco” che sta finanziando diversi lavori di restauro di edifici e luoghi storici di Napoli, come per esempio la splendida Cappella dei Pignatelli inaugurata appena una settimana fa, arriva la notizia direttamente dalla web tv del Comune di Napoli di un altro “taglio del nastro”: a riaprire, dopo un certosino restauro, sarà la Chiesa di San Pietro Martire, all’incrocio fra corso Umberto e via Porta di Massa.
L’edificio venne fondato nel 1294 dagli Angioini, voluto fortemente da Carlo II d’Angiò che poi decise di donarlo, dopo il completamento, ai Domenicani.  Giovanni Capano realizzò il portale marmoreo.
La chiesa, completamente abbandonata dal 2010 soprattutto a causa del continuo allagamento delle cripte, viene oggi restaurata per permettere a tutti i cittadini e turisti di poter visitare le meraviglie contenute all’interno, tra affreschi, navate e splendide colonne.
All’interno, infatti, sono conservate opere di Jacopo della Pila, Fabrizio Santafede, Giovanni Bernardino Azzolino, Girolamo Imparato, Andrea Falcone, Francesco Solimena, Salvatore Pace, Giuseppe Marullo, Girolamo Cenatiempo, Giacomo del Pò, Bartolomé Ordóñez, Giovanni da Nola, Giovanni e Pacio Bertini. Nell’abside si osservano tele ed affreschi di Giacinto Diano e Sebastiano Conca.

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