L’allarme del Quirinale e le scelte del governo in materia fiscale. (Carlo Di Foggia*)

Dallo scudo ai contanti: la finta lotta di Matteo.

Inaccettabile evasione fiscale”. Nel suo discorso di fine anno il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha citato l’assioma secondo cui “le tasse sarebbero più basse, se tutti le pagassero”. Ma si è dimenticato che l’operato renziano in materia fiscale nell’ultimo anno ha in sostanza depenalizzato buona parte di ciò che chiamavamo elusione e evasione fiscale. Un breve riassunto per punti.

Soglie. Sono passate rispettivamente da 50 a 150 e 250 mila euro quelle per gli omessi versamenti di ritenute e Iva, da 50 a 150 mila euro quelle per “dichiarazione infedele” (l’evasione fiscale). Nei mesi scorsi, il Fatto ha raccontato che 1 fascicolo su 3 nelle procure andrà al macero (più di 9 mila procedimenti): solo per l’Iva, la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione di 1.200 fascicoli.

Si aggiungeranno quelli sulle ritenute e le migliaia già a dibattimento. Totale: 3.500. “Prima inseguivamo gli evasori per farli pagare, ora per restituirgli i soldi”, ha detto il procuratore di Udine, Antonio De Nicolo. Per accertare l’evasione, poi, non basterà che siano stati inseriti elementi “fittizi”, dovranno essere proprio inesistenti. La frode “mediante altri artifici”, invece, non è più reato se si sottrae al fisco meno di 1,5 milioni (prima era 1).

Abuso del diritto. Le condotte che, pur nel rispetto formale delle norme, garantiscono vantaggi fiscali indebiti alle imprese, non sono più reato: un colpo alla lotta all’elusione fiscale che ha effetti anche sulle condotte “fraudolente”. Il processo contro Emilio Riva e due ex manager Ilva per una frode da 52 milioni, ad esempio, s’è concluso con un’assoluzione: “Il fatto non è più previsto dalla legge come reato”.

Falso in bilancio. Con Berlusconi era un reato finto (perseguibile a querela di parte). Renzi l’ha riformato, ma si è “scordato” di prevedere le “valutazioni”. Peccato che nei bilanci quasi tutto, eccetto la cassa, sia frutto di valutazioni (le rimanenze di magazzino, per dire). Appena approvata, la legge ha assolto l’ex sondaggista Luigi Crespi. Discorso simile per le “poste valutative”: la delega fiscale ne ha eliminato la punibilità penale. “Significa – ha spiegato l’avvocato tributarista Angelo Vozza – che il cardine della lotta all’elusione col transfer pricing (spostare i costi dove si pagano più tasse e gli utili dove le imposte sono basse) è stato cancellato”.

Raddoppio dei termini. Prima il Fisco aveva a disposizione 4 anni per perseguire gli evasori, 8 in caso di denuncia penale. Con la delega fiscale, se la denuncia non arriva nei primi 4 anni, non scatta nemmeno l’extra-time.

*ilfattoquotidiano

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