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Impiego beni confiscati; diverse zone stabiesi tornano allo Stato

Lo Stato è riuscito ad impadronirsi di interi pezzi della città e si adopererà per l’impiego dei beni confiscati in un progetto di riuso

Risultato importante per gli organi di Stato, i quali sono riusciti a penetrare in territori ostili e riportare alla luce numerosi beni confiscati per impiegarli in progetti di ambito sociale

Principali luoghi di interesse

Il comune di Castellammare, in collaborazione con la Commissione Parlamentare Antimafia, si è infiltrata nel quartiere di Scanzano per fare suoi diversi beni confiscati; nelle scorse ore è stato fatto un sopralluogo con l’obiettivo di includere anche i beni presenti in questa zona nel programma di riuso sociale.

Il sindaco di Castellammare Gaetano Cimmino ha dichiarato che questo è un risultato importante per l’amministrazione, che mai era arrivata così a fondo della questione <<Riprendersi anche questi pezzi di territorio, far entrare lo Stato dove fino a poco tempo fa regnava l’Antistato, è prioritario e lo stiamo dimostrando ancora una volta. Non ci sono pezzi di territorio intoccabili, Castellammare è una, unica e preziosa>> queste le parole del primo cittadino stabiese.

Parte di un piano più grande

Il recupero di zone della città considerate ostili fino a qualche tempo fa è fondamentale in quanto è una tappa per il raggiungimento dell’obiettivo finale; a piccoli passi si sta cercando di donare a Castellammare il posto che merita nella società come una delle città più ricche di storia e bellezze dell’intero paese.

Recuperare e riutilizzare beni confiscati, bonificare zone d’acqua e ridare l’arenile ai cittadini sono solo alcuni dei punti focali che contribuiranno a dare lustro alla città, mentre i cittadini hanno il compito di proteggerla dai malintenzionati con i mezzi a loro disposizione.

Impiego beni confiscati; diverse zone stabiesi tornano allo Stato/Antonio Cascone/redazionecampania