Empoli – Napoli (1-0): La pagella dei protagonisti in campo

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Vi proponiamo la pagella di Empoli – Napoli terminata 1-0. Gli azzurri partono bene ma dopo 4 minuti subiscono in maniera ingenua la rete di Cerri che deciderà il match.

I partenopei si dimostrano fragili in difesa e confusionari in attacco, la sconfitta è la logica conseguenza di quello visto in campo al Castellani.

QUESTA LA PAGELLA AI PARTENOPEI DOPO EMPOLI – NAPOLI:

Meret 6: Nulla può sulla zuccata di testa di Cerri nell’area piccola. Per il resto, mai chiamato a nessuna parata degna di nota.

DIFESA

Di Lorenzo 4: il meraviglioso stakanovista dell’anno scorso ha ceduto il passo ad un calciatore in palese difficoltà, atletica e di identità, sia tattica, sia personale all’interno del collettivo. Colpevolmente molle nell’occasione del goal dell’Empoli, non combina nulla di significativo e/o rassicurante né quando scende né in fase di non possesso.

Ostigard 4.5: la prende sempre lui di testa, ma ci mette il suo nel contribuire agli obbrobri difensivi della squadra con una serie di scelte sbagliate, innanzitutto di concetto.

Jesus 5: il meno peggio del reparto difensivo, perché non commette alcun errore clamoroso. Ma comunque non dà mai la sensazione di sicurezza; del resto, la cifra calcistica del simpaticissimo brasiliano è stata già approfondita in lungo e in largo.

Natan 3: spiace dover comminare un voto così severo, ma il primo tempo giocato dall’ex Bragantino è stato semplicemente imbarazzante. Sempre in ritardo, sempre in difficoltà in ogni duello, un numero considerevole di errori tecnici, mai di supporto a Kvara. Diventa l’anello debole del Napoli, l’Empoli se ne accorge e non è un caso che riesca a sfondare spesso proprio dalla sua corsia.

CENTROCAMPO

Lobotka 4.5: se ti “tradisce” anche Stani, allora è notte fonda. Troppi errori tecnici banali, per uno con le sue doti.

Anguissa 4: imperdonabile il tentativo di assist ad Osihmen nel secondo tempo, quando – liberato in area a pochi passi da Caprile – anziché punire l’Empoli, si mette a cincischiare. Sarebbe stato il goal del pareggio con ancora una vita da giocare e forse, chissà, la partita avrebbe potuto sperare di avere esito diverso. In generale, l’ennesima prestazione impalpabile di un’annata difficilissima. Uno dei senatori, del Napoli scudettato, che ha ridimensionato terribilmente il livello del suo rendimento appena un anno dopo il Tricolore.

Zielinski 4,5: tenta di illuminare, ma con scarsi risultati. Ormai sono mesi che è mentalmente fuori dal contesto Napoli. E in campo è un fattore che pesa.

ATTACCO

Politano 4: opaco anche Matteo, uno dei pochi a salvarsi nelle ultime uscite e, più in generale, in un’annata toppata dai più. Non incide mai, non riuscendo a crearsi lo spazio vitale né per la conclusione né per l’assistenza ai compagni. Annullato per tutta la partita.

Kvaratshelia 4: probabilmente una delle peggiori partite di sempre giocate col Napoli. Tocca pochissimi palloni, non riesce a combinarci quasi nulla di significativo e il risultato è che per l’Empoli, contenerne la portata, diventa ordinaria amministrazione. Dal 72’ Raspadori 4.5: grigio, come il cielo di Empoli.

Osimhen 4,5: di palloni giocabili gliene arrivano pochissimi, ma l’atteggiamento non è quello giusto. Victor, oggi, sembra in campo più “perché deve” che per altro. Che è un po’ la stessa sensazione percepita dal livello di performance generale offerto dal resto della squadra.

LA PAGELLA AI SUBENTRATI DEL NAPOLI NELLA PARTITA CON L’EMPOLI

Dal 46’ Mazzocchi 5: pur non al meglio della condizione fisica, riesce comunque ad offrire una prestazione degna.  Avrebbe meritato di giocare di più quest’anno, sia per l’affidabilità mostrata quando ha visto il campo, sia – soprattutto – perché chi doveva essere l’indiscusso titolare di fascia ha fatto fatica per tutta la stagione.

Dal 72’ Ngonge 4.5: entra per spaccare la partita, ma si accoda al livello di prestazione – mediocre – esibito dai suoi compagni.

Dall’88’ Simeone sv.

QUESTA LA PAGELLA AI TOSCANI DOPO EMPOLI – NAPOLI

CAPRILE 6

BERESZYNSKI 6,5

WALUKIEWICZ 6,5

LUPERTO 6,5

GYASI 7

GRASSI 6,5 (dall’82’ BASTONI s.v.)

MALEH 6,5

PEZZELLA 6 (dall’82’ CACACE s.v.)

FAZZINI 7 (dal 70′ ZURKOWSKI s.v.)

CAMBIAGHI 6 (dal 72′ CANCELLIERI s.v.)

CERRI 7 (dal 20′  NIANG 6 )

I VOTI AGLI ALLENATORI

NICOLA 7: è l’uomo delle imprese impossibili e ad Empoli potrebbe scrivere un altro pezzo di storia non solo della propria carriera ma anche di quella dello stesso club toscano, che mai ha militato in serie A per più di 3 stagioni di fila. Dovesse raggiungere la salvezza quest’anno – e le premesse ci sono tutte – per Empoli sarebbe un risultato storico. Aggressività, agonismo e organizzazione. La chiave dei suoi successi sta nei dettami di un calcio essenziale ma efficace. E soprattutto nella straordinaria capacità di saperlo trasmettere ai calciatori che ha a disposizione, riuscendo a trarre il meglio da ciascuno di loro.

L’INSUFFICIENTE GESTIONE DELL’ERA CALZONA

Calzona 3: Empoli, per lui, diventa l’equivalente di “sentenza della Cassazione”: niente da fare Ciccio, tra coloro che hanno fallito l’annata, c’è anche il tuo nome. Spiace perché le premesse per far vedere qualcosa di diverso e migliore rispetto ai predecessori sembravano esserci tutte, ma purtroppo il campo ha raccontato cose diverse.

LA PROPOSIZIONE DI CONCETTI SPALLETTIANI

A un certo punto, si è incaponito con l’idea di voler ripristinare il grande Napoli di Spalletti e ha tentato di scimmiottarlo in tutti i modi: il risultato è stata un’ecatombe totale, di cui si sono accorti tutti tranne lui. Che ha continuato, imperterrito, a voler proporre un calcio che questa squadra non era più in grado di offrire, facendo marcire in panchina investimenti importanti della società che sono stati trattati come gli ultimi arrivati. Così, s’è contribuito non solo a svilirne il valore economico, ma si è insistito col concedere illimitata fiducia ad un gruppo di calciatori totalmente svuotati nelle motivazioni, illudendosi che sarebbero potuti rinsavire da un momento all’altro.

La cosa grave non è stata provarci, ma non aver optato per una diversa soluzione, una volta chiaro che il tentativo non stava sortendo alcun effetto. E così, il modulo non si cambia mai, i titolari neppure ( anche se impalpabili) e le sostituzioni si fanno sempre tardi e mai tutte quelle potenzialmente a disposizione, in maniera incomprensibile.

LA STERILITA’ OFFENSIVA

La fase difensiva è da horror ( preso sempre almeno 1 goal a partita in tutte le 11 gare con il calabrese in panchina), mentre la produzione offensiva è unicamente affidata alle sortite sporadiche dei singoli. Se mancano pure quelle, il Napoli si annulla del tutto. Condannandosi ad un palleggio sterile che ci consegna una predominanza del pallone buona solo per gli amanti delle statistiche, a fronte di un indice di “pericolosità” sempre facile da gestire per qualsiasi avversario che sia semplicemente e solo ordinato in campo.

IL DIRETTORE DI GARA

MANGANIELLO 6: direzione tranquilla e senza sbavature.


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