Caltanissetta, botte a bimbi, maestra d’asilo arrestata

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A Caltanissetta una maestra di asilo è stata incastrata dalle telecamere per i maltrattamenti nei confronti degli alunni della sua classe.

Urla, botte e punizioni. Ecco il quadro che è emerso dalle indagini dei Carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Mussomeli, che insieme ai colleghi della stazione di Milena, hanno arrestato una maestra di 60 anni in servizio nella scuola dell’infanzia “Gianni Rodari” di Milena (Caltanissetta). I militari hanno dato esecuzione alla misura cautelare emessa dal Gip nisseno su richiesta della locale Procura e la donna è stata posta ai domiciliari.

Le indagini sono scattate poco più di un mese fa dopo le segnalazioni di alcuni genitori. Le vittime hanno da 3 a 5 anni. I carabinieri, attraverso una telecamera nascosta, hanno documentato i maltrattamenti dell’insegnante che sottoponeva i suoi allievi a minacce, percosse e punizioni di vario genere, tanto da creare un clima di terrore all’interno della classe.

Il quadro che emergeva sin dal primo giorno di riprese – esplicitano i Carabinieri – ha confermato l’ipotesi accusatoria”. La maestra ogni giorno avrebbe messo in atto comportamenti violenti, quali urla e atteggiamenti minacciosi, percosse, strattonamenti e arbitrarie punizioni di vario genere, tanto da creare un clima di terrore all’interno della classe.

L’opinione.

L’ennesima sconcertante vicenda, analoga a tantissime altre situazioni varie eloquenti di una tossica distorsione civile, professionale e psicologica sparsa nella nostra società italiana. Da queste pagine si è scritto spesso che sarebbe indifferibile una norma con cui si istituisca una revisione attitudinale e psicologica, con cadenza decennale, per tutti coloro, nessuno indenne, dallo scranno più alto all’ultimo sgabello, che a qualsiasi titolo, direttamente o implicitamente, oppure in concessione, sono dipendenti o rivestono ruoli, incarichi, nomine, nella pubblica amministrazione, esclusi gli eletti in politica di cui si assume la responsabilità il cittadino che li vota.

Adduso Sebastiano

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