Biotestamento. Più vicina la legge sul fine vita
Biotestamento. Più vicina la legge sul fine vita

Chi sale e chi scende: Biotestamento più vicino, Jus Soli in congelatore?

La libertà di coscienza concessa da Ap sul voto e la conferma dell’impegno da parte del Movimento 5 Stelle spiana la strada per l’approvazione del biotestamento (la legge sul fine vita), ovvero testamento biologico. Così potrebbe passare questo testo mentre verrebbe congelato lo ius soli.

Più vicina la legge sul fine vita. I centristi: libertà di coscienza

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ROMA – «La nostra posizione è un no a questa legge così com’è scritta, non accetteremo nessuna richiesta di fiducia, ma è chiaro che su questi temi vige la libertà di coscienza», proclama Maurizio Lupi, il generale di Ap che più è sensibile ai temi etici e meno alle sirene del Pd.
Ed è proprio la formula «libertà di coscienza» quella che i Dem attendevano con ansia nel quartier generale di palazzo Madama, una formula che per loro si tradurrà in aula in una libertà di voti ai senatori centristi sulla legge del «fine vita». Che sulla carta ha i voti di Pd, M5S, Sinistra e Mdp. La notizia anticipata da questo giornale che il Pd è pronto a usare il metodo del «canguro», un maxiemendamento che salta migliaia di richieste di modifica, fa inalberare Renato Brunetta, «su temi sensibili sarebbe atroce usare trucchetti parlamentari».

Ma senza il ricorso alla fiducia non ci sarebbero ricadute sul governo. Con Alfano dunque pare vi sia una sorta di tacito accordo, «gli appelli di Renzi alla Leopolda sul “fine vita” e tutto il resto hanno fatto maturare la convinzione che sia meglio non tirare troppo la corda», dicono i renziani. E quando quelli del cerchio stretto parlano di «tutto il resto» alludono ai possibili accordi: che garantiranno ai centristi con il 3% un 10% dei seggi più o meno sicuri messi in palio dalla futura coalizione.

Attenzione: non che vi sia un do ut des, le due questioni procedono separate e su tavoli del tutto distanti: ma – stando alle analisi dei renziani del cerchio stretto – le trattative sull’alleanza possono avere una ricaduta anche sul clima meno ostile a questa normativa sui diritti richiesta da più parti: visto che senza la fiducia può passare le forche caudine del Senato solo il Biotestamento e non lo Ius soli, tutto congiura affinché entro l’anno solo la legge sul «fine vita» possa vedere la luce.

Malgrado le parole del Papa sull’accanimento terapeutico, i cattolici più oltranzisti restano contrari ad una legge che, per dirla con Maurizio Sacconi, «non ha nulla a che fare con l’accanimento terapeutico, ma mira a quella eutanasia passiva che si realizza togliendo cibo e acqua a disabili che potrebbero altrimenti vivere a lungo». A sentire la campana renziana, pare abbiano contribuito a sopire il clima pure le pressioni da parte di associazioni cattoliche. Sensibilizzate anche da un appello molto toccante che ha avuto eco in quel mondo: quello dell’ ex presidente della Provincia di Firenze, Michele Gesualdi, già allievo di Don Milani, affetto da Sla, che ha invocato con una lettera ai presidenti delle Camere l’approvazione della legge. Fatto sta che senza il ricorso alla fiducia, la strada sembra spianarsi per il Biotestamento. Anche alla luce del via libera dei grillini, certificato da una sequenza di dichiarazioni tutte favorevoli da parte dei senatori più in vista del Movimento.

E pure Salvini, che ieri mattina aveva provocato una ridda di reazioni indignate di tutti i partiti per una frase brutale, «io mi occupo dei vivi e non dei morti», in serata si produceva in un tortuoso fraseggio smussando gli angoli: «Sul Biotestamento io sono assolutamente disponibile a ragionare, è giusto ragionare come morire bene, ma io ragiono anche di come aiutare a vivere bene i milioni di italiani che sono sotto la soglia di povertà».

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lastampa/Più vicina la legge sul fine vita. I centristi: libertà di coscienza CARLO BERTINI