Avellino – Juve Stabia 3 – 1. Il Podio Gialloblu

Troppo Avellino per la Juve Stabia, che cade al Partenio sotto i colpi di Maniero ed Aloi. Nel mezzo la rete di Altobelli.

PODIO

Medaglia d’oro: a Daniele Altobelli, che tiene in corsa la Juve Stabia col suo mancino vincente. Prestazione solida per il 25 con la maglia gialloblu, pronto a fare legna e custode degli equilibri tattici della squadra. Con Davì “depotenziato” dalla quasi immediata ammonizione, Altobelli forma la diga stabiese in mediana e colpisce a sorpresa con una bella conclusione dalla distanza.

Medaglia d’argento: a Vincenzo Della Pietra, che corre come un cavallo imbizzarrito nella sua terra natale. Gara speciale per il ragazzo di Atripalda, che ripaga la fiducia di Sottili giocando senza il minimo timore, attaccando costantemente la profondità. Bello ma forse troppo centrale il destro su cui Forte quasi commette una papera mentre invece perfetto è il servizio per l’accorrente Altobelli nell’azione dal pari della Juve Stabia.

Medaglia di bronzo: ad Andrea Dini, che regala sicurezze alla squadra nonostante i tre gol incassati. Il 99 stabiese può francamente poco per evitare le realizzazioni dell’Avellino e quando può risponde presente ai tentativi irpini. L’unica disattenzione arriva a tempo pressoché scaduto e punteggio compromesso, quando raccoglie con le mani il retropassaggio di un compagno.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Nicolas Schiavi, troppo leggero in fase di copertura. Apprezzabile la prova del regista, schierato in posizione avanzata, il quale però dimentica ogni velleità difensiva. In occasione della prima rete di Maniero, Schiavi quasi si sposta lasciando campo libero allo slalom di Rizzo, come altresì è fin troppo compassato nel cercare di arginare il cross dalla destra da cui arriva il raddoppio dei lupi. Che le qualità ci siano è chiaro ma se ad esse non si affianca la quantità o la “cazzimma” o “garra”, per dirla alla napoletana o sudamericana, ci si fa poco.

Medaglia d’argento: a Magnus Troest che perde i duelli individuali con lo scatenato Maniero. Il danese, non assistito dal collega Caldore, soffre maledettamente il confronto con l’ariete dell’Avellino, che sovrasta fisicamente lui e Guarracino nella sforbiciata vincente del primo tempo. Non una sconfitta sul piano fisico bensì una disattenzione in fase di marcatura quella con cui Troest consente a Maniero di insaccare la doppietta personale.

Medaglia di bronzo: a Guido Davì, impalpabile in mediana. L’ammonizione rimediata al pronti via ne compromette stile di gioco e scelta degli interventi. Tra lui e Altobelli, dovrebbe essere lui a prendersi responsabilità di gestione palla ma lo fa poco, senza tentare alcuna giocata. Prova incolore rispetto agli standard.

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