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Laura Antonelli, un sexy simbol morta in ristrettezze il 22 maggio 2015

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Laura Antonelli, per Luchino Visconti, era «il volto femminile più bello del mondo». La sua amara parabola: da sex symbol alla morte, in solitudine e ristrettezze, nel 2015, 22 Maggio.

Laura Antonelli, un sexy simbol morta in ristrettezze il 2 maggio 2015

Laura Antonelli, nasce a Pola, in Istria , il 28 novembre del 1941.

Attrice italiana a tutti gli effetti, deve la sua popolarità ai film girati tra gli anni ’70 e ’80, molti dei quali erotici, che hanno iscritto il suo nome nella storia del cinema italiano, come una delle più belle attrici di sempre.

Quando è ancora piccolissima, Laura Antonaz (questo il suo cognome italianizzato poi in Antonelli), insieme con la sua famiglia, è una dei tanti profughi del cosiddetto esodo istriano, con direzione verso il Belpaese.

Laura Antonelli oggi avrebbe 80 anni ma,  come recita il titolo di un libro del francese Philippe Brunel, ancora inedito in Italia: «n’existe plus».

Nel libro l’autore dà nota della tormentata vita dell’attrice di Malizia uccisa da un infarto nella sua casetta di Ladispoli dove abitava, ormai dimenticata da tutti, irriconoscibile e senza un soldo.

Laura studiò al Liceo Scientifico “Vincenzo Cuoco” di Napoli, ed in seguito si diploma presso l’I.S.P.E.F. (Istituto Superiore Pareggiato di Educazione Fisica).

Terminati gli studi si trasferì, ancora giovanissima, a Roma dove lavorò come insegnate di ginnastica, al Liceo Artistico di Via di Ripetta.

Nel frattempo però, forte della sua bellezza, cominciò a girare spot pubblicitari e si fa immortalare in molti fotoromanzi e presto la sua bellezza, nella capitale della dolce vita venne subito notata per cui  lasciò le palestre scolastiche e inizia a farsi notare sempre di più con alcune prime piccole parti in film come Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli.

Compare tra il 1964 e il 1965 in alcune pellicole importanti, seppur con ruoli piccolissimi, come ne “Il magnifico cornuto” di Antonio Pietrangeli e “Le sedicenni” di Luigi Petrini.

Laura Antonelli in ''Il merlo maschio'' 1971 (da wikipedia)Nel 1969 fu «Venere in pelliccia» in un film che fu censurato e uscì solo sei anni più tardi con il noto titolo «Le malizie di Venere» ma è solo nel 1971 che Laura Antonelli si fa conoscere in tutta Italia nel film “commedia” sexy «Il merlo maschio», per la regia di Pasquale Festa Campanile, nel quale è la moglie del violoncellista Lando Buzzanca.

Due anni dopo, nel 1971, arriva « Malizia », di Salvatore Samperi, e l’immagine di Laura Antonelli mentre sale le scale lasciando intravedere il reggicalze fa il giro del mondo.

Fu allora che conobbe, sul set, Jean-Paul Belmondo con il quale poi ebbe una burrascosa storia d’amore che occupò le copertine dei rotocalchi per anni.

Nel 1976, lavora anche con Luchino Visconti nel celebre «L’innocente», dove Laura Antonelli dimostra di saperci fare in film più importanti e impegnativi, senza però rinunciare all’arma della seduzione.

Ottimo successo arriva con il film «Rimini Rimini», del 1987.

Sarà poi la Giuliana Hermil del dannunziano «L’innocente», testamento cinematografico di Luchino Visconti, con Giancarlo Giannini.

Sempre con Giannini tornerà sul grande schermo in un altro film in costume questa volta girato da Ettore Scola, « Passione d’amore ».

Dopo questa fiammata nel cinema d’autore, tornano i ruoli di bella e svestita.

Fino al suo annus horribilis, il 1991

La notte del 27 aprile del 1991 nella sua villa di Cerveteri, dove era in corso un’animata festa, irrupero i Carabinieri che trovarono 36 grammi di cocaina.

La Antonelli venne arrestata e tradotta al Carcere di Rebbibia, dove restò solo qualche notte, a seguito della concessione dei domiciliari.

Nove anni più tardi, grazie alla modifica della legge, venne assolta dalla Corte d’appello di Roma, perché il tutto fu derubricato ad uso personale.

L’inizio della fine

La tragedia della Antonelli arrivò quando cominciò a lavorare al remake del celebre film «Malizia» rinominato «Malizia 2000».

Durante la realizzazione, la produzione del film la convinse a sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica per farsi iniettare del collagene al fine di attenuare qualche rughetta; e fu la sua fine.

L’operazione non andò a buon fine e la Antonelli, da immagine sexy dal volto stupendo, si ritrovò deturpata e a nulla servì la citazione in giudizio del chirurgo, del regista del film e dell’intera produzione.

Infatti in primo grado, nel 2003, le venne riconosciuto un forfait di diecimila euro ma i suoi legali, per nulla contenti del risarcimento simbolico, sottoposero il caso anche alla Corte Suprema dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.

Il 23 maggio del 2006, la Corte d’Appello di Perugia le riconobbe un risarcimento di 108.000 euro, più gli interessi, per i danni di salute e di immagine subiti.

A legittimare la sentenza, arrivò anche la Corte di Cassazione, con ordinanza del 5 giugno – 24 ottobre del 2007.

Ma intanto, dal tragico momento dell’esito funesto dell’intervento estetico ( dovuto ad una reazione allergica), i giornali si accanirono su di lei, parlandone soprattutto per mostrare il suo viso rovinato dai postumi dell’intervento.

IL THE END FINALE.

Il 3 giugno del 2010, l’attore Lino Banfi lanciò un appello dalle pagine del Corriere della Sera, perché la sua amica Laura Antonelli, dalla sentenza definitiva, non aveva mai ricevuto l’indennizzo sancito dalla Corte.

Il 28 novembre del 2011, in occasione dei suoi settant’anni, Laura Antonelli rilasciò un’intervista al Corriere della Sera in cui dichiarò che viveva a Ladispoli, seguita da una badante.

Quasi 4 anni dopo, Il 22 giugno 2015, fu proprio la domestica che la trovò senza vita nella sua casa di Ladispoli.

Da allora non è chiaro da quanto tempo l’attrice fosse deceduta.

Unica cosa certa è il terribile declino di una icona del cinema (soprattutto sexy) prima da tutti osannata ed ammirata ma poi, da tutti, solo umiliata e lasciata morire in un’amara solitudine vissuta in povertà.

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/ Cristina Adriana Botis / Redazione

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