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Chiesto il rinvio a giudizio dell’ex presidente della Regione Siciliana Crocetta

La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per corruzione alla fine delle indagini sulla cosiddetta tangentopoli del mare.

Accusa di corruzione per l’ex Governatore della Sicilia, Rosario Crocetta e per l’ex sottosegretario al ministero dell’Economia Simona Vicari nel governo Letta, Renzi e Gentiloni, precedentemente eletta senatrice nel 2008 nelle file del Popolo della Libertà. La Procura di Palermo ha chiesto il loro rinvio a giudizio alla fine delle indagini sulla cosiddetta tangentopoli del mare, l’inchiesta dei Carabinieri di Trapani denominata “Mare Monstrum”.

Un giro vorticoso di mazzette, regali e favori che avrebbe garantito guadagni sicuri e aggiudicazione facile delle gare di appalto bandite dalla Regione per l’assegnazione dei contributi sui collegamenti navali tra la Sicilia e le sue isole minori, agli armatori Vittorio ed Ettore Morace, padre e figlio, il primo anche patron acclamato del Trapani Calcio, la squadra che grazie a Morace approdò alla serie B e sfiorò l’accesso in serie A, anche loro, presunti corruttori, destinatari della richiesta di rinvio a giudizio.

La Procura di Palermo con i pm Gualtieri e De Montis ha quantificato in 10 milioni di euro i guadagni facili ottenuti dai Morace. La richiesta di rinvio a giudizio ha colpito Crocetta, per un contributo elettorale da 10 mila euro ricevuto dai Morace in cambio delle pressioni esercitate sugli uffici regionali, e la senatrice Vicari per due orologi, Rolex e Bulgari, per un valore di quasi 12 mila euro, dopo avere fatto introdurre in una legge nazionale una norma a favore della Liberty Lines, per un ricalcolo dell’Iva sui trasporti veloci.

La richiesta di rinvio a giudizio riguarda un deputato regionale in carica a Palermo, Marianna Caronia e l’ex vice presidente della commissione antimafia regionale Mimmo Fazio. Il processo è stato chiesto dai pm palermitani anche per l’ex dirigente del dipartimento Trasporti della Regione Siciliana, Salvatrice Severino, sarebbe stata lei a gestire gran parte degli accordi illeciti a favore dei Morace, modulando ad hoc i bandi di gara per l’assegnazione dei contributi regionali sui collegamenti navali veloci. A confermare poi i rapporti stretti della Severino con i Morace ci sono i diari del marito della donna, un ex carabiniere, che su diciotto diari, tra il 2000 e il 2017 ha scritto tutto su quei rapporti illeciti tra la moglie e l’armatore Vittorio Morace.

Adduso Sebastiano

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