Conclusa la Visita di Sergio Mattarella nella Repubblica Francese VIDEO

Si è conclusa la Visita di Stato del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella Repubblica Francese dal 4 al 6 luglio. Mattarella: «Francia e Italia condividono un legame unico».

Al suo arrivo a Parigi, il Presidente Mattarella ha visitato il Musée National de la Céramique de Sèvres, accompagnato dalla Ministra della transizione ecologica, Barbara Pompili.

Successivamente il Capo dello Stato ha incontrato Giorgio Armani, a Parigi per la settimana dedicata all’alta moda.

Lunedì 5 luglio mattina, dopo la cerimonia ufficiale di benvenuto all’Hôtel des Invalides, è stato ricevuto al Palais de l’Elysée dal Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron. Al termine dei colloqui, i due Capi di Stato hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa.

Il Presidente Mattarella ha incontrato, quindi, il Presidente dell’Assemblée Nationale, Richard Ferrand. 

Nel pomeriggio ha tenuto un intervento all’Université La Sorbonne sul tema “Francia, Italia, Europa. Il nostro futuro”.

La giornata si è conclusa al Palais de l’Elysée con il Pranzo di Stato.

Martedì 6 luglio, Mattarella è stato ricevuto dalla Direttrice Generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, con la quale si è intrattenuto a colloquio.

Al termine, il Presidente Mattarella ha reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all’Arc de Triomphe.

All’Hôtel de Ville ha incontrato il Sindaco di Parigi, Anne Hidalgo e, successivamente, è stato ospite a colazione del Primo Ministro, Jean Castex all’Hôtel de Matignon.

Nel pomeriggio, l’ultimo impegno ufficiale della visita di Stato, l’incontro con il Presidente del Sénat, Gérard Larcher.

Dichiarazioni alla stampa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della visita di Stato nella Repubblica Francese

 Parigi, 05/07/2021

Ringrazio molto il Presidente Macron per l’accoglienza carica di amicizia, per l’ospitalità squisita che ha voluto riservare a me e alla delegazione che mi accompagna.

Lo ringrazio per queste parole.

Sono lieto di poter dire che il nostro rapporto di personale amicizia rafforza il legame che stiamo esprimendo e la sincerità delle considerazioni che svolgiamo.

Questo è il mio primo viaggio all’estero, come molti sanno, dopo la fine del confinamento dovuto alla pandemia che ha fatto soffrire molto sia la Francia che l’Italia, dalla quale stiamo cercando di uscire con grande impegno.

Ringrazio molto il Presidente Macron per il ricordo delle vittime. Siamo stati, in tutto il mondo, accomunati da questi lutti e sofferenze e, la collaborazione che vi è stata, è stata anche in questo caso esemplare.

Come mio primo viaggio all’estero sono lieto che si tratti della visita di Stato in Francia, perché la Francia e l’Italia condividono un legame che più volte anche io ho definito unico, che si basa su valori condivisi, su storia comune, su visioni condivise; un legame che si basa su un rapporto culturale intensissimo; su sistemi economici che sono vicendevolmente fondamentali; sul fatto che le nostre società – sia quella francese che quella italiana – sono a favore di un dialogo costante in ogni ambito, ad ogni livello, in ogni circostanza.

Tutto questo crea un legame davvero unico, che si aggiunge poi ad alcune condizioni politiche: siamo Paesi fondatori dell’Unione europea, Paesi fondatori della Nato, siamo legati da una quantità di vincoli. Ma quello che lega queste società è talmente forte che costituisce la base di tutti i nostri legami.

Questa nostra partnership è davvero essenziale: bilateralmente, lo è per l’Unione europea e lo è anche per la comunità internazionale. E questo coordinamento rafforzato tra Francia e Italia è emerso evidente anche a Bruxelles, in occasione del Recovery Fund con la posizione comune, con una posizione particolarmente preziosa del Presidente Macron in Francia, perché l’Unione acquisisse consapevolezza della drammaticità della condizione economica provocata dalla pandemia, ed è emersa anche nella collaborazione che abbiamo svolto a Bruxelles per il quadro finanziario pluriennale.

Come ha ricordato il Presidente Macron, abbiamo parlato, nei nostri colloqui, di come abbiamo registrato l’intensità delle nostre relazioni. In questi mesi vi sono stati numerosissimi incontri fra esponenti di governo, con una piena collaborazione sotto ogni profilo, con una franchezza di posizioni che trova sempre sintonia e convergenza sui problemi.

Da tutto questo nasce la naturale esigenza – che il Presidente Macron ha ricordato – di un trattato di collaborazione rafforzata che esprima e dia forme e percorsi a questa collaborazione così intensa.

Noi siamo impegnati – entrambi – nella definizione del contenuto del nuovo Trattato e speriamo di condurlo a compimento velocemente per esprimere questa partnership così forte.

Sono lieto che il Presidente Macron abbia ricordato l’importanza che la Francia e l’Italia riservano ai giovani. E sono lieto di annunciare che l’Italia ha accolto con grande favore la proposta che è pervenuta, e che Francia e Italia hanno accolto con grande prontezza, per un servizio civile comune franco-italiano, in cui i nostri giovani collaboreranno insieme. Le nostre Amministrazioni sono pronte a definire velocemente le modalità e i meccanismi di questo servizio civile comune, in cui i nostri giovani collaboreranno insieme, scambiandosi esperienze e operando in comune.

L’attenzione ai giovani è naturalmente ciò che sta alla base della visione che Francia e Italia hanno, perché tutte le sfide così importanti che dobbiamo affrontare hanno a oggetto il futuro e quindi la sorte e la condizione delle nuove generazioni.

Dobbiamo affrontare congiuntamente – ne abbiamo parlato – i temi della rivoluzione tecnologica, i cambiamenti profondi che vi sono in economia; siamo convinti che tutto questo rafforzerà la nostra presenza nell’Unione e le prospettive delle nuove generazioni.

Abbiamo anche affrontato – come il Presidente Macron ha ricordato – il tema dell’Agenda europea. Francia e Italia condividono la visione dell’Unione, del suo futuro e anche del ruolo che deve svolgere la Conferenza sul Futuro dell’Europa, che non è un’occasione burocratica o un passaggio occasionale, è un’occasione storica offerta ai Paesi dell’Unione per disegnare nuovamente, in maniera adeguata al tempo che abbiamo di fronte, una condizione efficiente dell’Unione europea per essere protagonista nella comunità internazionale.

Tutto questo richiede – e Francia e Italia lo condividono – un progetto, che nasca dalla Conferenza, di rinnovamento e di riforme dell’Unione europea. Più volte il Presidente Macron ha sollecitato l’Unione ad affrontare questo tema, ed è indispensabile che venga colto questo argomento della Conferenza sul Futuro dell’Europa.

Abbiamo anche parlato dei rapporti transatlantici, della recuperata unità d’intenti transatlantica, dell’importanza degli incontri svolti a Bruxelles tra Stati Uniti e Unione europea, della collaborazione che si presenta.

Abbiamo parlato naturalmente anche di Stati che ci chiamano a responsabilità, alla collaborazione, come in Libia e nel Sahel.

Abbiamo parlato di tutto quello in cui Francia e Italia si ritrovano insieme avvertendo l’importanza di svolgere un ruolo che sia di pace, di collaborazione, di crescita per quanto riguarda il futuro non soltanto dell’Europa ma anche delle regioni intorno all’Europa.

Siamo circondati da aree di crisi, da tensioni. L’Europa può trasferire in queste regioni vicine la sua vocazione alla pace e alla collaborazione. E in questo Francia e Italia sono certamente chiamate a collaborare, protagoniste come stanno facendo.

Ringrazio molto il Presidente Macron per questo incontro, per l’accoglienza, per le parole che mi ha riservato. Le ricambio con grande amicizia personale, con grande apprezzamento per quanto la Francia fa nell’Unione europea e nella comunità internazionale.

Grazie, Signor Presidente.

Brindisi del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella al Pranzo di Stato in occasione della Visita di Stato in Francia

 Parigi – Palazzo dell’Eliseo, 05/07/2021

Signor Presidente,

Signora Macron,

desidero innanzi tutto esprimere, anche a nome di mia figlia Laura e della delegazione che mi accompagna, i più sinceri ringraziamenti per la squisita accoglienza che ci è stata riservata qui a Parigi. Ringraziamenti che vorrei estendere a tutti coloro che hanno lavorato con grande impegno per il successo di questa visita, nonostante i limiti ancora presenti a causa della pandemia.

Serbo vivo il ricordo della sensibilità e la vicinanza dimostrate da Lei e da tutto il Governo francese al Vertice bilaterale di Napoli, il 27 febbraio del 2020, in una fase in cui il virus nel nostro Paese cominciava ad espandersi.

E’ nel nome di sentimenti saldi e radicati, fondamenta del rapporto tra la Repubblica Francese e la Repubblica Italiana, che ho accolto il Suo gentile invito a svolgere questa visita di Stato, la prima da me effettuata all’estero dopo la fine del confinamento. Una visita che intende essere segnale inequivocabile dell’eccellente stato delle nostre relazioni.

Il futuro che vogliamo costruire ci induce a fiducia e ottimismo!

Italia e Francia, Paesi tragicamente colpiti dal Covid, hanno espresso una straordinaria capacità di reazione, resa possibile dall’altissimo senso civico delle popolazioni, dal generoso spirito di sacrificio del personale sanitario e di tutti coloro che, nello Stato e nella società civile, si sono prodigati per sconfiggere questa grave insidia.

Alle vittime, ai loro familiari e a tutti coloro che ancora stanno lottando contro la pandemia va il più affettuoso e commosso pensiero.

Signor Presidente,

Come in tanti frangenti della nostra storia comunitaria, l’Unione Europea, di fronte alla responsabilità di affrontare la crisi, nell’estrema gravità della situazione, ha dimostrato di possedere le capacità di assumere decisioni storiche, quali l’acquisto e la distribuzione centralizzata dei vaccini e l’adozione di un vasto programma di sostegno alla ripresa economica, il Next Generation EU.

È stato conseguito un risultato di grande respiro, e questo grazie anche alla Sua tenacia, Signor Presidente, e alla Sua determinazione nel voler “fare squadra”.

I nostri due Paesi, in particolare, hanno operato in grande sintonia e piena unità di intenti, agendo in coerenza con i principi di solidarietà e mutua assistenza che ci hanno guidato fin dall’inizio dell’emergenza. È anche per questo nostro contributo che la risposta delle Istituzioni e dei Paesi dell’Unione è stata all’altezza degli eventi, nel segno di quella visione del futuro, alta e lungimirante, che rappresenta il lascito più prezioso dei padri fondatori dell’Europa.

Tra le indicazioni che dobbiamo trarre dai mesi bui che ci stiamo finalmente lasciando alle spalle, vi è la constatazione del carattere insostituibile della nostra cooperazione e della importanza per l’Europa del rapporto tra Roma e Parigi. Una relazione bilaterale forte per dare vigore alla missione dell’Unione Europea.

Signor Presidente,

il nostro è un rapporto che trae fondamento e forza da una relazione intensa a tutti i livelli, da quelli istituzionali alla fittissima trama che unisce e lega indissolubilmente le nostre società civili.

E le riflessioni in corso sul testo di un “Trattato per una cooperazione rafforzata” partono proprio dalla considerazione che l’intreccio di relazioni che naturalmente ci lega presenti ancora opportunità rilevantissime e tali da portare il nostro rapporto bilaterale a un livello di ulteriore e più elevata integrazione.

Francia e Italia, Paesi fondatori dell’Unione Europea, sono depositari di una storia e di un patrimonio di valori, di cultura e di civiltà sulle cui fondamenta, dopo la Seconda guerra mondiale, Monnet, Schuman, De Gasperi, insieme ad altre grandi figure di europei come Adenauer e Spaak, immaginarono di costruire una Casa comune di armonia e prosperità: la nostra, quella degli europei.

Oggi altre sfide si affacciano: il contesto internazionale evidenzia crescenti minacce alla pace ed alla stabilità del nostro Continente. Attori esterni non sempre amichevoli, crisi regionali che innescano spirali incontrollabili, cambiamento climatico che contribuisce a creare gravi crisi umanitarie, la minaccia del terrorismo infine, ci impongono una risposta coerente e determinata.

Le situazioni di conflitto che pervadono il Mediterraneo ne rappresentano una plastica testimonianza. La crisi libica, la guerra in Siria e il disagio sociale che caratterizza vari Paesi dell’area, i flussi migratori incontrollati evidenziano anche qui un diffuso bisogno di un’Europa che sappia affermarsi come interlocutore autorevole in grado di promuovere efficaci soluzioni sulla base dei propri valori fondanti.

Dobbiamo far sì che il Mediterraneo torni alla sua storica vocazione di crocevia propulsivo di civiltà fra Europa e Africa, nel segno di un moderno partenariato fra Continenti.

Per questo Francia e Italia sono ora impegnate a collaborare nella ricerca di soluzioni positive in Libia e nella delicata e complessa regione del Sahel.

Perché questo possa accadere occorre che l’Unione sia in grado di svolgere fino in fondo la propria missione di attore di equilibrio, di pace, di sviluppo, facendo valere in ogni sede utile le ragioni del multilateralismo, oggi spesso accantonate.

Una missione che presuppone un più forte profilo politico, di cui l’Unione è da tempo alla ricerca e che appare oggi più che mai indispensabile.

Soltanto insieme i popoli europei potranno diventare attori di questa straordinaria epoca di cambiamenti che stiamo vivendo.

Per questo la Conferenza sul futuro dell’Europa, che si concluderà nella prima metà del 2022 proprio nel Semestre di Presidenza francese, rappresenta una storica opportunità per affrontare, con coraggio e senza temi intoccabili, i nodi ancora irrisolti del processo di integrazione, recuperando al tempo stesso, un rapporto di piena fiducia tra Istituzioni comuni e cittadini europei e avendo sullo sfondo l’obiettivo del completamento dell’unità continentale, con l’ingresso dei Paesi dei Balcani Occidentali.

La definizione di un’idea di sovranità realmente europea, contro ogni antistorica pulsione nazionalista, è un obiettivo che non può essere disatteso per poter affrontare con la necessaria efficacia le sfide globali, a fianco di chi condivide la nostra visione e i nostri valori.

Signor Presidente,

Lei ha sempre mostrato grande sensibilità per le esigenze, i problemi e le aspettative delle nuove generazioni.

Credo quindi di interpretare anche il Suo pensiero nel sottolineare il pericolo che siano proprio i giovani a pagare il prezzo più alto di una nostra mancanza di coraggio e di iniziativa.

Dobbiamo impedire che ciò accada.

L’iniziativa per il rilancio economico post-pandemia e la Conferenza sul Futuro dell’Europa ci offrono la concreta possibilità di consegnare alla prossima generazione un continente più unito, più libero, più autorevole nella comunità internazionale.

Signor Presidente,

in un suo intervento alla rete televisiva pubblica italiana lei ha dichiarato che non c’è avventura europea senza intesa fra i nostri due Paesi.

Sono lieto di poter ribadire questa convinzione. E, con questi sentimenti e questo spirito, Signor Presidente, gentile Signora, levo il calice al Vostro benessere personale, alla prosperità della Francia, allo sviluppo delle nostre relazioni e dell’Europa tutta.

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Quirinale / Conclusa la Visita di Sergio Mattarella nella Repubblica Francese VIDEO / Cristina Adriana Botis / Redazione

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