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Giornata ictus, neurologi: “Ora un Piano nazionale anche in Italia”

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(Adnkronos) – E' la seconda causa di morte in Italia dopo le malattie ischemiche del cuore, oltre a rappresentare la prima causa di invalidità.L'ictus cerebrale, di cui oggi si celebra la Giornata mondiale, colpisce ogni anno nel nostro Paese oltre 130mila persone e si stimano in oltre 1 milione i pazienti con disabilità conseguente all'ictus.

Una patologia correlata all'età, sebbene non siano rari i casi tra i giovani, anche a causa del consumo eccessivo e crescente degli stupefacenti.Il numero di casi aumenta con l'invecchiamento, coinvolgendo in particolare gli over 65.

In alcuni casi l'ictus è preceduto da segni premonitori, i cosiddetti attacchi ischemici transitori o Tia, ovvero episodi di ischemia limitati nel tempo, caratterizzati da paresi, disturbi della parola o altri disturbi di breve durata seguiti da recupero completo.Purtroppo, però, nella maggior parte dei casi l'ictus è un evento improvviso e imprevedibile. Negli ultimi anni la cura dell'ictus, unitamente alla precocità nei soccorsi, consente di migliorare le possibilità di cura immediata e di ridurre il rischio di invalidità permanente.

Per questo occorre fare molta attenzione ad alcuni segnali, come la paresi improvvisa di una gamba o di un braccio con perdita di forza, il calo della vista, un'improvvisa difficoltà nel parlare.In questo caso il tempo è fondamentale ed è importante raggiungere quanto prima un pronto soccorso per iniziare terapie trombolitiche.

In Italia sono attive in tutte le regioni le Reti Stroke che vedono coinvolte le neurologie dei diversi ospedali, presso cui sono presenti équipe dedicate alla presa in carico delle fasi acute e subacute degli ictus. "In occasione della Giornata mondiale dell'ictus cerebrale, la Sin ribadisce l'importanza della neurologia, così come la necessità di avere anche nel nostro Paese un 'Piano nazionale dell'ictus' che consenta di effettuare diagnosi e trattamenti tempestivi, anche a distanza mediante la telemedicina, in tutto il territorio nazionale e che eviti ospedalizzazioni inappropriate o trattamenti inefficaci", dichiara il presidente della Società italiana di neurologia, Alessandro Padovani.  "A testimonianza dell'importanza dei fattori di rischio e della concreta possibilità di una prevenzione in coerenza con il Piano nazionale One Health – sottolinea Padovani – negli ultimi anni vi è stata una riduzione dell'incidenza ovvero dei numeri di casi per anno.Quando invece i sintomi si manifestano in maniera acuta, è fondamentale raggiungere quanto prima un pronto soccorso per iniziare terapie trombolitiche.

In Italia sono attive in tutte le regioni le Reti Stroke che vedono coinvolte le neurologie dei diversi ospedali presso le quali sono presenti équipe dedicate alla presa in carico delle fasi acute e subacute degli ictus". La Sin, unitamente alla Italian Stroke Association, quest'anno ha voluto inserire la Giornata mondiale dello Stroke tra le iniziative mirate a promuovere il proprio impegno nell'ambito della campagna One Brain, One Health a favore della salute del cervello. "Il nostro impegno – conclude Padovani – è quello di sostenere sempre iniziative di informazione e di conoscenza sull'ictus cerebrale, nella speranza che il nostro Paese sia presto all'avanguardia nella lotta contro tutte le malattie del cervello".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Consulta, ancora stallo nel centrodestra: verso nuova fumata nera

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(Adnkronos) – Alla Camera domani si prospetta una nuova, l'ennesima, fumata nera sulla Consulta.Si tratterebbe del nono nulla di fatto del Parlamento in seduta comune: l'ultimo risale all'8 ottobre scorso quando le opposizioni non parteciparono al voto per sventare il blitz – così lo definirono – del centrodestra su Francesco Saverio Marini.

A quanto si apprende da fonti parlamentari, per la nomina del giudice della Corte costituzionale, prevista nel pomeriggio a Montecitorio alle 16.30, si dovrà attendere ancora.  A meno di 24 ore dallo scrutinio, non sarebbe arrivato ai parlamentari del centrodestra nessun 'alert' con obbligo di presenza in Aula e nessuna indicazione sul nome da scrivere sulla scheda: un chiaro segnale che non c'è alcuna intenzione, per ora, di chiudere la partita perché mancano i numeri per raggiungere il quorum richiesto.Molti scommettono che la maggioranza domani mattina opterà per scheda bianca.  
Né tantomeno sono arrivati segnali alle opposizioni. "A ieri non c'era ancora nessuna novità", hanno fatto sapere fonti parlamentari dem.

Insomma nessun nome sul tavolo da parte della maggioranza per avviare quel confronto previsto dalla Costituzione, come Elly Schlein rimarcò in occasione dell'ultima fumata nera, che impone una maggioranza qualificata per l'elezione del giudice.  Al momento, dunque, nessuna novità.Sebbene qualcosa potrebbe ancora muoversi tra stasera e domattina.

L'impressione però non è questa.Anzi, secondo gli ultimi boatos, visto che il centrodestra ancora non avrebbe trovato un'intesa per colmare il posto vacante lasciato dall’ex presidente della Consulta Silvana Sciarra, prende sempre di più quota l'ipotesi di un rinvio a dicembre quando saranno in scadenza altri tre giudici costituzionali di nomina parlamentare: Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti (il primo è il presidente e gli altri sono i suoi vice).  In questo modo si arriverebbe a una nomina 'a pacchetto': tre nomi al centrodestra, uno alle opposizioni.

In pole per la maggioranza resta sempre Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico di Palazzo e vicino a Giorgia Meloni e avrebbe buone chance pure Carlo Diodato.I giudici che compongono la Corte costituzionale sono quindici e tra loro viene eletto il presidente: è ormai da circa un anno, quindi, che la Consulta sta lavorando a ranghi ridotti, con 14 componenti. E sembra non sbloccarsi neanche la questione della Giunta per le Autorizzazioni dove va eletto un nuovo presidente, dopo le dimissioni di Enrico Costa.

La seduta, ormai la terza, è fissata per domani alle 15 e per la terza volta di seguito sembra che si andrà a vuoto per l'Aventino – in questo caso – della maggioranza.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Debacle azzurra a Parigi: Musetti, Berrettini e Arnaldi eliminati a Bercy

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(Adnkronos) –
Debacle azzurra a Parigi.Nella giornata in cui Jannik Sinner ha annunciato il ritiro dal torneo, dovuto a un virus, dal Masters 1000 di Parigi-Bercy, tutti gli italiani in tabellone sono stati eliminati al primo turno del torneo.

Lorenzo Musetti, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi sono stati sconfitti rispettivamente da Jan-Lennard Struff, Alexei Popyrin e Holger Rune.Flavio Cobolli invece, che avrebbe dovuto affrontare oggi Richard Gasquet, si è ritirato a causa di un problema alla spalla. Apre la giornata nera degli azzurri Lorenzo Musetti, che scende in campo da favorito contro il tedesco Jan-Lennard Struff.

Il match però è più complicato del previsto e il toscano viene battuto in due set con il punteggio di 6-4, 6-2.Ora Struff sfiderà al prossimo turno il francese Arthur Fils.

A seguire è Matteo Berrettini a deludere contro l'australiano Alexei Popyrin, già sconfitto in entrambi i due precedenti.La partita è molto combattuta e si conclude a favore di Popyrin in due set con il punteggio di 7-5, 7-6.

L'australiano affronterà nel prossimo turno Daniil Medvedev. Eliminato anche Matteo Arnaldi, numero 38 del mondo, che cede al danese Holger Rune, numero 13 del ranking Atp e del seeding, con il punteggio di 6-4, 6-4 in un'ora e 28 minuti.Per il danese, nel prossimo turno, c'è la sfida a Aleksandr Bublik.

Con la sconfitta di Arnaldi tutti gli italiani sono quindi fuori dal tabellone di Parigi-Bercy. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manchester United, i candidati per la panchina: favorito Amorim, poi De Rossi e Allegri

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(Adnkronos) – Daniele De Rossi o Massimiliano Allegri all'Old Trafford?Si è chiusa dopo due anni e mezzo l'avventura di Erik ten Hag sulla panchina del Manchester United, esonerato nei giorni scorsi.

Il regno del tecnico olandese, arrivato con grandi aspettative dall'Ajax, ha avuto più ombre che luci, nonostante i due trofei vinti.Tanti, troppi i milioni spesi sul mercato per non essere stabilmente tra le prime quattro in Premier, posizioni che garantiscono l'accesso alla Champions League, o per non lottare per il titolo. Per ora i Red Devils hanno optato per la soluzione interna, promuovendo Ruud Van Nistelrooy ad allenatore della prima squadra.

Difficile però che l'ex attaccante del Real Madrid venga confermato fino al termine della stagione, ed ecco perché in Inghilterra si è scatenato il toto allenatore, che ha coinvolto anche alcuni tecnici italiani. 
Ruben Amorim sembra essere al momento il favorito per succedere a Ten Hag sulla panchina del Manchester United.L'attuale allenatore dello Sporting Lisbona ha già avuto i primi contatti con i Red Devils, ma la società portoghese non vorrebbe perderlo a stagione in corso.

Amorim, che ha vinto due campionati alla guida dello Sporting, era anche uno dei candidati per la panchina del City, in caso di partenza di Guardiola.Ora però è in pole position per quella dello United e una prima risposta è attesa già nelle prossime ore. Tra i tanti nomi che stanno rimbalzando dall'Inghilterra ce ne sono anche alcuni che la Serie A conosce bene.

Daniele De Rossi, ex allenatore della Roma ancora in corsa per tornare a Trigoria in caso di esonero di Juric, ha deciso di cambiare agente per aprirsi al mercato estero e Fali Ramadani coltiva rapporti privilegiati proprio con i club di Premier League, United compreso.In attesa di una chiamata c'è anche Massimiliano Allegri, già accostato allo United negli anni scorsi e separatosi dalla Juventus la scorsa estate. Mantengono quota anche le ipotesi Solskjaer, già tecnico dei Red Devils con alterne fortune dal 2019 al 2021, Xavi, ex allenatore del Barcellona, e soprattutto Zidane, il grande sogno dei tifosi dello United, ancora libero dopo l'addio al Real Madrid.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Girelli (Pd): “Farmaci automedicazione indispensabili per patologie minori”

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(Adnkronos) – "Il Servizio sanitario nazionale ha bisogno di una trasformazione, perché è chiaro che i bisogni aumentano e le risorse sono quelle che sono, si fa fatica a reperirne di nuove, o forse manca anche la volontà di farlo.Sta di fatto che l'automedicazione diventa uno strumento indispensabile, perché permette al cittadino di potersi curare per le patologie minori senza dover afferire a quelli che sono i servizi sanitari strutturati.

Ma per poterlo fare deve essere informato.Ecco che allora le farmacie, presenti anche nelle zone più periferiche, nelle zone montane, sono il riferimento su cui bisogna puntare.

Il farmacista, con la sua conoscenza, la sua familiarità con le persone, è la persona che più di altre può indurre, educare a usare l'automedicazione".Lo ha detto all'Adnkronos Salute Gian Antonio Girelli (Pd), membro della Commissione Affari sociali della Camera, in occasione dell'incontro 'La trasformazione in atto del Ssn – L'impegno del settore dell'automedicazione per la sanità territoriale', promosso da Federchimica-Assosalute oggi a Roma. "La politica deve essere consapevole di questo valore aggiunto che deve mettere nel sistema, che non sostituisce chiaramente il servizio nel suo insieme, nelle massime specializzazioni, negli ospedali, nei poliambulatori, nella specialistica, ma semplicemente lo accompagna e lo avvicina – conclude Girelli – E deve investire sulle farmacie e sulla comunicazione e la formazione del cittadino, oltre ad intervenire sul mercato per fare in modo che tutti i farmaci, senza bisogno di prescrizione medica, possano essere messi a disposizione e possono essere conosciuti e utilizzati da tutti i cittadini". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Murelli (Lega): “Farmacie e medici di medicina generale centrali per italiani”

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(Adnkronos) – "In un sistema sanitario che deve essere innovato e rinnovato, è importante riflettere sui numeri.La ricerca condotta da Swg per Assosalute ci dimostra che i cittadini hanno fiducia nelle farmacie e nei medici di medicina generale.

Sono loro il primo punto primo di contatto per i cittadini, ovunque essi si trovano sul territorio nazionale".Lo ha detto all'Adnkronos Salute la senatrice Elena Murelli (Lega), capogruppo in Commissione Affari sociali del Senato, in occasione dell'incontro 'La trasformazione in atto del Ssn – L'impegno del settore dell'automedicazione per la sanità territoriale', promosso da Federchimica – Assosalute oggi a Roma. "Le farmacie – sottolinea Murelli – sono un presidio importante nelle montagne e nelle colline, per esempio, soprattutto per gli anziani.

I medici di medicina generale sono sicuramente quelli che hanno un punto di vista più credibile e che possono dare un supporto.Ecco quindi che va rafforzata sempre di più la medicina territoriale, ripensando di andare a snellire le procedure per poter diminuire quello che è il lavoro nei pronto soccorso, visto la carenza di medici e infermieri, visto anche le liste d'attesa troppo lunghe". E sull'impiego dei farmaci di automedicazione "conosciuti dal 70% degli italiani" come evidenzia la ricerca, "è importante promuovere un'educazione e una maggiore informazione sull'utilizzo di questi farmaci e allo stesso tempo potenziare il ruolo dei farmacisti sul territorio, permettendo loro di svolgere quelle analisi semplici che possono essere condotte all'interno delle farmacie stesse", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Sassuolo: Finale (2 – 2 32′ Pierini, 37′ Maistro, 58′ Pierini, 59′ Adorante)

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La Serie B torna a infiammare lo stadio Menti di Castellammare di Stabia con il match tra Juve Stabia e Sassuolo, valido per l’undicesima giornata del campionato di Serie B 2024-2025.

 

I padroni di casa, guidati da Guido Pagliuca, vogliono riscattare la sconfitta interna nella precedente gara casalinga contro la Cremonese per conquistare punti fondamentali per l’obiettivo salvezza.Tutti a disposizione per Mister Pagliuca ad eccezione di Morachioli ancora fermo ai box.

 

Dall’altra parte, il Sassuolo di Fabio Grosso arriva a Castellammare con l’obiettivo di proseguire la sua positiva striscia di risultati fatta di 1 pareggio e 5 vittorie consecutive.Non sarà della partita Boloca con Berardi sulla strada del pieno recupero che partirà ancora dalla panchina.

 

Circa una ventina i tifosi provenienti da Sassuolo mentre per il Menti si registra ancora il sold out della Curva Sud.

Arbitro

A dirigere la partita sarà Davide Ghersini della sezione di Genova, coadiuvato da Dario Cecconi di Empoli e da Mattia Politi di Lecce.Il quarto ufficiale sarà Giuseppe Rispoli di Locri.Al VAR ci sarà Antonio Di Martino di Teramo, con Antonio Rapuano di Rimini da AVAR.

Tabellino:

Juve Stabia (3-4-2-1): Thiam; Ruggero, Varnier, Bellich; Floriani Mussolini (81′ Baldi), Leone (67′ Meli), Buglio, Rocchetti (81′ Rocchetti); Pierobon, Maistro (74′ Candellone), Adorante (74′ Artistico).

 

A disposizione: Matosevic, Folino, Gerbo, Zuccon, Mosti, Piovanello, Piscopo.

 

Allenatore: Pagliuca

Sassuolo (4-3-3): Moldovan; Toljan, Odenthal, Muharemovic, Doig (19′ Pieragnolo); Obiang, Lipani (57′ Ghion, 67′ Iannoni), Thorstvedt; Pierini, Moro (57′ Mulattieri), Volpato (45′ Laurienté).

 

A disposizione: Satalino, Romagna, Miranda, Caligara, Paz, Russo, Berardi.

 

Allenatore: Grosso

Arbitro: Davide Ghersini

Primo Assistente: Dario Cecconi di Empoli

Secondo Assistente Mattia Politi di Lecce.

 

Quarto ufficiale: Giuseppe Rispoli di Locri.

 

VAR: Antonio Di Martino di Teramo

AVAR: Antonio Rapuano di Rimini

Marcatori:

Angoli: 2 – 4

Ammoniti: 65′ Pierini, 77′ Grosso

Espulsi: Nessuno

Recupero: 2 min.p.t. – 6 min s.t.Note: Terreno in erba sintetica. 20 i tifosi provenienti da Sassuolo.Spettatori Totali: 4.589 di cui 2560 paganti (20 settore ospiti) e 2029 abbonati

Incasso di 59.670,28 euro di cui 35.672,00 (paganti) e 23.998,28 rateo abbonati

PRIMO TEMPO

Parte forte il Sassuolo che mette pressione alla Juve Stabia che nei primi minuti non riesce a riversarsi nella metà campo avversaria.

 

Al 9′ la Juve Stabia si affaccia nella metà campo del Sassuolo con un azione di contropiede: Maistro serve Pierobon che si lancia verso l’area avversaria ma poi la sua conclusione risulta abbondantemente imprecisa.

 

Al 17′ ancora Juve Stabia con Mussolini che, su passaggio di Maistro, se ne va sulla fascia si libera di Doig che si infortuna e per poco non riesce a superare Moldovan

Al 19′ Tiro da fuori area di Buglio che impegna Moldovan alla deviazione in angolo

Al 19′ Nel Sassuolo esce Doig infortunato ed entra Pieragnolo

Al 32′ errore della Juve Stabia e il Sassuolo passa in vantaggio: su un cross di Volpato indecisione di Thiam e Pierini ne approfitta per il vantaggio ospite.

 

Al 37′ La Juve Stabia pareggia: Tacco di Adorante in area per Pierobon che appoggia per Leone che gira sulla sinistra per Maistro che batte Moldovan.

 

Il direttore di gara concede 2 minuti di recupero.

 

Il Primo tempo finisce in parità.

 

SECONDO TEMPO

Nel Sassuolo esce Volpato ed entra Laurientè

Al 57′ Per il Sassuolo entra Ghion per Lipani e Mulattieri per Moro

Al 58′ Sasssuolo in vantaggio: Muharemovic lancia per Pierini che entra in area e incrocia sotto la traversa dove Thiam non può arrivare.

 

Al 59′ Risponde subito la Juve Stabia con Adorante che riceve un lancio lungo di Ruggero e in spaccata supera Moldovan per la gioia del pubblico.

 

Al 67′ la Juve Stabia sostituisce Leone con Meli, mentre il Sassuolo sostituisce Ghion con Iannoni.

 

Al 74′ La Juve Stabia sostituisce Maistro per Candellone e Adorante con Artistico

Al 81′ La Juve Stabia sostituisce Mussolini con Baldi e Rocchetti con Fortini

Al 82′ Juve Stabia vicina al vantaggio: Candellone calcia verso la porta Moldovan respinge sulla palla si avventa Artistico che colpisce la base del palo alla destra del portiere ospite.

 

Il Direttore di gara concede 6 minuti di recupero.

 

La gara finisce in parità con tanto rammarico per le Vespe che hanno dominato in campo contro una formazione che lo scorso anno era in serie A e che conta giocatore fortissimi per la categoria.

Sanità, Pirro (M5S): “Nonostante criticità Ssn promosso da maggior parte italiani”

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(Adnkronos) – "La ricerca di Swg per Assosalute presentata oggi dimostra che, nonostante alcune criticità non trascurabili, la maggior parte degli italiani ha ancora una grande fiducia nel sistema sanitario nazionale, nei propri medici di medicina generale e nelle farmacie territoriali con cui si interfacciano quotidianamente.Questo è importante e fa capire il ruolo sempre maggiore che deve avere la medicina territoriale nella sanità del futuro per consentire di raggiungere più in fretta e meglio i cittadini".

Lo ha detto all'Adnkronos Salute la senatrice Elena Pirro (M5S), in occasione dell'incontro 'La trasformazione in atto del Ssn – L'impegno del settore dell'automedicazione per la sanità territoriale', promosso da Federchimica-Assosalute oggi a Roma. "Per questo motivo – sottolinea – bisognerebbe potenziare i servizi territoriali e quelli che possono fornire le farmacie soprattutto fuori dalle grandi città, nelle aree marginali, laddove il Ssn è lontano dai cittadini.In tutto questo hanno un importante ruolo anche i farmaci da automedicazione, i cosidetti farmaci da banco, che sempre più cittadini conoscono e sanno come utilizzare e che possono avere un ruolo importante per mantenerci in salute e rimediare a piccoli disagi senza alcun bisogno di una ricetta medica.

Ciò – rimarca Pirro – consente di portare la sanità sempre più vicina al cittadino, uno dei primi obiettivi del Pnrr per uscire dalla dinamica ospedale-centrica che c'è stata nel passato e che tante criticità ha manifestato durante la pandemia". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, ricerca Assosalute: italiani soddisfatti di farmacie e medici famiglia

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(Adnkronos) – In uno scenario di trasformazione del Servizio sanitario nazionale e necessità di salvaguardare il diritto universale alla salute, quasi il 90% degli italiani ritiene importante aiutare le persone a essere maggiormente consapevoli della propria salute, sensibilizzando i cittadini anche sulle possibili soluzioni di cura per evitare abusi, sprechi di risorse e accessi impropri al sistema pubblico.Il 70% degli italiani è in grado di identificare il bollino rosso sorridente che contraddistingue i farmaci da banco e 2 italiani su 3 sanno che i farmaci di automedicazione non necessitano di prescrizione medica.

E' quanto emerge dalla ricerca condotta da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, in collaborazione con l'Istituto di ricerca Swg, presentata oggi durante un confronto tra gli esponenti delle forze politiche e i vertici delle categorie professionali di medici e farmacisti e di rappresentanza dei cittadini.  La ricerca, in continuità con quella svolta nel 2022 – riporta una nota – analizza le abitudini di cura degli italiani e il loro il rapporto con i medicinali di automedicazione, nonché il ruolo cruciale dei professionisti sanitari di prossimità nel favorire una sanità territoriale più sostenibile e accessibile ai cittadini.Gli italiani risultano, ancora una volta, ampiamente soddisfatti dei servizi offerti da farmacie e medici di famiglia con un gradimento elevatissimo e generalizzato.

Medici di medicina generale e farmacisti restano i primi interlocutori di salute sul territorio, a partire proprio dai più comuni disturbi di salute: le farmacie si confermano presidi sanitari diffusi e capillari e, in molti casi, rappresentano un fondamentale hub informativo per orientarsi tra i servizi e le prestazioni sanitarie possibili e per risolvere malanni quotidiani, mentre il medico di famiglia resta una figura chiave, un riferimento costante per la malattia e la cura delle famiglie italiane. Questi alcuni degli spunti approfonditi durante la tavola rotonda 'La trasformazione in atto del Ssn: l'impegno del settore dell'automedicazione per la sanità territoriale', promossa da Assosalute, in cui sono intervenuti Fiorenzo Corti, vicesegretario nazionale di Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale); Claudio Cricelli, presidente emerito Simg (Società italiana medicina generale e cure primarie); Marco Cossolo, presidente di Federfarma; Michele Pellegrini Calace, tesoriere di Federfarma; Eugenio Leopardi, presidente di Utifar; Andrea Mandelli, presidente di Fofi (Federazione Ordini farmacisti italiani); Anna Lisa Mandorino, segretario generale di Cittadinanzattiva; Gian Antonio Girelli, membro della Commissione Affari sociali della Camera; Elena Murelli, capogruppo in Commissione Affari sociali del Senato, ed Elisa Pirro, capogruppo in Commissione Bilancio al Senato. La ricerca indica una buona conoscenza della popolazione riguardo alle caratteristiche e all'uso appropriato dei farmaci da banco, evidenziando quanto l'educazione sanitaria sia importante per promuovere una corretta gestione della propria salute.E il settore dei farmaci di automedicazione – secondo gli esperti – potrà assumere in futuro un'importanza crescente, promuovendo un approccio alla salute e all'uso dei medicinali più autonomo e consapevole da parte dei cittadini.

In una sanità in evoluzione, il ricorso a questi farmaci rappresenta così una soluzione concreta per ridurre la pressione sul sistema, contribuendo alla sostenibilità del nostro Ssn.  "Da questo scenario – afferma Michele Albero, presidente di Federchimica Assosalute – emerge con chiarezza un quadro dove il territorio esprime un potenziale reale di assistenza che può davvero contribuire a un Servizio sanitario nazionale più capace nel dare risposte di cura appropriate e tempestive là dove queste si manifestano.Questo può avvenire anche grazie a un approccio più maturo delle persone nelle scelte di salute e cura di disturbi lievi, grazie anche al supporto, dimostratosi ancora una volta irrinunciabile, di farmacisti e medici di famiglia.

Occorre quindi favorire lo sviluppo di modelli di presa in carico da parte dei referenti territoriali, per un equo accesso alle cure e prossimità dell'assistenza; incrementare le campagne di informazione e educazione al cittadino sui temi della salute, così da accrescere la cultura sanitaria del Paese; e, non da ultimo, favorire un appropriato allargamento dell'offerta di farmaci di automedicazione per rispondere in modo appropriato alla crescente responsabilità dei cittadini nelle decisioni che riguardano la propria salute, contribuendo, al contempo, a una maggiore sostenibilità del sistema pubblico". "E' necessario un patto trasversale tra protagonisti del settore sanitario in senso ampio.In questo rientra il sistema sanitario nazionale, con tutti i suoi pregi e difetti, il cittadino/utente, i medici di medicina generale e le farmacie.

Dobbiamo potenziare gli aspetti sinergici e smussare le criticità", commenta la senatrice Pirro. "E' fondamentale promuovere un'informazione efficace tra i cittadini, affinché comprendano l'importanza della prevenzione, dei vaccini e dell'uso consapevole dei farmaci – sottolinea Girelli – Solo attraverso una sinergia tra i professionisti della salute, il terzo settore e le amministrazioni locali possiamo garantire che queste risorse siano accessibili a tutti, in particolare alle fasce più vulnerabili della popolazione.La vera trasformazione del nostro sistema sanitario deve rispettare i principi dell'articolo 32 della Costituzione, mettendo sempre al centro la salute e il benessere collettivo".  Il nostro sistema sanitario "necessita di una riforma che consideri realmente il cittadino e il suo primo punto di contatto: le farmacie e i medici di medicina generale.

Queste figure sono cruciali – ricorda Murelli – specialmente nelle aree interne, dove spesso sono l'unico riferimento immediato per chi ha bisogno di un consiglio o di un supporto.Abbiamo bisogno di strumenti come il Fascicolo sanitario elettronico nazionale, che renda accessibili tutte le informazioni del paziente, e di un potenziamento della medicina di prossimità.

Solo così possiamo alleggerire le liste d'attesa e creare un servizio davvero universale e accessibile a tutti".  La pandemia "ha ulteriormente dato risalto al ruolo del farmacista, da sempre riconosciuto dai cittadini, ma anche all'interno del dibattito politico-istituzionale come presidio di prossimità per la salute dei cittadini – commenta Mandelli – La crescente attenzione alla salute e alla qualità della vita si è accompagnata a una vera e propria 'esplosione' di informazioni, che spesso risultano confuse o contraddittorie.Il nostro compito oggi è fare chiarezza, offrendo ai cittadini un punto di riferimento solido e affidabile, non solo per guarire, ma per migliorare la propria salute e prevenire le malattie.

Con medici, infermieri e tutti i professionisti della salute, lavoriamo per rispondere in modo integrato e concreto ai bisogni della popolazione". "C'è un grande bisogno di alfabetizzazione sanitaria.E' molto positivo che, dopo il Covid, i cittadini siano più attenti ai loro percorsi di salute e abbiano maggiore consapevolezza sull'uso responsabile dei farmaci – rimarca Mandorino – C'è comunque ancora tanto da fare per accrescere consapevolezza ed informazione, ad esempio nell'ambito del corretto uso degli antibiotici, per contrastare in particolare l'antimicrobico resistenza.

Per questo la collaborazione con Assosalute è fondamentale".  "La nostra missione è formare le nuove generazioni di medici, capaci di unire le informazioni acquisite con un'esperienza clinica pratica – dice Cricelli – E' urgente una riforma profonda del sistema sanitario, poiché non possiamo più rimandare una revisione globale.Dobbiamo prepararci ad affrontare una demografia in cambiamento: entro il 2050, le persone anziane rappresenteranno una fetta sempre più ampia della popolazione.

E' fondamentale ripensare il sistema sanitario oggi, per garantire un futuro sostenibile e adeguato alle esigenze delle prossime generazioni".Corti ricorda che "la carenza di medici di medicina generale è un problema che attraversa tutta l'Europa, con professionisti che cercano opportunità all'estero.

E' cruciale non solo attrarre nuovi talenti, ma anche creare un sistema sanitario stabile e sostenibile, in cui la prossimità e l'accessibilità e la libera scelta del cittadino siano priorità.In Italia la diminuzione della soddisfazione per l'assistenza medica di prossimità e il calo nei posti di formazione evidenziano la necessità di ripensare la professione, affinché i cittadini possano scegliere il proprio medico di fiducia e non sentirsi obbligati a una scelta senza alternative".  "Studi recenti, come quello di Swg, confermano una popolazione sempre più consapevole della propria salute e dei farmaci di automedicazione, con un alto livello di fiducia nelle farmacie.

E' significativo che le farmacie siano distribuite capillarmente su tutto il territorio nazionale, anche nelle aree economicamente meno vantaggiose, grazie al sistema della pianta organica, spesso frainteso ma fondamentale per garantire l'accesso ai servizi.Un altro dato rilevante – conclude Pellegrini Calace – è l'87% degli utenti che indicano una farmacia di fiducia, elemento che rafforza il ruolo di vicinanza e affidabilità delle farmacie per le nostre comunità".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Albero (Assosalute): “Farmaci da banco fondamentali per sostenibilità Ssn”

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(Adnkronos) – "I risultati dell'indagine che ha condotto Swg per Assosalute sulla cultura e sulla diffusione dei farmaci di automedicazione evidenziano come il ruolo di questi farmaci sia fondamentale per la salute del cittadino.I farmaci di automedicazione possono aiutare a curare piccoli disturbi e patologie non gravi, garantendo anche una maggiore sostenibilità del Ssn".

Lo ha detto all'Adnkronos Salute il presidente di Federchimica -Assosalute Michele Albero, in occasione dell'incontro 'La trasformazione in atto del Ssn – L'impegno del settore dell'automedicazione per la sanità territoriale', promosso da Federchimica-Assosalute oggi a Roma.  Assosalute "rappresenta il 70% delle aziende del comparto che producono farmaci di automedicazione, i farmaci senza obbligo di prescrizione.E quello che facciamo è lavorare per promuovere una cultura, un'informazione sull'automedicazione che deve essere responsabile.

Quindi l'obiettivo di Assosalute è far sì che sempre più persone li possano utilizzare, in una fase iniziale in cui presentano malanni invernali/stagionali, per evitare che possano andare incontro ad ulteriori complicazioni". E sulla collaborazione tra medici di famiglia e farmacisti, Albero non ha dubbi: "Assosalute è da sempre impegnata per rafforzare la sinergia tra i medici di medicina generale e i farmacisti, quindi la medicina del territorio.Ruoli, come evidenzia l'indagine, che riscontano un'ampia fiducia da parte del cittadino/paziente.

Quindi queste due figure sono fondamentali in un'ottica di primo presidio di salute, in un'ottica di sanità territoriale", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Municipio I Roma, 6 nuove convenzioni per Case Sociali delle Persone Anziane e del Quartiere

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(Adnkronos) – Il Municipio I Centro di Roma Capitale ha sottoscritto oggi sei convenzioni per la gestione delle Case Sociali delle Persone Anziane e del Quartiere (CSAQ), un progetto che mira a promuovere l’inclusione sociale, il benessere e la partecipazione attiva degli anziani sul territorio.La firma delle convenzioni è avvenuta presso la sede municipale di Via Luigi Petroselli, con la presenza di tutte le Associazioni di Promozione Sociale: Casa dei Cocci APS (Testaccio), Le Quattro Colonne APS (Ponte), Giorgio Perlasca APS (Sabotino), Spazio delle Diverse Età APS (Trastevere), Il Trifoglio APS (San Saba), La Casa dell’Amicizia APS (Esquilino). “Il I municipio -commenta la Presidente Lorenza Bonaccorsi – è il territorio con più anziani, dobbiamo lavorare sempre di più con i CSAQ per il benessere dei nostri residenti.

I centri, situati in diversi quartieri, favoriranno la socializzazione e la qualità della vita degli anziani, offrendo spazi sicuri e iniziative che ne valorizzano capacità e autonomia, sostenendo al contempo l’interazione tra generazioni.Saranno inoltre disponibili -conclude Bonaccorsi- servizi di informazione sui temi sociali e sanitari, con l’obiettivo di orientare e supportare gli anziani del territorio”. Queste convenzioni, sviluppate ai sensi della DAC n. 103 del 25 maggio 2023, affidano la gestione delle CSAQ a ciascuna APS, che organizzerà attività culturali, ricreative, intergenerazionali e di supporto sociale a favore degli iscritti.

L’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio I Claudia Santoloce ha commentato: “La firma di queste convenzioni rappresenta un importante traguardo per Roma Capitale nella tutela e valorizzazione degli anziani, confermando l’impegno dell’amministrazione verso un invecchiamento attivo e dignitoso per tutti i cittadini”.L’iniziativa è parte di una strategia più ampia per promuovere l'inclusione sociale delle persone anziane e sarà sostenuta da fondi municipali destinati alla copertura delle spese di gestione ordinaria.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Chi l’ha visto?’, i casi della puntata di domani

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(Adnkronos) – L'incredibile storia di Luciano: esce dal lavoro, viene investito e quando si riprende non ricorda più gli ultimi quarant'anni della sua vita.Non riconosce i figli e non sa chi è.

La sua testimonianza sarà proposta da Federica Sciarelli a 'Chi l'ha visto?', in diretta domani alle 21.20 su Rai 3.  E poi il braccialetto elettronico per salvaguardare le donne da mariti o compagni violenti: è uno strumento utile?Funziona davvero?

Come si è risolta la storia di Tiziana che, nonostante l'ex marito abbia il braccialetto, ha paura di uscire di casa per andare al lavoro a poche centinaia di metri?  
Il caso di Riccardo, poi, il ragazzo che ha lasciato la sua macchina presso la diga del Furlo ed è scomparso.I genitori ricevono telefonate da sciacalli che chiedono soldi per dare informazioni e altre con urla e lamenti.

E come sempre gli appelli, le richieste di aiuto e le segnalazioni di persone in difficoltà. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte 13enne, Loredana Lecciso: “C’è troppa violenza, anche la musica di oggi non aiuta”

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(Adnkronos) – "Il vero problema siamo noi genitori, che dovremmo farci un esame di coscienza.Ma anche la scuola e le istituzioni", così Loredana Lecciso commenta, da mamma di tre ragazzi, l'ultimo caso di cronaca nera che vede coinvolti dei giovanissimi: quello di Aurora, la 13enne di Piacenza morta dopo essere precipitata dal settimo piano del suo palazzo per il quale è stato fermato il fidanzato 15enne della ragazzina, già indagato a piede libero per omicidio volontario. "I ragazzi di oggi – dice Lecciso – non abitano in una bellissima società: non hanno la possibilità di vivere un'adolescenza serena come quella che mediamente ha vissuto la mia generazione".  Un contributo alla violenza – sottolinea Lecciso – "arriva anche dal fenomeno dell'emulazione, per esempio attraverso la musica di oggi che non amo.

Prima al centro delle canzoni c'era l'amore, ora violenza e parolacce.E questo non è di aiuto, come non lo sono i social", fa notare Lecciso, che sente di "non essere una mamma perfetta e ho i miei sensi di colpa.

Ma tutti i giorni cerco di essere vicina ai miei figli (Yasmine Carrisi, Brigitta Cazzato, Albano Carrisi Jr.) trasmettendo loro dei valori.E per quanto una famiglia possa essere forte, non è facile perché le distrazioni che arrivano dall'esterno". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tredicenne morta, la criminologa Bolzan: “Ragazzi incapaci di gestire emozioni”

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(Adnkronos) – Assenza di empatia, frustrazione, incapacità di usare la parola come filtro delle emozioni, un mix che può sfociare in comportamenti violenti se non subentra un'autoregolazione emotiva.E' il punto di vista della psicologa e criminologa Flaminia Bolzan, che, intervistata dall'Adnkronos, interviene dopo il fermo del 15enne, indagato per la vicenda di Aurora, la sua ex fidanzata di 13 anni morta precipitando dal terrazzo del suo palazzo.  Secondo l'esperta, "in base alle prime informazioni che ci arrivano dai media" siamo in presenza di uno di quei casi "in cui potrebbe esserci una incapacità – tra l'altro sempre più diffusa tra i giovani – di processare e autoregolare le emozioni attraverso la parola, ovvero le emozioni vengono sostanzialmente 'agite' perché non vengono innanzitutto riconosciute".

Quel che si può osservare nei casi in cui c'è assenza di empatia "è il non saper accettare la libertà dell'altro e, in mancanza di risposte alle proprie sollecitazioni, la conseguente frustrazione che, se non adeguatamente regolata, viene agita in maniera aggressiva nei confronti dell'oggetto che si percepisce come l'origine di questo sentimento negativo". "In un'età in cui le relazioni dovrebbero essere caratterizzate da spensieratezza, da serenità, colpisce quando si sente parlare di maltrattamenti.E allora è giusto porsi della domande, capire se si tratti di un comportamento isolato", dice la criminologa riferendosi al video in cui l’ex fidanzato la picchia e strattona alla stazione del bus.  Cosa serve? "Oggi occorre un maggiore ascolto verso i nostri ragazzi, entrare più a fondo nel loro mondo interiore, in famiglia come a scuola – ragiona la criminologa – Così come serve un'osservazione più attenta verso loro azioni e comportamenti che non vanno mai banalizzati o liquidati come 'ragazzate'.

Dialogo con i ragazzi e tra famiglie e scuola, non opposizione in cui ognuno si rimpalla le responsabilità di ciò che succede.L'educazione all'affettività?

Può produrre dei risultati positivi nel momento in cui non sia solo l'ennesimo 'spiegone'.Quindi più che teoria, attività laboratoriali".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Itinerari Previdenziali, in 2023 +6,3% Irpef ma 45% italiani non ha reddito ed è a carico

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(Adnkronos) – Il totale dei redditi prodotti nel 2022 e dichiarati nel 2023 ai fini Irpef è ammontato a 970 miliardi, per un gettito Irpef generato – al netto di Tir (Trattamento integrativo sui redditi da lavoro dipendente e assimilati) e detrazioni – di 189,31 miliardi (di cui 169,59 miliardi, l’89,59%, di Irpef ordinaria): valore in aumento del 6,3% rispetto allo scorso anno ma inferiore alla crescita del Pil nominale (+7,7%).Crescono sia i dichiaranti (42.026.960, numero addirittura superiore a quello record del 2008) sia i contribuenti/versanti, vale a dire coloro che versano almeno 1 euro di Irpef, che toccano quota 32.373.363.

Mentre salgono sia i contribuenti con redditi compresi tra i 20 e i 29mila euro (9,5 milioni) sia quelli con redditi medio-alti dai 29mila euro in su, diminuiscono i dichiaranti per tutte le fasce di reddito fino a 20mila euro, che calano da 23,133 a 22,356 milioni.  E' quanto emerge dal XI Osservatorio sulle entrate fiscali e sul finanziamento del welfare a cura del centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali, presentato oggi alla Camera dei Deputati in occasione del convegno 'Le dichiarazioni dei redditi 2022: l’analisi Irpef e delle altre imposte dirette e indirette per importi, tipologia dei contribuenti e territori negli ultimi 15 anni Il difficile finanziamento del welfare italiano', e promosso da Cida in collaborazione con il centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali.  Sicuramente condizionato dalla ripresa Covid-19, quello che evidenzia l’ultimo Osservatorio di Itinerari Previdenziali, sembrerebbe un quadro in apparenza positivo se non fosse che, dati alla mano, resta sostanzialmente invariata la quota di contribuenti che effettivamente sostiene il Paese con tasse e contributi, e di contro troppo alta quella di cittadini totalmente o parzialmente a carico della collettività: malgrado il miglioramento PIL e occupazione, il 45,16% degli italiani non ha redditi e di conseguenza vive a carico di qualcuno.  Su 42 milioni di dichiaranti, poi, il 75,57% dell’intera Irpef è pagato da circa 10 milioni di milioni di contribuenti, mentre i restanti 32 ne pagano solo il 24,43%.Come garantire innanzitutto la sostenibilità innanzitutto del nostro sistema di protezione sociale ma, più in generale, produttività e sviluppo del Paese se il grosso del carico fiscale grava su una ristretta minoranza?

Questa la domanda che ha animato questo pomeriggio presso la nuova Aula dei Gruppo Parlamentari il convegno “Il difficile finanziamento del welfare italiano”, nel corso del quale sono stati presentati a politica e media i risultati dell’indagine annuale realizzata dal Centro Studi e Ricerche presieduto dal Prof.Brambilla.  Realizzato in collaborazione con Cida, anche quest’anno tra i sostenitori della ricerca, l’osservatorio realizza un'analisi delle dichiarazioni individuali dei redditi Irpef e delle altre principali imposte dirette e indirette (tra cui Irap, Ires, Isost e gettito Iva), con l’obiettivo di ottenere indicatori utili a comprendere l’effettiva situazione socio-economica del Paese e a verificare la tenuta del suo sistema di protezione sociale.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Itinerari previdenziali, a versare almeno 1 euro di Irpef solo poco più metà degli italiani

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(Adnkronos) – Su una popolazione di 59.030.133 cittadini residenti sono 42.026.960 quanti hanno presentato una dichiarazione dei redditi nel 2023 (con riferimento all’anno di imposta precedente).A versare almeno 1 euro di Irpef solo 32.373.363 residenti, vale a dire poco più della metà degli italiani: a ogni contribuente corrispondono quindi 1,405 abitanti.

E' quanto emerge dall'undicesimo Osservatorio sulle entrate fiscali e sul finanziamento del welfare a cura del centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali, presentato oggi alla Camera dei Deputati in occasione del convegno 'Le dichiarazioni dei redditi 2022: l’analisi Irpef e delle altre imposte dirette e indirette per importi, tipologia dei contribuenti e territori negli ultimi 15 anni.Il difficile finanziamento del welfare italiano', promosso con Cida.   Nel dettaglio, fino a 7.500 euro lordi si collocano 9.330.900 soggetti, il 22,20% del totale, che pagano in media 20 euro di IRPEF l’anno (14 se rapportati ai cittadini).

I contribuenti che dichiarano redditi tra i 7.500 e i 15.000 euro lordi l’anno sono 7.626.579: in questo caso, al netto del TIR, l’IRPEF media annua pagata per contribuente è di 294 euro (209 euro per abitante), a fronte – a titolo esemplificativo – di una spesa sanitaria pro capite pari di circa 2.221 euro.  Tra 15.000 e 20.000 euro di reddito lordo dichiarato si trovano 5,4 milioni di contribuenti, che pagano un’imposta media annua di 1.761 euro, che si riduce a 1.254 euro per singolo abitante; seguono da 20.001 a 29.000 euro 9,5 milioni di contribuenti, con un’imposta media di 3.612 euro che si scende a 2.571 se rapportata al totale degli abitanti: un importo che, come per la fascia successiva, basterebbe di per sé a coprire i costi della sanità, ma che resterebbe comunque insufficiente guardando alle altre principali funzioni di welfare non coperte da contributi di scopo, tra cui appunto l’assistenza.Seguono quindi i redditi tra 29.001 e 35mila euro, fascia in cui si collocano 3.754.371 contribuenti pari a 5.273.306 abitanti: questi contribuenti, l’8,93%, pagano un’imposta media di 6.138 euro l’anno, 4.370 euro per abitante, e versano complessivamente il 12,17% delle imposte.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cuzzilla (Cida): “Tassando ancor di più ceto medio effetti recessivi per economia”

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(Adnkronos) – “Le dichiarazioni Irpef rese l’anno scorso fotografano una positiva tendenza dell’occupazione, che è tornata a crescere, e questo non può che farci piacere.Se aumenta il numero di contribuenti relativamente alle fasce medie significa che abbiamo maggiori speranze di garantire sostenibilità al welfare pubblico in futuro.

Ecco perché è importante non tradire il ceto medio.Tassarlo oltre a quanto già non si faccia, proprio ora che inizia a rinfoltirsi, potrebbe avere effetti recessivi sull’intera dinamica".

Così Stefano Cuzzilla, presidente Cida, commentando quanto emerge dall'Undicesimo Osservatorio sulle entrate fiscali e sul finanziamento del welfare a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, realizzato con il supporto di Cida, e presentato oggi alla Camera dei Deputati.  “Il motivo?Perché In Italia vale il principio che maggiore è il contributo fiscale, minori sono i servizi pubblici di ritorno", chiarisce il presidente. "Quindi chi guadagna, ad esempio, dai 55.000 euro in su (oggi poco più del 5 % del totale) si fa carico da solo di circa il 42% del gettito fiscale e non riceve nulla in cambio.

A peggiorare il quadro arriva la nuova Manovra, con tagli ai massimali delle detrazioni a partire dai 75.000 euro che, di fatto, rappresentano un aumento di tassazione per chi contribuisce di più.Si trasmette così un messaggio allarmante: che in Italia non conviene eccellere, produrre o innovare.

Conviene, invece, evadere e occultare”, ribadisce Cuzzilla.  “Non a caso, un quinto dei contribuenti italiani dichiara redditi minimi o nulli.Una fetta consistente che non è degna di una delle più grandi potenze industrializzate.

Un Paese che, purtroppo, vive di assistenza e assistenzialismo, mentre affonda nell’economia sommersa.Basti pensare che in 10 anni la spesa per il welfare è aumentata del 30% a causa di una vertiginosa spesa in assistenza, pari a +126%.

Di fatto, nel nostro sistema fiscale il peso per chi produce e contribuisce è ormai insostenibile", spiega Cuzzilla. "Mentre l'inflazione ha mangiato il 24% del potere d'acquisto in 15 anni, questa minoranza continua a sostenere sanità, assistenza sociale e servizi per tutti, spesso senza alcun beneficio diretto.Mi chiedo fino a quando sarà disponibile a farlo”, conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Brambilla (Itinerari previdenziali): “40% popolazione si carica oltre 90% tasse”

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(Adnkronos) – "Emerge che il 40% della popolazione italiana si carica oltre il 90% delle tasse e il restante paga circa l'8% dell'Irpef.E' un Paese un po' sbilanciato dove finanziare forme di welfare è sempre più complicato".

Lo ha detto ad Adnkronos/Labitalia, Alberto Brambilla, presidente del Centro studi itinerari previdenziali, commentando a margine della presentazione alla Camera dei Deputati, i dati dell''XI Osservatorio Itinerari previdenziali sulla spesa pubblica e sulle entrate, realizzato con Cida.  "Nel 2008 spendevamo in trasferimenti dalla Manovra all'Inps per assistenza 73 miliardi di euro, nel 2023 164 miliardi, quindi il doppio.Ma al raddoppiare del costo dell'assistenza non è corrisposto un effetto positivo sulla povertà.

Anzi i poveri assoluti sono raddoppiati: erano 2 milioni e 100 mila nel 2008 e sono diventati 5,8 milioni nel 2023" commenta Brambilla.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Battistoni: “Da Osservatorio Itinerari previdenziali occasione di confronto”

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(Adnkronos) – "Giornate come questa sono utili per confrontarsi per trovare fonti di finanziamento che possono dare una prospettiva strutturale per la sostenibilità del nostro welfare".Lo ha detto il segretario di presidenza alla Camera dei Deputati, Francesco Battistoni, intervenendo alla Camera dei Deputati alla presentazione dell''XI Osservatorio Itinerari previdenziali sulla spesa pubblica e sulle entrate, realizzato con Cida.   —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Lo sport secondo Papa Francesco’, Ancelotti firma la prefazione

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(Adnkronos) – E' già stato presentato a Madrid ed è uscito in Spagna, e sarà disponibile in Italia da dicembre "Más allá de los limites.El deporte según el Papa Francisco" (Romana Editorial), opera curata da Monsignor Dario Edoardo Viganò e dal giornalista Valerio Alessandro Cassetta.

Il testo è di 176 pagine in undici capitoli e contiene una raccolta dei discorsi del Santo Padre sullo sport, affrontato in tutte le sue sfaccettature: lo sport come mezzo per educare, strumento per esprimere talento e fare comunità, lo sport tra passione e sacrificio, tra gioco di squadra, rispetto delle regole e dell’avversario, lo sport come veicolo di corretti stili di vita, elemento di unione e diritto, accessibile a tutti senza distinzioni, lo sport come messaggero di pace in occasione dei grandi eventi e competizioni. “Se l’importanza dello sport nella società contemporanea è innegabile, la sua capacità di permeare con messaggi e valori positivi, il tessuto delle nuove generazioni, appare sempre più sorprendente.L’universalità del linguaggio dello sport trascende le barriere culturali, linguistiche e geografiche, unisce e non divide, promuove principi fondamentali, come il rispetto delle regole e dell’avversario, l'inclusione, l’integrazione e il fair play, e arriva con immediatezza alle persone. È una questione di forma e sostanza.

Di modi e contenuti.Di argomenti e comunicazione verbale e non.

In questo contesto, la voce del Papa sui temi sportivi, racchiusi nelle pagine di questo libro, assume un ruolo di straordinaria rilevanza, non solo per i fedeli, ma per tutti coloro che vedono nello sport un mezzo di crescita personale e collettiva.Lo sport come terreno fertile in cui coltivare talenti e virtù, lo sport come palestra e metafora della vita".

Sono le parole del tecnico del Real Madrid Carlo Ancelotti nella prefazione del libro “Más allá de los limites.El deporte según el Papa Francisco” (Romana Editorial). "I discorsi del Papa sullo sport che seguono, offrono una prospettiva unica che connette la dimensione spirituale a quella atletica, invitandoci a riflettere sul significato più profondo dell'attività sportiva, sottolineando come essa possa diventare un veicolo di valori cristiani e di virtù umane.

Nel gennaio del 2021 rimasi colpito da una dichiarazione del Santo Padre in una intervista rilasciata al quotidiano La Gazzetta dello Sport: “Vincere e perdere sono due verbi che sembrano opporsi tra loro: a tutti piace vincere e a nessuno piace perdere.La vittoria contiene un brivido che è persino difficile da descrivere, ma anche la sconfitta ha qualcosa di meraviglioso.

Per chi è abituato a vincere, la tentazione di sentirsi invincibili è forte: la vittoria, a volte, può rendere arroganti e condurre a pensarsi arrivati.La sconfitta, invece, favorisce la meditazione: ci si chiede il perché della sconfitta, si fa un esame di coscienza, si analizza il lavoro fatto.

Ecco perché, da certe sconfitte, nascono delle bellissime vittorie: perché, individuato lo sbaglio, si accende la sete del riscatto.Mi verrebbe da dire che chi vince non sa che cosa si perde.

Non è solo un gioco di parole: chiedetelo ai poveri".  "Un atleta di alto livello, un professionista, gioca sempre per vincere, è chiaro.Ma nel percorso di un atleta, anche le sconfitte, sono tappe propedeutiche per migliorare.

I vari aspetti dello sport esplorati dal Papa in questa opera, dall'importanza dell'educazione fisica nella formazione dei giovani, alla necessità di combattere le piaghe del doping e della corruzione, fino al riconoscimento del potere dello sport come strumento di pace e dialogo tra i popoli, si traducono in un invito a vedere nello sport non solo come una competizione, ma come un'opportunità di crescita morale e spirituale, che passa anche dalle piccole azioni quotidiane.Lo sport di alto livello, sempre più sotto la luce dei riflettori e delle telecamere, ha una grande responsabilità nei confronti della collettività", ha proseguito Ancelotti. "Atleti, allenatori, dirigenti devono poter esser un esempio per i più giovani che spesso emulano i loro gesti fuori e dentro il campo.

La forza della cultura dell’esempio.Nello scorrere e leggere queste pagine si percepirà l’esortazione a vivere lo sport con integrità e passione, a riconoscere il valore della disciplina e del sacrificio, del gioco di squadra, e a promuovere una cultura sportiva che sia inclusiva e rispettosa della dignità di ogni individuo.

Attraverso l'esempio di atleti e sportivi, possiamo riscoprire l'importanza di una vita orientata al bene comune, all'amore per il prossimo, e alla ricerca di una felicità autentica e duratura.Dai tornei all’oratorio alle finali di Champions League, dalle partitelle sotto casa alle Olimpiadi.

In un'epoca in cui lo sport è spesso associato a interessi economici e mediatici, la visione del Papa ci ricorda l'essenza pura e nobile dell'attività sportiva.Un omaggio a tutti coloro che credono nel potere trasformativo dello sport e della fede, sportiva e cristiana”, ha concluso il tecnico del Real Madrid. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)