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Aborto, Rocchi (Opa): “Spesi 60 mln di euro con 194 fino al 2022”

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(Adnkronos) – “L’Osservatorio Permanente sull’Aborto periodicamente prepara degli studi sull’applicazione della legge 194, sui suoi costi e sui suoi impatti sulla salute delle donne.Portiamo avanti questo studio perché riteniamo importante che sull’aborto volontario legale si continui a parlare per far conoscere bene i numeri e per dare un contributo al dibattito che sia ben strutturato e informato”.

Così il presidente dell’osservatorio permanente sull’aborto, Benedetto Rocchi, a margine della conferenza stampa di presentazione del Terzo rapporto sui costi dell’aborto indotto tenutasi presso la sala stampa Nassirya al Senato.  “Quest’anno, come sempre, abbiamo aggiornato le nostre stime sui costi finanziari della legge 194 fino all’ultimo anno preso in esame e cioè il 2022.Abbiamo calcolato, quindi un costo intorno ai 60 milioni di euro.

Oltre a questo, abbiamo approfondito una serie di tematiche relative ai dati e ai numeri dell’aborto volontario, facendo approfondimenti sui diversi temi – ha continuato Benedetto Rocchi illustrando quanto emerge dallo studio sulla legge 194 -.Inoltre, abbiamo parlato dei dati relativi all’obiezione di coscienza; abbiamo analizzato quelli relativi agli aborti clandestini prima dell’applicazione della legge, e poi abbiamo aggiornato la letteratura scientifica relativa alle possibili conseguenze dell’aborto volontario sulla salute delle donne “L’Opa non fa proposte politiche ma analisi.

Noi pensiamo che la legge 194, come tutte le politiche sanitarie, debba essere oggetto di valutazione in modo che poi i decisori politici possono essere informati.Noi oggi non siamo qui a proporre ricette ma crediamo che sul tema non si possa smettere di parlare, riflettere e raccogliere informazioni in modo che la politica potrà decidere in maniera veramente informata”, ha concluso il presidente dell’osservatorio permanente sull’aborto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Liguria, Schlein e Pd voltano pagina: priorità Umbria e Emilia Romagna

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(Adnkronos) –
Elly Schlein fila via veloce da Montecitorio, in mattinata per gli Stati generali sulla sicurezza sul lavoro, diretta a Testaccio ad un'iniziativa sui migranti all'ex-Mattatoio.La segretaria con i cronisti non torna sul voto delle elezioni regionali in Liguria.

Vale quanto detto ieri, in tarda serata.Sulla campagna generosa di Andrea Orlando, sul Pd che "ha dato il massimo" e vola nelle percentuali, sulla chiamata alla responsabilità, davanti a cui ha messo gli alleati, per quel gol sbagliato a porta vuota.

La segretaria non va oltre.Nonostante la sconfitta che brucia.

Si vota tra venti giorni in Umbria e in Emilia Romagna.La priorità è questa.  Una consapevolezza diffusa anche tra i dem.

Ci sono amarezza e rabbia per la vittoria mancata di un soffio, per gli sgambetti degli alleati che hanno azzoppato la corsa di Orlando, ma regge la 'pax' interna in vista del doppio appuntamento elettorale. "Ora ci sono Emilia e Umbria, dopo tireremo le somme", dice un big dell'area riformista Pd.Anche perché stavolta c'è una preoccupazione che va oltre la sconfitta in Liguria: quella sulla competitività della coalizione, dell'alternativa alla destra che il Pd cerca di costruire. "Il Pd è al 28,5%.

Abbiamo dato il massimo.Siamo consapevoli che non bastiamo, ma scontiamo anche le difficoltà degli altri'', le parole di Schlein ieri notte.  Preoccupa il crollo dei 5 Stelle da un lato e la mancanza di un'offerta 'liberal' dall'altro.

Lo dice Beppe Sala: quello che "è palesemente deficitario nel centrosinistra è la forza centrale, quella moderata, pragmatica, capace di riforme, europeista.Una nuova componente liberal, che al momento ha una rappresentanza non definita".

A maggiore ragione al Nord, a maggior ragione con i 5 Stelle "sotto il 5%". 
Un'analisi quella di Sala, che trova un'assonanza nelle parole di Goffredo Bettini: "Le lacerazioni della coalizione hanno pesato negativamente.Stabilizzarla e allargarla, significa costruire un soggetto liberale e di centro, collocato nel campo democratico, che superi i residui e i conflitti del passato e guardi al futuro".

Nella speranza, aggiunge, che i 5 Stelle escano dalla loro crisi: "Il Movimento 5Stelle vive una fase di grandi difficoltà e di incerta transizione.Speriamo tutti che anch'esso chiuda la parte della sua storia ormai esaurita e abbia l'energia di costruirne una nuova".  Una transizione, quella del Movimento, che per molti tra i dem non può però scaricarsi sul Pd: la situazione favorevole in Liguria, osserva Alessandro Alfieri, "avrebbe suggerito a tutti di andare oltre i rancori e le incomprensioni del passato per costruire l'alternativa ad una destra uscita indebolita dagli scandali giudiziari e dare un governo migliore alla Liguria.

Purtroppo sono prevalsi i veti".Ma per il senatore riformista dem, ai veti sono però seguiti degli errori che chiamano in causa la segretaria Schlein: "E ai veti è seguito un errore politico: pensare che si dovesse scegliere tra il 6% di Conte e il 2% di Renzi che si leggevano nei sondaggi''.  La riflessione dell'area riformista si appunta non tanto su Renzi sì, Renzi no ma sul 'messaggio' dato all'elettorato. "Il punto politico -prosegue Alfieri- andava oltre Renzi: quel no al leader di Italia viva sarebbe stato inevitabilmente percepito come un no alla parte centrista della coalizione.

E sulla capacità di rappresentare quell'area moderata e maggiormente fluida nei comportamenti elettorali.Una parte importante su quell'area l'hanno fatta il Pd e la civica di Orlando, ma non è bastato''.

Per Stefano Bonaccini "il risultato mancato per un soffio deve far riflettere (e agire) per fare un passo avanti risolutivo nella costruzione di un centrosinistra nuovo, capace di vincere", sottolinea.Ma non è questione da affrontare ora: "Da oggi a metà novembre concentriamo ogni sforzo per vincere le prossime elezioni regionali in Umbria ed in Emilia-Romagna". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tredicenne morta a Piacenza, l’autopsia: “Trauma compatibile con caduta”

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(Adnkronos) – E' compatibile con una caduta il grosso trauma cranico, riportato da Aurora, la 13enne precipitata dal tetto di un palazzo a Piacenza nella giornata i venerdì scorso, 25 ottobre. È questo uno dei particolari, emersi durante l'autopsia sul corpo della giovane vittima, svolta oggi a Pavia alla presenza dei consulenti di parte, ossia il medico legale Novella D'Agostini – incaricato dalla famiglia di Aurora – e il medico legale Attilio Maisto per l'ex fidanzato, il 15enne accusato di omicidio e sottoposto a fermo, dalla giornata di ieri, da parte della Procura dei minori di Bologna.Ora si attendono gli esiti degli esami istologici e dei tamponi di ricerca genetica che sono stati eseguiti durante l'esame medico legale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7 sviluppo urbano, Fitto non presiede e passa testimone a Piantedosi

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(Adnkronos) – Passaggio di testimone per il G7 Sviluppo urbano sostenibile in programma a Roma, presso la storica sede di Palazzo Altemps, lunedì prossimo, 4 novembre 2024.Il vertice avrebbe dovuto essere presieduto dal ministro Raffaele Fitto, ormai in procinto di fare le valigie per Bruxelles.

Superato l'ultimo step, l'audizione del prossimo 12 novembre, il ministro pugliese dovrebbe diventare ufficialmente titolare nella squadra di Ursula Von der Leyen a Bruxelles.Fino ad allora al ministero per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR sembra prevalere la scelta di tenere un profilo basso, lontano dai riflettori: poche uscite pubbliche per Fitto, dichiarazioni prossime allo zero.

Per questo, riferiscono fonti autorevoli all'Adnkronos, il ministro salentino avrebbe passato il testimone del G7 Sviluppo urbano sostenibile al responsabile del Viminale Matteo Piantedosi: "Si tratta di un passaggio naturale -viene spiegato-, visto che il vertice affronta tematiche di cui Fitto e Piantedosi si sono sempre occupati insieme".Il ministro dell'Interno, inoltre, presiede la Conferenza Stato-Città, "quindi la scelta non poteva che ricadere su di lui".  Il G7 Sviluppo Urbano Sostenibile in programma a Roma prosegue il percorso avviato dalle presidenze precedenti (Germania 2022, Giappone 2023) e mira a promuovere una discussione strutturata tra i ministri competenti dei paesi G7 e le istituzioni internazionali coinvolte.

A Palazzo Altemps verranno accolti i ministri dei Paesi G7, il Commissario europeo con la delega in materia, nonché i rappresentanti di 'OCSE, UN-Habitat, Banca Europea per gli Investimenti e Urban7, che rappresenta l’organismo di coordinamento delle città dei Paesi G7.Durante il vertice, i ministri del G7 e i loro ospiti avranno l'opportunità di discutere una serie di temi cruciali per il futuro delle città nel contesto delle transizioni globali in atto.  Il dibattito, si legge nel Media Handbook del summit, si concentrerà principalmente su come le politiche urbane possano rispondere alle sfide imposte dalle transizioni ecologica, demografica e digitale.

I ministri esploreranno il potenziale delle città con l’obiettivo di diventare fulcri di innovazione, crescita inclusiva e resilienza climatica, con particolare attenzione agli strumenti di governance multilivello e all'integrazione delle politiche urbane con le strategie nazionali ed europee.  Un aspetto centrale del dibattito sarà la promozione di un approccio integrato alle politiche urbane, che favorisca l'adozione di pratiche innovative per la riduzione delle emissioni, l'uso delle risorse rinnovabili e lo sviluppo di città più inclusive.La discussione toccherà anche temi legati alla cooperazione internazionale e all'impegno dei Paesi del G7 nel sostenere le città nella transizione verso modelli di sviluppo sostenibili, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

In questo contesto, l'OCSE presenterà i risultati delle sue analisi sulle migliori pratiche in tema di politiche urbane, fornendo una base per un confronto costruttivo tra le delegazioni.  A conclusione dei lavori, verrà rilasciato un comunicato finale, che rappresenterà il frutto del dialogo tra i Paesi membri e verranno delineate le azioni congiunte future per promuovere uno sviluppo urbano sostenibile.Il comunicato offrirà una sintesi delle principali sfide e impegni condivisi dai membri del G7, costituendo un punto di partenza per le future presidenze del G7, con un focus particolare sulla prossima Presidenza canadese del 2025. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Aurora morta a Piacenza a Sara Centelleghe, cresce la violenza tra i giovani

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(Adnkronos) –
Sara Centelleghe, uccisa a 19 anni non ancora compiuti dal coetaneo vicino di casa; il caso di Aurora, la 13enne precipitata dal balcone a Piacenza per la cui morte è indagato per omicidio il fidanzatino di appena 15 anni.E tornando indietro di solo poche settimane il 17enne che a Viadana, in provincia di Mantova, ha malmenato e ucciso con una mossa di Mma la 42enne Maria Campai; l'omicidio di Candido Montini a Garzeno, nel Comasco, confessato da un altro 17ennne.

Fino alle vicende estive più inquietanti: quella di Paderno Dugnano, dove un ragazzo non ancora maggiorenne ha ucciso mamma, papà e fratellino e l'omicidio del 16enne Thomas Christopher Luciani in un parco a Pescara.Sempre più spesso i protagonisti della cronaca nera sono giovani e giovanissimi.

Casualità, effetto-emulazione o campanello d'allarme sul disagio dei ragazzi?Lo ha chiesto l'Adnkronos a Marco Dugato, ricercatore del centro di ricerca interuniversitario su criminalità e innovazione Trancrime. "In termini numerici, vediamo che i reati commessi dai minori e dai giovani adulti sono tendenzialmente stabili, ma è vero che, soprattutto per i minorenni, tra il 2021 e il 2022 (ultimo anno per cui si hanno a disposizione i dati completi, ndr) si è registrato un aumento significativo dei reati di natura violenta", spiega Dugato.

Incremento che "non si vede per le altre fasce d'età".Due anni non sono sufficienti però "per dire se è un trend che si stabilizzerà nel tempo, se c'è un aumento o se è un picco che casualmente può capitare". Quanto al rischio di emulazione, "sicuramente esiste quando c'è esposizione mediatica, ma da unabomber al mostro di Firenze, è sempre stato così", senza però che questo avesse una diretta conseguenza in termini statistici. Quello che invece statisticamente non può essere ignorato e va letto "insieme all'aumento dei comportamenti violenti, è il disagio dei ragazzi, che si manifesta per esempio con il crescere di problemi di natura psicologica e di atti di autolesionismo".

Un "fenomeno sociale che è multifattoriale".In parte ha inciso sicuramente la pandemia, ma "il covid è stato un acceleratore di problematiche di più lungo periodo, che – se andiamo a guardare i dati – erano già in moto da prima e hanno a che fare con il sistema-Paese: i ragazzi hanno difficoltà di prospettiva e di futuro, acuite a maggior ragione nel periodo della pandemia, durante il quale si sono visti togliere tutta la dimensione della socialità con i pari".

E questo – secondo il ricercatore di Transcrime – spiega tra le altre cose, il perché "le reazioni violente nel 90% dei casi avvengano tra coetanei". A influire, però, è anche "il depotenziamento dei servizi all'interno delle istituzioni scolastiche e socio-assistenziali, che fa sì che i segnali premonitori di un disagio psichiatrico non vengano più colti".Secondo Dugato andrebbero potenziati non solo questi servizi, ma anche "la formazione per insegnanti, educatori e chi lavora nelle società sportive", affinché possano "avere strumenti per comprendere meglio i ragazzini".  A tutto ciò è sotteso poi un generale "tema di politiche e investimenti: i giovani ormai sono una forte minoranza in questo Paese.

Ci si accorge di loro soltanto quando sono un problema e non si pensa mai a degli investimenti, per far sì, ad esempio, che fare sport al pomeriggio non sia lusso.Non possiamo poi lamentarci se i ragazzini, magari quelli di famiglie con meno possibilità economiche, sono per strada, dove prima o poi qualcosa lo romperanno, non perché sono cattivi, ma perché sono 15enni". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, esercitazioni con armi nucleari: il messaggio di Putin

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(Adnkronos) –
La Russia conduce esercitazioni con armi nucleari e Vladimir Putin assiste ai test.Il presidente russo ha osservato l'addestramento delle truppe dal centro di controllo del Cremlino in video-collegamento.  Il ministero della Difesa russo ha precisato che "sotto la guida del comandante supremo delle forze militari Vladimir Putin, sono stati lanciati, per prova, missili balistici e da crociera delle forze strategiche, e che tutti gli obiettivi delle esercitazioni sono stati raggiunti". "Sono stati quindi lanciati, dal cosmodromo di Plesetsk, il missile balistico intercontinentale Yars, missili balistici Sineva e Bulava, dal Mare di Barents, dal sottomarino strategico a propulsione nucleare 'Novomoskovsk' e dal mare di Okhtsk, dal sottomarino a propulsione nucleare 'Principe Oleg'.  
Sono stati coinvolti nelle esercitazioni anche aereai Tu-95s che hanno lanciato missili da crociera.

E' stato, così, verificato il livello di preparazione degli organi di comando e controllo delle forze.  La federazione russa, chiarisce la Tass, conferma la sua posizione secondo cui l'uso di armi nucleari è una "misura estrema".Recentemente Putin ha prospettato l'ipotesi di modificare la dottrina nucleare: il ricorso alle armi atomiche potrebbe essere giustificato anche in caso di attacco da parte di un paese appoggiato da potenze nucleari.

In altri termini, un'offesiva ucraina contro la Russia potrebbe spingere Mosca a rispondere con l'opzione estrema. "E' importante per la federazione russa avere forze strategiche moderne e costantemente pronte all'azione", le parole attribuite a Putin.La Russia intende migliorare "i componenti delle forze di deterrenza nucleare" e ha già destinato risorse sufficienti per raggiungere l'obiettivo. "La federazione russa non intende essere coinvolta in una corsa agli armamenti ma manterrà il livello necessario" di efficienza.

Nel piano di sviluppo militare, i nuovi sistemi dovranno essere in grado di bypassare i sistemi di difesa degli altri paesi. "Le armi nucleari russe – ha detto Putin – aiuteranno a mantenere l'equilibrio tra le potenze nel mondo".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma flop, il popolo giallorosso ‘in lutto’: “Giocatori scarsi e società debole” – Video

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(Adnkronos) – Quartieri giallorossi in lutto per la debacle della Roma contro la Fiorentina.A nulla è servita la sequenza di esoneri, che ora vede in bilico anche il neo allenatore Juric.

L'1-5 al Franchi contro i viola, domenica scorsa, ha tolto sorriso e speranze ai tifosi giallorossi che nei fortini di Trastevere e Testaccio hanno poca voglia di commentare e ancor meno di pronunciarsi sull'ennesimo, possibile, cambio in panchina. (di Silvia Mancinelli) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arianna Meloni: “Dossieraggi pericolosi, morbosità da buco della serratura”

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(Adnkronos) – I dossieraggi sono "una cosa incivile" e "pericolosa", "entrare così nella vita delle persone…".Così Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fdi, intercettata dai cronisti vicino a Palazzo Chigi. "Io faccio sempre un esempio banale: segni tua figlia a pattinaggio o a danza e firmi pile di carte per la privacy e il consenso alle foto e poi qui succede questo.

Io la trovo una cosa abbastanza incivile.Ti dà la misura di una mancanza di senso civico, è proprio una questione di rispetto delle persone.

Perché un conto – osserva – è criticarci su quella che è la politica, le idee, i programmi, il punto è quando poi diventa tutto un gossip, una morbosità del buco della serratura.Lo trovo un gioco estremamente brutto e pericoloso". "Siamo molto contenti del risultato della Liguria.

Siamo andati benissimo nonostante la vicenda giudiziaria e i tempi stretti. È comunque una regione che è caduta prima del previsto.Mi sembra che abbiamo ottenuto un ottimo risultato, per cui conferma che le politiche del governo, e anche quelle del centrodestra nel complesso quando governa una regione, sono molto convincenti e gli italiani lo stanno capendo", ha poi detto ai cronisti sul voto che ha visto la vittoria di Bucci. Una flessione di Fdi in Liguria "non la vedo, anche se è chiaro – ha continuato – che le amministrative sono sempre una cosa un po' diversa rispetto alle politiche.

Io ho visto i sondaggi di ieri sera di Fratelli d'Italia e mi sembra che ci danno in crescita, siamo sempre intorno al 30%, anche se io non sono persona che si appassiona ai sondaggi.Però c'è da dire che sulla Liguria c'erano una serie di liste civiche molto forti". "Quello che vedo invece – ha aggiunto – è che dall'altra parte provano a mettersi insieme tutta una serie di partiti che spesso, anche sulla politica nazionale, si danno addosso e si criticano, e chiaramente resta una proposta che non convince gli italiani perché giustamente gli italiani vogliono essere governati e vogliono sapere quali sono i progetti, o comunque il programma di governo che tu vai ad attuare.

In questo senso sicuramente il centrodestra si conferma sempre molto coerente, anche con quello che racconta, perché poi di fatto quello che uno fa è sempre mettere a terra il proprio programma, quello che ha raccontato agli elettori, che è una cosa che purtroppo succede nel centrodestra ma non nel resto degli altri partiti".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto Marche, scossa di magnitudo 3.7 su costa anconetana

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(Adnkronos) –
Una scossa di magnitudo 3.7 è stata registrata dall'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia nella zona della Costa Marchigiana Anconetana (Ancona).La scossa è stata localizzata a 25 chilometri di profondità in mare.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente tra due auto, un morto sulla Via Emilia

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(Adnkronos) – Una persona è morta in un incidente stradale che ha visto coinvolti due veicoli sulla statale 'Via Emilia', che è temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni in località Calerno (km 188), nel comune di Sant’Ilario d’Enza, in provincia di Reggio Emilia.L'Anas riferisce che il traffico è deviato sulla viabilità secondaria con indicazioni sul posto.

Le cause dell'incidente sono ancora in corso di accertamento.Il personale Anas è intervenuto sul posto per ripristinare la transitabilità appena possibile.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ambiente, Balzan (Arb Sb): “Il 64% delle persone cerca turismo sostenibile”

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(Adnkronos) – “Il 64% delle persone sta cercando esperienze di turismo sostenibile, è disposto anche a pagare cifre superiori proprio per contribuire al mantenimento di questi luoghi – continua Balzan – proprio una ricerca recente parla del 234% di crescita del turismo sostenibile entro il 2031, un 18% di crescita annua.Stiamo parlando di 2,61 miliardi di dollari come valore nel 2024 e, nel 2031, di 8,73 miliardi di dollari.

Il trend della sostenibilità nel mondo del turismo che prevede una pianificazione attenta e accurata porta anche a dei valori economici dove penso che l'Italia possa dire la sua”.Lo ha detto Ada Rosa Balzan, Founder e presidente di Arb Sb, in occasione dell'evento Adnkronos Q&A ‘Trasformazione green, investimenti e strategie’, questa mattina al Palazzo dell’Informazione di Roma. “Il turismo sostenibile – spiega Balzan – è quello che presidia il capitale principale quindi il territorio, l'unicità di quel territorio, andando a calcolare i flussi, andando la pressione che non è il numero di presenze: non è un concetto di quantità ma di qualità.

Si tratta di un turista rispettoso, un turista che si integra, vuole vivere un'esperienza quasi come cittadino di quel luogo e quindi non è un visitatore mordi e fuggi, ha una sensibilità differente”.  Nel contesto della sostenibilità “il primo step è capire, dare il giusto contesto, che non è solo ambientale – precisa l’esperta – La percezione spesso, soprattutto italiana, è che l'80% abbia un peso ambientale.Sasb, che è il riferimento mondiale dell'analisi dei rischi finanziari, su 26 tematiche, solo 6 sono ambientali e 20 sono sociali e 10 di governance.

Quindi il primo step è capire, dare il giusto contesto alla sostenibilità per poi costruire un percorso concreto e una comunicazione adeguata”.  Sul green washing “abbiamo visto dei casi abbastanza importanti anche sulla parte sociale.Quando, nel 2021 la Commissione europea ha chiesto di fare una valutazione sulla comunicazione delle principali aziende sui siti internet – spiega Balzan – emergeva che il 59% dei messaggi sulla sostenibilità erano molto vaghi, molto generici, addirittura il 42% ingannevoli.

Vediamo una grande produzione normativa sui green claims. È un obbligo, ma anche un’opportunità di mercato perché comunque tante realtà dentro la catena di fornitura vengono sollecitate, per rimanere nella catena di fornitura, di allinearsi a questi principi”.Questo vale anche in prospettiva. “I giovani non sono solo nativi digitali ma sono anche nativi sostenibili, sono molto attenti a queste tematiche.

La generazione Z, che ha il 40% del potere d'acquisto mondiale, verifica quando gli viene fatta una promessa, soprattutto su tutto quello che è una catena di presidio delle persone e – conclude – del valore sociale”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rai chiude ‘L’Altra Italia’ di Antonino Monteleone, giovedì ultima puntata

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(Adnkronos) – La Rai chiude 'L'Altra Italia', la trasmissione condotta da Antonino Monteleone.A renderlo noto è la Direzione Approfondimento.

Giovedì 31 ottobre, quindi, andrà in onda l’ultima puntata su Rai 2 in prima serata.  "Nelle prossime settimane insieme al conduttore Antonino Monteleone, con la Direzione Distribuzione e la Direzione Marketing avvieremo delle riflessioni per realizzare una nuova trasmissione con un nuovo format e una collocazione in palinsesto più efficaci", si legge in una nota.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aborto, ‘tra clandestinità e indifferenza’: Rapporto Opa aumento in Italia per pillole giorno dopo

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(Adnkronos) – Il Terzo Rapporto Opa, Osservatorio Permanente sull'Aborto, presentato oggi nella Sala Nassiriya di Palazzo Madama, illustra i costi dell'aborto indotto e i suoi effetti sulla salute delle donne ed è intitolato "Tra clandestinità e indifferenza".Sono intervenuti Benedetto Rocchi, Presidente dell'Opa, e tre membri del Comitato direttivo: Filippo Maria Boscia e Giuseppe Noia, moderati da Francesca Romana Poleggi.

Ha porto i saluti istituzionali il Senatore Ignazio Zullo. Secondo il rapporto i numero totale degli aborti in Italia tra il 1978 e il 2022, è di 5.987.323, di cui 64.703 nell’ultimo anno rilevato (2022). "Il numero è solo apparentemente in declino perché non tiene conto dell'incremento dei criptoaborti causati dalle pillole postcoitali: oltre 760.000 scatole vendute hanno causato almeno altri 76.000 aborti, secondo una stima molto prudenziale.Perché le pillole postcoitali, quando non riescono a inibire l'ovulazione, impediscono l'annidamento in utero dell'embrione, essere umano a tutti gli effetti".

In proposito, il professore Boscia ha spiegato che "l’embrione vale sempre, fin dal suo inizio, come persona, la cui origine si colloca con la singamia, ovvero coincide con l’unione fra i due gameti (maschile e femminile) che sinteticamente definiamo fecondazione.L’embrione è sempre qualcuno e non è mai qualcosa di cui possiamo sbarazzarci.

L’Opa desidera cogliere la voce nel suo silenzio, noi desideriamo amplificare questo silenzio, che forse per molti è un rumore fastidioso di un corpo estraneo, ma in realtà è già persona, che merita di essere accolta, ascoltata, amata, accurata, non trascurata" "La legge 194, in questi 44 anni, non è riuscita ad eliminare gli aborti clandestini, che anzi sono incrementati dall’uso di sostanze off label che provocano l’aborto, soprattutto da parte delle giovanissime.La pratica è purtroppo in qualche modo incentivata dalla propaganda tesa alla promozione planetaria dell’aborto fai-da-te fuori dall’ambiente ospedaliero protetto, a detrimento della salute psicofisica della donna", aggiunge Noia, che esprime la sua viva preoccupazione per il riscontrato aumento del numero di aborti eugenetici: "C’è la possibilità durante la consulenza di proporre una alternativa, come prevede la stessa legge 194: prescrivere precisazioni diagnostiche che spesso evidenziano che non ci sono patologie.

Se invece ci sono, si possono proporre terapie in utero che possono portare a guarigione completa sia con interventi invasivi che non invasivi; si possono fare trattamenti palliativi prenatali per non far sentire il dolore al feto.Infine, quando non ci sono altre possibilità, sono possibili terapie o cure palliative prenatali, proponendo alla famiglia il sostegno necessario per accompagnare il feto fino alla fine, sulla scia di quanto indicato anche da organismi internazionali come il Cdc di Atlanta.

Questo è un servizio che rispetta la libera scelta delle donne e fornisce competenza, empatia e scienza in una condizione di pari opportunità rispetto a chi invece sceglie la interruzione". Il professore Rocchi ha affermato che "nel 2022 sono state abortite il 13% delle gravidanze, secondo i calcoli basati su dati ufficiali (erano state il 12,5% nell’anno precedente).Il tasso di abortività totale, anch'esso in crescita, nel 2022, è di 206 donne su 1000.

Considerati questi numeri, il costo cumulato dell'aborto legale in Italia aggiornato fino alla fine del 2022 è di 7 miliardi e 290 milioni di Euro.Un fondo destinato ad impieghi produttivi nel quale, nel corso dei 44 anni considerati, fosse stata accumulata ogni anno una cifra corrispondente alle spese abortive sostenute, oggi ammonterebbe a 16 miliardi e 616 milioni di euro.

Nonostante il declino delle risorse per la Sanità pubblica, l’aborto rimane una prestazione completamente gratuita e garantita in tempi rapidi".  E Francesca Romana Poleggi afferma che "volendo fare una doverosa analisi costi – benefici della politica abortista in Italia, la legalizzazione dell'aborto nei 44 anni considerati dal ’78 al ’22 ha comportato una enorme spesa improduttiva, una mole di effetti collaterali e avversi sottostimata e sottaciuta alle donne, non ha ridotto la mortalità femminile all’epoca dell’approvazione della legge, non risolto il problema degli aborti clandestini, presenti ancora oggi.E soprattutto ha negato il diritto alla vita a decine di milioni di bambini.

Quali benefici ha apportato alla società?".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Audi, chiude la fabbrica del Suv elettrico a Bruxelles

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(Adnkronos) – Lo stabilimento Audi di Bruxelles verrà chiuso alla fine di febbraio.Lo ha comunicato oggi la casa automobilistica tedesca ai sindacati, aggiungendo che i licenziamenti non sono previsti fino alla fine dell'anno.

L'impianto impiega circa 3.000 persone e produce un solo modello Audi, il Suv elettrico Q8 e-tron.Audi sta valutando da tempo la chiusura dello stabilimento di Bruxelles e da mesi si consulta con i comitati aziendali e i sindacati, come previsto dalla legge in Belgio.

La direzione aziendale prevede di completare questo processo di informazione e consultazione nelle prossime due settimane. Le vendite del Suv e-tron Q8 sono in calo e i dirigenti Audi hanno affermato che la fabbrica ha costi logistici molto elevati perché nelle vicinanze si trovano pochi fornitori.Secondo Audi, la posizione della fabbrica tra una zona residenziale, la ferrovia e l'autostrada ne rende difficile l'espansione.

La società madre di Audi, il gruppo Volkswagen, sta affrontando una profonda crisi del marchio di punta Volkswagen e ha rifiutato la possibilità di avviare la produzione di un nuovo modello di veicolo a Bruxelles. Secondo Audi sono ancora in corso trattative con un potenziale investitore.L'azienda aveva già parlato con più di 20 potenziali investitori dell'industria automobilistica, senza alcuna prospettiva di un progetto fattibile per il sito e per i dipendenti che vi lavorano. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Furto banche dati, anche Marcel Jacobs ‘spiato’ dopo l’oro olimpico

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(Adnkronos) – "Le analisi forensi", nell'ambito dell'inchiesta sui presunti dossieraggi illeciti "hanno permesso di accertare anche l’interessamento" da parte di due degli indagati "nel dossier richiesto e in intercettazioni illecite a carico di Marcel Jacobs e del suo staff commissionato da Carmine Gallo e a sua volta richiesto da un avvocato padovano allo stato in corso d’identificazione".Si tratta di una ricerca che avviene nel settembre del 2021, subito dopo la vittoria dell'oro olimpico.

E' uno dei dettagli che emerge nell'informativa dell'indagine della Dda di Milano sul presunto dossieraggio che vede al centro la società Equalize, il cui socio di maggioranza è Enrico Pazzali (indagato), presidente autosospeso di Fondazione Fiera Milano e l'ex super poliziotto Gallo, agli arresti domiciliari e ritenuto a capo dell'organizzazione che rubava o fabbricava report illeciti su commissione.  La necessità di arrestare e smantellare la presunta associazione legata a Equalize è motivata anche "per l’evidente pericolo che corre la sicurezza nazionale per il potere eversivo delle attività criminali del gruppo denominato via Pattari 6” (indirizzo milanese in cui gli stessi hanno i loro uffici e la sede dei loro affari) e per il coinvolgimento di soggetti legati ad asset economici strategici per la Nazione", si legge ancora nell'informativa. E spuntano anche uomini vicini all'intelligence di Israele nelle carte dell'inchiesta.L'8 febbraio del 2023 negli uffici di via Pattari a Milano, a due passi dal Duomo, entra per la prima volta Vincenzo Giuseppe De Marzio (indagato), "accompagnato da due uomini non identificati che rappresenterebbero un’articolazione dell’intelligence dello Stato di Israele", si legge in un'informativa di quasi 3.900 pagine.  C'è anche l'Ilva spa in amministrazione straordinaria tra i clienti della presunta associazione per delinquere accusata, dalla procura di Milano, di fare dossieraggio illecito. "Il rapporto tra il gruppo e la società metallurgica è tenuto da Vincenzo Meles (estraneo, ndr) procuratore di Ilva spa.

La società – si legge in un'informativa agli atti dell'inchiesta – diviene cliente del gruppo a seguito dei legami tessuti da Pazzali e dei suoi contatti con Claudio Picucci (estraneo, già responsabile delle Risorse umane del gruppo Poste Italiane e dirigente di Eur spa); Pazzali vanta infatti tra le proprie amicizie anche quella con Vincenzo Falzarano (procuratore di Ilva spa e già dirigente di Eur spa, estraneo all'inchiesta)".Per gli investigatori "Grazie ai contatti commerciali ed alle entrature di Pazzali il gruppo è riuscito a 'piazzare' la piattaforma 'Beyond' al cliente Ilva".  "Ma guarda…ci vuole un po' più di equilibrio, devo dire che però, adesso non si può negare che la Meloni stia facendo non bene, cioè nessuno avrebbe scommesso, poi avrà fatto anche lei gli errori che fanno…

però da mi…cioè io non la conosco, però devo dire che sta facendo bene, sta approcciando bene la…

con equilibrio…il tema vero è quello che ci sta intorno!", dice Enrico Pazzali.

Il virgolettato, intercettato, risale a una conversazione del 10 febbraio 2023 quando l'ex sindaco di Milano Letizia Moratti si candida alle regionali.Una corsa che Pazzali segue da vicino, ma che non sembra condividere auspicando per lei a un ruolo di maggior prestigio.  "Comunque è brutta la campagna elettorale, io guarda l'ho detto in tempi non sospetti, lo dico adesso che è finita, Letizia non doveva abbassarsi a sta roba qua…ma non perché vince o perde, perché quello a me, non è quello il tema, è che non è il suo livello…

capito?" dice Pazzali. "Cioè…ma cosa c'entra la Letizia Moratti con Majorino, con Gallera o con lo stesso Fontana da un punto di vista di competizione eh?!Attenzione poi si può lavorare con tutti, noi abbiamo lavorato anche con gente che, che, che, che non ha ma…

che non gli stringeremo la mano, ma un conto è, ma andare in competizione…" conclude Pazzali.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Diffamatoria petizione contro nomina Vattani”, il Tribunale condanna giornalista

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(Adnkronos) – Il Tribunale di Genova ha oggi condannato il giornalista Lorenzo Tosa, direttore di Next quotidiano, per aver diffamato Mario Vattani, attuale Commissario Generale per l'Italia a Expo 2025.I fatti risalgono al 2021, quando Vattani fu designato ambasciatore d’Italia a Singapore e Tosa promosse sul sito “change.org” una petizione per chiedere al presidente della Repubblica di revocarne la nomina, facendo riferimento a condotte violente relative a fatti risalenti a oltre trent’anni prima (un'aggressione con due feriti gravi avvenuta al cinema Capranica di Roma il 9 giugno 1989), nonostante il diplomatico fosse stato allora assolto dalla Corte d’assise di Roma con formula piena, “per non aver commesso il fatto”. La sentenza di oggi conferma il provvedimento emesso in sede cautelare dal Tribunale di Genova, che, già nel 2021, aveva ordinato a Tosa di rimuovere la petizione, ribadendo come il testo costituisse “un chiaro esempio di travisamento e manipolazione di uno specifico fatto storico”, con il quale è stata volontariamente realizzata “una distorsione rispetto all'intento informativo dell'opinione pubblica”.

Un modo di agire, dunque, che secondo i giudici non integrava il diritto di critica ma la diffamazione.Nei giorni scorsi, a ridosso dell’udienza conclusiva della causa civile, in difesa del direttore di Next quotidiano si era schierato l’Ordine dei giornalisti, che aveva definito “intimidatoria” l’azione legale intrapresa da Vattani. “Non nascondo la mia soddisfazione per questo provvedimento del Tribunale di Genova che segna in maniera netta il confine tra ciò che è diritto di critica, e ciò che invece è una deliberata aggressione alla reputazione di un individuo, e non fa altro che intossicare il dibattito – ha detto all'Adnkronos Vattani commentando la sentenza – Sono provvedimenti importanti che hanno rafforzato in me la convinzione che non bisogna mai rinunciare a far valere le proprie ragioni in sede legale di fronte a questi linciaggi mediatici”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità: migliorare Ssn si può, ecco come secondo l’action paper ‘Partner per il futuro’

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(Adnkronos) – Riduzione delle disuguaglianze, per garantire un accesso equo e tempestivo ai servizi sanitari; promozione della prevenzione per migliorare la salute e il benessere dei cittadini; formazione e valorizzazione dei professionisti sanitari e rafforzamento di nuovi modelli di partnership tra settore pubblico e privato, per migliorare l'efficienza e la qualità dell'assistenza sanitaria.Sono questi gli obiettivi strategici al centro dell'Action Paper 'Partner per il futuro', la piattaforma di collaborazione nata nel 2023 su iniziativa di Novartis, che ha coinvolto, a partire dall'ascolto delle giovani generazioni, molteplici attori del sistema salute per lavorare insieme all'identificazione di linee d'azione concrete, nell'ottica dell'evoluzione del Ssn.

Un modello di collaborazione innovativo tra comunità scientifica, dei pazienti e dell'industria, che ha raccolto il plauso delle istituzioni nell'incontro ospitato presso la Camera dei deputati e organizzato su iniziativa di Annarita Patriarca, componente XII Commissione Affari sociali della Camera. "Dobbiamo lavorare per assicurare un sistema sanitario equo, sostenibile e competitivo – ha detto Patriarca – Sono fortemente convinta che questo rivesta una priorità fondamentale per il nostro Paese.La cooperazione tra tutti gli attori, pubblici e privati, del settore è indispensabile per garantire un accesso uniforme e di qualità ai servizi sanitari, con particolare attenzione alla prevenzione, alla diagnostica e alla formazione delle nuove generazioni di professionisti della salute.

Solo attraverso azioni concrete potremo ridurre le disuguaglianze e promuovere l'eccellenza del nostro sistema, a beneficio di tutti i cittadini".  Tra le proposte avanzate nel documento figura l'introduzione dell'aggiornamento effettivo da parte del Governo su base annuale dei Lea, per poter garantire un maggiore rispetto nella loro applicazione sul territorio nazionale, e viene ipotizzata la trasmissione al Parlamento di una relazione sull'inserimento di nuovi Lea e sull'implementazione complessiva del relativo aggiornamento annuale entro il 15 ottobre di ogni anno.Nel documento si chiede inoltre che nella valutazione dei direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere pesino di più criteri legati ad attività come la prevenzione.

Per questo motivo si sottolinea la necessità di rivedere anche gli indicatori di processo (ad esempio applicazione di processi di population health management con uso dei dati) e performance (come l'adesione a programmi di screening).  La definizione di queste proposte ha coinvolto una pluralità di voci tra cui Mattia Altini, presidente Società italiana di leadership e management in medicina (Simm); Barbara Mangiacavalli, presidente Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (Fnopi); Gaetano Piccinocchi, tesoriere nazionale Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie (Simg), e Roberta Siliquini, presidente Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), che commentano in una dichiarazione congiunta: "Equità, sostenibilità e competitività sono tre obiettivi cardine per il futuro del nostro servizio sanitario e rappresentano un terreno necessario di cooperazione.Le sfide sanitarie e sociodemografiche del Paese ci mettono di fronte alla necessità di agire in modo corale, per stabilire le condizioni necessarie affinché il diritto alla salute dei cittadini possa essere tutelato e garantito.

In questo senso, le azioni proposte nel documento presentato oggi in sede istituzionale delineano prospettive di intervento in ambiti prioritari e ci auguriamo che tali proposte siano accolte e che possano contribuire a passi avanti concreti per innovare l'accesso alla sanità: un'opportunità che dobbiamo cogliere per il benessere nazionale e per consolidare l'eccellenza del nostro servizio sanitario nel mondo". Le nuove generazioni sono state il punto di partenza della piattaforma 'Partner per il futuro', con 6 tavoli di lavoro che hanno coinvolto oltre 40 under 35 e a seguire con l'indagine 'Giovani e sanità: il futuro che vogliamo' su oltre 1.000 cittadini.Uno dei temi evidenziati come prioritari dai giovani è proprio quello della collaborazione per il futuro della sanità, un approccio che richiama a un impegno corale di attori pubblici e privati.

Questa prospettiva vede in primo piano anche il ruolo di Novartis, come commenta Valentino Confalone, Country President di Novartis Italia: "In Novartis siamo impegnati alla frontiera dell'innovazione medico-scientifica e crediamo nell'importanza di agire da partner del sistema salute per mettere le nostre competenze al servizio dell'evoluzione della sanità.Per questo, come azienda abbiamo fortemente voluto la nascita della piattaforma 'Partner per il futuro' e ci auguriamo che questo lavoro congiunto possa contribuire a garantire equità e tempestività di accesso all'innovazione, sostenendo la competitività e l'attrattività del Ssn italiano".  Il progetto 'Partner per il futuro' fa da sfondo all'impegno di Novartis per il Paese, che si concretizza in investimenti pari a 350 milioni di euro nel triennio 2023-2025, mirati all'innovazione terapeutica in R&D – con oltre 60 milioni di euro ogni anno e 240 studi clinici nel 2023 – e al rafforzamento dei propri siti produttivi in Italia, ricorda una nota.

Questo impegno sull'innovazione va anche prima e oltre il farmaco e si è concretizzato nella definizione di partnership strategiche con le istituzioni nazionali e regionali, puntando da una parte a favorire l'emergere di modelli di accesso innovativi, che permettano ai pazienti italiani di beneficiare dei progressi scientifici con tempestività ed equità, e dall'altra a sostenere l'evoluzione del Ssn.  La voce delle giovani generazioni, quindi, diventa la forza motrice di un modello innovativo di collaborazione per favorire il cambiamento.Conclude Francesco Marchionni, consigliere di presidenza e vicario Deleghe Salute, Benessere e Servizio civile, Consiglio nazionale giovani (Cng): "I giovani sono i protagonisti indiscussi del futuro e portano in sé un grande potenziale di innovazione.

Per questo, è importante favorire un loro ruolo attivo nei grandi cambiamenti del Paese, da cui dipende la realizzazione di diritti fondamentali come quello alla salute.In questo senso, il Consiglio nazionale dei giovani ha da subito sostenuto la volontà della piattaforma 'Partner per il futuro' di ascoltare i giovani e mettere in primo piano la loro visione sulla sanità del futuro".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Matilde Lorenzi, Gros: “Una tragedia, ma non c’è analogia con Leo David”

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(Adnkronos) – La tragica fine della giovanissima Matilde Lorenzi richiama alla mente dei più adulti la morte di un'altra promessa dello sci azzurro, quella di Leonardo David, avvenuta nel 1985 dopo una caduta a Lake Placid ben sei anni prima del lungo coma che lo portò a spegnersi. "Ma tra le due vicende non c'è analogia", chiarisce subito Piero Gros, testimone delle ultime parole del giovane talento di Gressoney proprio alla fine della pista americana, una prova sugli sci conclusa da David dopo la caduta dovuta a una spigolata e che, si capì in seguito, aveva risvegliato un edema cerebrale non rilevato dovuto a una caduta di due settimane prima, in discesa a Cortina d'Ampezzo.  "Sono due dinamiche molto diverse", dice Gros all'Adnkronos, "Matilde è sì caduta, ma non credo che sia andata in coma, non lo so, non ho idea di quello che è successo.Mentre Leonardo era già caduto ai campionati italiani a Cortina nella discesa, poi non aveva fatto lo slalom, poi era andato a casa e in seguito era partito tranquillamente per gli Stati Uniti dove avevamo le preolimpiche". "Quando abbiamo provato la discesa della combinata, lui era caduto, ma una caduta quasi da svenimento, si può dire.

Si era rialzato in quel momento, poi era arrivato al traguardo, io ero già giù e mi ricordo che ci siamo salutati, gli ho chiesto 'Leo cosa è successo' e niente, era caduto, ma si era rialzato. È arrivato al traguardo, poi si è accasciato sui miei sci, ho chiamato il direttore tecnico Erich Demetz, loro hanno chiamato i soccorsi, poi l'hanno portato via in ospedale.L'hanno poi operato la sera e da quel momento purtroppo la storia è stata quella che è stata.

Il cervello è stato parecchio tempo senza ossigeno, poi è andato avanti sei anni e alla fine è mancato". "Matilde è caduta, ha spigolato, perché ormai con questi sci si va forte.Poi magari c'è ghiaccio, insomma la pista è forse più dura, non lo so quello che è successo, avrà battuto la testa sicuramente.

Da quello che ho sentito non farei un'analogia con Leonardo anche se quando batti la testa…Basta vedere quello che è successo a Schumacher. È un tragico destino, molto tragico e crudele, siamo tutti molto tristi per Matilde". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inclusion Job Day, un’edizione record per numero di utenti iscritti all’evento

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(Adnkronos) – Sono oltre 700 le persone che hanno partecipato alla terza edizione di Inclusion Job Day, svoltasi il 25 ottobre scorso, l’evento online nato grazie alla collaborazione tra la digital agency Hidoly e Cesop Hr Consulting Company.I candidati hanno risposto numerosi, ben il 40% in più rispetto alle precedenti edizioni, a oltre 230 profili proposti dalle aziende partecipanti, provenienti da diversi settori merceologici: dal farmaceutico alle multiutility, dal bancario al comparto delle infrastrutture, dall’alimentare al cosmetico.

Nell’agorà virtuale di Inclusion Job Day ancora una volta l’incontro fra imprese di alto livello e persone qualificate ha saputo creare opportunità concrete di lavoro per chi vuole dare una svolta alla propria carriera dimostrando che la disabilità non è un limite e contribuendo a promuovere una cultura dell’inclusione nel nostro Paese.Alcune delle storie di successo sono state pubblicate nella sezione magazine del sito Inclusion Job Day.  Nell’edizione di ottobre, il 55% dei 741 partecipanti è laureando o laureato principalmente in Giurisprudenza, Economia Aziendale, Psicologia, Scienze Politiche e, dal punto di vista geografico, proviene principalmente da Lazio, Lombardia e Piemonte; a seguire Puglia, Campania, Sardegna, Veneto, Emilia Romagna, Sicilia, e Toscana. Creata nel 2020 per far fronte alle limitazioni della pandemia, la piattaforma Inclusion Job Day – accessibile secondo le linee guida Wcag 2.0 – si conferma un punto di riferimento nello scenario nazionale dedicato al recruiting delle persone con disabilità e appartenenti alle categorie protette.

Ad oggi conta oltre 5.000 iscritti e un database di 12mila utenti provenienti da tutte le regioni italiane fra diplomati, laureandi e laureati nelle diverse discipline. Giunto alla 15ma edizione, l’ultima del 2024, l’evento è stato preceduto, come di consueto, da Inclusion Job Talk, la tavola rotonda che invita esponenti del mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico a discutere su temi legati alla DE&I.Argomento scelto per l’appuntamento di ottobre “Diversità e integrazione per vivere bene sul luogo di lavoro”.

Ne hanno discusso: Barbara Bichiri, assessore alle Politiche Sociali; Giuseppe Perfetto, psicoterapeuta e psicologo del lavoro; Dario Migliavacca, People and Team Development coach; Manuela Pioltelli, responsabile Area Collocamento Mirato dell’agenzia per il lavoro Umana.Moderatore dell’incontro Fabio Insenga, vicedirettore dell’agenzia Adnkronos, media partner dell’evento.  Come punto di riferimento in tema di DE&I e grazie all’esperienza maturata in 15 edizioni di Inclusion Job day, l’agenzia Hidoly e Cesop Hr Consulting Company hanno lanciato una nuova iniziativa dedicata alle aziende che hanno partecipato alle varie edizioni e aperta anche a chi vorrà dare il proprio contributo.

Si tratta di una survey dedicata alle tematiche DE&I indirizzato alle imprese: attraverso il loro feedback si darà vita a un Osservatorio specifico con l’obiettivo di misurare il livello di maturità delle aziende in relazione allo sviluppo delle politiche e delle pratiche legate a queste tematiche in tutti i suoi aspetti e valorizzare le best practices.  Le aziende interessate a partecipare all’indagine, possono fare richiesta del questionario inviando una mail a segreteria@inlusionjobday.com. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornata ictus, neurologi: “Ora un Piano nazionale anche in Italia”

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(Adnkronos) – E' la seconda causa di morte in Italia dopo le malattie ischemiche del cuore, oltre a rappresentare la prima causa di invalidità.L'ictus cerebrale, di cui oggi si celebra la Giornata mondiale, colpisce ogni anno nel nostro Paese oltre 130mila persone e si stimano in oltre 1 milione i pazienti con disabilità conseguente all'ictus.

Una patologia correlata all'età, sebbene non siano rari i casi tra i giovani, anche a causa del consumo eccessivo e crescente degli stupefacenti.Il numero di casi aumenta con l'invecchiamento, coinvolgendo in particolare gli over 65.

In alcuni casi l'ictus è preceduto da segni premonitori, i cosiddetti attacchi ischemici transitori o Tia, ovvero episodi di ischemia limitati nel tempo, caratterizzati da paresi, disturbi della parola o altri disturbi di breve durata seguiti da recupero completo.Purtroppo, però, nella maggior parte dei casi l'ictus è un evento improvviso e imprevedibile. Negli ultimi anni la cura dell'ictus, unitamente alla precocità nei soccorsi, consente di migliorare le possibilità di cura immediata e di ridurre il rischio di invalidità permanente.

Per questo occorre fare molta attenzione ad alcuni segnali, come la paresi improvvisa di una gamba o di un braccio con perdita di forza, il calo della vista, un'improvvisa difficoltà nel parlare.In questo caso il tempo è fondamentale ed è importante raggiungere quanto prima un pronto soccorso per iniziare terapie trombolitiche.

In Italia sono attive in tutte le regioni le Reti Stroke che vedono coinvolte le neurologie dei diversi ospedali, presso cui sono presenti équipe dedicate alla presa in carico delle fasi acute e subacute degli ictus. "In occasione della Giornata mondiale dell'ictus cerebrale, la Sin ribadisce l'importanza della neurologia, così come la necessità di avere anche nel nostro Paese un 'Piano nazionale dell'ictus' che consenta di effettuare diagnosi e trattamenti tempestivi, anche a distanza mediante la telemedicina, in tutto il territorio nazionale e che eviti ospedalizzazioni inappropriate o trattamenti inefficaci", dichiara il presidente della Società italiana di neurologia, Alessandro Padovani.  "A testimonianza dell'importanza dei fattori di rischio e della concreta possibilità di una prevenzione in coerenza con il Piano nazionale One Health – sottolinea Padovani – negli ultimi anni vi è stata una riduzione dell'incidenza ovvero dei numeri di casi per anno.Quando invece i sintomi si manifestano in maniera acuta, è fondamentale raggiungere quanto prima un pronto soccorso per iniziare terapie trombolitiche.

In Italia sono attive in tutte le regioni le Reti Stroke che vedono coinvolte le neurologie dei diversi ospedali presso le quali sono presenti équipe dedicate alla presa in carico delle fasi acute e subacute degli ictus". La Sin, unitamente alla Italian Stroke Association, quest'anno ha voluto inserire la Giornata mondiale dello Stroke tra le iniziative mirate a promuovere il proprio impegno nell'ambito della campagna One Brain, One Health a favore della salute del cervello. "Il nostro impegno – conclude Padovani – è quello di sostenere sempre iniziative di informazione e di conoscenza sull'ictus cerebrale, nella speranza che il nostro Paese sia presto all'avanguardia nella lotta contro tutte le malattie del cervello".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)