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Ue avvia indagine su Temu

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(Adnkronos) – La Commissione Europea ha avviato un procedimento formale per accertare se la piattaforma di e-commerce Temu, controllata dalla Pdd Holdings, ha violato la legge sui servizi digitali (Dsa).L'indagine, specifica l'esecutivo Ue, riguarda ambiti legati alla vendita di prodotti illegali, alla progettazione del servizio in modo da creare dipendenza, ai sistemi utilizzati per consigliare gli acquisti agli utenti, l'accesso ai dati per i ricercatori. La decisione di indagare su Temu, la cui casa madre, Pin DuoDuo Holdings, ha trasferito la propria sede da Shanghai a Dublino l'anno scorso ed è quotata al Nasdaq, segue la relazione di valutazione del rischio fornita da Temu alla fine di settembre 2024, le risposte alle richieste formali di informazioni della Commissione del 28 giugno 2024 e dell'11 ottobre, nonché le informazioni provenienti da terzi.  La Commissione si basa anche sulle informazioni condivise attraverso il meccanismo di cooperazione con le autorità nazionali, nell'ambito del Comitato europeo dei coordinatori dei servizi digitali, in particolare con il coordinatore irlandese dei servizi digitali.

Il core business di Pin DuoDuo Holdings, fondata nel 2015 da Colin Huang Zheng, valutato da Forbes come il 33esimo uomo più ricco del pianeta, è il commercio on line focalizzato sul settore agricoltura, ma controlla anche Temu, attiva nell'e-commerce di prodotti spediti direttamente dalla Cina, spesso a basso costo.  —finanzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E.Romagna, duello social tra Ugolini e De Pascale: i numeri della ricerca Adnkronos

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(Adnkronos) – Un’analisi delle conversazioni online e delle interazioni social sui candidati alle elezioni regionali in Emilia Romagna, condotta da Adnkronos con la piattaforma SocialData tra il 1° marzo e il 24 ottobre 2024, rivela un serrato confronto tra Elena Ugolini e Michele De Pascale.Basata su oltre 16mila conversazioni e 800mila interazioni, l’analisi evidenzia i temi e le priorità centrali per il pubblico e i candidati, mostrando un’interessante polarizzazione di interessi e tensioni. Le alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna hanno avuto un ruolo cruciale nel plasmare la comunicazione elettorale.

Dal 1° settembre al 14 ottobre, Elena Ugolini ha mantenuto un sentiment positivo, evitando polemiche, mentre Michele De Pascale ha visto un sentiment oscillante, con un calo iniziale seguito da una lieve ripresa.Sui social, il confronto tra i due appare molto equilibrato, con ciascun candidato che mobilita una base attiva di sostenitori, suggerendo una gara aperta fino all'ultimo istante. 
Elena Ugolini: dialogo e territorio al centro
 Con l’inizio della campagna, le conversazioni su Ugolini sono cresciute, registrando un picco durante il tour elettorale di ottobre, grazie anche al coinvolgimento di personalità con un peso regionale forte come Stefano Bonaccini e Galeazzo Bignami.

La candidata si concentra sul “territorio”, tema principale della sua campagna, in cui risaltano parole chiave come “programma”, “sanità”, “ambiente”, e “protezione civile”.Il pubblico di riferimento di Ugolini è per il 69,2% maschile, con una prevalenza di utenti di età tra i 25 e i 34 anni, e geograficamente distribuito soprattutto a Bologna (53%), seguita da Modena e Ravenna. 
Michele De Pascale: emergenze e presenza sul campo
 Per Michele De Pascale, il volume di menzioni e interazioni è cresciuto nella seconda metà del monitoraggio, influenzato dai sopralluoghi nelle aree alluvionate e dal sostegno dell’ex governatore Bonaccini, che ha aiutato a consolidare l’engagement attorno al candidato e amplificare il suo messaggio.

La mappa di parole legata a De Pascale sottolinea l’importanza del suo “programma” e dei temi come “sanità”, “imprese”, “ambiente”, con un occhio alle relazioni europee.Il suo pubblico, prevalentemente maschile (60,2%) e concentrato nella fascia 25-34 anni, è interessato a questioni legali e amministrative.

Geograficamente, Bologna resta il centro delle conversazioni (34%), seguita da Parma e Modena. 
Una campagna polarizzata sui social
 I due candidati si mostrano quasi equivalenti in termini di giudizi positivi (circa il 50% ciascuno), riflettendo un dibattito elettorale polarizzato.La capacità di Ugolini di evitare polemiche ha contribuito a mantenere stabile il sentiment positivo nei suoi confronti.

Tuttavia, la concentrazione del suo pubblico su Bologna potrebbe limitarne l'attrattività in altre province.Al contrario, De Pascale, pur avendo subito un calo del sentiment inizialmente, ha dimostrato una ripresa grazie all’attenzione sulle emergenze e al supporto di Bonaccini, rischiando però di essere troppo legato alla figura dell’ex governatore. 
Impatto delle alluvioni: una svolta per la comunicazione elettorale
 Le alluvioni di settembre e ottobre hanno segnato uno spartiacque nella percezione pubblica dei candidati: Ugolini ha mantenuto una stabilità positiva, evitando polemiche e critiche mediatiche, mentre De Pascale ha visto il sentiment peggiorare durante la prima ondata di alluvioni.

Tuttavia, il 19 settembre si è registrato un picco di menzioni per entrambi, dimostrando quanto il contesto emergenziale abbia inciso sulla campagna.Il confronto tra i candidati resta aperto, con una competizione che si mantiene serrata e un pubblico sempre più coinvolto sui social. 
Consulta la ricerca completa
  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Melanoma, immunoterapia sì o no? Batteri intestinali spia per prevedere l’efficacia

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(Adnkronos) –
Nei batteri intestinali che formano il microbiota si nascondono dei fattori 'spia' capaci di predire l'efficacia dell'immunoterapia anti-melanoma, e con un semplice test del sangue è possibile capire quali pazienti con tumore avanzato risponderanno al trattamento e quali no.La scoperta apre "una nuova strada per lo sviluppo di un vaccino terapeutico", spiega l'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano annunciando i risultati di uno studio coordinato da Luigi Nezi dell'Ieo, pubblicato su 'Cell Host and Microbe'. All'Irccs fondato da Umberto Veronesi e all'Istituto nazionale tumori 'Fondazione Pascale' di Napoli sono stati arruolati 23 pazienti con melanoma inoperabile e candidati a ricevere la terapia che, bloccando la proteina linfocitaria PD-1, riattiva la risposta immunitaria anticancro.

Da ognuno sono stati raccolti dati clinici e diversi campioni biologici, sia prima dell'inizio della terapia sia mensilmente durante il periodo di trattamento (fino a 13 mesi), permettendo così ai ricercatori di associare variazioni del microbiota intestinale con altri marcatori infiammatori ematici.Benché il legame fra microbiota intestinale e immunoterapia sia noto da tempo, sottolineano dall'Ieo, il nuovo studio spiega perché e come avviene l'interazione. "I nuovi risultati dimostrano che i pazienti con una risposta clinica completa hanno una composizione del microbiota intestinale unica, che varia poco durante l'immunoterapia e stabilizza alcuni batteri – riassume Angeli D.G.

Macandog, ricercatrice Ieo e primo autore del lavoro – Questi batteri, che appartengono principalmente alla classe dei Clostridia, sono noti per essere tra i principali artefici del metabolismo delle fibre alimentari, che favoriscono sia la salute intestinale che le funzioni linfocitarie.Se da un lato questa osservazione conferma quanto già scoperto dal dottor Nezi e da altri gruppi sui benefici per l'immunoterapia di un'alimentazione ricca di fibre, dall'altro apre nuovi scenari nella comprensione di come il microbiota intestinale modula la risposta al trattamento".  Da un'analisi approfondita dei geni batterici (metagenomica) – riporta in dettaglio l'Ieo – emerge che il microbiota intestinale dei pazienti responsivi all'immunoterapia è arricchito di alcuni geni che portano alla sintesi di peptidi (frammenti di proteine) i quali mimano esattamente la struttura di alcuni dei principali antigeni tumorali espressi dalle cellule di melanoma.

Poiché la somiglianza consente a linfociti diretti contro i peptidi batterici di riconoscere anche i loro analoghi tumorali, l'immunità antitumorale ne esce rafforzata. "La maturazione dei linfociti – chiarisce Nezi – prevede l'eliminazione a livello centrale, nel timo, di quelli che riconoscono proteine prodotte dal nostro stesso organismo (endogene).Se da un lato questo meccanismo ci protegge da potenziali fenomeni autoimmuni, dall'altro rende il nostro sistema immunitario cieco agli antigeni tumorali che, non dimentichiamolo, sono in gran parte espressi anche dalle cellule normali del nostro corpo.

A livello dei tessuti periferici, e soprattutto dell'intestino, entrano invece in gioco meccanismi differenti che ci consentono soprattutto di tollerare la presenza dei batteri cosiddetti 'commensali', fondamentali per la salute del nostro organismo.Scoprire che alcuni di questi batteri esprimono antigeni dall'aspetto identico a quelli tumorali ci fa pensare che nel nostro intestino esista una vera e propria 'biblioteca' di peptidi che, all'occorrenza, potrebbe favorire il nostro sistema immunitario nel combattere il tumore in modo mirato ed efficace". "Questa scoperta consentirà in breve tempo di condurre uno screening dei pazienti candidati a immunoterapia grazie a un test ematico per ricercare linfociti che riconoscono i peptidi batterici analoghi a quelli del melanoma", prospettano gli autori. "La possibilità di avere a disposizione marcatori che predicono la risposta ad un trattamento o meno – afferma Paolo Ascierto, direttore del Dipartimento Melanoma e Immunoterapia del Pascale – rappresenta un aspetto importantissimo della ricerca oncologica.

In questo modo si selezionano i pazienti che possono realmente avere un beneficio da una terapia, evitando inutili costi e possibili effetti collaterali a coloro che non ne avranno beneficio.Inoltre consente di focalizzare la ricerca su quei pazienti resistenti 'ab initio' ad un trattamento". "I nostri risultati – conclude Nezi – hanno un forte potenziale terapeutico, se si considera che l'azione favorevole del microbiota potrebbe essere indotta somministrando al paziente semplici mix di peptidi.

Gli stessi che, in un futuro non lontano, potrebbero essere utilizzati sia per migliorare l'attuale limitata applicabilità delle terapie cellulari, sia come vaccino che educhi il sistema immunitario a riconoscere il tumore e, in combinazione con l'immunoterapia, a combatterlo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Furto banche dati, silenzi e qualche ammissione: prime crepe nel gruppo

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(Adnkronos) – I quattro arrestati, ai domiciliari, accusati di far parte della presunta associazione a delinquere accusata di dossieraggi illeciti, non rispondono alle domande del gip di Milano Fabrizio Filice, ma fanno dichiarazioni spontanee, promettono di chiarire la propria posizione davanti al pm della Dda Francesco De Tommasi – presente agli interrogatori -, ma offrono anche le prime crepe in quello che agli atti viene descritto come un gruppo spregiudicato che con le sue attività costituisce "un serio pericolo per la sicurezza e la personalità dello Stato".  Al settimo piano del Palazzo di giustizia stamane le telecamere sono schierate su entrambe i lati del piccolo corridoio dove c'è la porta del giudice.Il rituale si ripete rapido e identico per gli indagati ai domiciliari.

Il primo a non rispondere è l'esperto informatico Samuele Nunzio Calamucci. "Chiarirò non appena avrò un quadro completo degli atti dell'inchiesta.Da quello che ho letto ci sono delle esagerazioni perché si rappresentano fatti che sono impossibili dal punto di vista empirico", rispetto alla possibilità diretta di 'bucare' il sistema informatico Sdi, è il senso delle sue brevi dichiarazioni.  Si tratta, in parte, della stessa difesa dell'ex superpoliziotto Carmine Gallo (gli avvocati Antonia Rita Augimeri e Paolo Simonetti difendono entrambi), uno degli uomini ritenuti al centro del presunto sistema illecito la cui finalità era creare report, anche falsi, a pagamento. "Ho sempre rispettato la legge e lo farò anche ora.

Sono stato un servitore dello Stato, ho sempre rispettato l'autorità giudiziaria e lo farò anche in questa occasione.Proverò a difendermi dopo aver letto la mole imponente di atti" le frasi dette al giudice.

Gallo non fugge gli sguardi dei giornalisti che conosce da anni, avendo lavorando a lungo alla squadra Mobile ed essendo tra i massimi esperti di criminalità organizzata, e pronuncia solo poche parole a fatica"…è la vita…".  Nessuna ammissione davanti al gip di Milano per l'imprenditore reggiano Giulio Cornelli, che rende dichiarazioni spontanee: "Chiarirò tutto quello che potrò chiarire, voglio uscire" da questa storia e "tagliare con ambienti che non mi riguardano", il senso delle dichiarazioni.Difeso dall'avvocato Giovanni Tarquini, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha annunciato l'intenzione di spiegare la sua posizione al pm della Dda. Tace quindi Giuliano Schiano, il finanziere della Dia di Lecce colpito, insieme al poliziotto Marco Malerba, da misura interdittiva della sospensione dal servizio per 6 mesi, perché avrebbero eseguito, secondo la tesi accusatoria della procura di Milano, un "rilevante numero" di accessi abusivi a richiesta degli arrestati.

Malerba, in servizio a Rho, è l'unico che ammette le accuse. "Sì ho fatto gli accessi, ci scambiavamo favori.Era il mio ex capo e non sono riuscito a dire di no".

Un reato che avrebbe commesso visto il suo legame con l'ex capo Gallo.  Ad aprire una crepa sulla presunta associazione che aveva come base la società Equalize (socio di maggioranza è Enrico Pazzali, indagato) è l'investigatore privato Massimiliano Camponovo. "Sono preoccupato, temo per la mia incolumità e quella della mia famiglia.Avevo percepito che dietro a questo sistema c'era qualcosa di oscuro quindi a un certo punto sono stato al mio posto.

Mi passavano i dati e facevo i report" è il senso delle dichiarazioni spontanee rese dall'uomo ai domiciliari al gip Filice.Per i quattro arrestati, e per qualche altro indagato, la procura ha chiesto al Riesame un inasprimento della misura, ma l'udienza non è ancora stata fissata.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Food, la scarpetta? E’ il secondo gesto più comune ma anche evitato e ora diventa gourmet

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(Adnkronos) – Riscoprire il gusto autentico fino all'ultimo boccone: la scarpetta è un gesto tutto italiano che racconta convivialità e amore per la buona cucina.Un rito antico che incarna la cultura culinaria del Belpaese in tutto il mondo e che testimonia la capacità di godersi il piacere del gusto fino alla fine.

L’amore degli italiani per la scarpetta è confermato dai dati dell’indagine condotta da YouGov e commissionata da Barilla: il 68% degli italiani ama gustare ogni boccone senza lasciare nulla nel piatto.Il desiderio di godersi l’esperienza fino all’ultimo boccone è così importante che la scarpetta è il secondo gesto più comune quando si cena in ambienti informali per il 57% degli intervistati. Nonostante ciò, molti si sentono inibiti dal galateo nei contesti formali: tra coloro che adorano la scarpetta e la fanno in contesti informali, il 60% si autocensura quando va nei ristoranti fine dining.

Tra coloro che si astengono, la scarpetta è uno dei gesti di cui si sente di più la mancanza (secondo il 48% degli intervistati), secondo solo al vestirsi in maniera comoda.Dalla ricerca emerge anche la conferma che il 93% degli italiani adora la pasta, e per l’86% poter godere del sugo è fondamentale per l’esperienza stessa.

Inoltre, il 52% considera un peccato non raccogliere il condimento che rimane nel piatto, fin all’ultimo boccone. Anche se secondo il galateo il gesto non è adatto agli ambienti formali, negli ultimi anni importanti chef hanno iniziato a rivalutare la scarpetta, celebrandola anche attraverso i loro piatti.E l’argomento è diventato oggetto di dibattito.

In questo contesto si inserisce la pasta Barilla Al Bronzo, che, grazie alla sua esclusiva texture ruvida, cattura perfettamente ogni condimento, permettendo finalmente di godere del sugo fino all’ultimo boccone.Nella nuova campagna, Barilla Al Bronzo è dunque “la pasta che fa la Scarpetta” celebrando il rituale della tradizione italiana in ogni occasione, a casa come al ristorante, rendendo un gesto informale adatto anche ai contesti più esclusivi e raffinati. “In Italia, l’antico gesto del ‘fare la scarpetta’, conosciuto in tutto il mondo, esprime il piacere di assaporare un piatto fino alla fine.

Un rituale solitamente riservato alla tavola di casa o a momenti informali.Con Barilla Al Bronzo, la nostra linea dalla straordinaria capacità di abbracciare il sugo, celebriamo la passione italiana per il buon cibo e per la vita, portando la scarpetta in ogni occasione.

Questo è il cuore della nostra nuova campagna”, afferma Katia Desogus, direttore marketing di Pasta Barilla Italia. Ma la scarpetta sta guadagnando spazio anche nei contesti più eleganti, perché simboleggia l’apprezzamento di ciò che si sta mangiando.Negli ultimi anni, la moderna percezione delle esperienze culinarie ha guidato un’evoluzione del galateo, ridefinendo anche le ricette d’alta cucina e i modi in cui vengono gustate.

Così, in linea con la reinterpretazione della tradizione, nel nuovo spot, Barilla Al Bronzo porta l’informalità della scarpetta anche nei contesti più raffinati grazie alla sua eccellente tenuta del sugo che consente di assaporarlo appieno con la pasta. Se da una parte il galateo dice tradizionalmente di no alla scarpetta nelle occasioni formali, dall’altra l’esperta di bon ton Elisa Motterle evidenzia che “sulla tavola, proprio come accade nella Moda, si incontrano e a volte si scontrano regole tradizionali e tendenze contemporanee: da questa dialettica nascono nuovi modi di interpretare gesti classici e conviviali, come raccogliere il sugo, con un boccone di pane, a fine pasto”.L’esperta ha stilato un vademecum delle buone maniere a tavola, spiegando che le regole della tradizione possono talvolta lasciare spazio a regole funzionali, per permettere di godere appieno dell’esperienza della tavola, assaporando fino all’ultimo boccone. “Nella nuova campagna, Barilla al Bronzo – continua Elisa – rinnova la tradizione informale della 'scarpetta' e la presenta come un dettaglio gourmet, mettendo così d’accordo gusto e galateo”. Sempre più chef, dunque, celebrano il rituale della scarpetta, trasformandola, anche attraverso le proprie creazioni, in un’espressione di convivialità e piacere.

Lo sa bene lo chef Davide Oldani che ha ridefinito il concetto di alta cucina con la sua filosofia di 'pop cuisine', basata su un equilibrato connubio di creatività e semplicità. “Per gli amanti della pasta il rito della scarpetta è un piacere irrinunciabile: nella nuova campagna, Barilla Al Bronzo riesce a unire gusto e raffinatezza, valorizzando un gesto della tradizione, rendendolo possibile anche nei contesti più formali”, afferma lo chef Oldani.Questa filosofia rispecchia la Cucina pop dello chef, che vuole combinare qualità e accessibilità, tradizione e innovazione. “Credo fermamente che la grandezza della cucina italiana risieda non solo nella varietà e nel sapore, ma anche nella sua capacità di essere costantemente reinterpretata valorizzando ogni ingrediente con semplicità”, aggiunge. Così con Barilla Al Bronzo ogni occasione può diventare speciale, ed è possibile vivere l’eleganza di un ristorante raffinato anche a casa.

Barilla Al Bronzo si distingue per la sua lavorazione grezza e raffinata, ottenuta tramite la trafilatura al bronzo che disegna sulla superficie della pasta una 'rete di microincisioni', per una consistenza ruvida distintiva.Questo design permette alla pasta di avere un’eccellente tenuta del sugo, valorizzando la complessità dei sapori e rendendo ogni boccone un’esperienza ricca e appagante. Barilla Al Bronzo è realizzata con una selezione di grani duri pregiati 100% italiani, sapientemente macinati e scelti appositamente per ottenere risultati ottimali, con un contenuto proteico superiore al 14%, per una consistenza robusta ed elastica.

L’eccellente qualità e quantità di proteine migliora la consistenza della pasta e ne aumenta la sua capacità di trattenere l’amido durante la cottura, per un risultato 'al dente'.Il grano duro selezionato fornisce inoltre naturalmente una tonalità giallo ambrata, per un’esperienza sensoriale unica, alla vista e al tatto. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nessuno usa la parola sostenibilità, online si parla di cose concrete: clima, mobilità, rifiuti

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(Adnkronos) – La parola sostenibilità non è adatta alle conversazioni online.In Rete si parla di cose concrete, a partire dagli effetti del cambiamento climatico con le alluvioni di queste settimane in primo piano, e non di un concetto che appare astratto e lontano.

E' quanto emerge da una ricerca di SocialCom in esclusiva per l'Adnkronos. “Nella nostra analisi delle conversazioni social sui temi della sostenibilità abbiamo rinvenuto un evidente paradosso: gli utenti dibattono anche in maniera polarizzata sulle conseguenze e sull’evidenze degli eventi legati ai cambiamenti climatici ma nessuno usa il termine sostenibilità che rimane appannaggio di stakeholder e addetti ai lavori”, commenta Luca Ferlaino, fondatore di SocialCom.   La ricerca "Il Paradosso della Sostenibilità," condotta da SocialCom Italia, rivela un dato sorprendente: l’interesse per la sostenibilità è in crescita, ma si esprime online principalmente attraverso temi concreti e situazioni reali, piuttosto che tramite l’uso diretto del termine “sostenibilità,” che spesso risulta astratto e lontano dalla vita quotidiana.Questa tendenza evidenzia come il concetto di sostenibilità venga interiorizzato dalla società quando si traduce in azioni tangibili e accessibili, rendendosi più facilmente parte dell’immaginario sociale collettivo.

Temi come cambiamento climatico, mobilità sostenibile e raccolta differenziata, infatti, catalizzano il dibattito, risultando più immediati e vicini alle preoccupazioni quotidiane delle persone.  
Volume delle Conversazioni: Nell’ultimo anno, in Italia, si sono registrate 1,2 milioni di conversazioni specifiche sulla sostenibilità e 1,7 milioni su temi correlati, come cambiamento climatico, attivismo, ecoansia, mobilità sostenibile, emergenze climatiche e raccolta differenziata. 
Interazioni: In parallelo, il termine sostenibilità ha generato circa 1,5 milioni di interazioni, mentre i temi concreti ne hanno ottenute 6,5 milioni, segno che la concretezza ispira una partecipazione più attiva e un engagement più elevato. 
Focus sui temi concreti: La prevalenza di conversazioni sui temi pratici suggerisce un desiderio diffuso di affrontare le sfide ambientali in modo realistico e immediato, rendendo più accessibile l'idea di un cambiamento sostenibile.  
Cambiamento climatico: È uno dei temi più discussi, con 986.000 menzioni e 3,3 milioni di interazioni, ed evidenzia un sentiment misto tra positività (15%) e negatività (31%).Eventi come le recenti alluvioni in Toscana ed Emilia-Romagna hanno ulteriormente stimolato il dialogo e le emozioni degli utenti. 
Mobilità sostenibile: Questo tema raccoglie 546.000 menzioni e 2,4 milioni di interazioni, distinguendosi per il sentiment più positivo (25%) tra i temi analizzati.

La mobilità sostenibile si posiziona quindi come un concetto pratico, in cui gli utenti vedono un’azione concreta per il futuro. 
Ecoansia: Tema emergente che riflette l’ansia collettiva legata alle sfide ambientali, ma con una presenza più limitata (10.000 menzioni, 44.000 interazioni) e un sentiment prevalentemente negativo (44%), mostrando percezioni contrastanti.   L'analisi evidenzia come l'interesse per la sostenibilità sia concreto solo quando collegato a temi pratici e reali.In un contesto di crescente consapevolezza, iniziative mirate su temi specifici e facilmente accessibili come la mobilità sostenibile o la raccolta differenziata sono le più efficaci per coinvolgere il pubblico.

Comunicare la sostenibilità attraverso questi temi concreti risulta dunque strategico per stimolare un cambiamento positivo e duraturo, che vada oltre il concetto astratto di sostenibilità e diventi parte della quotidianità.    —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

PagoPa, chiarimenti su informazioni relative al dominio io.italia.it e App Io

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(Adnkronos) – In seguito a quanto apparso su alcuni social media nei giorni scorsi circa la presunta localizzazione dei “server dell’identità digitale italiana” negli Stati Uniti con specifico riferimento al sito web io.italia.it, la società PagoPA intende fare immediata chiarezza su informazioni del tutto prive di fondamento.Innanzitutto è bene precisare che non vi è alcuna correlazione tra l’identità digitale e il sito io.italia.it.

Quest’ultimo infatti è un mero dominio di secondo livello del dominio italia.it, di proprietà della Presidenza del Consiglio dei Ministri e nato nel 2004 quale “contenitore” per molteplici siti e servizi gestiti da enti diversi, tra cui anche il sito vetrina di App Io, l’app dei servizi pubblici sviluppata e gestita da PagoPa e cioè io.italia.it, un sito web statico che risponde a sole finalità divulgative, senza sessioni dati gestite. Le componenti informatiche del sito web io.italia.it e del sito collegato ioapp.it, nonché le componenti dell’applicazione Io in sé sono ospitate sui sistemi di Microsoft Azure nelle Region North Italy nel primo caso (a Milano) e West Europe nel secondo caso (ad Amsterdam).Su Milano, in particolare, è attestata la maggior parte dei servizi gestiti dall’App Io, inclusa tutta la componente relativa alla funzionalità per la gestione dei Documenti su IO quale prima fase dell’It-Wallet.  Va infine ricordato che l’applicazione Io non salva le informazioni dei cittadini sui propri server, come ampiamente verificabile dall’architettura e dal codice open source.

Infatti, i dati relativi alle credenziali di identità digitale, così come tutte le altre credenziali, sono nel pieno controllo dei cittadini in quanto salvate esclusivamente sui dispositivi.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Food, Knorr: “Piatti tradizione non si toccano, identitari ma si evolvono seguendo generazioni”

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(Adnkronos) – Fra piatti della tradizione, voglia di innovazione e nuove abitudini, come viviamo la cucina oggi?Knorr, giunta alla sesta edizione del progetto BuonCibo, ha messo a confronto quattro generazioni con una ricerca di Ipsos, che ha dimostrato quanto teniamo a preservare la nostra eredità gastronomica ma che le ricette cambiano e le tradizioni si evolvono seguendo le generazioni. Oggi, secondo la ricerca, il 68% degli intervistati realizza i piatti tradizionali con ricette semplici, approvati pienamente dal 60% della GenZ.

Mentre, sempre in tema di tradizione, il 55% della totalità del campione non vuole mettere in discussione le ricette ereditate dalla nonna e il 40% cucina secondo le proprie ricette Per Francesca Spadaro, psicologa e neuroscienziata: “Dai più agée ai più giovani, tutti amano seguire la tradizione, ma inevitabilmente ognuno mette del suo in ogni piatto, gesti diversi, conoscenze attuali, nuovi strumenti.Tutto questo permette di mantenere vivo il passato nel presente e nella memoria dei singoli e lo rende meno anacronistico, più contemporaneo, atto a continue rigenerazioni.

Per questo eterno”. Il tempo speso in cucina, è chiave: per la preparazione dei piatti il 53% della GenZ ci passa dai 15 ai 30 minuti, mentre il 42%, soprattutto dai Millenials ‘in avanti’, si impegna dai 30 minuti a 1 ora.Dalla generazione che ‘ama interpretare’, a quella del “rendiamo tutto più semplice e più sano”, solo un punto d’incontro: i piatti della tradizione, individuati da tutte le generazioni come il buon cibo.

Sono identitari, raccontano di noi e dell’evoluzione di un nuovo stile di vita che, semplificando l’elaborato, dando più verve alla tradizione, esprimendo la nostra creatività (e anche un po’ il nostro ego), parlano dei nostri valori. Temi rilevanti per il progetto BuonCibo Knorr, come spiega Mariangela Capolupo, head of marketing nutrition, Unilever Italia: “La nostra non è una sfida nuova ma una missione di sempre: far convivere la ricchezza della tradizione con le esigenze in evoluzione delle persone. È una visione che ci guida da anni, ma oggi più che mai, abbiamo sempre meno tempo per cucinare e, allo stesso tempo, cresce il desiderio di semplificare, scegliendo però soluzioni sostenibili per il pianeta.Grazie anche al programma BuonCibo portiamo avanti l’ambizione di rispondere a queste necessità in maniera sempre attuale perché crediamo in un futuro dove le persone possano godere dei piaceri della cucina tradizionale, con un occhio attento alla sostenibilità e all'innovazione”. Ma il cibo vuole dire anche memoria.

I Baby Boomers (41%) e GenerazioneX (38%) ritrovano l’autenticità nei piatti tradizionali che rappresentano un tuffo nel passato e nei sapori di un tempo, rievocando – per il 32% dei Baby Boomers e per il 36% della GenerazioneX – ricordi piacevoli dell’infanzia.La voglia di stare in famiglia è invece evocata dalle lasagne (57%), dai dolci fatti in casa (49%) e dalla pasta al forno 48%. Il desiderio di riformulare alcune preparazioni è ciò che separa davvero le generazioni, dimostrato dall’impulso alla sperimentazione della GenZ che vorrebbe esprimersi per il 24% soprattutto nel minestrone e il desiderio per il 32% dei Baby Boomers di non modificare le ricette tradizionali.

Il risotto, punto fermo delle domeniche familiari, è ritenuto per il 28% degli italiani il piatto mutabile per eccellenza, nella top 5 dei piatti da rivisitare perché si presta maggiormente a reinterpretazioni moderne. Secondo Francesca Spadaro: “I Millennials e la GenZ hanno qualche inevitabile punto di contatto, come la dinamicità di chi è nato o cresciuto in un mondo ibrido e condividono la distanza dai ‘grandi’, ma in realtà presentano grandi unicità.I Millennials hanno conosciuto culture diverse, assaggiato gusti e sapori.

In cucina sono cresciuti nell’era della ascesa del fenomeno food e delle più profonde riflessioni su ciò che è sano e giusto.Oggi le loro scelte (e le loro ricette) sono guidate dai princìpi di salubrità, qualità e trasparenza.

Le ragazze e i ragazzi della Gen Z sono aperti alla contaminazione e allo scambio”. Inevitabilmente ogni generazione apporta cambiamenti e varianti dando nuovo significato alla tradizione che non appare più statica ma fluida.Ed è così che i piatti, anche – o forse soprattutto – quelli più legati alle nostre abitudini, cambiano da una generazione all’altra. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bergamo, crolla muro in uno scavo: operaio morto a Ponteranica

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(Adnkronos) – Un operaio di 50 anni è morto mentre stava lavorando in uno scavo a seguito del crollo di un muro a Ponteranica, Bergamo.L'incidente è avvenuto attorno alle 11 in un cantiere in via Foppetta.

L'uomo è rimasto sommerso nel crollo ed è stato constatato il decesso sul posto.A intervenire l'elisoccorso, un'ambulanza, le forze dell'ordine, i vigili del fuoco e l'Ats. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Food, psicologa Spadaro: “Tradizione sa di buono, per questo tutti la vogliono”

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(Adnkronos) – “Tutti vogliono la tradizione perché la tradizione sa di buono.Si potrebbero riassumere così i risultati della ricerca, ma i significati che quest’affermazione sottende sono profondi e molteplici, radicati nelle individualità dei ‘tutti’ che hanno partecipato alla ricerca e che scelgono la tradizione italiana a tavola (90%).

Ma come è possibile che un’umanità così varia, condivida con tanta convinzione una scelta così netta?Semplice, perché la tradizione a tavola – come in molti altri ambiti della cultura umana – non esiste.

Esistono molteplici tradizioni.Una moltitudine infinita di sapori, memorie e certezze, di ricette e di gesti, di momenti e di profumi che si combinano in modo diverso e unico.

Perché la tradizione è viva, si contagia, si arricchisce, si trasforma, rimanendo sempre e in ogni sua manifestazione, vera".Così Francesca Spadaro, psicologa e neuroscienziata, su Knorr BuonCibo.  "E ci sono piatti -continua- su cui si è pronti ad osare di più come il minestrone, le polpette, la pasta al forno e il risotto, probabilmente perché già ogni regione, ogni paese, ogni casa ha già la sua ricetta, diversa da tutte le altre.

O perché sono ricette di base che più facilmente di altre si aprono a contemporanee variazioni e contaminazioni: dalle polpette di legumi, al risotto vegano al minestrone dall’allure orientale". "Tutti vogliono la tradizione, come la ricerca commissionata da Knorr ha dimostrato perché la tradizione sa di buono ed è una certezza che mette d’accordo tutti. È il nostro cibo buono, attraverso cui ci raccontiamo, svelando noi stessi nel passato ed esprimendoci nel presente”, conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Food, Capolupo (Unilever Italia): “Knorr BuonCibo per riscoperta piacere cucina italiana”

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(Adnkronos) – "Knorr BuonCibo nasce con l’obiettivo di facilitare la riscoperta del piacere autentico della cucina italiana.In un mondo in cui il tempo è sempre meno e spesso si perde il contatto con le cose semplici, vogliamo assicurarci che tutti possano permettersi un'esperienza a tavola che sia ricca di gusto e del portato emozionale dei sapori di sempre e resti allo stesso tempo accessibile.

Al centro di tutto, c'è la tradizione.In Italia, il cibo non è mai solo nutrimento, ma rappresenta un vero patrimonio culturale.

Piatti come la lasagna, il risotto, la pasta al forno, il minestrone, non sono solo ricette, ma autentici simboli di storia e di famiglia.Con Knorr BuonCibo, ci proponiamo di riportare questi sapori al centro dell’esperienza quotidiana, celebrando quei piatti che raccontano le nostre radici.

Mangiare non è solo un gesto meccanico: è rivivere ricordi, evocare emozioni e condividere momenti, di generazione in generazione".Così Mariangela Capolupo, Head of Marketing Nutrition, Unilever Italia.  "Attraverso Knorr BuonCibo, vogliamo incoraggiare questo scambio di saperi, affinché le ricette del cuore continuino a vivere e ad evolversi con le nuove generazioni.

Le nonne, in particolare, sono le custodi dei segreti della cucina italiana, quelle figure che con amore e pazienza hanno tramandato ricette e tradizioni.La cucina italiana è un vero e proprio ponte tra le generazioni, e questo legame è qualcosa che vogliamo preservare e continuare a promuovere", continua.  "Non meno importante -spiega- è il tema della sostenibilità.

Oggi più che mai, è essenziale fare scelte consapevoli anche in cucina.La sostenibilità è sempre stata un pilastro centrale del programma di Knorr, e crediamo che ognuno di noi, con piccoli gesti quotidiani, possa fare la differenza. .

Quest'anno celebriamo la sesta edizione del programma, un traguardo importante che ci rende orgogliosi del percorso fatto finora.Guardando al futuro, ci auguriamo che sempre più persone possano unirsi a noi in questo viaggio.

L’impegno di Knorr è continuo nel miglioramento delle confezioni, delle ricette e della coltivazione delle materie prime per contenere il proprio impatto ambientale e permettere ai consumatori di agire concretamente attraverso le proprie scelte d’acquisto.L’idea dietro l’intero programma Knorr BuonCibo in questi sei anni è che ognuno, nel proprio piccolo, possa contribuire a fare la differenza, anche attraverso il cibo, per migliorare non solo la nostra vita, ma anche quella delle generazioni che verranno", conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Food, Armato (Unilever Italia): “Unione tra tradizione e innovazione chiave successo Knorr”

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(Adnkronos) – “Knorr nasce nel 1838, quando Carl Heinrich Knorr sperimenta per la prima volta come disidratare verdure da consumare fuori stagione, preservandone il sapore e i valori nutrizionali.Da quel momento nasce il nostro impegno per garantire alle persone la massima qualità dei prodotti e il rispetto e la valorizzazione delle tradizioni locali; Knorr, infatti, simboleggia una cucina “glocale”, una sinergia tra il globale e il locale, fatta e ispirata dunque al territorio in cui opera ma con un respiro più ampio e sempre guidata dal gusto e dalla sua ricerca, per aiutare le persone a preparare piatti buoni in modo semplice e veloce.

L’unione fra tradizione e continua spinta all’innovazione è quindi quello che ha sempre caratterizzato, oggi come un tempo, Knorr.Ed è anche grazie a questi valori, fondati sull’importanza di mangiar bene e sul buon cibo, che siamo cresciuti, diventando un brand internazionale che ogni giorno offre a più di 320 milioni di persone brodi, minestre, condimenti, zuppe e tanti altri prodotti".

Così, Paolo Armato, general manager nutrition, Unilever Italia, su Knorr, giunta alla sesta edizione del progetto BuonCibo, che ha messo a confronto quattro generazioni con una ricerca di Ipsos.  "Oggi, dopo tre anni di crescita storica, Knorr è il secondo marchio più grande di Unilever, ha raggiunto la soglia dei 5 miliardi di euro ed è leader nel mercato globale dei brodi, un settore che vale 13 miliardi di dollari", conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Sassuolo (2-2): Le foto dei protagonisti in campo e del pubblico presente

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Guarda le foto di Juve Stabia – Sassuolo realizzate dal nostro fotografo, Giovanni Donnarumma, che ci raccontano così il pareggio delle Vespe (2-2) contro gli emiliani allo stadio Romeo Menti

Il tabellino della gara:

Juve Stabia (3-4-2-1): Thiam; Ruggero, Varnier, Bellich; Floriani Mussolini (81′ Baldi), Leone (67′ Meli), Buglio, Rocchetti (81′ Rocchetti); Pierobon, Maistro (74′ Candellone), Adorante (74′ Artistico).A disposizione: Matosevic, Folino, Gerbo, Zuccon, Mosti, Piovanello, Piscopo.

Allenatore: Pagliuca

Sassuolo (4-3-3): Moldovan; Toljan, Odenthal, Muharemovic, Doig (19′ Pieragnolo); Obiang, Lipani (57′ Ghion, 67′ Iannoni), Thorstvedt; Pierini, Moro (57′ Mulattieri), Volpato (45′ Laurienté).A disposizione: Satalino, Romagna, Miranda, Caligara, Paz, Russo, Berardi.

Allenatore: Grosso

Arbitro: Davide Ghersini

Primo Assistente: Dario Cecconi di Empoli

Secondo Assistente Mattia Politi di Lecce.Quarto ufficiale: Giuseppe Rispoli di Locri.

VAR: Antonio Di Martino di Teramo

AVAR: Antonio Rapuano di Rimini

Marcatori: 32′ Pierini (S), 37′ Maistro (JS), 58′ Pierini (S), 59′ Adorante (JS)

Angoli: 2 – 4

Ammoniti: 65′ Pierini, 77′ Grosso

Espulsi: Nessuno

Recupero: 2 min.p.t. – 6 min s.t.Note: Terreno in erba sintetica. 20 i tifosi provenienti da Sassuolo.

Spettatori Totali: 4.589 di cui 2560 paganti (20 settore ospiti) e 2029 abbonati.Incasso di 59.670,28 euro di cui 35.672,00 (paganti) e 23.998,28 rateo abbonati

Queste sono le foto dei protagonisti di Juve Stabia – Sassuolo

Queste sono le foto dei tifosi della Juve Stabia presenti al Romeo Menti

Inflazione risale al +0,9% su anno a ottobre: aumenta carrello della spesa

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(Adnkronos) –
A ottobre, secondo le stime preliminari, l’inflazione risale a +0,9%, seppure in un quadro di stabilità congiunturale.Gli andamenti settoriali appaiono, tuttavia, differenziati.

Nel comparto alimentare la dinamica tendenziale dei prezzi risulta in accelerazione (+2,4% da +1,1% di settembre), con effetti che si manifestano sul “carrello della spesa” (+2,2% da +1,0%).Al contrario, i prezzi dei Beni energetici accentuano il calo su base annua (-9,1% da -8,7%), nonostante l’aumento congiunturale della componente regolamentata.

In decelerazione sono infine i prezzi dei servizi ricreativi e culturali (+3,6% da +4,0%) e dei trasporti (+2,8% da +2,4%).A ottobre l’inflazione di fondo resta a +1,8%.

E' il commento dell'Istat ai dati preliminari sull'inflazione ad ottobre. 
Aumenta anche il cosiddetto 'carrello' della spesa.I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano su base tendenziale (da +1,0% a +2,2%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +0,5% a +1,0%).  L'inflazione annua nell'area euro è salita al 2% in ottobre, rispetto all'1,7% di settembre, in calo dal +2,9% di ottobre 2023.

Lo comunica Eurostat.L'accelerazione della crescita dei prezzi al consumo è più marcata del consensus, la media delle attese degli analisti.

Tra i componenti dell'inflazione, i servizi sono saliti del 3,9%, come a settembre, seguiti da cibo, alcool e tabacchi (+2,9% da +2,4%), beni industriali non energetici (+0,5% da +0,4%) ed energia (-4,6% da -6,1%).L'inflazione core, al netto di energia, cibo, alcool e tabacchi (le componenti più volatili dell'indice dei prezzi al consumo), si è attestata a ottobre a +2,7%, stabile rispetto a settembre.

Anche in questo caso l'accelerazione è più marcata del consensus.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gibellina proclamata ‘Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026’

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(Adnkronos) – Gibellina, in provincia di Trapani, è la 'Capitale italiana dell'Arte contemporanea' per l'anno 2026.La proclamazione è avvenuta oggi al ministero della Cultura alla presenza, tra gli altri, del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, del Direttore generale Creatività Contemporanea, Angelo Piero Cappello e, in collegamento da Torino, della Presidente della Giuria, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

La città potrà godere di un finanziamento di 1 milione di euro. Gibellina ha prevalso sulle città finaliste, che avevano presentato i loro dossier nelle audizioni pubbliche: Carrara (Ms) con il progetto 'Carrara – Da 2000 anni contemporanea'; Gallarate (Va) con 'La Cultura del Fare.Il Fare della Cultura'; Pescara con il progetto 'Pescara città contemporanea – Una porta aperta ai sogni' e Todi (Pg) con 'Ponte contemporaneo'. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump promette: “Proteggerò le donne, che a loro piaccia o no”

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(Adnkronos) –
Donald Trump afferma che "proteggerà le donne, che a loro piaccia o no".In un comizio in Wisconsin, il tycoon rilancia la promessa, con toni in effetti un po' minacciosi, di voler essere il "paladino delle donne", già fatta lo scorso settembre, provocando un'alzata di scudi da parte delle organizzazioni delle donne per i toni paternalistici che arrivano dall'ex presidente che si vanta di aver nominato i tre giudici alla Corte Suprema che hanno reso possibile l'abrograzione del diritto costituzionale all'aborto.  Per questo, ha rivelato l'ex presidente del suo comizio, i suoi consiglieri gli avevano detto di non ripetere più questa cosa. "Mi ha detto, signore, pensiamo che sia inappropriato per lei dire queste cose – ha detto Trump – io pago questi tizi un sacco di soldi, vi rendete conto.

Beh, io proteggerò le donne, che piaccia a loro o no.Le proteggerò dai migranti che entrano nel Paese, le proteggerò dai Paesi stranieri che vogliono colpirci con missili e con altre cose".  
L'uscita di Trump, che nelle intenzioni del tycoon dovrebbe fargli conquistare terreno tra le elettrici che a grandissima maggioranza gli preferiscono Kamala Harris, è stata immediatamente stigmatizzata dalla campagna democratica, che ha sottolineato come questa provi che al repubblicano non ha nessun rispetto per le donne. "Donald Trump pensa che lui debba prendere a decisione su cosa fare con il vostro corpo, che a voi piaccia o no", ha scritto su X Harris che accusa Trump di voler adottare a livello nazionale le stesse leggi che restringono o aboliscono del tutto la libertà riproduttiva, mettendo a rischio la vita delle donne, che sono state adottate in decine di stati a guida repubblicana.   Trump è poi tornato sulle polemiche per le parole di Biden che, secondo l'interpretazione data dalla sua campagna, avrebbe detto che i sostenitori del tycoon sono "spazzatura", presentandosi in Wisconsin a bordo di un camion della spazzatura, con un enorme logo di Trump sul fianco. "Vi piace il mio camion della spazzatura?

E' in onore di Kamala e Joe Biden", ha detto il tycoon con tanto di giubbotto fosforescente degli operatori ecologici. "Joe Biden dovrebbe vergognarsi, se riesce a rendersi conto di quello che fa", ha detto l'ex presidente parlando ai giornalisti dal camion.La trovata è tesa a continuare a far montare la polemica sulla frase pronunciata dal presidente nel commentare la battuta razzista su Puerto Rico, definita "un'isola di spazzatura galleggiante", fatta da un comico durante il rally di Trump a New York.  "L'unica spazzatura che vedo io è quella dei suoi sostenitori, la sua demonizzazione degli ispanici", ha detto Biden, e i repubblicani e lo staff di Trump hanno subito cominciato ad accusarlo di aver definito i sostenitori di Trump 'spazzatura', con una polemica che ricorda quella che travolse prima del voto Hillary Clinton nel 2016 per aver definito i fan di Trump 'deplorevoli".

Non a caso, pur sottolineando che il presidente ha chiarito il senso delle sue parole, Kamala Harris ha preso le distanze dalla vicenda: "Voglio essere chiaria: io sono in forte disaccordo con ogni critica alle persone basate sul loro voto".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, Hamas respinge tregua temporanea con Israele

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(Adnkronos) –
Hamas respinge la proposta di una tregua temporanea per la Striscia di Gaza.Lo ha dichiarato un alto responsabile di Hamas, Taher al-Nounou, all'Afp. ''Abbiamo già espresso la nostra posizione sull'idea di una tregua temporanea della guerra, se non servirà ad altro che a riprendere l'aggressione in un secondo momento'', ha detto al-Nounou. ''Hamas sostiene la necessità di una fine permanente, e non temporanea, della guerra'', ha aggiunto. Anche nei precedenti negoziati il gruppo aveva sempre insistito sulla necessità di un cessate il fuoco permanente e del ritiro dei soldati israeliani dall'enclave palestinese.

Oggi gli inviati degli Stati Uniti per il Medioriente Amos Hochstein e Brett McGurk arriveranno in Israele per guidare i colloqui finalizzati al raggiungimento di un accordo per mettere fine alla guerra in Libano e nella Striscia di Gaza.  Le forze israeliane hanno annunciato l'uccisione, in un raid aereo nel sud del Libano, di un comandante di Hezbollah responsabile della divisione anti carro della zona di Ghajar, Muhammad Khalil Aliyan.  Una coppia di Lod è stata arrestata con l'accusa di spionaggio a favore di Teheran, hanno affermato lo Shin Bet e la polizia israeliana.Si tratta dell'ultimo di una serie di casi di presunto spionaggio a favore di Teheran resi noti nelle ultime settimane.

Le autorità israeliane affermano che uno dei due era incaricato di trovare un assassino per conto dei suoi responsabili iraniani. Secondo l'accusa Rafael e Lala Guliyev, entrambi di 32 anni, avrebberp raccolto informazioni su siti di sicurezza e infrastrutture nazionali, oltre ad aver pedinato una studiosa presso un think tank sulla sicurezza con l'intenzione di farle del male.  Medici Senza Frontiere (Msf) rende noto di aver ricevuto conferma che il Mohammed Obeid, chirurgo ortopedico di Msf, è in stato di fermo insieme ad altro personale medico dell'ospedale Kamal Adwan. "Msf è estremamente allarmata – evidenzia una nota dell'organizzazione – e continua a chiedere sicurezza e protezione per il collega e tutto il personale medico di Gaza che lavora in condizioni impossibili e affronta violenze terribili nel tentativo di fornire assistenza". Obeid, precisa Msf, "è in stato di fermo dal 26 ottobre, dopo che le forze israeliane hanno eseguito un'operazione militare nell'ospedale Kamal Adwan dove si era rifugiato e aveva offerto il suo sostegno come chirurgo". "Obeid ha lavorato instancabilmente dall'inizio della guerra, offrendo il suo supporto come medico in diversi ospedali di Gaza, salvando innumerevoli vite – aggiunge l'organizzazione – L’ultimo contatto di Msf con lui risale al pomeriggio del 25 ottobre.Msf ha chiesto ufficialmente alle autorità israeliane informazioni sul suo stato di fermo, sulla sua attuale posizione e su qualsiasi informazione relativa al suo benessere fisico e mentale".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo in Sardegna, ritrovato il corpo dell’uomo disperso

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(Adnkronos) – E' stato ritrovato dai vigili del fuoco del gruppo Speleo alpino fluviale (Saf) il corpo di Davide Manca, il 41enne scomparso sabato sera nella zona di Monte Arcosu, in Sardegna, colpita dal maltempo.Il cadavere del 41enne è stato rinvenuto in una zona impervia, non lontano dal punto in cui era scomparso. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carrarese matura, Juve Stabia avversaria ostica: Claudia Cella de La Voce Apuana analizza il match

Claudia Cella, collega della testata La Voce Apuana di Carrara,  è intervenuta nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show”  che va in onda ogni giovedì sera alle 20:30 sui canali social di ViViCentro Network.Le dichiarazioni di Claudia Cella, sulla partita tra la Carrarese e la Juve Stabia, sono state raccolte e sintetizzate dalla nostra redazione:

Claudia parliamo un po’ di questa realtà Carrarese che, tramite i play off da migliore terza della serie C, ha battuto un po’ tutte ed è arrivata meritatamente in serie B. Come si vive questo momento lì a Carrara?

 È una bella favola, una favola che continua.

Dicevate bene poco fa, in realtà già ai play off dello scorso anno la Carrarese non partiva da favorita, è sempre stata un po’ la Cenerentola della situazione, però ha sempre avuto il pregio di sorprendere tutti e questo perché è squadra.La Carrarese è una squadra vera che ha il vantaggio di essere guidata da un grande allenatore che ha saputo imprimere una forte personalità e una forte identità di gioco alla squadra che ancora se la porta dietro; se l’è portata dietro in serie B, alla faccia dei bookmakers che la davano per spacciata subito e avevano ipotizzato forse un filotto di sconfitte, cosa che magari si poteva pensare dopo un avvio di stagione non troppo positivo.

In realtà adesso, passata questa fase di rodaggio, la squadra si è dimostrata in crescita, ha preso le misure, sta trovando confidenza con la categoria dimostrando appunto compattezza.Infatti, nelle ultime cinque giornate sono arrivati 9 punti, continuando con il pareggio di ieri a Bari.

Un dato a proposito di quello che dicevate prima, ricordiamo che dopo 76 anni la Carrarese è tornata in serie B.Di più rispetto alla Juve Stabia che ne ha attesi 59.

È un sogno, un sogno che va avanti e che sta vivendo tutta la città oltre alla società calcistica.

Carrara, come città, aveva bisogno di una vittoria come questa perché si trova in una fase particolare.Non è nel fiore del suo sviluppo.

Il centro storico negli ultimi anni si è svuotato, tanti locali hanno chiuso e sono venute a mancare un po’ le occasioni per i carrarini di sentirsi comunità e lo stadio e la Carrarese hanno rappresentato proprio questa importante possibilità di ritrovarsi, di fare comunità e sentirsi parte di un qualcosa.L’impresa della Carrarese ha un forte significato anche dal punto di vista identitario.

Nella Carrarese ci sono due ex Juve Stabia, Schiavi e Panico, che qui a Castellammare hanno fatto vedere le loro qualità a sprazzi.

Come invece sta andando la loro esperienza alla Carrarese?Come pensi possano incidere da qui nel prosieguo di stagione?

Grazie per la domanda.

Allora, Schiavi mi sembra che sia arrivato proprio dalla Juve Stabia.C’è stato questo passaggio e lui è uno dei pilastri fondamentali, uno degli immancabili nell’undici di mister Calabro; fa’ un po’ tutto lui in mezzo al campo, è veramente il giocatore che non toglieresti mai dalla formazione neanche a gara in corso.

Poi ovviamente, per forza di cose, capita pure che venga sostituito però è veramente elemento imprescindibile, un giocatore dalla forte personalità oltre che delle grandi qualità tecniche quindi sicuramente un punto di riferimento per questa Carrarese; è stato uno dei trascinatori nell’impresa di qualche mese fa quindi sicuramente l’impatto che ha avuto con la Carrarese, ma penso ovunque abbia giocato, lo abbia fatto bene.Peraltro è un giocatore che poi va anche a segno, si inserisce, gli capita pure di segnare.

Anche Panico è stato uno dei protagonisti della cavalcata dello scorso anno; ha quasi sempre giocato ed è sempre stato molto a suo agio. È’ un giocatore molto estroso che ha faticato a prendere confidenza con la categoria, con la serie B che è altra cosa rispetto alla serie C.Però piano piano sta prendendo un po’ le misure e trovando confidenza.

Come Mister Calabro schiererà in campo la sua squadra?

Quali sono gli accorgimenti che può apportare essendo per la Carrarese, come per la Juve Stabia, la terza partita in sette giorni?

Sarà una gara interessante perché la Juve Stabia, essendo abituata a giocare sul terreno sintetico ritroverà un altro campo sintetico.Sappiamo che giocare sul sintetico non è come giocare su un campo in erba.  Sarà sicuramente una gara divertente da questo punto di vista delle due squadre che proveranno a fare gioco.

Il modulo di mister Calabro è solitamente un 3-4-2-1 che a volte diventa 3-4-1-2 e altre volte un 3-5-2.  Dipende, però, dalle caratteristiche dei singoli giocatori.Ieri, per esempio, c’è stato un turnover naturale; quindi, sono scesi in campo giocatori come Panico che non giocavano da titolari da un po’ di tempo.

Penso che non vedremo grossissimi stravolgimenti per quel che riguarda soprattutto la difesa e la mediana dove ci sono dei giocatori chiave che vengono praticamente schierati quasi sempre, rappresentano dei pilastri.

Dopo la partita con La Spezia la Carrarese veniva da diverse partite con tanti gol subiti; dopo la partita con i liguri invece ha fatto un filotto di 5 partite dove ha subito un solo gol e ottenuto 5 risultati utili consecutivi.Quale è stata la chiave del mister?

Come ha svoltato la stagione la Carrarese dopo un inizio turbolento?

Credo  che sia, come dicevo prima, trascorsa una prima fase di i rodaggio in cui per forza di cose la Carrarese ha dovuto comprendere i meccanismi di questa categoria; è stato semplicemente un fatto di adattamento .Sicuramente tante volte il passaggio a piuttosto che al classico 3-4-2-1 a un modulo un pochettino più prudente come il 3-5-2 in certe gare sicuramente ha contribuito a restituire un po’ di compattezza alla squadra, magari attuando anche a gara in corso il passaggio da un modulo all’altro.

Parlo quindi dell’inserimento di un giocatore dalle qualità tecniche notevoli che aiuta in una fase e nell’altra e che è in grado magari anche di avere quel guizzo che serve per sbloccare partite importanti.Sicuramente accorgimenti dal punto di vista tattico, ma soprattutto la consapevolezza che in queste categorie non puoi permetterti più di tanto di sbagliare.

Quindi serve attenzione massima dal primo al 90esimo minuto  di recupero per portare a casa il risultato.

Ricerca, Graziano Lardo direttore ministero Salute, reti Irccs ‘pronti a collaborare’

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(Adnkronos) – Le reti degli Irccs, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, plaudono alla scelta del ministro della Salute, Orazio Schillaci, di nominare Graziano Lardo quale direttore generale della Ricerca e dell'innovazione in sanità del ministero della Salute. "Si tratta di un professionista con grande esperienza amministrativa, molto importante in un momento in cui le risorse devono essere gestite con estrema attenzione – dichiara Ruggero De Maria, presidente di Alleanza contro il cancro (Acc) – Le 6 reti strutturate degli Irccs negli ultimi anni hanno affrontato periodi di sofferenza, anche determinati dall'esigenza di rispettare delle regole amministrative complesse, imposte dal Mef e dalla Corte dei Conti.La Direzione generale della Ricerca del ministero della Salute ha lavorato sempre molto bene quando è stata guidata da esperti con un background giuridico e amministrativo.

Auguriamo buon lavoro al dottor Lardo e siamo pronti a collaborare".  Oggi in Italia operano 6 reti degli Irccs, ricorda una nota: Acc; Rete delle neuroscienze e della neuroriabilitazione (Rin); Rete cardiologica (Associazione per lo studio delle malattie cardiovascolari); Rete italiana salute dell'età evolutiva (Idea); Associazione Rete aging; Rete apparato muscolo scheletrico (Rams). "Accogliamo con grande soddisfazione la nomina del nuovo direttore generale della Ricerca presso il ministero della Salute – afferma Raffaele Lodi, presidente della Rin – Confidiamo che 'esperienza economica e gestionale di Graziano Lardo rappresenterà una risorsa importante in un ambito che richiede, oggi più che mai, una visione strategica e una grande capacità di orientare con grande efficacia i fondi destinati alla sanità e alla ricerca scientifica.Per questo abbiamo fiducia che le sue competenze possano contribuire a promuovere il nostro sistema sanitario, permettendoci di affrontare con maggiore incisività le sfide della ricerca e dell'innovazione scientifica.

Come fatto in passato, confermiamo la piena disponibilità a mettere a disposizione le risorse della Rin grazie alle competenze dei 30 Irccs che la compongono". "Accogliamo con favore la nomina del dottor Lardo, una figura che combina un'elevata competenza giuridica, un'esperienza amministrativa consolidata e una solida conoscenza delle dinamiche della pubblica amministrazione e del controllo di gestione – aggiunge Lorenzo Menicanti, presidente della Rete cardiologica – Il dottor Lardo ha maturato competenze significative nel monitoraggio della spesa e nella verifica della regolarità amministrativo-contabile in diversi enti pubblici.In un momento in cui è essenziale ottimizzare l'uso delle risorse per la ricerca, siamo certi che la sua guida garantirà una gestione rigorosa e strategica, sostenendo innovazione e collaborazione tra i vari istituti.

La sua esperienza come dirigente e revisore dei conti sarà di grande supporto per affrontare le sfide complesse della ricerca sanitaria". "Il dottor Lardo conosce perfettamente la complessa 'macchina' che sovraintende al mondo della ricerca – osserva Paolo Marchetti, direttore scientifico Idi-Irccs di Roma, ordinario fr di Oncologia all'Università La Sapienza di Roma e presidente della Fondazione per la medicina personalizzata (Fmo) – Saprà sicuramente svolgere con perizia il lavoro di coordinamento, facilitazione e guida dei percorsi innovativi, che dovranno poi essere affrontati e approfonditi dai ricercatori.In particolare, nel settore della medicina personalizzata sono numerosi i progetti di ricerca finalizzati e collegati al Pnrr, che ci consentono una grande e costante collaborazione con il ministero della Salute, a beneficio dei pazienti". "A fronte dei 2 milioni e mezzo di cittadini vivi dopo una diagnosi di tumore nel 2006 in Italia – rimarca lo specialista – si è passati a circa 3,6 milioni nel 2020.

Un incremento molto importante, ottenuto anche grazie alla medicina personalizzata.L'oncologia personalizzata non si basa solo su nuovi farmaci, che pure rappresentano un elemento fondamentale, ma soprattutto su nuovi percorsi diagnostico-terapeutici, che devono essere validati attraverso innovative metodologie di studio traslazionale e clinico.

Solo così – conclude Marchetti – riusciremo a concretizzare in atti di governo e guida i tanti progressi che l'oncologia di precisione ha messo a disposizione dei pazienti".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)