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Sanità: Consulcesi, il webinar ‘libera professione e deroga al vincolo esclusività’

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(Adnkronos) – Ha offerto un approfondimento sulla normativa che consente attività lavorative al di fuori del rapporto con il Servizio sanitario nazionale e gli aspetti fiscali, cercando di rispondere alle difficoltà che molti sanitari incontrano, come il diniego di autorizzazione da parte delle proprie aziende sanitarie, il recente webinar gratuito di Consulcesi Club dal titolo “Libera professione e deroga al vincolo di esclusività: gli strumenti del professionista sanitario”.  Come previsto dall’art. 1 del Dl 34/2023 – si legge in una nota – gli operatori sanitari del comparto sanità che lavorano nel Ssn potranno esercitare anche la libera professione, purché fuori dall’orario di servizio e con l’autorizzazione del datore di lavoro.Si tratta di una concessione, rinominata ‘deroga al vincolo di esclusività’ che, al momento è valida fino al 31 dicembre 2025.

Proprio questa data di scadenza porta i professionisti ad approcciarsi con sfiducia a quella che invece avrebbe potuto rappresentare un’opportunità.Particolarmente interessati all’esercizio della libera professione ‘aggiuntiva’ sono infermieri e fisioterapisti, molto richiesti dai pazienti per le attività in assistenza domiciliare diretta.

Con la progressiva estensione del sistema salute verso il territorio, infatti, la presenza del professionista sanitario è sempre più richiesta da pazienti per cui la prestazione domiciliare è spesso l’unica alternativa possibile.  Il webinar ha visto la partecipazione di centinaia tra infermieri e fisioterapisti, che hanno interagito in diretta con gli esperti, i quali hanno risposto alle loro domande e ai dubbi più frequenti, con l’obiettivo di fornire soluzioni pratiche per una piena e concreta attuazione della legge e garantire ai professionisti un supporto chiaro e completo.Tanti gli ospiti : Luigi Pais dei Mori, Studio di infermieristica Legale Pais; Paolo Esposito, presidente Ofi Napoli, Benevento, Caserta e Avellino; Marco Ginanneschi, commercialista e revisore legale; Carolina Limonta, avvocato Consulcesi Club; Elisabetta Piccinni, Digital Product Manager Consulcesi Club e Simona Gori, responsabile Consulcesi Club.

Per i propri iscritti interessati alla libera professione, Consulcesi Club offre supporto completo.A partire dal modulo scaricabile, preparato dagli avvocati specializzati, per richiedere l’autorizzazione all’attività libero professionale alla propria azienda sanitaria senza omettere alcun dettaglio.

Passando per la guida alla deroga al vincolo di esclusività, un utile strumento per approfondire il tema.Proseguendo, la nuovissima feature di Elenco professionisti sanitari offre un’opportunità concreta di aumentare visibilità e possibilità lavorative all'interno di una rete qualificata di farmacie, laboratori e centri medici.  Il nuovo servizio, dedicato ai liberi professionisti, permette di organizzare la propria attività di assistenza domiciliare e di farsi conoscere dai pazienti.Basterà selezionare e aggiornare le prestazioni che si erogano, con la libertà di gestire tempi e luoghi di lavoro in modo flessibile.

I pagamenti sono sicuri e senza commissioni sugli interventi effettuati.Grazie alla scheda personale nell'elenco, ogni professionista può accedere e gestire facilmente richieste e prestazioni da qualsiasi dispositivo, ottimizzando la propria attività e intercettando nuove opportunità.

Infine, Consulcesi Club fornisce anche il supporto legale necessario per far valere il proprio diritto a svolgere attività libero professionale.  Oltre all’Elenco professionisti sanitari e al supporto legale, Consulcesi Club propone un’offerta formativa completa, con corsi Fad multimediali e interattivi che comprendono oltre 300 corsi, webinar ed eBook e coprono più di 1.800 crediti Ecm in aree come management, medicina, sicurezza e aspetti legali.La piattaforma, accessibile da qualsiasi dispositivo, integra strumenti innovativi come film formativi e videoclip educativi per un apprendimento immersivo.

Inoltre, i membri di Consulcesi Club possono tenersi aggiornati sulle ultime novità in sanità con contenuti quali guide, ebook, podcast, video, infografiche e articoli personalizzati, supportati da un assistente personale dedicato e consulenze assicurative che completano il quadro di risorse utili per la pratica quotidiana.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alzheimer, Ema ci ripensa e dice sì al lecanemab

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(Adnkronos) – L'Agenzia europea del farmaco Ema ci ripensa e dice sì alla terapia anti-Alzheimer lecanemab (Leqembi*). "Dopo aver riesaminato il suo parere iniziale", negativo, "il Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) – informa l'ente regolatorio Ue in una nota – ha raccomandato di concedere un'autorizzazione all'immissione in commercio per Leqembi, per il trattamento del deterioramento cognitivo lieve (problemi di memoria e pensiero) o della demenza lieve dovuta alla malattia di Alzheimer (malattia di Alzheimer in fase precoce) in pazienti che hanno solo una o nessuna copia di ApoE4, una certa forma del gene per la proteina apolipoproteina E".Il riesame ha dunque concluso che i benefici superano i rischi in una popolazione di pazienti limitata.  Leqembi fa parte della famiglia di anticorpi monoclonali che prendono di mira la beta amiloide, proteina anomala che si deposita nel cervello dei malati di Alzheimer.

Il farmaco sarà disponibile tramite un programma di accesso controllato per garantire che venga utilizzato solo nella popolazione di pazienti raccomandata.La scelta di dare il via libera per una popolazione limitata è legata al fatto che "i pazienti con solo una o nessuna copia di ApoE4, rispetto alle persone con due copie di ApoE4, hanno meno probabilità di manifestare un effetto collaterale grave riconosciuto con il farmaco, cioè le Anomalie di imaging correlate all'amiloide (Aria), che comportano gonfiore e potenziale sanguinamento nel cervello.

Il Chmp ha concluso che, nella popolazione ristretta valutata nel riesame, i benefici di Leqembi nel rallentare la progressione dei sintomi della malattia sono maggiori dei suoi rischi.  A luglio 2024, il Comitato aveva emesso un parere negativo sull'uso del farmaco in una popolazione più ampia di tutti i pazienti con malattia di Alzheimer precoce.Ma alla luce dei dati che mostrano un rischio inferiore di Aria in alcuni pazienti, ha modificato l'esito della valutazione.

Le Aria si manifestano in due forme: Aria-E (edema) che comporta l'accumulo di liquido nel cervello e Aria-H (emorragia) che comporta piccole emorragie nel cervello.Questa problematica può verificarsi naturalmente in tutti i pazienti con Alzheimer, ma è esacerbata dall'assunzione di medicinali come Leqembi.  Nel riesame richiesto dall'azienda, il Chmp ha preso in considerazione analisi di sottogruppi che escludevano i dati di pazienti che portavano 2 copie del gene ApoE4 e che erano quindi a più alto rischio di Aria.

I risultati di queste analisi hanno mostrato che tra i pazienti trattati con Leqembi, l'8,9% di quelli con una sola o nessuna copia di ApoE4 ha manifestato Aria-E, rispetto al 12,6% di tutti i pazienti; analogamente, il 12,9% dei pazienti nella popolazione ristretta ha manifestato Aria-H rispetto al 16,9% della popolazione più ampia.Tra i pazienti trattati con placebo, le quote erano rispettivamente dell'1,3% e del 6,8% per Aria-E e Aria-H nella popolazione ristretta.  In termini di efficacia, i benefici di lecanemab nella popolazione ristretta sono in linea con quelli osservati nella popolazione più ampia.

Per il riesame, l'azienda ha fornito un'analisi di sottogruppo dei dati dello studio principale, che includeva 1.521 pazienti con una o nessuna copia di ApoE4 su un totale di 1.795 pazienti.La principale misura dell'efficacia era un cambiamento nei sintomi cognitivi e funzionali dopo 18 mesi, misurato utilizzando una scala di valutazione della demenza nota come Cdr-Sb.

Dopo 18 mesi di trattamento, i pazienti trattati con Leqembi hanno avuto un aumento minore nel punteggio Cdr-Sb rispetto a quelli che hanno ricevuto placebo (1,22 contro 1,75), indicando un declino cognitivo più lento. Il Chmp ha raccomandato come condizione che siano in atto misure di minimizzazione del rischio per ridurre il rischio di Aria grave e sintomatica e monitorarne le conseguenze a lungo termine.I pazienti dovranno sottoporsi a scansioni Mri (risonanza magnetica) per monitorare Aria prima dell'inizio del trattamento e prima della quinta, settima e 14esima dose.

Ulteriori scansioni Mri potrebbero essere necessarie in qualsiasi momento durante il trattamento se i pazienti sviluppano sintomi come mal di testa, confusione, alterazioni visive, vertigini, nausea e difficoltà a camminare.Per aumentare la consapevolezza su questo effetto collaterale e garantire una diagnosi e un trattamento precoci, l'azienda fornirà una guida e una 'checklist' per gli operatori sanitari, una scheda di allerta per i pazienti e programmi di formazione per gli operatori sanitari. Inoltre, deve condurre uno studio di sicurezza post-autorizzazione per caratterizzare ulteriormente il problema e valutare l'efficacia delle misure di minimizzazione del rischio.

L'azienda istituirà uno studio di registro a livello Ue con pazienti trattati con Leqembi.Lo studio di registro può anche essere utilizzato per raccogliere informazioni sulla progressione dei pazienti verso le fasi successive dell'Alzheimer e sulle possibili conseguenze a lungo termine delle Aria.

Quali saranno i prossimi passi adesso?Il parere Chmp "è un passaggio intermedio nel percorso di Leqembi verso l'accesso dei pazienti – ricorda l'Ema – Il parere sarà ora inviato alla Commissione europea per l'adozione di una decisione su un'autorizzazione all'immissione in commercio a livello Ue.

Una volta concessa, le decisioni su prezzo e rimborso avverranno a livello di ogni Stato membro, tenendo conto del potenziale ruolo e utilizzo di questo medicinale nel contesto del suo sistema sanitario nazionale".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp, Marquez: “Senza la Ducati mi sarei ritirato. Con Bagnaia avremo un bel rapporto”

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(Adnkronos) – Aspettando il gran finale di stagione, con il duello Bagnaia-Martin che si deciderà all'ultima curva di Barcellona, c'è chi pensa già al prossimo mondiale di MotoGp.Tra questi c'è Marc Marquez, terzo in classifica generale, che dal 2025 sarà compagno di squadra di Pecco in Ducati: "Il cambiamento è stato azzeccato, perché altrimenti quest'anno avrei annunciato il mio ritiro.

Avevo molti punti interrogativi nella mia mente.Ma ora tutti i dubbi sono scomparsi”. Con la Ducati lo spagnolo punta a tornare nella lotta per il titolo: “Sento di essere tornato a un livello competitivo.

Non direi quello del 2019, ma piuttosto un livello sufficiente per continuare a lavorare, ad avere quello spirito speciale della MotoGp, e a riassaporare la vittoria, il podio, l'intensità che si prova lottando al vertice.Vincere è come una droga, dopo i centri di Aragon e Misano, ho cercato sempre di ripetermi.

Ho capito però che le vittorie non sono la normalità.Quando non si primeggia, la mentalità cambia, si valutano le cose in modo diverso.

Vincere dà molta fiducia ed è qualcosa che, dopo tre o quattro anni senza risultati e le operazioni al braccio, iniziavo a perdere”.Questa stagione però Marquez è tornato sui suoi livelli: “Non so se è per la moto o per la condizione fisica.

Tra belle gare, podi e vittorie, il mio morale è tornato altissimo”. La nuova vita in Ducati lo metterà fianco a fianco al campione del mondo in carica, Pecco Bagnaia: “Con la moto più competitiva in griglia è più facile lottare per le vittorie, ma non è scontato.Pecco sarà il riferimento all'interno del nostro box e il mio obiettivo è avvicinarmi al suo livello.

Spero che entrambi lotteremo per il titolo, evidenzierebbe la nostra competitività.Credo molto nella Ducati, ho fiducia nello staff e penso che avremo la migliore moto per i prossimi due anni.

Poi non si sa mai, perché questa è competizione.Sicuramente io e Pecco avremo un bel rapporto professionale.

Aiuteremo la Ducati, proveremo a vincere il titolo. È il mio obiettivo per i prossimi anni”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Accusati di genocidio, turisti israeliani rifiutati da hotel di Belluno”: la denuncia

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(Adnkronos) – Un hotel in provincia di Belluno a inizio novembre avrebbe rifiutato la prenotazione a un gruppo di turisti israeliani che stava prenotando su Booking un soggiorno sulle Dolomiti, perché "in quanto responsabili di genocidio, non sono clienti ben accetti nella nostra struttura".Lo screenshot della risposta in inglese data dall'hotel di Selva di Cadore è stato pubblicato sul suo sito dalla Comunità Ebraica di Milano, che parla di una "discriminazione palese" e ricorda che "non è la prima volta che, dall’inizio della guerra in corso tra Israele e Hamas, albergatori italiani suscitano polemiche per attacchi nei confronti di israeliani ed ebrei". “In attesa di conoscere qualcosa di più su una notizia che, se confermata, è di estrema gravità, mi sento profondamente turbato e allibito per quanto è accaduto.

Il Veneto deve garantire le porte aperte a tutti.Continuo a sperare che quanto riportato non sia vero, poiché l’ospitalità veneta non è questa.

Credo fermamente che la nostra offerta turistica debba essere inclusiva, apolitica e rispettosa di tutti.L’ho sottolineato più volte e ribadisco che episodi del genere sono inaccettabili: il Veneto non è questo.

Da secoli, siamo un popolo aperto al mondo e rispettoso delle identità altrui.La Repubblica Veneta è stata un esempio di integrazione, ospitando comunità come quella ebraica e favorendo una contaminazione culturale anche con il Medioriente e il mondo arabo che ha arricchito non solo il Veneto, ma l’intero Paese”, il commento del governatore veneto
Luca Zaia. “Mai confondere i popoli con i loro governanti e con gli errori degli Stati.

Ciò vale per gli israeliani come per i palestinesi”, dichiara quindi il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, in merito al rifiuto dell'hotel. “Nessuno confonde il popolo afghano con i Talebani – aggiunge Ciambetti – né il popolo iraniano con l’oscurantismo dell’estremismo religioso degli ayatollah e via dicendo.Qui a Venezia ebbi l’onore di incontrare di persona Shimon Peres, uomo che credeva nella pace e che voleva la pace: credeva in due nazioni e due Stati per gli israeliani e i palestinesi e questo obiettivo mi sembra ancora oggi l’unico realistico e possibile.

Dobbiamo lavorare tutti per questo obiettivo e non mi sembra che l’ostracismo riservato a turisti israeliani sia il modo migliore per affrontare questa svolta: trovo sbagliata la scelta dei gestori dell’hotel dolomitico".  "Invito tutti a non confondere questi gestori con il sistema dell’accoglienza e ospitalità di Selva di Cadore e dell’intero Veneto, che è di ben altra pasta e lungimiranza” conclude Ciambetti.  “Il messaggio dell’albergatore di Selva di Cadore, se verrà confermato nei termini denunciati dalla comunità ebraica, è grave e va condannato con forza", il commento del segretario del Pd Veneto, Andrea Martella, in merito alla polemica esplosa nel Bellunese. “Rifiutare ospitalità a un gruppo di turisti solo perché israeliani, e giustificarsi denunciando i massacri in corso a Gaza, è una manifestazione da manuale di razzismo.Denunciamo anche in questa occasione ogni forma di antisemitismo, che rischia di alimentare un clima di preoccupante intolleranza.

Come continuiamo ad auspicare il ritorno alla ragione, al dialogo, all’umanità.Le Dolomiti e il Veneto sono e rimangono terra di accoglienza e di apertura al mondo, non di odio e chiusura”, conclude il senatore Martella.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Benini (Fand): “Attendiamo da Aifa ok a insulina settimanale per diabetici”

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(Adnkronos) – "Cinquantadue somministrazioni invece di 365 è il cambiamento nella gestione del diabete promesso dall’insulina settimanale.Aspettiamo che Aifa deliberi la possibilità di prescrivere l’insulina settimanale.

Per noi pazienti sarebbe una rivoluzione, anche dal punto di vista pratico".Così all’Adnkronos Salute Emilio Augusto Benini, presidente nazionale Fand, Associazione Italiana Diabetici, in occasione dell'incontro – oggi in Senato – per il World Diabetes Day, durante il quale è stata presentata la campagna 'Facciamo squadra attorno al diabete', realizzata da FeSDI, Federazione società diabetologiche italiane. "Oggi ci sono nuovi farmaci, nuove tecnologie – spiega Benini – che possono fare molto per le persone con diabete, come i microinfusori che stanno evolvendo giorno per giorno, che possono veramente darci un grande contributo per vivere meglio, e non sopravvivere".  Al centro della giornata anche la firma del 'Manifesto dei diritti della persona con diabete e dei doveri dell’individuo e della comunità'.  "Per noi pazienti questo è un momento molto importante – ha poi concluso Benini – perché il manifesto è la 'bibbia' che tutti noi dovremmo seguire. È necessario che ci sia uniformità su tutto il territorio dal punto di vista dell'assistenza e dell'accesso ai nuovi farmaci, alle nuove terapie, elementi fondamentali per poter avere una buona qualità di vita".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giovani per Stabia: un carrello pieno di solidarietà

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Castellammare di Stabia si colora di solidarietà grazie all’impegno dei “Giovani per Stabia”. Il gruppo, animato da un forte desiderio di cambiamento e inclusione, ha lanciato una nuova iniziativa per sostenere le famiglie del territorio in difficoltà.

Un piccolo gesto, un grande impatto

Con la collaborazione della Caritas diocesana Sorrento-Castellammare di Stabia, i giovani volontari hanno messo in campo una raccolta alimentare, invitando la cittadinanza a donare generi alimentari non deperibili. I prodotti raccolti saranno destinati ai progetti “Mensa quotidiana” ed “Emporio”, volti ad assicurare un pasto caldo e pacchi alimentari alle famiglie più bisognose.

Dove e quando donare

Per partecipare a questa lodevole iniziativa, basta recarsi nei punti di raccolta allestiti nei supermercati “Decò” (Via G. Cosenza, Circumvesuviana, 167), “Ciro Amodio” (Via Plinio Il Vecchio, 58) e “Ciro Amodio” (Strada Santa Maria Dell’Orto, 30).

I volontari saranno presenti sabato 16 novembre dalle 11:00 alle 13:00 e ancora dalle 15:00 alle 17:00 per accogliere le donazioni presso i punti raccolta elencati in precedenza.

Un futuro migliore, insieme

Con questa iniziativa, i “Giovani per Stabia” dimostrano ancora una volta il loro impegno a favore del territorio e invitano tutti i cittadini a unirsi a loro in questa importante missione di solidarietà.

Morta dopo rinoplastica, il capo di Margaret: “Non era preoccupata, sognava l’intervento”

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(Adnkronos) – Era una ragazza solare Margaret Spada e non vedeva l'ora di andare a Roma per la rinoplastica parziale, che tanto desiderava.Così il datore di lavoro parla della 22enne siciliana morta nella Capitale a seguito dell'intervento al naso in un centro medico dell'Eur. "Era felice, aspettava da un sacco di tempo di fare quel piccolo intervento.

Una cosa non invasiva, ci aveva detto.Era decisa a farlo e per niente preoccupata.

E non lo ero neppure io, nessuno poteva immaginare una tragedia simile", dice dirlo all'Adnkronos Francesco Terranova, titolare della Rsa di Lentini (Siracusa) in cui lavorava Margaret Spada. 
L'ultima volta che l'ha vista è stato il 3 novembre, il giorno prima di 'volare' nella Capitale per realizzare uno dei suoi sogni: eliminare quella piccola imperfezione che per lei era diventata un cruccio.Da due anni Margaret lavorava alla reception della sua struttura. "Una ragazza solare, sempre disponibile.

Mai un problema, una discussione.Mai neppure un giorno di malattia, un'assenza.

Era una grande lavoratrice.E' una perdita immensa – dice Terranova – e lo dico non solo dal punto di vista professionale.

Aveva appena 22 anni, tutta la vita davanti.Un dramma su cui è giusto che si faccia chiarezza per capire cosa è successo".  Toccherà ai magistrati chiarire cosa sia successo nello studio del medico contattato sui social.

Il pm titolare del fascicolo Erminio Amelio ha affidato l'incarico per l'autopsia, che si svolgerà domani all'istituto di medicina legale del Policlinico di Tor Vergata.Per Terranova è importante che sulla vicenda l'attenzione resti alta, anche da un punto di vista mediatico. "Per aiutare altri ragazzi, perché non succeda più quello che è successo a Margaret.

Le indagini chiariranno se era tutto in regola, ma certo non si può morire così.Non a 22 anni".  A non darsi pace è un'intera comunità.

Il papà di Margaret è molto noto in paese.Infermiere, ex consigliere comunale, molto impegnato nel sociale e nel mondo sportivo. "Siamo ancora increduli e sconvolti – dice il sindaco Rosario Lo Faso -.

Margaret non è andata all'estero, ma in uno studio medico della Capitale, da un chirurgo italiano per un intervento di routine.E' inaccettabile quello che è accaduto.

Ci stringiamo alla famiglia in questo momento di immenso dolore". (di Rossana Lo Castro) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Moda, sociologo Ferraresi: “Il contesto digitale influenza la scelta stilistica delle persone”

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(Adnkronos) – “Il contesto mediatico, social e digitale influenzano sempre di più la scelta stilistica delle persone, ma non in senso passivo, perché non siamo più solo target passivi ma attori attivi delle nostre scelte.La capacità interazionale del mondo digitale ci permette di proporre anche le nostre scelte, diventando così un po’ tutti ‘stilisti di noi stessi’ e questa è una cosa che ci è stata permessa dall'avvento del digitale”.

Così Mauro Ferraresi, sociologo della comunicazione e professore dell’università di Iulm in occasione della presentazione del primo Osservatorio Moda e Generazioni “Fashion & Identity – Vestirsi senza infrastrutture”, un’indagine esclusiva realizzata da McArthurGlen in collaborazione con BVA Doxa.L’osservatorio è pensato come parte integrante di Evolve, la piattaforma del Gruppo McArthurGlen dedicata alle diverse attività ad impatto sociale del Gruppo. Indagare il rapporto tra identità e moda, comprendere come le nuove generazioni usino l’abbigliamento per esprimere al meglio la propria autenticità è stato quindi l’obiettivo prioritario della ricerca, presentata nel corso di un evento pubblico a Milano. “Emergono alcune importanti differenze, per esempio tra la generazione Z e i Millennials ed emerge questa idea di costruzione identitaria attraverso il proprio vestire.

L'abito spesso è il frutto di una scelta ego sintonica, cioè qualche cosa che si adatta a me, al mio sentire, al mio essere, al mio vivere.E attraverso l'abito, io comunico.

Non è una comunicazione verbale, ma è una comunicazione – spiega l’esperto – I social network hanno un ruolo sempre più importante.Passiamo circa sei ore del nostro tempo sugli schermi azzurrini che ormai circondano le nostre vite e i social network sono capaci di darci informazioni, di farci costruire nuove relazioni o di consolidare quelle già esistenti.

Sono assolutamente stimolanti ma è importante scegliere gli strumenti giusti, accettare le cose belle e, magari, tralasciare quelle meno belle”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Avogaro (Sid): “Con l’insulina settimanale cambierà gestione diabete”

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(Adnkronos) – "L'innovazione in campo farmaceutico aiuta molto noi diabetologi nella gestione del paziente con diabete.Un esempio?

L'insulina settimanale", principio attivo destinato al trattamento di pazienti affetti da diabete che, a differenza delle altre tipologie di insulina, va somministrata una sola volta a settimana, "sarà di grandissimo aiuto nella gestione della malattia e di milioni di pazienti".Così all'Adnkronos Salute il presidente della Fondazione Società italiana diabetologia (Sid), Angelo Avogaro, in occasione dell'incontro – oggi in Senato – promosso dalla senatrice Daniela Sbrollini per il World Diabets Day, durante il quale è stata presentata la campagna 'Facciamo squadra attorno al diabete', realizzata da FeSDI, Federazione società diabetologiche italiane.  "L'insulina settimanale", con le sue 52 somministrazioni invece di 365, "è una innovazione attesa da tempo per le persone con diabete di tipo 2, per gli effetti positivi sia dal punto di vista clinico che sociale – sottolinea Avogaro – A questa innovazione si aggiungono gli agonisti del Glucagon-Like Peptide 1 (Glp-1).

Grazie alla loro capacità di ridurre efficacemente la glicemia senza indurre ipoglicemia, di determinare calo ponderale e di diminuire l'incidenza di malattie cardiovascolari e la mortalità, sono diventati parte essenziale della terapia del diabete di tipo 2 e dell'obesità.Quindi, abbiamo a disposizione insuline nuove, smart, intelligenti e farmaci che aiuteranno a ridurre il peso, la glicemia e a controllare i fattori di rischio cardiovascolare, nonché il rischio cardiovascolare stesso nei pazienti con diabete".  Nel nostro Paese "oggi ci sono 4,5 milioni di diabetici, 1 milione con diabete ignora di avere la malattia, e altri 4 milioni sono a rischio – avverte Avogaro – Quindi, una campagna di prevenzione è di fondamentale importanza per la sostenibilità del nostro sistema sanitario nazionale, perché la malattia ha un costo soprattutto in termini di ricoveri in ospedale, complicanze croniche e acute.

Tutto questo si può evitare con la prevenzione e soprattutto con l'educazione del paziente", conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stellantis, da Mirafiori a Maserati ecco il piano per l’Italia

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(Adnkronos) – Nessuna dismissione ma progetti solidi per tutti gli impianti nazionali.E' questo il Piano per l'Italia esposto da Giuseppe Manca, Responsabile Risorse Umane di Stellantis Italia, al Tavolo che si è svolto oggi, 14 novenbre, al Mimit. 
Mirafiori.

Entro il 2025 sarà effettuato il reshoring della 500 ibrida a Mirafiori, inoltre sarà dotata di una nuova batteria anche la versione BEV.Con un investimento di 240 milioni di euro sta nascendo il Mirafiori Automotive Park 2030, che, oltre alle carrozzerie, include lo stabilimento eDCT che attualmente occupa 852 persone rispetto alle 500 previste, 20 turni settimanali e una produzione che a regime raggiunge 600.000 unità all’anno.  
Melfi.

Grazie alla piattaforma Stella Medium, nei prossimi due anni, accanto al mantenimento di Jeep Renegade (fino al 2026) inizierà la produzione della Jeep Compass, BEV e ibrida, di due modelli DS e della nuova Lancia Gamma, che segna il ritorno del marchio in questo segmento di mercato.Un totale di cinque modelli.

In particolare, nel primo trimestre del 2025 uscirà la prima DS e nel terzo del 2025 la nuova Jeep Compass Elettrica.Nel primo trimestre del 2026 arriverà la seconda vettura DS, nel secondo 2026 la Jeep Compass Ibrida e nel terzo 2026 la nuova Lancia Gamma. 
Cassino.

A Cassino, sulla nuova piattaforma Stella Large, saranno prodotte la nuova Stelvio (2025) e la nuova Giulia (2026), in versione BEV; più un ulteriore modello negli anni successivi.La Maserati Grecale andrà oltre il 2030. 
Pomigliano.

Grazie anche a una normativa Euro 7 rivista, risultato per il quale Stellantis "ringrazia" il Governo per la sua azione in Europa, è stata prolungata la produzione della Panda di Pomigliano fino al 2029, data oltre la quale si sta lavorando alla possibilità di un nuovo progetto su cui ancora sono in corso verifiche all’interno del Gruppo.Nel frattempo, prosegue la produzione di Hornet e Tonale almeno fino al 2027 
Atessa.

Stellantis Pro One, la divisione dei veicoli commerciali di Stellantis, ha appena rinnovato interamente la gamma dei VAN e Atessa, stabilimento storico in cui si producono i furgoni di grandi dimensioni del gruppo e il più grande impianto europeo di veicoli commerciali leggeri, continua ad essere centrale per Stellantis.Nello stabilimento di Atessa è stata avviata la produzione dei nuovi furgoni di grandi dimensioni (Large VAN) di Stellantis Pro One, adesso anche in versione BEV.

Nel 2030 arriveranno ulteriori novità.  
Modena.L'ad Tavares è stato nei giorni scorsi in visita alla sede Maserati di Modena per un incontro di lavoro con il nuovo CEO Santo Ficili, il team di gestione e i partner sindacali.

Una visita mirata – si spiega – a costruire un dialogo per favorire una crescita sostenibile e redditizia di Maserati, unico marchio di lusso di Stellantis, fondato su eccellenza, innovazione e design.Maserati, in fase di transizione verso l’elettrificazione con il programma Folgore per i modelli Grecale, GranTurismo e GranCabrio, offre anche motorizzazioni ICE e mild hybrid.

Al vertice della gamma ci sono la MC20 e la MC20 Cielo, con motore Nettuno V6.L’intera gamma attuale e futura di Maserati sarà prodotta al 100% in Italia. Sul fronte degli altri stabilimenti, le meccaniche stanno lavorando regolarmente mentre, per quanto riguarda Termoli, Stellantis conferma la prosecuzione "in modo significativo" della produzione dei motori GME, soprattutto per gli Stati Uniti, e dei motori GSE per i veicoli ibridi come 500 o PANDA. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, Meloni: “Risorse anche da banche e assicurazioni, mai fatto”

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(Adnkronos) –
Da dove arriva una parte dei soldi della manovra?Da banche e assicurazioni, "una cosa che nessuno aveva avuto il coraggio di fare finora e che rappresenta una grande novità rispetto al passato".

Ad affermarlo via social è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo aver riepilogato alcuni dei principali provvedimenti contenuti nella legge di bilancio.  "Abbiamo reso strutturale il taglio del cuneo fiscale, abbiamo esteso l'esonero contributivo per le mamme lavoratrici con almeno due figli anche alle lavoratrici autonome e abbiamo rinnovato la detassazione dei premi di produttività e dei fringe benefit.Abbiamo confermato la super deduzione del 120% del costo del lavoro per le nuove assunzioni, e scelto di rifinanziare la Nuova Sabatini, portando il fondo per il 2025 a 607 milioni di euro e incrementando le risorse fino al 2029", ha affermato per poi aggiungere: "E dove abbiamo preso i soldi per fare tutto questo, visto che di soldi non ne abbiamo molti?

Una parte arriva dal nuovo rapporto che abbiamo costruito tra fisco e contribuenti e che ci ha permesso di avere più entrate nelle casse dello Stato.Un'altra dal contenimento della spesa dei ministeri e un'altra parte ancora da banche e assicurazioni. È una cosa che nessuno aveva avuto il coraggio di fare finora e che rappresenta una grande novità rispetto al passato". "Abbiamo, di fatto, smesso di gettare i soldi dei cittadini dalla finestra, o in cose secondarie o addirittura inutili, quando non controproducenti, e abbiamo abbassato le tasse, nonostante la situazione dei conti pubblici che abbiamo ereditato non esattamente facile", ha scritto ancora. "In un tempo di grandi trasformazioni, di cambiamenti che sono epocali nel modo di produrre, nel modo di lavorare e nel modo di investire, penso che il compito del Governo debba essere quello di accompagnare le piccole e medie imprese nelle sfide di questo tempo, fornire loro gli strumenti per liberare al massimo il loro potenziale.

Penso all'attenzione per la produttività del lavoro, alla necessità di garantire il ricambio generazionale, alla priorità di assicurare il fabbisogno di personale qualificato.E penso al taglio della burocrazia e all'obiettivo di costruire uno Stato che sia un alleato di chi fa impresa, e non un ostacolo o un nemico", ha sottolineato ancora la premier. "Su queste e su molte altre sfide -ha proseguito – il Governo è costantemente al lavoro.

Lo abbiamo dimostrato in questi due anni, e ci impegniamo ovviamente a farlo per i prossimi, a partire dalla nuova legge di bilancio.Una manovra ispirata al buon senso e al pragmatismo, che concentra le risorse a disposizione per sostenere le imprese che assumono e creano posti di lavoro, e per rafforzare il potere di acquisto delle famiglie". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Jordan e Pelé fino a Schumacher e Tyson: tutti i ritorni dei grandi atleti

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(Adnkronos) – La notizia del ritorno di Lindsey Vonn sugli sci ha scosso il mondo dello sport e non solo.La pluricampionessa di sci alpino ha infatti annunciato al New York Times che si riunirà alla squadra di sci degli Stati Uniti per gareggiare, questo inverno, in Coppa del Mondo.

Vonn, 40 anni, si era ritirata cinque anni fa principalmente a causa del dolore al ginocchio destro, danneggiato da incidenti ad alta velocità e diversi interventi chirurgici.Ma ora tutto sembra cambiato.

Per quanto inaspettato, il ritorno di Vonn non è l'unico caso di atleta che esce dal ritiro e torna sui suoi passi, riprendendo da dove aveva lasciato. Mentre quello di Francesco Totti con il calcio giocato sembra una suggestione destinata a rimanere tale, sono tanti infatti gli esempi di sportivi che a una comoda pensione hanno preferito l'adrenalina della competizione.Sempre tra le nevi della Coppa del Mondo di sci alpino si rivedrà anche Marcel Hirscher che, a 35 anni, dopo essersi ritirato nel 2019, ha annunciato il suo ritorno in pista.

Dopo aver vinto per otto volte la Coppa del Mondo con l'Austria però, Hirscher gareggerà con l'Olanda, Paese d'origine della madre. Nel calcio il caso più eclatante è stato Pelé, che annunciò il ritiro nel 1974, salvo poi cedere ai milioni americani dei Cosmos di New York e tornare, un anno più tardi, per giocare con Chinaglia e Beckenbauer.Dopo di lui fu Romario a tornare sui campi dopo essersi ritirato.

Dopo aver giocato in squadre di tutto il mondo e aver vinto anche un Mondiale (1994) e due Copa America (1989 e 1997), l'attaccante brasiliano aveva infatti detto stop nel 2009.Quindici anni dopo, nel 2024, Romario ha annunciato il suo ritorno, all'età di 58 anni, con la maglia dell'America RJ, squadra brasiliana di cui è anche presidente.  Nel tennis fu Bjorn Borg, vincitore di undici titoli Slam, a rientrare dal ritiro, annunciato per la prima volta nel 1983.

Fatale, in quell'occasione, fu la sconfitta nell'epica finale dello Us Open del 1981, vinta dal rivale John McEnroe.Da quel momento Borg giocò sempre meno tornei fino a ritirarsi.

Lo svedese rientrò poi nel 1991, ma senza riuscire a vincere nemmeno una partita e due anni più tardi disse il suo addio definivo al tennis giocato.  Il ritorno più famoso e iconico della storia dello sport rimane, in ogni caso, quello di Michael Jordan.Dopo aver conquistato tre titoli Nba e altrettanti Mvp con i Chicago Bulls, quello che è considerato il più grande giocatore di basket di tutti i tempi decide, nel 1993, di lasciare i parquet americani per dedicarsi al baseball.

Jordan viene quindi ingaggiato dai Chicago White Sox, una delle più importanti squadre della Major League Baseball, ma la sua avventura non è molto fortunata e dura soltanto un anno e mezzo.MJ torna quindi in Nba con l'iconico messaggio "I'm back", ovvero "sono tornato", e vince altri tre campionati con i Bulls. Leggenda della boxe, anche George Foreman si ritirò due volte.

Il pugile in carriera vinse 76 incontri su 81, con la prima delle sue cinque sconfitte che arrivò per mano di Muhammad Ali.Divenne due volte campione dei pesi massimi e nel mezzo ci fu un ritiro di circa dieci anni.

Dopo una sconfitta contro Jimmy Young, Foreman attraversò una serie di problemi, tra cui la depressione, da cui riuscì a uscire anche grazie alla fede cristiana.Nel 1987, a 38 anni, Foreman decise così di tornare sul ring e sette anni dopo, a ben 45 anni, divenne nuovamente campione.

Anche Muhammad Ali tornò dal ritiro nel 1980 con l'obiettivo di riconquistare ancora una volta il titolo contro Lerry Holmes, ma senza fortuna.Le loro storie fanno comunque fa ben sperare Mike Tyson, che a 58 anni, e in diretta su Netflix, tornerà sul ring per sfidare Jake Paul nella notte di sabato 16 novembre. Anche la Formula 1 è stata terra di grandi ritorni.

Prima fu Michael Schumacher, leggendario pilota Ferrari laureatosi campione del mondo per sette volte, a dire addio alle gare nel 2006, salvo poi ripensarci nel 2010.Il suo ritorno con la Mercedes però non fu altrettanto fortunato e Michael si ritirò definitivamente due anni dopo.

Il primo addio alle piste di Fernando Alonso arrivò nel 2018, dopo due titoli mondiali conquistati.Lo spagnolo però tornò a sorpresa nel 2021 con l'Alpine per poi passare in Aston Martin, con cui ha da poco firmato un rinnovo pluriennale. (di Simone Cesarei) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nervo (Diabete Italia): “Contro malattia garantire accesso rapido a farmaci innovativi”

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(Adnkronos) – "Dal momento della diagnosi di diabete occorre puntare sulla prevenzione delle complicanze: quindi è assolutamente fondamentale, in tal senso, che ci sia per i pazienti la possibilità di accedere ai nuovi farmaci, a tutti i device il più presto possibile.Obiettivo, infatti, è riuscire a prevenire le complicanze che possono interessare le persone con diabete, causandone un deterioramento della qualità di vita.

L'accesso ai nuovi farmaci infatti può garantire una migliore qualità di vita a milioni di pazienti".Così all'Adnkronos Salute Stefano Nervo, presidente Diabete Italia Odv, in occasione dell'incontro – oggi in Senato – promosso dalla senatrice Daniela Sbrollini per il World Diabets Day, durante il quale è stata presentata la campagna 'Facciamo squadra attorno al diabete' realizzata da FeSDI, Federazione società diabetologiche italiane. Per Nervo, anche per il Wdd 2024 la parola d'ordine "deve essere prevenzione – spiega – per quanto riguarda il diabete tipo 2, attraverso l'adozione di corretti stili di vita.

Combattendo il sovrappeso e l'obesità possiamo prevenire la malattia".Prevenzione e diagnosi precoce anche "per il diabete tipo 1 che colpisce soprattutto i bambini.

Grazie agli screening – conclude – dal 2025 in tutta Italia saremo in grado di evitare la chetoacidosi, la più grave e temibile complicanza del diabete di tipo 1, che può portare anche alla morte". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da ‘La Vanguardia’ a Francesco Guccini, continua la fuga da X

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(Adnkronos) – Continua la fuga da X da parte di testate giornalistiche e noti nomi dello spettacolo italiano e statunitensi.A causarla è il suo patron, Elon Musk, scelto dal neo eletto presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump per guidare il dipartimento per l'Efficienza governativa. Il primo giornale a dire addio a X è stato il 'Guardian', storico quotidiano della sinistra britannica.

A seguirlo è stato il giornale spagolo 'La Vanguardia' che ha annunciato la chiusura degli account sulla piattaforma, denunciando "contenuti tossici" e una "deriva" che "lede i concetti minimi di etica e giustizia".Jordi Juan, direttore del quotidiano spagnolo, ha spiegato in un editoriale che 'La Vanguardia' ha deciso di interrompere la pubblicazione di post su X nel giorno in cui è stata resa nota la decisione di Donald Trump di nominare Elon Musk alla guida del Doge, acronimo del dipartimento per l'efficienza governativa della prossima Amministrazione Trump. L'account X resterà 'congelato'.

La decisione del giornale arriva "per non contribuire con il traffico creato da 'La Vanguardia' alla crescita" della piattaforma.L'accusa è che dall'arrivo di Musk, X "ha abusato sempre più di contenuti tossici e manipolati grazie alla proliferazione di bot". Secondo Jordi Juan, "i consueti team di moderazione che impedivano i contenuti violenti o che incitavano all'odio sono andati scomparendo e la rete è entrata in una deriva che viola i concetti minimi di etica o giustizia che dovremmo rispettare in una società democratica".

Sul social sono consentite "teorie del complotto" o la diffusione di fake news che "hanno trovato su X una cassa di risonanza perfetta per poter essere amplificate", è l'accusa.Per Jordi Juan, hanno contribuito alla decisione di dire addio a X la campagna elettorale "o le menzogne diffuse" con la Spagna che faceva i conti con le conseguenze devastanti del fenomeno 'Dana'. Anche la Berlinale, storico festival del cinema di Berlino, lascia il social network.

Nel messaggio pubblicato sull'ex Twitter, la kermesse annuncia che dirà addio a X il 31 dicembre 2024. "Grazie per averci seguito in tutti questi anni.Restiamo connessi su Instagram, Facebook, LinkedIn, YouTube, e il nostro sito web", si legge. 
Anche in Italia molti stanno scegliendo di lasciare X, dopo le esternazioni di Elon Musk sui giudici italiani in merito ai trattenimenti di migranti in Albania.

Tra gli ultimi artisti a cancellarsi dal social c'è Francesco Guccini. "Elon Musk – ha detto il cantautore – ha delle idee che sono lontane anni luce dalle mie.Non ho alcun interesse a comunicare su una piattaforma che contribuisce a plasmare narrazioni e a manipolare pensieri politici.

Continuerò a vivere serenamente nella mia Pavana, credo che nessuno sentirà la mia mancanza su X". Qualche ora prima Piero Pelù ed Elio e le storie tese
avevano annunciato ai propri fan l'addio al social network per gli stessi motivi. "Riteniamo Elon Musk un pericolo per la democrazia e la libertà e non abbiamo intenzione di continuare a far parte di una piattaforma di cui è proprietario e che utilizza spudoratamente per la sua orribile propaganda", avevano scritto Elio e le storie tese.Un pensiero forse non condiviso da tutta la band: il tastierista Rocco Tanica, infatti, non ha abbandonato la piattaforma e ha continuato a twittare fino a stamattina. Poi c'è Alessandro Gassmann, da anni molto attivo sul social network, che sta ancora riflettendo sul da farsi. "In tanti stanno lasciando questa piattaforma che è molto cambiata da quando decisi di entrarvi – ha scritto stamattina l'attore – .

Se dovessi anche io uscirne mi dispiacerà comunque salutare tutti quelli che fin qui mi hanno dato la loro attenzione, ma forse è la decisione giusta in questo momento". Di diverso avviso è la Commissione Europea che ha voluto esternare apertamente la propria posizione.Thomas Regnier, portavoce della Commissione per l’economia digitale, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, ha detto che "ovviamente la Commissione usa le piattaforme social” per raggiungere i cittadini e dare comunicazioni sul lavoro che svolge e X "è una delle 15 piattaforme" su cui opera.

Ricordando che l’esecutivo Ue ha di recente aperto profili anche sulle piattaforme rivali Threads, Mastodon e Bluesky, Regnier ha sottolineato che la Commissione continua a sostenere un’iniziativa di campagna pubblicitaria su X, avviata dopo le stragi del 7 ottobre 2023 e inerente alla disinformazione in Medio Oriente, aggiunge Reigner.L’esecutivo Ue (che a luglio ha avviato un'indagine contro X) "continuerà a monitorare gli sviluppi".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, sciopero venerdì 15 novembre: lezioni a rischio, chi si ferma

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(Adnkronos) – Lezioni a rischio a scuola domani, venerdì 15 novembre.Anief ha infatti indetto uno sciopero contro l'abuso dei contratti a temine. “Lo Stato italiano nonostante una precisa procedura di infrazione ha ridotto l'organico di ruolo e ha raddoppiato l'organico a tempo determinato, perpetrato l'abuso dei contratti a termine.

Ha nel contempo innalzato l'età media degli insegnanti e del personale amministrativo superando persino la quota del 50% dell'organico over 50, a dispetto dell’alto tasso di burnout ravvisato nella categoria.E' chiaro ed evidente che bisogna rivedere le regole sulle finestre d'uscita del personale scolastico che spesso ha titoli universitari che non sono riscattati per gli onerosi costi nonostante siano necessari per accedere e svolgere la professione", afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, che sottolinea: "Invece per il personale delle forze armate vige il riscatto gratuito, come pure la ‘finestra che permette a 60 anni di andare in pensione senza alcuna penalizzazione sull’assegno pensionistico”. Per queste ragioni il giovane sindacato Anief ha indetto lo sciopero e ha lanciato una petizione per rivedere l'età pensionabile e chiedere il riscatto gratuito degli anni formazione universitaria.  A scendere in piazza anche l'Unione degli studenti. “La giornata del 15 novembre è fondamentale non solo per il mondo studentesco, ma per tutti coloro che credono nel diritto all’istruzione pubblica e gratuita”, ha affermato afferma Tommaso Martelli, coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti. “Saremo presenti sotto le sedi istituzionali locali, regionali e nazionali, fino al ministero dell’Istruzione, per ribadire al ministro Valditara che la nostra voce non può più essere ignorata", ha aggiunto. Ha continuato Francesco Valentini, responsabile comunicazione dell’Unione degli studenti: “Questo sciopero rappresenta il grido di generazioni stanche di essere ignorate.

Non chiediamo solo una scuola diversa: vogliamo una scuola che ci permetta di costruire un futuro con diritti e dignità, libera da logiche di sfruttamento e subordinazione”. Si tratta di "una mobilitazione che vuole esprimere una forte opposizione, non solo verso il ministro Valditara ma all’interno governo Meloni.Al ministro contestiamo le politiche attuate verso l’istruzione, in primis la riforma della condotta, che imprime un clima di autoritarismo e repressione all’interno delle scuole, fino ad arrivare alla riforma degli Istituti tecnici professionali, che accelera – ha affermato ancora Martelli – l’inserimento lavorativo forzato degli studenti e subordina ancora di più il mondo della scuola al profitto delle aziende”.

Una data, quella del 15 novembre, che “si inserisce in un contesto di riforme drammatiche per il nostro Paese e che vuole esprimere una forte opposizione anche per quanto riguarda il Ddl sicurezza che è un ddl – conclude Martelli – che va a reprimere il dissenso e che rappresenta una criminalizzazione di chi si attiva, di chi protesta all’interno del Paese”.  "La Flc Cgil sostiene lo sciopero studentesco del 15 novembre prossimo.La richiesta di maggiori investimenti nel sistema pubblico di istruzione e formazione, nel sistema universitario e dell'alta formazione, a partire dal diritto allo studio, sono state alla base dello sciopero generale del 31 ottobre scorso.

Non possiamo accettare né la svalorizzazione contrattuale né nuovi tagli al sistema della conoscenza: ogni euro in meno nella scuola e nell'università è un passo indietro nei confronti delle nuove generazioni", ha detto all'Adnkronos Gianna Fracassi, segretaria generale Flc Cgil .  "I ragazzi e le ragazze di questo Paese devono avere la piena possibilità di espressione del proprio pensiero e di manifestarlo anche e soprattutto quando questo significa dissenso.Impedire loro di esprimere critiche o di confrontarsi con le istituzioni, come accaduto qualche giorno fa a Piacenza in occasione della visita del ministro dell'Istruzione, è sempre un fallimento democratico ed educativo", ha concluso Fracassi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, a fine anno spunta la Rottamazione quinquies: come funziona la quinta pace fiscale

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(Adnkronos) – Rottamazione delle cartelle, nuovo capitolo. "A fine anno, con i regali di Natale, compare a sorpresa (ma non tanto) tra gli emendamenti al Dl 155/2024 Legge di Bilancio, la rottamazione quinquies.Le motivazioni della quinta pace fiscale possono essere sintetizzate nell’opportunità per il governo di incassare il delta del mancato incasso dalla 'quater' stimato in 100 milioni di euro, e per rispondere alle richieste di aiuto di un gran numero di contribuenti che pur aderendo alla rottamazione quater, non sono riusciti a pagare le rate.

Ciò determinerebbe per tantissimi contribuenti il rischio di ricevere pignoramenti dello stipendio, conti correnti, case e automobili".Così, con Adnkronos/Labitalia, Mario Michelino, presidente Associazione Nazionale Dottori Commercialisti (Andoc) sull'emendamento della Lega alla manovra, che va ad aggiungersi al tentativo analogo di Forza Italia nel decreto Fiscale.  "Stando alle prime indiscrezioni, si tratterebbe -spiega Michelino- di una riapertura della quater che definiva i ruoli dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 con la nuova possibilità di includere il periodo dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2024.

In tal modo sarebbero coperti esattamente quei debiti esclusi dalla precedente rottamazione.Le modalità sono quelle già note: il pagamento del debito con uno sconto sostanzioso su sanzioni e interessi, forfait del 5%, con il pagamento integrale dell'imposta dovuta.

Sarà possibile pagare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2025 o in 18 rate di cui la prima in scadenza entro la stessa data e le altre con interessi al 2%", aggiunge.  Secondo Michelino "nella rottamazione quinquies rientrano, come la precedente, l’Irpef, l’Iva, l’imposta di registro, le multe stradali, il bollo auto e i tributi locali, a fronte dell’annullamento di sanzioni, interessi per ritardata iscrizione a ruolo, somme aggiuntive ai crediti previdenziali e l’aggio della riscossione.Infine, i Comuni saranno liberi di decidere volontariamente se rottamare le ingiunzioni fiscali e gli accertamenti esecutivi, come previsto anche dalla precedente pace fiscale", aggiunge ancora.  "In ogni caso questo ulteriore sconto a favore dei contribuenti -sottolinea- potrebbe intaccare gli equilibri di finanza pubblica generando problematiche per la tenuta dei conti.

Vale la pena ricordare che sono in discussione ulteriori misure.Il ravvedimento speciale (da non confondere con quello legato al concordato) anche per le dichiarazioni appena chiuse (anno d’imposta 2023) e quelle dei periodi precedenti, il tutto con una sanzione ridotta a un diciottesimo.

Sul tavolo, come l’anno scorso, anche la rateizzazione degli acconti fiscali e previdenziali per le persone fisiche titolari di partita Iva, fino a 170.000 euro di ricavi o compensi nel 2023.Una novità importante riguarda la cartolarizzazione del magazzino dei crediti, attualmente di circa 1.247 miliardi di cartelle per tasse, multe e contributi non pagati, che andrebbero affidate ad un soggetto pubblico per la riscossione", conclude Michelino.  E per Francesco Cataldi, presidente Unione Giovani Dottori Commercialisti: “Si parla di "rottamazione quinquies" perché negli ultimi otto anni questa sarebbe la quinta volta in cui viene presentata questa misura.

Sostanzialmente -spiega ad Adnkronos/Labitalia il professionista- la ricetta è sempre la medesima, ovvero si dà a privati ed imprese la possibilità di versare – con pagamenti decorrenti da luglio 2025, in unica soluzione o in misura rateale – le imposte già in carico all'agente della riscossione, senza dover corrispondere interessi di mora e sanzioni ma appunto unicamente le imposte e gli interessi in misura legale".  Come Unione giovani "rileviamo che la misura indubbiamente può essere d'ausilio ai contribuenti in difficoltà; allo stesso tempo, non possiamo non rilevare che la sistematicità con cui è stata introdotta negli ultimi anni e l'aspettativa che si crea inevitabilmente sulla futura riproposizione dello strumento crea un effetto che scoraggia l'adempimento regolare in una platea non indifferente di contribuenti, ed il fatto che una misura straordinaria venga reintrodotta regolarmente è probabilmente spia del fatto che la riscossione debba essere ripensata dalla fondamenta”, conclude Cataldi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nicola Levoni: “Pronti a escludere fornitori che non garantissero benessere animale”

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(Adnkronos) – 'No' fermo a qualsiasi accostamento con aziende che non rispettino gli animali.E l'impegno a intervenire, escludendole dal parco fornitori, nel caso in cui dovessero essere accertate violazioni.

Nicola Levoni, presidente di Levoni Spa, azienda leader nel settore dei salumi, risponde in un'intervista all'Adnkronos ai rilievi dell'associazione 'Essere animali', che ha denunciato il cattivo stato di allevamenti che ritiene siano fornitori del Gruppo.L'imprenditore parla delle strategie per garantire il benessere animale, apre al confronto e sostiene la necessità di un patto per l'intera filiera.  Levoni è un’azienda che cresce, anche a livello internazionale.

Quanto conta la reputazione del marchio? "Da oltre un secolo portiamo avanti la missione del fondatore, nostro bisnonno Ezechiello Levoni: perseguire l’assoluta eccellenza nella produzione di un ampio assortimento di salumi, senza mai scendere a compromessi sulla qualità, ad ogni livello.Continuiamo a lavorare con serietà ed impegno, prestando sempre attenzione alle esigenze dei nostri clienti e consumatori. È da questo dialogo aperto e attivo che si è generata la fiducia e, di conseguenza, la reputazione del marchio: grazie a ciò che dicono dell’azienda le persone che lavorano con noi, i fornitori, i nostri clienti ed i nostri consumatori.

La loro fiducia ed il loro apprezzamento hanno per noi un valore inestimabile ed è grazie ad essi se – in oltre cento anni di storia – siamo cresciuti, arrivando ad investimenti e progetti ambiziosi, come la recente apertura di una sede negli USA, un importante obbiettivo raggiunto a seguito di un lavoro iniziato negli anni 90".  Come e quanto investite sul benessere animale? "Sono oltre 60 anni che Levoni s’impegna su questo fronte: anticipando requisiti divenuti nel corso degli anni cogenti a livello comunitario, negli ultimi 3 anni l’azienda ha investito indicativamente il 3% del fatturato di filiera per promuovere standard di biosicurezza più elevati, maggiore spazio, migliori condizioni ambientali e assicurando l’adeguata disponibilità di acqua e alimenti.E ancora, limitando al massimo lo stress durante il trasporto ed eliminando le azioni che generano sofferenza.

Tutto questo perché siamo convinti che solo da un animale sano e accudito si possono ottenere salumi di alta qualità, dal gusto tipico e apprezzato in tutto il mondo". Come risponde alle contestazioni dell’associazione animalista Essere Animali? "Levoni ha fatto del Benessere Animale la sua filosofia e si è volontariamente data requisiti molto più restrittivi delle normative in vigore per un selezionato gruppo di allevamenti con cui ha costituito la filiera certificata benessere animale.Non possiamo e non vogliamo accettare alcun accostamento, anche indiretto, con aziende e/o fornitori che non rispettino gli animali e, con essi, i consumatori.

Nonostante sia stata fatta da noi una richiesta specifica proprio per far luce su quanto viene contestato, al momento non ci sono stati forniti elementi su queste strutture e dunque non possiamo effettuare verifiche ad hoc.Non dimentichiamo, poi, che le restrizioni biosanitarie imposte a causa della Peste Suina Africana purtroppo non rendono semplici i controlli.

Anche per esempio, da parte dell’Ente certificatore.Ma una cosa possiamo dirla con certezza: interverremo subito, una volta identificate le strutture segnalate, per accertare che siano effettivamente fornitrici e, qualora fossero coinvolte come le segnalazioni denunciano, verranno escluse dal nostro parco di fornitori". In che modo è possibile garantire anche per gli allevamenti da cui vi rifornite? "Non possiamo certo garantire per altre aziende, ma possiamo garantire il nostro impegno nel rifornirci da allevamenti che rispettino la nostra filosofia e i nostri standard.

Un impegno che confermiamo anche in questo momento così difficile a causa della Peste Suina Africana.Per questo siamo disponibili a dialogare con le associazioni animaliste, per proporre loro di collaborare al nostro progetto di rafforzamento del benessere animale.

Inoltre, vogliamo farci promotori di un’iniziativa strategica e multisettoriale per il miglioramento delle condizioni negli allevamenti con gli enti di controllo e altri attori della nostra filiera.L’idea, però, è quella di partire coinvolgendo attivamente le associazioni animaliste in un tavolo di lavoro".  A cosa serve il tavolo di lavoro aperto con le associazioni animaliste? "Abbiamo molti obiettivi comuni ed è giunto il momento di superare le contrapposizioni e i conflitti.

Il benessere animale non è solo un atteggiamento etico e rispettoso verso gli animali, ma anche una garanzia di qualità e sostenibilità per i consumatori.Sono decenni che ci impegniamo su questo fronte e siamo convinti che coinvolgere nel nostro cammino tutti quelli che vogliono migliorare su questo fronte sia una grande opportunità".  Quali procedure e quali controlli si possono mettere in campo per prevenire il rischio di comportamenti scorretti? "Un’imprescindibile base di partenza è il lavoro sinergico tra pubblico e privato, ovvero tra chi deve far rispettare la legge e il mondo produttivo.

Siamo tutti chiamati a impegnarci nel seguire un percorso virtuoso che coinvolge anche il benessere animale per giungere ad un futuro migliore e più sostenibile per tutti.Noi in prima persona abbiamo deciso di farci affiancare nel nostro operato da enti di certificazione accreditati.

Questi verificano l’applicazione di protocolli precisi, attraverso controlli e verifiche periodiche negli allevamenti da parte di personale formato e qualificato". Quali obiettivi deve avere un ‘Patto etico’ per l’intera filiera? "Più che di Patto etico, parlerei di una sorta di Patto Benessere Animale.Gli obiettivi sono diversi.

In primis, arrivare a garantire uno standard condiviso dai vari soggetti della filiera produttiva; superare differenze e contraddizioni che finiscono anche per danneggiare la filiera stessa e porre finalmente al centro il concetto di Benessere animale.Che poi è il nostro impegno da oltre sessant’anni". (Di Fabio Insenga) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

RS Italia, evoluzione digitale passa anche dal procurement dei materiali indiretti

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(Adnkronos) – RS Italia annuncia la pubblicazione della terza ricerca sul procurement dei materiali indiretti, comunemente detti mro (maintenance, repair, operations), realizzata in collaborazione con Adaci (Associazione italiana acquisti e supply management) e l'Università Europea di Roma.L'indagine offre uno sguardo completo sui trend, le sfide e le opportunità che le aziende italiane stanno cogliendo, evidenziando il passaggio da spesa necessaria a leva strategica per la competitività aziendale.

Due sono i concetti chiave che emergono dalla Ricerca MRO 2024: maturità e digitalizzazione dei processi aziendali.Si tratta di veri e propri pilastri strategici, attraverso i quali il procurement evolve da semplice gestione dei costi a leva competitiva.

La maturità, intesa come maggiore comprensione delle dinamiche legate alla spesa MRO e soprattutto come una crescita strategica del ruolo dell'ufficio acquisti, che risulta sempre più centrale per l'adozione di un approccio integrato e strategico ormai essenziale in questo settore. Accanto a questa, la digitalizzazione agisce come forza trainante per la comunicazione tra i diversi attori e l'agilità decisionale.Con strumenti digitali avanzati, le aziende possono ottenere visibilità in tempo reale su spese e fabbisogni, riducendo tempi e costi operativi.

In tal senso, un esempio di eccellenza sono le aziende che hanno saputo combinare processi evoluti di approvvigionamento con una piena integrazione tecnologica.Altamente mature sia sul piano operativo che tecnico, queste organizzazioni hanno ottimizzato le procedure di acquisto e investito in strumenti avanzati come sistemi ERP e piattaforme di automazione.

Grazie all'efficace utilizzo della tecnologia, queste aziende hanno migliorato la collaborazione interna, sono in grado di gestire proattivamente i fornitori e garantiscono trasparenza lungo tutta la catena di fornitura.Inoltre, questa flessibilità e capacità di adattamento consentono loro di identificare e cogliere rapidamente nuove opportunità strategiche, rafforzando ulteriormente la loro posizione competitiva. Questi i principali risultati della ricerca sul procurement dei materiali indiretti nelle imprese italiane condotta da RS Italia, ADACI e l'Università Europea di Roma, che hanno indagato le prassi più comuni e le criticità condivise grazie al contributo di oltre 200 professionisti che hanno risposto anonimamente alla survey che ha dato origina alla ricerca. "Interfacciandoci quotidianamente con numerose aziende, abbiamo rilevato problematiche costanti che l'ufficio acquisti deve gestire in ambito MRO: dalla scarsa visibilità dei fabbisogni alla gestione di asset obsoleti, dalla numerosità dei codici prodotto all'inefficienza del loro monitoraggio", spiega Massimiliano Rottoli, managing director di RS Italia. "Queste difficoltà sembrano essere legate a dinamiche strutturali, comuni al sistema Paese, ma anche a comportamenti difficili da scardinare nelle gerarchie aziendali, come procedure operative poco chiare o una scarsa comprensione delle necessità dei vari reparti da parte dell'ufficio acquisti.

In questo contesto, le aziende manifestano sempre più spesso l'esigenza di incrementare la produttività tramite processi automatizzati e tecnologie avanzate per la gestione degli ordini.Allo stesso tempo, mostrano il bisogno di ottimizzare la catena di approvvigionamento, riducendo i costi ma senza compromettere la qualità dei prodotti e dei servizi acquistati", specifica Rottoli. Il primo capitolo, 'Comprendere cosa rende critica la gestione degli MRO', delinea le complessità che caratterizzano il procurement MRO, spesso sottovalutate ma fondamentali per garantire la continuità operativa aziendale.

In particolare, dall'indagine emerge che le principali criticità includono l'obsolescenza delle attrezzature e degli asset, la gestione di codici prodotto frammentati e una scarsa visibilità sui fabbisogni reali.Più del 45% delle imprese intervistate, ad esempio, investe tra il 3% e il 20% del budget totale in MRO; una spesa significativa ma spesso non tracciata con precisione.

Senza contare che anche le emergenze, come i fermi macchina, aggravano queste difficoltà, rendendo la gestione efficace della spesa MRO una sfida strategica per molte aziende. Il secondo capitolo, 'Sviluppare competenze specifiche e creare un mercato dei talenti', evidenzia una crescente richiesta di competenze specifiche per affrontare le sfide legate alla gestione degli acquisti indiretti.Più del 45% delle aziende interrogate riconosce che le competenze attuali non sono sufficienti per razionalizzare la spesa MRO in modo efficace, allo stesso tempo, il 25% degli intervistati effettua acquisti senza un metodo strutturato, basandosi su stime approssimative.

Questo capitolo sottolinea l'importanza di formare professionisti in grado di ottimizzare i processi decisionali, non solo in ambito tecnico, ma anche organizzativo, inserendo quindi competenze digitali e gestionali, indispensabili per ridurre i costi operativi e migliorare la tracciabilità della spesa. Il terzo capitolo, 'Sfruttare il potenziale della digitalizzazione', sottolinea come la digitalizzazione sia una leva fondamentale per migliorare l'efficienza operativa e ridurre i costi di gestione.Dalla ricerca emerge che il 65% delle imprese utilizza già sistemi informativi integrati per gestire gli ordini e monitorare le scorte, ma la piena digitalizzazione del ciclo di acquisto MRO è ancora lontana.

Solo il 12% delle aziende, infatti, utilizza tecnologie avanzate come il cloud computing o l'intelligenza artificiale.Questo capitolo approfondisce, in particolar modo, le barriere che limitano l'adozione della digitalizzazione, come la scarsa qualità e quantità dei dati disponibili e la difficoltà di integrare i sistemi aziendali con quelli dei fornitori, sottolineando come le imprese più evolute riconoscano l'enorme potenziale delle tecnologie digitali per migliorare la trasparenza e prevenire criticità operative.  Il quarto capitolo, 'Costruire relazioni strategiche con fornitori specializzati, dimostra invece come una gestione efficace degli acquisti MRO non possa prescindere da relazioni solide e a lungo termine con fornitori specializzati.

In particolare, questa sezione esplora l'importanza di sviluppare partnership strategiche che vadano oltre la semplice transazione commerciale. Il 74% delle imprese intervistate, ad esempio, preferisce lavorare con un numero limitato di fornitori selezionati, in grado di offrire soluzioni a valore aggiunto e supporto tecnico specializzato.Inoltre, l'adozione di sistemi collaborativi come il Vendor-Managed Inventory (VMI), in grado di demandare al fornitore la responsabilità di riassortire le scorte in esaurimento, avendo visibilità dei fabbisogni e delle disponibilità dell'impresa acquirente, è indicata come una delle migliori pratiche per ridurre i tempi di inattività operativa e migliorare la disponibilità di prodotti.

Anche la sostenibilità si sta affermando come un criterio di selezione fondamentale.A tal proposito, si evidenzia come il 77% delle aziende premia i fornitori che offrono packaging sostenibili e soluzioni eco-friendly. Infine, il quinto capitolo, 'Aumentare la trasparenza e la collaborazione con gli stakeholders', affronta l'urgenza di instaurare un dialogo tra l'ufficio acquisti, i diversi reparti aziendali e i fornitori.

Il 45% delle imprese segnala una scarsa visibilità sui fabbisogni MRO, che spesso si traduce in acquisti non pianificati e costi fuori controllo.Per affrontare queste problematiche, molte aziende stanno investendo in sistemi di tracciabilità avanzati e in piattaforme digitali di e-Procurement, che consentono di monitorare i processi d'acquisto in tempo reale.

La collaborazione strategica con fornitori e stakeholder interni è considerata essenziale per ottimizzare la gestione delle scorte e migliorare l'efficienza complessiva. "Questa ricerca costituisce un punto di riferimento essenziale per comprendere lo stato attuale e le prospettive future del procurement indiretto in Italia.Dal canto nostro, da oltre 30 anni affianchiamo i clienti in veste di partner unico e affidabile per gli acquisti MRO.

Non solo offriamo prodotti di alta qualità, ma anche una vasta gamma di servizi a valore aggiunto che semplificano, accelerano e automatizzano i processi aziendali.Dalla digitalizzazione del ciclo di acquisto tramite sistemi di e-Procurement alle soluzioni per la gestione ottimale del magazzino, ci impegniamo a ridurre i costi e migliorare la disponibilità dei prodotti.

Guardando al futuro, siamo pronti a supportare le aziende nella loro trasformazione digitale, contribuendo a migliorare l'efficienza e la sostenibilità nel settore MRO", conclude Rottoli. RS Group è un fornitore globale di soluzioni, prodotti e servizi per clienti industriali, che consente loro di operare in modo efficiente e sostenibile.Il Gruppo opera in 36 mercati, con un assortimento di oltre 800.000 prodotti industriali e specialistici, e offre un'ulteriore selezione di cinque milioni di articoli rilevanti per i clienti industriali, provenienti da oltre 2.500 fornitori.

Questo ampio catalogo supporta i clienti lungo tutto il ciclo di vita industriale, dalla progettazione alla costruzione e alla manutenzione di attrezzature e operazioni.Migliora l'esperienza dei clienti grazie a un modello di servizio personalizzato, sfruttando in modo sostenibile un'infrastruttura fisica, digitale e di processo efficiente.

La sua missione, 'Raggiungere risultati straordinari per un mondo migliore', riflette l'impegno nel generare risultati per le persone, il pianeta e il profitto.RS Group pic è quotato alla Borsa di Londra con il simbolo RS1 e ha registrato un fatturato di 2,942 miliardi di sterline nell'anno conclusosi il 31 marzo 2024. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, vaucher fino a 1.500 a studente da spendere solo per le paritarie: emendamento Fdi

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(Adnkronos) – Un bonus fino a 1500 euro a studente da spendere solo in una scuola paritaria.E' quanto prevede l'emendamento di Fratelli d'Italia alla Manovra 2024.  "A partire dall'esercizio finanziario 2025, alle famiglie con reddito Isee non superiore ad euro 40.000,00 è riconosciuto un voucher, spendibile esclusivamente presso una scuola paritaria, per un importo annuale massimo pari a euro 1.500 per ogni studente frequentante una scuola paritaria primaria, secondaria di I grado o il primo biennio di una scuola paritaria di II grado", si legge nel testo presentato dai deputati Malagola e Coppo. "L'effettivo ammontare del voucher per ogni studente è calcolato sulla base di scaglioni inversamente proporzionali al reddito Isee e nei limiti di un finanziamento complessivo pari ad euro 65 milioni annui.

Nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione e del merito è istituito un fondo dedicato agli interventi del presente comma, pari a 16,25 milioni per l'anno 2025, 65 milioni per l'anno 2026, 65 milioni per l'anno 2027", si legge ancora nel testo della proposta.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaceutica, BeiGene rivela sua proposta di cambiare nome in BeOne Medicines

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(Adnkronos) – La farmaceutica oncologica globale BeiGene Ltd ha annunciato oggi l'intenzione di cambiare il suo nome in BeOne Medicines Ltd, confermando il proprio impegno nello sviluppare farmaci innovativi che possano eradicare il cancro, collaborando con la comunità internazionale per raggiungere il maggior numero possibile di pazienti. "Il cancro, una delle principali cause di morte nel mondo, ha un impatto enorme sui pazienti, le loro famiglie e sull'intera comunità – ha dichiarato John V.Oyler, co-fondatore, presidente e Ceo di BeiGene – Nessun paziente, famiglia, medico, ospedale, azienda o Paese deve sentirsi solo nell'affrontare questa terribile malattia.

Dobbiamo lavorare tutti insieme per riuscirci ed è per questo che ci impegniamo a svolgere un ruolo fondamentale e a unire la comunità globale.Il nostro obiettivo non è solo quello di offrire terapie innovative a un numero sempre maggiore di pazienti, ma anche quello di identificare e affrontare le difficoltà che ne limitano l'accesso, rendendo i trattamenti maggiormente accessibili.

Abbiamo già aiutato oltre 1,4 milioni di pazienti e, con una delle pipeline più ricche del settore oncologico, quest'anno introdurremo più di 10 nuovi potenziali farmaci in fase di sviluppo clinico". Il nuovo nome e il logo proposti – si legge in una nota – illustrano l'impegno nell'unire la comunità globale per affrontare il cancro.Le caratteristiche fondamentali del nuovo logo includono: 'Be', cioè 'essere', rappresenta l'obiettivo fondamentale di ogni paziente affetto da cancro, quello di essere libero dalla malattia; 'One', che enfatizza la volontà di unione, come una squadra, includendo pazienti, associazioni pazienti, caregiver, scienziati, operatori sanitari, istituzioni governative e aziende con la missione condivisa di eradicare insieme il cancro.

Inoltre la parola 'Onc', scritta in rosso all'interno di 'One', sottolinea l'impegno in oncologia; il pulsante di accensione all'interno dell'ultima 'e' rappresenta l'approccio sempre in modalità 'accesa' alla scoperta di nuovi farmaci che possano 'spegnere' i principali fattori di crescita che alimentano le cellule tumorali agendo, allo stesso tempo, sul sistema immunitario dell'organismo, per attaccare mirando a specifici biomarcatori oncologici.Infine, l'angolo inclinato del pulsante simbolizza il percorso che non è sempre lineare, quando si fa ricerca e si perseguono obiettivi ambiziosi. Il nuovo nome si inserisce all'interno di un più ampio piano strategico di crescita che ha sostenuto la leadership globale dell'azienda in oncologia sin dalla sua nascita nel 2010.

Per sostenere l'espansione del portfolio e la crescita globale, in luglio l'azienda ha inaugurato la sua struttura di punta da 800 milioni di dollari dedicata alla ricerca, allo sviluppo clinico e alla produzione presso il Princeton West Innovation Campus di Hopewell, New Jersey (Usa).Quando il nome sarà approvato dagli azionisti, il titolo azionario della società sul Nasdaq cambierà in 'ONC'. Le oltre 11mila persone che fanno parte dell'azienda hanno sviluppato più di 20 molecole in ambito clinico, ottenuto approvazioni regolatorie in cinque continenti.

Il team di clinical operations globale, composto da oltre 1.800 colleghi, conduce studi clinici in Europa, Nord e Sud America, Australia e Asia in più di 45 Paesi.La strategia di portafoglio enfatizza la rapida generazione di dati clinici 'proof-of-concept', resa possibile dall'approccio vantaggioso in termini di velocità e costi delle operazioni cliniche globali.  L'azienda ha consolidato la propria leadership in ematologia con zanubrutinib, la molecola che nella classe Btki ha ottenuto il maggior numero di indicazioni, e negli Stati Uniti è leader nell'utilizzo in nuovi pazienti sia nella leucemia linfocitica cronica recidivante/refrattaria sia in prima linea, oltre a tutte le altre neoplasie a cellule B approvate.

L'azienda sta portando avanti questa terapia di grande rilevanza, approvata in più di 70 Paesi, come pietra miliare del suo franchise ematologico in monoterapia e come parte fondamentale di potenziali combinazioni 'best-in-class' con l'inibitore Bcl2 di stadio avanzato sonrotoclax e il degrader (Btk Bgb-16673).Inoltre, l'azienda è focalizzata sull'incremento della propria leadership nei tumori solidi con il suo inibitore Pd-1 (tislelizumab) e sullo sviluppo di potenziali nuovi diversi farmaci 'best-in-class' per i tumori della mammella, del polmone e del tratto gastrointestinale, quali farmaci coniugati ad anticorpi, anticorpi multispecifici, degradatori mirati di proteine e 'small molecules inhibitors'. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)