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G20, Giorgetti a Rio con maglia Flamengo: “Lula? Abbiamo parlato anche di calcio”

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(Adnkronos) – Maglietta del Flamengo, squadra di calcio di Rio de Janeiro, per Giancarlo Giorgetti, nella città carioca per il G20.Maglietta tecnica personalizzata, con numero 10 e nome 'Giorgetti' sulle spalle. “Anche Lula ha parlato di calcio", scherza con i cronisti il ministro dell'Economia, dopo il bilaterale Italia-Brasile al Forte di Capocabana.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner vince Atp Finals, quanto ha guadagnato Jannik: il nuovo ranking

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(Adnkronos) – Jannik Sinner vince le Atp Finals 2024 e aggiunge un altro tassello ad una stagione strepitosa.L'azzurro, numero 1 del mondo, in finale oggi 17 novembre batte lo statunitense Taylor Fritz e corona un'annata ai limiti della perfezione.

Il 23enne altoatesino conquista l'ottavo titolo stagionale, il 18esimo complessivo.L'annata aperta dal trionfo agli Australian Open si chiude, a livello Atp, con l'acuto nel torneo dei 'maestri'.  Il successo di Torino ha un peso notevole anche in chiave premi e ranking.

La vittoria contro Fritz corona il percorso di Sinner che nelle Finals all'omba della Mole si laurea 'campione dei campioni' da imbattuto: 3 vittorie nel girone prima degli show in semifinale e in finale.  La ricompensa è un assegno da 4,88 milioni di dollari, che consentono al miglior giocatore del pianeta di portare il prize money stagionale a 16,9 milioni di dollari.In carriera, Sinner ha guadagnato in soli premi quasi 24 milioni di dollari.

La cifra non comprende ovviamente i contratti con gli sponsor – da Nike a Lavazza, da Fastweb a Gucci – e non include nemmeno i 6 milioni – euro più, euro meno – che il numero 1 del mondo ha incassato in Arabia Saudita aggiudicandosi il torneo d'esibizione Six Kings Slam. Come cambia il ranking Sinner, che da tempo ha blindato il primo posto nel ranking fino alla fine del 2024, con il trionfo torinese ipoteca il numero 1 in classifica anche per le prime settimane del 2025.L'azzurro vola a 11330 punti, con un vantaggio abissale sul tedesco Alex Zverev, secondo a quota 7915.

Anche se Sinner dovesse uscire al primo turno degli Australian Open e se Zverev dovesse vincere a Melbourne, l'azzurro rimarrebbe sul trono fino al 26 gennaio, completando 36 settimane da numero 1. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner trionfa alle Atp Finals 2024, Fritz battuto in finale

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner trionfa alle Atp Finals 2024 di Torino.L'azzurro, numero 1 del mondo, in finale oggi 17 novembre batte lo statunitense Taylor Fritz, numero 5 del tabellone, per 6-4, 6-4.

Il 23enne altoatesino cancella la sconfitta subita un anno fa in finale contro Novak Djokovic e corona una stagione stellare con l'ottavo titolo dell'anno e il diciottesimo della carriera. "E' fantastico, è stata una settimana meravigliosa.E' il mio primo titolo in Italia, sono felicissimo: è qualcosa di veramente speciale giocare davanti ad un pubblico incredibile.

Ho giocato il mio miglior tennis, ho tenuto un livello altissimo durante questo torneo.Volevo migliorare rispetto allo scorso anno, sono felice di come ho gestito la finale e sono contentissimo di condividere questa gioia con il pubblico italiano", dice Sinner.  “Complimenti a Jannik Sinner che, con la vittoria alle #ATPFinals di Torino e concludendo la stagione al primo posto in classifica, scrive un’altra pagina storica per il tennis italiano.

Un trionfo che premia talento, dedizione e passione.Grazie!”.

Lo scrive la premier Giorgia Meloni su X. Sinner completa una settimana perfetta: 5 match, 5 vittorie, nemmeno un set concesso agli avversari.La finale coincide con la miglior prestazione dell'altoatesino al servizio, come dimostrano i 14 ace e il 70% di prime palle.

Fritz prova a reggere aggrappandosi alla potenza della battuta, sparata a oltre 210 km orari, ma quando lo scambio si allunga va in apnea: gli spostamenti laterali non sono la qualità migliore dell'americano, che va spesso in difficoltà quando Sinner pennella il rovescio lungolinea. 
Il primo set ruota attorno al settimo game.Fritz annulla 3 palle break ma alza bandiera bianca sulla quarta: Sinner mette la freccia (4-3) e non si guarda più indietro, incamerando il primo set per 6-4 – chiuso con un delizioso drop shot – dopo aver annullato nel decimo game l'unica palla break concessa all'avversario. Copione simile nella seconda frazione.

Appena Fritz abbassa il livello, l'equilibrio salta.Lo strappo arriva nel quinto game, in cui l'americano è soffocato dal ritmo imposto da Jannik.

Lo statunitense si mette nei guai tentando un'improbabile palla corta, poi può solo guardare il rovescio lungolinea del rivale: break (3-2) per Sinner, che continua a spolverare gli angoli del campo nel game successivo (4-2).Fritz non ha nessuna chance di tornare in corsa, Sinner inserisce il pilota automatico: 6-4 e trionfo.
 —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morello inarrestabile travolge Moncelli e conserva il titolo WBC del Mediterraneo

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Sabato 16 Novembre all’ex Palalido di Milano in una riunione organizzata dalla TAF di Eduardo Germano e davanti a più di 5000 spettatori, Dario Morello ha dominato in lungo e in largo l’incontro,sbaragliando Felice Moncelli ,conservando così il titolo WBC del Mediterraneo.Il calabrese, fin dalla prima ripresa, ha dimostrato una superiorità tecnica e fisica schiacciante.La sua mobilità fulminea lo rendeva un bersaglio difficile da colpire, mentre i suoi colpi, precisi e potenti, entravano ripetutamente nella guardia di Moncelli.

Il calabrese abitante a Bergamo ha sfoggiato una tecnica impeccabile, alternando colpi al corpo con devastanti combinazioni al volto con una velocità impressionante.Moncelli pur cercando di imporre il proprio ritmo, e la sua potenza, è apparso sopraffatto dalla veemenza dell’avversario.Nella quarta ripresa, in particolare, vediamo ancora la bravura del calabrese, una serie di montanti e ganci portati con una velocità incredibile al corpo di Felice Moncelli hanno messo in seria difficoltà il pugliese, costringendolo a chiudersi .Per tutta la durata dell’incontro Dario Morello, con un footwork eccezionale , ha schivato gran parte dei colpi avversari, rientrando sempre con combinazioni devastanti.

Un match a senso unico.La fine delle 10 riprese il verdetto unanime dei giudici ( 97-93,98-92,99-91 )ha sancito la netta vittoria di Dario Morello, confermando il suo dominio nella categoria dei pesi medi e conservando la cintura wbc del Mediterraneo.

Due Titoli Italiani Vacanti

Morello vs Moncelli titolo WBC Paparo vs Diallo

Campionato Italiano superpiuma

Paparo Francesco conquista alla seconda ripresa per kot il titolo Italiano dei superpiuma

Il match tra Francesco Paparo di Rho Milano al peso 58,500 e Mohamed Diallo originario della Guinea e di stanza a Firenze Signa è stato uno dei più intensi della serata.Fin dalle prime battute, i due pugili si sono studiati a vicenda, con Diallo che avanzava cautamente e Paparo che rispondeva con una serie di colpi ben assestati.

La seconda ripresa ha visto un’impennata di adrenalina, con entrambi gli atleti che scambiavano colpi senza sosta.In uno scambio serrato,un potente gancio sinistro di Paparo ha scosso il mento di Diallo, costringendolo al tappeto.Purtroppo per il toscano, il conteggio dell’arbitro non è stato sufficiente per riprendersi.Alla ripresa delle ostilità, Paparo ha sferrato un’offensiva furiosa, tempestando Diallo di colpi.

L’arbitro, vista la chiara superiorità del milanese, ha deciso di interrompere il combattimento, decretando la vittoria di Paparo per KO tecnico a 1:48 del secondo round.Un successo che conferma il talento del pugile italiano.”

Kogasso domina Lizzi e conquista il titolo italiano dei massimi leggeri

Il colosso di Kinshasa troppo forte per il guerriero calabrese.In un match che ha tenuto col fiato sospeso gli appassionati di pugilato, Jonathan Kogasso ha dimostrato di essere il re indiscusso della categoria dei pesi massimi leggeri in Italia.Il pugile di origini congolesi, ma ormai Vogherese d’adozione, ha superato ai punti, con un netto 98-92, il coriaceo Roberto “Mumma” Lizzi in uno scontro che ha infiammato l’Allianz Cloud di Milano.

Sin dai primi scambi è stato chiaro che assistevamo a un incontro di alto livello.Lizzi, il calabrese con un passato da rugbista, ha cercato di sfruttare la sua mobilità e il suo potente gancio sinistro per sorprendere il più alto Kogasso.Il gigante di Kinshasa, però, si è dimostrato un muro invalicabile, assorbendo i colpi del rivale e rispondendo con una serie di combinazioni devastanti.La strategia di Lizzi, basata sull’agilità e sui colpi singoli, ha funzionato a fasi alterne.

Nelle prime riprese, il calabrese è riuscito a mettere in difficoltà Kogasso con i suoi ganci, ma il congolese ha saputo adattare la sua tattica, sfruttando la sua maggiore portata per tenere a distanza l’avversario e colpirlo con precisione.Col passare dei round, la superiorità fisica di Kogasso è diventata sempre più evidente.I suoi diretti e i suoi ganci hanno trovato ripetutamente il bersaglio, mettendo a dura prova la resistenza di Lizzi.Nonostante la grinta e il cuore dimostrati dal pugile calabrese, è stato proprio la potenza e la precisione dei colpi di Kogasso a fare la differenza.

Al termine dei dieci round, i giudici di gara hanno assegnato una netta vittoria a Jonathan Kogasso, incoronandolo nuovo campione d’Italia dei pesi massimi leggeri.Il colosso di Kinshasa ha dimostrato di essere un pugile completo, capace di unire potenza, tecnica e resistenza.Lizzi, pur uscendo sconfitto dal ring, ha lasciato il segno con la sua determinazione e il suo coraggio.

Campionato wbc Silver International Esposito vs Aouina

Aouina Dominante su Esposito

In un match che ha infiammato il ring dell’Allianz Cloud di Milano, Akrem Aouina ha dimostrato una superiorità evidente su Nicholas Esposito, conquistando il titolo WBC Silver International dei pesi welter.Il cremonese Esposito, imbattuto fino a quel momento in 19 incontri, è entrato nel ring con la determinazione di un leone, ma ha subito l’impatto della tecnica raffinata e della velocità fulminea del tunisino naturalizzato italiano.

Aouina, già campione d’Italia e guidato dall’ex campione del mondo Fragomeni, ha messo in mostra un repertorio di colpi preciso e potente, mettendo in difficoltà Esposito fin dai primi scambi.La maggiore mobilità e il mancino di Aouina hanno fatto la differenza, consentendogli di colpire ripetutamente il suo avversario senza subire grossi danni.In alcuni momenti, il dominio di Aouina è apparso quasi sfrontato, con il tunisino che sembrava giocare con Esposito, tenendo le braccia basse e sfidandolo a colpirlo.Nonostante il cuore e la tenacia dimostrati, Esposito non è riuscito a trovare una breccia nella guardia di Aouina.

Alla fine, il verdetto unanime dei giudici ha sancito la netta vittoria del pugile tunisino, che si conferma uno dei pesi welter più promettenti del panorama italiano.”

Luca Spadaccini vs Momo Elmaghraby: Vittoria per KO Tecnico

Nel match dei pesi mediomassimi tra Luca Spadaccini di Chieti e  Momo Elmaghraby residente a Monza l’incontro è stato breve ma intenso.Già nel primo round, Momo ha lanciato un attacco aggressivo, colpendo Spadaccini con un preciso montante sinistro seguito da una combinazione di ganci destro e sinistro.Pochi secondi dopo l’inizio del round, Spadaccini ha mostrato segni di evidente sofferenza alla mano destra.

L’arbitro ha subito fermato l’incontro per consentire all’angolo di Spadaccini di valutare le condizioni del pugile.A causa di un probabile infortunio alla mano destra, rimediato probabilmente in seguito a un colpo sferrato male, Spadaccini non è stato in grado di proseguire il combattimento.L’incontro è stato quindi interrotto per abbandono a favore di Momo Elmaghraby a 1 minuto e 21 secondi del primo round.Spadaccini è stato portato all’angolo dove gli è stato applicato del ghiaccio sul polso, a conferma dell’infortunio.

In sintesi, un inizio promettente per Spadaccini si è concluso anzitempo a causa di un infortunio alla mano che lo ha costretto al ritiro.Momo Elmaghraby ha così conquistato una vittoria per abbandono nel primo round.

Juve Stabia, Matteo Lovisa punta sui giovani: “La salvezza è l’obiettivo, ma il progetto è a lungo termine”

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l direttore sportivo delle Vespe traccia le linee guida per il futuro: “Vogliamo valorizzare i talenti e costruire una squadra competitiva”

Matteo Lovisa, direttore sportivo della Juve Stabia, ha ribadito la volontà di puntare sui giovani talenti per raggiungere l’obiettivo salvezza in Serie B. Intervenuto ai microfoni di RadioSei, Lovisa ha sottolineato l’importanza di un progetto a lungo termine che veda la valorizzazione dei giovani come pilastro fondamentale.

“Un anno e mezzo fa abbiamo iniziato questo percorso e ora siamo in Serie B”, ha dichiarato Lovisa. “Abbiamo costruito una squadra con idee chiare, puntando su un mix di esperienza e gioventù. Pagliuca è un allenatore eccezionale e la sintonia con la squadra è evidente. Siamo partiti con l’idea di giocare a quattro, ma la prima gara con il Bari la squadra ha fatto bene con un modulo a specchio. Perciò abbiamo deciso di proseguire su questo andamento”.

Il DS delle Vespe ha poi focalizzato l’attenzione sui giovani calciatori della rosa: “Credo molto in loro e sono convinto che possano darci grandi soddisfazioni. Vogliamo costruire una squadra competitiva e allo stesso tempo proiettata al futuro”.

Un volto noto della Juve Stabia anni 90 pronto a scrivere un nuovo capitolo con l’Atletico Lodigiani

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Oggi vi raccontiamo la nuova esperienza in panchina di Vincenzo Feola.Un calciatore che nell’era Roberto Fiore ha sicuramente lasciato un ricordo dolce con la maglia gialloblù.

Un uomo di corsa, uno di quelli che non gettava praticamente mai la spugna e per questo è stato ed è ancora personaggio molto amato nella Castellammare calcistica.

Mister Vincenzo Feola da qualche giorno è diventato il nuovo allenatore dell’Atletico Lodigiani.

La società laziale ha annunciato questa notizia con una nota ufficiale che ha praticamente alzato il sipario sulla nuova avventura per Mister Vincenzo Feola:

“L’Atletico Lodigiani annuncia che la direzione tecnica della prima squadra è stata affidata a Vincenzo Feola.Il nuovo tecnico biancorosso, con una comprovata esperienza nella categoria, ha diretto oggi il suo primo allenamento.

In bocca a lupo al mister per questa nuova avventura.Un allenatore di esperienza con un curriculum importante sia da calciatore che da allenatore.

Sicuramente sarà un punto di riferimento importante in particolar modo per i profili giovani dello spogliatoio.”

Sinner contro Fritz, finale Atp Finals in diretta

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(Adnkronos) – Jannik Sinner contro Taylor Fritz oggi 17 novembre nella finale delle Atp Finals 2024 di Torino.L'azzurro, numero 1 del mondo, affronta lo statunitense per il titolo.

Il 23enne altoatesino approda in finale dopo la vittoria in 2 set in semifinale contro il norvegese Casper Ruud.Fritz è reduce dal successo ottenuto contro il tedesco Alex Zverev.  Sinner e Fritz si affrontano per la quinta volta in carriera.

L'azzurro conduce 3-1 nei faccia a faccia.Il numero 1 del ranking si è imposto in settimana nel match valido per la fase a gironi delle Finals.

A settembre, vittoria pesantissima dell'azzurro nella finale dell'US Open.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Totò Riina, figlio ricorda padre boss in anniversario morte: pioggia di like e cuori

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(Adnkronos) – "Lui ha vissuto, vive e vivrà sempre in noi e con noi".Con un post su Instagram Salvo Riina, figlio terzogenito del capo dei capi della mafia siciliana rende omaggio al padre, morto nel carcere di Parma il 17 novembre del 2017.  Un post che ha già raccolto oltre 430 like ('Mi piace', ndr.) e decine di commenti. "Un grande uomo con i veri valori della famiglia.

Ognuno di noi combatte la propria guerra per la sua famiglia", "Grande uomo, non ne nascono più come lui", "credo che sia giusto che ogni figlio rispetti il proprio padre.Qualsiasi cosa bella o brutta che sia che abbia fatto, ma il papà rimane sempre il papà" scrivono alcuni utenti.  Lo stesso post è stato pubblicato anche sulla pagina Fb di Riina, dove al momento ha superato i 600 like con oltre 160 commenti.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump e Musk, a tavola patatine e hamburger: Kennedy si arrende

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(Adnkronos) –
Donald Trump, Elon Musk, Donald Trump jr e Robert Kennedy jr a pranzo o a cena insieme.Il menù, quando a tavola c'è presidente degli Stati Uniti, è obbligato o quasi: fast food.

La foto, pubblicata sui social da Donald Trump jr, evidenzia un dettaglio che viene colto da molti utenti e sottolineato con ironia. Cheeseburger, patatine, bibite e pollo fritto sono un menù apprezzato da quasi tutti.L'espressione di Robert Kennedy jr, però, è tutta un programma.

Il nuovo segretario alla Salute, appena nominato da Trump, nel suo programma ha messo ai primissimi posti l'impegno per l'alimentazione più sana degli americani e il contrasto al junk food, il cibo spazzatura che a lungo andare diventa un fattore di rilievo nel deterioramento delle condizioni di salute della popolazione. "La sicurezza e la salute di tutti gli americani sono l'elemento più importante per qualsiasi Amministrazione e il Dipartimento della Salute svolgerà un ruolo importante per contribuire a garantire che tutti siano protetti da sostanze chimiche nocive, inquinanti, pesticidi, prodotti farmaceutici e additivi alimentari che hanno contribuito alla devastante crisi sanitaria in questo Paese", le parole di Trump nel comunicato con cui, il 14 novembre, ha annunciato il conferimento dell'incarico a Kennedy. Il programma non è in linea con la tavola imbandita e immortalata nella foto.Ci pensa Donald Trump jr, con un post, ad assolvere tutti, Kennedy compreso: "Make America Healthy Again starts TOMORROW". "L'America di nuovo sana?

Da domani". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Antonello Venditti, la confessione: “Lucio Dalla mi ha salvato, volevo uccidermi”

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(Adnkronos) –
"Lucio Dalla mi ha salvato Mi volevo uccidere con la macchina, ma guidavo troppo bene…".Antonello Venditti si confessa a Domenica In, in una lunga intervista con Mara Venier.

Il cantautore riavvolge il nastro e torna all'inizio degli anni '80. "Lucio Dalla mi ha salvato, lo sanno tutti.Uno dei problemi della nostra vita è la depressione, che porta alla solitudine e all'idea di suicidio che sembra diventata comune.

Lui se ne accorse nel 1980.Non avevo nulla, ma lui caì che io dovevo andare via da Roma.

Mi portò a Carimate, a Milano.E li mi ha curato.

Mi ha curato anche stare a contatto con altri artisti", dice. "A Carimate c'erano due studi: c'erano De Andrè, Lucio, i Pooh, Pino Daniele…La sera, quando avevamo finito le nostre session, stavamo insieme e ci confrontavamo.

L'idea malavagia di farla finita non mi era passata, volevo uccidermi con la macchina.Sapevo guidare talmente bene che non mi è riuscito, non ci ho nemmeno provato", aggiunge. "Il mal di vivere mi è passato con l'amore ricevuto, percepito.

Sono guarito veramente al Circo Massimo" nel 1983 nel concerto "dopo il primo scudetto della Roma.Avevo la sensazione che non ci fosse distonia tra me e gli altri.

Io non mi piacevo, non mi accettavo.Tendevo alla perfezione e chi tende alla perfezione spesso è il più fragile", afferma ancora.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner e Kalinskaya in crisi? Anna diserta Atp Finals e semina indizi social

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner e Anna Kalinskaya in crisi?Tra poche ore l'azzurro scenderà in campo per conquistare il suo primo titolo alle Atp Finals.

Sinner, alla seconda finale consecutiva, sfiderà Taylor Fritz nella rivincita dell'ultimo atto degli US Open, vinto proprio da Jannik ai danni dell'americano.Ma in queste ore di lui non si sta parlando soltanto per i suoi incredibili risultati sportivi. Si stanno intensificando infatti le voci, rilanciate dai media russi, circa una presunta crisi nella relazione dell'altoatesino con la tennista Anna Kalinskaya.

La russa infatti, di solito molto presente alle partite del fidanzato, non ha presenziato a nemmeno uno dei match disputati a Torino e la sua assenza sta facendo molto rumore.Kalinskaya infatti diserterà anche la finale di oggi, rilanciando le voci che vorrebbero la loro relazione vicina alla parola fine. Nei giorni scorsi, mentre Sinner era impegnato nelle Finals, Kalinskaya aveva postato sui social diverse foto che la ritraevano in spiaggia a Miami in compagnia delle amiche.

I due si sarebbero presi una 'pausa di riflessione' per capire lo stato della loro relazione, voce alimentata proprio dalla tennista russa che nei giorni scorsi ha smesso di seguire Jannik sui social. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa Davis, azzurri convocati: c’è Sinner con Berrettini e Musetti

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(Adnkronos) – Il Capitano azzurro di Coppa Davis Filippo Volandri, ha diramato la lista dei giocatori convocati per la Final 8 della competizione a squadre, che si svolgerà dal 19 al 24 novembre sul veloce indoor del ‘Palacio de Deportes José María Martín Carpena’ di Malaga.Il quintetto azzurro è composto da Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Matteo Berrettini e i doppisti Simone Bolelli e Andrea Vavassori. “Ho fatto tutte le valutazioni necessarie secondo i criteri di osservazione tattico/tecnici e psicofisici.

Continua il nostro percorso di squadra che sempre più colloca ogni momento come questo all’interno di un ciclo, che a ogni appuntamento incrementa forza, convinzione e disponibilità in tutti noi", ha detto Volandri, "scegliere non è mai facile ma questi ragazzi facilitano sempre il compito mettendosi a disposizione totale, perché sanno di essere tutti indispensabili all’interno di questo percorso.Chi scenderà in campo lo farà per tutti i propri compagni e per tutto il gruppo e da questi valori sono convinto che possano arrivare solo grandi risultati.

Per questo il nostro obiettivo è mantenere il più a lungo possibile la nostra posizione ai vertici del tennis mondiale”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arriva il freddo artico sull’Italia, neve anche a bassa quota: ecco dove e quando

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(Adnkronos) – Arriva il freddo artico sull'Italia.L'anticipo di inverno inizierà martedì, con le ultime previsioni meteo che parlano di temperature minime molto basse. "La settimana inizierà con una debole perturbazione che tra lunedì e martedì porterà un po’ di nuvole su gran parte d’Italia, ma con poche piogge per lo più concentrate sulle regioni tirreniche, mentre le temperature oscilleranno attorno a valori normali per il periodo", afferma all'Adnkronos Andrea Giuliacci meteorologo de 'Meteo.it', evidenziando che "poi alla fine di martedì arriverà un’altra più intensa perturbazione, accompagnata da correnti fredde d’origine artica: mercoledì sarà quindi una giornata nuvolosa e a tratti piovosa in gran parte delle nostre regioni, con temperature quasi dappertutto in calo, molto vento al Centro-Sud e neve sulle Alpi localmente anche sotto i 1000 metri".  "Un’altra perturbazione, in rapida successione, attraverserà l’Italia tra giovedì e venerdì, con piogge diffuse su gran parte del Paese, venti burrascosi sui mari attorno alla Penisola e nuove nevicate sulle Alpi fino a quote insolitamente basse per il periodo, – conclude Giuliacci – qualche nevicata anche sull’Appenino, ma a quote più alte.

Nella parte centrale della settimana ci attende quindi un assaggio di tempo invernale". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Insegnante aggredita a Castellammare: presidio carabinieri per riapertura della scuola

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(Adnkronos) – Sarà presidiata da una gazzella dei carabinieri, la scuola di Castellammare di Stabia (Napoli) dove giovedì una insegnante è stata aggredita da una trentina di genitori.La richiesta era arrivata dalla dirigente scolastica, dopo l'episodio della scorsa settimana.

Un'aggressione violenta che sarebbe legata ad una denuncia sporta da alcuni genitori, che lamentano presenti comportamenti a sfondo sessuale della donna nei confronti di alcuni alunni minorenni.  
L'insegnante è rimasta ferita ed ha riportato un forte trauma cranico, mentre è tuttora in ospedale il padre della donna che ha riportato la frattura di un braccio nel tentativo di difendere sua figlia.Nel frattempo sono in corso le indagini per ricostruire l'intera vicenda.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp, a Barcellona vince Bagnaia ma festeggia Martin: Jorge è campione

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(Adnkronos) –
Jorge Martin vince il suo primo titolo MotoGp.A Barcellona trionfa Pecco Bagnaia con la Ducati ufficiale, all'undicesima vittoria nel 2024, ma a festeggiare è lo spagnolo della Pramac, che chiude terzo e conquista il Mondiale, dopo una lotta con il piemontese durata tutta la stagione. Alla fine sono 10 i punti di vantaggio in classifica generale di Martin, a cui bastava arrivare nono per assicurarsi, anche in caso di vittoria del ducatista, il suo primo titolo iridato.

Niente da fare quindi per Bagnaia, a cui serviva un miracolo per centrare il terzo titolo consecutivo.Secondo al traguardo Marc Marquez (Ducati Gresini), che la prossima stagione sarà proprio compagno di Pecco in Ducati.

Lo spagnolo conquista anche il terzo posto in classifica ai danni di Bastianini, mentre Espargaró dice addio alla MotoGp con un bel quinto posto.  Pronti, via e Bagnaia si prende subito la testa della corsa, con Martin alle sue spalle.Lo spagnolo deve difendersi dall'attacco di Marc Marquez, che lo supera sul rettilineo del secondo giro.

Il futuro ducatista aumenta il ritmo e avvicina Bagnaia, mentre Martin – chiamato solo a gestire il vantaggio in classifica generale – punta a fare una gara prudente e accumula ritardo.Dietro di lui si infuoca la lotta per il quarto posto tra Bastianini ed Espargarò, con sorpassi e controsorpassi.

Marquez continua a guadagnare velocità grazie alla scia di Bagnaia e lo avvicina sempre di più, mentre un contatto fa scivolare la Ducati di Bastianini in ottava posizione. Davanti la gara scorre senza colpi di scena fino a quando, a 15 giri dalla fine, Marquez prova il sorpasso su Bagnaia, che però si difende bene.Pecco aumenta il suo distacco mentre Martin resta stabile in terza posizione, senza rischiare nulla.

Nei giri finali si infiamma la lotta per il quarto posto tra Espargaró e Alex Marquez, che alla fine esce vincitore.Alla bandiera a scacchi esplode la festa di Martin, che chiude terzo e conquista il suo primo Mondiale in MotoGp.

Delusione per Bagnaia, che vince ma non basta.Secondo Marc Marquez.  Pecco Bagnaia ha commentato la gara a pochi minuti dal termine del Gp di Barcellona: "Non voglio togliere la scena a Jorge Martin, che si merita questo traguardo.

Voglio ringraziare il mio team per il lavoro incredibile di questa stagione, il resto è tutto merito di Martin".Tanta emozione per il nuovo campione del mondo, Jorge Martin: "La sensazione è meravigliosa.

Questa vittoria è per il mio team, la mia famiglia e tutti quelli che mi hanno supportato.Negli ultimi giri non riuscivo nemmeno a vedere stavo già piangendo.

Ora che abbiamo allentato la pressione possiamo finalmente festeggiare".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mollicone, Merlo e il Colosseo: cronistoria di una lite

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(Adnkronos) – Sorprende leggere oggi La Repubblica e scoprire che al quotidiano, fondato dal grande Eugenio Scalfari, ignorino che le agenzie stampa siano per definizione già distanti da tutti.Tra i loro compiti c'è quello di riportare i fatti che accadono e le dichiarazioni rilasciate in particolar modo da esponenti politici e istituzioni.

Racconteremo ovviamente anche gli annunciati risvolti giuridici che seguiranno questa vicenda.Con vivo interesse. Lasciamo ai lettori la semplice cronistoria.  Vorrei chiedere scusa a quei ceffi di romanacci con la scopa sulla testa che, nel Colosseo fuori dal Colosseo, da anni si ostinano a offrire al turista per dieci euro una foto con una tunica rossa attorno al corpo, scudo e daga sguainata.

Chiedo scusa per i tantissimi articoli che ho scritto contro la gens della patacca abusiva da due soldi che adesso viene espropriata dalla gens della patacca di stato da un milione e mezzo di dollari: chiedo scusa ai truffatori del Colosseo senza legge, dove si mangia, si frega e se fa subito a cazzotti , ai “centurioni” borseggiatori che fanno la mano morta alle turiste, ai carrettini di panini immangiabili, ai venditori di souvenir e di paccottiglia d’ogni genere.Nessuno purtroppo riuscirà a fermare la nuova lucrosa carnevalata del Colosseo prevista nel prossimo maggio.

Ancora non si sa chi si travestirà da leone e chi da tigre, ma sono già pronti i pitali rovesciati che diventeranno elmi «rigorosamente veri » sulla testa dei 16 turisti più fortunati, 16 gladiatori sbrindellati, ma «autentici», che «saranno scelti per concorso, sottoposti cioè ad esami di storia romana» magari da quel Michetti che le sorelle Meloni – ricordate? – accreditavano come professore di Romanità e perciò candidarono a sindaco: « Rifamo er Colosseo e pure le strade consolari ».Davvero non fatevi illusioni, è inutile parlare di disfacimento estetico o spiegare al presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, che il Colosseo è memoria universale.

Chiunque dovrebbe entrarvi in punta di piedi, anche quelli del Parco archeologico con le loro clientele di ancient romans che si sono messi a sniffare la romanità spacciata da Mollicone.Nel 2008 durante il G8 questa romanità di strada sedusse persino i grandi del mondo e la sera a cena il presidente del Parlamento canadese chiese a quello del Parlamento italiano, Gianfranco Fini, quando, in quale epoca, era avvenuta «la deportazione dei romani».

Aveva infatti visto e parlato e si era pure fatto fotografare con i descendants of the aborigines .Pensava che quei centurioni fossero come gli indiani in America e i Maori in Nuova Zelanda.

Fini gli disse: «Certo, le facce inquietanti ce le hanno».Ebbene, chiediamo scusa a tutti loro che sono, tra di loro, tutti parenti, come nelle cosche a Corleone, e come nel “sistema Meloni”.

In fondo rimandano all’archeologia del vivere, microorganismi e fermenti di una decomposizione sociale che è pur sempre vita, anche se andata male.E però l’indignazione non attacca a Roma, che è sì bella e perduta come la patria del Nabucco .

E la patacca di stato è purtroppo vincente perché è milionaria.Il povero governo italiano pe’ schiaffasse in saccoccia li quadrini , un milione e mezzo di dollari pagati dai quei furbi di Airbnb, obbligherebbe pure il centurione Alessandro Giuli a mettersi in testa una corona di pelle adornata di sesterzi per stupire e instupidire quei turisti che, ogni sera e per tre sere, saranno addobbati da una sartoria ovviamente d’epoca con l’armatura dei mirmilloni per combattere i turisti nemici con l’armatura dei traci.

Questa è pure una patacca che viene da lontano: gli scontri-spettacolo al Colosseo, in stile Las Vegas, non sono stati immaginati da Sangiuliano e da Giuli, ma dall’allora ministro Franceschini, con un ripristino creativo dell’antichità e del mito di Roma che nemmeno Mussolini.Tutto cominciò dieci anni fa, quando l’archeologo Daniele Manacorda, suscitando appunto l’entusiasmo di Franceschini, si spinse a ipotizzare «ogni possibile evento della vita moderna, magari gare di lotta greco-romana, o una recita di poesie, o un volo di aquiloni ».

E James Pallotta, che non aveva ancora venduto la squadra, alla Cnn annunziò «una partita della Roma contro il Bayern o il Barcellona: potremmo avere 300 milioni di persone che vogliono guardare da tutto il mondo il calcio nel Colosseo.Per loro faremo una pay-per-view: 25 dollari a testa».

Poi quest’anno Elon Musk ha sfidato Zuckeberg a un duello di arti marziali nell’Arena che il governo era davvero pronto ad affittargli.E forse un po’ di colpa ce l’ha il film Il Gladiatore con quella battuta che è perfetta sia per la caciara sia per lo scetticismo di Roma: «Al mio segnale scatenate l’inferno».

Si sa che Luca Ward, il doppiatore di Russell Crowe, pronuncia nel film la frase in romanesco.Lo ricordo proprio al Colosseo il 26 settembre del 2018 quando, presentando il libro di Francesco Totti, un altro gladiatore messo male, si mise a smorfiare sé stesso: « Quando me parte, faccio er Gladiatore e non mi fermo più ».

Quella sera, per il libro di Totti, l’anfiteatro del Colosseo, che pure è l’archetipo di tutti gli stadi del mondo, era riservato al sussiego floscio e finto-inglese della nomenklatura sul Tevere, quella dei vip e dei semivip in tiro, baciamano e tacchi alti.Sfilarono al Colosseo per il pupone cocco de mamma i «Caio Gregorio / fusti der pretorio », ma con il Rolex al posto dei «ddu metri de torace ».

Oggi invece la patacca milionaria viene raccontata come fosse un progetto di Mommsen e di Santo Mazzarino dalla direttrice pro tempore del parco archeologico Alfonsina Russo, «un’occasione – ha detto senza ridere – per ridare verità alla storia dei gladiatori».E ai cronisti dei giornali amici ha pure spiegato il tempio di Giove e la lotta dei carri.

Ed è un peccato che Alfonsina si sia fatta espugnare dalla romanità-patacca della destra, ora magnificata da Mollicone, la retorica della lupa e di Giulio Cesare di cartapesta ma anche di Asterix, disegnato come una statua ma con il prezzemolo in testa al posto dell’alloro.C’è davvero un ritorno e un rilancio della sottocultura che anche Gianni Alemanno, da sindaco, inseguiva come un momento magico. È la romanità che–- ricordate? – veniva rievocata il 27 e 28 ottobre con la celebrazione della battaglia di Ponte Milvio e del miracolo di Costantino.

Alemanno e il suo cerimoniere acculturato di allora, Umberto Broccoli, organizzavano la giornata dell’identità cristiana di Roma «l’esperienza più eccitante mai vista, un monumento alla romanità, qualcosa che i bambini delle scuole dovrebbero studiare e ricordare per il resto della loro vita»: venghino, signori, venghino a Ponte Milvio a vedere la ricostruzione del castrum, l’accampamento con macchine da guerra, le tende, e ovviamente i centurioni e i decurioni.Renata Polverini, che allora presiedeva la Provincia, invece era più sprint e organizzava la festa mischiando i costumi greci e romani perché « semo pure greci », e alcuni assessori erano travestiti da maiali con le mani che acchiappavano cosce mentre le puellae in tunica si leccavano i musi e finalmente una scrofa prendeva il posto della lupa capitolina.

E ovviamente avevano pensato di fare la festa al Colosseo, ma il tabù del monumento allora resisteva, anche se bisogna dire che i monumenti non sono templi, che il riuso non è sempre profanazione, e questo vale pure per il Colosseo che, dal punto di vista della Chiesa, rimane un luogo di martirio, una Basilica.Nei corridoi del Colosseo fu girata la scena, amatissima da Tarantino, del lunghissimo scontro di karatè tra Chuck Norris e Bruce Lee, che sarebbe poi morto l’anno dopo, nel 1973.

Il Colosseo venne concesso a Venditti con il suo pianoforte bianco.E Paul McCartney percorse una passerella longitudinale fumando una sigaretta e alla fine ci fu qualcuno che si precipitò a raccogliere la cicca e ancora la conserva.

McCarteny cantò pure “ The Magical Mystery Tour vuole portarvi via … Venite, venite, satisfaction guaranteed”.Poi abbiamo avuto le tragedie greche, il concerto di beneficenza di Biagio Antonacci, le danze del diavolo buono Roberto Bolle.

Adesso questa sbracatura dei turisti gladiatori è la prova definitiva che in Italia c’è un’emergenza Colosseo.Eccoci al paradosso: il Colosseo è un’emergenza perché va troppo bene, soffre di abbondanza, al punto che ogni anno sfonda il record dei visitatori dell’anno precedente.

Nel 2023 sono stati 12 milioni e 300mila, con un ricavo di 79 milioni e 340 mila euro.Il monumento più visitato e più lucroso d’Italia, uno dei più ricchi del mondo, è anche il più vulnerabile all’accanimento progettistico della demagogia, all’accattonaggio urbano, al degrado della ristorazione ambulante, alla parodia della romanità.

E meno male che è uno dei ruderi più solidi al mondo.Il Colosseo, che ha resistito a tutto, sopporterà anche la finta battaglia nella sua arena.

Il nuovo orribile kitsch confermerà l’eternità della pietra ma l’oltraggerà peggio di una demolizione.   "Caro Merlo, sei un 'deficiente' perché manchi della conoscenza sui temi di cui scrivi.E non perdo tempo a inviare repliche al giornale che ti ospita perché, come sempre, non le avrebbe mai pubblicate".

Comincia così la lunga 'lettera' del presidente della Commissione Cultura alla Camera Federico Mollicone con la quale il deputato di Fdi risponde ad un articolo di Francesco Merlo pubblicato oggi su 'Repubblica', nel quale il giornalista critica pesantemente l'idea della rievocazione storica degli antichi combattimenti romani dei gladiatori al Colosseo. "Forse -attacca Mollicone- pensi di far ridere con l'ennesimo pezzo radical chic che trasuda elitismo ma sei un 'deficiente' – ovviamente nel senso etimologico: defici della conoscenza storica dell'identità del Colosseo e del ruolo che la rievocazione ha nei luoghi archeologici e del suo utilizzo come forma di archeologia sperimentale, come nelle arene di Nimes e Lugdunum".  In tutta Europa, dice Mollicone, "la rievocazione storica, compresi gli spettacoli di gladiatura, sono a pagamento dentro arene e luoghi romani con spettacoli per migliaia di persone.Da noi sono addirittura gratis, approvate dalle Sovrintendenze, e portano redditività per il monumento.

Immaginiamo il radical chic Merlo a compiacersi di fronte lo specchio, col suo sorriso beffardo, con i suoi editoriali dissacranti per colpire la destra, forse non potendo più brandire una chiave inglese come facevano negli anni '70 quelli di AutOp, ma con lo stesso odio".La rievocazione storica "rappresenta una politica attiva di valorizzazione degli istituti museali e dei parchi archeologici per incentivare forme ulteriori di turismo, contribuendo anche alla didattica e all'approfondimento scientifico".  "Caro Merlo sei un 'deficiente' perché non sai che dal 1 novembre è in vigore la legge 152 del 2024 che reca disposizioni in materia di manifestazioni di rievocazione storica -prosegue il presidente della Commissione Cultura alla Camera- e delega al Governo per l'adozione di norme per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e statuisce espressamente, all'articolo 1, che la Repubblica riconosce le rievocazioni storiche quali componenti fondamentali del patrimonio culturale nonché elemento qualificante per la formazione e per la crescita socio-culturale della comunità nazionale.

Legge che ti ricordo è stata votata anche dalla sinistra, all'unanimità dal Parlamento". "Bene ha fatto il parco archeologico del Colosseo a siglare un protocollo d'intesa con le associazioni di rievocazione storica, garantendo anche ai turisti uno spettacolo di gladiatura di alta qualità scientifica coordinato da funzionari del ministero della Cultura", scandisce Mollicone nella lettera a Francesco Merlo- Non vorremmo si nasconda odio verso la tradizione e la storia romana: ti ricordo, Merlo, che al Colosseo si tenevano i giochi gladiatori e la rievocazione degli stessi è archeologia sperimentale.Chi non lo sa è un "deficiente".

Caro Merlo sei un "deficiente" perché non sai che esiste un Fondo Nazionale per la rievocazione storica, istituito su mia proposta sin dal 2017 e che il governo Meloni ha raddoppiato fino a 4 milioni, che ogni anno finanzia migliaia di manifestazioni che attirano centinaia di migliaia di turisti e vivificano le identità più profonde dell'Italia.Penso al Natale di Roma, alle Idi di Marzo, ad Aquileia". "Caro Merlo, quelle associazioni di rievocazioni storica di cui parla hanno ricevuto 7 medaglie dai diversi Presidenti della Repubblica.

Anche loro per la 'romanità patacca di destra'?Caro Merlo, sei un 'deficiente' perché non hai capito che la destra sostiene una politica culturale alta e popolare.

Per intenderci, quella che ispirò il barocco, quella delle grandi feste che nascondono simboli antichi – descritte magistralmente nei propri saggi da Fagiolo e Rak – con messaggi esoterici e essoterici e che parlano al popolo.A proposito di popolo, gli allego le foto dell'arena di Nimes in Francia, la progressista Francia, dove una folla di popolo pagante si riunisce per vedere la rievocazione della gladiatura e delle legioni romane.

Merlo, inizia a studiare e documentarti: in una sola frase, inizia a fare il giornalista e approfondire ciò su cui scrivi, cosa che evidentemente non hai fatto.La pazienza è finita.

Davvero", conclude il presidente della Commissione Cultura della Camera.  "Con una lunga lettera di insulti, dettata all’Adnkronos che, senza prendere le distanze, ne ha riproposto sin nel titolo lo stile offensivo ('Merlo sei un deficiente'), il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, ha risposto a un nostro garbato articolo di dissenso sulla decisione di mettere in scena, nell’arena del Colosseo, combattimenti di gladiatori interpretati in costume d’epoca dai turisti di Airbnb.L’organizzazione ha ricompensato il Parco archeologico del Colosseo con un milione e mezzo di dollari che sono un ottimo motivo per difendere la rievocazione storica dalle critiche e per resistere alle proteste.

Repubblica ha pubblicato l’articolo del nostro Francesco Merlo ieri e il deputato di spicco di Fratelli d’Italia, sostenendo che non gliel’avremmo pubblicata, non ha inviato al giornale o a lui questa sua replica che si apre appunto con 'caro Merlo, sei un deficiente' e si chiude nientemeno con questa minaccia: 'La pazienza è finita.Davvero'.

E speriamo che Mollicone, persa la pazienza, non dia seguito e trattenga la sua ira.Mollicone assimila Merlo al mondo violento degli anni Settanta del quale il giornalista non ha mai fatto parte: 'Immaginiamo il radical chic Merlo compiacersi per i suoi editoriali… non potendo più brandire una chiave inglese come facevano negli anni Settanta quelli di AutOp, ma con lo stesso odio'.

Verrebbe da sorridere e replicare con un 'Mollicone ma che stai a di’' se le troppe insolenze spavalde su 'i radical chic che si guardano allo specchio con i sorrisi beffardi', e il crescendo della ripetizione ossessiva, per ben cinque volte, dell’insulto 'deficiente' non dessero il tono della rissa di strada a un testo culturalmente povero che l’agenzia di stampa ha rilanciato pubblicandolo interamente. È davvero inusuale l’attacco frontale, l’offesa gratuita, diretta e personale di un’alta carica istituzionale a un giornalista.Non è una critica, non è una polemica legittima, non è neppure faziosità consapevole, onesta e dichiarata, ma è materia giudiziaria.

Sperando che l’onorevole Mollicone non si difenda dalla querela di Merlo nascondendosi dietro l’articolo 68 della Costituzione che gli garantisce l’immunità e non l’impunità". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pezzi di Juve Stabia “edizione 2004” diventano protagonisti in Sicilia e precisamente a Vittoria

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Siamo a Vittoria e due ex calciatori della Juve Stabia 2004, oggi allenatori, che hanno lasciato un ricordo importante in gialloblù sono i protagonisti di questo nostro racconto.Per il Vittoria è arrivato il divorzio da Danilo Rufini.Tutti i tifosi ricordano il centrocampista che è stato uno dei protagonisti sotto la gestione Paolo D’Arco, uno degli uomini del 2004, che ha contribuito anche lui alla risalita delle vespe dai dilettanti al calcio professionistico passando per un bellissimo trionfo in Coppa Italia.

Comunicato stampa Vittoria calcio in riferimento a Danilo Rufini:

“Il FC Vittoria ASD comunica che, di comune accordo, si è deciso di separare le strade con il tecnico Danilo Rufini.Dopo un anno e mezzo caratterizzato da straordinari successi, la società biancorossa desidera esprimere un sentito ringraziamento al Mister per l’impegno, la passione e la dedizione dimostrati durante questo percorso condiviso.
La società augura a Mister Rufini i migliori successi professionali e personali, certa che il suo contributo rimarrà nella storia del club e nel cuore della città di Vittoria.”

Ironia del destino il Vittoria ha individuato il sostituto di Danilo Rufini in un altro ex Juve Stabia 2004: Renato Mancini.

Questo il comunicato del Vittoria in merito al tesseramento di Renato Mancini

“Il Vittoria Calcio annuncia ufficialmente l’arrivo di Renato Mancini come nuovo allenatore della prima squadra.

Classe 1972, Mancini porta con sé un ricco bagaglio di esperienza maturato sia sul campo da calciatore che da tecnico.

Nel corso della sua carriera da giocatore, Mancini ha indossato le maglie di diverse squadre di prestigio, tra cui Trapani, Siracusa, Gela, Vibonese, Juve Stabia, Catanzaro e ha già vestito i colori del Vittoria nella stagione 2002-2003.

Da allenatore, ha guidato diverse formazioni del panorama calcistico italiano, tra cui San Luca, Vado, Locri, Isola Capo Rizzuto, Acri, Sersale e Sambiase, dimostrando capacità tecniche e grande abilità nella gestione del gruppo.
In particolare, Mancini ha lasciato il segno in Calabria, dove ha conquistato due storici “triplete” nell’Eccellenza, vincendo nello stesso anno Campionato, Coppa e Supercoppa sia con il Sersale che, successivamente, con il Locri.

Il Vittoria è lieto di accogliere Mancini e gli augura un percorso ricco di successi alla guida dei biancorossi, in un campionato che si preannuncia intenso e competitivo.

Con il suo contributo, la squadra punta a consolidare e migliorare la posizione in classifica, rafforzando la propria identità e continuando la crescita intrapresa in questa stagione.”

Danilo Rufini ha commentato la sua separazione con un messaggio social:

“Un anno e mezzo di Successi..
Un anno e mezzo di emozioni…
22 anni dopo aver difeso questi colori da calciatore ed aver portato la squadra in Serie C, ho avuto l’onore di guidarla da allenatore riportandola, dopo anni bui, a vincere a suon di record.
La Vittoria più bella è quella di aver contribuito a riportare entusiasmo ad una piazza così blasonata.

Vedere la Fantastica Curva stracolma ad incitarci e vedere la tribuna gremita di famiglie e bambini è stata la soddisfazione più grande.
Vittoria merita il massimo.
Inutile dire che non è questo l’epilogo che sognavo..
Lasciare una squadra che è ai vertici della classifica e che è ai Quarti di Coppa dopo aver eliminato avversari importanti è difficile da digerire..
Amo Vittoria e stimo le persone che mi hanno fortemente voluto qui l’anno scorso scegliendomi come pilastro del progetto, quindi lascerò senza nessuna polemica.
Voglio il bene del Vittoria.
Ho dato tutto e sono certo che avrei portato a termine la mia Missione ottenendo la Promozione in Serie D.
Auguro alla società di aver fatto la scelta giusta e rinnovo la mia stima a tutti i componenti della società.
Sarò il primo tifoso del Vittoria.
Un abbraccio a tutti i tifosi.
Un incoraggiamento ai calciatori a dare sempre tutto per questa società e per questa gente.
Vi auguro il meglio.
Forza Vittoria”

Michelangelo e il segreto ‘medico’ della Cappella Sistina: tra affreschi una donna ‘con tumore al seno’

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(Adnkronos) –
Gli affreschi della Cappella Sistina di Michelangelo nascondono una segreta condizione medica: una donna dipinta nel Giudizio Universale potrebbe essere affetta da un tumore al seno.E' l'ipotesi formulata da alcuni ricercatori in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale 'The Breast': la figura femminile, coperta soltanto da un velo blu, si tiene le costole sotto il seno, che a destra appare sfigurato in modo coerente con i sintomi della malattia, così come la zona intorno all'ascella destra. Otto storici dell'arte europei ed esperti di medicina hanno svolto un'indagine sugli affreschi con l'uso dell'iconodiagnosi, un campo interdisciplinare in ascesa che individua condizioni mediche in opere d'arte significative. "L'iconodiagnosi può insegnarci sia le malattie nella storia (e possibilmente la loro evoluzione e gestione nelle popolazioni storiche), ma ci dà anche un'idea di come uno 'stato di malattia' possa essere stato 'usato' come metafora stilistica nell'antichità", ha spiegato Andreas G.

Nerlich, patologo dell'Università di Monaco di Baviera ad "ArtNet". La donna identificata come malata indossa solo un velo blu, a indicare che è sposata.Si stringe appena sotto il seno destro, che presenta diversi segni rivelatori di cancro al seno, come hanno notato gli esperti.

L'areola non è visibile e il capezzolo è schiacciato, come non lo è l'altro; emergono anche due noduli: uno è visibile sul lato destro del seno, appena sopra un'area di colorazione arancione che sembra essere "un effetto artistico piuttosto che un tipico peau d'orange", si legge nello studio.L'altro è visibile appena prima dell'ascella, a indicare che potrebbe avere i linfonodi ingrossati, un altro effetto collaterale comune del cancro. Nello studio, la squadra di ricercatori guidati da Nerlich ha ipotizzato che Michelangelo abbia dipinto questa particolare condizione non per caso, ma per uno scopo simbolico.

Hanno notato che le altre donne della Cappella Sistina, sia giovani che anziane, hanno tutte un seno sano.Inoltre, il dito destro di questa donna malata punta verso il suolo, forse a significare la consapevolezza del suo destino.

Qualcuno potrebbe obiettare che questa figura è troppo giovane per avere il cancro al seno, dato che oggi l'85% dei casi si verifica in donne con più di 50 anni.Lo studio ha risposto che "applicare i dati moderni al periodo rinascimentale non è del tutto accurato". 
Questa scoperta contraddice l'interpretazione tradizionale del seno come simbolo femminile di nutrimento e dimostra che, come la maggior parte dei suoi colleghi, Michelangelo era in realtà consapevole del cancro.

In confronto, l'équipe di Nerlich ritiene che Michelangelo volesse ritrarre la donna de "Il diluvo" come se stesse subendo una punizione.In base ad alcune delle altre figure archetipiche presenti nelle vicinanze, la donna potrebbe addirittura incarnare il peccato mortale della lussuria.

Ora che i risultati sono stati pubblicati, il team continuerà a scandagliare la storia dell'arte in cerca di altre occasioni per praticare l'iconodiagnosi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turismo, Apt Basilicata apre il sipario sulla III edizione di Roots-in

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(Adnkronos) – Anche quest’anno la Basilicata si prepara ad ospitare l’unico evento in Italia interamente dedicato al turismo delle origini rivolto al mondo dei tour operator, agli stakeholder dell’industria della vacanza, ma anche ai cittadini che vogliono conoscere più da vicino questo particolare segmento di viaggio.L’edizione – in programma il 18 e il 19 novembre – cade proprio nell’anno dedicato alle radici italiane nel mondo, e conta tanti tour operator che si sono dati appuntamento a Matera: 155 seller provenienti da ogni regione italiana, 74 buyer provenienti da Sudamerica, Canada, Spagna, Belgio, Australia e Usa, 12 espositori fra enti e aziende, 13 regioni italiane con i loro stand e le loro offerte.

Ad organizzare Roots-in, la Borsa internazionale del Turismo delle Origini, sarà Apt Basilicata, Regione Basilicata in collaborazione con Enit e con il patrocinio del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.
 Durante le due giornate di Roots-in l’Apt ha organizzato anche un press tour a cui partecipano cinque giornalisti di agenzie di stampa e di stampa specializzata nazionale.La Borsa inizierà il 18 novembre, alle 9.30 al Centro Congressi Una Mh Hotel (borgo Venusio) con il forum dedicato al Made in Italy moderato dalla giornalista del Tg1, Valentina Bisti.

Dopo i saluti istituzionali di Raffaele Ruberto, Commissario Prefettizio del Comune di Matera, Marcello Pittella, Presidente Commissione Lucani nel Mondo e di Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata si parlerà di Made in Italy e di Italiani nel mondo con Antonio Nicoletti, direttore generale di Apt Basilicata.Interverranno fra gli altri Fabio Borghese, Senior evp Head of International Expansion Arsenale Group, Pietro Caldaroni, Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali Ita Airways, Rosamaria Derosa, Vicepresidente Cna nazionale, Ivana Jelinic, Amministratore Delegato Enit, Dina Ravera, Presidente Destination Italia, Giacomo Vigna, Dirigente Agroindustria, industrie culturali e creative, industria del turismo – Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Luigi Maria Vignali, ministro plenipotenziario, Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.

Seguirà, alle 12.30, la tavola rotonda sul tema “Il viaggio di ritorno alle proprie origini nelle regioni italiane”.Sandro Pappalardo – Consigliere cdaEnit SpA per la Conferenza Permanente Stato-Regioni coordinerà gli interventi degli assessori delle regioni Basilicata, Abruzzo, Calabria e Puglia.  
Una parte molto importante di Roots-in e che contribuisce a rendere unica la formula di questo evento è rappresentata dai Lab, momenti di informazione e formazione sui diversi aspetti del turismo delle origini, da quelli di carattere sociologico a quelli di comunicazione, di gestione e organizzazione.

Nel corso dei Lab verrà presentata per la prima volta l’Antologia lucana, una pubblicazione voluta e realizzata da Apt per l’insegnamento della lingua italiana nel mondo.Il volume contiene una selezione di estratti di autori lucani o di autori che hanno avuto rapporti con la Basilicata, box di approfondimento sugli aspetti turistici ed esercizi di italiano.

Si tratta di una pubblicazione edita da Edilingue che potrà essere adottata nelle scuole di italiano nel mondo e negli istituti italiani di cultura.Fra i Lab anche la presentazione di un quaderno di marketing prodotto da Apt Basilicata con il quale si racconta nel dettaglio la nuova strategia relativa al Turismo delle Passioni.

La terza edizione di Roots-in è organizzata da Regione Basilicata, Apt Basilicata con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, conta come partner tecnico ITa Airways e come media partner Rai Radio 3; AndKronos; Dove Rcs.Media partner trade: Ttg Italia. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G20, Giorgia Meloni a Rio: oggi il bilaterale con Lula

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(Adnkronos) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, é arrivata Rio de Janeiro, accolta alla Base Aérea do Galeão da un rappresentante del ministero degli Esteri brasiliano, dall’Ambasciatore d’Italia in Brasile, Alessandro Cortese, e dal Console Generale d’Italia a Rio de Janeiro, Massimiliano Iacchini.La premier, a Rio per prendere parte al Vertice G20 di Rio de Janeiro del 18 e 19 novembre, vedrà il Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva alle 12.10 ora locale, quando in Italia saranno le 16.10.  Il summit, l’ultimo per Joe Biden da Presidente degli States e con l’ombra di Donald Trump che già incombe, prenderà il via domani tra imponenti misure di sicurezza rese ancor più stringenti dopo l’attentato di Brasilia.

Parteciperanno i leader dei paesi membri del G20 insieme ai rappresentanti dell'Unione africana e dell'Unione europea.Tradotto in numeri, nella città carioca la ‘due giorni’ di summit vedrà al Museo d’Arte Moderna i leader che rappresentano l'85% del Pil mondiale e il 75% del commercio planetario. Insieme per “Costruire un mondo equo e un pianeta sostenibile”, l’ambizioso slogan scelto dalla presidenza brasiliana che punta le sue fiches sui temi dell’Inclusione sociale, della riforma delle istituzioni internazionali in chiave più solidale e inclusiva, sulla transizione green e la sicurezza alimentare nel mondo.

Tra le iniziative della presidenza brasiliana c’è infatti il lancio dell’Alleanza globale contro la Fame e la Povertà, per raccogliere e mettere a disposizione risorse, capacità tecniche e migliori prassi.Secondo i dati della Banca Mondiale, infatti, 700 milioni di persone, la metà delle quali bambini, vivono in condizioni di povertà estrema, cioè con meno di 2,15 dollari al giorno: un livello di reddito che non basta neanche a garantire il cibo necessario per una dieta sufficiente e l’acqua potabile. Intanto prosegue, alla vigilia del Vertice, il negoziato sulla Dichiarazione finale del G20, con l’obiettivo di raggiungere un linguaggio condiviso sulla guerra in Ucraina e al conflitto in Medio Oriente.

Come anche su altri punti in agenda: sicurezza alimentare, debito e tassazione internazionale, clima ed energia, empowerment femminile e intelligenza artificiale.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)