Home Blog Pagina 838

L’indagine, il 47% dei giovani non riconosce le infezioni sessualmente trasmissibili

0

(Adnkronos) – Le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) sono un tema cruciale per la salute pubblica, ma di cui si parla ancora troppo poco, soprattutto tra i giovani.Quasi 1 giovane su 2 (47,6%) non sa riconoscere le Ist.

Anche la conoscenza sui metodi di prevenzione risulta essere limitata: meno di 1 giovane su 2 (44%) usa abitualmente il preservativo e quasi 5 giovani su 10 (46,6%) non sanno che è l’unico metodo contraccettivo in grado di proteggere dal contagio di Ist.Sono i dati diffusi in vista della Giornata mondiale contro l’Aids, che si celebra il 1 dicembre, relativi alla settima edizione dell’Osservatorio ‘Giovani e Sessualità’, ricerca che Durex realizza annualmente in collaborazione con Skuola.net su un campione di 15mila giovani tra gli 11 e i 24 anni. (VIDEO) L’indagine – si legge in una nota – rivela inoltre che che il primo rapporto sessuale è, per 1 su 10, prima dei 13 anni e, proprio la fascia d'età tra gli 11 e i 13 anni è quella con la percentuale più alta di rapporti sessuali a rischio: solo il 26,5% dei ragazzi in questa fascia utilizza sempre il preservativo.

Molti giovani, poi, nutrono false convinzioni sui metodi contraccettivi: 1 giovane su 3 (32,8%) crede che il coito interrotto sia efficace contro le Ist e le gravidanze indesiderate, mentre il 17,8% continua a praticarlo pur consapevole dei rischi.Un altro elemento critico, che emerge dalla ricerca, è la scarsa prevenzione: tra i giovani sessualmente attivi, 2 su 3 (72%) non hanno mai fatto un test per le Ist e l’Hiv.

Tra le motivazioni, 6 giovani su 10 (61,1%) affermano di non sentire il bisogno di sottoporsi ai test, mentre il 9,8% prova imbarazzo nel chiedere ai genitori di organizzare tali visite, il 7,3% non saprebbe a chi rivolgersi e il 6,5% non sa che esistono i test per le Ist. Dalla ricerca emerge anche un forte consenso per l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole italiane: il 71,4% degli adulti è favorevole a renderla obbligatoria, con un consenso anche più ampio tra i giovani stessi (80%).  "I dati emersi dall’Osservatorio ci mostrano chiaramente quanto sia importante investire in programmi di educazione affettiva e sessuale per i giovani, al fine di aumentare la consapevolezza sulla diffusione delle infezioni sessualmente trasmissibili e al contempo aprire spazi di discussione su concetti fondamentali nell’ambito dello sviluppo di una coscienza e consapevolezza necessarie per vivere relazioni serene e sane, a partire dal consenso – afferma Paolo Zotti, amministratore delegato di Reckitt Benckiser Healthcare (Italia) Spa, che commercializza il brand Durex in Italia – La famiglia e la scuola hanno un ruolo cruciale in questo e possono aiutare i ragazzi a compiere scelte più consapevoli e sicure, riducendo i comportamenti a rischio.Durex attraverso il programma ‘A Luci Accese’ si impegna da anni nel fornire ai ragazzi strumenti e informazioni importanti per vivere una sessualità consapevole, sia tramite la comunicazione al pubblico sull’importanza dell’uso del preservativo, sia supportando programmi di educazione affettiva e sessuale tenuti da psicologi esperti rivolti alle scuole ed alle famiglie. È attraverso l’educazione ed il dialogo trasparente che possiamo aiutare i giovani a sentirsi supportati nell’acquisire la giusta serenità e consapevolezza, costruendo così un futuro più sano per gli adulti di domani."  In questo preoccupante scenario Durex rinnova la partnership con la Croce Rossa Italiana e sostiene LoveRED, il progetto dedicato a promuovere l’educazione sessuale consapevole e a sensibilizzare i giovani sulla prevenzione.

Nell’ambito della collaborazione, Durex supporterà la Cri con la donazione di 120mila preservativi e materiali didattico-informativi, che saranno utilizzati dagli oltre 300 Comitati della Croce Rossa Italiana impegnati nell’attività di sensibilizzazione nelle scuole di tutto il territorio italiano.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Philip Morris Italia, con Masaf nuovo accordo a sostegno filiera: investimenti 1 mld fino al 2034

0

(Adnkronos) – Philip Morris Italia e il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste hanno siglato un nuovo accordo pluriennale rilanciando l’impegno per la competitività, la trasformazione e la sostenibilità della filiera tabacchicola nazionale.Per la prima volta dall’inizio della sottoscrizione degli accordi con il Ministero, di cui l’azienda è stata pioniera a livello nazionale sin dai primi anni duemila, l’intesa estende l’orizzonte temporale della collaborazione strategica fino a dieci anni, traguardando l’anno commerciale 2033-2034 con investimenti complessivi fino a 1 miliardo di euro.

L'accordo è stato presentato nel corso di una conferenza stampa al 22esimo Forum della Coldiretti.   Il nuovo accordo prevede l’impegno di Philip Morris ad acquistare circa la metà della produzione totale di tabacco greggio italiano, confermando l’azienda come il maggiore investitore privato nella filiera tabacchicola italiana, la più importante in Europa in termini di volumi.L’azienda – che a partire dal 2011 è stata la prima a siglare impegni pluriennali attraverso un accordo unico nel suo genere, che prevede una filiera verticalmente integrata e senza intermediazioni – con questa firma pone le basi per una visione di lungo termine, elemento essenziale per garantire sostenibilità e programmazione strategica per la filiera agricola. "È con grande orgoglio che annunciamo un accordo quadro che guarda ancora più avanti rispetto a quanto fatto nel recente passato: un orizzonte temporale di dieci anni, per un investimento totale che ammonterà fino a un miliardo di euro e che si aggiunge agli oltre 2 miliardi già investiti a partire dai primi anni duemila – ha dichiarato Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato Philip Morris Italia – Con questo accordo la filiera tabacchicola italiana si conferma al centro dell’ecosistema di Philip Morris in Italia, una filiera integrata end-to-end collegata ai prodotti senza combustione, che oggi coinvolge circa 41mila persone su tutto il territorio nazionale in ambito agricolo, manifatturiero e di servizi, contribuendo attivamente all’ambiziosa visione di costruire un futuro senza fumo”. "Oggi abbiamo firmato un accordo estremamente importante per il settore, per durata e quantità di prodotto acquistato, la cui valenza è di sicuro impatto per le politiche che riguarderanno anche altri ambiti dell’agricoltura, comparto al quale nella sua interezza, assieme al ministro Lollobrigida e a tutto il governo Meloni, intendiamo assicurare il massimo supporto, per affrontare le sfide commerciali e produttive con fiducia e prospettive di crescita adeguate al valore effettivo del nostro settore primario”.

ha dichiarato il Sottosegretario al Ministero dell'Agricoltura, Sovranità Alimentare e delle Foreste, Sen.Patrizio La Pietra. L’intesa con il Masaf tiene conto non solo della riforma della Politica Agricola Comune (Pac) in scadenza nel 2027, ma anche di quella futura, che entrerà in vigore nel 2028 fino al 2034, con l’intento di tutelare e promuovere la filiera tabacchicola italiana anche con riferimento alle sfide che il comparto dovrà affrontare sul piano nazionale, europeo e internazionale, attuando un modello di filiera integrata agro-industriale di cui Philip Morris è fra i più significativi interpreti in Italia.

L’accordo, inoltre, riconosce l’importanza di contrastare sempre più efficacemente il problema del “caporalato” attraverso la diffusione e l’implementazione di linee guida in merito come le Buone Pratiche di Lavoro Agricolo (Alp) di Philip Morris International, promuovendo altresì iniziative volte alla continua innovazione del settore, alla sostenibilità e allo sviluppo di competenze, nonché la realizzazione e divulgazione di ricerche e analisi di settore, con particolare attenzione ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e dello sviluppo di competenze, che da sempre caratterizzano questa filiera. La firma dell’intesa conferma il percorso intrapreso da Philip Morris a partire dai primi anni 2000 nello sviluppo di un modello innovativo di coltivazione del tabacco che ha garantito nel corso degli anni sostenibilità economica a circa 1000 imprese tabacchicole, attive nelle principali regioni tabacchicole italiane: Campania, Umbria, Veneto e Toscana, con un impatto diretto, indiretto e indotto stimato in circa 28.700 addetti alla fase di coltivazione e trasformazione primaria. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Treviso, aereo turismo fuori pista: aeroporto temporaneamente chiuso

0

(Adnkronos) – Aer Tre, la società di gestione dell’aeroporto di Treviso, informa che lo scalo è temporaneamente chiuso a seguito di un’uscita di pista di un aeromobile da turismo.I voli previsti in arrivo sono dirottati su altri scali, i voli in partenza restano in attesa fino al completamento delle verifiche necessarie.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Apmo, i pazienti presentano prima e unica ‘Carta’ su assistenza oculistica Ssn

0

(Adnkronos) – La salute degli occhi in Italia sta vivendo una vera e propria emergenza silenziosa: le attività di migliaia di specialisti in oftalmologia che operano nel Servizio sanitario nazionale sono in grave difficoltà e i pazienti, oltre 6 milioni gli italiani con patologie oculari, dei quali un terzo con una riduzione della vista invalidanti, sono costretti ad attendere mesi, se non anni, per una prima visita oculistica o per un intervento di cataratta.Accade, sebbene a macchia di leopardo, un po' ovunque sul territorio nazionale.

Da queste premesse nasce la ‘Carta della salute dell’occhio’, la prima e unica in Italia.Presentata oggi a Roma, il documento è promosso da Apmo, Associazione pazienti malattie oculari e realizzato nell’ambito della campagna per la prevenzione e il trattamento dei disturbi e patologie oculari ‘La salute dei tuoi occhi non perderla di vista’, in collaborazione con Aimo, Associazione italiana medici oculisti e Siso, Società italiana di scienze oftalmologiche, con il patrocinio dell’Istituto superiore di sanità e dell’Intergruppo parlamentare prevenzione e cura delle malattie degli occhi e di altre 18 tra Associazioni dei pazienti e Società scientifiche. L’attuale disagio quotidiano ad accedere tempestivamente a prestazioni oculistiche di qualità, sia diagnostiche che chirurgiche – spiega una nota – nel perimetro del Ssn è dovuto a molteplici condizioni e criticità.

Tra queste, il fatto che le cure oculistiche sono ritenute ‘elettive’, non salvavita; da ciò la scarsa attenzione delle Istituzioni per questa specialità medica, talmente sottofinanziata da assorbire appena l’1% della spesa sanitaria pubblica.A peggiorare lo scenario, le continue ‘sforbiciate’ alle tariffe di rimborso delle prestazioni, riviste progressivamente al ribasso con conseguente allungamento delle liste d’attesa nel Servizio pubblico, impiego di vecchie terapie farmacologiche, meno costose rispetto a quelle innovative oggi disponibili, e obsolescenza di tecnologie, peraltro storicamente fiore all’occhiello dell’Oculistica nazionale, non più all’avanguardia.  Il paper è frutto di un intenso lavoro sinergico e fa emergere i progressi compiuti ma anche le criticità di sistema, configurandosi quale ‘Road Map’ dell’oculistica nel nostro Paese. “Investire in oculistica significa investire in salute dei pazienti e in risparmio per il sistema sanitario – afferma Francesco Bandello, presidente Apmo, direttore Clinica Oculistica Università Vita-Salute San Raffaele, Milano – La campagna nazionale ‘La salute dei tuoi occhi non perderla di vista’ ha lo scopo di sensibilizzare e informare i pazienti e le Istituzioni per mettere in atto strategie di prevenzione delle malattie oculari e garantire ai pazienti l’accesso ai percorsi di diagnosi e cura migliori.

La ‘Carta della salute dell’occhio’ vuole spiegare, a chiunque, quali e cosa sono le malattie dell’occhio, qual è il loro impatto sulla vita e sui costi, quali benefici e vantaggi si possono ottenere con le cure e l’importanza della prevenzione e di regolari controlli della vista”.  Ogni capitolo “si chiude con una sezione rivolta ai decisori politici per orientarli verso scelte lungimiranti di investimento premiante e lo abbiamo fatto riportando numeri ed evidenze scientifiche aggiornati – aggiunge Bandello – L’oculistica è una specialità penalizzata, nella misura in cui le patologie oculari non portano a morte il paziente e non mettono a rischio la sua vita, per tale motivo non è una priorità nell’agenda istituzionale; eppure, la vista è il senso più importante, tant’è vero che nel cervello ad esso viene riservato uno spazio preponderante rispetto a qualsiasi altro organo di senso, questo perché la vista ha un ruolo fondamentale nell’economia dell’esistenza di tutti gli individui e la qualità della vista condiziona fortemente la qualità di vita della persona”. La “Carta della salute dell’occhio” tratteggia l’attuale realtà delle principali e più severe patologie oculari (retinopatie e maculopatie, cataratta, occhio secco, glaucoma e miopia), con dovizia di numeri e aggiornamenti su epidemiologia, prevenzione, fattori di rischio, diagnosi, trattamenti e novità dalla ricerca.Il primo capitolo è incentrato sulle maculopatie e retinopatie, un gruppo eterogeneo di malattie che colpiscono la retina: la retinopatia diabetica (Rd) e la degenerazione maculare legata all’età (Dmle).

La gestione delle retinopatie e delle maculopatie è radicalmente cambiata grazie all’arrivo dei farmaci intra-vitreali (anti-Vegf) che contrastano i processi pro-infiammatori e inducono il riassorbimento di liquidi.Purtroppo, l’accesso ai percorsi terapeutico-assistenziali di questi pazienti non è del tutto soddisfacente: i farmaci intra-vitreali sono molto costosi e le strutture sanitarie, sempre per problemi collegati ai rimborsi, tendono a raccomandare agli oculisti l’impiego di farmaci off label.

Indubbiamente, con l’ingresso degli anti-Vega gli oculisti hanno dovuto fare i conti con la cronicità che ha portato con sé la necessità di dover fronteggiare nuovi bisogni di cura.Favorire l’accesso a percorsi di diagnosi e cura specifici e la contrazione dei tempi d’attesa, sono le principali istanze presentate alle Istituzioni. Il secondo capitolo affronta la spinosa questione della cataratta, malattia dovuta ad una opacizzazione del cristallino, che si stima interessi il 60-70% delle persone sopra i 70. “I costi di un intervento di cataratta, secondo una stima approssimativa si aggirano tra i 2- 3.000 euro.

Eppure, attualmente la tariffa che il Ssn rimborsa all’azienda sanitaria per un intervento di cataratta è di appena 900 euro.Nel prezziario dei Lea aggiornati e di prossima applicazione, la quota fissata era di 800 euro – afferma Alessandra Balestrazzi, presidente Aimo e responsabile servizio Cornea Uoc Oculistica ASL Roma 2 – le conseguenze derivate da queste scelte, consistono nella necessità di ridurre drasticamente il numero di interventi di cataratta e nell’allungamento infinito delle liste d’attesa.

Nella Carta si suggerisce al decisore politico la revisione delle tariffe di rimborso per le prestazioni ambulatoriali e l’incremento delle coperture economiche destinate alla chirurgia della cataratta”. La Carta si focalizza anche sulla secchezza oculare.Il cosiddetto ‘occhio secco’ o dry eye è il disturbo più frequente della superficie oculare, definita malattia multifattoriale in cui prevale l’alterazione del film lacrimale accompagnata da infiammazione che colpisce dal 15 al 50% della popolazione adulta. “Per l’occhio secco – prosegue Balestrazzi – sarebbe importante istituire screening di prevenzione sulla popolazione degli studenti scolastici che fanno uso intensivo di schermi e introdurre percorsi di prevenzione per i pazienti oncologici, che spesso sono soggetti a problematiche della superficie oculare dovute all’effetto tossico della chemioterapia”.

Gli altri temi riguardano il glaucoma e i difetti rifrattivi, tra questi la miopia in crescita esponenziale. “La prevenzione è fondamentale per cogliere all’esordio i sintomi di un glaucoma– afferma Teresio Avitabile, presidente Siso e direttore Clinica Oculistica Università di Catania – Lo screening per il glaucoma è semplice: basta misurare la pressione endoculare attraverso una semplice manovra che richiede pochi secondi.Stessa raccomandazione vale per i difetti refrattivi, come la miopia.

I controlli della vista vanno programmati sin dalla prima infanzia per proseguire da adulti.Tra le istanze che abbiamo suggerito alla politica, quella di rendere rimborsabili i nuovi dispositivi miniaturizzati per il glaucoma, mentre per i difetti della vista andrebbero promossi programmi di prevenzione circa lo stile di vita corretto e screening per gli studenti scolastici”. La “Carta della salute dell’occhio”, supportata dall’Iss. “Sotto il profilo dell’etica, è cruciale l’importanza della prevenzione in ogni ambito clinico e più ancora in oculistica – sottolinea Carlo Maria Petrini, direttore Unità di Bioetica Iss, presidente centro di coordinamento nazionale dei Comitati etici, presidente Comitato Etico Nazionale Enti Pubblici di Ricerca e altri Enti Pubblici nazionali, componente Comitato Nazionale per la Bioetica – infatti, la salute dell’occhio ha un impatto determinante per la qualità di vita delle persone e specialmente per l’autonomia di ciascuno.

Nella prospettiva dell’etica, è molto rilevante anche la sinergia che la ‘Carta’ propone tra i vari attori del sistema e, infatti, il documento è promosso, tramite un’Associazione (Apmo), dai pazienti, che devono sempre essere al centro del sistema, ma coinvolge anche il personale medico-sanitario e i decisori.La collaborazione tra tutte le componenti del sistema è indispensabile per l’efficacia degli interventi.

La Carta ha dunque un ruolo e un valore particolare nel promuovere la salute degli occhi, che deve rappresentare una priorità all’interno dell’agenda sanitaria e certamente contribuirà in questa direzione”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Artigiano in Fiera e myPOS, la partnership per soluzioni di pagamento innovative

0

(Adnkronos) – Artigiano in Fiera, la manifestazione internazionale che celebra l’artigianato e le micro e piccole imprese, l’innovazione e la tradizione da tutto il mondo, e myPOS, leader europeo nelle soluzioni di pagamento per le piccole e medie imprese annunciano la loro partnership.  Lo riporta un comunicato.Questa collaborazione strategica mira a semplificare e migliorare l’esperienza di pagamento per gli espositori e per i visitatori dell’evento, che si svolgerà dal 30 novembre al 8 dicembre a Fieramilano Rho.

Grazie alle soluzioni offerte da myPOS, gli artigiani che hanno aderito al servizio potranno accettare pagamenti in modo semplice, veloce e sicuro, migliorando la loro capacità di vendere prodotti e servizi ad un ampio pubblico.Gli espositori potranno scegliere tra dispositivi portatili, versatili e altamente innovativi, perfetti per un ambiente dinamico come quello di Artigiano in Fiera. Artigiano in Fiera è da sempre un punto di incontro tra tradizione e modernità; questa collaborazione con myPOS rappresenta un ulteriore passo avanti nell’offrire strumenti tecnologici che favoriscano la crescita degli artigiani.

Grazie ai dispositivi myPOS, gli espositori che hanno aderito al servizio potranno: accettare pagamenti con carta e wallet digitali, comprese soluzioni contactless come Apple Pay e Google Pay; beneficiare dell’accredito istantaneo dei pagamenti, senza dover attendere giorni per ricevere i fondi sul proprio conto aziendale; e sfruttare la portabilità dei terminali, ideali per gli spazi flessibili della fiera.Con il crescente interesse verso i pagamenti elettronici, questa collaborazione rende Artigiano in Fiera un evento continuamente all’avanguardia, contribuendo a ridurre l’uso del contante e offrendo un’esperienza di acquisto più comoda, sia per i visitatori sia per gli espositori. “Uno degli obiettivi della fiera è diventare sempre più cashless e agevolare le modalità di pagamento degli artigiani.

Uniformando e rendendo easy le transazioni li agevoleremo negli innumerevoli scambi che avvengono all’Artigiano in Fiera. – ha dichiarato Gabriele Alberti Amministratore Delegato e Direttore Generale di Ge.Fi.Spa – Inoltre, in una fiera in cui si realizzano migliaia di transazioni al giorno riteniamo strategico a favore di tutti i nostri visitatori rendere più accessibili, semplici e veloci i pagamenti, facilitando le transazioni elettroniche, che ormai sono per tutti una necessità.

Questo accordo è un passo fondamentale per migliorare l’esperienza di tutti e rendere il nostro villaggio artigiano globale sempre più tecnologicamente innovativo.”  "Artigiano in Fiera è un evento che incarna perfettamente i valori della tradizione e dell’eccellenza artigianale.Con myPOS, vogliamo supportare gli artigiani italiani e internazionali offrendo loro strumenti di pagamento all’avanguardia, ideali per un evento così importante" ha commentato Massimo Terreni, Country Manager Italia, myPOS – La nostra tecnologia punta a semplificare il lavoro degli espositori, aiutandoli a concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: creare e innovare.

Le nostre soluzioni di pagamento all-in-box, semplici da usare, veloci e versatili, ottimizzano il cash flow dei piccoli imprenditori, offrendo vantaggi immediati, una proposta trasparente e l’assenza di costi nascosti.”  Con una presenza capillare e terminali intuitivi, myPOS sosterrà gli espositori durante tutta la durata dell’evento grazie anche ad una presenza espositiva nel padiglione 2, perché "è importante fornire soluzioni rapide e affidabili, soprattutto in contesti dinamici come quello di una fiera”.L’ingresso ad Artigiano in Fiera è gratuito: ogni visitatore può ottenere il proprio pass sul sito artigianoinfiera.it in pochi e semplici click.

I visitatori delle precedenti edizioni e i clienti della piattaforma online hanno già ricevuto il pass gratuito sul proprio indirizzo e-mail. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, operaio cade da parapetto durante lavori a San Giovanni: è grave

0

(Adnkronos) – Un operaio è caduto da un parapetto mentre era impegnato in una serie di lavori in un palazzo in via Domodossola 11, nel quartiere San Giovanni a Roma.Sul posto, insieme ai vigili del fuoco e ai sanitari del 118 che lo hanno trasportato in codice rosso in ospedale, i Carabinieri della Stazione San Giovanni impegnati nelle indagini.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giorgia Meloni ieri al Quirinale, incontro con Mattarella “programmato da una settimana”

0

(Adnkronos) – A quanto si apprende, la premier Giorgia Meloni ieri è stata al Quirinale per un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.Si è trattato di un incontro, sottolineano autorevoli fonti, "cordiale e collaborativo", come confermano dal Colle.

Il pranzo di ieri, durato circa un'ora, era "programmato da almeno una settimana" e "non a sorpresa" come riportavano affermazioni pubblicate sui media, sottolineano fonti di Palazzo Chigi. "Sono pranzi che hanno fatto molto spesso da quando Meloni è arrivata a Palazzo Chigi e che sono quasi 'automatici' quando ci sono missioni all'estero di rilievo, in questo caso la visita di Stato in Cina del Presidente della Repubblica, il G20 e la missione in Argentina per Meloni", assicurano le fonti, precisando che "Mattarella quando tornò dalla Cina aveva sentito la presidente del Consiglio e organizzato per ieri questo pranzo.Non c'entrano assolutamente nulla le fibrillazioni che ci sono state ieri in Parlamento.

Le altre volte non era mai uscito, la notizia questa volta è trapelata". Tra i temi affrontati da Mattarella e dalla premier, "i viaggi internazionali, è stato fatto un excursus sull'Europa dopo l'ok alla Commissione Ue con la nomina di Raffaele Fitto come vice presidente esecutivo e, naturalmente, la manovra". Il 'Corriere della Sera' aveva definito l'incontro "riservato e segreto". "Non è certo la prima volta, ma in questa fase turbolenta per il governo, con Forza Italia che ha votato assieme alle opposizioni, il faccia a faccia sul colle più alto è destinato a fare notizia e sollevare interrogativi sulla tenuta della coalizione di centrodestra", scriveva il quotidiano milanese.Affermazione poi smentita dalle fonti di Palazzo Chigi —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Putin: “Missili Oreshnik hanno la potenza di attacco nucleare”

0

(Adnkronos) –
"Nessuno ha le armi della Russia.Un attacco massiccio con i missili Oreshnik avrà un impatto paragonabile a quello effettuato con un'arma nucleare".

Vladimir Putin torna ad alzare la voce con messaggi indirizzati all'Ucraina e alla Nato.Il presidente russo, nel suo intervento al vertice della Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (Csto) in Kazakistan, accende ancora i riflettori sul missile Oreshnik, che la Russia ha lanciato per la prima volta contro un impianto industriale di Dnipro, in Ucraina.  "Nel mondo non ci sono armi paragonabili ai missili ipersonici della Russia, stiamo incrementando la produzione del 25%.

La Russia produce una quantità di missili 10 volte superiore a quella della Nato.Nuovi sistemi debutteranno dopo l'Oreshnik, che non ha eguali al mondo.

Nessuna fornitura di missili a lungo raggio all'Ucraina può eguagliare la potenza dell'arsenale russo né può modificare la situazione sul campo" nel conflitto. "Useremo il missile in risposta alle azioni del nemico: il ministero della Difesa sta selezionando obiettivi in Ucraina da colpire.I centri decisionali a Kiev potrebbero diventare un obiettivo per gli Oreshnik.

Un attacco massiccio con questi missili avrà un impatto paragonabile a quello delle armi nucleari", dice il presidente russo. "Secondo esperti militari e tecnici, in caso di un massiccio uso di questi missili contemporaneamente in un colpo solo, la potenza sarà paragonabile all'uso di armi nucleari sebbene l'Oreshnik, ovviamente, non sia un'arma di distruzione di massa", afferma ancora. Putin, quindi, fornisce aggiornamenti sull'ultima offensiva condotta dalle forze di Mosca contro l'Ucraina: "La Russia ha lanciato un attacco con 90 missili e 100 droni, a seguito del quale sono state colpite 17 installazioni militari, dell'industria della difesa e relativi sistemi di supporto", dice. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morta Liz Hatton, 17enne malata di cancro che aveva ispirato William e Kate

0

(Adnkronos) –
Liz Hatton è morta di cancro a soli 17 anni.Fotografa di talento, era diventata famosa in tutto il mondo solo poche settimane fa per la visibilità che le avevano dato William e Kate.

La giovane era stata scelta per scattare le foto ufficiali della consegna di alcune onorificenze da parte di William nel castello di Windsor.Un evento tutt'altro che casuale, che ha segnato il ritorno di Kate Middleton in pubblico per la prima volta, dopo aver annunciato di aver concluso il ciclo di chemioterapia. 
La foto simbolo di quella giornata tanto attesa fu l'abbraccio tra la principessa e la giovane, affetta da una forma molto aggressiva di cancro. "E' stato un piacere – avevano scritto William e Kate in quell'occasione – incontrare Liz a Windsor, una giovane fotografa di talento che ci ha ispirati con la sua forza e la creatività". A dare la notizia della sua scomparsa è stata sua madre su X. "La nostra incredibile figlia è morta alle prime ore di questa mattina.

Fino alla fine è rimasta determinata, persino ieri faceva ancora progetti.Siamo molto fieri della gentilezza, l'empatia e il coraggio che ha mostrato nell'ultimo anno.

Non era solo una fotografa fenomenale, era il miglior essere umano possibile e la figlia e la sorella maggiore più meravigliosa che si possa chiedere", ha scritto. "Nessuno – continua il post della donna – ha combattuto più duramente per la vita come ha fatto lei". "Siamo dispiaciuti di apprendere che Liz Hatton è purtroppo scomparsa. È stato un onore aver incontrato una giovane donna così coraggiosa e umile.I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con i genitori di Liz, Vicky e Aaron, e con suo fratello Mateo in questo momento incredibilmente difficile", è il messaggio che William e Kate hanno firmato e inviato tramite i social network.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dal Canto breve storia del Mister del Cittadella prossimo avversario della Juve Stabia

0

Alessandro Dal Canto il 14 ottobre 2024 è diventato il nuovo allenatore del Cittadella, al posto dell’esonerato Edoardo Gorini. Un tecnico di grande esperienza.

Nato a Castelfranco Veneto il 10 marzo 1975 è cresciuto nella Juventus dove ha giocato qualche partita con la “Vecchia Signora” che vinse la Coppa Uefa nel 1993. A livello di torneo primavera ha vinto uno scudetto ed anche il trofeo di Viareggio. L’esordio in campionato risale al 14 marzo 1993 in Brescia-Juventus gara vinta dalle rondinelle per 2-0. Poi Dal Canto che di professione è stato un difensore ha avuto una carriera importante da calciatore. Da Vicenza passando poi per la parte granata di Torino, Bologna e anche una esperienza all’estero precisamente in Russia, con la maglia dell’Uralan.

L’esperienza russa risale al 2003 ed all’epoca era difficile che un calciatore Italiano andasse in Russia o in giro per l’Europa ma erano tempi decisamente diversi. Catanzaro, Perugia, AlbinoLeffe e Treviso sono state poi le altre maglie indossate nel corso della sua avventura da calciatore.

Il 16 luglio 2009 diviene l’allenatore della formazione Primavera del Padova per poi passare in prima squadra incontrando proprio la Juve Stabia (2-2 all’andata 2-0 al ritorno al Menti). Poi ritorna a Vicenza, squadra che lo ha visto protagonista da calciatore in tre diverse tappe della sua carriera ossia nel 1995, nel 1996 e dal 2000 fino al 2003. Sulla sponda vicentina incontra per la terza volta da allenatore la Juve Stabia perdendo questa volta per 2-1 con le reti di Cellini, il pareggio di Bozhinov e la rete vittoria gialloblù firmata da Improta.

Dopo l’esperienza a Vicenza arriva la parentesi poco fortunata a Venezia e le esperienze importanti con le giovanili azzurre. Il calcio giovanile evidentemente piace a Dal Canto che passa alla guida della formazione Primavera dell’Empoli, con cui raggiunge la finale del Torneo di Viareggio 2017 persa contro il Sassuolo. Dopo Vincenza anche un ritorno alla Juventus sempre a livello di formazione primavera. Arezzo, Siena, Livorno e Viterbese e Carrarese sono le ultime avventure in panchina di Mister Alessandro Dal Canto a livello di prima squadra prima di arrivare poi al vissuto recente con l’esperienza di Cittadella da poco iniziata.

Trasporto aereo, Bignami: “Incentivi Saf devono essere adottati a livello europeo”

0

(Adnkronos) – "L’onerosità del Saf è un dato di fatto e ancora oggi è una barriera preclusiva che deve essere superata perché è l’unica soluzione tecnologica alternativa.Dobbiamo sostenerlo con politiche di incentivazione che devono essere adottare a livello europeo con premialità e incentivazione, non come fanno gli Usa o la Gran Bretagna con gli Its’’.

Lo sottolinea il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Galeazzo Bignami, in occasione di un convegno sulla decarbonizzazione del trasporto aereo. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arresto Netanyahu, Cpi pronta a revoca se Israele aprirà indagine approfondita

0

(Adnkronos) – La Corte penale internazionale potrebbe revocare i mandati d'arresto spiccati nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, se la Corte si convincesse del fatto che in Israele fosse aperta un'indagine approfondita.Lo ha detto in un'intervista radiofonica a Kan il portavoce della Cpi, Fadi El Abdallah, aggiungendo che i sospettati hanno il diritto di presentare ricorso. Solo ieri Netanyahu aveva annunciato che Israele avrebbe presentato ricorso contro i mandati di arresto emessi nei suoi confronti e di quelli di Gallant. I ministri degli Esteri di Germania, Francia e Regno Unito hanno intanto rilasciato una dichiarazione congiunta, affermando che non vi è alcuna giustificazione per cui la Corte penale internazionale debba adottare misure contro i leader israeliani.

Lo riporta Haaretz. La Cpi ha emesso giovedì 21 novembre scorso tre mandati di cattura per crimini di guerra nei confronti del primo ministro israeliano, il suo ex ministro della Difesa oltre che per il capo del braccio armato di Hamas, Mohammed Deif. I tre giudici hanno deciso all'unanimità sulla base delle accuse di crimini contro l'umanità e crimini di guerra: sia Netanyahu sia Gallant saranno passibili di arresto se si recheranno in uno degli oltre 120 Paesi che fanno parte della Cpi.La Corte ha invece emesso anche il mandato per Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri, noto anche come Mohammed Deif, per il massacro del 7 ottobre 2023.

Israele afferma di aver ucciso Deif in un attacco aereo ad agosto, ma Hamas non ne ha mai riconosciuto formalmente la morte.Le implicazioni pratiche della decisione potrebbero essere limitate, dal momento che Israele e il suo principale alleato, gli Stati Uniti, non sono membri della Corte. "Ci sono ragionevoli prove per credere che entrambi abbiano intenzionalmente e coscientemente privato la popolazione civile di Gaza dei mezzi indispensabili per la loro sopravvivenza, compreso cibo, acqua, medicine e forniture mediche, insieme a carburante ed elettricità" scriveva nelle motivazioni la Corte penale internazionale. I giudici, che hanno accolto la richiesta che era stata presentata lo scorso maggio dal procuratore capo della Corte, Karim Khan, hanno scritto inoltre di credere che vi siano ragionevoli prove che entrambi "abbiano responsabilità penale per i seguenti crimini, come co-autori per aver commesso gli atti insieme ad altri: il crimine di guerra dell'utilizzo della morte per fame come arma di guerra e i crimini contro l'umanità di omicidio, persecuzione e altri atti disumani".

Viene considerato, inoltre, che "entrambi abbiano responsabilità penale come superiori civili per il crimine di guerra di aver intenzionalmente ordinato un attacco contro la popolazione civile". Riguardo alle accuse di utilizzo della fame come arma di guerra, i giudici fanno riferimento al fatto che "le decisioni di permette o aumentare l'assistenza umanitaria a Gaza sono state spesso condizionate" e non per rispettare gli obblighi di Israele rispetto alla legge umanitaria internazionale, facendo riferimento anche "alle dichiarazioni di Netanyahu che collegavano lo stop dei beni primari e umanitari agli obiettivi della guerra". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporto aereo, Di Palma: “Superato pregiudizio su limitazione a rotte internazionali”

0

(Adnkronos) – ‘’Noi con la Fondazione Pacta abbiamo contribuito a superare un pregiudizio ideologico nei confronti del trasporto aereo, che voleva limitare la fruibilità esclusivamente per le tratte intercontinentali e poi un’integrazione aria-ferro.Il periodo post Covid, in cui effettivamente c’è stata una grande ripartenza che oggi è stata confermata.

Lo sviluppo economico di tanti Paesi confida sulla possibilità di determinare collegamenti del trasporto aereo.Certo dobbiamo considerare che arriveremo al 2050 con gli aeromobili attuali e quindi l’unico carburante compatibile oggi è il Saf, che oggi ha un costo eccessivo, ma confidiamo che la tecnologia al 2050 ci garantisca un prezzo compatibile con una sostenibilità ambientalale, economica e sociale’’.

Lo sottolinea il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, in occasione del convegno sulla decarbonizzazione del trasporto aereo. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporto aereo, Troncone: “Sviluppare produzione Saf per processo decarbonizzazione”

0

(Adnkronos) – "Le proposte della Fondazione Pacta mirano a valorizzare la possibilità industriale di sviluppare i biocarburanti sotto un cappello di sostenibilità non solo ambientale ma anche economica.Si punta in particolare ad aeromobili più sostenibili e carburanti sostenibili per l’aviazione, come il Saf disponibile già per la prima tappa del 2030 che l’Europa ci impone, ovvero il 6% nei serbatoi dei nostri aeromobili.

Nel 2035 l’obiettivo triplica e c’è bisogno di politiche industriali che incentivino la produzione.Inoltre la cattura della CO2 è una leva sempre più importante per traguardare gli obiettivi al 2050’’.

Lo sottolinea il presidente della Fondazione Pacta, Marco Troncone, in occasione di un convegno sulla decarbonizzazione del trasporto aereo. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siaarti: “Ruolo cruciale anestesisti nella lotta all’antibiotico-resistenza”

0

(Adnkronos) – "È un onore mio personale e della società scientifica che rappresento poter prendere parola in occasione di questo workshop nell'ambito delle riunioni del G7 della Salute sul tema della resistenza antimicrobica.Siaarti ha sempre contribuito collaborando col ministero della Salute e l'Iss non solo a elaborare buone pratiche cliniche e linee guida ma anche a sviluppare percorsi educazionali e formativi sulle tematiche inerenti la resistenza antimicrobica".

Lo ha detto il presidente della Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva, Antonino Giarratano, nell'ultimo giorno del suo mandato, partecipando oggi al workshop tematico ‘Strategia e prospettive per l'antibiotico resistenza.Il ruolo e il contributo della comunità scientifica’, organizzato dalla Fism (Federazione delle società medico-scientifiche italiane) in collaborazione con il ministero della Salute, nell'ambito del G7 Salute di Bari. L'intervento del professor Giarratano, inserito nel panel internazionale ‘Antimicrobial resistance: the way forward.

Partnership, Innovation, One Health’ ha sottolineato il ruolo cruciale degli anestesisti-rianimatori nella lotta all'antibiotico-resistenza, ricordando come l'antibiotico-resistenza determini in Europa circa 35 mila decessi all'anno, di cui un terzo concentrati in Italia, evidenziando il ruolo fondamentale degli anestesisti-rianimatori. "Siamo in prima linea nella cura dei pazienti con infezioni gravi e sepsi sia negli ambienti perioperatori che nelle unità di terapia intensiva – ha sottolineato il presidente Siaarti – Giochiamo un ruolo fondamentale nei programmi di stewardship antimicrobica in area critica, bilanciando un uso appropriato degli antibiotici con una rapida descalation". Illustrando l'intenso lavoro svolto dalla Società negli ultimi tre anni, Giarratano ha ricordato le linee guida complete Siaarti per la gestione della sepsi e dello shock settico nel paziente adulto, sottolineando l'importanza della diagnosi rapida e di una terapia antimicrobica appropriata.Significativa – è stato osservato – anche la partecipazione al progetto Sis-Net, finanziato con fondi Pnrr, per l'identificazione di marcatori clinici e diagnostici, il monitoraggio immunologico e le terapie mirate e personalizzate per pazienti in terapia intensiva.

Sul fronte della formazione, la Società ha realizzato un articolato programma di corsi e webinar per diffondere le migliori pratiche nell'uso degli antimicrobici e nel controllo delle infezioni.Particolare rilevanza ha assunto l'adesione alla campagna Choosing Wisely, attraverso la quale Siaarti ha promosso raccomandazioni concrete per l'uso responsabile degli antibiotici in ambito chirurgico, sostenendo la limitazione della profilassi antibiotica alle prime 24 ore post-intervento. Nella suo discorso, Giarratano ha anche condiviso alcune riflessioni sulle sfide future che la Società dovrà affrontare nell'ambito dell'antibiotico-resistenza, impostazione condivisa e ribadita dalla presidente Siaarti entrante, Elena Bignami: “Il problema dell’antibiotico-resistenza non può che richiedere per la sua risoluzione un approccio multidimensionale.

Ciò rende necessario il consolidamento delle collaborazioni tra professionisti sanitari, società scientifiche e istituzioni.La ricerca di nuovi antimicrobici e strumenti diagnostici rapidi continuerà a essere cruciale, così come l'adozione dell'approccio One Health, che riconosce l'interconnessione tra salute umana, animale e ambientale. È questo la strategia della Società che caratterizzerà la mia presidenza per i prossimi tre anni.

Attraverso pratiche cliniche attente e aggiornate, la partecipazione attiva nei programmi di stewardship e la formazione continua possiamo contribuire a mitigare questa minaccia e urgenza globale – ha concluso Bignami – Siaarti ribadisce il suo impegno a guidare e supportare gli sforzi che promuovono un uso responsabile degli antibiotici e la tutela della salute dei pazienti". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medicina, la prevenzione andrologica al centro del convengo ‘S3, Salute sessuale Sia’

0

(Adnkronos) – Dalla fine degli anni '70, l'andrologo è diventato una figura del tutto essenziale per la salute maschile nel nostro Paese, trovandosi a sostituire l’importante funzione preventiva rappresentata dalla visita di leva, sospesa nel 2004.A quasi 50 anni dalla fondazione, avvenuta a Pisa nel febbraio 1976, la Sia, Società italiana di andrologia promuove il convegno ‘S3, Salute sessuale Sia’, a Milano, il 12 e 13 dicembre a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia.

All’evento, i principali esperti nazionali tracceranno un bilancio dei successi ottenuti dalle precedenti campagne informative e faranno il punto sulle sfide della prevenzione andrologica a 360 gradi, rivolte a tutte le fasce di età.  Nel corso degli anni – si legge in una nota – la Sia è stata protagonista di numerose iniziative, come ad esempio la Settimana di prevenzione andrologica, avviata nel 1999, che ha permesso a migliaia di uomini di accedere a visite gratuite, e alla Sanità nazionale di avere a disposizione preziosi dati a scopo epidemiologico e di ricerca.Questo progetto innovativo, che ha coinvolto oltre 265 strutture sanitarie pubbliche e private in tutta Italia, offrendo visite andrologiche gratuite, ha rappresentato una vera e propria ‘pietra miliare’ nella raccolta di informazioni e nella sensibilizzazione della popolazione.

Gli esiti delle 13 edizioni hanno rivelato risultati davvero significativi e, addirittura, sorprendenti: il 62% dei partecipanti dichiarava di sottoporsi alla sua prima visita andrologica, mentre nel 29% dei casi è stata diagnosticata la presenza di patologie andrologiche.Si rese per cui evidente la necessità di un’azione preventiva continua. Successivamente, nel 2014, la Sia ha invece promosso una serie di attività e di raccolta firme che hanno portato alla prima proposta di una Legge Regionale di prevenzione andrologica e alla creazione, in tutti gli ospedali del territorio, di apposite strutture, in grado di poter esaminare centinaia di migliaia di ragazzi.

La proposta, in regione Lazio, diventata la Legge n. 25 del 25 novembre 2019 (Disposizioni in materia di tutela della salute sessuale e della fertilità maschile), riconoscendo finalmente la rilevanza delle patologie uro-andrologiche e l’importanza della conoscenza delle stesse e dei loro effetti in ambito sanitario, sociale e familiare, allo scopo di agevolare la prevenzione, la diagnosi precoce e il miglioramento delle cure. Più recentemente, la Sia ha lanciato la campagna biennale #e-Sia-prevenzione (2023-2024) rivolta ai giovani di età compresa tra i 16 e i 35 anni, in collaborazione con enti militari e accademici.L'iniziativa mirata soprattutto a sensibilizzare sulla prevenzione attraverso i moderni mezzi di comunicazione digitale e i social media, vuole promuovere una cultura in cui la salute sessuale maschile non sia più considerata un tabù. I dati raccolti attraverso un questionario realizzato in collaborazione con l’Università Iulm di Milano hanno evidenziato che, nonostante una maggiore consapevolezza rispetto agli anni '80, ancora il 73% dei giovani non ha mai effettuato una visita andrologica, affidandosi spesso alle informazioni reperite in Rete.

La diffusione di ‘Dr.Google’, l'aumento della ‘cybercondria’ e il nuovo ‘Prof.

Gpt’ rappresentano nuove sfide per l'andrologia, che deve essere in grado di soppesare l'informazione online, verificandola e validandola, sostenendo l'importanza del rapporto medico-paziente.La Sia, nell’intento di educare alla selezione e consultazione di fonti affidabili, prevede un futuro in cui tecnologia e interazione umana si combinino al meglio, sottoponendo allo specialista un paziente consapevole e informato, allo scopo ultimo di garantire una prevenzione efficace e una diagnosi tempestiva. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero 29 novembre, stop per trasporti, scuola e sanità. Treni garantiti

0

(Adnkronos) – Si va verso lo sciopero generale 'precettato' di quattro ore nel trasporto pubblico, aereo e marittimo, domani 29 novembre, in occasione della mobilitazione nazionale proclamata da Cgil e Uil.Difficilmente infatti il Tar si pronuncerà oggi sul ricorso dei sindacati contro la decisione del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini che nel tardo pomeriggio del 26 novembre ha firmato la precettazione per ridurre l'orario a quattro ore della protesta nel Tpl, inizialmente indetta a otto ore.  Lo sciopero di otto ore contro la manovra, per il potere d'acquisto e per il rinnovo dei contratti resta in piedi invece per gli altri settori pubblici e privati coinvolti, dalla sanità alla scuola, dalle fabbriche alle poste, passando per giustizia, commercio, ministeri e vigili del fuoco.

Per tutti i settori coinvolti, lo stop previsto è dunque di otto ore o per l'intero turno di lavoro.  
Escluso del tutto il trasporto ferroviario che, accogliendo le rilevazioni del Garante scioperi, era stato già sfilato dalla lista dei settori aderenti alla mobilitazione nel rispetto della 'regola dei dieci giorni'.I treni sono dunque garantiti. Lo stop per gli aerei, compresi i controllori di volo e servizi di terra, sarà dalle 10 alle 14.

Per bus, metro e tram così come per navi e traghetti, invece, sarà dalle 9 alle 13.  Previsti manifestazioni, comizi e cortei in tutta Italia, con il leader della Cgil Maurizio Landini che scenderà in piazza con i lavoratori a Bologna, e il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri che sarà invece a Napoli. Dietro la proclamazione dello sciopero generale si è consumato un vero e proprio braccio di ferro, tra sindacati e Mit, che si è concentrato sul settore del Tpl.La convocazione di Cgil e Uil al Mit, il 26 novembre, si è conclusa con la decisione del ministro Salvini di firmare la precettazione per ridurre l'orario della protesta a 4 ore, come chiesto anche dalla Commissione di garanzia sugli scioperi che aveva evidenziato "il fondato pericolo di un pregiudizio grave ed imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati".

Per Cgil e Uil le rilevazioni del Garante sarebbero frutto della scelta di "obbedire ai diktat del ministro Salvini".I due sindacati, confermando le ragioni e le modalità della mobilitazione e ribadendo a più riprese di aver rispettato le regole, hanno così scelto la strada del ricorso al Tar, chiamato ora a pronunciarsi sulla precettazione. Dalle parti dei sindacati però non si respira ottimismo sulla possibilità di avere un responso dal Tar prima dello sciopero, i tempi in effetti sono davvero stretti.

Tutto può succedere, certo, ma nel più probabile caso in cui il Tar dovesse pronunciarsi a posteriori, lo sciopero di domani nel Tpl sarà dunque di quattro ore e l'esito del Tribunale "sarebbe un contentino" utile per fare, per così dire, giurisprudenza, senza ulteriori conseguenze. Nel frattempo, Salvini ha fatto sapere di essere "determinato a garantire quanti più mezzi di trasporto possibili, nonostante lo sciopero di domani e le iniziative giudiziarie annunciate dai sindacati".Per Salvini, si legge in una nota del Mit, "la priorità è sempre e solo l’interesse dei cittadini: soltanto sui convogli di Trenord, per esempio, la precettazione garantirà il servizio per quasi mezzo milione di viaggiatori.

A proposito di voli, invece, la precettazione ha reso disponibili centinaia di aerei che invece sarebbero rimasti a terra". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Canone Rai, Forza Italia attacca: “Lega si dia una calmata, Salvini parac…”

0

(Adnkronos) – Dopo la spaccatura sul Canone Rai, "non serve una verifica di governo ma si deve tornare a rispettare il programma sottoscritto con gli elettori e fare le cose condivise".Con queste parole Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia e vice-capogruppo vicario alla Camera, intervistato da Affaritaliani.it, parla delle ultime tensioni nel governo e nella maggioranza soprattutto con la Lega. Però proprio i leghisti dicono che lo Ius Scholae che Forza Italia ha proposto non è nel programma di governo… "Falso.

Al punto sei del programma elettorale con il quale abbiamo vinto le elezioni nel 2022 c'è il principio generale di una migliore integrazione degli stranieri regolari in Italia.Ed è proprio la nostra proposta che abbiamo chiamato Ius Italiae.

Poi Salvini, passatemi il termine, fa un po' il 'paraculetto' e dice che nel programma c'è anche la riduzione della pressione fiscale per difendere l'emendamento bocciato sul canone Rai.Ma quella mancetta di 0,50 euro a cittadino che avremmo regalato anche ai super-ricchi sarebbe costata 450 milioni di euro agli altri contribuenti.

Noi diciamo invece di usare quelle risorse per ampliare la platea delle persone che potranno beneficiare della riduzione dell'Irpef, per eliminare la sugar tax o per aumentare le pensioni minime.Tutti obiettivi condivisi e scritti nel programma di governo". In molti nella Lega, pur senza dichiararlo, pensano che Forza Italia abbia votato contro il taglio del canone Rai per difendere Mediaset e i figli di Berlusconi… "Falso anche questo.

La Lega con il suo emendamento non proponeva di abbassare o aumentare il tetto pubblicitario della Rai ma di tagliare il canone, non c'entra assolutamente niente.E comunque l'aumento del tetto pubblicitario per la Rai non danneggerebbe Mediaset ma tutto il sistema editoriale italiano.

Anzi forse Mediaset meno di tutti.Chi dice queste cose è solo perché vuole confondere le carte e tentare di buttare la palla in tribuna.

La Lega voleva far risparmiare 50 centesimi al mese a persona creando un buco di 450 milioni alla Rai che poi sarebbe dovuto essere risanato dallo Stato altrimenti la tv pubblica sarebbe fallita.Pensiamo solo che la sugar tax vale 250 milioni di euro e sta terrorizzando l'intero sistema produttivo italiano di quel settore.

Usiamo i soldi per le priorità e tra queste non c'è certo l'abolizione del canone Rai".Un messaggio alla Lega? "Si dia una calmata, abbassi i toni e torniamo a parlarci di più", conclude Nevi. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’indagine, su Hiv ancora scarsa informazione pochi test e tanto stigma

0

(Adnkronos) – Sul tema dell’Hiv, gli italiani si sentono informati, ma non troppo: il 57,3% afferma di esserlo molto o abbastanza, ma solo il 10,6% afferma di saperne ‘molto’.E si vede.

C’è ancora confusione sulla trasmissione del virus: il 14,5% pensa che sia sufficiente baciare una persona con Hiv in modo appassionato, l’11,8% usare i bagni in comune con persone con Hiv, il 16,6% essere punti da una zanzara che prima ha punto una persona con Hiv o respirare l’aria respirata da una persona con Hiv (5,2%).Questa scarsa consapevolezza porta a sottovalutare il pericolo – il 63% si sente a rischio ‘nullo’ – e a non fare il test, eseguito solo dal 29,3% di quanti dicono di conoscere il virus.

Poca informazione anche sulle strategie di prevenzione e profilassi pre-esposizione (Prep), conosciuta solo dal 6,7%, e dei servizi che si possono trovare nei checkpoint (43,5%), presidi territoriali di cui il 56,5% non conosce l’esistenza. È il quadro che emerge da un’indagine demoscopica realizzata da AstraRicerche per Gilead Sciences su un campione di oltre 1.500 persone fra i 18 e i 70 anni, i cui dati sono riportati all’interno del Libro Bianco ‘Hiv.Le parole per tornare a parlarne”, presentato oggi a Roma in occasione dell’evento ‘Hiv.

Dalle parole alle azioni.Insieme per porre fine all’epidemia’.  Realizzato con il contributo di clinici, associazioni e rappresentanti delle Istituzioni – spiega una nota – il libro bianco parte da 4 parole chiave – prevenzione, stigma, checkpoint e qualità di vita – e ha lo scopo di riportare l’attenzione sull’Hiv, di riprendere il dibattito su problematiche ed esigenze ancora presenti e di proporre azioni concrete nella lotta a questa infezione.

Il libro e l’evento si inseriscono nell’ambito della campagna ‘Hiv.Ne parliamo?’ iniziativa promossa da Gilead Sciences con il patrocinio di 17 Associazioni di pazienti, la Società italiana di malattie Infettive e tropicali (Simit) e l’Italian Conference on Aids and Antiviral Research (Icar). Ogni anno, secondo l’istituto superiore di sanità ci sono oltre 2 mila nuove diagnosi, a indicare quanto sia fondamentale tornare a parlare di prevenzione: il 60% arrivano tardivamente, cioè quando le loro condizioni di salute erano già compromesse e spesso già in presenza di sintomi o di malattia conclamata. “In Italia si stima vi siano ancora più di 10 mila persone che non sanno di avere il virus – afferma Andrea Antinori, direttore dipartimento Clinico, Istituto nazionale per le Malattie infettive Lazzaro Spallanzani Irccs di Roma – Per riuscire a mettere in campo delle strategie di prevenzione efficaci, che consentano di far emergere questo sommerso e bloccare di conseguenza la catena dei contagi, dobbiamo lavorare sulla cultura della percezione del rischio, incentivando l’utilizzo degli strumenti di prevenzione a nostra disposizione, come il test dell’Hiv, il profilattico e la profilassi farmacologica, aumentando la capillarità di azione, moltiplicando e sostenendo i checkpoint, anche e soprattutto con risorse pubbliche; abbiamo insomma bisogno di un esercito di stakeholder in cui ognuno faccia la sua parte”. Aver smesso di parlare di Hiv significa che non sono passate, nella popolazione generale, alcune verità scientifiche, come quella che si indica con la sigla U=U (Undetectable=Untransmittable): le persone con Hiv che hanno la carica virale non rilevabile non possono trasmettere il virus.

Un concetto fondamentale che conosce solo il 22,9% della popolazione, come risulta dall’indagine di AstraRicerche. “L’efficacia delle terapie, e quindi un concetto come U=U, sono strumenti potenti anche contro lo stigma che purtroppo ancora oggi circonda chi vive con Hiv – sottolinea Davide Moschese, dirigente medico presso il dipartimento di Malattie infettive Ospedale Luigi Sacco di Milano – È innegabile, infatti, che lo stigma sia legato anche al timore di trasmissione del virus.Lo stigma non solo non va sottovalutato, ma è fondamentale combatterlo tramite la divulgazione corretta delle conoscenze scientifiche, per aumentare la consapevolezza sui propri comportamenti, favorire l’aderenza alle terapie e abbassando così il muro dell’isolamento sociale”. Informazione, possibilità di eseguire il test, di accedere alla Prep supporto psicologico e possibilità di confronto fra pari. È quanto si può trovare nei checkpoint, luoghi gestiti dalla comunità per la comunità, che svolgono un ruolo fondamentale sul territorio, raggiungendo anche chi ha difficoltà a rivolgersi al servizio sanitario.

Una realtà poco conosciuta – secondo l’indagine AstraRicerche solo il 43,5% ne ha ‘sentito parlare’, mentre il 56,5% non ne conosce l’esistenza – e scarsamente riconosciuta dalle Istituzioni nonostante il servizio offerto a persone che non si sarebbero altrimenti rivolte alla sanità pubblica.  “Il checkpoint – chiarisce Daniele Calzavara, Coordinatore Milano Check Point Ets – è un luogo aperto, inclusivo, sicuro, privo di discriminazioni, fatto dalla comunità per la comunità.L’aspetto comunitario è ciò che lo differenzia dagli altri servizi per la salute sessuale pubblici e istituzionali, che hanno un approccio verticale, dal medico verso l’utente.

Al contrario, nel checkpoint gli interventi e le relazioni sono orizzontali, fra persone alla pari, l’operatore e l’utente parlano e interagiscono sullo stesso livello”.Aggiunge Filippo Leserri, Presidente Plus Roma: “Il checkpoint è un avamposto della prevenzione, una postazione privilegiata per poter arrivare alle persone in maniera efficace.

Il lavoro di ascolto e di informazione che qui viene fatto ribalta la prospettiva della prevenzione: il nostro obiettivo non è solo quello di combattere le infezioni, ma anche di consentire alle persone di vivere la loro sessualità in maniera libera e consapevole, e così ridurre la diffusione del virus.Il nostro assunto è che il sesso, come ogni piacere, potrebbe comportare dei rischi, che tuttavia possono essere limitati scegliendo, tra tutti gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione, quello che risponde meglio ai propri bisogni”.  Secondo il presidente Plus – Rete persone Lgbt+ Sieropositive Aps, Sandro Mattioli: “Da tempo sosteniamo la necessità di una legge regionale che chiarisca cos'è un checkpoint, ne definisca il perimetro di azione nella logica della sussidiarietà orizzontale con le istituzioni pubbliche e, considerando che l’attività primaria è di tipo sociale, precisi le regole per la parte di attività sanitaria.

Purtroppo, come sappiamo bene, l’Hiv è oggi un tema di scarso interesse politico” . C’è quindi scarsa conoscenza dell’Hiv e poca consapevolezza delle difficoltà che le persone che convivono con il virus devono affrontare ogni giorno, sia dal punto di vista dello stato di salute sia da quello della vita sociale.La diagnosi tempestiva e l’aderenza alle terapie consentono alle persone con Hiv di avere una aspettativa e una qualità di vita simile a quella di chi non ha il virus: un risultato impensabile solo qualche decennio fa, che oggi apre però nuove questioni in termini di qualità di vita. “Quello della qualità di vita è un concetto multidimensionale che necessita di un approccio personalizzato e paziente-centrico – osserva Anna Maria Cattelan, direttore Uoc Malattie infettive Azienda ospedaliera universitaria di Padova – Solo attraverso il dialogo tra persona con Hiv e medico – purtroppo ancora non ottimale – si possono esplorare aspetti come l’affettività, le problematiche psicologiche-sociali o la salute sessuale che sono parte integrante della qualità di vita.

Serve dunque un approccio integrato e multidisciplinare che preveda la presenza anche di altre figure come l’infermiere, lo psicologo e l’assistente sociale, per trattare il tema sotto ogni aspetto”. A tale proposito, “da sempre il nostro impegno è stato quello di costruire un futuro libero dall’Hiv – conclude Frederico Da Silva, General Manager e Vice President di Gilead Sciences Italia – Oggi però questa epidemia appare dimenticata, uscita dal dibattito pubblico.Ecco perché riteniamo che sia cruciale continuare ad impegnarci per garantire innovazione terapeutica nella prevenzione, trattamento e cura dell’Hiv e fondamentale collaborare con la comunità scientifica, le associazioni e le istituzioni, per far sì che si torni a parlarne.

Ma non basta, dobbiamo farlo con linguaggio rinnovato e diverso per contribuire a raggiungere quanto prima l’obiettivo Unaids di porre fine a questa infezione, per tutti e in tutto il mondo”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Poste, accordo azienda-sindacati: più di 7.500 tra stabilizzazioni e assunzioni

0

(Adnkronos) – Primo accordo tra Poste italiane e sindacati su assunzioni, stabilizzazioni, politiche attive, organizzazione e indennità.Il testo è stato siglato dall’azienda con Cisl Slp, Confsal Comunicazioni, Failp Cisal e Fnc Ugl.

Al tavolo erano presenti anche Cgil e Uil che non hanno firmato l’intesa. Di un accordo “molto importante e positivo" parla il leader della Cisl Luigi Sbarra ricordando le "7.548 assunzioni a tempo indeterminato.E’ la prova concreta che il dialogo sociale ed il confronto responsabile pagano, rispetto ad una linea esclusivamente protestataria ed antagonista”.  "Di queste assunzioni, 5.948 lavoratori saranno impegnati nel settore della logistica, mentre 1.600 saranno destinati alla rete postale e commerciale.

Abbiamo raggiunto un grande risultato insieme alle altre sigle sindacali firmatarie di questo accordo con l’azienda.Voglio ricordare che tutti insieme rappresentiamo l’80% dei lavoratori di Poste Italiane, con la Cisl da sola che raccoglie il 60%”, ha sottolineato il segretario generale del Slp Cisl Raffaele Roscigno. "Abbiamo stabilito e quantificato che, nel triennio 2024-2026, la rete postale sarà composta da una media di 32.000 addetti, garantendo così stabilità e continuità operativa.

Altresì ben 786 lavoratori attualmente con contratto part-time avranno la possibilità di trasformarlo in contratto full-time, garantendo loro maggiore sicurezza e prospettive di crescita", ha aggiunto. "Questi risultati rappresentano un passaggio importante per la tutela e lo sviluppo dell’occupazione all’interno di Poste Italiane.Il confronto ha pagato.

Al tavolo erano presenti anche Cgil e Uil che non hanno firmato l’intesa.La Slp-Cisl continuerà a vigilare e a lavorare per il benessere dei lavoratori e la valorizzazione del loro impegno quotidiano”, ha concluso Roscigno. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)