Home Blog Pagina 815

Ergastolo a Turetta, Gino Cecchettin: “Non mi aspetto scuse”

0

(Adnkronos) –
"Non mi aspetto scuse.L'ergastolo?

La sentenza non cambia nulla".Gino Cecchettin, papà di Giulia, si esprime così dopo la sentenza di condanna all'ergastolo per l'ex fidanzato Filippo Turetta. "Abbiamo perso tutti come società.

Nessuno mi ridarà indietro Giulia, non sono né più sollevato, né più triste rispetto a ieri. È chiaro che è stata fatta giustizia, ma dovremmo fare di più come esseri umani.Oggi siamo qui per un percorso legale, non è questa la sede per onorare Giulia", aggiunge.  E a chi gli chiede se in aula si aspettasse le scuse dell'imputato, la replica è secca: "Non mi aspettavo le scuse, non mi aspetto scuse, il mio percorso è un altro.

Io ho perso tutto, quindi andrò avanti con il mio percorso.Oggi era una tappa dovuta per rispettare quelle leggi che ci siamo dati come società civile.

Questa tappa è stata raggiunta e adesso si va avanti cercando di non ritrovarci ancora qui con un altro papà, altri giornalisti e con un'altra Giulia".   “Penso che la violenza di genere non si combatta con le pene, ma con la prevenzione.Come essere umano mi sento sconfitto, come papà non è cambiato nulla”.

Lo afferma Gino Cecchettin, papà di Giulia, dopo la sentenza con cui l’ex fidanzato Filippo Turetta è stato condannato all’ergastolo per omicidio aggravato dalla sola premeditazione.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fanelli (Haleon): “Self-care risorsa per Ssn con 5 mld anno di risparmi”

0

(Adnkronos) – Il self-care, utilizzando l'espressione dell'Organizzazione mondiale della sanità, è "tutto quello che ciascuno di noi può fare per prendersi cura della propria salute.Visto così è un mondo estremamente ampio e variegato" a cui appartengono prodotti come "il farmaco da banco che non richiede prescrizione medica (Otc), gli integratori alimentari, i supplementi e tutti i prodotti che si prendono cura della salute, come i prodotti per l'igiene orale.

E' un mercato che in Italia vale circa 7,5 miliardi di euro, in crescita, e che ha preso sempre più piede e importanza dopo la pandemia.Dal punto di vista economico, solo l'utilizzo dei farmaci da banco genera un risparmio di circa 5 miliardi di euro all'anno per il sistema sanitario italiano.

Questo grazie a circa 137 milioni di disturbi minori autogestiti dai cittadini con il supporto di prodotti che hanno così evitato inutili accessi ai servizi medici di base o al pronto soccorso".Così Davide Fanelli, General Manager Southern Europe, Haleon, all'Adnkronos Salute, spiega il ruolo del settore il cui valore va al di là di quello economico. (VIDEO) "Il self-care presenta numerosi vantaggi sia diretti che indiretti – continua Fanelli – Dal punto di vista diretto, una buona salute individuale contribuisce a una società più produttiva e sostenibile: una persona sana, infatti, può partecipare attivamente alla vita sociale e lavorativa, supportando anche la propria famiglia.

Al contrario, una persona malata comporta costi elevati per il sistema sanitario e una riduzione del benessere collettivo.Un ulteriore vantaggio – illustra – è legato alla sostenibilità del sistema sanitario.

In un contesto caratterizzato dall'invecchiamento della popolazione, dalla diffusione delle malattie croniche e dalla carenza di personale sanitario, il self-care può alleggerire la pressione sul sistema, consentendo una gestione autonoma delle problematiche minori e alla prevenzione di possibili peggioramenti.Tuttavia, questo richiede un cambio di paradigma, considerando che oggi solo il 2% delle risorse sanitarie è destinato alla prevenzione, mentre il 98% è focalizzato sulla cura delle patologie.

Un maggiore investimento sulla prevenzione – rimarca – potrebbe evitare l'insorgenza di molte malattie o consentirne una gestione precoce, migliorando così la qualità della vita e riducendo i costi complessivi per il sistema sanitario". Haleon "è leader mondiale nel settore del self-care e opera per sviluppare soluzioni che rispondano ai bisogni delle persone, con un'attenzione particolare anche agli aspetti sociali – sottolinea il general manager – Uno dei focus principali dell'azienda è lo studio delle dinamiche che influenzano la salute della popolazione.Ad esempio, ha sviluppato strumenti come Haleon Pain Index, per monitorare l'evoluzione delle problematiche legate al dolore e al suo impatto sulla qualità della vita dei cittadini, e un indice di inclusività, che valuta l'accessibilità ai sistemi sanitari a livello globale". In Italia "l'obiettivo principale – chiarisce Fanelli – è rendere il sistema salute più accessibile e sostenibile, promuovendo la diffusione del self-care attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori del settore, tra cui istituzioni, farmacie e pazienti.

Un altro pilastro è l'utilizzo della capillare rete di farmacie italiane, accessibili 7 giorni su 7, per portare il self-care nella quotidianità delle persone.La mia priorità, in linea con la visione aziendale – conclude – è mettere le persone al centro.

La nostra missione, espressa nella frase 'Deliver better health with humanity', si concentra sul comprendere le esigenze della popolazione e sviluppare prodotti e servizi per rispondere a queste necessità.Questo approccio umanistico è il cuore della strategia, sia in Italia che nel resto del mondo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Logistica, Trans.eu Group Italia: “Offriamo tecnologia per ottimizzare flussi logistici”

0

(Adnkronos) – "Siamo una società polacca, nata vent'anni fa, che offre tecnologia per l'ottimizzazione dei flussi logistici nel mondo del trasporto, soprattutto su gomma.Oggi siamo in Alis in quanto facciamo parte del gruppo direttivo dell’associazione.

Per noi è importante partecipare a questo evento anche perché stiamo sviluppando diversi progetti tecnologici per l'ottimizzazione dei flussi di alcune aziende membri di Alis".Con queste parole Nicolò Calabrese, responsabile di Trans.eu Group Italia, è intervenuto in occasione dell’Assemblea generale di Alis – Associazione logistica dell'intermodalità sostenibile, presso l’Auditorium della Conciliazione a Roma. Con la stessa Alis, prosegue Calabrese: "Stiamo sviluppando importanti temi legati alla digitalizzazione a livello locale, nazionale e internazionale.

Contiamo, inoltre, circa 40mila aziende che già utilizzano la nostra piattaforma e con la nostra tecnologia, transitano circa 12 milioni di offerte di trasporto di carichi tutti gli anni", le sue parole.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verona, 27enne trovata impiccata nella doccia: indagato il compagno per omicidio

0

(Adnkronos) – La Procura di Verona indaga per omicidio il quarantenne compagno della donna di 27 anni trovata impiccata domenica sera nella doccia di casa a Caldiero (Verona).Secondo il racconto dell’uomo ai carabinieri, la donna si sarebbe suicidata con il flessibile della doccia, ma le circostanze erano apparse sin da subito ‘sospette’ agli inquirenti.  Sul corpo della 27enne è stata disposta l’autopsia e l’iscrizione dell’uomo nel registro degli indagati gli permetterà di nominare dei suoi consulenti.

Anche l’appartamento di Caldiero è stato posto sotto sequestro.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Logistica, Esposto (Linde Italy): “Assemblea Alis momento di estrema importanza”

0

(Adnkronos) – "L'Assemblea Generale Alis è un momento di estrema importanza perché mette insieme istituzioni, politica e imprese.Questo connubio aiuta a stabilire un network che favorisce la lettura degli scenari futuri delle imprese nel settore della logistica e del mercato.

E’ per questo un appuntamento assolutamente utile, necessario, importante e organizzato in modo impeccabile ed estremamente professionale dal Presidente e dal suo staff".Lo afferma Luca Esposto, vice president Sales & after sales di Linde Italy, in occasione dell’Assemblea Generale di Alis – Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile, svoltasi presso l’Auditorium della Conciliazione a Roma. Quelli offerti dall’Assemblea Alis "sono momenti di profonda riflessione, che ci aiutano a pianificare a livello anche aziendale le azioni, le iniziative e le strategie del futuro", conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parma, carabiniere aggredito con ascia e piccone da una 23enne

0

(Adnkronos) –
Un carabiniere della Dia di Bologna è stato aggredito con ascia e piccone da una ragazza di 23 anni, mentre si trovava a bordo di un treno regionale.L’agente della Direzione Investigativa Antimafia era salito sul convoglio in abiti borghesi, al termine del proprio turno di lavoro, quando è dovuto intervenire in aiuto al capo treno per identificare la passeggera, sorpresa senza il titolo di viaggio.

Fin da subito la giovane si è mostrata infastidita dal controllo, ha iniziato a inveire ad alta voce contro il carabiniere, gli ha rivolto diversi sputi e ha tentato di colpirlo con pugni e calci.La situazione è ulteriormente degenerata quando la 23enne ha estratto dalla propria borsa un’ascia e un piccone, minacciando il militare e intimando il capotreno dall’avvicinarsi.

Vista la gravità della situazione, il carabiniere ha prima chiesto agli altri passeggeri presenti di abbandonare la carrozza, poi si è gettato sulla ragazza, riuscendo a disarmarla.  Una volta raggiunta la stazione di Parma, l’uomo è stato aiutato dagli agenti della Polizia Ferroviaria, che hanno identificato la giovane, denunciandola per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e possesso ingiustificato di armi.L’ascia e il piccone usati per aggredire il carabiniere sono stati posti sotto sequestro, mentre è dovuto intervenire il personale del 118 per placare la 23enne. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Logistica, Tuccillo (Atlante Italia): “Fondamentale avere rapporto con associazioni come Alis”

0

(Adnkronos) – “Quello odierno è un evento per noi fondamentale.Siamo attivi nella transizione verso una mobilità sostenibile ed elettrica, ci occupiamo infatti di infrastrutturare un network di ricarica rapida e ultra rapida per veicoli elettrici nel Sud Europa, in Italia, Spagna, Francia e Portogallo.

E’ dunque fondamentale in questo momento storico particolare per l'industria automotive avere un rapporto stretto con quelle che sono le associazioni di categoria, come Alis, che mettono in contatto privato e pubblico”.Lo afferma Gabriele Tuccillo, amministratore delegato di Atlante Italia, in occasione dell’Assemblea Generale di Alis – Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile, svoltasi presso l’Auditorium della Conciliazione a Roma.  “Quindi è fondamentale che ci sia una cooperazione pubblico-privato per raggiungere quelli che sono gli obiettivi che ci siamo dati come Europa – conclude – cioè una transizione verso un'energia pulita e una mobilità sostenibile”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Logistica, Caccamo (Indeed): “In prossimi 10 anni necessari 500mila lavoratori aggiuntivi”

0

(Adnkronos) – "Nei prossimi 10 anni sappiamo che nei campi della logistica della supply chain saranno necessari 500.000 lavoratori aggiuntivi a quelli presenti oggi nella forza lavoro.E ci sono tantissime nuove competenze di cui le aziende necessitano, soprattutto grazie alla spinta data da settori come la sostenibilità, la tecnologia, l'intelligenza artificiale, gli avanzamenti tecnologici.

Nei prossimi cinque anni già sappiamo che soltanto il 60% delle competenze verrà colmato dalle competenze presenti nei corsi di formazione per i giovani e per la forza lavoro”.Lo spiega Ilaria Caccamo, managing director di Indeed Italia e Iberia, in occasione dell’Assemblea Generale di Alis – Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile, svoltasi presso l’Auditorium della Conciliazione a Roma. “Nel comparto logistico e della supply chain in Italia in questo momento c'è grande fermento ed evoluzione – spiega Caccamo – è un momento di trasformazione e ci sono dei trend nel settore lavorativo che ci dicono che la necessità di trovare candidati è una problematica sempre più importante per le aziende.

Secondo l'Istat, entro il 2050 la popolazione in età da lavoro, quindi dai 15 ai 64 anni, calerà del 20%”. “Ci troviamo quindi in uno scenario in cui la carenza di talenti e di candidati sta impattando un settore che, nonostante sta progredendo nella sua evoluzione, rischia di essere rallentato dalla necessità di trovare appunto questi candidati.Quello della logistica è un settore importantissimo per l'economia del Paese – aggiunge – ed è importante riuscire ad aiutare tutte queste aziende a rimanere competitive sul mercato.

Ed è qui che si inserisce Indeed: noi siamo un'azienda di Hr tech, la tecnologia è alla base del nostro dna, lavoriamo con piattaforme digitali per aiutare le aziende a colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro, con tantissime analisi di dati le aiutiamo a realizzare dei piani personalizzati per andare a identificare le competenze dei candidati e accorciare i tempi di recruitment.Essendo un'azienda internazionale, poi, possiamo anche aiutare le aziende a selezionare candidati dall'estero”. “Indeed si inserisce quindi in un momento di forte bisogno di trasformazione per un comparto fondamentale per il nostro Paese e aiuta le aziende a rimanere competitive sul mercato.

Grazie alla piattaforma che Alis ci offre – conclude – possiamo entrare in contatto con le aziende e proporre il nostro supporto”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Ergastolo a Turetta sentenza giusta”: parlano i genitori di Pamela, Desiree e Michelle

0

(Adnkronos) – "Bene l'ergastolo per Filippo Turetta.Chi ha ucciso Giulia, Pamela, le nostre figlie, merita il carcere a vita, la vita che hanno tolto a donne giovanissime".

Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro uccisa a 18 anni e nascosta a pezzi in due valigie, commenta così all'Adnkronos la condanna all'ergastolo di Filippo Turetta. "L'ergastolo è d'altronde la pena di sofferenza eterna, quella senza sconti, cui loro stessi hanno condannato noi genitori". "Sono vicina alla famiglia di Giulia per questo primo risultato, perché poi ci saranno altri processi.Gli auguro di non perdere mai la speranza – continua – la forza di combattere, per ottenere giustizia per la figlia e per tutte le vittime come lei".  "Sicuramente è un capitolo della giustizia che per ora si chiude.

Certo, alla famiglia non restituisce nulla, solo tanto dolore", dice Barbara Mariottini, mamma di Desirée, la 16enne di Cisterna di Latina violentata e trovata morta in una struttura abbandonata a San Lorenzo, commentando la sentenza di oggi all'Adnkronos. "Giusto l'ergastolo per Filippo Turetta, la stessa pena che avrebbe dovuto prendere l'assassino di mia figlia che se l'è invece cavata con 20 anni di carcere perché minorenne al momento dell'omicidio", dice Gianluca Causo, il padre di Michelle Causo uccisa nel quartiere Primavalle di Roma e gettata in un carrello della spesa tra i rifiuti. "Certo, non capisco come sia stato possibile che non gli abbiano riconosciuto le aggravanti dello stalking e della crudeltà – continua all'Adnkronos – specie dopo i messaggi pressanti che mandava alla vittima, terrorizzata all'idea di non rispondere, e alle modalità con le quali poi l'ha uccisa, inseguendola per accoltellarla fino a gettarla in un dirupo.Che avrebbe dovuto farle?

Tagliarle un dito alla volta, affinché un giudice gli riconoscesse la crudeltà?". (di Silvia Mancinelli)  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Disabilità, Lega Filo d’Oro: “Riconoscere diritti persone sordocieche”

0

(Adnkronos) – In occasione della Giornata internazionale della disabilità, la Fondazione Lega del Filo d'Oro Ets rinnova il proprio impegno nel promuovere l'inclusione, l'autonomia e il pieno riconoscimento dei diritti delle persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale, oltre 360mila in Italia (lo 0,7% della popolazione).Una fascia non trascurabile di popolazione, spesso invisibile – riporta una nota – che rischia di essere confinata nell'isolamento imposto dalla propria disabilità a causa dell'assenza di efficaci processi di analisi dei loro bisogni specifici, delle barriere e delle disuguaglianze che sono costrette ad affrontare. (VIDEO) Nel 2004 – ricorda la Lega del Filo d'Oro – il Parlamento europeo ha riconosciuto per la prima volta la sordocecità come disabilità distinta, invitando gli Stati membri a garantire supporto adeguato in vari ambiti.

In Italia, la Legge 24 giugno 2010, n. 107 'Misure per il riconoscimento dei diritti delle persone sordocieche' ha recepito questa raccomandazione, ma nella pratica si è rivelata di difficile attuazione.Dopo 14 anni dalla promulgazione di questa legge, secondo l'Ente filantropico resta ancora molto da fare per superare le difficoltà applicative e tradurre questo riconoscimento in concreti strumenti di tutela.

Sebbene rappresenti un punto di partenza fondamentale – osserva – le sue limitazioni continuano a escludere molte persone dal pieno riconoscimento dei propri diritti.Attualmente, infatti, il riconoscimento della sordocecità rimane legato all'accertamento delle due distinte disabilità, escludendo, di fatto, dalla piena tutela legale le persone che, pur essendo non vedenti, siano diventate sorde dopo il dodicesimo anno di età, oppure, nate senza alcuna disabilità sensoriale, siano divenute sordocieche dopo i 12 anni di età. Per ovviare a tale criticità, il Consiglio dei ministri ha approvato lo scorso marzo il disegno di legge 'Semplificazioni-bis' che segna un'importante svolta: garantire il riconoscimento della sordocecità a tutte le persone che manifestano compromissioni totali o parziali combinate della vista e dell'udito, congenite o acquisite, a prescindere dall'età di insorgenza.

Tale misura si inserisce nel più ampio disegno di riforma avviato con la Legge delega per la disabilità (Legge 22 dicembre 2021, n. 227), che accompagnerà l'aggiornamento della definizione di sordocecità ad una semplificazione dei criteri e delle modalità di accertamento.Tuttavia, il disegno non si è trasformato in legge e le persone sordocieche sono ancora in attesa di risposte. "Questa Giornata ci coglie in un momento speciale, nel sessantesimo anno della nostra Fondazione, e rappresenta l'occasione per ribadire l'importanza del pieno riconoscimento dei diritti delle persone sordocieche.

Nonostante l'esistenza di una legge che teoricamente li riconosce, di fatto questo riconoscimento è ancora lontano – dichiara Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle persone sordocieche della Fondazione Lega del Filo d'Oro – Lo scorso marzo abbiamo presentato a Montecitorio un 'Manifesto', dove chiediamo proprio questo.Era stato anche presentato un disegno di legge, ma al momento non abbiamo ancora trovato l'accoglimento, perché il disegno non è divento legge.

Plaudiamo ai progressi compiuti con la legge delega 227/2021 e i suoi decreti attuativi, che introducono un nuovo linguaggio e strumenti di valutazione per cambiare la mentalità sulla disabilità.Tuttavia, per rendere questi strumenti realmente efficaci servono maggiori investimenti.

Facciamo quindi appello alle istituzioni, ai cittadini e ai nostri sostenitori affinché si impegnino insieme a noi".  Il Manifesto delle persone sordocieche – dettaglia la nota – chiede di aggiornare la normativa vigente per eliminare ogni barriera al riconoscimento dei diritti di chi non vede e non sente.Il documento evidenzia l'urgenza di politiche inclusive che vadano oltre la sfera sanitaria, includendo istruzione, lavoro e vita sociale. "E' necessario tradurre i principi in azioni concrete – afferma Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d'Oro – La nuova definizione di sordocecità e la semplificazione dei criteri di accertamento sono passi fondamentali per garantire pari opportunità a tutti coloro che vivono questa condizione.

La Giornata internazionale della disabilità ci ricorda che l'inclusione sociale è una responsabilità collettiva.La sfida del pieno riconoscimento della sordocecità come disabilità specifica non può fermarsi a un miglioramento dell'assistenza sanitaria e sociosanitaria, ma deve tradursi in politiche inclusive che garantiscano il diritto alla salute, all'istruzione, al lavoro, all'autodeterminazione e all'abbattimento delle barriere che ostacolano l'autonomia delle persone sordocieche.

Il rischio, altrimenti, è che i nuovi diritti e le nuove conquiste restino solo sulla carta".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Foti e Bignami al ‘primo giorno di scuola’, il neo ministro: “Emozionato? Faccio il mio dovere”

0

(Adnkronos) – Il 'primo giorno di scuola' per due big di Fdi.Tommaso Foti, che entra nella squadra di governo da ministro raccogliendo il pesante testimone di Raffaele Fitto, e Galeazzo Bignami, che lascia un posto da vice al ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini per subentrare a Foti alla guida del gruppo dei Fratelli d'Italia a Montecitorio. "Emozionato?

Faccio il mio dovere.Sono abituato all'Aula del Parlamento, lasciatemi almeno abituare…", ha risposto ai cronisti il neo ministro arrivando a Palazzo Chigi per il suo primo Cdm.

Concedendosi poi anche un siparietto con l'inviato di Striscia la notizia, Enrico Lucci. "A Tomma', t'hanno fatto ministro.In questo Paese chiunque può diventare ministro…", lo ha punzecchiato l'ex Iena, incassando la replica pronta di Foti: "Se tu fai il giornalista, io posso fare il ministro…". Poi, a Cdm in corso, è arrivata la novità, quanto meno per la stampa.

La premier Giorgia Meloni, ha infatti reso noto Palazzo Chigi, ha deciso di tenere a sé la delega per il Sud, 'sfilandola' al neo ministro, un emiliano doc.Per lui nessuna battuta d'arresto, sia chiaro, perché dando il la al Cdm e il 'benvenuto' a Foti, Meloni ha subito ostentato la sua piena fiducia nel 'compagno di squadra' arrivato a campionato già avviato: Tommaso è un parlamentare di lungo corso con grande esperienza alle spalle e ha sempre avuto un grande rispetto per le istituzioni.

Non a caso, c'è stata l'unanimità sulla sua 'promozione' a 'Mister Pnrr': Non ho avuto nessuna indicazione contraria alla sua nomina…, ha assicurato.  Posto che trovi e posto che lasci.Quello di capogruppo Fdi a Montecitorio è stato ereditato da un altro fedelissimo della premier, Bignami.

Il passaggio di testimone è stato ufficializzato da un'assemblea di Fdi che ha 'incoronato' il neo presidente per acclamazione. "Cosa ho chiesto ai deputati?Di starmi vicino, perché è importante che si lavori tutti assieme.

Credo sia questa la cosa che era più importante dire ed è quello che mi aspetto che avvenga", ha detto Bignami ai cronisti lasciando l'assemblea, in barba a chi, in queste ore, lo ha descritto come un 'divisivo'.Il neo capogruppo non mostra nessun rammarico per il posto lasciato al Mit. "L'esperienza di governo è certamente un'esperienza entusiasmante – ha riconosciuto – ma è altrettanto entusiasmante guidare il gruppo, in un'azione già tracciata dal presidente Foti che credo sia un punto di riferimento per tutti noi.

Oggi è stato chiamato a svolgere il ruolo di ministro al Pnrr, dove l'Italia ha ottenuto risultati ineguagliati dalle altre Nazioni a dimostrazione della positività del governo Meloni anche in un contesto internazionale".E a chi gli chiede se il suo predecessore gli abbia dato dei consigli, l'ormai ex viceministro dei Trasporti risponde: "Sì me li ha dati, me li dà da quando ero piccolo…".

Bignami oggi dovrebbe passare a Palazzo Chigi per consegnare dei dossier relativi al suo ormai ex ministero.Dove Fdi intende rimpiazzarlo al più presto: "è un dicastero fondamentale, è necessario ci sia anche la nostra presenza", spiega un esponente di peso. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fabio Volo a Belve: “La sessualità? Ho sperimentato quella più spinta, un po’ di gente insieme”

0

(Adnkronos) – Tra gli ospiti della terza puntata di 'Belve' ci sarà Fabio Volo che in un’intervista inedita, intima e profonda lancia frecciatine a chi lo ha criticato in passato.L'appuntamento è questa sera, martedì 3 dicembre, su Rai 2 con il programma cult ideato e condotto da Francesca Fagnani. “Il pubblico la legge ma la critica la ignora” lo incalza subito Fagnani. “Magari mi ignorasse” risponde Volo. “Perché?” insiste Fagnani. “Non penso sia legato a quello che scrivo, ma a quanto ho venduto: 9 milioni di copie in 24 lingue nel mondo.

Ci sono libri di miei colleghi molto più brutti dei miei, ma nessuno li critica”. “Lei non aspira a vincere il premio Strega?” lo stuzzica Fagnani. “Dovrei prendere casa e vivere al Pigneto per vincere lo Strega” replica Volo. Nello studio di Belve, Volo racconta le tappe della sua carriera dalla “bolla di povertà” in adolescenza fino al successo.Non esita a paragonarsi a Ulisse e a Superman, a Marinetti e Dante, di sé dice di essere “strafottente” e “corteggiatore”. “È seduttore?” chiede Fagnani. “Mi piace sedurre – risponde Volo – ma questo non vuol dire che porto a casa il risultato.

Anche adesso mi piacerebbe sedurti.Poi non succede niente, non è che domani ti scrivo.

Aspetto che mi scrivi tu”.  “A trasgressioni come siamo messi?” chiede la giornalista. “In passato ho sperimentato, magari una sessualità un po’ più spinta tipo un po’ di gente insieme” dice con un sorriso. “Ho una sessualità molto libera, per cui la pornografia non è interessante.Non ho perversioni, non metto i tacchi a spillo, ma mi piace il gioco quello sì”.  “Da anni è impegnato in percorso di spiritualità” chiede Fagnani. “Per un mese ho vissuto nella foresta amazzonica” e “lì attraverso meditazioni profonde con uno sciamano sono stato portato a un punto della mia vita dove ho avuto una visione e ho incontrato me stesso a 25 anni: ci siamo parlati e abbracciati”, rivela lo scrittore. “Quando sono nella fase creativa posso scrivere ovunque”, però “poi c’è un momento dove la creatività è più intima e lì non mi lavo” racconta Volo. “Adesso è nella fase creativa?” chiede ironicamente Fagnani. “Posso avvicinarmi?” risponde Volo, che si alza dallo sgabello per avvicinarsi con un finale tutto da vedere.   Momenti di tensione quando la conduttrice ricorda allo scrittore le dure parole nei confronti di Ariana Grande. “Parole che non rivendicherei” osserva la giornalista. “Quella cantante parla a bambini che non capiscono la sessualità.

Non la ritengo una cosa giusta”, ribatte Volo. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Napoli, botta e risposta. Marotta: “Loro favoriti”. Conte: “Hanno due squadre”

0

(Adnkronos) –
Botta e risposta in salsa scudetto.Tra la serata di ieri e la giornata di oggi, Napoli e Inter, due tra le squadre favorite per la vittoria finale, si sono scambiate frecciate a vicenda.

A margine del Gran Galà del Calcio, in cui i nerazzurri hanno fatto il pieno di premi, ci ha pensato il presidente Giuseppe Marotta a mettere pressione alla squadra partenopea, attualmente capolista con 32 punti conquistati: "Credo che il Napoli sia favorito alla vittoria per merito", ha detto l'ex dirigente della Juventus, "è normale che stiano facendo bene: hanno un allenatore vincente e una squadra forte, penso possano arrivare fino in fondo lottando per il titolo". Le parole del presidente dell'Inter non sono passate inosservate.Oggi, nella conferenza stampa alla vigilia degli ottavi di Coppa Italia contro la Lazio, ci ha pensato il tecnico azzurro Antonio Conte a rispondere al suo ex dirigente: "Il direttore può dire quello che vuole.

Lo conosco e non penso che sarebbe contento se l’Inter non dovesse vincere lo scudetto.L’Inter ha due squadre e tre quarti, stiamo parlando del nulla cosmico".  "Si stanno concentrando tanto su di noi e magari non vedono altro.

Queste parole se le porta via il vento.Penso che ognuno di noi sa bene quali obiettivi siano stati raggiunti oppure no, al di là delle dichiarazioni", ha continuato Conte, "noi dobbiamo rispondere alle ambizioni e agli obiettivi del nostro club.

Ognuno di noi conosce quale sia il traguardo da raggiungere.Quello del Napoli è stato fissato dal presidente.

Ripeto, non penso che Marotta sarebbe contento se non dovesse vincere il campionato, magari qualcuno dall’interno lo spinge a fare certe dichiarazioni". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner e doping, Kyrgios attacca ancora: “Basta imbrogli”

0

(Adnkronos) – La battaglia di Nick Kyrgios contro Jannik Sinner non si ferma.Il tennista australiano ha ormai intrapreso una crociata personale contro quei giocatori accusati di doping, riservando attenzioni particolari all'azzurro numero 1 del mondo. Anche oggi, Kyrgios si è messo in evidenza sui social con una serie di post e di risposte in conversazioni che coinvolgono utenti sempre critici verso l'azzurro.

Kyrgios, che dovrebbe tornare in campo nel 2025 dopo un periodo di inattività, ha commentato su X il post di un tifoso che ironicamente si augurava che Clostebol e trimetazidina, ovvero le sostanze a cui sono risultati positivi Sinner e Iga Swiatek, diventassero legali per tutti gli atleti, così da garantire lealtà ed equità nella competizione.  Un tweet chiaramente polemico, a cui Kyrgios ha risposto così: "No grazie.Sarebbe meglio non ci fossero persone che imbrogliano e si possano così guardare allo specchio sapendo di aver ottenuto risultati senza imbrogli".

Il tutto accompagnato da un'eloquente emoticon che piange.  A poche ore di distanza, Kyrgios ha condiviso un altro tweet, questa volta di un utente che si domandava perché Andy Roddick fosse "a favore del doping".Il riferimento è ad alcune dichiarazioni dell'ex tennista, che aveva indicato l'Italia di Jannik Sinner come "un esempio da seguire".

L'utente suggeriva che lo stesso Roddick utilizzasse "creme magiche", una supposizione condivisa dall'australiano, che ha postato il messaggio sul proprio profilo aggiungendoci "probabilmente", accompagnandolo a una risata. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turetta, Gino Cecchettin dopo la sentenza: “Non cambia nulla, ho perso tutto” – Video

0

(Adnkronos) – "Come essere umano mi sento sconfitto, come papà non è cambiato nulla".Gino Cecchettin, papà di Giulia, si esprime così dopo la sentenza con cui Filippo Turetta è stato condannato all’ergastolo per omicidio aggravato dalla sola premeditazione. "Penso che la violenza di genere non si combatta con le pene, ma con la prevenzione.

Come essere umano mi sento sconfitto, come papà non è cambiato nulla", dice Cecchettin. Si aspettava scuse in aula da Turetta? "No, assolutamente.Non mi aspetto scuse, il mio percorso è un altro.

Io ho perso tutto, andrò avanti con il mio percorso.Oggi era una tappa dovuta per rispettare le leggi che ci siamo dati".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, inaugurata la nuova sede dell’Accademia Costume e Moda all’Esquilino

0

(Adnkronos) – Si tiene oggi la conferenza stampa d’inaugurazione della nuova sede di Accademia Costume & Moda (Acm), situata negli storici locali degli Ex Magazzini allo Statuto (Mas), affacciati su piazza Vittorio, in Via Pellegrino 10/12.La struttura, di proprietà del Fondo Infrastrutture per la Crescita – Esg di Azimut Libera Impresa Sgr, è stata oggetto di una profonda riqualificazione con impatti positivi sulla rigenerazione urbana dello storico quartiere di Roma.

Con un’importante operazione di restauro conservativo iniziata a fine 2022, Acm e il Fondo Infrastrutture per la Crescita – Esg (Fondo Ipc) di Azimut Libera Impresa Sgr, hanno restituito al rione Esquilino uno spazio simbolo della rigenerazione urbana e culturale che, con la riapertura dell’edificio umbertino di fine Ottocento, dimostra come il patrimonio storico possa essere riqualificato per soddisfare le esigenze contemporanee di valorizzazione e digitalizzazione.  Nel corso della conferenza stampa, che si svolge negli spazi del nuovo Campus, intervengono: il Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri; la Presidente del Municipio Roma I Centro Lorenza Bonaccorsi; l’Assessore alla Cultura, Scuola, Sport e Politiche Giovanili del Municipio Roma I Centro Giulia Silvia Ghia e l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato.Insieme a loro, il Presidente e ceo di Accademia Costume & Moda A.

Lupo Lanzara e Furio Francini; e l’Amministratore delegato Real Estate e Infrastrutture di Azimut Libera Impresa Sgr Andrea Cornetti.L’apertura della nuova sede è stata possibile grazie al Fondo Ipc, dedicato ad investimenti nelle infrastrutture sociali e sottoscritto da 26 primari investitori istituzionali principalmente di natura previdenziale, che ha acquisito la struttura e realizzato in circa 24 mesi di lavori, il complesso progetto di restauro conservativo, curato dallo Studio Kami Architecture & Engineering e con il supporto dello Studio di Architettura DDArch, consentendo ad Acm l’avvio delle attività nel nuovo Campus a partire dall’anno accademico 2024/2025.

Il progetto di rifunzionalizzazione dell'edificio ex Mas si distingue come un esempio di profondo rispetto e valorizzazione del genius loci.Gli elementi storici sono stati recuperati e valorizzati, con un’attenzione particolare alla loro consistenza materica ed estetica, resa evidente attraverso un’esposizione a vista delle strutture esistenti.

La fase iniziale del progetto, caratterizzata da un intervento di strip out, ha permesso di riportare alla luce l’ossatura originaria dell’edificio, eliminando le superfetazioni accumulate nel tempo e restituendo al fabbricato la sua essenza autentica.  Il Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, dichiara: "Siamo davvero felici di poter inaugurare la nuova sede dell’Accademia Costume e Moda che prende il posto di uno storico magazzino chiuso da anni che aveva fatto la storia di Roma e che era purtroppo diventato luogo di degrado.Un'apertura importante, nel cuore di Piazza Vittorio: la realizzazione di un progetto ambizioso di rigenerazione urbana per il quale voglio ringraziare l’Accademia Costume & Moda e il Fondo Ipc del Gruppo Azimut.

Si apre un innovativo spazio di 6mila metri quadrati, distribuiti su sei piani nel rispetto dell’integrità architettonica dell’edificio, e che risponde a tutte le esigenze che un’Accademia di moda dinamica e innovativa deve avere, con laboratori, spazi aperti e aule digitalizzate.Sarà un luogo che lascerà un segno tangibile su un territorio, l’Esquilino, che vuole fortemente imboccare un percorso di rigenerazione e riqualificazione urbana.

Il Campidoglio è pienamente schierato a sostegno di questo obiettivo e oggi dimostriamo che è possibile tenere insieme due aspetti cruciali per Roma: la rigenerazione urbana della città e la tutela dei tanti luoghi meravigliosi del suo patrimonio architettonico, rispondendo alle esigenze di un mercato che cambia e che guarda a nuove sfide".Dichiara il Presidente dell’Accademia, A.

Lupo Lanzara: "Siamo custodi di un luogo unico parte integrante del tessuto culturale, creativo, popolare di Roma e grazie anche al contributo di tutti gli attori coinvolti abbiamo cercato di dar vita non solo a uno spazio di studio, ma a una community inclusiva e vibrante aperta alle molteplici espressioni creative, dove la vivacità e l’internazionalità dei percorsi formativi degli studenti si intrecciano con la colorata vita culturale e sociale del quartiere.La nostra è una storia di famiglia: due donne, madre e figlia, due figli e nipoti, fratelli, a servizio della comunità".

Continua il ceo, Furio Francini: "La scelta dell’Esquilino, con il suo straordinario mix di storia, artigianato e diversità culturale, si inserisce perfettamente nella missione di 'giving back' di Acm.Il nuovo Campus non è soltanto un centro di formazione internazionale aperto al mondo, ma anche un laboratorio di innovazione e un motore di crescita per il territorio.

Attraverso questa affinità elettiva, Acm intende non solo formare i professionisti del futuro, ma anche restituire valore alla città di Roma, promuovendo il dialogo e l’inclusività". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da cirrosi a encefalopatia di Wernicke, i gravi rischi dell’abuso di alcol

0

(Adnkronos) – Sono 2,6 milioni i morti per alcol nel mondo in un solo anno a seguito di gravi patologie che colpiscono principalmente il fegato.Un dato che spesso resta sottotraccia, come qualcosa che si ritiene lontano, prerogativa di contesti estremamente difficili.

In realtà i numeri pesano più di quanto si pensi a livello globale.Ma secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l'alcol uccide più delle sostanze psicoattive.

Solo nel 2019 infatti i decessi per droghe sono stati quasi 600mila.  Funziona così: "Più alcol si beve e più è dannoso", spiega all'Adnkronos Salute Giorgio Sesti, professore di medicina interna alla Sapienza Università di Roma e past president della Società italiana di medicina interna (Simi), illustrando cosa succede al nostro organismo quando eccediamo con l'alcol, quali possono essere i danni.Le conseguenze vanno dal coma etilico a condizioni molto gravi e meno note, come l'encefalopatia di Wernicke o la sindrome di Korsakoff.  Un tema, quello dei rischi che si corrono con l'abuso di alcol, ancora più attuale alla luce di quanto emerso dal documento conclusivo dell'indagine conoscitiva della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, che ha fotografato la diffusione fra i ragazzi anche di
pratiche pericolose come il 'binge drinking' e l'impatto significativo di intossicazioni alcoliche. "L'etilismo è dose-dipendente e dà dei danni gravi e permanenti" determinati per effetto dell'accumulo, sottolinea Sesti. "I due organi bersaglio principali sono il fegato, che può andare in una forma grave di insufficienza epatica irreversibile, tanto è vero che poi in molti casi di cirrosi l'unica possibilità terapeutica è il trapianto, e il sistema nervoso.

Va infatti evidenziato che l'alcol a livello cerebrale è particolarmente dannoso e si può arrivare fino ad avere una gravissima encefalopatia alcolica irreversibile con danni permanenti".  In mezzo, però, fa notare l'esperto, "c'è tutta una fase di allarme in cui si può intervenire.Esistono dei centri adeguati, che aiutano anche farmacologicamente, ma molto si lavora ovviamente dal punto di vista psicologico.

Perché il più delle volte l'alcolismo può essere espressione di un disagio sociale, o di un disagio familiare.E ci sono una serie di azioni preventive che si possono mettere in atto per curarlo".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Museo di Capodimonte, squadra più forte e nuova brand identity

0

(Adnkronos) – “Capodimonte ha una ‘squadra’ finalmente più grande e più forte. Era dal secolo scorso che non si registrava un ingresso di personale qualificato così importante”. Lo ha annunciato il direttore del Museo e Real Bosco di Napoli, Eike Schmidt, presentando tutti gli ‘arrivi’ del 2024 (immissioni completate il 1 dicembre) e la nuova identità di marchio (brand identity) dell’istituzione.  

“Un dato per tutti: siamo passati negli ultimi mesi da uno a sei funzionari storici dell’arte. In un museo come Capodimonte da un ventennio mancava un curatore dell’arte del Seicento, così come uno specialista che si occupasse del Gabinetto disegni e stampe, che custodisce i capolavori di Raffaello e Michelangelo, di fatto quasi sempre inaccessibile. Con l’arrivo di studiosi giovani e motivati il museo torna ad essere un centro di ricerca sulla storia e l’identità del Mezzogiorno e dell’Europa come confermano le nuove scoperte su Caravaggio a Napoli – ha sottolineato Schmidt – Anche la macchina amministrativa è quasi al completo. Tutti insieme siamo pronti ad un 2025 di grandi cambiamenti e riaperture che vogliamo condividere con la città. Con il procedere puntuale dei lavori di efficientamento della Reggia e gli interventi nel Real Bosco dove cresceranno le aree aperte al pubblico ed attrezzate, la nuova Capodimonte è più vicina. Il primo segno è una brand identity inedita e un logo, nato da un giglio angioino, poi farnese e infine borbonico, quindi profondamente napoletano”. 

Sul versante dei lavori nuova luce su Masaccio, Bellini, Botticelli, Parmigianino, Raffaello: è stato riaperto con il nuovo impianto di illuminazione (già adottato nella sala 62) il corridoio centrale del primo piano, i visitatori ritroveranno un percorso denso di capolavori, dalla sala 5, dove è esposta la Crocifissione di Masaccio, alla 20 che ospita le opere di Carracci. L’innovativa illuminotecnica a risparmio energetico, studiata per il museo, è già in funzione nell’ Appartamento Reale e nel Salone delle Feste (nuovamente visitabile dal 5 dicembre) che ospiterà il 9 dicembre, alle ore 20.00, lo spettacolo ‘Napul’èra’ per ‘Capodimonte in scena’ con Enzo Decaro e i Maestri Pietro Cantisani e Marco Ielpo. Con la piena operatività dei nuovi funzionari tecnico-specialistici per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, tutti storici dell’arte (età media under 40) e grazie ad alcuni rientri, Capodimonte colma lacune importanti avvicinandosi, almeno in settori chiave, all’organico ideale. Grazie ad una squadra rafforzata sono già avviati numerosi progetti che si svilupperanno nel 2025. 

“L’Adorazione dei Pastori” di Caravaggio custodita a Messina fu realizzata a Napoli e poi spedita in Sicilia nell’autunno del 1609: Vincenzo Sorrentino, nuovo curatore delle collezioni di pittura e scultura del XVII secolo, ha rinvenuto nell’Archivio Storico del Banco di Napoli tre pagamenti finora sconosciuti che fanno luce sulle commissioni ricevute dal Merisi all’inizio del suo secondo soggiorno napoletano (1609-10). Questi documenti, importantissimi, hanno permesso ulteriori precisazioni sulle opere e sui committenti degli ultimi mesi di vita del pittore, confermando il suo grande successo nell’ambiente partenopeo. I risultati delle ricerche di Sorrentino, pubblicati nel lungo articolo “Caravaggio 1609. Tre pagamenti inediti e una nuova committente” sulla prestigiosa rivista specializzata “Paragone” (in distribuzione a fine mese), saranno anche alla base di una mostra di futura realizzazione a Capodimonte. 

Nel corso del prossimo anno, per la prima volta nella storia del museo saranno 14 le sale dedicate alle porcellane, con un nuovo allestimento a cura di Federico Forquet con il progetto scientifico di Angela Caròla-Perrotti. Allo stesso tempo, all’armeria sarà dedicato uno spazio nuovo, mentre si procede alla digitalizzazione e catalogazione degli arazzi della manifattura borbonica. In questa fase l’allestimento del museo è oggetto infatti di una profonda revisione: il dialogo tra i diversi settori sarà rinnovato con nuovi criteri espositivi e percorsi. Le arti decorative costituiscono uno dei nuclei fondanti del museo di Capodimonte, sia perché lo stesso nome e il sito rimandano alla Manifattura reale di porcellana creata da Carlo di Borbone nel 1743, sia perché già dalla fine dell’Ottocento il museo iniziò ad accogliere le raccolte di arti applicate da vari Siti Reali. Ma il palazzo ha anche una sua storia in quanto residenza della dinastia borbonica, tuttora percepibile nell’Appartamento Reale, dove gli arredi sette-ottocenteschi si accompagnano a dipinti, sculture, orologi, porcellane e arazzi. In questo settore da sottolineare il rientro a Capodimonte di Mario Epifani, Curatore arti decorative, oggetti preziosi e armeria e coordinatore progetti speciali. Le rilevanti esperienze di Epifani, già direttore dell’Armeria Reale a Torino e poi del Palazzo Reale di Napoli, si collegano infatti direttamente con le collezioni di Capodimonte.  

In particolare, in vista del grande allestimento del Cabinet delle Porcellane, Alessandra Zaccagnini sta studiando le terraglie napoletane prodotte nella prima metà dell’Ottocento per la Corte dei Borbone dalle fabbriche partenopee Giustiniani e Del Vecchio. Le porcellane e le terraglie delle collezioni museali sono circa 6.000. 

Da diversi anni mancava la figura del curatore del Gabinetto disegni e stampe, un dipartimento che oltre ai meravigliosi quattro cartoni preparatori di Raffaello e Michelangelo, possiede quasi 30.000 pezzi tra disegni e stampe. Nel 2025 questo fondamentale patrimonio del museo sarà reso fruibile sia agli studiosi, attraverso l’allestimento di una moderna sala con postazioni dedicate, sia ai visitatori, attraverso esposizioni temporanee curate dal funzionario storico dell’arte Vincenzo Stanziola che si sta occupando della riorganizzazione. Parallelamente è già ripreso al museo il lavoro dedicato alle collezioni del Settecento, in particolare della Scuola Napoletana, che merita di essere contestualizzata e valorizzata quale “Scuola internazionale” e non solo nell’ottica delle sue relazioni col “secolo d’oro” della pittura napoletana (ovvero il Seicento). 

In occasione della Giornata internazionale dedicata alla disabilità Capodimonte presenta anche il ‘gruppo inclusione’ con i progetti (già avviati) destinati a visitatori con problemi uditivi (E.LIS.A) e i nuovi Percorsi tattili destinati a non vedenti e, da quest’anno, anche a coloro che vogliono fare una nuova e diversa esperienza di ‘conoscenza’ delle opere d’arte. Il primo appuntamento del calendario ‘Capodimonte tra le mani’ è fissato il 6 dicembre alle 16.30 con la partecipazione del direttore Schmidt. È Maria Laura Chiacchio è la nuova responsabile dell’Ufficio Mostre, al lavoro per progetti futuri (pensati per gli spazi della ‘nuova Capodimonte’ disponibili al termine dei lavori alla Reggia) e per il riallestimento delle collezioni sulla base di nuovi criteri. 

Partita la cantierizzazione per il restauro di venti grandi dipinti su tavola della Collezione borbonica. Si tratta di capolavori che raccontano oltre due secoli della storia di Napoli, delle sue dinastie e delle sue Chiese, attraverso i più celebri maestri del tempo. I lavori sulle tavole visibili anche ai visitatori, inizieranno a gennaio 2025 e si protrarranno per i prossimi due anni all’interno del percorso espositivo del terzo piano. Si tratta di una grande occasione non solo per migliorare la stabilità e la leggibilità di un cospicuo nucleo di opere, ma anche per approfondire le conoscenze sulle tecniche esecutive e sugli interventi precedenti. I restauri, con la supervisione dell’Ufficio del restauro e manutenzione del patrimonio storico artistico (direzione operativa di Loris Panzavecchia), sono in programma sulle tavole trecentesche di Giovanni da Taranto, Niccolò di Tommaso e quelle del XV secolo di Cristoforo Scacco e Matteo di Giovanni. Tra le molte opere del Cinquecento da restaurare anche dipinti di Andrea da Salerno, Pedro Machuca, Marco Cardisco, Paolo degli Agostini, Stefano Giordano, Leonardo da Pistoia, il Sodoma, Aert Mijetens, Giovanni Balducci, alle quali si aggiunge un dipinto del Pordenone dalla Collezione Farnese. 

Sono stati riattivati dopo il pensionamento i funzionari Antonio Tosini per l’armeria, Maria Tamajo Contarini per l’800, Paola Giusti per la collezione De Ciccio, mentre è stata istituita la collaborazione interistituzionale con Patrizia Piscitello (nell’organico della DG Musei Campani). A questi si aggiunge in organico Giuseppe Dragotti (rientro), funzionario bibliotecario. Nel settore amministrativo, dopo alcuni anni è ricoperta da Fabio Palmentieri la centrale figura del segretario amministrativo. Nuovi arrivi sono anche la funzionaria Federica Solimando e le assistenti amministrative e gestionali Flavia Avallone, Francesco Costa e Giuliana Castellano. A gennaio 2025 attese altre quattro unità.  

Attraverso il supporto di Ales, dal 2024 sono ‘in squadra’ la storica dell’arte Alessandra Zaccagnini, impegnata nel settore delle porcellane, Valentina Lanzilli e Armando Lamberti all’Ufficio Mostre e Prestiti, Vittoria Panichi nella segreteria della Direzione, il geometra Salvatore di Febbraro nella divisione tecnica – Architettura, e otto unità in servizio da giugno in biglietteria. Nel settore della Vigilanza (ex AFAV) sempre più qualificato (ma che resta in sotto organico così come l’informatico), con il ruolo di ‘Assistente per la promozione e gestione dei servizi culturali ed educazione al patrimonio’ sono stati assunti Andrea Brogi, Filippo Martini, Claudio Ruggiero, Giulia Angelino. Complessivamente il personale in organico è ora di 137 unità (rispetto alla Pianta organica prevista di 218, con un’ottantina di carenze soprattutto nell’ambito della vigilanza) 

Il nuovo marchio, realizzato da Magister Art, reinterpreta l’immagine del giglio iscrivendolo nella lettera C. Tra i simboli che maggiormente identificano il Museo e Real Bosco di Capodimonte c’è infatti il giglio: dagli Angiò ai Farnese ai Borbone, racchiude in sé la nascita e la storia di Capodimonte e identifica le sue più importanti collezioni d’arte. La percezione positivo/negativo che si crea, rende il segno insieme classico e contemporaneo, unico e sintetico. La forma a foglia allude alla fusione di Natura e Cultura, di Bosco e Museo, che è uno dei caratteri distintivi di Capodimonte e segna la sua unicità. Il logo vuole inoltre comunicare il tema della transizione ecologica che porterà la Reggia, grazie ai lavori di efficientamento in corso, ad essere un museo energeticamente efficiente e sostenibile. La lettera C, con le sue ‘grazie’ tonde, si ispira al carattere Bodoni, disegnato dal tipografo parmense nella metà del ‘700, proprio gli anni della nascita di Capodimonte.  

Covid, scintille Borghi-Cartabellotta: da influenza su Fontana a stop stagione sciistica

0

(Adnkronos) –
Scintille oggi in Commissione Covid tra Claudio Borghi e Nino Cartabellotta.Rivolgendosi al presidente della Fondazione Gimbe, il senatore della Lega, componente della Commissione d'inchiesta, ha parlato di presunte "influenze" che Cartabellotta "nel primo periodo del Covid millantava sul presidente della Lombardia Fontana nella decisione di disporre la zona arancione". "Non ho mai avuto nessun contatto personale con il presidente Fontana, ero in contatto con dei suoi collaboratori ai quali trasmettevo – anzi me lo chiedevano loro – gli sviluppi delle previsioni delle nostre valutazioni.

Le persone si convincono con i fatti e non con le parole", ha risposto Cartabellotta.  Lo scontro tra il senatore e il presidente Gimbe si è poi spostato sulla chiusura degli impianti sciistici che secondo Borghi Cartabellotta aveva 'spinto' anche con dei post sui social. "Quali erano le evidenze scientifiche che aveva la Fondazione Gimbe per dire di dover cancellare la stagione?", ha chiesto Borghi. "Una motivazione semplice – ha ribattuto Cartabellotta – c'erano tanti decessi e poche vaccinazioni, la chiusura degli impianti sciistici sarebbe stata la decisione più saggia perché avrebbe avuto il danno economico minore rispetto ad altre".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa-Cina, è guerra dei chip: il contrattacco di Pechino

0

(Adnkronos) – E' 'guerra dei chip' tra Cina e Stati Uniti.Il ministero del Commercio del gigante asiatico ha annunciato oggi, 3 dicembre, misure per rafforzare i suoi controlli dell'export di "beni dual-use" destinati ad arrivare negli Stati Uniti.

Restrizioni che colpiscono le esportazioni di componenti cruciali per la fabbricazione di chip. In base alle nuove misure, riporta il Global Times citando un portavoce del ministero, "la Cina vieterà l'export di beni dual-use" destinati a "scopi militari" e "attuerà controlli severi sull'esportazione di gallio, germanio, antimonio".Le misure riguardano materie prime fondamentali come anche la grafite.

L'obiettivo dichiarato è "tutelare la sicurezza e gli interessi nazionali", ma si tratta di una risposta alle decisioni annunciate ieri da Washington che prendono di mira il settore dei semiconduttori. Il gigante asiatico accusa gli Stati Uniti di aver "generalizzato il concetto di sicurezza nazionale" e di aver "politicizzato e utilizzato come arma questioni economiche e relative alla tecnologia".Washington, dicono da Pechino, "abusa delle misure sul controllo delle esportazioni". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)