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Processo Turetta, oggi la sentenza per l’omicidio di Giulia Cecchettin

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(Adnkronos) – Cinque udienze, circa due mesi di processo e la prima sentenza che arriva a poco più di un anno dal femminicidio di Giulia Cecchettin, la vittima diventata simbolo della lotta al patriarcato.Oggi, martedì 3 dicembre, l'imputato Filippo Turetta, giudicato dalla corte d'Assise di Venezia, conoscerà la sua condanna per l'omicidio dell'ex fidanzata uccisa con 75 coltellate la sera dell'11 novembre 2023. Salvo sorprese sarà presente in aula e siederà tra i suoi difensori, gli avvocati Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, a pochi passi da lui ci sarà papà Gino Cecchettin che ha creato una fondazione dopo la morte della figlia. "Non mi auguro nessuno tipo di vendetta, sono sicuro che i giudici decideranno al meglio – ha detto Gino Cecchettin – Ho piena fiducia nelle istituzioni, la pena che decideranno i giudici sarà quella giusta". Dopo le eventuali repliche, il giovane di Torreglia (Padova) potrebbe decidere di fare brevi dichiarazioni spontanee, l'ultimo atto prima che i giudici si ritirino in camera di consiglio per uscirne con il verdetto.

L'ergastolo è la richiesta pronunciata in aula dal pm Andrea Petroni, è la pena che si aspettano tutti, anche l'imputato che a testa bassa, come si mostra in aula, sta provando a ricostruirsi.Un percorso che, in carcere, richiederà lavoro e anni.  Ai giudici togati e popolari non spetterà stabilire la responsabilità del reo confesso, ma decidere se sussistono le aggravanti contestate (la premeditazione, la crudeltà e lo stalking) e se un ventiduenne merita -data la giovane età e l'incensuratezza – una condanna a 30 anni e non il fine pena mai.

Se per la difesa l'ergastolo è "inumano", per l'accusa è l'unica condanna possibile per chi ha premeditato di uccidere.Per il pm Andrea Petroni, il delitto "è l'ultimo atto del controllo" esercitato sull'ex fidanzata, laureanda in Ingegneria biomedica.

L'azione dell'imputato è "manipolatoria": incalza la compagna di studi, la tormenta, gioca sui sensi di colpa, invia decine e decine di messaggi al giorno, minaccia il suicidio come forma di "ricatto".  In quel rapporto altalenante iniziato nel gennaio 2022 e interrotto definitivamente a fine luglio 2023, le richieste sono "ossessive e ci sono dei principi di violenza fisica". 
Giulia Cecchettin "già ad ottobre del 2022 dichiara di avere paura, lo ribadisce a ottobre 2023 in un messaggio: 'mi spaventi, tu ti comporti come uno psicopatico, inizi a farmi paura'".Ossessionato, asfissiante con chat di minacce e insulti, manipolatore, capace di usare il ricatto del suicidio per tenerla legata a sé, Filippo Turetta che "aveva tutte le possibilità e gli strumenti culturali per scegliere" premedita di uccidere.

Almeno quattro giorni prima si appunta ciò di cui ha bisogno: coltelli, nastro per legarla e impedirle di urlare, cartine stradali per la fuga, contanti per evitare di essere rintracciato, sacchi neri, sono solo alcuni degli oggetti elencati.  Di fronte all'ennesimo rifiuto di tornare insieme, Turetta entra in azione.A Vigonovo, in un parcheggio a 150 metri da casa Cecchettin, impugna un coltello e inizia a colpire. 
Sono i primi sei minuti di un'aggressione in tre fasi che ne dura in tutto venti.

La costringe a salire in auto dove infierisce ancora, e quando nella zona industriale di Fossò (Venezia) scappa, la raggiunge, la spinge a terra e la finisce con una seconda lama. La carica in auto e la abbandona a cento chilometri da casa, in un anfratto vicino al lago di Barcis.La copre con i sacchi neri per celare l'orrore delle 75 coltellate, ben 25 da difesa a testimoniare che la vittima ha lottato a lungo.  La fuga in auto finisce una settimana dopo in Germania. "Non si costituisce, la sua è una resa.

Ha finito i soldi e si prepara all'arresto cancellando le prove sul cellulare" ed è anche per questo che merita l’ergastolo, sancisce il pubblico ministero.Nella confessione in carcere, in lunghe memorie scritte in carcere e nell'interrogatorio in aula, l'imputato confessa l'incapacità di accettare un no. "Ho ucciso Giulia perché non voleva tornare con me, avevo rabbia, soffrivo di questa cosa.

Io volevo tornare insieme a lei e di questo soffrivo molto e provavo risentimento, molto, verso di lei".Un anno dopo, Turetta giudica male se stesso. "E' giusto espiare la colpa e provare a pagare per quello che ho fatto.

Vorrei non aver fatto a lei questa cosa terribile.In certi momenti vorrei chiedere scusa, ma credo sia ridicolo visto l'ingiustizia che ho commesso.

Mi dispiace tantissimo".La sentenza per quello che ha fatto a Giulia Cecchettin oggi, martedì 3 dicembre, spetta ai giudici.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turetta, dall’omicidio di Giulia Cecchettin alla sentenza: le tappe

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(Adnkronos) –
E' durata meno di una settimana la speranza della famiglia di ritrovare viva Giulia Cecchettin, la studentessa di 22 anni rapita e uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta l'11 novembre 2023.Oggi, 3 dicembre 2024, il processo per il delitto arriva a sentenza, con l'imputato che rischia l'ergastolo. Sono le 13.30 di domenica 12 novembre 2023 quando, a Vigonovo (Padova), Gino Cecchettin denuncia ai carabinieri la scomparsa della figlia Giulia.

Di lei e dell'ex fidanzato e compagno di studi Filippo Turetta non si hanno più notizie dalla sera prima.Dopo aver trascorso una serata al centro commerciale 'Nave de Vero' di Marghera, fanno perdere le proprie tracce.

Il giovedì, giorno della discussione della tesi di laurea in Ingegneria biomedica all'università di Padova, la sedia di Giulia è vuota.  Sabato 18 novembre la famiglia Cecchettin smette di sperare.Il corpo, coperto da sacchi neri, viene trovato vicino al lago di Barcis, in provincia di Pordenone, a cento chilometri da casa, nascosto in un anfratto roccioso non visibile dalla strada.

Accanto alla vittima appassionata di fumetti, c'è il libro illustrato per bambini 'Anche i mostri si lavano i denti!'.Le coltellate, 75 svela l'autopsia, raccontano che è morta per emorragia; le ferite – 25 da difesa – si concentrano su testa, collo e braccia. La fuga – attraverso Veneto e Trentino, fino in Austria – finisce in Germania dove Turetta viene arrestato su mandato di arresto europeo.

E’ la sera del 18 novembre quando una pattuglia della polizia lo intercetta sull’autostrada A9 a Duerrenberg, direzione Monaco, a mille chilometri da casa.La Fiat Grande Punto è ferma, a luci spente, sulla corsia di emergenza. "Ho ucciso la mia fidanzata" ammette. "Mi sono rassegnato a non suicidarmi più e a essere arrestato".

Il 25 novembre atterra, con un volo di Stato, all'aeroporto di Venezia e viene rinchiuso nel carcere veronese di Montorio.  Il primo dicembre, davanti al pm di Venezia Andrea Petroni, Turetta confessa l'aggressione in tre atti: nel parcheggio di Vigonovo a 150 metri da casa Cecchettin, durante il tragitto in auto e nella zona industriale di Fossò.Al rifiuto di tornare insieme, afferra un coltello e colpisce: Giulia urla, cade e lui la carica in macchina.

Sono i primi sei minuti di un femminicidio che si compie in venti. Infierisce quando è bloccata in auto e nella zona industriale lei prova a scappare. "Continuava a chiedere aiuto.Si proteggeva con le braccia dove la stavo colpendo.

L'ultima coltellata che le ho dato era sull'occhio".Alle 23.40 la telecamera di una ditta la mostra inerme.

Lui la carica sui sedili posteriori e inizia la fuga.  
L'imputato rinuncia all'udienza preliminare e il 23 settembre 2024, davanti alla corte d'Assise di Venezia, presieduta dal togato Stefano Manduzio e composta anche da giudici popolari, inizia il processo per omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà, legame affettivo passato e stalking, occultamento di cadavere, porto d'armi e sequestro di persona. In aula sono ammessi venti giornalisti, altrettanti posti per il pubblico, e solo le telecamere Rai.Alla prima udienza Turetta è assente per evitare il clamore mediatico, papà Gino invece c'è. "Non mi auguro nessuno tipo di vendetta o di favore sono sicuro che i giudici decideranno al meglio".

Le parti civili – il padre, i fratelli Elena e Davide, lo zio paterno Alessio e la nonna Carla Gatto – chiedono circa 2 milioni come risarcimento. "Ho ucciso Giulia perché non voleva tornare con me, avevo rabbia, soffrivo di questa cosa.Io volevo tornare insieme a lei e di questo soffrivo molto e provavo risentimento, molto, verso di lei".

Tentenna, incespica, tiene sempre la testa bassa, versa poche lacrime. 
Turetta ci mette quasi sei ore per dire con chiarezza il movente dell’omicidio.Il resto è un tentativo di minimizzare.

A un anno dal delitto fatica a pronunciare il nome di Giulia, giudica "male" quel ragazzo. "E' giusto espiare la colpa e provare a pagare per quello che ho fatto.Vorrei non aver fatto a lei questa cosa terribile.

In certi momenti vorrei chiedere scusa, ma credo sia ridicolo visto l'ingiustizia che ho commesso.Mi dispiace tantissimo".  "Le prove contro Turetta sono talmente evidenti che c'è l'imbarazzo delle scelta" e il delitto "è l'ultimo atto del controllo" esercitato sull'ex.

La sua azione è "manipolatoria": la incalza, la tormenta, gioca sui sensi di colpa, invia decine e decine di messaggi al giorno, minaccia il suicidio come forma di "ricatto".Le richieste sono "ossessive e ci sono dei principi di violenza fisica.

Giulia già ad ottobre del 2022 dichiara di avere paura, lo ribadisce a ottobre 2023 in un messaggio: 'mi spaventi, tu ti comporti come uno psicopatico, inizi a farmi paura'".Turetta che "aveva tutte le possibilità e gli strumenti culturali per scegliere" premedita di uccidere. "Non si costituisce, la sua è una resa.

Ha finito i soldi e si prepara all'arresto cancellando le prove sul cellulare" ed è anche per questo che merita l’ergastolo, sancisce il pm Andrea Petroni. L'arringa della difesa.L'ergastolo "è inumano" e a Turetta, 22 anni, bisogna garantire una pena giusta, uscendo dal populismo del "buttare via la chiave".

E' il compito che la difesa, rappresentata dagli avvocati Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, si prefigge.Ha "agito in preda all'emotività, in uno stato di un'alterazione emotiva", ha colpito alla cieca, il suo agire "non è crudele e non è premeditato".

Non è Pablo Escobar e il procedere ondivago dell’imputato "è piuttosto un vediamo come va".Giulia – che ha dato appuntamento al suo futuro omicida – "non ha paura di Turetta, quando dice 'mi fai paura' si riferisce alla paura che lui si faccia del male".

La difesa chiede di escludere le aggravanti o di considerarle equivalenti alle attenuanti, insomma di evitare il fine pena mai.  Con un processo 'lampo', possibile grazie all'acquisizione degli atti del fascicolo, alla rinuncia di tutti i testimoni e con il solo interrogatorio in aula di Turetta, si chiude oggi, martedì 3 dicembre, con cinque udienze e in poco più di due mesi, il processo di primo grado per l'omicidio di Giulia Cecchettin.A poco più di un anno dal femminicidio che ha scosso l'Italia e rimesso al centro la lotta al patriarcato, arriva la prima sentenza.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele costruisce basi a Gaza, segnale di una permanenza a lungo termine?

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(Adnkronos) –
Israele sta ampliando la sua presenza nella zona centrale di Gaza, fortificando basi militari e demolendo edifici palestinesi.Dopo aver analizzato immagini satellitari risalenti agli ultimi mesi, il New York Times ha avanzato l'ipotesi che lo Stato ebraico potrebbe voler esercitare un controllo a lungo termine sull'area.  Fin dai primi mesi della guerra a Gaza, le forze israeliane hanno occupato i 6 km del corridoio di Netzarim, che divide in due l'enclave, per impedire a centinaia di migliaia di sfollati di Gaza di tornare a nord.

Con l'abbattimento di edifici e la costruzione di nuove basi, il corridoio si è ormai trasformato in un blocco di 46 km quadrati di fatto controllato dalle forze israeliane. Negli ultimi tre mesi, l'Idf ha demolito più di 600 edifici intorno alla strada nell'apparente tentativo di creare una zona cuscinetto, e ha ampliato rapidamente una rete di avamposti con torri di comunicazione e fortificazioni difensive.Il rafforzamento sembra suggerire un cambio di strategia da parte di Israele, che in passato aveva evitato di controllare il territorio dell'enclave, creando così il 'vuoto' che ha permesso ad Hamas di prendere il controllo in alcune parti di Gaza. Ufficialmente l'espansione ha motivazioni esclusivamente operative, ma i leader israeliani hanno più volte detto di voler mantenere il controllo della sicurezza a Gaza anche dopo la guerra, senza entrare nel dettaglio di modalità e conseguenze.

Il controllo del corridoio di Netzarim, che attraversa Gaza dal confine israeliano al Mar Mediterraneo, ha dato a Israele la possibilità di regolare gli spostamenti lungo tutta l'enclave, mantenendo centinaia di migliaia di sfollati palestinesi nel sud.Negli ultimi mesi, l'Idf ha esteso il suo potere sul territorio su entrambi i lati del corridoio per rendere più facile per le forze israeliane mantenere l'area, ha dichiarato in un'intervista il portavoce dell'esercito israeliano Nadav Shoshani. Alcuni ministri israeliani hanno affermato che il controllo militare a Gaza dovrebbe aprire la strada a nuovi insediamenti ebraici, anche se il premier Benjamin Netanyahu ha momentaneamente escluso quest'opzione.

L'ex insediamento israeliano di Netzarim – da cui prende il nome il corridoio militare – si trova nell'area ora completamente sotto controllo israeliano.  Analizzando le immagini satellitari, il Nyt ha rilevato che l'esercito israeliano ha ora almeno 19 grandi basi in tutta l'area e decine di piccole basi.Mentre alcune sono state installate all'inizio della guerra, dalle immagini si nota che 12 basi sono state costruite o ampliate negli ultimi tre mesi. Shoshani ha ribadito che l'occupazione estesa del territorio è solo per ragioni operative. “Qualsiasi cosa sia stata costruita lì può essere smontata in un giorno”, ha detto.

L'estensione delle fortificazioni suggerisce, tuttavia, che Israele si stia quantomeno preparando per una battaglia prolungata a Gaza, sostiene il Nyt. L'amministrazione Biden si è opposta a un controllo israeliano a lungo termine sull'enclave, sperando possa diventare parte di un futuro Stato palestinese.Il presidente eletto Donald Trump ha invitato Israele a “finire” la guerra, senza specificare quali condizioni potrebbe ritenere accettabili per una Gaza postbellica. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, ecco le condizioni di Putin a Trump per chiudere guerra

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(Adnkronos) –
E' Vladimir Putin a dettare le condizioni per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina.E' il messaggio che Mosca invia a Kiev e agli Stati Uniti.

I destinatari sono il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e, soprattutto, Donald Trump.Il neo presidente eletto degli Usa si insedierà alla Casa Bianca tra meno di 2 mesi.

Se vuole contribuire ad archiviare il conflitto che dura da quasi 1000 giorni, deve necessariamente tener conto dei paletti fissati dal Cremlino. Putin si affida alle parole che il tycoon russo con posizioni conservatrici e ortodosse Konstantin Malofeyev pronuncia in una intervista al Financial Times.Cosa vuole Mosca?

Un piano di pace per l'Ucraina che non includa garanzie di sicurezza per la Russia, quindi anche il futuro dell'Europa e del mondo, è destinato a fallire. Trump riuscirà a porre fine al conflitto se tornerà a imporre caveat a Kiev sull'uso dei missili Atacms e se costringerà Zelensky a lasciare l'incarico di presidente.Poi se accetterà di incontrare Putin e "discutere con lui tutte le questioni dell'ordine globale al massimo livello", ha precisato Malofeyev.  "Perché i negoziati siano costruttivi, non dobbiamo parlare solo del futuro dell'Ucraina ma del futuro dell'Europa e del mondo", quindi anche di Medio Oriente e di Cina, ha affermato.

Altrimenti, Putin respingerà la proposta del nuovo inviato della Casa Bianca per l'Ucraina, Keith Kellogg- "Arriverà a Mosca con il suo piano.Lo leggiamo e poi lo mandiamo al diavolo perché non c'è nulla che ci vada bene.

E il negoziato si esaurirebbe così", lo scenario.  Malofeyev parla del "mondo sull'orlo di una guerra nucleare".Se gli Usa non accetteranno di ritirare il loro sostegno all'Ucraina, la Russia potrà usare un'arma nucleare tattica, "con una zona radioattiva in cui nessuno potrà accedere per una vita.

E la guerra sarà finita". "Noi vogliamo una pace a lungo termine.Un accordo generale sull'ordine globale.

Trump vuole entrare a far parte dei libri di storia.Presto avrà ottant'anni, è un nonno.

Anche Putin non ha più 50 anni.Sarà il loro lascito", afferma.  Malofeyev è sanzionato per il suo ruolo nell'annessione della Crimea del 2014.

E' lui l'editore di Tsargrad Tv, l'emittente ultranazionalista per cui lavora Alexandr Dugin.Gli Stati Uniti hanno trasferito milioni di dollari dai conti congelati del tycoon per contribuire alla ricostruzione dell'Ucraina.

E' incriminato negli Stati Uniti con l'accusa di aver evaso le sanzioni. "La vecchia macchina sovietica è tornata a lavorare e la gente vive molto meglio che non prima della guerra.Chi lavora nell'industria della difesa, in agricoltura, nel mercato dei consumatori, nei mercati locali, vale a dire il 90 per cento della popolazione, non è interessata dalle sanzioni e adorano questo periodo.

La minaccia esterna è essenziale per renderci più forti.Più a lungo il confronto e i conflitti vanno avanti, più forte diventa il regime", conclude.  
Il quadro cambierà formalmente a gennaio, quando Trump si insedierà alla Casa Bianca.

Il neo presidente eletto ha detto e ripetuto, durante la campagna per le elezioni poi vinte a novembre, che avrebbe favorito una rapida soluzione diplomatica della guerra.Secondo l'analis del Centro per gli studi orientali di Varsavia, il copione di Trump si va delineando.  La nuova Casa Bianca è pronta a ristabilire relazioni diplomatica con Mosca per porre fine all'isolamento della Russia e alla demonizzazione di Putin.

L'apertura sarà accompagnata dal pressing per un cessate il fuoco, punto di partenza per l'avvio di colloqui tra Mosca e Kiev. 
L'Ucraina, nei programmi di Trump, dovrà rinunciare all'ingresso della Nato per 10 anni e dovrà sostanzialmente rinunciare a riconquistare i territori che Putin ha annesso nei primi 1000 giorni di guerra.Kiev, che continuerà a ricevere sostegno militare dagli Usa, non sarà chiamata a riconoscere il controllo russo, ma potrà puntare ad un cambiamento dello status quo attraverso negoziati e non con la forza.

Se Kiev dice no ai colloqui, rischia di perdere il sostegno militare americano.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, è il giorno del messaggio di Grillo: ipotesi impugnazione Statuto

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(Adnkronos) – Alle 11:03 di oggi Beppe Grillo annuncerà "un delicato messaggio" sul Movimento 5 stelle, ovviamente.Per il remind dell'appuntamento, il garante e co-fondatore dei pentastellati utilizza una vecchia foto con Gianroberto Casaleggio, altro padre del movimento, scomparso nel 2016.

Giuseppe Conte minimizza: "Non mi aspetto nulla", Grillo "ha chiesto che si rivoti e rivoteremo", dice, ma la suspense rimane e la partita è apertissima.Inevitabilmente, il messaggio di Grillo sarà la portata principale della riunione di Conte con i gruppi, già prevista per oggi ma che adesso assume tutta un'altra valenza.  L'ipotesi più accreditata, secondo quanto riferiscono fonti autorevoli all'Adnkronos, è che Grillo decida di impugnare lo Statuto del 2022 che aveva conferito l'incarico di presidente all'ex premier.

Non sarebbe un caso, infatti, l'orario scelto per l'annuncio 'alla nazione': le 11:03, sul calendario, diventano l'11 marzo (del 2022), giorno in cui ebbe la luce lo Statuto. Da Campo Marzio filtra tranquillità perché, è il ragionamento, "non c'è nessun presupposto perché questa causa possa avere successo".In primis perché lo statuto è in vigore da più di due anni ed è piuttosto strano che si scelga proprio la vigilia del nuovo voto per impugnarlo, sembrerebbe quasi un'iniziativa pretestuosa; poi perché a farlo dovrebbe essere quel garante che ha il compito di interpretarlo in maniera autentica e insindacabile, oltre a dover vigilare sul suo rispetto.

Ci sarebbe, secondo fonti del Movimento 5 stelle, un "evidente conflitto interesse" proprio da parte di Grillo, che ha partecipato attivamente alla stesura dello Statuto, oltre che agli incontri per mettere a punto una strategia per superare i problemi che ci furono dopo i ricorsi degli attivisti esclusi dal voto al Tribunale di Napoli.  Se, però, si dovesse andare in questo senso, facendo leva soprattutto sugli altri attivisti esclusi, quello Statuto "è stato votato e confermato con percentuali altissime", fanno trapelare ancora.Come già successo, in pratica, l'esiguo numero di ricorrenti potrebbe portare allo stesso esito, tanto che in quell'occasione furono i primi a non ripresentare la causa al Tribunale competente.

Ragionamenti in punta di diritto, insomma, che fanno presagire un finale a carte bollate.  "Grillo può ancora impugnarlo, come ha bene messo in rilievo l’avvocato Borrè, e se un giudice dovesse dargli ragione – sostiene intanto Paolo Becchi con l'Adnkronos -, Conte decadrebbe perché la sua carica di presidente non era prevista dallo Statuto precedente".In un tweet, il docente di Filosofia del diritto, fa riferimento anche a una banana: "Grillo si mangerebbe così il Conte banana come il magnate Sun si è mangiato quella di Cattelan, appesa a un muro con il nastro isolante", ironizza ancora.  Non c'è, però, solo la questione statutaria tra le armi in mano a Grillo.

Se per Elio Lannutti "racconterà, in un messaggio importante, scomode verità", Danilo Toninelli, membro del Collegio dei probiviri, lancia in campo l'opzione del simbolo, che Grillo potrebbe far tornare tra le sue mani, così che "Conte anche formalmente sarà obbligato a fare il suo partito".  Questa dell'ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, raccontano ancora all'Adnkronos, sarebbe una strada percorribile, assieme a quella di pungolare l'ex premier sulle famose sei domande di settembre a cui il presidente non ha mai risposto.Stando allo Statuto, infatti, tra i poteri del garante ci sarebbe anche quello di sollecitare una risposta a richieste inevase.

Non solo, il comico genovese potrebbe anche semplicemente invitare all'astensione, campagna che stanno portando avanti in molti tra i movimentisti, o stracciare il contratto con la manleva, o, ancora, entrambe le cose. Nel mazzo di possibilità che Grillo potrebbe giocarsi c'è anche chi evita di tirare a sorte.Davide Casaleggio, figlio dell'altro co-fondatore, raggiunto da Striscia la notizia che gli ha consegnato il Tapiro d'oro, afferma che "sapere cosa vuole dire Beppe è sicuramente impossibile, ma 11:03 indica forse una data".

E attendista è anche Marco Bella, ex deputato del M5s e a capo dei contestatori a Nova, la kermesse del Palazzo dei Congressi: "Per me – spiega all'Adnkronos -, la previsione è complessa, immagino che voglia lottare, non demordere" per rimanere all'interno della sua stessa creatura.Se questo fosse il 'delicato messaggio', non cambierebbe la decisione di non votare alla prossima consultazione del 5-8 dicembre, e questo perché "non riconosco alcuna legittimità al voto, considerato che sono stati tagliati 70mila iscritti".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, carichi di armi per Hezbollah e ‘nemici’ più vicini: gli scenari che preoccupano Israele

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(Adnkronos) – Il possibile invio di un numero significativo di forze dall'Iran in Siria a sostegno di Bashar al-Assad, la situazione nel territorio siriano al confine con Israele e il dispiegamento di forze iraniane con il 'pretesto' della battaglia ai gruppi armati protagonisti dell'offensiva degli ultimi giorni nel Paese arabo.Ma anche la possibilità che Teheran sfrutti la sua presenza militare in Siria per far arrivare armi e munizioni in Libano e riarmare gli Hezbollah.

Sono i principali timori nelle stanze del potere di Israele, scrive il giornale israeliano Haaretz, mentre Israele – con la tregua in vigore da cinque giorni con Hezbollah, decimato da settimane di operazioni militari – segue con particolare attenzione gli sviluppi in Siria.Evoluzioni che, come effetto parallelo, potrebbero contribuire a consolidare la tregua nel vicino Libano.  Assad, che ha avuto un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, parla di "escalation terroristica" per mano di Hayat Tahrir al-Sham e fazioni armate alleate e ripete "la determinazione della Siria e del suo esercito nel contrasto al terrorismo".

Non vengono mai risparmiate accuse a Stati Uniti e Occidente.Domenica a Damasco c'era, Abbas Araghchi, il capo della diplomazia di Teheran, alleata di Assad e sostenitrice di Hezbollah.

Ha ammesso, stando alle dichiarazioni riportate dall'agenzia ufficiale iraniana Irna, che la situazione in Siria è "difficile". Secondo una fonte israeliana citata dal giornale, "l'Iran ha già iniziato a inviare forze in Siria nel tentativo di aiutare Assad e soffocare la rivolta".E "varie forme" di assistenza ha assicurato Araghchi al leader siriano, stando alla tv satellitare al-Arabiya.

Ieri, riporta l'agenzia iraniana Mehr, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che la presenza di consiglieri militari iraniani in Siria "non è una novità" e che resteranno nel Paese arabo secondo le richieste di Damasco.Intanto il Jerusalem Post rilancia notizie di fonti militari siriane secondo cui milizie sostenute dall'Iran sono entrate nella notte in Siria dall'Iraq per sostenere nel nord del Paese arabo le forze fedeli ad Assad. Domenica il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto una seconda riunione sugli sviluppi in Siria per fare il punto sugli scenari possibili che – scrive il giornale – potrebbero riguardare la sicurezza di Israele e per formulare una risposta.

Uno degli scenari che preoccupa Israele è che un eventuale 'fallimento' di Assad possa portare "organizzazioni terroristiche internazionali, basate sull'infrastruttura di organizzazioni come Al-Qaeda, a prendere il controllo del territorio siriano vicino al confine con Israele", scrive ancora Haaretz. Così, dice la fonte del giornale, "dobbiamo essere pronti a tutte le possibilità, anche il crollo del regime di Assad e il rischio che le organizzazioni terroristiche costituiscano una nuova minaccia per Israele". Ma al contempo Israele ritiene anche che la situazione in Siria possa aumentare le possibilità di successo della tregua con Hezbollah.Perché, spiega una fonte diplomatica a Haaretz, "Hezbollah ha rivolto l'attenzione alla Siria e abbiamo già riscontrato un numero minore di violazioni del cessate il fuoco da parte dell'organizzazione e l'area è più tranquilla".

Da parte libanese, invece, stamani le Forze Armate hanno denunciato il ferimento di un loro soldato in un raid di un drone attribuito a Israele.E il ministero della Salute l'uccisione di una persona in un'operazione analoga nel sud. Intanto in Siria "molta dell'infrastruttura iraniana e di Hezbollah è finita negli ultimi giorni in mano ai ribelli", dicono a Haaretz.

Damasco aveva fatto molto affidamento su Hezbollah per riconquistare aree di territorio siriano all'epoca della guerra esplosa nel 2011 dopo la repressione di proteste antigovernative nei giorni delle cosiddette Primavere Arabe.Ma ora il Partito di Dio, orfano del suo storico leader Hasan Nasrallah, è decimato dal conflitto con Israele.

Mentre l'altro grande alleato di Damasco, la Russia, porta avanti da oltre mille giorni la sua "operazione militare speciale" in Ucraina, lanciata con l'invasione del febbraio di due anni fa. Domenica, secondo il Times of Israel, i jet israeliani hanno intercettato nei cieli della Siria un aereo iraniano sospettato trasportare un carico di armi per Hezbollah in Libano e gli hanno imposto di invertire la rotta.Per l'Iran, tra l'altro colpito da anni e anni di sanzioni, e per la sua strategia di deterrenza, sintetizza il Jerusalem Post, la Siria – da dove spesso da anni vengono denunciati raid attribuiti a Israele – è un "ponte cruciale" verso Hezbollah in Libano, rappresenta "un accesso ai confini israeliani" e Assad deve restare al potere o l'influenza della Repubblica Islamica risulterebbe ferita in modo critico alla periferia di Israele. Nelle prossime settimane, scriveva sabato il Washington Post, il conflitto tra Israele e Hezbollah, e l'Iran, potrebbe spostarsi in parte in Siria. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Zelensky ammette: “Non abbiamo la forza per riprenderci i territori”

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(Adnkronos) –
L'Ucraina non ha la forza per riconquistare i territori che la Russia ha occupato in 1000 giorni di guerra o la Crimea, che Vladimir Putin ha annesso dal 2014.Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ammette che attualmente l'esercito di Kiev non ha la forza di lanciare una controffensiva per riconquistare almeno alcune regioni occupate dalla Russia.

 

Il numero 1 di Kiev continua a lanciare segnali.

Prima ha auspicato l''apertura di un ombrello Nato' sui territori controllati dall'Ucraina, poi ha ammesso che non rifiuterebbe l'entrata in scena di soldati occidentali.Ora,

ipotizza che il recupero di parti del territorio ucraino potrebbe avvenire attraverso mezzi diplomatici e non con la forza militare.

In un'intervista all'agenzia di stampa giapponese Kyodo News, il capo dello Stato afferma che, al momento, è difficile riconquistare con la forza zone del suo Paese come la Crimea. "Il nostro esercito non ha la forza per farlo. È vero.Dobbiamo trovare soluzioni diplomatiche", dice Zelensky, sottolineando che tali misure potranno essere prese in considerazione "solo quando sapremo di essere abbastanza forti" da impedire alla Russia di lanciare una nuova aggressione contro l’Ucraina. Il presidente ucraino ammette che il conflitto è entrato in un "periodo complicato" e invia un messaggio a Washington: chiede all'amministrazione Biden uscente di aiutare il suo Paese a pressare la Nato, affinché l'Alleanza inviti Kiev ai colloqui di adesione il prima possibile.

Il tempo diventa un fattore cruciale, la Russia continua a fare progressi sul campo di battaglia.  Con la disponibilità dell'Ucraina a negoziare la restituzione di una parte delle aree occupate una volta terminato il conflitto, le dichiarazioni di Zelensky segnano un netto capovolgimento rispetto alla sua posizione di lunga data, secondo cui il suo Paese avrebbe combattuto per riprendere tutti i territori conquistati dalla Russia. Nell'intervista esclusiva all'agenzia giapponese, il presidente esprime apprezzamento per il Giappone, gli Stati Uniti, la Corea del Sud e numerosi Paesi sia europei che non e che hanno fornito assistenza a Kiev e imposto sanzioni alla Russia.Ma sottolinea che è necessario un ulteriore aiuto per rafforzare l'Ucraina. Per quanto riguarda la partecipazione nella guerra dei soldati nordcoreani a fianco di Mosca, il presidente non precisa quanti di essi siano stati uccisi o feriti nei combattimenti contro le forze ucraine.

Ma, afferma che ci sono prove che circa 12.000 soldati di Pyongyang sono stati dispiegati nella regione russa di Kursk, al confine con l'Ucraina, e che in futuro molti soldati nordcoreani saranno inviati in prima linea nella guerra, ed è "indiscutibile" che iPutin li utilizzerà "come carne da cannone" per ridurre le perdite dell'esercito del suo Paese.  Ciò che potrebbe avere maggiore importanza nel lungo periodo, è che i soldati nordcoreani saranno stati addestrati dall'esercito russo in reali condizioni di guerra, mentre cercheranno di acquisire conoscenze sulla guerra moderna, ad esempio sull'uso dei droni e di altre tecnologie recenti.Know-how che, a suo avviso, potrebbe avere conseguenze enormi per l'Asia e altrove.  
Inevitabile accendere i riflettori su Donald Trump e sulla posizione della prossima amministrazione.

Il presidente eletto ha ripetutamente affermato che l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia non sarebbe mai avvenuta se lui fosse stato in carica.Trump ha detto e ribadito, prima delle elezioni del 5 novembre, che avrebbe potuto fermare, senza specificare come, la guerra in un giorno, se fosse stato eletto.  Zelensky, in attesa di un confronto diretto con il nuovo presidente, sottolinea che Trump e il suo team conoscono la posizione dell'Ucraina e il "piano della vittoria", che mira a negoziati in una "posizione di forza" per Kiev. "Stanno studiando il piano e noi ascolteremo il loro parere.

Ma non ci sarà alcuna capitolazione da parte dell'Ucraina", dice Zelensky. "Questo è un dato di fatto e penso che lui lo capisca".Il presidente ucraino, che ha incontrato Trump di persona l'ultima volta a settembre, conta su ulteriori colloqui con il presidente americano entrante per spiegare "alcune cose in modo più dettagliato". Per affrontare una fase negoziale, l'Ucraina non può permettersi di perdere altro terreno.

Kiev proverà a sfruttare il nuovo flusso di aiuti in arrivo dai paesi occidentali.Il cancelliere tedesco Olaf Scholz è sbarcato a Kiev con 650 milioni di armi e munizioni.

Zelensky ringrazia ma non si rassegna al 'no' di Berlino sui missili Taurus, armi a lungo raggio che consentirebbero – con gli Atacms americani e gli Storm Shadow britannici – di colpire il territorio russo in profondità. Nelle stesse ore, gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari dal valore di 725 milioni di dollari.Secondo fonti del Dipartimento di Stato, tra gli aiuti sono previsti sistemi anti-droni e munizioni per il sistema di razzi di artiglieria ad alta mobilità.

Sul campo di battaglia questo potrebbe tradursi in un maggior numero di missili a lungo raggio.Il nuovo pacchetto di aiuti comprende anche un numero maggiore di mine antiuomo su cui l'Ucraina conta per rallentare le forze di terra russe e nordcoreane nella regione russa di Kursk.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Noto, 14enne aggredisce preside dopo rimprovero: aperta indagine

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(Adnkronos) – Uno studente 14enne avrebbe aggredito la preside dopo un rimprovero.L'episodio in un istituto comprensivo di Noto, nel siracusano.

A quanto ricostruito, il ragazzino, chiamato in presidenza per un rimprovero in seguito ad alcuni atteggiamenti molesti, avrebbe spinto la dirigente scolastica, buttandola per terra.La donna è finita in pronto soccorso e, in seguito a una segnalazione ai Carabinieri, sul caso è stata aperta un'indagine. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gran Galà 2024, l’Inter domina nella serata delle stelle del calcio italiano

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(Adnkronos) – Lo scudetto della stella porta l’Inter a fare scorpacciata di riconoscimenti al Gran Galà del Calcio 2024.La serata di lusso incorniciata dal Super Studio Maxi di Milano ha incoronato i nerazzurri squadra dell’anno, mentre Simone Inzaghi è stato premiato come miglior allenatore dell’ultima stagione.

La fotografia di un domino evidente in Italia. "Mi fa molto piacere essere qua e ricevere il riconoscimento da Spalletti" ha spiegato Simone Inzaghi sul palco del Gran Galà, accanto ai conduttori Fabio Caressa e Federica Masolin. "Questo premio voglio condividerlo con i miei calciatori e con la società, che mi ha messo a disposizione tutto in questi 3 anni e mezzo.Ovviamente, anche con i nostri tifosi".

Inzaghi è tornato anche su Fiorentina-Inter e su quanto accaduto a Bove: "È stata una serata difficile e ci sono stati attimi non semplici, ma il mondo del calcio ieri sera ha fatto una grandissima figura.Vedere lo stadio e tutta Italia stringersi attorno a Edoardo è stato un bellissimo esempio". Nel corso della serata, sono stati consegnati tanti altri premi.

Il primo riconoscimento è stato per Francesco Pio Esposito, attaccante classe 2005 dello Spezia votato miglior giovane dell’ultima Serie B.Poi, ancora una vittoria per Daniele Orsato come miglior arbitro e di nuovo Inter con Marcus Thuram.

L’attaccante francese ha staccato la concorrenza per il gol più bello della stagione 2023-24, quello segnato il 16 settembre 2023 contro il Milan.Un destro all’incrocio valso per i nerazzurri il momentaneo 2-0 nel derby, poi vinto con un rumoroso 5-1, e votato da oltre 30.000 appassionati sul sito del Galà.  In chiusura, è stata presentata la formazione ideale dell'ultima Serie A.

Un 4-3-3 con Sommer tra i pali, Bellanova, Bastoni, Calafiori e Dimarco in difesa, Barella, Calhanoglu e Koopmeiners a centrocampo e Lautaro Martinez, Zirkzee e Thuram in attacco.Doppietta per il capitano nerazzurro Lautaro Martinez, votato anche"Calciatore dell'anno" tra gli applausi del pubblico.

A chiudere una serata a forti tinte nerazzurre.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma-Atalanta 0-2, nerazzurri volano e giallorossi sprofondano

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(Adnkronos) – L'Atalanta batte 2-0 la Roma nel posticipo del lunedì della 14/a giornata di Serie A, disputato allo stadio Olimpico.A decidere il match le reti di De Roon al 69' e dell'ex Zaniolo all'89'.

In classifica i nerazzurri sono secondi con 31 punti, uno in meno del Napoli capolista, i giallorossi quindicesimi insieme al Lecce a quota 13.  Non si ferma la striscia vincente dell'Atalanta che conquista l'ottava vittoria di fila in Serie A.La squadra nerazzurra sale così a quota 31 in classifica riportandosi a -1 dal Napoli capolista.

Si aggrava la crisi della Roma, al quarto ko di fila, che scivola al 15° posto in classifica con 13 punti come il Lecce.  Dopo pochi secondi orobici pericolosi con un'accelerazione sulla sinistra di Lookman che va via e prova a mettere in mezzo un buon pallone, la difesa di casa libera.Al 4' chance anche per la Roma con una conclusione potente dalla distanza di Paredes, Carnesecchi in tuffo devia in angolo.

Al 13' capitolini vicini al gol con una gran conclusione di Koné che sfiora l'incrocio dei pali.Al 23' gol annullato alla 'Dea'.

Lookman scarica per De Roon, l'olandese serve Bellanova, la palla torna a Lookman che da posizione di fuorigioco supera Svilar.  Al 28' l'Atalanta ci prova con un'incursione di Ederson, la difesa capitolina salva in angolo.Alla mezz'ora gran palla di Ederson per De Ketelaere che non trova la deviazione vincente.

Al 40' azione in percussione dell'Atalanta con De Ketelaere e Kossounou, palla in mezzo, la difesa della Roma se la cava. Torna a farsi vedere la squadra di casa in avvio di ripresa, al 3' Dybala rifinisce per Dovbyk che non riesce ad arrivare sulla palla anticipato di un soffio da Carnesecchi.All'8' Guida ammonisce la 'Joya' proteste.

Un minuto dopo doppio cambio per Gasperini con Cuadrado e Samardzic che sostituiscono Ruggeri e Retegui.  Al 17' primo cambio per Ranieri che inserisce Shomurodov al posto di Dovbyk.Nell'Atalanta scocca l'ora dell'ex Zaniolo e di Brescianini che entrano per De Ketelaere e Lookman.

Al 24' il gol partita di De Roon.Azione insistita dei nerazzurri con conclusione finale del centrocampista olandese, deviata da Celik, che mette completamente fuori tempo Svilar.

Al 27' esce proprio il terzino turco, entra Salemaekers.fuori anche Hummels, dentro El Shaarawy.

Al 31' il neo entrato Saelemaekers mette in mezzo un buon pallone, Mancini si allunga e colpisce con la punta del piede ma non riesce a indirizzare in porta la conclusione.  Al 37' Ranieri esaurisce i cambi: Zalewski e Soulé sostituiscono Dybala e Cristante.Al 38' ospiti vicini al secondo gol: Ederson ben trovato a centro area, apre troppo l'interno davanti a Svilar e manda a lato.

Al entra Djimsiti, al posto di Kossounou e anche Gasperini termina le sostituzioni.Al 43' calcio di punizione battuto da Samardzic per il colpo di testa di Djimsiti e Svilar che salva i suoi.

Al 44' Zaniolo segna il gol dell'ex e chiude la partita.Dagli sviluppi di un calcio d'angolo, l'ex Galatasaray salta e colpisce di testa sul primo palo, palla deviata anche da Mancini che beffa Svilar per la seconda volta.

L'attaccante nerazzurro esulta togliendosi la maglia e viene ammonito da Guida.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Celeste Dalla Porta: “Dopo Sorrentino sono aperta a tutto, amo spaziare”

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(Adnkronos) – “Sono molto emozionata di essere qui e di ricevere un premio intitolato a questa grande icona.Da lei prendiamo tutte ispirazione, sia come attrici che come donne.

Lei riesce a portare negli occhi una vitalità e un’intensità di cui secondo me il cinema ha veramente bisogno”.A dirlo all’Adnkronos è Celeste Dalla Porta, giovane protagonista di ‘Parthenope’ di Paolo Sorrentino attualmente nelle sale e premio Giovane Rivelazione al Decennale Virna Lisi. “Io ringrazio Virna Lisi per aver interpretato grandi personaggi così iconici, grazie per essere così iconica”, aggiunge l’attrice.  E dopo aver lavorato con Sorrentino, ammette: “Mi piacerebbe lavorare con tantissimi altri registi, tantissime altre registe, non saprei dire esattamente con chi -dice l’attrice ventisettenne- Mi piace molto il cinema d’autore, un cinema nuovo, di ricerca, e poi mi piace il classico, quindi sono veramente aperta a spaziare e a tutto”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni: “Landini? Attacca governo per ragioni politiche, ma noi alziamo i salari”

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(Adnkronos) – A sinistra "i toni si alzano quando gli argomenti sono deboli e capisco la difficoltà di Landini, perché i suoi argomenti sono deboli come sono deboli i suoi risultati, l'adesione allo sciopero è sotto il 6%".Così la premier Giorgia Meloni, intervistata da 'Quarta Repubblica' su Rete 4. 
Landini "per ragioni politiche deve attaccare questo governo, dopodiché però si trova di fronte al governo che ha aumentato i salari, ha aumentato l'occupazione, ha diminuito la disoccupazione, ha aumentato l'occupazione femminile, ha aumentato i contratti stabili, ha diminuito il precariato, ha aumentato le pensioni minime, ha aumentato il Fondo Sanitario Nazionale", aggiunge. "Probabilmente ci sono altre valutazioni che si stanno facendo che riguardano anche il campo della sinistra, diciamola così, magari si intravede uno spazio di carattere diverso", dice, ipotizzando un impegno in politica del leader della Cgil.  Pensa che il suo prossimo avversario politico sarà Landini? "No, non lo so, io già devo organizzare la mia maggioranza, si figuri se organizzo l'opposizione, però magari ci sono anche queste valutazioni o semplicemente non accettano che al governo ci sia il centrodestra, e dicono 'lo dobbiamo mandare a casa'.

Io – aggiunge – riandrei al congresso della Cgil, ma non credo che mi inviterebbero di nuovo", dice ricordando la sua partecipazione del 17 marzo del 2023 alla Cgil. "Mi preoccupa che abbiamo una sinistra che quando riesce a governare, che è l'unica cosa che vuole fare, si mette il vestito buono, è democratica, ma quando perde il potere perde le staffe…quando non ci riesce allora esce la sua vera natura, intollerante, non accetta che ci siano altre idee", ha detto ancora con riferimento alle ondate di scioperi in Italia.  "Fratoianni dice che l'Italia va capovolta?

Gli italiani lo hanno già fatto quando hanno mandato a casa la sinistra alle elezioni, il 25 settembre del 2022", sottolinea Meloni. "Numeri alla mano, quando noi siamo arrivati al governo, sul Fondo sanitario c'erano 126 miliardi, nel 2025 ci saranno 136,5 miliardi, a casa mia sono in due anni 10 miliardi e mezzo di euro in più, quindi come si faccia a sostenere che noi abbiamo tagliato il Fondo Sanitario Nazionale per me è un mistero e quando lo sento dire anche dalla segretaria del Partito democratico" Elly Schlein "della quale ho rispetto un po' mi vergogno per lei", ha poi replicato dopo le accuse al governo di aver tagliato i fondi della Sanità in manovra. "Si tratta di falsità", aggiunge. Sul fronte migranti, il progetto "Albania funzionerà, io non prendo impegni che non ritengo di poter mantenere, ci sono delle soluzioni, ci sto lavorando, farò tutto quello che devo fare per farlo funzionare, credo che sia una un progetto assolutamente innovativo e non è un caso che sia attenzionato dalla quasi totalità dei paesi dell'Unione Europea, è un cambio totale nella gestione dei flussi migratori, ci sono delle soluzioni per farlo funzionare".Lo ha detto Giorgia Meloni, intervistata da 'Quarta Repubblica' su Rete 4. "Attendiamo, adesso dobbiamo aspettare la Cassazione, abbiamo la Corte di Giustizia Europea e vedremo anche quanto sostegno alla posizione italiana ci sarà di fronte alla Corte di Giustizia Europea quando arriverà questo giudizio, in ogni caso io sto lavorando anche su altre soluzioni e alla fine funzionerà", assicura. Le domande toccano poi il tema giustizia. "Io – continua Meloni – ho rispetto della magistratura, io ho cominciato a fare politica quando hanno ucciso Paolo Borsellino, non cadrò mai nella trappola del racconto della politica contro la magistratura, io sto sempre nel racconto delle brave persone che devono darsi una mano a far camminare lo Stato italiano e quindi distinguo i pochi magistrati molto ideologizzati da una magistratura che cerca di fare il suo lavoro in condizioni di difficoltà".  E per quanto riguarda Unicredit-Bpm? "E' un'operazione di mercato, dopodiché il governo ha degli strumenti per intervenire, qualora dovesse rilevare che l'operazione non rientra nell'ambito dell'interesse nazionale, ma questo è un file che sta seguendo il ministro Giorgetti, mi fido molto del suo giudizio sulla materia.

E quindi facciamo delle valutazioni assolutamente neutrali, ma nell'interesse nazionale italiano", ha sottolineato la premier. Intanto, sul fronte Stellantis, "ho parlato con Elkann che mi ha comunicato l'uscita di Tavares, ci parliamo da due anni.Io non entro ovviamente nel merito delle scelte di una grande multinazionale, credo che" quanto avvenuto "sia anche figlio, di alcune battaglie sindacali molto forti che sono state fatte, particolarmente dai sindacati francesi e americani, perché quello italiano su questo, diciamo, rispetto a questi urli, era un po' afono", ha detto. "Vedremo adesso che cosa accadrà – aggiunge – .

La trattativa con il governo è sempre anche qui una trattativa neutrale, vale per Stellantis, vale per tutte le aziende.Noi vogliamo fare del nostro meglio per difendere i livelli occupazionali e per l'indotto che è fondamentale.

E quindi abbiamo un altro tavolo convocato a metà dicembre e speriamo che possa essere quello risolutivo".  "Al netto di questo, ci sono una serie di partite che vanno affrontate a un altro livello, sull'Automotive, per esempio in Europa, dove l'Italia è alla testa di un gruppo di paesi, ormai arrivato a 15 paesi, per rivedere le regole sulla fine del motore endotermico, che sarebbe un'altra mazzata tremenda sull'industria dell'Automotive, mi pare che le cose stiano andando abbastanza bene, sono ottimista che anche qui si possa svoltare", conclude. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, tentato furto in villa Berlusconi sull’Appia: i ladri entrati dalla villa accanto

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(Adnkronos) – Tentato furto nella villa romana della famiglia Berlusconi sull'Appia.I ladri hanno cercato di entrare attraverso l'abitazione accanto, ma sono stati notati dai vigilantes che hanno chiamato i poliziotti e sono stati costretti alla fuga.  In due, forse tre, tutti con il volto coperto, sono stati visti dalla vigilanza privata in servizio in via Lucio Volumnio, sull'Appia Antica, mentre si aggiravano con fare sospetto.

I poliziotti, intervenuti sul posto, sono impegnati nelle ricerche.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ostaggi Gaza, ultimatum Trump: “Liberateli o ci sarà prezzo pesante da pagare”

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(Adnkronos) – ''Solo parole e nessuna azione'' è stata realmente condotta per liberare gli ostaggi trattenuti da oltre un anno da Hamas nella Striscia di Gaza.Ma ''se gli ostaggi non saranno liberati prima del 20 gennaio'', quando il presidente Usa eletto Donald Trump assumerà ufficialmente l'incarico, ''in Medioriente ci sarà un prezzo pesante da pagare''.

Lo scrive lo stesso Trump su Truth social, affermando che ''tutti parlano degli ostaggi che vengono tenuti in modo così violento, disumano e contro la volontà del mondo intero in Medio Oriente.Ma sono solo parole e nessuna azione!''. Ma ''il 20 gennaio 2025, data in cui assumerò con orgoglio la carica di Presidente degli Stati Uniti'', ''coloro che sono al comando e hanno perpetrato queste atrocità contro l'umanità dovranno pagare l'inferno''.

Insomma, ''i ​​responsabili saranno colpiti più duramente di chiunque altro nella lunga e leggendaria Storia degli Stati Uniti d'America.Liberate gli ostaggi ora!''. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tapiro d’oro a Casaleggio: “Spiacevole che il M5S parli solo di mandati e poltrone”

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(Adnkronos) – Tapiro d’oro oggi da Striscia la notizia a Davide Casaleggio, figlio del cofondatore del Movimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio, per la delusione dovuta alle recenti tensioni politiche all’interno del partito. "Penso che anche mio padre sarebbe attapirato – ha detto Casaleggio junior intercettato a Ivrea dall’inviato del tg satirico Valerio Staffelli – . È spiacevole che oggi non si stia parlando del futuro di una formazione politica o dei programmi, ma si discuta solo di mandati e poltrone".  E quando Staffelli gli chiede un parere sulla rivalità tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo, Casaleggio risponde: "Non ricordo un momento in cui sono andati d’accordo".Commentando poi l’eventuale obiettivo di Conte di prendere le redini del Partito Democratico, Casaleggio aggiunge: "Conte è un ottimo leader per il Pd.

Alla fine, il Pd dovrà fargli una statua per tutti i voti che ha portato via al Movimento 5 Stelle.Penso che quello sia da sempre stato il suo progetto". E, a proposito della diatriba per la proprietà del simbolo del Movimento, Casaleggio dichiara: "Il simbolo è chiaramente dell’associazione precedente, tant’è che hanno dovuto firmare un contratto per poterlo utilizzare.

Se il contratto sarà rescisso, il simbolo tornerà a chi di diritto".In attesa delle dichiarazioni che Beppe Grillo farà domani sul suo blog alle 11.03, Casaleggio conclude: "Sapere cosa vuole dire Beppe è sicuramente impossibile, ma 11.03 indica forse una data". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Basciano, procura chiede arresti domiciliari: “Pericoloso per Sophie Codegoni”

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(Adnkronos) – La procura di Milano, alla scadenza dei dieci giorni per fare ricorso, ha fatto appello al tribunale del Riesame chiedendo gli arresti domiciliari il deejay Alessandro Basciano – arrestato e subito scarcerato per stalking – perché c'è il rischio concreto che "possa commettere atti persecutori" nei confronti dell'ex compagna Sophie Codegoni, l'influencer che lo ha denunciato nel dicembre 2023. La richiesta della procuratrice aggiunta Letizia Mannella e del pm Antonio Pansa arriva a quattro giorni dall'interrogatorio in procura della ventitreenne modella che non ha fatto nessun dietrofront, anzi ha ribadito le minacce e gli insulti ricevuto anche via chat, ma soprattutto ha sottolineato di non aver mai ritirato la querela – presentata nel dicembre 2023 -, e di non essere intenzionata a farlo.  Basciano era stato arrestato la sera del 21 novembre e subito scarcerato dopo che il suo difensore, durante l'interrogatorio a San Vittore, aveva depositato alla gip Anna Magelli alcune chat e la promessa – contenuta in una scrittura privata el 26 febbraio scorso, legata a vicende civilistiche – della rinuncia alla querela.Promessa che la ex concorrente del Grande fratello Vip non ha mantenuto, come ha ribadito nel suo interrogatorio dove ha spiegato anche il tenore di alcune chat e ne ha consegnate altre per rafforzare la sua tesi.

Dopo la richiesta della procura la palla passa ora, di nuovo, ai giudici.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stellantis, cosa succede ora? L’eredità di Tavares e le scelte di Elkann

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(Adnkronos) – E ora?Ora che l'uscita di Carlos Tavares è stata frettolosamente anticipata cosa ne sarà di Stellantis?

E cosa ne sarà dell'impegno di John Elkann e di Exor?L'auto, il settore intero, sta vivendo una crisi strutturale, fatta di un salto tecnologico 'avventato' e non digerito dal mercato e anche di un utilizzo del mezzo auto che l'evoluzione della società sta velocemente modificando.

Ma la crisi del gruppo che è in parte erede della Fiat ne sta vivendo una più profonda, fatta di una serie di errori stratificati nel tempo e di scelte che hanno perso di vista il core business, il risultato industriale.E' una crisi, per molti versi, peggiore delle tante crisi attraversate nella storia della Fiat.  
L'eredità che lascia Tavares è fatta di numeri impietosi e uno più di tutti la rappresenta: si è sempre detto che l'obiettivo al 2030 sarebbe stato produrre un milione di auto in Italia, mentre il 2024 si avvia a segnare il peggiore risultato da 65 anni a oggi, intorno a 500mila auto prodotte.

Come ci si è arrivati?Con una lunga lista di buone intenzioni che non hanno prodotto fatti conseguenti.  L'accostamento dei marchi di Fiat a quelli di Psa (sono 14: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroën, Dodge, DS Automobiles, FIAT, Jeep, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot, Ram Trucks e Vauxhall) avrebbe dovuto consentire di sfruttare tutti i benefici di un aumento dimensionale, a partire dalle sinergie.

L'allora Ad di Fca, Mike Manley, al momento della fusione, affermava: "il 40% delle sinergie verrà generato dalla condivisione di piattaforme e sistemi di propulsione, dall'ottimizzazione degli investimenti in R&S e dal miglioramento dei processi di produzione, il 35% da risparmi negli acquisti mentre il 7% arriverà da risparmi sul fronte delle spese amministrative e generali".  Quei numeri, oggi, pure se in parte realizzati, suonano come una 'beffa' ulteriore: il problema non è il salto dimensionale, non è la fusione messa in piedi da John Elkann che di fatto ha seguito il solco tracciato da Sergio Marchionne con la conquista di Chrysler, ma il vuoto industriale che li ha accompagnati.I fatti dicono che il numero delle auto invendute è spaventoso, soprattutto sul mercato americano che doveva essere il valore aggiunto portato da Fca a Stellantis.

E dicono soprattutto che sono state evidentemente sbagliate le leve commerciali utilizzate: dalla politica dei prezzi e alle scelte nella dislocazione delle produzioni.  
Scelte industriali sbagliate che costano il posto, come da manuale, a chi le firma, il Ceo.Il tema ora si sposta sulle decisioni strategiche degli azionisti e, in particolare, su quelle che potrebbe fare John Elkann, presidente del gruppo nonché primo azionista e ora a capo del comitato che guiderà ad interim l’azienda.

Il primo sostanziale bivio riguarda la scelta di fondo: disimpegno o rilancio?Una nuova scommessa sull'auto o la fine di un'esperienza storica privilegiando le potenzialità finanziarie di Exor?

Difficile, se non impossibile, rispondere ora.Ma già le prossime settimane potranno dare qualche indizio in più. (Di Fabio Insenga) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, nuova stretta sull’export di chip ma per Pechino è “abuso di controllo”

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(Adnkronos) – Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove restrizioni alle esportazioni che mirano a colpire la capacità della Cina di produrre semiconduttori avanzati, con una misura che Pechino ha subito definito un 'abuso di controllo' che minaccia gli scambi tra le due superpotenze.  La mossa di Washington conferma la volontà di tagliare le esportazioni di chip all'avanguardia verso la Cina, con l'obiettivo di ostacolare la capacità del Paese di produrre chip che possono essere utilizzati in sistemi di armi avanzati e nell'intelligenza artificiale. "Gli Stati Uniti hanno adottato misure significative per proteggere la nostra tecnologia dall'uso da parte dei nostri avversari in modi che minacciano la nostra sicurezza nazionale", ha dichiarato il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan in un comunicato, aggiungendo che Washington continuerà a lavorare con alleati e partner “per salvaguardare in modo proattivo e aggressivo le nostre tecnologie e il nostro know-how, leader a livello mondiale, in modo che non vengano utilizzate per minare la nostra sicurezza nazionale”. Un portavoce del ministero del Commercio cinese ha replicato che gli Stati Uniti “abusano delle misure di controllo delle esportazioni” e hanno “ostacolato i normali scambi economici e commerciali”.Le ultime misure statunitensi includono una restrizione delle esportazioni a 140 aziende, tra cui le aziende cinesi di chip Piotech e SiCarrier Technology.

Secondo il Dipartimento del Commercio, le restrizioni riguardano anche Naura Technology Group, che produce apparecchiature per la produzione di chip.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Perché l’Italia è indietro sul 5G (e come può recuperare terreno)

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(Adnkronos) – L'introduzione del 5G rappresenta una delle più importanti innovazioni tecnologiche degli ultimi decenni, con una velocità di adozione senza precedenti.In Italia, l'adozione del 5G è essenziale per modernizzare le infrastrutture e migliorare la competitività economica.

Tuttavia, l'Europa, e l'Italia in particolare, potrebbero rimanere indietro rispetto a Stati Uniti, Cina e India, soprattutto nell'adozione delle reti 5G Stand-Alone (SA).Di questo e molto altro si è parlato all’evento Ericsson Imagine Italy, che si è tenuto al PalaExpo di Roma.  Le reti SA sono la versione più avanzata del 5G, indipendenti dalle infrastrutture 4G.

Offrono migliori prestazioni in termini di velocità, latenza e capacità di connessione, abilitando servizi come realtà aumentata industriale, manutenzione predittiva e comunicazioni ultra-affidabili. Secondo l'Ericsson Mobility Report, mentre circa 320 operatori globali offrono servizi 5G, solo il 20% utilizza reti SA.Questo dato evidenzia la necessità per l'Europa di sviluppare più rapidamente le infrastrutture 5G autonome. In Italia, la trasformazione digitale attraverso il 5G è una priorità strategica.

Andrea Missori, presidente e AD di Ericsson Italia, in un colloquio con l’Adnkronos ha sottolineato l'importanza di investire in infrastrutture avanzate, anche per gli effetti che avrebbero nei settori critici come ferrovie, porti e autostrade. “Secondo studi recenti, ogni dollaro investito in connettività porta 10 dollari di Pil.Se non garantiamo al nostro sistema economico tecnologie al livello dei concorrenti globali, rischiamo di condannarlo al declino.

Nei rapporti Letta, Draghi, e nella prospettiva della nuova Commissione europea connettività e competitività sono al centro dell’agenda dei prossimi anni”.  Esempi di successo internazionali come il porto di Tuas a Singapore e gli aeroporti di Parigi dimostrano il potenziale del 5G SA per ottimizzare le operazioni.Progetti simili in Italia potrebbero stimolare l’economia e posizionare il Paese come leader nell'innovazione tecnologica.

Una strada per offrire servizi innovativi è quella delle API, Application Programming Interfaces, che permetterebbero agli operatori di offrire servizi premium agli utenti, permettendo di recuperare redditività.Esempi pratici?

Servizi di geolocalizzazione precisi al metro, sicurezza bancaria avanzata, ma anche più banda per chi assiste al concerto di Taylor Swift e vuole inviare e caricare video. Nonostante i progressi, l'Europa fa fatica a competere con altre potenze globali.La copertura del 5G su banda media in Europa è intorno al 30%, contro il 90% del Nord America.

In India, la copertura potrebbe raggiungere il 95% entro la fine del 2024.Questo divario evidenzia la necessità di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture 5G europee. “Pensiamo alla app economy in cui siamo ancora immersi”, prosegue Missori. “Si è sviluppata intorno alla diffusione del 4G negli Stati Uniti.

Facebook, Uber, Airbnb, e le decine di app che popolano i nostri smartphone, non sarebbero cresciute senza la diffusione di una rete più veloce e capillare.Il 5G sarà la spina dorsale dell’Intelligenza artificiale e delle tecnologie di frontiera, senza una rete adeguata, il nostro ecosistema di start-up, imprese innovative, ma anche di aziende tradizionali non riuscirà a tenere il passo”.  In Italia, settori come la pubblica sicurezza, la logistica e i trasporti trarrebbero beneficio dalle reti mission-critical basate su 5G SA.

Queste reti assicurano comunicazioni affidabili e a bassa latenza, cruciali per situazioni di emergenza o operazioni complesse.La Logistica 4.0 sta trasformando le catene di approvvigionamento globali, ed è sempre più richiesta da operatori italiani e internazionali. “Un'infrastruttura 5G avanzata consentirebbe all'Italia di competere globalmente, attrarre investimenti e creare nuovi posti di lavoro”, prosegue Missori. “Per non rimanere indietro, l'Italia e l'Europa devono adottare un approccio sistemico, investendo nelle reti 5G SA e promuovendo la collaborazione tra pubblico e privato.

Questo richiede lo sviluppo di infrastrutture tecnologiche e un quadro normativo favorevole all'innovazione”, mentre finora l’Europa e i governi nazionali si sono concentrati sulla regolamentazione e su una serie di politiche che hanno eroso i margini delle telco, che ora non hanno i capitali sufficienti per investire in nuove infrastrutture.Il settore chiede un maggior impegno delle istituzioni a fronte di 7 miliardi di euro di investimenti l’anno, e anche una “fair share” da parte dei grandi operatori tecnologici (OTT) che dominano il traffico sulle reti.

Chiede la possibilità di consolidare, per ridurre il numero di operatori sul mercato, e di aumentare le emissioni elettromagnetiche dei ripetitori, ora “strozzati” a livelli decine di volte inferiori agli altri paesi europei. Dal convegno di oggi si conferma che la trasformazione digitale offre un’opportunità per rilanciare l'economia europea e migliorare la qualità della vita.Il 5G SA è fondamentale per sfruttare questo potenziale, assicurando che l'Europa rimanga competitiva nell’era della connettività avanzata. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giustizia, lo stop di Mattarella: “Rispettare i limiti, magistrati soggetti soltanto alla legge”

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(Adnkronos) – Un richiamo al "rispetto dei limiti delle proprie attribuzioni".E' quello arrivato oggi, 2 dicembre, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando al Quirinale i referendari di nuova nomina della Corte dei Conti.

Un'attitudine, ha sottolineato il Capo dello Stato, destinata "a rafforzare l’indipendenza che contraddistingue la magistratura, soggetta soltanto alla legge". "Entrate a fare parte, con rilevanti responsabilità, di una istituzione prestigiosa, posta a servizio, nelle sue molteplici funzioni, della Repubblica – ha scandito Mattarella -.Vi auguro di svolgere i compiti che vi saranno assegnati, adesso e nello sviluppo della vostra carriera, quali magistrati consapevoli del vostro ruolo, della realtà sociale ed economica nella quale operate e dei riflessi che le vostre decisioni sono destinate ad avere sulle persone e sulle amministrazioni.

E, come sovente mi appare opportuno sottolineare, del rispetto dei limiti delle proprie attribuzioni, garanzia, allo stesso tempo, per tutti della tutela della loro indipendenza, attribuzione riservata dalla Costituzione rispetto ad altri poteri”.  “Queste attitudini – ha aggiunto il Capo dello Stato – non sono destinate ad affievolire, ma, all’opposto, a rafforzare l’indipendenza che contraddistingue la magistratura, soggetta – ripeto – soltanto alla legge”. "Con riguardo agli articoli 28 e 97" della Costituzione – ha quindi specificato Mattarella – "in questo particolare momento il giudizio di responsabilità deve confrontarsi con i fenomeni della cosiddetta paura della firma e della burocrazia difensiva, che la Corte costituzionale ha ritenuto meritevoli di considerazione da parte del legislatore nella recente sentenza n. 132 del 16 luglio 2024.La Corte costituzionale ha tra l’altro evidenziato la complessità dell'ambiente in cui operano gli agenti pubblici, sia per l'individuazione delle norme da applicare al caso concreto in un sistema giuridico multilivello con fonti di provenienza diversa, sia per le difficoltà interpretative derivanti da una produzione legislativa, talvolta caotica, sia per l’inadeguatezza delle risorse a disposizione dell’Amministrazione.

Spetterà adesso al Parlamento dettare una disciplina in grado di contemperare, nel rispetto del fondamentale principio della separazione tra potere giurisdizionale e potere amministrativo, l’esercizio imparziale ed efficace dei compiti che la Costituzione affida alla magistratura contabile, con la salvaguardia dei principi, anch’essi di natura costituzionale, di buon andamento e imparzialità dell’Amministrazione”.  “Tali aspetti, peraltro – ha aggiunto il Capo dello Stato – sembrano dover trovare un temperamento nell’esercizio stesso delle funzioni giurisdizionali dei magistrati della Corte dei Conti, dove l’applicazione delle regole processuali e la considerazione dei precedenti giurisprudenziali – ha ricordato ancora Mattarella – non può prescindere dall’attenta valutazione del caso concreto”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)