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Renzi si conferma ‘Paperone del Parlamento’: nel 2024 ha dichiarato 2,3 milioni

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(Adnkronos) – Con oltre 2,3 milioni di euro di imponibile Matteo Renzi si conferma Paperone de' Paperoni dei Palazzi, almeno stando alle dichiarazioni dei redditi 2024 fino ad ora arrivate agli uffici di Camera e Senato.  Carte alla mano, l'ex rottamatore risulta più 'povero' di circa 880 mila euro rispetto all'anno scorso (quando aveva denunciato al fisco 3 milioni 187mila 769 euro) ma resta probabilmente il numero 1 nella classifica parlamentare dei 'milionari' e il più ricco dei leader di partito con 2 milioni 307mila 346 euro. Mancano però ancora all'appello altri 'paperoni' come il senatore a vita, l'archistar Renzo Piano (nel 2023 si è piazzato subito dietro l'ex segretario Pd con 2 milioni e 901 mila euro, di cui 2,5 guadagnati in Francia e quasi 400mila in Italia), e il deputato-imprenditore della Lega, Antonio Angelucci.  Renzi ha presentato la dichiarazione per la pubblicità della situazione patrimoniale il 29 novembre scorso. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, Grillo pronto a scontro con Conte sul simbolo: il piano e l’ostacolo

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(Adnkronos) –
Beppe Grillo fa il 'funerale' al Movimento 5 Stelle e scalda i motori in vista di un possibile nuovo progetto: "Ho un'idea per il futuro che proporrò dopo" il nuovo voto sul ruolo del garante che si terrà dal 5 all'8 dicembre, annuncia il comico nel tanto atteso videomessaggio, girato a bordo di un carro funebre e postato sul blog e sui suoi canali social. "Il M5S è morto", tuona l'Elevato invitando Giuseppe Conte & Co a farsi "un nuovo simbolo", perché, spiega, "vedere tutto quello che ha rappresentato" il contrassegno del Movimento "in mano a queste persone mi dà un senso di disagio…".  Proprio sul logo pentastellato si giocherà il braccio di ferro decisivo tra Grillo e Conte.Il garante del M5S ha fatto capire chiaramente che non intende rassegnarsi all'idea di lasciare nelle mani di Conte e del 'suo' Movimento il simbolo della forza politica fondata insieme a Gianroberto Casaleggio. "Piuttosto, meglio che finisca in una teca'', avrebbe detto a chi lo ha sentito in queste ore.  Grillo aspetta l'esito del voto bis sulle modifiche statutarie per decidere la strategia futura, che potrebbe passare anche per un ricorso legale per impugnare lo statuto del 2022 e congelare l'uso del simbolo attualmente in uso al Movimento. 
Cosa accadrà dopo il voto di domenica? "Siamo nei 360 gradi di possibilità di scelta.

L'iniziativa di Beppe fotografa lo stato attuale del Movimento.Lunedì, dopo i risultati della votazione, ci sarà una valutazione su qualsiasi tipo di iniziativa.

In questo momento è come andare sulla pagina di un sito internet in costruzione e trovare l'omino con la scritta 'under construction', lavori in corso…", risponde sibillino all'Adnkronos Enrico Maria Nadasi, commercialista di Grillo e segretario dell'Associazione Movimento 5 Stelle 2012 che, come si legge nell'ultimo bilancio, è "proprietaria dei simboli Movimento 5 Stelle e dei domini www.beppegrillo.it e www.movimento5stelle.it".Pagina web, quest'ultima, che risulta proprio "in costruzione" in questo momento con ultimo aggiornamento risalente al 23 agosto. L'ostacolo per l'Elevato è rappresentato però dalla scrittura privata, stipulata tra il 2021 e il 2022 da Grillo e dal Movimento, con la quale il comico si è impegnato a non promuovere "alcuna contestazione" nei confronti del M5S per quanto riguarda l'uso del nome e del simbolo, anche se in futuro il logo sarà modificato "in tutto o in parte".

Nel documento rivelato nei giorni scorsi dall'Adnkronos si fa riferimento alla "manleva" garantita dal Movimento, che solleva Grillo dalle conseguenze patrimoniali derivanti da eventuali cause giudiziarie.  In cambio dello scudo legale, l'Elevato si impegna "a non formulare in proprio e quale legale rappresentante delle associazioni" M5S del 2009 e del 2012 "alcuna contestazione" nei confronti dell'Associazione Movimento 5 Stelle 2017 (ovvero quella presieduta da Conte) "con riguardo all'utilizzo del nome Movimento 5 Stelle e/o del simbolo" del Movimento "come finora modificato e in futuro modificabile, in tutto o in parte". Grillo è inoltre obbligato "a non prestare collaborazione funzionale e/o strutturale ad altre associazioni che hanno quale finalità quella di svolgere attività in contrapposizione e/o concorrenziale" con il Movimento.Per i contiani, la scrittura privata rappresenta la conferma del fatto che Grillo "ha le mani legate" e non può bloccare l'utilizzo del simbolo da parte di Conte.

Per i seguaci del comico e per l'avvocato Lorenzo Borrè, invece, il documento certifica "che né il nome né il simbolo sono di proprietà del M5S del 2017".  Secondo il notaio del Movimento Alfonso Colucci, fedelissimo di Conte, gli estremi per un ricorso da parte di Grillo non esisterebbero: "La situazione è limpida dal punto di vista giuridico, la titolarità del simbolo è in capo alla comunità del Movimento 5 Stelle, Associazione rappresentata dal presidente Giuseppe Conte.Qualsiasi iniziativa tesa a contestare la titolarità e l'utilizzo del simbolo sarebbe temeraria, sia in ragione della titolarità del simbolo che spetta al Movimento, sia in ragione degli accordi contrattuali sottoscritti da Grillo, coperti da riservatezza, che precludono qualsiasi fondata iniziativa giuridico…", spiega il deputato. Per il giurista Gabriele Maestri, esperto di simboli, la questione "è molto complessa, perché si intrecciano diversi piani: quello del diritto civile, quello del diritto della proprietà industriale, quindi quello dei marchi, e quello del diritto elettorale". "Il simbolo originario è di Beppe Grillo e lo aveva depositato come marchio europeo e poi italiano, per poi cederlo all'Associazione del 2012, presieduta da lui", spiega l'autore del libro 'I simboli della discordia'. L'Associazione che ora convoglia deputati, senatori, europarlamentari e tutti gli eletti pentastellati, però, è quella del 2017, che aveva ricevuto in uso quello stesso simbolo e ne ha utilizzato versioni molto simili con piccolissime differenze, motivo per il quale, dice ancora Maestri, Grillo potrebbe avere la facoltà di negarne l'uso, andando allo scontro e intraprendendo una lunga battaglia che potrebbe causare "tanti feriti". Grillo potrebbe decidere di non rispettare l'accordo, visionato dall'Adnkronos, che limita lo spazio di manovra del garante in cambio della manleva legale, ma di base – osserva il giurista – la legge tende a far prevalere il diritto elettorale su quello civile, e questo a tutela soprattutto degli elettori.

Essendo il Movimento 5 Stelle un partito a (quasi) tutti gli effetti, dunque, secondo l'esperto la lotta potrebbe vedere sconfitto Grillo.Ma il rischio c'è da entrambe le parti, spiega Maestri, "perché un giudice potrebbe anche emettere un provvedimento cautelare e bloccare tutto".

Non solo, aggiunge: "Non c'è nessuno che possa essere considerato immune dai rischi per eventuali contenziosi", e questo perché con una battaglia in atto "rischia di essere meno appetibile lo stesso M5S". "Le parti in causa devono valutare se vale la pena iniziare o subire un'azione legale", conclude Maestri. (di Antonio Atte e Mariacristina Ponti) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, de profundis Grillo: “Movimento è morto”. Conte: “Non ci facciamo calpestare”

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(Adnkronos) – Un carro funebre e l'inno alla gioia di Beethoven: così Beppe Grillo si presenta per il suo messaggio 'delicato' alla nazione.Criptico, lungo, un po' avvelenato e che chiude alla sua maniera: teatrale. "Il Movimento è morto ma è compostabile, l'humus che c'è dentro non è morto.

Io ho un'idea che vi svelerò dopo, non è finita qui.Se volete andate a votare o andate a funghi, questo Movimento avrà un altro decorso, meraviglioso, che ci siate voi o no", avverte i militanti.

E a questo risponde Giuseppe Conte, che a fine serata, con un video sui social torna a invitare la comunità a votare per dare una svolta: "Questa è una comunità orgogliosa, che non si lascia calpestare da nessuno, che non vuole andar per funghi".  Quali sono però i sottotesti dell'idea di Grillo?Vuole riprendersi il simbolo dall'associazione presieduta da Conte?

Il sentiment, come riferiscono autorevoli fonti all'Adnkronos, sembra andare proprio verso questa direzione, ma ci sarà da aspettare la votazione del fine settimana. "Non lascerà il simbolo a chi non rappresenta più il Movimento, per lui meglio finisca in una teca…", spiega chi gli è vicino.Potrebbe però rivelarsi un buco nell'acqua, tanto che sul tema, da Campo Marzio, si continuano a dire tranquilli. "Perché c'è da preoccuparsi?", dice l'ex premier in Transatlantico ai cronisti.

Sul resto del messaggio, però, qualche sassolino dalla scarpa se lo levano anche lui e i parlamentari. "Be', sono ottimista per le votazioni del 5 di dicembre", esordisce Grillo dopo aver aperto il finestrino della sua macchina funebre nel videomessaggio.Poi inizia una serie di reprimende contro Conte, alias il 'Mago di Oz', e l'attuale 'gruppo dirigente' del movimento: "Tutti i miei progetti, che arrivavano, non arrivavano perché lui non si faceva mai trovare, e i progetti sono stati tantissimi", dice elencando quelle che, per lui, sono proposte che da parte degli eletti non sono state ascoltate. Non per loro, però, e neanche per il presidente che, sempre nel video sui social, dopo essersi detto dispiaciuto per il comportamento del garante, afferma che "molte delle proposte menzionate in realtà si sono già tradotte in proposte di legge in Parlamento già depositate, che stiamo portando avanti con forza e determinazione". Questo, però, non è l'unico affondo di Grillo: "Siete diventati un partito che segue un Oz, di gente che non riconosco più – continua l'Elevato -.

Infatti quando venivo giù, in quel famoso ufficio che mi era stato concesso non c'era nessuno, non veniva nessuno". Un'altra bugia, stando a quello che raccontano, in primis Riccardo Ricciardi, vicepresidente del M5S che, in un altro video ancora, riepiloga tutti i momenti in cui, più che essere d'aiuto, il garante ha messo i bastoni tra le ruote alla creatura che lui stesso aveva contributo a dare vita. "Io scompaio proprio in funzione dei due mandati – continua ad attaccare -.Questa votazione aveva 20 domande per coprirne tre.

Io ho già perso, lo so, ma sono ottimista perché questo movimento aveva un'identità straordinaria".  Per non lasciare niente al caso, il co-fondatore tira le orecchie anche a Roberto Fico.Il Movimento 5 stelle "si è trasformato in un partitino progressista con questi giochetti che non faceva neanche la Democrazia cristiana vent'anni fa: io ti appoggio il candidato Pd alle regionali in Liguria e in Emilia e tu mi appoggi il 'c'aggiafà' con l'autobus in Campania.

Questi giochetti che voi non appoggiate hanno trasformato questo partitino in niente", è la bordata contro l'ex presidente della Camera.E poi l'idea, non prima di un'altra punta di veleno: vedere il Movimento 5 stelle "rappresentato da queste persone mi dà un senso di disagio.

Bene, coraggio, fatevi un altro simbolo", conclude Grillo.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Nato suona l’allarme: “Avanzata Russia accelera”

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(Adnkronos) –
Il fronte della guerra tra Russia e Ucraina "si muove verso ovest", sia pure "lentamente" e non "verso est".Tradotto, Vladimir Putin avanza nel conflitto in corso da oltre 1000 giorni.

I messaggi che arrivano dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, hanno un tono decisamente diverso, rispetto a quelli che arrivavano dal quartier generale di Evere, alla periferia di Bruxelles, fino a qualche mese fa.  Kiev si prepara ad affrontare "un inverno difficile" e avrà bisogno di tutto l'aiuto possibile da parte dell'Occidente per poter arrivare al "tavolo negoziale in posizione di forza".Pertanto, ha sottolineato Rutte, servono "meno discussioni su come potrebbe configurarsi un accordo di pace e più aiuti militari", che è quello di cui a Kiev hanno veramente bisogno. Ancora più indicativi, se possibile, sono i messaggi che arrivano off the record.

Le linee del fronte in Ucraina, ha spiegato un alto funzionario Nato, sono sottoposte ad una pressione "crescente" da parte delle forze russe.Il ritmo dell'avanzata delle truppe di Mosca aumenta: se prima "le forze russe avanzavano dieci metri al giorno", oggi ci sono giornate in cui "guadagnano terreno al ritmo di dieci chilometri al giorno".

Il cambiamento nel tenore dei messaggi segnala, con ogni probabilità, che a Bruxelles hanno deciso che è opportuno mettere al corrente l'opinione pubblica della serietà della situazione. Ad oggi in non pochi Paesi europei, specie in quelli più a ovest, che si sentono meno minacciati dalla Russia, l'opposizione all'invio di armi all'Ucraina in lotta contro l'invasore è molto diffusa.  
Nella regione russa di Kursk, ha riferito la fonte Nato, le forze ucraine "controllano tuttora circa due terzi degli 8-900 km quadrati di territorio" che avevano conquistato nello scorso agosto, malgrado la "controffensiva russa" in corso da tempo nell'area.La Nato si attende che le forze di Mosca "continueranno a tentare di fiaccare le forze ucraine, usando la massa" per conquistare le "posizioni difensive" dei nemici e conseguire così "guadagni tattici" sul campo. Le condizioni stagionali, ha osservato la fonte, "non hanno ancora prodotto alcuna riduzione delle operazioni offensive delle forze russe, che mantengono un significativo vantaggio quantitativo" rispetto a quelle ucraine in termini di "munizioni, uomini ed equipaggiamento". 
I russi, secondo le stime dell'Alleanza, "reclutano probabilmente 30mila nuovi soldati al mese e, in questo modo, sono in grado di "assorbire perdite massicce", mentre tentano di "affossare" le forze ucraine usando la forza d'urto della massa.

I russi hanno anche "intensificato i bombardamenti contro le infrastrutture critiche", in particolare le centrali elettriche.  "Senza dubbio", comunque, si è assistito ad un "aumento del ritmo dell'avanzata russa e gli attacchi che si sono visti contro le infrastrutture ucraine fanno chiaramente parte di una campagna orchestrata per aumentare la pressione" che il popolo ucraino avverte nella "vita di tutti i giorni", mentre "l'inverno avanza".  Per Rutte, dunque, il presidente ucraino Zelensky "ha ragione a chiedere aiuti militari non solo offensivi, ma anche difensivi", per proteggere le infrastrutture energetiche, che i russi prendono di mira per fiaccare la popolazione civile. "Concordiamo sul fatto – ha proseguito Rutte – che dobbiamo rafforzare l'Ucraina perché oggi, mentre parliamo, il fronte non si sta muovendo da ovest verso est, ma da est verso ovest.Lentamente, con molte perdite sul lato russo".

Per la Nato, oggi sono "700mila" le vittime russe, tra "morti e feriti gravi". Mosca "sta pagando un prezzo molto elevato, ma è un fatto che il fronte non si muove verso est", bensì "verso ovest".Il segretario generale ha tenuto a concentrare l'attenzione sulle necessità immediate: gli alleati, ha detto, "concordano sul fatto che il futuro dell'Ucraina è nella Nato.

Al summit di Washington abbiamo parlato di 'percorso irreversibile' verso l'Alleanza". Ma, ha aggiunto Rutte, "penso che dobbiamo concentrarci molto su quello che è necessario ora.E quello che serve ora è che gli aiuti militari arrivino all'Ucraina, perché per loro sono cruciali: se decideranno di parlare con i russi, lo faranno da una posizione di forza".  La Nato, ha aggiunto, accoglie "con favore gli ulteriori aiuti militari" all'Ucraina "annunciati da parte di Usa, Germania, Svezia, Estonia, Lituania e Norvegia", ma "tutti dobbiamo fare di più: più forte sarà il nostro supporto in questo momento, prima potremo porre fine all'aggressione russa una volta per tutte in Ucraina".

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che il decimo pacchetto di aiuti militari dell'Italia è "pronto" e che verrà inviato "entro fine anno". Per Rutte, inoltre, "il coinvolgimento della Corea del Nord in questa guerra, in aiuto alla Russia, è una enorme escalation, che minaccia non solo l'Ucraina, ma anche Corea del Sud, il Giappone e gli Usa".Perché "la Corea del Nord non dispiega truppe senza ottenere soldi, su questo non c'è dubbio, ma anche tecnologia missilistica.

Questo avvicina il teatro atlantico e quello dell'Indopacifico".  Secondo fonti Nato, i soldati nordcoreani presenti nella regione russa di Kursk sono "oltre dodicimila", anche se "non possiamo confermare" che siano stati già impegnati in battaglia.Zelensky ha dichiarato all'agenzia giapponese Kyodo News che alcuni soldati di Pyongyang sono già caduti in battaglia, senza dare ulteriori dettagli. La grande incognita sono le intenzioni sulla guerra in Ucraina del neo presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump, ma il segretario generale ha riferito di aver concentrato il suo colloquio con il tycoon, a Mar-a-Lago in Florida il mese scorso, su pochi punti, tra cui le spese militari degli Alleati europei (il 2% del Pil "non basta", ha insistito Rutte) e sulla necessità che l'Ucraina concluda un "buon accordo" con la Russia, perché la conclusione del conflitto in corso verrà guardata con attenzione anche in altre parti del mondo.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turetta condannato all’ergastolo, la sentenza: no alle aggravanti crudeltà e stalking

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(Adnkronos) –
Filippo Turetta merita la condanna all'ergastolo per aver premeditato l'omicidio di Giulia Cecchettin, ma secondo la sentenza non l'ha uccisa con crudeltà e il delitto non è la conseguenza di un clima di paura vissuto dalla vittima. E' questo il senso della condanna inflitta all'imputato, dopo circa sei ore di camera di consiglio, dai giudici della corte d'Assise di Venezia.Un verdetto che Turetta, 22 anni, ha ascoltato impassibile, a testa bassa, a pochi passi di distanza da Gino, padre dell'ex fidanzata, visibilmente commosso.   "Abbiamo perso tutti come società.

Nessuno mi ridarà indietro Giulia, non sono né più sollevato, né più triste rispetto a ieri. È chiaro che è stata fatta giustizia, ma dovremmo fare di più come esseri umani.Penso che la violenza di genere non si combatta con le pene, ma con la prevenzione" le prime parole ai microfoni di chi ha fatto del suo dolore una battaglia contro il patriarcato. Il femminicidio della ventiduenne laureanda in Ingegneria biomedica, che un anno fa ha scosso coscienze e portato decine di migliaia di persone, dentro e fuori dal Palazzo di giustizia sembra non fare rumore: niente folla o striscioni per ricordare l'omicidio dell'11 novembre 2023.  La giuria presieduta dal togato Stefano Manduzio – affiancato dalla giudice a latere Francesca Zancan e da sei popolari – non ha riconosciuto le attenuanti generiche (la giovane età e l'assenza di precedenti), ha stabilito una provvisionale complessiva di 760 mila euro per le parti civili – 500mila per il padre Gino, 100mila ciascuno per i fratelli Elena e Davide, 30mila euro a testa per lo zio paterno Alessio e la nonna Carla Gatto – e stabilito la pubblicazione della sentenza anche nel Comune di Vigonovo, dove viveva la vittima.   In un'aula senza gabbia, con quaranta accessi riservati a giornalisti e pubblico, è andato in scena un processo immediato in cui il fair play della difesa ha evitato l'udienza preliminare, testimoni e lungaggini permettendo di chiudere in poco più di due mesi, e solo cinque udienze, un omicidio dalle responsabilità chiare. Eppure la sentenza cancella due delle tre aggravanti contestate dal pm Andrea Petroni e dà ragione a una difesa che, alla vigilia, aveva poche armi e spuntate.

Bisognerà attendere le motivazioni, tra 90 giorni, per stabilire le ragioni dei giudici ma l'arringa offre spunti interessanti per capire il verdetto.  Turetta, per sua stessa ammissione, ha ucciso la compagna di studio ed ex fidanzata che a fine luglio 2023 aveva deciso di troncare una relazione di oltre un anno.La rabbia per quella distanza diventano una 'lista' – coltelli, nastro per legarla e impedirle di urlare, cartine stradali per la fuga, contanti per evitare di essere rintracciato, sacchi neri – di un progetto da cui non torna indietro.

Di fronte al nuovo rifiuto, dopo una serata trascorsa insieme, il 'bravo ragazzo' ossessionato entra in azione e mette in atto un'aggressione, in tre atti, di venti minuti.  
In un parcheggio a Vigonovo (Padova), a 150 metri da casa Cecchettin, afferra un coltello e inizia a colpire.Poi carica in auto l'ex fidanzata e nel tragitto fino all'area industriale di Fossò (Venezia) prosegue a colpire, e quando scappa dall'auto, la insegue, la spinge sull'asfalto e la finisce.

L'autopsia restituisce 75 colpi, 25 lesioni sono da difesa, ma questi numeri non sono indici di sevizie, né di crudeltà, ha sancito la corte d'Assise. "Colpisce alla cieca", con mano inesperta, aveva detto nella sua arringa il difensore Giovanni Caruso, irritando la famiglia della vittima (oggi c'è stata la stretta di mano in aula), ma quei colpi – difficili anche solo da contare o immaginare – solo lesioni inflitte allo scopo di uccidere (obiettivo dell'imputato) non di aggiungere sofferenze o patimenti gratuiti alla vittima.Un discrimine essenziale per chi scrive sentenze.  E l'aggravante dello stalking cade di fronte ai fatti.

Il timido e asfissiante imputato, "lo sfigato" che insinua sensi di colpa nella vittima, che usa il suicidio come forma di ricatto, che manda decine e decine di messaggi al giorno all'ex fidanzata, non fa paura a Giulia Cecchettin.E' lei il giorno del delitto a chiamarlo, a invitarlo a fare un giro al centro commerciale 'Nave de Vero' di Marghera.

Lei, insofferente e stanca per l'atteggiamento di Turetta, non cambia le sue abitudini e non prova ansia o paura, condizioni necessarie per stabilire la presenza di atti persecutori.  Salva la massima che "le aggravanti non si contano ma si pesano", l'esclusione delle due aggravanti non cambia la sostanza: ergastolo per l'imputato che si è arreso dopo una settimana di fuga.Ma in vista di un possibile appello, dopo le motivazioni, il verdetto segna un punto per la difesa.  "Filippo Turetta mi ha ringraziato, ha compreso la sentenza ed è un po' stordito.

Non è una partita, non è una competizione, la soddisfazione è di aver portato la mia goccia di contributo alla celebrazione di un processo faticoso da ogni punto di vista.Come ha ricordato il presidente della corte d'Appello di Venezia in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario "una sentenza penale sarà tanto più autorevole, quanto più segua a una difesa adeguata", le parole del difensore Giovanni Caruso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ex Juve Stabia, Matteo Gritti: A Castellammare ho vissuto tre anni intensi e in generale bellissimi

Matteo Gritti, ex difensore della Juve Stabia è intervenuto durante il programma ” Il Pungiglione Stabiese ” che va in onda ogni lunedì sera alle ore 20:30 sui canali social di ViViCentro Network.Se oggi parliamo dell’attuale Juve Stabia è anche merito di quella che negli anni passati ha vinto campionato di serie D, C2, C1 e che è tornata nel calcio che conta.Siamo felici di avere per la prima volta qui al Pungiglione Stabiese Matteo Gritti che nel 2009-2010 con la maglia della Juve Stabia vinse il campionato di C2.Queste sono state le sue parole sulla Juve Stabia e sulla sua esperienza a Castellammare:

Grazie a tutto l’Ospitaletto Calcio per averci concesso questa opportunità, grazie anche all’ufficio stampa, al presidente e a tutta questa bella realtà.  Tu che la vivi puoi sicuramente esserne testimone.

Posso confermarti tutto.

Si sta veramente bene.  La società è veramente di primissimo livello e si vede anche dai risultati della squadra.

Matteo ti volevo subito chiedere un ricordo della tua esperienza a Castellammare.Tre anni importanti: prima c’è stata una retrocessione nel 2008 con l’allora società presieduta dal duo Manniello e  Giglio.

L’anno dopo però avete ricostruito un qualcosa di importante e avete riportato tutto di nuovo dov’era, in C1.Grazie a quella vittoria avete partecipato alla Supercoppa di C2 giocando contro il Sud Tirol, prossimo avversario della Juve Stabia. Quale è il tuo ricordo di quelle annate a Castellammare?

Sicuramente annate e ricordi indelebili perché comunque la piazza di Castellammare è difficile da dimenticare per il calore che ti dà.Devo dirti che sono state veramente esperienze indimenticabili: tre anni in cui ho vissuto gioie dolori perché il primo anno ci siamo salvati ai playout a Lanciano, il secondo anno siamo retrocessi ai playout con il Lanciano e poi la vittoria del campionato in C2 che ci ha portato in C1 coi presidenti Manniello e Giglio.

Quella retrocessione con il Lanciano fu segnata anche dall’arbitraggio un pò particolare di Dòveri, che ancora adesso arbitra, e che espulse Gaeta per una reazione mentre andava negli spogliatoi e poi non diede il gol di D’Ambrosio che avrebbe di fatto salvato la Juve Stabia.  Che ricordi hai di quell’arbitro che adesso è internazionale, è venuto anche a Castellammare e stavolta ha arbitrato bene?

È incredibile: ogni volta che sento il nome Doveri mi i riporta a quell’episodio in cui annullò il goal a D’Ambrosio e che poteva regalarci la salvezza.Sicuramente sarà migliorato se è arrivato al livello di serie A.  Comunque, è un internazionale e quindi le qualità le possedeva e aveva probabilmente sbagliato nella visione di quel momento.

All’età di 38 anni ancora continui a giocare.

Ciò significa che il tuo fisico ancora regge e sopporta un campionato di Serie D.I campionati di serie D sono infatti dispendiosi e sicuramente molto competitivi.

Fortunatamente il fisico regge: ad ora non ho infortuni e spero di continuare così.

È un campionato dispendioso e ad alta intensità.A 38 anni, o ti alleni bene e tieni il fisico in un certo modo sennò è difficile reggere certi ritmi.

Volevo chiederti un tuo ricordo della città di Castellammare.

Può essere solo che positivo perché ho vissuto tre anni a Castellammare intensi: ero giovane e quindi devo dirti che mi sono trovato benissimo.Ho nel mio cuore ancora tante persone che sento raramente ma di cui conservo ancora un ricordo bellissimo.

Tutta la gente di Castellammare è stata fantastica.Quando andavi per strada era sempre una festa.

Parlando di Bove e del suo problema di salute, a voi calciatori una notizia del genere cosa determina nella vostra mente?

Eppure l’Italia è uno dei paesi in cui gli atleti sono molto controllati.Secondo te è una casualità oppure tutto è dovuto anche ai ritmi troppo alti che si hanno rispetto a tanti anni fa?Sicuramente i ritmi alti, giocando ogni tre giorni come fanno le squadre di serie A, rappresentano una componente importante.

Vediamo anche tanti infortuni soprattutto a livello di crociato.L’episodio di Bove è sicuramente molto più impegnativo e molto più critico.Io credo che si stia giocando tanto però c’è anche una minima percentuale di casualità perché comunque i controlli li fanno tutti e sono belli rigorosi.Dunque, una minima percentuale di casualità purtroppo c’è e non è la prima volta.

C’è una partita che ricordi con più piacere nella tua esperienza con la Juve Stabia?

Oltre alla partita della promozione col Cassino oppure al primo playout con il Lanciano?Quale altra partita ricordi con piacere?

Sicuramente la partita in casa col Brindisi perché ho fatto il mio primo gol tra professionisti e soprattutto dopo aver avuto un lutto due giorni prima in famiglia.Quella la ricorderò per tutta la vita, è stata un’emozione grandissima.

Quale è stato l’allenatore, negli anni di Castellammare, che ti ha lasciato qualcosa in più?

Sicuramente con Costantini ho avuto un rapporto anche dopo perché mi ha allenato negli anni a seguire.C’è stato un rapporto totalmente diverso, un po’ più stretto. È stato l’allenatore della salvezza ed è rimasto con la squadra.

Ci sono stati un sacco di cambi in panchina.Sicuramente Capuano ti dava quel qualcosa in più a livello emotivo e di grinta.Sul campo abbiamo fatto quello che potevamo fare; eravamo tutti i ragazzi abbastanza giovani con qualche giocatore di esperienza che ci ha portato a fare un bel campionato.Con Rastelli avevo un bellissimo rapporto; purtroppo, ora non lo sento più per varie vicissitudini però è il mister con cui ho vinto il campionato e rimane sempre un ricordo bellissimo.

Qual è il ricordo di Nazareno Tarantino?

Lui attualmente è il secondo di Pagliuca.Ti aspettavi che da compagno di squadra potesse fare questa carriera come allenatore?

Io ero molto giovane, avevo vent’anni e l’ho vissuto da compagno di squadra.Già a quei tempi si vedeva che sapeva il fatto suo.Sapeva aiutare anche i compagni e dare le giuste direttive quindi si poteva immaginare potesse intraprendere questa strada.

Per quanto riguarda la Juve Stabia, qual è stata la più bella con cui ha giocato?

Hai citato Costantini come allenatore ma quale delle tre sceglieresti, quale, secondo te, è stata la più forte?

Secondo me la più forte è quella in C2 anche se, a livello di nomi (Capparella, Rastelli, Radi, Ametrano, Biancolino, Grieco), quando siamo retrocessi in C1 non si sa ancora come sia potuta retrocedere.Se parliamo di squadra e di gruppo, in C2 avevamo proprio la sensazione di essere più forti.

Quella della C2 era eredità della C1, della retrocessione.

Chi è rimasto, ricordo Enrico Maria Amore che piangeva nell’ultima partita perché aveva dato davvero tutto anche emotivamente in quella stagione proprio per riportare la Juve Stabia dov’era.A lui ha pesato tanto quella retrocessione e penso che anche in Massimo Rastelli che era rimasto era presente una voglia di riscatto.Oltre alla qualità vi era anche una mentalità: tutto è stato determinante per la vittoria del campionato.

Anche Peluso ed io che eravamo rimasti dalla retrocessione, avevamo quella voglia di rivalsa e soprattutto di riportare appunto la Juve Stabia nella categoria che almeno gli competeva perché poi ovviamente da lì è ripartito tutto e sono stati bravissimi poi l’anno dopo con Piero Braglia in panchina ad andare in serie B.Erano rimasti anche Maury, Raffaele Ametrano  ed altri per riportare appunto Castellammare dove meritava.

Parlando anche con qualche tuo compagno di avventura dell’epoca dicevano sempre che la Juve Stabia era forte ma, in realtà, era tutto il campionato che era competitivo perché c’era un Catanzaro che era fortissimo, c’era lo stesso Siracusa che era una squadra molto forte.

C’erano quattro squadre veramente molto agguerrite.

Qual è stata un’altra squadra forte che, oltre al Catanzaro, avete faticato per affrontarla nel corso del campionato?

Effettivamente il Catanzaro di Auteri era la squadra, secondo me, dopo di noi più forte.Ricordo che c’era anche il Brindisi.C’erano squadre che non erano costruite per vincere però potevano dire la propria durante il campionato ad esempio il Monopoli.Anche i derby con la Scafatese e con il Sorrento erano partiti non facili da giocare e però noi dovevamo fare di tutto per vincere il campionato e alla fine è stata una bella corsa.

Essendo retrocessi, non era facile ripartire e soprattutto vincere un campionato molto livellato.C’erano giocatori che scendevano dalla B, dalla A e quindi il livello qualitativo del girone e del campionato, secondo me, era molto alto.

Ultimamente stai seguendo un po’ la Juve Stabia?

Vado a controllare il risultato perché mi fa sempre piacere che le mie ex squadre vadano bene.

Prima parlavamo dei sette risultati in cui la Juve Stabia non ha vinto, abbiamo anche detto che ci sono stati diversi pareggi, (5 pareggi e 2 sconfitte), da calciatore che ti senti di dire a chi, in questo momento, storce un po’ il naso in una categoria importante come quella di serie B in cui non è mai facile strappare punti agli avversari?

Nella categoria sfortunatamente ci sono stato di passaggio però comunque ho visto giocatori importantissimi e forti e anche la squadra che puntava a salvarsi nelle zone playout faceva battaglie in campo.Sinceramente dal mio punto di vista non perdere punti ma riuscire sempre a muovere la classifica è qualcosa di importante. È ovvio che mancando la vittoria da qualche partita si fa subito a storcere il naso.Giocando, dopo non aver vinto per 5 partite, un po’ di pressione ce l’hai e arrivare a vincere non è così semplice.

Io suggerisco di stare tranquilli che sicuramente ci sarà modo per poter tornare alla vittoria.

Per quanto riguarda la Super Coppa giocata con il Sud Tirol, hai un po’ di rammarico per quello che poteva essere e non è stato?Sarebbe stato un titolo da mettere in bacheca.

Che ricordi hai di quella competizione?Sarebbe stato bello vincere perché, avendo vinto il campionato che è una gioia bellissima, dimostrare di essere la più forte tra i gironi di C2 sarebbe stato un qualcosa di importante a livello nazionale.C’è stato tanto rammarico per quella sconfitta a Lucca laddove conoscevamo il potenziale della nostra squadra.

Com’è stato il tuo rapporto con i tifosi della Juve Stabia?

C’è per esempio Radi che ne parla male soprattutto dopo la trasferta a Pistoia.

Quello posso dire che è stato tra i pochi, se non l’unico, avvenimento un po’ negativo della mia esperienza a Castellammare.Sono cose che capitano però purtroppo quando ti ritrovi all’ultimo posto ed eri partito con delle ambizioni e delle aspettative totalmente diverse può capitare.Soprattutto nei tifosi si crea quella rabbia che ti porta a volte anche ad andare oltre.

Com’è Baraye come calciatore un ex che è passato di qui e ora è un tuo compagno all’Ospitaletto?

E’ arrivato che era fermo da un po’ e quindi pian piano sta entrando anche nei meccanismi di squadra Si vede che ha delle qualità superiori, deve solo trovare la miglior condizione per poterci aiutare ancora di più nel nostro cammino.

Francia, Macron e le richieste di dimissioni: “E’ fiction”

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(Adnkronos) –
Le richiesta di dimissioni sono "fiction politica".Così le ha definite il presidente francese Emmanuel Macron, assicurando di non aver mai pensato di lasciare l'Eliseo prima della scadenza del mandato nel 2027.

La Francia sta vivendo ore convulse a livello politico e istituzionale, con il governo guidato da Michel Barnier a rischio sfiducia. "Non posso credere a un voto di sfiducia" nei confronti dell'esecutivo, dice Macron in un incontro con la stampa a margine della sua visita in Arabia Saudita, aggiungendo di avere "fiducia nella coerenza delle persone". "La mia priorità è la stabilità", afferma.Per il presidente, il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella sarebbe "insopportabilmente cinico" se votasse a favore della mozione presentata dalla sinistra, "che insulta i suoi elettori", mentre il Partito socialista, e in particolare l'ex presidente François Hollande, mostrerebbe una "totale perdita di orientamento" votando per la sfiducia. 
Nessun peso, invece, alle richieste di dimissioni presidenziali. "Non ha senso dire queste cose.

Si dà il caso che se sono qui davanti a voi è perché sono stato eletto due volte dal popolo francese.Ne sono estremamente orgoglioso e onorerò questa fiducia con tutta l'energia che mi è propria fino all'ultimo secondo per essere utile al Paese", dice Macron.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 3 dicembre

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi 3 dicembre 2024.Realizzati invece tredici '5' che vincono 13.670 euro ciascuno nel primo concorso della settimana.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 40,1 milioni di euro.Si torna a giocare giovedì 5 dicembre.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.

L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.  La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).

La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.

L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.  E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.

Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La combinazione vincente di oggi: 4, 17, 37, 56, 73, 90.Numero Jolly: 46.

Numero SuperStar: 11. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa Italia, Bologna-Monza 4-0 e rossoblu ai quarti

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(Adnkronos) – Il Bologna cala il poker al Dall'Ara contro il Monza, vince 4-0 e si qualifica per i quarti di finale della Coppa Italia dove affronterà la vincente della sfida tra Cesena e Atalanta.Due gol per tempo per la squadra di Italiano, scesa in campo con la formazione titolare e apparsa troppo superiore rispetto a quella di Nesta, attardata anche in campionato.  Al 9' Iling-Junior spreca malamente: dopo un controllo orientato l'esterno ex-Juve salta 2 uomini e spalanca il campo creando una situazione di 3 contro 1 ma poi sceglie di non servire i compagni e di andare alla conclusione sparando alto.

Rossoblu in vantaggio al 32': Orsolini riceve sulla sinistra e serve per Castro al limite dell'area di rigore.L'attaccante appoggia per Pobega che lascia partire una gran botta che si infila sotto l'incrocio dei pali per l'1-0.

Passano tre minuti e il Bologna raddoppia.Contropiede fulmineo del Bologna dopo una ripartenza da un calcio d'angolo per i brianzoli, Castro manda in profondità Orsolini che con un tocco morbido supera Pizzignacco per il 2-0.

Proteste del Monza per un precedente fallo su Valoti ma dopo un brevissimo consulto al Var la rete dei felsinei viene assegnata.  Ad inizio ripresa ancora Bologna con Iling-Junior che riesce a servire Ferguson al centro dell'area che di prima intenzione calcia forte e centrale ma Pizzignacco alza la palla sopra la traversa.Al 63' apertura per Iling-Junior che da sinistra mette palla rasoterra al centro dell'area, sfiora leggermente Castro e la palla arriva sul secondo palo dove Dominguez realizza la rete del 3-0.

I rossoblu continuano a spingere e al 76' calano il poker con Castro: Dominguez recupera un pallone in zona offensiva e serve Castro sul limite dell'area con l'attaccante batte ancora il portiere rossoblu.All'86' è ancora Iling-Junior protagonista ma la conclusione di sinistro si infrange sull'incrocio dei pali.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ritorna “La Vespa Rosa”: Katia Donnarumma, seconda classificata, alza la voce contro la violenza sulle donne

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Riparte la rubrica la Vespa Rosa con l’intervista a Katia Donnarumma una delle tante tifose della Juve Stabia che gremiscono le scalee dello stadio Romeo Menti che per l’occasione si sofferma sulla lotta alla violenza di genere.Katia, lo ricordiamo ha partecipato anche al concorso la Vespa Rosa edizione 2019-2020 arrivando seconda in classifica dietro la campionessa di nuoto Angela Procida vincitrice di diverse medaglie olimpiche e piazzamenti mondiali sul podio.

Purtroppo tutti ricordano che l’ultimo concorso Vespa Rosa è stato sospeso a causa della pandemia di Covid 19 che ha imposto a tutti compreso noi di rispettare tutte le misure di sicurezza per tutelare la salute.Katia in occasione della giornata mondiale per la lotta alla violenza sulle donne ha manifestato il suo pensiero:

“Io non voglio le scarpe rosse…

non voglio la panchina come simbolo di una violenza…

non voglio un fiocco al petto come un distintivo…

Una giustizia che non mi faccia trattenere alla gola la voglia di urlare al mondo ciò che mi è successo.

Che non mi faccia sentire quasi meritevole di quelle molestie.

Che non mi porti a pentirmi di recarmi in un commissariato di P.S.

o in una caserma dei carabinieri per denunciare.

Che non mi osservi dalla testa ai piedi, scrutando ogni mio movimento, senza saper cogliere l’imbarazzo e il coraggio che ci vuole a buttar fuori tutto.

Già, non è facile, ogni parola ha il peso di un macigno.

Istanti che ti restano sulla pelle, un gesto e riaffiora la paura, basta un niente per riportarti con la mente verso gli abissi.

Puoi avere anche quarant’anni, ma durante e dopo una violenza diventi una bambina, piccola, indifesa.

Ci vuole tanta sensibilità e tanto sostegno.

La giustizia non sempre può frenare, ma può (dovrebbe) accogliere, ascoltare, aiutare…

Il 25 novembre è tutti i giorni.

Perché la donna non è un oggetto e merita rispetto….

Chi ti USA non ti ama,

Chi ti USA non ti merita,

Chi ti USA non ha cuore.”

M5S, Conte su Grillo: “Abituati a battaglie, spiace arrivino anche da chi dovrebbe esserci accanto”

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(Adnkronos) – Dopo il 'de profundis' del Movimento 5 Stelle con il video diffuso oggi, 3 dicembre, sui social dal fondatore Beppe Grillo, Giuseppe Conte si mostra imperturbabile. “È serafico?Certo, perché c’è da preoccuparsi?”, dice ai cronisti in transatlantico prima della riunione congiunta con deputati e senatori del Movimento.  "La nostra comunità, quella del Movimento 5 stelle, è abituata agli attacchi esterni anche perché, diciamolo, combattiamo battaglie scomode, che danno fastidio.

Pensiamo al no all'Europa delle armi, al no al raddoppio dei finanziamenti pubblici ai partiti, pensiamo alla battaglia sul salario minimo, quella contro l'autonomia differenziata, e tante altre battaglie.Dispiace però – afferma l'ex premier in un video sui social – che chi dovrebbe essere al nostro fianco e conoscerci meglio si è messo invece da tempo ai margini della nostra comunità e si dimostra disinformato". "E sì – aggiunge – perché molte delle proposte menzionate in realtà si sono già tradotte in proposte di legge in Parlamento già depositate, che stiamo portando avanti con forza e determinazione". "Questa è una comunità orgogliosa, che non si lascia calpestare da nessuno, che non vuole andar per funghi.

Da giovedì a domenica tornerà a votare, rivoteremo tutti insieme perché ci sono anche nuove battaglie da portare avanti, quelle che voi alla base avete selezionato e avete votato e saranno gli obiettivi strategici che realizzeremo tutti insieme.Allora torniamo a votare perché da lunedì si volta pagina", conclude Conte.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sondaggio, Fratelli d’Italia scende e Pd sale

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(Adnkronos) – Fratelli d'Italia perde lo 0,5% rispetto all'ultimo sondaggio politico dello scorso 19 novembre e si attesta al 29%, seguito dal Pd al 24,5%, che guadagna mezzo punto percentuale.E' il quadro che emerge dalla rilevazione di Noto per Porta a Porta sulle intenzioni di voto degli italiani.  Il Movimento 5 Stelle , invece, perde lo 0,5% e va all’ 11,5%.

Forza Italia è stabile al 9,0% come la Lega che resta all’8%.Stabile anche Alleanza Verdi e sinistra al 6,0%, Azione perde lo 0,5% mentre Italia Viva lo guadagna, entrambe si attestano 2,5%.

Noi moderati entrambi all'2,0% sale di mezzo punto mentre +Europa e’ all’ 1,5% come nella scorsa rilevazione.Anche gli astenuti rimangono al 41%. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Ramy, dimesso dall’ospedale Fares che era alla guida dello scooter

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(Adnkronos) – E’ stato dimesso dall’ospedale Fares Bouzidi, il 22enne che era alla guida dello scooter rimasto coinvolto nell’incidente al quartiere milanese del Corvetto nella notte tra sabato e domenica scorsi.Incidente avvenuto durante un inseguimento dei carabinieri e nel quale ha perso la vita l’amico che viaggiava con lui, il 19enne Ramy Elgaml.

A confermarlo all’Adnkronos il legale di Fares, l’avvocato Debora Piazza. Nelle prossime ore il ragazzo potrebbe quindi essere sentito dagli inquirenti, che attendono di conoscere la sua versione dei fatti.I rilievi contenuti nell’informativa della polizia locale depositata in Procura non sembrano aver mostrato particolari evidenze: sull'auto dei carabinieri non risultano segni della vernice dello scooter.  E la morte di Ramy, dovuta a una lesione dell'aorta che ha provocato un'emorragia interna, potrebbe essere riconducibile all'impatto con il palo del semaforo presente all'incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta.

Proprio per questo, la stessa Procura potrebbe disporre una consulenza cinematica, in grado di fornire ulteriori elementi rispetto alla velocità e all'esatta traiettoria di scooter e auto.Intanto domani mattina alle 11.15, al cimitero di Bruzzano, si svolgeranno i funerali di Ramy. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Yoon, il presidente che ha proclamato la legge marziale in Corea del Sud

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(Adnkronos) – Nato il 18 dicembre 1960 a Seul, Yoon Suk-yeol è il primo presidente sudcoreano a proclamare la legge marziale dal 1980.E' diventato presidente della Repubblica di Corea il 10 maggio 2022.

Dopo essersi laureato in legge presso l’Università Nazionale di Seul, ha intrapreso una lunga carriera come procuratore, distinguendosi per la sua inflessibilità nei confronti della corruzione e occupandosi di casi di alto profilo, compresi procedimenti contro ex presidenti sudcoreani.Nel 2019 è stato nominato capo della Procura Generale, ma si è dimesso nel 2021 per candidarsi alla presidenza, dopo esser salito alla ribalta come figura critica del governo progressista di Moon Jae-in.  Eletto con i conservatori del Partito del Potere Popolare, Yoon ha focalizzato il suo mandato sul rafforzamento dell’alleanza con gli Stati Uniti, sull’adozione di una linea dura contro la Corea del Nord e sulla promozione della Corea del Sud come attore globale nel commercio e nella tecnologia.

Mentre il suo predecessore, Moon Jae-in, aveva favorito la via del dialogo con Pyongyang, Yoon ha assunto una posizione più dura, promettendo di rafforzare le forze armate della Corea del Sud, lasciando intendere che avrebbe lanciato un attacco preventivo se avesse visto segni di un'offensiva contro Seul. Mentre Moon ha provato a bilanciare la posizione di Seul nel confronto a distanza tra Usa e Cina, Yoon ha sempre ribadito la sua predilezione per Washington. “La Corea del Sud e gli Stati Uniti condividono un'alleanza forgiata nel sangue, poiché abbiamo combattuto insieme per proteggere la libertà contro la tirannia del comunismo”, aveva dichiarato in campagna elettorale.Dopo la rielezione di Donald Trump, l'ufficio presidenziale aveva reso noto che Yoon ha ricominciato a “praticare il golf per la prima volta dopo otto anni", in preparazione della 'diplomazia del golf' con il presidente eletto.  Yoon, di religione cattolica – il terzo dopo Moon e Roh Mo-hyun – ha ereditato un Paese devastato dalla pandemia di Covid-19, oltre che da una politica polarizzata da temi come corruzione e guerra di genere.

Soprattutto quest'ultimo è un problema più che mai attuale: di fronte a un mercato del lavoro ipercompetitivo e a prezzi degli alloggi alle stelle, i cosiddetti “antifemministi” hanno sostenuto che il tentativo del Paese di affrontare la disuguaglianza di genere si sia spostato troppo a favore delle donne.Le femministe, invece, criticano il dilagare delle violenze sessuali, le radicate aspettative di genere e la scarsa rappresentanza femminile nei consigli di amministrazione e in politica come esempi di come la discriminazione contro le donne sia ancora diffusa. A gravare su Yoon sono anche le frequenti accuse alla first lady Kim Keon-hee, che si pensa abbia falsificato il suo curriculum e le sue credenziali per ottenere incarichi lavorativi e accademici.

La questione, molto delicata per gli standard morali sudcoreani, ha imbarazzato non poco il presidente, che ha difeso la moglie, ma ha anche cercato di prendere le distanze dal tema per evitare che danneggiasse la sua immagine politica, mentre gli oppositori ne hanno spesso approfittato per attaccare la credibilità del presidente e del suo governo. Yoon è diventato il primo presidente sudcoreano a proclamare la legge marziale dal 1980, quando il generale Chun Doo Hwan chiuse le università, vietò le attività politiche e limitò la stampa dopo l'uccisione dello spietato dittatore Park Chung Hee.Questo periodo vide la brutale soppressione della Rivolta di Gwangju, in cui i cittadini protestarono contro il governo autoritario di Chun.

I soldati sudcoreani furono in prima linea per reprimere le proteste, causando la morte di centinaia di civili.L'evento rimane un capitolo traumatico e controverso della storia del Paese, che aveva già vissuto la legge marziale durante la guerra di Corea e sotto lo stesso Park, che era arrivato al potere nel 1961 con un golpe.  Gli ultimi anni della legge marziale coincisero con la transizione democratica del Paese alla fine degli anni Ottanta.

Le proteste di massa del 1987, note come Rivolta Democratica di Giugno, costrinsero il regime militare ad adottare una costituzione più democratica e a indire elezioni presidenziali dirette.Il movimento pro-democrazia è riuscito alla fine a realizzare riforme politiche significative, assicurando che la legge marziale non sarebbe più stata una caratteristica comune del governo sudcoreano e relegandola a retaggio del passato autoritario.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’importanza degli strumenti di gioco responsabili per il gioco sicuro

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Esplorare i jackpot progressivi: cosa aspettarsi

I jackpot progressivi sono tra le caratteristiche più emozionanti del gioco d’azzardo.Questi montepremi in continua crescita offrono vincite che cambiano la vita, rendendoli uno dei preferiti tra gli appassionati di casinò.

A differenza dei jackpot fissi, il loro fascino risiede nel potenziale di vincite monumentali, che spesso raggiungono milioni.Esploriamo come funzionano, i loro tipi e suggerimenti per giocare.

Come funzionano i jackpot progressivi: costruire il montepremi

I jackpot progressivi crescono mettendo in comune una piccola percentuale della scommessa di ogni giocatore.

Questo processo continua fino a quando un individuo fortunato atterra la combinazione vincente.I jackpot possono collegarsi su più macchine, casinò o persino piattaforme online.

Più grande è la rete, più grande è il montepremi.Ad esempio, Mega Moolah di Microgaming ha assegnato jackpot superiori a £15 milioni.

Il sistema si ripristina ad un minimo predeterminato dopo ogni vittoria, garantendo l’eccitazione non svanisce mai.Sia che tu stia giocando a slot, video poker o altri giochi, comprendere i meccanismi può migliorare la tua esperienza di gioco.

Per i giocatori che cercano piattaforme alternative, casino online non aams offre opzioni interessanti con accesso a giochi di qualità e jackpot progressivi.

Tipi di jackpot progressivi: locale vs.in rete

Non tutti i jackpot progressivi sono creati uguali.

Ecco i tipi principali:

  • Jackpot locali: Esclusivo per una singola macchina o casinò.In genere offrono premi più piccoli, ma sono più facili da vincere.
  • Wide-Area Jackpot in rete: Collegare più macchine attraverso i casinò o on-line.

    Questi vantano enormi premi, ma sono dotati di quote più basse.

  • Progressisti standalone: Dispongono di un solo gioco, che cresce esclusivamente dalle scommesse su quella macchina.
  • Progressisti online: accessibili tramite piattaforme online, spesso legate a giochi popolari come Mega Moolah o Hall of Gods.
  • Daily Drop Jackpots: garantisce i pagamenti entro un determinato periodo di tempo, aggiungendo urgenza e appello.

Per coloro che cercano flessibilità, gioca online senza registrazione può semplificare la partecipazione offrendo l’accesso a grandi premi.

Popolari giochi con jackpot progressivo si dovrebbe provare

Alcuni giochi sono diventati sinonimo di jackpot progressivi.Questi titoli offrono un gameplay accattivante abbinato al fascino di premi giganti:

  • Mega Moolah: conosciuto come il “Millionaire Maker”, detiene i record per i pagamenti massicci.
  • Hall of Gods: Presenta temi mitologia norrena e grandi jackpot.
  • Divine Fortune: popolare per premi progressivi di medie dimensioni e vittorie frequenti.
  • Arabian Nights: Offre un design semplice con pagamenti costantemente elevati.
  • Major Millions: una slot a tema militare con una storia di vittorie a sette cifre.

Questi giochi combinano divertimento e jackpot potenziale, che li rende perfetti per gli appassionati e principianti.

I jackpot progressivi combinano suspense, strategia e possibilità di vittorie che cambiano la vita.Sia che tu scelga macchine locali o massicce reti online, offrono un’eccitazione senza precedenti.

Gioca responsabilmente, goditi il viaggio e ricorda: un giro potrebbe cambiare la tua vita per sempre!

Logistica, Amoroso (Generazione Vincente): “Importante fare squadra ed essere uniti”

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(Adnkronos) – "Alis conta 2300 aziende e noi ne facciamo parte con orgoglio.Siamo qui per cercare di fare network tra di noi e allo stesso tempo di rappresentare le esigenze delle imprese in un periodo delicato per il settore dell’intermodalità.

Al tempo stesso il Pnrr ci porta delle opportunità di sviluppo, per questo è un momento chiave nel quale fare squadra, essere uniti e cercare di portare avanti le nostre esigenze tutti assieme".Così Alfredo Amoroso, amministratore delegato di Generazione Vincente S.p.a, intervenuto durante l’Assemblea generale di Alis – Associazione logistica dell'intermodalità sostenibile, presso l’Auditorium della Conciliazione a Roma. "È un evento importante anche per il valore degli interlocutori che hanno presenziato questa mattina – aggiunge Amoroso – e dimostra che l’Associazione è in grado di interloquire ad alti livelli facendo sentire le ragioni delle imprese che ne fanno parte". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rigopiano, ex prefetto condannato in Cassazione a un anno e 8 mesi

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(Adnkronos) – Diventa definitiva la condanna a un anno e 8 mesi per l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo per rifiuto di atti d’ufficio e falso. È quanto hanno deciso i giudici della sesta sezione penale della Cassazione nel processo per la strage di Rigopiano, quando il 18 gennaio 2017 una valanga travolse l’hotel uccidendo 29 persone.  
Appello bis, invece, per sei persone, all’epoca dei fatti dirigenti della Regione Abruzzo, che erano assolti nei precedenti gradi di giudizio. Per Provolo il pg di Cassazione lo scorso 27 novembre aveva chiesto di svolgere un processo di appello bis per valutare anche le accuse di concorso in omicidio colposo, lesioni colpose e depistaggio, per le quali era stato assolto. “Il 17 gennaio 2017 il pericolo valanghe era forte, livello 4, e venne comunicato alla prefettura.Non c’era un vero allarme rosso ma sussisteva un pericolo forte che rendeva necessario istituire il Ccs e la sala operativa, che avrebbe reso possibile approntare misure, come la chiusura di strade e l’invio dell’esercito come poi è stato fatto”.  “Le linee guida indicavano come il rischio di valanghe interessasse soltanto il 6% dei comuni dell’Abruzzo e tra questi c'era Farindola.

L'ordinanza di sgombero dell'Hotel Rigopiano avrebbe evitato la tragedia” aveva concluso il pg di Cassazione nella requisitoria durata oltre due ore.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Come evitare errori quando si gioca per soldi veri nei casinò online in Italia

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Scommettere soldi veri nei casinò online può essere entusiasmante e gratificante, ma è fondamentale evitare gli errori che possono rovinare l’intero divertimento.Per mantenere il proprio denaro e aumentare le possibilità di vincita, è necessario lavorare bene le scelte e conoscere tutti i problemi comuni del gioco online.

I suggerimenti qui sotto sono i più utili quando si tratta di evitare errori comuni sui migliori casino online e fare scelte intelligenti su come vincere.

Le Regole del Gioco

Quando si tratta di giocare per soldi online, una delle regole d’oro è la lettura approfondita delle regole del gioco che stai per provare.Questo riguarda anche la familiarizzazione con alcuni suggerimenti e trucchi popolari per il gioco.

Ecco alcuni concetti che potrebbero essere utili:

Conosci le regole: vale davvero la pena di spendere un paio di minuti a leggere su come funziona tutto, prima che inizi a giocare.

Versione di prova è utile: l’altro lato della medaglia è la versione di prova di un gioco.Un gioco gratuito è sempre una buona idea se non lo hai mai provato prima.

Conosci le strategie di base: questo concetto si applica ovunque sia possibile.

Nel blackjack, ad esempio, le strategie di base possono migliorare nettamente le tue probabilità.

Gestisci il tuo budget in modo sensato

Uno degli errori più comuni da parte dei giocatori fanno è non impostare un budget di gioco..Mantenere sotto controllo il tuo denaro è fondamentale per proteggere i tuoi interessi finanziari e mantenere un gioco di successo.

Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti per la gestione finanziaria personale:

Limita preventivamente le spese. Prima di iniziare, stabilisci quante risorse sei disposto a perdere e mantieni questa promessa.

Non inseguire le soldi persi. Una delle decisioni più dispendiose è tentare di recuperare i soldi scommettendoli nuovamente.

Utilizza metodi di pagamento affidabili. Assicurarsi che le piattaforme online che si scelgono offrano metodi di pagamento certificati e sicuri come carte di credito, borse elettroniche e bonifici bancari.

Scegli solo casinò affidabili e legali

Scegliere il casinò online giusto da recensire con denaro reale è uno dei problemi critici per i giocatori che desiderano scommettere sul proprio banco.Optare per casinò affidabili e con una buona reputazione è fondamentale per garantire che le vincite vengano pagate correttamente e che i tuoi dati siano al sicuro.

Ecco alcuni consigli per scegliere un casinò online sicuro:

Licenza e regolamento: controllare sempre chi ha assegnato la licenza al casinò e se l’autorità del gioco è riconosciuta.

Recensioni e feedback: leggi cosa pensano gli altri giocatori, quindi è quest’organizzazione sicura

Supporto clienti; deve avere la possibilità di promuovere il supporto clienti per risolvere tutti i tuoi problemi.

Evitage Le Offerte Troppe Belle per Essere Vere

Uno degli errori più frequenti che alcuni giocatori online commettono è accettare offerte irrinunciabili.Anche se alcuni casinò offrono un bonus abbaglianti, è essenziale assicurarsi di leggere attentamente le condizioni.

Spesso, i bonus vengono offerti con un requisito di scommesse impossibile da ottenere e farà apparire difficile prelevare qualsiasi vincita che tu acquisisca dopo.

Sfrutta i Bonus e le Promozioni

Sebbene sia importante essere cauti con le offerte, i bonus possono essere vantaggiosi se approcciati nel modo giusto.Le promozioni possono rappresentare un’ottima opportunità per iniziare con un bankroll più grande.

Tuttavia, è essenziale prestare attenzione ai requisiti di scommessa.

Mantieni il Controllo Emotivo

Infine, cosa che non riguarda direttamente i punti sopra elencati, ma è altrettanto importante da considerare giocando ai videogiochi da casinò, è mantenere il controllo emozionale.Nel caso in cui si giochi per soldi reali, si dovrebbe evitare perdere il controllo delle proprie emozioni.

Sia se vinci che se perdi, potresti essere più incline a fare scelte avventate.Evitare errori quando si gioca per soldi veri nei casinò online in Italia richiede attenzione, disciplina e conoscenza.

Con questi consigli, puoi aumentare le possibilità di successo e ridurre i rischi e i pericoli associati al gioco d’azzardo.Ricorda, devi sempre stare attentamente attento al momento della scelta del casinò online sicuro con soldi veri, scrivere un budget e sempre controllare le proprie emozioni.

Il gioco sicuro e responsabile è il segreto per divertirsi con i casinò online.

Logistica, Grimaldi (Alis): “Il nostro settore ha sorretto l’economia di questo paese”

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(Adnkronos) – “Sono molto felice orgoglioso della grande presenza e degli interventi che sono stati fatti questa mattina dai più alti esponenti di questo Governo, a partire da Giorgia Meloni Presidente del Consiglio dei ministri ai due vicepremier Matteo Salvini Antonio Tajani, da Guido Crosetto a Nello Musumeci.Tutti hanno manifestato il grande lavoro fatto dal popolo dei trasporti e della logistica. È stato vero e proprio tributo al lavoro svolto da questi grandi e coraggiosi operatori che non si sono mai fermati dalla pandemia sino ad oggi, passando per due guerre, una crisi energetica, un rialzo dei tassi di interesse e tanto altro.

Il nostro settore ha fatto la differenza, ha sorretto l'economia di questo paese”.Queste le parole di Guido Grimaldi, presidente di Alis – Associazione logistica intermodalità sostenibile, durante l’Assemblea generale che Alis ha organizzato presso l’Auditorium della Conciliazione a Roma.  Grimaldi poi prosegue: “Le politiche che bisogna attuare a livello associativo sono quelle di far capire i grandi errori che l'Europa ha fatto con direttive come l’Ets e simili che vanno ad aumentare i costi di trasporto almeno di un 20% a danno soprattutto dell'intermodalità marittima che è il settore più virtuoso.

Si tratta di un grande controsenso, tanto si è fatto per creare le autostrade del mare e tanto l'Europa sta facendo per andare a ledere quella che è la posizione di un trasporto competitivo e virtuoso”. Occhio di riguardo anche alla situazione interna: “A livello italiano stiamo rimarcando la necessità, l'urgenza, la strategicità e la virtuosità di incentivi come il sea modal shift che hanno permesso di spostare liberamente milioni di camion dalle autostrade riducendo così gli incidenti, i costi di esternalità pari a 2 miliardi di euro all'anno verso le autostrade del mare.Questi incentivi sono oggi più che mai indispensabili.

Credo che tutti questi messaggi oggi siano stati dati” conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Logistica, Sampaolesi (Uniolegal): “Mondo del lavoro in velocissima evoluzione”

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(Adnkronos) – "L’evoluzione del mondo del lavoro è velocissima e affiancata dall’evoluzione tecnologica che riguarda tutti noi.L’Italia soffre l’accelerazione di questi nuovi ruoli professionali e molto spesso le norme di legge non sono al passo coi tempi e con le esigenze delle aziende": Ad affermarlo è Alessandro Sampaolesi, partner di Uniolegal, in occasione dell’Assemblea generale di Alis – Associazione logistica dell'intermodalità sostenibile, presso l’Auditorium della Conciliazione a Roma. "Le aziende hanno bisogno, anche con l’aiuto delle parti sindacali, di trovare soluzioni formative in modo che le nuove leve e i lavoratori che già fanno parte dell’organico abbiano un aggiornamento continuo e adeguato capace di tener conto delle esigenze dei datori di lavoro in continua evoluzione", sottolinea. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)