Home Blog Pagina 801

Sudcorea, ‘triangolo’ con Usa e Giappone: pesa ‘fattore Kim’

0

(Adnkronos) – Sviluppi rapidi, in un Paese che è uno degli alleati più stretti degli Stati Uniti.Con la "democrazia" alla base di questa alleanza.

I fatti delle ultime ore in Corea del Sud hanno lasciato "un profondo senso di disagio sul futuro politico" del Paese, dove ci sono circa 29.000 truppe Usa, e preoccupazione anche per il patto in materia di sicurezza che unisce Usa, Giappone e Corea del Sud, un deterrente nei confronti di Cina e Russia.  A scrivere della sorpresa dell'Amministrazione Biden per quanto accaduto nelle ultime ore, in una regione in cui non mancano le tensioni, è il Washington Post che parla di sospiro di sollievo per l'Amministrazione Biden quando il presidente sudcoreano, Yoon Suk Yeol, ha fatto marcia indietro nel giro di poche ore dopo aver imposto la legge marziale, suscitando reazioni di sdegno e confusione tra i sudcoreani, che anche in queste ore sfilano in migliaia nel centro di Seul contestando il presidente. Un fatto, hanno ripetuto da Washington, di cui gli Stati Uniti non erano stati preventivamente avvisati.Tutto mentre il presidente americano Joe Biden e il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, sono entrambi all'estero. Yoon "è uno dei pilastri della nostra strategia" nella regione e ora il suo futuro politico è in dubbio, commenta un funzionario Usa.

I prossimi giorni saranno probabilmente tesi per Seul, come per Washington, nonostante i funzionari dell'Amministrazione Biden abbiano espresso un certo ottimismo per le sorti del patto trilaterale. "Pensiamo che ciò continuerà perché è nostro interesse comune", osserva la fonte.E da Washington si sottolinea una strategia pensata "per isolarla da qualsiasi cambiamento politico o tumulto al vertice". Ma Biden, dice Victor Cha della Georgetown University e con un passato nell'Amministrazione di George W.

Bush, dovrà valutare, soppesare quanto Yoon sia stato positivo e quanto si ritenga possibile la sua sopravvivenza politica.La prospettiva dell'impeachment o se Yoon sarà costretto a dimettersi, "per gli Stati Uniti sarà una grande perdita" perché Yoon è stato cruciale per quel patto trilaterale, concordato al summit di Camp David dello scorso anno, che inaugurò una nuova era di partnership trilaterale.

E, osserva Cha, Yoon è stato anche un sostenitore della "dichiarazione di Washington", affermazione bilaterale dell'evoluzione dell'alleanza tra Usa e Corea del Sud in un contesto di sicurezza in evoluzione nella penisola coreana e per sostenere la difesa dell'Ucraina contro l'invasione russa. Beth Sanner, con un passato nell'intelligence, teme che la Corea del Nord possa cercare di sfruttare il caos nel sud.Gli osservatori, dice, sono preoccupati da mesi che la Corea del Nord possa condurre una sorta di "azione cinetica" nei prossimi mesi, forse bombardando un'isola sudcoreana o affondando una nave sudcoreana.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caos Sudcorea, assist a Kim e Putin: effetti anche su guerra Ucraina-Russia

0

(Adnkronos) – La crisi in Corea del Sud non riguarda 'solo' Seul ma è destinata ad avere ripercussioni ben al di là dei confini istituzionali nazionali.L'introduzione della legge marziale, il dietrofront del presidente Yoon Suk Yeol e ora lo spettro dell'impeachment sono un'onda lunga che non si ferma attorno al 38esimo parallelo, ma potrebbe arrivare in Europa e, in particolare, alla guerra fra la Russia e l'Ucraina. La dichiarazione di legge marziale da parte del presidente sudcoreano è dovuta alla situazione politica interna e non al timore di un imminente attacco da parte della Corea del Nord, spiegava a Newsweek un funzionario del suo ufficio, che ha detto che la decisione, poi ritirata, del capo dello Stato era motivata da "una situazione principalmente interna.

Credeva di non poter gestire il governo come al solito". Eppure, nel suo annuncio a sorpresa di martedì, Yoon aveva dichiarato che la legge marziale era volta a sradicare "le forze filo-nordcoreane e a proteggere l'ordine costituzionale della libertà".Qualunque siano le ragioni del presidente, tuttavia, le ripercussioni non riguarderanno esclusivamente il Paese. Se, infatti, gli eventi di martedì non hanno precedenti in Corea del Sud dagli anni '80 e la decisione di Yoon è stata avvertita come un grande shock "profondamente preoccupante per la democrazia sudcoreana" – come ha commentato Chris Deacon, professore associato di politica e relazioni internazionali presso la School of Oriental and African Studies di Londra – le conseguenze e il vantaggio potrebbe andare tutto a favore di Pyongyang e di Mosca. Le tensioni tra il nord e il sud nella penisola coreana sono peggiorate nel corso dell'anno.

La Corea del Nord ha ufficialmente ritirato la politica di riconciliazione portata avanti per decenni, ha fatto saltare in aria i principali collegamenti di transito con il sud e ha inviato migliaia di palloncini pieni di spazzatura oltre il confine, mentre la Corea del Sud ha preso di mira il nord con propaganda anti-regime.  Le due nazioni sono ancora tecnicamente in guerra e lo sono da quando un armistizio ha segnato la fine della guerra di Corea nel 1953.Ma la Corea del Sud teme il rapporto sempre più stretto di Pyongyang con Mosca, l'aiuto che si pensa il Cremlino stia fornendo ai programmi di armi convenzionali e nucleari della Corea del Nord e l'esperienza che migliaia di soldati nordcoreani stanno acquisendo combattendo per la Russia contro l'Ucraina. È difficile dire quale sia stata la spinta esatta che ha spinto Yoon a dichiarare la legge marziale a questo punto, ma "la logica è più interna che internazionale", ha affermato Andrew Yeo, ricercatore senior del Center for Asia Policy Studies della Brookings Institution con sede a Washington, DC. Potrebbe trattarsi di un "errore politico" da parte di Yoon, dovuto al predominio dell'opposizione nell'Assemblea nazionale e ai "cattivi rapporti del presidente con il suo stesso partito", ha affermato Ramon Pacheco Pardo, professore di relazioni internazionali al King's College di Londra. "In termini di relazioni con gli Stati Uniti, questa decisione indebolirà significativamente la posizione del Presidente Yoon, poiché la popolazione sudcoreana si opporrà fermamente.

Quindi, Washington dovrà vedersela con uno Yoon indebolito, che potrebbe non sopravvivere politicamente se i partiti liberale e conservatore si unissero".  I leader di Pyongyang, Pechino e Mosca stanno probabilmente monitorando gli sviluppi a Seul, attenti al possibile indebolimento di un baluardo chiave del potere degli Stati Uniti nella regione, e tutti gli occhi sono ora puntati sulla Corea del Nord, che potrebbe essere intenzionata a sfruttare il caos politico a proprio vantaggio. "Qualsiasi instabilità in Corea del Sud ha importanti ripercussioni sulle nostre politiche indo-pacifiche", ha detto il colonnello statunitense in pensione Cedric Leighton alla Cnn, sottolineando come le truppe statunitensi nel paese siano attrezzate per uno scenario di combattimento immediato contro la Corea del Nord. "Meno stabilità c'è in Corea del Sud, peggio diventa per noi raggiungere i nostri obiettivi politici". Ma tornando alle possibili implicazioni per l'Ucraina, la notte di sconvolgimenti politici in Corea del Sud costituisce un grande potenziale per le conseguenze significative che potrebbe avere di fronte a una Corea del Nord che, assieme alla Cina, sta rafforzando il suo allineamento con la Russia.L'alleanza tra Stati Uniti e Corea del Sud – scrive la Cnn – è per entrambi i Paesi un pilastro della pace nella regione, dove la Corea del Nord continua a minacciare la Corea del Sud e gli Stati Uniti con il suo programma di armi illegali.

Minaccia che è diventata ancora più acuta da quando la Corea del Nord ha intensificato la sua partnership con la Russia , inviando munizioni, missili e soldati per supportare la guerra di Mosca contro l'Ucraina.  Di recente, il governo Yoon aveva dichiarato che l'invio di truppe nordcoreane in Ucraina potrebbe indurlo a rivalutare il livello di sostegno militare fornito al paese dilaniato dalla guerra, al quale non fornisce direttamente armi letali.Tutto ciò aumenta la posta in gioco internazionale per l'attuale momento politico, qualunque sia l'esito per Yoon, secondo Edward Howell, docente di politica all'Università di Oxford nel Regno Unito, che si occupa principalmente della penisola coreana. "In un momento in cui gli interessi della Corea del Sud nella guerra in Ucraina hanno acquisito importanza, dato il coinvolgimento ormai a pieno titolo della Corea del Nord, la cooperazione di Seul con gli alleati non può essere ostacolata dalla divisione interna", ha affermato. 
Difficile, in ogni caso, che nel prossimo futuro Seul invii armi a Kiev, ha commentato intanto l'ambasciatore russo a Seul Georgy Zinoviev. "Considerati i drammatici sviluppi nella politica della Corea del Sud, la questione degli aiuti a Kiev non dovrebbe essere tema di discussione nel prossimo futuro", ha dichiarato, intervistato da Rossiya-24.

Una volta trapelata la notizia dell'invio al fronte ucraino, insieme alle forze russe, di militari della Corea del Nord, a Seul non si escludeva più l'invio diretto di armi a Kiev.Fino a ora, Seul ha rifornito Paesi alleati come la Polonia.

L'invio diretti di armi all'Ucraina da parte della Corea del Sud provocherebbe "un collasso delle relazioni" bilaterali, ha aggiunto il diplomatico.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, hotspot Albania in stand by. Orban a Meloni: “Modello apripista”

0

(Adnkronos) – Asse sui migranti tra Giorgia Meloni e il primo ministro ungherese Viktor Orban, mercoledì a Roma per una visita che lo ha condotto sino al Santo Padre.Mentre i cartelli di +Europa – spuntati a sorpresa nel piazzale antistante Palazzo Chigi a bilaterale in corso – recitano 'No al modello Ungheria', 'Orban you are not welcome', Meloni ha accolto con un sorriso il leader ungherese, in procinto di chiudere il semestre di presidenza del Consiglio europeo che in tanti, a Bruxelles, al principio vedevano di cattivo occhio, tanto da spingere più di una voce a chiedere che Orban saltasse il turno, rinviando più avanti la guida dell'organismo europeo.

Le cose, come noto, sono andate diversamente, e Meloni ieri si è congratulata con il 'patriota' Orban "per la riuscita della Presidenza semestrale di turno del Consiglio dell'Unione europea", in barba a chi puntava e continua a puntare il dito contro il primo ministro ungherese. Niente dichiarazioni congiunte alla stampa per i due leader, ma una nota firmata a quattro mani in cui risalta soprattutto la 'chiusa', dedicata al capitolo migranti.Tanto più che arriva nel giorno in cui Meloni incassa una doppia battuta d'arresto, con lo stop del Csm all'assegnazione alle Corti d'Appello della competenza sui procedimenti di trattenimento dei migranti richiedenti asilo e il rinvio della decisione della Cassazione sul ricorso del governo contro le prime mancate convalide del trattenimento di migranti emesse dalla sezione immigrazione del tribunale di Roma il 18 ottobre scorso, in attesa della pronuncia della Corte europea.

E così i due centri di Gjader e Shengjin su cui tanto ha puntato la premier continueranno a restare vuoti, in attesa di uscire dall'impasse.  Eppure, nella nota congiunta, Orban e Meloni richiamano proprio il modello Roma-Tirana, riaffermando "l'importanza di contrastare la migrazione irregolare" anche esplorando "nuove modalità", "nel rispetto del diritto Ue e internazionale".Chiedono dunque fermezza all'Unione europea, rimarcando "l'urgenza di un quadro giuridico aggiornato per facilitare, aumentare e accelerare i rimpatri dall'Unione europea, con particolare attenzione al consolidamento del concetto di Paesi di origine sicuri".

Accelerando dunque – è il sottotesto – l'entrata in funzione del nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo prevista per giugno 2026.Altro passaggio di rilievo, nella dichiarazione a quattro mani, è quello su Kiev, in cui viene rimarcato dai due leader il "sostegno a una pace giusta e duratura in Ucraina basata sui principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale". Orban, che punta a incarnare il trait-d'union tra l'Europa e l'America di Donald Trump, è anche l'uomo che ha sempre sostenuto la necessità di dialogare con Mosca, mai chiuso i canali con Putin, e spinto Bruxelles a cambiare passo e strategia sull'Ucraina.

Nella nota viene ribadito l'"impegno per la ricostruzione in vista della prossima Ukraine Recovery Conference che sarà ospitata dall'Italia nel luglio 2025". Quanto agli altri argomenti di discussione, Meloni e Orban "hanno ribadito l'impegno a promuovere ulteriormente il partenariato bilaterale", esprimendo "soddisfazione per i proficui rapporti commerciali", che segnano uno scambi dal valore pari a 14 miliardi di euro nel 2023, con "la volontà di rafforzare ulteriormente gli investimenti e il commercio, soprattutto nei settori delle infrastrutture e dell'energia".Oltre a dichiararsi soddisfatti per un livello di cooperazione "eccellente" in ambito Nato "nei settori della sicurezza e della difesa, in particolare attraverso il supporto al battaglione multinazionale a guida ungherese da parte delle Forze Armate italiane (260 soldati)".  I due leader "continueranno a garantire la presenza a supporto delle iniziative della Nato e dell’Ue per la stabilizzazione dei Balcani occidentali, e hanno ribadito il loro forte sostegno al processo di allargamento dei Paesi della regione".

D'accordo su vari punti, dunque, dopo un'ora e mezzo di intenso faccia a faccia.Quando Orban va via l'imponente dispiego di forze dell'ordine messo in piedi per la visita rompe pian piano le righe.

A pochi passi dal portone centrale di Palazzo Chigi resta a terra un cartello del sit-in anti-Orban inscenato da +Europa: 'il modello Ungheria che la democrazia si porta via', c'è scritto. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Francia nel caos, cade governo Barnier. Oggi parla Macron

0

(Adnkronos) –
La Francia nel caos.Il governo di Michel Barnier cade dopo il voto sulla mozione di sfiducia, Emmanuel Macron finisce nel mirino della sinistra.

Il presidente oggi, in serata alle 20, parlerà al paese in un momento cruciale. Il quadro istituzionale, costruito a fatica dopo le elezioni della scorsa estate che hanno prodotto un'Assemblea Nazionale divisa in 3 blocchi, precipita nelle ultime 24 ore.La mozione di censura verso l'esecutivo, presentata dalla sinistra, viene approvata con un'ampia maggioranza: servivano 289 voti, ne sono arrivati 331.

Il governo cade, è la prima volta dal 1962 che una mozione di censura riceve il semaforo verde.  L'esecutivo si sbriciola dopo nemmeno 3 mesi di vita: per la precisione, 2 mesi e 29 giorni.La visita dell'ormai ex premier francese Barnier in Italia viene annullata.

Barnier, tra gli impegni, aveva in programma l'incontro con la premier Giorgia Meloni oggi a palazzo Chigi e con il Capo dello Stato Sergio Mattarella, venerdì al Quirinale. Da sinistra, Jean-Luc Melenchon attacca a testa bassa: il leader della France Insoumise punta dritto al presidente Emmanuel Macron. "Anche con un Barnier ogni tre mesi, Macron non durerà tre anni", scrive su X.La linea è condivisa dalla capogruppo del partito di estrema sinistra, Mathilde Panot, che chiede le dimissioni del presidente: "Macron se ne vada immediatamente".  Per la caduta del governo sono stati determinanti i voti della destra.

Dal Rassemblement National, però, le dimissioni di Macron non sono un obiettivo.Marine Le Pen giustifica il suo voto con "la scelta di proteggere i francesi.

Non vi erano altre soluzioni che questa.Michel Barnier non ha ascoltato le opposizioni quando ha costruito la sua legge di bilancio", ha detto.

Jordan Bardella, presidente di RN, nelle stesse ora ha affermato che "ancora non" chiede le dimissioni di Macron. "Ciò che ci aspettiamo è la nomina di un nuovo primo ministro con una discussione sulla legge di bilancio", ha dichiarato.  
Stasera, alle 20, parla Macron.Il presidente, tornato dal viaggio in Arabia Saudita, due giorni fa ha escluso l'ipotesi di dimissioni definendole ''fiction politica'': "Sono stato eletto due volte dal popolo francese.

Ne sono estremamente orgoglioso e onorerò questa fiducia con tutta l'energia che mi è propria fino all'ultimo secondo per essere utile al Paese". Ora, il Capo dello Stato si trova a gestire una crisi istituzionale che si è concretizzata nonostante i suoi ripetuti appelli alla stabilità: "Non posso credere a un voto di sfiducia", ha detto Macron nella serata di martedì.Ventiquattro ore dopo, è arrivato il voto.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kadyrov e il ‘mistero Cybertruck’: “Ho fatto uno scherzo a Musk”

0

(Adnkronos) –
"Ho fatto uno scherzo".Ramzan Kadyrov non ha ricevuto in dono da Elon Musk un Cybertruck, il modernissimo veicolo della Tesla.

Il leader ceceno, dopo mesi di ipotesi e speculazioni sui rapporti con il magnate vicino a Donald Trump, apparentemente fa chiarezza disinnescando il caso. "Mi piace scherzare con lui sui social.Non mi ha dato l'auto, non era mia.

Me ne sono uscito con uno scherzo…", dice Kadyrov.  A settembre, il leader di Grozny ha diffuso video che hanno mostrato soldati ceceni a bordo di due Cybertruck utilizzati per attività di controllo e ricognizione.Sui social, Kadyrov ha parlato di un "dono" di Musk.

Le sue affermazioni hanno alimentato ipotesi relative alla contiguità tra il boss di X e Tesla e il leader ceceno, partner di Vladimir Putin nella guerra tra Russia e Ucraina.Musk negato categoricamente di aver fatto il regalo speciale, definendo "ritardato" chiunque pensi che "io abbia donato cybertruck a un generale russo".

Ora, a sentire Kadyrov, il caso è chiuso.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il supermanager ucciso a New York, un nerd a caccia del killer

0

(Adnkronos) –
Un nerd sulle tracce del killer di Brian Thompson, il Ceo di UnitedHealthcare ucciso a colpi d'arma da fuoco a Manhattan, New York.La polizia indaga per trovare l'assassino, che ha commesso l'omicidio sparando più volte a distanza ravvicinata.

Thompson, secondo gli investigatori, aveva ricevuto minacce.Il manager era alla guida del colosso che fornisce assicurazioni e benefit farmaceutici, una delle più grandi aziende del settore negli Usa.  Mentre la Grande Mela è sotto choc per il delitto e la polizia offre 10mila dollari a chi fornirà informazioni utili, ad offrire tessere utili del mosaico provvede un vero e proprio nerd, Riley Walz: un giovane con la passione per i computer e per i dati più curiosi da raccogliere e archiviare.

Walz, che su X è l'utente @rtwlz, si ritrova ad avere un ruolo nelle indagini grazie alla sua passione. La polizia fa sapere che il killer ha usato una bici elettrica per lasciare la scena del crimine.E Walz, probabilmente l'unico in tutta America, come hobby ha la raccolta di dati relativi agli spostamenti delle e-bike a New York. "Mi capita di raccogliere in continuazione i dati, così posso vedere dove vanno le singole biciclette", spiega. I riflettori vengono puntati sulla zona dell'omicidio.

Walz individua "l'unica bicicletta partita entro 10 minuti dalla sparatoria e diretta a nord".Il giovane fornisce il numero identificativo della e-bike e gli orari di partenza e di arrivo, conferma di aver fornito tutte le informazioni al Dipartimento di New York, che potrebbe sfruttare l'assist per restringere l'area delle ricerche, con particolare riferimento alle telecamere presenti sul tragitto. I tweet del nerd-detective collezionano centinaia di migliaia di visualizzazioni, i commenti aumentano a ritmo vertiginoso: c'è chi si congratula, chi dubita della sanità mentale del giovane appassionato di dati di e-bike, chi prova a confutare le tesi investigative proponendo altri elementi e valutazioni.

Intanto, @rtwlz si gode la fama inattesa: "Mi rendo conto di quanto possa sembrare folle dire 'mi capita di recuperare dati delle bici elettriche'…Volevo solo fare un piccolo esperimento di visualizzazione dei dati…". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa Italia, Empoli ai rigori supera Fiorentina e vola ai quarti di finale

0

(Adnkronos) –
Partita sull'ottovolante tra Fiorentina ed Empoli negli ottavi di finale di Coppa Italia.Un derby toscano vissuto su sorpassi e controsorpassi, ma alla fine deciso ai rigori dopo il 2-2 dei tempi regolamentari.

Pronti via, e dopo 4 minuti l'Empoli gela lo stadio Franchi.Il vantaggio è siglato da Ekong.

Reagiscono gli uomini di Palladino ma bisogna attendere il 59' per il pareggio, messo a segno da Kean.Al 70' il raddoppio di Sottil sembra mettere al sicuro i viola, ma dopo appena 5 minuti il centravanti dell'Empoli Esposito riporta la situazione in parità.  
Ai rigori fatali per la Fiorentina gli errori di Kean e Ranieri.

L'Empoli vola così ai quarti di finale dove troverà la vincente tra Juventus e Cagliari.Per la Fiorentina, la migliore notizia la dà il dg Alessandro Ferrari, pochi minuti prima del fischio d'inizio: Edoardo Bove ''è uscito dalla terapia intensiva''. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bove migliora, dg Fiorentina: “Ha lasciato terapia intensiva”

0

(Adnkronos) – Edoardo Bove lascia il reparto di terapia intensiva dell'ospedale Careggi di Firenze.Il centrocampista della Fiorentina, vittima di un malore domenica nel match con l'Inter, continua a fare progressi nella convalescenza. "Edoardo sta bene, è in forma, sta recuperando e siamo contenti.

Bisogna avere pazienza e rispetto per lui.Ha cambiato reparto e quindi poco per volta significa che le cose vanno meglio.

E' nelle mani giuste e sta bene", dice Alessandro Ferrari, direttore generale della Fiorentina, ai microfoni di Mediaset. "Ha lasciato la terapia intensiva, per la precisione è passato in un reparto che si chiama Utic, di livello di delicatezza inferiore", aggiunge. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hegseth ai senatori: “Se mi confermate al Pentagono smetto di bere”

0

(Adnkronos) –
Pete Hegseth, scelto da Donald Trump come prossimo segretario alla Difesa, ha promesso ai senatori repubblicani che smetterà di bere se lo confermeranno all'incarico di capo del Pentagono.Lo ha detto Roger Wicker, senatore che sarà il presidente della commissione Difesa del prossima Senato a guida repubblicana: "considera il suo lavoro così importante che si è offerto lui stesso, io non ho chiesto nulla", ha detto il repubblicano alla Cnn, raccontando dell'incontro con il conduttore di Fox News che, stando a quanto rivelato dai suoi ex colleghi dell'emittente e delle associazioni di reduci, molte volte si è presentato ubriaco al lavoro.  
La dichiarazione arriva dopo che il senatore Kevin Cramer ha detto che non esclude di poter votare per la conferma di Hegseth di fronte ad un suo impegno a smettere di bere. "E' la mia più grande preoccupazione perché credo che tutto il resto viene da questo", ha aggiunto, con un riferimento alle accuse di aggressione sessuale che una donna ha rivolto nel 2017 a Hegseth.  L'ex conduttore di Fox News, intanto, tira dritto. "Ho parlato questa mattina con il presidente eletto, mi ha detto 'vai avanti, continua a lottare, sono con te fino in fondo', perché dovrei ritirarmi?", ha detto Hegseth, rispondendo alle domande dei giornalisti al suo arrivo a Capitol Hill. Il Wall Street Journal ha pubblicato la notizia secondo cui Trump – di fronte al fatto che diversi senatori, almeno sei secondo Nbc, sarebbero restii a confermare Hegseth – starebbe valutando di sostituirlo con il governatore della Florida, Ron DeSantis, come capo del Pentagono. 
Se si dovesse ritirare, Hegseth sarebbe il terzo nominato da Trump a fare un passo indietro dopo quello di Matt Gaetz, l'ex deputato della Florida che ha rinunciato all'incarico di ministro della Giustizia dopo che è emerso che aveva partecipato a festini a luci rosse con droga e minorenni, e di Chad Chronister, lo sceriffo della Florida che era stato nominato alla Dea.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, giudice Apostolico dà le dimissioni da magistratura

0

(Adnkronos) – La giudice di Catania Iolanda Apostolico si è dimessa dalla magistratura a far data dal prossimo 15 dicembre.Il plenum del Csm ha accolto le dimissioni.

Apostolico era stata al centro di polemiche politiche dopo che era apparso un video in cui la si vedeva partecipare a una manifestazione a Catania nel 2018 contro i decreti sicurezza sui migranti.Il filmato uscì fuori nell'ottobre 2023, pochi giorni dopo il 30 settembre 2023, quando la giudice non aveva convalidato il trattenimento di alcuni migranti richiedenti asilo, ritenendo illegittime le norme del ‘decreto Cutro’ varato dal governo Meloni.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, no a Sanremo: “Ho cose migliori da fare”

0

(Adnkronos) – "A Sanremo?Non penso di andarci.

Ho cose migliori da fare".Jannik Sinner dice no al Festival di Sanremo.

Un'altra volta.Il numero 1 del tennis mondiale chiacchiera con Piero Chiambretti ai Supertennis Awards di Milano, nella serata che celebra l'annata strepitosa dell'altoatesino e di tutto il tennis azzurro, reduce dai recenti trionfi in Coppa Davis e Billie Jean Cup. Tra una domanda e l'altra, spunta il riferimento al Festival.

E Sinner dice no, chiudendo in anticipo una questione che in realtà non è stata nemmeno aperta da Carlo Conti, direttore artistico e conduttore della rassegna canora.Un anno fa, subito dopo il trionfo agli Australian Open, la presenza di Sinner a Sanremo fu auspicata da Amadeus.

Il pressing sul tennista si rivelò poco efficace e il conduttore del Festival archiviò la vicenda con un video: "Dispiace se non vieni, tifiamo lo stesso per te".In vista del Festival 2025, Sinner si muove in anticipo: no a Sanremo, anche se Conti non ha ancora mandato nessun invito ufficiale. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un successo strepitoso a Castellammare: Si chiude la terza edizione dell’International Sport Film Festival

0

L’International Sport Film Festival 2024 si è concluso con un bilancio più che positivo. La kermesse cinematografica, che si è svolta a Castellammare di Stabia dal 25 al 30 novembre, ha saputo conquistare il pubblico con una ricca programmazione di film, incontri e laboratori.

Ideata e curata dall’Associazione Pragma, sotto la direzione organizzativa di Nicola D’Auria e quella artistica di Ciro Sorrentino, la manifestazione ha visto la partecipazione di 149 film provenienti da 36 Paesi. Un vero e proprio viaggio cinematografico intorno al mondo, che ha messo in luce l’importanza dello sport come veicolo di valori universali.

Tra i vincitori di questa edizione, si distinguono titoli:

“8 Islands” ha ricevuto il premio Best Cinematography.

Stella Maris – Climbing the Waves” premio Best Director.

The Sirens of Ukraine” – la storia di due gemelle ucraine che, tra guerra e sofferenze, si sono preparate per le Olimpiadi – premio Best Documentary.

“Saturday Night, Sunday Morning” – che racconta la storia di Leo, giovane calciatore ribelle – si è aggiudicato il premio Best Narrative Film.

“Doppio Passo” – ispirato alla storia del calciatore Claudio Russo, capitano della Carrarese Calcio, rimasto senza contratto – riceve il premio Best Performance.

“RDS GP: Tire War 3” vince il premio  Best Series.

“Mettle” – la storia di Liana Mutia, atleta non vedente e paralimpica, ha ricevuto il premio Best Student Work.  

Federico Dimarco, From the second Tier to the second Star” – il corto sul calciatore Federico Dimarco, terzino dell’Inter e della Nazionale Italiana –  si è aggiudicato il premio Best Web Production.

“BrokenBreath” – la storia di Mike Maric che trasforma un lutto in un percorso di rinascita attraverso un respiro –ha vinto il Golden Runner.

“Ephemere” è la pellicola a cui è stato assegnato l’Innovation Award.

Il festival non è stato solo una vetrina per i film in concorso, ma anche un’occasione per riflettere sul ruolo del cinema e dello sport nella società. Grazie ai laboratori tematici e ai convegni, registi, attori, produttori e appassionati dello sport hanno potuto confrontarsi e condividere le proprie esperienze.

Tre i laboratori tematici allestiti per l’occasione: “La fotografia sportiva”, con Giovanni Somma; “Il ruolo dell’agente cinematografico” con l’agente Marianna de Martino e “La professione del casting director” con Davide Zurolo, Nastro d’Argento per il film “L’Immortale”.

Il cartellone degli appuntamenti che hanno animato le giornate e le serate del Festival sono stati magistralmente condotti dalla presentatrice Tea Scarfato.

Un’attenzione particolare è stata dedicata alle scuole, con proiezioni mattutine riservate agli studenti e iniziative didattiche volte a promuovere l’educazione all’immagine e i valori dello sport. Il successo dell’International Sport Film Festival è testimoniato dai numeri: oltre 2.500 studenti hanno partecipato alle proiezioni, e numerosi ospiti di prestigio hanno arricchito il programma della manifestazione: Gianfranco Gallo (insignito anche con il premio speciale “Campania Award”), Bortolo Mutti, Andrea Langella, Gigi Pavarese, Angela Procida, Giuseppe Leone, Cristian Andreoni, Laura Gambacorta, Luca Annibale, Claudio Fusaro, Angelo Longobardi, Vincenzo Greco e Luigi D’Oriano.

Un evento che si conferma come un punto di riferimento per il cinema sportivo a livello internazionale e che guarda già al futuro, con l’obiettivo di consolidare il proprio successo e coinvolgere sempre più pubblico.

In sintesi, questa terza edizione dell’International Sport Film Festival è stata un trionfo. Un’esperienza indimenticabile per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di parteciparvi.

Omicidio Cecchettin, busta con proiettili in studio legale Turetta

0

(Adnkronos) – Una busta con tre proiettili è stata recapitata nello studio di Padova dell'avvocato Giovanni Caruso, difensore di Filippo Turetta, il ventiduenne condannato ieri all'ergastolo per l'omicidio dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin.Oggi il legale nel prendere la corrispondenza ha aperto una busta in cui ha trovato tre bossoli.

Lo conferma l'avvocato, il quale ha contattato la Questura.La busta e i tre proiettili, avvolti in un foglio di carta, saranno analizzati dalla Scientifica.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Sudtirol fu l’ultima partita di Raffaele Ametrano. L’addio di un guerriero

0

La Juve Stabia di Massimo Rastelli aveva vinto il campionato di Lega Pro seconda divisione dopo un duello bellissimo contro il Catanzaro.Erano le vespe di Ruscio, Tarantino, Varriale, Vicentin, Acoglanis e anche di Raffaele Ametrano che aveva indossato la maglia della sua città natale nella stagione precedente ossia quella disastrosa del 2008-2009 che segnò la retrocessione in C2.

Il campionato 2009-2010 fu un successo per la Juve Stabia, una sorte di “rimborso” di Franco Manniello alla città di Castellammare e dolcissimo antipasto di quello che sarebbe poi successo con Piero Braglia al timone delle vespe.Dopo la vittoria del campionato si giocò la Supercoppa di categoria, una materia davvero difficile per le vespe che proprio non sono mai riuscite ad alzare questo trofeo.

Nel torneo vinto dalla Lucchese ci fu la partita contro il Sudtirol vinta dalle vespe al Menti per 2-0.Era il 16 maggio 2010 e ci fu il ritiro dal calcio giocato di Raffaele Ametrano.

Ametrano è stato uno dei figli di Stabia che ha avuto una carriera importante tutta da raccontare.I successi con la maglia Under 21 azzurra con Cesare Maldini e l’Europeo di Spagna 1996, la Coppa Intercontinentale con la Juventus quando ci fu la magia di Alessandro Del Piero contro il River Plate ed una carriera importante tutta da raccontare con le maglie di Udinese, Empoli, Verona e Napoli.

Per raccontare tutto non basterebbe un semplice articolo anche perchè Ametrano ha avuto grandi campioni come compagni di spogliatoio, basta pensare a Zidane per fare un nome e campioni top come avversari vedi ad esempio Ronaldo “Il Fenomeno.”

Lo stesso vale per i tanti allenatori che ha avuto come maestri da Marcello Lippi passando per Alberto Zaccheroni.Venerdi 6 dicembre allo Stadio Menti ritornerà il Sudtirol e chissà se Raffaele penserà a quel 16 maggio 2010 a quell’ultima danza di una carriera importante tutta da raccontare.

Animali: indagine, 59% italiani vuole telecamera smart per rimanere connesso con loro

0

(Adnkronos) – Gli animali domestici non sono solo compagni di vita, ma veri e propri membri della famiglia per la maggior parte degli italiani.Secondo una nuova ricerca condotta da AstraRicerche per Ring – azienda Amazon che si occupa di sistemi di sicurezza domestica intelligente, tra cui videocitofoni, videocamere, allarmi e accessori – il 92% dei proprietari considera i propri cani e gatti come parte integrante del nucleo familiare, e ben il 70% prevede di fare loro un regalo a Natale.

Tuttavia, lasciare il proprio animale solo in casa rimane una sfida emotiva: oltre il 90% dei proprietari si trova regolarmente in questa situazione e il 78% vive l’uscita con preoccupazione o senso di colpa, temendo che i propri amici a quattro zampe possano sentirsi tristi, agitarsi o addirittura "vendicarsi" al loro rientro. (VIDEO) La ricerca evidenzia come la tecnologia stia diventando un supporto indispensabile per la cura e il monitoraggio degli animali domestici.Attualmente, il 30% delle abitazioni con pet è dotato di videocamere smart, e oltre la metà dei proprietari (59%) desidera acquistarne una.

Le funzionalità più richieste?Il 43% punta a dispositivi per monitorare le attività degli animali, mentre il 34% apprezza la possibilità di comunicare con loro tramite audio bidirezionale.

Questi strumenti offrono un senso di tranquillità: il 64,5% dei proprietari dichiara di sentirsi più sereno e il 40% apprezza di poter mantenere un contatto costante anche a distanza. "In un mondo dove il legame emotivo con i nostri animali è così forte, la possibilità di restare connessi con loro anche quando siamo fuori casa diventa ancora più importante – commenta Dave Ward, Managing Director EU & International di Ring – I nostri dispositivi sono stati progettati per offrire ai clienti la massima tranquillità, garantire loro una soluzione per controllare cosa succede a casa e tenere d'occhio i propri amici pelosi ovunque si trovino”.  È bello sapere che a casa gli animali stanno bene… anche se combinano guai!Quando costretti a lasciare soli a casa i propri animali domestici per un breve periodo di tempo, i proprietari si impegnano a rendere l’ambiente il più accogliente e rassicurante possibile.

Il 31% lascia accese le luci nelle loro stanze preferite, il 16% sceglie di accendere TV o radio per creare un sottofondo sonoro familiare e il 46% si dedica a preparare giochi che li tengano occupati e stimolati.Nonostante tutte queste premure, i piccoli disastri non mancano mai.

Infatti, il 22% degli italiani ha ammesso di spendere fino a 240 euro per sostituire gli oggetti che i propri animali domestici hanno rotto.I gatti graffiano mobili e divani (56%), mentre i cani spesso nascondono indumenti (43%) o si appropriano di cibo lasciato incustodito (19%).

Non sorprende che il 59% dei proprietari desideri una tecnologia per richiamare la loro attenzione anche a distanza, sia per sorprenderli sul fatto, sia per rassicurarli e restare in contatto anche da lontano.  Con oltre la metà degli italiani (65%) che dichiara di aver condiviso foto e video dei propri animali domestici in situazioni divertenti, Ring invita tutti i clienti a mostrare i momenti più esilaranti catturati con le loro videocamere Ring. È possibile condividere i contenuti tramite la funzionalità di condivisione dell'app Ring o inviandoli all'indirizzo itstories@ring.com.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turetta, Elena Cecchettin contro la sentenza: “Conferma che delle donne non importa nulla”

0

(Adnkronos) – Elena Cecchettin, sorella di Giulia, critica aspramente la sentenza con cui Filippo Turetta è stato condannato all'ergastolo. "Il non riconoscimento dello stalking (non parlo nemmeno dell'altra aggravante, la crudeltà, perché si commenta da sola la situazione) è un'ennesima conferma che alle istituzioni non importa nulla delle donne.Sei vittima solo se sei morta", dice Elena Cecchettin all'indomani della sentenza con cui la corte d'Assise di Venezia ha condannato Turetta all'ergastolo per l'omicidio delle sorella Giulia escludendo le aggravanti della crudeltà e dello stalking.  "Quello che subisci in vita te lo gestisci da sola.

Quante donne non potranno mettersi in salvo dal loro aguzzino se nemmeno nei casi più palesi non viene riconosciuta una colpa.Però va bene con le frasi melense il 25 novembre e i depliant di spiegazione", aggiunge. "Una sentenza giudiziaria non corrisponde sempre alla realtà dei fatti.

Si chiama verità giudiziaria, ed è quello che viene riportato dal verdetto.E basta.

Non toglie il dolore, la violenza fisica e psicologica che la vittima ha subito" scrive.  "Ciò che è successo non sparisce solo perché un'aggravante non viene contestata, o più di una.E non toglie nemmeno il dolore e l'ansia che ho dovuto subire io personalmente in quanto persona vicina a Giulia.

Inevitabilmente le persone intime alla vittima vengono trascinate negli stati di ansia e turbamento.Chiaramente non sto insinuando che il dolore che abbia provato Giulia sia paragonabile, tuttavia è giusto ricordare che il non riconoscimento dello stalking è una mancanza di rispetto anche alla famiglia della vittima", afferma Elena Cecchettin. "Chi sostiene che tanto la condanna sarebbe stata la stessa anche con le altre due aggravanti non ha capito nulla.

Se nulla può portarci indietro Giulia quanto meno può fare la differenza per altre donne nel futuro. È facile rinchiudere in cella per sempre una persona lavandosene le mani poi e dicendo di aver fatto giustizia.Ma è questa la vera giustizia?", si domanda Elena Cecchettin.  "Se non iniziamo a prendere sul serio la questione tutto ciò che è stato detto su Giulia che doveva essere l'ultima sono solo prole al vento.

Sì, fa la differenza riconoscere le aggravanti, perché vuol dire che la violenza di genere non è presente solo dove è presente il coltello o il pugno.Ma molto prima.

E significa che abbiamo tempo per prevenire gli esiti peggiori.Sapete cosa ha ucciso mia sorella?

Non solo una mano violenta, ma la giustificazione e menefreghismo per gli stadi di violenza che anticipano il femminicidio" aggiunge. E la giovane non risparmia neppure la difesa dell'imputato. "Sostenere che i comportamenti dell'imputato siano 'ossessivi, quasi da spettro autistico' e giustificare con questa affermazione tutto quello che è successo è vergognoso.Stiamo parlando di comportamenti che ledono alla libertà e alla vita di una persona, e associarle con così tanta leggerenza ad una neurodivergenza oltre che a banalizzare e sminuire queste azioni va anche a peggiorare i pregiudizi che nella nostra società già ci sono per le persone neurodivergenti e sullo spettro dell'autismo", conclude.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crisi di governo in Francia, dibattito sulla sfiducia al governo Barnier

0

(Adnkronos) – All'Assemblea Nazionale è in corso il dibattito sulle mozioni di sfiducia contro il governo del premier francese Michel Barnier.Fonti governative hanno reso noto a Bfmtv che Barnier riceverà i ministri del suo governo a Matignon durante le votazioni delle mozioni di censura, che inizieranno verso le 18.45.

I ministri ritorneranno nell'Assemblea per l'annuncio dei risultati intorno alle 20.  "Eccoci al momento della verità che mette fine a un governo effimero", ha detto Marine Le Pen intervenendo nell'Assemblea Nazionale durante la discussione delle mozioni di censura del governo di Michel Barnier presentate da Rn e Nfp. "E' stato tra i ranghi del primo ministro che l'intransigenza, il settarismo e il dogmatismo hanno impedito di fare la minima concessione, che avrebbe evitato questo risultato", ha poi aggiunto" "Le istituzioni ci costringono a mescolare le nostre voci a quelle dell'estrema sinistra", ha detto ancora Marine Le Pen sottolineando che questo "non è avvenuto a cuor leggero". "La peggior politica sarebbe stata di non bloccare una tale legge di bilancio", ha aggiunto la storica leader del partito di estrema destra francese, Rassemblement National, esortando i deputati a votare per censurare un governo che perpetua le "scelte tecnocratiche" del presidente Emmanuel Macron. "La legge di bilancio che oggi respingiamo non si limita a violare le nostre promesse, non ha direzione né visione, è una legge di bilancio tecnocratica che continua a scivolare verso il bassa, senza toccare il totem dell'immigrazione incontrollata", ha detto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terrorismo, il folle progetto neonazista: “Uccidere Meloni”

0

(Adnkronos) – "Trovami un cecchino e attueremo il tuo piano" che sarebbe stato quello di uccidere la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.L'intercettazione riporta quanto si sono detti due indagati di un gruppo neonazista, smantellato questa mattina nel corso di un'operazione coordinata dalla Procura di Bologna che ha portato all'arresto di 12 persone.

La premier, si legge nell'ordinanza, era ritenuta "asservita al potere ebraico" e contro di lei era in corso "una vera e propria attività di dossieraggio" da parte dei capi dell'organizzazione.Un modo, questo, per condividere "strenuamente il progetto di uccidere la Presidente del Consiglio", progetto condiviso con gli altri membri della Werwolf Division, e paventato anche "in modalità autonoma" con il fenomeno dei cosiddetti "lupi solitari".

Nel corso delle indagini sono emersi riferimenti all'acquisto di armi e all'utilizzo di poligoni di tiro abusivi per testare pistole.  I componenti della Werwolf Division stavano proseguendo nel "progetto di uccidere Meloni" con l'obiettivo dichiarato di "sovvertire l'ordine democratico" e arrivare alla "guerra civile".E' loro convinzione – si evince dall'ordinanza – che la premier sia "traditrice", in quanto "amica di Sion" e quindi "una schifosa".  La formazione neonazista – secondo l'accusa – era impegnata nella formazione di guerriglieri, istigati a cercare e acquistare armi tramite canali telematici.

In una intercettazione, uno dei "guerriglieri" dice chiaramente che "allenavo cinque persone potenzialmente guerriglieri da dargli un'arma in mano, andare davanti alla Meloni e sparargli in testa".   Non solo l'uccisione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni.Tra le folli ambizioni della cellula neonazista c'era anche, si legge nell'ordinanza, un attacco al Parlamento da compiere con una nuova alleanza da stringere. "Allora tu sei d'accordo con me che sia ora di formare due eserciti, uno davanti alle guardie del Parlamento Italiano, uno alle spalle delle guardie stesse che lo prenderebbe di sorpresa poco dopo il primo attacco, e un terzo fronte che attacca frontalmente il Parlamento ed entra dentro, portando fuori i politici?", si legge ancora nello scambio di messaggi riportato nell'ordinanza. "Non ha senso attendere ancora", "bisogna trovare armi e persone che sappiano usarle". "Allora tenete presente che avrete dei soldati pronti quando sarà che attaccheremo il palazzo del governo per togliere di mezzo le pedine dei Massone farli venire allo scoperto!

Noi ci stiamo preparando alla battaglia, mentalmente e fisicamente, e aspettiamo solo di trovare delle armi da poter usare" scrivono nell'ordinanza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torna Atreju con Milei ospite d’onore: “Invito a Trump? Parliamo dei presenti…”

0

(Adnkronos) – Dal presidente argentino Javier Milei al primo ministro del Libano Najib Mikati; dal ritorno dell'ex segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti ai leader di 5 Stelle e Azione, Giuseppe Conte e Carlo Calenda.Per l'edizione 2024 della festa di Atreju, Fratelli d'Italia sceglie ancora una volta di puntare su ospiti internazionali e tanti nomi della politica, senza trascurare il mondo della cultura e dello spettacolo.  Prenderà il via domenica 8 dicembre al Circo Massimo di Roma, con l'accensione alle ore 17 dell'albero di Natale e l'animazione del presepe vivente, la nuova edizione della manifestazione, dal titolo 'La via italiana, risposte concrete al mondo che cambia'. 378 ospiti e oltre 500 interventi: sono alcuni dei numeri snocciolati dal responsabile nazionale organizzazione di Fdi Giovanni Donzelli, nel corso della conferenza stampa di presentazione della kermesse che va in scena per una settimana intera fino al 15 dicembre, quando, come da tradizione, a chiudere sarà la premier e leader di Fdi Giorgia Meloni.

Il discorso della presidente del Consiglio è previsto alle ore 12.15 e sarà preceduto dagli interventi dei vicepremier Matteo Salvini (in video-collegamento perché impegnato col congresso della Lega lombarda) e Antonio Tajani e dei leader di Noi Moderati e Udc, Maurizio Lupi e Lorenzo Cesa. Ad aprire il programma dei dibattiti, domenica 8 alle ore 17.30, sarà 'Uomini mai allineati' con Fausto Bertinotti, Paolo Bonolis e Pietrangelo Buttafuoco.Il clou si concentrerà da giovedì a domenica.  Ricco il parterre di ospiti internazionali, a partire dal presidente dell'Argentina Milei, il cui intervento è previsto per sabato 14 dicembre alle ore 19.

Sul palco di Atreju anche la questione Mediorientale, con la partecipazione del premier libanese Mikati, sempre sabato 14 alle 13.E un confronto sui flussi migratori fra i ministri dell'Interno di Regno Unito, Yvette Cooper, Francia, Bruno Retailleau, Malta, Byron Camilleri, e quello dell'Italia, Matteo Piantedosi.

Oltre ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, ci sarà il neo-vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, che salirà sul palco insieme all'ex presidente del Consiglio e segretario del Pd, Enrico Letta in un'intervista prevista per venerdì 13 alle ore 19. Spazio al confronto anche tra punti di vista molto diversi tra loro.Fra gli ospiti il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Giuseppe Santalucia, che discuterà con il Ministro Carlo Nordio sulla riforma della giustizia.

E poi il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, quello della Puglia Michele Emiliano, il leader di Azione Carlo Calenda, il presidente emerito della Camera Luciano Violante e l'attivista Lgbt Anna Paola Concia, solo per citarne alcuni. Il governo parteciperà con i ministri Lollobrigida in un dibattito sulla qualità italiana, Crosetto sulla 'via italiana' per la costruzione della pace, Urso sul rilancio dell'automotive, Schillaci sugli investimenti per la sanità, Roccella sul futuro della famiglia, Giuli sulla rinascita del cinema italiano, Musumeci sulla decarbonizzazione, Santanché sulla gestione del turismo ai tempi del Giubileo, Ciriani sui conservatori europei, Abodi sulla riforma del calcio.Presenti anche i ministri Giorgetti, Foti, Calderone, Pichetto Fratin, Valditara, Bernini, Casellati, Calderoli e Zangrillo.

Tra i relatori anche un ex del governo Meloni, Gennaro Sangiuliano, che parlerà della rielezione di Donald Trump in un panel sugli Usa. Non mancheranno protagonisti del mondo dello spettacolo, della musica e dello sport.Fra questi i registi Federico Moccia e Fausto Brizzi, le attrici Claudia Gerini, Maria Grazia Cucinotta e Rocio Munoz Morales, la cantante Nina Zilli, la campionessa olimpionica Elisa Di Francisca.

Torna anche il tradizionale "premio Atreju", che sarà consegnato a Olivia Maurel, attivista nata da utero in affitto e impegnata per l'abolizione a livello internazionale di questa stessa pratica, Kimia Yousofi, atleta paralimpica afghana, Edoardo Vianello, icona del cantautorato italiano, Stefania Battistini e Simone Traini, giornalisti Rai su cui pende un mandato d'arresto in Russia.E poi il colore: dal villaggio di Natale formato famiglia ai mercatini, passando per la grande pista di pattinaggio su ghiaccio, con un'area ludica per adulti e bambini.

La novità sarà "Radio In Onda", la radio di Atreju con una programmazione tutta dedicata alla kermesse.  "La nostra è una festa di parte ma non di partito, ci confronteremo con tutti, anche con chi ha idee molto diverse dalle nostre.Da sempre Atreju è il luogo del confronto", ha affermato Donzelli presentando il programma della manifestazione.

E rispondendo a una domanda sui ragazzi di Gioventù nazionale coinvolti nell'inchiesta di Fanpage su razzismo e antisemitismo, il deputato ha sottolineato: "Non ci sono persone coinvolte nella vicenda Fanpage che non siano state sospese". "A sinistra non c'è bisogno di infiltrati per vedere atti violenti e antisemiti.Non servono telecamere nascoste per vedere giovani che picchiano poliziotti.

Ma non vediamo la stessa indignazione a sinistra", ha proseguito Donzelli, al quale ha fatto eco Fabio Roscani, presidente di Gioventù nazionale: "C'è un collegio di garanzia che sta facendo il suo iter" per quanto riguarda le persone coinvolte nell'inchiesta, ma "i ragazzi di Gioventù nazionale saranno presenti ad Atreju.Vedrete il vero volto della destra giovanile, che è diverso da quello che è stato dipinto con l'inchiesta di Fanpage". Sull'assenza della segretaria Pd Elly Schlein come ospite, Donzelli ha precisato che non è stato rivolto alcun invito alla leader dem dopo il caso dell'anno scorso: "C'era la consapevole e reciproca scelta né di invitarsi, né di partecipare".

E con chi gli chiedeva se Fdi abbia provato a invitare anche il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, il responsabile dell'organizzazione di Via della Scrofa ha glissato: "Il programma è quello illustrato, non parliamo degli ospiti che non sono in programma.Parliamo di quelli che ci sono". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Prima edizione del premio Tg Poste a una giovane giornalista toscana

0

(Adnkronos) – È Annalisa Berti, giornalista toscana e social media manager di 29 anni, la vincitrice della prima edizione del premio giornalistico Tg Poste, il telegiornale quotidiano di Poste Italiane.Il riconoscimento è stato istituito con l’obiettivo di scoprire e lanciare giovani talenti del giornalismo capaci di sperimentare linguaggi nuovi per raccontare l’attualità con uno sguardo originale sul presente e sul futuro.

Berti si è aggiudicata il premio per un servizio per i social media dedicato alla richiesta dei passaporti negli uffici postali che la giuria ha giudicato “un servizio fresco e diretto, con un linguaggio nuovo e grafiche accattivanti, in linea con la comunicazione tipica dei social media, il contenuto è coerente con i valori di inclusione che ispirano il progetto Polis di Poste Italiane”. Ai posti d’onore si sono classificati i romani Davide Fantozzi, 27 anni e Veronica Stigliani, 30 anni.I tre, premiati dalla presidente di Poste Italiane Silvia Maria Rovere, dall’amministratore delegato Matteo Del Fante e dal direttore generale Giuseppe Lasco otterranno la possibilità di vivere un’esperienza di lavoro al Tg Poste, mentre il primo classificato riceverà anche una borsa di studio che gli aprirà le porte della prestigiosa Columbia University per una esperienza di alta formazione. La cerimonia di premiazione si è tenuta a Roma alla Casina Poste, nel Parco fluviale del Tevere, alla presenza dei vertici di Poste Italiane, di direttori di testate nazionali stampa, tv e web e giornalisti. “Mi congratulo con la prima vincitrice del premio Tg Poste Annalisa Berti e con Davide Fantozzi e Veronica Stigliani per aver saputo cogliere e raccontare con strumenti diversi l’essenza della vocazione sociale di Poste Italiane, osservata da un punto di vista contemporaneo – commenta la presidente di Poste Italiane, Silvia Maria Rovere – C’è particolare soddisfazione da parte mia anche per la presenza di due donne sul podio”.  Per Del Fante, "nel dna di Poste Italiane c’è il coraggio di puntare sull’innovazione e sui giovani talenti.

Lo abbiamo fatto anche nel campo dell’informazione, realizzando il Tg Poste e promuovendo il Premio.Sono molto soddisfatto della larghissima adesione che l’iniziativa ha riscosso tra i giornalisti, a conferma che il marchio Poste Italiane è simbolo di prestigio anche nel mondo della comunicazione”. Complimenti ai premiati "che hanno saputo affrontare con grande padronanza la tematica non consueta ma di grande attualità dei principi etici e di sostenibilità", arrivano anche da Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste Italiane. "Voglio sottolineare – dice – la capacità di Poste Italiane di fare rete anche con il grande mondo dell’informazione italiana, che ringrazio e che ha collaborato con grande entusiasmo alla nostra iniziativa”. Al premio Tg Poste hanno partecipato giornalisti professionisti o pubblicisti fino a 30 anni di età iscritti all’ordine dei giornalisti o allievi di scuole di giornalismo riconosciute dall'Odg, con laurea triennale o magistrale e pubblicazione negli ultimi 12 mesi di almeno 10 contenuti giornalistici autocertificati.

I concorrenti hanno realizzato una breve video di presentazione e un servizio giornalistico inedito (per la tv, giornali cartacei, web o per i social media) che, prendendo spunto anche da avvenimenti di attualità, si sia ispirato a temi relativi agli otto pilastri del Piano Strategico di Poste Italiane: integrità e trasparenza, finanza sostenibile, valore al territorio, diversità e inclusione, transizione green, innovazione, customer experience e valorizzazione delle persone. Tg Poste, il telegiornale di Poste Italiane, apre ogni giorno in diretta alle 12 una finestra sul mondo per offrire una panoramica sui più importanti fatti dell’attualità economica, politica e culturale italiana e internazionale, approfonditi grazie al contributo di esperti e firme del giornalismo, proponendo poi in ciascuna edizione focus tematici sulle iniziative e sul business della più grande azienda italiana.Il Tg Poste è visibile negli uffici postali di tutta Italia, sul sito poste.it, sul sito, l’app del TG Poste e sui canali social di Poste Italiane. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)