Home Blog Pagina 799

Briatore vende il Twiga a Del Vecchio

0

(Adnkronos) –
Il Twiga di Briatore passa a Leonardo Maria Del Vecchio. "Il mio rinnovato impegno in Formula Uno, come capo di Alpine Formula One Team, richiede la mia massima attenzione e un tempo significativo, rendendo necessario un minore coinvolgimento nell'operatività del Gruppo", dice Briatore. "Tuttavia, Majestas continua lo sviluppo internazionale dei brand Billionaire e Crazy Pizza con risultati eccellenti e con l'impegno di collaboratori di grande esperienza e professionalità.Auguro buon lavoro a Leonardo Maria e al suo team".  "Questa acquisizione conferma il nostro impegno per lo sviluppo del settore dell’hospitality italiana, un comparto che riteniamo fondamentale per il futuro del Paese" dice in una nota Del Vecchio, il presidente di Lmdv Capital. "Twiga non è solo un brand, ma un simbolo di eccellenza e stile italiani riconosciuto in tutto il mondo.

Integrarlo in Triple Sea Food significa non solo valorizzare un’eredità di successo, ma anche proiettarlo verso nuove opportunità", sottolinea Leonardo Maria Del Vecchio.Questa operazione, aggiunge, rappresenta molto più di un’acquisizione: "Non ci limitiamo a sommare numeri o a espandere il portafoglio di location.

Con questa operazione, Triple Sea Food dà vita ad un modello unico, in cui tradizione e innovazione si fondono per offrire esperienze straordinarie ai nostri clienti, valorizzando l’ospitalità e la socialità come espressione della migliore cultura italiana". Concludendo, Leonardo Maria Del Vecchio guarda al futuro con ottimismo: “Questa operazione è solo l’inizio di un percorso che ci porterà a ridefinire gli standard del settore.Siamo pronti a raccogliere la sfida, a continuare a investire con coraggio e a portare il meglio dell’Italia ovunque nel mondo partendo dalle nostre persone al centro di ogni nostro progetto”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Parma 3-1, Inzaghi insegue il Napoli

0

(Adnkronos) – L'Inter batte 3-1 il Parma e aggancia l'Atalanta al secondo posto in classifica con 31 punti, a -1 dal Napoli capolista.Al 'Meazza' prova convincente dei ragazzi di Inzaghi che superano gli emiliani grazie ai gol di Dimarco al 40' del primo tempo e Barella e Thuram all'8' e al 21' della ripresa.

I ducali, a segno al 36' del secondo tempo con un autogol di Darmian, restano invece fermi a quota 15, in 11/a posizione insieme al Torino.  Al 5' la prima conclusione verso la porta è di Calhanoglu, che dopo un lungo palleggio si fa consegnare palla sulla trequarti, spostato sulla sinistra e cerca il tiro potente di leggero collo esterno, la palla esce alla destra di Suzuki.All'8' Keita anticipa Lautaro al limite dell'area ma poi perde palla sul ritorno dell'argentino e lo stende.

Abisso indica il dischetto ma il check del Var corregge la posizione: il fallo è avvenuto fuori area.Sulla punizione dal limite Dimarco tocca per Calhanoglu che scarica il destro rasoterra, palla deviata dalla barriera in angolo.  Al 12' problemi per Balogh, che fa cenno alla panchina di non riuscire a proseguire: al suo posto Leoni.

Al 17' Thuram e Lautaro combinano bene al limite dell'area, con un doppio colpo di tacco e poi aprono a destra dove si fa vedere Dumfries.L'olandese cerca la porta e trova l'incrocio dei pali.

Un minuto dopo Thuram da destra aspetta l'arrivo di Lautaro a centroarea e lo serve, il Toro col destro gira subito in rete.Immediata però la segnalazione del fuorigioco iniziale del francese e gol annullato.  Al 21' azione personale di Mkhitaryan che entra in area e va al tiro: palla di poco a lato.

Al 24' Parma pericoloso.Sohm al limite chiede l'uno-due a Bonny, che gli restituisce palla nel cuore dell'area, mettendolo davanti a Sommer, leggermente defilato a sinistra.

Sohm cerca di piazzarla verso il palo lontano aprendo il piatto ma allarga troppo.Al 26' Dimarco impegna Suzuki che respinge sul piede di Lautaro, davanti alla porta.

Il capitano dell'Inter però non riesce a inquadrare la porta mandando alto.  Al 28' ripartenza del Parma, che verticalizza per Sohm, bravo a portare palla nel corridoio centrale per poi servire a sinistra al momento giusto Cancellieri: sinistro forte in area, con Sommer che alza in angolo.Al 39' Inter di nuovo vicina al vantaggio con un tiro dal limite dell'area di Calhanoglu.

Il turco chiede un rigore per una possibile deviazione di braccio ma l'arbitro lascia correre.Al 40' i padroni di casa sbloccano la partita con un gran gol di Dimarco che controlla di tacco e batte Suzuki di destro.  Al 7' della ripresa Bastoni dalla trequarti sinistra crossa in area verso il palo lontano.

Dumfries stacca bene e di testa incrocia ma manda a lato.Un minuto dopo arriva il raddoppio nerazzurro: Mkhitaryan lancia lungo per Barella che entra in area, con freddezza mette a sedere l'ultimo difensore e poi di piatto destro batte Suzuki.

Inizialmente Abisso segnala un fuorigioco perché sul lancio di Mkhitaryan c'è un leggero tocco di testa di Lautaro (in fuorigioco) a prolungare, dopo un lunghissimo chek al Var la rete viene convalidata.  Al quarto d'ora cross di Bastoni dalla sinistra per il colpo di testa a colpo sicuro di Lautaro ma la conclusione dell'argentino è parata da Suzuki, subito dopo ripartenza degli emiliani, con Cancellieri che arriva al tiro in area ma sbaglia la mira.Al 16' doppio cambio per Pecchia: escono Bonny e Keita, dentro Almqvist e Hernani. Al 21' i nerazzurri calano il tris su azione da calcio d'angolo.

Bisseck va altissimo di testa e prolunga, sul secondo palo c'è Thuram che in acrobazia corregge in rete.Al 25' triplo cambio per Inzaghi che inizia a pensare alla trasferta di Champions a Leverkusen.

Fuori Thuram, Dimarco e Calhanoglu, dentro Correa, Buchanan e Asllani.Alla mezz'ora Lautaro vicino al poker: Correa con un tocco delizioso in profondità lo mette davanti alla porta, l'argentino sceglie il tocco di esterno per battere Suzuki ma allarga troppo e spreca.  Subito dopo tra i crociati entrano Valenti per Valeri e Haj per Cancellieri, mentre Darmian sostituisce Bastoni tra i padroni di casa.

Al 36' il Parma accorcia le distanze: Man controlla in area, Darmian cerca di recuperare alle sue spalle e nel tentativo di anticiparlo batte Sommer.Al 42' Lautaro con un colpo di tacco protegge il pallone in area e poi cade dopo un presunto contatto con un difensore.

Abisso indica il dischetto, poi va a rivederla al monitor e cambia idea perché non c'è nessun fallo.Nel finale calano i ritmi e non succede più nulla fino al triplice fischio di Abisso, a parte l'ultima sostituzione con Palacios che prende il posto di Bisseck.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il rally del Bitcoin non si ferma, tra l’assist di Trump e nuovi scenari

0

(Adnkronos) – Non si arresta la scalata del Bitcoin dopo che ieri, la prima volta nella storia, ha sfondato il tetto dei 100mila dollari sulla scia dell'annuncio da parte di Donald Trump di nominare Paul Atkins, sostenitore della criptovaluta, al vertice della Sec, la Securities and exchange commission che vigila sulla borsa e i mercati finanziari, equivalente della Consob italiana. Un'escalation quella della criptovaluta che sotto la spinta del lancio degli Etf (Exchange traded funds) assurge ormai al rango di bene rifugio al pari dell'oro.Il tutto con un valore che da inizio anno è più che raddoppiato segnando +131%.  Lanciato il 3 gennaio del 2009, il primo blocco emesso ne comprendeva appena 50 con un valore praticamente pari allo zero.

Alla sua prima transazione come valuta di scambio, 10mila bitcoin bastarono a un programmatore negli Stati Uniti per acquistare due pizze nel maggio 2010.Oggi, a meno di un mese dal 16esimo anniversario dalla nascita, supera soglie simboliche e, secondo gli analisti più ottimisti, continuerà la salita fino a 200mila dollari il prossimo anno.  
La promessa di Trump di fare degli Stati Uniti l'Eldorado delle criptovalute, ha sollevato i timori del Consiglio per la stabilità finanziaria (Fsoc) che ha invitato il Congresso a legiferare per evitare rischi per la stabilità finanziaria del Paese. "In assenza di adeguati standard di gestione del rischio, le criptovalute rappresentano un rischio potenziale per la stabilità finanziaria a causa della loro vulnerabilità alle corse agli sportelli bancari", si legge in un comunicato del Fsoc, nel quale si reitera l'invito al Congresso ad "emanare una legislazione per creare un quadro prudenziale federale completo per gli emittenti di criptovalute" e si raccomanda di approvare "una legislazione che fornisca ai regolatori finanziari federali un'autorità normativa esplicita sul mercato dei contanti per gli asset cripto che non sono titoli". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Ho sposato una svedese gigante e spaventosa”. Le confessioni di Hugh Grant

0

(Adnkronos) – “Ho un sacco di figli, troppi, mi pare siano cinque. È che ho iniziato tardi, a 52 anni, e ora ne ho 64, con il più piccolo che ne ha 6.Avrei bisogno di un ricovero in sanatorio, ormai dopo un lungo viaggio in aereo il mio cuore sembra fatto di pongo”. 
Hugh Grant è ospite del podcast “Smartless”, condotto dai tre attori americani Jason Bateman (Ozark), Will Arnett (Arrested Development) e Sean Hayes (Will & Grace), e parla di amori, cinema, arresti e mutande: si è dimenticato di metterle in valigia prima di partire per Los Angeles a promuovere il suo ultimo film, e si è presentato in studio ‘commando’, come dicono gli americani, con i pantaloni e sotto niente. Grant è uno dei pochi attori a essere più brillante dei suoi personaggi (la categoria assai ristretta include George Clooney, Emma Thompson e Ryan Reynolds), e lo è da sempre, dal suo primo discorso di ringraziamento ai Golden Globe nel 1995, quando vinse per “Quattro matrimoni e un funerale” e fu premiato da Valeria Golino.   Dopo una carriera di commedie romantiche, “mi pagavano tanto e l’avidità è un grande motore”, da qualche anno, “da quando sono diventato troppo brutto e troppo vecchio per certi ruoli”, si dedica a personaggi che definisce “weirdos”, disturbati, come in “Heretic”, l’ultimo film di cui è protagonista. È un nemico dello streaming, “non capisco chi dice ‘non vedo l’ora di tornare a casa e piazzarmi sul divano’, tutta la mia vita l’ho passata a cercare di uscire di casa.

Le case sono un inferno, a partire da quella in cui sono cresciuto”. Una vita sentimentale molto animata, uno storico fidanzamento con la top model Elizabeth Hurley che era sopravvissuto anche all’arresto dell’attore, che nel 1995 fu trovato insieme alla prostituta Divine Brown.Ci scherza sopra: “Cosa succede quando fai un film e ti rendi conto che non è venuto bene?”, gli chiedono, e lui: “In genere a quel punto mi faccio arrestare, così posso evitare la promozione”. Dei cinque figli, due sono stati concepiti nello stesso periodo, ovviamente con donne diverse.

Una è la sua attuale moglie, che lui definisce “una svedese gigante e spaventosa”.Poi spiega: “In realtà è meravigliosa.

In un periodo in cui ero sbronzo molto spesso, circa 13 anni fa a Londra, ho visto questa svedese sexy dall’altra parte del bancone nel mio bar preferito.Era un’atleta, sarebbe potuta diventare una tennista professionista ma era troppo piena di rabbia (ride), abbiamo iniziato a frequentarci, poi a riprodurci, e ora siamo sposati”. Prosegue l’attore: “È lei l’uomo di casa.

Viene dal nord della Svezia.Già gli svedesi sono mascolini, ma nel nord dove vivono in mezzo ai boschi, ancora di più.

Gli uomini non parlano, se parlano sono considerati femminucce.Non ho mai sentito pronunciare una parola ai suoi fratelli, per dire ‘sì’ o ‘no’ fanno un suono aspirato con la bocca.

Ma io sono felice nel mio ruolo di figh**ta.Sono abbastanza chiacchierone, soprattutto se paragonato agli uomini svedesi.

Lei mi sorprende che guardo “Tutti insieme appassionatamente” il pomeriggio a casa.Ha anche una lunga lista di cose che considera ‘in***bili’ in un uomo: bere tè al posto del caffè; guidare un’auto elettrica.

Non so davvero perché stia con me”. Il racconto prosegue parlando dell’ex marito di lei: “Un omaccione, un campione di sci.E ho rischiato grosso: una volta durante le riprese di ‘Heretic’ sono andato a fare un’escursione a Whistler Mountain, in Canada.

Quando l’ho detto a mia moglie, mi ha rivelato che il suo ex vive su quella montagna.Io non sono un granché nella natura selvaggia, e durante il tragitto mi sono effettivamente trovato in difficoltà.

Nella mia mente è subito apparso lo scenario da incubo in cui il suo ex marito mi salva e mi porta in braccio giù dalla cima”. Persino i podcast divertenti hanno la domanda “dove ti vedi tra 5 anni”, e Grant svela la sua fantasia, che è la stessa da 40 anni: “Mi vedo che ho finalmente scritto il mio romanzo o una sceneggiatura meravigliosa.In realtà non riesco a superare l’idea che sia un fiasco tremendo.

Ho pagine e pagine di idee e appunti.Non mi dispiacerebbe dedicarmi alla scrittura, anche perché diventa sempre meno piacevole essere riconosciuti per strada, seguiti dalle telecamere, soprattutto avendo figli piccoli.

Sarebbe bello sparire in modo graduale”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump presidente, Elon Musk ha investito 277 milioni per vincere elezioni

0

(Adnkronos) –
E' di almeno 277 milioni di dollari la somma che Elon Musk ha versato per la vittoria di Donald Trump e dei repubblicani nelle elezioni del 5 novembre.L'investimento del numero 1 di X e Tesla, destinato ad avere un ruolo di primo piano nella nuova amministrazione, è scritto nero su bianco nell'ultimo rapporto della Commissione elettorale federale sui finanziamenti politici: il documento dà la misura dell''all in' da parte dell'uomo più ricco del mondo nel ritorno alla Casa Bianca del tycoon.  Come è noto gran parte dei finanziamenti sono andati ad America Pac, il super Pac che Musk ha creato, senza grandi clamori, in primavera e che, con fondi esclusivamente suoi, è stato lo strumento cruciale nella fase finale della campagna per mobilitare gli elettori pro Trump negli stati chiave, anche con iniziative controverse come i soldi dagli elettori per firmare un manifesto pro Trump ed il milione di dollari che quotidianamente messo in palio tra i firmatari.  Dal rapporto emergono anche gli oltre 20 milioni che Musk ha donato – anche qui unico finanziatore – ad un gruppo poco noto che ha cercato di convincere gli elettori, in particolare le donne, che Trump non firmerà un divieto nazionale dell'aborto.

Il gruppo si chiama Rbg Pac, con quello che sembra un riferimento Ruth Bader Ginsburg, tanto che la nipote della scomparsa giudice della Corte Suprema, simbolo delle femministe americane, ha dichiarato questa scelta "un'offesa alla memoria di mia nonna".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crisi governo Francia, Le Pen gela Macron: “Posso votare di nuovo mozione di censura”

0

(Adnkronos) – "Che nessuno pensi che d'ora in poi avrò le mani legate.Posso benissimo votare ancora una volta una mozione di censura".

A dichiararlo è stata la capogruppo Rn all'Assemblea Nazionale francese, Marine Le Pen, in un'intervista a 'Le Figaro', dopo che ieri il presidente francese, Emmanuel Macron, nel discorso alla nazione all'indomani del voto di censura contro il governo di Michel Barnier, ha annunciato che la Francia avrà un nuovo premier nei prossimi giorni.  Le Pen ha giudicato il discorso del presidente francese "pericoloso" ed ha parlato di un "presidente alla deriva, isolato, che cerca di riprendere il controllo in un tentativo disperato – anche calpestando le nostre istituzioni".  Sono due le linee rosse di Macron per il nuovo governo, secondo quanto indicato dallo stesso presidente francese in un incontro con i suoi parlamentari.Ne riferisce Bfmtv, secondo cui Macron non vuole nominare un premier socialista fino a quanto il Ps continuerà a essere alleato de La France Insoumise di Jean-Luc Melenchon.

In secondo luogo, l'altra condizione posta dal presidente è che non sia 'disfatta' la legge sulla riforma delle pensioni. "Noi non parteciperemo in alcun caso a un governo con un premier di destra", ha detto il leader socialista francese, Olivier Faure, parlando dopo l'incontro all'Eliseo con Macron. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pennelli di Vermeer a Castellammare allo Stabile Santa Filomena, rassegna musicale “I giovedì dello stabile”

Un ritorno sulla scena entusiasmante per i Pennelli di Vermeer, ieri sera allo Stabile Santa Filomena nell’ambito della rassegna musicale “I giovedì dello stabile”, per la gioia dei numerosi fan della storica band napoletana con il live dal titolo Piccole cose.Sul palco due voci e un piano, per interpretare in chiave intimistica i brani più significativi del loro repertorio.

In scaletta, anche canzoni inedite, che faranno parte del prossimo album attualmente in produzione.Anche stavolta la band nata e cresciuta all’ombra del Vesuvio non ha deluso il suo pubblico: melodie originali e coinvolgenti e parole che fanno riflettere anche nelle nuove canzoni, un magma musicale incandescente che ha entusiasmato i presenti con ritmi travolgenti e testi mai banali.

Originalità e innovazione le parole d’ordine di un gruppo storico che si rigenera e che non perde mai il suo smalto, un gruppo che fa musica per divertimento, riuscendo a coniugare l’amore per la canzone all’impegno civile.Autore dei testi e delle musiche è Pasquale Sorrentino, cantautore dall’ incontenibile estro musicale, che ha dato vita nel corso degli anni ad indimenticabili canzoni di denuncia, ma anche a testi un po’ più leggeri, bacchettando le abitudini o gli eccessi degli italiani con acuta ironia.

“Erano tre anni e mezzo che non mi esibivo sul palco davanti a un pubblico. – ha affermato Pasquale – Sono stati anni particolari, avevo bisogno di fermarmi per trovare nuovi spunti e nuove idee.”

“L’anno scorso, a causa di un incidente al ginocchio, ero costretto a casa e ho ripreso a scrivere canzoni. È stato un flusso di parole, ho scritto tante canzoni nuove e stasera ve ne faremo ascoltare alcune”.

Il leader de I Pennelli ha poi presentato gli altri componenti della band: Paolo Pagano, un pianista di straordinaria bravura, e Stefania Aprea, la cantante stabiese che con la sua voce potente e melodiosa riesce a toccare le corde del cuore.A questa esibizione più intimista non ha partecipato Marco Sorrentino, strepitoso batterista e insostituibile anima rock de I Pennelli, che fa parte dell’attuale formazione.

L’esibizione live è iniziata con la canzone inedita Piccole cose nella quale I Pennelli affrontano con ironia il tema del malessere esistenziale, in una società ingiusta che nega i diritti e la dignità di tante persone: “Chiusi dentro un cerchio, tutto sembra essere perfetto, ma ti accorgi che c’è qualcosa che non va”.A seguire Alieni, una canzone dedicata “a tutti quelli che si amano, che resistono in un mondo dove l’individualismo e l’egoismo sfrenato la fanno da padrone”.

Poi alcune canzoni tratte dagli album pubblicati dai Pennelli negli anni passati, che riescono sempre ad emozionare, come La fiera di Praga, Nel mare della sera, Luna, Cap ‘e lupo (quest’ultima tratta il delicato tema della diversità).In altre canzoni inedite dal ritmo travolgente come C’est la vie e Colibrì, la band invita a prendere la vita così come viene, ad essere fatalisti.

In Briciole e sogni esprime tutto il suo dissenso su quanto sta succedendo in Medioriente, con le brutture della guerra e la strage di bambini innocenti.Con Mistica orientale, I Pennelli riflettono sulla crisi esistenziale con un pizzico di ironia, mentre con Siate folli invitano ad essere sé stessi in un mondo dove è difficile osare,  un mondo di conformismo e standardizzazione.  

Non ti conosco, invece, è un inno all’amore, un invito ad abbandonarsi a questo sentimento, a mettersi in gioco.

Una bella serata allo Stabile Santa Filomena di Castellammare, con I Pennelli di Vermeer, una delle band più interessanti nel panorama musicale italiano, con canzoni che fanno riflettere e; al tempo stesso, riescono a galvanizzare e ad emozionare il pubblico.

Microbiota e malattie oculari, podcast ‘Ascolta e vedrai’ spiega il legame

0

(Adnkronos) – Tutti conoscono l'importanza della flora intestinale, cioè il microbiota, nel benessere generale: questi microrganismi infatti aiutano ad assimilare il cibo, proteggono da molte malattie e producono sostanze utili al nostro metabolismo, tra cui le vitamine, inclusa la vitamina D, gli acidi grassi a catena corta (Scfa), alcuni ormoni e dei neurotrasmettitori.In base alla composizione del microbiota, esiste però una correlazione anche per patologie oculari in cui è presente una componente infiammatoria, come la degenerazione maculare legata all'età (Dmle), un'alterazione della superficie oculare, come nel caso dell'occhio secco (del eye), o problemi neurodegenerativi, tipo il glaucoma.

Sono i temi del terzo episodio, appena pubblicato, della seconda stagione di 'Ascolta e vedrai', il podcast de 'L'Oculista Italiano', che ha per titolo 'Microbiota e microbioma: una protezione contro le infezioni oculari'.  Anche il microbioma, dal canto suo, può essere alterato da vari fattori – eccessiva igiene, stress, esercizio fisico, terapie farmacologiche – e, soprattutto, dall'alimentazione.Ci sono però altre condizioni, relative a problemi oculari o cure per risolvere delle infezioni anche a carico degli occhi, che possono creare un circolo vizioso.

Il riferimento è alla sindrome dell'occhio secco, alle immunodeficienze, congenite o acquisite, ma anche all'uso delle lenti a contatto o di cheratoprotesi e, chiaramente, all'utilizzo frequente e improprio di antibiotici.Come si può scoprire ascoltando il podcast, sulla superficie oculare esistono poi microorganismi non patogeni (microbioma) che colonizzano la congiuntiva e la cornea.

E questo aspetto, apparentemente poco interessante, può aiutare lo specialista non solo a riconoscere quando sussistono i fattori per un aumento del rischio di infezione intraoculare, ma anche nella determinazione della profilassi antibiotica più efficace per prevenire infezioni post-operatorie.  Anche in questo contesto, viene in aiuto la dieta mediterranea, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco.Grazie all'elevato consumo di legumi, verdure, cereali integrali e frutta, in particolare carboidrati non digeribili come fibra e amido resistente, si conferma avere un ruolo fondamentale nel preservare gli equilibri del microbiota poiché ha un elevato potenziale prebiotico.

Le sostanze non digeribili contenute in natura in alcuni alimenti – principalmente fibre idrosolubili, non gelificanti tra cui i polisaccaridi non amidacei o beta-glucani, i fructani, gli oligofruttosaccaridi, le inuline, il lattitolo, il lattosaccarosio, il lattulosio, le pirodestrine, gli oligosaccaridi della soia – promuovono infatti la crescita, nel colon, di una o più specie batteriche utili allo sviluppo della microflora probiotica.  Nel dettaglio, spiega il podcast, dato il ruolo dell'infiammazione e dei radicali liberi nell'insorgenza della degenerazione maculare legata all'età, si è ipotizzato che alcuni nutrienti ad azione antiinfiammatoria ed antiossidante, direttamente o indirettamente, tramite il microbiota intestinale possano avere effetti benefici nella prevenzione della Dmle.Questa ipotesi ha suscitato molto interesse da parte di tutta la comunità scientifica, che ha iniziato ad analizzare l'efficacia di prebiotici e probiotici, nonché degli alimenti ricchi di antiossidanti, come strategia di prevenzione per la Dmle.

Studi recenti hanno inoltre dimostrato che malattie dell'occhio come l'uveite potrebbero migliorare agendo sul microbiota intestinale.Siamo solo all'inizio, ma sono dati incoraggianti per approcci sempre più efficaci e meno invasivi alle malattie, anche dell'occhio. Un motivo in più per ascoltare l'ultimo episodio appena pubblicato in 'Ascolta e vedrai' il podcast dell'Oculista Italiano presente nelle piattaforme – Apple Podcast, Google Podcasts, Spotify, Spreaker – e su oculistaitaliano.it, dove si possono trovare anche altri approfondimenti e aggiornamenti.

Il prossimo episodio sarà dedicato agli occhi dei bambini. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crosetto ministro più gradito, segue di un soffio Giorgetti

0

(Adnkronos) – Va al responsabile della Difesa Guido Crosetto la 'palma d'oro' di ministro più gradito.Subito dietro di lui Giancarlo Giorgetti.

La fiducia degli italiani nei ministri del governo Meloni a dicembre 2024 è stata testata dall'Istituto Piepoli. Ebbene, nella 'classifica' svetta Crosetto, al primo posto con il 36%: stacca di un soffio il responsabile del Mef che si attesta al 35%.Al terzo posto, pari merito, si piazzano con il 33% il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, il titolare della sanità Orazio Schillaci – in barba all'eterna polemica sulle risorse al Ssn – la ministra del Lavoro Maria Elvira Calderone e il collega allo Sport Andrea Abodi.

Al quarto posto, l'Istituto Piepoli 'vede' il titolare della Pa Paolo Zangrillo (32%), mentre al quinto, con il 31%, il Guardasigilli Carlo Nordio. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Ucraina ha perso la guerra, si arrenda”: il messaggio del convegno Vannacci-Alemanno

0

(Adnkronos) –
"Qui è quello che pensiamo tutti, ormai quella guerra è persa, Kiev si deve arrendere.Oppure lei pensa che la guerra nucleare sia una opzione migliore?".

Fa la sua sintesi all'AdnKronos Fabio Filomeni, braccio destro di Roberto Vannacci e presidente dell'associazione 'Mondo al contrario' durante il coffee break del convegno 'No all'escalation del conflitto in Ucraina, organizzato dal CeSem (centro studi Eurasia e Mediterraneo), dove prendono la parola Gianni Alemanno, segretario di Movimento indipendenza e dove, poco dopo, verrà trasmesso un contributo video dello stesso generale Roberto Vannacci. Filomeni dà così forza a quanto detto poco prima dal palco del centro congressi Cavour di Roma, dal generale Francesco Cosimato, presidente Centro Studi Sinergie, altro ospite del meeting, che ha detto senza troppi fronzoli che "l'Ucraina non ha margini di manovra e si deve arrendere", incassando l'applauso più forte della cinquantina di presenti in sala.  Salta invece il confronto tra Vannacci e Gianni Alemanno, perché solo l'ex sindaco di Roma è in presenza, mentre il generale manda un doppio contributo video registrato. "La Ue chiede di dedicare lo 0,25 del Pil a supporto dell'Ucraina, per noi si tratta di 5,6 miliardi.Mi domando se il cittadino, invece di spendere questi soldi per la sanità vuole darli all'Ucraina", si chiede l'erodeputato della Lega, non mancando di parlare di una Ue "schizofrenica", che vuole il cessate il fuoco in Medio Oriente e invece manda armi in Ucraina "per una guerra di cui non si intravede la fine". Gianni Alemanno invece punta il dito contro il governo: "Se non finisce il governo Meloni l'Italia è destinata a diventare una nazione di serie C, altro che patrioti, che sovranisti…", è il suo monito.

L'ex sindaco di Roma offre la sua soluzione, dopo aver anche lui spiegato che Zelensky non potrà vincere la guerra. "Come dice Vannacci le guerre si concludono con un approccio realistico, intanto fai smettere questo massacro con il cessate il fuoco" perché il conflitto "non può avere un esito positivo per Kiev".Il segretario di Movimento indipendenza confida nei referendum per le terre contese tra Federazione Russa e Ucraina: "L'autodeterminazione -spiega- deve essere il principio, quei popoli vogliono stare con Russia e con l'Ucraina?

Io credo che quelle popolazioni vogliono stare con la federazione russa". Filomeni nel suo intervento in dieci punti avverte di sconfinare negli aspetti politici: "Vannacci nel suo libro dice che il mondo è al contrario, che non si riconosce nella sua normalità, ora abbiamo una Europa al contrario, l'Europa prende a schiaffi il buon senso".Il braccio destro di Vannacci condivide l'idea è che "la Russia è Europa, e il buon senso vorrebbe che questi popoli vivessero in pace, in modo unitario, per far fronte alle esigenze dei popoli europei". "Se dopo tre anni non si vedono risultati significa che dobbiamo tornare alla diplomazia -dice sulla guerra in Ucraina- e non come dice qualche leader europeo che dobbiamo aspettare il sacrifico dell'ultimo soldato ucraino o mandare soldati europei".  
"Le truppe Nato ai confini della Russia sono una minaccia per Mosca", avverte ancora, negando la valenza difensiva delle forze Nato schierate nell'est dell'Europa. "Kiev è il paese più corrotto in Europa, non è una democrazia", dice poi riferendosi a Zelensky.

Pace giusta?Non esiste, la pace giusta è quella raggiunta sul campo di battaglia, quella dove ci sono i soldati", dice poi rivolto ai politici italiani. "Andateci voi in trincea, che non avete mai preso in mano un'arma", è l'invito finale del vannacciano.  In sala tra chi li ascolta c'è pure chi parla russo, qualcuno avvicina Alemanno e lo invita a una conferenza per febbraio dal titolo 'Fine del disastro in Ucraina', "non è propaganda di Mosca", assicura chi distribuisce la scaletta dell'evento organizzato da 'The cenacle of critical thinking'. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner-Berrettini, gag con Chiambretti: il video diventa virale

0

(Adnkronos) –
Jannik Sinner e Matteo Berrettini sono stati i grandi protagonisti nell'Italia che ha vinto, per il secondo anno consecutivo, la Coppa Davis.I due tennisti sono stati premiati, nella serata dedicata ai Supertennis Awards, e poi intervistati da Piero Chiambretti.

Il conduttore ha chiesto ai due tennisti se gli sarebbe piaciuto rinascere nei panni dell'altro.Le risposte hanno scatenato le risate del pubblico e i video sono andati subito virali sui social. 
Sinner ha subito risposto con un convinto "sì", ma senza voler specificare il motivo.

Il pubblico in sala però ha capito e così Chiambretti che ha ribattuto con un divertito "ci siamo capiti, e siamo d'accordo", in riferimento all'aspetto fisico di Berrettini.Più seria la risposta di Matteo, che ha voluto fare un complimento all'amico: "Vorrei essere come lui per sapere cosa si prova a non sbagliare mai". Poco dopo altro giro, altra gag.

Chiambretti chiede a Berrettini il perché del suo soprannome 'The Hammer', ovvero 'Il Martello'. "Ma esattamente lei cosa martella?", domanda che ha fatto scoppiare a ridere sia la sala che i due tennisti, con Berrettini che ha preferito abbassare lo sguardo e allargare le braccia: "Passi a Sinner", ha ribattuto divertito. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattia misteriosa Congo, Oms: tra ipotesi un agente patogeno respiratorio

0

(Adnkronos) – "Un agente patogeno respiratorio, come l'influenza o il Covid-19, è oggetto di studio come possibile causa" della misteriosa malattia che sta provocando diversi morti nella Repubblica democratica del Congo.A spiegarlo è l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in una nota in cui fa il punto della situazione e annuncia di aver inviato un team di esperti per indagare sull'origine della malattia sconosciuta.  
I test sono in corso e si esplorano più ipotesi.

Oltre a un patogeno respiratorio, puntualizza l'agenzia Onu, anche "la malaria, il morbillo e altri" microrganismi sono sotto esame. Fino a quando non ci saranno i risultati dei test di laboratorio eseguiti, la causa non potrà essere chiarita e viene considerata non identificata, spiegano gli esperti. "L'Oms condividerà ulteriori informazioni sul lavoro in corso per identificare la malattia non appena disponibili", assicurano dall'agenzia. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte improvvisa atleti: ecco come prevenirla, i test necessari

0

(Adnkronos) – Quanto accaduto al calciatore della Fiorentina Edoardo Bove, che fortunatamente si è ripreso, ci ricorda che sono sempre di più gli sportivi, apparentemente sani, che nel corso della carriera accusano problemi cardiaci.D'altronde, l'arresto cardiaco improvviso è responsabile di oltre il 50% della mortalità cardiovascolare e non risparmia gli atleti, nonostante si sottopongano periodicamente a esami di controllo come l'elettrocardiogramma da sforzo.

Questo perché la morte improvvisa, nel 20-25% dei casi, rappresenta la prima manifestazione di una patologia cardiaca misconosciuta.E' definita 'improvvisa' perché, data la sua natura, può colpire qualsiasi individuo, in qualunque luogo senza alcun preavviso, anche soggetti che non hanno mai avuto in precedenza diagnosi di malattie cardiache o condizioni cliniche critiche.  Screening genetici, condotti su famiglie colpite da arresto cardiaco improvviso, hanno mostrato che fino al 53% dei casi è associato a mutazioni ereditarie, che spesso coinvolgono sindromi aritmiche come la sindrome del Qt lungo (Lqts), la sindrome di Brugada (Bs) e la displasia aritmogena del ventricolo destro (Arvd). 
L'importanza dei test genetici.

Cosa possono fare le società sportive per prevenire l'insorgenza di questo tipo di problemi? "La risposta la troviamo nei test genetici che, tramite tecnologie di sequenziamento avanzato, sono in grado di analizzare centinaia di geni correlati a disordini cardiaci, permettendo di individuare mutazioni patogenetiche associate in particolare alla morte cardiaca improvvisa sine materia.E' particolarmente indicato per individui con familiarità di eventi cardiaci improvvisi o sintomi inspiegabili, come sincopi o aritmie non diagnosticate".

A fare il punto è Clingo, startup innovativa che consente di effettuare test clinici e genetici direttamente a casa con un kit. "I risultati – spiega – permettono di implementare strategie di prevenzione mirate, tra cui l'uso di defibrillatori impiantabili, terapie antiaritmiche e protocolli di monitoraggio clinico, riducendo significativamente la mortalità.Questa innovazione scientifica rappresenta un passo cruciale nella lotta contro una delle principali cause di morte improvvisa". "A differenza di visite specialistiche ed esami diagnostici cardiovascolari, i test genetici permettono di identificare i soggetti a rischio genetico di eventi cardiaci potenzialmente mortali attraverso l'analisi del loro Dna e quindi di intervenire tempestivamente", afferma Antonella Sciarra, medico chirurgo specialista in Genetica medica. "Le società sportive – suggerisce – dovrebbero considerare, anche quando gli esami di routine svolti dagli atleti non evidenzino anomalie, di inserire i test genetici di prevenzione dell'arresto cardiaco improvviso, volti a mettere in atto veri e propri protocolli salvavita, testando i propri ragazzi fin da giovanissimi.

Questo permetterebbe di far emergere le stesse sindromi che negli ultimi anni hanno colpito diversi sportivi, anche con esiti mortali". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

TikTok perde appello in Usa, proprietà cinese dovrà vendere o sarà vietata

0

(Adnkronos) –
Tik Tok perde il ricorso di fronte alle corte d'appello di Washington contro la legge, firmata lo scorso aprile da Joe Biden, che prevede il divieto della piattaforma negli Stati Uniti a meno che la società cinese che la controlla, la ByteDance, non venda entro il 19 gennaio.  La corte d'appello ha quindi dato ragione al dipartimento di Giustizia, definendo, quindi, costituzionale la misura che riconosce al governo americano l'autorità di vietare il popolare social media per motivi di sicurezza nazionale, nel timore che possa essere usato dal governo cinese per ottenere dati degli americani o influenzare l'opinione pubblica.  La scadenza fissata per il momento, il 19 gennaio, coincide con al vigilia dell'insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump che, dopo aver sostenuto la misura durante il primo mandato, durante la campagna elettorale ha promesso che avrebbe cercato di "salvare TikTok".La piattaforma ha sostenuto di fronte alla corte d'appello che il divieto viola il diritto di espressione dei suoi utenti americani – stimati intorno a 150 milioni – garantito dal primo emendamento.  Nella loro sentenza, i giudici affermano che la legge firmata da Biden "non viola il primo emendamento della Costituzione" che protegge la libertà di espressione negli Usa, e che il governo con questa misura vuole proteggere da "un avversario straniero", bocciando così il ricorso presentato a maggio da Tik Tok e creatori di contenuti. Allo stesso tempo riconoscono che gli utenti americani di Tik Tok "creano e guardano tutti i tipi di libertà di espressione, dialogando tra di loro e con il mondo".

Ma, aggiungono i giudici, "precisamente per l'ampia diffusione della piattaforma, il Congresso e diversi presidenti hanno determinato che slegarla dal controllo cinese è essenziale per proteggere la nostra sicurezza nazionale". Ammettendo che la decisione "ha implicazioni significative per TikTok e i suoi utenti", dal momento che se la società cinese non disinvestirà la piattaforma sarà "effettivamente non disponibile negli Usa, almeno per un certo periodo di tempo", i giudici concludono che "di conseguenza i milioni di utenti di Tik Tok dovranno trovare dei media alternativi".Nella sentenza, i giudici infine fanno riferimento al fatto che Biden fino al 19 gennaio e poi Trump, una volta insediato, potrà concedere un'estensione di 90 giorni sulla scadenza ora fissata "sulla base dei progressi" fatti verso la vendita ordinata.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Presidenza Rai, Gasparri: “Agnes si ritira? Smentisco rumors al 300%”

0

(Adnkronos) – "Simona Agnes avrebbe intenzione di ritirare la candidatura da presidente del cda Rai?E' più facile che venga tre volte Natale piuttosto che accada, per citare Lucio Dalla.

Quindi posso smentire recisamente i rumors che stanno circolando".A dirlo all'Adnkronos è Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato e componente della Vigilanza Rai, convocata per l'11 dicembre voto per la presidenza Rai. "Quello che potrà accadere semmai è che la Vigilanza non si riunirà mai più -prosegue Gasparri- Perché se proseguirà questa protervia, la Vigilanza non avrà più funzionalità".

Le opposizioni, osserva poi il senatore di FI, "hanno fatto delle richieste: incardinare la legge (sul Media Freedom Act, ndr), ed è avvenuto; fare gli Stati Generali, ed è avvenuto.Se persistono nel porsi in una posizione di oltranzismo negativo la Vigilanza non funzionerà più.

Cosa deve vigilare, l'arroganza altrui?". Dunque "la questione su Agnes è da escludere al trecento per cento, mentre è probabile che sarà la Vigilanza a non essere più in condizione di operare se deve essere luogo di vendette e chi la dirige può trovarsi un altro modo per passare il tempo", chiosa Gasparri. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Automobilismo, Hotz-Mozzi si aggiudicano la 1000 Miglia Experience Uae 2024

0

(Adnkronos) – Un’esperienza di guida fra le lande desertiche e i canyon rocciosi, ma anche fra i tentacoli futuristici di Dubai, Abu Dhabi, Sharja e Fujairah.Questo e molto altro è stata la 1000 Miglia Experience UAE, manifestazione organizzata da Octanium Experiences su licenza di 1000 Miglia, che ha proposto per il terzo anno consecutivo un connubio vincente fra lo Stile 1000 Miglia e un format tailor made che valorizzi le particolarità del territorio.

Ad aggiudicarsi la vittoria sono stati Roland Hotz e Giordano Mozzi sulla moderna Porsche 911 GT STREET R del 2017: si tratta del terzo trionfo di fila negli Emirati per l’italiano nelle vesti di navigatore.Sul secondo gradino del podio di Abu Dhabi è salito l’equipaggio saudita composto da Adnan Nouh e Zyad Al Arfaj, in gara con una 911 Carrera MFI del 1975.

Terzi Jeffrey Gault e Raffaele Conti sulla loro Jaguar XK 140 del 1955. Lunedì 2 Dicembre, giorno di Festa Nazionale per cinquantatreesimo anniversario dell’unione degli Emirati Arabi, i 90 equipaggi partecipanti sono partiti dall’Emirates Golf Club di Dubai e hanno concluso la tappa presso l’arcipelago artificiale di Marjan Island a Ras Al Khaimah, che ospita hotel e resort di livello mondiale, strutture ricreative ultramoderne e splendide attrazioni naturali, tra cui quasi 8 chilometri di spiagge sabbiose e incontaminate.La seconda tappa è stata quella della salita ai quasi 2.000 mt della Jabel Jais Mounain, con annessa Prova di Media e pranzo in quota nel punto più alto raggiungibile nei sette Emirati.

Mercoledì 4 Dicembre è stata la volta dell’area di Khawr Fakkan, seguita da una piacevole discesa lungo la costa dell’Emirato di Fujairah.Raggiunto nuovamente l’entroterra, i partecipanti hanno sperimentato un’esperienza conviviale in un tipico contesto beduino pranzando nel deserto, per poi tornare a Fujairah a chiudere la tappa.

Il quarto ed ultimo giorno di gara, dopo un giro di pista nell’Autodromo di Dubai, gli equipaggi hanno tagliato il traguardo finale ai piedi delle Ethiad Towers di Adu Dhabi.A seguire la cerimonia di premiazione con vista sul mare. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Robbie Williams: “Sanremo? Nel ’94 con i Take That ero strafatto”

0

(Adnkronos) –
"Il Festival di Sanremo?Lo fanno ancora?

Beh, mi piacerebbe essere invitato di nuovo".A dirlo all’Adnkronos è Robbie Williams, in occasione dell’incontro stampa a Roma del biopic 'Better Man' di Michael Gracey che racconta l’ascesa, la caduta e la rinascita del cantante di 'Angels’ e ‘Feel’, dall’1 gennaio al cinema con Lucky Red.  Era il 1994 quando Robbie Williams ha calcato per la prima volta il palco del Festival di Sanremo con i Take That: "Ero strafatto, e chi se lo ricorda", dice la popstar che ricorda "l'energia e il calore dei fan" nella 'città dei fiori'.  Williams, reduce dall'esibizione di ieri alla finale di X Factor, definisce "un bellissimo caos quello che succede dietro le quinte dei programmi televisivi italiani.

Nel backstage il casino, tra chi corre e chi strilla, ma quello che va in onda è perfetto.Negli show britannici, invece, sono tutti precisini.

Ieri mi sono reso conto, ancora di più, del calore e dell'accoglienza che ti arriva dalle persone.E se tu riesci ad accogliere tutta questa passione non puoi fare a meno di innamorarti dell'Italia", conclude.  Quindi, le risposte senza filtri sulla propria condizione attuale: "Il mio corpo è da sempre fonte di disagio mentale per me perché ho dovuto lottare con il mio peso.

Io sono uno che è stato dipendente dalle droghe, dal sesso, dalla televisione, dal computer e dal cibo", confessa. "Ora con le droghe, con l'alcol e il sesso ho chiuso.Ma il problema del cibo resta, mi ha fatto sviluppare una nevrosi che mi accompagna ancora oggi.

Per me il corpo è causa di grande dolore e vergogna, anche se oggi sono 'stramaledettamente' sexy", aggiunge.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Istituto per il credito sportivo e culturale: nuovo cda nomina Antonella Baldino ad e dg

0

(Adnkronos) – Si è riunito oggi a Roma, sotto la Presidenza di Beniamino Quintieri, il nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A., nominato dall’Assemblea dei Soci del 22 novembre u.s..Il Consiglio ha nominato Antonella Baldino Amministratore Delegato, attribuendole anche la qualifica di Direttore Generale.

All’Amministratore Delegato sono stati conferiti tutti i poteri per la gestione della Società.Al Presidente Quintieri il Consiglio ha riconosciuto sia il ruolo di supervisione sulle attività di audit, sia quello di curare, di concerto con l’Amministratore Delegato, i rapporti con le Istituzioni, le attività di comunicazione, le attività internazionali, di studio e ricerca.  Il Consiglio di Amministrazione e l’Amministratore Delegato imposteranno il lavoro del prossimo triennio con l’obiettivo di sviluppare l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A come Banca per lo Sviluppo attraverso lo Sport e la Cultura e confermarsi punto di riferimento nel supporto alle politiche di investimento nel sistema sportivo e nel settore culturale.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, guerra Conte-Grillo su simbolo: da Lega a Forza Italia tutte le contese sui brand dei partiti

0

(Adnkronos) – La guerra interna ai 5 Stelle per il controllo del simbolo rinfocola l'eterno dibattito sui contrassegni dei partiti, ormai diventati dei veri e propri brand in ossequio alle leggi del marketing.Dal forte valore identitario, ma anche arma acchiappa voti del leader in una politica sempre più personalizzata dopo Tangentopoli e la discesa in campo di Silvio Berlusconi, il vecchio e caro logo esercita ancora un grande appeal.

Basti pensare a cosa sta accadendo in casa M5S, dove è arrivato il momento del redde rationem tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte.Il garante del Movimento non ha nascosto il "disagio" nel vedere il logo della sua creatura politica nelle mani dei contiani e non esclude iniziative per sottrarlo all''avvocato del popolo'; per Conte, Grillo non può accampare alcuna pretesa, alla luce di una scrittura privata siglata tra il comico e il Movimento, che impegna 'l'elevato' a non intraprendere azioni legali circa l'utilizzo del nome e del marchio da parte dei pentastellati.  Alla vigilia del nuovo voto della Costituente nel weekend, Conte va ripetendo infatti quanto detto anche in tv: "Il simbolo è stato registrato da Di Maio prima che io arrivassi, per i partiti vale l'uso in maniera consolidata e dal Movimento è stato utilizzato in modo consolidato; quindi, non è di Grillo, ma non è neppure di Conte…".

La partita, dunque, resta non aperta, ma apertissima.Ma perché tante polemiche?

Semplice.Il 'marchio' di partito – non tutti lo sanno o lo dicono – è anche sinonimo di grande potere, non solo decisionale.

I parlamentari interpellati dall'Adnkronos a mezza bocca lo confermano: un segretario senza 'l'emblema di famiglia' è come se fosse un'anatra zoppa o, peggio, un generale senza bandiera, la cui testa può cadere in qualsiasi momento.Per capire meglio, bisogna spulciare gli statuti e tener conto della prassi consolidata negli anni. Partiamo da un dato certo: solo una persona è legittimata ad usare il simbolo nelle competizioni elettorali: il depositario, che corrisponde alla figura del tesoriere (scelto tra i fedelissimi del 'capo') e ha le chiavi di un movimento politico, perché ne gestisce le finanze e l'amministrazione.

A questo punto molti si chiedono: che prerogative spettano, invece, ai leader?Possono considerarsi titolari-proprietari del contrassegno e disporne a loro piacimento?

Nel caso di Forza Italia (il 'partito azienda' come lo definivano i suoi detrattori ai tempi di Silvio Berlusconi) il logo si è sempre identificato con il suo fondatore e oggi, scomparso il Cav, resta aperto il dibattito, sia sul fronte politico che su quello tecnico-giuridico, su a chi appartenga l'ultima versione grafica del brand forzista, presentata alle scorse europee, ovvero, il tricolore cerchiato con la scritta Forza Italia, sotto la dicitura 'Berlusconi presidente' e sopra il riferimento al Ppe.  Secondo autorevoli fonti azzurre, venuto meno Berlusconi, il simbolo è nella disponibilità degli eredi, i suoi cinque figli: solo loro possono accampare pretese e supervisionare l'uso in campagna elettorale, che spetta per statuto all'amministratore nazionale di Fi (nelle vesti di depositario) l'avvocato civilista Fabio Roscioli, gradito alla famiglia dell'ex premier.La nomina di Roscioli, avvenuta nel giugno 2023, racconta un big azzurro, è stato un "chiaro segnale che i figli del Cavaliere intendono continuare ad 'investire' nel partito e a garantire la copertura dei debiti erediti dal padre tramite le fideiussioni bancarie".  Ignazio Abrignani, ex responsabile nazionale elettorale di Fi, su delega di Berlusconi presentò alle politiche del marzo '94 il contrassegno la cui titolarità spettava all'associazione non riconosciuta denominata 'Movimento politico Forza Italia' costituita davanti al notaio romano Francesco Colistra il 18 gennaio di 30 anni fa.

In base al principio della precedenza, ovvero chi per primo usa il simbolo, riferiscono le stesse fonti azzurre, è anche il titolare e può decidere cosa farne.Poi tutto è cambiato da punto di vista giuridico (secondo la giurisprudenza elettorale prevalente) quando Berlusconi è diventato il principale creditore di Fi e di fatto il proprietario, perché 'garante' di circa 100 milioni euro di passivo.  Da quel momento, infatti, anche il logo è passato nelle mani del presidente-fondatore e, alla sua morte, è stato ereditato dai figli.

Carte alla mano, il primo ottobre 2023 il Consiglio nazionale del partito presieduto dal neo segretario Antonio Tajani (circa 4 mesi prima, il 15 luglio, era stato eletto all'unanimità numero uno azzurro) ha deliberato la modifica dello statuto inserendo il cognome di Berlusconi nella descrizione ufficiale del simbolo riconoscendo all'ex presidente del Consiglio il titolo onorifico di 'presidente fondatore'. Più semplice la situazione in via della Scrofa dove non si registrano contese.L'emblema di Fratelli d'Italia appartiene all'associazione 'Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale' fondata nel 2012 da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto e ogni sua modifica sostanziale è demandata all'Assemblea nazionale del partito.

Il tesoriere Roberto Mele, in qualità di legale rappresentante di Fdi, ne esercita la tutela nei confronti di terzi e avverso ogni utilizzo indebito.Discorso a parte per quanto concerne la storica Fiamma tricolore: simbolo dell'Msi di Giorgio Almirante nato nel 1946, fu 'adottato' da Alleanza Nazionale creata da Gianfranco Fini nel 1995 con la cosiddetta svolta di Fiuggi.

Solo nel 2014 Fdi ottenne dalla 'Fondazione Alleanza Nazionale' (che di fatto è il 'proprietario-custode') la possibilità di usare la Fiamma. L'uso del logo di Fdi è autorizzato dal presidente nazionale del partito, ovvero da Giorgia Meloni, che, nella sola materia elettorale, ha la facoltà di apportarvi delle modifiche e delegare il segretario amministrativo o dei procuratori speciali al suo deposito presso gli uffici elettorali in occasione della presentazione delle liste.  In casa Lega il quadro appare complicato.E quello sul simbolo resta un nodo cruciale.

Non sono mancati nel tempo i tentativi di appropriazione dello 'Spadone' da parte di fuoriusciti o espulsi dal partito di via Bellerio.Quello con Alberto da Giussano è l'emblema più antico presente in Parlamento.

E' infatti il 'marchio' di fabbrica della vecchia Lega Nord, quella dura e pura delle origini, fondata da Umberto Bossi, oggi nei fatti 'sostituita' dalla 'Lega per Salvini premier'.Formazione, quella di Salvini, nata a fine 2017, che ha adottato il simbolo di proprietà della vecchia Lega, che – statuto alla mano – può concedere "in conformità ad un apposito regolamento" deliberato dal Consiglio federale del partito "l'utilizzo del simbolo" a soggetti che sono in campo "per il perseguimento delle finalità" indicate nell'atto fondativo della vecchia Lega.  In virtù di questo accordo, il nuovo partito di Salvini, nel suo logo, dove campeggia la scritta 'Salvini premier' in occasione delle elezioni, inserisce il cerchio racchiudente la figura del condottiero con lo spadone sguainato e la parola 'Lega' con quello stesso carattere tipografico.

Una semplificazione del simbolo, descritto dall'art. 3 dello statuto della vecchia Lega Nord: "Costituito da un cerchio racchiudente la figura di Alberto da Giussano, così come rappresentato dal monumento di Legnano; sullo scudo è disegnata la figura del Leone di San Marco, il tutto contornato, nella parte superiore, dalla scritta LEGA NORD.Nella parte inferiore è la parola 'Padania'.

Alla destra del guerriero è posizionato il 'Sole delle Alpi', rappresentato da sei petali disposti all'interno di un cerchio".  Simbolo che tuttora resta di proprietà della vecchia Lega che ha in Igor Iezzi, deputato milanese, il commissario eletto nel 2019 e in Bossi il presidente.Così come alla 'Lega per Salvini premier' appartiene il logo, in stile trumpiano, costituito "da un rettangolo di colore blu in cui campeggia la scritta 'Lega per Salvini premier' in bianco, circondata da una sottile cornice", anche qui come descritto nello statuto.

In particolare, va segnalato che l'immagine di Alberto da Giussano è stata depositata da Salvini in persona nel 2018: il marchio è in attesa della scadenza del periodo di opponibilità. Statuto alla mano, nel Partito democratico, riferiscono fonti qualificate del Nazareno, c'è una 'donna sola al comando': tutto è concentrato nelle mani del segretario nazionale.Elly Schlein è il titolare del simbolo, ovvero di fatto il suo 'proprietario', ma nello stesso tempo è anche il depositario, perché ne cura l'utilizzo, anche ai fini dello svolgimento di tutte le attività necessarie alla presentazione delle liste nelle tornate elettorali.  Come non ricordare poi il caso dello scudocrociato della vecchia Dc, un contenzioso che dura da anni e non vede una soluzione a portata di mano.

Lo storico simbolo della Balena Bianca è periodicamente oggetto di dispute legali e alimenta una vera e propria guerra tra i democristiani sopravvissuti alla Seconda Repubblica che nella Terza sono ancora in cerca di una identità.L'utilizzo dello scudo bianco con croce rossa accompagnato dalla scritta Libertas è contesissimo tra l'Udc di Lorenzo Cesa e la 'Democrazia Cristiana Sicilia Nuova' di Totò Cuffaro (la Dc Nuova' dell'ex governatore siciliano, come viene chiamata, è una delle tante formazioni politiche che negli ultimi trent'anni si sono presentate come eredi del partito che aveva governato l'Italia dal dopoguerra fino a Tangentopoli).

Proprio Cuffaro si era visto respingere dal Tribunale di Roma un ricorso: il giudice ha deciso che il diritto di utilizzare nelle competizioni elettorali lo scudocrociato resterà all'Unione di Centro che lo ha impiegato negli ultimi vent'anni.  Nello stesso tempo, però, è in corso un'altra battaglia giudiziaria, ma solo sull'utilizzo del nome 'Democrazia cristiana', tra Gianfranco Rotondi e lo stesso Cuffaro.E' stata fissata per il prossimo 13 gennaio la prima udienza del processo al logo democristiano presso il giudice Beatrice del tribunale di Avellino, a seguito della denuncia presentata dall'ex senatore Cuffaro contro la Dc di Rotondi, che utilizza il nome del partito da venti anni a suo giudizio senza titolo.

A resistere è Rotondi appunto, che ha già incassato numerose sentenze, ultima anche a Roma, a favore del proprio diritto all'uso del nome. "Usiamo questo nome ininterrottamente da venti anni, abbiamo avuto gruppi parlamentari, gruppi consiglieri in Regioni e Comuni, e abbiamo avuto ragione in tanti giudizi promossi sulla falsariga di quello presentato da Cuffaro", va ripetendo il parlamentare democristiano eletto alle ultime politiche tra le file di Fdi (quota centrista). (di Vittorio Amato, Antonio Atte e Franscesco Saita) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parigi, William sarà a cerimonia riapertura Notre-Dame

0

(Adnkronos) –
Il principe William parteciperà domani a Parigi alla cerimonia di riapertura della cattedrale di Notre-Dame dopo il devastante incendio dell'aprile 2019.Lo ha confermato un portavoce di Kensington Palace citato da Sky News, precisando che il principe del Galles si recherà nella capitale francese "su richiesta del governo di Sua Maestà in rappresentanza del Regno Unito". William si unisce così alla lunga lista di personalità mondiali che hanno accettato l'invito del presidente francese, Emmanuel Macron.

Tra questi ci sarà con ogni probabilità anche il leader ucraino, Volodymyr Zelensky, che a margine potrebbe avere un incontro con il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump.In occasione della cerimonia è stato predisposto un piano di sicurezza eccezionale, ispirato a quello pensato per i Giochi Olimpici, con diverse migliaia di poliziotti e gendarmi mobilitati in un contesto di livello di minaccia terroristica molto elevato. Dopo un'imponente opera di restauro durata 5 anni e 7 mesi, Notre-Dame riaprirà esattamente 2.063 giorni dopo l'incendio.

I lavori sono stati interrotti due volte, la prima per inquinamento da piombo nel mese di agosto 2019 e la seconda per il Covid nel 2020.Si ritiene che quasi duemila persone abbiano lavorato al restauro della cattedrale, a Parigi e altrove in Francia.

Domani sarà rimesso in funzione anche il Grande Organo, sopravvissuto all'incendio, ma con alcune parti deformate dal calore delle fiamme.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)