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Siria, si chiude era Assad: l’ultimo dittatore sopravvissuto alla Primavera Araba

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(Adnkronos) –
Il crollo in Siria del regime guidato per 24 anni da Bashar al-Assad, e prima ancora per quasi 30 anni dal padre Hafez, è l'ultimo colpa di coda della cosiddetta 'Primavera Araba', un movimento pro-democrazia che a partire dalla 'Rivoluzione dei gelsomini' in Tunisia alla fine del 2010 ha scardinato equilibri che sembravano inscalfibili nel grande Medio Oriente.Quelle sollevazioni popolari, su cui in alcuni casi si sono innestati altri tipi di dinamiche, hanno fatto prima vacillare e poi fatto franare autocrazie che sembravano poter durare in eterno.

Dopo la Tunisia è stato il turno di Libia, Egitto, Yemen, Sudan e infine la Siria.L'effetto domino della 'Primavera Araba', sommato alle conseguenze dei fatti del 7 ottobre, ci consegnano oggi una regione completamente diversa. L'ultimo a pagare dazio è stato Assad, l'unico tra i dittatori che sembrava essere riuscito a sopravvivere all'onda lunga delle rivolte, che nel suo Paese erano iniziate a Daraa nei primi mesi del 2011.

Per quasi 14 anni, e grazie all'aiuto decisivo di Russia, Iran e Hezbollah, Bashar era riuscito a resistere non senza enormi difficoltà, riconquistando un Paese che nelle prime fasi della sollevazione era sembrato sul punto di sfuggirgli di mano.L'offensiva improvvisa e inaspettata delle fazioni guidate da Hayat Tahrir al-Sham ha messo a nudo la debolezza di un regime di carta che dopo la tregua del 2020 aveva ignorato ogni appello a varare riforme e fare concessioni all'opposizione.

Il recente ritorno nella Lega araba da cui Damasco era stata bandita per anni era stato solo un'illusione.  Il primo leader ad essere spazzato via dalla Primavera araba era stato il tunisino Zine El Abidine Ben Ali.Salito al potere il 7 novembre 1987 a seguito di un colpo di Stato incruento contro l'anziano Habib Bourguiba, aveva alimentato nella popolazione speranze di cambiamento che presto avevano lasciato il posto alla paura per un sistema di potere che si rivelò ancora più autoritario di quello del suo predecessore.

Il clan Ben Ali mise le mani su tutta l'economia, prendendo il controllo di interi settori al punto che il Dipartimento di Stato americano lo paragonò a una mafia.Alla fine del 2010 scoppiarono proteste nell'entroterra che poi si allargarono alle principali città dell'est.

Dopo una grande manifestazione a Tunisi il 14 gennaio 2011, Ben Ali lasciò il Paese, sperando di poter tornare al potere.Morì in esilio in Arabia Saudita nel settembre 2019. Un mese dopo la fine dell'era Ben Ali, nella vicina Libia iniziava una guerra civile che nel giro di otto mesi chiuse 42 anni di dominio incontrastato di Muammar Gheddafi.

L'autoproclamata 'guida' della rivoluzione, che nel settembre 1969 portò al rovesciamento del re Idris, fu il 'campione' dell'unità araba, ma alla fine degli anni Ottanta era stato accusato di essere coinvolto nell'attentato di Lockerbie e in quello al volo Uta 772, esploso sui cieli del Niger.La Libia venne sottoposta a embargo, ma forte di un potere economico che gli derivava dal controllo totale sulle risorse petrolifere del Paese, Gheddafi riuscì successivamente ad accreditarsi presso le principali cancellerie occidentali.

A seguito di una sollevazione popolare, l'intervento della Nato fece pendere il conflitto dalla parte dell'opposizione.L'ex dittatore fu ucciso dai ribelli il 20 ottobre a Sirte in circostanze che rimangono ancora poco chiare. L'allora vice presidente Hosni Mubarak prese il potere in Egitto dopo l'assassinio di Anwar Sadat durante una parata militare nel 1981.

Per 30 anni guidò con il pugno di ferro il Paese e questo nonostante il boicottaggio arabo per il Trattato di pace con Israele del 1979, problemi economici ed attentati di matrice islamista.Anche Mubarak dovette fare i conti con le proteste della Primavera araba, in una fase in cui c'erano voci che stesse prendendo in considerazione l'idea di cedere il potere al figlio Alaa, sulla falsariga della dinastia Assad in Siria.

Mubarak resistette alla rivolta poche settimane.Una volta capito di essere stato abbandonato dall'esercito, che lo aveva portato al potere, nel febbraio 2011 si dimise.

Fu processato con l'accusa di aver causato la morte di dimostranti e incarcerato per poi finire assolto nel 2017.Morì nel febbraio 2020. 
Ali Abdullah Saleh sosteneva che governare lo Yemen fosse come "danzare sulla testa dei serpenti" dal momento che il Paese della penisola arabica era un mosaico complesso e violento di interessi tribali.

Il suo forte istinto politico, tuttavia, gli permise di restare in sella per 33 anni.Sopravvisse ai ribelli della setta zaidita, una minoranza dell'Islam sciita, che sarebbero diventati noti come Houthi dal nome del loro leader e anche a una guerra civile in seguito a un fallito tentativo di unificare il nord e il sud.

Quando le proteste del 2011 raggiunsero lo Yemen, cedette con riluttanza il potere al suo numero due, Abd Rabbo Mansour Hadi.Saleh cercò comunque di resistere, arrivando persino ad allearsi con i suoi ex nemici, gli Houthi, che finirono per assassinarlo nel dicembre 2017 durante un tentativo di fuga dalla capitale Sana'a. 
Omar al-Bashir prese il potere con un colpo di Stato sostenuto dagli islamisti in Sudan nel 1989, prima di essere rovesciato dall'esercito 30 anni dopo a seguito di proteste popolari.

Fu incriminato nel 2009 e nel 2010 dalla Corte penale internazionale con l'accusa di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità per il conflitto nel Darfur, nel Sudan occidentale, dove scatenò la milizia janjaweed in risposta a una rivolta.Bashir fu trattenuto nella prigione di Kober, nell'area di Khartoum, ma in seguito venne trasferito in un ospedale militare nel nord, dove si troverebbe ancora sotto il controllo dell'esercito. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il successo dei libri fantasy nell’Italia che legge sempre meno

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(Adnkronos) – Spesso considerato un genere di 'serie B', il fantasy negli ultimi anni si sta prendendo la sua rivincita.Nel 2024 appare chiaro che gli italiani si stanno appassionando sempre di più al genere: nell'anno in cui si registra un calo del numero generale di lettori e vengono venduti circa 1,7 milioni di libri in meno (con vendite mancate per circa 12 milioni di euro), il fantasy è in controtendenza.

Le vendite sono cresciute del 27,1% da gennaio a ottobre di quest'anno, superando il milione di libri venduti (1.060.000): rispetto a tutta la narrativa di genere (come gialli, thriller e romance) oggi il fantasy copre il 10 per cento del mercato.  Resta stabile invece il numero di nuovi titoli pubblicati nel corso dell'anno, circa mille, il che significa che su una produzione rimasta stabile negli ultimi tre anni, aumentano gli spazi di esposizione nelle librerie e cresce il pubblico.Non si tratta di un boom improvviso, ha spiegato all'Adnkronos Giovanni Peresson, responsabile dell'Ufficio studi per Aie (Associazione Italiana Editori), ma di un andamento già riscontrato nel 2022 e nel 2023 e che ha portato in Italia, nei primi dieci mesi del 2024, anche alla nascita di nuovi editori come Mercurio e Il Castoro Off. "Non è un fenomeno esploso improvvisamente, dietro c'è un retroterra di costruzione di autori e di lettori che si sono avvicinati nel tempo", spiega Peresson.   "Il fantasy è un terreno dove è difficile settare dei confini, è il terreno dello straordinario, di una realtà in cui si seguono regole diverse dalle nostre", ha spiegato Simona Casonato di Mondadori nel corso dell'incontro 'Libri fantasy e dove trovarli' tenutosi a 'Più libri Più liberi'.

Si tratta di un genere che è molto complesso da definire perché vive di ibridazioni, come ad esempio testimonia la crescente popolarità del 'romantasy', sottogenere che vive all’incrocio tra il racconto fantastico e il romance.  Per i dati sul mercato in Italia presentati a Più libri più liberi, Fiera nazionale della piccola e media editoria, Aie (Associazione editori italiani), in collaborazione con NielsenIQ-GfK e IE – Informazioni Editoriali, ha tenuto conto della classificazione NielsenIQ-GfK che raggruppa fantasy e fantascienza in un’unica categoria.Dentro troviamo tantissime anime diverse, dal 'dark' al 'contemporaneo', dal fantasy storico a quello 'urban' fino al realismo magico.

Vengono esclusi da questa classificazione invece i titoli che già appartengono alla letteratura per ragazzi, come la fortunata saga di 'Harry Potter', i cui dati di vendita non sono quindi considerati.  Su questa base è stata stilata la classifica dei titoli più venduti dell'anno: al primo e al secondo posto ci sono due volumi della saga di Rebecca Yarros edita in Italia da Sperling & Kupfer, 'Iron Flame' e 'Fourth Wing'. 'Powerless.Potere e inganno' di L.

Roberts (Newton Compton) è al terzo posto, al quarto c'è 'Il problema dei tre corpi' di C.Liu (Mondadori).

Dal quinto al nono posto troviamo cinque classici della fantascienza e del fantasy: 'Fahrenheit 451' di R.Bradbury (Mondadori), 'La strada' di C.

McCarthy (Einaudi), 'Dune volume 1' di F.Herbert (Fanucci), 'Lo Hobbit.

Un viaggio inaspettato' di J.R.

R.Tolkien (Bompiani), 'Dune volume 2' (Fanucci).

Chiude la classifica 'Half a soul.Metà di un’anima' di O.

Atwater (Rizzoli).Non  Nonostante si parli spesso del fantasy come di una letteratura di evasione, sia il responsabile dell'Ufficio studi per Aie sia gli editori presenti all'incontro 'Libri fantasy e dove trovarli' sono concordi nel dire che è tutto l'opposto. "Il fantasy non è una narrazione di uscita dalla realtà, al contrario è una chiave di lettura del tempo presente", così Giovanni Peresson all'Adnkronos. "Il fantasy sta diventando un genere a cui tutti sentono di potersi avvicinare", ha dichiarato Simona Casonato di Mondadori. "Chi legge fantasy – ha continuato – cerca una chiave di lettura del presente che non sia quella ovvia.

Spesso gli autori creano mondi nuovi per cambiare le regole e inviare messaggi forti e visioni potenti.Il fantasy non è stato solo uno strumento di sperimentazione, anticipatore di trend letterari, ma il luogo in cui portare avanti temi e istanze di rilevanza contemporanea". Le fa eco il collega dell'editore Mercurio, Tiziano Cancelli: "Viviamo in realtà sempre più semplificate, le storie fantasy riescono ad avere uno sguardo obliquo sull'oggi e a leggere la realtà in modi altri e alieni.

Basta prendere Tolkien come esempio che diceva di non aver scritto una metafora, ma un effettivo sguardo sulla società con i suoi romanzi ambientati nella Terra di Mezzo". (di Corinna Spirito) —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Golden Globe 2025, Italia in nomination con ‘Vermiglio’

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(Adnkronos) –
Italia in nomination ai Golden Globe 2025 con il film 'Vermiglio' di Maura Delpero, candidato ai riconoscimenti giunti all'82ma edizione che saranno assegnati il prossimo 5 gennaio.La pellicola, vincitrice del Leone d'Argento – Gran premio della giuria all'ultima Mostra di Venezia, sfiderà come Miglior film internazionale i film 'All We Imagine as Light – Amore a Mumbai' (co-produzione Usa-Francia-India), 'Emilia Pérez' (Francia), 'The Girl with the Needle' (co-produzione Polonia-Svezia-Danimarca), 'Io sono ancora qui' (Brasile) e 'Il seme del fico sacro' (co-produzione Usa-Germania)  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Montagna, jumper muore schiantandosi su una parete rocciosa in provincia Brescia

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(Adnkronos) – Un base jumper di 32 anni è deceduto durante un lancio a Tremosine su Garda, in provincia di Brescia.  L’uomo, precipitato su una parete rocciosa impervia, è stato rinvenuto dai soccorritori grazie all’intervento di elisoccorso, soccorso alpino e forze dell’ordine.I sanitari giunti sul posto hanno potuto solo constatarne il decesso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, svolta anche in Ucraina? Trump ha fretta e Russia vuole salvare le basi

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(Adnkronos) – Donald Trump tra Siria e guerra in Ucraina.La rapidissima evoluzione degli eventi in Siria conferma la possibilità di una svolta nella guerra tra Russia e Ucraina già in discussione da diverse settimane.

A legare le due crisi in uno scenario di instabilità che è comunque oramai globale, non è solo il ruolo della Russia in entrambe.Ma anche le ultime esternazioni del presidente americano eletto Trump che sembrano proporre a Mosca se non uno scambio, quantomeno una base su cui aprire un negoziato. A causa del loro coinvolgimento in Ucraina, i russi come Assad sono costretti a lasciare la Siria "e potrebbe essere la cosa migliore che può capitare loro", ha scritto Trump, assicurando che "gli Stati Uniti non hanno nulla a che fare con la Siria". "Non è la nostra battaglia".   Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha spiegato oggi che "è troppo presto per dire" quale potrà essere il futuro delle due basi militari in uso alla Russia di Tartus e Hmeimim.

Futuro che, ha aggiunto, "sarà oggetto di discussione con chiunque sarà al potere a Damasco".Ma è troppo alto l'investimento che è stato destinato da Mosca a queste infrastrutture, a livello economico, militare e geopolitico, per una rinuncia, da parte del Cremlino, così accomodante – solo poche decine di raid aerei russi hanno sostenuto le forze siriane in ritirata.

Mosca sembra aver accettato velocemente la caduta dell'alleato Bashar Assad.  
Tartus, unico sblocco della Russia in acque calde, è stata affittata nel 2017 con un contratto da 49 anni, e ristrutturata con un investimento di 500 milioni di dollari.Hmeimim descritta come "uno stato all'interno di uno stato", o "Al-Madinah Al-Munawwarah" (Medina l'illuminata) o "Casa Bianca" per l'illuminazione sempre accesa, fra l'altro a spese dei siriani, la più grande base militare russa all'estero, ospita 20mila soldati russi. In questo caso, la ristrutturazione e il mantenimento è costata più di cinque miliardi di dollari, dal 2016, l'anno dopo l'inizio dell'intervento delle forze russe in sostegno di Assad, che si stabilirono in quello che era allora un piccolo aeroporto, in sostegno di Assad (lo ha calcolato Novaya Gazeta Europe).  
Dalla base della provincia di Latakia decollano centinaia di aerei militari ogni giorno (457, scriveva lo scorso anno il giornale russo indipendente).

Intorno alla base ci sono posti di blocco e postazioni dell'intelligence di Mosca.Il primo accordo per l'uso a tempo indefinito di Hmeimim fra Mosca e Damasco risale all'agosto del 2015, una intesa inserita nel Trattato di amicizia e cooperazione fra Mosca e Damasco sottoscritto nel 1980.

Due anni dopo, è stato firmato un nuovo contratto di affitto a lungo termine per 49 anni, da estendere automaticamente per altri 25.  La base di Hmeimim che viene usata per le operazioni in Libia, Sudan, Repubblica centrafricana e per trasportare mercenari destinati al fronte in Ucraina.   
Le parole delle ultime ore del Presidente eletto americano Donald Trump che lasciano intendere la possibilità se non ancora di uno scambio su larga scala fra il dossier siriano e quello ucraino almeno il ritorno a negoziati fra grandi potenze custodi dell'ordine mondiale.In Ucraina "deve esserci un cessate il fuoco immediato e devono iniziare negoziati.

Troppe vite sono state sprecate in modo così non necessario, troppe famiglie distrutte.E se continua ad andare avanti, può trasformarsi in qualcosa ancora più grande e grave", ha scritto Trump in un post su Truth. "Conosco bene Vladimir.

Questo è il momento di agire.Il mondo sta aspettando", ha scritto Trump.
 E poi, ieri: "Assad se ne è andato.

Ha lasciato il Paese.Il suo protettore, la Russia, Russia, Russia, di Vladimir Putin, non è più interessata a proteggerlo.

Non c'era comunque ragione per cui la Russia fosse li.E hanno perso tutto il loro interesse nella Siria a causa dell'Ucraina, dove 600mila soldati russi sono rimasti feriti o uccisi, in una guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare e che potrebbe andare avanti per sempre".  "La Russia e l'Iran sono indeboliti ora, uno per l'Ucraina e per problemi economici, l'altro per Israele e i suoi successi in guerra.

Allo stesso modo, Zelensky e l'Ucraina vorrebbero arrivare a un accordo e fermare questa follia.Hanno perso in modo ridicolo 400mila soldati e molti più civili.

Per il suo coinvolgimento in Ucraina, la Russia sembra incapace di fermare la marcia (dei militanti, ndr) attraverso la Siria, un Paese che ha protetto per anni", ha sottolineato quindi Trump.  
Per Trump, insomma, Zelensky "vuole la pace", pensa che sia "arrivato il momento" e che anche Vladimir Putin "deve pensarlo perché ha perso", le parole al New York Post.  "Non abbiamo parlato di dettagli – ha raccontanto parlando dell'incontro a Parigi – ma Zelensky pensa che sia arrivato il momento, e Putin dovrebbe pensare che sia il momento, perché ha perso, quando hai perso 700mila militari, è arrivato il momento.Non finirà – ha concluso riferendosi alla guerra in Ucraina – fino a quando non si avrà la pace". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute: mai dall’andrologo 73% giovani italiani, convegno Sia su prevenzione

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(Adnkronos) – Nonostante una maggiore consapevolezza rispetto agli anni '80, ben il 73% dei giovani italiani non ha mai effettuato una visita andrologica, affidandosi spesso alle informazioni reperite in Rete.La diffusione di 'Dr.

Google', l'aumento della 'cybercondria' e il nuovo 'Prof.Gpt' rappresentano nuove sfide per l'andrologia, che deve essere in grado di soppesare l'informazione online, verificandola e validandola, sostenendo l'importanza del rapporto medico-paziente.

Questi i temi al centro di 'S3 – Salute Sessuale SIA', convegno promosso dalla Società italiana di andrologia, che si terrà a Milano il 12 e 13 dicembre (Sala del Gonfalone di Palazzo Pirelli) e che celebrerà i 48 anni di attività della società scientifica fondata a Pisa nel febbraio 1976.In questa particolare occasione, i principali esperti nazionali tracceranno un bilancio dei successi ottenuti dalle precedenti campagne informative e faranno il punto sulle sfide della prevenzione andrologica a 360 gradi, rivolte a tutte le fasce di età. Dalla fine degli anni '70 – riporta una nota – l'andrologo è diventato una figura del tutto essenziale per la salute maschile nel nostro Paese, trovandosi a sostituire l'importante funzione preventiva rappresentata dalla visita di leva, sospesa nel 2004.

Nel corso degli anni, la Sia si è resa protagonista di numerose iniziative, come ad esempio la Settimana di prevenzione andrologica, avviata nel 1999, che ha permesso a migliaia di uomini di accedere a visite gratuite e alla sanità nazionale di avere a disposizione preziosi dati a scopo epidemiologico e di ricerca.Questo progetto innovativo ha coinvolto oltre 265 strutture sanitarie pubbliche e private in tutta Italia, offrendo visite andrologiche gratuite e rappresentando una vera e propria 'pietra miliare' nella raccolta di informazioni e nella sensibilizzazione della popolazione.

Gli esiti delle 13 edizioni hanno rivelato risultati davvero significativi e addirittura sorprendenti: ben il 62% dei partecipanti dichiarò di sottoporsi alla sua prima visita andrologica, mentre nel 29% dei casi fu diagnosticata la presenza di patologie andrologiche.Si rese per cui evidente la necessità di un'azione preventiva continua. Successivamente, nel 2014 – prosegue la nota – la Sia ha invece promosso una serie di attività e di raccolta firme che hanno portato alla prima proposta di una Legge regionale di prevenzione andrologica e alla creazione, in tutti gli ospedali del territorio, di apposite strutture, in grado di poter esaminare centinaia di migliaia di ragazzi.

Proposta, quest'ultima, che nella regione Lazio divenne poi effettivamente legge (la n. 25 del 25 novembre 2019 – 'Disposizioni in materia di tutela della salute sessuale e della fertilità maschile'), riconoscendo finalmente la rilevanza delle patologie uro-andrologiche e l'importanza della conoscenza delle stesse e dei suoi effetti in ambito sanitario, sociale e familiare, allo scopo di agevolare la prevenzione, la diagnosi precoce e il miglioramento delle cure. Più recentemente – si legge – la Sia ha lanciato la campagna biennale #e-SIA- prevenzione (2023-2024) rivolta ai giovani di età compresa tra i 16 e i 35 anni, in collaborazione con enti militari e accademici.L'iniziativa ha mirato soprattutto a sensibilizzare sulla prevenzione attraverso i moderni mezzi di comunicazione digitale e i social media, promuovendo una cultura in cui la salute sessuale maschile non sia più considerata un tabù.

I dati raccolti attraverso un questionario realizzato in collaborazione con l'Università Iulm di Milano hanno evidenziato che, nonostante una maggiore consapevolezza rispetto agli anni '80, il 73% dei giovani non ha mai effettuato una visita andrologica, affidandosi spesso alle informazioni reperite in Rete per i propri dubbi di carattere medico.Per la Sia – conclude la nota – è importante educare alla selezione e consultazione di fonti affidabili, e prevede un futuro in cui tecnologia e interazione umana si combinino al meglio, sottoponendo allo specialista un paziente consapevole e informato, allo scopo ultimo di garantire una prevenzione efficace e una diagnosi tempestiva. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Thompson, la simpatia della gente per il killer ostacola la caccia all’uomo

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(Adnkronos) – Nella caccia all'uomo del killer che mercoledì scorso ha freddato nel centro di New York Brian Thompson, Ceo del gigante delle assicurazioni sanitarie UnitedHealthcare, la polizia sta facendo i conti con un ostacolo non previsto: la simpatia che sta suscitando tra il pubblico il misterioso giovane killer diventato una sorta di eroe popolare.Motivo, stando a quando circola sui social media ma anche nelle strade di Manhattan, scrive oggi il Wall Street Journal, per aver colpito un'istituzione odiata, il sistema delle assicurazioni sanitarie accusato di negare per aumentare i propri profitti la copertura ai propri assistiti.  Questa narrativa sarebbe stata avvalorata dalle rivelazioni dei media, secondo le quali sui bossoli delle pallottole che hanno ucciso Thompson sono state trovate incise le parole "deny, defend, depose” – negare, difendere e far deporre – che notoriamente descrivono le tattiche dilatatorie usate dall'assicurazione per rifiutarsi di pagare per cure mediche.

Cosa che ha spinto a pensare che il movente del killer vada ricercato in questa direzione.  
Nonostante le taglie messe dalla polizia di New York e dall'Fbi sull'uomo in fuga, di cui sono state diffuse diverse foto, alcune con il volto quasi interamente visibile, ma non l'identità, il killer sarebbe riuscito a fuggire dalla una delle città più sorvegliate del mondo – 25mila telecamere solo agli incroci stradali, a cui da qualche tempo si sono aggiunti i droni che sorvolano Central Park – riuscendo a salire su un pulmann a bordo del quale ha lasciato lo stato.  Non solo la polizia newyorkese non ha ricevuto soffiate utili, ma molti sui social media hanno suggerito di inondare il numero verde messo a disposizioni con false 'tip', indicazioni, oppure travestirsi tutti come il killer per creare confusione.Senza contare che sabato effettivamente a Washington Square si è svolta una gara di 'sosia' del killer. Ma la cosa che sta spiazzando di più la polizia è il fatto che non stia ricevendo nessun aiuto dagli "online sleuths", i detective della poltrona e del computer che, con un seguito spesso di milioni di follower patiti di true crime, conducono indagini parallele su omicidi e crimini eccellenti. "Non devono incoraggiare o condonare assolutamente la violenza, ma anche non devo aiutare", ha scritto, riferendosi all'indagine sull'assassino di Thompson, @thatdaneshguy, che ha 2 milioni di follower su TikTok e si dichiara in grado di trovare chiunque sia in fuga.  Questa reazione del pubblico newyorkese viene dichiarata "scioccante" da Ed Davis, ex capo della polizia di Boston, che guidò la risposta all'attentato alla maratona del 2013.

Per lui è "molto preoccupante" la mancanza di simpatia per vittima, anche considerata la violenza e la freddezza dell'agguato: "Il problema è che persone che hanno questo tipo di animosità, non sono disposte ad aiutare e la polizia in questi casi ha veramente bisogno di aiuto", aggiunge Davis, ora alla guida di una società di sicurezza.  La simpatia per ricercati in fuga non è una novità per la cultura americana, scrive il Wsj ricordando come Eric Rudolph, l'uomo che fece esplodere una bomba alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, riuscì a nascondersi per 6 anni nelle Smoky Mountains, con i sostenitori che sfoggiavano la maglietta “Run, Rudolph, Run!”.  Ovviamente ora i social media amplificano in dimensioni senza precedenti il fenomeno, e la risposta populista, che secondo gli esperti si innesca nel sentimento populista che domina da tempo la politica americana, con commenti online a sostegno del killer, spesso intrisi di odio contro le grandi corporation. "In un certo senso spero che non catturino mai il killer del Ceo di UnitedHealthCare" si legge in un post sul sito di Reddit “Off My Chest,” in cui oltre tre milioni di utenti sono liberi di esprimere i propri pensieri più reconditi, che aggiunge che i ricchi "non hanno quasi mai quello che si meritano". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crolla balcone durante gita scolastica a Ferrara, insegnante e guida in ospedale

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(Adnkronos) – Ha rischiato di trasformarsi in una tragedia la gita scolastica di una classe di scuola media in visita a Villa Rivani Farolfi, dimora storica situata in provincia di Ferrara, nel comune di Riva del Po, presso la frazione di Ro Ferrarese.Attorno a metà mattinata, un balcone della villa ha ceduto ed è crollato, trascinando con sé un insegnante e una guida turistica che, assieme agli studenti, si trovavano ad un piano rialzato della struttura.  
Le due persone sono cadute a terra tra i calcinacci da un’altezza di oltre 5 metri.

Immediato l’intervento dei soccorsi, con i volontari che hanno trasportato l’insegnante e la guida presso il vicino ospedale di Cona.Mentre gli studenti, illesi, venivano riaccompagnati presso il proprio istituto scolastico, due pattuglie dei carabinieri e i vigili del fuoco di Rovigo e Ferrara sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area e impedirne l’accesso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Pompei continuum’, sette luoghi suggestivi illuminati per rendere la città Capitale della Cultura 2027

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(Adnkronos) – Il rinvio della decisione sulle finaliste non ferma la città di Pompei, che continua il suo lavoro per essere designata come Capitale della Cultura 2027: “Abbiamo deciso – spiega il Sindaco Carmine Lo Sapio – che, in attesa del 31 gennaio, data in cui verrà individuata la rosa ristretta delle città candidate, proseguiamo nell’attuazione del nostro progetto, ‘Pompei continuum’, che verrà portato comunque a compimento”. Ed è così che, a partire da lunedì prossimo, le strade di Pompei inizieranno a illuminarsi. Sette le location individuate nell’ambito del progetto che sostiene la candidatura: “Luoghi suggestivi – sottolinea Lo Sapio – che ospiteranno installazioni di videomapping, videoproiezioni e spettacoli di luce. Un lavoro enorme che, curato da Cethegus spa e realizzato con il contributo determinante della Prelatura territoriale, vuole valorizzare alcune ricorrenze storiche di grande rilevanza, come il 150simo anniversario della venuta dell’Icona della Madonna di Pompei e il centenario della realizzazione del Campanile progettato dall’architetto e Servo di Dio Aristide Leonori tra il 1912 e il 1925”. 

L’obiettivo del progetto è dunque quello di illuminare luoghi sacri e storici della città, luoghi simbolo in Italia e nel mondo. Il percorso individuato parte dal videomapping architettonico proiettato sulla facciata del Pontificio Santuario: “Lo abbiamo chiamato ‘Architettura in luce’ – ricorda il Sindaco Lo Sapio – e l’utilizzo della tecnologia multimediale intende garantire un effetto duraturo sui pellegrini. Potenziare, in questo modo, l’esperienza dei visitatori non solo arricchirà il loro incontro con il sacro, ma funzionerà anche da strumento di educazione e coinvolgimento”. La parte laterale del Santuario permetterà invece di raccontare, sempre attraverso il videomapping, la storia della Madonna di Pompei che, accompagnata da San Domenico e Santa Caterina da Siena, è raffigurata in trono con Gesù. “Luce e iconografia” è il titolo scelto per celebrare un punto di riferimento essenziale della tradizione popolare e per celebrare, come già ricordato, i 150 anni di fede e devozione”. 

“Luci e Ombre” è poi il videomapping architettonico e iconografico che riguarda le facciate del Campanile, un grande omaggio al centenario della sua realizzazione, raccontando la storia di un monumento significativo per Pompei e i suoi visitatori. Attraverso la fusione di arte, tecnologia e spiritualità, questa iniziativa avrà il potenziale di attrarre e ispirare, celebrando il patrimonio culturale e religioso con una nuova e avvincente narrazione visiva: “Palazzo De Fusco – aggiunge Lo Sapio – verrà invece raccontato dal progetto ‘Arte di illuminare’. L’obiettivo, in questo caso, è di dare risalto al patrimonio artistico della nostra città e di trasformare lo storico edificio in un luogo di incontro, contemplazione e celebrazione per tutti”. Storie dunque proiettate per raccontare Pompei e i suoi luoghi simbolo come l’ex Pontificio Ospizio Femminile del Sacro Cuore (“Incanto visivo”). Fondato negli anni ’60 dal Vescovo di Pompei Monsignor Aurelio Signora, l’orfanotrofio rappresenta quello che fu punto di riferimento per l’accoglienza e l’educazione dei minori, portando avanti nel tempo l’eredità del Beato Bartolo Longo. La storia dell’orfanotrofio è quindi intrinsecamente legata ai valori di accoglienza, rispetto e innovazione educativa. Previste inoltre videoproiezioni iconografiche presso le Stazioni ferroviarie di Viale Mazzini e di Via Diaz. Lo scopo è, in questo caso, di celebrare il Natale e i temi di viaggio attraverso un’esperienza visiva coinvolgente. Attraverso il mix di immagini festose, legami con la cultura popolare e narrazioni interattive, questo progetto non solo intratterrà i bambini e le famiglie, ma favorirà anche un senso di comunità e partecipazione.  

“Sono convinto – conclude il Sindaco Lo Sapio – che attraverso la sinergia di tutti i soggetti coinvolti e l’impegno della comunità riusciremo a rendere Pompei non solo un centro culturale di riferimento, ma anche un esempio di come la valorizzazione del patrimonio spirituale, artistico e storico possa favorire la crescita sociale ed economica di un’intera regione. Tutti i progetti oggetto della candidatura non sono semplicemente un evento, ma un viaggio che abbraccia il passato, illumina il presente e guida verso un futuro luminoso, per Pompei e le 103 amministrazioni che ci sostengono”. 

Ecografia polmonare, Italia all’avanguardia con buone pratiche cliniche

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(Adnkronos) – Per la prima volta in Europa, 3 società scientifiche italiane hanno realizzato un documento pionieristico sull'ultrasonografia polmonare (Lus) nei pazienti critici, coprendo l'intero arco della vita.La 'buona pratica clinica', pubblicata il 4 novembre, nasce dalla sinergia tra la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), la Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm) e la Società italiana di neonatologia (Sin).  "Questo documento rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra diverse specialità mediche – evidenzia Elena Bignami, presidente Siaarti – L'approccio innovativo adottato ottimizza l'utilizzo dell'ecografia polmonare per tutti i pazienti critici, indipendentemente dalla loro età e patologia.

E' significativo come buona parte della letteratura scientifica analizzata sia di provenienza italiana, confermando il nostro Paese come front runner nel campo della ultrasonografia polmonare nel paziente critico".La rilevanza del documento emerge anche dalle parole di Giorgio Conti, Editor-in-Chief della rivista 'Jaacc' di Siaarti: "Questo documento intersocietario segna un punto di svolta nella collaborazione fra specialità mediche.

Il dialogo tra anestesisti-rianimatori, radiologi, pediatri e neonatologi ha prodotto uno strumento unico, tracciando una strada innovativa da seguire anche in altri ambiti". La pubblicazione del documento – riporta una nota – sancisce un dato di fatto: l'ecografia polmonare si sta rivelando uno strumento prezioso nella pratica clinica quotidiana. "Si tratta di un documento che sottolinea l'importanza dell'ultrasonografia polmonare per migliorare la gestione clinica in ambiente ospedaliero – spiega il presidente Sirm, Andrea Giovagnoni – La Lus può ottimizzare i percorsi diagnostici, riducendo l'uso di tecniche invasive o radiologiche più costose e rischiose".Il testo "rappresenta uno strumento prezioso per decisioni cliniche rapide nelle emergenze, con l'obiettivo prioritario di salvaguardare sempre la sicurezza del paziente". "L'ecografia polmonare è una tecnica che permette di valutare le più comuni patologie polmonari tipiche dei neonati nati anche prima del termine – illustra il presidente Sin, Massimo Agosti – Consente al neonatologo di integrare il quadro clinico dei neonati critici con una metodica diagnostica efficace, rapida e facilmente riproducibile, atta ad assistere i medici nella gestione di patologie spesso rapidamente progressive e tempo dipendenti.

Possiede un'alta accuratezza diagnostica, non utilizza radiazioni ionizzanti ed è facilmente adattabile al contesto della Terapia intensiva neonatale poiché eseguita dai neonatologi direttamente al letto del paziente.Pertanto, visti i suoi numerosi vantaggi, negli ultimi anni si è affermata come un insostituibile alleato in ambito neonatologico".  Il documento – descrive la nota – fornisce indicazioni standardizzate per l'esecuzione degli esami ecografici, promuove la formazione continua degli operatori e definisce percorsi diagnostici basati sulle più recenti evidenze scientifiche, rappresentando un riferimento fondamentale per il miglioramento della pratica clinica in Italia.  "L'ecografia polmonare riduce i rischi per il paziente e accorcia i tempi diagnostici, aumentando la precisione e l'efficacia delle cure, soprattutto nei casi di emergenza", rimarcano gli esperti.

Grazie a questo documento, l'Italia si pone all'avanguardia in Europa per l'uso clinico di questa tecnica, offrendo uno standard di cura innovativo e di alta qualità. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Metamizolo, alert Aifa su antidolorifico e antifebbre: rischio effetto avverso, i sintomi

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(Adnkronos) – Alert dell'Agenzia italiana del farmaco sull'antidolorifico e antipiretico metamizolo e il rischio di agranulocitosi, una condizione patologica che comporta una diminuzione improvvisa e severa dei globuli bianchi (granulociti) e può portare a infezioni gravi, anche fatali.La comunicazione dell'Aifa è ai medici che in questo modo possono informare e sensibilizzare i pazienti che assumono metamizolo e intercettare precocemente i sintomi di agranulocitosi, che in questo periodo possono confondersi con quelli dell'influenza e passare inosservati.  Secondo la nota informativa pubblica sul sito dell'Aifa, concordata con le autorità regolatorie europee, "i pazienti trattati con medicinali contenenti metamizolo devono essere informati riguardo ai sintomi precoci suggestivi di agranulocitosi, tra cui febbre, brividi, mal di gola e piaghe dolorose delle mucose, in particolare nella bocca, nel naso e nella gola o nelle regioni genitali o anali; alla necessità di mantenere alta l'attenzione su questi sintomi, poiché possono manifestarsi in qualsiasi momento durante il trattamento, anche poco dopo l'interruzione del trattamento; alla necessità di interrompere il trattamento e rivolgersi immediatamente al medico se sviluppano questi sintomi.  Se il metamizolo viene assunto per la febbre, alcuni sintomi di una agranulocitosi emergente possono passare inosservati", avverte la nota. "Inoltre, i sintomi possono essere mascherati nei pazienti in trattamento con una terapia antibiotica.

Se si sospetta agranulocitosi, deve essere eseguito immediatamente un emocromo completo (inclusa la formula leucocitaria) e il trattamento deve essere interrotto in attesa dei risultati. Se l'agranulocitosi viene confermata, il trattamento non deve essere reintrodotto".E ancora, "il monitoraggio di routine dell'emocromo nei pazienti trattati con medicinali contenenti metamizolo non è raccomandato.

Il metamizolo è controindicato nei pazienti con un'anamnesi di agranulocitosi indotta da metamizolo (o da altri pirazoloni o pirazolidine), con compromissione della funzionalità del midollo osseo o con malattie del sistema emopoietico".  A luglio l'Agenzia europea del farmaco (Ema) ha avviato una revisione dei medicinali a base di metamizolo.Intanto – come raccomandato dal Comitato sicurezza dell'ente regolatorio Ue – l'Aifa anche con questa nota rafforza le misure per ridurre al minimo le conseguenze gravi di questo effetto collaterale dell'antidolorifico. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Innovazione, Prysmian passa intera infrastruttura al cloud con Rise with Sap

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(Adnkronos) – Prysmian è un fornitore globale di soluzioni per cavi, leader nella transizione energetica e nella trasformazione digitale.La strategia di Prysmian è perfettamente allineata con i principali driver di mercato mentre sviluppa soluzioni innovative e sostenibili per cavi resilienti e ad alte prestazioni per i segmenti dei trasporti, delle reti elettriche, dell’elettrificazione e delle soluzioni digitali.

Prysmian è una società pubblica quotata alla borsa italiana, con quasi 150 anni di esperienza, circa 33.000 dipendenti, 109 siti produttivi e 27 centri di ricerca e sviluppo in più di 50 paesi, e con un fatturato di oltre 15 miliardi di euro nel 2023. “Siamo leader nella nostra industry e se vogliamo rimanere ai vertici del mercato dobbiamo avere una spinta continua verso l’innovazione.Questo riguarda anche il nostro sistema Erp presente in tutti i nostri siti produttivi e che gestisce l’80% del nostro fatturato e delle transazioni commerciali, rendendo quindi fondamentale concentrare anche in questo ambito le migliori evoluzioni tecnologiche”, ha dichiarato Giovanni Cauteruccio, cio e cdo di Prysmian. “Inoltre, siamo molto interessati agli sviluppi legati all’intelligenza artificiale generativa che Sap integra nelle sue soluzioni, in particolare ai vantaggi che l’Ai generativa può portare in termini di usability, con la possibilità di interrogare il copilot Joule su ogni istanza di business e che rappresenta sicuramente un game changer nell’utilizzabilità di un sistema Sap”, ha continuato.  Tra i principali fattori che hanno determinato il passaggio a Rise with Sap il primo è l’armonizzazione del sistema.

I cambiamenti tecnologici permettono oggi a Prysmian di riuscire a condurre esami e analisi in tempi più rapidi, usando la stessa transazione custom o standard testata in un paese anche nelle altre sedi del Gruppo.In questo modo l’azienda riesce a ottimizzare i test e avere un sistema operante e armonizzato a livello globale. Un altro elemento decisivo è stata la possibilità di implementare l’intero progetto con il supporto del team customer services & delivery di Sap Italia. “È stato un bel lavoro di sinergia, con il nostro team IT che ha offerto una profonda conoscenza dei processi e delle soluzioni, dove tutti i passaggi tecnologici sono stati concordati ed effettuati in collaborazione con SAP, mentre i processi e le funzionalità sono stati gestiti internamente da noi.

Questo è stato un altro punto di forza, perché ci ha permesso oltre che di ridurre i costi del progetto, anche di essere più rapidi nelle decisioni”, ha commentato Cauteruccio. Ulteriore aspetto fondamentale che ha determinato la velocità e la riuscita del progetto è legato a una valutazione anticipata e ponderata dei possibili rischi dovuti a un duplice passaggio che bisognava effettuare contestualmente: migrazione del datacenter su infrastruttura Aws e upgrade di release dei sistemi Sap. “Abbiamo fatto tutte le valutazioni del caso, e dopo aver constatato che l’upgrade non sarebbe stato eccessivamente impattante nonostante i diversi cambiamenti che avrebbe generato sui processi, ci siamo convinti che in quattro mesi avremmo portato a termine questo progetto.E per quanto sappiamo che i rischi zero non esistono, abbiamo comunque operato sulla base di un rischio ben ponderato”, ha spiegato Cauteruccio. “Abbiamo portato tutta la nostra esperienza e professionalità affinché questo importante percorso di migrazione al cloud e di aggiornamento della tecnologia Sap da parte di Prysmian avvenisse nel migliore dei modi”, ha dichiarato Carla Masperi, amministratore delegato di Sap Italia. “Il progetto è uno dei primi del suo genere nel nostro Paese: abbiamo garantito l’aggiornamento e il passaggio in un’unica istanza sul cloud delle soluzioni Sap s/4hana, sap advanced planning and optimization, sap treasury and risk management e sap bw/4hana, con un approccio che ha permesso di raggiungere il go-live in tempi molto ristretti, garantendo sia il successo tecnico che l’allineamento con gli obiettivi di business e di trasformazione digitale del cliente”, ha continuato. Tra gli sviluppi attesi da Prysmian, che si accompagnano al costante aggiornamento delle soluzioni, alla piena scalabilità garantita dal passaggio al cloud e alla predisposizione verso una costante innovazione, un ruolo importante lo riveste l’utilizzo dell’AI generativa e del copilot Joule per migliorare l’approccio ai dati nei 26 use case indentificati dall’azienda per elevato impatto sul business e sull’operatività delle persone, partendo dai 100 scenari di AI generativa offerti da SAP.

Il go-live di Joule in Prysmian è avvenuto lo scorso novembre. “L’intelligenza artificiale sarà un boost importante per la nostra nuova business strategy Connect to Lead, attraverso la quale puntiamo a rafforzare la leadership di mercato, sfruttando la nostra capillare presenza geografica, l’ampia gamma di offerta di prodotti, le importanti partnership con i clienti, le nostre persone e il forte impegno per la sostenibilità e l’innovazione.L’obiettivo è cogliere le opportunità offerte dalle nuove tendenze di mercato che stanno plasmando l’industria dei cavi elettrici, ponendoci come enabler principale della transizione energetica e della trasformazione digitale”, ha commentato Cauteruccio. “Una strategia che implica però una transizione del Gruppo, da puro produttore di cavi ad azienda a fornitore di soluzioni sia in ambito energetico che di telecomunicazione.

In questa transizione ovviamente l’IT e la digitalizzazione sono fondamentali, perché vuol dire utilizzare al meglio i dati e sfruttare al massimo l’automazione”.  “In Sap, riteniamo che la prossima frontiera dell'Ai vada oltre le isolate efficienze e consista nell'unificare senza soluzione di continuità persone, dati e processi per creare valore per il business e amplificare l'impatto dei risultati”, ha concluso Masperi. “Prysmian potrà ora sfruttare la potenza di Joule e degli agenti AI autonomi e collaborativi, integrati nel copilota, che abbattono i silos, migliorano la collaborazione interfunzionale e consentono di risolvere sfide multiformi in un modo che gli strumenti di produttività isolati non possono eguagliare”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, Toninelli: “Grillo impugnerà simbolo, Conte dovrà farsi suo partito”

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(Adnkronos) – Quello che è successo ieri con il voto M5S "era scontato.Conte ha fatto una consultazione ratificatoria.

Aveva deciso tutto lui: ha deciso quanti dovevano essere i votanti, ha deciso le domande e pure il notaio, ma Beppe non si darà per vinto.Dispiace che Conte e i suoi ballino sul cadavere di un leone, è un ballo, esultanza da perdenti.

Grillo impugnerà il simbolo e lo farà tornare proprio e Conte si dovrà obbligatoriamente fare il suo partito".Lo dice Danilo Toninelli, membro del Collegio dei probiviri del Movimento 5 stelle, nella consueta intervista a Radio Cusano e ripubblicata sulla sua pagina Facebook.  "Un M5s senza limite dei due mandati, che era il più grande dei capisaldi, non può essere il M5s – aggiunge -.

Come possiamo far credere alla gente che esiste ancora un M5s che queste persone avevano votato sull'onda di quella promessa, che tra l'altro Conte urlava nella campagna elettorale del 2022 dicendo 'Noi siamo diversi dagli altri, non abbiamo i professionisti della politica'.Conte tradisce se stesso e non esiste più il Movimento 5 stelle". "E fra qualche mese non esisterà più neanche formalmente perché Beppe farà l'azione legale che tutti si stanno aspettando", continua Toninelli. "Dopo questo voto, noi gente innamorata della politica generosa fatta di due mandati soffriamo.

Ma questa sofferenza ci sta dando una speranza che domani, o magari dopodomani, nasca qualcosa di nuovo.Ho sentito tantissime persone e vedo un'insofferenza che è buona perché porterà qualcosa di nuovo.

Aspettiamo che Beppe dia avvio all'azione per rimpossessarsi del simbolo, che è al 100% di sua proprietà perché Conte se ne è impossessato con la forza, con un scrittura privata.Da questo voto – dice convinto Toninelli – nascerà sicuramente qualcosa". "In questo momento – aggiunge -, è necessario che la base a favore di Grillo si disgreghi dal partito di Conte: è uno staccarsi, uno sciogliersi, assolutamente necessario".

Sull'azione politica del presidente M5S Giuseppe Conte, Toninelli conclude: "Si stanno suicidando e i voti che prende il M5S sono una conferma; questo partito, che non è più il M5S, non lo voto".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Shock anafilattico, penna adrenalina può salvare la vita: “Va usata subito”

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(Adnkronos) – Penna adrenalina salvavita in caso di allergia e shock anafilattico, che andrebbe portata sempre dietro.E' quando spiega all'Adnkronos Salute Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic), intervendo sul caso della bambina di 9 anni, allergica, morta a Roma dopo aver mangiato un piatto di gnocchi in un ristorante.  "Le reazioni allergiche più gravi agli alimenti – avverte – avvengono dopo 30 minuti, ma possono sopraggiungere anche dopo 2-3 ore dal pasto se sono associate all'attività fisica.

Quando un soggetto sospetta di aver mangiato qualcosa con un ingrediente per cui è allergico e che può scatenare una reazione non deve fare attività fisica entro le 2 ore e mezza dal pasto, non deve prendere farmaci antinfiammatori e deve rivolgersi subito ad un medico o ad un centro specializzato.In più c'è l'autoiniettore di adrenalina che viene dispensato dal Servizio sanitario nazionale a tutti coloro che hanno una storia di anafilassi, ad esempio da punture o da farmaci.

E' un farmaco salvavita, anche per i bambini, ma è molto tempo-dipendente e non sostituisce il ricorso al pronto soccorso.Spesso è conosciuto da chi ha avuto uno shock anafilattico meno da chi non ha mai avuto nulla, ma è allergico agli alimenti.

Va usato subito, però, ai primi sintomi come la difficoltà respiratoria, la respirazione affannosa e il calo pressorio". "C'è una legge europea che tutela i soggetti allergici e prevede che nei ristoranti ci siano menù con il tracciamento degli ingredienti – ricorda Patella – Alcune Regioni poi, come la Campania, sono anche più restrittive sull'obbligo di non usare certi prodotti.Come Siaaic abbiamo lanciato il bollino arancione con i cuochi che hanno seguito dei corsi in cui abbiamo spiegato le direttive sul tema degli allergeni e le metodiche per la tutela dei consumatori.

Chi li ha seguiti può esporre il bollino arancione".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natalità, Pellicer: “Dobbiamo promuovere la fertilità, la PMA può fare la sua parte”

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(Adnkronos) – “Il tema di fondo è che c’è una mancanza di figli e che l’Italia è campione d’Europa nel non avere figli.Dobbiamo fare una promozione della fertilità.

La PMA non risolve il problema ma, come diciamo in Spagna ‘tutta la pietra fa parete’, ovvero la PMA può dare il suo contributo”.Il professor Antonio Pellicer, presidente e fondatore dell’Instituto Valenciano de Infertilidad (IVI), in un’intervista all’Adnkronos, parla dei passi in avanti fatti e dei prossimi obiettivi della ricerca nel campo della riproduzione. Lo fa partendo dai dati, che aiutano a individuare il perimetro nel quale muoversi. “L’infertilità è un problema che riguarda il 15% delle coppie in età fertile.

Per quanto riguarda l’applicazione delle tecniche di PMA, la Spagna, insieme alla Danimarca, è il Paese che la utilizza di più.Un paragone facile: in Spagna la percentuale dei bimbi che nascono con la PMA è il 10% del totale, in Danimarca l’11%, in Italia il 4 o il 5%”. Il passo successivo è chiedersi quali siano i motivi di “un livello di penetrazione molto diverso”.

Il tema, premette Pellicer, “non è economico, perché in Italia si può fare la PMA con il contributo pubblico attraverso le strutture convenzionate.Penso invece – prosegue – che ci sia un tema culturale che ha bisogno di tempo per essere risolto e si lega al tema della comunicazione, delle informazioni disponibili”.

Anche sul piano normativo, ci sono differenze. “In Italia non si possono trattare le donne single e non è possibile la donazione degli embrioni: se una coppia ha avuto figli, non ne vuole avere altri e ha embrioni congelati non li può donare ad altre coppie perché non è autorizzata”.Pellicer parla di “una differenza sostanziale” perché “comporta due problemi addizionali: se gli embrioni congelati non si utilizzano si accumulano e questo, evidentemente, non è giusto; l’impianto di embrioni donati è molto meno costoso e contribuisce a risolvere il problema economico.

Dobbiamo vederla come un’adozione potenziale“. Il fondatore di IVI vuole anche evidenziare che si sta parlando di un problema di salute. “Essere infertili dal 2008 è considerata una malattia per l’Oms. È un problema di salute come gli altri e si deve prendere con serietà.Dobbiamo dire che i medici servono per aiutare le persone.

E con la PMA abbiamo fatto dei grandi passi in avanti”. Pellicer ricorda il film Joy, disponibile da pochi giorni su Netflix.Racconta la storia di Louise Joy Brown, la prima bambina nata da fecondazione in provetta il 25 Luglio del 1978 a Oldham, in Inghilterra.

Questo anche per rassicurare tutti sulla totale equivalenza scientifica tra un figlio nato con PMA e uno con concepimento naturale. “I bimbi con la PMA si fanno dal 1978.Ci sono più di 45 anni di storia con milioni di bambini nati perfettamente sani nel mondo.

Non esiste alcun rischio legato alla PMA diverso da quelli con il concepimento naturale.C’è solo una raccomandazione da farci, non rendere troppo grande la sfida alla natura: può avvenire quando in presenza di sperma ‘cattivo’ vengono applicate tecniche di PMA perché c’è il rischio di trasmettere malformazioni e patologie maschili”. Guardando invece alla ricerca, il professor Pellicer indica “due grandi sfide: la prima riguarda le percentuali di successo di ogni impianto.

Un embrione sano oggi dà una possibilità di gravidanza che non supera il 65%, c’è ancora un 35% su cui si può lavorare.Non abbiamo ancora capito se l’embrione deve avere altre caratteristiche, oltre a quelle morfologiche e cromosomiche.

Dobbiamo fare ricerca sul metodo di selezione embrionaria e scegliere gli embrioni che abbiano il potenziale massimo di portarci a una gravidanza”.L’altro fronte aperto, prosegue, “è il ringiovanimento degli ovuli.

Iniziano a rovinarsi a 38 anni e a 45 anni nessun ovulo o quasi è sano.Dopo tanta ricerca, abbiamo capito che dobbiamo lavorare sull’ovulo.

Mi auguro che un giorno saremo in grado di ringiovanire gli ovuli delle donne over 39”. Ultimo tassello dell’analisi di Pellicer, l’immancabile ‘orologio biologico‘. “Oggi considerando che la massima fertilità è a 24 anni, dobbiamo lavorare sul congelamento degli ovuli per il futuro.Non abbiamo un altro metodo e sarebbe bene che le ragazze diventassero più consapevoli della possibilità che hanno a quell’età di garantirsi un futuro sereno”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atreju ‘conquista’ Rete, oltre 139mila scambi su festa al Circo Massimo

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(Adnkronos) – Nelle ultime 24 ore la parola chiave Atreju, che raccoglie le conversazioni digitali sviluppatesi sull'appuntamento organizzato da Fratelli d'Italia al Circo Massimo a Roma, ha incassato in Rete oltre 139 mila interazioni.Questo volume, rivela l'analisi condotta da Arcadia, ha cristallizzato anche il modo in cui gli utenti si sono relazionati alla parola chiave della ricerca: il 72% ha manifestato un atteggiamento positivo, mentre il 28% si è espresso in modo negativo. In questo primo scorcio di analisi risultano interessanti anche i termini più utilizzati in riferimento ad Atreju: oltre a Meloni, ci sono scambi legati ai due principali leader delle opposizioni, Elly Schlein e Giuseppe Conte. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie A, ecco gli allenatori che rischiano di non mangiare il panettone

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(Adnkronos) – Sono finora quattro le panchine saltate in Serie A.Il primo allenatore, in ordine di tempo, a ricevere il benservito dalla propria società è stato il 18 settembre Daniele De Rossi, esonerato dalla Roma dopo la quarta giornata.

Al suo posto arriva Ivan Juric ma anche lui durerà poco e i Friedkin lo solleveranno dall'incarico dopo la 12/a giornata il 10 novembre.Il giorno prima il Lecce aveva interrotto il rapporto con Ivan Gotti, sostituito da Marco Giampaolo.

Ultimo in ordine di tempo il tecnico del Genoa Alberto Gilardino, esonerato il 19 novembre, sempre dopo 12 giornate di campionato, con Patrick Vieira al suo posto.Ma quali sono gli altri allenatori che rischiano di non mangiare il panettone?
 Il quinto allenatore in Serie A potrebbe saltare nelle prossime ore, con Paolo Zanetti a forte rischio, dopo la sconfitta del suo Verona per 1-4 in casa con l'Empoli, che fa scendere gli scaligeri in 17/a posizione insieme al Como.

Il ds giallobù Sean Sogliano si è preso 24-48 ore di tempo per decidere le sorti dell'ex tecnico dell'Empoli.Oltre a Zanetti molto a rischio è l'allenatore del Venezia ultimo in classifica Eusebio Di Francesco.

Oltre all'ultima piazza in classifica con solo 9 punti, preoccupa il trend dei lagunari, con 4 sconfitte e un pari (in casa con il Como) nelle ultime 5 giornate.  Posizione non comoda nemmeno quella di Alessandro Nesta al Monza, che stasera contro l'Udinese si gioca moltissimo.Anche il trend dei brianzoli è da retrocessione, con tre ko e due pareggi nelle ultime 5 partite.

Posizioni non particolarmente salde nemmeno quelle di Cecs Fabregas al Como che non vince da 9 giornate (5 sconfitte e 4 pareggi) e di Paolo Vanoli al Torino, in discesa libera nelle ultime 6 partite (4 ko e due pari) dopo un inizio promettente.La classifica non è ancora pericolosa, con i granata undicesimi insieme alla Roma con 16 punti ma gli ultimi due mesi preoccupano.  Tra gli allenatori delle grandi squadre non ci sono al momento posizioni particolarmente a rischio ma c'è da valutare Paulo Fonseca, al momento solo settimo con il Milan con appena 22 punti dopo 14 partite, gli stessi del Bologna.

I rossoneri sono in corsa per un posto agli ottavi di finale di Champions League dove dopo due sconfitte nelle prime due partite hanno inanellato tre vittorie di fila tra cui quella prestigiosissima al Bernabeu contro il Real Madrid.La fiducia nel portoghese c'è ancora ma perdere altro terreno dalla zona Champions League potrebbe cominciare a far scricchiolare la sua panchina.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner e il caso doping, Rublev: “Ha avuto stress e ansia. Regole incomprensibili”

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(Adnkronos) –
Cresce l'attesa per la sentenza definitiva nel caso doping che riguarda Jannik Sinner.Il numero uno del mondo, dopo una prima assoluzione, riceverà, non prima di febbraio 2025, il giudizio del Tas, a cui ha fatto ricorso la Wada.

La situazione dell'altoatesino, protagonista di una stagione da favola macchiata però proprio dalla positività riscontrata al Closterbol, sta scuotendo il mondo del tennis e non solo. Sul caso doping che sta riguardando Sinner si è espresso anche Andrey Rublev, intervistato da Afp: "Non puoi augurare a nessun giocatore di vivere una situazione del genere", ha detto il tennista russo, "non riesco a immaginare lo stress o l’ansia che ha provato durante tutto questo tempo.Se l’è cavata molto bene, ha continuato a giocare al suo miglior livello ed è riuscito a dominare il circuito nonostante tutto vincendo titoli. È davvero impressionante". Rublev ha anche commentato le regole antidoping attualmente in vigore nel circuito: "Penso che il sistema antidoping dovrebbe essere un po' più comprensibile.

Nel tennis le regole sono rigidissime, più che in altri sport.Sento che ogni piccolo errore, anche se non intenzionale, può minacciare la carriera di chiunque". Poi sulla nuova stagione, in cui proprio Sinner e Alcaraz saranno i protagonisti più attesi: "Onestamente non mi preoccupo dei risultati di Jannik e Carlos.

Conducono la propria vita, sono grandi giocatori e hanno dominato totalmente il 2024.Quindi spetta a loro preoccuparsi di come inizieranno il prossimo anno.

Se dovessi preoccuparmi contemporaneamente per me e per loro, mi esploderebbe la testa". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Leucemia mieloide cronica, dati confermano efficacia asciminib

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(Adnkronos) – Novartis ha annunciato i risultati positivi a lungo termine dallo studio di fase 3 Asc4First con asciminib, che mostrano tassi di risposta molecolare maggiore (Mmr) superiori a 96 settimane.Lo studio ha confrontato il tasso di Mmr di asciminib con i TKI standard di cura (SoC) selezionati dagli investigatori (imatinib, nilotinib, dasatinib e bosutinib) e con il solo imatinib in pazienti adulti con leucemia mieloide cronica in fase cronica con cromosoma Philadelphia positivo (Lmc-CP Ph+) alla valutazione delle 96 settimane, gli endpoint secondari chiave dello studio.

I risultati a lungo termine hanno mostrato una differenza crescente nel tasso di Mmr di asciminib rispetto alla SoC, rispetto a imatinib e rispetto ai TKI di seconda generazione (nilotinib, dasatinib e bosutinib).I risultati sono stati presentati al 66° Congresso annuale della Società americana di ematologia (Ash). "E' essenziale avere nuovi farmaci per affrontare le sfide che ancora restano da vincere per i pazienti con leucemia mieloide cronica di nuova diagnosi, come ad esempio la continuità del trattamento ed il mantenimento di una risposta e di una qualità della vita ottimali – ha affermato Fausto Castagnetti professore associato Università di Bologna, Istituto di Ematologia 'Seràgnoli' Irccs Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna – I farmaci attualmente in uso nella Lmc devono purtroppo essere spesso interrotti per effetto terapeutico insoddisfacente o per tossicità.

I risultati a 96 settimane dello studio Asc4First si confermano molto positivi, mostrando un'efficacia superiore di asciminib rispetto alla terapia standard con un profilo di tollerabilità migliore.Questo farmaco aumenterà il numero di pazienti che possono raggiungere in tempi rapidi gli obiettivi del trattamento".  Il follow-up mediano è stato di 2,2 anni per asciminib e per i TKI SoC selezionati dagli investigatori, riporta una nota.

Oltre il 22% in più di pazienti trattati con asciminib (80 mg QD) ha raggiunto la Mmr a 96 settimane rispetto a tutti i TKI SoC selezionati dagli investigatori, e quasi il 30% in più di pazienti ha raggiunto la Mmr a 96 settimane rispetto al solo imatinib.Il tasso di Mmr di asciminib è stato superiore del 15,1% rispetto ai 2G-TKIs (72% vs. 56,9%)1.

I pazienti trattati con asciminib hanno anche raggiunto tassi più profondi di risposte molecolari (MR4 e MR4.5) rispetto ai TKI SoC selezionati dagli investigatori. "In Italia ci sono circa 9.000 pazienti con leucemia mieloide cronica, di cui il 75% è in trattamento di prima linea – ha sottolineato Massimiliano Bonifacio, professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria per la Medicina di Innovazione (Dimi) Università di Verona – Per questi pazienti, auspichiamo una nuova e migliore opportunità terapeutica grazie ad asciminib.L'efficacia prolungata, le risposte rapide e profonde, insieme a un profilo di sicurezza e tollerabilità favorevole rispetto ai TKI standard di cura, rafforzano il potenziale di asciminib come opzione terapeutica innovativa nei pazienti con Lmc-CP Ph+ di nuova diagnosi". Il profilo di sicurezza di asciminib a 96 settimane – dettaglia la nota – è stato coerente con il follow-up di 4 anni dello studio di fase 3 ASCEMBL, senza nuovi eventi avversi osservati fino ad oggi.

Nei pazienti trattati con asciminib, è stata osservata una minore percentuale di eventi avversi di grado ≥3 e di aggiustamenti della dose per gestire gli eventi avversi; inoltre l'interruzione dovuta agli eventi avversi è stata più del 50% inferiore per asciminib rispetto sia ad imatinib che ai 2G-TKIs1. "Il nostro impegno da oltre vent'anni nella ricerca, nell'innovazione e nella partnership con la comunità scientifica e le associazioni di pazienti ha portato a risultati straordinari nella gestione e nel trattamento della leucemia mieloide cronica – ha dichiarato Paola Coco, Chief Scientific Officer & Medical Affairs Head di Novartis Italia – Grazie ai trattamenti innovativi, questa patologia è ora gestibile come una condizione cronica.Tuttavia, nonostante i numerosi traguardi raggiunti, ci sono ancora bisogni clinici insoddisfatti.

La ricerca non si ferma: oggi la scienza mette a disposizione nuovi trattamenti per migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti, offrendo nuove speranze e prospettive di vita fin dal momento della diagnosi".Dal 2023 asciminib è disponibile in Italia per i pazienti affetti da Lmc-CP Ph+ con resistenza o intolleranza ad almeno 2 precedenti inibitori tirosin-chinasici.

Recentemente asciminib ha ottenuto l'approvazione accelerata negli Stati Uniti per il trattamento degli adulti di nuova diagnosi con Lmc-CP Ph+, che insieme alla sua approvazione nei pazienti adulti precedentemente trattati con Lmc-CP Ph+ espande di 4 volte la popolazione di pazienti che potrebbe beneficiare con asciminib. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Re Carlo e la rivelazione su mamma Elisabetta II: “Indossava la corona mentre mi faceva il bagno”

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(Adnkronos) – Era una corona molto pesante, quella della futura regina Elisabetta II.Per questo motivo, per abituarcisi, alla vigilia della propria incoronazione la indossava anche nelle occasioni più insolite, per esempio quando faceva il bagnetto al piccolo Carlo. "Mia mamma veniva sempre a fare pratica durante il bagnetto indossando la corona", ha detto il sovrano in un discorso che sarà trasmesso in un nuovo documentario, confessando di sentirsi "leggermente ansioso" all'idea di indossare la pesante corona di Sant'Edoardo durante la propria incoronazione. "Ricordo tutto molto bene: allora, io e mia sorella facevamo il bagno la sera", racconta re Carlo, ricostruendo quelli che furono i preparativi per l'evento del 1953 nel documentario 'Coronation Girls', che parla della storia di 50 donne provenienti dal Canada e che assistettero all'incoronazione della regina Elisabetta II. "Bisogna abituarsi al peso della corona – afferma il monarca – Non l'ho mai dimenticato, lo ricordo ancora vividamente. È molto importante indossarla per un certo periodo di tempo per farci l'abitudine". 
La Corona di Sant'Edoardo ha un peso di 2,200 chilogrammi e sia la regina Vittoria che il figlio Edoardo VII scelsero di non essere incoronati con questo diadema, ma con la più leggera Corona Imperiale di Stato. "È molto pesante e alta – conferma re Carlo – Quindi si è sempre leggermente ansiosi, nel caso in cui oscilli.

Bisogna portarla, guardando dritto davanti".E infatti, onde evitare possibili incidenti, anche se furono incoronati con la Corona di Sant'Edoardo, sia re Carlo III che Elisabetta II, quando uscirono dall'Abbazia di Westminster indossavano la corona imperiale, che pesa poco più di un chilo. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)