Home Blog Pagina 778

Rogo Primavalle, sorella Mattei dovrà risarcire eredi del legale di Lollo: fissata udienza pignoramento

0

(Adnkronos) – Le eredi dell'avvocato Antonio Tommaso Mancini, che fu legale di Achille Lollo, vs Antonella Mattei, sorella di Stefano e Virgilio che, rispettivamente a 10 e 22 anni, morirono nel rogo di Primavalle il 16 aprile 1973.A oltre 50 anni dall'incendio appiccato alla loro abitazione da un gruppo di ragazzi del collettivo Potere Operaio, e a otto anni dalla sentenza della sezione tredicesima del Tribunale civile di Roma, la vicenda relativa ai risarcimenti prosegue.  La sentenza condannò Achille Lollo, Clavo Marino e Manlio Grillo (condannati ma fuggiti all'estero e la cui pena venne poi dichiarata estinta dalla Corte d'Assise d'Appello di Roma per intervenuta prescrizione) a risarcire ad Antonella Mattei, a sua volta sopravvissuta al rogo insieme ad altri famigliari, per oltre 923mila euro, ma dispose per la stessa Mattei il pagamento delle spese di lite e il risarcimento danni nei confronti, tra gli altri, delle eredi dell'avvocato Antonio Tommaso Mancini, che fu legale di Lollo, per aver fatto causa allo stesso legale.

Quest'ultimo, come ricordato anche nella sentenza dei giudici civili, fu tirato in ballo perché accusato di "aver esorbitato le sue funzioni di difensore" inducendo uno dei condannati a fare determinate dichiarazioni alla stampa.  Da quel momento le eredi dell'allora avvocato di Achille Lollo hanno tentato, tramite l'azione dell'avvocato Federico Ferro Luzzi, di recuperare dalla Mattei somme per oltre 50mila euro, e la loro battaglia legale prosegue. "Noi non faremo cadere in prescrizione la richiesta risarcitoria perché, al di là della tragedia, ci è risultata da subito incomprensibile la richiesta nei confronti dell'avvocato Mancini", sottolinea all'Adnkronos l'avvocato Ferro Luzzi riferendo che ed è stata fissata per l'1 ottobre 2025 una nuova udienza per il pignoramento.I giudici civili, nella sentenza del 2016, hanno bollato come "palesemente infondata" la richiesta di addebito mossa contro l'allora legale di Lollo perché non si capisce quale sia il "nesso causale tra la condotta" attribuita a Mancini nel 2005 e i "tragici fatti dell'aprile 1973".  "La causa è durata tantissimi anni ed è più volta ricominciata, ogni volta avevamo proposto di rinunciare alle spese legali a condizione che non venisse riassunta la causa contro il prof.

Mancini – racconta Ferro Luzzi – Ogni volta hanno invece continuato a riassumerla nei confronti dell'avvocato".Le eredi dell'ex legale di Lollo, intenzionate a difendere la reputazione del loro congiunto, vanno avanti.

Antonella Mattei, interpellata sulla vicenda, ha preferito non commentare. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stop multe ai no vax, Bassetti e Andreoni: “Condono sbagliato”

0

(Adnkronos) –
Scatta il 'condono' per le multe ai no vax.Chi non ha rispettato l'obbligo relativo alla vaccinazione durante la pandemia covid non dovrà pagare le sanzioni.

Contro la misura introdotta dal decreto Milleproroghe si schierano Matteo Bassetti e Massimo Andreoni. "L'Italia è il paese dei condoni, delle regole – giuste o sbagliate che siano – non seguite e degli evasori legalizzati dallo Stato.Un bel messaggio natalizio con emergenze che bussano alla porta, una epidemia in Congo, l'aviaria che bussa e l'influenza che sta per esplodere", dice Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, all'Adnkronos. "Il condono delle multe ai no-vax lascia l'amaro in bocca e premia chi si è comportato contro la legge.

Posso capirlo sotto l'aspetto sociale di sanatoria sulla pandemia Covid, ma da cittadino mi sento un po' il fesso e il punito della situazione.Il condono penalizza e umilia chi invece si è comportato correttamente rispetto all'obbligo vaccinale durante la pandemia Covid", dice Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. "Essere per principio contrari alla vaccinazione obbligatoria è sempre un po' pericoloso perché quello che può accadere in futuri eventi pandemici non è prevedibile – afferma Andreoni all'Adnkronos – perché a mali estremi servono soluzioni estreme, quindi eviterei di dire mai più vaccinazioni e isolamenti.

Saranno i fatti a dettare le misure in campo e non i pregiudizi perché gli eventi possono travolgere le convinzioni politiche". "Cancellare le multe ai no-vax e rimborsarle a chi le ha pagate?Un condono raccattavoti diseducativo e irrispettoso", dice il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, in un post su X.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Belve, nuova puntata stasera: tutti gli ospiti di Fagnani in studio

0

(Adnkronos) – Nuova puntata di Belve oggi, martedì 10 dicembre, alle 21.20 su Rai2.Oltre all'attesa intervista di Teo Mammucari, che ha abbandonato lo studio di Francesca Fagnani dopo pochi minuti e al termine di un intenso scambio, tra gli intervistati di stasera anche Valeria Bruni Tedeschi, Tina Cipollari ed Elena Sofia Ricci.  L'intervista di Fagnani a Mammucari andrà comunque in onda in versione integrale, senza tagli, comunica intanto la produzione attraverso una nota.

Ciò che si vedrà stasera, dunque, è esattamente quanto accaduto in studio durante la registrazione dell'intervista, dal momento in cui il conduttore si è seduto davanti a Francesca Fagnani fino al momento in cui – una decina di minuti dopo – Mammucari ha deciso di abbandonare lo studio interrompendo il colloquio. L'incontro tra i due, a quanto apprende l'Adnkronos, si sarebbe rivelato da subito un'escalation di tensione.Il conduttore si sarebbe indispettito, in un primo momento, perché Fagnani – come di consueto con i suoi ospiti – si è rivolta a lui dandogli del 'lei'.

Un gesto che Mammucari non avrebbe gradito e avrebbe ridicolizzato.La situazione non è migliorata con l'inizio delle domande.

Mammucari si sarebbe mostrato oppositivo verso ogni domanda, a partire dall'iconica 'lei che belva si sente?'. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esplosione Calenzano, trovati i corpi di 2 dispersi

0

(Adnkronos) – Sono stati trovati questa mattina, alla ripresa delle ricerche, i corpi di due dei tre dispersi sotto le macerie delle pensiline del deposito di carburanti Eni di Calenzano, Firenze, dove ieri mattina alle 10,20 si è verificata un'esplosione.Lo si apprende da fonti dei soccoritori.

Si attende la conferma ufficiale del ritrovamento da parte della Procura di Prato, che sta conducendo le indagini.  Il procuratore Luca Tescaroli ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo.Al vaglio anche le ipotesi dei reati di lesioni colpose aggravati dalla violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro ed anche il disastro colposo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Taiwan ‘mai così accerchiata’, decine di navi militari cinesi intorno all’isola

0

(Adnkronos) –
Decine di unità navali cinesi intorno a Taiwan, mai da anni una flotta di una simile portata intorno a Taipei.La denuncia è arrivata dalle autorità dell'isola, di fatto indipendente, ma che Pechino considera una "provincia ribelle" da "riunificare". "Circa 90" unità della Marina e della Guardia Costiera restano nelle acque della cosiddetta prima catena di isole, ha detto un ufficiale di Taiwan all'agenzia Afp in un momento di allerta per possibili giochi di guerra cinesi in risposta alla prima visita all'estero del presidente di Taiwan, William Lai (Lai Ching-te), che nei giorni scorsi ha anche fatto tappe alle Hawaii e a Guam suscitando le ire di Pechino. Il ministero della Difesa di Taipei ha inoltre denunciato di aver rilevato in 24 ore la presenza di 47 velivoli militari cinesi nei pressi dell'isola, il numero più alto dal record del 15 ottobre, quando ne vennero segnalati 153, una 'risposta' della Cina a un discorso di Lai, che la Repubblica Popolare considera un "pericoloso separatista". Ieri, contestualmente all'avvio di manovre da parte di Taiwan, il ministero degli Esteri di Pechino aveva ripetuto che la Cina avrebbe "difeso con fermezza" la sua sovranità. Secondo il ministero della Difesa di Taiwan, il numero di unità navali cinesi nelle acque intorno a Taiwan è superiore a quello della 'rappresaglia' di Pechino per la visita a Taipei, nel 2022, di Nancy Pelosi, all'epoca speaker della Camera Usa. Per Sun Li-fang, portavoce del ministero della Difesa, "si può affermare che l'entità di queste forze marittime è tale da superare le quattro esercitazioni fatte dal 2022".

Stando alle denunce di Taipei, questa volta "sono incluse" non solo forze del "Comando del Teatro orientale, ma anche dei Comandi dei Teatri settentrionale e meridionale".  Per ora non ci sono stati annunci da parte dell'Esercito popolare di liberazione o dei media ufficiali del gigante asiatico riguardo un ulteriore aumento dell'attività militare nel Mar cinese orientale, nello Stretto di Taiwan o nel Mar cinese meridionale. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Editoria, Icch presenta nuovo numero The Corporate Communication Magazine

0

(Adnkronos) – Il cambiamento è una costante della storia, un elemento ineludibile che ha plasmato il corso degli eventi umani attraverso i secoli.In diverse epoche ha innescato crisi profonde, creato discontinuità significative e generato breakthrough rivoluzionari che hanno aperto la strada a nuove opportunità e trasformazioni sociali.

E la velocità del cambiamento è il fattore determinante del presente intrecciandosi con la nostra capacità di comprendere quella trasformazione e gestirla a nostro favore.Tanti i temi approfonditi nel corso dell'evento di presentazione del nuovo numero di The Corporate Communication Magazine edito da Icch tenutosi oggi alla Fondazione Eni Enrico Mattei a Milano.  Dalla peste manzoniana del XVII secolo all'avvento di ChatGPT, le nostre società sono il frutto di cambiamenti a volte repentini e inaspettati che hanno riconfigurato il tessuto sociale, economico e culturale delle civiltà.

Questi eventi hanno non solo alterato il corso della storia, ma hanno anche ridefinito il modo in cui le società si organizzano, comunicano e si evolvono.Infatti, nella società occidentale contemporanea la comunicazione ha sostituito la forza come nucleo centrale della società.

Comunicazione che è presente in tutte le aree delle nostre vite: dalla politica alle relazioni internazionali, dall’economia alle nuove tecnologie.  In seguito al saluto di benvenuto a cura di Alessandro Lanza, Direttore della Fondazione Eni Enrico Mattei, hanno aperto i lavori: Filippo Barberis, Capo di Gabinetto del Sindaco di Milano, Pierangelo Fabiano, Segretario Generale di Icch.A guidarci in queste trasformazioni, poi, Stefano Lucchini, Presidente dell’Advisory Board di ICCH, con il suo keynote speech.

Protagonisti del dibattito sono inoltre stati: Luisa Damiano, Professore ordinario di logica e filosofia della scienza dell’Università IULM, Ferruccio De Bortoli, editorialista del Corriere della Sera, Mariagrazia Fanchi, Direttrice Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica, Padre Philip Larrey, Professor of the Practice Department of Philosophy Boston College, Mariarosaria Taddeo, Full Professor of Digital Ethics and Defence Technologies Oxford Internet Institute University of Oxford – Dstl Ethics Fellow Alan Turing Institute London, e Luciano Violante, Presidente della Fondazione Leonardo.  “Siamo giunti al terzo anno di attività del nostro hub – ha dichiarato Pierangelo Fabiano, Segretario Generale Icch – nato con l’obiettivo di creare un ponte tra il mondo accademico, gli studenti e i professionisti della comunicazione, approfondendo temi di grande rilevanza sociale.Grazie all’importante supporto dell’Università Iulm, abbiamo realizzato numerose ricerche e pubblicato 13 Magazine, a cadenza trimestrale.

Questa volta abbiamo voluto affrontare un tema di fondamentale importanza e attualità: la velocità del cambiamento.La storia moderna ci insegna che il primo grande cambiamento è stato segnato dall’invenzione della stampa, seguito dall’avvento del web e, oggi, dell’intelligenza artificiale.

Con questo spirito di innovazione e riflessione, desidero ringraziare tutti per il lavoro svolto e guardare con entusiasmo alle sfide del prossimo anno, con l’ambizione di continuare a promuovere progetti sempre più significativi e approfonditi". Luciano Violante, Presidente della Fondazione Leonardo, ha dichiarato: “Stiamo attraversando non un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca.Fattore determinante di questo cambiamento è la velocità delle relazioni umane prodotto dalla intensificazione dell’uso dell’intelligenza artificiale.

In questa fase quelli che chiamiamo crisi, ad esempio della liberaldemocrazia, sono invece trasformazioni, adattamenti delle vecchie categorie alle nuove velocità”. Protagonisti del dibattito sono inoltre stati: Luisa Damiano, Professore ordinario di logica e filosofia della scienza dell’Università IULM, Ferruccio De Bortoli, editorialista del Corriere della Sera, Mariagrazia Fanchi, Direttrice Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica, Padre Philip Larrey, Professor of the Practice Department of Philosophy Boston College, Alessandro Sallusti, Direttore Il Giornale, Mariarosaria Taddeo, Full Professor of Digital Ethics and Defence Technologies Oxford Internet Institute University of Oxford – Dstl Ethics Fellow Alan Turing Institute London, e Luciano Violante, Presidente della Fondazione Leonardo. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ancora 48 ore di tempesta sull’Italia, le previsioni meteo

0

(Adnkronos) – Maltempo sull'Italia con freddo, raffiche di vento e pioggia almeno per altre 48 ore.La 'tempesta dell’Immacolata', infatti, si ferma per altri due giorni sulla Penisola, andando a colpire specialmente Emilia Romagna e Basso Tirreno.

E nel weekend in arrivo un altro ciclone guasterà nuovamente il tempo.E' questo il quadro meteo delineato dagli esperti nelle previsioni per la giornata di oggi, martedì 10 dicembre, e per i giorni a venire. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma la stazionarietà del vortice, sceso negli scorsi giorni direttamente dalle zone polari: il vortice ha portato abbondanti nevicate su Alpi e Appennino settentrionale, anticipando la stagione sciistica e rendendo bianco e romantico il paesaggio di questi settori. Adesso il problema è la pioggia che cade ancora insistente e fonde in parte la neve caduta a bassa quota: i fiumi tendono ad ingrossarsi e persiste l’allerta al Nord, mentre anche al Sud vige un livello di attenzione alto a causa di rovesci e temporali, specie sul Basso Tirreno. In sintesi, la trottola ciclonica della Tempesta dell’Immacolata provoca ancora effetti importanti a distanza di 48 ore, sia a Nord che a Sud; anche il vento resta sostenuto sul Nord-Est e sulle Isole Maggiori, ma tra poco tutto cambierà. Da mercoledì 11 dicembre fino a venerdì 13 il tempo tornerà in prevalenza asciutto anche se le temperature resteranno sotto la media del periodo e ci saranno anche locali gelate notturne; ma attenzione, dal weekend un altro insidioso ciclone guasterà nuovamente il tempo. Da sabato sono previste piogge intense specie sul versante tirrenico, con qualche fenomeno anche al Nord; domenica i rovesci più intensi colpiranno ancora il Centro-Sud per un inizio di dicembre decisamente perturbato e piuttosto freddo. Non va dimenticato, però, che il 2024 finirà tra 3 settimane con la medaglia dell’anno più caldo della storia secondo Copernicus, programma di osservazione della Terra dell'Unione Europea dedicato a monitorare il nostro pianeta e il suo ambiente a beneficio di tutti i cittadini.

Secondo gli ultimi dati meteo, il 2024 supererà il 2023: l’anno scorso era stato il più caldo della storia, quest’anno sarà ancora più caldo e ciò confermerà due punti: primo, il Riscaldamento Globale continua la sua folle corsa a velocità estreme e, secondo, non è sufficiente una nevicata anticipata in Pianura Padana per cambiare le sorti termiche del Pianeta. Dobbiamo tra l’altro ricordare che, come dicono spesso i climatologi, ‘l’anno più caldo sarà il prossimo’; inoltre, dai dati di Copernicus emerge che 16 degli ultimi 17 mesi hanno fatto registrare temperature globali superiori di 1,5°C ai valori pre-industriali 1850-1900: 1,5°C è la famosa soglia degli Accordi di Parigi del 2015 da non superare per non entrare in un tunnel di crisi climatica ancora più buia e senza fine.  Ebbene in 16 mesi su 17 abbiamo superato la soglia di 1,5°C: urge pensare a dei rimedi globali, anche quando nevica e fa freddo nel nostro giardino ad inizio dicembre. Martedì 10.Al Nord: ancora instabile in Emilia Romagna e basso Piemonte.

Al Centro: piogge sparse su Umbria, Toscana, Sardegna e Lazio.Al Sud: piogge su Campania, Basilicata e cosentino.  Mercoledì 11.

Al Nord: nubi sparse in pianura, soleggiato sulle Alpi.Al Centro: in prevalenza asciutto.

Al Sud: piogge sulla Campania.  Giovedì 12.Al Nord: cielo sereno o poco nuvoloso, locali nebbie.

Al Centro: nubi sparse.Al Sud: poco nuvoloso.

Tendenza: peggiora nel weekend, specie al Centro-Sud. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sudcorea, arresto “immediato” del presidente Yoon: sì alla risoluzione

0

(Adnkronos) – L'Assemblea nazionale di Seul, il Parlamento sudcoreano, ha approvato una risoluzione che chiede l'arresto immediato del presidente Yoon Suk Yeol e di altre sette persone in relazione alla dichiarazione della scorsa settimana con cui il presidente ha tentato di imporre la legge marziale, poi presto revocata.Lo riferisce l'agenzia Xinhua, precisando che la risoluzione non ha effetti legali.  Il presidente sudcoreano è indagato per insurrezione e abuso di potere, aveva spiegato ieri Park Se-hyun, capo dell'Ufficio del Procuratore speciale che guida le indagini sui fatti della scorsa settimana. “Abbiamo ricevuto numerose denunce contro il presidente Yoon Suk Yeol e stiamo conducendo le indagini di conseguenza.

Dal punto di vista procedurale, è corretto che un sospetto venga indagato una volta presentata una denuncia o un'accusa”, ha detto Park. Nei giorni scorsi, la polizia sudcoreana ha arrestato l'ex ministro della Difesa Kim Yong Hyun, indagato per presunto tradimento e il suo presunto ruolo nella dichiarazione della legge marziale.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, Trump ha già rimpiazzato Biden? Il tycoon detta la linea

0

(Adnkronos) – Almeno sulla Siria, il presidente Usa uscente Joe Biden sembra ormai aver ceduto il posto prima del tempo al successore Donald Trump.Ritardando di quasi un giorno dai fatti l'intervento sulla fine del regime di Assad, il dem ha di fatto lasciato che il tycoon dettasse la linea americana sulla crisi a Damasco.

Ma non solo.Il presidente eletto continua ormai da giorni, attraverso una valanga di messaggi sui social, sia a dispensare possibili soluzioni alla guerra tra Ucraina e Russia che, più in generale, a lasciar intendere quella che poi sarà la politica estera americana della nuova era. Di fronte all'inarrestabile avanzata verso la capitale siriana, spiega infatti il New York Times, l'amministrazione Biden ha trasmesso messaggi ai gruppi ribelli che hanno guidato l'offensiva.

E lo ha fatto, spiega il quotidiano citando funzionari statunitensi e turchi, usando canali diplomatici, militari e d'intelligence turchi per inviare messaggi tesi inizialmente a dire "cosa non fare", in primis non coinvolgere lo Stato Islamico nell'offensiva, nel quadro dell'obiettivo di arrivare ad una transizione pacifica in questo "momento di opportunità storica".Ma, dopo il ritardo nell'intervenire sugli ultimi sviluppi di politica estera, a poco più di un mese dall'inaugurazione del 20 gennaio gli occhi di tutti sembrano ora già puntati su Trump. Che con la visita di sabato a Parigi ha di fatto preso il controllo del proscenio globale con gli incontri con leader internazionali. Insomma, ancora una volta il tycoon si conferma una forza che sovverte le consuetudini politiche americane, infrangendo la tradizione che vuole che ci sia, tra elezioni e insediamento, un solo presidente.

Ora questo presidente sembra sia lui, osserva il Wall Street Journal, notando come questo sia avvenuto anche perché Biden ha ceduto i riflettori, aspettando praticamente 24 ore prima di intervenire sulla Siria.  Il silenzio del presidente in carica è risaltato ancora di più nel contrasto con il lungo e articolato post con cui Trump, poco prima di sedersi sabato scorso all'Eliseo con Volodymyr Zelensky e Emmanuel Macron, legava apertamente l'imminente caduta di Assad alla guerra in Ucraina, dicendo che la prima sarebbe stata la "cosa migliore" per la Russia "troppo occupata in Ucraina dove ha perso 600mila militari".  Ma soprattutto diceva che gli "Stati Uniti non devono farsi coinvolgere" nel "caos in Siria", perché "non è la nostra battaglia".E poi domenica, dopo la fuga di Assad, un altro post per dire che la Russia "non ha più interesse a proteggerlo" ed ancora, chiaramente, il link con il conflitto ucraino: "Hanno perso interesse in Siria per l'Ucraina, una guerra che non sarebbe dovuta iniziare e che potrebbe andare avanti per sempre".  Nonostante quindi i suoi proclami apparentemente isolazionistici, Trump ha nella caduta di Assad, e la presa di potere da parte di fazioni sunnite, una grande opportunità: "L'America ha sempre voluto un Stato guidato dai sunniti a Damasco per danneggiare l'Iran.

E la Russia.E ora lo ha avuto, quindi perché mordere la mano che volevi?", afferma Joshua Landis, capo del Center for Middle East Studies dell'università dell'Oklahoma, spiegando a Politico come si sia di fronte ad una cambiamento drastico di tutti gli equilibri in Medio Oriente.  A chi gli ricorda che fu proprio l'amministrazione Trump a mettere Hayat Tahrir al-Sham (Hts), nella lista delle organizzazioni terroristiche nel 2018, con una taglia da 10 milioni di dollari sulla testa del suo leader Abu Mohammed al-Jawlani, Landis risponde che gli Usa dovranno fare una nuova considerazione. "Jolani ha detto chiaramente che non c'è posto per l'estremismo in Siria, che vuole essere amico di tutti, che gli unici nemici sono Iran, Hezbollah e Assad", aggiunge.  Insomma, sta dicendo tutte le cose giuste e Washington deve decidere se credergli o no, ma "se non dichiara guerra all'America e dice che sta cercando di costruire un governo e dare da mangiare alla popolazione in modo da far tornare i rifugiati, gli Usa saranno in una posizione negativa se non faranno i conti con questo", argomenta Landis confermando che il leader delle forze anti-Assad "sta già cercando un dialogo con il governo americano".  E, conclude l'analista, "ci sono molte persone a Washington che stanno lavorando per toglierlo dalla lista dei terroristi.

Il Washington Institute for Near East Policy ha diverse persone che stanno sostenendo a gran voce che gli Usa dovrebbero riconsiderare Jawlani, un moderato che ha fatto molte cose buone".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Brian Thompson, Luigi Mangione incriminato per omicidio

0

(Adnkronos) – E' stato incriminato con l'accusa di omicidio di secondo grado il 26enne Luigi Mangione, arrestato ieri in Pennsylvania perché sospettato di essere il killer che la settimana scorsa ha ucciso a New York il ceo del ramo esecutivo di UnitedHealthcare Brian Thompson.Secondo quanto si legge nei documenti del tribunale penale di New York, a Mangione vengono imputati cinque capi d'accusa, tra cui possesso di armi da fuoco e falsificazione di documenti.

Il giovane, secondo quanto trapela, è rimasto in silenzio e dal momento dell'arresto non ha detto nulla. Mangione è stato arrestato ieri – dopo una caccia all'uomo iniziata mercoledì scorso, dopo l'omicidio del 50enne di fronte a un albergo di Manhattan dove doveva partecipare ad una riunione del gruppo – dopo che un dipendente di un McDonald's di Altoona, in Pennsylvania, lo ha riconosciuto e ha chiamato il 911.Secondo la polizia, il giovane "ha iniziato a tremare" quando la polizia gli ha chiesto se fosse stato a New York di recente. Mangione avrebbe raggiunto la Pennsylvania da diversi giorni: gli investigatori stanno ricostruendo i suoi ultimi spostamenti, in particolare tra le città di Pittsburgh e Philadelphia, e stanno raccogliendo ulteriori elementi per il quadro complessivo dell'inchiesta.

Indicazioni determinanti arriveranno dall'esame balistico della pistola che il giovane aveva con sé.Si tratta di una 'ghost gun', che Mangione potrebbe aver prodotto con una stampante 3D.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atalanta-Real Madrid: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

0

(Adnkronos) – Big match per l'Atalanta in Champions League.La Dea ospita al Gewiss Stadium, nella sesta giornata, il Real Madrid di Carlo Ancelotti.

I bergamaschi, forti del primo posto conquistato in Serie A, sono reduci dalla vittoria tennistica contro lo Young Boys (6-1) e occupano la quinta posizione nella classifica generale con 11 punti conquistati.  Più indietro invece il Real Madrid, che sta vivendo un momento difficile e che, nell'ultimo turno, è stato sconfitto 2-0 dal Liverpool.I Blancos si trovano al 24esimo posto, al limite della zona playoff, con soli sei punti conquistati.  La sfida tra Atalanta e Real Madrid è in programma oggi, martedì 10 dicembre, alle ore 21.

Ecco le probabili formazioni: 
Atalanta (3-4-3): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kolasinac; Bellanova, De Roon, Ederson, Ruggeri; Pasalic, Retegui, Lookman.All.

Gasperini 
Real Madrid (4-3-3): Courtois; Mendy, Rudiger, Asencio, Valverde; Ceballos, Camavinga, Modric; Mbappé, Brahim Diaz, Guler.All.

Ancelotti  Atalanta-Real Madrid sarà trasmessa in diretta esclusiva sui canali Sky Sport.Il match sarà visibile anche in streaming su NOW e sull'app SkyGo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, finite le ricerche a Sednaya: nel carcere ‘mattatoio’ di Assad non c’è più nessuno

0

(Adnkronos) – Finite le ricerche nel famigerato carcere 'mattatoio' di Sednaya, a nord di Damasco.Lo hanno reso noto i caschi bianchi, precisando che non sono stati trovati altri detenuti nel complesso, divenuto simbolo della brutalità del regime di Bashar al Assad.  “La ricerca non ha portato alla luce alcuna area non aperta o nascosta all'interno della struttura”, ha reso noto l'organizzazione di difesa civile siriana in un comunicato, precisando di aver completato una ricerca sistematica del vasto complesso, cercando celle segrete, scantinati nascosti e controllando i cortili e le aree circostanti della prigione, dopo che gli insorti entrati domenica all'alba a Damasco hanno aperto i cancelli del carcere. Cinque squadre, tra cui due unità cinofile della polizia K9, sono state coinvolte nella ricerca di ingressi, uscite, pozzi di ventilazione, sistemi fognari, tubature dell'acqua, telecamere di sorveglianza.

Nonostante gli sforzi, non sono state individuate aree nascoste o sigillate. “Condividiamo la profonda delusione delle famiglie delle migliaia di persone ancora disperse e il cui destino rimane sconosciuto”, hanno dichiarato i Caschi Bianchi. 
Circa 150.000 persone in totale sono state imprigionate nella struttura, che è nota tra i siriani come il “mattatoio” per le brutalità e le torture commesse anche contro migliaia di civili arrestati solo perché oppositori del regime.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bayer Leverkusen-Inter: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

0

(Adnkronos) – Trasferta europea per l'Inter.I nerazzurri tornano in campo per la sesta giornata di Champions League e volano a Leverkusen, per sfidare il Bayer di Xabi Alonso.

Gli uomini di Inzaghi, dopo aver battuto il Lipsia nell'ultimo turno, hanno la possibilità di garantirsi, con una vittoria, un posto tra le prime otto e prenotare così gli ottavi di finale.  L'Inter infatti è attualmente al secondo posto della classifica generale con 13 punti, a -2 dal Liverpool capolista, mentre il Bayer Leverkusen è fermo a quota 10.  Il match tra Bayer Leverkusen e Inter è in programma oggi, martedì 10 dicembre, alle ore 21.Ecco le probabili formazioni: 
Bayer Leverkusen (4-5-1): Hradecky; Mukiele, Tah, Tapsoba, Hincapiè; Frimpong, Xhaka, Andrich, Palacios, Grimaldo; Wirtz.

All.Xabi Alonso 
Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Lautaro Martinez.

All.Inzaghi  Bayer Leverkusen-Inter sarà trasmessa in diretta esclusiva sui canali Sky Sport.

Il match sarà visibile anche in streaming su NOW e sull'app SkyGo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siracusa, 40enne ucciso a coltellate davanti casa

0

(Adnkronos) – Omicidio nella tarda serata di ieri a Siracusa dove un uomo di 40 anni è stato ucciso a coltellate.Il delitto è avvenuto in via Italia, nella zona nord della città, davanti all'abitazione della vittima.

Per tutta la notte sono stati ascoltati i parenti dell'uomo.La Polizia è anche alla ricerca di sistemi di videosorveglianza nella zona.

Indagini sono in corso. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattia misteriosa in Congo, non si esclude mix di più patologie

0

(Adnkronos) – Che malattia è e cosa sappiamo dell'infezione misteriosa che sta circolando in Congo e sta provocando vittime?A fare il punto è l'Istituto superiore di sanità, in un approfondimento pubblicato online. "Dato il quadro clinico dei casi e i sintomi riportati – scrive l'Iss – tra le ipotesi considerate al momento come causa figurano polmonite acuta, influenza, Covid-19, morbillo e malaria, con la malnutrizione come fattore concomitante.

Sono in corso test di laboratorio per identificare la causa, ma al momento non è escluso che più di una patologia stia contribuendo ai casi e ai decessi".  L'Istituto superiore di sanità sottolinea che, "secondo l'ultimo bollettino dell'Oms, il rischio di diffusione è alto per le comunità colpite.A livello nazionale il rischio è invece considerato moderato per la natura del focolaio che attualmente è localizzato alla zona colpita; c'è tuttavia il potenziale per una diffusione alle zone limitrofe.

A livello regionale (regione africana Oms), europeo e globale", invece, "il rischio al momento è basso". "Tra il 24 ottobre e il 5 dicembre, nella zona di Panzi nella provincia di Kwango in Repubblica Democratica del Congo – riporta l'Iss – sono stati registrati 406 casi di una malattia non diagnosticata con sintomi di febbre, mal di testa, tosse, rinorrea (naso che cola) e dolori muscolari.Dai dati riportati dall'Oms, tutti i casi gravi sono stati registrati in persone con grave malnutrizione e ad oggi sono stati segnalati 31 morti.

La maggior parte dei casi si è verificata in bambini, in particolare sotto i 5 anni di età.I sintomi principali associati ai decessi consistono in: febbre, difficoltà respiratorie, anemia e segni di malnutrizione acuta (la zona è colpita da una grave crisi alimentare).

L'area è rurale e situata in una zona remota e difficilmente raggiungibile, a circa 48 ore di distanza dalla capitale Kinshasa.L'accesso all'area interessata è reso ulteriormente difficoltoso dalla stagione delle piogge attualmente in corso.

Questo, insieme alla limitata capacità diagnostica nel Paese, alla scarsa copertura vaccinale e al limitato accesso a farmaci e dispositivi di protezione, sta ritardando l'identificazione della causa e il controllo del focolaio".L'Iss ricorda che "l'Oms ha inviato sul posto un team di risposta rapida per identificare le cause del focolaio e rafforzare la risposta".  Quanto al caso sospetto di Lucca, "l'Istituto superiore di sanità si è attivato immediatamente una volta ricevuta la segnalazione che presso l'Ospedale San Luca di Lucca è stato ricoverato un paziente di rientro dal Congo con sintomatologia simile a quella descritta nel Paese africano, allertando il ministero della Salute.

La persona, ricoverata dal 22 novembre, è stata dimessa il 3 dicembre perché guarita, ma al momento non è sta effettuata una diagnosi.Alcuni campioni di siero prelevati dal paziente nella fase acuta e dopo la guarigione sono stati inviati all'Iss per le analisi" che attualmente sono ancora in corso, spiega l'Istituto superiore di sanità. "In assenza di una ipotesi verificata sull'origine dei casi – riferisce l'Iss – verranno ripetuti i test già effettuati durante il ricovero e, compatibilmente con la quantità di campione ricevuto, ne verranno effettuati altri su possibili cause della malattia.

Al momento non siamo in grado di definire i giorni necessari al completamento delle analisi, in quanto richiederanno le opportune verifiche di qualità del campione", precisano gli esperti dell'istituto.Una volta disponibile, "l'esito degli esami verrà comunicato al ministero della Salute e alle autorità internazionali". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, oltre 75 premi Nobel scrivono al Senato: “No a Robert Kennedy Jr alla sanità”

0

(Adnkronos) – Oltre 75 premi Nobel hanno firmato una lettera in cui esortano i senatori a non confermare la scelta del presidente eletto Donald Trump di nominare Robert F.Kennedy Jr.

per guidare il Dipartimento della Salute.Lo riporta il New York Times.

Nella lettera si parla di "mancanza di credenziali o esperienza rilevante", definendo Robert Kennedy jr "dannoso" per la salute pubblica. "Considerando il suo passato, affidare a Kennedy la responsabilità del Ministero della Salute rappresenterebbe un rischio per la salute pubblica", scrivono i 77 premi Nobel per la medicina, la fisica, la chimica e l'economia in questa lettera indirizzata ai senatori americani.Tra i firmatari c’è Drew Weissman, Premio Nobel per la Medicina nel 2023 per il suo lavoro sullo sviluppo di vaccini a Rna messaggero, decisivi nella lotta al Covid-19. Robert Kennedy Jr, nipote del presidente Usa assassinato "JFK", ha condotto per un certo periodo una campagna come candidato presidenziale a novembre prima di unirsi a Donald Trump.

Il repubblicano lo ha premiato per il suo sostegno dopo la vittoria assegnandogli un portafoglio ministeriale, ma questa nomina deve essere soggetta al voto di conferma del Senato, come prevede la Costituzione. "Oltre alla sua mancanza di qualifiche o di esperienza rilevante in medicina, scienza, sanità pubblica o governo, il signor Kennedy è stato un oppositore di molti vaccini che hanno contribuito a proteggere la salute e salvare vite umane, come quelli contro il morbillo e la poliomielite", scrivono i firmatari della lettera aperta. “Vi incoraggiamo fortemente a votare contro la conferma della sua nomina a ministro della Salute”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Monza ko in casa 2-1 con l’Udinese e Nesta rischia

0

(Adnkronos) – Il Monza perde 2-1 in casa con l'Udinese e resta a 10 punti al penultimo posto della classifica di Serie A.La squadra di Alessandro Nesta non vince una gara interna dal 16 marzo e ora il tecnico rischia seriamente la panchina, mentre l'Udinese torna al successo dopo cinque gare e si porta a 20 punti.

I brianzoli si illudono dopo il pareggio di Kyriakopoulos al 47' che risponde al gol di Lucca al 6' ma si scoprono e sono puniti in contropiede dal centrale sloveno Bijol al 70'.I lombardi cercano il pari fino alla fine ma le speranze si infrangono sulla traversa colpita da Dani Mota dopo le tante occasioni mancate.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Zelensky: “Tregua non basta per fermare Putin”

0

(Adnkronos) –
La tregua senza garanzie di sicurezza non basta all'Ucraina nella guerra contro la Russia.Chi vuole bloccare Vladimir Putin, deve sostenere Kiev.

E' il messaggio che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lancia dopo l'ultimo round di incontri a Parigi con il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente americano Donald Trump. Il prossimo inquilino della Casa Bianca, che si insedierà tra poco più di un mese, va in pressing su Kiev e Mosca per porre fine alla guerra.Deve però conciliare posizioni che ad oggi sono ancora distanti.

Putin non è intenzionato a rinunciare alla regioni annesse (Zaporizhzhia, Kherson, Donetsk e Luhansk) e controllate solo parzialmente.Zelensky non si fida del nemico: per abbassare le armi, chiede garanzie.  "L'ho detto al presidente Macron e al presidente Trump: Putin non vuole che questa guerra finisca, quindi deve essere costretto a chiuderla.

Ed è possibile farlo solo se l'Ucraina è forte, prima sul campo di battaglia e poi a livello diplomatico.Quindi, le garanzie di sicurezza.

In questo momento non possiamo entrare nella Nato ma possiamo essere invitati.E' difficile però parlare dell'invito della Nato con il presidente Trump oggi, visto che non è ancora alla Casa Bianca.

Non ha ancora tutti gli strumenti a disposizione", dice il leader ucraino. "Chiamerò il presidente Biden, se potrà parlare con me, e solleverò proprio la questione dell'invito nella Nato.E' l'attuale presidente degli Usa e molto dipende dalla sua posizione.

E non ha senso discutere con il presidente Trump di ciò che oggi, mentre non è ancora alla Casa Bianca, non dipende da lui", dice confidando nell'ultimo assist del presidente uscente, che ha appena garantito un pacchetto di aiuti da un miliardo di dollari.  La tregua, dice Zelensky, non basta. "Se c'è un cessate il fuoco mentre l'Ucraina non è nella Nato, anche se ricevessimo un invito, chi fornirà garanzie di sicurezza?Possiamo pensare e lavorare sulla posizione espressa da Emmanuel" Macron. Il presidente francese "ha suggerito che una parte delle truppe di uno o di un altro paese dovrebbe essere presente sul territorio dell'Ucraina, questo garantirebbe la nostra sicurezza mentre l'Ucraina non è nella Nato", dice rivelando lo scenario delineato dal presidente francese. "Ma prima di ciò, dobbiamo avere una chiara comprensione di quando l'Ucraina farà parte dell'Ue e quando l'Ucraina sarà nella Nato: queste sarebbero garanzie molto efficaci", ribadisce.  Il destino dell'Ucraina, afferma Zelensky, è centrale sullo schacchiere internazionale. "Gli eventi in Siria sono l'esempio concreto che spiega perché l'Ucraina ha bisogno del fermo sostegno e della fiducia dei nostri partner.

Il regime di Assad è caduto non solo a causa della forza dell'opposizione.Quello che è successo è legato anche all'assenza di truppe russe lì", dice. "Perché?

Perché l'intero esercito russo pronto al combattimento è sul territorio dell'Ucraina.E questo significa esattamente che l'intero esercito di questo pseudo-impero sta combattendo contro il popolo ucraino oggi.

Ecco perché oggi è molto importante che tutti i paesi che vogliono un mondo senza guerra e che giudicano importante la sicurezza – i paesi europei, gli Stati Uniti, gli altri paesi del mondo, i leader mondiali – capiscano questa prospettiva: qui e ora, si stanno decidendo molte cose", afferma ancora. "La forza dell'esercito russo dipende dalla forza dell'Ucraina.Perché se l'Ucraina cade, Putin tornerà in Siria per vendicarsi, in Africa e in molte altre regioni che gli interessano.

E mi sembra che questa sia la cosa più importante che tutti dovrebbero capire: in questa unione attorno all'Ucraina, il successo è il successo generale del mondo.E' il successo che unisce.

E l'unità che dà successo". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, truppe Israele avanzano nel Golan. Netanyahu: “Alture nostre per l’eternità”

0

(Adnkronos) – Le truppe israeliane, dopo il rovesciamento di Bashar al-Assad da parte dei ribelli, avanzano in Siria nella zona cuscinetto ai margini con la parte delle Alture di Golan occupata e annessa da Israele.Un'avanzata che costituisce "una violazione" dell'accordo di disimpegno del 1974 tra Israele e Siria, ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric.  Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha assicurato che l'avanzata delle truppe israeliane nella zona cuscinetto delle Alture di Golan è "una misura limitata e temporanea". "Lo sottolineo: si tratta di una misura limitata e temporanea che abbiamo adottato per ragioni di sicurezza", ha affermato Saar in una conferenza stampa a Gerusalemme. Anche l'ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon, in una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha assicurato che le azioni in Siria sono "misure limitate e temporanee". "Mi sono rivolto al Consiglio di Sicurezza – ha spiegato Danon in un tweet – e ho chiarito che in risposta alla crescente minaccia alla sicurezza sul confine siriano-israeliano e al pericolo che rappresenta per i nostri cittadini, abbiamo adottato misure limitate e temporanee.

Ho sottolineato che lo Stato di Israele non interviene nel conflitto tra i ribelli in Siria.Le nostre azioni si concentrano esclusivamente sul mantenimento della nostra sicurezza e siamo impegnati nel quadro dell’accordo di separazione delle forze firmato nel 1974 tra Siria e Israele". Non ha usato mezzi termini Benjamin Netanyahu.

La parte del Golan siriano occupata e annessa appartiene a Israele "per l'eternità", ha detto il premier israeliano. "Le Alture del Golan faranno parte dello Stato di Israele per l'eternità", ha scandito. Per gli Usa l'incursione di Israele in Siria oltre le Alture del Golan, dopo il rovesciamento di Assad da parte dei ribelli, deve essere solo "temporanea".Si è espresso così il portavoce del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller. "Si tratta di un'azione temporanea che hanno intrapreso in risposta alla mossa dell'esercito siriano che si è ritirato da quell'area.

Ora, ciò che vogliamo vedere, in ultima analisi, è che l'accordo" (del 1974) "sia pienamente rispettato, e vigileremo affinché Israele lo faccia", ha dichiarato ai giornalisti.  Miller ha espresso comprensione per le azioni di Israele, affermando che l'esercito siriano ha "abbandonato le sue posizioni nell'area intorno alla zona cuscinetto israelo-siriana", lasciando un possibile vuoto. "Ogni Paese ha il diritto di agire contro le organizzazioni terroristiche e ogni Paese, credo, sarebbe preoccupato di un possibile vuoto che potrebbe essere riempito da organizzazioni terroristiche sul proprio confine", ha affermato Miller. 
Hezbollah, nel suo primo commento da quando i ribelli hanno rovesciato Assad, ha condannato l'aumento degli attacchi israeliani alla Siria e ha affermato di sostenere il popolo del Paese.Hezbollah ha criticato duramente Israele per "aver occupato più terra sulle Alture del Golan" e per "aver colpito e distrutto le capacità difensive dello stato siriano". "Mentre affermiamo il nostro sostegno alla Siria e al suo popolo, sottolineiamo la necessità di preservare l'unità della Siria", ha aggiunto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esplosione a Calenzano, morti e feriti. Il momento del boato, i danni, la paura

0

(Adnkronos) – E' di 2 morti, 3 dispersi e 26 feriti (9 portati in ospedale dalle ambulanze del 118 più altri 17 che si sono presentati da soli in pronto soccorso, con problemi meno gravi) il bilancio dell'esplosione avvenuta in un deposito di carburanti Eni a Calenzano (Firenze), in via Erbosa, intorno alle 10.20 di ieri mattina, in una zona vicino alla linea ferroviaria che conduce a Prato e all'autostrada.  A esplodere, innescando un incendio, è stata una delle autobotti presso le pensiline di carico, nella zona dove viene caricato il carburante: è questa l'ipotesi su cui lavora la Procura di Prato, competente territorialmente, che ha aperto un'inchiesta per chiarire la dinamica dell'incidente e accertare le eventuali responsabilità penali.Il procuratore Luca Tescaroli ha fatto un lungo sopralluogo sul luogo dell'esplosione. "Allo stato è possibile evidenziare che al momento dell'esplosione erano presenti diverse autobotti parcheggiate all'altezza degli stalli di approvvigionamento del carburante", ha detto il magistrato. La Procura ha coinvolto subito nelle indagini i carabinieri del comando provinciale di Firenze ed ha nominato alcuni medici legali e tre consulenti tecnici per accertare le cause dell'esplosione. "Abbiamo richiesto l'intervento dell'Arpat e dell'Asl Toscana Centro per evidenziare i profili di possibile responsabilità sul luogo teatro dell'esplosione", ha aggiunto Tescaroli.  Domani mercoledì 11 dicembre sarà giornata di lutto regionale in Toscana, come ha annunciato il presidente Eugenio Giani al termine della riunione della Giunta.

Il Comune di Calenzano ha proclamato due giorni di lutto, ieri e oggi. "Le bandiere degli edifici della Regione saranno esposte a mezz'asta per l'intera giornata e verranno listate a lutto", ha spiegato Giani che ha invitato gli enti locali e gli enti decentrati dello Stato aventi sede in Toscana ad aderire alla giornata di cordoglio.  E sempre per domani Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero generale provinciale di 4 ore (fine turno) con manifestazione (ore 14:30-16:30) a Calenzano. "Siamo di fronte all'ennesima tragedia sul lavoro con dimensioni e risvolti ancora da capire su vari fronti.Quello che è successo è inaccettabile, attendiamo il lavoro degli inquirenti per fare luce sulle modalità di quanto accaduto.

Senza sicurezza non c'è lavoro, non c'è dignità, non c'è vita", hanno affermato i sindacati.  Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al presidente della Regione Giani per avere informazioni sui feriti, per portare la solidarietà alle famiglie delle vittime e per ringraziare i soccorritori che sono intervenuti con grande professionalità. "Il Capo dello Stato mi ha tempestivamente chiamato per informarsi su quanto accaduto e per esprimere con parole molto umane solidarietà e vicinanza a coloro che sono stati colpiti dal gravissimo evento e ai familiari delle vittime", ha spiegato Giani. La prima chiamata di soccorso indirizzata alla Asl Toscana Centro è avvenuta alle ore 10:24 da parte della Centrale Unica di Risposta 112.Sono stati subito attivati il 118 e le altre istituzioni coinvolte.

E con l'attivazione dei mezzi di soccorso è stato costituito il posto di comando avanzato in collaborazione con i vigili del fuoco per coordinare i soccorsi.Nel frattempo, il Dipartimento della Protezione Civile ha attivato l'Unità di Crisi in collegamento con il Centro Coordinamento Soccorsi della Prefettura di Firenze. In totale con le ambulanze sono state trasferite 9 persone ferite, di cui due in codice rosso per gravi ustioni poi elitrasportate all'ospedale di Cisanello a Pisa: si tratta di un operaio livornese di 51 anni, con il 70% del corpo bruciato, anche in profondità, e di un operaio di 47 anni, che è stato intubato a Careggi.

I restanti pazienti meno gravi sono stati ricoverati all'ospedale fiorentino di Careggi e all'ospedale Santo Stefano di Prato.Sono arrivati spontaneamente nei pronto soccorso della zona altri 16 feriti lievi, in particolare per patologie traumatiche dell'orecchio e per traumi al rachide: si tratta di persone che si trovavano in prossimità del luogo dell'evento.

La Prefettura di Firenze ha così aggiornato a 26 il numero dei feriti. I soccorritori intervenuti dopo l'esplosione hanno individuato in breve tempo due vittime: la prima è stata identificata in Vincenzo Martinelli, 51 originario di Napoli e residente vicino a Prato.Gli altri tra la vittima non identificata e dispersi sarebbero: un operaio originario di Catania di 57 anni, un operaio originario della provincia di Novara di 49 anni, un operaio nato in Germania ma cittadino italiano di 45 anni e un operaio di Matera di 45 anni.  Il boato della spaventosa esplosione ha mandato in frantumi i vetri di numerose abitazioni e degli edifici industriali e commerciali presenti nella zona del deposito Eni e alcune persone sono rimaste anche ferite leggermente dalle schegge.

La colonna di fumo che si è subito alzata dopo lo scoppio dell'incendio è stata visibile anche dai comuni vicini e immediato è scattato il sistema regionale di emergenza sanitaria, con i vigili del fuoco e le forze dell'ordine.Almeno 15 aziende nei dintorni sono state evacuate a scopo cautelativo e hanno subito danni.

Evacuati da parte del Comune anche una piscina e il palazzetto dello sport che sono non molto distanti dal luogo dell'incidente. "È stato un evento drammatico ed è stato vissuto anche con una grandissima preoccupazione della cittadinanza, che ha subito, soprattutto nella parte più vicina al deposito, dei danni, da un'onda d'urto importante, che ha frantumato i vetri delle fabbriche e anche delle case.Naturalmente la cosa più da tristezza è il fatto che ci sono stati dei deceduti e dei feriti, il bilancio purtroppo è molto grave.

A Calenzano non si era mai verificato un evento di questo tipo.E' sicuramente il fatto più grave accaduto a Calenzano dal secondo dopoguerra ad oggi", ha detto il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani. "La comunità di Calenzano – ha aggiunto il sindaco Carovani – è scossa e profondamente addolorata da quanto accaduto.

Siamo vicini alle famiglie delle vittime e alle persone ferite e abbiamo deciso di dichiarare lutto cittadino in segno di rispetto.Ringrazio il sistema di Protezione civile, i vigili del fuoco, i sanitari, le forze dell'ordine e tutti i soggetti coinvolti nei soccorsi e attendiamo le prossime ore per capire l'esatta dinamica dell'evento.

L'area interessata dall'incidente è classificata nel Piano di protezione civile comunale come impianto considerato a rischio di incidente rilevante, che prevede un Piano di emergenza esterno coordinato dalla Prefettura, come è accaduto stamani". Gli investigatori hanno già preparato una prima ricostruzione, accertando che l'esplosione è avvenuta nella zona del deposito Eni dove si trovano 9 silos pieni di carburante per il rifornimento dei mezzi.Ieri mattina c’erano sette auto cisterne in fila per fare rifornimento.

Sull'innesco dell'esplosione non c'è ancora chiarezza.Secondo un'ipotetica ricostruzione, l'esplosione sarebbe avvenuta a seguito della perdita di liquido durante le operazioni di ricarica delle autobotti.

L'area in cui è avvenuta la deflagrazione è stata posta sotto sequestro. "Non ci sono rischi per la salute.Le concentrazioni in aria a livello del suolo a partire dalla conclusione delle operazioni di spegnimento sono da ritenersi trascurabili e la nube dell’incendio si è dispersa in quota in tempi relativamente brevi.

Per tali motivi non si ravvisa la necessità di prelievo di campioni al suolo". È questo l'esito del monitoraggio di Arpat, l'agenzia per l'ambiente della Regione Toscana.I tecnici hanno confermato quanto aveva anticipato l'assessora regionale all'ambiente e alla protezione civile, Monia Monni, che aveva rassicurato sulla conseguenza della colonna di fumo che si era levata sul cielo di Calenzano dopo la tragica esplosione. "Sono in corso le verifiche sugli eventuali sversamenti di idrocarburi al di fuori dell'impianto – ha aggiunto Arpat – Seguirà analogo rapporto relativamente a tale problematica".  Eni, con un comunicato, ha espresso "la propria forte vicinanza alle famiglie delle persone decedute e alle persone rimaste coinvolte nell’incidente".

Eni, inoltre, "sta pienamente collaborando con l'autorità giudiziaria per l'accertamento delle dinamiche e delle cause" dell'esplosione di una delle autobotti presso la pensilina di carico e ha confermato che "l'incendio è stato completamente domato in modo tempestivo dai vigili del fuoco".Unanime il cordoglio delle forze politiche nazionali, regionali e locali per la tragedia sul lavoro. "Vicinanza alle famiglie delle vittime e ai feriti" è stata espressa anche dai vescovi di Firenze e Prato.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)